Autore: WalterW

  • Caratteristiche e stati d’animo di chi subisce ogni giorno violenza

    La violenza sulle donne non può non essere definita una vera piaga della società del nostro tempo. Un fenomeno davvero inaccettabile ma che nonostante ciò dilaga a dismisura. Sono tanti i casi di vittime accertate e saranno tante ancora se si continua ad ignorare questo annoso problema.
    Anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa. Una donna vittima di violenza, infatti, detiene sempre uno specifico comportamento che non può essere ignorato. Ed è per questo che abbiamo deciso di definirlo in questa guida per capire se abbiamo amiche o parenti alle prese con questo problema.

    1. La vittima si isola

    Capita che una donna soggetta a violenza tenda ad isolarsi e non voler vedere più gente. Questo perché la violenza che subisce la fa quasi sentire incompresa, come se nessun altro potesse capire quello che sta provando. Ed è anche per questo motivo che comincia a sentirsi sola ed è lei stessa che tende ad isolarsi dal resto del mondo. Insomma, si tratta di una donna che non ha più voglia di vedere nessuno e che preferisce vivere il suo dolore nel suo mondo.

    2. La vittima non ha più fiducia negli altri

    Chi subisce in modo costante violenza non riesce più a fidarsi di chi ha intorno. Si sente costantemente minacciata ed ogni gesto viene visto come un pericolo. Accade spesso, infatti, che la vittima tenda a staccarsi dagli altri, a concepire ogni gesto con diffidenza e poco coinvolgimento. Si tratta di una reazione totalmente normale e frutto di violenza spesso dettata proprio da persone vicine e soprattutto considerate ineccepibili.

    3. La vittime soffre di attacchi d’ansia

    L’ansia e la paura la fanno da padrona nella vita di una donna che subisce quotidianamente violenza. In questo caso, si può parlare sia di veri e propri attacchi di panico che stati di angoscia molto profonda. In questo caso, la paura si manifesta in modo chiaro e violento attraverso disturbi del sonno, terrore e soprattutto sconvolgimento emotivo. Tutte reazioni normali e dovuti agli atti di violenza fisica o psicologica subiti che andrebbero risolti anche con chi si occupa di assistenza legale stalking.

  • Cosa portare in caso di cena tra amici: dritte furbe

    Siete stati invitati ad una cena tra amici ma siete super indecisissimi su cosa dovete portare per fare comunque bella figura? Partiamo dal presupposto che non portare nulla è assolutamente fuori discussione: meglio evitare di apparire troppo tirchi o comunque poco attenti alle formalità.
    Ma cosa bisogna portare quindi per cercare comunque di non fare brutta figura nonostante si tratti di amici? Ecco qualche consiglio molto pratico.

    1. Una piccola pianta

    Una buona idea potrebbe essere quella di portare un piccola pianta o un piccolo mazzo di fiori. Ma perché sottolineamo sempre il fattore dimensione? Perché il Galateo vuole che non debbano mai essere portate piante troppo grandi o mazzi di fiori dalla dimensione esagerata. Meglio qualcosa di più contenuto, acquistato da un fioraio online, in modo tale da arrivare a mani vuote ad una cena e al contempo non mettere in difficoltà i padroni che dovranno cercare vasi in giro per la casa.

    2. Una confezione di cioccolatini

    I cioccolatini fanno sempre la loro bella figura, soprattutto se acquistati artigianali e con un certo valore. Potete, ad esempio, prenderne di diversi per fare un gusto assortito, oppure acquistarli mono gusto per andare sul sicuro. Insomma, si tratta di un regalo comunque discreto, anche solo da un punto di vista economico, ma che aiuta comunque a non arrivare a mani vuote in caso di cena a casa di amici.

    3. Una confezione di gelato

    Per evitare di portare dolci, magari troppo grassi o comunque rischiosi soprattutto per chi dovesse avere intolleranze, potreste portare una bella confezione di gelato rigorosamente artigianale. Sicuramente costa un po’ di più rispetto ad un gelato industriale acquistabile in qualsiasi supermercato, tuttavia sarà il gusto a farla da padrona e a rubare la scena. Noi vi consigliamo di optare per varianti basic come gelato alla vaniglia o alla crema, per non far torto a nessuno e soprattutto per accontentare un po’ tutti.

  • Vantaggi per chi possiede un blog: quali sono?

    Una delle domande che più si pone un imprenditore che frequenta corsi di marketing online per imprenditori è: perché è così vantaggioso avere un blog come dicono tutti? Insieme ai siti web, il blog rappresenta una perfetta vetrina di lancio per l’azienda che vuole fare business in rete, e ciò è assodato. Ma perché al giorno d’oggi tutti corrono ad aprire un blog di qualsivoglia argomento, anche il più incredibile e disparato?
    In questa guida proveremo a rispondere al vostro quesito.

    1. Perché si ispira fiducia

    Chi ha un blog viene visto come qualcuno che ne sa o meglio, sa quello che scrive. Per questo è facile ispirare fiducia a chiunque ci legge o comunque vuole conoscere precise informazioni. Tra le altre cose, un’azienda proprietaria di un blog può anche farsi conoscere meglio, fare delle guide, rendere più semplice la vita di chi leggere gli articolo e così via. Insomma, è possibile mostrarsi come persone affidabili, il tutto pubblicando solo e semplicemente degli articoli.

    2. Aumentano le visite al proprio sito

    Un blog associato ad un sito web porta maggiori visite al portale. Immagina di essere proprietario di un blog che si occupa di consulenze aziendali. Trattando un articolo generico, che magari si occupa di precisi servizi o di lavoro in generale, è possibile che l’utente incuriosito visiti anche il tuo sito aziendale e voglia conoscere molto di più di te. E ciò significa solo una cosa: maggiori visite al tuo portale, maggiore popolarità e ancor più maggiore possibilità di ottenere un nuovo cliente.

    3. Fidelizzate i clienti che già possedete

    Avete già una moltitudine di clienti che danno soddisfazione? Sappiate che con un blog è possibile fidelizzarli e creare un rapporto di fiducia ancor più stretto e autentico. Scrivendo contenuti ben scritti, informativi e di sicuro interesse e molto più facile riuscire a trattenere i clienti che già possedete, senza correre il rischio che vadano dalla concorrenza o da qualcun altro. Insomma, un modo per fare marketing davvero efficiente e che vi permetterà di proteggere i vostri clienti e tenerli stretti a voi.

  • Perché scegliere un armadio angolare: ecco i motivi

    La scelta dell’armadio è sicuramente molto importante, in particolar modo quando si arreda la propria camera da letto. Questo perché si tratta comunque di un mobile molto importante, praticamente indispensabile in qualsiasi zona della casa, ancor di più nella zona notte. È il luogo, infatti, dove si ripongono i vestiti, le lenzuola acquistate da chi si occupa di lenzuola su misura online, le federe e tutto ciò che concerne il vestiario e gli accessori di una camera da letto.
    In questa guida, però, abbiamo deciso di dare maggiore risalto all’armadio angolare, una soluzione davvero molto spesso adottata da chi si sta occupando di arredare la propria casa.
    Ecco qui di seguito i nostri consigli per sceglierlo già da ora.

    1. Rende gli spazi ancor più sfruttati

    Con un armadio angolare ogni singolo angolo della vostra casa risulterà sfruttato al 100%. Il motivo? Un armadio angolare viene posizionato a ridosso della parete e soprattutto coinvolge tutti gli angoli possibili di un ambiente. Per questa ragione, se la vostra camera da letto vi sembra molto piccola per un armadio di questo tipo, sappiate che si tratta solo di una vostra paura irragionevole.

    2. Ogni vostro capo sarà in assoluto ordine

    Gli armadi angolari si contraddistinguono per una dimensione spesso esorbitante che permette la conservazione di qualsiasi tipologia di capo. Ebbene, con un mobile di questo tipo potrete conservare qualsiasi cosa di cui avete bisogno: dalle lenzuola ei vestiti dei vostri figli passando per le trapunte invernali e spesso troppo grosse di dimensioni.

    3. No ad angoli morti

    Quando si posiziona un armadio all’interno di una stanza, può capitare che si presentino degli angoli morti molto difficili da utilizzare. C’è chi sceglie di posizionarci una piantina, chi un piccolo comodino, chi un soprammobile e così via. Ebbene, con un armadio angolare questo problema non si presenterà più poiché ogni angolo morto possibile sarà coperto dalla sua struttura estremamente funzionale.

  • Come scegliere l’olio di oliva: consigli e suggerimenti

    L’olio di oliva è un prodotto fondamentale in cucina. Viene utilizzato per preparare i soffritti, per condire le insalate, per friggere ma anche come elemento grasso per la preparazione dei dolci. Ne esistono di diverse tipologie e marche in commercio e spesso è davvero molto difficile scegliere quello migliore e perfetto per noi.
    In questa guida, però, abbiamo deciso di darvi una mano. Ecco quindi qualche consiglio da seguire per scegliere bene quale olio di oliva utilizzare in cucina e in tutte le preparazioni che desiderate.

