Tag: aziende

  • Il codice GS1 Global Location Number per le certificazioni IFS Food 7.
Mettersi in regola è facile grazie a GS1 Italy.

    Nuovi obblighi in vista per le aziende che vogliono richiedere la certificazione IFS Food, utile per lavorare con i retailer internazionali e garantire sicurezza e tracciabilità dei prodotti alimentari. Dal 1° luglio 2021, per poter ottenere la certificazione IFS Food, secondo la versione 7 di questo standard, ogni impresa dello Spazio economico europeo e del Regno Unito dovrà dotarsi di un codice GS1 GLN (Global Location Number) per ogni suo stabilimento.

    Il GLN è nato per identificare in modo univoco le aziende come entità legali e per molti importanti utilizzi, come lo scambio elettronico dei documenti, l’allineamento elettronico delle informazioni di prodotto, l’adesione a circuiti di pagamento e la tracciabilità dei prodotti.

    Ottenere uno o più codici GLN è semplice: basta rivolgersi a GS1 Italy, l’unica organizzazione che rilascia i codici GS1 GLN in Italia.

    Le aziende che usano i codici a barre GS1 (ex EAN) per i loro prodotti hanno già a disposizione i codici GS1 GLN e, se dotate di un prefisso aziendale GS1, possono assegnare fino a 1.000 GLN differenti ad altrettanti stabilimenti aziendali. Alle imprese che non usano i codici a barre, invece, GS1 Italy propone il noleggio dei codici GS1 GLN necessari per le loro attività.

    GS1 Italy si occupa anche dell’iscrizione dei codici GLN nel registro internazionale Gepir di GS1, anch’essa richiesta a partire dal 1° luglio 2021 per la certificazione IFS.

    Tutti i numeri GS1 GLN rilasciati da GS1 Italy vengono automaticamente pubblicati nel Gepir, la banca dati internazionale che consente a tutti di risalire all’azienda proprietaria di uno stabilimento o di un brand partendo dal codice GLN rilasciato a prodotti o luoghi aziendali.

    Per maggiori informazioni è possibile:

    • Visitare la pagina dedicata sul sito di GS1 Italy.
    • Controllare la presenza dei GLN nel registro Gepir, facendo una ricerca per località (GLN).
    • Contattare il customer service GS1 Italy, scrivendo a [email protected].

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Meno costi, meno errori e più velocità 
con l’EDI (Electronic Data Interchange). 
GS1 Italy ne riepiloga benefici e vantaggi, 
anche per il portafoglio.

    L’Italia è salita sul treno della digitalizzazione, che si conferma uno dei temi-chiave del 2021. E l’EDI (Electronic Data Interchange) è uno dei principali vettori del processo di digitalizzazione del paese. Sono 19 mila le aziende che finora hanno adottato l’EDI, condividendo in modo digitale 240 milioni di documenti in un anno. Ma sono ancora poche e sono concentrate in soli cinque settori (il 98% delle aziende appartiene a largo consumo, automobilistico, farmaceutico, elettrodomestici ed elettronica di consumo). Quindi, la maturità digitale nei processi business-to-business sembra ancora lontana.

    Eppure, per le imprese l’EDI comporta molti vantaggi e un importante taglio dei costi: un produttore può risparmiare dai 3 ai 5 euro per ogni fattura, dai 10 ai 14 euro per ogni ordine ricevuto e fino a 42 euro a ciclo se completa la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine; mentre un retailer può risparmiare tra 4 e 6 euro per fattura, dai 5 ai 7 euro per singolo ordine emesso e fino a 23 euro a ciclo. Inoltre, l’EDI può essere implementato in modo semplice se si adottano sistemi user friendly e a misura di PMI, come Euritmo, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy, già usata da 7.500 aziende italiane per lo scambio dei documenti commerciali.

    A riepilogare i benefici, diretti e indiretti, dello scambio elettronico dei documenti è il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, che GS1 Italy realizza in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

    Adottando lo scambio elettronico dei documenti (EDI) le imprese possono:

    • Ridurre costi ed errori.
    • Velocizzare i pagamenti.
    • Accelerare i tempi di consegna.
    • Eliminare le attività a scarso valore aggiunto (come il data entry).
    • Azzerare controlli e verifiche manuali per tutte le transazioni commerciali.
    • Diminuire le rotture di stock e le scorte.
    • Ridurre i contenziosi.
    • Migliorare la tracciabilità dei prodotti.
    • Esportare i prodotti.

    Adottando Euritmo, ai benefici dell’EDI “tradizionale” si aggiungono:

    • Semplicità di adozione e di utilizzo.
    • Facilità di accesso per qualsiasi dimensione aziendale.
    • Interoperabilità con i vari sistemi e con gli standard GS1.
    • Ampia rete di trasmissione, con provider certificati e interoperabili tra loro.

    Sul sito di GS1 Italy è possibile scaricare il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia” e trovare approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo.

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    Per informazioni:

    Ufficio Stampa GS1 Italy: Nuage Comunicazione – Emanuela Capitanio

    Tel. 3474319334 – email: [email protected]

    Pressroom e approfondimenti: https://gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Smart working e sicurezza informatica per le PMI: la soluzione arriva da Heply. La giovane azienda friulana ha ideato Security First, il primo software che protegge i dati a monte…

    L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha accelerato la rivoluzione di smart e remote working. Un vero e proprio cambiamento strutturale, che negli ultimi mesi ha visto molte imprese ricorrere al lavoro agile per garantire la prosecuzione delle attività e, contestualmente, tutelare la salute dei propri dipendenti.  L’adozione dello smart working consente di introdurre elementi di flessibilità e migliorare la produttività, ma senza un’adeguata cyber security si può trasformare in un rischio importante per ogni azienda, soprattutto se piccola o media: l’aumento esponenziale del volume di traffico online incrementa infatti le opportunità di mettere a segno azioni illecite.

    Nonostante si tenda a credere il contrario, le piccole e medie imprese (circa 5 milioni di aziende attive, pari al 92% delle imprese italiane) sono il bersaglio privilegiato dei cyber criminali, che le preferiscono alle grandi realtà perché meno strutturate, meno pronte a reagire agli attacchi informatici e, quindi, assai vulnerabili anche per quanto riguarda il lavoro da remoto.

    “Tutte le aziende detengono informazioni che potrebbero essere compromesse e vendute, siano essi dati commercialmente sensibili o dettagli personali dei dipendentidichiara Andrea Virgilio, CEO di Heply. – I criminali sono abili nel trovare informazioni che porteranno loro profitto, prendendo di mira qualsiasi organizzazione che appare vulnerabile. Qualunque sia la sua dimensione, se un’azienda lascia una porta aperta ai criminali informatici può diventare una vittima”.

    In un periodo storico di rapido sviluppo dello smart e remote working anche in Italia, a causa dell’emergenza sanitaria, è diventato fondamentale per le PMI avere strumenti efficaci per garantire l’accesso sicuro, protetto e verificato alle risorse informatiche aziendali. Consentire ai dipendenti di lavorare efficacemente da remoto e, al contempo, impedire l’accesso a malintenzionati è sicuramente uno dei risultati principali che SECURITY FIRST si prefigge di raggiungere grazie alle funzionalità di filtraggio in tempo reale del traffico in ingresso sulla rete aziendale.

    Secondo una recente analisi di Webroot sulle PMI oggetto di attacchi informatici, quasi nel 50% dei casi vi è stato un impatto negativo sui rapporti con le controparti aziendali, nel 22% dei casi l’attacco ha addirittura portato alla perdita di importanti commesse di fornitura.

    Proprio per tutelare le imprese dagli attacchi dei cyber criminali in questo momento così delicato per l’economia del nostro paese e non solo, HEPLY ha ideato SECURITY FIRST, il primo software che protegge i dati a monte della connessione Internet.

    SECURITY FIRST, ideato dalla giovane realtà friulana in collaborazione con TIMENET – storica azienda di telecomunicazioni specializzata nella fornitura di servizi di telefonia e connettività internet -, analizza e filtra tutto il traffico Internet in tempo reale attraverso una infrastruttura hardware e software di proprietà. Solo successivamente a questa analisi, il traffico dati viene consegnato al cliente, con la garanzia di una sicurezza totale. Il team di specialisti Heply in Cyber Security, infatti, si preoccupa di tenere costantemente aggiornati i sistemi di sicurezza al fine di garantire filtri sempre efficaci, come ad esempio gli anti-DDoS, anti-Flood, anti-PortScan o i filtri basati su “Black List”.

    “Grazie a SECURITY FIRST – spiega il CEO di Heply Andrea Virgiliosiamo in grado di identificare, isolare e bloccare sul nascere qualsiasi tipo di attacco, prima ancora che la Rete dell’azienda venga raggiunta. Inoltre, eliminando a monte eventuale traffico malevolo e pericoloso, siamo in grado di fornire linee Internet più performanti e veloci”.

    Nel primo mese dalla sua attivazione SECURITY FIRST ha analizzato e bloccato più di 500K IP classificati come “malevoli”. Solo nell’ultimo mese, inoltre, ha sventato circa 125 attacchi informatici di varia origine e natura prima che questi raggiungessero le reti aziendali (sicurezza a monte).

    Per ulteriori info:

    www.bluwom.com | Udine Tel. 0432 886638

    Emanuela Testori | [email protected] | +39 345.6619255

  • L’Università degli Studi di Bergamo rinnova il patto con il territorio per studiare all’estero

    L’orizzonte di 15 studenti dell’Università degli studi di Bergamo si amplia grazie ad altrettante borse di studio finanziate da 10 aziende dell’Alta Valseriana, guidate da Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore per un valore totale di 50mila euro.

