Autore: Deslab

  • Punture da acari del legno: agosto da incubo nel bresciano

    Conservare il legno delle abitazioni da ogni forma di attacco dei parassiti con un trattamento antitarlo ecologico è oggi più che mai importante per un duplice motivo: garantire integrità e stabilità a tutte le strutture lignee presenti e tutelare la salute di chi ci abita. Se ne sono accorti molto bene dalle parti del bresciano, dove si è registrata una vera e propria emergenza dermatiti che sta provocando non pochi problemi a tanti cittadini.

    Responsabili di questo disagio sono gli acari del legno che si nutrono delle larve dei tarli. E quella messa in atto da questi microorganismi invisibili è una vera e propria aggressione nei confronti dell’uomo dagli effetti collaterali allarmanti: punture sparse su tutto il corpo accompagnate da infiammazione, prurito e, nei casi più gravi, febbre, cefalea, vomito e diarrea. Un’emergenza che ha interessato una vasta area compresa tra la bassa bresciana e la Franciacorta e che ha allertato le autorità sanitarie locali.

    A favorire la loro proliferazione non solo un’estate particolarmente umida, ma soprattutto i mobili antichi. Secondo fonti attendibili, infatti, pare che ad essere la principale fonte di infestazione siano stati proprio mobili in legno un po’ antiquati. Per subire l’attacco di questi minuscoli insetti, i cui effetti si manifestano dopo alcune ore, è sufficiente indossare un indumento riposto in un vecchio comò, oppure sedersi su una vecchia sedia o cassapanca. Ma un ottimo rifugio possono essere anche le travi in legno di un locale: è quello che è successo, ad esempio, ad un gruppo di ragazzi a Carpendolo durante una festa in una taverna.

    I casi di aggressione da parte degli acari del legno dimostrano come anche un semplice restauro mobili antichi può diventare un’operazione necessaria per tutelare la nostra salute, oltre che a preservare pezzi di antiquariato.

  • Autotrasporto italiano: la competitività non cresce, i costi sì

    Pensare a nuove soluzioni intermodali di trasporto merci per rilanciare un nuovo modello di sviluppo economico ed ecosostenibile, è oggi più che mai una esigenza per l’autotrasporto. Abbiamo spesso sottolineato l’importanza di creare condizioni appropriate per incrementare la competitività del settore e rispondere in maniera concreta alle continue sfide che tecnologia e mercato impongono alle nostre imprese.

    A ricordarlo ci pensa Contship – gruppo internazionale impegnato nello sviluppo di soluzioni intermodali intelligenti – presentando il “Libro Bianco” dell’autotrasporto, ovvero una sorta di documento programmatico che fotografa la situazione del trasporto merci in Italia e suggerisce alcune soluzioni alla crisi del comparto. Partendo dai dati Eurostat e Banca d’Italia, il Libro Bianco conferma ancora una volta come nel nostro Paese l’85% del traffico merci domestico – circa 880 milioni di tonnellate movimentate in anno – viaggia su gomma e appena il 17% su rotaia. Quasi del tutto inutilizzate le vie fluviali interne, poco attrezzate e mal collegate alle altre infrastrutture.

    Alla carenza di un modello intermodale di trasporto si aggiungono costi elevati. I costi del trasporto pesante su gomma sono tra i più alti d’Europa, con un saldo negativo di 3,2 miliardi di euro nel 2017, ovvero il 54,6% sul totale trasportato (basti pensare che nel 2008 era di 1,8 miliardi e cioè il 30,6% sul totale). Non sono da meno i costi del lavoro: dopo il Belgio l’Italia è il secondo paese in Europa, con costi più che raddoppiati rispetto a quelli dei paesi dell’est. Risultato? Tra il 2008 e il 2016 i nostri autotrasportatori hanno registrato un calo del 5% del volume d’affari a livello nazionale e del 10% a livello internazionale.

    Tra i più alti anche i costi d’esercizio, il cui costo medio è di 1,23 € per chilometro. Tra essi quelli del carburante (cresciuti del 26% nel periodo Gennaio 2016-Marzo 2019) e i rincari dei pedaggi autostradali sia sulle nostre strade che su quelle europee. Non da ultimo, infine, il problema legato alla mancanza di autisti qualificati, altro fattore incisivo nella perdita di competitività delle nostre imprese: in Italia si stima che sono almeno 15 mila quelli mancanti.

    La soluzione secondo Contship è seguire il modello svizzero, ovvero spostare sulla ferrovia una buona fetta di traffico pesante come ad esempio il trasporto bisarca, migliorando servizi ferroviari e tempi di percorrenza su rotaie. Ma per attuare una conversione del trasporto merci di questa portata diventano indispensabili politiche innovative per la movimentazione e soprattutto finanziamenti mirati.

  • Ponti colonne mobili Ravaglioli: stabilità e mobilità in totale sicurezza

    Sollevare automobili e veicoli industriali in tutta comodità e sicurezza è possibile se ci si affida alla qualità delle attrezzature per officina Ravaglioli, azienda italiana leader al mondo nella produzione di ponti sollevatori, servizio ruote e diagnostica veicoli. E professionalità e meccanica all’avanguardia sono i requisiti principali della serie 297-298 dei sollevatori a colonne mobili elettro-idrauliche per uso esterno Ravaglioli che Tecnopuglia.it consiglia ai suoi visitatori.

    Diverse sono le modalità di funzionamento selezionabili sul quadro elettrico principale: dal funzionamento in collettivo di tutte le colonne a quello ad una o più coppie di colonne, o semplicemente in singolo. Ma le funzionalità di questi straordinari macchinari non si limitano solo a questo. Essi, infatti, sono dotati di dispositivo elettronico per la definizione automatica della corretta sequenza fasi e di quello di controllo sincronizzazione con funzioni di riallineamento automatico al superamento dello sfasamento massimo ammesso e blocco di sicurezza.

    Su tutte le colonne, inoltre, sono presenti comandi in bassa tensione (24V) con pulsanti ad uomo presenti e interblocco di sicurezza in caso di interferenza sul comando già attivato. A questo si aggiunge la possibilità di selezionare sfasamenti prestabiliti tra due o più coppie di colonne, mantenendo poi il successivo controllo di sincronizzazione. Di grandi dimensioni è la base di appoggio a terra per la massima stabilità sotto carico con ruote di traslazione in acciaio.

    Non poteva mancare il fattore sicurezza: tutti i dispositivi meccanici ed elettrici sono conformi alle normative europee. Un esempio sono i motori con protezione termica nei confronti di sovraccarichi, e il pulsante di emergenza con autoritenuta su tutte le colonne.

    Ma quelle elencati sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono la serie dei ponti colonne mobili Ravaglioli proposta da Tecnopuglia.it. Una scheda dettagliata con tutte le caratteristiche funzionali e costruttive è facilmente consultabile all’interno del sito.