    1. Non fatevi abbindolare dai prezzi molto bassi

    Capita di trovarsi davanti a bottiglie di olio di oliva dai prezzi decisamente molto bassi. Ebbene, non sempre questo è sinonimo di cattiva qualità, ma alle volte sì. Cercate di leggere sempre l’etichetta e di evitare i prodotti low cost. Molto spesso questi oli non sono così controllati come dicono e sono composti da sostanze chimiche che potrebbero fare male al nostro organismo o ancor di più al colesterolo. Quindi fate sempre attenzione a ciò che comprate e non fidatevi dei prezzi vantaggiosi che vi vengono millantati o che avete davanti agli occhi.

    2. L’olio extravergine di oliva è meglio

    Checché se ne dica, l’olio extravergine di oliva ha una qualità superiore rispetto a tutti gli altri oli. Questo perché è composto da una minore componente acida e soprattutto è decisamente più controllato rispetto a tanti altri. Di fatti è assolutamente vietato aggiungere altri oli o miscele di olio a questo prodotto. Il nostro consiglio è quello di acquistare principalmente olio presso chi si occupa di vendita olio extravergine di oliva, oppure presso persone che conoscete e che sapete che curano nel dettaglio la produzione di questo importante e sano olio.

    3. Meglio olio DOP e IGP

    Quando vi accingete ad acquistare il vostro olio di oliva, sarebbe bene preferire sempre olio DOP o IGP poiché tutelato e protetto da tutte le contraffazioni europee ed extra europee. inoltre, questo tipo di olio rispetta ogni tipo di normativa e regolamentazione italiana ed europea per cui potete stare assolutamente tranquilli del prodotto che andate a comprare. Tra le altre cose, è perfetto da usare per qualsiasi preparazione e da far consumare anche ai bambini.

  • 3 errori da non fare se si vuole sviluppare gli addominali

    Avere gli addominali scolpiti è senza dubbio un sogno di ogni uomo o donna amante della corretta forma fisica e dello sport. C’è chi decide di andare in palestra, chi opta per la chirurgia estetica andando da un chirurgo plastico Verona e solo dopo a fare esercizi, e chi sceglie di allenarsi solo ed esclusivamente a casa propria.
    Come vedete, le opzioni sono tante ma esistono anche degli errori da non commettere se si vuole ottenere gli addominali nel modo giusto.
    Quali? Scopriteli nella nostra guida.

    1. Curate l’alimentazione

    Una delle prime cose da fare è senza dubbio curare la propria alimentazione. È del tutto inutile che facciate ogni giorno o per tre volte alla settimana gli addominali se poi non mangiate nel modo corretto. La cosa più importante è definire nel modo giusto l’apporto di proteine e carboidrati che dovete assumere ogni giorno, e per farlo non dovete far altro che andare da un nutrizionista.

    2. Non esagerate con gli esercizi

    Va bene fare tanti esercizi ma meglio non esagerare sforzando fin troppo i propri muscoli. Il consiglio è di fare addominali fino a 3 volte a settimana, lasciandovi comunque almeno un giorno di tregua tra una seduta di allenamento e un’altra. In questo modo, darete tutto il tempo al vostro corpo di riprendere energie e rigenerarsi senza metterlo sotto sforzo per troppo tempo e nel modo sbagliato.

    3. Evitate di sgarrare per quanto concerne la dieta

    Arriva il week end e con lui anche la voglia di bere vino? Ebbene, non fatelo. Sgarrare bevendo alcolici, seppur solo una volta a settimana, potrebbe prolungare le tempistiche per quanto concerne lo sviluppo degli addominali. Il nostro consiglio è quello di prendervi del tempo in cui stare “sotto dieta” in modo da notare soddisfacenti risultati già da subito e non dopo troppo tempo. Insomma, si tratta solo di alcuni sacrifici da fare per qualche periodo ma che vi aiuteranno a sentirvi meglio con i vostri addominali.

  • Come pulire l’argento: ecco 3 metodi davvero infallibili

    I vostri gioielli in argento vi sembra anneriti, ossidati o comunque meno splendenti del solito? Capita molto spesso che l’argento nel corso del tempo perda tutta la sua lucentezza e splendore. Ma come fare a pulire l’argento senza però correre il rischio di rovinarlo ancor di più e soprattutto in modo irreparabile? Ecco i consigli che suggeriscono diversi negozi di argenteria Palermo e dintorni per riuscire a dar nuova luce a propri oggetti in argento.

    1. Usate il succo di limone

    Il limone, oltre ad essere un agrume che fa bene all’organismo, è utile anche per sgrassare e togliere lo sporco da diversi oggetti della casa, tra cui quelli in argento. Per usarlo, basta prendere un limone, tagliarlo e applicare un po’ di succo direttamente sulla superficie in questione. Dopo aver fatto ciò, prendete un panno morbido e strofinate in modo delicato. Per quanto concerne le fessure (se presenti) prendete uno spazzolino dalle setole morbide, imbevetelo di succo di limone e strofinate con cautela. Noterete, da subito. un colore piuttosto verdastro sulla superficie dell’oggetto: ebbene, quello è l’argento ossidato che sta via via andando via.

    2. Usate il dentifricio

    Un’altra alternativa molto valida è quella di usare il dentificio per pulire l’argento. Ebbene, anche in questo caso il procedimento è molto semplice: applicate un po’ di dentifricio direttamente sulla superficie in modo da ricoprirla interamente, aiutandovi con le dita oppure con uno spazzolino. Dopo aver fatto questo, prendete sempre un panno morbido e cominciate a strofinare delicatamente. Dopo un po’ di tempo, l’argento riacquisterà tutta la sua lucentezza.

    3. Bicarbonato di sodio

    Anche il bicarbonato di sodio è un alimento multi uso sia in casa che in cucina. Questo perché ha sia un’azione disinfettante ma anche igienizzante. Per usarlo, create un impasto di acqua e bicarbonato e applicatelo sulla superficie in argento. Il nostro consiglio è quello di lasciarlo agire almeno per due ore in modo da esser certi del suo funzionamento. Dopo, toglietelo via aiutandovi con un panno morbido e dell’acqua. Et voilà, il vostro argento ritornerà come nuovo!

  • Come deve essere un calendario efficace: 3 consigli

    Un calendario, se fatto bene, può davvero aumentare le possibilità di fare business di un’azienda. Questo perché è un prodotto utilizzato praticamente da chiunque, utile e soprattutto quasi indispensabile in qualsiasi casa o ufficio.
    Per questa ragione, è essenziale strutturarlo nel migliore dei modi, al fine di colpire in modo immediato qualsiasi tipo di pubblico.
    Ebbene, ma come deve essere il calendario perfetto? Quali caratteristiche deve detenere? Scopriamolo subito in questa guida.

    1. Deve essere chiaro

    Un calendario confuso praticamente non funziona, sia per quanto concerne la sua fruibilità che il vostro business. Il nostro consiglio è quello di scegliere font chiari e leggibili, al fine di permettere ad ogni individuo di acquistarlo e comprenderlo. Evitate di creare calendari troppo ricchi di foto, contenuti, e loghi: potrebbe risultare esagerato e davvero poco elegante. Siate essenziali ed anche la vostra pubblicità vi ringrazierà.

    2. Decidete che calendario creare

    Esistono davvero diversi tipi di calendario che qualsiasi azienda che si occupa di stampa calendari online è in grado di realizzare. Ecco qui di seguito alcuni:

    • Calendario da tavolo: è il classico calendario in miniatura che si poggia sulle scrivanie degli uffici o degli studi. È forse meno immediato ma ha comunque un suo perché;
    • Calendario da parete: è, invece, il calendario che si appende al muro sia in casa che in un’azienda. È decisamente più incisivo e utile in termini di business;
    • Calendario illustrato: è composto da una serie di immagini suddivise mese per mese. Non ha grandi contenuti: il suo punto di forza sono le immagini;

    3. Decidete dove posizionare il vostro marchio

    In un calendario pubblicitario, la cosa più importante è scegliere in modo strategico dove posizionare il vostro marchio. In linea di massima, vi consigliamo di metterlo in alto, al fine di renderlo più visibile sia da vicino che da lontano. Successivamente, vi consigliamo di inserire tutti i recapiti della vostra azienda come numeri di telefono, indirizzi fisici ed email, indirizzo del vostro sito web o della vostra pagina Facebook (se l’avete) e così via. In questo modo, sarà più semplice essere rintracciabile da chiunque voglia contattarvi.

  • 3 figure lavorative molto richieste in Italia

    A prescindere che si voglia rimanere in Italia o si preferisca andare a studiare in Romania, è molto importante conoscere quali sono le figure lavorative più richieste nel nostro Paese, in modo da avere da subito un quadro chiaro di come si lavora qui da noi. Senza dubbio, quando si sceglie un percorso di studi, non contano solo gli sbocchi lavorativi ma anche la propria predisposizione allo studio di determinate discipline, la propria passione ed anche la forza di volontà che si possiede.
    Pertanto, scopriamo subito quali sono le figure più richieste in Italia nel mondo del lavoro, per sapere quale strada intraprendere per provare a fare carriera.

    1. Il medico

    Di medici non ce n’è mai abbastanza, vero? Difatti, una delle figure più richieste è senza dubbio il medico, a prescindere dalla sua specializzazione. Ovviamente, per diventare tale, è necessario prendere una Laurea in Medicina della durata di 6 anni, effettuare tirocinio e specializzazione presso una struttura ospedaliera e successivamente effettuare l’Esame di Stato per poter ottenere l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Medici. Insomma, parliamo di un percorso sicuramente tortuoso ma che può dare comunque le dovute soddisfazioni se intrapreso con passione e forza di volontà.

