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  • COMUNICATO STAMPA – INFANZIA, BECHIS (AL): “Stop abuso psicofarmaci, serve monitoraggio”

    Roma, 20 settembre – “Così come ho annunciato insieme alla Professoressa Vincenza Palmieri (Presidente INPEF) durante la conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati poco prima della pausa estiva, ho presentato un’Interrogazione al Ministro della Salute per sapere come si intenda monitorare il consumo di psicofarmaci nell’infanzia, per evitare che l’inappropriatezza della somministrazione crei nel tempo danni ancora maggiori nello sviluppo dei bambini e per sapere come si intenda porre un freno al consumo di psicofarmaci senza prescrizione da parte dei minori visto che, secondo quanto si legge nel recente report dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche IRCCS Mario Negri di Milano, sono tra i 20mila e i 30mila i minorenni a cui in Italia vengono somministrati psicofarmaci e antidepressivi e, secondo lo studio Espad 2016 Italia, realizzato dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, i giovani italiani sono i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti, con una media del 10% contro quella europea che si attesta sul 6% e un adolescente su dieci acquista psicofarmaci senza la ricetta del proprio medico”. Lo afferma Eleonora Bechis, Deputata di Alternativa Libera e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza.

    “È terribile pensare – conclude Bechis – che nel nostro Paese, come ha riferito la Professoressa Palmieri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare,​ in una recente audizione presso la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, a partire dagli 8 anni, ad esempio, venga somministrato, tra l’altro, l’antidepressivo Prozac ai bambini, un’età in cui – a detta di tanti esperti – è possibile attivare invece con successo altri tipi di intervento non farmacologico”.

    Clicca qui per leggere l’Interrogazione

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    Ufficio Stampa INPEF

  • Dentista low cost / Implantologia dentale Sociale / Dentista a Basso Costo

    La  Societa’ Du.Val. leader unico in Europa dell’implantologia dentale sociale organizza nel mese di Settembre 2017 un evento di implantologia dentale sociale, cosi’ offrendo a tutti la possibilita’ di curarsi la bocca e di ottenere un sorriso senza dover sopportare dei costi esosi. (altro…)

  • A SETTEMBRE SARA’ EDITO il libro: “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”.

    Da settembre disponibile sulle piattaforme online, in versione cartacea e digitale, il libro “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”, che spiega come guarire senza l’uso di farmaci, portando l’uomo alla conoscenza di particolari energie che gli appartengono.

    Catania 10 agosto 2017-

    Marta Facin, terapista energetico ed olistico e titolare dello Studio Luce Angelica, annuncia che da settembre 2017 sarà disponibile il libro incentrato sull’uso dell’energia olistica al fine dell’ottenimento della guarigione psicofisica.

    Ho scritto il mio libro perché “l’uomo spesso non pensa che esite la possibilità di ricorrere alle risorse naturali per ottenere le propria guarigione”  afferma Marta Facin, autrice di “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”. “Desidero poter aiutare tutti coloro che soffrono e che non conoscono ancora la ricchezza naturale e fondamentale connessa al corpo fisico dell’essere umano.”

    Grazie a questo libro le persone potranno avere la conoscenza e le informazioni per ritrovare una strada alternativa da affiancare alla medicina tradizionale.

    Marta Facin (Vicenza 1974), di origine vicentina ma veronese e catanese di adozione, ha vissuto una vita all’insegna dei cambiamenti più inaspettati.

    Iniziando da una completa preparazione universitaria di tutt’altro indirizzo è passata ad esperienze di vita umane, spirituali ed emotive molti forti che hanno segnato e definito un nuovo percorso che non era stato sicuramente dal lei previsto.

    Il mondo delle “energie”, delle guarigioni, delle emozioni e di crescita spirituale sono divenute la sua vita, che l’hanno accompagnata fino al raggiungimento del ruolo di terapista energetico olistico.

    La sua quotidianità è incentrata sulle persone che la avvicinano e la incontrano. Ritiene che non ci possa essere una linea di confine tra quello che fa e la propria vita personale. La sua vita è lo Studio Luce Angelica.

    La sua esistenza e la sua realtà sono un mosaico di percorsi di guarigione ottenuti.

  • MAGI – Le Malattie Genetiche e Rare in rete

     

    LE MALATTIE GENETICHE E RARE IN RETE: L’ESPERIENZA DI MAGI

    Appena concluso l’incontro tra realtà sanitarie d’eccellenza alla Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini a Roma

    A Roma, alla Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, il 13 Luglio si è tenuto un congresso dedicato ai risulta già acquisiti ed alle prospettive della diagnostica molecolare. Undici anni orsono è nato il gruppo MAGI, presente in Italia con sedi a Rovereto e Bolzano e con numerosi rapporti di collaborazione internazionale e nei paesi in via di sviluppo. Matteo Bertelli, docente di genetica medica, presidente di MAGI, ha fatto nascere e sviluppato con il supporto del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini e di Lucio Luzzatto, attuale rappresentante scientifico, una attività di ricerca e diagnosi di malattie genetiche e rare che non trovavano in Italia risposte efficaci.

    Il gruppo MAGI comprende cinque strutture: due laboratori di genetica medica, MAGI-Euregio di Bolzano ed a Rovereto, dove è attivo il MAGI’S Lab. A Brescia vi è il centro residenziale di San Felice del Benaco per l’informazione e la diffusione delle conoscenze sulle malattie genetiche, mentre nei paesi in via di sviluppo, il centro di diagnostica non-profit MAGI-Balkan di Tirana (Albania) e lo spin-off MAGI-Russia all’interno dell’Università di Krasnoyarsk (Siberia). In Africa è già in sviluppo un centro in Tanzania ove attualmente risiede per le ricerche sulla malaria il Professor Luzzatto.

    Quelle in Italia sono strutture di eccellenza per i test molecolari che riguardano le malattie oftalmologiche ereditarie, quelle cardiovascolari e linfatiche, le obesità a eredità mendeliana, l’ictus giovanile e le infertilità mendeliane. Per alcune patologie è l’unica realtà in Italia a offrire il test genetico. Gran parte dei ricavi sono investiti in ricerca e in progetti sulla formazione e l’informazione del personale sanitario e di giovani ricercatori. Nei paesi in via di sviluppo sono offerti test genetici gratuiti, attraverso il Charity Program.

    All’incontro alla Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini a Roma è stato presentato un percorso assistenziale integrato messo a punto Dall’IRCCS Oasi Maria Santissima di Troina, dall’Oculistica dell’Ospedale San Paolo di Milano, dalla Dermatologia dell’Ospedale San Gallicano di Roma e da MAGI. Un ulteriore progetto recentemente avviato, si propone di sviluppare, la diagnosi di malattie genetiche ad esordio neonatale quali l’igroma cistico benigno. Tali progetti sono sviluppati con il comitato scientifico rappresentato dal Prof. Tommaso Beccari di Scienze farmaceutiche dell’università di Perugia e della società scientifica EBTNA di cui MAGI fa parte. MAGI inoltre collabora con il Prof. Bruno Amato dell’Università di Napoli, con il Prof. Sandro Michelini dell’Ospedale dell’Ordine di Malta di Roma e con il Prof. Raul Mattassi dell’Humanitas di Castellanza di Varese. “La vera sfida alle malattie genetiche e rare può essere vinta solo facendo rete” – ha concluso Bertelli – “ed è questa la strada che MAGI ha deciso di intraprendere molti anni fa e che oggi comincia a dare i frutti sperati” quest’anno sono state già pubblicate 6 ricerche in PubMed svolte con i gruppi sopra citati e si è consolidato il nostro ruolo all’interno di FederazioneSanità-Confcooperative.

     

    Dr. Matteo Bertelli

    Presidente Gruppo MAGI

    URL: http://www.magi-group.eu/

    MAIL: [email protected]

     

  • Grande caldo: come difendersi

    Bergamo, 5 luglio 2017 – Le settimane di giugno e luglio 2017 sono le più calde degli ultimi 15 anni, con temperature che salgono fino a 37-38 gradi. Ats Bergamo spiega i comportamenti adeguati per proteggersi dal caldo torrido, in caso di attività fisica e sul luogo di lavoro.

    I FATTORI – La stagione estiva determina l’innalzamento della temperatura ambientale, con ondate di calore che, alterando l’equilibrio dell’organismo. Nonostante i soggetti più a rischio siano solitamente gli anziani e i bambini, è importante che tutta la popolazione adotti stili di vita adeguati.

    INFORMAZIONE – È importante poter conoscere anticipatamente quando sono previste ondate di calore consultando il bollettino Humidex http://www2.arpalombardia.it/siti/arpalombardia/meteo/previsionimeteo/humidex/Pagine/Humidex.aspx che viene trasmesso quotidianamente da ARPA Lombardia alll’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo che, in caso di emergenza, invia tempestivamente istruzioni pratiche alle diverse istituzioni territoriali con l’obiettivo di pianificare e attivare piani di emergenza, rivolti soprattutto a soggetti fragili. Inoltre, Ats Bergamo ha attivato un sistema di allerta al fine di gestire il recepimento e la trasmissione delle informazioni sulle previsioni meteorologiche e i messaggi di allarme ed emergenza «ondate di calore». Attività a cui si aggiunge il servizio di informazioni telefoniche fornite a tutta la cittadinanza con il numero verde 800/844999 (attivo sino al 31 agosto dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 13,30 alle 16,00).

    «Diventa fondamentale – sottolinea il dottor Pietro Imbrogno, direttore dell’area Igiene e Sanità pubblica, Salute Ambiente di Ats Bergamo – imparare a prevenire le situazioni di potenziale pericolo che possono aumentare non solo in rapporto alle caratteristiche biologiche dei singoli, ma anche in base alle condizioni atmosferiche come temperatura, umidità, ventilazione, inquinamento. Semplici abitudini comportamentali e misure di prevenzione possono contribuire a ridurre notevolmente le conseguenze nocive determinate dalle ondate di calore e da inquinamento da ozono. Inoltre, l’individuazione preventiva dei cittadini a rischio medio-alto consente di gestire al meglio fenomeni di emergenza, valutando eventuali ricoveri di sollievo o servizi a domicilio sostituivi».

    Sul portale di Ats Bergamo, al link http://www.ats-bg.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=23608&bo=true, è consultabile un’apposita sezione con collegamenti, informazioni e approfondimenti utili da cui scaricare l’opuscolo «Solo il bello del caldo».

    CONSIGLI PRATICI

    –        Non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, soprattutto dalle ore 11.00 alle 18.00. Qualora si dovesse uscire nelle ore più calde, non dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro, gli occhi con occhiali da sole, la pelle con creme solari ad alto fattore protettivo;

    –        Indossare un abbigliamento adeguato, preferibilmente di fibre naturali e leggere che permettano la traspirazione della cute;

    –        Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro;

    –        Fare bagni, docce, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca per ridurre la temperatura corporea;

    –        Ridurre il livello di attività fisica all’aperto nelle ore più calde della giornata (soprattutto se le concentrazioni di ozono sono elevate);

    –        Bere almeno 2 litri di acqua al giorno con regolarità e alimentarsi in maniera corretta, prediligendo cibi leggeri e con alto contenuto di acqua quali frutta e verdura (salvo diversa indicazione del medico curante);

    –        Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina: finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione prima di iniziare un viaggio, arieggiando l’abitacolo prima di entrarvi se l’auto è rimasta esposta al sole;

    –        Quando si parcheggia l’auto non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone (soprattutto neonati e bambini) o animali nell’abitacolo;

    –        Conservare correttamente i farmaci, leggendo le indicazioni riportate sulle confezioni;

    –        Alle persone anziane o con patologie croniche, si consiglia di consultare il proprio medico per adottare le adeguate precauzioni.

    CALDO E ATTIVITA’ FISICA – È bene, inoltre, prestare attenzione all’attività sportiva. Per quanto svolgere un’attività fisica porti notevoli benefici alla salute generale della persone, in caso di caldo torrido, potrebbe causare problemi all’organismo. All’atleta amatoriale si consiglia di fare sport nelle ore meno calde della giornata, alla mattina presto o di sera.

    «Durante l’esercizio fisico, il lavoro muscolare produce energia, parte della quale deve essere dissipata sotto forma di caloreSe non fossero presenti i meccanismi termoregolatori che consentono la dispersione di calore, durante l’esercizio fisico la temperatura corporea aumenterebbe di 1 grado ogni 5 minuti di attività. La forma più importante di dispersione del calore, è quella che avviene attraverso la sudorazione e le successive fasi di evaporazione. In situazioni con temperature elevate, però – precisa il dott. Imbrogno – si riduce l’efficacia dei vari meccanismi di termoregolazione corporea. L’unico meccanismo che rimane vantaggioso è quello della evaporazione del sudore, ma esso è fortemente influenzato dall’umidità ambientale, in quanto se l’umidità è elevata, l’aria già carica di particelle d’acqua tende a non riceverne altre».