    Dopo la positiva esperienza dello scorso anno accademico, si rinnova il progetto “Accrescere il Valore dei Giovani”. Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore, Comelit Group Spa, Lamiflex Spa, Scame Spa, Parre Spa, Lamiflex Spa, Officine Meccaniche Ponte Nossa Srl, Sinergia Srl, a cui si sono aggiunte quest’anno Lame Moreschi srl, LM Engraving srl, hanno donato all’ateneo orobico oltre 50.000 euro. L’obiettivo del progetto è dare l’opportunità a più ragazzi possibile di arricchire il proprio curriculum con un periodo di studio negli atenei stranieri, sia europei che extra-continentali. 15 studenti, di 9 diversi corsi di laurea, studieranno in Cina, Corea, Estonia, Finlandia, Germania, Polonia, Spagna e Svezia. Tra loro, undici sono già partiti: dieci per il primo semestre e uno per l’intera annualità. Altri quattro andranno all’estero nel secondo semestre.

    «Gli ottimi risultati dell’anno scorso ci portano a rinnovare il progetto “Accrescere il valore dei giovani” – dichiara il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini -. Voglio ringraziare tutte le realtà che hanno fatto squadra con noi per raggiungere questo risultato. I fondi messi a disposizione vanno a supporto del viaggio che assicuriamo agli studenti verso la scoperta dei propri talenti, verso la conoscenza e la condivisione del sapere in altri Paesi del mondo. Grazie alle aziende del territorio e al Lions Club di Clusone è possibile sostenere in modo decisivo i ragazzi che prendono parte ai percorsi Erasmus+ e ExtraUe. Investire nell’internazionalizzazione è uno degli obiettivi principali dell’Ateneo, oltre ad essere un valore che rende la nostra offerta fortemente competitiva».

    «Il mondo globalizzato propone sfide importanti e complesse ed è fondamentale poter contare su una rete per coltivare una classe dirigente all’altezza – aggiunge la Responsabile del Servizio Orientamento e Programmi Internazionali Elena GottiInvestire sui nostri giovani, come hanno fatto le aziende coinvolte nel progetto e Lions Club di Clusone e Valle Seriana Superiore vincolando la somma data a favore dei nostri studenti provenienti dal territorio, è un modo intelligente di assicurarsi un futuro di sviluppo».

    «Le aree di montagna pongono difficoltà non facili da affrontare ai residenti e agli imprenditori. Il nostro, insieme alle sette importanti aziende della Valle Seriana, è un investimento per il territorio – commenta il vicepresidente del Lions Club Domenico AndreolettiPuntiamo sulle esperienze e le capacità professionali che gli studenti potranno acquisire e reinvestire in Valle Seriana in futuro».

  • Design in the Nature: Maurizio Marcato vince il “Gold Award” al concorso TIFA 2018

    Verona, Gennaio 2019 – Il 2019 inizia per Maurizio Marcato con un nuovo prestigioso riconoscimento: il concorso TIFA (Tokyo International Foto Awards) ha premiato il fotografo con il Gold Award nella categoria “Advertising/Product”. L’immagine vincitrice, intitolata “Design in the Nature” appartiene alla campagna promozionale realizzata per Euro3Plast, azienda di design vicentina specializzata nella creazione di arredamento outdoor, e raffigura lo sgabello Fura (che in svedese significa “pino”). Questa serie di fotografie rivela l’intima unione dell’uomo e le sue creazioni di design con il paesaggio naturale.

    “Questa mia composizione è immobile nello spazio, immobile nel tempo, pura nel colore e profonda negli spazi” ha affermato Maurizio Marcato. “La cornice geometrica e stabile creata dal prodotto vive del contrappunto asimmetrico della figura centrale, in un dialogo silenzioso, un respiro nella cornice della natura… Cos’è una composizione, cosa comunica, come si racconta? Questa è ricerca, un percorso che conferma dello stretto legame esistente tra arte e comunicazione, farsi guardare, farsi credere, essere autentici, esprimere l’intero minimalismo e complessità raccontata dal prodotto”.

    Un progetto di grande successo (già insignito del Gold Award al PX3 2018), realizzato grazie alla collaborazione di Vittorio Moretti e Giorgia Rabito di Euro3Plast, lo studio Joe Velluto, la stylist Carlotta Angius e il fotografo Paolo Marcato.

    Il Tokyo International Foto Awards (TIFA) è un concorso fotografico internazionale dedicato a riconoscere e connettere fotografi di talento provenienti da tutto il mondo con nuovi spettatori e nuovi occhi nei circoli creativi di Tokyo, in Giappone.

    Maurizio Marcato Press office:
    Terzomillennium – [email protected] +39 045 6050601 – www.mauriziomarcato.com

  • Una agenzia di comunicazione proiettata verso l’estero

    YouNet, organizzazione non governativa che si occupa di mobilità internazionale, politiche giovanili, euro-progettazione e inclusione sociale, ha premiato l’agenzia di comunicazione O.S.Card SRL con la targa YouNet per l’impegno profuso negli anni nell’ospitare presso la struttura studenti provenienti dall’estero con il programma Erasmus.

    Il premio è un riconoscimento della dedizione alla causa mostrata dall’azienda che ha fatto dell’inclusione e dello scambio di valori tra culture diverse una vera e propria missione, strutturando un programma di tirocini espressamente pensato per i ragazzi provenienti dall’estero.

    La targa è stata ritirata dalla responsabile dei progetti di stage formativi interni all’azienda, Beatrice Mungoyannis, che nel riceverlo ha dichiarato “Gli studenti Erasmus sono per noi una risorsa fondamentale di arricchimento e un’occasione per guardare il mondo attraverso occhi diversi”.

    Una realtà affermata

    OSCARD è una agenzia di comunicazione nata nel bolognese e affermata nel mondo della comunicazione e del marketing, operando nel settore da oltre un decennio. La mission dell’azienda è riassunta nel motto che recita “portiamo l’efficienza del marketing dalle grandi aziende a professionisti e piccole e medie imprese”.

    Il ventaglio di proposte che OSCARD mette a disposizione dei propri clienti business comprende ogni tipo di soluzione, dallo sviluppo di strategie di marketing calate sul territorio alla creazione di campagne online e offline, passando per la creazione di campagne pensate per smaltire lo stock in eccesso, con offerte adatte a ogni tipo di esigenza e di capacità economica.

    Un’offerta su misura

    La convinzione di OSCARD è quella che sia inutile e deleterio applicare nella propria attività una serie di regole e procedure standard a prescindere dal cliente col quale si ha a che fare.

    Proprio per offrire un servizio completo e personalizzato sulle necessità della singola azienda OSCARD ha ideato il metodo “10000 marketing” che, integrando le migliori e più recenti tecniche di marketing all’esperienza data dagli oltre 2000 progetti sviluppati nel corso di anni e dai consigli ricevuti da clienti e fornitori, riesce a modellare in breve tempo una strategia ad hoc, disegnata intorno ai veri bisogni del cliente.

    L’agenzia di comunicazione OSCARD offre una variegata gamma di servizi che parte da una attenta analisi del target e dei competitor per delineare lo sviluppo della brand identity, la creazione o l’ammodernamento dell’immagine aziendale, la redazione di un manuale per mantenere una immagine coordinata, ma anche il coordinamento e controllo dei fornitori, il naming di prodotti o servizi e tanto altro.

    Dal 2005 OSCARD è un porto sicuro che collega aziende e clienti, il mondo universitario a quello lavorativo e l’Italia con il resto del mondo.

  • La San Marco a TriestEspresso 2018: “Presenteremo una novità rivoluzionaria”

    La San Marco Spa, storica azienda italiana specializzata nella produzione di macchine per caffè espresso, macinadosatori e altre apparecchiature professionali tra le più conosciute al mondo, conferma la sua presenza alla nona edizione di TriestEspresso Expo, in programma nei suggestivi magazzini del Porto Vecchio di Trieste dal 25 al 27 ottobre. Tra le tante novità oggetto della tre-giorni di esposizione, una in particolare si prepara a conquistare l’interesse del pubblico: si chiama V6 ed è la nuova macchina La San Marco studiata per rivoluzionare l’ambiente bar e dare vita a una nuova esperienza di consumo del caffè.

    “Siamo emozionati all’idea di poter finalmente presentare questa grande novità”, dichiara Roberto Nocera, Direttore Generale La San Marco Spa, “V6 rappresenta per noi il frutto di un progetto ambizioso, che mira a guardare oltre, verso il futuro delle macchine da caffè, non solo in termini di tecnologia, design e sicurezza, ma anche dal punto di vista dell’esperienza di consumo vera e propria”. Il risultato è una macchina rivoluzionaria, unica nel suo genere, che segna un ulteriore importante traguardo nella storia dell’azienda, il cui nome è già legato ad alcune delle più originali innovazioni di settore (solo per citarne alcune: l’esclusivo brevetto LEVA CLASS©, i sistemi di gestione e di controllo elettronico della temperatura ACT e PID e la recentissima Leva Luxury).

    L’evento ufficiale di anteprima è atteso per giovedì 25 ottobre alle ore 11, presso lo stand La San Marco Spa (Hall 28, Stand 69-71) di TriestEspresso Expo. Al termine dell’evento, e per tutta la durata della fiera, sarà possibile fare visita allo stand per scoprire tutti i dettagli della nuova V6, degustando in esclusiva caffè, cappuccini e fantasiose creazioni Latte Art firmate dai professionisti del prestigioso Caffè degli Specchi di Trieste e da Renata Zanon, trainer AICAF e vincitrice della tappa Espresso Italiano Champion 2018 di Conegliano.

  • La San Marco nomina il nuovo Direttore Commerciale e Marketing

    La San Marco Spa, azienda italiana specializzata nella produzione di macchine per caffè espresso, macinacaffè e altre apparecchiature professionali per bar, ristoranti e hotel tra le più conosciute al mondo, annuncia la nomina di David Pasolli in qualità di nuovo Direttore Commerciale e Marketing.

    Nato nel 1971 a Trento e laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Trento, Pasolli vanta oltre vent’anni di carriera nei ruoli di Country Manager, Direttore Commerciale, Direttore Export nonché Business Unit Director per importanti realtà multinazionali presenti sia sul mercato italiano che su quello internazionale. Fluente in numerose lingue straniere, tra le quali tedesco, spagnolo, francese e inglese, Pasolli ha operato per diversi anni all’estero, consolidando la sua esperienza manageriale nei settori dei beni semidurevoli e durevoli, passando anche per il comparto dei servizi.