  • Trasporto merci in Italia, Confcommercio: rallenta la crescita ma l’autotrasporto resiste

    Nei primi sei mesi del 2019 il trasporto merci ha assistito ad un rallentamento significativo della crescita rispetto ai due anni precedenti. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Congiunturale Trasporti dell’Ufficio Studi in collaborazione con Conftrasporto. Ad eccezione dell’autotrasporto, la crescita registrata nel periodo è stata di appena 0,5% rispetto all’1,2% del 2018 e del 3,5% del 2017.

    A fare da contraltare è invece il trasporto passeggeri, che segna nel primo semestre dell’anno un tendenziale +4%, con la modalità ferro in netto aumento. Ma il campanello d’allarme arriva dalla situazione nei porti, specie dell’Italia Meridionale, e anche qui assistiamo a una forte dicotomia tra traffico merci e passeggeri. Se per quest’ultimo il 2018 ha registrato un +2,3% rispetto al 2017 per il Sud e l’Italia nel complesso – a conferma dell’impatto dei flussi turistici nazionali e internazionali – per il traffico merci il quadro delineato da Confcommercio è a dir poco imbarazzante: -9% delle merci movimentate nel 2018 rispetto al 2017, dopo una perdita di un punto e mezzo già avvenuta nel 2017 rispetto al 2016.

    A pagare è soprattutto il Mezzogiorno, sempre più distaccato dal resto del Paese dal punto di vista della movimentazione merci. Per ridurre il gap tra traffico merci e passeggeri servirebbero misure realmente concrete per promuovere l’intermodalità ovvero il trasporto combinato di merci via mare e via ferro: è questo il pensiero (valido in realtà anche per il trasporto con bisarca), del vice Presidente di Confcommercio – Paolo Uggè – che evidenzia anche un altro aspetto di rilevante importanza, e cioè il fatto che il canale di Suez continua a registrare aumenti dei traffici a doppia cifra. Una condizione che significa non solo perdita di competitività per il nostro Paese, ma soprattutto mettere in seria discussione il ruolo di base logistica nel Mediterraneo dell’Italia.

  • Porte e finestre: dal mercato arrivano ottimi segnali

    Il mercato serramenti in Italia continua ad essere un volano di sviluppo fondamentale per la nostra economia. I dati contenuti nel 2° Rapporto congiunturale e previsionale sui serramenti in Italia – redatto dall’Istituto di ricerca Cresme in collaborazione con Consorzio Legnolegno e CNA – oltre ad essere incoraggianti per il futuro, dimostrano ancora una volta l’ottima qualità della manifattura italiana, della quale Modesti Srl ne è rappresentante eccellente con la sua lunga esperienza nella produzione di infissi in legno.

    Lo studio condotto si è concentrato in particolare sull’analisi dei due principali macrosettori del mondo serramenti, ovvero porte e finestre. Partiamo proprio da quest’ultime, per le quali le stime sono più che positive per il quadriennio 2018-2021: è attesa una crescita dell’1,4% per il settore residenziale e dell’1,6% per quello non residenziale. Tradotto in termini numerici, ciò significa 5,34 milioni di pezzi destinati al mercato residenziale e 5,55 milioni di pezzi per quello non residenziale.

    Trend di crescita che è ancora più evidente per le porte, le cui stime parlano di un +4,2%. In sostanza, nel 2018-2021 il loro mercato dovrebbe toccare quota 2,87 milioni di pezzi di cui 2,76 milioni destinati esclusivamente al residenziale. Ma quali sono i fattori alla base di queste ottime previsioni di crescita per i prossimi anni? Se da una parte a incidere positivamente sono gli incentivi fiscali, dall’altra un forte impulso arriva dall’impiego nel processo produttivo di materiali di qualità sia dal punto di vista estetico che da quello dell’efficientamento energetico.

    Ma un aspetto assolutamente rilevante è la sicurezza. L’innovazione ha portato alla realizzazione di serramenti molto più resistenti ai tentativi di effrazione rispetto al passato e collegati a sistemi d’allarme all’avanguardia. A riprova del fatto che la sicurezza è considerata un elemento fondamentale per gli italiani è l’ampia richiesta di portoni blindati.

    Ma nonostante le rosee prospettive di crescita del mercato serramenti e una ripresa costante che perdura da anni, gli operatori del settore preferiscono rimanere con i piedi per terra: l’obiettivo rimane sempre quello di raggiungere i livelli pre-crisi. Per farlo serve rimettere in moto la macchina dell’edilizia nel nostro paese e con essa tutto l’indotto del quale il comparto infissi ne fa parte.

  • Il miglior investimento? Per gli italiani restano gli immobili

    Gli italiani, si sa, sono un popolo di risparmiatori, ma in che modo preferiscono investire i propri risparmi? Su questo gli abitanti del Bel Paese sembrano avere le idee chiare: gli immobili. La conferma arriva ancora una volta dai dati del report sul mercato immobiliare del 1° semestre 2019 di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali – nonché dall’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa in riferimento al territorio in cui opera.

    I primi sei mesi di quest’anno hanno segnato un aumento del numero delle compravendite, in particolare al Nord e in misura più lieve al Centro Italia, a dimostrazione di come il mattone rimanga il bene rifugio principale per le famiglie italiane. Le ragioni per cui questo avviene sono facilmente intuibili. Anzitutto, l’instabilità del quadro economico internazionale, segnato dalla continua guerra dei dazi Usa-Cina, e di quello nostrano, le cui previsioni parlano di una limitata crescita del Pil dello 0,1% quest’anno. Non mancano poi le incertezze sulle politiche economiche dell’attuale Governo, il rendimento altalenante dei titoli di Stato e la sfiducia nei confronti delle banche e dei loro titoli finanziari: tutti fattori che hanno spinto inevitabilmente i risparmiatori a investire negli immobili.

    Ma a stimolare la domanda è anche il continuo calo dei prezzi. Il report Fiaip conferma ancora una volta l’Italia come unico Paese europeo in cui si registra un calo per l’ottavo anno consecutivo. Un dato in controtendenza rispetto al resto d’Europa, dove i prezzi delle abitazioni sono in continua ascesa negli ultimi 4 anni. Nei primi sei mesi del 2019 la discesa ha segnato un range minimo che va da -1,1% a -0,6%.

    Nonostante il rallentamento delle richieste dei mutui di acquisto, accompagnato da un costante ridimensionamento di surroghe e sostituzioni, nel I semestre 2019 circa il 63% delle compravendite è stato effettuato con l’intervento di un istituto di credito per la concessione di un mutuo, mediamente di circa 135 mila euro. Circa il 40% delle compravendite,  trainate dai tassi sui mutui ai minimi storici,  sono state effettuate per la sostituzione della prima casa, circa il 35% per l’acquisto della prima casa, circa il 20% per investimento e una quota residuale per acquisto seconda casa.

    Infine, i valori di locazione, che hanno fatto registrare negli ultimi sette anni variazioni più contenute rispetto a quelle relative ai prezzi e ciò è avvenuto anche nell’ultimo semestre dell’anno, con canoni di locazione diminuiti su base annua in un range compreso tra il -1,6% dei negozi e il -0,5% delle abitazioni.