    L’OZONO – Uno dei principali imputati per le sofferenze provocate dalle alte temperature è l’ozono. Può, infatti, provocare irritazione delle vie aeree (trachea, bronchi, ecc.), maggiore possibilità di sviluppare allergie e infezioni respiratorie, nonché difficoltà a respirare.

    In estate, l’ozono al suolo raggiunge livelli maggiori a causa di un irraggiamento solare più elevato, di condizioni di alta pressione, assenza di venti e quindi stagnazione dell’aria negli strati bassi dell’atmosfera. ARPA Lombardia, per questo, ha avviato uno specifico piano d’azione per l’ozono ai sensi dell’art. 10 comma 1 del d.lgs n. 155 / 2010 con precise indicazioni rispetto alle azioni preventive da attuare per ridurre l’inquinamento o l’esposizione all’inquinamento da ozono. Molto importante, infatti, sarebbe poter limitare l’emissione di ossidi di azoto nei processi di combustione a temperatura elevata, come nei motori dei veicoli e nei processi industriali. Ma anche il singolo cittadino può concorrere alla limitazione della formazione di ozono:

    –        riducendo l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel;

    –        utilizzando in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri totali percorsi e quindi le relative emissioni;

    –        usando una guida non aggressiva, con velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in autostrada;

  • E’ allerta ghiaccio alimentare!

    5 Luglio 2017 – Nel 30% percento dei casi, il ghiaccio di bevande di popolarissime catene internazionali come Starbucks, Costa o Caffè Nero risulta essere contaminato da batteri fecali coliformi. È quanto emerge dall’inchiesta choc condotta dalla BBC per la trasmissione Watchdog in alcune decine di caffetterie UK. Rilevazioni allarmanti che spingono INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare a richiamare l’attenzione anche in Italia affinché il ghiaccio alimentare sia prodotto sempre in maniera corretta e perfettamente salutare.

    L’indagine della BBC ha dimostrato come la scarsa igiene degli addetti e delle macchine che producono i cubetti di ghiaccio abbia compromesso seriamente la qualità e salubrità dell’alimento, tanto che, secondo l’esperto Tony Lewis del Chartered Institute of Environmental Health, potrebbe esserci il rischio di infezioni e malattie visti i «livelli preoccupanti» di batteri fecali coliformi emersi dalle analisi.

    INGA, che da sempre è in prima linea per promuovere l’adozione di precauzioni igieniche nella produzione, stoccaggio e distribuzione del ghiaccio, richiama dunque l’attenzione sul tema consapevole del fatto che non sempre il ghiaccio viene considerato come un alimento e dunque trattato con le dovute accortezze igienico-sanitarie. Per sopperire a questa mancanza, è nato il Manuale di Corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, approvato dal Ministero della Salute: un documento agile ed esaustivo, unico nel suo genere, dedicato all’industria e alle medie e medio-piccole realtà commerciali di auto-produzione, con utili riferimenti anche per chi produce il ghiaccio in forma domestica.

    Nei piccoli esercizi che autoproducono ghiaccio, infatti, accade che non sempre si utilizzi acqua con i requisiti necessari a renderla idonea al consumo umano, non sempre si effettuano con continuità le operazioni di sanificazione delle macchine produttrici e delle attrezzature utilizzate per lo stoccaggio, non si ha alcuna evidenza e certezza che tutti i materiali che vengono a contatto col ghiaccio siano idonei né vi sono procedure chiare e scritte su come gli addetti debbano manipolare il ghiaccio o su come vada stoccato e movimentato. In pratica, la produzione, conservazione e somministrazione di ghiaccio sono attività che oggi nella maggioranza dei casi non vengono eseguite in maniera corretta. Fondamentale è dunque fare informazione, spiegando agli addetti ai lavori, ma non solo, come va trattato questo alimento.

    «Molti bar, discoteche, pub, ristoranti e altri operatori del settore turistico e ristorativo anche in Italia, producono ghiaccio che non può essere considerato alimentare, utilizzandolo, lecitamente, per raffreddare le bottiglie e illecitamente a diretto contatto con alimenti e bevande. Anche il ghiaccio prodotto da appositi macchinari, spesso risulta non a norma poiché la macchina non viene sottoposta alle necessarie operazioni di pulizia, manutenzione e sostituzione dei filtri. E in caso di produzioni domestiche, l’attenzione igienica non è certo maggiore – spiega il dott. Carlo Stucchi, presidente Istituto Italiano Ghiaccio Alimentare – Per questo, il primo passo dovrebbe essere proprio quello di includere queste importanti attività di produzione alimentare nel sistema HACCP e, contemporaneamente, lavorare per la diffusione del Manuale, uno strumento inedito per completezza, autorevolezza e specificità dei temi trattati che indica per la prima volta tutte le norme necessarie a garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici».

    In particolare, per la produzione domestica, INGA consiglia sempre di utilizzare solo acqua corrente appena raccolta dal rubinetto o presa da bottiglie di oligominerale non ancora aperte; evitare di toccare il ghiaccio con le mani e usare apposite pinze o un cucchiaio pulito; in caso si preparino scorte da tenere in freezer, sostituire i cubetti almeno una volta ogni 4-6 settimane; pulire spesso il vano refrigerante e lavare con un normale detersivo per piatti le vaschette ogni volta che si produce ghiaccio e, dopo averle riempite d’acqua, coprile con un foglio di alluminio per evitare contaminazioni provocate dagli altri cibi presenti nel congelatore; refrigerare rapidamente l’acqua posta nelle vaschette a -18°C; conservare ad almeno  5 -10 °C sotto lo zero per evitare liquefazioni e ricongelamenti; utilizzare il ghiaccio conservato in ciascuna vaschetta in una volta sola (scartare quello non immediatamente utilizzato); fare attenzione del macchinario usato per tritare il ghiaccio e nel caso di frigoriferi provvisti di preparatore automatico di ghiaccio, si consiglia di seguire le procedure di manutenzione e sanitizzazione dell’apparecchio, contenute nei libretti d’istruzione.

    Nel caso di produzione industriale, invece, l’iter da rispettare è più complesso e prevede specifiche attenzioni rispetto alla provenienza dell’acqua (rete o pozzi), l’attivazione di piani di controlli, la manutenzione costante degli impianti, l’utilizzo di materiali idonei al contatto con l’acqua, nonché l’adozione di specifiche modalità di filtrazione e di disinfezione con radiazioni UV.

    Ancora, per l’autoproduzione, si consiglia di: inserire nel proprio sistema HACCP almeno un’analisi annuale della potabilità dell’acqua nei punti di utilizzo e di gestire le macchine per l’autoproduzione del ghiaccio tramite contratti di assistenza a cura della ditta fornitrice; inoltre, è bene posizionare tali macchine in ambienti idonei e puliti; fare attenzione ai serbatoi di polmonazione dell’acqua e, al momento dell’acquisto, richiedere al fornitore le dichiarazione di conformità CE e la dichiarazione di conformità dei materiali utilizzati. È poi opportuno prevedere un programma di pulizia e sanificazione anche attraverso lo smontaggio delle parti di macchinario più a rischio contaminazione e avviare la raccolta del ghiaccio subito dopo la produzione in contenitori idonei al contatto con gli alimenti secondo la vigente legislazione; tali contenitori devono essere mantenuti puliti e sanificati e, una volta riempiti di ghiaccio, se non adeguatamente isolati, devono essere deposti in congelatore a – 10 °C al fine di evitare liquefazioni e sviluppi microbici. Nel caso di produzione e stoccaggio per più giorni i contenitori devono essere identificati con un numero di lotto o data di produzione e durante l’utilizzo gli operatori devono sempre rispettare le corrette prassi igieniche per la manipolazione degli alimenti utilizzando attrezzi dedicati.

    In alternativa, si può acquistare il ghiaccio confezionato già pronto all’uso da aziende certificate come le molte esistenti in Italia, in particolare in Sicilia – regione in cui il Manuale affonda le sue radici -, tra cui si ricorda IceCube, primo produttore in Italia di ghiaccio alimentare confezionato, che ha collaborato alla creazione e diffusione del Manuale. Ulteriori informazioni su www.ghiaccioalimentare.it

  • Lo Studio Luce Angelica ha istituito un servizio InfoPoint

    Il momento InfoPoint nasce come spazio informativo, nel quale lo Studio Luce Angelica si mette a disposizione di ogni singolo potenziale paziente per fornire informazioni ed eseguire un  trattamento sperimentale di prova e di sondaggio del problema da risolvere.

    In questa circostanza vengono fornite notizie sui servizi da esso effettuati, modalità di svolgimento dei trattamenti e sarà inoltre realizzato un check up gratuito iniziale.

    E’ un momento importante dove la persona si può aprire liberamente e senza remore al terapista olistico e porre tutte le domande necessarie  che gli consenta di affidare con fiducia le proprie problematiche agli specialisti dello Studio Luce Angelica.

    L’InfoPoint è uno strumento interattivo con cui i soggetti, potranno cercare e capire il sistema con il quale opera lo Studio in un modo mirato e personalizzato, al fine di  risolvere ogni problema di natura psicofisica, attraverso l’uso dell’energia vitale.

    InfoPoint permette a chiunque di venire a conoscenza dei servizi offerti dallo Studio Luce Angelica.

    La FIDUCIA è la chiave di volta per acquisire i migliori risultati di qualunque specie inerenti la guarigione psicofisica.

    Con questo spazio informativo viene creata un’opportunità e un rapporto confidenziale e di conoscenza tra il paziente ed il terapista, relativamente alle necessità che devono essere raggiunte e poi risolte.

    La trasparenza e la professionalità dei servizi offerti rivelano e dimostrano la capacità di interpretazione del problema e la sua possibile soluzione.

    Il confronto diretto e approfondito con i terapeuti e la loro disponibilità potrà dare una visione universale e cristallina della competenza e della capacità degli stessi.

    E’ un incontro individuale, personalizzato e riservato, senza alcun vincolo, atto a sciogliere ogni dubbio formale che una persona potrebbe avere nei confronti della realtà operativa dei terapisti, che operano per mezzo di strumenti unici ed esclusivi realizzati dagli stessi.

    Il soggetto, poi, liberamente potrà decidere se affidarsi o meno alle cure dello Studio, in quanto  questo evento non formalizza nulla e nessuno al fine di intraprendere un percorso di guarigione.

    E’ una donazione dello Studio Luce Angelica che si esprime nel primo incontro sperimentale, di sondaggio e di verifica, senza includere alcun impegno da parte del richiedente.

     

  • Medicina Olistica Alternativa = ElìMedicina

    Studio Luce Angelica fondatrice di ElìMedicina, è ricco di fatti testimoniali di ogni tipo di guarigione psicofisica derivati dall’applicazione della stessa.

    E’ un’efficace ed insostituibile aiuto di natura energetica, riscontrabile già dal primo incontro con il terapista energetico olistico specifico, per trattare qualsiasi riequilibrio di natura psicofisica.

    ElìMedicina non è una disciplina di carattere didattico che si possa insegnare, come molte altre.

    L’ ElìMedicina creatura dello Studio Luce Angelica è contemplata nella medicina olistica alternativa.

    ElìMedicina non intende sostituirsi ai percorsi indicati e praticati dalla medicina ufficiale e tradizionale, né sostituirsi ad alcuna terapia farmacologica per l’ottenimento dei risultati nel tempo. Non effettua alcuna prescrizione medico-scientifica.

    E’ un efficace ed insostituibile aiuto di natura energetica, riscontrabile già dal primo incontro con il terapista energetico olistico specifico, per trattare qualsiasi riequilibrio di natura psicofisica.

    ElìMedicina non è una disciplina di carattere didattico che si possa insegnare, come molte altre.

    E’ una verità, come è vera l’Energia Universale!

    Essa non si basa su delle promesse ma su fatti concreti.

    L’operatore terapeutico di ElìMedicina scopre lentamente e sostanzialmente che questa prerogativa faceva già parte di sé stesso; facoltà concessa a pochissime persone. E’ una ricchezza, un privilegio, un dono già connaturato in alcuni uomini e nel momento in cui viene individuato deve solo essere seguito e perfezionato da chi ricopre un incarico superiore, nell’ambito, essendo esso dotato di livelli di guarigione molto più elevati.

    Lo Studio Luce Angelica non organizza corsi, seminari o quant’altro allo scopo di divulgare o insegnare qualcosa che difficilmente potrebbe essere spiegato attraverso insegnamenti di carattere didattico.

    E’ la stessa energia taumaturgica che sceglie attraverso chi operare in quanto l’operatore prescelto deve essere in possesso di tutti i requisiti scelti dall’energia stessa e non è acquisibile in nessuna forma e in nessuna maniera.

    Per esempio un pittore o un cantante lirico, ormai conosciuti e confermati a livello mondiale, che hanno riscontrato di avere il loro specifico dono non lo possono trasmettere o concedere ad altri che non siano naturalmente nati con la medesima caratteristica qualitativa.

    L’uomo può sempre tentare di imitare un suo simile ma sarebbe vera presunzione credere di poterlo uguagliare.

