Mese: Marzo 2021

  • AIAV ripensa la formazione professionale per gli operatori del turismo

    Il know-how degli agenti di viaggio è al centro dell’attenzione di AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio – che annuncia l’avvio di un nuovo programma di formazione, pensato per fornire agli addetti ai lavori gli strumenti, tecnici e teorici, indispensabili per affrontare i grandi cambiamenti che hanno coinvolto il settore negli ultimi mesi.

    I corsi

    Il piano dei corsi tocca trasversalmente tutti gli ambiti della professione turistica: dagli aspetti generali, come fisco, legislazione del turismo, gestione dei contratti di lavoro e marketing, fino alle materie più tecniche, come l’utilizzo dei sistemi di biglietteria e la geografia turistica. In calendario anche i programmi di specializzazione rivolti agli studenti universitari, i corsi propedeutici al superamento dell’esame di abilitazione alla direzione tecnica e quelli funzionali all’ottenimento del “QI – Marchio di Qualità delle Agenzie di Viaggio” autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e rilasciato da AIAV.

    A garanzia della qualità dei contenuti proposti, AIAV si avvale della collaborazione di rinomate società specializzate in formazione, come Granchi e Partners e Contesti Turistici, a cui si affiancano il Politecnico di Torino, CNA Turismo e Commercio, Fondazione Santagata e altre prestigiose istituzioni. Collabora al progetto anche lo staff di AIAV, composto da professionisti in materie legali, fiscali e sindacali applicate al turismo, con una lunga esperienza sul campo e in qualità di formatori.

    La piattaforma Lerni

    I corsi, rivolti ad agenti e consulenti di viaggio, guide turistiche e studenti, si svolgeranno attraverso la piattaforma di e-learning Lerni, sviluppata da KKM Group e Fast Digital Solution. Lerni è stata scelta tra numerose alternative presenti sul mercato perché offre una maggiore interattività tra i partecipanti al corso, secondo il modello Q&A, e permette di integrare elementi multimediali come video, immagini e slide. Il software è stato inoltre adattato per consentire l’accesso condizionato ai corsi, che saranno in parte gratuiti e in parte a pagamento, con specifiche agevolazioni per gli oltre 1.800 iscritti ad AIAV.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    Fulvio Avataneo, presidente AIAV, dichiara: “La formazione è sempre stata il punto di forza dell’Associazione e sarà la chiave per migliorare le performance degli agenti e fidelizzare i clienti che torneranno nelle agenzie. I nuovi corsi partiranno entro marzo e comprenderanno una serie di focus dedicati alle sfide che il settore è chiamato ad affrontare alla luce della pandemia. L’altra novità riguarda la piattaforma Lerni, che migliora notevolmente la qualità dell’interazione tra docenti e partecipanti ai corsi rispetto alla media degli strumenti presenti sul mercato”.

  • Igiene orale e cure dentali del cane e del gatto

    Spesso trascurata anche dai proprietari più scrupolosi, l’igiene orale dei nostri amici a quattro zampe ha un’importanza determinante nel loro benessere e nella qualità della loro vita.

    Il tartaro, in particolare, è responsabile di molte problematiche, sia a breve che a lungo termine: alitosi, infezioni, infiammazioni, dolore, retrazione delle gengive, perdita dei denti.

    E non è tutto: da un cavo orale in cattive condizioni, infatti, scaturiscono alcune gravi patologie che interessano il cuore, i reni e il fegato.

    Ma cos’è esattamente il tartaro, e perché i nostri pelosi ne soffrono? Il tartaro è il risultato della calcificazione dei depositi di placca sullo smalto dei denti: quando questi accumuli sono molto abbondanti producono una zona di colore scuro (dall’arancio al marrone) sulla superficie del dente.

    A favorirne la formazione possono concorrere vari fattori: i più frequenti sono la predisposizione genetica (alcune razze canine, come quelle “nane”, sono infatti più esposte) e un’alimentazione che privilegia un eccessivo consumo di cibi umidi a discapito delle crocchette.

    I croccantini, infatti, provocano durante la masticazione un’azione abrasiva che contrasta la formazione del tartaro.

    Somministrare quotidianamente al proprio peloso un’adeguata quantità di crocchette può essere quindi di grande aiuto nel mantenimento di un’igiene orale ottimale.

    Altro rimedio ideale è l’utilizzo dello spazzolino, con o senza dentifricio. Attenzione, però: assolutamente no ai prodotti ad uso umano, del tutto insicuri per il cane e per il gatto. E’ tassativo utilizzare solo spazzolini e dentifrici appositamente dedicati.

    Perché? Semplice: gli spazzolini per cane e gatto hanno una forma ergonomica che rispetta la loro anatomia; in più, hanno una speciale impugnatura che consente di spazzolare i loro denti con la dovuta delicatezza.

    Si usano strofinando dolcemente i denti con movimento verticale, dalla gengiva all’apice. Per i dentifrici, il discorso è analogo: no alle formule per gli umani, che possono risultare tossiche.

    I dentifrici per cani e gatti hanno un sapore gradevole al loro palato e, cosa importantissima, non necessitano di risciacquo.

    L’abitudine all’igiene orale deve essere graduale: l’animale non deve viverla in maniera traumatica.

    Si può cominciare facendogli assaggiare una piccola quantità di dentifricio e applicandola sui denti con le nostre dita, prima di passare allo spazzolino vero e proprio.

    Qualora il tartaro sia già formato e non sia possibile rimuoverlo con spazzolino e dentifricio, l’unico rimedio efficace è la detartrasi, intervento professionale che può essere eseguito solo dal veterinario.

    Semplice e rapida, questa operazione richiede però l’anestesia generale per motivi di sicurezza (l’animale si muoverebbe durante l’intervento, con conseguenze molto rischiose per la sua salute e la sua incolumità).

    Dopo aver eliminato il tartaro con un’apposita strumentazione, il veterinario lucida i denti affinché i depositi non si riformino immediatamente; procede poi a somministrare un antibiotico e/o un antisettico.

    Per saperne di più >>

  • TGCOM24: intervista col manager e curatore Salvo Nugnes sul catalogo Editoriale G. Mondadori “L’Arte in Quarantena”

    Domenica 28 febbraio è andata in onda su TGCOM24, rete di punta dell’informazione a livello nazionale, l’intervista rilasciata alla giornalista Micaela Nasca dal manager e curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes riguardo all’uscita del prestigioso catalogo “L’Arte in Quarantena” Editoriale G. Mondadori.

    Il volume, nato dall’omonima rubrica televisiva curata dal direttore Paolo Liguori e ideata da Salvo Nugnes, verrà presentato all’auditorium dello IULM di Milano il 10 aprile insieme a tante personalità che hanno collaborato al progetto come il grande sociologo Francesco Alberoni, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa, la curatrice d’arte Flavia Sagnelli, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA sez. Sp ed altri ancora.

    All’esclusivo catalogo, che raccoglie opere di nuovi talenti e grandi star internazionali come Federico Fellini,  Gina Lollobrigida, Amanda Lear, Romina Power, Sylvester Stallone, Jhonny Depp, Edoardo Bennato, hanno contribuito, tra gli altri, anche Vittorio Sgarbi e lo storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri.

    Nel corso della diretta, durante la quale sono state mostrate alcune delle opere presenti nel volume, si sono toccati i temi che stanno alla base del progetto, fortemente voluto da Salvo Nugnes, primo fra tutti l’immenso potere curativo dell’arte, capace di risollevare lo spirito da difficoltà e preoccupazioni. Il manager ha poi parlato della sua esperienza al fianco di grandi nomi dell’arte, della cultura e dello spettacolo, ricordando gli incontri significativi della sua carriera come quelli con Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Amanda Lear, Elio Fiorucci, Silvana Giacobini e tanti altri.

     

    Per informazioni 388 7338297 – https://www.artfactoryeventi.it/arte-in-quarantena.html

     

  • Be Klaire a Sanremo Juke Box

    Il giovanissimo artista sarà in gara a “Sanremo Juke Box”
    con il singolo inedito People’s Eyes

    Un esordio importante quello del giovanissimo Gaetano De Caro, in arte Be Klaire, che sarà in gara a “Sanremo Juke Box 2021”, la manifestazione parallela al noto Festival della canzone italiana dedicata agli artisti emergenti. Qui presenterà il suo inedito People’s Eyes, canzone in lingua inglese scritta durante il periodo di lockdown dello scorso inverno, insieme alla coach Antonella Sgobio.

    Il brano, pubblicato dall’etichetta discografica DMB Management di Rory Di Benedetto, ha visto la partecipazione di altri professionisti del settore come Giorgio Parisi per la produzione musicale e Paolo Muscolino dell’Orange Studio, per quanto riguarda la registrazione ed il mixaggio. Francesco Carrabino è invece il regista del videoclip già disponibile su YouTube.

    Gaetano è emozionato e scalpita per presentare dal vivo questo brano a cui tiene molto. La storia che canta vuole evidenziare il difficile percorso dei giovani di oggi, spesso influenzati da leggi, costumi e mode. Grande peso hanno gli sguardi della gente, volti stupidamente a “classificare”imponendo una sorta di accettazione sociale, senza lasciare la libertà di esprimere veramente se stessi.

    I ragazzi più deboli si lasciano “cambiare”, cercando di piacere agli altri ma mettendo da parte l’identità, le idee, la loro strada. Esperienze che Gaetano ha vissuto realmente con alcuni suoi amici, vedendoli allontanare dai propri sogni ed ideali.
    “Gli occhi della gente” sono dunque un vero ostacolo nel percorso di individualità dei giovani.

    Alla serata finalissima del concorso di sabato 6 Marzo,Gaetano parteciperà dedicando l’esibizione alla sua stimata coach Antonella Sgobio. Per seguire tutte le sue attività e sostenerlo basta collegarsi alla pagina Facebook di “Sanremo Juke Box” dove appare con il suo nome d’arte di Be Klaire.
    Lui stesso ci anticipa che a breve (insieme agli altri artisti che hanno superato le selezioni per il contest), potrà essere ascoltato e votato direttamente sulla pagina social mettendo un semplice “mi piace” e poi cliccare sulla foto per seguirlo.Verranno inoltre caricate delle compilation che ogni concorrente sta preparando per farsi conoscere meglio dal pubblico e mostrare le proprie capacità.

    Originario di Casamassima in provincia di Bari, Gaetano ha 14 anni ed anche una discreta gavetta alle spalle; inizia a suonare la chitarra a 5 anni, e crescendo si ispira alla nota cantante statunitense Lady Gagaper i suoi ideali anticonformisti. Agli inizi del 2017 si esibisce come cantante in “Si vede bene solo con il cuore”, spettacolo teatrale ispirato al romanzo “Il piccolo Principe”, proposto in diversi teatri sia a Bari che a Roma. Partecipa a  numerosi concorsi canori aggiudicandosi sempre ottimi consensi sia dalle varie giurie che dal pubblico. L’approdo alle selezioni per Sanremo è avvenuto grazie alla partecipazione al “Carisma Talent Show”, il talent più famoso del Sud Italia ideato da Moreno De Ros, dove ha interpretato una cover di Joe Cocker. Attualmente studia canto, pianoforte e solfeggio presso l’Apulia Musica ed Eventi di Taranto e presso Musica & Arte di Bari, seguito da diversi noti insegnanti. Altri importanti impegni lo aspettano a breve: a maggio parteciperà al concorso Bucharest Festival e a luglio al contest televisivo The Coach.

    Per seguire l’evento vi ricordiamo di sintonizzarvi  il 6 marzo alle ore 14 sulla pagina Facebook Sanremo Jukebox

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  • Evanicole, Almeno come 


    il singolo d’esordio della cantautrice . Videoclip in anteprima su Sky Tg 24

    Una realtà velata da incantesimi di emozioni e esperienze questa nuova canzone di Evanicole.
    Un tuffo tra anima e corpo in cui nulla sembra lasciato al caso. Scegliere di lasciarsi andare a una passione dettata dal pathos stesso, un passione a cui arrendersi ma volontariamente.
    Come fosse un antico rituale in cui due corpi si intrecciano legati da un filo talmente sottile da risultare invisibile al mondo.
    La dolcezza del testo ne è la prova: “devo allenare l’anima” è la sintesi perfetta di una donna in cui la sua identità viene valorizzata tra la consapevolezza sia della sua fragilità che della sua forza. Non un contrasto quindi, ma un vero e proprio sposalizio. Una presa di coscienza tramite i sensi che nasconde una personalissimo invito a esprimere se stessi senza maschera alcuna.

