Mese: Marzo 2020

  • Starkey: le tipologie di apparecchi acustici

    Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello globale nel campo della realizzazione e della fornitura di apparecchi acustici di ultima generazione, spiegano le differenze tra i diversi dispositivi, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore per ogni paziente

    Milano, Marzo 2020 – Il benessere e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti in primo piano: questa è la filosofia che guida Starkey Hearing Technologies, multinazionale punto di riferimento per la realizzazione e la fornitura di protesi acustiche di alta qualità. Coerentemente con questa mission, l’azienda è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni sempre più all’avanguardia che permettano ai pazienti di risolvere i propri problemi uditivi e, di conseguenza, di stare meglio sia sul piano fisico che a livello psicologico.

    Come spiegano gli esperti di Starkey, gli apparecchi acustici non sono tutti uguali; al contrario, ne esistono di diversi tipi, a seconda delle esigenze del paziente. Per chi ha particolari preoccupazioni all’idea di dover indossare un apparecchio acustico, per esempio, sono state progettate soluzioni discrete, di dimensioni ridotte, adatte soprattutto per ipoacusie lievi e moderate, che  assicurano comunque grande funzionalità e comfort in ogni momento della giornata. Anche gli apparecchi acustici endoauricolari (realizzati su misura e personalizzati sulla base del condotto uditivo del paziente) completamente nel canale sono stati pensati per pazienti che hanno difficoltà ad accettare l’apparecchio acustico: essendo posizionati totalmente nel canale uditivo, questa soluzione consente di essere poco visibile portando il vantaggio di un miglior e più naturale convogliamento del suono, grazie appunto al contributo del padiglione auricolare.

    Tra le numerose proposte di Starkey figurano anche i dispositivi per il monitoraggio delle attività fisiche e cognitive e della salute uditiva: con un’eccellente qualità del suono e l’integrazione con i dispositivi mobili (che permette anche di inviare all’audioprotesista i dati raccolti, al fine di monitorare costantemente la salute uditiva del paziente) questa tipologia di apparecchi acustici si conferma una delle soluzioni più all’avanguardia per chi soffre di ipoacusia, grazie all’integrazione di sensori integrati e dell’intelligenza artificiale.

    Per i pazienti che lamentano fastidiosi ronzii nelle orecchie, gli acufeni, Starkey ha progettato un sistema per contrastarli. Si tratta di una funzione di arricchimento sonoro disponibile su tutti gli apparecchi acustici indipendentemente dal modello e dal livello tecnologico. Negli apparecchi di ultima generazione, dove è disponibile la app di controllo, l’utilizzatore può semplicemente toccando lo schermo touch dello smartphone, personalizzare al bisogno lo stimolo sonoro per trattare al meglio il suo acufene. 

    Non mancano, infine, gli apparecchi per ipoacusia monolaterale (Cros/BiCros), che consentono al paziente di recepire i suoni provenienti dall’orecchio non udente, trasferendoli al lato dove invece l’udito risulta compromesso da ipoacusia o è normoudente.

  • Gruppo Bracca e Pineta, bonus del 15% per i dipendenti al lavoro

    In questo momento di emergenza sanitaria Covid-19, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, con gli stabilimenti Bracca a Zogno e Pineta a Clusone, ha deciso di riconoscere un bonus del 15% della retribuzione lorda giornaliera relativo a tutte le giornate lavorate nel mese di marzo. Un riconoscimento che si aggiunge al bonus di 100 euro stabilito dal DPCM del 22 marzo 2020 per tutti gli addetti che stanno garantendo la continuità dell’operatività aziendale e che si affianca al rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza.

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta, che  rientra nella categoria di industrie alimentari ritenute di natura “essenziale” dal Decreto ministeriale dello scorso 22 marzo, ha applicato sin dal 9 marzo 2020 tutte le procedure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus attraverso protocolli aziendali, informative a dipendenti trasportatori e clienti, modifica degli orari di turnazione così da evitare assembramenti di personale,  fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari ad evitare il contagio e disinfezione della totalità degli stabilimenti a cura di un’impresa esterna specializzata. A integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione il Gruppo ha potenziato anche la disinfezione settimanale con atomizzatore elettrostatico e prodotto a base alcolica.

    Questa battaglia si vince insieme, in fabbrica e nei comportamenti individuali. Con le attenzioni che abbiamo messo in atto negli stabilimenti vogliamo contribuire a difendere noi, le nostre famiglie, le nostre valle e non ultimo il nostro lavoro. – afferma Luca Bordogna, Amministratore delegato di Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta – Un investimento economico importante perché abbiamo un enorme senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e salvaguardia dei nostri collaboratori e perché vogliamo essere di sostegno alle famiglie dei nostri dipendenti al fine di proseguire con la produzione dei beni di prima necessità basilari per affrontare questa emergenza sanitaria”.

    Già lo scorso 10 marzo, su decisione del Gruppo, Luca Bordogna, aveva annunciato una donazione a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prima linea per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus e la collaborazione con Alpini e Protezione Civile per la fornitura gratuita di acqua all’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo. Un altro piccolo gesto per ringraziare medici, personale sanitario e volontari impegnati nel servizio alla Comunità.

  • In trent’anni la rivoluzione green dell’Eni: l’AD Claudio Descalzi parla a “Repubblica”

    Entro la metà del XXI secolo Eni diventerà “un fornitore di energia che non estrae petrolio”: “Repubblica” intervista l’AD Claudio Descalzi all’indomani della presentazione del piano 2020-2023 e della Road Map al 2050.

    Claudio Descalzi

    L’AD Claudio Descalzi a “Repubblica”: il futuro di Eni all’insegna della sostenibilità

    Intervistato da “Repubblica”, Claudio Descalzi disegna la nuova Eni. “La nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi proiettandoci nel futuro” afferma l’AD. “Il cambiamento climatico avrà forti ricadute sui nostri mestieri e costruire un’azienda sostenibile nel lungo termine è imperativo sia per le comunità dove operiamo sia per gli investitori”: lasciandosi guidare da questa consapevolezza, cinque anni fa “abbiamo iniziato a pensare a queste strategie e dall’anno scorso mettiamo a punto una metodologia severa che include le emissioni in tutte le tre fasi: la nostra produzione di idrocarburi, l’elettricità che Eni consuma per usi interni e i clienti finali che usano prodotti nostri o di altri che noi vendiamo e che pesano l’80% del totale”. Tagli alle emissioni sono stati annunciati di recente da diverse major del settore ma, come precisa Claudio Descalzi, senza includere tutte le filiere produttive: “Noi abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio, perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo”. Eni prevede quindi al 2050 di tagliare dell’80% le emissioni totali: “Delle sue lavorazioni e degli oltre 20 milioni di clienti che stimiamo di avere allora. Obiettivi che superano le raccomandazioni lea sull’accordo di Parigi”. Trent’anni, definire strategie considerando un orizzonte temporale così ampio è particolarmente complesso, come spiega l’AD a “Repubblica”: “Un modello prova a prevedere ciò che accadrà, contiene il concetto di speranza. E questa progettualità è un fantastico collante di persone, come visto in azienda negli ultimi anni. Anche dieci anni fa nessuno credeva alla dual exploration, che poi abbiamo realizzato e ci ha messo in una posizione finanziaria eccezionale rispetto ai rivali”.

    Claudio Descalzi: la nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi

    Nell’intervista a “Repubblica”, pubblicata lo scorso 29 febbraio, l’AD Claudio Descalzi sottolinea inoltre come tra i quattro pilastri su cui poggia la nuova strategia di Eni ci sia anche “il mantenimento della disciplina finanziaria che ci ha permesso di ridurre il debito e aumentare il flusso di cassa oltre i 12 miliardi di euro; cassa che ci consente la nuova remunerazione progressiva delle cedole”. Sugli aspetti industriali del piano: “Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l’olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione – trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse – ci permetterà di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo”. Nel confermare quindi che al 2050 almeno l’85% della produzione Eni sarà a gas, Claudio Descalzi specifica inoltre che quel gas sarà tutto dell’Eni e non di fornitori terzi: “Ma il calo sarà graduale e avverrà nel rispetto dei contratti in essere. Gli effetti saranno anzi positivi per l’Italia, perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio “minerario”, ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere, per esempio, la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse. Con notevoli benefici finanziari, se pensiamo che il nostro costo del capitale in Italia è al 6-7%, in Nigeria il doppio, in Iraq più ancora”.

  • La mostra fotografica “Mood photo” di Alessandro Bassani a cura di Elena Gollini è online

    La nuova piattaforma delle mostre online a cura della dottoressa Elena Gollini ospita la pregevole mostra di fotografia artistica d’autore di Alessandro Bassani, dal titolo volutamente d’impronta cosmopolita “Mood photo”. Sono inserite nella gallery un gruppo di 20 esclusive immagini fotografiche coperte da apposita copyright, che Bassani ha realizzato seguendo il suo particolare ed eclettico modus operandi, con una resa ad effetto davvero sorprendente.

    La dottoressa Gollini ha evidenziato gli aspetti salienti della sua originale ricerca di ispirazione anticonformista e non convenzionale e ha sottolineato: “Nel vasto e multiforme coacervo del campo applicativo della moderna arte fotografica d’autore, Alessandro con il suo operato trasversale rispetto ai canonici cliché della tradizione si pone con intraprendente spirito innovatore e con appassionato intento sperimentale, rifuggendo gli standard e trovando una propria fonte espressiva molto stimolante e coinvolgente. Chi pensa che la fotografia artistica debba per forza essere vincolata e dominata da imposizioni di stampo classico si trova ad un importante bivio dinanzi alla corposa e variegata produzione di Alessandro e viene incitato e spronato ad aprire e allargare gli orizzonti e i parametri di visione e di veduta, accogliendo una prospettiva molto più articolata e sfaccettata nella sua essenza costitutiva e nella sua valenza sostanziale. Alessandro si affranca e si distacca, si rende pienamente libero e costruisce un suo modello peculiare di stile e di linguaggio comunicativo. Non ha bisogno di copiare ed emulare, ma piuttosto inventa di continuo nuove soluzioni e si cimenta in un percorso ardito e ammirevole, scegliendo consapevolmente la cosiddetta strada meno frequentata. Accanto alla formula più strettamente tradizionale di arte fotografica propone una sua proiezione e un suo meccanismo ideativo ed esecutivo. Dotato di talento innato e di ingegno e acume spiccato, Alessandro compone il suo magistrale mosaico artistico ed esorta il fruitore ad accostarsi con il giusto approccio, a guardare con la meraviglia e lo stupore fanciullesco del fanciullino pascoliano che si nasconde in ognuno di noi, a non farsi condizionare dalle barriere psicologiche e mentali. Alessandro trova se stesso tramite le sue fotografie e al contempo ristabilisce un rapporto equilibrato e armonioso con il mondo e la realtà circostante. L’arte fotografica è il punto di contatto con la dimensione sociale e collettiva. Il sentirsi artista a tutto tondo indipendente gli infonde ancora più enfasi ed entusiasmo e lo aiuta ad uscire allo scoperto, a raccontare e a raccontarsi nel profondo con autentica trasparenza e purezza. Ed è proprio in questo che risiede la grande e magica bellezza delle sue fotografie“.