    È per me motivo di grande orgoglio poter far parte di un’azienda che, da quasi un secolo ormai, rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per uno dei settori industriali italiani con maggiore reputation a livello globale” – dichiara Pasolli, a poche settimane dal suo ingresso in azienda – “E quindi ringrazio la Direzione Generale La San Marco per l’opportunità concessami.”

    Interrogato sui prossimi obiettivi in programma, il nuovo Direttore Commerciale e Marketing risponde: “Sul medio e lungo periodo puntiamo certamente a una crescita del fatturato e dei margini, sia su scala nazionale che internazionale. Più nell’immediato, invece, ci aspetta l’importante appuntamento con TriestEspresso Expo, fiera di riferimento per il nostro settore che quest’anno avrà luogo a Trieste, dal 25 al 27 ottobre. Non posso svelare ancora nulla circa le novità che andremo a presentare. Posso solo dire che una di queste, in particolare, sarà una vera rivoluzione per il mondo delle macchine da caffè e della tradizione del caffè espresso italiano. Non vediamo l’ora di condividerla con il nostro pubblico.”

  • G DATA e Allnet.Italia: nuova partnership nel segno della cybersicurezza

    In virtù dell’accordo commerciale siglato tra il noto vendor di sicurezza teutonico e il distributore a valore aggiunto, Allnet.Italia S.p.a commercializza da subito le soluzioni firmate G DATA sul territorio nazionale.

    Bologna / Casalecchio di Reno – In un contesto in cui “innovazione” è un buzz-word e le aziende di ogni ordine e grado cominciano a comprendere che la partita del futuro si gioca sul campo della digitalizzazione dei sistemi produttivi e amministrativi, urge incrementare la consapevolezza dei rischi informatici e la capacità delle organizzazioni di puntare su una cybersecurity efficace, anche ma non esclusivamente, a fronte delle nuove normative. Questa la mission di G DATA che ha trovato in Allnet.Italia un partner egregio con cui condividere intenti, strategie e servizi. Da subito i clienti del distributore a valore beneficiano delle pluripremiate soluzioni G DATA e fruiscono dei vantaggi di un programma partner caratterizzato da formule commerciali innovative e strumenti di business personalizzati.

    L’accordo tra Allnet.Italia S.p.a e G DATA prevede la commercializzazione dell’intero portafoglio di soluzioni business firmate dal vendor teutonico, tra cui G DATA Managed Endpoint Security, la nuova piattaforma GDPR-ready che consente a VAR, System Integrator e rivenditori specializzati di erogare servizi di sicurezza gestita e proattiva a consumo gode attualmente di un’eccellente risonanza sul mercato. Da tempo il vendor mette a disposizione del canale strumenti sviluppati per favorire la generazione di nuove opportunità e modalità di business che aggiungano valore alla mera rivendita di un prodotto. Un impegno pienamente condiviso da Allnet.Italia, che ritiene la cybersecurity uno degli abilitatori più rilevanti per un sano sviluppo degli operatori di canale e ha costituito una Business Unit ad hoc attraverso cui fornisce ai propri clienti tutti i servizi a valore per cui è nota.

    Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

    “L’accordo siglato con Allnet.Italia Spa è misura concreta del valore delle nostre soluzioni da un un lato e conferma della bontà del lavoro che abbiamo svolto sinora sul territorio dall’altro”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA per l’Italia, “I prodotti e i vendor che Allnet.Italia integra nel proprio portafoglio sono sottoposti a severe valutazioni tecniche e di scenario. Superare con successo questa selezione ci ha consentito di acquisire un partner apprezzato per l’attenzione che dedica sia ai rapporti con i brand che rappresenta sia alla propria clientela. La stessa che anche noi dedichiamo ai nostri partner”.

    Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia S.p.a.

    Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia S.p.a., commenta: “L’accordo commerciale siglato con G DATA rappresenta un importante tassello nell’ambito di una strategia di più ampio respiro di Allnet.Italia, volta a potenziare la nostra vicinanza al mercato attraverso lo sviluppo di partnership mirate a creare una total solution che integra più tecnologie anche nella Sicurezza. Grazie, infatti, a G DATA, saremo in grado di assicurare ai nostri clienti una vasta gamma di soluzioni innovative, in grado di superare i tradizionali paradigmi per realizzare progetti ad alto valore aggiunto e cogliere appieno le grandi opportunità derivanti da un segmento in continua crescita. “

    (altro…)

  • CANNE FUMARIE: ATTRAVERSAMENTO A TETTO STABILE MICRO FIRESTOP

    Chi installa stufe, camini e caldaie a legna o a pellet sa perfettamente che l’attraversamento di tetti e solette di legno con canne fumarie metalliche, richiede una delicata e laboriosa operazione di installazione che eviti l’innesco di incendi da tetto legati proprio al mancato rispetto delle distanze tra tubo e materiali combustibili adiacenti.

    Una problematica annosa e ben nota, sulla quale STABILE SpA ha deciso di investire tempo e risorse per offrire al mercato un prodotto che fosse realmente utile, innovativo, pratico e, soprattutto, sicuro.

    Il risultato? Micro Firestop, un modulo di attraversamento a tetto totalmente MADE IN ITALY in grado di aumentare i livelli di prevenzione e protezione da incendio mediante l’utilizzo di nuovi materiali e l’adozione soluzioni tecniche inedite.
    Attenzione, Micro Firestop non è un semplice passaggio a tetto con una funzione meramente isolante e ignifuga, ma è parte integrante del sistema camino: una vera e propria canna fumaria installabile in assoluta aderenza al tetto o alla soletta in legno. Un aspetto molto importate anche per i tecnici, che vedono così semplificato e migliorato il proprio lavoro in fase di progettazione e installazione. Questa doppia funzione (antincendio – scarico fumi) consente a Micro Firestop di garantire una significativa riduzione del diametro esterno: fino al 40% in meno rispetto a un sistema tradizionale. Un punto di forza che garantisce meno limitazioni a livello operativo e maggiore libertà di intervento quando lo spazio è limitato.

    MICRO FIRESTOP IN SINTESI
    Diametro più piccolo: fino al 40% in meno rispetto a un attraversamento tradizionale
    Abbattimento delle temperature: da 1000°C a 80°C, con una riduzione superiore al 90%
    Doppia funzione: prevenzione/protezione dagli incendi e scarico fumi in atmosfera
    Semplicità e sicurezza: un unico modulo installabile a diretto contatto con superfici legnose di tetto o soletta

    PER SAPERNE CLICCA SUL LINK CHE SEGUE:
    CANNE FUMARIE: ATTRAVERSAMENTO A TETTO STABILE MICRO FIRESTOP

     

  • E-commerce e SEO: Come migliorare le pagine di un prodotto

    Migliorare l’ottimizzazione di una pagina prodotto aumenta il posizionamento

    Che si parli di agenzia SEO Milano, Roma, Torino questo non cambia, un sito e-commerce seo friendly in primo luogo dovrà attirare potenziali clienti e una volta fatto dovrà persuaderli e convincerli ad acquistare prodotti. Oggi però parliamo di SEO e di come generare delle pagine di prodotto efficaci ai fini del posizionamento.

    Si parte naturalmente da una strategia SEO

    Bisognerà inizialmente sviluppare strategie e attività SEO ottimizzando e facendo diventare il tuo e-commerce seo “friendly”. Tendenzialmente in un e-commerce la differenza la fa principalmente la quantità di prodotti in vendita nello store online. In sostanza avere tanti prodotti in vendita significa generare molte “query combinate” il che significa che uno store con 100.000 articoli indubbiamente si posizionerà meglio di uno che ne contiene 10.

    Ottimizza home page e categorie dello Store

    Bisognerà poi valutare se l’e-commerce è stato ottimizzato e se non lo è, adattarlo e renderlo conforme alle linee guida di un motore di ricerca. Non vi tedierò con i soliti tips riferiti alle attività meramente tecniche (probabilmente potrete trovare centinaia di articoli in riferimento a questo) e non sto a dilungarmi sulle attività di posizionamento off-site poiché tutti sappiamo che sono anch’esse fondamentali ma avremmo bisogno di raccontarle in un articolo dedicato. Ciò che preferisco oggi, come da titolo, è fornire informazioni su come gestire al meglio ogni pagina prodotto, questo, per poterle rendere congrue per i motori di ricerca.

    Ottimizzare la pagina di un prodotto per la SEO

    Premesso che una pagina web debba essere bella, veloce, navigabile ed esaustiva, ricordiamo i punti che si necessita ottimizzare al fine di permettere ad ogni pagina di prodotto del nostro e-commerce di posizionarsi al meglio:

    • Inserire la query di ricerca (ad es. la frase di ricerca che si pensa i vostri utenti scrivano su Google) nel meta Title!
    • Aggiungere una meta Description efficace e che contenga la query di ricerca. Questa è visibile non solo dai motori di ricerca ma anche dallo snippet che sarà visibile all’utente che vi cerca
    • Nel testo descrittivo del prodotto bisognerà inserire la query di ricerca e tutte le opzioni che il prodotto offre in modo da generare delle query combinate
    • Inserire delle parole alternative alla query per rendere il testo semantico
    • L’attributo Alt Title immagine di almeno un’immagine dovrà contenere la query di ricerca
    • La url (permalink) assume un ruolo importantissimo quindi aggiungere anche qui la query di ricerca.
    • Attenti alle pagine di prodotto con contenuti simili in quanto agli occhi dei motori di ricerca potrebbero risultare dei duplicati non permettendo quindi di raggiungere un buon posizionamento per quella/e pagine.
    • Fate commentare ai vostri Clienti  ogni prodotto che acquistano poiché questo arricchirà il contenuto e genererà traffico long-tail. Questi feedback potranno poi essere utilizzati per arricchire i vostri snippet su Google. Considera che un Rich Snippet agli occhi di un utente risulta essere efficace e quindi incrementa il CTR (percentuale di click) in serp
    • Inserire se possibile un video di prodotto linkato ad un Canale Youtube e Google +, questo permetterà di fornire un link esterno informativo e Google apprezzerà, inoltre, migliora la experience dell’utente
    • Considerare di utilizzare un tool (sem-rush, seo zoom etc..) che permetta di verificare l’andamento e i click di ogni query di ricerca da abbinare al prodotto, ciò permetterà di creare pagine di prodotto efficaci

    In tutto questo è consigliabile integrare Schema.org (se già non lo preveda il vostro framework). Schema.org fornisce markup dei dati strutturati accessibili dai motori di ricerca. Questi aiutano Google a indicizzare correttamente il sito.