    Inizia tutto a 12 anni, quando in piena notte Nicole si svegliava e scriveva i suoi primi testi, inconsapevole, data la giovane età, che sarebbero diventati canzoni.
    Da lì a qualche anno prende in braccio la sua prima chitarra e tutto si colora di musica. Non contenta poggia anche le sue dita sul pianoforte continuando ovviamente a comporre testi e canzoni.
    La sua prima esibizione all’età di sedici anni in un concorso, vincendo contro la sua grande timidezza e riscontrando subito complimenti.
    La sua camera diventa il suo palco in cui riesce a scrivere davvero e a cantare senza vergogna.
    A vent’anni le sue prime esperienze in alcuni studi di registrazione la convincono a tentare di uscire dall’anonimato. Esibizioni sparse in locali ed eventi. Le sue canzoni piacciono, ma Nicole vorrebbe ampliare le sue sonorità. Proprio in questo periodo della sua vita decide di utilizzare “Evanicole” come nome d’arte.

    Due i singoli pronti nel cassetto per un lancio nazionale in attesa di un futuro EP.

    https://m.facebook.com/evanicolemusic
    https://www.instagram.com/evanicole_/
    https://www.youtube.com/channel/UCO7116XCpG-PvVShCHF0vwg?view_as=subscriber

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
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  • Stabile, Mi difendo 


    il nuovo singolo del cantautore.
    Di fronte ai grandi sentimenti occorre difendersi per difenderli.

    Quella che all’apparenza sembrerebbe una ballata tradizionale nasconde invece tra le pieghe un’invettiva dedicata a chiunque non abbia smesso di credere che di fronte ai grandi sentimenti occorra difendersi per “difenderli, in un momento storico che sta fagocitando l’umanità e livellando il pensiero riducendo la vita a mera vegetazione.

    Dice Stabile:
    La prima stesura di questa canzone risale alla metà degli anni novanta, quando frequentavo il liceo. La parte iniziale era completamente diversa ma il ritornello era identico. In poche strofe cercai di riversare la percezione totalizzante che avevo a quei tempi dell’amore ma soprattutto il distacco tra questa concezione (farcita di ingenue letture esistenzialiste) e la spregiudicatezza (oggi direi leggerezza) della risposta di chi mi era accanto. A una mia ricerca di senso più profondo dei sentimenti (a quei tempi somatizzavo ogni accadimento) che fosse in grado di confermare il “per sempre” precocemente agognato, faceva da contraltare una durezza di lei, che invece esortava con freddezza a vivere ogni istante nell’unica ineluttabile certezza: la fine della storia, perché “non c’è storia che non finisca.”
    Ho tenuto il brano nel cassetto per tanti anni. Circa sei anni fa, durante un trasloco, ho ritrovato un contenitore con varie audio cassette dove erano incise questa ed altri brani dell’epoca. Le ho riversate in digitale e ascoltate. Quando ho riscoperto questa canzone, per alcuni giorni la mia mente ha isolato il ritornello dal resto delle vecchie strofe iniziali. Una notte, svegliatomi di colpo, ho iniziato a sussurrare la melodia iniziale. Sono salito sul terrazzo e ho scritto di getto tutto il resto del brano, lasciandomi trasportare dai ricordi di quel periodo, al fine di lasciare intatti sensazione e linguaggio originali.
    Il ritornello, sia per quanto concerne le musiche che il testo, é rimasto identico.
    La serietà di allora, sicuramente precoce, ha tuttavia segnato, forgiandola, l’intera formazione della mia personalità. Ancora oggi, infatti, quarantenne, non ho smesso di credere che di fronte ai grandi sentimenti occorra difendersi per “difenderli.”

    Stabile, all’anagrafe Marco Murgo, nasce a San Giovanni Rotondo (FG) 40 anni fa.  Scrive la prima poesia a nove anni e la prima canzone a tredici.
    Dopo aver avuto una varietà inaudita di maestri di chitarra con i quali non è mai riuscito a superare la seconda lezione (di solito con la scusa di un bisogno fisiologico se la dava a gambe di soppiatto per la paura!), a tredici anni impara a suonare la chitarra e la batteria da autodidatta.
    Ha la fortuna di crescere accanto ad uno zio cultore musicale e collezionista di vinili che gli impartisce un’educazione musicale vasta ed eterogenea, che diventa il pavimento della sua identità umana e artistica.
    Inizia suonando la chitarra e cantando in lingua inglese in piccole band.
    Dopo aver ascoltato Bob Dylan un pomeriggio d’estate, capisce che la canzone d’autore é la forma di espressione artistica ed esistenziale più consona alla sua indole.
    Nel corso degli anni scrive centinaia di canzoni ma ne condivide solo poche decine, sempre in bilico tra la costante ricerca di uno stile personale e una insopprimibile vocazione alla riservatezza.
    Che bella giornata é stato il suo singolo di debutto ufficiale. Il brano, scritto durante l’isolamento che ha costretto a casa milioni di italiani, ha un titolo chiaramente ironico e allusivo e rappresenta una pagina di diario della vita quotidiana durante la quarantena, uno spaccato nudo, senza filtri, del terremoto esistenziale che l’emergenza ha prodotto nelle abitudini di ognuno di noi. A novembre del 2020 pubblica Nessuna certezza, il suo secondo singolo, un brano che con elegante disinvoltura scivola sulla polarità che separa una musica di sicuro impatto da un testo che invece racconta le criticità del presente senza indugiare in metafore convenzionali.

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  • Packaging sostenibile e su misura

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. si dimostra sempre più attuale e in linea con le istanze globali della clientela, investendo sulla soddisfazione del cliente e la riduzione dell’impatto ambientale, attraverso un packaging eco-friendly e progettato su misura

    L’attività di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. non si limita esclusivamente alla progettazione e produzione di organi di trasmissione, attività in cui si distingue e che la pone tra i leader di mercato a livello mondiale. Il processo di internazionalizzazione già intrapreso da anni comprende aspetti ben più ampi che spaziano dalla comunicazione informatica con il cliente – già gestita con soluzioni IT all’avanguardia come Eolo, Traceparts e EDI – fino alla consegna finale del prodotto.

    È a partire da questa visione che l’azienda meccanica ha deciso di arricchire la customer experience dei propri clienti aggiungendo un ulteriore tassello. La novità riguarda la progettazione del packaging per accompagnare i prodotti durante il trasporto e lo stoccaggio.

    In linea con una filosofia eco-friendly che l’anno scorso ha visto l’installazione di un importante impianto fotovoltaico nell’headquarter bolognese, l’impresa ha deciso d’investire su materiali a basso impatto ambientale, personalizzabili e in gran parte riciclabili.

    Non è tutto, infatti. Se molti imballaggi hanno un carattere standard, in quanto di normale utilizzo per la produzione dell’azienda, altri vengono realizzati appositamente sulla base delle diverse esigenze del cliente. “Ogni richiesta ha le sue peculiarità specifiche – fanno sapere dall’area magazzino e logistica di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. – per cui normalmente in 2/3 settimane si possono realizzare nuove soluzioni che a seconda della loro complessità possono richiedere tempi più o meno lunghi”.

    Una formula che mira non solo a garantire un servizio customizzato anche nell’invio dei prodotti, ma anche un packaging taylor made che riduce i costi, i volumi e contribuisce così a ridurre il carbon foot print aziendale, favorendo contestualmente la migliore gestione delle commesse e la ricezione delle stesse dalla parte di una clientela internazionale molto attenta anche a questi aspetti, come nel caso di Goupil, primaria realtà operante nel settore dei veicoli elettrici, per cui è stato realizzato un nuovo packaging in linea con le specifiche necessità indicate.

    D’altronde l’attitudine alla personalizzazione e alla ricerca è da sempre un valore cardine, un fattore sul quale Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A., ha costruito il proprio successo e la propria storia.

    Con questo ampliamento di servizio, dunque, l’azienda di Bologna conferma la volontà di rimanere ancorata alla propria tradizione, mettendo il cliente al centro di ogni strategia e innovazione, accogliendo allo stesso tempo le istanze per un mondo ecosostenibile e una produzione virtuosa.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Rivestimenti antitrauma per impianti sportivi

    Grazie ai rivestimenti antitrauma per impianti sportivi è possibile mettere in sicurezza ogni tipo di struttura e consentire ai giocatori di potersi sfidare senza alcun tipo di preoccupazione per la propria incolumità.

    Infatti, all’interno di strutture sportive di ogni tipo, possono esservi degli elementi che vanno a insidiare la sicurezza degli atleti. All’interno delle palestre ad esempio, in caso di caduta accidentale è possibile urtare i pilastri, i termosifoni, le panchine o altri elementi strutturali che possono trovarsi nei paraggi.

    Allo stesso modo, nei campetti di calcio, tennis, padel o altri sport vi è una recinzione metallica sorretta da pali che possono presentare bulloni o altre asperità che se urtate possono chiaramente fare male.

    È possibile mettere in sicurezza tutte queste superfici grazie ai rivestimenti antitrauma, i quali aderiscono perfettamente alla superficie da proteggere rendendo sin da subito innocuo ogni urto, dato che sono realizzati con morbida gomma così come previsto dalla normativa europea.
    Tale gomma è inoltre ignifuga e dunque presenta un elevata resistenza al fuoco (classe 1)

    Un altro aspetto interessante è quello legato ai colori: i rivestimenti antitrauma sono infatti disponibili in una ampia tonalità di colori ben in grado di adattarsi ad ogni tipo di ambiente o struttura all’interno della quale vengono collocati, indoor o outdoor che sia.

    Questi elementi non andranno dunque a guastare quello che è l’aspetto estetico di una struttura sportiva ma al contrario andranno ad arricchirlo, grazie al loro design semplice ma accattivante e ai colori che ben si adattano ad ogni tipo di ambiente. Usufruire di sistemi di questo tipo offre agli sportivi delle garanzie in più sulla propria incolumità e dunque potrebbe anche essere un interessante argomento sul quale far leva per le proprie campagne pubblicitarie.

    Gli utenti infatti, amano sapere che chi gestisce degli spazi che vengono messi a disposizione adotta tutte le soluzioni necessarie per garantire il massimo della sicurezza.

  • I millennials chiedono prestiti, ma non per studiare, sposarsi o viaggiare

    Come è cambiato il rapporto dei millennials con il mondo del credito al consumo nell’anno della pandemia? Per rispondere alla domanda, Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato un campione* di oltre 500mila domande di prestito personale presentate da richiedenti nati tra il 1981 e il 1996 scoprendo che, nel 2020, l’importo medio richiesto dai cosiddetti millennials è stato pari a 10.907 euro, vale a dire il 7% in più rispetto al 2019.

    Ad aumentare, però, non sono stati solo gli importi, ma anche il peso percentuale delle richieste provenienti da questo particolare tipo di utenti; secondo i dati, nel 2020, più di 1 domanda di prestito personale su 3 è stata presentata da un richiedente con età compresa tra i 25 e i 40 anni (38,1%), valore in aumento del 5% rispetto al 2019.

    Per cosa chiedono prestiti i millennials

    Se, come detto, la pandemia ha fatto aumentare, in percentuale, le richieste di prestiti personali presentate dai millennials, quali sono le ragioni per cui sono ricorsi ad una società di credito al consumo?

    Analizzando le domande per le quali è stata dichiarata la finalità emerge che la prima ragione per cui la Generazione Y ha chiesto un prestito nel 2020 è stata l’ottenimento di liquidità (22,5%), seguita dall’acquisto di auto usate (21,5%) e dalla ristrutturazione della casa (16,9%).