    La bellezza salverà il mondo” (Fëdor Michajlovič Dostoevskij).

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/mood-photo-alessandro-bassani/

  • Spoleto Arte: intervista a Gino Maria Sambucco, protagonista del servizio al Tgcom24

    L’Anima della roccia, questo il titolo del servizio di Tgcom24 sul fotografo friulano Gino Maria Sambucco, artista dell’ass. Spoleto Arte presieduta da Salvo Nugnes, lo scorso 19 marzo. Incuriositi dai suoi scatti e dalla sua simpatia, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

    D: Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di lei e le sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

    R: Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

    Gino Maria Sambucco
    Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes davanti alle foto di Gino Maria Sambucco

    D: Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

    R: Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

    D: In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

    R: Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

    Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

    Gino Maria Sambucco
    Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco

    D: La sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

    R: Nel Medio Friuli, guardando da Nordovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

    Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

    D: Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

    R: Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

    D: Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

    R: Nel  2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del Covid19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

    D: Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

    R: Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

  • “Matematica da vedere”: FME Education al Salone del Libro di Torino

    Dal 14 al 18 maggio FME Education sarà protagonista al Salone del Libro di Torino: il matematico Piergiorgio Odifreddi presenterà infatti "Matematica da vedere", incentrato sulle nuove modalità sviluppate dall’Editore digitale per insegnare la materia ai più piccoli.

    FME Education

    Una matematica più concreta: l’obiettivo di FME Education per il Salone di Torino

    In occasione del Salone del Libro, la kermesse torinese che quest’anno si svolgerà dal 14 al 18 maggio al centro congressi Lingotto Fiere, FME Education ha organizzato un incontro dal titolo "Matematica da vedere" con Piergiorgio Odifreddi, noto matematico e accademico italiano. Allo stand sarà presente il team MyEdu con i suoi formatori esperti per presentare a famiglie e scuole il sistema innovativo per la didattica online dell’Editore digitale. La giornata di sabato sarà invece dedicata alla grande novità di MyEdu che insieme a Piergiorgio Odifreddi presenterà il nuovo corso digitale dedicato alla matematica. Pensato in sinergia con la Casa Editrice, l’obiettivo dell’appuntamento è quello di dimostrare che esistono metodi alternativi e soprattutto innovativi per l’insegnamento di uno degli argomenti più ostici del percorso scolastico. Insegnanti, alunni e genitori avranno l’occasione di conoscere una matematica non più basata unicamente su operazioni e formule: Odifreddi, grazie a moduli visivi ed esercizi multimediali, dimostrerà che i pregiudizi sulla scienza dei numeri possono essere facilmente superati se la didattica messa in campo è capace di sfruttare le potenzialità degli strumenti digitali. Strumenti che oggi sono fondamentali per connettersi con le nuove generazioni: secondo la mission di FME Education la didattica, per risultare coinvolgente e appassionante, ha infatti l’esigenza di rimanere al passo con le nuove tecnologie e soprattutto di adattarsi ai cambiamenti sociali continui che da esse derivano.

    Insegnanti 2.0: l’offerta formativa di FME Education

    "Imparare divertendosi a casa e a scuola" è il concetto su cui si basa il lavoro di FME Education, Editore specializzato nella didattica digitale e nella formazione professionale dedicata ai docenti. La Casa Editrice, da sempre sensibile alle esigenze nate in concomitanza con le moderne tecnologie, mette a disposizione per gli insegnanti della scuola primaria e della secondaria di primo grado tutta una serie di corsi ideati per permettere agli educatori di affrontare le nuove sfide della didattica in aula. Attraverso la piattaforma proprietaria del progetto "MyEdu", gli istituti potranno avvalersi di corsi di formazione personalizzabili. L’offerta si articola in diversi moduli, che possono essere definiti sia a seconda degli argomenti da affrontare che della durata. Lezioni di 4, 8 o 10 ore per affrontare tematiche come la corretta comunicazione con i nativi digitali, l’utilizzo di tablet e lavagne multimediali o l’approccio agli strumenti offerti dalla piattaforma. I partecipanti saranno guidati da tutor specializzati e, una volta terminato il corso, riceveranno il relativo attestato. FME Education, partner del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, mette in campo tutta la sua esperienza, venendo incontro a istituti e docenti che hanno il desiderio di offrire ai propri studenti una didattica moderna ed efficace.

  • Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo sul tema della lettura

    Il tema della lettura e dei nuovi media, e l’importanza che entrambi rivestono al giorno d’oggi soprattutto per le nuove generazioni: il 18 febbraio, in occasione della riunione della Commissione Arte e Cultura presieduta da Andrea Mascetti, si è svolto un incontro di approfondimento dal titolo Lettura e nuovi media

    Andrea Mascetti
    L’impegno di Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo) nella promozione della lettura

    Educare i giovani all’importanza della lettura, strumento imprescindibile per lo sviluppo della coscienza critica, e investire sulla qualità delle informazioni disponibili online, anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’avvento della rivoluzione tecnologico-informatica: sono questi alcuni dei temi emersi per promuovere la lettura durante l’incontro che si è tenuto martedì 18 febbraio presso la Fondazione Cariplo. Intitolato Lettura e nuovi media, all’evento hanno partecipato la Direttrice dell’Area Arte e Cultura Cristina Chiavarino, il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, e Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italia. L’incontro si è tenuto in occasione della riunione della Commissione Arte e Cultura e ha rappresentato un evento di approfondimento per un futuro bando promosso dalla Fondazione, finalizzato alla promozione della lettura. Su quest’ultima, infatti, è incentrata l’attività filantropica dell’area Arte e Cultura per l’anno 2020.

    Il percorso professionale del Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti (1971) è un professionista del settore legale: conseguita la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, ottiene l’abilitazione all’Ordine degli Avvocati di Varese. La sua carriera professionale inizia a Milano presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività fino al 2002. Le competenze maturate nel settore gli consentono, successivamente, di aprire lo Studio Legale Mascetti. Attivo nel campo dei servizi di consulenza professionale per società ed enti locali, a giugno 2019 ha ricevuto l’incarico di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, dove si occupa di promuovere progetti in ambito culturale. Attualmente è anche Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, e Membro di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali, sia in Italia che all’estero. Oltre a possedere solide competenze nel mondo legale, Andrea Mascetti è appassionato di libri, autori del ‘900 e geopolitica.

  • Ferrara, pasti di Serenissima Ristorazione donati all’Associazione Viale K

    Una donazione quotidiana dei pasti non consumati dai dipendenti: grazie al progetto #menosprecopiusolidarieta, nato da un’idea dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e sostenuta da Serenissima Ristorazione, l’Associazione Viale K riceve ogni giorno un sostegno per gli ospiti della sua struttura.

    Serenissima Ristorazione

    Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare: a Ferrara il contributo di Serenissima Ristorazione

    L’Associazione Viale K è una ONLUS che dal 1992 opera nel quartiere periferico Krasnodar di Ferrara sostenendo i giovani e le persone emarginate. Grazie alla "Casa Ginestra", gestita da don Domenico Bedin, l’Associazione può ospitare 20 persone con condizioni di disagio economico e sociale: dal 2016 la struttura è al centro del progetto #menosprecopiusolidarieta dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria della città che, con l’appoggio di Serenissima Ristorazione, consegna quotidianamente alla ONLUS i pasti non consumati dai propri dipendenti. Ogni giorno infatti il cuoco di "Casa Ginestra" si reca nella struttura ospedaliera per prendere in consegna i contenitori alimentari, messi in precedenza negli abbattitori dagli operatori della mensa aziendale: l’anno scorso sono stati donati in totale 3.173 primi, 1.781 secondi, 1.857 contorni e 447 pizze. L’idea del progetto, frutto di un’intuizione della dott.ssa Melissa Teodorini e della Direzione delle Professioni Sanitarie, si inserisce nella cornice della Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare del 5 febbraio scorso: Stefano Veronesi, Capo Centro del Servizio Ristorazione di Serenissima Ristorazione, ha collaborato con le Dietiste Simona Colombari, Cristina Sgarbi e Annachiara Piva per offrire alla ONLUS un aiuto concreto nel proseguimento della loro mission.

    Serenissima Ristorazione e la ristorazione solidale: l’iniziativa per il Comune di Brindisi

    Fin dalla sua nascita Serenissima Ristorazione, società leader nel settore della ristorazione collettiva fondata da Mario Putin, rivolge una particolare attenzione ai territori dove svolge le sue attività, sia affidandosi a produttori locali che promuovendo una cultura dell’alimentazione sana ed equosolidale. Per questo, a inizio anno, ha avviato un’iniziativa con il Comune di Brindisi che permetterà di risparmiare migliaia di chili di plastica. Grazie alla donazione di 800 lunch box agli studenti di sei scuole della città sarà infatti possibile eliminare quasi del tutto le posate e i bicchieri di plastica monouso: ragazzi e adulti verranno sensibilizzati nell’utilizzo e nella cura del portapranzo, un piccolo passo verso un’abitudine alla responsabilizzazione contro lo spreco e i conseguenti danni ambientali. Il progetto, che sarà esteso anche ad altri istituti del Comune, rientra nella visione del piano strategico di Serenissima Ristorazione, che nei prossimi anni investirà circa 100 milioni di euro per la sostenibilità ambientale.