    Considerazioni finali

    Bene, attuando tutti questi consigli si potrà creare una pagina ottimizzata lato SEO. E’ importante però ricordare che se anche ci si posiziona in modo efficace, questo non è direttamente proporzionale alla vendita di prodotti. Questo perché oltre ad essere presenti e trovati sui motori, occorre avere anche un sito veloce, intuitivo, pratico, che stimoli con offerte e che sia soprattutto navigabile.

    Ricorda che un sito e-commerce accessibile e navigabile sono i primi punti da considerare, successivamente bisognerà ragionare sul discorso SEO. Più tempo le persone trascorrono sul sito e meno navigheranno in altri siti. Questo segnala ai motori di ricerca che il vostro sito può avere un ottimo punteggio SEO. Infine ricordo che più l’utente risulta gratificato dal sito e più avremo chance che venga linkato (sperando in siti autorevoli) e ciò aiuterà di creare in modo naturale una buona link building e di lunga durata.

  • Industria 4.0 e ripresa economica italiana – Dopo 10 anni, produzione e occupazione tornano a crescere

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    Le imprese italiane sono definitivamente ripartite. La prosecuzione del Piano Industria 4.0 anche nel 2018 segna nuovi record di investimenti e crescita per le aziende italiane, che assistono, partecipi, ad uno sviluppo che non ha eguali negli ultimi 10 anni. Una scelta quella di prolungare il piano Calenda anche per l’anno prossimo che ha avuto, e continua ad avere, effetti a cascata lungo tutta la filiera produttiva, non solo sulla produzione ma anche sull’occupazione. In merito a quest’ultima, in particolare, uno studio di Regione LombardiaUnioncamere e Assolombarda stima che, a fronte di 8 milioni di posti di lavoro destinati a sparire, sono 10 milioni i posti di lavoro previsti per  i prossimi anni e associati all’avvento delle nuove tecnologie.

    Sembra, dunque, che sia proprio iniziata una nuova era per le imprese italiane. Grazie al Piano Industra 4.0, gli effetti benefici della ripresa dell’economia italiana cominciano a farsi sentire ed a coinvolgere tutti i settori economici, dalla produzione all’occupazione, portando ossigeno e conseguenze benefiche lungo tutta la filiera. A fronte di questo trend positivo e del boom produttivo, centinaia di imprese stanno riprogrammando i loro piani di crescita e i loro processi produttivi e manageriali, in vista di un aumento continuo della domanda di mercato, non solo estera ma soprattutto interna.

    Sono gli stessi imprenditori a rendersi conto dell’enorme crescita economica di questi anni e delle conseguenze positive che questa comporta sull’acquisto di macchinari e sull’occupazione:  sono questi i due elementi che meglio testimoniano che la ripresa è effettivamente ricominciata, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano. Quest’ultimo, infatti,dopo anni di subordinazione al ben più forte mercato estero, sta cominciando a riguadagnare posizioni, grazie alla spirale positiva innescata dal piano Calenda e agli effetti benefici che gli incentivi per l’assunzione e gli ammortamenti per i macchinari hanno su tutta la filiera produttiva.

    Una crescita costante dunque, che va di pari passo con un aumento costante della domanda di macchinari e di personale specializzato . Quest’ultimo, tuttavia, come sostenuto da Fabio Pierini, titolare dell’impresa bresciana Olma, specializzata nel campo della meccanica di precisione, continua ad essere una risorsa scarsa, difficile da trovare, e che spesso le aziende devono creare in toto. Via libera, dunque, agli investimenti in formazione e creazione di competenze specializzate, le quali, come sostenuto da Alberto Orioli, editorialista del Sole 24 Ore, e dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89, sono in questo momento il vero fattore chiave della competitività e della crescita delle aziende. Infatti, solo le imprese che riusciranno ad adeguarsi tempestivamente agli standard di mercato in merito alla preparazione delle risorse umane acquisiranno quella competitività da cui non possono prescindere per affrontare le sfide dei mercati e gli obiettivi di crescita di domani.

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  • Addio petrolio, benvenuta energia green – Imprese e società alle soglie dell’era post petrolifera

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    L’avvento della green economy sta cambiando profondamente non solo le dinamiche economiche ma le abitudini stesse degli individui, che in una scala macroscopica vanno a costituire i modi di vivere, pensare e agire di interi popoli. Per quanto l’approccio alle risorse rinnovabili sia sempre più parte del vivere comune, la domanda su che fine farà il petrolio e in che misura ancora questa materia prima condizionerà la vita umana è, anch’essa, più che mai attuale.

    Nel dialogo sulla green mobility e sullo sharing per la costruzione di scenari futuri improntati alla sostenibilità, già al centro delle tematiche affrontate nel tour #Protagonisti organizzato dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89, parlare di efficientamento energetico ed energie rinnovabili non può prescindere dal parlare anche del destino del petrolio. Questione che anche gli studiosi del Boston Consulting Group si sono posti, e alla quale hanno provato a rispondere ipotizzando tre scenari, tutti incentrati sul presupposto che la domanda di greggio raggiungerà il picco tra il 2025 e il 2030, per poi procedere verso il declino.

    Tre ipotesi, dunque, che prendono in considerazione l’aumento dello sfruttamento di altre fonti energetiche: nel primo caso, l’energia elettrica, applicata soprattutto al mercato dell’automobile; nel secondo caso, l’aumento dell’efficienza energetica grazie ad una combinazione di incentivi e restrizioni governative; nel terzo caso, la crescita del consumo di gas, a causa di una diminuzione del suo costo, con una progressiva riconversione della produzione industriale, attualmente basata sul carbone, all’utilizzo del gas.

    In tutti e tre i casi, il petrolio sarà soggetto ad un declino progressivo, più o meno lento, e le industrie non possono ignorare questo fatto. Per tutte quelle imprese che non vogliono farsi trovare impreparate nel prossimo futuro, la parola d’ordine deve essere “diversificazione”. La sopravvivenza delle imprese nei prossimi anni dipenderà, infatti, dalla loro capacità di sviluppare nuove soluzioni e nuovi modelli di management per affrontare i mercati, e dall’abilità intrinseca delle aziende di sfruttare al massimo le risorse messe a loro disposizione e incorporare, in maniera sempre crescente, le energie rinnovabili nei processi produttivi aziendali.

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  • Chi ha voglia di imparare, alzi la mano – La Business Sales Academy svela agli imprenditori i segreti delle vendite 4.0

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    Formazione e crescita professionale sempre più al centro delle attività trasversali di imprese e liberi professionisti, per i quali l’acquisizione delle competenze è di cruciale importanza dell’era dell’industria e del lavoro 4.0.

    È in atto un vero e proprio cambiamento nel mondo del mercato e delle industrie italiane. Dopo un lunghissimo periodo di stasi e stagnazione, a causa anche della crisi, la voglia di crescere è tornata a farsi sentire, e ha trovato nuovi personaggi pronti a soddisfarla.

    La necessità di formazione tocca non solo le aziende ma anche i liberi professionisti, a beneficio dei quali la Fondazione Enasarco ha predisposto fondi specifici per la maternità e soprattutto per i corsi di formazione e aggiornamento. Il fondatore di EnasarcoGian Roberto Costa, ha precisato come i nuovi obiettivi della Fondazione abbiano al centro la figura degli iscritti alla fondazione e le loro necessità nella prosecuzione sia della loro vita individuale che del loro percorso lavorativo. Ed è proprio in merito a quest’ultimo punto che Enasarco ha deciso di predisporre fondi specifici per sostenere le spese di formazione e aggiornamento dei suoi iscritti.

    Se da un lato, dunque, c’è chi sostiene i liberi professionisti nel loro percorso di crescita e formazione, dall’altro le proposte formative non si fanno attendere. Nasce per questo il progetto del Business Day di Alta Formazione in Selling e Relationship 4.0 promosso e organizzato da BSA (Business Sales Academy). Un’idea di formazione veloce, personalizzabile, interattiva, dinamica e coinvolgente che si è concretizzata nell’organizzazione di una giornata formativa aperta ad imprese, liberi professionisti e studenti. Un ciclo di 12 lezioni che si susseguiranno per tutta la giornata, grazie alla presenza si speaker e formatori di eccellenza, affrontando tutte le tematiche fondamentali del mondo delle vendite e dell’evoluzione del concetto di vendita nel mercato 4.0.

    Di fronte alla richiesta di ampliamento delle competenze, BSA risponde con una giornata formativa dai contenuti quanto più possibile attuali e, allo stesso tempo, spendibili sul mercato del lavoro, per fornire a tutti i partecipanti, indipendentemente dal loro percorso pregresso, gli strumenti per approcciare efficacemente al mondo delle vendite e costruire una carriera di ampio respiro.

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  • L’Annuario è sempre più vicino – Arriva la presentazione del 30 novembre tra nuove idee e nuove domande

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    Anche quest’anno, si avvicina a grandi passi la presentazione dell’Annuario Economico dell’Umbria, di ESG89 la classifica delle migliori aziende umbre che da oltre 20 anni costituisce un punto di riferimento per la conoscenza e la valutazione delle imprese umbre e del loro percorso di crescita e sviluppo nel tempo.