    L’effetto della pandemia si fa però sentire in modo specifico analizzando alcune tipologie di prestito personale tipiche di questa fascia di richiedenti e che, causa emergenza sanitaria e lockdown, sono letteralmente crollate; il peso percentuale dei prestiti richiesti per la formazione, ad esempio, è diminuito del 16%, quelli per i matrimoni del 39% e quelli per viaggi e vacanze addirittura del 51%.

    «È evidente come la pandemia abbia ridefinito le priorità della Generazione Y anche dal punto di vista dell’accesso al credito», spiega Giovanni Scarascia Mugnozza, responsabile prestiti di Facile.it. «questa particolare fascia anagrafica, però, ha dimostrato di avere un rapporto più maturo con il ricorso al credito che, in un momento di grave incertezza economica e lavorativa come quella attuale, ha rappresentato per loro in un certo senso un’ancora di salvezza».

     

     

    * analisi realizzata su un campione di oltre 500mila domande di prestito personale raccolte tra l’1 gennaio 2020 il il 31 dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it

  • Avis Regionale Lombardia capofila del progetto “Talenti oggi, leader domani”

    Entra nel vivo con i primi appuntamenti online il progetto formativo “TALENTI OGGI, LEADER DOMANI”, promosso da Avis Regionale Lombardia insieme a diverse associazioni di volontariato (Avis Provinciali di Bergamo, Brescia, Mantova, Monza Brianza, Sondrio, Pavia, AIDO Lombardia, ADMO Lombardia, Caminante, CAOS Varese e CRI Comitato Area Nord Milanese) e in collaborazione con Regione Lombardia, lanciato lo scorso 23 gennaio per promuovere la digitalizzazione del terzo settore e l’empowerment femminile: due tematiche che Avis Regionale Lombardia considera prioritarie per lo sviluppo delle associazioni di volontariato, con l’obiettivo di valorizzare il coinvolgimento femminile e valorizzarne il coinvolgimento nelle sfere dirigenziali e non solo.

    “Questo percorso – spiega Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – si rivolge non unicamente alle donne per fornire loro gli strumenti per capire se condizionamenti interni o esterni hanno impedito loro di raggiungere ruoli di leadership all’interno della propria associazione, ma soprattutto vuole essere uno strumento di riflessione per la sfera maschile e permettere a tutti i partecipanti – indipendentemente dal genere – di capire quanto sia fondamentale l’apporto femminile nelle posizioni dirigenziali. Il progetto, infatti, mira a creare momenti di riflessione e di ascolto che possano coinvolgere tutti coloro che quotidianamente vivono il mondo del volontariato con grande passione e trasporto. Affinché venga compresa l’importanza della rappresentazione femminile nei vertici del terzo settore, sono necessari sia un profondo cambiamento che un aperto confronto, alla luce di queste riflessioni e dei dati che ci verranno sottoposti dall’Università di Bergamo”.

    Tra i partner dell’iniziativa infatti, c’è anche il Dipartimento di Psicologia del lavoro dell’Università degli studi di Bergamo, che sta conducendo un’indagine sulle rappresentazioni del Gender Gap tra uomini e donne all’interno delle associazioni, la cultura del lavoro nei contesti associativi, le criticità percepite e le opportunità di sviluppo, di crescita e gestione manageriale.

    “Durante i mesi di lockdown – prosegue Oscar Bianchi – abbiamo assistito a una crescente partecipazione delle donne alle attività di volontariato, grazie a un maggiore utilizzo degli strumenti digitali. Se da un lato i dati raccontano una forte dedizione da parte delle donne al mondo del volontariato, nonostante gli impegni legati alla famiglia e alla vita lavorativa, dall’altro rilevano una loro scarsa rappresentazione nei vertici decisionali. Proprio per questo motivo, il percorso formativo mira a valorizzare la presenza delle donne, attraverso il coinvolgimento del mondo maschile e di coloro che oggi si trovano in posizioni dirigenziali all’interno delle associazioni e rendere le donne più partecipi, anche grazie a una maggiore digitalizzazione del terzo settore.”  

    I  webinar, visibili anche sui canali social di Avis Regionale Lombardia, si svilupperanno nel corso del 2021 con cadenza bimestrale, in parallelo al percorso di mentorship laboratoriale che ha preso il via ieri. Quattro gli indirizzi tematici: parità di genere, discriminazione e nuovi modelli di leadership, linguaggio di genere ma anche uno sguardo attento al mondo del digitale come mezzo per favorire inclusione, rafforzare la leadership e le strategie per una comunicazione efficace del terzo settore, partendo dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Obiettivo finale: diminuire il Gender Gap promuovendo la leadership femminile.

  • Kiko Milano, l’AD Cristina Scocchia ospite di Otto e Mezzo: necessario prevenire tensioni sociali

    "Uno shock di offerta e domanda che non si vedeva dalla crisi petrolifera del ’79": l’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia interviene a Otto e Mezzo sottolineando l’importanza di prevenire tensioni sociali nell’attuale contesto di crisi economica e perdita dell’occupazione.

    Cristina Scocchia, AD Kiko

    Kiko Milano, l’intervento dell’AD Cristina Scocchia a Otto e Mezzo

    L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il comparto della cosmetica e, in generale, tutto il settore della distribuzione non alimentare, con grandi ricadute in termini di fatturato e di occupazione: a evidenziarlo è Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, nel corso di un intervento a Otto e Mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber. Quella in corso, spiega l’AD, è una crisi di offerta e domanda a cui non si assisteva dal ’79, con "una perdita stimata tra il 37% e il 50% di fatturato", un’oscillazione determinata dalla capacità delle misure restrittive di tenere sotto controllo la curva del contagio. La contrazione dei fatturati, prosegue Cristina Scocchia nel suo intervento, causerà "una perdita tra 24 e 33 miliardi di IVA, con un forte impatto per lo Stato" e, molto più significativo in termini di solidità sociale, "un impatto ancora più forte per l’occupazione, perché si rischia tra il 15% e 27% di un milione e mezzo di posti di lavoro", ovvero quel volume occupazionale determinato dal settore della distribuzione non alimentare.

    Cristina Scocchia: sostenere famiglie e imprese e preservare la coesione sociale

    Cristina Scocchia ha quindi invitato a riflettere, in un contesto di tale difficoltà per tutta l’economia nazionale, su quanto sia fondamentale impegnarsi a prevenire l’emergere di tensioni sociali. Perché con la possibilità di perdere fino a un terzo dei posti di lavoro e con un’impresa su 5 che rischia di non sopravvivere, "allora purtroppo potrebbero esserci tensioni sociali e noi dobbiamo prevenirle". Da qui, sottolinea l’AD di Kiko Milano, emerge la necessità di un intervento da parte dello Stato per mezzo di "un’iniezione di liquidità importante e adeguata per le famiglie e per le imprese" ma, specifica, "non possiamo aspettare i tempi della prima fase". Infine un messaggio affinché, in un periodo di grandi difficoltà come questo, il mondo istituzionale rimanga unito per gestire al meglio la complessità della crisi: "Tutti giochino il proprio ruolo con senso di responsabilità", spiega Cristina Scocchia, che aggiunge "è già estremamente difficile riuscire a gestire la salute e l’economia. Oltre a questo, in Italia si ha l’impressione che si voglia gestire anche il consenso politico: fermiamoci alle due variabili più importanti, che sono la salute e l’economia".

  • Biglietto sospeso e zero penali: le iniziative di Moby Spa e Tirrenia

    L’idea di Moby Spa e Tirrenia nasce per agevolare i viaggiatori, permettendogli di affrontare il periodo attuale con meno incertezza e rivolgere i propri pensieri alle vacanze.

    Moby Spa

    Moby Spa e Tirrenia: i vantaggi dell’assenza delle penali

    Eliminare lo stress da prenotazione e cambio data nell’organizzazione delle proprie vacanze. È la possibilità concessa dalle nuove iniziative messe in campo da Moby Spa  e Tirrenia. Per tutti coloro che prenoteranno un traghetto fino al 15 marzo, sarà possibile modificare a piacimento il proprio biglietto senza dover incorrere in alcuna penale. Le tratte che rientrano nell’offerta sono tutte quelle verso Sardegna, Sicilia e Corsica (Olbia, Porto Torres, Cagliari, Palermo e Bastia) che partono dai porti di Genova, Livorno, Piombino, Civitavecchia e Napoli. Le due compagnie di navigazione del Gruppo Onorato Armatori consentono di cambiare data per un numero di volte illimitato: l’importante è che lo si faccia in Sardegna, Corsica e Sicilia e che la Compagnia resti la stessa. Moby Spa e Tirrenia richiederanno ai viaggiatori che approfittano della nuova opzione solo le eventuali differenze tariffarie dipendenti dalla nuova data prescelta. Nel caso in cui la nuova data abbia un costo minore, i clienti otterranno ovviamente un rimborso, secondo le condizioni generali di trasporto.

    Moby Spa e Tirrenia: i dettagli del biglietto sospeso

    L’abolizione delle penali dalle prenotazioni effettuate entro il 15 marzo non è l’unica novità in casa Moby Spa e Tirrenia. Sulle stesse tratte, infatti, le due Compagnie hanno deciso di mettere a disposizione l’opzione del “biglietto sospeso”. Come si evince dal nome, i viaggiatori che intendono anticipare o posticipare la partenza avranno anche la possibilità di congelare il proprio ticket senza indicare una data specifica. Si verrà dunque a creare una sorta di credito che potrà essere sfruttato anche per tutto il 2022. Pure in questo caso sono previsti gli stessi limiti già accennati legati alla destinazione in Sardegna, Corsica e Sicilia e alla compagnia prescelta. Dunque, grazie all’assenza delle penali e al biglietto sospeso, quest’anno Moby Spa e Tirrenia consentiranno ai viaggiatori di programmare le proprie vacanze con la massima flessibilità. Un vantaggio per i clienti che va ad aggiungersi a quello dell’estrema sicurezza sulle misure anti Covid, come testimonia la figura del care manager introdotta sulle navi già lo scorso anno.

  • Gruppo Danieli: nuovo progetto in Corea del Sud

    Il nuovo contratto siglato da Gruppo Danieli in Corea del Sud: l’azienda di Buttrio continua a farsi strada in tutto il mondo, diversi i progetti su cui è al lavoro.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli tra le eccellenze italiane nel mondo: nuova commessa in Corea del Sud

    Il Gruppo Danieli prepara il ritorno in Corea del Sud dove realizzerà la sua prima acciaieria completa di laminatoio. È Korea Steel Shapes Co. a commissionare all’azienda di Buttrio il progetto di un nuovo laminatoio ad alta velocità per la produzione di barre in acciaio di dimensione variabile, da installare nello stabilimento di Chilseo. L’impianto sarà collegato direttamente a una colata Danieli a 5 linee, tramite un riscaldatore a induzione Danieli Automation Q-Heat. Il Gruppo guidato da Gianpietro Benedetti aveva già lavorato in Corea del Sud nel 2007. E anche nel nuovo progetto commissionato dall’azienda coreana emerge l’attenzione del Gruppo Danieli e il suo impegno a favore della sostenibilità: la nuova acciaieria avrà infatti un impatto ambientale molto contenuto, secondo quanto specifica "Il Messaggero Veneto" nel darne notizia.

    Gruppo Danieli al lavoro anche negli Stati Uniti: il punto sul progetto per Nacor

    Nei prossimi mesi il Gruppo Danieli sarà impegnato a livello internazionale su più fronti: oltre alla commessa in Corea, infatti, Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. inizierà entro novembre la spedizione delle attrezzature per la costruzione di un nuovo impianto negli Stati Uniti. Il progetto, commissionato dalla statunitense Nucor (Brandenburg; Kentucky), comporta un investimento complessivo di 1,7 miliardi di dollari: l’ordine specifico ha un valore di 330 milioni di dollari. L’impianto a cui lavorerà il Gruppo presieduto da Gianpietro Benedetti entrerà in funzione nel 2022 e sarà il più grande laminatoio al mondo. In particolare il Gruppo Danieli si occuperà di fornire la nuova acciaieria di forno elettrico e laminatoio lamiere di tipo Steckel, unitamente a un pacchetto di automazione e parte elettrica realizzato dalla consociata Danieli Automation.