  • MedicAir: l’azienda in prima linea contro il Coronavirus

    In questi giorni di grave emergenza sanitaria MedicAir, azienda leader nel settore dell’home care, si sta prodigando per supportare il Sistema Sanitario Nazionale fornendo ventilatori polmonari e ossigeno medicinale, e garantendo assistenza ai professionisti sanitari tramite il suo personale altamente specializzato.

    Milano, marzo 2020. L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema italiano, causando una crisi sanitaria che il Paese non vedeva dal dopoguerra.

    MedicAir è un’azienda leader nel settore dell’home care che gestisce con grande impegno e professionalità circa 80.000 pazienti su tutto il territorio nazionale per mezzo di 23 unità operative. MedicAir – che da oltre trent’anni fornisce supporto sanitario e domiciliare e si impegna nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie in grado di migliorare la vita di pazienti al proprio domicilio –  sta supportando con tutte le sue forze e la sua competenza il sistema sanitario italiano nella battaglia contro Covid-19, in un contesto come quello attuale in cui gli ospedali italiani si trovano al limite del collasso ed è richiesto di conseguenza a tutte le persone di dare il proprio contributo (anche il semplice non uscire di casa).

    Come sottolinea il dott. Filippo Moscatelli – presidente di MedicAir Group – l’azienda, conscia della gravità dell’emergenza, si sta impegnando a fondo per cercare di far fronte alla straordinaria richiesta di ventilatori polmonari e ossigeno domiciliare e ospedaliero: si è intensificata con ogni mezzo la produzione, la logistica e il collaudo di questi dispositivi per la respirazione assistita, fondamentali per il trattamento e la sopravvivenza dei malati di Coronavirus.

    MedicAir ha prontamente avviato procedure di decontaminazione e sanificazione dei dispositivi per la ventilazione assistita, delle bombole di ossigeno medicinale e di tutte quelle apparecchiature attualmente indispensabili nelle strutture ospedaliere e nelle abitazioni dei contagiati.

    MedicAir, consapevole dell’assoluta necessità di decongestionare gli ospedali, ha inoltre sviluppato un protocollo che, per mezzo di un’app e dei saturimetri, consente di monitorare a distanza i parametri vitali dei pazienti che possono essere curati in quarantena presso la propria abitazione. 

    MedicAir Italia S.r.l.

    Via Torquato Tasso, 29
    20010 – Pogliano Milanese (MI)
    Tel +39 0293282391

  • Dipendenti-datori di lavoro: il nuovo video di Alessandro Benetton

    È online il nuovo video di Alessandro Benetton sul mondo imprenditoriale: nell’ultimo episodio di #UnCaffèConAlessandro, il fondatore di 21 Invest spiega in che modo è possibile creare una cultura aziendale e soprattutto come condividerla con i propri dipendenti.

    Alessandro Benetton

    Lavoro di squadra e molta pratica: i consigli di Alessandro Benetton per progetti aziendali di successo

    Per Alessandro Benetton è il termine “dipendente” a causare spesso confusione nel rapporto che viene a crearsi tra quest’ultimo e il datore di lavoro: secondo il Presidente di 21 Invest il sostantivo infatti giustifica la visione, errata, di una relazione a senso unico. Disponibile sia sul suo canale Youtube che sul portale del “Corriere della Sera”, l’ultimo video pubblicato dall’imprenditore riguarda l’importanza che le risorse umane assumono nella crescita di una società: “Un’azienda non cresce solo in funzione del fatturato, dei flussi di cassa e delle immobilizzazioni: un’azienda cresce soprattutto quando crescono le persone che la compongono. Se non si parte da questo presupposto, ogni altra azione sarà inutile”. Per questo risulta fondamentale il concetto di cultura aziendale, ossia tutti quei comportamenti, valori e relazioni che definiscono l’identità di un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune. Se questa identità non è condivisa o comunque risulta difficilmente riconoscibile, secondo Alessandro Benetton l’unico modo per ovviare al problema è investire.

    Cultura aziendale, Alessandro Benetton e il workshop con Mark Kramer

    Un esempio di come creare o rafforzare la propria cultura aziendale è fornito dallo stesso Alessandro Benetton con il racconto di un workshop organizzato da 21 Invest dedicato ai dipendenti e incentrato sul concetto di “Shared Value”. “L’anno scorso ho voluto che tutti i dipendenti tra Italia, Francia e Polonia partecipassero ad un workshop con Mark Kramer, un professore di Harvard, su un tema per me fondamentale che volevo condividere con tutti i miei collaboratori per inserirlo nella nostra cultura aziendale”: in poche parole lo shared value è quando un’azienda tiene conto, nelle sue attività di business, dell’impatto ambientale e sociale di cui è responsabile, cercando le modalità più efficienti per produrre benefici e dunque valore per tutti gli stakeholders. La due giorni voluta da 21 Invest è stata l’occasione dunque per capire come condividere al meglio questo concetto con i propri dipendenti. Secondo l’esperienza di Alessandro Benetton, per creare una cultura aziendale c’è stato bisogno da un lato del classico team working, mentre dall’altro è stato fondamentale mettere in pratica quei valori che, se relegati nell’ambito teorico, non daranno mai un effettivo contributo alle politiche aziendali. Dunque, per essere “già a metà dell’opera”, Benetton ricorda l’insegnamento di Andrew Carnegie: “Uno degli imprenditori e filantropi più importanti della storia americana diceva: portatemi via la mia gente, lasciatemi le aziende vuote e presto crescerà l’erba sui pavimenti dei reparti; portatemi via le mie aziende, lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò delle aziende migliori di quelle di prima”.

  • L’azienda che ti permetterà di avere la saldatura automatica perfetta.

    La saldatura automatica è un procedimento che permette l’unione fisico/chimica  di due giunti mediante la fusione degli stessi, o tramite metallo d’apporto. Quest’ultimo può essere il materiale componente le parti stesse che vengono unite, ma può anche interessare materiale estraneo detto “metallo di apporto”. Nel primo caso si parla di saldatura autogena, nel secondo caso di saldatura eterogenea. 

     

    Questa lavorazione realizza un collegamente permanente che si differenzia da altri componenti permanenti come la chiodatura o l’incollatura. Una propria unione di diversi materiali, composta dal calore. 

    GFB è un’azienda che tratta nel settore della carpenteria meccanica, essa offre il servizio di saldatura automatica grazie alle capannine per saldatura tra le quali:

    • capannine per saldatura automatica da 48”: sono protezioni da posizionare sul giunto da saldare, questa attrezzatura consente di proteggere l’operazione di saldatura da disturbi atmosferici come vento, pioggia e polvere. Queste capannine sono costituite da un’intelaiatura metallica chiusa mediante pannelli in policarbonato, la struttura è adattabile a tubi di diametro nominale (DN) fino a 48”.
    • capannine per saldatura automatica da 56”: hanno la stessa funzione delle altre, ed anch’esse sono protezioni da posizionare sul giunto da saldare, esse sono adattabili a tubi di diametro nominale (DN) di 56”e, per condotti di dimensioni inferiori, viene applicata una maschera di riduzione. 

    Fin dal Medioevo si univano parti in ferro riscaldandole al calor giallo-bianco sulla forgia e successivamente martellando fino a renderle omogenee. Ma solo per avere dei procedimenti di saldatura con caratteristiche omogenee e riproducibili, fu necessario arrivare al 1901 con la saldatura ossiacetilenica. 

     

    Negli anni cinquanta furono sviluppati i procedimenti MIG e MAG, per avere una produttività che potesse essere messa a confronto con quella dell’arco sommerso. Dopo negli anni settanta furono sviluppati i procedimenti a energia concentrata cioè laser o electron beam. 

     

    Grazie all’azienda GFB tutto questo è  possibile, il suo team di esperti e professionisti,  sarà pronto ad utilizzare le nuove macchine moderne ed all’avanguardia, per soddisfare la clientela e i loro bisogni.

    Corri sul sito di GFB, per scoprire tutte le informazioni inerenti alla saldatura automatica.

  • Covid-19: Start Hub promuove una coalizione solidale per la produzione di dispositivi di protezione individuale

    Un invito rivolto a tutte le PMI italiane che insieme ai professionisti di Start Hub vogliono dare un netto contributo all’emergenza di questi giorni.

    Bologna, 23 marzo 2020. Start Hub sviluppa prodotti dal basso, è la rete multidisciplinare di professionisti che permette alle imprese di esternalizzare competenze di distribuzione ed economia digitale. Oggi più che mai Start Hub non si ferma e lancia un progetto solidale per la produzione di dispositivi di protezione individuale rivolto a tutte le imprese che sono disposte a unirsi per il bene comune.

    Il progetto – Start Hub, da sempre in prima linea per affiancare le aziende nella sfida dell’innovazione ha deciso di mettere a disposizione il suo know-how per un progetto di solidarietà volto a connettere tutte le aziende che vogliono contribuire a vincere la sfida contro il Covid-19 attraverso una Coalizione Solidale. Per questo Start Hub lancia un appello alle realtà industriali disposte a fornire materiale per la produzione di dispositivi di protezione individuale (DPI). In particolare, l’obiettivo della Coalizione Solidale è quella di produrre, certificare e distribuire gratuitamente dispositivi di protezione individuali, tra i più urgenti le mascherine, ma non solo. Un’iniziativa che unisce il tessuto imprenditoriale italiano e offre un netto sostegno all’emergenza nel nostro Paese.

     

    I team di Start Hub sono in cerca di aziende produttrici di tessuti quali: tnt multistrato spessore indicativo 50 grammi per m2, tnt idrorepellente, cotone puro, lycra, cotone idrorepellente. Aziende produttrici di elastici per confezione (elastico in spandex), aziende che trattano accessori per la confezione (fettucce in tessuto) e attività di minuterie che vendono accessori per la confezione (ponti nasali in alluminio malleabile). In ascolto anche le realtà che si occupano di rifinitura di materiali (cotone in poliestere) o che possono lavorare i materiali (laboratori di confezione abbigliamento, aziende dotate di macchine automatizzate). Infine, Start Hub estende il messaggio anche alle aziende che trattano la sanificazione dei suddetti materiali, che si occupano di logistica e invio merci, a studenti e professori di materiali chimici e altre discipline scientifiche inerenti.