    L’evento di quest’anno, che avrà luogo il 30 novembre 2017 presso l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria, metterà al centro dell’attenzione gli sviluppi dell’industria umbra in tutti i suoi settori, non solo nell’ambito dell’agroalimentare, quello generalmente associato in primis a questa regione, ma anche in merito agli altri settori dell’industria e della manifattura, che tanta parte hanno nel tessuto imprenditoriale e nel successo dell’economia della regione.

    Il dialogo che si vuole instaurare mira appunto a capire come l’industria umbra si sia sviluppata negli ultimi anni, quali siano i punti di forza e le connotazioni che ne fanno un’eccellenza regionale, quali possano essere, al contrario, i punti di debolezza e le strategie da implementare per il futuro. Per fare questo, interverranno anche importanti industriali di ogni settore, ed ognuno contribuirà individualmente allo sviluppo del dialogo. Un incontro di voci diverse che vuole portare alla condivisione positiva di contenuti e alla creazione di un immaginario collettivo in cui, in maniera unitaria, emerga in maniera decisa il ruolo dell’industria umbra sia nel centro Italia che a livello nazionale e internazionale.

    Moderatore dell’incontro sarà Giovanni Giorgetti, presidente del Centro Studi Economico Finanziario ESG89 e ideatore dell’Annuario Economico dell’Umbria, che anche quest’anno, in anticipo sui tempi, è stato in grado di comprendere il valore aggiunto intrinseco nella manifattura umbra derivante dalla tradizione e dall’artigianalità, e quali conseguenze ha questa connotazione nel panorama del mercato nazionale e internazionale.

    Anche quest’anno, dunque, si prospetta una giornata quella della presentazione dell’Annuario di grande interesse sotto molteplici punti di vista, che porterà sicuramente nuove idee e nuovi progetti al centro dei pensieri e dei piani di lavoro non solo delle industrie umbre, ma sicuramente anche di stakeholder nazionali e internazionali.

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  • Il Made in Marche conquista i mercati – Dopo due anni, assunzioni e investimenti tornano a crescere

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    Il Made in Italy torna a crescere e le Marche, nel panorama più ampio del centro Italia, si confermano terra di innovazione e sviluppo. Secondo i dati presentati il 13 ottobre alla 31esima edizione della Classifica delle principali imprese marchigiane, promossa dalla Fondazione Aristide Merloni e ospitata da Confindustria Marche Nord, nel 2016 il Made in Marche ha accelerato la sua crescita, con un +3,6% dei ricavi delle aziende sopra i 5 milioni di fatturato e con un +3,4% di crescita dell’occupazione stimati su un campione di 500 aziende del settore manifatturiero regionale.

    Un’analisi dai dati sicuramente positiva e che fa ben sperare per lo sviluppo del manifatturiero di una regione che da sempre rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, con prodotti e brand conosciuti in tutto il mondo. Tra i nomi più importanti, Ariston ThermoTod’s e Biesse si confermano rispettivamente al primo, secondo e terzo postonella classifica delle Migliori imprese marchigiane per fatturato del 2016 stilata dall’Osservatorio Imprese Fondazione Aristide Merloni.

    Un trend positivo e che prosegue da due anni e che ha consentito una ripresa consistente sia degli investimentiin ricerca e sviluppo e strumentazioni che delle assunzioni, come affermato dal curatore della ricerca Donato Iacobucciprofessore di Economia Applicata all’Università Politecnica delle Marche. Una crescita che ha premiato, in primis, i settori del mobile e della meccanica; quest’ultimo, particolarmente importante nel mercato italiano, sarà oggetto di discussione anche in sede di presentazione dell’Annuario Economico del Centro Studi Economico Finanziario ESG89, che si terrà a Perugia il prossimo 30 novembre.

    Oltre alla meccanica, anche settori come chimica e farmaceuticacartaalimentareprodotti in metallo e legnoregistrano andamenti positivi con livelli di produzione e fatturato che superano felicemente i livelli pre-crisi. Tuttavia, in un panorama così roseo non mancano situazioni difficili, che fanno emergere, come sottolineato ancora da Iacobucci, tutte le difficoltà di crescita che ancora affliggono, ad esempio, piccole e medie imprese, legate a produzioni a basso valore aggiunto e a modelli manageriali ad impronta familiare, che limitano l’attrazione di capitali di rischio e di talenti professionali, fattori entrambi fondamentali per la crescita aziendale.

    Innovazionecompetenze e valore aggiunto sono dunque gli elementi che contraddistinguono la corsa allo sviluppo e alla crescita delle grandi imprese marchigiane, e che devono rappresentare una guida anche per le PMI non solo marchigiane ma di tutto il territorio nazionale.

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  • Start-up in bilico – Lo sviluppo delle nuove imprese tra idee e scarse risorse

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    Parlare di start-up e delle loro prospettive nel mercato italiano è all’ordine del giorno, e lo studio “Start up in Italia: mercato, valutazioni ed exit” realizzato da AIAF, Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari, e presentato al Luiss Enlabs a Roma, tira le somme di un’analisi lunga e approfondita sulle potenzialità e i punti deboli delle start up italiane, tra idee innovative e limiti economici e finanziari che ne appesantiscono lo sviluppo.

    Al centro della discussione, che mirava a valutare la capacità delle start up italiane di sopravvivere oltre i cinque anni dalla creazione, e dunque oltre il periodo di start up, vi è proprio la questione della scarsità delle risorse economiche e dei capitali di rischio veri e propri, indispensabili per alimentare le start up, ma che troppo spesso non sono sufficienti a garantirne la sopravvivenza oltre i cinque anni.

    Dallo studio, infatti, emerge che in Italia solo la metà delle start up supera felicemente il primo quinquennio, mentre per le altre la mancanza di fonti di finanziamento, unita anche alla carenza informativa che gli investitori incontrano nell’analisi della domanda e offerta di mercato, come sostenuto da Paolo Marescasocio Aiaf responsabile del gruppo di lavoro dello studio, risultano essere elementi decisivi verso il declino. Un limite, dunque, quello del reperimento delle informazioni utili alla valutazione di mercato che è sempre più un fattore da non sottovalutare da parte delle imprese, che al contrario, come sostenuto e promosso dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89 attraverso i portali IoConosco.it e IoValuto.it, devono considerare sempre più dati e informazioni come elementi essenziali per crescere e svilupparsi.

    Non solo carenze finanziarie, dunque, ma soprattutto informative. Come sostengono anche Marco Morchio, Accenture Strategy Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia, e Alberto Borgiapresidente di Aiaf, i potenziali angels e investitori finanziari non hanno spesso i mezzi e gli strumenti utili e adeguati per valutare le start up, comprenderne il valore e scegliere su chi puntare, e dunque investire. E questo gap informativo non spinge certamente i potenziali investitori a puntare denaro, e fiducia, in progetti innovativi, dei quali per l’appunto non riescono a comprendere il valore e le potenzialità.

    Torna anche questa volta la tematica dello sharing, che qui è tutta dedicata alla condivisione della conoscenza e delle informazioni, alla circolazione delle idee come dei dati, al fine di creare flussi informativi utili alla comprensione delle realtà e delle dinamiche di mercato da parte di tutti gli stakeholder e consentire una crescita a lungo termine tanto delle start up quanto delle imprese affermate.

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  • Il mondo non è usa-e-getta – La Circular Economy e la sua applicazione per le imprese di oggi e domani

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    Nel 2017, profitti, progresso e crescita economica fanno sempre più rima con economia circolare, riutilizzo e riciclo. Le nuove dinamiche del business rigenerativo, così definito da Elena Cornelli, editorialista del Corriere della Sera, hanno definitivamente messo in luce come il paradigma del mercato monouso e usa-e-getta, di cui è stata capostipite la lametta Gillette, non è più applicabile nel contesto socio-ambientale di riferimento in cui ci troviamo a vivere oggi. Risulta necessario dunque, come sostenuto anche dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89 nel dialogo sullo sharing e sulla green economy, dar vita subito a nuovi processi di produzione, ma anche di consumo, dei beni non più unidirezionali, ma circolari.

    Se si guardano gli ultimi settant’anni nel loro complesso, è facile intuire come questo sia l’unico periodo della storia umana a portare il nome di Grande Accellerazione: crescita della popolazione mondiale del 180%, aumento del consumo di acqua del 215%, concentrazione del metano nell’atmosfera raddoppiata e concentrazione dell’anidride carbonica aumentata del 30%.

    A conti fatti, in nemmeno un secolo la presenza umana sul pianeta ha avuto un impatto sulla terra e sulle sue risorse come mai prima d’ora nella storia dell’uomo. Solo oggi, tuttavia, si insinua nella mente di imprenditori, politici e consumatori la “colpevole” certezza che tutto quello che fino a ieri era considerato progresso sia, in realtà, solo un’involuzione, una strada molto ripida verso una potenziale crisi globale delle risorse, con conseguenze inimmaginabili.

    La risposta a questo rischio e a questo consumo sfrenato, insensato e irresponsabile delle materie prime è arrivata già negli anni ’80 dal mondo tedesco, con la teoria del chimico Michael Braungart, che per primo ha teorizzato quello che poi è stato ribattezzato modello “cradle-to-cradle”, ovvero dalla culla alla culla, in opposizione al modello dalla culla alla tomba. Un paradigma che prevede la destrutturazione del modello economico attuale, che va dall’utilizzo irreversibile della risorsa naturale alla sua trasformazione in rifiuto, e la costruzione congiunta e condivisa di un modello nuovo a carattere circolare, in cui ogni prodotto viene realizzato con parti frutto del riutilizzo o del riciclo di prodotti precedenti, in un circolo continuo di ricollocamento e riadattamento degli elementi tecnici e di restituzione all’ambiente di quelli organici.

    La sfida è ardua, senza dubbio. Ripensare interi processi produttivi in virtù della riutilizzabilità dei componenti dei prodotti significa adottare un paradigma industriale completamente diverso, con una supply chain completamente nuova, investire in ricerca e sviluppo e affidarsi a nuove competenze e professionalità. Ma significa anche creare nuove opportunità di sviluppo green delle aziende, nuovi posti di lavoro, stimati in un +30% entro in 2030, nuove prospettive di crescita nel rispetto dell’ambiente e delle persone che in esso vivono. E per quanto la sfida possa sembrare ardua, un simile obiettivo finale la rende oggetto dell’attenzione e dello sforzo di tutti.

