Categoria: Economia e Finanza

  • BlackRock donne italiane ottimiste sul futuro finanziario

    Il 37% delle donne italiane si dimostra ottimista sul futuro finanziario, superando le spagnole (34%), le francesi (28%) ma meno rispetto alla media europea (43%). In merito alla capacità di prendere decisioni nel medio lungo termine le italiane rappresentano il 33% verso il 41% della media europea mentre sulla propensione a decisioni di lungo termine, le italiane seguono la Francia (53%) con il 52% e a fronte di una media europea del 51%. Sono alcune delle evidenze dell’“Investor Pulse 2016” di BlackRock, ricerca che indaga le abitudini di risparmio ed investimento degli Italiani

    Black Rock donne italiane

    Le preoccupazioni. Tra le principali vanno segnalate: l’andamento economico del paese (53% rispetto ad una media europea del 42%), le politiche fiscali e l’elevato costo della vita (51%). Spicca inoltre rispetto agli altri paesi esaminati, l’apprensione per la forte incidenza della volatilità dei mercati (16% rispetto al 10% della media europea).

    Le priorità finanziarie. Su questo tema le donne italiane non si discostano dalle europee in merito al risparmio in generale e al risparmio/investimento per la pensione, che in media si attesta intorno al 32%, mentre si distinguono per l’educazione dei figli, dove occupano il secondo posto con il 27%, dopo le spagnole al 32%, e rispetto ad una media europea del 19%. L’Italia è anche il paese che mostra, sempre con la Spagna, una significativa propensione alla cura degli anziani (7% verso 5% di media europea).

    Come si risparmia e si investe. Per quanto concerne la capacità di detenere sia risparmi sia investimenti, l’Italia insieme alla Svezia mostra una maggiore propensione della media europea (35%), rispettivamente con il 38% e il 58%.Le donne italiane si collocano invece ai vertici della classifica, distanziando la media europea di ben 16 punti percentuali (45% verso 29%), nell’esprimere interesse nella gestione dei loro investimenti. E sono sempre le italiane ad occupare il vertice della classifica europea per quanto riguarda la diversificazione del portafoglio, seppure il cash detenuto superi il 50%, laddove la media europea è pari al 70%, con punte massime nei Paesi Bassi (89%), seguiti da Belgio (77%) e Regno Unito (73%).

    Il cash in portafoglio. Le italiane si collocano in una buona posizione, alle spalle delle spagnole, anche per ciò che riguarda il cash realmente detenuto rispetto a quello che idealmente sarebbe opportuno allocare. Infatti alla domanda “Qual è la percentuale ideale sul totale dei risparmi/investimenti che dovrebbe essere detenuta in cash?”, le italiane hanno risposto indicando un valore del 32%, che confrontato con quello realmente detenuto evidenzia una discrepanza di 21 punti, inferiore alla media europea (29 punti) e superata solo dalla Spagna con 19 punti.

    La consulenza finanziaria. Se solo il 26% delle donne europee intervistate dichiara di aver condotto una revisione annuale del proprio patrimonio finanziario negli ultimi 12 mesi, le tedesche e le italiane appaiono più attente a questo aspetto, rispettivamente con il 35% e il 31%. Viceversa il 29% del totale delle intervistate italiane ha dichiarato di non aver avuto motivo per effettuare tale revisione. Italiane e spagnole si avvalgono frequentemente di un professionista finanziario per la gestione degli investimenti, risultando le europee che maggiormente usufruiscono di tali servizi (25% rispetto alla media europea del 19%). Per quanto riguarda le fonti di informazione in questo ambito, a livello europeo il principale interlocutore rimane la banca (42%), seguito da internet e famiglia ed amici (32%), valori ai quali le italiane sono mediamente allineate. Spicca invece una propensione da parte delle nostre connazionali nella raccolta di suggerimenti e consulenze presso le assicurazioni (13% verso 7% media europea).

    L’investimento per la pensione. Se si guarda infine al tema delicato delle pensioni, le donne italiane accompagnate dalle spagnole si classificano ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione (rispettivamente 40% e 43%), mentre le punte massime sono toccate da Svezia e Germania (69% e 68%). Conseguentemente, il 42% delle italiane non ripone fiducia nel raggiungere un reddito congruo per il periodo della pensione (la media europea è invece pari al 28%), con Spagna e Paesi Bassi che si attestano al 22%, seguiti dalla Germania al 21%. Tra le motivazioni c’è una scarsa comprensione su quanto destinare alla pensione e poca chiarezza sulla definizione dei piani pensionistici.

    FONTE: Il Sole24Ore

  • Trading pericoloso se il guadagno viene prima del rischio

    Il mondo va sempre più di fretta e anche le forme di investimento sembra che si siano adeguate. La nuova vera frontiera del trading online infatti è oggi la negoziazione delle opzioni binarie, soprattutto quelle che hanno una scadenza estremamente ridotta. Anche soli 60 secondi.

    Il motivo per cui sono una forma di trading molto apprezzata è semplice: piacciono perché non ci vuole molto a capire come funzionano le opzioni binarie. Sono affini a una sorta di scommessa (basta decidere se investire su un evento o su quello opposto) e questo crea la falsa aspettativa che serva poco per guadagnare bene nei mercati finanziari. Soldi facili insomma. anche se non c’è niente di più falso dal momento che nel mondo dei mercati finanziari non esiste nulla di semplice. E ancora meno c’è qualcosa di facile interpretazione o previsione.

    La scelta di trading consapevole

    Quello che è facile però, è adescare i creduloni in rete e convincerli che si può guadagnare bene e in poco tempo. Specie perché in un mondo che corre a grande velocità, se dici a qualcuno che può volare in poco tempo lo colpirai. Riflettete su una cosa: se dicessimo a qualcuno “preferisci guadagnare 1000 dollari in un’ora o mille dollari in un giorno?”, tutti sceglierebbero la prima opzione. Ma nessuno penserebbe di rispondere: quanto rischio nel primo caso e quanto nel secondo?

    Il punto è proprio questo. Quando il guadagno diventa la prima scelta mentre il rischio viene ignorato, allora fare trading online diventa pericoloso. Ed è su questo che punta chi propone guadagni facili attraverso operazioni nei mercati finanziari. Punta sul fatto che vengono ignorate le variabili più importanti perché si resta abbagliati dai numeri, dal profitto.

    Ecco perché il suggerimento migliore che si può dare a chi vuole investire online è sempre quello di ponderare sempre bene sia rendimenti che rischi. Ne va dell’integrità del vostro capitale.

  • Black Rock Italia, le donne italiane ottimiste sul proprio futuro finanziario

    Le donne italiane sono quelle che si avvalgono maggiormente dei consulenti finanziari rispetto alle investitrici europei. A confermarlo è la quarta edizione dell’”Investor Pulse” di BlackRock che ha indagato le abitudini di risparmio ed investimento degli italiani, con un focus dedicato alle donne.

    BlackRock Italia Black Rock le donne italiane vi adorano

    Le donne italiane, in particolare, hanno dimostrato di essere più attente (31%) alla revisione del portafoglio rispetto alle cugine europee (26%). Italiane e spagnole sono anche le due nazionalità di donne che si avvalgono frequentemente di un professionista finanziario per la gestione degli investimenti, risultando le europee che maggiormente usufruiscono di tali servizi (25% rispetto alla media europea del 19%).

    Dall’indagine emerge che rispetto alla media europea del 43%, il 37% delle donne italiane è ottimista sul proprio futuro finanziario. Il 33% ritiene di essere in grado di prendere decisioni nel medio lungo termine e in materia di investimenti a lungo termine, le italiane seguono la Francia rispettivamente con il 52% ed il 53% rispetto ad una media europea del 51%.

    Ma quali sono le principali preoccupazioni finanziarie delle italiane?

    Dallo studio si evidenzia: l’andamento economico del paese (53% rispetto ad una media europea del 42%), le politiche fiscali e l’elevato costo della vita (51%). Ma anche la volatilità dei mercati (16% rispetto al 10% della media europea).

    Per quanto concerne la capacità di detenere sia risparmi sia investimenti, l’Italia insieme alla Svezia mostra una maggiore propensione della media europea (35%), rispettivamente con il 38% e il 58%. Le donne italiane si collocano invece ai vertici della classifica, distanziando la media europea di ben 16 punti percentuali (45% verso 29%), nell’esprimere interesse nella gestione dei loro investimenti. E sono sempre le italiane ad occupare il vertice della classifica europea per quanto riguarda la diversificazione del portafoglio, seppure il cash detenuto superi il 50%, laddove la media europea è pari al 70%, con punte massime nei Paesi Bassi (89%), seguiti da Belgio (77%) e Regno Unito (73%).

    E’ un tema delicato e caldo resta quello della previdenza. Le donne italiane si classificano ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione (40%), e circa il 42% delle italiane non ripone fiducia nel raggiungere un reddito congruo per il periodo della pensione (la media europea è invece pari al 28%). A motivare queste risposte vi è l’incertezza e la scarsa comprensione su quanto destinare alla pensione e poca chiarezza sulla definizione dei piani pensionistici.

    FONTE: Advisoronline.it

  • Positano e Portofino sono le località più care di agosto, la Campania è la regione a più “alta concentrazione” di mete lussuose

    Il mare cristallino e gli scorci da favola non sono le uniche cose che accomunano Positano, Portofino e Taormina: queste tre località sono anche quelle in cui le vacanze ad agosto costeranno di più. Secondo un’analisi del portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, nel mese dell’alta stagione 2016 si arriveranno a spendere fino a 200 euro a notte per non rinunciare al fascino di queste mete da sempre ambite dal jet set mondiale.

    Lo studio ha preso in considerazione il costo giornaliero di un alloggio “tipo” – un appartamento con quattro posti letto – affittato nelle settimane centrali del mese di agosto: si sono classificate prime in classifica, con una spesa media richiesta identica, Positano e Portofino, dove si spendono 200 euro a notte. È sempre al mare la terza sul podio e si tratta della località siciliana del lusso per eccellenza, ossia Taormina in cui vengono chiesti mediamente 190 euro per un affitto turistico. Si tratta di cifre sicuramente importanti e che, in queste località, non hanno subito variazioni annuali, pur consentendo a chi non è disposto a rinunciare alle loro bellezze e al loro fascino di risparmiare circa il 30% rispetto alle tariffe medie degli hotel nelle stesse località.

    Per l’estate 2016 è la Campania la regione più popolata di mete high cost che sono rientrate nella top 20 di Casevacanza.it: oltre alla regina della classifica, Positano, anche Amalfi registra costi elevati per gli affitti turistici e qui la media è pari a 155 euro al giorno. Seppur di poco, Capri ha superato Ischia per i costi degli appartamenti ad agosto, considerate le due richieste medie pari rispettivamente a 160 euro e 140.

    Da sempre mete del turismo d’élite, le due grandi isole italiane, Sicilia e Sardegna, rimangono ricercatissime. Oltre a Taormina, della Sicilia si trovano in classifica anche Lipari e Favignana, dove le case vacanze costano mediamente 160 euro a notte. In Sardegna, invece, le località con i prezzi più elevati sono risultate la rinomata Porto Cervo (Arzachena) con una media di 180 euro a notte, La Maddalena (170) e Alghero (165).