    Se l’immobile continua ad essere considerato un investimento sicuro dagli italiani, ancor più conveniente e redditizio è quello che farai se scegli Cambio Casa, leader tra agenzie immobiliari a Taranto, che con la sua professionalità è in grado di rispondere sempre alle tue esigenze con tantissime soluzioni su misura.

  • Difendersi con lo spray peperoncino: quando a farlo (e con successo) sono gli anziani

    Spesso soli e in condizioni di salute precarie, gli anziani sono in tantissimi casi vittime di aggressioni, truffe e bullismo sia in casa che in luoghi pubblici e aperti. Ed è proprio la solitudine a renderli fragili e vulnerabili, diventando così facili prede per malintenzionati e malviventi. Imparare a difendersi è un’assoluta necessità per questo tipo di persone, ed è anche a loro che uno strumento valido di autodifesa come lo spray antiaggressione si rivolge.

    Ma pe fortuna, in Italia, c’è chi anche alla terza età ha compreso la duttilità di questo prodotto e ha imparato bene ad usarlo in caso di minaccia per la propria incolumità. Un episodio di cronaca di qualche settimana fa, ricostruito dalla Polizia di Stato e raccontato dalle più importanti testate giornalistiche, ha fatto il giro del web destando curiosità e ammirazione. E il protagonista è proprio un anziano.

    Alle ore 3:30 di una calda notte di inizio giugno a Milano, un uomo di 81 anni in attesa del bus in Piazzale Susa, è stato minacciato con un coltellino da uno sconosciuto (probabilmente dell’est Europa) con il chiaro obiettivo di farsi consegnare tutto il contante che aveva in tasca. Ma con ogni probabilità il malvivente aveva sottovalutato il carisma e la forza d’animo della vittima, brava a capire sin da subito la pericolosità della situazione: l’anziano ha infatti reagito prontamente sfilando dalla tasca lo spray al peperoncino con velocità e spruzzando il suo contenuto nei confronti dell’aggressore, costretto a fuggire.

    Insomma, solo la prontezza e la caparbietà del signore hanno consentito di trasformare questa brutta vicenda in un tentativo di rapina per fortuna senza drastiche conseguenze. L’episodio di cronaca, pur rappresentando un’eccezione, dimostra come questo prodotto sia effettivamente alla portata di soggetti la cui prontezza di riflessi è certamente non paragonabile a quella di persone più giovani. Proprio per questa ragione, uno strumento così facile da utilizzare e allo stesso tempo efficace, potrebbe essere una grande ancora di salvezza per migliaia di anziani che vivono da soli nelle nostre città.

  • Mezzi autotrasporto: sbloccata la prima tranche degli incentivi per il rinnovo

    Puntare all’innovazione dei mezzi per aumentare il livello di competitività e di efficienza delle nostre imprese di autotrasporto: più che un obiettivo una necessità con carattere d’urgenza, perché il parco mezzi italiano non può essere certamente annoverato tra quelli più moderni dell’intero continente europeo, anzi.

    A mettere in moto la macchina degli incentivi ci ha pensato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli, firmando il decreto che di fatto sblocca i primi 25 milioni dei 240 destinati al settore per il triennio 2019-2021. Decisivo è stato anche il sostegno delle associazioni di categoria, che hanno approvato la ripartizione delle risorse nel corso del tavolo ministeriale organizzato al Mit. Nel dettaglio, i 25 milioni vengono così ripartiti:

    • 9,5 milioni sono destinati all’acquisto di autoveicoli nuovi adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) ed elettrica, nonché per l’acquisizione di dispositivi idonei per la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica;

     

    • 9 milioni sono invece destinati alla radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate con contestuale acquisizione di veicoli nuovi conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico a partire da 7 tonnellate, nonché per l’acquisizione di veicoli commerciali leggeri euro 6 di massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate, in assenza di rottamazione;

     

    • 6 milioni di euro servo all’acquisizione di rimorchi e semirimorchi nuovi per il trasporto combinato ferroviario e marittimo, nonché per trasporti in regime ATP (trasporti merci deperibili). Una misura, quest’ultima, che riguarda da vicino una modalità di movimentazione merci speciale come quella del trasporto con bisarca;

     

    • I restanti 500 mila euro, infine, sono riservati all’acquisto di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse per facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione tra loro senza alcuna rottura di carico.
  • Esab Caddy® Mig C200i: saldature pratiche e perfette per ogni situazione

    Riuscire a saldare con precisione e in tutta comodità anche in situazioni complesse, ottenendo sempre prestazioni eccellenti: risultati che non tutte le attrezzature per officina dedicate a questo tipo di mansione riescono a garantirti, a meno che non si chiamino ESAB. Il colosso svedese specializzato nella produzione di sistemi di taglio e saldatura ha recentemente lanciato sul mercato due nuove tipologie di saldatrici portatili a inverter modello Caddy.

    Oltre a Caddy Mig C160i, Tecnopuglia.it è orgogliosa di presentare ai suoi visitatori C200i, una versione ancora più avanzata in grado di fornire risultati davvero eccellenti. Partiamo da QSet™, il sistema intelligente ed auto-adattivo che controlla automaticamente la funzione short-arc per tutte le combinazioni materiale/gas. Impostando tipologia e spessore del materiale, questa funzione consente di controllarne i parametri in maniera automatica e di ottenere un bagno di fusione più o meno fluido.

    Alla facilità di utilizzo si aggiunge poi maggiore potenza: il modulo ad alta efficienza PFC (Power Factor Correction) aumenta l’efficienza energetica, garantendo il 30% in più di energia disponibile rispetto alle macchine tradizionali. Collegabile a motogeneratori e con alimentazione 230V/50HZ, questo piccolo macchinario pesa meno di 12 Kg (compresi torcia, cavi di saldatura e alimentazione) ed è dotata di supporto integrato per cavi e torcia.

    La saldatrice Caddy Mig C200i è davvero un prodotto trasversale per essere idonea a qualsiasi tipo di intervento e applicazione sia in officina che all’aperto: dalla carpenteria leggera alle riparazioni, dalla manutenzione ai lavori di installazione. Scopri tantissimi altri dettagli tecnici visitando la pagina del sito che Tecnopuglia.it ha voluto riservare a questo prodotto.

  • “Guidiamo Sicuro”: attiva la campagna per un autotrasporto eco-friendly e responsabile

    Responsabilità ed eco-sostenibilità: in altre parole, sicurezza sulle strade e rispetto per l’ambiente. È con questi propositi che lo scorso 8 luglio è partito il bando di selezione per la campagna di formazione sulla guida sicura ed ecosostenibile dedicata alle imprese di autotrasporto iscritte all’Albo Nazionale degli autotrasportatori.