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  • Occupazione giovanile, solo una “comparsa” nel teatro dell’Economia Italiana – Approvata la nuova Legge di Bilancio, restano i dubbi su giovani e occupazione

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    La riforma è passata, l’Economia Italiana ha trovato la sua strada anche per il 2018. Forse. Perché l’approvazione della legge di bilancio 2018, una manovra da 20,4 miliardi definita “snella” dal Presidente del Consiglio Gentiloni, appare più promettente di quanto non sia in realtà. La legge è stata approvata il 16 ottobre in consiglio dei ministri e ha raccolto un ampio bacino di consensi grazie al suo profilo moderato. Un atteggiamento che tuttavia, ad un occhio più attento, mostra la sua vera natura, ovvero quella di operazione di mantenimento piuttosto che di incentivo.

    La manovra, infatti, è un investimento di 20,4 miliardi, di cui ben 15,7 sono stati predisposti per evitare l’aumento dell’IVA, e altri 2 miliardi sono stati stanziati  per il rinnovo dei contratti degli statali. Nel conto finale degli aiuti concreti allo sviluppo economico, dunque, pur con il rinnovo del piano Industria 4.0, di cui sono stati confermati il superammortamento, l’iperammortamento e il credito d’imposta per le spese relative alla formazione e all’aggiornamento, la quota disponibile a sostegno dell’occupazione giovanile è di appena 300 milioni. Una cifra che risulta quasi irrisoria rispetto al totale della manovra e che solleva forti dubbi sulla capacità della politica e dei decisori di riconoscere le vere priorità per la crescita economica del paese.

    È indubbio, infatti, che una manovra così pensata abbia un effetto più residuale che promotrice rispetto alla condizione dell’occupazione giovanile. Lo stanziamento di 300 milioni a sostegno delle assunzioni degli under 29, sebbene sostenuto anche da altre misure approvate per il 2018, quali, ad esempio, lo sgravio fiscale per le assunzioni esteso ai giovani fino ai 35 anni, è un provvedimento molto cauto, che si inserisce in una manovra che punta più al “non-peggioramento” dello status quo piuttosto che all’applicazione di misure strutturali per l’aumento massiccio dell’occupazione.

    Ancora una volta, a tante parole sulla necessità di sostenere in maniera concreta ed efficace l’occupazione giovanile seguono, purtroppo, pochi fatti. Non è una mera questione finanziaria, ma qualcosa di più profondo: la percezione, infatti, è quella di una sottovalutazione del problema, come se il sostegno ai giovani e al lavoro giovanile non fosse una priorità da considerare in maniera distinta, ma piuttosto un elemento di corollario, la cui gestione non richiede un impegno dedicato. È tutta qui la miopia della politica italiana, che a fronte di una legislazione ampia e completa sul sostegno al lavoro giovanile e alle giovani imprese, rimane in disparte nel momento in cui è necessario offrire un supporto economico concreto, rendendo, di fatto, ogni provvedimento legislativo inutile e inefficace.

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  • Investimenti e crescita all’orizzonte delle imprese italiane – Il Piano Industria 4.0 e le aspettative per il 2018

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    Domanda in crescita sia sul mercato nazionale che estero per la produzione italiana di beni strumentali e robot meccanici, che nel terzo trimestre 2017 registra un +68%, secondo le stime dei produttori, e si riallinea lentamente ai livelli dell’export, che durante la crisi hanno assorbito la maggior parte della produzione nazionale. Un risultato positivo che testimonia l’efficacia del Piano Industria 4.0 e l’utilizzo virtuoso che aziende e imprenditori hanno fatto, e continuano a fare, dei fondi statali messi a disposizione per ammodernamento, ricerca e sviluppo e formazione.

    Sembra dunque che le aziende italiane, in particolare quelle del settore meccanico e della robotica, al centro della discussione del Centro Studi Economico Finanziario ESG89 in occasione della presentazione dell’Annuario Economico 2018-2019, stiano davvero uscendo dal tunnel della crisi economica e dell’immobilismo e la nuova unione positiva di incentivi statali e propensione degli imprenditori sta velocemente guidando le imprese verso il superamento del gap tecnologico nato dalla crisi e che per lungo tempo ha condizionato la produzione italiana e ne ha minato la competitività. Il successo del Piano Industria 4.0 è evidente nella capacità che questo intervento ha avuto nello stimolare la produzione e, soprattutto, nel dare nuova vita al mercato interno, andando a riequilibrare, come sottolinea Massimo Carboniero, presidente di UCIMU, le vendite nazionali e le vendite estere. Un risultato così chiaro e prezioso che il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha dichiarato la ferma necessità di confermare gli incentivi del Piano 4.0 per tutto il 2018, e rassicurare le aziende sulla possibilità di proseguire nei loro programmi di investimento e formazione.

    Dal lato delle aziende, l’ottimismo è palpabile, e la fiducia è ai massimi livelli dal periodo pre-crisi, come testimoniato da Ref ricerche. Un atteggiamento positivo testimoniato concretamente dal livello di saturazione degli impianti che solo in questo momento sta tornando ai livelli di prima della crisi economica. A questo si aggiunge una nuova propensione all’investimento supportata dalle nuove politiche degli istituti di credito, che propongono prestiti a tassi vantaggiosi e rapporti flessibili.

    Un panorama dunque roseo e pieno di aspettative quello delle imprese italiane per il 2018, che hanno voglia di tornare a crescere, produrre e conquistare i mercati, ribadendo come il Made in Italy sia sempre simbolo di qualità, innovazione ed eccellenza.

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  • Dall’Industria 4.0 al Lavoro 4.0 e al nuovo welfare – Come le nuove tecnologie digitali hanno ridefinito mercati, lavoro e previdenza sociale

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    Parlare di Industria 4.0 non significa solo far riferimento al Piano Calenda e agli effetti positivi che ne sono derivati, ma significa anche parlare di Lavoro 4.0 e del nuovo welfare da sviluppare per garantire, come sostiene il Centro Studi Economico Finanziario ESG89supporto e assistenza ai lavoratori di domani nell’epoca della flessibilità e della mobilità costante.

    Potenziare l’orientamento e gli strumenti di passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro, garantire il diritto alla formazione e all’aggiornamento costanti e ripensare il welfare in modo tale da renderlo fruibile ed efficace soprattutto nelle fasi più impegnative della vita dell’individuo. Sono questi i risultati dell’indagine conoscitiva condotta dalla Commissione Lavoro del Senato sull’impatto che i nuovi paradigmi della quarta rivoluzione industriale hanno sul mercato del lavoro e sulla vita quotidiana dei cittadini.

    Il concetto principale che emerge come risultato dell’analisi è la necessità di prendere consapevolezza non solo dei vantaggi delle nuove tecnologie digitali, ma soprattutto dei rischi esse possono comportare. Sarà dunque compito delle istituzioni e dei legislatori creare le condizioni normative e strutturali per coniugare la nuova fluidità del mercato del lavoro con la sicurezza e la stabilità necessarie per il benessere dei lavoratori, ed evitare che la flessibilità si trasformi in una trappola di incertezza e precarietà. È necessario dunque creare un nuovo modello di welfare in grado di integrare previdenzasanità e assistenza, per offrire una protezione a 360 gradi e in grado di coprire ogni aspetto della vita dei lavoratori.

    Ancora una volta, parlare di Industria 4.0 significa entrare in un argomento ampio e trasversale, che tocca nel profondo la vita dei lavoratori. Dai nuovi ritmi lavorativi alle nuove tipologie contrattuali, dalla flessibilità alla formazione costante, il Lavoro 4.0 è qui ora e richiede un adeguamento immediato di lavoratori, enti e istituzioni.

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  • SEO on-page e SEO off-page: facciamo chiarezza

    Ogni agenzia SEO Milano, Roma o Napoli è solita suddividere le proprie modalità di intervento per il posizionamento online in due aree: quella della SEO on-page e quella della SEO off-page. Cerchiamo di chiarire di cosa si tratta.

    SEO on-page e SEO off-page

    Molto semplicisticamente, gli interventi on-page interessano tutti ciò che viene eseguito direttamente sul sito web. Gli interventi off-page, viceversa, sono eseguiti in rete ma non sono effettuati direttamente sul sito web che si vuole posizionare.

    SEO on-page

    La SEO on-page comprende una vasta gamma di interventi di ottimizzazione, finalizzati al posizionamento del sito web sui motori di ricerca.

    L’aspetto che rivesta la maggiore importanza è quello relativo ai contenuti del sito web: un testo, perché sia ottimizzato ed efficace in ottica SEO, deve rispettare determinati parametri; le informazioni contenute nelle pagine del sito devono essere attendibili e scritte in modo comprensibile, senza errori morfosintattici e organizzati in una struttura semplice, con poche subordinate e frasi brevi. La schematicità aiuta il posizionamento: paragrafi, sottotitoli ottimizzati, link interni che collegano tra loro le informazioni del sito sono tutti fattori di una certa rilevanza e apprezzati dagli spider dei motori di ricerca.

    I Meta-tag Title e Description, ovvero le intestazioni che ci appaiono quando eseguiamo una ricerca, sono altri fattori determinanti e devono essere ottimizzati attraverso un utilizzo attento delle parole chiave scelte per le relative pagine.

    Dal punti di vista tecnico, un sito ottimizzato deve presentare una struttura lineare, facile da comprendere (per l’utente e per gli spider), user friendly. Banner pubblicitari invadenti, lentezza nel caricamento, malfunzionamenti, ricorsiva presenza di pagine in 404 sono tutti ostacoli al posizionamento.