    Se il filo conduttore della classifica è il mare, rientra in una posizione piuttosto elevata della top 20 solo una località di montagna, Cortina d’Ampezzo, che non perde il suo fascino nemmeno nella bella stagione e registra un costo medio di 175 euro, arrivando al quinto posto.

    Per chi ama le coste della Toscana, Porto Santo Stefano è la località più cara con una media di 170 euro a notte, seguita da Forte dei Marmi (140) e Castiglione della Pescaia (130).

    Anche se Roma è uscita dalla classifica del lusso estivo, il Lazio resta grazie ai costi di Ponza e Sperlonga. Sulla piccola isola del Tirreno si spendono mediamente 170 euro a notte, cifra giustificata anche dall’offerta ridotta di immobili turistici, mentre nel borghetto di case bianche a picco sul mare di Sperlonga la media è di 150 euro. Non poteva mancare il tanto rinomato Salento che ha piazzato ben tre delle sue località nella graduatoria dei prezzi più elevati: il gran numero di richieste ha portato Otranto, Gallipoli e Porto Cesareo a essere fra le venti mete più care per l’estate 2016, con prezzi che vanno dai 150 ai 125 euro.

    «Scegliere una casa vacanza nel periodo dell’alta stagione implica sempre un netto risparmio rispetto a quanto si spenderebbe in un hotel nella stessa località ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries srl, proprietaria di Casevacanza.it e questo è vero anche per le mete del turismo d’élite. La soluzione di un affitto turistico, così, diventa ideale per chi non vuole rinunciare alle vacanze nelle mete più “in” senza spendere cifre troppo elevate. Le mete citate nella nostra classifica offrono spesso soluzioni immobiliari di gran prestigio: a una clientela molto esigente viene offerta maggiore privacy e indipendenza rispetto a quanto garantiscono le più classiche strutture alberghiere.»

  • Comprare oro, un investimento valido per il lungo o breve

    Comprare oro è uno dei beni più “sicuri” per tutti quelli che vogliano fare investimenti sul lungo periodo ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato.
    Nonostante l’oro sia un ottimo investimento nel lungo periodo in qualità di bene rifugio, gli investitori più smaliziati hanno imparato che se compro oro nel momento giusto e la sua quotazione sale velocemente, come è successo spesso negli ultimi anni, lo posso rivendere velocemente ottenendo dei buoni realizzi.
    Questo tipo di operazione ha vari vantaggi rispetto a molti altri asset che a fronte di realizzi anche minori sono anche più rischiosi, soprattutto negli attuali tempi di crisi finanziaria comprare oro è uno delle scelte migliori che possiamo fare sia che si voglia fare un investimento sul lungo periodo sia che si voglia ottenere velocemente dei buoni realizzi.
    Certo è che per ottenere guadagni sul breve periodo è necessaria una conoscenza ed un’esperienza negli investimenti che va al di la delle capacità di un normale risparmiatore.
    Per riuscire ad ottenere buoni realizzi nel breve periodo sia con l’oro che con qualsiasi altro bene di investimento è necessario un monitoraggio continuo delle quotazioni dei mercati azionari, un’attività che richiede costanza e copertura degli orari nei quali le borse finanziarie sono aperte per poter essere pronti in caso di necessita sia a vendere che comprare.
    L’andamento dell’oro negli ultimi anni è stato molto volatile rispetto a periodi finanziariamente più stabili, questo oltre ad averlo trasformato l’oro in un bene appetibile anche nel breve periodo ha di fatto incoraggiato l’ingegneria finanziaria a immettere sul mercato nuovi strumenti finanziari di investimento basati su questo prezioso metallo.
    Oggi se acquisto oro finanziario posso scegliere i classici etf o utilizzare altri metodi di investimento come i fondi comuni di investimento o i futures che si basano sull’andamento del prezzo dell’oro futuro.
    Se al contrario sono un risparmiatore normale è voglio comprare oro per essere al sicuro sul lungo periodo posso sempre prendere in considerazione l’acquisto di oro fisico in lingotti o monete da investimento da detenere personalmente o lasciare in custodia in qualche caveau sicuro.
    In Germania un paese molto pragmatico sempre attento ai rischi provenienti dall’instabilità finanziaria, molti investitori hanno acquistato oro fisico da detenere personalmente con il solo scopo di procurarsi un paracadute economico contro qualsiasi crisi finanziaria e politica.
    L’oro fisico sarà sempre un valido mezzo per pagare anche in caso di gravi conflitti politici e sociali, come già è avvenuto durante eventi tragici anche di lungo periodo come le guerre mondiali che per lunghi avevano sconvolto le economie di tutto il mondo.

  • Immobili residenziali: nel primo semestre 2016 prezzi in calo del 2,1%

    Continua a rallentare la discesa dei prezzi del mercato residenziale italiano e, secondo l’Osservatorio condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), nel primo semestre 2016 la riduzione è stata pari al 2,1%.

    Si conferma quindi la tendenza evidenziata nelle rilevazioni precedenti che avevano fatto registrare, per il 2015 un -5,1% sui dodici mesi, diventato poi -2,9% nel secondo semestre dello scorso anno.

    A giugno 2016 il prezzo medio di un immobile italiano è stato pari a 1.964 euro al metro quadrato, anche se con oscillazioni importanti lungo lo Stivale; al Nord il costo evidenziato dall’Osservatorio sul mercato residenziale italiano messo a punto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it è pari a 1.969 euro al metro quadro che diventano 1.652 euro al Sud e addirittura 2.381 euro al metro quadro al Centro.

    Importante anche la differenza in termini assoluti fra grandi e piccoli centri: nelle località con oltre 250.000 abitanti il costo medio al metro quadro è pari a 2.610 euro; 1.721 euro per ciascun metro quadrato nei comuni con meno di 250.000 residenti.

    Le differenze, però, diventano minime se si analizzano i valori, e le relative variazioni, in termini percentuali; tanto al Nord quanto al Sud Italia i prezzi si sono ridotti del 2% su base annua e, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,6% da marzo a giugno 2016. Al Centro le diminuzioni di costo sono state pari al 2,5% nei dodici mesi e allo 0,5% nell’ultimo trimestre.

    La situazione varia poco anche se l’analisi viene fatta considerando come parametro la dimensione della città; nell’anno i prezzi si sono ridotti dell’1,9% nei grandi centri, del 2,2% in quelli più piccoli.

    «Come avevamo previsto – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itdopo anni di forte crisi il mercato immobiliare italiano tende nuovamente alla stabilità e questo non può che essere un bene anche per gli investitori che, infatti, ritornano a guardare con interesse al nostro Paese

    I capoluoghi di Regione

    Anche nel primo semestre del 2016 Firenze conserva il primato di capoluogo di regione più caro d’Italia con un prezzo al metro quadro pari a 3.418 euro, comunque inferiore dello 0,4% rispetto al 2015; seconda, nella classifica dei prezzi, è Roma che registra un calo importante nell’anno (-2,4%) e arriva ad una media di 3.381 euro al metro quadro sorpassando di un soffio Milano che si ferma a 3.255 euro (-0,3% nell’anno).

    Osservando la classifica dal lato opposto, il capoluogo di regione più economico è Catanzaro, dove per comprare casa si spendono mediamente 1.162 euro (-2,7% nell’anno), seguito da Campobasso (1.292 euro/mq; -6,7% rispetto al 2015) e Perugia (1.311 euro/mq; -6,5% rispetto al 2015)

    Il capoluogo di regione che nel corso degli scorsi dodici mesi ha subito il calo maggiore dei prezzi è Aosta: ai piedi del Monte Rosa i costi delle case sono scesi dell’8,2%.

    Uno solo dei venti capoluoghi di regione italiana ha visto invece crescere il prezzo degli immobili: è Potenza che con 1.693 euro al metro quadro porta la variazione al +1,8% su base annua e addirittura al +2,2% da marzo a giugno 2016.

  • Welfare: l’intervista a Radio24 all’imprenditore di Genova Gregorio Fogliani

    In qualità di imprenditore di Genova alla guida della società Qui! Group, Gregorio Fogliani affronta i temi dedicati al welfare aziendale e all’innovazione. Nel corso dell’intervista evidenzia nello specifico come tali strumenti rappresentino un elemento indispensabile per l’attività e la produzione per realtà quali le piccole e medie imprese.

    La bussola del Welfare nel mare della crisi: l’intervista a Gregorio Fogliani

    Nascere a livello imprenditoriale in una città marittima come Genova, ha permesso a Gregorio Fogliani di acquisire la capacità di navigare nel mare delle difficoltà, prevedere i rischi, saper affrontare in modo adeguato il futuro, come chi intraprende un piano di welfare deve identificare in azienda gli aiuti giusti per i propri dipendenti. Nel 1989, Gregorio Fogliani ha fondato il primo Gruppo a capitale interamente italiano nel mercato dei titoli di servizio per welfare aziendale e sociale. Oggi Qui! Group conta oltre 1300 dipendenti e collaboratori, un fatturato di 650 milioni di euro e un tasso di crescita annuale medio che da oltre dieci anni è del 15,9%. Nell’intervista dedicata alle potenzialità del Welfare per le PMI, l’imprenditore di Genova evidenzia come la produttività sia la soluzione alla crisi e che un adeguato piano di welfare possa motivare i dipendenti a raggiungere tali obiettivi.

    L’innovazione promossa da Qui! Group e da Gregorio Fogliani

    Qui! Group, realtà leader nel settore dei titoli di servizio, sotto la guida del presidente Gregorio Fogliani, ha fatto dell’innovazione e della ricerca uno dei principali aspetti del proprio core business, presentando recentemente un portale dedicato alla gestione e all’amministrazione dei flex benefits. Denominata MyWelfare, l’innovativa piattaforma è strutturata per offrire alle realtà aziendali l’opportunità di introdurre piani di welfare integrati con tutti i servizi integrati promossi da Qui! Group. Tale sinergia permette alle realtà coinvolte di risparmiare risorse importanti nella gestione delle procedure amministrative, nonché personalizzare in modo sempre più avanzato i piani dedicati ai singoli dipendenti.

  • Filippo Deangelis: intervento critico sulle conseguenze della Brexit

    Un avvenimento come quello della Brexit scatena le immancabili riflessioni, in particolare nel mondo economico e finanziario: voci di esperti come Filippo Deangelis risultano in questi casi di fondamentale importanza per una lettura critica del fenomeno.

