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  • Imparare a litigare … la mediazione dei conflitti a scuola

    In questo articolo la psicologa Tiziana Giancola espone  alcune riflessioni sulla conflittualità tra ragazzi a scuola.

    Le giovani generazioni sono chiamate sempre più a riconoscere  le differenze individuali e a rispettarsi reciprocamente comprendendo le ragioni dell’altro. La capacità di entrare in relazione con l’altro e la competenza a gestire in modo alternativo i conflitti sono infatti obiettivi educativi rilevanti nella società di oggi. La scuola ha dunque la responsabilità educativa di formare persone capaci di stare bene con gli altri e, più di ogni altra organizzazione sociale, è chiamata ad intervenire nella gestione dei conflitti che, a più livelli, in essa si verificano.

    Uno degli obiettivi della scuola riguarda l’educazione delle abilità comunicative e relazionali che possono favorire il benessere e permettono di prevenire rischi di disagio psicosociale.

    Perseguendo queste finalità la scuola dovrebbe permettere agli alunni di sperimentare occasioni di crescita personale, di soddisfazione emotiva attraverso l’acquisizione e lo sviluppo di comportamenti prosociali, di  atteggiamenti empatici come la capacità di comprendere  l’altro e lo sviluppo di atteggiamenti cooperativi come disponibilità a fare insieme.

    Il benessere degli alunni è fortemente legato alle dinamiche relazionali vissute in classe e nel contesto scolastico. Accade spesso che la scuola diventi teatro di forti conflittualità tra ragazzi e che si trovi impreparata nell’affrontare queste situazioni se non attraverso provvedimenti disciplinari che non permettono una vera crescita ma non fanno altro che acuire i sentimenti di rabbai vissuti dagli alunni protagonisti di questi episodi.

    La scuola può riconoscere nei programmi di mediazione scolastica una possibile risorsa per affrontare le conflittualità che si sviluppano al suo interno tra i vari attori sociali: alunni, insegnanti, personale non docente e genitori.

    Ardone e Baldry (2003) definiscono la mediazione come un “atteggiamento”, una propensione, un modo di vivere la scuola e i conflitti che in essa scaturiscono, non come una risoluzione definitiva. Il mediatore, infatti, rappresenta il facilitatore di un processo di cambiamento,  diventa risorsa e patrimonio per tutti i protagonisti della scuola; il suo ruolo è favorire la comunicazione tra le parti, ha il compito di creare le premesse affinché ci sia la disponibilità ad ascoltare il punto di vista dell’altro e accompagna le parti in conflitto verso una soluzione che le veda entrambi soddisfatte.

    Le metodologie della mediazione scolastica permettono di trasformare episodi conflittuali in occasioni di scambio e di conoscenza tra i ragazzi nelle situazioni scolastiche concrete attraverso l’apprendimento e l’applicazione di metodi alternativi di gestione delle controversie.

    L’acquisizione delle competenze sociali permette alle persone di relazionarsi in modo significativo con gli altri. Le competenze sociali principalmente chiamate in causa nel processo di mediazione sono l’atteggiamento cooperativo inteso come disponibilità a tenere conto dei propri ed altrui obiettivi, l’empatia come capacità di comprendere profondamente le emozioni dell’altro e la capacità di mettersi nei panni degli altri.

    Se fino al secolo scorso la Scuola veniva considerata esclusivamente l’istituzione deputata a diffondere l’alfabetizzazione alla cultura, oggi le dinamiche che stanno contribuendo a ridefinirne il profilo, non fanno altro che confermarle responsabilità educative e sociali decisamente più impegnative. Diventa fondamentale promuovere al suo interno comportamenti responsabili di cittadinanza attiva che si rivelino in grado di diffondere la cultura dell’incontro, del rispetto, dell’accettazione e della solidarietà.

    E’ bene dire subito che applicata all’ambito scolastico, la mediazione non va affatto confusa, né intesa da parte dei docenti come una nuova norma disciplinare, deve essere considerata e valorizzata  come un processo flessibile in grado di rigenerare nelle relazioni interpersonali spazi di ascolto e di comunicazione. Nei processi di  mediazione l’ascolto assume il significato di una vera e propria azione emotiva ed intellettuale; si parla, infatti, di ascolto attivo ovvero di  un metodo vero e proprio al quale nelle dinamiche di mediazione le parti antagoniste vengono educate.

    Un’altra componente fondamentale della mediazione, che nasce dall’acquisizione della consapevolezza di poter accettare l’altro, è l’accoglienza. Nella mediazione l’accoglienza avviene attraverso lo sviluppo di alcune dinamiche legate innanzitutto alla disponibilità a mettersi nei panni dell’altro, alla capacità di sospendere i giudizi nei suoi confronti e alla volontà di instaurare un rapporto consapevole e, nel tempo, più sereno.

    Si tratta di due passaggi fondamentali per recuperare una buona comunicazione che, soprattutto nella scuola, non assume solo il valore della prevenzione per il disagio ma diventa anche una premessa indispensabile per raggiungere risultati positivi sia per l’insegnamento che per l’apprendimento.

    Esiste quindi lo spazio per iniziare a consolidare sfide educative nuove, fondate sul recupero delle capacità di dialogo, di scambio, di consapevolezza e, soprattutto, di competenza comunicativa. Quella che sempre più emerge é infatti l’esigenza di un recupero del linguaggio emozionale nei rapporti relazionali; riuscire a riconoscere preventivamente i bisogni, gli interessi e i valori dell’altro può arrivare ad  evitare l’emersione stessa del conflitto. Bisogna allora educare ed educarsi, all’interno delle comunità scolastiche, per aiutare i bambini e i ragazzi a ritrovare quelle potenzialità umane necessarie a ricondurre ogni relazione su basi di chiarezza comunicativa.

  • SCUOLA: VIA LIBERA AI MINORI DI ANNI 14

    SCUOLA: VIA LIBERA AI MINORI DI ANNI 14

     

    USCITA DA SCUOLA

    http://studiolegalecimino.eu/scuola-via-libera-ai-minori-anni-14/

     

     

    È la soluzione offerta in sede Parlamentare di fronte alle polemiche insorte all’indomani di una sentenza della Cassazione che aveva applicato in modo “rigido” la normativa vigente, ritenendo responsabile l’Istituto Scolastico, dell’incidente occorso ad un minore di anni 11 che aveva lasciato la scuola da solo ed era stato investito, perdendo la vita, da un autobus di linea.

    Obbligo di vigilanza dunque che nel caso di minori di anni 14, secondo l’attuale assetto normativo, incombe sull’Istituto scolastico, obbligato ad affidare l’alunno solo al genitore o a persona a ciò autorizzata dagli esercenti la responsabilità genitoriale e che, grazie all’emendamento approvato al Senato – ma non ancora legge – risulterà affievolito, potendo i genitori, in questo modo, esonerare espressamente la scuola da ogni responsabilità derivante dall’uscita dell’alunno minorenne che, da solo, potrà usufruire dei mezzi pubblici di trasporto.

    Libertà e autodeterminazione nell’ottica di un processo di responsabilizzazione del minore cui, si confida, corrisponderà una altrettanto accurata responsabilizzazione del genitore che, se non particolarmente accorto, potrebbe “legittimare” l’allontanamento del proprio figlio con chiunque – anche malintenzionato – non espressamente autorizzato e comunque non noto alla famiglia, sebbene, eventualmente, conosciuto dal solo ragazzo.

    Il suggerimento dunque è quello di approntare comunicazioni di esonero ben delimitate, indicando esattamente le persone e le modalità, oltre i tempi, in cui l’alunno potrà allontanarsi dalla scuola.

     

    Il testo dell’emendamento che è stato approvato in Senato in relazione alla legge di bilancio con il quale si permette ai genitori di autorizzare le scuole all’uscita autonoma dei minori di 14 anni:

    (Disposizioni in materia di uscita dei minori di 14 anni dai locali scolastici)

    1. I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di loro autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza.
    2. L’autorizzazione ad usufruire in modo autonomo del servizio di trasporto scolastico, rilasciata dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e dai tutori dei minori di 14 anni agli enti locali gestori del servizio esonera dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza nella salita e discesa dal mezzo e nel tempo di sosta alla fermata utilizzata, anche al ritorno dalle attività scolastiche.»

    Studio Legale Gelsomina Cimino

    www.studiolegalecimino.eu

     

  • A scuola di Imprenditoria Sociale con YMCA Parthenope

    Torre del Greco – Sostenere l’imprenditoria giovanile, e superare il termine NEET rivolto ai giovani senza lavoro né formazione, per uscire dalla crisi. E’ in corso di svolgimento, dal 6 al 12 Novembre a Torre del Greco, presso l’Hotel Holidays, il corso di formazione internazionale “Ideas@work: Training Course on Social Entrepreneurship”. Organizzato dalla YMCA Parthenope Onlus e cofinanziato dal programma Erasmus+, il progetto vede riuniti 23 insegnati, formatori e giovani imprenditori da sette nazioni europee (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Lituania, Ungheria e Turchia) impegnati nel apprendere come trasmettere nuove conoscenze riguardo l’Imprenditoria Sociale con lo scopo di invogliare i giovani con i quali lavorano quotidianamente ad intraprendere un percorso imprenditoriale virtuoso che punti ad avere un impatto positivo nelle rispettive realtà d’appartenenza. I partecipanti sono impegnati in lezioni pratiche, laboratori interattivi e visite a realtà locali di successo, per poi concludersi con un evento aperto al pubblico nel quale presenteranno i risultati ottenuti durante questa settimana di lavoro.

  • Dubbi di incostituzionalità sulla Legge sui Disturbi dell’Apprendimento? Quasi una certezza!

    Prof.ssa Palmieri: la 170 è l’unica legge che “riconosce” una malattia.
    Avv. Morcavallo: la sua incostituzionalità appare quasi una certezza.
    Prof. Goffredo: si sa come risolvere le difficoltà di apprendimento.
     

    Roma. Nel corso delle Giornate di Didattica Efficace® del 27 e 28 ottobre – organizzate dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare presso il Centro Congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi” – si è discusso dei dubbi di incostituzionalità della Legge 170 che, di fatto, riconosce “per legge” i Disturbi dell’Apprendimento.

    Tale posizione rappresenta da sempre una battaglia fondamentale portata avanti dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri; pertanto, i punti più controversi di tale norma e delle linee guida che ne articolano l’attuazione sono stati accuratamente analizzati dal Comitato Scientifico dell’INPEF, di cui la Prof.ssa Palmieri è Fondatore e Presidente. Voci autorevoli in tal senso, l’Avv. Francesco Morcavallo, già Magistrato presso il Tribunale dei Minori di Bologna, e il Prof. Michele Goffredo, prestigioso Accademico lucano.

    All’interno delle due giornate di lavoro pratico sulla Didattica Efficace® – che hanno concluso una intensa settimana sul tema, ricca non solo di incontri laboratoriali ma anche di importanti eventi istituzionali – sono state evidenziate le motivazioni basilari e i nodi di natura tecnica che rendono tali dubbi di incostituzionalità pressoché una certezza.

    La Prof.ssa Palmieri ha introdotto il tema ricordando che già nel 2012 – nel convegno “Analisi Critica delle Nuove Norme in Materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): una Nuova Ottica” tenuto presso la Sala Protomoteca del Campidoglio – aveva sollevato forti dubbi sulla Legge 170, dubbi che si sono poi concretizzati in un aumento esponenziale delle diagnosi, fino ad arrivare addirittura a 190.000 bambini diagnosticati.

    La Legge 170, dunque, di fatto sancisce i margini di criticità dello spazio di manovra da parte degli insegnanti che non riescono a risolvere le difficoltà degli studenti, considerato che nella prassi viene del tutto disapplicata la cosiddetta “parte buona della Legge”, ovvero quella in cui si afferma che: “Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia.” Purtroppo queste adeguate attività di recupero didattico mirato non vengono quasi mai implementate: si passa direttamente alla comunicazione alla famiglia e alla conseguente diagnosi. Quando si etichetta un bambino con una malattia sancita per legge, dove persino la metodologia di intervento è definita dalla stessa norma, spesso si finisce con il compromettere il suo futuro. Soprattutto da questo punto critico fondamentale nascono i forti dubbi di costituzionalità della legge.

    L’Avv. Morcavallo è intervenuto ribadendo quanto sia davvero singolare il fatto che in questa norma il legislatore si sia trasformato in un diagnosta e psicoterapeuta.

