
Terni è la città di San Valentino e, allo stesso tempo, simbolo dell’industria metallurgica e siderurgica italiana.
È un luogo dove gli esperti di cucina arrivano da lontano per partecipare al Cioccolentino, che si chiude con la festa degli innamorati, e ha ben tre centri storici.
Questa cittadina, a due passi dalla Valnerina e dalle cascate delle Marmore, ha tesori artistici inaspettati, un patrimonio enogastronomico molto ricco ed è una vera e propria destinazione per gli amanti della buona cucina.
Infatti, tra i tanti ristoranti presenti in città, non mancano di certo i bistrot a Terni.
Le cinque specialità della cucina ternana
Le cinque specialità della cucina ternana sono le seguenti:
Faraona alla leccarda: carne intagliata saltata e insaporita con una deliziosa salsa di fegato, pancetta e spezie.
Ciriole alla ternana: pasta di farina e acqua fresca, senza uova, con il nome che viene dal latino “cereus” bianco. Viene solitamente servita con una salsa semplice composta da pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.
Pampepato: protagonista della festa di Natale, è un pane rotondo fatto di farina, zucchero, cacao, caffè, marsala secco, noci, mosto cotto, uvetta, mandorle, miele, nocciole, canditi, pinoli, cannella, limone, chiodi di garofano, pepe e marmellata.
Il pane di Terni: è croccante e senza sale nell’impasto. Viene fatto lievitare a lungo e in modo naturale e poi cotto nel forno a legna. Si accompagna molto bene ai salumi umbri e al delizioso paté di fegato.
Gnocchetti alla Collescipolana: piatto tipico di Collescipoli (frazione di Terni), è a base di mollica di pane, farina e acqua, insaporito da una deliziosa salsa di pomodoro, pancetta, fagioli e salsicce.
Cos’è un bistrot?
Si sente molto parlare di bistrot come posti dove si mangia bene. In effetti è così. Ma cos’è esattamente un bistrot?
Un bistrot, noto anche come bistro, è un ristorante molto semplice, di piccole dimensioni, in cui il proprietario e lo chef sono la stessa persona.
Il bistrot è un’evoluzione raffinata dell’osteria, nata in Francia e poi diffusosi in Italia, anche se con alcune differenze.
Mentre nei bistrot francesi si può bere un caffè o un bicchiere di vino, in Italia i bistrot sono più legati al cibo e tendono a offrire un servizio maggiormente completo.
Sebbene l’etimologia della parola sia certamente francese, essa deriva in realtà dalla parola russa “bystro”, che significa “veloce, rapido”.
Si dice infatti che all’inizio del XIX secolo, quando i russi occupavano Parigi, i soldati entrassero nei piccoli locali per ordinare un drink e chiedessero al proprietario di “fare in fretta” per paura di essere scoperti dagli ufficiali.
In realtà, siccome non erano autorizzati a bere alcolici, ordinavano qualcosa dicendo un “bystro”.
Cosa si mangia nei bistrot a Terni
Mangiare nei bistrot a Terni è sempre più consigliato ai turisti, poiché molti piatti sono tradizionali e più economici rispetto a quelli dei ristoranti classici.
Quindi, lasagne, spaghetti ai frutti di mare o pomodori e basilico come primo piatto, carbonara, amatriciana, gnocchi alla sorrentina, senza dimenticare i piatti tipici della zona.
Per i secondi piatti, sono frequenti le cotolette alla milanese, i saltimbocca alla romana, i filetti di baccalà alla mugnaia e gli stufati. Sono frequenti anche le insalate e un’ampia varietà di dessert, come crostate, tiramisù e crema catalana.