    Filippo Deangelis - Commercialista, Contabile

    Brexit: Filippo Deangelis offre le proprie riflessioni sul fenomeno europeo

    A seguito del fenomeno denominato Brexit i commenti degli esperti del settore si sono diffusi, nel tentativo di interpretare una decisione così cruciale, come quella presa dalla Gran Bretagna di non fare più parte dell’Unione Europea. Le considerazioni principali vengono avanzate sul fronte economico-finanziario, in quanto nonostante la UK non fosse mai divenuta parte dell’Area Euro, il suo peso specifico sull’economia dell’Unione Europea è sempre stato notevole. Professionisti del settore come Filippo Deangelis hanno, nei giorni successivi all’evento, pubblicato attente riflessioni sulla situazione che si è venuta a creare nei mercati europei. Il primo risultato che è balzato agli occhi è stato quello del calo delle differenti borse nazionali: in Italia il FTES MIB ed il FTSE Allshare hanno perso rispettivamente l’11,17% e il 10,56%. Il punto però che più di tutti suscita un particolare interesse dell’intervento in questione, riguarda i quesiti che l’esperto Dottore Commercialista e Revisore Contabile si pone in merito alla correttezza delle previsioni che gli economisti hanno avanzato in merito agli effetti della Brexit: si tratta degli stessi economisti che avevano mancato di riconoscere l’approssimarsi della crisi finanziaria considerando la Lehman Brothers come uno degli istituti bancari più solidi del mondo. Per ciò che riguarda il futuro della Gran Bretagna, Filippo Deangelis considera il fatto che tale nazione, come già accennato, non ha mai aderito all’Euro rimanendo in ogni caso una grande potenza mondiale; questo dà modo di prevedere un mantenimento della propria predominanza anche a seguito dell’uscita dalla UE.

    Percorso biografico di Filippo Deangelis

    Classe 1967, Filippo Deangelis è Dottore Commercialista e Revisore Contabile abilitato, con una prestigiosa formazione conseguita presso la LUISS di Roma e completata presso l’Insitut de Formation du Credit Agricole Mutuel di Parigi agli esordi degli anni Novanta. Specializzatosi nel settore bancario (a Parigi frequenta il Corso di Formazione sugli Strumenti Innovativi della Raccolta Bancaria), svolge un lungo percorso professionale all’interno di Banca Nazionale del Lavoro: diviene dirigente grazie al corso organizzato da BNL stessa per la Formazione del Personale Direttivo, assumendo nel 1996 il titolo di Settorista Grandi Gruppi per la filiale de l’Aquila e nel 1999 quello di Direttore per la filiale di Avezzano. Con gli anni decide di slegarsi dall’ambito bancario per intraprendere un percorso professionale di natura indipendente: attualmente Filippo Deangelis opera nel campo del Financial Advisory e del Financial Restructuring offrendo consulenze di natura prevalentemente aziendale per interventi sui fronti di Finanza ordinaria e straordinaria e sul fronte del Business, anche qui di tipologia sia ordinaria che straordinaria.

    Per maggiori dettagli sull’articolo scritto da Filippo Deangelis, visitate la pagina corrispondente.

  • È il Network Marketing una opportunità di business?

    Avendo un blog dedicato al Network Marketing (Successo Network Marketing), mi viene chiesto spesso se il Network Marketing è una opportunità di guadagno oppure no.

    Dato che io svolgo questa attività potresti aspettarti che la risposta è “Si, entra nel mio team!”. Invece, la risposta è “dipende”.

    Questa attività molto spesso viene promossa dagli sponsor come il metodo “per raggiungere la libertà finanziaria in pochi mesi”, oppure “Il metodo per guadagnare 10.000€ al mese senza avere le competenze”.

    Balle.

    Il Network Marketing è una attività imprenditoriale. L’imprenditore ha bisogno di competenze, ha bisogno di studiare e di mettere in pratica quanto studiato.

    Il Network Marketing è una opportunità se lo intraprendi come un attività imprenditoriale: se studi.

    Il Network Marketing richiede sudore, competenze e tempo.

    La “motivazione non basta”.

    Se poi fai Network Marketing disturbando le persone, chiamando a freddo chi non conosce e “tecniche varie” allora questa strada non ti sorriderà a lungo. Finirai per guadagnare pochi spicci al mese.

    Se invece hai voglia di impegnarti, sudare, e acquisire competenze… i guadagni ti aspettano.

    Il Network Marketing è accessibile a tutti ma non è per tutti: è solo per un èlite che pensa.

    Network Marketing, opportunità oppure no? Dipende.

  • Quasi un quarto delle nuove carte di credito italiane in Lombardia, ma gli italiani continuano a preferire i conti correnti

    Nonostante le misure di incoraggiamento alla diffusione dei pagamenti elettronici, l’Italia è ancora lontana dalle medie europee di utilizzo di carte di credito. Lo dimostra un’indagine condotta dal comparatore di prodotti finanziari Facile.it (http://www.facile.it/conti.html) su un campione di circa 100.000 richieste per nuovi conti correnti e carte di credito giunte al portale nel primo semestre 2016. In base ai dati ottenuti, la ricerca di conti correnti ha superato di tre volte quella relativa alle carte di credito.

    Scendendo nel dettaglio delle richieste effettuate, si nota come la loro provenienza geografica vari a seconda del tipo di prodotto cercato.

    Se le regioni del Sud compaiono tra le prime posizioni per la comparazione di carte di credito, quando si tratta di conti correnti in cima alla classifica si trovano principalmente regioni del Nord Italia; tutto questo nonostante quasi un quarto delle nuove richieste di carte di credito italiane abbia come titolare un residente in Lombardia.

    La regione occupa la prima posizione per l’interesse dimostrato dai suoi cittadini sia per le carte di credito che per i conti correnti; nel corso del semestre analizzato è arrivato da qui il 22,7% delle nuove richieste di carte di credito ed il 26,13% di quelle relative ai conti. A seguire, in entrambe le classifiche, troviamo il Lazio, da dove è stato effettuato il 17,4% del totale di ricerche per le carte di credito e il 16,75% per i conti correnti.

    Analizzando la terza e la quarta posizione delle due classifiche si nota il diverso approccio tra Nord e Sud per ciò che riguarda i due prodotti finanziari: nella lista delle regioni più interessate alle carte di credito, la Campania e la Sicilia occupano rispettivamente il terzo e quarto posto, con una percentuale pari al 9,85% e 8,07% sul totale delle richieste. Cambia tutto se si guarda ai conti correnti in cui terza e quarta regione in classifica si trovano al Nord e sono il Veneto e l’Emilia Romagna; da queste due arriva rispettivamente il 9,03% e il 7,37% delle richieste.

  • Black Rock Italia: in Europa punta su asset da riqualificare

    Focus su un’Europa a bassa crescita e nel settore value added. Per estrarre valore da asset immobiliari da riqualificare. È la strategia del colosso americano Blackrock nel segmento real estate, nel quale vanta un portafoglio europeo da sette miliardi di dollari. Con una predilezione per il Nord del Vecchio continente, anche se con un occhio sull’Italia.

    Black Rock Headquarter_480

    Secondo i bene informati, nel nostro Paese il gruppo sta guardando svariati asset in cerca dell’occasione giusta per fare l’ingresso nel mercato immobiliare, con un focus particolare su Milano. Sarà la paura che si è diffusa in Gran Bretagna, dove la scorsa settimana sono stati sospesi fondi immobiliari – da Stabdard Life ad Aviva passando per M&G ed Henderson – per un controvalore di 14,8 miliardi di sterline, a fare cambiare la strategia al colosso Usa? Per adesso la società non commenta.

    «Il real estate sta assumendo sempre più importanza nei portafogli degli investitori – dice a Casa24Plus Tom Lee, a capo del real estate Emea del gruppo –. In un contesto di tassi molto bassi come quello che stiamo vivendo è estremamente difficile trovare un rendimento interessante. I portafogli storici focalizzati su azionario e obbligazionario devono fare i conti con ritorni poco allettanti. Tutte le classi di investimento alternative, invece, stanno diventando sempre più importanti. E il real estate è una di queste». Un fenomeno globale, come tiene a sottolineare Lee.

    Quale strategia Blackrock ha adottato quindi nei diversi Paesi europei? «In Europa abbiamo contesto di bassa crescita e bassi tassi di interesse, ma gli investitori cercano ancora rendimenti interessanti – dice ancora Lee –. Ci troviamo di fronte anche a una forte scarsità di progetti di sviluppo immobiliare, a eccezione di Londra. Ci stiamo quindi focalizzando su asset da riqualificare e riposizionare sul mercato e che richiedono di applicare una gestione attiva». I trophy asset a basso rendimento non fanno al caso del colosso Usa.

    In generale Blackrock predilige i Paesi nei quali ha scelto di avere una posizione locale, come nel Regno Unito, in Germania, Francia Paesi nordici quali la Danimarca. «In Italia, dove siamo molto attivi, stiamo ancora cercando asset adeguati alla nostra strategia, ma siamo molto selettivi – spiega ancora l’intervistato –. Guardiamo soprattutto città dove siano presenti driver economici e immobiliari. Pensiamo quindi in primis a Milano, città sulla quale puntiamo pur non avendo ancora un team in loco. Mi spiace dirlo ma l’Italia non è il nostro focus principale. Preferiamo puntare su mercati più liquidi e trasparenti».
    Blackrock valuta singole occasioni e città per città, non basa la propria strategia su confronti tra Paesi. «Per noi si tratta – dice ancora Lee – di trovare l’opportunità giusta per poi sviluppare valore».

    Sul fronte del portafoglio, la fetta più consistente a livello europeo è nel Regno Unito – dove non è ancora deciso come cambierà la strategia dopo Brexit – ma la scelta ora si dirige soprattutto su segmenti di investimento di nicchia che abbiano grandi opportunità di sviluppo come quello degli alloggi per studenti. In questo contesto scegliamo accuratamente la location. «Si tratta di un trend in crescita, anche per via della domanda in arrivo da un continente in fermento come quello asiatico. Il settore offre rendimenti decisamente più elevati del residenziale». Altro settore in cui il gruppo è presente è quello delle cliniche private (health care), ma interessante è anche il segmento delle residenze per anziani («nel quale va però risolto il nodo della gestione»). Uffici e retail restano asset class molto importanti, ma cresce l’importanza di industriale e logistica in relazione agli sviluppi dell’e-commerce: «Un trend che richiede un importante lavoro su magazzini e punti di consegna», conclude Lee.

    Intanto il gruppo ha messo a segno una delle vendite più consistenti dell’anno, cedendo a Qatar Investment Authority una torre di uffici a Singapore per 2,5 miliardi di dollari. Anche a Londra Blackrock ha venduto alcuni asset nel segmento uffici, in un panorama di contrazione delle operazioni che ha caratterizzato il Paese pre-Brexit e che potrebbe diventare la norma nel corso dei prossimi mesi vista l’incertezza che aleggia sul futuro del Regno Unito al di fuori dell’Unione europea.

    FONTE: Il Sole 24Ore

  • BlackRock: gli italiani sono investitori ancora troppo “liquidi” e troppo affezionati alle obbligazioni.

    Secondo un’indagine di BlackRock, ‘Global investor pulse’, sono i Millenials, le generazioni nate tra l’’80 e il 2000, a riservare più sorprese: hanno una maggiore propensione al rischio e investono in strumenti alternativi.

    BlackRock Italia Luca Giorgi_480

    Sempre molto liquidi nel loro portafoglio, affezionati alle obbligazioni, gli italiani si scoprono oggi un po’ più fiduciosi del 2014 su un ritorno dei loro investimenti ma fanno ancora fatica a trovare le soluzioni migliori per i loro risparmi. Anche quest’anno il colosso dell’asset management BlackRock, ci consegna una ricerca che analizza il comportamento degli investitori con qualche sorpresa.