    Non a caso la campagna, lanciata dal Comitato Centrale in collaborazione con Ram Logistica Infrastrutture e Trasporti – prende il nome di “Guidiamo Sicuro” e fa parte di un progetto ad ampio raggio sostenuto dal MIT allo scopo di potenziare la sicurezza sulle nostre strade. Un’iniziativa che parte da una solida base economica, con uno stanziamento di oltre 5 milioni di euro messi a disposizione di 4.260 conducenti su tutto il territorio nazionale.

    Questo il numero degli autisti ai quali si rivolge la campagna, la cui finalità è quella di far apprendere i comportamenti di guida fondamentali per assicurare sicurezza della circolazione stradale,  prevenire situazioni di pericolo e adottare uno stile di guida ecosostenibile in grado di limitare l’utilizzo del veicolo e risparmiare carburante. La campagna formativa alla quale i camionisti potranno essere avviati prevede prove teoriche, mediante una piattaforma modulare di e-learning, e prove pratiche, sia su strada che con l’ausilio di un simulatore di guida di livello tecnologico avanzato.

    Per partecipare al bando tutte le imprese di trasporto su gomma, ovviamente anche quelle di trasporto bisarca, devono risultare regolarmente iscritte all’Albo. Il tempo utile entro il quale poter inoltrare istanza di partecipazione va dalle ore 12:00 dell’8 luglio alle ore 12:00 del 2 settembre 2019.

    Informazioni utili sulla campagna “Guidiamo Sicuro” e il modulo della domanda sono disponibili al seguente link: http://www.ramspa.it/cosa-facciamo/progetti-europei/nazionali

  • Case, l’agenzia immobiliare scelta basilare per gli italiani

    Quella dell’intermediario immobiliare rimane ancora una figura di riferimento importante nelle transazioni tra venditore e acquirente: è quanto emerge dall’indagine 2019 condotta da Nomisma per conto di Fimaa – Federazione Italiana mediatori agenti d’affari – aderente a Confcommercio-Imprese. Una figura che richiede tanta professionalità e una conoscenza approfondita del comparto, come quella che quotidianamente l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa mette a disposizione della sua clientela.

    Lo studio, intitolato “Il ruolo dell’agente immobiliare” dimostra come negli ultimi 3 anni il 48% degli italiani alla ricerca di un immobile da acquistare si è subito affidato a un’agenzia, mentre il 47% ha preferito organizzarsi in maniera autonoma mediante App o siti comparatori (23%), passaparola o annunci (13%) o rivolgendosi direttamente al costruttore in caso di nuovi immobili (8%). Tuttavia, dopo le prime ricerche, il 52% di chi procede con l’acquisto perfeziona la transazione con un agente immobiliare.

    Ma l’agenzia resta il principale interlocutore anche per chi vende: il 64% degli italiani si è subito affidato ad un’agenzia, mentre il 36% ha gestito inizialmente la vendita in autonomia. In linea di massima, oltre il 60% conclude la vendita grazie all’ausilio dell’agente immobiliare. I motivi per i quali i potenziali compratori sono spinti ad affidarsi ad un’agenzia sono presto detti: anzitutto, la disponibilità di offerte che ben rispondono alle esigenze (49%), la vicinanza dell’agenzia con la zona di residenza (16%), il consiglio di amici e parenti (13%).

    Per chi vende, invece, la motivazione principale è rappresentata dal fatto di conoscere le prestazioni con le quali l’agenzia conclude le transazioni (29%), e ancora una volta la vicinanza (21%) e il consiglio di amici e parenti (14%).

    Anche l’esperienza con l’agenzia è valutata positivamente da 7 acquirenti su 10, disposti in futuro a fare affidamento ad essa, qualora ce ne fosse la necessità, più per la professionalità (56% delle citazioni) che per la disponibilità dei migliori immobili nella città (44%). Stesso discorso anche per chi ha venduto un immobile (73% delle citazioni).

    Ma a rendere competente a questa figura professionale non bastano solo conoscenza ed esperienza sul campo, perché fondamentale è anche una formazione costante e continua: una prerogativa grazie alla quale Cambio Casa riesce a distinguersi rispetto alle altre agenzie immobiliari a Taranto.

    E quanto importante essa sia lo sanno bene anche gli stessi addetti ai lavori: ben l’85% degli agenti intervistati la considerano fondamentale, anche se solo il 34% ha partecipato a oltre 6 corsi di formazione nell’ultimo biennio/triennio.

  • Fondo Nazionale Efficienza Energetica: sbloccati gli incentivi alle imprese

    Incrementare i livelli di efficientamento energetico per il bene dell’ambiente: un obbiettivo che non riguarda esclusivamente la sfera domestica (si pensi ad esempio alla sostituzione di una vecchia caldaia o alla posa in opera di nuovi infissi in legno), ma un passo quasi obbligato anche per imprese e Pubblica Amministrazione. Lo scorso 21 maggio il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato ufficialmente il via al Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica finalizzato a finanziare tutti gli interventi di efficienza energetica su edifici e impianti produttivi realizzati da imprese, PA e ESCo (Energy Service Company).

    Gestito da Invitalia, esso mette a disposizione 310 milioni di euro in grado di muovere investimenti pari a 1,7 miliardi di euro nel comparto energia. Il 70% delle risorse è destinato alla concessione di finanziamenti agevolati, il restante 30% alle garanzie bancarie. La sua finalità è quella di:

    • ridurre il consumo di energia nei processi industriali
    • realizzare o implementare reti ed impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento
    • migliorare l’efficienza dei servizi pubblici riguardanti l’energia
    • riqualificare gli edifici dal punto di vista energetico

    I costi ammissibili dalle agevolazioni riguardano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, inclusi i sistemi per il telecontrollo e gestione dati sul risparmio energetico; consulenze ingegneristiche su fabbricati e impianti, direzione dei lavori, collaudi, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, predisposizione attestato prestazione energetica edifici; le spese per le infrastrutture specifiche come opere civili, linee di adduzione dell’acqua ed energia elettrica.

    E nel novero delle spese ammissibili non potevano mancare le opere murarie e gli interventi sull’involucro edilizio, tra i quali la sostituzione dei vecchi serramenti con soluzioni ecosostenibili in grado di aumentare notevolmente il livello di efficienza energetica degli edifici. Soluzioni come quelle proposte da Modesti Srl, specialista del settore da oltre 40 anni con la produzione di infissi esterni e finestre in legno, legno-alluminio, scuroni, portoni blindati ecc.

    Ricordiamo infine che il FNEE, istituito allo scopo di raggiungere gli obiettivi nazionali prefissati dal Protocollo di Kyoto, è una misura a sportello che valuta le domande in base all’ordine di arrivo e senza una graduatoria.

  • Industria agricola: Italia eccellenza europea nella produzione di macchinari

    L’Italia conferma la sua posizione di leader nel campo della produzione di macchine agricole per la lavorazione del terreno e gli interventi sulle coltivazioni, sia a livello globale che in un contesto macroeconomico continentale dove specializzazione e forte tradizione nel comparto fanno del nostro Paese uno dei protagonisti principali della crescita delle esportazioni dell’Europa.