    I risultati ottenibili e gli obiettivi che possono essere raggiunti attraverso ElìMedicina, non sono descrivibili dal momento che possono essere solamente provati e verificati, ottenendo così dei traguardi impensabili alla logica della mente umana.

     

  • “Respirare sott’acqua, piccoli esercizi di sopravvivenza spirituale” il reading sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica

    UN READING DI SENSIBILIZZAZIONE CHE STA GIRANDO L’ITALIA: DI COSA SI TRATTA, COME SI VIVE E CON QUALI STRATAGEMMI SI PUÒ CONVIVERE CON UNA DELLE MALATTIE RARE PIÙ DIFFUSE IN ITALIA

    Mercoledì 31 maggio

    Teatro Abc – Catania

    Martedì 12 giugno

    Teatro Manzoni – Bologna

    Continua il tour nelle città italiane del reading teatrale “Respirare sott’acqua – piccoli esercizi di sopravvivenza spirituale” per spiegare cosa significhi convivere con la Fibrosi Polmonare Idiopatica, patologia rara ma sempre più diffusa, e che sarà in scena a Catania mercoledì 31 maggio e a Bologna martedì 12 giugno, dopo le partecipate serate di Roma, Napoli e Milano.

    Lo spettacolo fa parte di un progetto di comunicazione su scala nazionale per sensibilizzare sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica (vocisottacqua.org), a cura di Reverb, con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim e la collaborazione dell’associazione culturale Effetto Larsen.

    La Fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è tra le malattie rare più diffuse in Italia eppure è ancora poco conosciuta.

    L’IPF colpisce soprattutto uomini tra i 50 e 70 anni e comporta un progressivo accumulo di tessuto cicatriziale nel polmone che, nel tempo, danneggia la funzione respiratoria, compromettendo la capacità di svolgere attività e la qualità della vita del malato. La salute generale della persona può deteriorare rapidamente, portando a esito fatale in 2-5 anni dalla diagnosi.

    È importante far conoscere questa patologia perché è di difficile riconoscimento ma la diagnosi precoce è fondamentale per intervenire subitaneamente e migliorare le condizioni di vita dei pazienti.

    Inoltre i pazienti e le associazioni pazienti sono i protagonisti dell’intero progetto di comunicazione e, in particolare, il reading teatrale è un pretesto per portarle ad incontrare la popolazione e a raccogliere donazioni per poter finanziare le loro attività. Tutte le serate, infatti, sono a ingresso gratuito con la possibilità di lasciare un’offerta di solidarietà all’associazione presente.

    A Catania sarà presente l’associazione pazienti “RespiRARE” onlus, mentre a Bologna la neonata FIMARP Federazione Italiana Malattie Rare Polmonari e Ipf.

    Nelle tappe precedenti sono state presenti rispettivamente: a Roma l’associazione “Un respiro di speranza” onlus di Roma, a Napoli “RespiRARE” onlus della Campania, a Milano “Un respiro di speranza” onlus di Monza.

    Il reading nasce dalle testimonianze e informazioni raccolte attraverso interviste condotte a medici e pazienti ed è in programmazione nelle principali città italiane per dare un supporto alle diverse associazioni pazienti del territorio nazionale. Oltre a sensibilizzare sulle tematiche legate alla patologia, l’appuntamento è un’occasione per supportare economicamente le associazioni coinvolte, con offerte libere e donazioni.

    Il filo conduttore è il racconto di una persona sana che viene a contatto con la malattia dovendo svolgere un’indagine attraverso delle interviste: è un piccolo viaggio di scoperta e confronto, che la porta inevitabilmente a domandarsi qualcosa anche di sé. Ciò offre, a chi del pubblico non conosca l’IPF, una sponda sicura cui aggrapparsi, potendo immedesimarsi con la protagonista.

    A questa narrazione si alternano dei racconti “in prima persona”, nati dalle testimonianze dirette, che danno conto delle sensazioni, delle immagini, dei momenti chiave di un percorso clinico così difficile, attraverso uno stile asciutto ma coinvolgente. I pazienti e familiari presenti nel pubblico hanno la possibilità di riconoscersi, di guardarsi, ma anche e soprattutto di ascoltare storie diverse dalla propria. Attraverso ricordi, sensazioni, paure, e perché no, qualche risata – frammenti di vita, in sintesi – la lettura racconta le storie di chi, tutti i giorni, respira sott’acqua.

     

    Contatti:

    vocisottacqua.org – FB e Instagram: vocisottacqua – [email protected]

    Reverb srl, realtà nata dal mondo delle arti performative, dal 2007 sviluppa progetti sulle relazioni: si occupa di comunicazione, eventi e formazione

    L’associazione culturale Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano allo scopo di promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi. In equilibrio tra teatro e performance, si muove tra palcoscenici e spazi urbani. Il lavoro della compagnia ha ottenuto premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, rappresentando anche l’Italia alla Biennale Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo nel 2009.

     

  • La fisioterapia: ritrovare il benessere

    La Fisioterapia è un pratica antica e praticata da migliaia di anni. Pensate che Ippocrate già ne parlava nel 5 secolo a.C.
    Ovviamente nei secoli questo insieme di tecniche si è evoluta negli anni e sopratutto gli eventi bellici dell’ultimo secolo hanno dato una forte spinta allo svilupparsi della fisioterapia. Nel corso degli anni nuove tecniche si sono aggiunte e hanno migliorato la fisioterapia, tra cui la tecnica laser e quella agli ultrasuoni.

    La fisioterapia ha un obiettivo ben preciso: dare sollievo a quei dolori muscolari che impediscono al paziente di vivere normalmente i momenti quotidiani della vita. Questi dolori possono essere dovuti da un fattore genetico e quindi di malattie ereditarie, oppure da stili di vita troppo sedentari, che contribuiscono al sopraggiungere di problematicità muscolari che, se lasciate andare, mettono a serio rischio il benessere delle persone.

    Per cosa viene impiegata la fisioterapia?

    Spesso la fisioterapia viene impiegata anche per prevenire più che curare. Infatti si possono evitare terapie e addirittura, in alcuni casi, interventi più dolorosi attivandosi subito.  I percorsi di questo tipo possono aiutare o a ritardare il sopraggiungere di complicazioni muscolari che poi si faranno sentire fortemente.

    Ci si rivolge a una fisioterapista anche per la normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletrichecioè per intervenire sul recupero della conduttività neurale e della circolazione del sangue. In altre parole per intervenire quando ci sono problemi di movimento e di coordinazione dei muscoli, dovute a malattie o traumi.

    Una delle parti più richieste di questa scienza è sicuramente la riabilitazione, cioè quell’insieme di esercizi e tecniche che permettono di recuperare le funzioni motorie.

    Ci sono tantissime altri settori della fisioterapia come la terapia occupazionale, che insegna a come fare determinati movimenti durante la normale giornata. In questo campo della Fisioterapia a Udine si sono molto distinti e ci sono delle tecniche innovative portate avanti da fisioterapisti che vogliono sperimentare nuovi aspetti di questa scienza.

    La manipolazione dei muscoli e tutti questi consigli possono essere dati solamente da personale specializzato: per la legge italiana, infatti, le scienze fisioterapiche possono essere praticate da: fisioterapisti con laurea (Dottori in Fisioterapia) o fisioterapisti con laurea quinquennale (Dottori Magistrali in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie, qualora abbiano precedentemente conseguito la Laurea in Fisioterapia o titolo equipollente).

  • «I cambiamenti più importanti si fanno con un salto»

    Facciamo un salto di qualità nella nostra vita

    Saltiamo per il cuore, saltiamo per il cervello, saltiamo TUTTI, ognuno a modo proprio, ma SALTIAMO! E pubblichiamo i salti più belli, più originali, più spiritosi sul WEB con l’hashtag #ALTOnlus #saltodiqualità #micurodite #scienzaebuonsenso. E se vogliamo trovare un motivo in più per saltare scarichiamo tutti  l’APPRriskometer “IL RISCHIO DI ICTUS”, 100 mila persone l’hanno già fatto, nel mondo, e 30 mila sono italiani, grazie ad ALT! Tanti SALTI  per la nostra salute e per sconfiggere le malattie da Trombosi: Infarto, Ictus, Trombosi ed Embolia. Si può fare… SALTANDO! E chi non può saltare e può muoversi è comunque invitato!

    Le malattie da Trombosi si chiamano Infarto, Ictus, Embolia: colpiscono ogni anno 600mila persone in Italia, uno spreco enorme, perché almeno 200 mila avrebbero potuto evitarle, cambiando in tempo il proprio stile di vita. Le malattie a Trombosi sono l’incontro più probabile per tutti coloro che hanno o avranno più di 50 anni, e non solo: ma potranno essere evitate, con l’informazione e con un atto di volontà che ci permetta di cambiare stile, facendo un SALTO di qualità per la nostra vita e per la vita di chi ci sta accanto.  Solo 33 italiani su 100 sanno di questo pericolo e dell’opportunità di evitarlo: è un vero spreco, ALT lavora perché tutti hanno il diritto di sapere, di prendersi la responsabilità di agire e di SALTARE. ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, in occasione della 6° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, dal 21 marzo al 12 apriledà appuntamento  a tutti, in Italia e all’estero, sui social media, invitando a fare un SALTO di conoscenza e di qualità che può salvare la vita.  

    Salta come  ti pare ma salta!

    Ognuno a modo proprio, fotografando, filmando, disegnando i salti più divertenti, interessanti, buffi, allegri, di chiunque, uomini, donne e bambini, nonni, nonne, nipoti e animali che amate o che vi piacciono, inclusi rane, cavallette, grilli… e chi più ne ha più ne metta, purché stiano  saltando o comunque muovendosi! –  Pubblicateli ovunque, su YouTube, su Instagram, su Facebook, su tutti i mezzi che conoscete con gli hashtag #ALTOnlus  #saltodiqualità #micurodite #scienzaebuonsenso…. Dobbiamo partecipare tutti, perché tutti insieme possiamo diventare travolgenti protagonisti di un cambiamento straordinario e di questa nuova campagna di ALT. Questo è l’invito di ALT che seguirà tutti i Salti che verranno pubblicati;  non solo, metterà a disposizione di tutti la conoscenza su come e perché si evitano malattie gravi ma evitabili, come le malattie provocate dalla Trombosi, attraverso il proprio giornale SALTO http://www.trombosi.org/it/SALTO_it.html

    Noi tutti vogliamo dire ALT a malattie che vediamo ogni giorno intorno a noi, nella nostra famiglia, nei nostri amici: ma che si possono evitare. È un investimento a bassissimo costo e ad altissimo ritorno, per evitare malattie causate dalla  Trombosi che uccidono, a qualunque età, in modo diverso, o lasciano gravi invalidità, anche in persone molto giovani, addirittura nei bambini: lo sa bene chi è già stato colpito, e dolorosamente lo sanno i suoi famigliari. Uno spreco enorme di vite e di risorse, che oggi sappiamo che potrebbe essere evitato, almeno in una persona su tre.

    Nella sola Europa 55 donne su 100 muoiono o moriranno per colpa di una malattia cardiovascolare, molto probabilmente causata da un Trombo o da un Embolo. Solo 13 donne su 100 considerano la Trombosi un nemico, le altre sono convinte che il nemico più aggressivo sia il tumore della mammella. L’Ictus cerebrale uccide ogni anno 15 milioni di persone nel mondo. È il quinto nella lista dei killer per l’uomo, ma il terzo nella lista dei killer per le donne. Fra pochi anni nel mondo 19 persone su 100 avranno più di 65 anni, per un totale di 72 milioni di persone! Fra gli anziani saranno più numerose le donne, perché vivono più a lungo e poiché saranno esposte più a lungo avranno il 20% di probabilità di essere colpite rispetto al 17% dei maschi. Sono numeri spaventosi: significa che una donna su cinque sarà colpita da Ictus cerebrale, dopo i 65 anni, e si prevede che la metà di loro rimarrà pesantemente invalida, avendo perso il linguaggio, la memoria,  paralizzata in una parte del corpo: ci saranno oltre 200.000 donne disabili in più rispetto agli uomini.

    E per chi vuole  misurare concretamente  quanto impatto hanno stile di vita, famigliarità e fragilità ALT invita a scaricare gratuitamente l’APPriskometer “IL RISCHIO DI ICTUS”: può essere  utilizzata da tutti, di qualunque età, più volte nel tempo, per verificare come cambia la probabilità di evitare un evento da Trombosi quando si cambia stile di vita. L’applicazione, patrocinata da World Stroke Organization (WSO), International Association of Neurology & Epidemiology (IANEe European Stroke Organization (ESO), è stata tradotta nelle principali lingue in tutto il mondo. La versione italiana è stata curata e finanziata interamente da ALT. Il suo ideatore, il Prof. Valery Feigin dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, ha ringraziato l’Italia e ALT per l’impegno, sottolineando che  “In Italia, il giorno del lancio da parte di ALT, l’APPriskometer ha registrato più di 30 mila downloads, un terzo del totale che va ben oltre 100mila, un successo straordinario”.