    Luca Giorgi Direttore Commerciale BlackRock Italia e Grecia: “Dalla ricerca emerge chiaramente che il profilo dell’italiano medio, è un profilo molto conservativo. Alla domanda qual è la percentuale di liquidità che detiene i portafogli, arriviamo ad un numero intorno al 50%. Sicuramente è un numero importante, l’italiano si rende conto che in realtà forse è anche troppo. In realtà quando chiediamo quale secondo te dovrebbe essere questo numero, in realtà è un numero intorno al 30%, quindi capisce che comunque sta investendo troppo in liquidità, ma è anche vero che ha poche soluzioni. Infatti se guardiamo la seconda categoria del portafoglio medio degli italiani, la categoria degli obbligazionari”.

    I cari vecchi buoni del tesoro, certo molto affidabili ma ormai poco redditizi con i tassi a zero. Chi ne farà minor uso potrebbero essere proprio i millenials, i nati tra l’80 e il 2000 che sembrano più propensi al rischio dei loro genitori.

    “… poi ai millenials piace la tecnologia, piace soprattutto il modo in cui viene fatto uso della tecnologia per gestire i portafogli, quindi si sentono vicino a questa categoria e investono in questi strumenti. E’ anche vero che i millenials hanno anche una componente importante di liquidità sono oltre del 60%, quindi in realtà sono anche una categoria che si indebita, sono anche una categoria che ha perso il possesso delle cose, verso più il sharing, quindi non vanno a comprare ma spesso vanno a condividere da macchine a borse… è una categoria particolare che però a livello di risparmio gestito, rischia con strumenti alternativi e una componete di liquidità molto importante nel portafoglio”.

    La vera emergenza per le nuove generazioni è sicuramente la pensione.

    “L’età giusta per iniziare ad investire per la pensione è 29 anni, quindi direi proprio nel mezzo deimillenials. Chiedendo loro se hanno iniziato ad investire per la pensione, pochissimi hanno risposto in modo affermativo. Quindi per cominciare dovrebbero iniziare ad investire con un’ottica di lungo periodo, visto che comunque hanno una componente importante di liquidità. Dovrebbero cominciare ad investire nel lungo periodo in asset class più rischiose, nell’azionario che tipicamente nel lungo periodo è l’asset class che genera più ritorni”.

    FONTE: Adnkronos

  • BlackRock Viganò Brexit, la vera sfida sono i tassi zero

    Parla Andrea Viganò, alla guida delle attività italiane dell’Istituto finanziario.
    La scomparsa dei rendimenti è il nodo cruciale. Gli italiani sono più consapevoli, ma in pochi hanno una strategia. Ecco lo stato d’animo di 31 mia investitori, 2mila italiani

    Blackrock Andrea Viganò

    Oggi sembra difficile, ma di Brexit ci dimenticheremo abbastanza in fretta. «Molto più importante, se si vogliono far valutazioni di lunga gittata, è l’effetto sulle nostre vite dei tassi di interesse a zero»: Andrea Viganò, che guida le attività di BlackRock in Italia, ne è sicuro. E per il gigante mondiale del risparmio gestito (quasi 5 mila miliardi di asset) pensare in lungo e provare a fare i conti in tasca al futuro è il cuore del mestiere, visto che due terzi dei clienti della casa ha obiettivi pensionistici.

    Il cambiamento

    «Qualche anno fa si potevano investire i risparmi al 7% senza rischiare più di tanto. Oggi sappiamo che vivremo più a lungo e che, in compenso, impiegare il denaro a rischio basso rende meno dell’1%», prosegue Viganò. Questi numeri ci dicono che per raggiungere gli stessi risultati bisogna o rischiare di più o risparmiare molto di più. Una bella sfida che cambia parecchio le carte in tavola della previdenza pubblica e privata e che interpella tutti. Anche se sono i ragazzi quelli a cui toccherà il conto più difficile con la sparizione (quasi) generalizzata dei rendimenti. «Un paradigma che vale in tutto il mondo — spiega ViganòBlackRock da tempo studia e compara esigenze e atteggiamenti finanziari delle famiglie in diversi Paesi». E l’Italia com’è? «Il nostro Paese da sempre è ai primi posti nella gara del risparmio: il nostro stock di risorse accantonate per il futuro è da record nonostante la crisi». Ultimamente, continua Viganò, anche la consapevolezza sul gap tra ultimo reddito e pensione pubblica è aumentata molto. A questa maggior coscienza, però, spesso non corrisponde una strategia pratica di pianificazione utile per vincere la guerra dei tassi bassi, che potrebbe durare ancora a lungo. Ma senza soldi — e questo vale per i più giovani e anche per chi ha dovuto fare dei conti con la crisi — è difficile mettere in piedi delle strategie diverse dall’arrivo a fine mese.

    I dati

    In ogni modo si va avanti. E la quarta edizione del Global investor Pulse, presentata da BlackRockla settimana scorsa a Milano, fotografa lo stato d’animo e le idee di 31 mila investitori nel mondo. Di questi circa 2 mila sono italiani, con età comprese tra i 25 e i 74 anni. Come si sentono? Hanno più fiducia sui mercati — anche se in questo momento la Brexit li ha messi sul chi va là —, un alto tasso di liquidità e una propensione ad investire in obbligazioni sempre superiore alla media europea. Più in generale il campione mostra un leggero incremento della fiducia sul futuro delle borse: si dichiara infatti più ottimista il 42% del campione contro il 40% di un anno fa. La principale incognita resta quella legata, appunto, alle pensioni, con l’Italia che rimane fanalino di coda in Europa in merito alla costruzione di un progetto di reddito integrativo: meno della metà dei nostri connazionali (47%) ha iniziato infatti a risparmiare in modo mirato per colmare il divario che la rendita pubblica sempre meno ricca lascerà rispetto all’ultima busta paga, contro una media europea del 59%, con punte del 69% in Germania.

    Difficoltà e problemi

    Ma il problema è ben chiaro a molti: solo il 23% è convinto di poter contare su una pensione «classica» sufficiente a fare fronte ai bisogni futuri. Chi si sente sicuro nel prendere decisioni di risparmio (39%) è meno numeroso di un anno fa (48%), ma le abitudini consolidate sono difficili da abbandonare: la liquidità occupa quasi la metà del portafoglio (49%), anche se molti sanno che sarebbe meglio averne non più del 30%. E ancora: sul fronte obbligazionario gli italiani hanno capito che i governativi non garantiscono più un rendimento, ma il peso dei bond resta il più alto d’Europa (13%). BlackRock però segnala attitudini diverse tra i giovani nati dopo gli anni Ottanta, attratti dagli investimenti alternativi, in particolare in tecnologia. Il fatto che per avere di più occorre rischiare di più, insomma, non è un traguardo raggiunto (perché appunto, esistono delle oggettive difficoltà economiche con cui molti devono fare i conti) ma una serie di informazioni che entrano pian piano nel bagaglio delle famiglie. In particolare la ricerca ha individuato un gruppo di super investitori (8%). «Super» è l’acronimo delle competenze che li rendono più informati e quindi meno spaventati. Sono quelli che diversificano le tipologie di investimento, pianificano, programmano, si affidano a consulenti e cercano attivamente di inseguire un rendimento nell’era dei tassi zero.

    FONTE: Corriere Della Sera

  • Il Prezzo dell’Oro Trascina al Rialzo il Valore dell’Argento

    Come accadde spesso quando il prezzo dell’oro comincia ad aumentare in modo costante anche il prezzo dell’argento comincia a salire.
    Questi trend positivi sono sostenuti da chi compra oro e argento per ripararsi dagli attuali rischi che i mercati finanziari stanno attraversando sospinti anche dagli effetti della Brexit.
    Anche la situazione di incertezza e sfiducia in cui versano molte banche europee non aiuta i mercati finanziari a vedere il futuro con serenità, questa è la classica situazione in cui si compra oro per le sue eccellenti caratteristiche di bene rifugio.
    Ma quando il prezzo dell’oro comincia salire troppo gli investitori cercano altri beni che possano coprire la funzione di bene rifugio, ed è proprio in questa situazione che anche comprare argento può essere un ottimo metodo per mettere al sicuro il valore dei propri capitali.
    Il prezzo dell’argento è di molto inferiore rispetto all’oro e permette in questa fase di fare degli ottimi investimenti di carattere difensivo, nonostante il prezzo dell’argento sia spesso correlato all’andamento dell’oro non bisogna però dimenticare che questo metallo è richiesto più che altro per il suo utilizzo in vari settori dell’industria.
    Questo suo coinvolgimento nel settore industriale lo rende un bene che potrebbe risentire molto più dell’oro dell’andamento negativo dell’economia globale, questo mette l’argento in una situazione meno stabile dell’oro in quanto potrebbe essere protagonista di crolli di valore improvvisi.
    Ciò che adesso rende appetibile comprare argento è il suo prezzo relativamente basso, anche se dall’inizio dell’anno (2016) il suo costo è già aumentato del 50%, nonostante ciò il suo attuale prezzo è inferiore rispetto alla proporzione che questo ha di solito con il valore dell’oro.
    In realtà è dall’inizio dell’anno che metalli preziosi e addirittura diamanti stanno aumentando di valore, nonostante molti ritengano ancora che il valore dell’oro in primo luogo e degli altri preziosi sia determinato dalla politica finanziaria dei tassi di interesse della Fed, non tutti la pensano allo stesso modo e ritengano che il movimento di rialzo di questi beni preziosi sia più ampio ed attualmente sganciato dai tassi di interesse americani.
    Questo fa credere a molti analisti che il rally dell’oro e degli altri metalli e beni preziosi possa prolungarsi su un periodo lungo portando molti di questi beni ad avere significativi rialzi sul mercato azionario.
    A sostegno di questa tesi ci sono sicuramente vari fattori economici negativi sia in europa che nel resto del mondo, basti pensare che subito dopo la Brexit il prezzo dell’argento ha avuto un rialzo del 7%.

  • Azienda agricola, obiettivo dei giovani imprenditori

    Contro ogni pronostico e tendenza l’agricoltura in italia sta mostrando un repentino e radicale cambio di tendenza, si è innestato da qualche tempo un trend di ripresa nella nascita di nuove aziende agricole fondate da giovani, questo ha portato a un forte stimolo all’innovazione nel settore e soprattutto a un restyling dell’immagine di un settore come quello agricolo caratterizzato da arretratezza, obsolescenza e con pochissime prospettive, per diventare, invece, una nuova opportunità di crescita, sviluppo e occupazione. (altro…)

  • È on-line l’e-commerce italiano di Retif per arredare il tuo negozio con un clic

    È finalmente on-line l’e-commerce italiano di Retif. Azienda leader nella vendita di arredi e allestimenti per tutti i tipi di aziende e negozi, la francese Retif vanta anni di esperienza e una presenza importante offline e online nei diversi paesi d’Europa.
    Ora anche in Italia, si presenta con una piattaforma web moderna, studiata per dare il giusto risalto alla solidità del brand e ai prodotti commercializzati.