     

    Chi è Start Hub – Prima di tutti Start Hub ha creato una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi clienti ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato. Ogni team fornito alle imprese da Start Hub è capace di connettersi con i consumatori tramite nuove tecnologie, ascoltandone necessità e ispirazioni per creare qualcosa di nuovo, di desiderato e di utile attraverso una forma di comunicazione diretta e del tutto innovativa.

    Oggi più che mai questa metodologia può servire alle imprese per pianificare attività future e realizzare nuovi modelli di business. Un’opportunità per tutti gli imprenditori di diventare più consapevoli rispetto ai bisogni del consumatore e di affrontare le future e imminenti variazioni di mercato.

     

    “In una situazione come questa abbiamo deciso di unire tutte le nostre competenze nell’ambito dell’innovazione per dare un aiuto concreto all’emergenza in atto e abbiamo pensato di coinvolgere le imprese italiane che hanno la volontà e le risorse per trovare nuove soluzioni e sinergie.” commenta uno degli ideatori di Start Hub – “Interdisciplinarità ed etiche comuni sono infatti le filosofie che guidano Start Hub, una realtà di professionisti che ascolta il mercato ed entra in risonanza con esso per studiare e realizzare una concreta soluzione ai problemi e alle richieste dei consumatori”.

     

    Per tutte le informazioni contatta Start Hub sui social o scrivendo a [email protected]www.rebelchange.it

  • L’etichetta digitale White Dolphin Records é online!

    È online una nuova etichetta alternativa : “White Dolphin Records”!

    White Dolphin Records è una nuova etichetta discografica indipendente con sede in Italia e attiva in tutto il mondo. Lavoriamo come produttore e distributore di musica attraverso diversi negozi digitali specializzati.

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    “La musica ha un grande potere: ti riporta nel momento in cui ti porta avanti, in modo da provare nostalgia e speranza allo stesso tempo”.

    White Dolphin Records è una nuova etichetta discografica indipendente con sede in Italia. Siamo attivi ora in tutto il mondo come casa discografica e distributore. Abbiamo lavorato e stretto accordi con aziende rilevanti in tutto il mondo.

    Rilasciamo e distribuiamo la nostra musica attraverso i migliori siti di download digitali e servizi di streaming. Siamo specializzati nell’editoria di suono lo-fi, synth pop e alternative.

    White Dolphin Records è specializzata in contenuti: articoli, post e contenuti multimediali. Siamo in grado di offrire ai nostri clienti articoli di alto livello per il sito Web dell’azienda o contenuti di alta qualità e performanti per i blog. White Dolphin è in grado di offrire articoli e contenuti relativi di settore.

    Quello che facciamo per i nostri artisti:

    -Pubblicazione in audio digitale di digital 45 , E.P. , Album e Compilation in tutto il mondo
    -Distribuzione attraverso i principali servizi di streaming

     

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    -Web promozione
    -Promozione Social

    -Playlist Compilation
    -Promozione Radio

    White Dolphin Records è un’etichetta digitale indipendente italiana, specializzata in suoni alternativi. Dark Wave , Shoe Gaze ,  Synth Pop, Industrial e Alternative.
    POLITICA DEMO 
    Ora accettiamo solo demo in forma digitale. Si prega di mandare le demo all’ email [email protected] con collegamenti a file MP3 (ma NO allegati e-mail MP3 per favore!), Pagine SoundCloud o siti Web. Ricordate di includere solo le migliori tracce e i dettagli.

    White Dolphin Records 
    Via 2 Giugno 13 / D, 55016 Lucca
    © Digitroniks Corporation 2020

    Link: 
    https://white-dolphin-records.webnode.it/ 

    Riferimento all’articolo originale: 
    https://white-dolphin-records.webnode.it/ 

    Licenza di distribuzione scelta: 
    Nessuna licenza – © Copyright – Tutti i diritti riservati

  • Set Lipsia di Greenwood. Uno stile naturale per l’outdoor moderno

    Tra le novità della collezione 2020 di Greenwood i set in legno impreziositi dalla presenza di elementi distintivi come la corda, per un design che si lascia ispirare dalla natura.

    Pulizia delle linee e tratti geometrici della struttura, ammorbiditi dalla generosità dei volumi, riassumono nel set targato Greenwood un concetto di outdoor sobrio e essenziale.

    Il Set Lipsia è composto da un accogliente divano a tre posti e da due comode poltroncine, sfruttando le caratteristiche di solidità del legno per disegnare un angolo relax pratico e moderno. Per questa composizione Greenwood sceglie di declinare il color beige, una tonalità intramontabile per l’arredo giardino, grazie al suo effetto garbato e naturale, sempre molto apprezzato durante la stagione estiva.

    L’utilizzo dell’acacia per la struttura e il dettaglio della corda sintetica, in linea con lo stile naturale della composizione, consentono l’inserimento del set nei contesti più diversi. I morbidi cuscini color sabbia garantiscono un comfort totale e donano alle sedute un tocco armonico e elegante.

    Completa il soggiorno per esterni un ampio tavolino in legno di acacia con finitura effetto teak.

     

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

  • Le indicazioni per la curvatura dei tubi a reggio emilia.

    L’azienda Italcurve nasce nel 1964, dall’idea di Anacleto Amarossi, che ancora oggi insieme al suo team lavora presso essa, Italcurve oggi vanta di una sede di oltre 5500 mq in cui sono presenti tutti i macchinari all’avanguardia necessari per svolgere le lavorazioni che la contraddistinguono come : 

     

    • curvatura tubi 
    • calandratura
    • conificatura dell’acciaio

     

    Grazie a queste lavorazioni e la passione del team per questo mestiere, Italcurve è divenuta azienda leader nel settore di curvatura dei tubi a reggio emilia. 

     

    Il mestiere svolto viene rispettato secondo le regole dell’ esecuzione artigianale, la tradizione, l’esperienza e la qualità, grazie non solo ai macchinari di ultima generazione impiegati, ma anche grazie alla conoscenza tecnica personale e all’andamento del mercato. 

     

    Soddisfare il cliente, è ciò che cercano di fare ogni giorno. Ogni lavorazione che fanno viene eseguita a freddo, così da non avere alterazione termica sulle materie prime, un fattore che determina maggiore resistenza del prodotto finito. 

     

    La curvatura dei tubi a reggio emilia è una delle lavorazioni principali eseguite da Italcurve, questa permette di curvare tubi di vari materiali e dimensioni (tubi rettangolari, tondi, laminati, piatti). Sanno trattare tubi tondi e quadrati da 6 a 305 mm di diametro. Questa viene eseguita grazie a macchine utensili dotate di un braccio sterzante che può arrivare fino ad un’angolazione di 180 gradi.  Per far sì che il risultato sia ottimale, molto importanti sono la portata del macchinario e la strumentazione installata sulla stessa, ogni volta creata ed ottimizzata per il tipo di curvatura da realizzare, per soddisfare la richiesta di ogni cliente.

     

    I settori che maggiormente si avvalgono di questo tipo di lavorazione sono quello petrolifero, impiantistico, automobilistico, agricolo, arredo urbano.

     

    Se sei alla ricerca di un’azienda certificata nel settore di curvatura di tubi a reggio emilia, Italcurve è la risposta, per ulteriori informazioni , corri sul loro sito. 

  • Aziende in Smart Working: il caso Heply

    In questo clima di emergenza lo smart working sembra configurarsi come strumento fondamentale sia per abbassare la possibilità dei contagi, sia per mantenere stabile il livello di produttività. Molte le aziende che si sono già organizzate in tal senso, a partire dalle grandi multinazionali, fino alle realtà imprenditoriali più piccole.

    Far lavorare da casa i propri collaboratori era impensabile per moltissime aziende: oggi è realtà. Per forza di cose. Ed è reale anche la paura di non riuscire a garantire la stessa produttività, perché lavoro da remoto e rendimento sono due aspetti non facili da coniugare.
    Il lavoro da remoto non va inteso come un timbrare un cartellino virtuale anziché uno fisico. Si tratta invece di un percorso di trasformazione, dove a cambiare è anche il sistema di valutazione del lavoro: è necessario guardare le performance finali.

    Anche Heply, pur essendo una software agency abituata a confrontarsi e ad adattarsi alle continue evoluzioni della tecnologia, si è trovata a dover fare i conti con domande e preoccupazioni: il lavoro da remoto è una vera e propria rivoluzione che vede coinvolte persone, spazi, cultura manageriale e strumenti da utilizzare.

    Heply ha deciso di puntare sulla GOAL BOARD.
    Uno strumento sviluppato da Heply e già utilizzato quotidianamente dal team, ma che in questa situazione di emergenza si è rivelato fondamentale per gestire obiettivi e performance del gruppo che lavora da remoto.
    Ma che cos’è Goal Bord? Goal Board è una lavagna virtuale, visibile a tutto il team, nella quale vengono evidenziati gli obiettivi giornalieri raggiunti, l’andamento delle performance e l’avanzamento quotidiano delle attività per ciascuno dei collaboratori.

    Tutto questo affinché lo spirito del gruppo non vada scemando a causa della distanza fisica, grazie anche all’utilizzo della gamification. Ogni gioco ha le sue regole e quindi le modalità di azione della Goal Board sono chiare: ogni componente del team deve seguire regole specifiche per garantire il corretto funzionamento del “gioco”. Obiettivo è il rispetto reciproco: non è necessario chiedere continuamente a un collega che cosa stia facendo, ma è sufficiente attendere l’orario stabilito per avere tutte le risposte.
    E come fare per motivare tutti? La sfida!