    Incredibilmente, la Legge contiene persino errori di sintassi; ma il difetto maggiore è il riconoscimento dei DSA poiché tradizionalmente la parola riconoscere è usata per constatare una realtà esistente, mentre in questa legge si forza una realtà: “Se riconosco qualcosa che definisco io significa che sto creando quel fenomeno, e come diceva un noto giurista è più facile costruire un’irrealtà”.

    Come già evidenziato, dunque, il primo aspetto di incostituzionalità è dato dal limite di discrezionalità del legislatore, cioè quello di non invadere altri settori né travalicare altri poteri: ma qui la legge si sostituisce al medico e al diagnosta.

    Il secondo aspetto di incostituzionalità è il principio costituzionale di non frapporre ostacoli al pieno sviluppo della personalità: ma la Legge “marchia” il bambino fino all’università, istituendo in modo paradossale un diritto alla NON istruzione. La legge viola anche l’articolo 30 della Costituzione, perché non può esistere una norma che prescriva nel merito come istruire i figli, dato che è dovere e diritto dei genitori istruire ed educare i figli.

    La conclusione  è, quindi, che i dubbi di incostituzionalità diventano quasi una certezza.

    Secondo il Prof. Michele Goffredo, questa Legge sancisce il fatto che “non si conosce quasi nulla delle difficoltà di apprendimento” ed è una norma figlia di un’arretratezza abissale sulla cognizione di cosa sia l’apprendimento. Essa decreta di fatto l’incapacità dei professionisti della didattica e mette i bambini in un ghetto.

    In realtà, esistono eccome dei sistemi per risolvere le difficoltà di apprendimento: si sa come fare, ci sono dei testi che lo spiegano. Bollare così un bambino significa sottoporlo a una menomazione ed è un alibi per la scuola. Questa Legge sancisce un ripiego. Il Prof. Goffredo ha concluso il suo intervento affermando che è necessario cancellare le premesse di questa legge.

    «Chi trae profitto da questa norma?” – ha concluso la Prof.ssa Palmieri – “Forse i Centri che emettono le certificazioni? I professionisti che se ne occupano? Nel nostro Istituto incontriamo ogni giorno famiglie che vogliono liberarsi dalla diagnosi. Un giorno, un bambino seguito da noi è corso esultante dalla mamma dicendo: “Mamma, guarda, anch’io posso imparare!” Ecco, noi ci battiamo e continueremo a batterci contro la filiera diagnostica imposta da questa legge, affinché ogni bambino possa gioire con quelle stesse parole!».

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  • Giornate di Didattica Efficace: tutti possono imparare!

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    Vincenza Palmieri: “Anch’io posso imparare!” sarà il grido di gioia di tutti i nostri bambini

     

    Roma. A conclusione dell’intensa settimana sull’Apprendimento e a seguito del Convegno “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento” presso il Senato della Repubblical’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ha aperto le porte a due Giornate di Didattica Efficace® presso il Centro Congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”, al fine di dare rappresentazione concreta e utile degli esiti degli incontri di natura teorica ed istituzionale e mostrare con chiarezza alcune delle strade alternative funzionali che possano garantire a tutti il Diritto all’Apprendimento.

    La prima giornata si è aperta con l’intervento del Presidente Prof.ssa Vincenza Palmieri nell’ambito della conferenza Dubbi di costituzionalità sulla Legge 170/2010 – La tutela del Diritto all’Apprendimento”. Assieme al Comitato tecnico-scientifico INPEF – rappresentato brillantemente dall’Avv. Francesco Morcavallo, già Giudice del lavoro e dei Minori, e dal Prof. Michele Goffredo, Docente universitario – è stato sviscerato il quesito di legittimità costituzionale della legge, ribadendo la conclusione di incostituzionalità della stessa.

    Il Presidente ha rinnovato, dunque, con forza, l’impegno quotidiano – proprio e delle personalità istituzionali che assieme a lei oggi hanno sposato la causa – nella battaglia di riforma della norma, già intrapresa 7 anni fa.

    Ma le giornate di Didattica Efficace® sono state principalmente eventi di formazione, con tanta pratica ed esercizi; perché “non basta denunciare, non basta soltanto informare, bisogna formare”, ricorda la Prof.ssa Palmieri, che ha creato i laboratori successivamente condotti dai docenti che da sempre collaborano con le attività di Alta Formazione dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare: la Prof.ssa Paola Gravela, Pedagogista Familiare, Esperta di Educazione Logico-Matematica e Abilità di Base, la Prof.ssa Margherita Fasano, Docente universitaria, Scrittrice, già Direttrice SSIS dell’Università della Basilicata, l’Avv. Francesco Miraglia, Esperto in Diritto di Famiglia,  la Prof.ssa Stefania Petrera, Pedagogista Familiare, Giudice onorario presso la Corte d’Appello di Roma sezione per i minorenni, Sabrina Di Giacomo, Pedagogista Familiare, Formatrice e Artista dell’INPEF.

    Queste, dunque, le attività pratiche in cui sono stati coinvolti gli studenti partecipanti alle due giornate:

    • Il laboratorio Il primo tratto grafico è uno scarabocchio: imparare a orientarsi nello spazio grafico e a scrivere tramite tecniche ed esercizi pratici usando matite, penne e colori!”.

    Secondo tale approccio, la didattica efficace va in parallelo con la didattica inclusiva. È necessario parcellizzare l’insegnamento iniziando con strategie semplici. Il segreto è l’esercizio e il gradiente affinché alla fine tutti i bambini possano dire: “Io so scrivere in corsivo!”. Non solo parole, quindi, ma soprattutto esercizi pratici su tecniche efficaci che hanno reso reale questo principio: tutti possono imparare a scrivere, anche in corsivo!

    • Il laboratorio con l’intervento tematico: Mappe concettuali: un metodo per tutti– Organizzare le informazioni all’interno di una mappa come strumento pratico di Didattica Efficace®”.

    Tali mappe sono una rappresentazione grafica della mente e devono essere elaborate dagli studenti stessi: le mappe che si trovano prestampate nei libri di testo non permettono allo studente di raggiungere l’apprendimento significativo. Insegnando agli studenti come si compongono queste mappe, i risultati saranno straordinari. I partecipanti hanno quindi creato personalmente le loro mappe concettuali con cartoncini, forbici, penna e colla, con notevoli realizzazioni personali e la consapevolezza finale che sono strumento pratico di didattica efficace, per tutti!

    • Il laboratorio Eserciziario di Ortografia– Giochi, sussidi e strategie didattiche per ricordare meglio le regole grammaticali, per costruire frasi e produrre testi scritti”.

    I corsisti si sono divertiti ad apprendere questi giochi, sussidi e strategie didattiche. E anche per l’ortografia, la pratica e gli esercizi hanno fatto da padroni perché, con tale approccio, il movimento lascia traccia nella memoria. Quindi ancora pratiche ed esercizi stimolanti, interessanti e soprattutto divertenti!

    Nell’apertura della seconda giornata, dal tema “La progettazione inclusiva come strategia – Uno studio di caso ispirato alla Didattica Efficace®”è stato presentato lo studio di un caso reale di una bambina allontanata alla famiglia e sottoposta a trattamento psicofarmacologico. L’analisi del caso ha offerto ai corsisti uno sguardo giuridico e pedagogico per comprendere la progettazione inclusiva come strategia: l’allontanamento dalla famiglia e la somministrazione di psicofarmaci avrebbero potuto essere evitati.

    I corsisti hanno poi scoperto alcune strategie innovative e tecniche facilitanti per rendere l’aritmetica semplice, con

    • Il laboratorio Il diritto di contare– La costruzione degli strumenti per imparare a contare giocando”.

    Dopo una breve parte teorica, si è passati subito alla pratica, con esercizi divertenti e istruttivi per far capire a tutti che l’aritmetica è facile e divertente. I corsisti hanno potuto costruire con le loro mani alcuni strumenti semplici per imparare a contare tramite il gioco. Chi pensava che la matematica fosse difficile si è dovuto ricredere.

    • Infine l’ultimo laboratorio, A scuola con la plastilina.Le funzioni della manipolazione, dei colori e dell’intelligenza creativa”.

    Questa attività di Didattica Efficace®, secondo il Modello Pedagogico Familiare, è usata per imparare le lettere dell’alfabeto, la storia e la geografia attraverso l’uso di materiali malleabili. I corsisti hanno potuto sperimentare con mano (e con la plastilina) l’incredibile efficacia di questo strumento didattico innovativo. L’entusiasmo è salito alle stelle assieme alla consapevolezza di avere tra le mani uno strumento eccezionale per favorire l’apprendimento anche degli studenti più svantaggiati.

    E per finire, non potevano mancare le foto e la consegna dei diplomi da parte del Presidente Palmieri a tutti i partecipanti alle Giornate di Didattica Efficace.

    L’importanza di questo percorso formativo, così come del racconto di queste giornate, risiede nella possibilità di mostrare – a insegnanti, professionisti e operatori nel campo dell’infanzia e della didattica, che spesso si sentono poco supportati o addirittura inibiti dalle norme di riferimento – che è possibile un’alternativa e che la risposta possa risiedere proprio nella didattica stessa: in una Didattica Efficace®. Di modo che i nostri bambini possano – TUTTI – gridare: “Anch’io posso imparare!”.

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  • UniFi a Campi Bisenzio – Spazio Reale ospita due corsi della Scuola di Agraria

    La Fondazione Spazio Reale ha recentemente sottoscritto con l’Università di Firenze un accordo quadro per l’utilizzo di alcuni spazi della rinnovata struttura sita in San Donnino. L’accordo è stato sottoscritto per Spazio Reale dalla società Palazzo Pucci Events&Academy srl, società costituita di recente per la gestione di eventi e corsi di formazione  organizzati nei locali della Fondazione.

    Da circa un mese si svolgono presso Spazio Reale, in due aule da 150 posti ciascuna, le lezioni di due corsi di laurea: Tecnologie alimentari e Viticoltura ed Enologia, che fanno capo alla Scuola di Agraria. L’obiettivo di UNIFI è quello di poter disporre di spazi idonei allo svolgimento della didattica – in particolare per questi corsi che hanno registrato un aumento delle iscrizioni negli ultimi anni -, mentre quello della Fondazione è di dare risposta alle necessità del territorio e proporsi come soggetto attivo e punto di riferimento per la piana fiorentina.

    La proposta di ospitare alcuni corsi di laurea dell’Università di Firenze è stata accolta con favore dalla dirigenza della Fondazione, poiché Spazio Reale è un vero e proprio campus, che consente di offrire agli universitari, a prezzi convenzionati, anche l’utilizzo degli impianti sportivi e del ristorante.

    L’accordo ha validità un anno con possibilità di rinnovo.

  • Al via i nuovi corsi della scuola per meccanici Not Only Motorsport

    Dopo il successo dei primi corsi la scuola per meccanici Not Only Motorsport di Vignate in provincia di Milano allarga la sua offerta formativa rivolta agli allievi meccanici e appassionati del motorsport.

    L’esperienza dello staff altamente qualificato impegnato dal oltre trentanni nel mondo del motorsport , ha portato a ideare due percorsi formativi .

    Il primo dedicato ai meccanici per vetture stradali , con un corso base di 144 ore che inizierà il 15 gennaio 2018 seguito da corsi di approfondimento su motori e elettronica .

    Il secondo percorso invece è dedicato a chi vuole acquisire tutte le capacità per poter entrare nel mondo del motorsport . Diviso in 5 moduli : racing engine , elettronica e acquisizione , set up , trasmissioni e freni . Il corso oltre alle lezioni in aula e officina vedrà numerose giornate in pista e sui campi di gara rally e supersalita , in queste occasioni gli allievi potranno mettere in pratica le capacità acquisite a fianco dei team partner della scuola

    Oltre ai corsi auto si affiancheranno dal mese di novembre , i corsi moto , partendo da alcuni seminari sulla manutenzione sino ad arrivare a corsi specialistici sui motori a 2 tempi e moto da competizione .

