I problemi ai carri Puma mandano in crisi la Difesa tedesca

La Germania sta cercando di elevare il suo livello di consistenza preparazione militare per rispondere alla cosiddetta “operazione speciale” della Russia in Ucraina. Ingenti forniture a Kiev, esercitazioni, annunci roboanti come quello del cancelliere Scholz su un finanziamento di 100 miliardi di euro all’esercito. In questo momento, però, si sono aperte crepe molto larghe in questo fronte. L’ultima è davvero uno squarcio: ben diciotto veicoli corazzati “Puma” sono finiti fuori uso nel corso di un’esercitazione.

I problemi dei Puma

I carri Puma sono stati elaborati per sostituire i Marder, che risalgono addirittura agli anni ’70. Ma oggi questi ultimi rientrano in servizio proprio perché i successori ad alta tecnologia mostrano fragilità critiche. Di fatto i Puma non servirebbero a nulla nelle condizioni climatiche e territoriali dell’Ucraina, per di più contro l’esercito russo. Un carro Puma costa 17 milioni di euro e ha richiesto dieci anni di elaborazione. E prima di mandare altre armi costose a Zelensky, a Berlino ci stanno pensando due volte. La cancelleria si è infatti giustificata con Kiev dicendo che finché Washington non invia altri armamenti di questo genere, nemmeno i tedeschi lo faranno. Ma ora bisogna riparare i Puma: torrette difettose, problemi all’elettronica, scarsa poca visibilità per il guidatore. Un Puma ha persino preso fuoco e i soldati sono dovuti scappare di corsa.

Mancano pure le munizioni

I media tedeschi hanno pubblicato indiscrezioni trapelate da messaggi di alti ufficiali della Bundeswehr. Sembra che nei magazzini siano rimaste munizioni per appena due giorni di intenso combattimento. È una cifra clamorosamente al di sotto dello standard minimo previsto dalla NATO, cioè 30 giorni. E 48 ore sono proprio poche già di per sé. Dunque, che altro mandare agli ucraini dopo tutto quello che è stato spedito finora al punto che non è rimasto quasi niente? A Berlino non possono dirlo apertamente, così ripiegano su considerazioni di opportunità politica, come i risultati dei recenti sondaggi. La maggioranza dei tedeschi, infatti, non vuole che i tank Leopard 2 siano concessi a Kiev. E nel frattempo Ministero della Difesa e industria militare si rimpallano le accuse su chi debba prendere l’iniziativa di ricostituire le scorte. Ma senza gli appalti statali, le fabbriche di armamenti di fatto non possono lavorare.

FONTE: https://strumentipolitici.it/la-germania-non-manda-tank-allucraina-il-suo-puma-e-una-gatta-da-pelare/