    2. Ingegnere informatico

    L’ingegnere è da sempre una figura decisamente molto richiesta in diverse tipologie di aziende, soprattutto in relazione al fatto che ne esistono di diversi con altrettanti differenti specializzazioni. Nello specifico, è l’ingegnere informatico l’individuo con più richieste di lavoro. Parliamo, quindi , di un professionista che si occupa di software e determinate piattaforme web. Ovviamente, anche in questo caso è necessario prendere una laurea in Ingegneria e successivamente specializzarsi nel proprio settore di riferimento.

    3. Psicologo

    Avreste mai pensato che uno psicologo potesse essere un professionista molto richiesto dalle aziende? Invece sì. Solitamente, alle imprese importa di assumere laureati in psicologia che si occupino di risorse umane e che quindi effettuino colloqui per eventuali assunzioni. Questo perché lo psicologo ha molta più predisposizione a valutare la personalità e le peculiarità di un candidato rispetto ad un classico manager. Ebbene, per intraprendere questa carriera, è necessario ottenere una Laurea in Psicologia e successivamente effettuare l’Esame di Stato per ottenere l’annessa abilitazione e soprattutto l’iscrizione all’Albo degli Psicologi.

  • Cosa regalare alla fidanzata per il primo anniversario?

    A breve festeggerete il vostro primo anniversario di fidanzamento e vi piacerebbe stupire la vostra partner con un regalo strepitoso e che la lasci a bocca aperta? Sicuramente, il primo anniversario è una data importantissima per una coppia: rappresenta il superamento della prima di tante altre tappe (ovviamente si spera!). Ecco perché è bene festeggiarlo come si deve con un regalo fantastico e sorprendente.
    Se non avete ancora idee vincenti, ecco alcuni spunti molto semplici che vi permetteranno di stupire la vostra fidanzata.

    1. Viaggio in Grecia

    La Grecia è senza dubbio un luogo molto romantico per via del suo mare e del suo clima così piacevole. Ecco perché regalare un viaggio verso questa meta potrebbe davvero sorprendere la vostra partner. Potete decidere di fare una vacanza in Grecia in barca a vela, visitando quindi tutte le isole limitrofe come Creta, Mykonos e Santorini. Oppure potete semplicemente restare sulla terra ferma e andare a visitare i siti archeologici del posto che rappresentano la storia del Paese in tutte le sue sfumature. Insomma, sta a voi decidere come strutturare questo romantico viaggio.

    2. Una foto in due

    Se preferite un regalo un po’ più simbolico, potete stampare la vostra foto migliore e abbellirla il più possibile. Potete richiederla al vostro fotografo di fiducia sotto forma di puzzle, ad esempio. Oppure stamparla su un cuscino o su due magliette da indossare insieme. Insomma, spazio alla vostra fantasia più sfrenata per un regalo davvero sensazionale!

    3. Un diario da scrivere

    Ebbene. il primo anno è passato ma non è certo finita qui! Un ottimo regalo, anche di buonaugurio, potrebbe essere quello di regalare alla vostra lei un diario dalle pagine bianche da scrivere insieme. Potreste annotare tutte le esperienze che farete da qui al futuro. le vostre canzoni preferite, alcune dediche e così via. Potete anche decidere di attaccarci con della colla alcune foto particolarmente buffe e che vi piacerebbe rivedere l’anno prossimo. Insomma, il senso di questo regalo è quello di annotare per ricordare il più possibile in futuro e per rievocare qualcosa che sicuramente tornerete a rivedere e sfogliare. Un regalo romantico e davvero molto evocativo.

  • Arredo camera da letto in stile dark: 4 consigli

    Lo stile dark nasce in Inghilterra negli anni ‘80, ed affonda le sue radici in un particolare stile musicale: il Gothic rock. Questo genere stilistico e culturale, come anche questo tipo di design, ha subito una molteplicità di influenze dalla letteratura gotica del XIX secolo, e si contraddistingue soprattutto per un richiamo al classico cinema dell’orrore.
    Lo stile a cui noi vogliamo fare riferimento non è per tutti, per questa ragione abbiamo deciso di fornirvi qualche consiglio per arredare la vostra camera da letto in perfetto stile dark.

    1. Scelta dei colori

    Come di certo potete immaginare, il colore predominante dello stile dark è il nero. Tuttavia, non si disdegna l’utilizzo di altri colori come il rosso intenso e l’indaco. Se preferite, potete inserire qualche tocco di colore qua e là in tutta la vostra stanza, come ad esempio, sulla parete o in alcuni particolari accessori. Lo scopo è non appesantire l’ambiente con tonalità eccessivamente tendenti allo scuro, utilizzando anche qualche sfumatura di colore acceso.

    2. Luminosità caratteristica

    Anche l’illuminazione è fondamentale in una camera da letto in stile dark. Noi vi consigliamo di optare per delle luci fredde, che risaltano ancora di più in un ambiente così oscuro. Nel momento in cui sceglierete i lampadari per la camera da letto, optate per qualcosa di minimal regolare e definito, che molto si adatta allo stile dark della vostra stanza.

    3. E le pareti?

    Non vorrete mica lasciare le pareti della vostra stanza di un bianco candido? Anche le mura dovranno essere dipinte e richiamare la vostra anima dark. Optate per il nero intenso, e se volete differenziarvi ancora di più dagli altri, scegliete un intenso color blu o color Borgogna per le vostre pareti, in modo da catturare e rendere più intenso l’arredo della vostra stanza.

    4. Accessori gotici

    Come già detto, lo stile dark richiama la tendenza gotica e l’epoca vittoriana. Ciò deve essere definito anche nei mobili d’arredo. Procuratevi degli oggetti caratteristici, sfarzosi ma al contempo magnetici. Potete anche acquistare dei mobili dallo stile più moderno e svecchiarli con della semplice vernice. Insomma, largo alla fantasia ed alla vostra anima oscura!

  • Come scegliere l’avvocato giusto: 5 consigli

    Al giorno d’oggi, la possibilità di utilizzare il web e di rivolgersi a uno studio legale online permette a ognuno di noi di scegliere il proprio referente legale tra una rosa di candidati decisamente più ampia rispetto al passato. La scelta del rappresentante legale è fondamentale per l’esito del proprio caso specifico: il passaparola o il consulto di dottori legali scelti per questioni di amicizia o conoscenza non possono in alcun modo essere considerate valutazioni appropriate. Ecco allora 5 consigli per scegliere l’avvocato abbattendo il rischio di errore.

    1. L’esperienza

    Bisogna essere sinceri: non è facile affidarsi ad avvocati giovani e privi di esperienza. Il settore forense si basa su dinamiche complesse e piccoli dettagli possono sovvertire l’esito di una causa. L’esperienza è un fattore importantissimo da considerare nella scelta del proprio avvocato, soprattutto nel caso di questioni complesse. Su internet è possibile ricercare informazioni specifiche sui diversi avvocati, acquisendo informazioni importantissime nel guidare le proprie scelte. Basta digitare il nome del professionista su Google.

    2. Specializzazione

    Formalmente, non esistono differenze tra avvocati iscritti all’Ordine. Da un punto di vista delle competenze, invece, le differenze sono sostanziali: un civilista non possiede le stesse competenze di un penalista. Il diritto è una materia decisamente complessa ed è impensabile che un avvocato sia in possesso di conoscenze trasversali. Scegliere in relazione al proprio caso specifico è l’unica cosa sensata da fare.

    3. Referenze

    Una volta definita una rosa di candidati a svolgere il ruolo di rappresentante legale, è il momento di cercare referenze più dettagliate. Internet, come anticipato, è un fornitore eccellente di informazioni, ma non basta. Rivolgersi a persone di fiducia che operano nel settore, ad esempio, è un ottimo approccio alla scelta, così come mettersi in contatto con clienti che sono già stati assistiti dallo studio o dall’avvocato in questione.

    4. Empatia

    E poi occorre anche fidarsi del proprio istinto. Durante la consulenza, sarà inevitabile provare empatia o distacco nei confronti del proprio interlocutore: non bisogna mai trascurare i messaggi, anche inconsci, del proprio istinto.

    5. Accessibilità

    Se un avvocato tende a rimandare gli appuntamenti, a fare tardi o costringe a estenuanti attese in sala d’aspetto, potrebbe non essere il giusto rappresentante che fa al proprio caso. Il proprio legale deve essere una persona in grado di rendere accessibili le informazioni e di dimostrarsi a disposizione del proprio assistito. Se il contatto diretto risulta spesso complesso o problematico, è meglio guardarsi intorno e continuare a cercare il proprio avvocato altrove.

  • Come si arreda un bar in stile vintage: 3 consigli

    Uno degli arredamenti più in voga per un bar è quello vintage. Un locale dal tocco retrò, con un arredo raffinato, basato su una costante ricerca di materiali preziosi e mai visti prima. Un bar di questo tipo, senza dubbio è destinato a lasciare il segno: per questa ragione, vi consigliamo di usare questo tipo di design se desiderate un locale che si distingua dalla massa.
    Ma come si arreda un bar in stile vintage? Ecco 3 consigli per voi.

