Qual è, per il tango, l’influenza non solo della cultura argentina, ma anche di quella italiana? Ebbene, di questo ed altro si è parlato lo scorso 7 ottobre del 2017 a Bologna durante ‘Tango argentino: origini, storia e influenza italiana’. E’ stato questo, infatti, il titolo di una conferenza che si è tenuta presso l’Auditorium Enzo Biagi in SalaBorsa in presenza di personalità ed artisti di spicco per quel che riguarda proprio il ballo argentino che è sempre più praticato in Italia, tra l’altro, nella scuola di tango a Roma.
All’evento bolognese, tra gli altri, erano presenti Roberto Luis Martinez e Alejandro Molinari dell’Academia Nacional del Tango, ed il presidente dell’Academia Nacional del Tango di Buenos Aires, nonché direttore artistico del Festival y Mundial de Tango, Gabriel Soria, con la moderazione della conferenza a sua volta affidata al noto maestro di tango argentino Patricio Lolli.
In accordo con quanto è stato riportato da ilrestodelcarlino.it, durante la conferenza è stato messo in evidenza, tra l’altro, come nel periodo della nascita del tango in Argentina c’erano molti migranti italiani. Questi per esempio, a Buenos Aires, nei primi anni del ‘900, erano pari ad oltre il 20% della popolazione senza peraltro considerare gli italiani di seconda generazione.
Di conseguenza, durante l’evento, che è stato ad ingresso libero, e che poi è culminato con un’esibizione di tango ‘salón’ da parte dei tangheri presenti, è stato messo in evidenza come l’influenza italiana sul noto ballo ancora oggi in Argentina emerga non solo su tanti aspetti della vita quotidiana, ma anche con il cibo e con il linguaggio gergale.
Al riguardo il sito Internet del Ministero italiano degli Affari Esteri riporta e ricorda che i nostri connazionali in Argentina non solo sono stati dei grandi lavoratori, ma anche dei compositori, degli interpreti e dei poeti di talento al punto da andare a creare quelle che poi sono state le basi del tango rioplatense. Ad esempio, a Buenos Aires nel 1895 si registrò l’arrivo di Soccorsa Salomone e di Ignazio Corsini, il figlio di quattro anni che poi sarebbe diventato uno dei più amati e dei più noti cantautori ‘portenos’.