    Se alla fine della giornata lavorativa la soglia di produttività del gruppo è inferiore al 60% di quanto stabilito, il giorno successivo viene organizzata una riunione durante la quale capire che cosa non ha funzionato nell’operatività ed eventualmente modificare i comportamenti a livello di comunicazione o organizzazione. Inoltre, tutti i componenti del gruppo devono subire una penitenza simile a quella imposta normalmente in ufficio: invece di passare sotto all’amato calcetto, l’obbligo è quello di passare sotto al primo tavolo scomodo  presente in casa (e deve essere fatto contemporaneamente da tutti i membri dello staff in video call). 

    Se invece la produttività lavorativa del gruppo raggiunge il 90%, il giorno successivo si viene premiati. “Se normalmente viene offerta una pizza – dichiara Andrea Virgilio, Manager della Felicità di Heplyin questo particolare momento abbiamo deciso di fare del bene, perché ce n’è davvero bisogno: doneremo i soldi che avremmo speso per la pizza all’Ospedale di Udine, per incrementare i posti letto di terapia intensiva, sperando di cuore che non si debbano mai usare”.

    “L’obiettivo non è quello di creare competizione tra i membri del gruppo – continua Virgilio – perché la sfida non valuta le prestazioni del singolo, ma solo quelle del team nella sua interezza. Se gli obiettivi fissati per un singolo membro sono troppo facili o troppo difficile da portare avanti, questo può andare ad aiutare uno o più colleghi con lo scopo di raggiungere l’obiettivo comune. L’attuale situazione di instabilità ha posto Heply davanti ad una sfida, ma se la affrontiamo nel verso giusto, con gli strumenti

  • Renord spiega come difendersi dalla truffa del chilometraggio delle auto usate

    Renord, punto di riferimento nel settore dell’automotive, spiega come orientarsi nel mercato delle auto usate anche grazie a un’accurata verifica del chilometraggio ed evitare così eventuali raggiri.

    Milano, Marzo 2020 – Renord rappresenta da cinquant’anni un importante punto di riferimento nel milanese per il settore dell’automotive. Concessionaria ufficiale di automobili delle migliori marche – Renault, Dacia e Nissan – è anche rivenditore di vetture usate e a chilometro zero.

    Per quanto riguarda il mercato dell’usato, in particolare, Renord si distingue per essere un partner sicuro e affidabile, al contrario di molte altre realtà che speculano sulla buona fede degli automobilisti inducendoli ad acquistare vetture con un chilometraggio molto maggiore rispetto a quello segnato sul contachilometri.

    Si tratta di una truffa molto comune, che a livello europeo registra un volume d’affari di 9,6 miliardi di euro, il che significa che il 40% delle auto usate immesse nel mercato comunitario subisce un ritocco del chilometraggio. Per arginare il problema sono al vaglio diverse misure, tra cui l’istituzione di un database condiviso da tutti gli Stati dell’UE che permetta di rintracciare i chilometri percorsi realmente da ogni auto. Attualmente, in Italia, uno strumento che può essere utile per evitare raggiri è il Portale dell’Automobilista, un sito web gratuito e gestito direttamente dal Ministero dei Trasporti che raccoglie i dati di tutte le automobili registrate presso la Motorizzazione Civile. Se dunque si intende acquistare un’auto usata, per verificarne il chilometraggio risalente all’ultima revisione in modo facile e veloce non resta che andare sulla piattaforma e inserire il modello e il numero di targa della vettura.

    Come sottolineano gli esperti di Renord, oltre al Portale dell’Automobilista esistono altri modi per indagare circa l’effettivo chilometraggio di un’auto usata. Uno di questi consiste nel consultare il PRA (Pubblico Registro Automobilistico), dove sono riportati alcuni dati importanti relativi alla vettura che si vuole acquistare, tra cui l’anno di immatricolazione: se il rapporto tra l’ “età” dell’auto e i chilometri percorsi è inverosimile (per esempio, un’auto immatricolata nel 2007 che registra solo 300 km), è probabile che ci sia sotto una truffa. Anche un’accurata verifica del libretto di circolazione può essere molto utile in questi casi: basta infatti fare un check tra le revisioni cui è stato sottoposto il mezzo per controllare che il venditore abbia detto la verità circa l’anno di immatricolazione dell’auto e il suo chilometraggio. Infine, è sempre buona norma eseguire un controllo accurato dell’auto, per capire se le sue attuali condizioni – sia dal punto di vista della carrozzeria e degli interni che a livello meccanico ed elettronico – siano effettivamente coerenti con la cifra riportata sul contachilometri. 

  • #Iorestoacasa #Conlamusicanelcuore

     

    #Iorestoacasa #conlamusicanelcuore

    https://youtu.be/wUqCsj81uq4

    è il messaggio forte che l’Associazione Culturale Noi per Napoli vuole lanciare e con il quale sensibilizzare tutti all’osservanza delle norme governative per arginare la diffusione dei contagi covid-19 :

    attraverso un video realizzato dai suoi artisti Olga De Maio soprano,Luca Lupoli tenore, Lucio Lupoli tenore,dal giornalista Giuseppe Giorgio, loro portavoce, dalle loro case, inneggiando alla splendida Napoli, cantando la speranza di poter uscire di nuovo,vinta la lotta a questa terribile pandemia e nuovamente godere lo splendore e la bellezza del suo sole, del suo mare, delle sue piazze, delle sue strade, ora deserte in una sorta di triste immobilità: un incitamento a rispondere ed a vincere questa “paura” sì con la responsabilità,ma con l’endemica gioia partenopea della musica e del canto nel cuore di ogni napoletano che tornerà ad intonare a piena voce il proprio inno” O sole mio…

    #Iorestoacasa #conlamusicanelcuore #noipernapoliL’Associazione Culturale Noi per Napoli,allora,con questa speranza vi attende numerosi come sempre per i prossimi eventi e concerti, augurandosi di poter presto offrire e condividere con tutti voi la bellezza e la gioia della musica e del canto.

    Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenore
    Realizzazione video a cura di DG Photoart di Davide Guida https://youtu.be/FXUuVldmHHA

    https://noipernapoli.it/

    https://www.olgademaio.it/

    https://www.lucalupoli.it/

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli

    https://www.youtube.com/user/LucaLupoliTenore

  • Vincero’ di Noi per Napoli appello per chi salva vite umane

    L’Associazione Culturale Noi per Napoli,dopo il lancio del messaggio #Iorestoacasa #conlamusicanelcuore , intende ringraziare , attraverso la dedica di questo stupendo brano operistico  Nessun dorma tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, intonato dal bel canto dei suoi artisti, il soprano Olga De Maio, i tenori Luca Lupoli e Lucio Lupoli, tutto il personale sanitario DELL’OSPEDALE COTUGNO e DELL’OSPEDALE DEI COLLI augurando che il Covid-19 possa essere sconfitto e vinto dal loro instancabile ed ammirevole operato!

    ” Vincerò ” e’ il culmine della romanza, portatore di un messaggio di speranza, di inno alla vita per coloro che in questo terribile periodo di pandemia del Covid-19 stanno sacrificando la propria vita per salvare vite umane.

    Ringraziamento,augurio,sensibilizzazione, appello accorato che Noi per Napoli vuole lanciare attraverso la musica ed il canto, capaci di toccare profondamente l’animo umano, a collaborare in maniera responsabile con i sanitari, con una semplice modalità per combattere questo virus e cioè restando a casa per interrompere la catena e la diffusione del contagio, unica medicina ora utilizzabile, ma anche appello alla SOLIDARIETÀ,contribuendo attraverso la campagna di raccolta fondi promossa dagli Ospedali Cotugno e Pascale per la ricerca e la sperimentazione del vaccino contro il covid-19,di cui vi alleghiamo il link: https://www.gofundme.com/f/8f3ac-coronavirus-aiutiamo-la-ricerca-del-dott-ascierto?fbclid=IwAR2C9g4TUnAi-hT4btM84YW8MXpkMPSCQ5T1m7yHeGgC2jSHz3S1bw4xiy8

    Siamo chiamati allora a contribuire,ognuno per la propria parte,in maniera responsabile con coscienza civile, rispettando tutte le norme del governo e contemporaneamente con la generosità del cuore !

    COVID19#unitisivince#possiamofarcela

    https://noipernapoli.it/

    #Iorestoacasa #conlamusicanelcuore

  • Con i video tutorial Norblast non si ferma

    Per garantire la continuità operativa dei propri clienti, l’azienda bolognese si è organizzata per spiegare da remoto il funzionamento delle proprie macchine per la sabbiatura e la pallinatura

    Desideriamo tutelare i nostri lavoratori e i nostri clienti per garantire l’intera filiera. La tecnologia ce lo consente: oggi più che mai vogliamo puntare su questa formula innovativa e quanto mai necessaria. Crediamo che sia un modo efficace per offrire una “normalità” in un momento così critico per tutto il tessuto produttivo e la società”.

    Con queste parole Stefano Norelli, Direttore Commerciale del Gruppo Norblast, azienda bolognese specializzata nella progettazione e costruzione di macchine sabbiatrici e pallinatrici per trattamenti superficiali ad alto valore tecnologico tramite shot peening, sintetizza la formula adottata per portare avanti progetti e forniture.

    Video chiari ed esemplificativi per supportare il cliente a distanza sono la reazione del Gruppo Norblast all’emergenza sanitaria che sta interessando sempre più Stati, mettendo in seria difficoltà il comparto produttivo del Paese.

    Nello specifico, l’azienda ha realizzato dei video tutorial al fine di guidare i clienti nell’utilizzo delle proprie macchine per la sabbiatura e pallinatura. Una forma di teleformazione che non copre solo l’installazione e il funzionamento delle macchine standard, ma anche delle più complesse macchine speciali, realizzate su misura, fornendo soluzioni pienamente rispondenti alle singole problematiche ed esigenze individuate. Un’azione necessaria, dunque, per non pregiudicare la propria capacità produttiva e delle filiere che si affidano a Norblast. Tra queste anche quella legata al settore biomedicale, al momento impegnato in prima linea.