    1. Oggetti e arredi che rievocano l’epoca

    Quando si sceglie un periodo storico per l’arredamento, è importantissimo cercare oggetti che rievocano in tutto e per tutto l’epoca. In questo caso, cominciate a girare per negozi d’antiquariato e mercatini dell’usato: tra le bancarelle e gli scaffali, state certi che riuscirete a trovare oggettistica d’epoca, dal sapore antico e vissuto, perfetto per i vostri interni. Ad esempio, potreste cercare le classiche sedie che si utilizzavano nel secolo scorso, che solo nell’aspetto donano un tocco di vissuto all’ambiente; oppure un mobile, anche più moderno, da svecchiare con un tocco di vernice o di carta vetrata. Insomma, sta a voi decidere, e se avete qualche dubbio, fatevi pure aiutare da degli esperti del settore. I negozi d’arredamento bar a Milano, Roma ecc… sicuramente riusciranno a centrare il vostro tema prescelto.

    2. Non dimenticate la tecnologia

    È vero, avete scelto un tema vintage, ma questo non significa che dobbiate rinunciare alla tecnologia. In questo caso, potete sia acquistare macchinari e svecchiarli, che cercarne di usati da far riparare presso addetti specializzati. Un esempio? Fatevi un giro e provate a cercare una macchina per i gelati usata. In questo modo, non rinuncerete alla tecnologia, ma indubbiamente avrete rispettato il tema vintage che avete scelto.

    3. Accessori retrò

    Se vi chiedessimo quali sono alcuni degli accessori più retrò che conoscete, cosa rispondereste? Probabilmente un juke box, un mangianastri, un vecchio telefono fisso, o l’impianto stereo tipico degli anni ‘80-90. Dove vogliamo arrivare? È semplice: un bar vintage non può rinunciare a queste piccole chicche del passato, oggettistica di grande valore a dal sapore davvero antico. In alcuni negozi d’antiquariato, è possibile reperire tutti questi oggetti (indipendentemente se siano funzionanti o meno), in modo da abbellire e rendere esteticamente di maggior valore il vostro bar. Potete anche decidere di creare una compilation con la tipica musica degli anni ‘70-80 e via dicendo, in modo da spingere i vostri clienti a fare un salto nel passato, nel momento in cui entrano nel vostro locale.

  • Acconciatura da sposa con capelli corti: 3 consigli

    Scegliere l’acconciatura da sposa per il proprio matrimonio è già abbastanza complicato, se poi si ha una capigliatura dai capelli corti, le cose si complicano notevolmente. La cosa più importante è chiaramente sentirsi in pace con sé stesse, senza paura o stupide paranoie. E successivamente affidarsi ad un hairstylist professionale.

    Ma a cosa bisogna prestare attenzione quando si sceglie un’acconciatura da sposa con capelli corti? Ve lo spieghiamo noi.

    Valorizzatevi

    Una delle paure più comuni delle giovani spose dai capelli corti è quella di apparire poco femminili il giorno del proprio matrimonio. Un pensiero comprensibile ma sbagliato. Anche un taglio corto può apparire sensuale e femminile, basta solo darne il giusto valore. Attualmente, il mondo dell’hairstyle fornisce una serie di alternative anche per chi non ha una chioma pronunciata. Si possono creare delle piccole onde che rendano la vostra capigliatura sbarazzina; oppure dei piccoli boccoli molto femminili. Se invece siete delle donne che amano osare potete anche creare dei giochi di colore con i vostri capelli, applicandovi una tinta colorata solo sulle punte. Di certo doneranno una grande luminosità al vostro viso.

    Usate gli accessori

    Ciò che fa la differenza nelle acconciature è di certo l’accessorio. I capelli corti si prestano ad ogni tipo di oggetto: si passa dalle coroncine, eleganti e raffinate, a piccoli fermagli di perle o costellati da fiori che richiamano il vostro abito o il tema del vostro matrimonio. Siete tipe particolarmente rock? Allora potete indossare anche dei cerchietti neri, che richiamino la vostra passione rock and roll. Bando alle tradizioni: anche l’acconciatura deve esprimere il vostro essere, esattamente come ogni aspetto del vostro matrimonio.

    Ricreate il vostro taglio

    Abbiamo capito, vi piace il vostro taglio di capelli. Ma perché non renderlo ulteriormente originale? Se vi va, potete ad esempio, creare una piccola frangetta deliziosa, ideale per chi ha il viso dalla fronte larga e particolarmente tondo. Potete anche optare per delle pettinature rigorosamente all’indietro, dallo stile retrò ma sicuramente molto elegante. Basta solo scegliere. Se avete qualche dubbio, affidatevi al vostro hairstyle e wedding planner. Cercate nella vostra zona i professionisti più adatti a voi. Ad esempio, se siete siciliani, cercate degli hairstyle e wedding planner a Palermo che possano aiutarvi a valorizzare il vostro viso ed il vostro taglio.

  • SEO on-page e SEO off-page: facciamo chiarezza

    Ogni agenzia SEO Milano, Roma o Napoli è solita suddividere le proprie modalità di intervento per il posizionamento online in due aree: quella della SEO on-page e quella della SEO off-page. Cerchiamo di chiarire di cosa si tratta.

    SEO on-page e SEO off-page

    Molto semplicisticamente, gli interventi on-page interessano tutti ciò che viene eseguito direttamente sul sito web. Gli interventi off-page, viceversa, sono eseguiti in rete ma non sono effettuati direttamente sul sito web che si vuole posizionare.

    SEO on-page

    La SEO on-page comprende una vasta gamma di interventi di ottimizzazione, finalizzati al posizionamento del sito web sui motori di ricerca.

    L’aspetto che rivesta la maggiore importanza è quello relativo ai contenuti del sito web: un testo, perché sia ottimizzato ed efficace in ottica SEO, deve rispettare determinati parametri; le informazioni contenute nelle pagine del sito devono essere attendibili e scritte in modo comprensibile, senza errori morfosintattici e organizzati in una struttura semplice, con poche subordinate e frasi brevi. La schematicità aiuta il posizionamento: paragrafi, sottotitoli ottimizzati, link interni che collegano tra loro le informazioni del sito sono tutti fattori di una certa rilevanza e apprezzati dagli spider dei motori di ricerca.

    I Meta-tag Title e Description, ovvero le intestazioni che ci appaiono quando eseguiamo una ricerca, sono altri fattori determinanti e devono essere ottimizzati attraverso un utilizzo attento delle parole chiave scelte per le relative pagine.

    Dal punti di vista tecnico, un sito ottimizzato deve presentare una struttura lineare, facile da comprendere (per l’utente e per gli spider), user friendly. Banner pubblicitari invadenti, lentezza nel caricamento, malfunzionamenti, ricorsiva presenza di pagine in 404 sono tutti ostacoli al posizionamento.

    SEO off-page

    Quando si parla di SEO off-page si parla fondamentalmente di link building, ovvero di strategie mirate all’acquisizione di link esterni che puntano verso il proprio sito. Esistono svariate tecniche di link building ma la più efficace è quella che consiste nell’acquisizione di link in maniera naturale, attraverso la scrittura di contenuti di qualità che gli utenti possono apprezzare e condividere.

    I link non hanno tutti lo stesso valore: più il sito che linka è autorevole e maggiore sarà il trust che riceve il sito. Il trust, ovvero la fiducia, la credibilità che un sito è in grado di raggiungere agli occhi dei motori di ricerca è il fattore primario di posizionamento sui motori di ricerca: non conta tanto la quantità di link che un sito riesce a guadagnare quanto piuttosto la loro qualità, fattore che dipende dalla tematicità (per un sito di auto meglio essere linkati da un blog che parla di vetture piuttosto che da uno che parla di matrimonio) e dall’autorevolezza che, a sua volta, il sito che linka ha saputo conquistare.

  • 7 errori che stai commettendo che rovinano i tuoi bouquet

    Hai un bouquet stupendo e sei entusiasta. Lo metti in mostra, scatti una foto e la pubblichi su Instagram e hai appena guadagnato l’importante diritto di vantarti ma, entro un giorno o giù di lì, comincia ad appassire e ad apparire triste. Gli steli sono piegati, le fioriture sono svezzate. C’è una massa di foglie e petali intorno al vaso. Cosa è successo? I fiori dovrebbero durare per diversi giorni e in molti casi, anche settimane complete. Ecco i 7 errori da non commettere che rovinano i tuoi bouquet.

    1. Non stai tagliando i gambi

    I gambi presentano un funzionamento molto simile a quello delle cannucce. Le estremità devono essere appena tagliate, in modo che possano riuscire a recuperare l’acqua correttamente.

    1. Stai aspettando troppo a metterli nell’acqua

    I tuoi fiori hanno sete, soprattutto in estate. Pertanto, se sono stati senza acqua per troppo tempo probabilmente hanno bisogno di un drink quanto prima.

    1. Non sono stati potati

    Per mantenere i tuoi fiori al meglio, dovrai assicurarti che non ci siano mai foglie sotto la linea d’acqua e che tutte le foglie e petali che si inarcano siano stati rimossi.