    Retif ha una storia antica. Il suo primo punto vendita apre in Francia nel 1968, a Le Mans. In poco tempo, grazie a prezzi concorrenziali e a una larga scelta di prodotti, si diffonde prima in tutta la Francia, con più di 80 punti vendita, e poi a macchia d’olio in tutta Europa: Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Arriva anche in Italia, per adesso solo con l’e-commerce, e si preannuncia già un successo.

    Il sito web Retif.it è studiato per essere facilmente fruibile dagli utenti, con ampio spazio ai prodotti, alle loro caratteristiche tecniche e ai servizi per gli acquirenti.
    Tutti gli articoli in vendita sono facilmente reperibili grazie a un’adeguata catalogazione che rende l’acquisto facile e immediato. L’utente sin da subito riesce a individuare i prodotti più consoni alle proprie esigenze, senza mai perdersi nel vasto catalogo proposto da Retif.it.
    Progettato per essere visibile su tutti i dispositivi, dai più comuni pc, ai più moderni smartphone e tablet, anche tramite app, Retif.it è un sito web assolutamente responsive perché consente di adattare foto e contenuti alla risoluzione di qualsiasi display, senza mai rinunciare alla facilità di navigazione e a testi sempre leggibili.
    Innovativa e d’impatto, l’homepage di Retif.it riprende graficamente gli e-commerce degli altri paesi d’Europa. Non si rinuncia, infatti, ai colori del brand e alla chiarezza delle informazioni.
    Basta un click per entrare nelle principali categorie dei prodotti e apprezzare una scelta senza eguali:

    L’e-commerce italiano di Retif da il benvenuto ai clienti con promo e offerte imperdibili presenti già in home-page. Ben evidenti i prodotti bestseller a prezzi imbattibili, e un’invitante promozione sulla spedizione: i primi 100 clienti hanno la possibilità di risparmiare totalmente le spese di consegna senza un importo  minimo di acquisto; niente di più allettante per tutti i negozianti che vogliono provare la qualità dei prodotti di Retif e testare la professionalità e la competenza dell’azienda francese.

    Con più di 4500 articoli, Retif.it offre ai professionisti (commercianti, negozianti, artigiani, uffici, etc..) i prodotti necessari per l’allestimento, l’arredamento e l’attività quotidiana, mettendo in campo le più apprezzabili pratiche di consumer care. Infatti, per Retif.it è fondamentale offrire ai clienti la possibilità di ricevere la pronta consegna con condizioni di spedizione allettanti. Fino al 31 agosto la spedizione è gratuita senza importo mimino di acquisto, con tempi di consegna super vantaggiosi: entro 4 giorni lavorativi e con la possibilità di spedire il giorno stesso se l’ordine viene effettuato entro le 12:00. Il cliente può effettuare acquisti sicuri con carta di credito o Paypal e, soprattutto, grazie alla formula “soddisfatto o rimborsato”, può restituire la merce dopo 14 giorni dalla consegna, se non risponde alle sue aspettative.
    Se il cliente, invece, non è particolarmente a proprio agio con le procedure di acquisto on-line o se preferisce parlare con un operatore prima di acquistare, il sito Retif.it mette in primo piano il numero del servizio clienti, attivo per rispondere a tutte le richieste.
    Infine, per vivere appieno l’esperienza dell’acquisto on line, Retif.it offre a tutti gli utenti la possibilità di poter richiedere un preventivo gratuito e senza nessun vincolo.

    Anche ai clienti italiani verrà data la possibilità, quindi, di entrare in un negozio virtuale che soddisferà ogni esigenza. I negozianti in un unico sito web potranno avere tutto quello che serve alla loro attività, senza perdere tempo e denaro.
    Insomma, occhi puntati su questa nuova scommessa italiana di Retif che, date le premesse, ha tutte le peculiarità per replicare il successo dei predecessori europei.

  • Geico e Treedom: salvaguardia dell’ambiente e aiuto ai ragazzi a rischio criminalità in zone disagiate con la Cooperativa Sociale Resistenza Anticamorra di Napoli

    Milano, 12 Luglio 2016. In perfetta coerenza con l’approccio rispettoso nei confronti delle persone e dell’ambiente che da sempre contraddistingue il Gruppo, dal 2014 Geico collabora con Treedom, azienda innovativa nata nel 2010 a Firenze da un team di giovani con la voglia di migliorare il mondo.

    Treedom è partita da un’idea geniale: piantare alberi in tutto il mondo per migliorarlo, ossia promuovere la realizzazione di progetti agroforestali con l’obiettivo di apportare molteplici benefici ambientali. L’azienda è diventata un importante riferimento per tutti coloro che vogliono aiutare l’ambiente, e non solo. Dal 2014 ha piantato 250.000 alberi tra Senegal, Camerun, Malawi, Argentina, Haiti, Italia, Kenya, Burkina Faso, con importanti ricadute positive anche a livello sociale.

    Dal giugno 2014, Treedom è diventata una B Corp, entrando così a far parte del network di imprese che si contraddistinguono per elevate performance ambientali e sociali.

    I progetti di Treedom sostenuti da Geico in Italia coinvolgono zone disagiate con disoccupazione altissima, forte abbandono scolastico e mancanza di servizi sociali. Con ovvie conseguenze pericolose per i ragazzi che vi abitano. La piantumazione sponsorizzata da Geico avviene su terreni per lo più confiscati alle mafie locali e prevede, oltre all’attività di coltivazione in sé, un intenso lavoro di trasformazione dei prodotti agricoli e alcuni servizi per il turismo. Comprensibilmente, questo offre occasioni concrete di occupazione e di crescita per l’intera zona coinvolta.

    Di seguito il dettaglio del progetto sostenuto e sponsorizzato da Geico:

    Cooperativa Sociale Resistenza Anticamorra – Napoli

    Il progetto si svolge a Napoli, in piena periferia, nella municipalità proprio di Scampia Chiaiano, all’interno di un bene confiscato alla camorra di 14 ettari di terreni situato in località Selva lacandona a Chiaiano.

    Sono circa 40 i giovani che possono trovare occasione di inserimento lavorativo nei 14 ettari, ma il progetto si estende sia alle attività di trasformazione dei prodotti agricoli, sia nei servizi da offrire ad un turismo che cerca nella quiete della campagna, senza fare molta strada, un’occasione di un rapporto nuovo e rispettoso con la natura.

    Il bene confiscato diventa quindi un’occasione di lavoro e di crescita per tutta la popolazione dell’area. I progetti agroforestali sostengono un rinnovato rapporto tra giovani e territorio, nella riscoperta della legalità, nella costruzione di un nuovo legame con la natura e nel lavoro come meccanismo portatore di diritti e di cittadinanza.

    Nel dettaglio operativo, il progetto sta rispettando il cronogramma e il calendario delle attività secondo le tempistiche programmate e sono già stati messi a dimora circa 2000 alberi dei 3100 previsti. La piantumazione sarà completata il prossimo autunno.

    Geico è da sempre attenta anche ai problemi sociali: «Noi crediamo nel futuro e nella necessità di aiutare per quanto ci è possibile. Questa responsabilità che sentiamo nei confronti dell’ambiente e della società si concretizza in azioni tangibili che possono portare ad un miglioramento della vita del nostro pianeta. Treedom è un ottimo partner in questo senso e l’entusiasmo e la passione che riscontriamo nei ragazzi che hanno ideato questo progetto rappresentano gli stessi valori che da sempre ci contraddistinguono”, commenta Ali Reza Arabnia, Presidente del Gruppo Geico Taikisha.

    Geico SpA

    Geico, da oltre 50 anni, è leader mondiale nella progettazione e costruzione di impianti automatizzati di verniciatura auto chiavi in mano. Da sempre attenta all’innovazione dei processi e delle soluzioni tecnologiche, vanta il più importante Centro di Ricerca & Sviluppo del settore a livello mondiale. Nel 2011 sigla la partnership con la giapponese Taikisha, affermando il suo ruolo di leadership nel settore degli impianti di verniciatura auto, raggiungendo un fatturato annuo di 1,5 miliardi di dollari. Ad oggi, l’azienda annovera tra i propri clienti le principali case automobilistiche a livello mondiale. Geico, esempio di innovazione culturale, gestione virtuosa e forza imprenditoriale, è fondata su solidi valori e mette al centro della propria attività i dipendenti, le persone.

    Treedom Srl

    Treedom è l’unico sito al mondo dove chiunque può far sì che un nuovo albero venga piantato a proprio nome e seguirlo online.

    L’innovazione di Treedom consiste nell’associare il singolo albero all’utente che ha scelto di piantarlo e permettergli di interagirci. Ogni albero ha infatti una pagina dedicata su treedom.net, viene geolocalizzato e fotografato, può aiutare l’utente ad assorbire la CO2 delle sue attività, può essere custodito o regalato virtualmente a terzi.

    Grazie a una community di 48.000 persone e aziende, sono già stati piantati oltre 250.000 alberi tra Africa, America Latina e Italia, a beneficio di circa 17.500 contadini: tutti gli alberi vengono infatti piantati da contadini locali in paesi o realtà dove hanno anche un’utilità sociale. Nel 2014 Treedom ha ottenuto la certificazione di B Corp.

    Per maggiori informazioni collegati alla nostra PRESS ROOM

  • BCE, che paura: la Brexit insidia le prospettive di crescita UE

    La zona Euro continua a dover fare i conti con i tanti problemi di stabilità di crescita, ai quali si è aggiunta la questione Brexit che ha reso tutto tremendamente più complicato. La BCE continua però a vedere spiragli di luce. La ripresa dell’economia della zona euro dovrebbe infatti continuare, secondo la massima banca europea.

    A sostenerla dovrebbero essere la crescita della domanda interna e anche le stesse misure di politica monetaria della BCE. Un aiuto arriverà anche dal prezzo del petrolio, che rimane ancora relativamente basso. Con una politica di bilancio leggermente espansiva, si potrebbero vedere dei risultati positivi, anche perché il consumo è stato sostenuto da una maggiore reddito disponibile reale delle famiglie, legate a un aumento (seppure piccolo) dell’occupazione.

    I timori della BCE

    Il problema però adesso è la Brexit. L’uscita dalla UE degli inglesi ha dato una spallata forte a tutto il sistema, e nella Eurotower temono che le prospettive di crescita possano subire una forte frenata, a causa dei venti contrari derivanti dal voto inglese. I membri del Consiglio direttivo continuano a interrogarsi sull’impatto che avrà nei prossimi mesi (o anni) l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.
    Che conseguenze può ancora avere sull’Eurozona? Al momento prevale il sentimento di incertezza, visto che la portata dell’evento è talmente globale che non è possibile fare delle previsioni precise. Complessivamente, il Consiglio direttivo ha ritenuto comunque che i rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono rimasti orientati al ribasso.