  • Portierato e guardia giurata: quali sono le differenze?

    La figura della guardia giurata e quella del portiere, che presidiano entrambi l’ingresso di edifici e stabili, non sono assimilabili tra loro: essenzialmente, coloro che operano nel portierato non sono vincolati da specifiche normative in materia e non necessitano dell’autorizzazione prefettizia

    Milano, 25 gennaio 2021 – Il portiere e la guardia giurata, sebbene dall’esterno possano sembrare figure interscambiabili, sono in realtà, ad oggi, due entità ben diverse tra loro. In passato, i due servizi potevano essere assimilabili, dal momento che in entrambi i casi era necessaria l’iscrizione ad un registro ad hoc ed era previsto l’obbligo della buona condotta, e dunque i portieri, così come le guardie giurate, erano a tutti gli effetti un ausilio delle forze dell’ordine che sorvegliavano una proprietà (pubblica o privata che fosse). 

    Dal 2003, con l’introduzione della Legge Biagi, il portierato è diventato invece un servizio assimilabile ad altri comuni servizi (con riferimento ai global service): per i portieri dunque non c’è più l’obbligo di avere requisiti particolari e non sono tenuti a rispettare determinate normative a livello nazionale che ne regolamentino il servizio, al contrario delle guardie giurate.

    Ad ogni modo, delle regole esistono anche per chi opera nell’ambito del portierato, e sono essenzialmente rintracciabili nel “Vademecum Operativo – Disposizioni operative per l’attuazione del Decreto Ministeriale 1.12.2010, nr.269, in materia di capacità tecnica e qualità dei servizi degli istituti di vigilanza ed investigazione privata” stilato dal Ministro dell’Interno.

    L’ANAC (cioè l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione) ha evidenziato una principale differenza tra la figura del portiere e quella della guardia giurata: il portiere ha l’obbligo di sorveglianza e di tutela passiva della proprietà, ma non può difenderla in modo attivo in caso di emergenza o di pericolo, come invece può fare la guardia giurata.

    I portieri, inoltre, possono svolgere anche altre attività oltre alla sorveglianza dell’immobile (ad esempio la registrazione degli ospiti in entrata e in uscita) mentre le guardie giurate no; esse infine devono necessariamente essere in possesso dell’autorizzazione da parte della Prefettura.

    A causa di queste differenze nella preparazione e nell’organizzazione delle due figure, le guardie giurate possono avere uno stipendio che arriva addirittura al doppio rispetto a quello dei portieri.

     

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  • Andrea Mascetti: le certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 27001:2013 dello Studio Legale

    Garantire qualità dei servizi e sicurezza nella gestione ICT è di cruciale importanza nell’esercizio della professione legale: verso tale direzione mirano le certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 27001:2013 recentemente acquisite dallo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti

    Studio Legale di Andrea Mascetti: qualità e competenza nell’esercizio della professione legale

    In linea con i migliori protocolli adottati a livello internazionale, la qualità dei servizi e la sicurezza nella gestione delle informazioni e dei sistemi ICT sono fattori essenziali in materia di consulenza legale. Nell’ottica di un continuo miglioramento dei servizi, lo Studio Legale fondato da Andrea Mascetti investe costantemente in attività di verifica delle proprie procedure. Tale attenzione ha condotto lo Studio verso una posizione di primo piano nel settore in Italia, un risultato attestato anche dal conseguimento di due importanti certificazioni nel mese di gennaio 2021: la prima, la ISO 9001:2015 che certifica la qualità del sistema di gestione e la seconda, la ISO 27001:2013, per la sicurezza delle infrastrutture ICT a supporto delle attività legali svolte. “Le risorse e i processi interni”, ha commentato lo Studio Legale in una nota, “sono strutturati e gestiti efficacemente, al fine di individuare e soddisfare al meglio le esigenze del cliente e garantire al contempo la sicurezza delle informazioni”. Le due certificazioni si aggiungono ad altri attestati di qualità ricevuti dallo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti: tra questi, l’inclusione tra le migliori 500 legal firm d’Italia, una classifica stilata dalla rivista Capital in base a fattori come qualità dei servizi, competenza, specializzazione e capacità di relazione con le realtà del territorio.

    Andrea Mascetti: profilo professionale, specializzazioni e attività

    Fondatore e titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale e consulente in diritto civile e amministrativo. Nato a Varese nel 1971, dopo gli studi classici consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano (1996). Successivamente al praticantato, si abilita allo svolgimento della professione presso la Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. Collabora fino al 2003 presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young e, l’anno seguente, avvia una propria attività fondando l’omonimo Studio Legale, che negli anni si arricchisce di professionisti specializzati in diritto civile, amministrativo e penale. Andrea Mascetti fornisce attività di consulenza per enti pubblici, società commerciali e privati, e ricopre incarichi presso Organismi di vigilanza e Consigli di Amministrazione di società italiane ed estere. Animatore di iniziative culturali e appassionato bibliofilo, è appassionato di alpinismo e cultura alpina.

  • Cosa Sapere Se Sei Un Genitore Prima Di Scegliere Un Fotografo Newborn

    Se non hai mai assunto un fotografo newborn (o qualsiasi tipo di fotografo prima d’ora), capisco perfettamente il disorientamento, perchè esistono molte cose da prendere in considerazione quando decidi chi scegliere per una sessione fotografica per il tuo bimbo appena nato.

    Assumere un fotografo newborn non è solo questione di cercarlo su Google e scegliere il primo che trovi. (Questo non è l’approccio che consiglierei comunque). No, c’è molto di più perché fotografi specializzati in questo tipo di fotografia se ne trovano molti, ma non tutti sono uguali.

    Quindi, nell’articolo di oggi, condivido con voi alcune delle cose che credo che i genitori debbano sapere prima di assumere un fotografo newborn.

    La mia speranza è che tu possa informarti sul fotografo il ​​più possibile prima dell’arrivo del tuo bambino. Quindi, dopo aver svolto le tue ricerche in anticipo ed essere preparato, prenderai la decisione giusta su chi assumere e come risultato godrai della bellissima esperienza di un bel servizio fotografico newborn Pistoia.

    Aspetti importanti da considerare quando si sceglie un fotografo newborn

    Sicurezza

    Al momento non esiste una qualifica ufficiale che un fotografo newborn deve ottenere, il che significa che è davvero importante che tu scelga attentamente. Cerca di capire come gestisce i bambini per ottenere le foto che mostra sul proprio sito web.

    Alcune pose della fotografia newborn sembrano sfidare la gravità. Mostrano un bambino addormentato che sostiene il peso della propria testa (cosa impossibile!). Oppure, sono posizionati su uno scaffale o appesi ad una certa altezza (il che non sarebbe sicuro se non fosse fatto correttamente).

    Il fotografo che stai considerando di assumere, parla della sicurezza dei neonati sul proprio sito web?

    Ne discute nel suo blog o sui canali sociali? Sono stati citati dai media o scritti articoli al riguardo? Fondamentalmente, lo menziona come molto importante? Oppure, al contrario, non ne parla affatto?

    Nessuna menzione di rilievo della sicurezza dei bambini sul sito web di un fotografo newborn dovrebbe far scattare un campanello d’allarme nella tua testa! Questa dovrebbe essere la priorità assoluta numero uno per un fotografo professionista specializzato in questo settore. La sicurezza dovrebbe essere sempre al primo posto!

    2. Esperienza

    Prima di assumere un fotografo newborn Prato, consiglio sempre di assumere qualcuno che abbia molta esperienza e che sia uno specialista nella gestione dei bambini. La fotografia di neonati è un’abilità specialistica. In quanto genitore, so che vorrei solo mettere il mio prezioso neonato nelle mani di qualcuno che sa come gestirlo in sicurezza.

    Per vedere quanto è esperto un fotografo, guarda sul suo sito web il portfolio dei suoi lavori. Mostrano una varietà di immagini che indicano che sono state scattate molto tempo fa?

    Inoltre, cerca online le recensioni di clienti soddisfatti, e se effettuano servizi fotografici molto apprezzati su Google e Facebook. I fotografi newborn più affermati avranno molti clienti soddisfatti e recensioni positive.

    3. Stile

    Quando si decide quale fotografo neonato assumere, lo stile è una parte importante del processo decisionale. Detto in parole molto semplici, dovresti assumere un fotografo di cui ami assolutamente il lavoro. E se non hai ancora trovato quel fotografo, continua a cercare!

    Le immagini che vedi nelle gallerie del loro sito web e condivise sulle loro pagine dei social media dovrebbero farti sorridere, sognare e forse anche piangere! Dovrebbero commuoverti.

    Dovrebbe esserci una connessione emotiva con le immagini, e una volta che senti questo … bingo! Hai trovato il fotografo newborn giusto per te. Onestamente, una volta trovato quello giusto, lo saprai. Sentirai nel tuo istinto che il suo lavoro è esattamente lo stile che cerchi e sarai entusiasta di assumerlo.

    4. Località

    La posizione è un fattore importante, ma non è necessario che sia il fattore decisivo. Non c’è motivo per cui tu non possa viaggiare attraverso il tuo comune o provincia, o anche regione (a meno che non vi siano restrinzione per il covid-19), per far fotografare il tuo bambino dal fotografo newborn che desideri assumere.

    Dico questo perché, sebbene molti fotografi abbiamo base in una località specifica, molto spesso i clienti sono disponibili a viaggiare anche da molto lontano. Inoltre, in questo periodo, molti fotografi sono disposti a spostarsi al domicilio del cliente per effettuare la sessione fotografica newborn (portandosi tutta l’attrezzatura e gli elementi per creare le scene), oppure a fare un servizio in esterna, ovviamente se il clima è favorevole.

    5. Costo del fotografo newborn

    Anche se non sto suggerendo di cercare il fotografo newborn più costoso, non dovresti nemmeno cercare di assumere il fotografo più economico in circolazione.

    Come per ogni cosa nella vita, credo che ottieni quello per cui paghi. Un servizio fotografico economico può sembrare un vero affare, ma le foto risultanti non saranno della migliore qualità. Se qualcosa sembra estremamente economico, chiediti perché lo è.

    Ti consiglio vivamente di considerare il prezzo nel tuo processo decisionale, ma di non lasciare che un preventivo a basso costo sia l’elemento determinante la scelta del fotografo.

    Sicuramente un servizio newborn non potrà costare una sciocchezza, ma credo che delle fotografie artistiche scattate durante i primi giorni di vita del tuo bambino abbiano un grande valore per te, e quindi i prezzi riflettano tale importanza, insieme alla qualità, alla sicurezza del servizio e all’esperienza e attrezzatura del fotografo.

  • Scegliere Il Perfetto Fotografo Maternity

    Sei nel mezzo di un’esperienza che ti cambierà la vita per sempre e ti stai preparando ad accogliere tuo figlio in questo mondo giusto? Il tuo corpo sta cambiando rapidamente, e presto anche le tue abitudini e il tuo stile di vita cambierà insieme ad esso.

    Comprensibilmente, vuoi celebrare un’occasione così importante con foto che diventeranno preziosi ricordi. Ma, con così tanti fotografi che puoi trovare su internet, come fai a sapere quale scegliere?

    Trovare il fotografo giusto per te

    Per trovare il professionista che fa al caso tuo, devi guardare a ciò che è più importante per te. Pensa alle cose a cui tieni: quali sono gli aspetti verso i quali non puoi scendere a compromessi quando si tratta di un fotografo?

    Ci sono cinque aree da considerare prima di decidere:

    • Prezzo
    • Stile
    • Esperienza complessiva
    • Qualità del lavoro
    • Personalità

    Prezzo

    Si dovrebbe sempre tenere in considerazione i numeri sul proprio conto in banca. Forse sei sotto pressione economicamente per l’acquisto di tutti quegli oggetti necessari per accogliere il tuo bambino: la culla, il seggiolino per l’auto, la carrozzina, gli abiti, il fasciatoio etc… Se queste preoccupazioni ti suonano familiari, ti dovresti concentrare sulla ricerca di un fotografo il cui compenso rientri nel budget massimo che sei disposta a spendere.