  • ES ISTITUTO MEDICINA INTEGRATA: Ortopedia e osteopatia: due professionisti per la salute dei più piccoli

     Sabato 18 marzo dalle 16 alle 17,30

     

    Corso Francia 19 bis/f a Torino

     

     

    Piedi piatti, ginocchia valghe, scogliosi: ecco alcune delle disfunzioni ortopediche che riguardano i bambini. Fondamentale, nella valutazione di qualunque patologia, un approccio che tenga conto del bambino nel suo insieme, della sua storia, dello sport che pratica. Un approccio che sappia accompagnarlo in una crescita sana e corretta.

    Di tutto questo si parlerà sabato 18 marzo  dalle 16 alle 17,30 all’Istituto di Medicina Integrata ES  nel corso di seminario gratuito dedicato alle alterazioni posturali nel bambino.

    Ne parleranno il dottor Mattia Cravino  (medico chirurgo specialista ortopedia pediatrica): in un intervento dal titolo Piede piatto, deformità degli arti inferiori e scoliosi: quando è necessario lo specialista  che ricorda “Spesso le mamme si fanno affascinare dalle mode. Penso alle calzature dei bambini, sovente inadatte ai piedi dei più piccoli. Il piede del bambino, soprattutto nella prima infanzia, è molto delicato. Ha bisogno di crescere e svilupparsi libero da vincoli di qualsiasi genere. Indispensabile evitare calzature costrittive rigide e prediligere scarpe morbide e flessibili. E se i piedi sono piatti, inutile preoccuparsene prima dei 4 anni. E’ importante invece per il piede muoversi e adattarsi agli stimoli fisiologici provocati dalla deambulazione. Camminare e correre su terreni non uniformi, come prati o spiagge, con calzature leggere e flessibili, costringe i muscoli e le articolazioni di questa meravigliosa struttura a eseguire un esercizio che rinforza e guida il piede ad assumere quella che sarà la sua forma definitiva al termine dell’accrescimento”

    La dottoressa Patrizia Saccavino  (medico chirurgo specialista in fisiatria e osteopatia)  parlerà invece delle Alterazioni posturali nel bambino: valutazioni ortopediche e trattamenti osteopatici, ricordando come “Nei bambini, così come negli adulti, un blocco biomeccanico della colonna vertebrale, causato da cadute accidentali, movimenti incongrui, sport sbagliati, può causare dolore, alterazione della postura e limitare il normale funzionamento e sviluppo dell’apparato muscolo scheletrico. La visita fisiatrica, con l’applicazione di una metodologia diagnostica moderna di tipo osteopatico, rappresenta non solo uno strumento di prevenzione ma anche l’inizio di un coretto e rapido percorso di cura: infatti con poche sedute di osteopatia pediatrica è possibile correggere completamente i blocchi biomeccanici presenti e permettere al bambino una crescita armoniosa, seguendolo periodicamente, di pari passo con lo sviluppo del suo corpo e con la crescita della colonna vertebrale.”

     

     

    Seguirà un breve rinfresco

     

     

  • DONNE: ECCO I VOSTRI NEMICI NON FATEVI BATTERE!

    I nemici più agguerriti della salute delle donne possono essere battuti.  È  l’appello di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus – a tutte le donne. Figlie, mamme e nonne, ecco che cosa si deve sapere per vivere meglio e più a lungo. 

    Molte delle malattie che minacciano le donne possono essere prevenute: basta sapere come. Parliamo di bronchiti croniche, Alzheimer, incidenti (statistiche pubblicate dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta – USA). Il primo passo è analizzare la propria fragilità nei confronti di queste malattie  e prendere provvedimenti per difendersi.

    Impariamo a gestire le malattie croniche e facciamo gli esami raccomandati, non di più e non di meno 

    Chi ha colesterolo alto, ipertensione o diabete ha un rischio aumentato di andare incontro a un infarto o a un ictus cerebrale. Questo dovrebbe essere ormai noto: è indispensabile che il paziente segua con attenzione le indicazioni del medico non sottovalutando mai l’importanza di assumere i farmaci  all’ora giusta e nella quantità suggerita dal medico. È utile  tenere inoltre un’agenda per ricordare quando è ora di eseguire i controlli strumentali per la prevenzione dei tumori.

    Scegliere uno stile di vita sano 

    Non possiamo cambiare la storia della nostra famiglia, né la nostra storia passata: ma possiamo cambiare la nostra storia futura. Per esempio:

    • Evitando di fumare: se non riusciamo da soli, chiediamo aiuto al nostro medico ed evitiamo di esporci al fumo passivo.
    • Scegliendo di mangiare in modo intelligente e sano:  dovremmo mangiare in quantità adeguata verdura e frutta, cereali integrali, cibi ricchi di fibra e cibi ricchi di proteine ma magri, come il pesce; dovremmo ridurre il consumo di cibi ricchi di grassi saturi, zuccheri aggiunti o sale, come i salumi, i latticini, i cibi precotti o elaborati, le carni molto condite, le salse.
    • Mirando a ottenere o mantenere il nostro peso ideale:  perdere chili di troppo e non recuperarli aiuta a ridurre il rischio di molte malattie, prime fra tutte infarto, ictus e malattie da aterosclerosi e trombosi e anche di diversi tipi di tumore.
    • Muovendoci!: l’attività fisica ben fatta, morbida e aerobica, aiuta a mantenere il peso ideale e riduce la probabilità di malattie del cuore e del cervello e riduce il rischio di alcuni tipi di tumore: scegliamo qualcosa che ci diverta, la bicicletta, la cyclette, la camminata veloce ma anche, perché no?, il ballo.
    • Riducendo il consumo di alcoolici: se un bicchiere di vino ci fa sentire bene beviamolo ma con moderazione. Le donne non dovrebbero berne più di un bicchiere al giorno: una birra o un bicchiere di vino o un superalcoolico ma non di più. L’eccessivo consumo di alcoolici e la durata di questa abitudine sembrano concorrere all’aumento del rischio per alcuni tipi di tumore, come quello della mammella e del fegato.
    • Imparando a gestire lo stress: se ci sentiamo costantemente al limite o sopraffatti, il nostro stile di vita ne risente e il nostro sistema immunitario anche. Lo stress si può ridurre o neutralizzare,  o imparare e gestirlo. Uno stile di vita intelligente e sano aiuta anche ad evitare il morbo di Alzheimer.

    E non finisce qui…..

    Le donne hanno polmoni più fragili rispetto all’uomo, nei confronti dell’attacco degli inquinanti atmosferici,  ambientali e del fumo. Sono quindi a maggiore rischio di bronchiti croniche ostruttive e di enfisema.

    • Possiamo difendere i nostri polmonievitando di fumare, e stando lontani dal fumo passivo, possiamo trovare il modo di ridurre al minimo l’esposizione agli inquinanti dell’aria.
    • Possiamo abituarci a lavare le mani più spessoe a sottoporci alla vaccinazione antiinfluenzale in inverno e chiedere al nostro medico se dobbiamo vaccinarci contro la polmonite (vaccino antipneumococco).
    • Gli incidenti d’auto sono una delle cause di morte precoce nelle donne. Guidare con prudenzae portare sempre la cintura di sicurezza allacciata  è il primo passo, moderare la velocità ed evitare di guidare quando si è bevuto o si è fatto uso di stupefacenti o si ha molto sonno è indispensabile.

    Le donne non devono avere paura della parola “rischio” – dichiara Lidia Rota Vender, presidente di ALT  -: le soluzioni possono essere semplici e a alla portata di tutti, basta che ne prendiamo nota e ci attrezziamo per difenderci. Possiamo farlo, e funziona”.

  • Beauty-Health.it: tutte le novità su bellezza e salute

    Beauty-Health.it è un sito di informazione che si occupa di bellezza e salute.

    Sul portale si possono trovare consigli, pareri e informazioni su:

    • alimentazione
    • make-up
    • benessere
    • miglioramento o conservazione dello stato di salute tramite l’attività sportiva

    Il portale viene aggiornato regolarmente con le ultime notizie utili a risolvere piccoli e grandi problemi che riguardano la cura di se stessi e del proprio corpo.

    L’obiettivo del portale è di indicare al lettore gli stili di vita per stare bene fisicamente e psicologicamente, e per curare il proprio aspetto esteriore tramite i consigli sul make-up e sugli sport che fanno bene al nostro corpo.

  • «CLICCA IL NEO» IN ATS: IL PROGETTO PER BATTERE IL MELANOMA CON UN TOUCH

    Presentati i primi risultati dello studio sperimentale condotto in Ats Bergamo che permette di identificare lesioni sospette con un’App, effettuando l’auto-esame della pelle in maniera sicura, veloce ed efficace. Uno strumento di valore perché sfrutta le competenze ma sviluppa anche la consapevolezza, la responsabilizzazione verso la propria salute, ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

    Bergamo, 16 febbraio 2017 – Un’APP per diagnosticare precocemente i tumori della cute. Ats Bergamo ha presentato oggi la sperimentazione condotta tra i suoi dipendenti di «Clicca il Neo», il progetto di tele-dermatologia per la diagnosi precoce dei tumori cutanei sviluppato e coordinato da Centro Studi Gised e sostenuto da LILT grazie a Fondazione Credito Bergamasco.

    Un progetto che al suo esordio ha coinvolto i dipendenti di Ats Bergamo. Dal 10 ottobre 2016 al 3 febbraio 2017 attraverso 424 visite, sono state individuate 25 lesione sospette da trattare con piccoli interventi ambulatoriali. I dipendenti di Ats Bergamo sono stati successivamente ripartiti in due gruppi: 211 soggetti a cui è stato chiesto di usare l’App e 213 persone che invece hanno fatto ricorso allo screening tradizionale. Obiettivo: dimostrare l’equivalenza tra il monitoraggio attraverso l’App «Clicca il Neo» e il controllo tradizionale, evidenziando, in particolare, il vantaggio nell’utilizzo dell’App, più veloce e immediata, poiché non comporta la necessità di prendere appuntamenti né di affrontare spostamenti.

    Con l’App «Clicca il Neo», infatti, è possibile realizzare l’auto esame della pelle semplicemente scaricando l’applicazione sul proprio smartphone, scattando una foto di macchie o lesioni sospette e inviando l’immagine direttamente all’esperto che nel più breve tempo possibile invierà la risposta. Lo studio che coinvolge l’ATS, nella sua fase di sperimentazione, avrà una durata prevista di 3 anni. Per realizzarlo al meglio, presso l’ATS di Bergamo sono stati costituiti degli ambulatori dedicati con personale infermieristico ad hoc.

    « Il valore della prevenzione – spiega la dott.ssa Mara Azzi direttore generale di Ats Bergamo – è la differenza tra quello che si spenderebbe in caso di diagnosi tardiva, al netto della sofferenza che provoca al paziente che è il vero valore della prevenzione. La diagnosi precoce, nell’ipotesi migliore che non ci siano melanomi, quando la lesione è sospetta viene asportata con intervento poco invasivo in day hospital e esame istologica, costa da 1.000 a 1500 euro. Al contrario, in caso di diagnosi tardiva, quando il melanoma è già in stato avanzato, si parla di costi per le cure chemioterapiche e assistenza di costi che arrivano a 200 mila euro all’anno. Tra tutte le malattie cutanee, il melanoma rappresenta una delle cause principali di mortalità, con un’incidenza

    crescente di anno in anno, ma gli interventi di educazione e screening possono costituire un mezzo fondamentale di prevenzione e diagnosi precoce. Per questo credo molto in “Clicca il Neo”, progetto che con la sperimentazione condotta in Ats ha dimostrato come le nuove tecnologie degli smartphone possano essere impiegate per documentare le problematiche cutanee e, in particolare, l’insorgenza o sviluppo di neoformazioni sospette. Tutto questo, unito alle potenzialità della rete, permette una rapida valutazione da parte dello specialista riducendo le liste d’attesa e indirizzando i pazienti più a rischio alla visita specialistica» – ha aggiunto la dott.ssa Mara Azzi.

    Duplice il valore del progetto che mira a favorire la diagnosi precoce, a valutare quali interventi educativi possono essere definiti al fine di orientare adeguatamente l’identificazione di lesioni a più alto rischio tra le varie presenti sulla pelle. Inoltre, si potranno analizzare quali siano i fattori demografici e culturali che inducono un soggetto a usufruire del servizio.

    «Dai dati preliminari, raccolti attraverso i servizi già disponibili, in fase pilota, sui siti www.cliccailneo.it e www.centrostudigised.it, si è stimata una prevalenza di lesioni meritevoli di ulteriore valutazione con esame diretto intorno al 10% nel campione di soggetti che si affidano alla teledermatologia. La classificazione, online e specialistica, si basa su tre possibili risultati: lesione non a rischio, sospetta o altamente sospetta. Per tutte le lesioni classificate come sospette o altamente sospette viene consigliata una visita di conferma specialistica e l’eventuale asportazione chirurgica. – ha chiarito dott. Luigi Naldicoordinatore del progetto “Clicca il Neo”, aggiungendo – Sono convinto che questo progetto, nato dalla volontà di semplificare il meccanismo della prevenzione, potrà dimostrare di essere efficace e spero possa coinvolgere una platea di soggetti sempre più vasta e sempre più determinata a prendersi cura della propria salute».