    La mission di Not Only Motorsport è formare tecnici altamente qualificati capaci di di posizionarsi con successo tra i profili professionali attualmente più ricercati

     

     

  • COMUNICATO STAMPA – “Oltre il Diritto allo Studio. Il Diritto all’Apprendimento come Diritto di Tutti”

    – 3 giornate con INPEF e ANPEF per affermare il Diritto all’Apprendimento.
    Vincenza Palmieri, Presidente INPEF: “Per sostenere i Diritti Umani e dei Bambini, per far cambiare il vento, bisogna partecipare. Ognuno con le proprie forze” –
    Premio Palinuro 24.9.2017
    Il 26, 27 e 28 ottobre, a Roma, con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari, si celebrerà il Diritto allo Studio, contro ogni filiera diagnostica. Proposte, Atti Istituzionali, interventi di studenti, docenti ed esperti che ogni giorno cercano, attraverso strategie didattiche ed interventi istituzionali, di garantire il Diritto all’Apprendimento: un DIRITTO DI TUTTI.
    In data 26 ottobre, dunque, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, si terrà il Convegno “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento”, patrocinato dal Senato e dalla Camera dei Deputati, con la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale, scolastico, politico e giornalistico e con le testimonianze di Studenti INPEF e Pedagogisti Familiari ANPEF.

    Un importante momento di riflessione, nella consapevolezza che le Riforme Sociali e gli impegni legislativi recenti rappresentino i primi fondamentali passi per il cambiamento auspicato dalle famiglie e dagli stessi insegnanti, desiderosi di tornare a ricoprire il ruolo di educatori e formatori, contrastando il rischio della medicalizzazione dell’apprendimento.

    A seguire, il 27 e il 28 ottobre, presso lo splendido Centro Congressi Roma Eventi a Fontana di Trevi, si terranno due “GIORNATE DI DIDATTICA EFFICACE®”, un Evento Formativo promosso con l’intento di riconfermare la Didattica Efficace, la buona scuola ed i buoni insegnanti come la migliore soluzione possibile alle criticità del sistema scolastico.

    “Quando si vuole far cambiare ‘il vento’, sostenere i Diritti Umani e i Diritti dei Bambini, bisogna partecipare. Ognuno con le proprie forze. Grazie a quanti tra genitori, giornalisti, artisti, parlamentari, cantanti, accademici, docenti e studenti hanno già aderito” – queste le parole del Presidente Vincenza Palmieri, che annuncia: “A conclusione di queste Giornate, poi, il 2 dicembre, nella meravigliosa cornice dello Sheraton, si svolgerà il Galà a Sostegno dei Diritti Umani, che sarà l’occasione per condividere le Conclusioni e le Raccomandazioni dettate dai convenuti alle Giornate del 26, 27 e 28 ottobre”.

    ***

    Per Accrediti Stampa al Convegno del 26 ottobre (Sala Zuccari), inviare la richiesta via mail a [email protected] e [email protected] o via fax al numero 06.67062947 indicando data e luogo di nascitan°. tessera giornalistica (per giornalisti) o estremi del documento d’identità (per gli altri operatori dell’informazione) e testata di riferimento.

  • UNIVERSITA’: PAGANINI: PER ALLINEARCI BASTA COPIARE NORD EUROPA

    Roma, 6 ottobre 2017 – “Le riforme della scuola proposte negli ultimi anni non hanno avuto il coraggio di dare seguito a quella rivoluzione scolastica che avrebbe dovuto, già da tempo, trasformare radicalmente il metodo di apprendimento degli studenti”. Così in una nota Pietro Paganini, presidente di Competere e fondatore, insieme a Mario Lupo e Giammarco Brenelli, di Campagne Liberali, commentando i dati Eurostat e Ocse che danno conto del preoccupante quadro attorno all’istruzione italiana e dell’invecchiamento del corpo docente italiano.

    Nella scuola primaria italiana il 52,7% delle maestre ha più di 50 anni. Se si guarda alle secondarie di primo grado la percentuale sale al 54,3%. Mentre in quelle di secondo grado si sale addirittura al 59,6%. Il confronto con le altre nazioni europee è impietoso. Non migliora la situazione sul versante opposto, quello degli studenti. Secondo l’Ocse appena il 20% dei giovani tra i 24 e i 35 anni è laureato, contro una media del 30% dei Paesi membri.

    “Una vera riforma della scuola deve mettere in chiaro le sue priorità: mi riferisco all’abolizione del valore del titolo di studio, dei concorsi, dei compiti a casa e alla riorganizzazione degli orari didattici” – continua Pietro Paganini.

    “Sono ricette semplici e di buon senso, ma soprattutto indispensabili per allinearsi alle medie europee e tornare a competere su scala globale. Non richiedono un grande sforzo, basterebbe copiare dai paesi del Nord Europa”- conclude Paganini.

  • Si è appena conclusa la prima edizione della Summer School di SANGUIS JOVIS, L’ALTA SCUOLA DEL SANGIOVESE. Obiettivo dell’Alta Scuola del Sangiovese è accrescere e diffondere la cultura di questo…

    (Montalcino, 2 ottobre 2017) – La Fondazione Banfi si è fatta promotrice del progetto Sanguis Jovis, un centro di ricerca e formazione di eccellenza sul Sangiovese. L’ Alta Scuola del Sangiovese, il cui obiettivo è accrescere e diffondere la cultura di questo vitigno, contribuirà a dare al territorio del suo vino simbolo, il Brunello di Montalcino, un ulteriore, e innovativo, fattore di posizionamento distintivo nel mondo del vino, sia a livello internazionale che nazionale.

    Il Dr. Rodolfo Maralli, Presidente della Fondazione Banfi, spiega che “La Fondazione Banfi è nata nel 1986 per promuovere, diffondere e valorizzare la cultura, lo studio e la ricerca dedicate al vino in tutte le sue forme. Grazie ai piccoli progetti portati avanti negli anni, oggi abbiamo la maturità necessaria per un progetto più grande, relativo a qualcosa che non c’era: un centro studi sul Sangiovese”.

    Presidente di Sanguis Jovis è il Prof.  Attilio Scienza dell’Università di Milano, Direttore Scientifico il Prof. Alberto Mattiacci della Sapienza di Roma, entrambi membri del Comitato Scientifico della Fondazione Banfi.

    Il Prof. Scienza spiega che “L’obiettivo principale dell’Alta Scuola del Sangiovese è contribuire al progresso della viticoltura di Montalcino. La parola d’ordine è conoscenza che si sviluppa attraverso la formazione, con lo scopo di diffondere la cultura del Sangiovese”.

    Dal 25 al 29 settembre, presso O.CR.A. Officina Creativa dell’Abitare (Via Boldrini 4, Montalcino- Siena), 20 studenti selezionati con bando di ammissione (10 studenti neolaureati e 10 professionisti del settore) hanno potuto seguire un percorso formativo originale, il cui scopo è stato quello di innovare la mentalità e la cultura dei professionisti del vino, proiettandola nel futuro, nelle coordinate spaziali della globalizzazione.

    Apriamo l’attività di un centro studi che aspira a divenire un riferimento scientifico di rango mondiale sul Sangiovese e, più ampiamente, sul vino di qualità. Sanguis Jovis vuole innovare il pensiero del vino, attraverso un’attività di education fondata su progetti di ricerca e formazione originali e rigorosi. Su tutto, un mantra: multidisciplinarità e condivisione di esperienze fra professionisti, ricercatori e giovani discenti” afferma il Prof. Mattiacci.

    “La genetica, l’origine, la biodiversità del Sangiovese”, “I territori, la geologia, le peculiarità pedo-paesaggistiche”, “Le risposte adattative del Sangiovese agli ambienti di coltivazione”, “Cambio climatico, sostenibilità e innovazione genetico-agronomica”, “Produzione e mercato: nuovi approcci di conoscenza”, sono solo alcuni dei temi che saranno toccati dai docenti, di altissimo livello, specializzati nelle discipline coinvolte, che si alterneranno durante le 50 ore del corso, il cui tema è “I profili del Sangiovese in Toscana”.

    A breve sarà pubblicato il bando per l’ammissione alla prima edizione della Winter School, che si svolgerà a marzo 2018. Al centro del corso sarà sempre il Sangiovese, proiettato in un mercato globalizzato in cui la digitalizzazione diviene strumento necessario per la sua diffusione e conoscenza.

  • Scuola primaria: al via il bando di Facile.it che premia l’eccellenza

    Prosegue l’impegno di Facile.it a supporto delle eccellenze nella scuola pubblica; dall’1 ottobre 2017 aprono le iscrizioni per il bando di concorso “Facile.it per la scuola” (https://www.facile.it/scuola.html), il progetto nato per sostenere la capacità innovativa e progettuale degli istituti primari pubblici.

    «Continuiamo a investire sui giovani e sulla formazione, quest’anno attraverso un bando di concorso aperto a tutti gli istituti primari pubblici del Paese. La scuola italiana è piena di energie e idee, spesso però condizionate da bilanci stretti e conti da far quadrare. Con questo progetto vogliamo stimolare e incentivare la creatività, a beneficio degli alunni di oggi che saranno le eccellenze di domani» spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

    Per partecipare al bando, aperto sino al 30 novembre, gli istituti primari dovranno presentare un progetto che illustri come intendono impiegare la donazione e la tecnologia messe a disposizione da Facile.it a supporto della didattica e della crescita degli alunni. Una commissione creata ad hoc valuterà tutte le candidature e selezionerà la scuola con l’idea più creativa e originale, che si aggiudicherà la somma di 5.000 euro, destinata all’implementazione del progetto, e una dotazione tecnologica proveniente da Facile.it.

    L’edizione 2016 del progetto “Facile.it per la scuola” ha premiato la scuola primaria Armando Diaz di Milano che grazie ai fondi ottenuti ha creato un laboratorio di scienze dove la materia viene insegnata in inglese ai piccoli alunni con la collaborazione di ricercatori di primo livello. L’Istituto ha ricevuto anche una cospicua strumentazione tecnologica proveniente dagli asset di Facile.it, riuscendo così a rinnovare le dotazioni informatiche della scuola e fornendo ad ogni classe tablet utili all’insegnamento.

    Il bando completo è disponibile all’indirizzo https://www.facile.it/scuola.html

  • SAVE THE DATE “Troppi per essere vero: la filiera diagnostica in Italia” – Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento

    Roma, 26-27-28 ottobre

    A 7 anni dall’entrata in vigore della legge 8 ottobre 2010 n. 170, l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare organizza, come ogni anno,  la manifestazione culturale e sociale “Troppi per essere vero: la filiera diagnostica in Italia“, che prenderà avvio nell’ambito del convegno “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento” che si svolgerà il 26 ottobre – dalle ore 15 alle ore 18 – presso la SALA ZUCCARI DEL SENATO DELLA REPUBBLICA. Nelle successive giornate del 27 e del 28 ottobre – dalle ore 10 alle ore 18 – si terranno seminari tematici e attività laboratoriali condotti da esperti ed esponenti del mondo politico, accademico, scolastico, giornalistico, giuridico e pedagogico-familiare.

    La partecipazione alla conferenza che si terrà il 26 ottobre presso la Sala Zuccari del Senato è gratuita, con prenotazione obbligatoria.

    Le tre giornate saranno un’occasione per riflettere sulla necessità di potenziare e condividere conoscenze e metodologie utili a realizzare interventi didattici appropriati ed adeguati alle necessità formative e ai tempi di apprendimento di ciascun alunno, evitando il rischio di associare temporanei bisogni individuali a permanenti difficoltà cognitive e/o strumentali.
    Le riforme sociali e gli impegni legislativi recenti rappresentano – a parere della Prof.ssa Palmieri, Presidente dell’INPEF – le risposte possibili per il cambiamento auspicato dalle famiglie e anche dagli stessi insegnanti, che vogliono tornare a ricoprire il ruolo di educatori e formatori, contrastando il rischio della medicalizzazione dell’apprendimento.

    L’iniziativa rientra tra le attività formative per le quali può essere concesso – al personale docente – l’esonero dal servizio ai sensi della Nota MIUR 02.02.2016-Prot. n. 3096

     

    INFO E CONTATTI:

    Ufficio Stampa INPEF – Tel/fax: 06.5803948

    [email protected]

  • Prestiti per studiare: in Italia erogati 169 milioni di euro in 5 mesi

    A giorni, in molte regioni italiane suonerà la prima campanella dell’anno scolastico e se da un lato i ragazzi metteranno mano ai libri, dall’altro i genitori metteranno mano al portafogli perché, inutile negarlo, studiare costa, e tanto. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, dall’ 1 gennaio al 31 maggio 2017 sono stati erogati quasi 169 milioni di euro per sostenere i costi legati a studio, formazione ed università.