    Sebbene il prezzo di un fotografo possa sembrare, a prima vista, più alto di quanto vorresti pagare, può essere una buona misura della sua esperienza e della qualità del lavoro. I fotografi più richiesti sono generalmente meno specializzati, spesso impegnati in tutti i tipi di fotografia, da servizi fotografici per matrimoni a sessioni fotografiche in studio per famiglie. Potrebbero non avere sempre le competenze necessarie per far risaltare il corpo di una donna durante la gravidanza e progettare correttamente una sessione maternity.

    Se il prezzo è la tua preoccupazione principale, non c’è niente di sbagliato nello scegliere un fotografo dal prezzo conveniente. Dovresti essere consapevole, tuttavia, che la qualità potrebbe non essere così alta come sarebbe con un fotografo specializzato in scatti di maternità.

    Se hai un po’ di tempo disponibile trasformati in un’investigatrice e assicurati di capire cosa è incluso nel prezzo che il tuo fotografo ti propone. Altrimenti, potresti ritrovarti a dover pagare un conto ben diverso da quello preventivato.

    Alcuni fotografi pubblicizzano un prezzo iniziale basso per portare nuovi clienti nel loro studio. Ma questo può essere solo una trovata di marketing. Dovrai considerare se offrono pacchetti o prezzi orari, nonché eventuali costi accessori che potrebbero addebitarti. I prezzi orari possono sembrare allettanti, ma possono essere più costosi di quanto previsto, soprattutto se il tuo fotografo ti offre moltissime fantastiche immagini: potresti acquistare più di quanto ti aspetti.

    Il prezzo basso offerto da un fotografo potrebbe non includere stampe di alta qualità o album fine art. Questa può essere per esempio una spesa extra che non potresti prevedere.

    Stile

    Alcune future mamme non hanno idea dello stile fotografico che preferiscono. Altre, invece, hanno un’idea precisa di ciò che vogliono. Se sai cosa ti piacerebbe vedere nelle tue foto di maternità, dovresti concentrarti sulla ricerca di un fotografo il cui stile corrisponda alla tua visione. Se vuoi un’atmosfera artistica per le tue fotografie, è in grado di farlo?

    Abbinare il tuo gusto e la tua visione alle preferenze e capacità creative del tuo fotografo maternity Firenze può portare a fotografie degne di nota, che possono portare il tuo servizio fotografico a un livello superiore.

    Esperienza

    Sebbene si possono trovare alcuni nuovi fotografi di grande talento su internet, vuoi essere certo di essere in buone mani. Hai solo una piccola finestra di tempo per poter eseguire gli scatti e probabilmente stai già sentendo la tensione. Vuoi che le tue foto siano fatte correttamente e per questo obiettivo non c’è nulla che possa sostituire l’esperienza.

    Chiedi di visualizzare il portfolio del fotografo che contatti e presta attenzione a ciò che mostra. Vedi un’ampia varietà di foto, immagini poco creative, matrimoni e altro?

    Quindi potrebbe non essere specializzato nella fotografia di maternità, potrebbero solo dilettarsi in questo specifico settore. È bello che un fotografo possa scattare diversi soggetti, ma questo non ti dice nulla su cosa può fare per ridurre al minimo le imperfezioni del tuo corpo.

    Ecco alcune domande da porre prima di scegliere un fotografo:

    • Da quanto tempo scatta foto di maternità?
    • Si tratta di un fotografo specializzato in servizi fotografici maternity Toscana e newborn oppure non è specializzato?
    • Conosce il momento migliore per eseguire una sessione fotografica maternity?
    • Usa modificatori di illuminazione che accentuano al meglio un soggetto in gravidanza?
    • Hanno familiarità con pose che potrebbero non essere sicure per le donne in gravidanza, come sdraiarsi sulla schiena?

    Qualità del lavoro

    Quando guardi il portfolio di un fotografo, concentrati sulla tua reazione istintiva, se riesci a sentirti in sintonia potrebbe essere il fotografo da contattare. A volte le persone hanno difficoltà a esprimere a parole ciò che una fotografia riesce a toccare nel profondo, ma tutti conoscono una foto fantastica quando la vedono. Potrebbero non essere in grado di spiegare perché è un’immagine eccezionale, ma possono percepirlo.

    Cosa provi quando guardi il portfolio del fotografo che vuoi scegliere? Senti le emozioni uscire dalla foto? Le immagini sono degne di una rivista? Credi che usino troppi filtri o che le foto siano eccessivamente ritoccate? Ti piace l’illuminazione utilizzata nelle immagini? Scatta foto ad alta risoluzione che si prestano a essere ritagliate in varie dimensioni?

    Personalità

    Un fotografo che può metterti a tuo agio non ha prezzo: se scegli correttamente, può sembrare che tu sia in compagnia del tuo migliore amico e che ti stia scattando delle foto informali.

    Sei in una fase della tua vita in cui potresti non sembrare o sentirti al meglio. Se non sei contenta del tuo aspetto durante la gravidanza, potresti non voler che ti venga scattata una foto. E quegli ormoni della gravidanza di cui ti hanno parlato? Possono farti sentire emotivamente più fragile del solito. Non preoccuparti del tuo aspetto: un grande fotografo può trovare tutti gli angoli giusti per far risaltare la tua figura e il tuo viso.

    Avere un fotografo che ti fa sentire a tuo agio è un elemento chiave quando guarderai indietro a quelle foto dopo qualche tempo. Se ricordi quanto sembrava indifferente il fotografo durante la sessione, sarai invece infastidita quando vedrai quelle foto. E invece di provare nostalgia e affetto per quel periodo, ricorderai quanto fosse scortese il fotografo che ti ha fatto il servizio fotografico.

    Inoltre, le persone tendono a irrigidirsi o ad agire in modo meno naturale quando si trovano di fronte alla fotocamera. Se vuoi sembrare una modella e non una foto segnaletica della polizia, è utile sapere se il tuo fotografo può metterti a tuo agio e farti ridere. Alla fine le foto saranno molto più naturali!

    Dove posso trovare un buon fotografo maternity?

    I buoni fotografi sono facili da trovare, ma quelli veramente bravi non sono così comuni. Ricorda, chiunque abbia una macchina fotografica può definirsi un fotografo.

    Puoi trovare un professionista tramite il passaparola degli amici o tramite ricerche online su Google, Facebook e Instagram. Ma quando ne trovi uno che ti interessa, non fare affidamento esclusivamente su un canale di social media, come Instagram, quando verifichi il suo lavoro. Un fotografo affermato sarà presente su più canali.

    Se l’unico mezzo di comunicazione di un fotografo è tramite Facebook o Messenger, ti suggeriamo di passare oltre. Nel mondo di oggi, questo non è molto professionale. La maggior parte dei fotografi di alta qualità avrà il proprio sito Web, un indirizzo e-mail ufficiale, un indirizzo fisico e un numero di telefono.

    Se chiami e sembra brusco o infastidito, potrebbe non essere la soluzione migliore per te. Se lasci un messaggio e non risponde prontamente alla tua chiamata, dovresti passare oltre. La tua gravidanza finirà rapidamente e il tuo tempo è troppo prezioso per cercare di inseguire qualcuno. Nei tuoi giorni da single, hai speso tutte le tue energie a inseguire un ragazzo che non sembrava affatto interessato a te? No, e a maggior ragione non dovresti farlo neanche con un fotografo!

    Assicurati di controllare tutte le recensioni che trovi online tramite Google, sito web e canali sociali. Concentrati sulle recensioni più recenti in quanto riflettono la posizione del fotografo in questo momento professionalmente. Dovresti anche leggere le recensioni negative perché questo può darti un quadro completo dell’esperienza che potresti avere.

    Cerca di prestare attenzione al tempo che scorre

    Una gravidanza potrebbe sembrare un’eternità quando non vedi l’ora di vedere il bel viso del tuo bambino o di tenerlo in braccio per la prima volta. Ma rimarrai sorpresa dalla rapidità con cui passa il tempo e vorrai sempre ricordare ogni calcio che hai sentito e le emozioni che si sono formate in te mentre aspettavi che emetesse il suo primo respiro.

    Ecco perché dedicare del tempo alle foto di maternità e trovare il fotografo giusto sarà uno dei migliori investimenti che farai mentre ti prepari ad accogliere tuo figlio. Non importa quanti decenni sono passati da quando hai partorito, le tue foto di maternità dovrebbero riportarti indietro a quei mesi così emozionanti. E un giorno, mentre tuo figlio si prepara ad avere il proprio figlio, guarderà indietro a quelle foto e capirà esattamente come ti sentivi in ​​quel momento.

  • 5 Risposte alla Domanda “Meglio assumere Un Fotografo Newborn Professionista?”

    La fotografia newborn (cioè i cui soggetti sono bambini appena nati da non più di 15 giorni), è più difficile di quanto sembri. (Se vuoi farti una bella risata, cerca su Google “newborn photography Pinterest fails”). Se vuoi che le foto del tuo bambino abbiano un aspetto professionale e siano effetuate in sicurezza, probabilmente vorrai trovare un fotografo newborn Pistoia con esperienza. Ecco quindi 5 motivi per cui dovresti affidarti a un professionista in questo specifico settore fotografico.

    1. Sicurezza

    Ho contrassegnato questa motivazione come la numero 1 per una buona ragione! La sicurezza del tuo bambino è preziosa e dovrebbe essere della massima importanza quando si seleziona un fotografo per neonati.

    Ci vuole esperienza e pratica per sapere come trattare in sicurezza quelle bellissime pose che vedi sui social o sul web. Molte persone non sanno che alcuni di questi scatti possono essere eseguiti in totale sicurezza solo combinando due immagini insieme in Photoshop. Se vedi foto con neonati sospesi sopra un cesto o su un oggetto dovrebbero sempre essere composti in post-produzione.

    Ovviamente non è molto sicuro avere un bambino sospeso senza un sostegno da qualsiasi altezza. La testa del bambino dovrebbe sempre essere sostenuta durante le diverse pose. La sicurezza del tuo bambino è sempre più importante di risparmiare qualche minuto sull’elaborazione grafica in un software di fotoritocco. Quando selezioni un fotografo newborn Firenze, assicurati di scegliere qualcuno che abbia seguito un corso di formazione sulla sicurezza e sappia come posare correttamente un bambino per mantenerlo al sicuro durante la sessione fotografica.

    2. Istruzione e formazione

    La formazione sulla sicurezza è solo l’inizio per un fotografo newborn. La fotografia dei neonati è molto diversa da qualsiasi altro genere e richiede esperienza, formazione e molta pratica per padroneggiarla. Imparare a calmare i bambini, a farli posare, a regolare l’illuminazione e la composizione, e come ottenere perfettamente ogni piccolo dettaglio, diventa un grande investimento di tempo e denaro.

    Il fotografo newborn professionista sa sempre come eseguire uno scatto il più vicino possibile alla perfezione e come ottenere immagini finali migliori. Quando assumi un fotografo di neonati esperto e competente, stai pagando per la sua esperienza e capacità di fornire degli scatti coerenti con il portfolio e gli scatti che normalmente esegue.

    3. Competenza nell’editing

    Sebbene un fotografo professionista si sforzi di eseguire tecnicamente una fotografia perfetta, la modifica degli scatti newborn presenta una serie di sfide. Alcuni bambini hanno l’ittero per esempio, altri hanno la pelle squamosa, dermatiti o alcuni graffi che si provocano quando si muovono. Alcuni hanno la pelle chiazzata per il caldo in studio (per aiutarli a dormire).

    Sapere come correggere questi segni temporanei mantenendo la consistenza della pelle ed evitando l’aspetto eccessivamente aerografato è un’abilità che un buon fotografo newborn dovrebbe possere. Un genitore potrebbe avere un dubbio, per esempio potrebbe consideare una foto perfetta, ma si accorge che la dermatite sulla fronte del neonato possa rovinare la foto. Il fotografo newborn professionsita è in grado di togliere qualsiasi preoccupazione di questo tipo perchè hanno le competenze per affrontare queste problematiche.

