L’onestà come qualità imprescindibile nella condotta dei cartomanti

Nessuno può sostenere con sereno animo di non avere mai incontrato nel suo percorso di vita difficoltà che non abbiano minimamente segnato la sua visione delle cose. Anche coloro che, dotati di forte personalità, siano stati il più delle volte in grado di contrastare eventi di notevole impatto emotivo, ammettono con onestà intellettuale di aver talvolta faticato a gestire situazioni intollerabili. Chi, invece, è costretto a dialogare con una capacità di reazione agli ostacoli decisamente più debole, ha patito con maggiore sofferenza la pressione negativa di accadimenti spiacevoli. In particolare questi ultimi soggetti cadono in un vortice di tensioni incontrollabili che li induce spesso, nell’impossibilità di individuare soluzioni definitive, a richiedere consulti di cartomanzia. Se si considerano legittime le posizioni di chi propone dubbi rispetto a qualunque religione che poggia ( è opportuno ricordarlo ) su secoli o millenni di elaborazione del pensiero, è ancor più sacrosanto mettere in discussione la validità della lettura dei tarocchi. Al contempo si deve inoltre ritenere sensato l’atteggiamento di chi, pur non credendo nell’efficacia della cartomanzia, accetta la scelta di coloro che perdendo, quantomeno temporaneamente, la capacità di orientarsi nella propria vita, decidono di affidarsi alla consulenza di cartomanti. Tuttavia, analizzando con un atteggiamento moderato queste singolari decisioni, qual è l’unico timore che può essere giustamente sollevato? La paura che una persona psicologicamente fragile incroci un operatore esoterico che non solo non gli proponga una cartomanzia a basso costo, ma che addirittura sfrutti il suo momento di debolezza a vantaggio esclusivo di un mero guadagno personale. E’ comunque del tutto superfluo sottolineare che qualunque professionista sia potenzialmente capace, se privo di scrupoli, di influenzare il suo cliente. Non è un caso che non solo cartomanti, ma anche liberi professionisti siano spesso sotto i riflettori della cronaca per comportamenti moralmente deprecabili. Pertanto vale il principio elementare, non sempre attuato, per cui selezionare un consulente di spessore è un’operazione irrinunciabile.