    Accanto allo studio che coinvolge i dipendenti della ATS, il programma Clicca il Neo prevede, nell’arco di un anno a partire da marzo 2017, l’attivazione di un intervento educativo sul riconoscimento di lesioni pigmentarie sospette rivolto a tutti i cittadini residenti nella provincia di Bergamo con la divulgazione di materiali pubblicitari in luoghi pubblici come autobus e farmacie, incentivando lo screening mediante l’App. In pratica, sarà data la possibilità al pubblico di inviare immagini di lesioni sospette tramite la App o il collegamento al sito www.cliccailneo.it insieme ad altre informazioni generali utili per inquadrare il tipo di lesione. Ai primi 350 soggetti che utilizzeranno il servizio sarà proposta una valutazione clinica diretta e gratuita dell’intera superficie cutanea da parte di uno specialista. La visita avverrà in cieco rispetto alla valutazione online e avrà lo scopo di studiare l’efficienza della ricerca di lesioni sospette da parte del soggetto e l’accuratezza del sistema di tele-dermatologia rispetto alla visita specialistica diretta. Tale progetto prevede il coinvolgimento della Unità di Dermatologia della ASST-Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e un supporto da parte della Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

    Al termine dello studio e della campagna educativa di screening, inoltre, verrà svolta, con la collaborazione di Doxa, un’indagine telefonica su un campione indipendente rappresentativo della popolazione della provincia di Bergamo di 500 soggetti per determinare l’impatto e la diffusione della campagna. In particolare si valuterà il grado di conoscenza della campagna sul territorio e l’efficacia in termini di utilizzo del sistema. I risultati andranno a integrare quelli dello studio principale, costituendo il denominatore comune di confronto.

    «Ritengo che “Clicca il Neo” possa essere uno studio e programma di screening valido sia dal punto di vista clinico sia scientifico, che potrà rappresentare un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce e nella cura in particolare del melanoma – ha commentato dott. Giuseppe Chiesapresidente LILT Bergamo – La LILT di Bergamo da più di 80 anni è attiva in tutto il territorio bergamasco per la diffusione della cultura della prevenzione oncologica e della diagnosi precoce dei tumori attraverso l’impegno delle varie delegazione presenti non solo a Bergamo ma su tutto la provincia. Prevenzione che è sia primaria attraverso la diffusione dei corretti stili di vita (alimentazione, lotta al fumo e incentivi all’attività fisica), ma anche secondaria attraverso le visite di screening in ambito senologico, ginecologico, urologico, pneumologico, otorinolaringoiatrico e dermatologico. Proprio nello spirito della nostra attività di prevenzione, dunque, abbiamo ritenuto opportuno di supportare e sponsorizzare, grazie ai fondi pervenuti dalla Fondazione Credito Bergamasco, il progetto “Clicca il neo” per la diagnosi precoce dei tumori della pelle».

    Sostenitore principale del progetto in questa fase, infatti, è stata la Fondazione Credito Bergamasco che, con il suo segretario generale, Angelo Piazzoli ha dichiarato: «Com’è noto, la Fondazione Creberg è da sempre impegnata nello sviluppo e nel sostegno di iniziative meritorie a favore della ricerca medica e scientifica e del benessere sociale e umanitario. Tra gli interventi più significativi, si ricordano lo storico supporto assicurato a realtà ospedaliere di eccellenza per progetti di ricerca sullo scompenso cardiaco nonché gli importanti contributi nel campo senologico, ematologico e nell’ambito dei trapianti del fegato. Sostenere “Clicca il Neo” per noi significa, dunque, continuare nella direzione di una più ampia consapevolezza da parte dell’opinione pubblica sui temi della prevenzione».

    Il programma di studio, lo sviluppo del sito web e della App, del materiale educativo, il monitoraggio e l’analisi dei dati è affidato al Centro Studi GISED di Bergamo. La sezione LILT di Bergamo avrà un ruolo di coordinamento generale e collaborerà con il Centro Studi GISED alla realizzazione e diffusione della campagna educativa di screening

    Maggiori informazioni sono disponibili internet http://legatumoribg.it/blog/2016/01/07/progetto-clicca-il-neo/

    http://www.centrostudigised.it/clicca_il_neo.html

  • «OSARE LA SPERANZA 2.0»: battere l’aids con Facebook

    In Italia, meno del 60% degli adolescenti sa cosa siano AIDS e HIV. Il numero dei contagiati, invece, continua a crescere: sono 4mila i nuovi casi ogni anno di HIV, di cui 100 solo in provincia di Bergamo. Questo il preoccupante quadro ha portato ATS BergamoCaritas Diocesana Bergamasca,  Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo e Associazione Comunità Emmaus a lanciare «Osare la Speranza 2.0», progetto pensato per informare i giovani su tali tematiche utilizzando il linguaggio a loro più comune, quello dei social.

    Attraverso Facebook, infatti, gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Bergamo, saranno appositamente formati entrando a far parte di gruppi gestiti da esperti di ATS e dell’Associazione Comunità Emmaus che chiederanno loro di confrontarsi sulla prevenzione e sul pregiudizio collegati all’infezione da HIV. In particolare, al progetto finanziato dall’8 x 1000 della CEI tramite il programma nazionale AIDS promosso dalla Caritas Italiana, parteciperanno ABF Bergamo, Liceo Federici Trescore, ISIS Romero, ABF Trescore, Liceo Amaldi, ITIS P. Paleocapa, Liceo Scientifico Filippo Lussana, ISISS Cantoni, Liceo S. Weil e ISIS Maironi da Ponte.

    Ai ragazzi sarà chiesto di «accettare l’amicizia» del gruppo chiuso di Facebook denominato HIV 2017 e di frquentarlo a partire dal 20 febbraio e per 5 settimane in orario non scolastico confrontandosi su filmati, casi realistici, vignette, sondaggi, giochi interattivi riguardanti AIDS e HIV. Parallelamente, saranno coinvolti i docenti che saranno invitati a partecipare al gruppo chiuso HIV 2017 docenti attraverso il quale potranno seguire l’andamento dei lavori degli studenti, beneficiando del confronto con gli esperti.

    La partecipazione dell’Ufficio Scolastico di Bergamo e dell’ATS, infatti, consentirà di realizzare non solo un percorso di conoscenza e prevenzione rispetto all’HIV/AIDS portando al superamento di paure e pregiudizi e alla promozione del rispetto per sé stessi e gli altri, ma permetterà anche di creare una speciale «valigetta degli attrezzi» con la messa a disposizione per docenti, formatori ed educatori di contenuti, strumenti, metodologie e spunti con cui affrontare adeguatamente tali argomenti nei contesti scolastici e formativi. La «valigetta» sarà disponibille anche on-line sul sito www.viverealsole.it per tutte le Caritas Italiane, per le scuole, le associazioni e le agenzie pubbliche e private che si occupano di prevenzione e di promozione della salute.

    Il progetto «Osare la speranza 2.0»  al via il 20 febbraio 2017 – spiegano il Dr Roberto Moretti, Servizio Promozione della Salute, ATS Bergamo e Paolo Meli Comunità Emmaus – è frutto di un ampio cammino, partito già nel 2012, e nato poiché si stima che il 15% – 30% delle persone con HIV non conosca la propria condizione di infezione portando, di conseguenza, a un ritardo nelle cure, a una maggiore possibilità di ammalarsi di AIDS e a un maggiore pericolo di infettare gli altri in modo inconsapevole. Troppo spesso, infatti, l’AIDS viene diagnosticato in una fase tardiva e questo a causa di una percezione del rischio troppo bassa. Tra i giovani con diagnosi tardiva, in particolare, si considera che il 73,1% si sia infettato attraverso rapporti sessuali non protetti (il 26,2% attraverso rapporti omoessuali e il 45,2% attraverso rapporti eterosessuali). I giovani, infatti, conoscono poco AIDS e HIV, non hanno spazi idonei per confrontarsi su questa tematica che ritengono lontana dai loro interessi. Ma è una tendenza che si può invertire. Fondamentale, però, è parlare la loro lingua, utilizzare i loro canali di comunicazione.  Per questo, nel 2012 ATS Bergamo ha effettuato per la prima volta il progetto di ricerca «HIV Prevention Trial» per verificare la validità dell’utilizzo dello strumento Facebook nella prevenzione dell’HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili”.

    Con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale sono stati coinvolti circa 400 ragazzi delle classi terze, quarte e quinte di tre istituti superiori (Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni, Liceo Scientifico Filippo Lussana e Istituto di Istruzione Superiore Statale Cesare Pesenti). L’intervento è risultato efficace e sosteniblie e con un interessante rapporto costi benefici. Grazie a Facebook, infatti, è stato possibile comunicare più facilmente con gli adolescenti, di solito difficili da intercettare con i tradizionali interventi di Promozione della Salute, raggiungendo una notevole porzione di popolazione scolastica senza togliere tempo prezioso alle attività curriculari. Secondo EURISPED, infatti, è proprio Facebook il social network più usato dagli adolescenti italiani: lo usa l’85,6% dei ragazzi dai 12 ai 18 anni e il 30,8% ha più di 500 amici online. Da qui, l’intenzione di riproporre l’iniziativa all’interno del Progetto Caritas «Osare la speranza 2.0», rendendola un’efficace evoluzione di «Osare la Speranza», progetto promosso oltre 25 anni fa a Bergamo per insegnare alle persone come proteggersi dal virus dell’HIV e come favorire il superamento dei pregiudizi, il rispetto e l’accettazione verso chi ne era colpito.

    «Osare la Speranza 2.0», avviato per la prima volta nell’ottobre 2014, ha visto il coinvolgimento di oltre 7 mila persone e l’incontro con 3.166 studenti, con la realizzazione di specifici eventi e campagne di comunicazione, l’implementazione del sito www.viverealsole.it che oggi conta più di 11mila utenti e una pagina Facebook con più di mille like.

  • Colonna Spazio 3 by Damast. Momenti di puro benessere

    Le linee progettuali di Spazio 3, eleganti e slanciate, unite al piacevole effetto pioggia generato dal soffione di dimensioni generose, trasformano il quotidiano rito della doccia in un momento di piacere e di relax.

    Il grande equilibrio formale del corpo colonna si sposa perfettamente con il soffione che, grazie all’ampia superficie ed ai 140 ugelli di erogazione è in grado di regalare momenti di puro e rigenerante benessere.

    All’atto di definirne gli aspetti funzionali, Damast non ha trascurato di massimizzare praticità ed efficienza: la colonna Spazio è infatti dotata di un morbido flessibile Satilux da 150cm a cui è collegata la doccia monogetto Telma, ideale per orientare il flusso d’acqua secondo le proprie necessità e, a differenza del modello precedente, è sostenuta da un pratico supporto centrale scorrevole.

     

    www.damast.it

  • Campus Etoile Academy organizza il primo percorso di studi in Italia per diventare Chef Salutista

    Oggi più che mai la figura dello chef deve capire le necessità dei clienti, sviluppare capacità specifiche e far fronte alle richieste attuali. Guidati da questo spirito, il Campus Etoile Academy, scuola di eccellenza nel settore dell’istruzione gastronomica che vanta un’esperienza innovatrice nella didattica, ha messo a punto in Italia il primo corso professionale di Cucina Salutista e Vegetariana.

    Mangiare sano non è una tendenza ma un’esigenza che va considerata con assoluta serietà e professionalità, penso agli intolleranti, ai diabetici ma anche ai vegetariani, ai vegani e ai celiaci. Lo chef non può improvvisare ma deve avere le giuste conoscenze e competenze” dichiara Rossano Boscolo, Rettore e fondatore dell’omonima scuola.

    Alla luce dello scenario attuale, il 10 aprile 2017 prenderà il via il primo corso (in fase di accreditamento), a numero chiuso, per diventare Chef Specializzato in Cucina Salutista e Vegetariana della durata di otto mesi, per un totale di 960 ore di formazione ripartite in 480 ore di lezioni pratiche e teoriche presso il Campus e 480 ore di stage in aziende e strutture convenzionate con la scuola. Al superamento dell’esame finale che consta di una prova teorica e una simulazione pratica, sarà rilasciata la qualifica professionale di Chef Salutista riconosciuta ai sensi della Legge n. 845/78 valida a livello europeo nonché i certificati Haccp, Sicurezza sul lavoro e Primo soccorso.

    Rivolto sia a chi ha frequentato l’istituto alberghiero, sia a chi è alle prime armi ma anche a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso professionale, il corso di natura prevalentemente pratica, si compone di diciotto moduli. L’excursus didattico è stato progettato per far acquisire le competenze necessarie al fine di realizzare menù e ricette adatti agli intolleranti, agli allergici e ai celiaci, saper utilizzare tecniche e metodologie innovative che rispettino la salute del consumatore.