    La sterlina paga la Brexit

    Intanto, i primi a risentire dell’effetto Brexit sono proprio gli inglesi. La sterlina ha perso pesantemente terreno sui mercati valutari, portandosi verso il ribasso anche l’Euro. A rafforzarsi nei confronti delle divise principali del Vecchio continente non è tanto il Dollaro americano ma soprattutto lo Yen giapponese, che continua ad apprezzarsi e si conferma così valuta rifugio per gli investitori nei momenti di difficoltà.

  • OutCrisi.com – Fuori dalla Crisi con le proprie competenze informatiche.

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  • La quotazione in Borsa di SCM Sim S.p.A.: gli obiettivi dell’operazione nelle parole di Antonello Sanna.

    L’intervista ad Antonello Sanna a FinanzaOnline Tv sulla quotazione a Piazza Affari di Solutions Capital Management Sim S.p.A., Multi-Family Office dal modello di business trasparente e MIFID II compliant.

    Antonello Sanna: la quotazione di SCM Sim S.p.A.

    In occasione del Roadshow organizzato da SCM Sim S.p.A. per presentare la quotazione in Borsa, Antonello Sanna, AD della società, è stato intervistato da FinanzaOnline Tv: nel corso dell’intervista il dott. Sanna ha presentato il modello di business della società, da lui fondata nel 2009, e le dinamiche che hanno condotto alla quotazione a Piazza Affari.

    Solutions Capital Management SIM S.p.A. è un Multi Family Office Italiano specializzato in Private Banking e Wealth Management con un modello di business innovativo, sostenibile e unico in Italia.
    Infatti, la distribuzione dei prodotti avviene tramite la creazione di portafogli personalizzati sulle specifiche esigenze del cliente. Inoltre, La società ha, sin dalla sua costituzione, un approccio MIFID II compliant, basandosi su un modello fee only, tramite il quale il cliente è perfettamente consapevole dei costi che andrà a sostenere, grazie all’applicazione di una flat fee trasparente e indipendente dalle scelte di portafoglio e dai prodotti selezionati. I ricavi della società derivano esclusivamente dalla percezione dei compensi dai clienti e non dagli emittenti, per un perfetto allineamento degli interessi.

    In merito alla quotazione in Borsa, Antonello Sanna riferisce come tale operazione sia la più importante del 2016 e come questa abbia come principale obiettivo quello di far crescere la società e farle raggiungere una dimensione maggiore: l’aumento di capitale, prodotto dalla quotazione, è il principale mezzo per raggiungere tale obiettivo.

    Infine, l’AD da anche un’indicazione di quali saranno i prossimi passi previsti dalla strategia della Sim: arrivare ad un’eventuale aggregazione con altri soggetti vigilati, che abbiano conseguito buoni risultati, e investire sul recruiting di banker o gruppi di banker che vogliano aderire al modello innovativo di SCM Sim.

    SCM Sim S.p.A.: il profilo della società fondata da Antonello Sanna

    Costituita nel 2009 da Antonello Sanna, Solutions Capital Management Sim S.p.A. si configura come un Multi-Family Office che offre servizi di private banking e wealth management. La società di intermediazione mobiliare è autorizzata alla Gestione di portafogli e alla Consulenza su investimenti senza detenzione, neanche temporanea, degli strumenti finanziari e della liquidità dei clienti, senza assunzione di rischi da parte della Società stessa ed opera con procedure afferenti le disposizioni indicate dalla MiFID 2. Presente su gran parte del territorio nazionale con uffici a Milano (quartier generale), Bergamo, Verona, Latina e Roma, SCM Sim S.p.A. conta ad oggi circa 30 banker interni che hanno in gestione un portafoglio di 500 clienti. Il fatturato raggiunto è di oltre 6 milioni di euro, di cui 1 miliardo di masse in gestione.

  • Golem Ict e Comune di Aprilia presentano il nuovo Sue Online: Efficienza, efficacia e trasparenza nel processo di innovazione del comune pontino.

    Giovedì 30 giugno 2016, presso la sala consiliare del Comune di Aprilia, è stata presentata la nuova piattaforma per la gestione dello Sportello Unico dell’edilizia. Iniziativa che si inserisce nell’ambito delle azioni innovative intraprese dall’Amministrazione del comune pontino, azioni volte al miglioramento dei servizi al cittadino nonché all’ottimizzazione della gestione interna dei complessi procedimenti che le norme in materia oramai impongono. La presentazione è avvenuta davanti una platea di operatori e tecnici del settore, Ingegneri, Architetti, Geometri, che hanno potuto interagire con il relatore riguardo alle problematiche connesse.

    La nuova piattaforma si propone come strumento importantissimo per la corretta, celere e trasparente azione amministrativa che vede interessati e coinvolti tecnici liberi professionisti e tecnici dipendenti comunali, per i processi di condivisione amministrativi che si instaurano a seguito della presentazione di tutte le istanze in materia di edilizia. Sono state illustrate, durante il pomeriggio, le diverse modalità di registrazione sul portale da parte di tecnici o di semplici cittadini, ciascuno per le competenze proprie. Si potranno così seguire, comodamente da casa, ufficio o altro luogo, ogni sviluppo delle proprie istanze in materia di edilizia, quindi conoscere, per esempio il nominativo del responsabile del procedimento, lo stato di avanzamento della pratica edilizia, la correttezza della documentazione allegata, ecc. In dettaglio sono stati illustrati i punti salienti per il semplice e corretto utilizzo dello strumento messo a disposizione.

    Per comprendere a pieno l’iniziativa – è scritto in una nota – si evidenzia che esso non è un progetto isolato o confinato, ma si inserisce in un progetto più complessivo ed integrato, con valenza di forte condivisione delle risorse in essere di ogni settore dell’ente, che tende ad eliminare le ridondanze inutili, perseguendo sinergie importanti che altrimenti sarebbero impossibili da attuare se non a discapito di ingenti risorse finanziarie. Il Sindaco Antonio Terra ha ribadito come che queste innovazioni sono volte al perseguimento di obiettivi in cui si uniscono, a minori costi, il miglioramento dei servizi.

    La scelta di adottare il SUE Online della Golem Ict è stata fortemente voluta dal personale tecnico e dall’Amministrazione del Comune, ed ha visto grande impegno e profusione da parte dei tecnici comunali nell’ottimizzazione del lato back-office all’interno degli uffici del comune pontino, cosi come sottolineato dal geometra Mirko Petricca che durante la presentazione ha simulato anche il lavoro parallelo, ed in tempo reale, che avviene dentro gli uffici comunali appena caricata una nuova pratica all’interno del SUE Online.

    Grande soddisfazione espressa anche nell’intervento del vice-sindaco con deleghe urbanistica e assetto del territorio, Franco Gabriele ha specificato che questo rappresenta solo il primo tassello del processo innovativo del settore, e che a breve il comune di Aprilia adotterà anche un sistema SIT (sistema informativo territoriale) di ultimissima generazione che consentirà anche l’interazione con i cittadini in termini di e-governament ed e.democracy.

    Lo stesso Gabriele ha sottolineato come lo strumento informatico adottato sia fondamentale non solo in termini di efficienza (riduzione delle tempistiche e dei costi) ma anche in termini di efficacia, difatti il sistema che accentra e collega la documentazione amministrativa ai procedimenti amministrativi stessi, premette all’utente non solo di presentare l’istanza con tutti i documenti allegati, con un processo guidato all’inserimento della pratica, ma anche di interagire in tempo reale con il Comune ed integrare, modificare e controllare tutte le fasi dell’iter amministrativo in atto; tutto ciò quindi rappresenta anche una valenza rilevante in termini di trasparenza e controllo come prescritto dalle ultimissime norme in materia e come da ferma volontà dell’Amministrazione Comunale.

    Inoltre, c’è da aggiungere, che il professionista interagisce con i parametri imposti dal back-office per ogni tipologia di procedimento, tanto da rendere minima la possibilità di errore. Molti comuni infatti accettano le pratiche via PEC dove ogni professionista non ha il beneficio del controllo della completezza dei documenti e dall’altra parte l’ufficio tecnico non si ritrova come invece avverrà nel Comune di Aprilia, la pratica già compilata nella parte del gestionale di back-office. Riducendo di molto i tempi del procedimento in quanto si elimina una parte di caricamento dati da parte degli uffici. Ma ci sono anche altri aspetti, che anche se non sono direttamente agevolanti per l’utente, sono necessari per la sicurezza dei dati e la conformità alle norme della conservazione sostitutiva. Infatti il sistema garantisce un flusso di gestione documentale che arriva alla sua conservazione, passando da un pannello di controllo a cura del responsabile della conservazione, che si conclude con il deposito dei documenti firmati digitalmente e con inserimento dell’impronta temporale dal conservatore certificato.

    Ma il tutto non si ferma qui, infatti i rumor nel comune parlano già di due obiettivi importanti che l’amministrazione comunale, la dirigente e il suo staff si sono dati per chiudere il cerchio entro l’anno: Il SIT, come già dichiarato da Sindaco e vice e il PagoPa, ossia l’integrazione con il sistema dei Pagamenti per la Pubblica Amministrazione. Un esempio di visione strategica, di innovazione e di servizio al cittadino.

  • Le nuove norme per il consulente finanziario, ruolo ricoperto da Filippo Deangelis

    Filippo Deangelis, consulente finanziario specializzato in Financial Advisory e Financial Restructuring, apprende le nuove normative per gli intermediari finanziari, che prevedono di fornire una maggiore informazione ai clienti e vietano ai professionisti di trattenere benefici monetari.

    Filippo Deangelis - Contabile, Commercialista

    Filippo Deangelis e le nuove normative di consulenza finanziaria

    Le nuove regole in termini di consulenza finanziaria, area professionale di Filippo Deangelis, prevedono che l’intermediario debba informare il cliente sul carattere della prestazione fornita, ovvero se risulta su base indipendente o meno, prima della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti. Questo è ciò che prevede l’articolo 24 bis del TUF (Testo Unico della Finanza) nella forma posta in consultazione pubblica dal Tesoro. Le nuove normative obbligano dunque il consulente ad informare il proprio cliente prima della prestazione professionale “se la consulenza è basata su un’analisi del mercato ampia o più ristretta delle varie tipologie di strumenti finanziari”. Gli intermediari finanziari, come Filippo Deangelis, saranno tenuti ad informare in anticipo il cliente in merito alla disponibilità nel fornire una stima regolare dell’adeguatezza degli strumenti finanziari suggeriti, assicurandosi che questi ultimi abbiano una diversificazione, in tema di fornitori, adeguata a garantire l’indipendenza del servizio. Un’altra novità riguarda inoltre l’introduzione del divieto di incentivo nella prestazione di consulenza indipendente: il professionista non potrà dunque trattenere “onorari, commissioni o altri benefici monetari o non monetari pagati o forniti da terzi o da una persona che agisce per conto di terzi”. Saranno quindi ammessi solo benefici non monetari di entità minima previa chiara comunicazione al cliente.