    Secondo lo studio, compiuto su un campione di oltre 60.000 domande di finanziamento presentate nei primi cinque mesi dell’anno, chi vuole un prestito di questo tipo punta ad ottenere in media poco più di 8.000 euro (8.019€); cifra superiore del 10,2% rispetto a quella richiesta cinque anni fa, ed equivalente ad una rata mensile di circa 200 euro.

    «Secondo dati ufficiali Istat» ha dichiarato Mario Parteli, responsabile Business Unit Prestiti di Facile.it «considerando sia i corsi triennali sia quelli specialistici, ogni anno in Italia ci sono circa 300.000 nuovi laureati. E’ comprensibile, quindi, che si cerchi di emergere frequentando i corsi delle università più rinomate che, però, comportano spese non sempre facili da sostenere per le famiglie. Richiedere un prestito specifico può essere un modo per non rinunciare ad una formazione di alto livello investendo su se stessi o sul futuro dei propri figli.»

    La durata media del finanziamento per lo studio, che nel periodo analizzato è stato richiesto da quasi 890.000 italiani, è pari a 4 anni e mezzo (54 mensilità), mentre il TAEG applicato dalle finanziarie varia anche notevolmente passando da un’offerta minima del 6,1% fino a oltre l’11%.

    Lo studio di Facile.it e Prestiti.it ha anche analizzato il profilo di chi chiede un finanziamento legato allo studio; in media il richiedente ha 40 anni, e nel 42% dei casi è donna, percentuale altissima se si considera che, mediamente, le donne rappresentano meno del 25% dei richiedenti prestito in Italia; in questo caso, però, il finanziamento viene usato anche per frequentare master e corsi di formazione utili a presentarsi con nuovi titoli magari dopo uno stop legato alla maternità.


     

  • Il presente e il futuro del Web si incontrano sotto la Mole: il nuovo sito CreatiWeb realizzato in collaborazione con i giovani dell’Istituto Avogadro Torino

    La collaborazione pluriennale tra CreatiWeb, affermata web agency torinese, e l’IIS Amedeo Avogadro di Torino cresce nel segno dell’innovazione e della fiducia nei giovani talenti che rappresentano il futuro dello sviluppo digitale in Italia. La dimostrazione arriva dall’oggetto del programma di Stage Scolastico del 2017: la realizzazione del nuovo sito aziendale CreatiWeb, disponibile all’indirizzo http://www.crweb.it

    Ambizioso e innovativo, il progetto è nato con l’obiettivo di offrire agli studenti coinvolti dell’Istituto Avogadro Torino un bagaglio di conoscenze tecniche e di collaborazione in team, utili ad essere riutilizzate in ambiti scolastici e lavorativi diversi da CreatiWeb, ciò anche grazie all’adozione di un CMS Open Source di ampia diffusione.

    Nonostante il breve periodo di tempo a disposizione, il progetto è stato completato nei tempi e nei termini previsti consentendo di rinfrescare la grafica del sito e dare nuove e più aggiornate informazioni sulle attività di CreatiWeb e dei suoi partner.

    La realizzazione del nuovo sito ha visto il coinvolgimento di Alessio Schinco, studente del IV anno dell’IIS Amedeo Avogadro di Torino, e per CreatiWeb di: Adriana Chiabrera come referente dello sviluppo; Giada Patruno per il supporto alla realizzazione grafica; Alessandra Bertoldo, Dario Lambarelli e Giorgio Carone per la parte SEO.

    A proposito della collaborazione con CreatiWeb, Alessio Schinco ha detto: “La mia esperienza in CreatiWeb è stata positiva, mettendomi a disposizione la possibilità di cooperare e di confrontare le mie conoscenze con un team di lavoro disponibile nell’aiutarmi e nel fornirmi spunti tecnici necessari alla realizzazione dell’attività richiesta. Più in particolare, ho avuto la possibilità di conoscere specificamente alcune tecniche relative all’impostazione di una pagina web che mi hanno attirato in un ambito che prima di questa esperienza non ritenevo così interessante. L’esperienza in team mi ha consentito non solo di ricevere supporto, ma anche di sfruttare le nuove conoscenze per la realizzazione di un manuale utile per l’utilizzo del sito e della piattaforma su cui è basato, facendomi sentire coinvolto nel progetto”.

  • Un risultato storico per impedire la medicalizzazione della Scuola. Interpellanza Parlamentare: verso la riforma della Legge 170 sui “Disturbi” dell’Apprendimento. Riscriviamo una pagina più bella della Storia della Scuola Italiana

    Roma, 3 agosto 2017 – Nella Conferenza Stampa congiunta della Senatrice Enza Blundo e della Prof.ssa Vincenza Palmieri tenuta oggi presso la Sede Nazionale dell’I.N.PE.F. a Roma sul tema “DSA e abuso diagnostico a Scuola – Gli interventi istituzionali verso il cambiamento annunciato”, si è discusso dell’Interpellanza urgente su questi temi presentata il 27 luglio scorso dalla Senatrice Blundo e da altri 31 colleghi del Senato al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Fedeli e al Ministro della Salute Lorenzin.

    Un’Interpellanza Parlamentare non è cosa di poco conto, soprattutto se richiede la procedura abbreviata. Un’Interpellanza è una domanda per iscritto che uno o più parlamentari rivolgono al Governo per conoscere le ragioni o le intenzioni della politica governativa su questioni rilevanti e di interesse generale; viene discussa in aula, con la presenza di un rappresentante del Governo. L’interpellanza di oggi è il risultato di una serie di Tavoli Tecnici che la Prof.ssa Palmieri ha tenuto assieme alla Vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza Blundo al fine di illustrare gli aspetti scientifici e statistici di questa “tragica pandemia” che ha colpito i nostri ragazzi.

    Già nel 2014,  il Presidente Palmieri aveva lanciato il Manifesto “TROPPI PER ESSERE VERO” denunciando l’abuso diagnostico con queste parole profetiche: “Non sono i bambini ad essersi ‘ammalati’, quanto la normativa di riferimento. Dal 2010, infatti, con la promulgazione della Legge n. 170, l’Istruzione è stata chiamata a delegare al Servizio Sanitario per tutto ciò che riguarda tale materia, aprendo la strada alla medicalizzazione della scuola e chiudendo la porta, di fatto, a tutti quei bambini che per qualche motivo – personale, ambientale, relazionale, educativo – manifestino un qualche tipo di difficoltà durante il processo di apprendimento”.

    La Prof.ssa aveva anche indicato la soluzione già insita nell’articolo 3 della Legge 170/2010 che introduceva le “attività di recupero didattico mirato”. Già allora aveva compreso che si stavano cristallizzando delle prassi dannose in cui alcuni docenti trasmettevano spesso frettolosamente tali comunicazioni alle famiglie rimuovendo ciò che andrebbe fatto in precedenza: una “adeguata attività di recupero didattico mirato”. L’Interpellanza Parlamentare interroga infatti il Governo sulle attività di recupero didattico mirato previste dalla Legge poiché, di fatto, tale omissione  ha contribuito a lasciare ampio spazio alla medicalizzazione delle scuole.

    Nel 2010 è stata scritta una delle pagine più tristi della Storia della Scuola italiana” – ha introdotto in Conferenza Stampa la Prof.ssa Palmieri, che fin da subito ha esposto in tutti i modi gli effetti devastanti del cambiamento prodotto dalla Legge 170, in seguito al quale “le difficoltà dei ragazzi o le normali richieste di aiuto, si sono spesso tradotte, invece che in una risposta di tipo didattico, nella ricerca e nella identificazione di un ‘disturbo’. Grave paradosso aggravatosi poi attraverso la Legge che ha ‘riconosciuto’ tali ‘disturbi’e li ha ‘presi in carico’ con una serie di disposizioni e linee guida più tese a garantire la sopravvivenza della Legge stessa che la sopravvivenza dei nostri ragazzi”.

    Non esiste una Legge in Italia – continua Vincenza Palmieri – che riconosca, ad esempio,  il tunnel carpale o l’ipertensione o una legge che stabilisca ‘sistemi compensativi’ per gli ipotiroidei… La Legge 170 invece definisce la diagnosi, i metodi, persino  la ‘terapia’ (i sistemi compensativi e dispensativi), fatto straordinariamente unico che fa sollevare dubbi di costituzionalità sulla Legge e che ha prodotto in questi anni un aumento vertiginoso delle diagnosi  e  l’attivazione di una filiera neuropsichiatrica che non collima con la missione primaria della scuola”.

    Ma se è a scuola che il bambino che non sa, deve imparare, perché la Scuola inoltra con estrema facilità i bambini al sistema sanitario per una ‘certificazione DSA’? È proprio la Scuola il posto dove il bambino che non sa deve stare! I numeri sono significativi: 190.000 bambini diagnosticati DSA, una pandemia senza precedenti, incrementi, in alcune zone, del 50% rispetto all’anno precedente. Ed insegnanti della scuola per l’Infanzia spesso preposte ad individuare gli indicatori predittivi dei disturbi, come uno spionaggio industriale, stabilito per Legge o Linee guida”.

    La Senatrice Blundo, ringraziando la stampa e i presenti dell’attenzione ha così concluso: “La collaborazione con l’I.N.PE.F. e l’impegno in questa Riforma nascono dal 2014 e si sono arricchiti attraverso un connubio tra scienza e politica. I numeri e le evidenze che mi sono stati presentati dal Presidente Palmieri sono così preoccupanti e coinvolgono così tante realtà che non ho potuto, come Senatrice della Repubblica e come donna della Scuola, non abbracciare tale istanza e dare una risposta alle migliaia di cittadini che lo chiedonoL’Interpellanza presentata – prosegue la Senatrice – va in questa direzione e ci auguriamo possa presto portare a risultati concreti scongiurando l’invio al Sistema sanitario di casi non necessari, che potrebbero essere trattati diversamente in ambito didattico, educativo e pedagogico prima che medicale”.

    La Prof.ssa Palmieri ha salutato i presenti sottolineando come l’Interpellanza Parlamentare, oltre ad essere un Atto forte, rappresenta il cambiamento ed uno strumento di difesa per tutti coloro che non vogliono essere ostaggio inerme di una commistione tra sistema scolastico, sistema sanitario, interessi altri, derive neuropsichiatriche e interventi autoritativi. “Quello che vogliamo da questo momento in poi è dimenticare quella brutta pagina di storia e riscriverne insieme una bella, una dove i bambini possano andare felici a scuola e, se sbagliano, possano essere aiutati da chi è lì proprio per aiutare ad imparare e sa farlo. Rafforziamo la didattica: di buoni insegnanti è ricca l’Italia”.

    Così siamo riusciti a scrivere una bella pagina della Scuola Italiana. Grazie.

    Ufficio Stampa I.N.PE.F.

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    Audizione (1)

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  • Scrivere, colorare, disegnare, modellare, plasmare, creare: tutti i mondi dell’espressione artistica proposti da F.I.L.A. per il back to school 2017-18

    La carta

    CANSON

    F.I.L.A. porta sui banchi degli studenti italiani e nella creatività del loro tempo libero, la qualità unica di una carta leader a livello globale. Canson, la nota cartiera francese è infatti oggi parte del Gruppo Made in Italy e insieme sono pronti ad offrire agli studenti di ogni ordine e grado tutto ciò che è necessario ad aiutarli nella loro crescita creativa e a colori.

    Tra le proposte back to school spicca la pochette Canson C4, un formato già icona nel mercato mondiale ma assoluta novità per quello nostrano: elegante ed essenziale, è stata ideata sia per conservare i fogli in modo ordinato senza rovinarli, sia per trovare i lavori in modo semplice e veloce. Pensata per tutti gli studenti, offre tre finiture – liscio, liscio riquadrato, ruvido (200-224 g/m²) – e tutta la qualità da sempre riconosciuta nel mondo dagli artisti. Per distinguere le tre proposte in modo preciso e indirizzare il pubblico verso l’utilizzo perfetto del prodotto, la copertina riporta un visual realistico unito all’indicazione di tutti gli elementi caratteristici e qualitativi della gamma.

     

    Il colore: dalle matite alle tempere

     LYRA GRADUATE, LYRA GRADUATE AQUARELL

    Arriva la gamma per il disegno artistico dedicata ai Millenials: LYRA Graduate e LYRA Graduate Aquarell, matite extra resistenti e performanti che garantiscono opere dai colori sempre vividi. Una linea vicina al linguaggio dei giovani, immediato perché figlio dell’era digitale. La stessa immediatezza che traspare nell’iconico pay off “a world of living colours”, cuore del nuovo concept di questa gamma che trae ispirazione dalla forza degli elementi della natura.