    Ostacoli e difficoltà possono essere anche occasioni di crescita e sviluppo di nuove idee. Una filosofia che è alla base dell’azienda fondata e guidata dal Cav. Remo Norelli, da oltre 40 anni impegnata ad ascoltare e interpretare le esigenze progettuali di ogni numerosi comparti – automotive, energia, stampi, additive manufacturing, aeronautica e biomedicale. I trattamenti superficiali personalizzati e innovativi rendono il Gruppo Norblast un partner tecnologico di eccellenza e un punto di riferimento, in grado di accelerare il business e la competitività delle imprese che operano in molteplici ambiti.

    https://norblast.it/

  • Tutti i dettagli sulla lavorazione di legnami a piacenza.

    Una ditta specializzata nella lavorazione di legnami a piacenza, è quella di Girometta Mario, che con il suo team di esperti e professionisti, offrono servizi come :

     

    • costruzione di porte in legno
    • costruzioni di tetti e tettoie in legno
    • costruzione di intere case in legno

     

    “Costruire con il legno” per l’azienda significa costruire sulla qualità, sull’affidabilità, e sulla sostenibilità. 55 sono gli anni di esperienza che vanta, nel settore, l’impresa. Soluzioni personalizzate, su misura adatte ai tuoi bisogni. 

     

    Oggi Girometta Mario srl ha 10 dipendenti, tutti ben apprezzati da progettisti, architetti e clienti privati per la loro esperienza, capacità di soddisfare in breve tempo tutti i desideri, queste qualità pongono l’azienda come una delle più stimate nella lavorazione di legnami a piacenza. 

     

    Da sempre il legno è il materiale più utilizzato per la creazione di porte, infissi ed elementi d’arredo. Grazie infatti alle sue caratteristiche permette di ottenere prodotti robusti e resistenti, senza dover rinunciare all’estetica, grazie a questa lavorazione si riescono ad ottenere porte artigianali che garantiscono stabilità, durata, e resistenza. L’azienda è costantemente aggiornata nella ricerca di nuove tecniche che possano facilitare la posa, potenziare le funzionalità e perfezionare l’estetica.

     

    Le loro porte, i tetti e le tettoie in legno, rappresentano in ogni occasione il design, la modernità, e il Made in Italy a prezzi assolutamente accessibili. Tutto realizzato avendo cura per i dettagli e con materiali di alta qualità, raffinatezza, eleganza per i tuoi prodotti. 

     

    Esistono diversi tipi di legnami:

     

    • Legno KVH: un legno massiccio, sviluppato in maniera specifica per i suoi elevati requisiti della moderna edilizia in legno e dotato di caratteristiche produttive definite in modo preciso, questo tipo di legno viene essiccato in modo tecnico, classificato per resistenza e giuntato a pettine in abete. Ideale sia per ambienti esterni che interni, ottimo per le travi dei tetti. 
    • legno lamellare: è indicato per sezioni e luci di grandi dimensioni o per esigenze particolari , da realizzarsi in ambienti esterni ed interne, grazie all’utilizzo di colla specifica e successivo trattamento. Le travi che vengono realizzate con questo possono essere curvate per ottenere composizioni architettoniche di grande impatto estetico e funzionale. Una caratteristica molto importante di questo legname è la sua conduttività termica molto bassa,questo significa che, a differenza degli altri materiali, un tetto in legno tende ad isolare la temperatura della casa maggiormente rispetto a quella esterna.

     

     

    Corri sul sito di Girometta Mario srl, per sapere molto di più, sulla lavorazione di legnami a piacenza. 

     

  • Tutte le curiosità e la ricetta degli gnocchi.

    Chi di voi non ha mangiato un piatto di gnocchi freschi ?

    sfido chiunque a non aver assaporato questa squisitezza, ma per chi non dovesse conoscerli, sono piccoli pezzi di impasto (di patate), i quali vengono bolliti in acqua salata o in brodo, e conditi con varie salse. 

     

    Preparati per lo più, per le festività e con l’utilizzo di diversi tipi di farine, la loro origine  antica, quelli più diffusi in italia sono gli gnocchi di patate che venivano già nel 1880 conditi con il sugo di carne o al ragù, ma anche in bianco con burro e una spolverata di Parmigiano Reggiano, unici nel loro genere, e buoni prodotti e conditi in ogni maniera. 

     

    A parma venivano spesso fatti e mangiati per la festività dell’11 novembre ovvero San Martino, una festa che al tempo ricopriva una certa importanza, perché rappresentava lo spartiacque tra le due annate agrarie e intorno a questa data di solito ci si spostava di residenza. Gli gnocchi vengono ancora oggi riconosciuti come un piatto povero della tradizione.

    non hai il tempo o la voglia di farli a casa ?

    Tappa fissa per poter comprare gli occhi più buoni della città è il laboratorio/negozio al dettaglio “I Du Rezdor”, oggi questo piatto non è più destinato alle classi povere e vengono consumati ogni giorno dell’anno, non solo intorno alla ricorrenza  di San Martino

    Gli gnocchi dei rezdor vengono fatti seguendo la ricetta classica della tradizione con un impasto dalla consistenza farinosa.

     

    Ricetta:

    Tutto ciò di cui avrai bisogno è:

     

    • 1 kg di patate
    • sale q.b
    • 1 uovo
    • farina 300 gr

     

    Il procedimento è molto semplice, basta lessare/bollire le patate, pelarle ancora calde, e schiacciarle sulla farina versata in un luogo piano, battete l’uovo con il sale e aggiungere i tutto al composto, iniziare ad amalgamare impastando, cercando di ottenere un impasto morbido ma compatto. Fate dei piccoli bigodini  con le dita e iniziate tagliare l’impasto a tocchetti, dopo di che con una leggera pressione trascinateli sul “riga gnocchi”. Il gioco è fatto semplice e veloce, una ricetta classica tramandata dalla nonna per un piatto di pasta fresca ricco di gusto. 

    TI ho fatto venire voglia di gnocchi, ammettilo! Corri sul sito dei I Du Rezdor, per tutte le informazioni sui loro prodotti ad alta qualità.

  • Pasticcini Mignon: piccole delizie ricche di gusto.

    Stai cercando una buona pasticceria in centro a Parma?

    “ La Pasticceria Cappelli”è la risposta. Situata in via XXIV Maggio in centro a Parma, ti potrà offrire un vasto catalogo di prodotti molto gustosi, ad esempio:

     

    • Brioches e focacce dolci
    • pasticcini mignon
    • sfiziosità salata come brioches farcite, salatini e molto altro

     

    Inoltre offrono torte di loro produzione per eventi speciali su ordinazione, e servizi di catering, buffet per feste e cerimonie private, insomma dei veri esperti nella produzione dolce e salata di prodotti gustosi per qualsiasi ricorrenza. 

     

    Una delle loro specialità sono i pasticcini mignon, ottimi da portare come dolce ad una cena dove si è invitati, favolosi perchè piccoli e di ogni gusto ( così che uno possa assaggiare più di una qualità). Un piacere per gli occhi ancor prima che per il palato, per le loro diverse colorazioni e dimensioni, per fare un’ottima figura con amici, parenti, e colleghi.

     

    Piccoli concentrati di dolcezza che esploderanno nel tuo palato. La storia dei pasticcini mignon è antica e risale agli Arabi con l’occupazione della Sicilia nell’alto medioevo, infatti con l’occupazione araba si diffusero nella regione i loro “pasticcini tipici di benvenuto” : I datteri, arancia amara, il melograno, oltre alle creme ed altre specialità come marzapane, cassata, cannoli. La cialda era tipica in Francia nel XIV secolo, e questa porta alla produzione di pasticcini più elaborati in tutta Europa. 

     

    I pasticcini che intendiamo qui sono formati da una pasta inferiore( che in quelli al cioccolato e alla crema può non esserci), una frolla, alla quale vengono aggiunti tutti i rispettivi ingredienti per ogni gusto e specialità. In Italia grazie alla ricetta degli amaretti portata da Caterina de’ Medici a metà del XVI secolo ci fu l’esplosione della produzione di piccoli mignon. Tra i più conosciuti troviamo:

     

    • I babà
    • i bignè
    • i cannoncini
    • le cassatine
    • le crostatine alla frutta
    • le meringhe
    • le sfogliatelle
    • i tartufi al cioccolato.

     

    Tutto questo lo potrai trovare e gustare alla pasticceria Cappelli, tra le tante delizie, troverai degli ottimi pasticcini mignon per ogni occasione, corri sul loro sito per saperne di più.

  • la porchetta a domicilio: direttamente a casa tua per ogni occasione!

     

    La porchetta è un piatto originario dell’Italia centrale, ricavata dal maiale, oggi viene consumata alle feste di paese, fiere, mercati, nelle sagre, infatti è tradizionalmente associata ai venditori ambulanti. Di solito viene fatta svuotando un intero maiale, disossato e condito. 

    L’azienda agricola per eccellenza dove viene prodotta, questa prelibatezza, seguendo le tradizioni, è “La Porchetta”, situata nei pressi di Parma a Langhirano. 

     

    Questo prodotto li ha resi famosi in tutte le feste e sagre estive che vengono tenute nella provincia, dei quali sono diventati i maggiori fornitori, a differenza della porchetta industriale, la quale viene prodotta con lonza e viene arrotolata della pancetta, la loro è fatta con piccoli maiali giovani dal peso di trenta chili al massimo, diversa anche da quella di “Ariccia”, fatta con suini dal peso di quasi un quintale e ripiena di spezie ed aromi.

     

    La caratteristica di questa è che viene condita con pochissimi aromi, sale, pepe, e priva di conservanti, rimanendo così molto dolce, ecco perchè si differenzia da tutte le altre.  L’azienda lascia la porchetta a cottura molto lenta a bassa temperatura, in modo tale che la fragranza e i profumi rimangano intatti, solo così la cotenna avrà il suo splendido colore caramello. 

     

    Da leccarsi i baffi, l’azienda da la possibilità a tutti di poter assaggiare il suo prodotto tipico per questo, offre il servizio di porchetta a domicilio, se abiti nella regione dell’Emilia-Romagna e devi preparare una festa, un pranzo o una cena con gli amici, è un’ottima idea. Unica come secondo, tagliata a fette, ne panino, per ricevimenti o cerimonie visto il notevole effetto scenografico. 

     

    E’ preferibile conservarla nella parte alta del frigorifero e consumata entro sette giorni.

    Devi riuscire a soddisfare ed impressionare i tuoi ospiti ?