    A delineare il quadro è FederUnacoma nel corso dell’assemblea 2019: l’Europa è al primo posto sia nella produzione che nelle esportazioni di macchinari in tutto il mondo, ovvero un settore il cui giro d’affari si aggira intorno ai 47 miliardi di euro. Il merito è soprattutto della tecnologia, che consente di progettare mezzi per la produzione di alimenti agricoli, ma anche della manodopera specializzata.

    Guardando ai dati del 2018, l’Europa si conferma il principale esportatore delle macchine agricole con una quota del 60% del totale delle esportazioni mondiali (circa 36 miliardi di euro) con Stati Uniti e India che risultano essere i principali mercati di riferimento, a differenza di Turchia, in calo, così come la Cina, paese nel quale è in atto un programma di riduzione della produzione industriale in aggiunta alla guerra commerciale sulla soia e alla peste suina.

    Tuttavia, l’Europa si trova costretta a fare i conti anche con altri aspetti non proprio positivi. In primis, il calo nel 2018 delle immatricolazioni pari al 10%, che risente anche di quello della domanda delle trattrici (scese dal 38 % al 31% in dieci anni) a favore di altre tipologie di mezzi più specializzati; ma l’aspetto più significativo è l’ascesa dei produttori asiatici, in grado di arrivare a prendersi il 19% dell’export mondiale nel giro di pochi anni e di raggiungere un colosso come gli Stati Uniti.

    Insomma, la domanda a livello globale sta cambiando, come testimonia l’avvento in molte aree del mondo dell’agricoltura specializzata a scapito di quello tradizionale, e i produttori di macchinari e trattori agricoli italiani ed europei si trovano di fronte a una grande sfida: rispondere adeguatamente alle nuove dinamiche dei mercati, e quindi ai cambiamenti dell’industria agricola globalizzata, e mantenere allo stesso tempo elevati livelli di qualità della produzione. Una sfida non facile ma che in ogni modo va affrontata puntando con maggiore forza sulla tecnologia.

  • Siti di incontri: il pericolo violenza sulle donne è concreto

    La violenza femminile è un fenomeno in grado di manifestarsi in diverse forme e spesso difficilmente preventivabile. Certo, è aumentata la consapevolezza del pericolo tra le donne, così come aumenta il numero di quelle che ricorrono all’uso dello spray peperoncino o ai corsi di autodifesa. Talvolta, però, può accadere che siano le stesse donne a innescare atti di violenza in maniera del tutto inconsapevole.

    Secondo uno studio italiano pubblicato sulla rivista Aggressive Behavior condotto da Luca Andrighetto – docente di psicologia sociale all’Università di Genova – e Alessandro Gabbiadini e Paolo Riva – ricercatori di psicologia sociale all’Università Milano-Bicocca – i pericoli potrebbero arrivare dai siti di incontri. Creando una finta piattaforma di incontri online, dove partner fittizi rifiutavano richieste di interesse reali grazie ad un algoritmo automatico, gli studiosi hanno scoperto che i partecipanti maschi “rifiutati” mostravano un aumento sostanziale delle tendenze aggressive, sia verso le finte partner che nei confronti del sesso femminile in generale, arrivando addirittura ad approvare tendenze che giustificano atti sessuali verso il gentilsesso.

    Diametralmente opposto il comportamento delle donne respinte, che non mostravano comportamenti aggressivi significativi. In altri, termini, lo studio italiano ha ampiamente dimostrato come il rifiuto sentimentale sulle App di incontri, sempre più scaricate dagli utenti, potrebbe essere l’anticamera di una violenza verbale e fisica sulle donne, specie in una società interconnessa e virtuale come quella contemporanea.

    Fermo restando l’importanza di imparare a difendersi anche da sole, o con l’ausilio dello spray urticante o adottando tecniche di arte marziale, rimane fondamentale prestare attenzione alle condizioni in cui avvengono gli incontri nati sul web: scegliere un luogo affollato o decidere di incontrarsi durante le ore diurne, ad esempio, rappresentano semplici ma valide regole da seguire.

  • Tarli del legno: scoperto negli Usa il coleottero divoratore più veloce

    Gli operatori del settore disinfestazione tarli in Europa potrebbero fare presto i conti con un nuovo nemico del legno molto più rapido nella sua azione divoratrice rispetto alle migliaia di specie presenti in natura. I ricercatori dell’Università della Geologia degli Stati Uniti – Andy K. e Cody Prouty – hanno scoperto un coleottero in grado scavare gallerie nel legno più velocemente grazie ai propri parassiti.

    Appartenenti alla specie Odontotaenius disjunctus, questi insetti possono ospitare un parassita nematode denominato Chondronema passali. Ed è proprio questa la sua peculiarità, ossia trarre dei benefici dalla presenza al suo interno di questi parassiti. Dopo aver raccolto ben 113 coleotteri di questa specie, i ricercatori li hanno posti in un contenitore con un pezzo di legno. La scoperta è stata sin da subito sensazionale: quelli che ospitavano i parassiti sono stati in grado di mangiare il legno più velocemente del 15% rispetto ai coleotteri non infetti.

    La presenza di questo coleottero è estremamente importante anche per l’ecosistema stesso, in particolare quello forestale. Secondo i ricercatori, la loro velocità nel divorare consente di accelerare il processo di decomposizione del legno in fase di degrado, come appunto gli alberi caduti, accelerando a sua volta il ritorno di nutrienti al suolo. Ma qual è il suo habitat naturale? Questo speciale scarabeo si trova in prevalenza nelle foreste statunitensi orientali e vive in tronchi decadenti.

    Ma se la natura trova giovamento nella sua azione, lo stesso non si può dire per il legno in fase di degrado avanzato nelle abitazioni: pensiamo ad esempio alle travi di un soffitto, che in presenza di un parassita con queste caratteristiche vedrebbero accelerare il loro processo di decadimento. Insomma, come tutti i tarli dannosi per il legno anche per questo speciale coleottero si renderebbe necessario un trattamento antitarlo a microonde nel caso in cui minacciasse le nostre abitazioni. E in un’epoca in cui si intensificano gli scambi commerciali tra un continente e l’altro, questa ipotesi rischia di diventare concreta.

  • Rilancio trasporto su gomma: lettera di Cna-Fita al Mit con 5 punti programmatici

    La ripresa del trasporto merci su strada è il contenuto della lettera che Cna-Fita – l’Unione che associa in Italia oltre 35 mila imprese di autotrasporto per conto terzi – ha inviato al ministro dei Trasporti Toninelli nei giorni scorsi. Cinque, in tutto, i punti programmatici della missiva finalizzati a superare le tantissime criticità di questo settore.

    Si comincia dalla Delega ai Trasporti. Allo stato attuale manca un Sottosegretario di riferimento e sono diversi gli impegni urgenti da affrontare. Un esempio è la conferma anche nel 2019 delle detrazioni forfettarie a 51 euro e l’avvio dei quattro tavoli di lavoro per la riforma del settore. Altro tema importante riguarda la riduzione del costo del lavoro. La richiesta di Cna-Fita è la reintroduzione della decurtazione del 16,8% sul premio Inail dovuto dalle imprese sulle retribuzioni dei propri autisti, nonché una riduzione sostanziale delle imposte sul gasolio per autotrazione.