    Le matite colorate LYRA Graduate sono caratterizzate da colori particolarmente vivi e coprenti con una mina grande e resistente. Realizzate in legno di cedro certificato PEFC, sono disponibili in astucci di cartone con vassoio da 12 e 24 pezzi oppure in scatole di metallo da 12,  24 o 36 colori.

    Per gli amanti degli acquerellabili c’è LYRA Graduate Aquarell: una gamma cromatica di 36 colori altamente solubili e ricchi, perfetti per creare infinite sfumature. Realizzati in legno di cedro certificato PEFC, sono facili da temperare e garantiscono un’ottima resa. Disponibili nelle scatole di metallo da 12, 24 e 36 pezzi con pennello in fibra sintetica incluso.

     

    GIOTTO ACQUERELLI, GIOTTO TEMPERE

    Il colore artistico si ravviva con due proposte GIOTTO oggi rinnovate nella formula e nel look.

    Arriva infatti GIOTTO Acquerelli che cambia forma dentro e fuori. Le pastiglie sono state  riformulate con colori più ricchi, facili da stendere e dalla perfetta resa cromatica e riprogettare per facilitarne l’uso, evitando la fuoriuscita e la dispersione dell’acqua. Per diluire i colori e creare le mescole, il coperchio è oggi dotato di numerose cavità mentre i canali laterali permettono all’acqua di defluire. A completare il kit, il nuovo pennello in pelo sintetico con punta tonda n° 3 ideale per acquerello. Una proposta rinnovata nelle varianti da 12 o 24 colori, tutti luminosi e  perfettamente solubili. Il risultato finale regala ai lavori fantastiche trasparenze ed effetti acquerello.

    E per  i giovani pittori, GIOTTO ha completamente rinnovato il design dei tubetti di tempere da 12 e 21 ml. I nuovi pack – 5,  7, 12 o 24 pezzi – moderni e funzionali, comprendono vaschette estraibili per l’acqua  e un coperchio ad aggancio che si stacca completamente per diventare una vera  tavolozza da pittore, facile da usare e pratica da lavare, oltre agli immancabili pennelli GIOTTO. All’interno, tutta la qualità di una tempera ultrafine e concentrata, ricca di pigmenti per creazioni dai colori coprenti e vivaci.

     

     La scrittura: un tratto per ogni età

    TRATTO CANCELLIK

    La scrittura del prossimo back to school si anima con la linea Tratto, a partire dal primo approccio dei bambini con le penne che prende forma grazie alla traccia pulita e senza sbavatura di Tratto Cancellik: 1500 mt d’inchiostro oggi ancora più scorrevole, preciso e perfettamente cancellabile grazie a due resistenti gomme presenti sia sulla penna sia sul cappuccio che è anti-soffocamento. Dieci le vivaci nuance da scegliere e collezionare per dar vita all’espressione creativa.

    TRATTO PEN

    Per gli studenti più grandi c’è Tratto Pen, l’iconica penna-pennarello Made in Italy, che regala risultati eccellenti non solo nella scrittura ma anche nel disegno tecnico ed artistico. Una proposta oggi disponibile all’interno di preziose scatole di metallo da 10 e 20 pezzi che rispecchiano l’anima di un prodotto unico in cui s’incontrano design, innovazione, tecnologia e funzionalità. La nuova confezione  è impreziosita da una guaina in cartotecnica e protetta da una pellicola trasparente: un’idea pronta a stuzzicare ragazzi e appassionati di design. La gamma cromatica di Tratto Pen, in continua evoluzione, è disponibile in 24 colori tutti acquistabili anche singolarmente.

     

    La pasta per modellare

    DAS JUNIOR

    DAS, la famosa pasta per modellare autoindurente, porta sul mercato un nuovo pack da 100 g: DAS Junior, un piccolo formato a misura di bambino. Una novità pensata per i giovanissimi e per tutti gli studenti delle scuole materne ed elementari che, grazie alla semplicità d’uso del prodotto, sono accompagnati ad esprimere la loro creatività e realizzare facilmente piccoli oggetti solidi e resistenti. DAS Junior è infatti una pasta morbida e versatile che essicca all’aria senza bisogno di cottura, perfetta per tutte le tecniche di modellaggio, trasforma i lavoretti in piccoli capolavori. Una new entry pronta a catturare i bambini e conquistare al contempo gli insegnanti, dando loro la garanzia di un prodotto sicuro e certificato. DAS Junior, disponibile in 10 colori perfettamente miscelabili tra loro, brillanti e vivaci anche dopo l’essiccaggio, è un prodotto che non sporca e non macchia ed è lavabile da mani, superfici e tessuti.

    DAS Junior è la nuova linea dedicata ai bambini dai 4 agli 11 anni, schierata in prima fila per dar colore e forma all’estro creativo.

     

  • Continua l’incessante lavoro di contrasto all’abuso diagnostico nella Scuola: presso l’INPEF – in via permanente – il Laboratorio di Didattica e Tecniche facilitanti per l’apprendimento delle Abilità di base: Lettura,…

    – Intervista al Presidente, Prof.ssa Vincenza Palmieri –

    A pochi giorni dalla chiusura dell’importante Tavolo Tecnico sulla Medicalizzazione della Scuola, il lavoro costante sul fronte dei Diritti dei Bambini e sul contrasto all’abuso diagnostico non si è certo arrestato.

    Presso l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare si è appena svolto il “Laboratorio di Didattica e Tecniche facilitanti per l’apprendimento delle Abilità di base: Lettura, Grafia, Ortografia e Calcolo”.

    Ne parliamo con il Presidente, la Prof.ssa Vincenza Palmieri.

    – Prof.ssa Palmieri, da anni Lei denuncia questa ascesa impressionante nelle diagnosi a scuola. Come si inserisce il lavoro di questi laboratori nel contesto delle attività fondamentali per arginare tale fenomeno?

    “Innanzitutto va chiarito un punto: è fondamentale che non si ricorra in via prioritaria ai neuropsichiatri infantili o agli psichiatri su questioni relative alla didattica, agli stili di apprendimento e alla metodologia di studio, in quanto questi sono settori di competenza pedagogica nell’area della Didattica Efficace e non necessariamente biologica o patologica. Gli esiti del Tavolo Tecnico recentemente istituito accolgono la mia posizione scientifica e disegnano la strada verso la proposta di revisione della L. 170/2010 ma è altrettanto fondamentale che, contemporaneamente, si parli della formazione dei docenti e degli educatori.

    Ecco perché noi da anni abbiamo istituito queste giornate di laboratorio permanente: 6 a luglio, 3 ad ottobre e così ogni mese, con giorni dedicati anche e soprattutto ai bambini e agli studenti.

    Se si pensa che la scuola sia il luogo dove si deve imparare, la dedizione non basta: bisogna apprendere la tecnica e il metodo.

    Se si pensa che, quando qualcuno non ce la fa, la colpa sia degli studenti, che noi docenti non abbiamo alcuna responsabilità e che possiamo delegare alla sanità qualsiasi problema didattico, allora è finito lo scopo per cui la scuola esiste”.

    – Come si strutturano questi laboratori?

    “Consistono in 9 ore al giorno di attività pratiche, per imparare a leggere, scrivere, far di conto, con le migliori strategie possibili.

    Questo impegno con i docenti e gli educatori è determinante. Perché dobbiamo:

    1. denunciare – e lo stiamo facendo da anni –
    2. ottenere interventi, passaggi parlamentari e legislativi – in progress in queste ore –
    3. essere in prima linea sempre e su tutti i fronti.

    Dobbiamo inoltre:

    1. informare – e anche su questo punto stiamo permeando la società con un’accurata e coraggiosa informazione –
    2. dobbiamo, poi, soprattutto, agire attraverso una formazione seria e, con la Didattica Efficace, rappresentare una soluzione concreta.

    Le centinaia di migliaia di bambini e di famiglie non possono aspettare una riforma che pure arriverà. Non si possono accontentare della sola denuncia, né di operazioni di facciata che tanto riportano alla memoria la scuola di Barbiana in cui Don Milani ricordava quanto sia <<più semplice lavorare per i poveri che con i poveri>>.”

    – Ha sollevato Lei la questione nazionale. Ma sono così tanti gli alunni con diagnosi?

    “Quello che è inquietante non è solo l’analisi quantitativa, ma anche la qualitativa.

    Guardiamo il dato di Como, ad esempio, ma soprattutto la “spiegazione” che di tale dato viene fornita: l’incremento delle diagnosi del 50% nel giro di un anno viene “giustificata” attraverso la “difficoltà del passaggio dalla scuola primaria alla secondaria, dove spesso c’è minore flessibilità didattica e meno disponibilità da parte dei docenti”. Dunque, il “disturbo” sarebbe causato dai docenti meno disponibili e dalla didattica meno flessibile?

    Ecco perché è importante ribadire quanto scritto nel nostro Manifesto “Troppi per essere vero” (2015); ed ecco perché stiamo preparando una versione ulteriore, aggiornata alla situazione attuale, con i dati relativi al 2017.

    Inoltre, proprio attraverso il nostro Dipartimento di Didattica Efficace e le migliaia di ragazzi incontrati, eseguiamo passo dopo passo, giorno dopo giorno tutti gli step di un percorso di riforma sociale che se non è intenso, tenace, continuo, solidale e se non è scientifico, efficiente, steso su un letto di credibilità, non può rendere possibile il cambiamento.

    Noi crediamo in questo cambiamento.

    • L’appuntamento, allora, è per l’ultima settimana di ottobre, per giornate intense e produttive: sull’apprendimento, l’abuso diagnostico, la medicalizzazione a scuola e tanti, tanti e ancora tanti laboratori, per dare strumenti immediatamente fruibili, conoscenza, informazione corretta e condivisione.

    In fondo, sulla strada della Riforma, dobbiamo giungere preparati”.

  • Aspetti positivi e negativi dell’esperienza virtuale a scuola

    Le sperimentazioni condotte finora mostrano che alcune materie come: scienze, matematica, arte, storia, chimica e astronomia, si prestino particolarmente bene all’apprendimento in ambienti virtuali, il cui successo dipende anche da una sostanziale trasformazione delle dinamiche interpersonali: il ruolo di chi apprende è attivo, studenti e insegnanti possono unirsi e collaborare nella risoluzione di problemi, si impara in modo coinvolgente e divertente. Non sorprende, quindi, che recenti ricerche statunitensi registrino un aumento nella motivazione allo studio e un miglioramento nella collaborazione tra studenti nelle classi che usano queste tecnologie. In sostanza, a fronte delle tante potenzialità sul piano dell’apprendimento, l’accesso a mondi virtuali potrebbe influire su aspetti fondanti dell’esperienza umana come la presenza, l’identità e la memoria, con evidenti implicazioni etiche. Ne consegue che la riflessione e le indicazioni educative dovranno essere continuamente aggiornate e riformulate in base alle evidenze di ricerca, che ci aiuteranno a valorizzare le potenzialità di questi strumenti, anche nei contesti didattici, e a non subirne i rischi.

  • “Allenarsi per il futuro”. Giovedì 6 marzo in programma alla John Cabot University la conferenza-spettacolo

    6 aprile 2017 – Fa tappa a Roma, presso l’Università John Cabot, la conferenza-spettacolo ‘Allenarsi per il futuro. Il Lavoro è un gioco da bambini’. Rivolta a giovani, meno giovani e a tutti quelli che hanno la consapevolezza che, per la lunga gara che è la vita, l’allenamento deve essere costante.

    “Non è stata pensata per essere una predica o una pedante lezione di economia, ma uno sprone a capire quanto sta avvenendo intorno a noi. Vogliamo incoraggiarci e incoraggiare le persone a tornare ad essere quelli che eravamo da bambini, curiosi, creativi e intraprendenti: tre caratteristiche fondamentali che guidano l’apprendimento di un bambino e che lo portano ad imparare a camminare, a parlare, a scrivere” – affermano Pietro Paganini e Stefano Cianciotta autori dell’omonimo libro dal quale è tratto lo spettacolo.

    La classicità del teatro mescolata all’innovazione, la multidisciplinarietà e i linguaggi apparentemente così diversi, rendono ALLENARSI PER IL FUTURO una sintesi inedita fra arte e divulgazione.