    Inoltre alcune pose semplicemente non possono essere eseguite in sicurezza senza l’aiuto di Photoshop. I fotografi newborn professionsiti scattano foto interessanti che potrebbero sembrare anche troppo audaci, ma il bambino in realtà rimane sempre al sicuro, protetto e completamente supportato per tutta la durata del servizio.

    4. Attrezzatura professionale, illuminazione, oggetti di scena e software

    Innanzitutto, voglio chiarire che avere l’attrezzatura non rende automaticamente qualcuno un buon fotografo. Nella fotografia c’è molto di più che fare clic su un pulsante. Detto questo, un fotografo professionista avrà gli strumenti necessari per svolgere bene il proprio lavoro. Assumere un fotografo newborn significa che non devi preoccuparti di fornire la fotocamera, le luci, i cavalletti, gli abiti, gli accessori, gli oggetti di scena ecc. Necessari per creare immagini belle e di alta qualità del tuo bambino.

    5. Disponibilità e programmazione

    La prima fase di un neonato dura per un periodo di tempo molto breve. Infatti una sessione fotografica newborn si effettua entro i primi 14 giorni di vita del bambino, così è possibile ottenere quelle pose assonnate e rannicchiate.

    A circa una settimana di età, il bambino inizia ad allungare quelle piccole braccia e gambe. Dopo circa due settimane, diventano più svegli e vigili e la dermatite infantile è più probabile che si manifesti. (Fare riferimento al punto 3.) Questa è una finestra così breve per ottenere questi preziosi scatti che apprezzerai ancora di più col passare del tempo.

    Inoltre, i genitori non dormono molto quando il bambino è appena nato. Assumere un fotografo newborn professionista ti rassicura sul fatto che avrai bellissime foto del tuo dolce bambino e che potrai persino dormire mentre il bambino dorme durante la sessione. Ti dà anche la possibilità di avere quell’inestimabile foto di famiglia con il tuo neonato. Il tuo bambino adorerà questa foto con te negli anni a venire!

    Si tratta di un momento così speciale per la propria famiglia, quindi assumere un fotografo newborn fornisce comfort, qualità, coerenza e sicurezza che solo un professionista può garantirti. Allevia un po’ di stress e si preoccupa di tutti i dettagli mentre ti prendi una meritata pausa, sapendo che dopo avrai delle immagini inestimabili che la tua famiglia apprezzerà!

  • Gruppi di continuità Riello UPS Sentryum: maggiore disponibilità di potenza con i nuovi modelli da 30 e 40 kVA/kW.

    I nuovi modelli sono disponibili in due configurazioni di cabinet, Active ed Xtend. Tecnologia ON LINE a doppia conversione, senza trasformatore e fattore di potenza unitario per il massimo risparmio energetico.

    Legnago, 23 febbraio 2021. Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale tra le prime cinque aziende al mondo nella produzione di gruppi statici di continuità (UPS), dopo il successo ottenuto dal lancio della gamma Sentryum (S3T), annuncia l’uscita di due nuovi modelli da 30 kVA e 40 kVA.
    Quando si deve proteggere l’alimentazione di sistemi critici è indispensabile affidarsi a prodotti pensati appositamente per questo scopo: la gamma Sentryum offre disponibilità e flessibilità di soluzioni, garantisce risparmi energetici ottimizzati e consente di proteggere tutti i carichi critici senza alcun impatto sulla linea di alimentazione. Sentryum di Riello UPS è la soluzione ideale e versatile per ogni tipo di applicazione critica in ambito Data Center, per impianti IT, commerciali e industriali, telecomunicazioni, infrastrutture dei trasporti e area medicale.

    Sentryum 30-40 kVA/kW: 2 diverse soluzioni di cabinet.
    Active, estremamente compatto (< 0.35 m2 e solo 0.33 m3) ed eccezionalmente potente fornisce fino a 40 kVA con @pf 1 e dà la possibilità di gestire due stringhe di batterie al suo interno per differenti livelli di autonomia.

    Xtend, anche questa configurazione di cabinet presenta un ingombro estremamente ridotto (< 0.4 m2 e < 0.5 m3) e consente di gestire da 2 a 3 stringhe di batterie al suo interno per lunghe autonomie. Consente anche di installare un trasformatore di isolamento o di modificare facilmente il grado di protezione.

    Caratteristiche principali della gamma

    • efficienza complessiva che raggiunge il 96.6% in modalità ON LINE grazie all’inverter IGBT a tre livelli e all’innovativo controllo digitale
    • piena potenza (kVA = kW) fino a una temperatura ambiente di 40 °C
    • possibilità di configurazione in parallelo distribuito fino a 8 unità per sistema ridondante (N + 1) o in parallelo di potenza
    • fattore di potenza in uscita unitario
    • più potenza attiva rispetto ad un UPS tradizionale che garantisce flessibilità e margine nel dimensionare l’UPS per potenziali futuri aumenti di carico
    • gestione intelligente della velocità delle ventole e del flusso di raffreddamento in conformità con temperatura ambiente e livello di carico
    • modalità operative: ON LINE, ECO, SMART ACTIVE, STANDBY OFF e convertitore di frequenza
    • Cold Start per accendere l’UPS anche in assenza di alimentazione di rete
    • compatibilità con fonti energetiche di backup alternative (es. Batterie agli ioni di litio, supercondensatori)
    • caricabatterie ad alta potenza per ottimizzare i tempi di ricarica in caso di autonomia prolungata
    • doppia alimentazione di rete in ingresso

    Per ulteriori informazioni sulla gamma di gruppi di continuità Sentryum e sul portfolio di soluzioni di protezione dell’alimentazione di Riello UPS, è possibile visitare la pagina di prodotto ed il sito web all’indirizzo www.riello-ups.it.

  • Arredo luxury per casa

    Quando si necessita di arricchire l’arredamento di casa con qualcosa di veramente unico e speciale, non è semplice avere l’intuizione giusta che porta ad individuare effettivamente quell’elemento di design in grado di completare efficacemente l’arredamento e di integrarsi perfettamente nello stile e nel contesto degli arredi già presenti.

    Infatti, riuscire a mantenere una certa linea di continuità tra gli arredi esistenti e quello da integrare non è semplice e delle volte non è sufficiente neanche avere del buon gusto. Al contrario, può rivelarsi molto azzeccata l’intuizione di acquistare del particolare arredo luxury in grado di colpire il visitatore grazie alla particolarità delle finiture e alla qualità della lavorazione artigianale. Se ciò che si cerca è quel tocco in più in grado di completare l’arredamento infatti, un arredo di design e ciò che effettivamente fa al caso proprio.

    Questo tipo di arredo è infatti in grado di testimoniare tutta la ricercatezza e la cura per gli arredi di casa che ognuno di noi ha. Spesso inoltre, questi arredi sono in grado di raccontare ai visitatori tutta l’attenzione che mettiamo nel prenderci cura di casa, ma anche raccontare qualcosa di noi agli altri tramite le soluzioni di arredo che abbiamo pensato per il nostro appartamento.

    Non solo stile e ricercatezza dunque, ma anche personalità e modo di essere. Gli arredi di design sono questo e tanto altro e puoi farti un’idea visionando il catalogo online di FG Art and Design, una realtà con un team che vanta decennale esperienza nel settore e che è in grado di dare vita a vere e proprie opere d’arte pronte ad arricchire e valorizzare ogni ambiente di casa.

    Dal living alla zona notte, qui troverai tantissime soluzioni adatte e che si calano perfettamente nel contesto e nello stile che hai adottato per la tua abitazione.

  • “Il Foglio”, l’editoriale di Nicola Bedin: capire la pandemia attraverso i dati

    Le considerazioni di Nicola Bedin sul Covid Index: nato su iniziativa del data scientist Raffaele Zenti, lo strumento unisce diversi modelli di calcolo per sintetizzare i numeri riguardanti la pandemia.

    Nicola Bedin Covid Index

    Nicola Bedin: il Covid Index per l’analisi della situazione pandemica

    Con un andamento del Covid-19 in costante evoluzione, fare chiarezza sui dati è di fondamentale importanza, oltre che utile alla comprensione del fenomeno. Per farlo è necessaria competenza, evitando il “chiacchiericcio” da parte dei non addetti ai lavori. A evidenziarlo è Nicola Bedin  che, in un editoriale pubblicato su “Il Foglio”, ha condiviso una riflessione sul significato, oggi, della corretta interpretazione dei numeri e delle informazioni. Lo spunto è fornito dal Covid Index, un modello ideato da Raffaele Zenti che, impiegando un processo di machine learning, ha normalizzato e standardizzato i dati sulla pandemia, tra cui ricoveri in terapia intensiva, positivi rispetto al numero di tamponi, deceduti, ricoverati con sintomi, isolamenti domiciliari. Come rimarcato dal fondatore di Lifenet Healthcare, il risultato rappresenta “una metrica descrittiva assolutamente interessante, un termometro che ci fornisce il quadro d’insieme del livello di criticità della situazione”. Il modello restituisce altresì “un pattern sulla forza del virus”, caratterizzato da una valenza di tipo descrittivo e non predittivo. La situazione descritta evidenzia come la seconda ondata sia “solo di poco meno grave della prima”, nonostante, specifica Nicola Bedin, sia chiaro che “ci troviamo comunque in una situazione critica”. L’auspicio del fondatore di Lifenet Healthcare è che lo strumento del Covid Index possa trovare impiego anche nelle istituzioni, col fine di semplificare il monitoraggio della pandemia.

    Nicola Bedin: esperienze formative e percorso professionale

    Da giugno 2020 Presidente di Snam, Nicola Bedin è il fondatore di Lifenet Healthcare, realtà attiva nel settore healthcare con dieci aziende ospedaliere e ambulatoriali in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Originario di Montebelluna (TV) dove è nato nel 1977, è laureato con lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano. La sua formazione include diverse esperienze internazionali svolte presso University of Texas, Austin e University of California, Berkeley. Ha frequentato inoltre il quarto anno di scuola superiore presso Charter Oak High School (Stati Uniti). Il suo percorso professionale si avvia come analista finanziario presso Mediobanca (2001-2004). Successivamente è assistente del Prof. Giuseppe Rotelli presso il Gruppo Ospedaliero San Donato, di cui diventa Amministratore Delegato nel 2005 e fino al 2017. In quegli anni è protagonista del rilancio di IRCCS Ospedale San Raffaele. Dal 2015 al 2017 è inoltre AD dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Ulteriori nomine ricoperte da Nicola Bedin includono quelle di Amministratore non esecutivo di Italgas S.p.A. (2016-2019), Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. Parallelamente alle attività svolte in Snam e Lifenet Healthcare, è attualmente Professore a contratto di Economia Applicata presso l’Università degli Studi di Pavia.

  • Rinnovabili, Renato Mazzoncini: “Terra, acqua e aria le tre risorse chiave di A2A”

    L’obiettivo di A2A è consentire ai cittadini di vivere in maniera più sostenibile, lo ha dichiarato l’AD Renato Mazzoncini.

    Renato Mazzoncini, AD A2A

    Renato Mazzoncini: gli obiettivi di A2A nella corsa alla transizione energetica

    Nel suo nuovo piano A2A ha deciso di destinare una grossa quota di investimenti alle energie rinnovabili: la strategia della utility si baserà su risorse chiave come terra, acqua e aria. A dichiararlo è l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini agli Energy Talks organizzati da RCS Academy . L’obiettivo finale è quello di "consentire ai cittadini di vivere meglio possibile, in maniera più sostenibile": per farlo, secondo il manager, bisognerà "guardare al fine più che al mezzo e usando la tecnologia che l’uomo è riuscito a sviluppare". Per questo il Gruppo, attivo dalla fornitura di gas ed elettricità, al ciclo idrico, fino alla gestione dei rifiuti, punterà in particolare su eolico e fotovoltaico. Senza tralasciare lo storico idroelettrico, che deve essere valorizzato. Il tutto sui binari della transizione energetica, un ambito in cui l’Italia registra un netto ritardo rispetto ai partner europei: "Ci sono paesi come l’Italia – ha dichiarato l’AD di A2Ache devono quadruplicare la velocità e paesi come Germania che procedono in modo lineare uniforme".