    Annosa e rimasta ancora irrisolta è la questione dumping delle imprese estere, a causa della quale le nostre imprese, già alle prese con costi di gestione tra i più elevati, perdono quote importanti di mercato europeo e internazionale. Allo scopo di contrastarlo efficacemente, Cna-Fita chiede su di esse maggiori controlli e l’attuazione delle proposte di modifica al Reg. UE n. 1072/2009, che prevedono tra l’altro misure più restrittive sul cabotaggio stradale di merci su strada.

    Un altro punto importante a tutela degli autotrasportatori italiani e degli operatori del trasporto con bisarca è un Piano straordinario della mobilità. L’obiettivo è garantire la circolazione regolare dei veicoli pesanti e una velocità commerciale in linea con quella europea in grado di portare vantaggi economici e dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. Un’idea concreta è, ad esempio, la realizzazione di un archivio nazionale delle strade che dia la possibilità agli autisti di individuare i percorsi più adatti per il proprio mezzo e consenta una programmazione delle manutenzioni.

  • Infissi e portoni d’ingresso: l’Ecobonus nella Dichiarazione dei redditi

    L’Ecobonus torna ad essere centrale in questi giorni per milioni di contribuenti italiani alle prese con la Dichiarazione dei redditi. Come già anticipato nei mesi precedenti, chi ha effettuato nel 2018 interventi di riqualificazione energetica degli edifici, come ad esempio l’installazione di infissi esterni di ultima generazione, può chiedere una detrazione fiscale Irpef o Ires dal 50% al 65%. Ma come si considerano gli interventi finalizzati al risparmio energetico rientranti nell’alveo dell’Ecobonus?

    A fugare qualsiasi dubbio ci ha pensato l’Agenzia delle entrate con la circolare 13/E del 31 maggio 2019 intitolata “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2018: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità”.

    Tra le casistiche citate dall’Agenzia delle Entrate rientrano senza dubbio gli interventi agevolati su finestre comprensive di infissi delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati, in grado di garantire un miglior efficientamento energetico in termini di minore dispersione di calore, fatta eccezione per quelli già conformi agli indici di trasmittanza termica richiesti.

    Nel novero degli infissi, inoltre, la nuova circolare menziona anche le strutture accessorie che incidono sulla dispersione di calore, ovvero scuri e persiane, o che risultino strutturalmente accorpate, e cioè i cassonetti incorporati nel telaio dell’infisso. A rientrare nelle agevolazioni ci sono anche i portoni d’ingresso, ma a condizione che delimitino l’involucro riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati, e che rispettino gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre.

    Le stesse caratteristiche tecniche che puoi ritrovare nella linea di portoni blindati in legno progettati e realizzati da Modesti Srl , insieme ai più elevati standard di sicurezza.

  • Estate con VIVIANUS: partecipa anche tu al Summer Camp 2019

    Finalmente l’estate tanto attesa è cominciata e anche quest’anno VIVIANUS – associazione Onlus impegnata da sempre nella lotta contro l’autismo – ha deciso di trascorrerla insieme a tutti coloro che sono affetti da problematiche legate ai disturbi cognitivi con il SUMMER CAMP 2019, il campo estivo che terrà compagnia ai vostri ragazzi a partire dal prossimo 1° Luglio.

    Tantissime le attività all’aria aperta in programma nei prossimi mesi, come ad esempio l’Ortoterapia, una disciplina dedicata all’orticultura e alla cura delle piante, oppure l’Ippoterapia, fondamentale per il miglioramento dello stato di salute di un soggetto. Non mancherà poi del tempo da dedicare all’amore e alla cura degli animali con la Pet Therapy e discipline come la Musicoterapia, Psicomotricità e laboratorio da cucina. E ancora dance, giochi all’aperto e tante altre attività in piscina.

    Il tutto, sempre con il sostegno e la professionalità degli psicoterapisti e le educatrici del team di VIVIANUS.

    Insomma, anche questa estate VIVIANUS ha deciso di stare accanto alle famiglie che vivono ogni giorno il problema della disabilità cognitiva, e per questo vi invita a scoprire nel dettaglio il programma del Summer Camp 2019 il prossimo 17 giugno 2019 presso la sede di Via S. Lucia 19 c/o Madonna Pellegrina, oppure contattando direttamente lo staff dell’associazione.

  • L’offerta estate 2019 di Cambio Casa: villa a Marina di Pulsano (TA)

    L’estate 2019 è finalmente scoppiata e Immobiliare Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto nel settore del real estate, è pronta a presentarci un’offerta particolarmente “estiva”. Avere una villa che gode di un panorama mozzafiato sul mare è per tanti un desiderio irrealizzabile in termini di costi. Ma Cambio Casa riesce a far diventare i sogni in realtà a prezzi accessibili.

    Quella di cui parleremo è una proposta di investimento eccezionale a Pulsano, meraviglioso comune nella parte salentina della provincia di Taranto. Si tratta di una villa situata ad appena 30 metri dal mare di circa 120 mq. Diciamo subito che la particolarità di questo immobile è che si compone di 2 appartamenti posti su due livelli. Al piano terra, troviamo un ampio ingresso-salone, bagno, cucinino e ben 2 camere da letto in ottimo stato. Il primo piano, invece, è suddiviso in un’ampia veranda, ingresso-salone, cucinino, bagno e una camera da letto.

    Altra particolarità di questo plurilocale è il giardino di pertinenza: ben 350 mq di verde a disposizione per bellissimi ornamenti vivaistici e floreali. Ma non è tutto, perché l’esterno è dotato anche di posto auto, lavabo e ripostiglio.

    Una villa su due livelli che si affaccia sulla splendida cornice del Golfo di Taranto potrebbe far presto pensare a un investimento a cifre da capogiro, ma non in questo caso. Come tutte le sue proposte, l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa ha riservato per questa offerta un prezzo davvero  imperdibile. Vieni a scoprirlo sul sito o direttamente nelle sue due sedi.

  • Uso improprio dello spray urticante: condannata la banda di Piazza San Carlo

    Poco più di 10 anni di condanna: questa la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino nei confronti della banda dello spray peperoncino a due anni dai tragici fatti di Piazza San Carlo, in occasione della finale di Champions League tra Juve e Real Madrid del 3 giugno 2017. Detenzione, dunque, per i quattro giovani marocchini che tentarono di mettere in atto diverse rapine con lo spray OC tra le migliaia di tifosi presenti in piazza, ignari (forse) delle drastiche conseguenze che il loro folle gesto avrebbe potuto generare. Una serata che, da festa sportiva, si era presto trasformata in una tragedia con un bilancio pesantissimo di due morti e quasi 1700 feriti. Per questo, i quattro componenti della gang erano stati accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni, rapina e furto.