    Un comico, Pietro Sparacino, e due professori universitari, Stefano Cianciotta e Pietro Paganini. Questo lo strano trio di attori che darà voce e corpo alla conferenza-spettacolo. Due professori universitari nei panni degli attori che, utilizzando la forza comunicativa del teatro, portano in scena l’adattamento del loro libro, ‘Allenarsi per il futuro, Idee e strumenti per il lavoro che verrà’.. E Sparacino che approfondirà i temi trattati dai professori da un punto di vista diverso, mettendo le tematiche dello spettacolo sotto la lente di ingrandimento impietosa della satira. Il linguaggio diretto, asciutto e informale, mette immediatamente attori e spettatore sullo stesso piano e la rottura della quarta parete e l’interattività renderanno lo spettatore protagonista del viaggio nel quale i performer lo accompagneranno. Alcuni spettatori verranno coinvolti in giochi ed esperimenti sul palco e il testo verrà accompagnato da contributi video che faranno da sfondo e da cornice ai vari momenti dello spettacolo.

    Negli ultimi decenni lo sviluppo economico, scientifico e tecnologico ha dato un forte input all’evoluzione e all’innovazione della nostra vita. Ogni settore è cambiato: l’economia, il mercato del lavoro, la comunicazione, la mobilità, l’energia. Mentre il mondo corre a un ritmo vertiginoso, il sistema scolastico non sembra essere al passo con i tempi e non sempre è adatto a formare e preparare al meglio gli studenti ad affrontare le sfide del futuro. Nel nostro Paese, nonostante le tante riforme scolastiche che si sono succedute negli anni, ancora oggi al centro della scuola non ci sono gli studenti. Dovrebbe partire, invece, proprio dalla scuola una grande rivoluzione culturale che dia spazio alla curiosità dello studente, per liberare le sue energie positive da impiegare poi nella scelta del percorso di studio e professionale. Le nuove generazioni cambieranno dai 5 ai 7 lavori in media. Non cambieranno 5 luoghi o datori di lavoro. No, si tratterà di professioni completamente diverse, che forse non esistono ancora.

    Anche il mercato del lavoro e in generale i modelli produttivi di oggi e di domani richiedono e richiederanno sempre più questi tre attributi: la propensione a scoprire il mondo, che poi è la fame di imparare; la proiezione a risolvere i problemi, che è la capacità di sviluppare soluzioni sempre diverse; e la volontà di intraprendere nuove sfide, cioè quello spirito pionieristico che ha portato l’uomo a comprendere l’universo.

    Ecco, il mondo oggi sembra richiedere proprio curiosità, creatività e intraprendenza. Solo riscoprendole saremo in grado di darci e inventarci un futuro. Di pari passo l’istituzione scolastica dovrà dunque dimostrarsi pronta nel formare nuovi talenti da un punto di vista tecnico ed intellettuale, sollecitando creatività e visione per affrontare le professioni del futuro.

    Questo significa che dobbiamo ripensare completamente la scuola attuale che tende ad assopire, se non addirittura sopprimere qualsiasi pulsione creativa e imprenditoriale. Essere CURIOSI, essere CREATIVI, essere INTRAPRENDENTI: sono queste le tre principali attitudini attorno alle quali dovrà essere organizzata l’attività di insegnamento, in un contesto nel quale il sapere sarà ancora più facilmente accessibile e condivisibile attraverso la rete e le tecnologie. Le classi odierne, frontali e obsolete, dovranno trasformarsi in laboratori di sperimentazione e collaborazione; il ruolo dell’insegnante non si limiterà ad essere il tramite attraverso il quale apprendere, ma dovrà essere un coordinatore, una guida, un vero e proprio motivatore” – afferma Pietro Paganini.

    “Il nuovo modello scolastico pedagogico, oltre che complementare al mercato del lavoro e ai cambiamenti socio-culturali – sostiene Stefano Cianciotta – dovrà essere in grado di anticipare e favorire la formazione di modelli di sviluppo sempre nuovi e proporre un metodo di apprendimento capace di far crescere una generazione di innovatori che siano in grado di adattarsi costantemente alle trasformazioni socio-economiche, anche quando avranno un’età avanzata. Ed è anche per questo che il nuovo sistema formativo, così come quello già proposto da Montessori, opererà attraverso un processo di apprendimento costante nel tempo, long life learning, perché sappia formare chi deve continuare ad “allenarsi” per affrontare le sfide del Futuro.”

  • Milano: premiata la scuola elementare Armando Diaz

    «Siamo fortemente convinti che sia nella scuola primaria che si cominciano a creare quelle che saranno le eccellenze di domani, ed è sul futuro e su questa fase della formazione scolastica che vogliamo puntare»: con queste parole Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, ha dato il via al progetto “Facile.it per la scuola” (https://www.facile.it/scuola.html) che, creato per valorizzare l’eccellenza negli istituti primari del nostro Paese, riconoscerà ogni anno il merito di una scuola elementare italiana.

    «Abbiamo scelto di cominciare a guardare attorno a noi e far partire il progetto dalla Armando Diaz di via Crocefisso a Milano, la scuola elementare pubblica del quartiere in cui ha sede la nostra azienda» ha spiegato ancora Giacobbe. «L’istituto si è sempre distinto per innovatività dei progetti didattici, creati per la formazione di alto livello fin dall’istruzione primaria. La scuola punta a preparare i ragazzi ad un contesto di confronto internazionale attraverso l’insegnamento in lingua inglese delle scienze e di altre materie, lo sviluppo della passione per la tecnologia e l’utilizzo di strumenti di insegnamento multimediale, a partire dalle lavagne LIM.»

    La scuola ha ricevuto un fondo di 5.000 euro da impiegare per la realizzazione di un progetto didattico, più diversi strumenti tecnologici provenienti dagli asset aziendali di Facile.it con i quali poter svolgere le lezioni di diverse discipline. Sono stati donati 20 iPad (modello iPad3 o iPad2 entrambi 16 giga,) 3 laptop e 3 computer fissi.

    In occasione della consegna ufficiale del fondo e dei materiali, Facile.it ha annunciato che, a partire dall’anno scolastico 2017 – 2018, sarà aperto un bando a tutte le scuole primarie pubbliche d’Italia che, tramite la pagina https://www.facile.it/scuola.html, potranno presentare il proprio progetto affinché venga valutato da una commissione creata ad hoc. Il migliore riceverà ancora una volta asset di tecnologia provenienti dalla dotazione dell’azienda e un fondo da 5.000 euro per la realizzazione del progetto stesso.

    «Ringrazio Facile.it» ha dichiarato Cecilia Righi, Preside dell’Istituto Comprensivo Armando Diaz, «per il cospicuo fondo e i materiali donati alla nostra scuola e soprattutto per il riconoscimento dell’eccellenza del progetto educativo che ci contraddistingue ormai da generazioni. Insieme al corpo docente mi impegno a proseguire sulla strada dell’innovazione e dell’inclusività, avendo come fine il successo formativo di ogni alunno e di tutti, nello spirito di comunità solidale e partecipativo».

  • La Prima Scuola di Bici in Italia ed in Europa è a Milano!

    Con oltre 8500 iscritti in tutta Italia, l’Accademia Nazionale di Mountain Bike è oggi la più importante scuola in Europa nella preparazione professionale e tecnica dedicata al mondo della bicicletta: con decine di corsi nell’arco dell’anno e centinaia di partecipanti, è punto di riferimento per il pubblico di appassionati, operatori del settore, sportivi ed atleti …

    E’ nelle aule della scuola e lungo i percorsi outdoor, che si svolgono gli appuntamenti formativi, unici e originali perché realizzati da uno staff appassionato e innamorato all’ambiente.
    La grande professionalità e capacità del nostro corpo docenti e di tutti nostri collaboratori sono maturate in anni di esperienza in ambienti aziendali, agonistici, scolastici. La passione per il mondo del ciclismo, l’approfondita conoscenza del territorio italiano rende unica la preparazione di queste persone.

    Elevato il livello di proposta formativa che spazia da corsi dedicati alla tecnica di guida alla specializzazione meccanica e workshop, dalla nutrizione ed integrazione alimentare a corsi gestionali sui canali di distribuzione specializzati.

    Tra le attività promosse dall’Accademia, nate anche con la collaborazione di Enti ed Istituzioni pubbliche e private, vengono realizzate con successo iniziative di outdoor training e team building aziendali che hanno aumentato nei partecipanti la consapevolezza di sé, godendo così dell’autenticità di cose e persone, di profumi, sapori, immagini, storie che troppo spesso sfuggono nella grigia quotidianità.

    Per noi la bici non è solo un mezzo di trasporto, è una filosofia di vita.
    Viviamo in un Paese che offre straordinari paesaggi, e dove la bicicletta riesce a restituirci il tempo naturale scandito dal battito del nostro cuore: siamo padroni del ritmo, dell’impegno, delle distanze.
    Da qui la seconda anima dell’Accademia: il cicloturismo e il ciclo escursionismo.
    L’Accademia si propone anche come tour operator, con percorsi ed itinerari in tutta Italia, alla scoperta delle splendide città d’arte e della natura incontaminata, per un pubblico di ogni tipo e livello di preparazione, per riprendersi il proprio tempo, il proprio spazio per condividere in gruppo, in coppia, con amici o colleghi, esperienze che divertono, rilassano e lasciano il segno.
    Vi aspettiamo per condividere con Voi idee e progetti utili a rafforzare l’identità del nostro territorio, incentivando l’attenzione all’ambiente e sviluppando nuove professioni e attività.

    Accademia Nazionale di Mountain Bike
    Segreteria Nazionale: Via G. Avezzana, 1 20139 Milano
    Informazioni ed iscrizioni: [email protected]
    T 02 55211039 | F 02 55213793 | M 335 8217944
    Web: http://www.scuoladimtb.eu

  • Triste per il ritorno a scuola? Rendilo più glamour con Top Model!

    A settembre sarà “Back to school”! Sarà un anno scolastico con le solite compagne? Oppure la campanella segna l’inizio una nuova avventura cambiando scuola? Comunque sia, un aiuto per tornare sorridenti tra i banchi viene dalla linea Top Model di Clearco, che renderà il ritorno in aula molto più bello.

    A partire dagli zaini nelle due varianti, “Dance” e “Peace”,  gli astucci coordinati a bustina o portafoglio, l’assortimento di penne, i diari scuola in tanti stili e colori, matite a scatto, matite gel, e poi penne a sfera, pennarelli, matite trendy e gomme luminose, Clearco ha pensato proprio a tutto ciò che può contribuire a trasformare una ragazzina come tante in una brava scolara, trendy e glamour!

     

     

    Clearco Srl – Via Pontescuro, 2 – 80061 MASSA LUBRENSE (NA) Tel. 081 808 10 05

    www.clearco.it- www.clearcohome.it

     

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  • BAMBINI A SCUOLA DI OTTICA: LA PREVENZIONE DEVE VENIRE PRIMA DI TUTTO

    Curno, 25 maggio 2016 – Il monitoraggio della propria vista è fondamentale sin da piccoli; conscio di questa rilevanza il Gruppo Marziali e Farneti ha deciso di impegnarsi in una vera e propria azione di responsabilità sociale andando nella scuole al fine di realizzare vere e proprie giornate di formazione e prevenzione, oltre che offrire una prima visita gratuita ai bambini delle classi coinvolte. Portavoce dell’iniziativa è stato il punto vendita Ottica Maldotti della città di Albino (BG), facente parte del Gruppo Marziali e Farneti, che da due anni porta avanti questo progetto. Un ortottico professionista si è recato presso tre scuole elementari del plesso di Albino, Bondo Petello e Fiobbio di Albino garantendo una visita gratuita a tutti i bambini dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, che hanno potuto avere al proprio fianco un esperto in grado di verificare l’esistenza di difetti di vista nell’ambito della muscolarità.
    La vista riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita, tanto che la maggior parte delle nostre esperienze sensoriali sono legate ad essa: guardare un bel paesaggio di fronte a noi, scrutare con attenzione un dettaglio particolare, riconoscere immediatamente chi ci sta intorno, riuscire a muoverci nello spazio che ci circonda quotidianamente senza difficoltà e limiti, distinguere colori e particolari; se ci facciamo caso quasi tutte le cose che facciamo nella nostra quotidianità sono scandite dalla vista. Risulta dunque automatico comprendere quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi, rivolgendosi ad esperti al fine di porre rimedio a malattie oculari o difetti visivi fastidiosi. Il progetto promosso dal Gruppo può essere considerato un vero e proprio servizio alla cittadinanza, è infatti attorno ai 5/6 anni che i difetti visivi risultano ancora plasmabili; proporre una corretta prevenzione è fondamentale anche al fine di prevenire problemi più seri nel lungo periodo quando, da adulti, difetti facilmente correggibili in tenera età si trasformano in anomalie più difficilmente risolvibili. La volontà di Marziali e Farneti è quella di poter ampliare il proprio progetto, offrendo questa tipologia di servizio anche ad altre scuole sul territorio.