    SEO off-page

    Quando si parla di SEO off-page si parla fondamentalmente di link building, ovvero di strategie mirate all’acquisizione di link esterni che puntano verso il proprio sito. Esistono svariate tecniche di link building ma la più efficace è quella che consiste nell’acquisizione di link in maniera naturale, attraverso la scrittura di contenuti di qualità che gli utenti possono apprezzare e condividere.

    I link non hanno tutti lo stesso valore: più il sito che linka è autorevole e maggiore sarà il trust che riceve il sito. Il trust, ovvero la fiducia, la credibilità che un sito è in grado di raggiungere agli occhi dei motori di ricerca è il fattore primario di posizionamento sui motori di ricerca: non conta tanto la quantità di link che un sito riesce a guadagnare quanto piuttosto la loro qualità, fattore che dipende dalla tematicità (per un sito di auto meglio essere linkati da un blog che parla di vetture piuttosto che da uno che parla di matrimonio) e dall’autorevolezza che, a sua volta, il sito che linka ha saputo conquistare.

  • Fumare sul posto di lavoro

    La presenza di fumatori che sottopongono i colleghi al fumo passivo, sul luogo di lavoro, è considerata un fattore di rischio e, quindi, per tutti i dipendenti e datore di lavoro compreso, vige l’obbligo di attuare tutti gli interventi preventivi previsti dalla legge per eliminare il rischio.

    Per far si che tutti rispettino il divieto di fumo, la persona incaricata al rispetto della norma, deve richiamare formalmente i trasgressori e in caso di recidività, segnalare il trasgressore agli agenti competenti. Tutto ciò è necessario per promuovere la salute e l’incolumità dei lavoratori nella propria attività e per prevenire infortuni e malattie negli ambienti lavorativi. Per ottenere questo scopo ci si può rivolgere, nel caso del Lazio, ad aziende per la sicurezza sul lavoro a Roma come la Us Group.

    Lavorare senza fumo

    Il divieto del fumo non deve. però, essere visto come una grande rinuncia alla propria liberà, infatti, un ambiente lavorativo senza fumo ha molti più vantaggi di quanto si immagino. Per prima cosa il lavoratore avrà un netto miglioramento della sua salute dovuto alla salubrità dell’ambiente di lavoro; inoltre si avvertirà il miglioramento delle relazioni lavorative grazie ai ridotti livelli di stress e al tono dell’umore più positivo. L’osservanza del divieto di fumo provoca anche un aumento del livello di soddisfazione nonché più benessere per il personale.

    Di conseguenza anche l’azienda noterà dei benefici come ad esempio una minore frequenza di assenteismo e una maggiore produttività; il datore di lavoro potrà ottenere un netto miglioramento delle relazioni con i lavoratori grazie allo sviluppo di un ambiente amichevole; ciò porterà al personale un innalzamento del morale e quindi, una minore possibilità di turnover dello staff. Tutte queste caratteristiche positive svilupperanno un’immagine pulita e sicura dell’azienda in questione.

    Cosa può fare l’azienda?

    Dunque, per favorire sia la sua azienda che il suo personale, un datore di lavoro, può optare tra due possibilità. Il divieto assoluto di fumo o quello parziale.

    Nel caso di divieto totale, il datore richiede ai fumatori di modificare il loro comportamento e ciò può creare un’immagine negativa per l’azienda con i lavoratori che fumano fuori dall’edificio; ed inoltre il divieto potrebbe essere causa di disagio per i fumatori che saranno portati ad assentarsi dal posto di lavoro per fumare.

    Invece, la scelta di inserire nella propria azienda dei locali adibiti ai fumatori, nonostante non abbia effetti positivi sulla salute dei dipendenti fumatori potrebbe lasciare più spazio di libertà nella loro scelta e quindi darebbe loro una certa considerazione. Bisogna però ricordare che è una cosa costosa e richiede spazi dedicati ed anche che non sempre il sistema di ventilazione protegge adeguatamente i non fumatori.

  • Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell’attuale ordinamento giuridico
    Antonello De Pierro e Antonio Giuliani
    Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un’inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l’arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina.
    Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell’evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell’ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.
    Luciana Frazzetto, Adriana Russo e Antonello De Pierro
    Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull’affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.
    Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all’interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell’etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.
    “Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all’evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d’impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l’audacia imprenditoriale, dall’altro l’affetto per la tradizione, l’attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d’impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell’ottima riuscita dell’evento odierno”.
    Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l’on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.
    (Foto di Laura Pelargonio)

  • 3CX: Luci e ombre della mobile enterprise

    L’enterprise mobility è la chiave del successo delle aziende nel prossimo futuro, ma solo se si minimizzano fattori che possono minarne l’efficacia.3CX-Logo-High-Resolution-1024x372
    L’opinione di 3CX.

    Modena – Sono numerosissimi gli istituti di ricerca indipendenti a livello globale che vedono il futuro di infrastrutture e telecomunicazioni evolversi a medio termine da “mobile friendly” a “mobile only”, specie presso quelle aziende con un management molto articolato o con numerosi collaboratori sul territorio, tra cui personale commerciale o operatori dell’assistenza tecnica. Una trasformazione che, a detta degli analisti, dovrebbe seguire lo stesso percorso tracciato da applicazioni accessibili inizialmente anche tramite web e che ora sono esclusivamente fruibili tramite web e infrastrutture accessibili anche tramite cloud oggi esclusivamente cloud-based. Più che “se”, secondo gli analisti c’è da chiedersi quando vivremo concretamente questa trasformazione.

    In Italia, con l’eccezione di pochi settori di mercato tra cui quello informatico, dove già da tempo la maggior parte dei collaboratori opera per lo più da remoto, sono ancora poche le misure attuate in favore del “lavoro agile”. Tutti i settori però sono accomunati da un uso ormai imprescindibile dei dispositivi mobili, piattaforme da cui non si può che beneficiare, mettendo a frutto i vantaggi della digital transformation, tanto più necessaria alle aziende, quanto più aumenta la concorrenza internazionale.

    “Dall’incremento della mobilità in azienda, che venga traslata o meno in ‘lavoro agile’, ci si aspettano risvolti estremamente positivi in termini di produttività, abbattimento dei costi e gestione della clientela, e – a lungo termine – effetti positivi anche a livello sociale, quali una riduzione del gender gap e un maggior equilibrio tra vita privata e attività professionale dei singoli collaboratori”, conferma Loris Saretta, Sales Manager Italy / Malta di 3CX, motivo per cui gli investimenti in infrastrutture e applicazioni che favoriscano l’enterprise mobility saranno forieri, secondo IDC, di un giro d’affari globale di 1.7 trilioni di dollari entro il 2020. La corsa all’enterprise mobility però presenta anche alcuni aspetti che possono ridurre se non minare l’efficacia di tali investimenti.

    “Le aziende che intendono investire in enterprise mobility devono fare i conti con una realtà, che vede da un lato la necessità di ottimizzare collaborazione e comunicazione con gli impiegati remoti che sono oggettivamente più isolati rispetto alle controparti presso la sede aziendale e, dall’altro, un nuovo livello di minaccia alla riservatezza di dati e comunicazioni”, sottolinea Saretta. Fattori che, se non presi debitamente in considerazione, danno luogo ad un fallimento immediato dei progetti di incremento della mobilità.

    Restringendo il campo alle soluzioni UC aziendali, l’uso degli smartphone per lo più promiscuo professionale/privato mette in difficoltà i reparti IT, che, se da un lato devono garantire la sicurezza delle conversazioni condotte tramite smartphone e dei dati a cui si accede tramite questo strumento, dall’altro devono assicurare agli utenti la libera fruibilità del proprio cellulare. Ecco perché, sempre secondo IDC, uno dei cavalli trainanti del business generato dall’incremento della mobilità saranno proprio sistemi per la messa in sicurezza e la gestione di tali dispositivi. Focalizzata da sempre sulla massima sicurezza delle conversazioni, 3CX offre alle aziende softphone client per piattaforme mobili (Android, iOS, Windows e MAC) gratuiti si collegano al centralino aziendale tramite tunnel/proxy SIP integrato, per una cifratura punto punto dei dati e delle conversazioni. Ciò implica che anche in presenza di app private e/o malevole che richiedono indiscriminatamente l’accesso ai contatti e al microfono del dispositivo, i dati e le conversazioni condotte tramite i client 3CX sono protetti.

    Anche la proliferazione di app su smartphone o tablet è uno dei frutti della corsa alla mobility che indubbiamente non favorisce la semplificazione dei processi aziendali, né tantomeno consente all’impiegato di ottimizzare le proprie attività. Al contrario obbliga il collaboratore remoto, che ha oggettivamente esigenze di comunicazione molto più pressanti dei suoi pari in sede, a acrobatismi tra più applicazioni anche solo per interfacciarsi con colleghi, superiori e clienti. Se poi in azienda si impiegano sistemi CRM o ERP, accedere ai dati dei clienti da chiamare o a informazioni aggiornate e rilevanti per la telefonata da condurre, richiede in genere l’utilizzo di ulteriori app. Doversi avvalere di più app per condurre una telefonata “informata” con un cliente o per consultarne i recapiti, per avviare una videoconferenza o anche solo per sapere se un collega è reperibile risulta alla lunga oberoso, cagionando l’abbandono dei nuovi strumenti.

    Con l’ultimo aggiornamento, 3CX ha reso l’integrazione dei propri client con le piattaforme mobili ancora più trasparente. Le chiamate in arrivo sui nuovi client per iOS e Android sono trattate dal sistema esattamente come le chiamate ricevute tramite rete mobile. E’ possibile rispondervi anche in presenza di blocco schermo e, qualora arrivi una chiamata su rete mobile durante la telefonata condotta tramite il client 3CX, è possibile metterla in attesa o inoltrarla alla segreteria. Allo stesso modo, trasformare una chiamata condotta con il client 3CX in una videoconferenza web è questione di un click. Niente interruzioni, niente ritardi, niente hardware o app ad hoc. I client forniscono inoltre in una singola app tutte le funzionalità UC (instant messaging, stato presenze, e servizi comfort) erogate dal centralino e offrono accesso a tutte le informazioni disponibili a sistema, tra cui rubriche e informazioni presenti nel CRM, con cui la soluzione UC di 3CX si integra nativamente e a cui trasmette automaticamente i log della chiamata, al fine di registrare l’avvenuta presa di contatto con quello specifico cliente, riducendo anche il tempo necessario per la reportistica.