    1. Stai utilizzando un vaso sporco

    I fiori sono molto sensibili al loro ambiente. Anche se il vaso che utilizzi è stato in magazzino e sembra pulito, assicurati che sia completamente sciacquato prima di mettere i fiori in esso.

    1. Non stai cambiando abbastanza frequentemente l’acqua

    In linea generale, si dovrebbe cambiare l’acqua ogni tre giorni o giù di lì, ma devi anche farlo prima se l’acqua diventa nuvolosa. Quando cambi l’acqua, assicurati di accorciare un pò i gambi per purificare nuovamente i fiori.

    1. Stai mettendo il tuo mazzo in un ambiente infelice

    I fiori sono influenzati dal loro ambiente. Non amano avvertire troppo caldo o troppo freddo. L’aria che li circonda può anche causare la perdita delle foglie, perciò assicurati di trovare l’ambiente giusto per essi.

    1. I tuoi fiori non provengono da un fiorista esperto

    Rivolgendosi ai migliori fioristi oppure ai portali di consegna fiori online sarete sicuri di aver ricevuto le fioriture più fresche possibili e che sono state curate correttamente fino a quando il bouquet viene consegnato. Se i fiori non provengono da un fiorista esperto, probabilmente non dovresti menzionare la scarsa qualità dei fiori alla persona che te li ha offerti in dono, ma non sarebbe male far cadere qualche suggerimento in una data successiva o menzionare il nome di un fiorista di fiducia che conosci bene.

  • Cartucce originali Vs Cartucce compatibili: come scegliere

    Chi dispone di una stampante che utilizza la tecnologia inkjet (ovvero a getto d’inchiostro), una volta esaurita la carica si trova ad affrontare una scelta sostanziale: meglio optare per una cartuccia originale o per l’alternativa a basso costo? Ovviamente, la scelta dipende dalle priorità del singolo consumatore e dalle sue esigenze; intanto, proviamo ad elencare i pregi e i difetti delle due soluzioni.

    Vantaggi e debolezze delle cartucce originali

    Se dobbiamo fare riferimento ai punti di debolezza delle cartucce originali, non possiamo che fare riferimento a un unico aspetto, quello del prezzo. In effetti, c’è una sola ragione per cui un utente dovrebbe preferire le cartucce compatibili Canon, Epson o Brother alle loro versioni brand sviluppate direttamente dalle case madri ovvero, appunto, la differenza di costi. In media, le versioni originali delle cartucce per stampanti presentano un costo d’acquisto superiore fino al doppio rispetto alle alternative non di serie.

    A livello di qualità, le cartucce delle case madri sono certamente preferibili e garantiscono una qualità di stampa decisamente più apprezzabile. Va anche detto, però, che non sempre il gap qualitativo tra cartuccia originale e compatibile appare così evidente e molto dipende dalla qualità della specifica cartuccia compatibile scelta.

    Le cartucce originali garantiscono un funzionamento senza intoppi e un’autonomia della ricarica, solitamente, maggiore sia rispetto alle versioni non originali e sia rispetto alle rigenerate, ovvero i serbatoi originali che, concluso il loro ciclo, vengono nuovamente riempite di inchiostro e immesse sul mercato a un prezzo d’acquisto inferiore.

    Vantaggi e debolezze delle cartucce compatibili

    Chiaramente, come già anticipato, le cartucce compatibili piacciono perché rappresentano una soluzione molto pratica per abbattere le spese di gestione della stampante a getto d’inchiostro. Per sgombrare il campo da possibili equivoci va detto che le cartucce compatibili non sono né illegali né rappresentano una minaccia per il funzionamento della stampante. Allo stesso modo, bisogna smentire la convinzione di molti secondo cui l’impiego del componente non originale renda invalida la garanzia della casa madre.

    Di contro, può capitare che la stampante non riesca a rilevare la presenza del nuovo serbatoio: in tal caso, diventa necessario procedere con una nuova sostituzione del serbatoio, per un ulteriore esborso economico. Questo è però l’unico vero rischio a cui si espone un consumatore che opta per la soluzione low cost a discapito della versione realizzata dallo stesso produttore della stampante. E tu, cosa scegli tra la qualità certificata e il risparmio sul costo di acquisto?

  • Le attività e i compiti di un’agenzia di digital Pr

    Di cosa si occupa un’agenzia di digital Pr Milano, Roma o Napoli? Oggi fare comunicazione significa, in particolare, farsi conoscere su internet. Le agenzie che si occupano di comunicazione hanno dovuto evolvere la propria struttura per restare al passo con i tempi e con le nuove esigenze di comunicazione aziendale, fino a trasformare il proprio assetto di agenzia di pubbliche relazioni in web media agency in grado di operare in modo ampio e articolato mediante le strutture della rete. Ma quali sono i compiti e le responsabilità di un’agenzia di pubbliche relazioni online?

    Gestione delle piattaforme online

    L’agenzia di digital Pr cura, aggiorna e gestisce tutti i canali aziendali di comunicazione diretta con il pubblico; sito web, blog aziendale e social network richiedono un’amministrazione costante non solo per ciò che concerne la diffusione di nuovi contenuti ma anche nel fornire assistenza immediata agli utenti in caso di domande, perplessità o critiche. Le attività di post-vendita e di assistenza pre e durante l’acquisto sono importantissime e non possono essere trascurate.

    Produzione di contenuti

    L’attività di content editing è fondamentale per un’agenzia del settore digital communication che punta a farsi conoscere e riconoscere dal proprio pubblico. Ogni contenuto, sia esso un testo, un’infografica, un video, ecc., deve essere sviluppato in coerenza con quelli che sono i tratti distintivi e l’identità aziendali e diffusi nel modo più efficace, sfruttando sia i canali diretti (sito, social, ecc.) e sia presso testate esterne, forum, pagine social di settore.

    Diffusione del passaparola

    Direttamente collegato al punto precedente è la diffusione dei contenuti: non basta realizzare prodotti mediali di qualità ma occorre dare la necessaria visibilità mediante attività di condivisione dei social, stimolando la partecipazione degli utenti, richiedendo la pubblicazione presso spazi online specifici e coinvolgendo gli influencer del settore. La diffusione del passaparola rappresenta un’attività cruciale per l’attività di digital Pr.

    Monitoraggio dei risultati

    Ogni strategia di digital Pr è soggetta a continui aggiornamenti, modifiche e implementazioni. L’attività di monitoraggio è fondamentale per calcolare l’efficacia di una campagna, individuare eventuali criticità ed, eventualmente, porre rimedio. L’analisi del sentiment del pubblico è importantissima per comprendere i punti di forza e di debolezza di una campagna di comunicazione e richiede un approccio analitico e strumenti di monitoring adatti allo scopo.

    Il monitoraggio riguarda anche le pubblicazioni ottenute e la rassegna stampa e implica la costante osservazione della rete al fine di individuare e catalogare tutti i contenuti che interessano l’azienda.

  • Il web designer: molto più che un esperto di grafica

    La figura del web designer è fondamentale per un’agenzia che si occupa della realizzazione siti web a Lecce, Milano, Torino ecc. Curare il design di un sito web significa solo progettare l’aspetto grafico delle pagine, i compiti di un web designer comprendono anche l’architettura delle informazioni, la struttura del sito web, l’interfaccia utente, l’ergonomia di navigazione, il layout del sito web, i colori, i contrasti, i font e le immagini, nonché la progettazione delle icone.

    Spesso, il significato del “design” è percepito solo come aspetto visivo. In realtà, il design del sito include elementi più astratti come l’usabilità, l’ergonomia, le abitudini degli utenti, la logica di navigazione e altre cose che semplificano l’utilizzo dei siti web e aiutano a trovare le informazioni più velocemente. L’approccio tradizionale al web design prevede un impegno dedicato principalmente alla cura della grafica, come il contrasto, la colorazione, l’equilibrio, l’accento, il ritmo, lo stile degli elementi grafici (linee, forme, texture, colore e direzione), l’uso di icone, le texture di sfondo e l’aspetto generale del sito web.

    Tutti questi elementi sono combinati tra loro con i principi fondamentali del design, per creare un risultato che soddisfi gli obiettivi prefissati per il tuo sito web.

    Differenza tra web designer e webmaster

    Una delle principali distinzioni tra un webmaster e un web designer è la differenza tra arte e manutenzione tecnica. Un webmaster è di solito qualcuno che assicura che gli aspetti tecnici di un sito web siano soddisfatti e sorvegliati. Se un determinato browser ha problemi di compatibilità con un sito web, ad esempio, il webmaster o l’amministratore di tale sito vengono normalmente contattati per risolvere questi problemi.

    La manutenzione regolare per un sito viene generalmente eseguita o supervisionata da un webmaster e gli errori o altri problemi che possono sorgere nel tempo sono spesso gestiti da lui o lei.

    Un web designer, d’altra parte, è in genere qualcuno che si occupa dell’aspetto grafico di una pagina web, che imposta tutti gli elementi secondo una logica di navigazione e li associa insieme per creare il sito.

  • Salento e folclore: la pizzica pizzica, danza tipica

    In Salento, il folclore della pizzica pizzica, meglio nota semplicemente come pizzica, non è solo una rappresentazione coreutica delle tradizioni del posto bensì svolge un ruolo attivo e inclusivo nella creazione dell’identità locale che, oggi più che mai, è parte integrante dell’offerta turistica del posto. Dalle case vacanze a Torre Vado ai residence di Lecce, dalle piazze alle vie affollate durante le sagre, la pizzica è colonna sonora di un intero popolo, quello salentino.