    Renato Mazzoncini: i nuovi progetti di A2A per la sostenibilità

    Renato Mazzoncini si è poi soffermato su un altro tema al centro del dibattito economico, ossia l’utilizzo del Recovery Fund: secondo il manager, verranno accettate solo proposte di grandi dimensioni. Per questo A2A è al lavoro su diversi progetti, tra i quali quello destinato a recuperare il calore latente della grande centrale termoelettrica di Cassano D’Adda e utilizzarlo per alimentare il teleriscaldamento di Milano. Ma le attività del Gruppo si espandono anche nell’ambito della mobilità elettrica, settore chiave soprattutto per le aree urbane. "L’Italia è molto indietro e deve velocizzare gli obiettivi di dieci-quindici volte rispetto al resto d’Europa", ha concluso Renato Mazzoncini.

  • Italian Energy Summit: l’intervento dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma

    Nel corso dell’intervista, Stefano Donnarumma ha annunciato il nuovo Piano Industriale di Terna per il mese di novembre.

    Stefano Donnarumma, AD Terna

    Covid-19, Stefano Donnarumma: "Una palestra per il sistema elettrico"

    Il 29 e il 30 settembre scorso si è tenuta in modalità online la XX edizione dell”Italian Energy Summit, evento dedicato al settore energetico a cura del quotidiano "Il Sole 24 Ore". Una serie di dibattiti che quest’anno sono stati incentrati principalmente sugli effetti della pandemia e sugli strumenti da mettere in campo per le sfide future. Tra i partecipanti Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, intervenuto al talk "Il ruolo del TSO nella transizione energetica". Intervistato da Celestina Dominelli, il manager inizialmente ha descritto gli effetti dell’emergenza sanitaria: "Un impatto c’è stato ed è ancora in corso: mi riferisco principalmente al calo dei consumi, che ad oggi si misura tra il 7 e l’8%. Nei momenti più critici dell’emergenza c’è stato il rischio concreto di andare in sovrapproduzione e Terna ha dovuto in quanto system operator impedire l’immissione di energia rinnovabile. Attualmente ci ritroviamo in un’altra condizione anomala, ossia stiamo esportando energia, anche in quantitativi significativi. Condizioni rare che devono fare molto riflettere". Nei prossimi anni ci sarà bisogno di regolare attentamente il flusso sempre più ingente dell’energia proveniente dalle fonti rinnovabili: "Il Covid è stata una palestra per il sistema elettrico nazionale su situazioni e condizioni che potrebbero verificarsi in futuro", ha commentato Stefano Donnarumma.

    Stefano Donnarumma: nel nuovo Piano un capitolo su come gestire il "new normal"

    Recentemente, la Commissione Europea ha dato una forte accelerata al processo già avviato di decarbonizzazione, ribadendo il crescente peso delle fonti green: "Solo pochi anni fa le unità produttive italiane da collegare alla rete erano circa 800 – ha sottolineato Stefano Donnarummaoggi abbiamo raggiunto gli 800.000: l’incremento sarà continuo e bisognerà creare i presupposti perché ciò avvenga, intervenendo ad esempio nell’ambito autorizzativo. Terna deve fare di tutto nei prossimi anni per abilitare questa crescita: da un lato continuando negli investimenti per sbottigliare la rete, dall’altro dovrà anche raggiungere, meglio di oggi, le aree di potenziale sviluppo". La transizione energetica rientra anche tra gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, nel quale Terna riveste un ruolo cruciale: "Una partita che deve essere vinta. Nel piano decennale di Terna si parla di più di 14 miliardi di investimenti destinati alla reinfrastrutturazione, quindi all’irrobustimento e alla resilienza del sistema. Sono convinto che il clima in cui ci troviamo possa essere favorevole per questo importante processo di sviluppo, soprattutto dal punto di vista dell’iter autorizzativo". Tra le sfide future di Terna, anche la gestione delle nuove modalità di lavoro diffuse in risposta alle restrizioni causate dal Covid: "Una prova complessa ma che abbiamo affrontato grazie all’esperienza nella gestione delle emergenze, che accadono spesso in questo settore. Durante il lockdown è stato attivato in pochi giorni lo smart working per l’80-90% dei dipendenti. Oggi siamo intorno al 30-40%. Indubbiamente oggi siamo di fronte a un cambiamento nel mondo del lavoro. Nel nuovo Piano Industriale che presenteremo indicativamente a novembre – ha dichiarato Stefano Donnarummaci sarà una parte dedicata proprio al cosiddetto ‘new normal’, sugli accordi sindacali, le tecnologie da applicare e in generale tutto ciò che necessiterà fare per garantire al meglio il prosieguo delle attività nel futuro".

    

  • Alta Velocità nel mondo, Gianfranco Battisti: FS Italiane protagonista a livello internazionale

    Ferrovie dello Stato Italiane: dallo sviluppo dell’AV in Europa all’innovazione tecnologica, dalla progettazione alla realizzazione e manutenzione di infrastrutture, la società guidata da Gianfranco Battisti ha raggiunto una posizione di primo piano nell’industria internazionale dei trasporti.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: il viaggio di FS Italiane nel mondo

    Ricavi esteri che si attestano a 1,8 miliardi di euro nel 2019 (circa il 14% del fatturato totale), con una quota relativa al mercato europeo che rappresenta circa il 94% del fatturato estero: sono alcuni dei numeri raggiunti da Ferrovie dello Stato Italiane nel comparto internazionale dei trasporti, un settore in cui, sotto la guida di Gianfranco Battisti, la società ricopre da anni un ruolo da protagonista. Progettazione, sviluppo tecnologico, direzione lavori, studi di fattibilità, esercizio e manutenzione di infrastrutture costituiscono infatti solo alcuni dei campi in cui FS Italiane ha consolidato un altissimo livello di specializzazione, grazie al quale ha raggiunto la vetta del mercato dei trasporti su scala globale. Risorse di tipo ingegneristico, tecnologico e progettuale che prospettano per il Gruppo un futuro sempre più orientato verso l’esportazione dell’eccellenza italiana oltre i confini nazionali. È questa la direzione tracciata nell’ultimo Piano Industriale presentato dall’AD e DG Gianfranco Battisti, che mette in campo investimenti pari a 58 miliardi di euro per il periodo 2019-2023.

    Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane in Europa e negli altri continenti

    Grazie a 22 sedi dislocate in cinque continenti, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti è supportato nelle sue attività internazionali dal costante lavoro di connessione avviato tra la Holding e le società controllate, un impegno che ha consentito a FS Italiane di sottoscrivere 12 accordi di cooperazione internazionale. Sono numerose le società già attive a livello europeo, in particolare nel settore del trasporto ferroviario passeggeri e nei servizi di trasporto merci. Tra queste, Netinera e TX Logistik in Germania, Trenitalia UK nel Regno Unito (tramite le controllate c2c e First Trenitalia West Coast) e Thello in Francia, a cui si aggiungono Ilsa in Spagna, Trainose in Grecia e QBuzz nei Paesi Bassi. Ma i progetti di Ferrovie dello Stato Italiane non si fermano all’area europea: la presenza globale è infatti supportata dalla società d’ingegneria Italferr, con cui FS Italiane è operativa su importanti progetti infrastrutturali in Stati Uniti, India, Colombia, Turchia, Perù ed Egitto. Guidato da Gianfranco Battisti, il Gruppo opera anche in Arabia Saudita e Tailandia per mezzo di FS International, ed è attivo nei servizi di valutazione e certificazione insieme a Italcertifer, che opera in aree quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, India e Australia.

  • Francesco Starace: il mondo dell’energia nel 2021, l’intervento a “L’anno che verrà”

    "L’anno che verrà": le considerazioni dell’AD e DG di Enel Francesco Starace sul futuro dell’energia al centro dell’intervista dello scorso 14 dicembre nel corso dell’evento online organizzato da "Repubblica".

    Francesco Starace, AD e DG Enel

    Francesco Starace: l’intervento dell’AD e DG di Enel a "L’anno che verrà" di "Repubblica"

    "Il 2021 sarà l’anno dei vaccini, un grande anno. L’anno della rinascita, della ripresa, della liberazione": l’augurio di Francesco Starace è che "insieme si possa riprendere a camminare nel percorso che si è interrotto all’inizio di quest’anno, a causa della pandemia". Intervistato lo scorso 14 dicembre nell’ambito de "L’anno che verrà", evento online promosso da "Repubblica", l’AD e DG di Enel ha parlato delle sfide che attendono il mondo dell’energia nei prossimi mesi. Il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi nel 2015 continua ad essere la priorità: il mondo in questi anni si è mosso bene. Non sempre la velocità con cui ci si arriva è quella auspicata, ma oggi su questi temi c’è una consapevolezza maggiore rispetto a cinque anni fa: "Parigi ha seminato bene e oggi i semi stanno germogliando". Il 2021 sarà anche l’anno della Cop 26 di Glasgow: secondo l’AD un’occasione per riflettere in particolare sugli strumenti di governance e dunque sulla trasparenza nei dati relativi all’impegno sul fronte della sostenibilità che oggi non richiedono più solamente la scienza e le istituzioni ma anche gli investitori stessi. Nel corso dell’intervista Francesco Starace si è soffermato inoltre sulla transizione energetica evidenziando come non si possa prevedere una fine perché "è intrinseca nella storia dell’uomo": c’è da sempre e continuerà ad esserci per molto tempo perché guidata da forze "profondissime" che sono "le radici dell’evoluzione tecnologica nel mondo".

    Francesco Starace: il 2021 di Enel sempre più all’insegna della sostenibilità

    Impossibile non proiettarsi nel futuro dell’energia senza parlare di idrogeno green: per l’AD Francesco Starace "un’idea eccellente" che Enel è fortemente intenzionata a sviluppare. L’idrogeno attuale ha un’impronta di carbonio molto alta mentre quello green, prodotto dall’elettrolisi utilizzando esclusivamente energia da fonti rinnovabili, è decarbonizzato ma "al momento è molto costoso": il Gruppo ha avviato diverse collaborazioni con Eni e altri partner che hanno portato allo sviluppo di progetti pilota finalizzati a rendere l’idrogeno green competitivo e incentivarne la diffusione. Per quanto riguarda la mobilità elettrica, l’AD Francesco Starace ne ha analizzato le prospettive di crescita, focalizzandosi in particolare sull’impegno di Enel nel promuoverne lo sviluppo nel Paese, anche attraverso la realizzazione di una infrastruttura capillare e tecnologicamente avanzata per la ricarica dei veicoli elettrici, funzionale ad aumentarne il numero in Italia e a portare benefici per l’ambiente, il sistema economico, le imprese e i cittadini, in linea con la mission che si è dato il Gruppo.

  • Gestione economica di Erdogan di nuovo sotto accusa, i mercati voltano le spalle alla Turchia

    Torna a farsi pesante l’aria attorno alla Turchia, la cui situazione economica preoccupa di nuovo. Ma quello che è più grave è la contrapposizione forte tra il presidente Erdogan e il capo della banca centrale Naci Agbal, nominato appena a novembre scorso proprio per rimediare agli sfaceli indotti dalla gestione economica del presidente.

    I danni della gestione economica Erdogan

    gestione economica turchiaOccorre fare un passo indietro. Nell’ultimo anno l’economia turca, complice anche il Covid, si è appesantita sempre di più. La banca centrale ha visto assottigliarsi le riserve valutarie di ben 130 miliardi di dollari, mentre la lira ha perso più di un terzo del suo valore contro la divisa americana.
    Gli investitori – che sono i veri market maker – hanno ripreso a guardare con molta diffidenza alle vicende turche. E intanto l’inflazione saliva, tutto per via la gestione economica di Berat Albayrak. L’ex ministro dell’Economia e genero del presidente Erdogan, aveva assecondato quest’ultimo che da sempre osteggia i tassi di interesse alti. Ma così facendo aveva surriscaldato l’economia (di nuovo).

