La Federal Reserve non ha ancora una visione unanime riguardo al rialzo dei tassi di interesse. Ne ha praticati già due nel corso del 2017, e il terzo si ritiene possa avvenire a dicembre. Tuttavia il comitato di politica monetaria (Fomc) quando si è riunito lo scorso settembre ha portato alla luce diverse anime che non sembrano andare troppo d’accordo. Questo è emerso dalle minute rese pubbliche l’11 ottobre.
Un numero crescente di funzionari del board americano, avrebbe infatti manifestato qualche perplessità circa un nuovo intervento. A far sorgere i dubbi continua ad essere la dinamica dell’inflazione, che si muove ancora attorno all’1,5%, ben distante dal 2% posto come obiettivo dalla FED. Ecco perché alcuni membri del Fomc avrebbero chiesto di verificare prima i dati che usciranno riguardo ottobre e novembre, e poi decidere se alzare o meno il costo del denaro.
Cosa cambia dopo il Fomc sui mercati
Quello con le minute del Fomc era l’appuntamento più atteso per i mercati, sia per i grossi operatori finanziari che per quelli che si limitano a mettere in pratica semplici tecniche o strategia forex intraday trading. Ebbene, non sono emerse indicazioni decisive riguardo alle prossime mosse della FED. La cosa più probabile resta un aumento dei tassi a dicembre, ma nessuno potrebbe metterci la mano sul fuoco.
Non è un caso che subito dopo la lettura delle minute, i mercati hanno penalizzato il dollaro. Il biglietto verde ha avuto un lieve calo nel valutario. Si può vedere l’indicatore ADX come funziona in questo caso: questo strumento di analisi evidenzia un aumento della pressione da parte dei venditori. C’è un po’ di scetticismo quindi, e tenuto conto che invece l’euro ha ripreso a marciare spedito, questo potrebbe innescare un contro-trend da parte della valuta unica. Occhio però, perché quando c’è la Federal Reserve di mezzo non si può mai dare nulla per scontato.