    Il simbolismo della taranta

    La pizzica trae origine dal profondo retaggio contadino che anima il passato e il presente del Tacco. Fin dall’antichità, la donna in Salento ha vissuto in una condizione di subordinazione all’uomo. Le contadine del posto, ricurve sui campi di tabacco, vivevano in uno stato di minorità, in cui erano costrette a fuggire le passioni e gli istinti umani e di obbedire ad una logica di decoro e pubblico pudore.

    La tradizione della pizzica nacque proprio nelle campagne, dove leggenda narra che un ragno, denominato taranta, fosse solito pungere le lavoratrici delle piantagioni: si dice che il suo veleno indicesse le vittime in uno stato di trance e che per liberarsi dal veleno dovessero abbandonarsi a danze frenetiche, sulla base di tamburelli, flauti e nacchere. Il ritmo era dettato dallo stesso aracnide, stretto con la vittima in un legame di empatia e non vissuto come una interferenza demoniaca esterna.

    Durante la danza, le donne potevano liberarsi delle loro frustrazioni senza andare incontro alla riprovazione sociale. Ballando, esse conquistavano una nuova armonia e godevano, finalmente, delle passioni dettate dall’istinto umano.

    La pizzica come fenomeno culturale

    Fu nel corso degli anni ‘90 che, nelle accademie universitarie, venne avviato un imponente lavoro di recupero delle tradizioni musicali, fino a quel momento ritenute sapere popolare e, in quanto tale, di scarsa rilevanza. Con il boom della globalizzazione, la tutela delle tradizioni divenne un tema centrale e anche il Tacco d’Italia non si tirò indietro. L’opera di rivalutazione delle istanze antiche, in Salento, svolse il ruolo di guida verso una rinascita globale del marchio Salento. la pizzica abbandonò le accademie per abbracciare le strade. Nel 1998, la nascita del Festival della Notte della Taranta diede la definitiva consacrazione del marchio pizzica.

    Da lì, la pizzica iniziò a subire commistioni con i generi più moderni: nacquero la pizzica elettronica e il tarantamuffin e nuovi artisti, in sintonia con il pubblico più giovane, hanno fatto da portabandiera della musica folk salentina.

  • Acquistare auto usate da un concessionario: ecco i vantaggi

    Le tecnologie online hanno reso molto più facile ed efficiente l’acquisto di automobili usate. Con la diffusione sempre più capillare di internet, sono numerose le piattaforme web finalizzate alla compravendita di auto online.

    Tale sviluppo ha incoraggiato numerosi truffatori, che presentandosi come venditori legittimi, cercano di frodare gli acquirenti di automobili meno pratici e più ingenui. Recenti studi di settore hanno dimostrato che i truffatori di auto utilizzano principalmente i siti web gratuiti, per pubblicare degli annunci di vendita fittizi. Dai dati analizzati emerge che fino al 25% degli annunci auto in linea su questi siti sono pubblicati da truffatori.

    I consumatori che scelgono di acquistare una vettura da un privato devono essere consapevoli delle tattiche utilizzate dai truffatori: il primo campanello d’allarme deve suonare in presenza di prezzi eccessivamente bassi rispetto agli altri modelli dello stesso anno e chilometraggio, o in presenza di veicoli che non sono direttamente riconducibili al nome del venditore. Ma attenzione, non tutti i truffatori si presentano come venditori privati. Alcuni di essi si dichiarano dipendenti di attività legittime, come le società di noleggio, officine meccaniche ecc.

    Questo è solo uno dei tanti motivi per cui le persone si rivolgono ancora a rivenditori ufficiali di auto usate Lecce, Roma, Bologna ecc. per l’acquisto di un veicolo di seconda mano.

    I rivenditori registrati sono obbligati per legge a fornire informazioni pubblicitarie e prezzi senza costi nascosti e in totale trasparenza. Oltre alle protezioni legali a disposizione dei consumatori, esistono altri motivi per privilegiare la scelta di un rivenditore registrato. Il loro personale di vendita e assistenza è addestrato ed istruito per spiegare le caratteristiche in termini di sicurezza, prestazioni, garanzia e manutenzione di ogni modello presente nel loro parco auto.

    Quando si acquista da un privato, il venditore è solo interessato a fare una vendita rapida ad un prezzo conveniente, nascondendo eventuali difetti o problemi meccanici che si manifestano solo dopo la vendita, con l’obiettivo di far acquisire più valore al veicolo. L’ultima cosa che un concessionario vuole fare invece, è vendere un veicolo con problemi, rendendo il cliente insoddisfatto. I concessionari ufficiali hanno l’obiettivo di fornire prodotti e servizi che soddisfano i migliori standard e requisiti di mercato.

  • La scuola di massaggio cinese: la disciplina del Tuina

    La scuola di massaggio cinese è una delle più antiche di cui si abbia notizia. Le prime fonti sul Tuina risalgono già al 2.600 a. C. e, ancora oggi, la tecnica di massaggio è parte integrante della medicina nazionale cinese ufficiale. La dottrina, insegnata ormai in ogni corso di massaggio Lecce, Milano o Roma, si basa sull’idea che, in ogni individuo, sia presente un’energia interiore, responsabile della salute fisica e mentale, che può essere influenzata e incanalata tramite le tecniche di manipolazione e di digipressione.

    La tecnica di massaggio Tuina

    Le tecniche di massaggio Tuina sono particolarmente complesse e vertono su una serie di manovre di diversa natura e pressione che ne fanno una disciplina dinamica. La tecnica verte sull’utilizzo, principalmente, dei palmi delle mani e dei polpastrelli, ma spesso sono utilizzati anche gli avambracci e i gomiti; la manipolazione non si limita alla semplice pressione ma si basa su un approccio variegato e che alterna pressioni a tecniche di sfioramento, impastamento, frizione e vibrazione.

    Le tecniche del Tuina

    Il Tuina consta in oltre 20 tipologie di manovre di massaggio, sebbene non esista alcuna classificazione ufficiale da ritenere universalmente valida. Le diverse manovre che strutturano la ricchissima disciplina del Tuina si basano sull’utilizzo di palmi, pollici, polpastrelli delle dita, pugni. Il massaggio è realizzato tramite pressioni ma anche frizioni, sfregamenti, leggeri pizzicotti per la sollecitazione dei muscoli.

    A seconda della tipologia di massaggio applicato, viene innescata una reazione differente: lo sfioramento ha una funzione prevalentemente rilassante; la frizione è tonificante e rivitalizzante, la percussione tramite leggeri pugni a pressione è funzionale al rafforzamento muscolare e adiposo mentre la vibrazione, movimento che congiunge l’oscillazione circolare con la pressione sulla pelle e sulle masse carnose, permette un duplice effetto di rafforzamento muscolare e di distensione delle connessioni fibrose.

    Il tuina è una delle discipline di massaggio più elaborata poiché, a differenza di altre scuole come lo shiatsu, utilizza una pluralità di approcci e, ancor più significativo, prevede che il trattamento venga adattato al soggetto ricevente, a seconda della sua energia interiore e di come il massaggiatore la percepisce.

  • Gestione dei rifiuti: le alternative virtuose al riciclaggio

    Lo smaltimento rifiuti Lecce come a Torino occupa un ruolo centrale nelle agende e nei programmi di tutte le amministrazioni locali, chiamate a gestire il servizio di raccolta e stoccaggio. Il riciclaggio, oggi, è una necessità, fondamentale per limitare l’impatto ambientale e per sfruttare al meglio le materie prime a disposizione sulla Terra; da diversi anni, in Italia e non solo, si sta affrontando un processo di educazione al consumo virtuoso, volta a motivare la cittadinanza affinché possa svolgere un ruolo attivo per la gestione della questione ambientale.

    Le criticità del riciclaggio

    Il riciclaggio, come detto, è una risorsa e una necessità ma non è esente da criticità. Va sottolineato, infatti, che il processo di trasformazione del rifiuto non è esente da costi, esprimibili sia in termini economici e sia di impatto ambientale.

    I materiali e i prodotti finiti ottenuti tramite il processo di recupero delle materie prime, inoltre, sono spesso qualitativamente non adeguati a moltissimi impieghi e non garantiscono la medesima efficienza delle materie prime ottenute ex novo. Insomma, va bene il riciclaggio, ma non basta.

    Le 4R dello smaltimento virtuoso

    Riduzione, Riuso, Riciclo, Riparazione: le 4R dello smaltimento virtuoso. Come detto, il riciclaggio, da solo, non basta e, in modo sempre più pressante, si sente il bisogno di un approccio sano e sistemico che comprenda anche l’aspetto culturale ed educativo, dei giovani ma anche degli adulti.

    La Riduzione è il primo nodo focale su cui concentrarsi. Prima ancora di preoccuparsi dello smaltimento, sarebbe ben più efficace pensare a come sprecare meno. Eliminare gli sprechi significa limitare in partenza il problema dei rifiuti, senza dimenticare i vantaggi che ogni famiglia e azienda può ottenere in termini di risparmio economico.