  • Si è concluso il progetto Tu Come Stai? Impariamo a star bene. Ecco tutti i premiati

    12 tappe, oltre 2000 studenti coinvolti, e un obiettivo raggiunto: rendere ludica la fase educativa e di apprendimento.

     

    Il progetto didattico divulgativo “Tu Come stai? Impariamo a star bene”, già premiato ad Expo 2016 con il riconoscimento “Share economy”, si è concluso con grande successo nella tappa finale di sabato scorso al Parco Commerciale Le Zagare.

     

    Avvicinare e sensibilizzare le nuove generazioni e la collettività sui temi dell’educazione alla salute ed alla corretta alimentazione per promuovere uno stile di vita corretto e sostenibile e di conseguenza il benessere psicofisico del nostro corpo. Questa la mission del progetto che ha coinvolto diverse scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Catania nel concorso di cortometraggi “CortiInSalute”, ma anche i fotoamatori e professionisti di ogni età nel concorso “ImmagineCorpo”, tutti premiati con una targa di partecipazione, e i migliori con premi speciali offerti dai partner dell’iniziativa, Coop, Blabs, e 3B Scientific Italia, e dall’associazione culturale Informattiva, promotrice e ideatrice del progetto.

     

    Alla finale, presentata da Simona Pulvirenti con la partecipazione di Plinio Milazzo e Francesca Agate, presenti tutti gli istituti e una rappresentanza degli studenti che negli scorsi mesi hanno realizzato 27 brevi video raccontando, dal proprio punto di vista, quattro tematiche legate allo sviluppo di una cultura della salute, dello sport, dell’alimentazione e della prevenzione delle dipendenze, votati poi on line sul sito www.tucomestai.net.

     

    I premi web sono stati assegnati a “Mangiar bene”, della scuola primaria Madre Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo, che ha ottenuto 802 voti, e ad “Alleniamoci a star Bene”, della secondaria De Amicis di Catania, con 282 voti on line.

     

    Per le tematiche invece, i riconoscimenti sono stati attribuiti da una giuria presieduta da Giovanni Pagano, Responsabile delle politiche sociali di Coop Sicilia, e formata da Umberto Bonanno amministratore unico di Blabs, software house di Catania che ha finanziato il progetto in qualità di partner organizzativo e tecnologico, Sara Quadalti per 3B Scientific Italia, azienda leader mondiale nella produzione di strumenti anatomici, Patrizia Strino di 3D Vision, Alessandro Scuto di Sullaluna, azienda di video mapping e comunicazione video, Clelia Costanzo dell’associazione A Casa di Charlie, Giada Giordano di Caffè Nero ADV, l’associazione Le Gru, Francesca Agate e Plinio Milazzo del Teatro dei Piccoli.

     

    Per la categoria “Sport è salute”, ex aequo per “Alleniamoci a star Bene”, della scuola De Amicis e  “Meno male che era solo un sogno”, della Parini; per la categoria “Dipendo da me”, “Dire, Fare, Baciare” della scuola San Giorgio; per “Igiene prima di tutto”, “Operazione Mani Pulite”, ancora della Parini; per la categoria “Cibo è Vita”, “Un Pranzetto Tutta Salute”, realizzato dalla Pizzigoni.

     

    I premi speciali Miglior Soggetto a “Un pranzetto tutta salute”, Pizzigoni, Miglior interpretazione a “Zuppa Rap”, Giovanni Paolo II, Miglior Messaggio “La Vita è fuori”, Malerba, sono invece stati assegnati dall’associazione Informattiva.

     

    I premi del concorso fotografico “ImmagineCorpo” sono andati a Mary Indelicato per le tematiche “La Nascita” ed “Il cuore”, Daniele Gagliano per “I muscoli”, e per la categoria “I 5 sensi” è stata premiata Maria Carmela Tasca. La foto più votata dal web è stata quella di Claudia Raimondo.

     

    Giochi per grandi e piccini hanno poi animato l’intera giornata, così come la proiezione di tutti i cortometraggi realizzati dagli studenti. Ad arricchire l’evento la presenza della special guest, Mirtillo, il protagonista di una serie animata realizzata da Sullaluna e Blabs, che sarà creata nella seconda fase del progetto e il cui primo episodio è stato già presentato, in anteprima, durante le tappe del “Tu Come Stai tour” nelle scuole.

     

  • “Parla come badi”: scrivere per comunicare, comunicare per insegnare

    La scuola è in grado di rappresentare la realtà che la circonda? Come sono cambiati i linguaggi della comunicazione didattica negli ultimi anni? Questi i temi al centro dell’ultimo numero della rivista “La ricerca” di Loescher Editore. Un numero che raccoglie i contributi di studiosi, ricercatori e docenti con l’obiettivo di analizzare il rapporto tra comunicazione e pratiche didattiche in una scuola che cambia – perché, come afferma Sandro Invidia, direttore editoriale di Loescher Editore: “È cambiato il mondo, quello che sta dentro e fuori dalle aule”.

    La rivista si apre con l’intervista a Dario Corno, docente di Tecniche di comunicazione e scrittura al Politecnico di Torino, e con il suo appello a riconoscere il valore educativo di ogni comunicazione e l’importanza, soprattutto in ambito educativo, della scrittura come fondamento della vita associata: “non si tratta di convincere, quanto di condividere aperture di conoscenza”; a Marco Guastavigna, responsabile del Laboratorio di tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei percorsi di specializzazione sul sostegno a Torino, il compito di confutare l’idea che “semplificazione” sia sinonimo di “banalizzazione”, e che proporre testi disciplinari difficili sia inevitabile per abituare gli studenti alla complessità della conoscenza.

    Mario Ambel, esperto di educazione linguistica, firma un’interessante riflessione sulla sopravvivenza delle Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica a 40 anni dalla loro pubblicazione e sull’eredità di Don Milani, con un estratto da Lettera a una professoressa in cui gli allievi della Scuola di Barbiana descrivono la loro tecnica di scrittura. A chiusura della sezione Saperi: un excursus di Gino Roncaglia sulla storia del libro come strumento di apprendimento e sui suoi possibili sviluppi futuri, e quattro poesie di Valerio Magrelli, il poeta italiano che più di ogni altro è riuscito a rappresentare l’esperienza della scrittura e della lettura.

    La comunicazione visiva è protagonista della sezione Dossier. A introdurre l’argomento, l’analisi che il direttore editoriale della rivista, Ubaldo Nicola, dedica alle opportunità e ai limiti della comunicazione per immagini nei libri di testo; a seguire, la traduzione di un articolo di Suzanne Stokes, docente della Troy State University in Idaho, sull’efficacia degli strumenti didattici non verbali, e di uno di Rosalee A. Clawson, della Purdue University in Indiana – uno studio sulle immagini che descrivono la condizione di indigenza nei manuali di economia più adottati nelle università americane. Chiude la sezione il confronto, tutto italiano, tra le immagini che corredano tre noti manuali scolastici di storia.

    La sezione Scuola raccoglie i contributi di Lucia Lumbelli, una delle più autorevoli studiose del fenomeno della comprensione, su come sia possibile trasformare un difetto di scrittura in un’opportunità educativa; di Marco Gustavigna, sulle risorse digitali per la scrittura; di Cristina Nesi (e del progetto COMPÌTA), che analizza la pratica della brevitas ai tempi del tweet; e di Raffaella Bosso e Francesca Di Fenza, che raccontano il successo de “La pagina che non c’era”, concorso di scrittura creativa nato all’Istituto Pitagora di Pozzuoli, che ha dato vita alla creazione del festival “Scrittori tra I banchi”, e alla pubblicazione di un libro, Dalle pagine al quaderno. Cinque anni di pagina che non c’era” (2016). La chiusura della rivista è affidata alla consueta sensibilità di Giusi Marchetta e al suo “Se una fontana si ammala”, un ‘racconto di scuola’ che ci ricorda che “la prima cosa che dovremmo insegnare della poesia è il modo in cui anima il mondo attraverso le parole”.

    E l’editoria italiana come sta reagendo alla rivoluzione della comunicazione didattica? Sandro Invidia, direttore editoriale della casa editrice torinese, non ha dubbi: “La scelta di Loescher è di creare testi scritti in modo chiaro, attenti ai bisogni dell’inclusione ma anche della valorizzazione delle eccellenze. Noi immaginiamo dei libri ‘cassetta-degli-attrezzi’ che non creino problemi di comprensione ai ragazzi; che alleggeriscano il lavoro dei docenti in classe e a casa; che lascino la libertà di scegliere il supporto preferito (la carta? il tablet? il computer?) e possano essere usati da tutti, quale che sia la provenienza geografica o il retroterra culturale”.

    Il nuovo numero de “La ricerca” è online: http://www.laricerca.loescher.it/la_ricerca_10/

  • Tu Come Stai? Evento conclusivo – sabato 21 maggio, ore 18 Parco Commerciale Le Zagare (S. G. La Punta – CT)

    Manca poco all’evento conclusivo della prima edizione di “Tu Come Stai? Impariamo a star bene”, il progetto didattico divulgativo sull’educazione alla salute e ad una corretta alimentazione, ideato dall’associazione culturale “Informattiva” e premiato ad Expo Milano 2015 con il riconoscimento “Share economy”.

     

    Dopo il Tour nelle scuole che ha coinvolto duemila studenti degli istituti primari e secondari di primo grado della provincia di Catania, tutto è pronto per la premiazione che si terrà sabato 21 maggio al Parco Commerciale Le Zagare di San Giovanni La Punta, dalle ore 18, presentata dalla giornalista Simona Pulvirenti.

     

    Oltre alla consegna delle targhe e dei premi per i vincitori delle due sezioni – “CortiInSalute”, il concorso video rivolto alle scuole, e “ImmagineCorpo”, aperto invece a fotoamatori e professionisti di ogni età – l’evento prevede momenti di animazione e giochi per grandi e piccini a partire dalle 10.30, la proiezione, nel corso dell’intera giornata, di tutti i cortometraggi realizzati dagli studenti, e poi, special guest, Mirtillo, il protagonista di una serie animata che sarà creata nella seconda fase del progetto e il cui primo episodio è stato già presentato, in anteprima, nelle scuole che sono state tappa del Tour di “Tu Come Stai?”.

     

     

    Per info: www.tucomestai.net

  • Le scuole d’inglese a Roma più frequentate

    La scuola d’inglese British Institutes di Roma Prati è un ottimo alleato nella ricerca di un corso base o intensivo per imparare l’inglese. Oggi è importante conoscere questa lingua tra le più parlate del mondo, ed è bene affidarsi ad una squadra esperta con docenti qualificati disponibili e pazienti. Il British Institute è una struttura che da molti anni si occupa di insegnare la lingua inglese a persone di ogni età e formazione, dagli studenti a liberi professionisti o dipendenti di aziende. Nelle circa 150 sedi presenti in tutta Italia sono organizzati corsi di vario livello, per offrire ad ogni aspirante iscritto la soluzione migliore a tutte le esigenze. Corsi d’inglese per principianti o altri più intensivi sono pensati con cura e attenzione per un’offerta didattica completa ed efficace, utile anche al conseguimento di certificati riconosciuti nel mondo, come il Toefl. Per scrivere, leggere e parlare correttamente l’inglese è bene studiare ma anche fare molta pratica con la conversazione, soprattutto se volete imparare ad esprimervi in un settore lavorativo, con termini appropriati e professionali. British Institutes di Roma è una scuola dove trovare tutte le informazioni per iscrivervi e partecipare a corsi di gruppo, privati o per le scuole. In tutte le sedi della Capitale docenti qualificati vi tolgono ogni dubbio e vi consigliamo il percorso didattico migliore per raggiungere l’obiettivo.