    La grande forza della nostra scuola – spiega il Rettore – è avere un metodo didattico consolidato nel tempo, poter contare su dei docenti interni e su un costante aggiornamento del metodo formativo. In particolare in questo corso, ci  avvaleremo anche di esperti di cucina del benessere e di medici specializzati coordinati dal dottor Miccinilli, specialista in Scienze dell’Alimentazione e docente universitario presso l’Università degli Studi della Tuscia”.

    IL PROGRAMMA

    Le lezioni partono dalle nozioni sulla cucina e sul mestiere del cuoco per passare poi a sviscerare le caratteristiche delle materie prime, lo studio della celiachia, dell’intolleranza, del diabete e ancora del veganesimo e del vegetarianesimo, senza tralasciare le basi della cucina e della pasticceria tradizionale salutistica. Ogni studente avrà a disposizione una postazione di lavoro accessoriata con le più moderne tecnologie e un kit personale di attrezzi. Inoltre, potrà contare sulla presenza di due assistenti che lo seguiranno costantemente nel percorso di studi. Al termine dell’iter formativo gli alunni avranno acquisito una formazione altamente specializzata  da poter sfruttare a pieno titolo nel mondo del lavoro all’interno di imprese ristorative.

    Dobbiamo trasformare la passione dei ragazzi in una formazione qualificata – afferma Rossano Boscolo –  la cucina è un mestiere duro che richiede sacrifici e non dà spazio a false illusioni. Noi formiamo le nuove leve di domani, i migliori chef e pasticceri d’Italia da oltre trent’anni”.

    Tutti coloro che sono interessati ad avere maggiori dettagli sul corso possono partecipare all’Open Day previsto per sabato 11 febbraio 2017 e domenica 12 marzo 2017. Una giornata di orientamento durante la quale il personale e i docenti saranno a disposizione per far visitare la scuola e fornire tutti i dettagli sul corso. Per prenotazioni e informazioni scrivere a: [email protected]

    CAMPUS ETOILE ACADEMY

    Situata nel cuore della Tuscia, in un ex convento francescano del 1300, il Campus Etoile Academy è il primo campus italiano di gastronomia. Un luogo scenografico in cui cultura, storia e passione si fondono indissolubilmente per formare i migliori professionisti della cucina italiana. Il percorso del Campus Etoile Academy inizia nel 1982 come centro di perfezionamento, nel 2005 diventa Istituto Superiore d’eccellenza e nel 2010, con il trasferimento nell’attuale sede di Tuscania, assume la veste di Campus. Per poter immergersi appieno nel clima della scuola, gli studenti possono alloggiare in camere elegantemente arredate e fornite di ogni comfort. Tanti i servizi a loro riservati che arricchiscono la proposta formativa targata Boscolo. Oltre ai laboratori d’avanguardia e alle attrezzature di ultima generazione, gli alunni possono usufruire della Biblioteca contenente oltre mille volumi antichi appartenenti alla collezione privata di Rossano Boscolo e consultare l’Etoilepedia, la prima enciclopedia gastronomica multimediale che vanta migliaia di ricette. L’Accademia al suo interno ha anche una magnifica Sala Teatro dove poter metter in scena show cooking ed eventi spettacolari. Inoltre i ragazzi possono godere della natura circostante e studiare le piante e gli ortaggi coltivati nell’Orto dei Semplici, uno spazio verde dedicato alla piantagione di oltre duecento specie vegetali.

  • “Mister Parkinson” di Nina Monica Scalabrin, la terza edizione

    A quattro anni dalla sua prima pubblicazione, la notte di Natale è uscita la terza edizione del libro autobiografico di Nina Monica Scalabrin “Mister Parkinson”. Tratto da una storia vera, la storia della signora Maria Luisa giovane madre dell’autrice che affetta da una misteriosa sindrome Parkinsoniana si è paralizzata totalmente in soli due mesi diventando un vegetale da accudire e da proteggere.

    Un libro toccante e commovente dedicato a tutte le persone affette da malattie neuro degenerative che in poche settimane ha toccato il cuore di molti lettori che quotidianamente seguono l’autrice sui suoi social e sulla pagina ufficiale del suo libro per sostenerla in questa sua dura battaglia. Come l’autrice stessa ci ha riferito:

    “In poche settimane dopo la pubblicazione di Mister Parkinson, ho ricevuto centinaia di e-mail da parte dei lettori che mi hanno scritto per darmi coraggio e per mostrarmi il loro affetto e stima. Nel giro di pochi mesi le e-mail sono diventate migliaia, e non solo da parte dei lettori, ma soprattutto da parte di persone affette dal morbo di Parkinson e da malattie neuro degenerative come giovani donne e giovani uomini, anziani e anche genitori dei bambini che soffrono di queste malattie orribili. La solidarietà della gente ha viaggiato migliaia di miglia attraverso le pagine del mio libro e ha raggiunto anche gran parte dell’Europa, si è diffuso a macchia d’olio di giorno in giorno e alla fine molti pazienti messi insieme hanno formato una nuova famiglia!”

    Nina è nata a Milano dove si è laureata in scienze motorie e attualmente vive tra l’Italia e gli Stati Uniti precisamente a Los Angeles lavorando come scrittrice e sceneggiatrice. Precedentemente autrice del libro “Errori di stagione” edito da Rizzoli Editore e “I diritti dell’anima”.

    Pubblicato in Italia per la prima volta il 13 agosto del 2013, “Mister Parkinson” nasce da un delicato gioco terapeutico suggerito dal medico che si occupava dell’appoggio psicologico della famiglia al momento dell’insorgenza della malattia consiglia alla figlia di scrivere una lunga lettera sotto forma di diario a Parkinson per esprimergli tutto il suo rancore, dando così finalmente un identità seppure immaginaria al devastante male che ha colpito la madre trasformandolo così in un essere da poter combattere.

    “Non è mai cosa facile raccontare il proprio dolore e soprattutto trovare le parole giuste per riuscire a trasmetterlo. Forse una storia come la mia non dovrebbe mai essere raccontata. Una storia dove la sofferenza diventa inevitabilmente parte integrante del proprio percorso. Appresi solo in seguito che proprio attraverso la scrittura mi sarei trasformata in qualcosa di nuovo e attraverso il vuoto desolante che avevano assunto i miei giorni anch’io avrei avuto uno scopo in questa vita. “

    La nuova edizione del libro Mister Parkinson è disponibile su Amazon dove si può trovare anche un breve estratto da leggere in anteprima.

    La storia di Maria Luisa è oggi relegata in illustri libri di medicina e la speranza dell’autrice è che la sofferenza di sua madre servirà un giorno a trovare una cura e salvare migliaia di vite. Il suo desiderio più grande è quello di portare il suo libro come un messaggio di amore e speranza nel mondo.

    “Spero tanto che quando abbia scritto al di sopra di un semplice quaderno dalle pagine azzurrate un giorno possa essere di conforto a tante famiglie che come la nostra hanno subito l’oltraggio e la terribile perdita di qualcuno che si ama quanto noi stessi. Questa mio libro è per voi! L’ho scritto nelle lente giornate della sua agonia dove infondo ad una parte del mio essere speravo che mia madre si trasformasse presto in un angelo capace di volare via e ritrovasse nuovamente la pace, seguendo il sentiero delle anime sole che fluttuano e danzano in un’altra dimensione a noi sconosciuta.”

    Al momento l’autrice sta prestando supporto a diverse associazioni che si occupano della lotta contro lo stato depressivo in seguito all’insorgenza di malattie neuro degenerative primarie quali il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla e la S.L.A.  I suoi studi negli ultimi anni sono stati rivolti prevalentemente allo studio della depressione e delle malattie psicosomatiche e alla ricerca del benessere attraverso le arti meditative quali lo yoga e pratiche Orientali di rilassamento.

    © (Lidia Campi)

  • Aglea Salus e Dottori.it siglano un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia

    La società Generale di Mutuo Soccorso Aglea Salus e Dottori.it (https://www.dottori.it), il più grande portale online di prenotazione visite specialistiche e accertamenti diagnostici, hanno siglato un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia.

    Obiettivo della partnership è offrire agli Associati Aglea Salus la possibilità di accedere al network degli specialisti di Dottori.it, che conta oltre 40.000 medici, con un sistema di prenotazione utile, comodo e soprattutto gratuito; al contempo, l’intesa permetterà agli utenti registrati sul portale di sottoscrivere una copertura sanitaria particolarmente vantaggiosa, che consentirà loro di usufruire di 1 o 2 prestazioni gratuite sul network Dottori.it, riducendo così i costi della spesa “out of pocket” sostenuta dalle famiglie.

    “Da oggi anche coloro che si rivolgono al web per la ricerca di uno specialista potranno usufruire di un servizio di assistenza che risponde alla consapevolezza dell’importanza di tornare ad investire sulla qualità della vita, sulla persona e sulle sue esigenze in fatto di salute e benessere – ha dichiarato Filippo Buono, Presidente di Aglea Salus.In questa partnership con Dottori.it si fondono i nostri comuni principi, votati alla diffusione di una cultura di tutela della salute attraverso la prevenzione sanitaria e di un corretto stile di vita”.

    Si conferma così la strada intrapresa da Aglea Salus nella ricerca di procedure virtuose, finalizzate a favorire programmi di prevenzione come primo e più importante passo di tutela della propria salute, semplificando l’accesso ai piani assistenziali con le soluzioni tecnologicamente innovative di Dottori.it, che vanno a implementare il set dei servizi già disponibili per gli Associati.

    Intraprendere questa collaborazione costituisce un valore aggiunto per i nostri utenti e per gli Associati della mutua – commenta Paolo Bernini, CEO di Dottori.it.La convenzione è frutto di una visione condivisa fin da subito con Aglea Salus per ciò che concerne i valori legati alla solidarietà e alla mutualità. È da sempre nostra cura diffondere la cultura della prevenzione e della tutela della salute perché si tratta di un diritto imprescindibile da tutelare”.

  • Web e salute, per il 52% dei medici italiani il rapporto con i pazienti è migliorato con la diffusione di internet

    Se oltre il 49% della popolazione* ammette di utilizzare spesso internet come un vero e proprio oracolo della salute, per i medici specialisti italiani il “dottor Web” non rappresenta un problema, anzi. L’ultima indagine di Dottori.it (https://www.dottori.it), portale leader in Italia per la prenotazione online di specialisti, rivela che per il 52% dei medici specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato.

    Dalle risposte ottenute da un panel di 2.000 professionisti iscritti al sito soltanto il 9% degli intervistati ha accusato il web di aver peggiorato, rispetto al passato, la relazione con gli ammalati, mentre per il 39% non ci sono stati cambiamenti. Guardando all’area geografica in cui operano gli specialisti che hanno risposto al sondaggio, chi ha visto migliorare maggiormente il suo rapporto con i pazienti, dopo la diffusione di internet, sono i medici che lavorano al Sud e nelle Isole: fra loro la percentuale sale al 56%.

    Il rapporto medico specialista-paziente, con internet, è diventato più interattivo per il 52% degli specialisti, mentre è più personalizzato per il 15%. L’8% ha dichiarato di avere una relazione più approfondita con chi ha in cura.

    Con il web il paziente è cambiato

    Osservando con gli occhi di uno specialista, come sono cambiati i pazienti dalla diffusione del web? Secondo il 45% dei medici chi richiede la loro consulenza è più attivo nella ricerca di un dottore che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia.

    Tante luci, ma anche qualche ombra: il 39% dei professionisti dichiara di ricevere pazienti più allarmati da ciò che hanno letto sul web circa i loro sintomi. La fiducia riposta in ciò che si trova su internet porta il 38% degli specialisti intervistati a notare come ci siano sempre più persone portate all’autodiagnosi e più suscettibili e influenzabili dalle storie lette in rete (per il 34% dei rispondenti). Il sondaggio ha confermato come il web abbia un importantissimo ruolo all’interno della prevenzione, tanto che per il 34% degli specialisti i pazienti italiani sono diventati più attenti a questi temi proprio grazie a internet.

    Il 22% dei medici ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema salute da parte del paziente 2.0. La fiducia nello specialista rimane tuttavia indiscussa e solo per il 13% dei professionisti questa è scemata a causa dell’uso del web. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, internet non ha reso i pazienti più aperti nel parlare di tematiche sensibili: soltanto l’8% dei medici ha notato una maggiore disinvoltura verso problemi “imbarazzanti”.

    «La discussione sul ruolo del web nel mondo della salute viene spesso affrontata dal punto di vista dei pazienti e raramente da quello dei medici – sostiene Paolo Bernini, CEO di Dottori.itPer questo abbiamo pensato di chiedere agli specialisti quali ripercussioni avesse avuto la diffusione di internet sulla loro professione. Potrebbero sorprendere scoprire che sono over 60 gli specialisti che reputano il rapporto con i pazienti 2.0 più interattivo; in realtà, dalla crescita del nostro portale, notiamo come la fascia d’età di un medico, così come di un paziente, non sia più la discriminante dell’uso della tecnologia offerta dal sito».

