Prima Comunione e Cresima, quali le differenze

Due sacramenti importanti per coloro che fanno parte della Chiesa Cattolica e due tappe fondamentali lungo il cammino spirituale e religioso di un giovane, questi sono la prima comunione e la cresima. A questi appuntamenti si sono abbinati, nel corso del tempo, anche i relativi festeggiamenti, che se per alcuni tendono ad essere sobri, per altri invece diventano sontuosi quasi come matrimoni. Così come per questi ultimi, anche per la comunione a Roma o altrove si svolgono feste in locali e spesso, per organizzare nel migliore dei modi, si richiede l’assistenza di agenzie o società specializzate, come lo è ad esempio Capitaleventi, sempre a Roma. Di conseguenza, spesso si tende ad abbinare l’evento religioso a quello più mondano di una festa con amici e parenti. E tutto ciò, in alcuni casi, porta a dimenticare il profondo significato cristiano di questi due appuntamenti. Comunque, dal punto di vista religioso, prima comunione e cresima sono molto differenti sotto diversi aspetti. Andiamo a scoprire quali.

 

Prima Comunione

Per la chiesa cattolica è il momento in cui un bambino partecipa per la prima volta nella sua vita al sacramento eucaristico e quindi, in altre parole, a mangiare l’ostia e a bere il vino consacrati. Tuttavia, prima di questo appuntamento importante, si deve svolgere la catechesi, un lungo cammino di preparazione spirituale e avvicinamento consapevole alla stessa eucaristia. Tale percorso porterà poi il bambino a confessarsi e a ricevere l’assoluzione, qualche giorno prima della prima comunione. Questa dovrà essere presieduta e amministrata da un sacerdote, nel corso di una messa. Generalmente, essa si può effettuare quando il bambino ha raggiunto un’età in cui è consapevole dell’evento religioso e quindi intorno ai 10 anni.

 

Cresima

Questa, definita anche “Confermazione“, rappresenta il momento in cui un ragazzo conferma la sua appartenenza alla comunità cristiana e la volontà di essere esempio dei valori evangelici e di Cristo, divenendone portatore all’esterno di tale comunità. Anche in questo caso, è necessario un percorso spirituale di avvicinamento. La cresima è amministrata da un vescovo o da un sacerdote autorizzato, che, dopo aver chiesto al ragazzo di assumersi la responsabilità di una vita cristiana e coerente con i suoi valori, unge la fronte dello stesso. L’età minima generalmente in cui un giovane può ricevere questo sacramento è di almeno 13 anni. A differenza della prima comunione tuttavia, ad accompagnare il cosiddetto cresimando in questo appuntamento, vi deve essere un padrino o una madrina, battezzati e cristiani, che rispondano ad alcuni requisiti tassativi, tra i più importanti: conducano una vita consona ai valori cattolici e non siano genitori del ragazzo. A fungere comunque da padrino o madrina possono essere, ma non in maniera obbligatoria, gli stessi del battesimo.