    Al di là di come si chiuderà l’intero iter giudiziario, la sentenza del Tribunale di Torino mette in risalto due aspetti strettamente correlati che meritano una riflessione. Il primo, è quello che riguarda l’uso inappropriato di un dispositivo di difesa personale valido ed efficace. Sprayantiaggressione.it, pur essendone rivenditore sicuro e affidabile di prodotti legali, condanna fermamente questo fenomeno divenuto ormai un passatempo soprattutto per gli adolescenti, e cerca da sempre di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un suo corretto utilizzo.

    In secondo luogo, la sentenza ha dimostrato ancora una volta come utilizzare lo spray antiaggressione per puro divertimento, oltre a scatenare situazioni di panico e terrore specie in luoghi affollati (vedi ad esempio tragedia di Corinaldo), potrebbe avere conseguenze drammatiche per la vita delle persone. Ma, soprattutto, il verdetto dei giudici ha dimostrato, se vogliamo, anche l’esistenza di una pena certa in casi come questo. Una pena che cambierà sicuramente la vita dei quattro ragazzi della gang, ma che non restituirà quella di chi l’ha persa a causa delle triste vicende di quella maledetta sera.

  • Maltempo nei boschi: Federforeste lancia l’allarme tarli

    Il rischio diffusione parassiti del legno era stato già annunciato dagli esperti nei mesi scorsi allorquando una forte ondata di maltempo aveva abbattuto un milione e duecento mila alberi (in maggioranza abeti rossi) nei boschi del Triveneto, generando il cosidetto “Cimitero degli alberi di Natale”. Oggi, questo rischio è diventato concreto e un trattamento antitarlo ecologico non basta di certo a frenare le drastiche conseguenze economiche che ne derivano.

    L’allarme lanciato in questi giorni da Federforeste e Coldiretti è chiaro: il maltempo che continua a imperversare in questa zona dell’Italia non solo rende difficili le operazioni di recupero degli alberi abbattuti, ma favorisce lo sviluppo dei parassiti del legno con ripercussioni sulla salute pubblica. Ma questo è niente rispetto ai danni economici per la filiera italiana del legno. I parassiti, favoriti dal clima umido della pioggia, stanno attaccando, in particolare nella Val di Fiemme, il prezioso legno del violino Stradivari, in un periodo in cui dalla Cina arriva un boom di richieste.

    A rimarcarlo è il presidente di Federforeste – Gabriele Calliari – ricordando che ci sono centinaia di chilometri di migliaia di alberi abbattuti ancora da recuperare. Tuttavia, i danni economici non riguardano solo la Val di Fiemme, ma tutto il territorio nazionale. Secondo la Coldiretti, il patrimonio boschivo italiano copre più di 1/3 della superficie della nostra penisola, con 12 miliardi di alberi troppo spesso abbandonati a sé stessi a causa di un’assente o inadeguata gestione di boschi e foreste.

    Tutto ciò si configura come una mancata occasione di sviluppo per il nostro Paese, primo nell’Ue come industria del legno, ma tra i primi anche nell’importazione di questo materiale. C’è poi il problema disinfestazione tarli, un fenomeno che diventa più accentuato durante la stagione estiva e che rischia di colpire in maniera serie mobili e strutture in legno delle nostre abitazioni: affidarsi in questo caso ad esperti del settore come Trattamentoantitarlo.net è l’unica soluzione.

  • Avvolgitubo ZECA AM85/10: efficienza garantita per meccanici e gommisti

    Un’officina funzionale ed estremamente operativa non dipende solo dalla professionalità di chi ci lavora ma anche dalla qualità degli utensili messi a disposizione. Tecnopuglia.it, con la sua decennale esperienza nel campo della vendita macchine per officina, contribuisce a migliorare il livello di produttività di metalmeccanici e artigiani con prodotti dei brand più quotati del settore metalmeccanico.

    Tra i tanti che fanno parte della sua vasta gamma, abbiamo scelto di parlare dell’avvolgitubo AM85/10 serie “AMERICA” targato ZECA, eccellenza tutta italiana delle attrezzature per autofficine. Questo arrotolatore per aria compressa è caratterizzato da un tubo in poliuretano nero lucido lungo 16 mt e da una struttura in tecnopolimero. La sua elevata manovrabilità è garantita da una staffa di fissaggio metallica perfettamente orientabile.

    Non manca di certo la praticità: il dispositivo automatico di arresto del tubo consente di ottenere la lunghezza desiderata con la possibilità di disinserirlo facilmente nel caso si desideri lavorare con il tubo in costante trazione. E il tutto con una pressione massima di 15 bar (1,5 Mpa) e appena 8 Kg di peso.

    Visitando la pagina del sito interamente dedicata all’avvolgitubo ZECA AM85/10 potrai conoscere nel dettaglio tutte le specifiche tecniche di questo prodotto e sfogliare l’intero catalogo ZECA. Ma non è tutto: a sorprenderti sarà anche il prezzo che Tecnopulgia.it ha riservato per te.

  • Autotrasporto: inizia l’era del tachigrafo intelligente

    Ancora pochi giorni e il Regolamento Ue 2018/502 entrerà in vigore. Dal 15 giugno 2019, infatti, diventerà obbligatorio il tachigrafo intelligente su tutti i mezzi di nuova immatricolazione adibiti al trasporto merci con massa superiore a 3,5 T, e quindi anche per i veicoli che effettuano trasporto con bisarca.

    Stiamo parlando di un apparecchio digitale di nuova generazione dotato di connessione al sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), comunicazione remota per una diagnosi precoce e, in maniera facoltativa, di un’interfaccia con i sistemi di trasporto intelligenti. Lo scopo è quello di aumentare i livelli di sicurezza sulle strade e di consentire alle forze di polizia di individuare tempestivamente chi non è in regola. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità.

    Con la dotazione del GNSS è possibile registrare la posizione del veicolo in maniera automatica ogni 3 ore, partendo dal luogo di inizio del periodo di lavoro giornaliero, passando da quello raggiunto ogni tre ore, fino a quello di destinazione. Grazie alla connessione da remoto, inoltre, sarà possibile scambiare informazioni con i sistemi di gestione della flotta. In sostanza, le autorità di polizia, dotate di apposita apparecchiatura, potranno interrogare il tachigrafo dei mezzi e verificare direttamente la presenza di eventuali anomalie previste dall’art. 94 del Regolamento 165/2014, ovvero un chiaro tentativo di violazione di sicurezza, l’assenza alla guida della carta del conducente valida, l’inserimento della stessa durante la guida, velocità e numero di immatricolazione del camion.

    Tuttavia, i dati del conducente sono coperti da privacy: le sanzioni a suo carico non potranno essere comminate automaticamente ma solo dopo aver fermato il veicolo e a seguito di un normale accertamento della polizia stradale.