  • PERCHÉ NON MANGIA? RISPONDE «SCH(IA)CCIA» L’APP CHE METTE KO ANORESSIA E BULIMIA

    Attiva da oggi 15 novembre, l’applicazione è il nuovo strumento con cui il Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Bergamo intende mettersi in contatto con i possibili pazienti, sempre più numerosi e sempre più giovani

    Bergamo, 15 novembre 2016 –Si chiama «Sc(Hi)accia dca» ed è un alleato in più per mettere al tappeto i disturbi alimentari: anoressia e bulimia in primis. In funzione da oggi, «Sc(Hi)accia dca» è l’applicazione disponibile su iOS e Android voluta dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo, per dare la possibilità a persone che hanno un problema alimentare, ai loro amici, famigliari, insegnanti ed educatori di ottenere informazioni ed un eventuale aiuto.

    Un canale diretto per intercettare gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi: basti pensare che solo in provincia di Bergamo, ogni settimana si registrano almeno cinque nuovi casie il fenomeno, sempre più diffuso tra le giovanissime, registra un incremento anche tra gli uomini. Da qui, il desiderio di creare «Sc(Hi)accia dca», App che consentirà agli adolescenti, ma anche alle famiglie, di interagire direttamente con un esperto in disturbi del comportamento alimentare, trovando le risposte e l’aiuto necessario.

    «“Sc(Hi)accia dca” è l’ultimo tassello in ordine di tempo di un più ampio progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni sportive e per attivare percorsi di supporto ai pazienti del Cdca – ha spiegato il direttore generale, dott. Edoardo Manzoni alla presentazione della APP alle istituzioni invitate a fare sistema per affrontare l’emergenza disturbi alimentari –dal 2000, ovvero da quando il Centro ha aperto, abbiamo seguito 1743 persone e ne abbiamo ricoverate 653. È un fenomeno in continua crescita e l’App potrà offrire un supporto concreto a ragazze e ragazzi che altrimenti difficilmente si rivolgerebbero a un centro specializzato».

    Sì perché chi è affetto da disturbi alimentari assume un atteggiamento di isolamento relazionale –ha aggiunto il dott. Amaglio, Direttore del Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare Attraverso la APP, chi rileva questo rifiuto ora sa che cosa fare. Ha, infatti, la possibilità di valutare i propri timori e affidarsi a un’équipe specializzata che attui interventi psicologici e nutrizionali mirati alla gestione dell’ansia, delle emozioni negative, del reintegro nel tessuto sociale e dell’aumento graduale del peso, finalizzato a ottenere una condizione di buona salute”.

    Un contatto meno invasivo ma più immediato con il mondo sommerso di chi soffre di questa patologia, dunque, reso possibile grazie alla vittoria di un bando promosso dalla Fondazione Vodafone “Digital for Social”. L’impegno della Fondazione Vodafone Italia, con il bando “Digital for Social” si declina nella promozione del digitale e, più in generale della tecnologia, come strumento di innovazione sociale. Rientra proprio in questa dimensione l’iniziativa SC(HI)ACCIA della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo, che è stata premiata tra più di 450 progetti ricevuti. “Come Fondazione Vodafone Italia– spiega Maria Cristina Ferradini, Sustainability manager di Vodafone e Consigliere Delegato di Fondazione – abbiamo deciso di sostenere questo progetto perche’ coniuga insieme le tecnologie digitali alle competenze psicologiche e mediche del team, la collaborazione di importanti esperienze del territorio  e soprattutto perche’ si propone di aiutare i ragazzi e le famiglie in quella dimensione del disagio nascosto e spesso negato che porta a punti di non ritorno”.

    E oltre al contatto sul sito internet e via App, il centro della Palazzolo a Bergamo è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15.30 al numero telefonico 035.389206 per supportare i pazienti conpercorsi personalizzati. A partire da una “Valutazione diagnostica” con psichiatri, medici, dietisti e psicoterapeuti, per poi proseguire con “Percorso ambulatoriale” che aiuterà a elaborare le emozioni e superare le difficoltà di salute, con un lavoro terapeutico basato su immagine corporea, autostima e relazioni interpersonali.

    Perché di anoressia e bulimia si può guarire, se riconosciute e curate con tempestività.

  • Miss Progress International 2016, è ancora Puglia!

    Dal Capo di Leuca ai trulli di Alberobello, passando per le fantastiche spiagge del golfo di Taranto, anche il programma della quarta edizione di Miss Progress International renderà la Puglia protagonista, al pari delle Ambasciatrici del Progresso.

    TARANTO – Dieci giorni intensi, vissuti all’insegna dell’allegria e della convivenza pacifica, nella meravigliosa Puglia. Questa la frase più ricorrente nelle tre precedenti edizioni della finale mondiale di Miss Progress International-Donne per il Progresso.
    A pronunciarla, nelle lingue più disparate, sono state le Ambasciatrici del Progresso che, grazie al format ideato dall’associazione culturale In Progress di Carosino, ogni anno vengono a scoprire il tacco d’Italia.

    L’edizione 2016 del concorso dedicato ad ambiente, salute, diritti umani e integrazione culturale inizierà il 23 settembre, quando le concorrenti e i giornalisti che le accompagneranno raggiungeranno l’aeroporto di Brindisi e saranno accompagnate al Messapia Hotel di Marina di Leuca, partner storico della manifestazione.

    Il Messapia Hotel a Leuca (LE)
    Il Messapia Hotel a Leuca (LE)

    Con la festa di arrivederci all’estate di sabato e la crociera dei due mari dell’indomani mattina, il gruppo multietnico avrà subito modo di conoscere da vicino la terra che il National Geographic ha definito come “la regione più bella del mondo”.

    Dal lunedì successivo tutti si trasferiranno al Nicotel Pineto di Castellaneta Marina, che diventerà la base logistica per le escursioni ad Alberobello e Taranto, tra i tanti luoghi che gli organizzatori hanno inserito nel programma.

    il Nicotel Pineto a Castellaneta Marina (TA)
    il Nicotel Pineto a Castellaneta Marina (TA)

    Il 30 settembre, grazie alla diretta in mondovisione via web, il mondo intero potrà assistere allo spettacolo finale e conoscerà colei che succederà alla paraguayana Liz Arévalos, attuale detentrice del titolo.

  • Il mio segreto? Olio extra vergine!

    L’olio extravergine d’oliva, diversamente dalla tipologia vergine, è ottenuto da una spremuta di olive di prima raccolta che mantiene intatte tutte le qualità nutrizionali ed organiche.

    Questa tipologia di olio è ottenuto dal frutto mediante operazioni puramente fisiche e senza alcuna miscelazione o aggiunta di oli di altra natura. Si tratta di un grasso mono insaturo che si può utilizzare nei nostri piatti quotidianamente, essendo un elemento del tutto naturale.

    L’olio extra vergine è composto per la maggior parte di:

    • Vitamina E e K, i quali contrastano i radicali liberi evitando l’invecchiamento delle cellule e utili per ammorbidire la pelle e rendere i capelli più lucidi;
    • Antiossidanti fenolici, rappresentano gli anti infiammatori che proteggono il colesterolo LDL dall’ossidazione in quanto lavorano nel nostro corpo come ibuprofene;
    • Vitamina A, utile per mantenere sana e giovane la pelle;
    • Acidi grassi, in particolar modo l’acido oleico protegge l’individuo da possibili infarti e ictus.

    Inoltre, tra le virtù di questo prodotto, dall’aspetto piuttosto semplice, ricordiamo l’importanza di  prevenire i problemi cardiovascolari, allontanare la formazione di tumore ed evitare l’aumento del diabete.

    L’olio si può utilizzare sia crudo che cotto visto che resiste molto bene alle alte temperature e ai danni ossidativi. Nonostante i numerosi benefici, i medici consigliano tuttavia di consumarne con moderazione.

     

  • Necessaria l’immediata adozione di UDI in Europa per ottenere una conformità senza sbavature.

    Giugno, 2016

    In un gratuito white paper Maetrics rivela le lezioni chiave ai produttori di dispositivi medici per prepararsi all’Identificazione Unica del  Dispositivo.

    Con l’imminente pubblicazione della nuova Regolamentazione dei Dispositivi Medici (MDR) che sta prendendo forma in Europa, l’Identificazione Unica del Dispositivo (UDI) sta velocemente diventando un requisito fondamentale per tutti questi tipi di dispositivi. I produttori dovrebbero avvantaggiarsi diventando conformi all’UDI il prima possibile. Infatti, coloro che sono stati i primi a lanciare un onnicomprensivo piano di implementazione dell’UDI, sono anche coloro che otterranno i migliori risultati per la loro azienda.

    Anche se i requisiti finali dell’UDI in Europa non sono stati ancora confermati, i produttori che hanno già acquisito, o che stanno per acquisire, l’UDI dagli Stati Uniti e dal sistema sanitario inglese, affermano di guadagnare significativi benefici dalla precoce adozione del sistema – miglioramento nel controllo dell’inventario, potenziale incremento nelle vendite e più tempo per identificare e risolvere i problemi legati ai prodotti.

    L’UDI non è una novità. Se si osserva l’implementazione dell’UDI negli Stati Uniti e nel Regno Unito si può notare come i produttori europei possano imparare un’importante lezione da questa esperienza, preparandosi adeguatamente ai nuovi requisiti per l’UDI in Europa. Per aiutare i produttori a rimanere conformi e a capire che cosa viene loro richiesto, Maetrics, compagnia leader di consulenza che si occupa di fornire ad aziende del settore life science soluzioni di elevata qualità per la conformità e la regolamentazione, ha pubblicato un rapporto ufficiale scaricabile gratuitamente qui: https://www.maetrics.co.uk/white-papers/white-paper-unique-device-identification-udi/

    La guida gratuita, fondamentale da leggere, vede come co-autore Steve Cottrell, presidente di Maetrics, e Madris Tomes, fondatore e amministratore delegato di Device Events. Questa guida si concentra sull’implementazione dell’UDI in America e sulle lezioni che possono essere imparate da questa esperienza per prepararsi all’introduzione dell’UDI in Europa.

    La guida, in particolar modo, presenta:

    • Una dettagliata panoramica dell’UDI negli Stati Uniti.
    • Le diverse prospettive dell’UDI (Federale, l’interpretazione dei produttori e sanitarie).
    • Lo stato attuale dell’UDI e la Serializzazione tra cui le sfide diagnostiche, gli inventari esistenti e le deroghe, le consegne, la classificazione e la redazione dei dispositivi.
    • I benefici derivanti da un’immediata adozione e da un subitaneo adattamento.
    • Le conseguenze della non conformità.

    Mr. Cottrell commenta: “Nonostante gli iniziali costi richiesti per l’implementazione del sistema UDI, quando questo viene completato in modo appropriato, i produttori saranno avvantaggiati nell’ottenimento di benefici a lungo termine, tra cui l’influenza del loro bilancio finale. Tali benefici sono riscontrabili, in particolare, se gli standard di conformità vengono rispettati all’inizio del processo di implementazione. Il rischio di un calo di vendite e il danno alla reputazione dell’azienda non vale il rischio di un adattamento in ritardo”.

    Ms. Tomes sottolinea: “I produttori di dispositivi medici che capiscono che l’UDI è più di un semplice processo di adattamento con delle scadenze, ma che è un’ampia misura mirata ad un’armonica regolamentazione a livello mondiale, beneficeranno più degli altri dall’implementazione dei requisiti specifici”.

     

     

    Cenni su Maetrics

    Maetrics è una società di consulenza completamente dedicata a servire il settore Life Sciences. Fondata nel 1984, si  è trasformata in una forza globale aiutando svariate ditte farmaceutiche, biofarmaceutiche e di dispositivi medici con servizi di compliance aziendale, miglioramento della performance, gestione del rischio, tecnologia dell’informazione e gestione del cambiamento aziendale. Maetrics è attualmente operativa negli USA (5 uffici), nel Regno Unito e in  Svizzera.