    Il Riuso si basa su sistemi volti a sfruttare al meglio ogni risorsa prima di trasformarla in scarto. Un esempio noto è quello dei vuoti a rendere, che consente un abbattimento degli sprechi di materiale in vetro oltre che un significativo risparmio.

    Il Riciclaggio è solo il terzo step, una dinamica che entra in gioco solo quando non è più possibile ridurre ulteriormente i consumi o sfruttare l’utilità di una risorsa. In molti hanno sollevato il problema del riciclaggio quale disincentivo al riuso e alla riduzione, come se l’idea che esista un’alternativa virtuosa di smaltimento autorizzasse i cittadini a porre meno attenzione al problema dell’inquinamento.

    Sempre che non si possa effettuare una Riparazione. La quarta R è stata aggiunta recentemente per sottolineare come il concetto di rifiuto necessiti di una riconfigurazione. Prima di cestinare qualcosa sarebbe bene valutare tutte le alternative!

  • Bici elettrica o tradizionale? Caratteristiche a confronto

    La bicicletta elettrica è considerata un veicolo molto simile ad uno scooter o una moto elettrica, ma in realtà sono dei mezzi di trasporto piuttosto diversi. L’e-bike è molto più simile ad una bicicletta tradizionale, tanto che per il codice della strada le bici elettriche sono considerate come se fossero delle normali biciclette, con la sola aggiunta di alcune componenti elettriche come la batteria e il motore, che entrano in funzione in relazione alla pedalata. Le bici elettriche sono di solito realizzate con telai e componenti specifici che sono costruiti per gestire le sollecitazioni extra causate da veicoli più pesanti e più potenti.

    Come funzionano le bici elettriche

    In generale, una bici elettrica presenta la stessa struttura di una normale bicicletta. La componente elettrica è destinata a svolgere una funzione di supporto alla pedalata, non a sostituirla completamente. Il motore elettrico consente di percorrere con facilità anche i percorsi più tortuosi e di superare gli ostacoli, come colline e venti, senza grossi grattacapi, consentendoti di viaggiare ininterrottamente e senza affaticarti troppo.

    Bici tradizionale ed elettrica a confronto

    Un’e-bike è più pesante, costosa e complessa di una tradizionale bicicletta. Questo può essere un problema se si esaurisce la batteria lontano da casa, poiché pesano più di 15 kg. Ciò significa che richiede uno sforzo fisico maggiore se la si utilizza senza l’assistenza del motore elettrico. Vuoi portarla a riparare? I componenti sono molto più costosi di quelli che si trovano su bici “normali” e i negozi di biciclette tradizionali non saranno sempre in grado di aiutarti, soprattutto nel caso di problemi al motore o alla batteria. Ciò significa tornare al negozio dove è stata acquistata, oppure sperare che ci sia un concessionario nelle vicinanze disposto ad aiutarti.

    Per quanto riguarda le prestazioni, sono considerate bici elettriche tutti quei veicoli dotati di un motore ausiliario che raggiunge una potenza nominale complessiva di 250 watt e una velocità massima di 25 km/h. Tutti gli altri velocipedi a motore elettrico che superano anche solo uno dei due standard, sono dei veicoli non a norma che non possono circolare su strade pubbliche, pertanto fate molta attenzione in fase d’acquisto a scegliere dei veicoli compatibili con la legislatura dello stato di riferimento.

  • Olio di oliva: i benefici per la salute

    I vantaggi sulla salute dell’olio d’oliva sono numerosi e senza eguali: lo rivelano le numerose ricerche e studi scientifici realizzati dalle più prestigiose università. Infatti, stiamo solo cominciando a comprendere gli innumerevoli modi in cui l’olio di oliva può migliorare il nostro stato di salute e la qualità della vita. Qui di seguito vi riportiamo gli otto importanti benefici:

    Cancro

    Il fitonutriente contenuto nell’olio d’oliva, l’oleocantale, imita l’effetto di ibuprofene nella riduzione dell’infiammazione, che può ridurre il rischio di cancro al seno e la sua recidiva. Squalene e lignani sono gli altri componenti dell’olio d’oliva, studiati per i loro possibili effetti sul cancro.

    Malattie del cuore

    L’olio di oliva abbassa i livelli del colesterolo totale del sangue, del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Al tempo stesso non altera i livelli di colesterolo HDL (e può anche aumentarli), svolgendo un ruolo protettivo e impedendo la formazione di grassi, al fine di stimolare l’eliminazione delle lipoproteine ​​a bassa densità.

    Lo stress ossidativo

    L’olio d’oliva è ricco di antiossidanti, in particolare della vitamina E, presente in grandi quantità in alcune varietà di olive, come quelle utilizzate per la produzione di olio extravergine di oliva pugliese, utili per ridurre al minimo il rischio di cancro. Tra gli oli vegetali, l’olio d’oliva presenta la più alta concentrazione di grassi monoinsaturi, cioè quelli che non si ossidano nel corpo e un basso contenuto di grassi polinsaturi, la tipologia che si ossida.

    Ridurre la pressione sanguigna

    Recenti studi indicano che il consumo regolare di olio d’oliva può contribuire a ridurre sia la pressione sanguigna, sia sistolica che diastolica.

    Diabete

    È stato dimostrato che una dieta ricca di olio d’oliva a basso contenuto di grassi saturi, ricco di carboidrati e fibre solubili di frutta è l’approccio più efficace per i diabetici. Esso inoltre aiuta a ridurre le “lipoproteine ​​a bassa densità“, migliorando il controllo dello zucchero nel sangue e aumentando la sensibilità all’insulina.

    Obesità

    Anche se ricco di calorie, l’olio d’oliva ha dimostrato di contribuire a ridurre i livelli di obesità e l’insorgenza di altre malattie strettamente legate al peso.

    Osteoporosi

    Un alto consumo di olio d’oliva sembra migliorare la mineralizzazione ossea, la calcificazione e l’assorbimento del calcio, svolgendo così un ruolo importante nell’aiutare i malati nel prevenire l’insorgenza di osteoporosi.

  • Come organizzare un evento aziendale per il marketing

    Gli eventi aziendali sono, prima di ogni altra cosa, risorse di marketing attraverso cui un brand sponsorizza se stesso presso gli organi di stampa, i partner, gli stakeholder e il pubblico. Negli ultimi anni, gli investimenti nell’organizzazione eventi aziendali a Milano, Roma e in tutte le principali province italiane, sono aumentati in maniera significativa: le aziende hanno compreso l’importanza di una comunicazione strutturata e capace di coinvolgere lo spettatore in maniera totale, secondo quelli che sono i dettami del marketing esperienziale. Ma come si organizza un brand event di successo?

    Prima fase: fissare gli obiettivi

    Prima di comprendere come organizzare un evento aziendale occorre comprendere perché si vuole investire in un evento. Le ragioni possono essere le più molteplici: per sponsorizzare un nuovo prodotto, per festeggiare una ricorrenza di particolare rilevanza nella storia dell’impresa o anche solo per consolidare il rapporto con il proprio territorio. A seconda dello scopo che si vuole perseguire sarà molto più semplice individuare il format più appropriato, che dovrà tenere conto anche del target cui esso si rivolge.

    Stabilire un budget

    Scelti obiettivi e tipologia di evento, bisogna tracciare un confine operativo, ovvero vanno fatti i conti con il budget a disposizione. Il preventivo di spesa dovrà essere dettagliato e considerare ogni voce di spesa prevista: l’affitto del locale, il costo della manodopera coinvolta, le spese di catering (se previste), gli addobbi, ecc. La definizione del budget è un’operazione complessa e che richiede tempo; qui, agire con largo anticipo permette di acquisire il maggior numero di preventivi possibile per ogni servizio e scegliere i fornitori più adatti, ottimizzando le risorse.

    Curare la coerenza dei contenuti

    L’evento marchio è estensione dell’identità del brand e deve saper racchiudere i suoi valori, la sua storia, le sue evocazioni simboliche. La coerenza è un elemento portante e non deve mai essere posta in secondo piano. I partecipanti si aspettano di assistere a un evento che sia specchio dell’azienda che lo organizza.

    Promuovere su tutti i canali

    Una volta stabiliti data, luogo e tipologia di evento, può iniziare la fase di promozione. Qui andranno coinvolti tutti gli stakeholders, dai partner di mercato alle istituzioni ma, soprattutto, devono essere coinvolti i mass media e gli influencer del settore. L’evento in sé non serve a nulla senza la giusta cassa di risonanza.

    Dopo l’evento: il monitoraggio dei risultati

    La forza comunicativa dell’evento va sprigionata in tutta la sua potenza sia durante la conduzione dell’incontro e sia nelle ore successive. A termine dell’evento occorre realizzare una rassegna stampa dettagliata, sia del web che della carta stampata, valutare le relazioni del pubblico, individuare i punti di forza e delle criticità che hanno interessato l’evento.

  • Ricevimento di matrimonio: il manuale del perfetto invitato

    In occasione di un ricevimento nuziale, esporsi a brutte figure e gaffes è un’eventualità da prendere seriamente in considerazione, specie se non si conoscono le regole base del galateo matrimoniale. Ecco una breve guida su come comportarsi (e come non comportarsi) ad un ricevimento nuziale.