    “Con soluzioni UC allo stato dell’arte, sicure ed altamente interoperabili come la piattaforma 3CX, avvalersi in modo nomadico del proprio interno telefonico aziendale e di tutti i servizi UC erogati dal sistema è molto semplice, nonché sicuro. Questo è il nostro contributo attivo alla digital transformation di infrastrutture e sistemi per le telecomunicazioni, oggi sempre più mobile-driven”, conclude Saretta.

    (altro…)

  • La gestione degli ordini nelle imprese alimentari

    Nel mondo del Food quello che succede tra l’emissione di un ordine da parte del retailer e la sua evasione da parte del supplier ha forti implicazioni, più che in altri settori di business. Infatti in questo ambito il tempo e la precisione della supply chain sono un fattore critico di successo.

    Perché?

    Perché le aziende di questo settore operano in contesti ipercompetitivi dove il presidio del canale è fondamentale per gestire al meglio stagionalità, deperibilità, packaging, obiettivi di vendita. Ritardi ed errori nella produzione, nel prelievo o nella spedizione non solo sono uno spreco ma hanno anche un significativo impatto sullo sfruttamento del capitale circolante.

    Attualmente, la sfida per le imprese del settore Food è riuscire a gestire crescenti volumi di ordini contenendo i costi e aumentando la velocità delle operazioni. Per tale motivo riteniamo che tecnologia e automazione rappresentino un asset fondamentale per garantire continuità e crescita al business.

    Ricordiamo che il settore deve garantire velocità e precisione nella supply chain rispettando requisiti di sicurezza e tracciabilità. Fondamentale inoltre gestire le priorità per ordini urgenti ed un aggiornamento real-time dei dati per garantire conformità delle operazioni svolte.

    Vai al sito per apprfondire l’argomento >>>>>>

  • Processi di integrazione B2B e implicazioni in azienda

    L’adozione di nuove tecnologie può scuotere un’organizzazione spingendola a cambiare i suoi processi interni e quelli che la legano ai suoi partner commerciali.

    Rispetto all’approccio classico per cui le soluzioni informatiche erano a supporto del business, oggi Internet Of Things, il marketing 4.0, la diffusione del web in generale aprono nuovi opportunità di business che l’azienda globale deve saper cogliere.

    Il cambiamento nell’impresa può risultare impegnativo e in alcuni casi lo sforzo di allineare obiettivi tra aree, sistemi e processi può generare resistenza al cambiamento e causare stress alle persone che vi lavorano.

    Ad esempio, nel mondo del Retail l’evoluzione tecnologica sta influenzando le dinamiche di vendita. Si pensi ai sistemi di pagamento online ed alla diffusione del commercio elettronico.

    Anche la logistica integrata tra fornitore – trasportatore – punto vendita si deve adeguare di conseguenza. Le aziende impongono requisiti di conformità ai propri fornitori con lo scopo di ottenere standardizzazione e rapidità delle transazioni. Ed i fornitori che non rispettano le regole della GDO sono penalizzati rispetto ai più virtuosi.

    Nella logistica e nella distribuzione i sistemi EDI sono ormai sempre presenti e le imprese riservano condizioni più favorevoli ai partner commerciali che realizzano una logistica efficiente.

    Chiaro che il successo o il fallimento di una relazione commerciale non è determinato dalla sola componente tecnologica, ma certamente quest’ultima può influenzare il valore aggiunto generato per le parti.

    L’integrazione B2B, tramite soluzioni EDI, WebEDI, l’outsourcing, la digitalizzazione dei processi, aiuta inoltre a ridurre alcuni dei rischi associati alla gestione del cambiamento, in quanto permette di realizzare una gestione rigorosa del processo, ne assicura il controllo e la misurazione, è scalabile in base ai volumi ed alle frequenze.

    Quando l’azienda decide di affrontare processi di integrazione B2B può scegliere di collaborare con un fornitore di servizi outsourcing capace di implementare e gestire i processi di cambiamento in tutta la supply chain. Il fornitore di soluzioni, in questo caso, sarà responsabile di affiancare l’azienda nel processo di implementazione.

    Noi ci occupiamo di Business Collaborativo e dEDIcated è la nostra piattaforma di servizi per l’integrazione dei processi aziendali che opera in modalità Business Process Outsourcing.

    dEDIcated fornisce servizi 100% digitali per l’integrazione di qualsiasi transazione elettronica:

    –          Integrazione EDI e WebEDI tradizionali;

    –          Gestione Documentale;

    –          Conservazione Sostitutiva;

    –          Fatturazione Elettronica.

     

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  • Digitalizzazione e uso della carta in azienda

    Se in questo momento state leggendo questo post e siete seduti in ufficio fermativi un attimo e guardatevi attorno. Dove si accumula la vostra carta in ufficio? Che tipo di documenti sono?

    In alcune aziende molti professionisti pensano ancora che la carta sia la soluzione più adatta da utilizzare per gestire i processi. Stampano ordini clienti e fatture fornitori, ricevono i fax cartacei, archiviano manualmente nei raccoglitori che riempiono le pareti del loro uffici e alcune volte interi magazzini.

    Cosa fare con questa carta? Potreste pensare ad iniziare un processo di digitalizzazione.

    All’inizio probabilmente potrebbero nascere dei dubbi e degli scetticismi perché i metodi tradizionali sono noti e quelli innovativi, a volte, non sono ancora ben conosciuti; ma quel che è certo è che funzionano e migliorano la vita delle imprese.
    Per iniziare un processo di digitalizzazione il primo passo è abituarsi all’idea che la carta può essere sostituita, il secondo è fare una ricerca e iniziare a raccogliere informazioni in merito. A questo punto parlate con le persone, confrontatevi. Il team dEDIcated è disponibile per rispondere alle vostre domande e fornirvi risposte adeguate alle esigenze della vostra azienda.

    Ricordate una cosa importante: il segreto per guadagnare vantaggio competitivo è semplificare.

    La tecnologia ha l’obiettivo di semplificare, migliorare la collaborazione, restituire tempo alle persone.
    La tecnologia può aiutare ad avere successo ottimizzando processi, aumentando le prestazioni.

    Perché aspettare?

    Potreste iniziare dalla fatturazione elettronica. Da gennaio 2017 anche i soggetti privati avranno l’opportunità di emettere e ricevere fatture elettroniche.
    È il momento giusto per cambiare abitudini e rinnovare vecchi schemi sostituendoli con buone pratiche.

    Se vi piace il Lean Thinking, provate ad iniziare dalle 5S e forse la digitalizzazione vi apparirà come un passo necessario per separare, riordinare, pulire, standardizzare e sostenere i vostri documenti.

    dEDIcated risponde alle vostre domande. Scriveteci >>>

  • www.webpreventivi.it – un ponte tra domanda ed offerta

    Il portale webpreventivi.it rappresenta un ponte tra domanda ed offerta permettendo agli utenti alla ricerca di un bene e/o servizio per soddisfare i propri bisogni, di ricevere in maniera rapida, gratuita e senza impegno delle offerte dalle aziende e/o i professionisti iscirtti al portale.

    Dalla loro parte, le aziende ed i professionisti iscritti al portale potranno usufruire, dietro al pagamento di un piccolo canone annuo, dei seguenti servizi:

    • ricezione dei contatti dei potenziali clienti
    • database online dei potenziali clienti
    • pagina aziendale personalizzata sul portale
    • pubblicazione di offerte e news sul portale
    • servizio di mailing pubblicitario
  • Team building in azienda: qualche consiglio

    L’attenzione dedicata alla costruzione di uno spirito di squadra all’interno delle aziende è aumentata sensibilmente nel corso degli ultimi anni. I management riservano oggi uno spazio sempre maggiore alle attività di team building, intuendo come un ambiente di lavoro in armonia sia anche più efficiente e più produttivo. Ecco alcune attività da praticare con i dipendenti.

    Tiro alla fune

    Forse vi sembrerà un’iniziativa dimostrativa più che davvero utile ma, in realtà, non è così. Le attività di gruppo come il Tiro alla Fune (sappiamo tutti cos’è, no?) che richiedono l’utilizzo della forza sono un collante sociale potentissimo: ogni squadra sa che si vince e si perde insieme, impara a considerare la forza dei propri compagni come se fosse propria, e la sensazione non si esaurisce con il concludersi della competizione.

    Realizzazione di un video aziendale

    Realizzare tutti insieme un video aziendale in cui si chiede a ogni dipendente di partecipare nel modo in cui ritenga più opportuno: qualcuno farà da attore, qualcun altro porterà la sua chitarra, chi penserà alle scenografie con i suoi splendidi disegni, chi alle riprese: alla fine, ognuno avrà contribuito nel modo che più gli aggrada e avrà messo a disposizione estro e passioni per un’attività di lavoro. E senza che se ne sia accorto, ha potuto praticare la sua arte nel suo ufficio, un bel modo di imparare a stare a proprio agio in azienda.

    Cene aziendali

    Con karaoke di sottofondo o tra fiumi di alcol che scorrono, le cene aziendali Milano sono diventate una ricorrenza sempre meno scontata e un invito implicito a lasciarsi un po’ andare. L’eccesso formale stona, meglio fare in modo che ognuno si diverta e che passi piacevoli ore assieme a colleghi che, finalmente, si riesce a conoscere un po’ meglio. In vino veritas?

    Mercatino di beneficenza

    Organizzare o prendere parte a un mercatino di beneficenza e chiedere ai dipendenti di prestare le proprie ore d’ufficio alla causa come commessi improvvisati: davvero un bel modo per spezzare la routine e trascorrere del tempo tutti insieme, facendo del bene agli altri e in compagnia dei colleghi.