  • La salute dei denti s’impara sui banchi di scuola

    A cosa servono i denti? Perché compaiono le carie? Come si mantengono i denti sani? La salute della bocca si impara sui banchi di scuola. Mercoledì 1 giugno nella scuola secondaria di primo grado Luigi Pierobon si terrà una lezione speciale dedicata all’educazione sulla salute orale per i ragazzi. Con il coinvolgimento di duecentosedici alunni di nove classi prime verrà spiegata l’importanza di una corretta igiene orale dando ai giovani tanti consigli su come mantenere sani i denti e sul valore della bellezza di un sorriso. Un progetto didattico educativo, avviato quattro anni fa, che vede coinvolti i più piccoli in un percorso di conoscenza direttamente a scuola con un approccio amichevole e a misura dei ragazzi.
    “L’idea del progetto – commenta il dottor Carlo Gobbo fondatore della clinica odontoiatrica Hospitadella – nasce dalla convinzione che sia importante partire dalla scuola per promuovere la salute. È qui infatti che si possono rilevare eventuali disagi e dare delle linee guida per uno stile di vita sano e orientato al benessere”. Durante la lezione, attraverso un linguaggio semplice e una presentazione realizzata a misura di bambino, si imparerà a conoscere i denti, la loro funzione e l’importanza della conoscenza e della prevenzione. “Una bocca sana è indispensabile per essere in salute. La salute dei denti è il presupposto per il benessere, non solo della bocca ma del nostro corpo”.
    I bambini impareranno sia a lavarsi i denti nella maniera corretta ma anche a comprendere la correlazione tra salute della bocca e salute del corpo.
    “È dimostrato che la malattia paradontale è correlata a disfunzioni cardiache, cardiovascolari, diabete e nascita di bambini prematuri o sottopeso. Conoscere questi aspetti fin da giovani e portare le nozioni in famiglia può creare maggiore consapevolezza e aiutare la prevenzione”.
    Alla fine dell’incontro tutti i ragazzi riceveranno un simpatico libretto con le regole per avere una buona igiene orale. Non solo, grazie alla collaborazione con Silver Care verrà consegnato un utile kit con spazzolino e dentifricio al fluoro.

  • Si è concluso il progetto Tu Come Stai? Impariamo a star bene. Ecco tutti i premiati

    12 tappe, oltre 2000 studenti coinvolti, e un obiettivo raggiunto: rendere ludica la fase educativa e di apprendimento.

     

    Il progetto didattico divulgativo “Tu Come stai? Impariamo a star bene”, già premiato ad Expo 2016 con il riconoscimento “Share economy”, si è concluso con grande successo nella tappa finale di sabato scorso al Parco Commerciale Le Zagare.

     

    Avvicinare e sensibilizzare le nuove generazioni e la collettività sui temi dell’educazione alla salute ed alla corretta alimentazione per promuovere uno stile di vita corretto e sostenibile e di conseguenza il benessere psicofisico del nostro corpo. Questa la mission del progetto che ha coinvolto diverse scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Catania nel concorso di cortometraggi “CortiInSalute”, ma anche i fotoamatori e professionisti di ogni età nel concorso “ImmagineCorpo”, tutti premiati con una targa di partecipazione, e i migliori con premi speciali offerti dai partner dell’iniziativa, Coop, Blabs, e 3B Scientific Italia, e dall’associazione culturale Informattiva, promotrice e ideatrice del progetto.

     

    Alla finale, presentata da Simona Pulvirenti con la partecipazione di Plinio Milazzo e Francesca Agate, presenti tutti gli istituti e una rappresentanza degli studenti che negli scorsi mesi hanno realizzato 27 brevi video raccontando, dal proprio punto di vista, quattro tematiche legate allo sviluppo di una cultura della salute, dello sport, dell’alimentazione e della prevenzione delle dipendenze, votati poi on line sul sito www.tucomestai.net.

     

    I premi web sono stati assegnati a “Mangiar bene”, della scuola primaria Madre Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo, che ha ottenuto 802 voti, e ad “Alleniamoci a star Bene”, della secondaria De Amicis di Catania, con 282 voti on line.

     

    Per le tematiche invece, i riconoscimenti sono stati attribuiti da una giuria presieduta da Giovanni Pagano, Responsabile delle politiche sociali di Coop Sicilia, e formata da Umberto Bonanno amministratore unico di Blabs, software house di Catania che ha finanziato il progetto in qualità di partner organizzativo e tecnologico, Sara Quadalti per 3B Scientific Italia, azienda leader mondiale nella produzione di strumenti anatomici, Patrizia Strino di 3D Vision, Alessandro Scuto di Sullaluna, azienda di video mapping e comunicazione video, Clelia Costanzo dell’associazione A Casa di Charlie, Giada Giordano di Caffè Nero ADV, l’associazione Le Gru, Francesca Agate e Plinio Milazzo del Teatro dei Piccoli.

     

    Per la categoria “Sport è salute”, ex aequo per “Alleniamoci a star Bene”, della scuola De Amicis e  “Meno male che era solo un sogno”, della Parini; per la categoria “Dipendo da me”, “Dire, Fare, Baciare” della scuola San Giorgio; per “Igiene prima di tutto”, “Operazione Mani Pulite”, ancora della Parini; per la categoria “Cibo è Vita”, “Un Pranzetto Tutta Salute”, realizzato dalla Pizzigoni.

     

    I premi speciali Miglior Soggetto a “Un pranzetto tutta salute”, Pizzigoni, Miglior interpretazione a “Zuppa Rap”, Giovanni Paolo II, Miglior Messaggio “La Vita è fuori”, Malerba, sono invece stati assegnati dall’associazione Informattiva.

     

    I premi del concorso fotografico “ImmagineCorpo” sono andati a Mary Indelicato per le tematiche “La Nascita” ed “Il cuore”, Daniele Gagliano per “I muscoli”, e per la categoria “I 5 sensi” è stata premiata Maria Carmela Tasca. La foto più votata dal web è stata quella di Claudia Raimondo.

     

    Giochi per grandi e piccini hanno poi animato l’intera giornata, così come la proiezione di tutti i cortometraggi realizzati dagli studenti. Ad arricchire l’evento la presenza della special guest, Mirtillo, il protagonista di una serie animata realizzata da Sullaluna e Blabs, che sarà creata nella seconda fase del progetto e il cui primo episodio è stato già presentato, in anteprima, durante le tappe del “Tu Come Stai tour” nelle scuole.

     

  • Tu Come Stai? Evento conclusivo – sabato 21 maggio, ore 18 Parco Commerciale Le Zagare (S. G. La Punta – CT)

    Manca poco all’evento conclusivo della prima edizione di “Tu Come Stai? Impariamo a star bene”, il progetto didattico divulgativo sull’educazione alla salute e ad una corretta alimentazione, ideato dall’associazione culturale “Informattiva” e premiato ad Expo Milano 2015 con il riconoscimento “Share economy”.

     

    Dopo il Tour nelle scuole che ha coinvolto duemila studenti degli istituti primari e secondari di primo grado della provincia di Catania, tutto è pronto per la premiazione che si terrà sabato 21 maggio al Parco Commerciale Le Zagare di San Giovanni La Punta, dalle ore 18, presentata dalla giornalista Simona Pulvirenti.

     

    Oltre alla consegna delle targhe e dei premi per i vincitori delle due sezioni – “CortiInSalute”, il concorso video rivolto alle scuole, e “ImmagineCorpo”, aperto invece a fotoamatori e professionisti di ogni età – l’evento prevede momenti di animazione e giochi per grandi e piccini a partire dalle 10.30, la proiezione, nel corso dell’intera giornata, di tutti i cortometraggi realizzati dagli studenti, e poi, special guest, Mirtillo, il protagonista di una serie animata che sarà creata nella seconda fase del progetto e il cui primo episodio è stato già presentato, in anteprima, nelle scuole che sono state tappa del Tour di “Tu Come Stai?”.

     

     

    Per info: www.tucomestai.net

  • Qardio lancia la campagna “Mantieniti sano nel modo più Smart”: scopri come monitorare la salute in modo intelligente, semplice e affidabile

    Qardio, Inc., pluripremiata azienda nata nel 2012 dall’idea di due imprenditori italiani – Marco Peluso and Rosario Iannella – con l’obiettivo di innovare il settore healthcare con dispositivi digitali semplici, affidabili e alla portata di tutti, annuncia oggi la campagna “Mantieniti sano nel modo più Smart”, volta a promuovere una maggior conoscenza e consapevolezza relativamente a questi device dal design curato nei minimi dettagli e dalle tecnologie mediche allo stato dell’arte.

    Tale campagna – che inizia oggi 19 maggio e si conclude il 20 giugno – si inserisce all’interno del lancio ufficiale dei prodotti Qardio nei più importanti retailer italiani, tra cui Euronics, Unieuro e Expert. Non solo; i prodotti Qardio sono disponibili anche presso gli Apple Store, Amazon e in diverse farmacie aderenti.

    Durante il periodo della campagna, centinaia di punti vendita sparsi in tutta Italia, applicheranno prezzi speciali e, in molti di essi, ci sarà la possibilità di toccare con mano e provare i prodotti Qardio – in particolare QardioArm (sarà venduto a 99.99 Euro invece che 129.99 euro), una fascia che monitora in tutta semplicità la pressione arteriosa e trasmette i dati sanitari via wireless al proprio smartphone, e QardioBase (sarà venduto a 129.99 euro invece che 149.99 euro), una bilancia smart dal design estremamente elegante e dotata di varie funzioni di body analizer – supportati da membri dello staff pronti a dimostrazioni pratiche e a rispondere a qualsiasi dubbio o richiesta.

    “Siamo molto contenti di poter annunciare questa iniziativa, che ha lo scopo di avvicinare i consumatori italiani a un mercato in costante crescita, ma del quale forse ancora non tutti ne conoscono le potenzialità. Siamo sempre più attenti alla nostra salute e avere a portata di mano uno strumento che la possa analizzare e monitorare in modo sicuro, semplice e affidabile rappresenta un grosso passo avanti.
    Qardio si muove in questa direzione, offrendo prodotti innovativi che permettono di avere accesso alle più avanzate tecnologie mediche ad un prezzo assolutamente ragionevole. I nostri device, inoltre, si inseriscono perfettamente nello stile di vita odierno, essendo compatti, leggeri, affidabili e accattivanti nel design”, dichiara Alexis Zervoglos, Chief Business Officer di Qardio.

    Lo scopo di Qardio è quello di rivoluzionare il mercato healthcare con la progettazione e introduzione di soluzioni smart capaci di combinare funzionalità e tecnologie allo stato dell’arte, con una user experience semplice, ma completa e affidabile.

    I dispositivi Qardio aiutano chiunque voglia tenere sotto controllo la propria salute a raccogliere dati medici in modo semplice e senza alcuno sforzo per poi comunicarli via smartphone al proprio dottore o farmacista.

    “Il primo dispositivo Qardio l’ho pensato e realizzato pensando a mio padre, che vive a Napoli”, commenta Marco Peluso, CEO di Qardio. “Importare le soluzioni Qardio anche in Italia è sempre stato un nostro obiettivo e, con questa campagna nazionale, siamo felici di offrire a tutti i nostri concittadini il privilegio di poter scoprire e beneficiare di questi prodotti smart dedicati alla salute, affinchè tutti possano monitorare facilmente i propri valori e avere un feedback immediato, ovunque e in qualsiasi momento”.

    La campagna prevede che chiunque possa avere l’opportunità di provare QardioArm e QardioBase, verificare la loro facilità d’uso e le loro potenzialità, nonchè di ricevere informazioni dettagliate circa l’importanza di monitorare con regolarità la propria salute. Non da ultimo, durante la campagna, che si svolgerà dal 19 maggio al 20 giugno 2016, QardioArm e QardioBase saranno venduti – sia online che nei negozi – a un prezzo speciale.
    QardioArm a 99.99 Euro (invece che 129.99 euro) e QardioBase a 129.99 euro (invece che 149.99 euro).

    Per maggiori informazioni, visitate: www.getqardio.com

  • Dal 6 al 10 giugno prenota una visita gratuita nella settimana Mangiare&Salute

    L’Ordine Nazionale dei Biologi, dal 6 al 10 giugno, organizzerà Mangiare&Salute, settimana dedicata alla dieta mediterranea durante la quale sarà possibile prenotare una visita gratuita presso un biologo nutrizionista aderente all’iniziativa.

    L’Ordine Nazionale dei Biologi vuole contribuire a diffondere un messaggio consapevole circa l’importanza di introdurre un’adeguata alimentazione, in linea con i principi della dieta mediterranea, e di affidarsi soltanto a professionisti nel campo della nutrizione.

    «Con questo evento – spiega il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, Ermanno Calcatelli – vogliamo promuovere lo stile di vita mediterraneo, un elisir di lunga vita, diventato patrimonio immateriale dell’UNESCO dal 2010 e celebrato e adottato in tutto il mondo.»

    Per dieta mediterranea infatti non si intende solo un regime alimentare dietetico, ma si fa rifermento a un peculiare stile di vita, a una specifica modalità di produzione e consumo del cibo, e a un determinato modo di concepire il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. «È fondamentale, – continua il presidente Calcatelli –, rivolgersi esclusivamente a professionisti nel settore della nutrizione. Durante la settimana dal 6 al 10 giugno, le persone potranno contattare un biologo nutrizionista per concordare un percorso alimentare personalizzato ed equilibrato.»

    Dal sito web dedicato sarà possibile trovare, inserendo il proprio comune di appartenenza, il biologo nutrizionista più vicino che ha scelto di aderire all’iniziativa. Basterà contattare il professionista telefonicamente e fissare un appuntamento per una consulenza alimentare totalmente gratuita.

    Sarà possibile prenotare una visita gratuita sul sito www.mangiareesalute.it