    Iter professionale di Filippo Deangelis

    Filippo Deangelis beneficia di una formazione approfondita in ambito economico e finanziario che lo ha portato a frequentare prestigiosi istituti a Parigi e New York. Dopo sette anni di collaborazione con BNL (Banca Nazionale del Lavoro) nel 1999 decide di intraprendere la carriera di libero professionista in qualità di Revisore Contabile e Dottore Commercialista, con particolare attenzione rivolta al Financial Advisory e al Financial Restructuring. I suoi ambiti di intervento riguardano operazioni finanziarie e di business di livello ordinario e straordinario. A livello di finanza ordinaria si occupa di gestione finanziaria con particolare interesse rivolto agli interventi di riorganizzazione e razionalizzazione dei processi. In materia di finanza straordinaria si interessa invece di seguire processi di fusione, vendita o acquisizione aziendale. Le attività di business ordinario vanno dalla razionalizzazione degli acquisti allo sviluppo della rete commerciale. Filippo Deangelis si occupa anche di business straordinario supportando l’internazionalizzazione dell’azienda e aiutando i clienti nello sviluppo di nuovi prodotti.

    Leggi la notizia più in dettaglio sul canale ufficiale WordPress di Filippo Deangelis.

  • BlackRock Italia: post-Brexit, il paracadute della Bce è in azione

    «Il forte choc del 24 giugno ha penalizzato le obbligazioni dei Paesi della periferia dell’Europa che è percepita come più fragile – racconta Bruno Rovelli, capo investimenti di BlackRock Italia -. Non vediamo però grandi rischi, tant’è che il movimento di ieri è stato marginale. Segno che il paracadute della Bce è in azione, ha funzionato e continuerà a restare aperto». In ogni caso, va ricordato che l’evento di ieri innesca un processo molto lungo che richiederà due anni per un’effettiva exit. «È un tempo eccezionalmente lungo sul quale non è il caso di andare a prendere decisioni di investimento affrettate» dice Rovelli.  

    Black Rock Brexit Rovelli

    Gli operatori con più esperienza sulle spalle raccontano che ieri è stata una di quelle giornate di Borsa in cui ci sono stati passaggi di ricchezza e distruzioni di capitali. Il venerdì nero post-Brexit, una delle peggiori sedute di tutti i tempi, ha visto Milano inabissarsi di un disastroso -12,4%. Le prospettive sono incerte. Che cosa succederà adesso ai soldi delle famiglie? Con la Brexit sono in pericolo? Molti piccoli risparmiatori italiani hanno in portafoglio titoli di Stato, come i Btp, e temono una nuova crisi dello spread.

    «Il forte choc del 24 giugno ha penalizzato le obbligazioni dei Paesi della periferia dell’Europa che è percepita come più fragile – racconta Bruno Rovelli, capo investimenti di BlackRock Italia -. Non vediamo però grandi rischi, tant’è che il movimento di ieri è stato marginale. Segno che il paracadute della Bce è in azione, ha funzionato e continuerà a restare aperto». In ogni caso, va ricordato che l’evento di ieri innesca un processo molto lungo che richiederà due anni per un’effettiva exit. «È un tempo eccezionalmente lungo sul quale non è il caso di andare a prendere decisioni di investimento affrettate» dice Rovelli.

    La storia insegna che i crac sui mercati si ripetono. Poi però ritorna la compostezza. «E’ probabile che il momento di choc duri ancora del tempo ma prevarrà la stabilizzazione» dice Rovelli.

    Chi ha fondi di investimento o azioni in forte rosso cosa deve fare? Gli esperti ripetono che questo è il momento peggiore per vendere. Meglio evitare reazioni emotive che fanno grandi danni. I conti deposito e quelli in banca sono al sicuro? I rischi a loro associati non sono cambiati in poche ore.

    L’addio di Londra non ha effetti così immediati e profondi su questi strumenti. A rischio sono soprattutto gli asset percepiti come più pericolosi, azioni in testa. E, infatti, ieri hanno pagato il conto più salato. Cosa rischia l’economia reale? Ci sarà una recessione e verranno cancellati posti di lavoro? «Una recessione in Gran Bretagna è possibile – afferma Rovelli -. Nell’eurozona la ritengo molto improbabile e quindi un freno globale è molto difficile. Avremo un’economia che rallenta ma non così tanto».

    Se nel fine settimana ci sarà una larga vittoria delle forze anti Europa le Borse crolleranno di nuovo. Come è fatto oggi un portafoglio inattaccabile? «Ha una forte prevalenza di cash con conti deposito e liquidità ma non esclusivamente in euro – dice Fabrizio Quirighetti, capo investimenti di Banca Syz -. Occorre però dare un piccolo spazio anche a oro e franchi svizzeri. Proteggeranno da altre tensioni sull’Europa».

    Da evitare secondo l’esperto, le azioni delle banche che patiranno eventuali altri tagli dei tassi. «La Bce potrebbe decidere politiche monetarie ancora più accomodanti» dice Quirighetti.

    FONTE: La Stampa

  • CULTURA DEI RISCHI, PRESENTAZIONE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE, RICERCA E STUDIO

    Mercoledì 29 giugno, ore 15.30, Auditorium “De Carlo” Monastero Benedettini – Catania

    CULTURA DEI RISCHI, PRESENTAZIONE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE, RICERCA E STUDIO

    Primo incontro di sensibilizzazione verso la prevenzione da criticità derivanti da catastrofi naturali e dai settori sanitario, imprenditoriale e finanziario

    CATANIA – Dagli eventi naturali catastrofici al timore per il terrorismo, dalle incognite dei mercati finanziari ai pericoli in ambito sanitario: il concetto di “rischio” è entrato prepotentemente nella vita della società contemporanea, eppure la cultura su questo tema appare ancora insufficiente, dal punto di vista collettivo e soprattutto politico. Da questa riflessione prende spunto il convegno “La Cultura dei rischi tra scelte individuali e relazioni sociali”, in calendario mercoledì 29 giugno alle 15.30 presso l’Auditorium “G. De Carlo” al Monastero dei Benedettini di Catania. L’iniziativa è organizzata dal “Centro di documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei rischi”, con il patrocinio dell’Università e del Comune di Catania, degli Ordini professionali degli Architetti, Commercialisti, Ingegneri, Medici e Psicologi.

    «In questa occasione presenteremo pubblicamente alla comunità il Centro Studi – ha commentato il suo presidente, l’economista Antonio Pogliese – il nostro obiettivo è quello di avviare un percorso che porti a un’adeguata presenza della cultura del rischio nei settori chiave: alcuni ambiti come la sanità, le assicurazioni e il sistema bancario hanno già intrapreso una direzione in tal senso ma bisogna estendere questa consapevolezza a tutti gli attori economici e sociali, avvalendosi di diversi saperi e discipline. La sfida più importante per individui, imprese e attori sociali – ha continuato – è trovare soluzioni locali a problemi globali. Approfondiremo le tematiche del rischio in tutte le sue declinazioni, con il contributo importante di intellettuali dell’area umanistica, che analizzeranno gli aspetti culturali, psicologici, etici e sociali del fenomeno».

    Interverranno per i saluti: il rettore dell’Università degli Studi di Catania, e presidente onorario del Centro Giacomo Pignataro, al quale verrà affidata inoltre la relazione di sintesi; il sindaco Enzo Bianco; i presidenti degli Ordini: Massimo Buscema (Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Catania), Santi Maria Cascone (Ingegneri Catania), Fulvio Giardina (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi), Giuseppe Scannella (Architetti PPC Catania), Sebastiano Truglio (Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania).

    Dopo la presentazione del Centro e l’introduzione ai lavori a cura di Antonio Pogliese, il giornalista de “La Sicilia” Vittorio Romano modererà gli interventi programmati di: Giancarlo Magnano di San Lio, direttore Dipartimento di Scienze Umanistiche (Unict); Santo di Nuovo, direttore Dipartimento di Scienze della Formazione (Unict); Orazio Licciardello, ordinario di Psicologia sociale nell’Ateneo catanese e vicepresidente del Centro studi sui rischi; Carlo Pennisi, ordinario di Sociologia del Diritto (Unict); Leone Calambrogio, docente di Esegesi biblica presso l’Istituto superiore di Scienze religiose “San Luca” di Catania.

  • Marketmovers indaga sui prezzi del gasolio

    Il portale marketmovers.it sta portando avanti un’indagine per verificare quale sia il reale costo del gasolio per auto diesel da un punto di vista industriale, cioè la mera produzione del carburante senza l’aggravio di accise e tasse.

    L’inchiesta dimostra che il prezzo industriale del gasolio diesel è di appena 43 centesimi di euro, a fronte di un prezzo esposto alla pompa di circa 1,30 euro.  I dati provengono direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, quindi i dati sono inconfutabili e si riferiscono ad una media nazionale ufficiale rilevata direttamente dal ministero.

    Le accise sul gasolio

    A gravare sul prezzo del gasolio non sono soltante le innumerevoli accise che si sono aggiunte nel corso degli anni senza mai essere rimosse, ma anche l’imposta sul valore aggiunto, aumentata nel corso degli anni dal 20 per cento al 22 per cento. Insomma un grave esborso di denaro che si immette nelle casse dello stato ogni qualvolta si fa rifornimento per la propria auto.

    E pensare che il primo ministro Renzi, nel lontano 2014 aveva promesso di riformare il sistema delle accise definendo ridicole le tasse per la guerra in Etiopia. Il team di marketmovers.it ha documentato la promessa, fatta in diretta tv e sta chiedendo pressanti spiegazioni al governo per una grave mancanza di rispetto degli impegni presi.

    A breve seguirà anche un’indagine sul prezzo della benzina, gravato ancora più pesantemente da accise e tasse.

     

     

  • Immobiliare.it, investimento di 1,5 milioni di euro su ProntoPro.it

    Immobiliare.it, leader del mercato immobiliare online italiano ha annunciato oggi il suo investimento in ProntoPro.it (http://www.prontopro.it), portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale. L’azienda, che qualche mese fa ha raggiunto il traguardo del decimo anno di attività, entra fra i soci della giovane web company con un investimento di 1,5 milioni di euro.

    «Molte delle categorie in cui opera ProntoPro.it – ha dichiarato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – sono legate alla ricerca del migliore artigiano o ditta per i lavori legati alla casa. Per questo motivo riteniamo che l’investimento sia strategico e consentirà molte sinergie che si tradurranno in un ulteriore miglioramento dei servizi per gli utenti».

    L’aumento di capitale arriva dopo appena un anno di attività in cui ProntoPro.it ha già inviato oltre 30 milioni di euro di lavori ai 50.000 professionisti e aziende iscritti alla piattaforma ed è diventato il primo portale in Italia del settore per numero di utenti, coprendo 430 categorie negli ambiti più diversi: non solo tutto quello che riguarda la casa – idraulici, imbianchini, elettricisti e molti altri tipi di artigiani – ma anche gli eventi, le lezioni private, l’informatica, il wellness, il giardinaggio, la fotografia, il web e persino la musica.

    Nella start-up ha creduto anche TIM riconoscendole la menzione speciale nel programma TIM #WCAP Accelerator 2015.

