Ecco le differenze tra un attore ed un animatore

L’ animazione è strettamente collegata alle varie forme di teatro, arte, canto ecc. risulta quindi evidente che vi sono molte affinità, tra un attore di teatro ed un animatore attore, tuttavia esistono delle sottili differenze tra queste due figure professionali. Si è sempre sottolineata l’importanza della conoscenza degli elementi della dizione e della recitazione,  ma per un animatore a differenza di un attore, queste nozioni sono utili ma non fondamentali. Un animatore impronta la sua capacità artistica basandosi in prevalenza, sulla simpatia, sulla creatività, l’improvvisazione, sulla fantasia ed anche sul rapporto di amicizia che lo lega alla maggioranza del pubblico. Un attore viceversa, deve curare molto le tecniche della recitazione che rappresentano la base per poter svolgere bene il suo lavoro. Altra diversità è rappresentata dagli spettacoli,  gli attori infatti oltre ad avere a disposizione, per le prove, un lasso di tempo abbastanza lungo visto l’ impegno che li attende, si avvalgono di una serie di figure professionali che generalmente non sono tutte presenti nell’ animazione si tratta di : registi, scenografi, macchinisti, direttori di scena, coreografi, ecc. Invece per quel che riguarda, il tempo che gli animatori dedicano alle prove per la messa in scena degli spettacoli, questo è senza dubbio molto limitato rispetto a quello degli attori. Proprio per questa ragione anche i testi (canovacci) di animazione sono diversi da quelli teatrali sono cioè concepiti, ideati, in modo da rendere la realizzazione il più semplice e rapida possibile. Bisogna anche dire che i gruppi di animazione serale ( principalmente nelle strutture turistiche) devono rappresentare, a differenza delle compagnie teatrali, più di uno spettacolo nell’arco di pochi giorni, ciò soprattutto per offrire un programma animazione sempre diverso, mai ripetitivo. Anche la strutturazione del testo teatrale risulta diversa, come differente è l’ interpretazione dell’ attore. Una commedia comica da teatro si svolge minimo in due atti e l’ azione umoristica nella maggior parte dei casi, raggiunge l’ apice solo verso la fine del primo e l’ inizio del secondo. Nel canovaccio invece, tutta l’ azione, il ritmo, devono essere più veloci più “concentrati”, questo anche perché la durata di uno spettacolo di animazione è inferiore rispetto a quella del teatro  classico. Inoltre, se si è molto prolissi si rischia di annoiare il pubblico che di pazienza non ne ha molta e c’è da aggiungere che un animatore non essendo attore, non possedendo cioè un bagaglio di studi adeguati, difficilmente potrebbe rispettare i cosiddetti tempi scenici . Per questo motivo, reggere l’ azione per un periodo prolungato senza spezzarne il ritmo, risulta abbastanza complicato. Ecco perché è di primaria importanza la rapidità sia nei dialoghi che nell’ esecuzione pratica del testo. La particolarità del pubblico che è costituito da persone che conoscono personalmente gli animatori attori, apporta dei vantaggi infatti, se da una parte si tratta di una platea distratta quindi non sempre attenta e silenziosa, dall’ altra è anche vero che è estremamente disponibile, niente affatto esigente. L’ animatore che recita è anche colui che è sempre a stretto contatto con gli utenti per questo viene visto non come “attore”, ma come un amico speciale. In tale contesto di simpatia, allegria, spensieratezza, alcuni “errori” nella recitazione dei “fuori programma”, le dimenticanze, le gag rivolte agli spettatori, sono bene accette anzi lo spettacolo di animazione è fatto anche di questo. In una rappresentazione classica da teatro, se si verificassero tali episodi decreterebbero il fallimento dello spettacolo e darebbero vita ad una serie di innumerevoli critiche. Altra diversità è rappresentata dal fatto che, a volte nel cast degli animatori attori, figurano anche gli ospiti della struttura cosa che non trova riscontro nella stragrande maggioranza delle compagnie teatrali, ciò avviene perché da sempre la logica dell’ animazione è il far fare.

 

 

( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

 

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