    Le frizioni con Agbal

    A novembre, sotto la pressione della finanza internazionale, Erdogan era stato costretto a rimuovere il genero e nominare Naci Agbal. In questo modo aveva dato una piccola ripulita all’immagine della sua gestione economica. Naci Agbal era intervenuto subito con un maxi rialzo dei tassi (675 punti base, portandoli al 17%), per arginare la crescita dell’inflazione (salita intanto al 15%) e risollevare la Lira.

    Nuovo contraccolpo

    Negli ultimi giorni però la situazione s’è rifatta tesa. Erdogan è tornato a difendere le politiche economiche del genero Albayrak, perché Naci Agbal non gli va a genio. Inoltre Albayrak potrebbe ottenere il placet dei dirigenti del partito per essere nominato ministro dell’Energia. Sarebbe un chiaro messaggio che Erdogan vuole mantenere intatte alcune pratiche di inefficienza nella gestione dell’economia turca.
    Risultato? Dopo un mese di guadagni quasi incessanti, la lira turca è tornata a scendere sbattendosi tra supporti e resistenze, mentre i rendimenti dei bond sono saliti ai massimi da almeno tre mesi.

  • Alessandro Benetton: la carriera tra Private Equity e sport

    Cavaliere del Lavoro, Imprenditore dell’Anno secondo Ernst&Young, Presidente di Fondazione Cortina 2021: il percorso professionale di Alessandro Benetton tra successi imprenditoriali e passione per lo sport.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: da Harvard ai Mondiali di Sci Alpino 2021

    Non è semplice riassumere in poche righe il percorso professionale di Alessandro Benetton. Una formazione di livello internazionale culminata in un Master in Business Administration ad Harvard. Terminata la gavetta in Goldman Sachs, l’idea di fondare 21 Investimenti (oggi 21 Invest), una delle prime realtà italiane specializzate nel Private Equity. I successi durante gli anni di presidenza in Benetton Formula, con i due mondiali vinti da Schumacher. Infine, la responsabilità del Gruppo Benetton dal 2012 al 2014 e la scelta di continuare su un percorso autonomo, “lontano” dagli affari di famiglia. Oggi le attività dell’imprenditore sono molteplici. Oltre al ruolo di Managing Partner di 21 Invest, la sua passione per lo sport, in particolare per lo sci, lo ha portato alla nomina a Presidente di Fondazione Cortina 2021, il comitato organizzatore dei Campionati del Mondo di Sci. Spazio anche per il web: Alessandro Benetton è stato infatti uno dei primi manager italiani a riconoscere le potenzialità dei social. È presente in particolare su Youtube, dove grazie a diversi format è diventato un punto di riferimento per tutti gli interessati al mondo del business, dello sport e dell’arte contemporanea.

    Dal Cavalierato del Lavoro a Imprenditore dell’Anno: premi e riconoscimenti di Alessandro Benetton

    La carriera di Alessandro Benetton è caratterizzata da numerosi successi. La sua creatura, 21 Invest, è stata negli anni protagonista di un’espansione che ha portato la società ad operare in Svizzera, Francia e Polonia. Tra le operazioni più importanti il rilancio di Pittarosso, della catena The Space Cinema e quella di Forno d’Asolo. È stato anche il primo italiano a far parte dell’Advisory Committee di Robert Bosch International, l’organismo di consulenza per le attività estere del Gruppo Bosch. Membro di Confindustria, nel 2010 arriva uno dei primi riconoscimenti. L’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Cavaliere del Lavoro. L’anno successivo è la volta di Ernst&Young, che lo valuta come “Imprenditore dell’Anno”. Nel 2018 arriva il riconoscimento per la svolta sostenibile di 21 Invest: Alessandro Benetton è tra i vincitori del Premio “Robert Kennedy Human Right”. Infine, per il suo impegno nella promozione dello sport e per i risultati conseguiti come Presidente di Fondazione Cortina, nel 2018 riceve il Premio Internazionale Sport Civiltà.

  • NASCONO I SOCIAL MEDIA MANAGER DELLA CULTURA, UN PROGETTO DELLA PROVINCIA DI PADOVA E FÒREMA

    Concluso il corso per i nuovi “promoter digitali” del polo museale padovano. Sinigaglia: “Si rinnova la collaborazione tra Provincia di Padova e Fòrema”

     

     

    Con il ritorno alla zona gialla in Veneto i musei possono riaprire al pubblico, con le adeguate precauzioni. La Provincia di Padova da tempo ha deciso di spingere nella promozione del polo museale padovano, puntando sulle forme di marketing digitale.

    Nasce così il progetto “Mus.Net – MUSeum NETwork – Building Bridges between Cultures” frutto di collaborazione tra la Provincia di Padova e Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia. Si tratta di un progetto finanziato tramite fondi europei (UE-Creative Europe) per la valorizzazione dei musei sul territorio padovano, un centinaio in tutto. Si rinnova attraverso questo progetto la collaborazione tra Provincia e l’ente di formazione Fòrema, finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio locale, della cultura e del polo museale padovano.

     

    “Siamo orgogliosi di aver portato a termine questo corso di formazione che ha messo in relazione un ente pubblico come la Provincia e uno privato come Fòrema per raggiungere un comune obiettivo”, dichiara Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. “Noi abbiamo messo a disposizione le competenze formative, la Provincia un progetto da implementare. Siamo riusciti a formare delle persone, a proporre delle idee per valorizzare la rete museale padovana che tanto indotto genera sul territorio. Ora si tratta di mettere a terra le competenze e i piani sviluppati. In ogni caso, di questa esperienza rimane il dialogo produttivo tra Provincia di Padova e Fòrema, un modello che auspichiamo prosegua nei prossimi anni”.

     

    “Sono particolarmente soddisfatto della sinergia realizzata con Fòrema, – ha dichiarato Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova – perché la formazione è fondamentale e strategica in tutti i settori, soprattutto in questo momento particolarmente difficile. La nostra rete museale è un fiore all’occhiello, sono luoghi da vivere, ricchi di arte, storia e cultura ed è giusto farli conoscere con piani di comunicazione adeguati perché la nostra regione fonda la sua ricchezza in questo grande patrimonio sul quale ruotano il turismo, la ricettività e l’accoglienza. I musei della Provincia sono ben inseriti nel contesto ambientale e storico del territorio e offrono dei momenti di svago in assoluta sicurezza. La ripartenza ci sarà se adesso riusciremo a mantenere viva la vitalità intellettuale e la creatività. Auspico che questo progetto sia solo l’inizio di una collaborazione più continuativa e proficua anche in diversi ambiti, un impegno, una sollecitazione e una responsabilità per non ribadire il presente, ma per costruire il futuro”.

     

    Il progetto si è concretizzato in un corso di formazione finalizzato a formare operatori capaci di fare una capillare promozione della rete museale di Padova, attraverso gli strumenti digitali e i social network. I social media manager della cultura e dei musei padovani. L’iniziativa si è sviluppata attraverso un corso intensivo on line di 72 ore nel mese di dicembre 2020 per un totale di 3 settimane di formazione. Vi hanno partecipato persone provenienti da esperienze lavorative diverse, sia di tipo amministrativo che commerciale.

    A condurre le lezioni è stato Mauro Mazzetto, esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. I partecipanti al corso hanno sperimentato la nuova modalità didattica implementata per l’occasione e definita “learning by doing” (imparare facendo), elaborando un piano attuativo di marketing per i musei padovani.

    L’approccio non è stato quello della lezione teorica da parte del docente, quanto quello pratico. Per imparare infatti i discenti sono stati chiamati ad elaborare, con l’assistenza di Mazzetto, un proprio progetto di marketing per il polo museale di Padova. Le linee guida su cui si è sviluppato il progetto sono state presentato durante un incontro avvenuto il 3 dicembre cui ha partecipato Alessandra Tormene della Provincia di Padova.

    Il corso si è concluso il 23 dicembre con la presentazione del progetto di marketing elaborato dai partecipanti. Un piano da sviluppare nell’arco di un anno e mezzo attraverso alcuni “Open Day” da realizzarsi presso le sedi museali.

     

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    IL DOCENTE: MAURO MAZZETTO Mauro Mazzetto, nato a Venezia, è un esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. Ha sviluppato e lavorato in progetti sia in ambito strettamente aziendale fino al socio-culturale nonché in ambito tecnico/produttivo e consulenziale/formativo. Esperto di grafica, video, UX/UI design e linguaggi web collabora con molte aziende ed enti per lo sviluppo di progetti che vanno dal design Thinking, lo sviluppo di prodotto e le campagne di marketing attraverso metodologie ispirate al Growth Hacking.

     

    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

     

  • UNITRE MILANO – Conferenza del 26 febbraio 2021 “La socialità ai tempi dei social”

    L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una conferenza dal tema molto attuale: “La socialità ai tempi dei social” in programma per venerdì 26 febbraio 2021 alle ore 17:15.

    La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta dalla Prof.ssa Angela Sgualdi  (UNITRE MILANO ) con presentazione del Prof. Marco Marinacci di UNITRE MILANO e Università eCampus.

    UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

    La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

    Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 25 febbraio 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • Quando serve il Pronto Intervento Idraulico?

    A chi non è mai capitato di dover chiamare un Idraulico a Roma per il Pronto Intervento Idraulico Roma la notte o nel weekend per risolvere un problema che necessitava di assistenza immediata? In questi casi diventa fondamentale poter contare sul Pronto Intervento Idraulico, vediamo di cosa si tratta.

    Cosa è il Pronto Intervento Idraulico?

    Il servizio di emergenza idraulica o Pronto Intervento Idraulico è un servizio a cui aderiscono diversi professionisti per permettere ai clienti di contare su un’assistenza immediata e tempestiva in caso di guasti improvvisi o incidenti che coinvolgono l’impianto termoidraulico. Si tratta di un modo per poter contare sulla consulenza di un Idraulico a Roma anche la notte e nei giorni festivi in situazioni complicate come la rottura di un tubo o di un sanitario.

    Tutti possono accedere al servizio di Pronto Intervento Idraulico Roma a ogni ora del giorno e tutti i giorni, festivi compresi contattando l’Idraulico a Roma di fiducia. In questo modo si potrà avere a casa un tecnico specializzato, capace di risolvere il problema anche in piena notte. L’unico svantaggio del Pronto Intervento Idraulico Roma sono i prezzi più alti, che comprendono una maggiorazione per l’uscita festiva o notturna.

    Se si verificano guasti e rotture che rischiano di portare all’allagamento dell’appartamento allora è importante far intervenire tempestivamente l’idraulico a Roma di fiducia e contattare il Pronto Intervento Idraulico. Tra le situazioni più frequenti ci sono la rottura di una tubatura o di un sanitario, che richiedono un intervento immediato.

    In altri casi l’idraulico deve intervenire con tempestività per il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento o raffreddamento anche nei giorni in cui i centri di assistenza sono chiusi o può essere coinvolto in altre situazioni per cui non si voglia aspettare i tempi lunghi di una normale attività di riparazione.

    L’importanza di rivolgersi a un idraulico competente

    Solitamente gli idraulici che si rendono disponibili per il servizio di Pronto Intervento Idraulico a Roma sono veloci e competenti e sanno risolvere ogni tipo di guasto. Da sempre l’idraulico è la figura di riferimento per la messa in posa dei sanitari, la realizzazione degli impianti e l’assistenza per climatizzatori e impianti di riscaldamento.

    Oltre a questo, chi chiama un Pronto Intervento Idraulico sa di trovare professionisti competenti, che sanno davvero risolvere ogni problema e guasto. Non mancano le doti personali, come cortesia, serietà e professionalità che sono fondamentali quando si accoglie un professionista per il lavoro nei propri spazi di casa. Anche per questo è importante scegliere con cura l’Idraulico a Roma più preparato rivolgendosi a chi ha tanti anni di esperienza nel settore e facendosi aiutare nella scelta dalle recensioni dei clienti online.

    Ci occupiamo anche di :

    • Manutenzione Caldaie Roma
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