     

    Ordina la porchetta a domicilio della “Porchetta”, fagli sapere in quanti dovrete mangiare ed il gioco è fatto.

    Corri sul sito della “La Porchetta”, per i numeri, le prenotazioni e molto altro.

  • Ruby Bridges: La Più Giovane Eroina dei Diritti Civili

    I volontari di Gioventù per i Diritti Umani ricordano la storia della ragazzina di New Orleans.

    Il 14 novembre 1960, una bimba di sei anni di nome Ruby Bridges percorse i pochi isolati che separavano la sua casa dalla scuola pubblica Wlliam Franz a New Orleans, in Louisiana. Le telecamere televisive la seguirono. Persone inferocite agitavano cartelli ostili, inveendo contro la piccola afroamericana col cerchietto fra i capelli, minacciando di farle del male. Ruby non diceva niente. Semplicemente entrava a scuola a testa alta, come sua madre le aveva detto di fare.

    Ruby era una delle quattro bambine afroamericane per cui l’Associazione Nazionale per la Promozione delle Persone di Colore aveva chiesto al cancellazione di una vecchia legge dello Stato della Louisiana, secondo cui i bambini bianchi e neri dovevano andare in scuole differenti. Un giudice degli Stati Uniti aveva cancellato l’ingiusta legge dello Stato, permettendo così che i bambini bianchi e neri frequentassero le stesse scuole. Quindi Ruby accettò il ruolo di prima bambina afroamericana a studiare in una scuola di bianchi.

    Ma le leggi non cambiano le persone. Sono le persone a cambiare le persone.

    Ruby non aveva nessuno con cui giocare, nessuno con cui studiare, nessuno con cui pranzare, ma andava a scuola e faceva il suo lavoro col sorriso sul volto. Non permise che la rabbia degli altri la ostacolasse nel fare ciò che pensava fosse giusto.

    Un giorno Ruby si dimenticò di fare la sua preghiera quotidiana, e nel tragitto per la scuola si fermò sul marciapiede per farla a voce alta in mezzo alla folla urlante che protestava contro di lei e disse: “Dio, ti prego, perdona queste persone. Perchè anche se dicono cose cattive, non sanno quello che stanno facendo. Perciò perdonale, come hai fatto con quella gente che tanto tempo fa diceva cose terribili su di te.” Dopo alcuni mesi i genitori di due bambini bianchi che andavano a scuola con lei iniziarono a protestare per il fatto che i loro figli andassero a scuola con Ruby, una bambina afroamericana.

    Continuando i suoi studi, l’anno successivo le folle protestanti rinunciarono ai loro tentativi di allontanare Ruby dalla scuola e lei riuscì a finire la scuola elementare, e proseguì nei suoi studi fino a diplomarsi alla scuola superiore.

    Anni dopo, la madre di Ruby, ricordando l’esperienza di sua figlia, disse: “La nostra Ruby ci ha insegnato parecchio. È diventata qualcuno che ha aiutato a cambiare il paese. È entrata nella storia, proprio conem fanno i generali e i Presidenti. Loro sono del leader e anche Ruby lo è stata. Ci ha fatti allontanare dall’odio e ci ha aiutati a conoscerci meglio gli uni con gli altri, i bianchi e i neri.”

    Oggi Ruby parla in molte scuole e manifestazioni per raccontare la sua storia e diffondere il suo messaggio contro il pregiudizio e il razzismo.

    Stesso obiettivo dei volontari di Gioventù per i Diritti Umani, che educa e informa migliaia di persone in tutto il mondo tramite i suoi opuscoli, DVD, kit per gli educatori che possono essere ordinati gratuitamente sul sito https://it.youthforhumanrights.org/ .

    I volontari sostengono che “I diritti umani devono essere resi una realtà, non un sogno idealistico.” come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard.

    Ufficio Stampa

    Gioventù per i Diritti Umani

     

  • Momenti di preghiera dal Santuario San Giovanni XXIII di Sotto il Monte

    L’emergenza Coronavirus rappresenta un grande prova e un momento di smarrimento per tutti e l’esperienza che stiamo vivendo, se da una parte ci ricorda la nostra debolezza, dall’altra ci spinge a ritornare a cercare il senso della vita, non rinunciando a guardare con fede e speranza la realtà che ci circonda.

    Proprio per questo il Card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica papale di San Pietro in Vaticano, ha invocato una speciale supplica davanti all’altare che custodisce le venerate spoglie di Papa Giovanni al Santuario San Giovanni XXIII, a Sotto il Monte. Una preghiera per tutti gli italiani e per i bergamaschi, popolo di Papa Giovanni XIII, e una candela accesa, segno di speranza.

    Una supplica che il Santuario San Giovanni XXIII, a Sotto il Monte, porta nella case dei fedeli anche attraverso diversi strumenti per la preghiera quotidiana trasmettendo in diretta sulla pagina Facebook e sul nuovo portale www.papagiovanni.org preghiere, riflessioni e dirette delle celebrazioni.

    I momenti di preghiera condivisi online saranno: martedì 24 marzo alle ore 17.30 con l’Adorazione celebrata nella cappella papale Ca’ Maitino, venerdì 27 marzo alle ore 21 ci riuniremo per la Via Crucis dalla cappella Divina Misericordia. Per il fine settimana sono previsti, inoltre, il rosario dalla chiesa S. Maria della pace sabato 28 marzo alle ore 21 e si conclude la quinta settima di Quaresima con la Santa Messa di domenica 29 marzo alle ore 10 celebrata al Santuario San Giovanni XXII.

    Il portale, inoltre, sarà a disposizione dei fedeli per la condivisione di personali richieste di preghiera che i sacerdoti del Santuario, don Claudio, don Leonardo, don Angelo e don Achille, si impegneranno a pregare secondo le intenzioni di ciascuno, sempre ricordando i malati, i defunti e tutti coloro che si adoperano per la fine del contagio accendendo a nome di ogni fedele, una candela nella cripta oboedientia et pax davanti al Crocefisso di San Giovanni XXIII.

  • Revoca ad Autostrade: il pensiero dell’ex AD Vito Gamberale al “Corriere della Sera”

    “Corriere della Sera”: l’intervento di Vito Gamberale, ex AD di Autostrade per l’Italia, che commenta la possibilità di revoca della concessione alla società del gruppo Atlantia.

    Vito Gamberale

    “Punirne tre per punire uno”: l’ex AD Aspi Vito Gamberale analizza l’ipotesi di revoca della concessione

    Per sei anni al vertice di Aspi (Autostrade per l’Italia) e di Atlantia, Vito Gamberale ne ha guidato la privatizzazione. Oggi il manager torna a parlare della sua esperienza nel gruppo, intervenendo sul “Corriere della Sera” su uno dei temi più dibattuti negli ultimi mesi. “Vorrei apportare le mie riflessioni sulla iniziativa del governo di revocare la concessione ad Aspi, quindi privare Atlantia del suo asset più importante” esordisce nell’articolo pubblicato lo scorso 3 gennaio. Il manager sottolinea in particolare come il carattere punitivo di una tale decisione possa finire per ricadere su tutti gli altri azionisti del gruppo: “Perché allora una giustizia di piazza deve precedere la giustizia competente? Come insegna la storia, la giustizia in piazza non è reclamata dalla piazza; serve solo a qualcuno per rafforzare il proprio potere del momento, salvo poi trovare la ghigliottina per se stesso, dietro l’angolo”. Come sostiene Vito Gamberale “punire sommariamente i Benetton significherebbe punire tutti gli altri azionisti di Atlantia, che come quote sono circa 3 volte i Benetton. Cioè per punire uno, da nessuno inquisito, si uccidono altri 3 innocenti!”.

    Vito Gamberale: sul “Corriere della Sera” le considerazioni del Top Manager

    Nella sua tesi espressa sul “Corriere della Sera”, Vito Gamberale si sofferma su un punto fondamentale: “Le aziende sono perimetri di rischio. I manager sono pagati bene dagli azionisti per gestire i rischi e accollarseli. Non significa strumentale presa di distanza da parte degli azionisti. Significa che le responsabilità fanno capo a chi vive l’azienda nella sua quotidianità ordinaria e straordinaria”. Il manager si interroga anche sulle eventuali responsabilità del Ministero delle Infrastrutture: “Sul caso del ponte Morandi di Genova c’è da chiedersi se è esente da responsabilità o se è stato assente nel ruolo. Il controllore non ha minori responsabilità del gestore. E non parlo della ministra, relativamente nuova nel ruolo”. Vito Gamberale ricorda quindi come la privatizzazione di Autostrade portò negli anni della sua gestione a “uno slancio di rinnovamento, di attenzione alla sicurezza, ai servizi, al dialogo con lo Stato, con le istituzioni”. Dietro un progetto preciso: rendere le infrastrutture un’industria, come poi fu fatto con F2i. “Il processo farà capire se mai la finanza si sia sostituita all’industria, o se la cupidigia e lo stile dei manager e la negligenza ed inadeguatezza del ministero competente abbiano prevalso. O magari riserverà altre sorprese, emergeranno altre cause” osserva infine nell’articolo.

  • Mercati finanziari e Covid-19, perché la tempesta non risparmia neppure l’oro?

    L’effetto coronavirus si è abbattuto con veemenza sull’economia globale, così come sui mercati finanziari. Nel giro di poche settimane abbiamo visto le Borse bruciare i guadagni accumulati in mesi e mesi, creando un clima assai pesante tra gli investitori. Tuttavia, a differenza dei “normali” periodi di crisi, stavolta la tempesta non ha risparmiato neppure i safe haven, ovvero i beni rifugio.

    La particolarità di questa crisi per i mercati finanziari

    oroNella forte ondata di volatilità che sta caratterizzando i mercati finanziari, anche l’oro è sceso assieme al comparto azionario. Il metallo prezioso, da sempre considerato un porto sicuro in fasi di stress, stavolta sembra non avere efficacia. Poche settimane fa sembrava lanciatissimo verso i 1700 dollari l’oncia, ma poi hanno cominciato a comparire le prime figure di inversione trend, e poi il prezzo ha imboccato la via della discesa.