    La scelta dell’abito

    La donna deve ricordare che si tratta di un momento sacro per i festeggiati e, in quanto tale, deve essere protetto. Evitate abiti troppo succinti, scollature ampie, tacchi troppo alti e gonne eccessivamente corte; sconsigliati anche il trucco pesante e, in generale, accessori e scelte estetiche che catturano l’attenzione.

    Il galateo degli abiti da cerimonia Lecce come Roma o Milano è chiarissimo: lo smoking è un abito da sera, inadatto a ricorrenze cerimoniali e non va indossato a un matrimonio. Il frac è l’abito da cerimonia per eccellenza, perfetto di sera, vietato nello ore diurne; il discorso opposto vale per il tight, abito da cerimonia diurna.

    Attenzione anche ai colori: il bianco è vietato perché è il colore della sposa (e suo soltanto); nero e viola sono inadatti perché legati a una simbologia nefasta; il rosso è inopportuno perché troppo passionale e appariscente.

    Prima della cerimonia

    Una volta ricevuta la partecipazione, la risposta deve essere tempestiva, in modo da dare agli organizzatori il tempo di predisporre il tutto al meglio. Occorre rispondere secondo le tempistiche corrette (almeno un mese prima dell’evento) e comunicare il numero esatto di persone, facendo attenzione a portare anche i bambini solo se espressamente specificato nell’invito.

    Questione regalo: se non è stata predisposta una lista di nozze, solitamente si opta per il regalo in busta; in ogni caso, il dono di nozze deve essere consegnato prima o dopo l’evento, mai durante. In caso di regalo in denaro, se consegnato in busta deve essere allegato a un biglietto d’auguri personale e sentito.

    Durante i festeggiamenti

    Dato per scontato che ubriacarsi e dare spettacolo sia una condotta che viola il protocollo, bisogna dimostrare rispetto per l’organizzazione, evitando di inserirsi con sorprese, scherzi e altri tipi di iniziative. Se avete in mente qualcosa, confrontatevi per tempo con il wedding planner e se non vi siete mossi per tempo lasciate stare.

    Evitate anche di condividere gallerie intere di foto e video del ricevimento sui vostri profili social se non espressamente richiesto o quantomeno consentito dai diretti interessati. Ognuno vive la privacy in maniera personale e occorre rispettare la sensibilità di tutti, senza arrogarsi il diritto di stabilire cosa sia ‘editabile’.

  • Come realizzare un biglietto da visita efficace in 5 mosse!

    Quali sono gli aspetti vincenti di un biglietto da visita efficace? Ecco 5 consigli da tenere in considerazione durante l’ideazione di una business card!

    1. Considerare il proprio target

    Prima di tutto, è bene porsi la domanda: a chi verrà consegnato il bigliettino? A seconda che ci si rivolga alle aziende o ai consumatori, a un target di professionisti di settore o ai giovani, ecc., bisognerà compiere delle scelte mirate che interessano sia l’aspetto della grafica sia quello dei contenuti, modulando il messaggio e lo stile in funzione del proprio pubblico di riferimento.

    2. Inserire le informazioni adatte

    Da una parte occorre massimizzare gli spazi – pochi – concessi da una business card, dall’altra è opportuno non estromettere nessuna informazione utile per l’utente. Ricordate di inserire l’indirizzo ai canali social, l’URL del sito aziendale, i giorni e gli orari in cui è possibile essere contattati, trovando il giusto equilibrio tra forma e contenuto.

    3. Personalizzare

    Il biglietto da visita parla di voi e della vostra azienda e chi lo riceve se ne serve per farsi un’idea della vostra competenza. Per tale motivo, la business card deve essere efficace, comunicativa e, soprattutto, personalizzata. La scelta del lettering, delle immagini, dei colori sono tutti tratti di demarcazione identitaria, elementi attraverso cui il professionista racconta se stesso. Ogni elemento capace di colpire l’attenzione e migliorare la percezione aziendale è da considerare un valore aggiunto.

    4. Ottimizzare gli spazi

    Il biglietto da visita standard ha una dimensione di 9×5 cm; lo spazio è poco e va gestito nel modo più adatto. Sfruttate entrambe le facciate ed evitate l’inserimento di elementi grafici inutili e che occupano solo spazio. Le immagini sono importanti e hanno un forte impatto visivo ma non possono soffocare lo spazio riservato alle informazioni.

    5. Scegliere una stampa di qualità

    La fase della stampa biglietti da visita è importante quanto quella di realizzazione grafica. Una stampa di bassa qualità, realizzata attraverso tecnologie non professionali o su supporti cartacei dozzinali rischia di vanificare l’intero lavoro e può persino rivelarsi un boomerang per l’immagine dell’azienda. Chiedetevi se vale davvero la pena di risparmiare pochi euro per ottenere un prodotto mediocre.

  • Perché un blog aziendale favorisce il posizionamento SEO

    Soprattutto negli ultimi anni, sempre più realtà imprenditoriali, anche di piccole e medie dimensioni, si sono dotate di un blog aziendale. Il blog è una risorsa estremamente preziosa che, oltre a conferire autorevolezza e professionalità al marchio, si rivela un mezzo di forte impulso in ottica posizionamento sui motori di ricerca.

    Aggiornamenti: una gioia per Google

    Un sito aggiornato piace allo spider di Google e risulta più autorevole. Viceversa, un sito web statico e immobile nel tempo, verrà penalizzato in SERP. Il dinamismo è, in effetti, uno dei (tantissimi) parametri considerati dai robot per assegnare valore alle pagine web.

    Interazioni con gli utenti

    Il blog permette di creare e consolidare i rapporti con i propri utenti, ricevendo feedback, consigli e, perché no, anche qualche sana critica. Anche per i commenti vale il discorso di cui sopra: mantengono ‘fresca’ la pagina… e senza alcuno sforzo!

    Ottima risorsa social

    Gli articoli dei blog sono un’ottima risorsa social, possono essere condivisi sui propri profili o da parte del pubblico, per un importante ritorno in termini di visibilità. Una precisazione: le condivisioni non generano vantaggi diretti in relazione al posizionamento ma, d’altra parte, essere visibili significa raggiungere un bacino d’utenza più ampio e, di conseguenza, aumenta le possibilità di ricevere link e menzioni.

    Keyword di lunga coda

    Gli articoli sono uno strumento ideale per lavorare sulle keyword di lunga coda, quelle composte da intere frasi e che fanno riferimento a questioni ben precise e di interesse comune. Prima di scegliere l’argomento di un nuovo post, è sempre consigliabile servirsi di specifici tool per individuare temi specifici che interessano un’utenza ampia e specifica. Scrivere articoli in target significa aggredire SERP mirate e che parlano a un pubblico di riferimento allineato con il business e con le policy aziendali e sono un ottimo modo di acquisire traffico.

    Approccio multi-contenuto

    Un blog accoglie soprattutto contenuti testuali ma anche immagini e video; questi ultimi, in particolare, rappresentano un ottimo strumento SEO, che favorisce il posizionamento e la scalata delle gerarchie di ricerca.

  • Dolci a domicilio: la nuova frontiera del mercato e-commerce

    Il web ha rivoluzionato il modo di pensare ai concetti di acquisto e di scelta. Oggi non esiste nulla, ma proprio nulla, che non sia acquistabile attraverso un collegamento a internet e una carta di credito. L’ultima trovata è quella del commercio elettronico di dolci, un servizio che comincia a riscuotere discreto successo e che si sta sviluppando su tutto il territorio italiano.

    Come funzionano gli e-commerce del dolce

    Le piattaforme e-commerce del dolce si basano su un meccanismo piuttosto semplice: l’utente accede al sito, sfoglia il catalogo e sceglie i dolci a domicilio da acquistare tramite la piattaforma. Il sito permette di indicare data, orario e luogo di spedizione e, una volta completata la transazione, l’ordine va in coda per essere effettuato alle condizioni indicate.

    Chi gestisce il servizio

    La forza del servizio sta nella sua capillarità: il portale fa da aggregatore di pasticcerie su tutto il territorio nazionale; a seconda della localizzazione dell’ordine, viene scelto l’esercizio più vicino in grado di fornire il prodotto ordinato, ottimizzando tempi e costi di consegna.

    Quali vantaggi offre

    Il servizio di consegna a domicilio è pensato soprattutto come una soluzione per ottimizzare i tempi di prenotazione. Grazie al commercio elettronico, un utente può selezionare, pagare e ricevere il dessert senza neppure spostarsi da casa o dall’ufficio. La piattaforma ha un funzionamento semplice e intuitivo, alla portata anche dei meno esperti di computer. Altro vantaggio sta nella facilità e varietà di scelta: il cliente può sfogliare in tutta calma il catalogo, richiedere modifiche e personalizzazioni, filtrare le offerte per prezzo o tipologia di dessert, con calma e quando si vuole.

    Un’opportunità per le pasticcerie

    Si tratta di una soluzione molto vantaggiosa anche per i professionisti del settore, che possono così contare su un un canale commerciale che si autogestisce, che non comporta alcun costo e che amplia le possibilità di acquisire nuovi clienti, raggiungendo un pubblico che difficilmente sarebbe stato coinvolto attraverso i tradizionali sistemi di pubblicizzazione. Una vittoria per tutti, praticamente.