    «ProntoPro.it è uno strumento utile tanto ai professionisti quanto agli utenti. I capitali serviranno per accelerare la crescita della piattaforma che ormai ha dimostrato di funzionare con reciproca soddisfazione di professionisti e utenti – ha dichiarato Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.it. – Professionisti e aziende sono contenti di avere un canale attivo per raggiungere potenziali clienti e far conoscere i propri servizi e la propria professionalità; dall’altro lato i clienti hanno un valido aiuto per cercare il professionista adatto alle loro necessità in modo facile e immediato. La nostra missione è quella di aumentare il valore nel mondo dei servizi e siamo certi che l’accordo siglato con Immobiliare.it ci consentirà di farlo ancora meglio».

    Ma come funziona ProntoPro.it? Per gli utenti che sono alla ricerca di un professionista, è sufficiente collegarsi al sito e compilare una scheda con i dettagli del lavoro che si vuole commissionare. In poche ore si riceveranno, gratuitamente, preventivi personalizzati e gli utenti potranno valutarli in autonomia, in base al profilo e alle recensioni dei professionisti.

    Per i professionisti l’uso di ProntoPro.it diventa un valido aiuto per aumentare la clientela, avendo a disposizione un portale su cui farsi pubblicità gratuitamente e ottenere richieste di lavoro in linea con la propria offerta. Grazie a questo sistema anche le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del tessuto economico italiano, hanno la possibilità di farsi conoscere con costi decisamente contenuti.

  • Black Rock Italia, Krautzberger vincitore dell’European Fund Manager Awards 2016

    Michael Krautzberger (gestore del fondo BGF Euro Bond di BlackRock) è stato proclamato vincitore della settima edizione dell’European Fund Manager Of The Year Awards di Morningstar come migliore Gestore dell’anno Obbligazionario Europeo: gli altri due vincitori, sono stati Alexei Jourovski e il suo team (come miglior fondo Azionario Europa per il fondo Uni-Global – Equities Europe), e Christopher Hart (miglior gestore Equity Globale con il fondo Robeco BP Global Premium Equities).

    Black Rock Michael Krautzberger

    Il riconoscimento, assegnato dal team di analisti sui fondi di Morningstar tra i 1.400 fondi che ottengono l’Analyst Rating (giudizio basato sulla valutazione di cinque pilastri: persone, processi, società, performance e costi), viene assegnato ai gestori che dimostrano di aver talento, capacità di produrre risultati continuativi e di allineare i loro interessi con quelli degli investitori nel lungo periodo.

    In particolare, Michael Krautzberger è entrato a inizio 2005 in BlackRock e dall’ottobre di quell’anno gestisce il comparto BGF Euro Bond Fund che vanta un rating Morningstar «Gold». Krautzberger, che dirige il team sul reddito fisso composto da 13 persone, compresi nove manager, che adottano un approccio collettivo, si è distinto nel sostenere e sviluppare un approccio d’investimento basato sulla implementazione di un portafoglio diversificato in termini di rischio e nel produrre extra rendimenti tramite strategie «relative value», capaci cioè di estrarre valore dal differenziale tra i diversi segmenti del mercato obbligazionario: dai titoli governativi alle cartolarizzazioni, dagli inflation-linked bond alle valute, dalle scelte di duration al posizionamento sulla curva dei rendimenti.

    La qualità delle idee di investimento e l’elevato standing qualitativo nell’implementarle nel portafoglio del fondo hanno consentito a Krautzberger di registrare performance superiori sia alla categoria che al benchmark durante la sua gestione. E proprio sulla base del successo di Krautzberger nella gestione «relative value» nel mondo obbligazionario, BlackRock ha deciso di puntare per ampliare la sua offerta con il lancio del nuovo comparto BSF European Select Strattegies Fund. Gestito da Michael Krautzberger, il fondo si avvale dei migliori talenti di BlackRock dei team obbligazionario e azionario Europa, quest’ultimo guidato da Nigel Bolton, per creare un portafoglio diversificato di elevata qualità, in grado di ottenere rendimenti più interessanti.

    Il comparto investe tipicamente il 75% in obbligazioni ed il 25% in azioni con quest’ultima componente che può arrivare a rappresentare anche il 35% del portafoglio. La strategia di gestione è sempre quella «relative value», ma questa volta applicata a tutta la struttura del capitale societario, ovvero per ogni singola azienda il team di gestione decide se conviene di più investire in azioni oppure obbligazioni in base al valore potenziale insito nei diversi strumenti finanziari emessi dalla stessa società.

    FONTE: Financia Lounge

  • Broker Forex: la lista nera. Ecco cos’è e chi la pubblica

    Di pari passo con la diffusione presso il pubblico del trading online, purtroppo sono andati ad aumentare anche i fenomeni fraudolenti connessi ai broker forex. Si tratta di intermediari senza scrupoli che agiscono senza autorizzazione, e che purtroppo hanno trovato terreno fertile nella rete di Internet. Lì adescano investitori troppo disinvolti e poco attenti, che hanno finito per affidare loro i propri risparmi, ignari dei rischi che corrono.

    Il controllo sui broker forex

    Le attività di controllo su questi fenomeni vengono svolte a livello Nazionale e internazionale da diverse istituzioni (in Italia ad esempio se ne occupa la Consob). Una di queste è l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che per contrastare il fenomeno degli operatori forex che operano senza licenze, periodicamente pubblica degli elenchi di imprese che non possiedono un regolare permesso. La versione aggiornata prevede due liste: una per i broker di opzioni binarie e una per i broker forex, e indica i nomi dei siti web non qualificati.
    La pubblicazione ha messo in evidenza anche come questo fenomeno sia spaventosamente in crescita negli ultimi anni. Se nel luglio 2014 c’erano 32 broker forex e 77 intermediari di opzioni binarie non regolamentati, un anno dopo si è passati a 45 broker forex non regolamentati e ben 122 binari broker di opzioni. In pratica sono raddoppiati.

    L’attività della Consob

    In Italia, dal canto suo, anche la Consob ha avuto il suo bel da fare per contrastare questi fenomeni. Nel rapporto del 2015 ha messo in evidenza che almeno due terzi delle condotte di abusivismo finanziario, sono state realizzate attraverso il canale Internet. Nello stesso anno sono state condotte 147 verifiche ispettive con accertamenti e approfondimenti su 293 siti web. Sempre nel 2015 sono state adottate 118 iniziative di contrasto nei confronti dell’abusivismo e, attraverso il sito della Commissione sono state pubblicate 44 comunicazioni a tutela dei risparmiatori riferite a soggetti che, operando attraverso Internet hanno violato la normativa sull’intermediazione.

    Il consiglio, quindi, è quello di verificare e controllare sempre i broker forex con i quali si opera, verificando che dispongano dei requisiti necessari per svolgere l’attività di intermediazione finanziaria.

  • Franchising Estetica: No+Vello, 250 nuovi centri entro 2020

    Il Franchising d’Estetica No+Vello, n.1 al mondo in Depilazione permanente ed Estetica avanzata, punta in alto e mira a raggiungere 400 centri in Italia entro il 2020. Numero che – tradotto in posti di lavoro – equivale a ulteriori 500 nuovi occupati che si sommano ai 350 addetti già operativi in Italia.

    A comunicarlo è stato lo stesso direttore generale di No+Vello Italy, Antonello Marrocco, il quale ha spiegato che “No+Vello è impegnato in una massiccia campagna di espansione volta a rafforzare ulteriormente il brand e garantire così ai suoi affiliati un investimento al massimo della redditività e sicurezza”.

    La campagna è finalizzata a coprire le zone in Italia in cui No+Vello non è ancora presente, in aree distanti dai centri già avviati, che – quindi – non soffrirebbero di alcuna concorrenza.

    La strategia di espansione di No+Vello si appoggia su due importanti novità lanciate nel 2016:

    • i No+Vello Point, un format pensato per i piccoli centri abitati, al di sotto dei 25.000 abitanti, e che permette ai proprietari di attività già avviate, come parafarmacie, palestre, centri estetici e saloni parrucchiere, di introdurre nei propri store dei corner No+Vello in grado di diversificare i servizi offerti e, quindi, garantirsi ulteriori fonti di guadagno;
    • una nuova campagna di affiliazione su zone ad alta domanda di servizi in cui il marchio non è ancora presente. Quest’ultima rappresenta una grande opportunità per gli aspiranti franchisee alla ricerca di un investimento sicuro e redditizio. Grazie alle richieste ricevute da potenziali clienti sul territorio nazionale, infatti, No+Vello ha stilato un elenco delle città italiane in cui è stata segnalata un’alta domanda di propri servizi. Scegliendo una di queste zone, gli investitori hanno la possibilità di entrare sul mercato con la sicurezza di una clientela già pronta ad aspettarli.

    Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla Rete Franchising No+Vello

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    Ricordiamo che il Franchising No+Vello, nato nel 2007 in Spagna ed arrivato in Italia nel 2011, ad oggi conta ben 160 centri solo nel nostro Paese, distribuiti in tutto il territorio nazionale, e oltre 1000 centri in 15 Paesi del mondo. Un’espansione che lo rende ad oggi il marchio franchising più forte al mondo nel campo dell’estetica.

  • Progetto Professionalità 2016/2017: al via la XVIII edizione del bando che offre opportunità di crescita professionale ai giovani lombardi

    La XVIII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi” è pronta a partire. Dal 15 giugno, infatti, sono aperte le iscrizioni all’iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, a favore della crescita professionale dei giovani lombardi. In palio, come sempre, c’è la straordinaria opportunità di svolgere percorsi di formazione professionale su misura, totalmente finanziati e gratuiti, in qualunque settore lavorativo, volti ad acquisire nuove conoscenze e competenze altamente qualificanti.

    Fino al 15 novembre 2016 sarà possibile inserire la domanda di partecipazione on-line, direttamente sul sito della Fondazione (http://www.fbml.it/presentazione-progetto-IT.aspx). È necessario possedere i seguenti requisiti: un’età compresa tra i 18 e i 36 anni (all’atto della domanda), risiedere o lavorare in Lombardia, avere un’esperienza occupazionale o di ricerca, anche pregressa, comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario. Ciascun candidato presenterà una proposta di percorso pratico-lavorativo, da lui stesso elaborata, da sviluppare presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza, in Italia – al di fuori del territorio lombardo – e in altri Paesi, per una durata massima di 6 mesi. Spetterà al Comitato di Gestione l’impegnativo compito di selezionare i 25 progetti ritenuti più concreti, interessanti e innovativi che verranno interamente finanziati a fondo perduto. Ad ogni vincitore sarà affiancato un tutor che lo assisterà per tutta la durata della sua esperienza.

    Per essere premiati è fondamentale mettere in gioco la volontà di accrescere la propria preparazione dimostrando ferrea motivazione e lungimiranza. Progetto Professionalità, infatti, rappresenta un’eccezionale occasione per realizzare il proprio sogno professionale e migliorare il proprio futuro.
    Ad oggi sono 342 i percorsi finanziati, negli ambiti di specializzazione più diversi, in ben 62 Paesi sparsi per il mondo. La Fondazione Banca del Monte di Lombardia, dal 1999, rinnova la sua fiducia ai giovani di talento, consapevole che supportare le loro carriere significa anche sostenere l’economia locale.

    È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2016/2017 nell’apposta sezione – Progetto Professionalità – del sito www.fbml.it.
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