    Ma perché sta succedendo questo? La risposta a questo dubbio non è certo nelle normali dinamiche della domanda e dell’offerta di mercato. Il settore aurifero non ha subito alcuno stress importante da Covid-19, anche se è lecito aspettarsi un calo della richiesta di gioielli da parte della Cina (i paesi orientali sono i principali importatori di metallo prezioso).

    Il problema degli hedge funds

    In realtà il calo delle quotazioni dell’oro è da attribuire alla ricerca di liquidità da parte degli investitori sui mercati finanziari, soprattutto i grossi investitori. In special modo gli hedge funds hanno notevolmente ridotto le loro posizioni in oro, perché necessitano di aumentare le loro disponibilità finanziarie per garantire altre posizioni.

    Bisogna tenere infatti conto che molti di questi fondi operano con una leva finanziaria molto elevata, per cui effettuano operazioni per importi superiori al capitale posseduto. Questo amplifica i loro guadagni, ma li espone pure a fortissime perdite. Se consideriamo che la tempesta Covid-19 che si è abbattuta sui mercati finanziari ha provocato perdite anche del 20% per molti fondi speculativi, è chiaro perché molti di loro hanno dovuto a malincuore liberare parte dell’oro che avevano. Segnali operativi cui hanno fatto seguito degli ordini di vendita imponenti, hanno provocato il crollo del prezzo dell’oro dai top annuali verso quota 1650 dollari l’oncia.

  • Federico Motta Editore: le pubblicazioni, la storia, i riconoscimenti

    La storia di Federico Motta Editore è strettamente legata all’innovazione e alle collaborazioni di prestigio. Il suo simbolo, il Torcoliere, rimanda all’addetto alla stampa dei fogli per mezzo del torchio, un marchio che rappresenta antichità, tradizione e autorevolezza.

    Federico Motta Editore

    L’identità di Federico Motta Editore, Casa Editrice sinonimo di autorevolezza

    Federico Motta Editore nasce nel 1929 con il nome di "Cliché Motta". Le sue opere, in 90 anni di attività, sono sempre state realizzate con costante attenzione all’innovazione e alla qualità per creare nuovo valore e contribuire a rendere il marchio un simbolo di pregio. Il logo scelto dalla Casa Editrice è il Torcoliere, l’addetto alla stampa dei fogli per mezzo del torchio. Questi rappresenta a pieno l’identità di Federico Motta Editore, che si lega al mondo della tipografia e della realizzazione con l’attenzione e la cura di un artigiano dei volumi delle sue opere editoriali. I settori d’interesse della Casa Editrice però non si limitano alle enciclopedie, ma spaziano dall’editoria per ragazzi (con il marchio MottaJunior) alle collane di architettura, alle riviste di moda, fino ai cataloghi delle mostre di arte e fotografia. L’innovazione è da sempre un elemento fondamentale per la Casa Editrice, che ha deciso di accompagnare i suoi volumi con strumenti innovativi quali le Tavole Transvision, il Sonobox, i CD-Rom e, in seguito all’arrivo di Internet, fonti e materiali online. Grazie a collaborazioni di prestigio e all’elevata qualità delle pubblicazioni, Federico Motta Editore ha ricevuto diversi riconoscimenti negli anni: ad esempio il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 o l’Ambrogino d’Oro nel 1980.

    Federico Motta Editore nel mondo dell’arte

    Federico Motta Editore ha creato collane di nicchia, occupandosi di libri di arte, fotografia e architettura, ma ha anche realizzato cataloghi di mostre e eventi, nonché di prodotti collaterali per le edicole. Nel settore legato all’arte, ha pubblicato grandi monografie e antologie ricche di documentazioni iconografiche, a corredo di opere di accurata ricerca sui modi e sui mondi della pittura. Federico Motta Editore ha partecipato all’organizzazione di diverse mostre e eventi in ambito artistico. Tra queste vanno ricordate "Una Donna vestita di Sole" (Città del Vaticano), "Il Cerano" (Milano, Palazzo Reale), "Leonardo, l’Acqua e il Rinascimento" (Milano, Castello Sforzesco), "Estate Fotografia 2005 Robert Doisneau, L’amore è…" (Milano, Palazzo Reale), "Una Notte con Marilyn" (Milano, Palazzo Reale). Va ricordata la particolare dedizione riservata alla mostra "Acqua, fonte di vita", del fotografo londinese Mike Goldwater, che ha interessato importanti città quali Roma, Milano, Napoli, Genova, Potenza, Reggio Calabria e Palermo.

  • Covid-19 e mutui: cosa si può fare e cosa no

    C’è chi un mutuo ce l’ha già, chi sta valutando si sottoscriverlo e chi aveva già deciso di farlo. Per ciascuno di loro, il Covid-19 potrebbe cambiare i piani, anche se in modo diverso. Il decreto Cura Italia ha introdotto nuove risorse e garanzie che permettono di sospendere il pagamento delle rate fino a un massimo di 18 mesi. Ma, con le restrizioni imposte per contenere l’epidemia, cosa può (e non può) fare chi un mutuo non ce l’ha, ma vorrebbe averlo? Ecco l’analisi di Mutui.it e Facile.it condotta da Paolo Fiore.

    C’è, prima di tutto, una questione che non è esclusiva conseguenza della clausura. I timori e la necessità di rivolgere risorse e attenzione altrove sta rallentando il mercato immobiliare e, di conseguenza, le richieste di acquisto sono diminuite. Quando non ci riescono le paure, a frenare le compravendite possono essere le procedure. Sono vietati gli assembramenti e gli spostamenti non necessari. Non è quindi possibile visitare gli appartamenti.

    Il lavoro dei periti per la valutazione dell’immobile, tra le difficoltà, continua. Ma dipende anche dal luogo in cui operano. Tra le contromisure adottate per evitare un accumulo eccessivo di pratiche, c’è quella delle perizie a distanza, tramite foto e video. Chiaramente, è un’opzione che la banca deve accogliere per ritenere la perizia valida anche in assenza di sopralluogo fisico.

    Potrebbe essere più complicato del solito anche mandare avanti operazioni che siano oltre la fase del sopralluogo. L’Abi, l’associazione delle banche italiane, ha invitato gli utenti a utilizzare i canali online e gli Atm. Per limitare il rischio di contagio, le filiali hanno ridotto la propria operatività, ma gli istituti sono ritenuti un servizio essenziale. E, anche con il decreto del 22 marzo, hanno la possibilità di rimanere aperte. L’Abi ha infatti respinto l’invito dei sindacati del settore a chiudere per 15 giorni. Vale quindi quanto annunciato il 18 marzo: oltre ad adottare accorgimenti che tutelino i lavoratori, “le banche si impegnano a limitare l’accesso alle filiali da parte di clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici”.

     

    Anche in caso di mutui, quindi, l’operatività è garantita solo nei casi di particolare urgenza. Nei casi in cui non ci siano scadenze imminenti, diversi istituti si stanno attrezzando per mantenere un contatto con i mutuatari (attuali o potenziali). Viste le restrizioni in filiale, si sta facendo spazio la possibilità di fornire consulenze telefoniche. Per accendere un mutuo sarà sempre necessario un incontro faccia a faccia e la firma su documenti cartacei, ma intanto, passando attraverso le consulenze a distanza, ci si può portare avanti, ricevendo informazioni e iniziando a raccogliere la documentazione necessaria. Uffici e amministrazioni, se dotati di piattaforme digitali, continuano a lavorare. Oltre a spulciare i cassetti di casa, quindi, resta possibile richiedere online alcuni documenti, dalle buste paga all’estratto di famiglia. Non è quindi un momento comodo per sottoscrivere un mutuo, ma lo è per preparare quanto servirà, senza passare da un ulteriore colloquio preliminare con la banca.

    Le banche con un’ampia rete fisica non permettono di completare a distanza l’intero processo, ma ci sono strutture ibride. E poi le banche online che, in alcuni casi, sono emanazione dei grandi gruppi. In questi casi, le possibilità di procedere sono maggiori. Il cliente potrebbe comunque avere una dotazione minima, come uno scanner e una stampante per firmare i documenti e inviarli. Ma i blocchi sono minori e il mutuo potrebbe procedere anche senza (letteralmente) una stretta di mano.

    Storicamente, specie per operazioni importanti come un mutuo, i clienti preferiscono le filiali. Nell’immediato, è improbabile una migrazione “di massa” verso i servizi online. Ma, nel settore bancario come in molti altri, l’emergenza sta spingendo le società a potenziare il proprio apparato digitale e gli utenti a esplorare nuovi servizi da remoto. Comportamenti che potrebbero avere un impatto nel medio periodo.

    E arriviamo alla stipula del contratto, passaggio che richiede la presenza fisica. Il notaio è un pubblico ufficiale e dovrà quindi continuare a operare. Anche in questo caso, però, il quadro generale potrebbe rappresentare un vincolo anche senza l’obbligo di sospendere l’attività. L’esempio più ovvio è quello della quarantena. Se un notaio è in isolamento, deve rimanerci. Potrebbe poi esserci un ulteriore problema. La firma del contratto richiede spesso la compresenza di venditore, compratore e banca. Ferme restando urgenza e necessità (cioè i principi che devono orientare ogni movimento), la stipula potrebbe saltare perché non tutti gli interessati sono disponibili a un incontro.

    E chi invece aveva avviato le pratiche di mutuo prima dell’esplosione dell’emergenza Covid-19? «Il cliente che ha già avviato una pratica di mutuo potrà continuare a portarla avanti, mettendo in conto però un possibile allungamento delle tempistiche che lo separano dal momento dell’erogazione del finanziamento da parte della banca», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Tutti gli operatori coinvolti nel rogito e nell’erogazione del finanziamento continuano a lavorare, seppur magari con una rimodulazione degli orari di lavoro, pertanto non dovrebbero esserci problemi nel portare a termine l’iter, se non, appunto, un possibile allungamento dei tempi dato anche dalla necessità di dover mettere in dialogo diverse figure professionali in una situazione complessa come quella attuale.».

    In alcune regioni, come la Lombardia, le pratiche potrebbero subire ulteriori rallentamenti a causa, ad esempio, della chiusura temporanea delle conservatorie.