    Grazie ad un corso pensato per voi, potete prendere confidenza con la lingua inglese al pari di una persona madrelingua, o comunque gestire meglio i vostri affari o le vostre relazioni interpersonali a livello internazionale. Che abbiate in mente un viaggio o dobbiate approfondire la lingua per un’esperienza lavorativa importante, una scuola d’inglese di alta qualità è fondamentale. Questa struttura è un ottimo alleato per imparare l’inglese, anche in base ai vostri impegni quotidiani. I corsi infatti sono disponibili in vari giorni della settimana e vari orari, dalla mattina alla sera. Oltre alle nozioni tecniche l’inglese richiede pratica con persone madrelingua, video e altro materiale che può arricchire il vostro vocabolario, di settore in settore. I docenti vi permettono di fare tutto questo in modo completo e veloce, consigliandovi i testi giusti e altri strumenti disponibili. Molte esercitazioni e compiti sono disponibili anche online, per una formazione immediata e semplice.

  • TU COME STAI? IMPARIAMO A STAR BENE – Parte il Tour nelle scuole catanesi

    “Tu come stai? Impariamo a star bene”, il progetto didattico-divulgativo premiato con una menzione speciale ad Expo Milano 2015 tra 27 progetti giunti da tutta Italia, arriva nelle scuole, con un Tour multimediale che ha tutti gli ingredienti per affascinare gli studenti catanesi.

     

    Video emozionali, approfondimenti scientifici, laboratori didattici e un concorso di cortometraggi, “CortInSalute”, realizzati in gruppo dai ragazzi su tematiche legate ai temi dell’educazione alla salute e alla corretta alimentazione: questi alcuni dei momenti che intratterranno, senza perdere di vista l’apprendimento, i partecipanti a “Tu come stai? Impariamo a star bene”.

     

    Obiettivo dell’iniziativa infatti è l’educazione alla salute, per garantire il benessere psico-fisico dell’individuo anche attraverso la valorizzazione artistica del corpo e delle sue espressioni.

     

    “In appena quindici giorni abbiamo ottenuto oltre diecimila visualizzazioni sul nostro canale YouTube – spiega Umberto Bonanno, vice presidente dell’associazione, nonché amministratore di Blabs – coinvolgendo così non solo i ragazzi ma anche le loro famiglie. E siamo solo all’inizio. Un risultato eccezionale per un’iniziativa che è alla sua prima edizione”.

     

    Un tour in 12 tappe tra le scuole che hanno aderito al progetto organizzato e promosso dall’Associazione Culturale “Informattiva” – con il patrocinio del Comune di Catania e il sostegno di numerose associazioni e aziende partner – che partirà giorno 27 aprile dall’Istituto Comprensivo San Giorgio, e si concluderà il 21 maggio, al Centro Commerciale Le Zagare, con la premiazione dei migliori lavori in gara: “CortiInSalute”, concorso video rivolto alle scuole, e “ImmagineCorpo”, aperto invece a fotoamatori e professionisti di ogni età.

     

    Per tutti è possibile partecipare votando attraverso il sito www.tucomestai.net.

     

     

  • Creatività e tradizione: Loescher Editore premia la scuola che innova

    Ancora una volta Loescher Editore e il mondo della scuola s’incontrano a Torino per festeggiare, all’insegna del binomio creatività e tradizione, tre importanti iniziative giunte alla fase finale. Venerdì 13 maggio, a partire dalle ore 10, lo Spazio General Store della Scuola Holden di Torino (piazza Borgo Dora 49), ospiterà la cerimonia di premiazione dei vincitori di tre progetti con protagonisti studenti e docenti.

    Si tratta del Premio internazionale di lettura dantesca, promosso in collaborazione con l’Accademia della Crusca e arrivato alla quarta edizione; del premio di scrittura creativa Prime Penne, di cui si è appena conclusa la terza edizione; e di Italians Premio internazionale Bonacci, nato della recente collaborazione tra il Laboratorio di Comunicazione interculturale e didattica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Bonacci Editore, marchio del catalogo Loescher.

    Le tre iniziative sono il risultato dell’attività di ascolto che Loescher Editore svolge da anni nei confronti di una scuola alle prese con competenze e pratiche innovative e sempre più impegnata in attività di sperimentazione. Come dimostrano i video finalisti del Premio di lettura dantesca 2016, realizzati da studenti di scuola secondaria di I e di II grado e dell’università, residenti anche all’estero, a cui era stato richiesto di recitare o leggere un intero Canto della Divina Commedia. Una sfida importante, ma anche divertente, che ha restituito vita e attualità al testo dantesco. Tutti i video sono visibili sul sito http://dante.loescher.it/ e fino al 30 aprile è possibile votarli per contribuire alla scelta del vincitore.

    Stessa modalità adottata per i contributi che partecipano alla prima edizione del Premio Bonacci: basta collegarsi al sito http://premio.bonaccieditore.it/ ed entro il 30 aprile esprimere la propria preferenza. Saranno premiati i tre video con il punteggio più alto raggiunto tra i voti della giuria popolare e di quella scientifica. Riservato agli studenti di italiano all’estero e quanti studiano italiano come seconda lingua in Italia, il premio nasce sull’onda del successo di Italians, la canzone di Fabio Caon e Francesco Sartori lanciata in occasione della XV edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo con l’obiettivo di contribuire al miglioramento dello studio dell’italiano e al superamento degli stereotipi sull’Italia. In gara video arrivati dall’Italia, ma anche da Cina, Marocco, Macedonia, Germania, Inghilterra e Slovenia.

    La scrittura è la protagonista del concorso Prime Penne, destinato a studenti della scuola secondaria di I e II grado che si contendono la possibilità di vedere pubblicato il proprio romanzo nella collana Prime Penne di Loescher Editore e di frequentare uno dei corsi di formazione messi in palio dalla Scuola Holden di Torino. I partecipanti di questa edizione, distribuiti su tutto il territorio nazionale e provenienti da piccole e grandi città, hanno privilegiato le atmosfere fantastiche e una dimensione di scrittura fortemente soggettiva.

    Come dichiara Marco Griffa, direttore generale di Loescher Editore: “Il concorso Prime Penne va a inserirsi in un lavoro a sostegno delle lettura giovanile che Loescher porta avanti su diversi fronti. Dall’utilizzo di un carattere ad alta leggibilità per la collana Macramè, così da non escludere nessuno dalla possibilità di leggere i testi, sino alla possibilità offerta agli insegnanti di proporre agli studenti non solo classici o successi letterari, ma anche le pagine di un libro scritto da un loro coetaneo. E chissà che questo non serva a scoprire qualche nuovo grande autore”.

    A questo punto non rimane che ricordare l’appuntamento di venerdì 13 maggio, alle ore 10, presso lo Spazio General Store della Scuola Holden a Torino (piazza Borgo Dora 49).

  • DIGITAL STRATEGY: Al Politecnico di Milano il Master Universitario che forma interpreti – non intermediari – della rete

    In partnership con CEFRIEL e Pr Hub-Assocom

    La sfida per il Digital Strategist oggi non è tanto quella dell’elaborazione del messaggio e della sua trasmissione, ma soprattutto quella di poter usare tutte le potenzialità del web per studiare i comportamenti degli utenti interpretandone bisogni, desideri e soprattutto il sentiment.”

    Ecco come Marisa Galbiati, Professore Ordinario presso il Politecnico di Milano e Direttore del Master Universitario in Digital Strategy, lancia la I edizione di questo percorso didattico gestito dal Consorzio POLI.design in partnership con CEFRIEL, centro di eccellenza del Politecnico di Milano per l’innovazione, la ricerca e la formazione in ambito ICT, Assocom, l’associazione che attualmente rappresenta 70 delle più importanti imprese di comunicazione, nazionali e multinazionali, attive in Italia e Pr Hub, la nuova piattaforma partecipativa di società di Relazioni Pubbliche e Comunicazione.

    Il Master, in partenza il prossimo ottobre, ha l’obiettivo di  contribuire in modo determinante alla nascita di figure professionali in grado di interpretare i bisogni più attuali degli stakeholder  e favorire lo sviluppo di un nuovo mercato digitale basato sul superamento degli intermediari e la valorizzazione delle risorse del singolo individuo.

    “Riuscire a trasformare la tecnologia digitale in una preziosa opportunità da cogliere è, oggi, la sfida più importante per tutte le aziende. Per implementare una “strategia digitale” che vada oltre l’approccio tattico è fondamentale conoscere bene gli strumenti digitali, saperli dominare e sfruttare al massimo le opportunità offerte della digitalizzazione. Diventano quindi sempre più preziosi professionisti dotati di visione strategica d’insieme, capaci di affrontare le nuove sfide della digitalizzazione con un approccio estremamente pragmatico e concreto per raggiungere gli obiettivi di business”, dichiara Andrea Cornelli, coordinatore di Pr Hub.

    Il percorso formativo si concentra sulla trasmissione di un metodo progettuale unico e di competenze tecniche specifiche che consentono ai candidati di interpretare i cambiamenti in corso nell’attuale panorama della comunicazione e le opportunità offerte da nuovi scenari tecnologici.

    “L’accurato mix di competenze erogate dal percorso, che integra anche l’area indispensabile del Project Management, è una caratteristica imprescindibile per tutti i nuovi profili. E’ fondamentale, infatti, sia avere competenze tecniche eccellenti che saper lavorare per progetti, in quanto sapere come impostare e monitorare le attività in corso è alla base di una gestione di successo delle attività stesse. In quest’ottica, il contributo dei professionisti CEFRIEL sarà in particolare quello di portare l’esperienza progettuale quotidiana nell’ambito della relativa contestualizzazione didattica, condividendo competenze approfondite in ambiti quali API economy, data science e sicurezza informatica secondo l’approccio ‘we teach what we do’” dichiara Fabio Giani, Responsabile della Divisione Digital Knowledge di CEFRIEL.

    Ascolto, Strategia e Monitoring  sono i pilastri del processo formativo in un mix di discipline che permette di progettare e realizzare ecosistemi di comunicazione digitale in linea con gli obiettivi di conversione del brand e coerenti con le più recenti metodologie di UX Design, secondo un approccio marcatamente User Centered, marchio inconfutabile della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

    Grazie ad un team di docenti affiatato e molto presente durante tutto l’iter didattico, il Master è in grado di valorizzare il background del singolo candidato nello sviluppo di una propria autonomia critica professionale che gli consenta di conquistare ogni giorno, con le proprie capacità, un ruolo nel mercato del lavoro.

    Emilia Iuliano, studentessa del Master SNID – Social Network Influence Design, di cui Digital Strategy è evoluzione, per esempio, aveva un passato da giornalista quando ha scelto di frequentare questo Master: “Il Master ha contribuito in modo significativo a dare forma e sostanza al riposizionamento professionale che avevo intrapreso a fine 2013. Mi ha, inoltre, permesso di collaborare con professionisti provenienti da ambiti diversi allargando il mio orizzonte e il mio network e nulla del mio iter giornalistico è andato sprecato o perduto, ma anzi è stato valorizzato dal Master, alla fine del quale è emerso il mio differenziale competitivo rispetto ai molti giornalisti che spesso si improvvisano in questo settore. Attualmente svolgo consulenze in qualità di content strategist, coniugando le mie competenze giornalistiche e quelle di digital strategist.”

    Tutti i candidati delle passate edizioni del Master in Social Network Influence Design oggi lavorano stabilmente: dopo un accesso al mercato del lavoro ottenuto grazie all’esperienza di stage garantita dal Master, hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante nel settore, ponendosi come punti di riferimento nel complesso periodo di cambiamento che le aziende stanno vivendo in questa fase di rinnovamento. Il risultato più importante è la formazione di una community di professionisti attiva e fortemente legata al Master, in grado di accogliere i nuovi candidati fornendo loro un supporto concreto.

    REPLAY, TRENORD, WALTHAM, LOVERESTO e UIDU sono solo alcuni dei nomi già coinvolti nei project work previsti dalla didattica a garanzia della qualità del percorso e dell’interesse del mondo professionale per la disciplina. Gli studenti, infatti, dopo aver ricevuto le basi teoriche, saranno messi alla prova con brief di clienti reali e lavoreranno in team con ruoli ben definiti e obiettivi da raggiungere, come in una vera agenzia.

    Il Master è riservato a candidati in possesso di Diploma universitario o Laurea in Ingegneria, Architettura, Disegno Industriale, discipline umanistiche o tecnico-scientifiche.

    Per maggiori informazioni si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione: mail. [email protected], [email protected], Tel. +39 02 2399 7217.

     

     

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