    Facoltativa, dicevamo, è invece l’interfaccia con i sistemi di trasporto intelligenti, un servizio che consente di implementare il tachigrafo intelligente di funzioni come ad esempio la pesatura dei veicoli in movimento, la ricezione dei dati sul consumo del carburante e i dati utili per il controllo delle operazioni di cabotaggio o distacco degli autisti.

    Il tachigrafo intelligente è comunque una rivoluzione parziale per l’autotrasporto. L’obbligo di integrarlo, infatti, non è previsto per tutti i mezzi già immatricolati alla data del 14 giugno 2019, a condizione che svolgano trasporti nazionali e che lo Stato membro di loro prima immatricolazione non disponga diversamente. Contrariamente, l’obbligo è previsto anche per i tir circolanti. Quest’ultimi avranno tempo di adeguarsi entro giugno 2034, anche se l’impegno dell’Ue è quello di anticipare tale termine al 2024.

  • Macchine agricole, a giugno si rinnova l’appuntamento con “Cordini Porte Aperte”

    Dopo il successo delle passate edizioni, anche quest’anno Cordini Srl, azienda leader nella vendita e noleggio macchine agricole, è orgogliosa di presentare ai suoi visitatori “CORDINI PORTE APERTE”, l’esposizione di tutte le novità in campo agricolo e industriale 2019. L’evento, in programma i prossimi 22 e 23 Giugno, non è solo l’occasione per scoprire gli ultimi prodotti innovativi presenti sul mercato, ma è soprattutto un momento di incontro tra i produttori di macchine, materiali e servizi legati all’agricoltura e i tanti imprenditori del settore primario.

    Una due giorni ricca di avvenimenti che terranno impegnati i visitatori per l’intera giornata. Si comincia sabato 22 giugno con NEXT GENERATION, un’occasione per presentare e scoprire la nuova generazione di macchine Caterpillar con focus tematici e training. Un’altra novità importante è DEMOMACHINE, l’avvenimento dedicato interamente alle prove dal vivo e walkaround di servizio, con diverse prestazioni adibite a sperimentare tutte le funzionalità delle macchine compatte CAT. Curiosa a allettante è poi la GARA OPERATORI, il campionato degli operatori con date in tutta Italia nel corso del quale potrai sfidare le tue capacità e, perché no, ambire a partecipare alla finale di Malaga.

    Ma la presentazione delle novità 2019 di macchine agricole e per l’edilizia continuerà, insieme alle prove dal vivo, anche domenica 23 Giugno. Una giornata ideale da trascorrere insieme anche alla propria famiglia, grazie alla presenza di tanta animazione musicale e al divertente spettacolo equestre a cura de “Il Nero Luminoso”.

    “CORDINI PORTE APERTE” è un evento patrocinato dal comune di Corato. L’appuntamento è quindi nei giorni 22-23 Giugno, dalle 9:00 alle 21:00, presso la sede di Cordini Srl sita in via Andria 109, Corato (BA).

  • Sicurezza autotrasporto, i sindacati a imprese e istituzioni: “Subito un incontro”

    Dieci casi di decesso sui camion nell’ultimo mese: un bilancio pesantissimo che è bastato a far scattare l’ennesimo campanello d’allarme sulla sicurezza stradale nell’autotrasporto italiano e che ha spinto i sindacati di categoria a mobilitarsi. Lo scorso 14 maggio, infatti, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto con urgenza un incontro a imprese e istituzioni.

    Le questioni sul tavolo riguardano le annose problematiche, ovvero tempi di guida, ritmi di lavoro e impegni della prestazione. Un confronto che – si legge nella nota congiunta – non è più rinviabile e deve partire proprio dai ministeri competenti. Dietro gli incidenti mortali sui tir ci sono diversi fattori, a cominciare da una concorrenza sfrenata delle imprese incentrata più sui costi di produzione che sulla qualità dei prodotti, che ha portato a un aumento dei tempi di guida e di lavoro.

    Una condizione di precarietà che spesso e volentieri non consente di effettuare un riposo o, in caso contrario, di non godere di servizi adeguati di riposo nei luoghi di sosta. A questo si aggiunge un sistema infrastrutturale ancora inadeguato nel nostro Paese, nel quale si continua ad allestire cantieri interminabili sulla stessa arteria stradale, e dove le segnalazioni sono molto spesso insufficienti.

    In sostanza, il trasporto merci su strada in Italia, compreso il trasporto con bisarca, è in serio pericolo e pertanto si rende necessario, oggi più che mai, fermare l’emorragia di morti sul lavoro. Per farlo le tre sigle sindacali chiedono al Governo e alle istituzioni non solo di rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo, ma soprattutto un piano di investimenti concreto e tangibile.

  • Case in vendita, il “mattone” torna ai livelli del 2010

    Il 2018 è stato un anno da incorniciare per il mercato del “mattone”, che segna una crescita rilevante delle transazioni immobiliari e torna a raggiungere i livelli del 2010. Lo dicono i dati Istat: nell’ultimo trimestre dello scorso anno le compravendite sono aumentate del 4,7% rispetto al trimestre precedente. Un dato assolutamente positivo e in linea con i risultati registrati anche da Cambio Casa, l’agenzia immobiliare a Taranto sempre pronta a raccogliere le nuove sfide del mercato degli immobili.

    A trainare la crescita è il settore abitativo (+4,4%), ma considerevole è anche il contributo fornito da quello economico (+10,5%). Confrontando i dati su base annua, l’incremento è ancor più consistente: +7,6% delle compravendite immobiliari rispetto al IV trimestre 2017, con il settore abitativo che registra un +7,8% e quello economico un +4,6%.

    Insomma, il mercato immobiliare per il 2018 è cresciuto complessivamente del 4,7% rispetto all’anno precedente confermando tutte le aspettative degli analisti. Ma quello che colpisce è il fatto che la crescita abbia riguardato l’intero territorio nazionale. Ad andare più veloce sono state le Isole (+10,1%), seguite dal Nord-est (+9,9%), Centro (+9,7%) e Nord-ovest (+7,4%). E seppur più contenuta, la ripresa del “mattone” non ha risparmiato neppure il Sud, che registra un +2,8%. Il mercato immobiliare è stato inoltre positivo sia per le città metropolitane (+8,1%) che i piccoli centri (+7,6%).

    Spostando l’attenzione sul comparto economico, anche qui c’è da segnalare una crescita generalizzata in tutti il Paese, con in testa il Nord-ovest (+5,7%), seguito da Nord-est (+5,1%), Centro (+4,8%), Sud (+2,8%) e Isole (+2,1%). Anche in questo caso bene le città metropolitane (+5,8%) e i piccoli centri (+3,8%). A spingere verso l’alto le transazioni immobiliari non è solo la fase congiunturale positiva del comparto ma anche una maggiore facilità di accesso al credito per l’acquisto degli immobili con i mutui cresciuti del 3,6% nel 2018.

    E anche di mutui ipotecari si occupa Immobiliare Cambio Casa che, insieme alle tantissime proposte di case in vendita a Taranto e altre tipologie di immobili, aiuta i suoi clienti a cercare la migliore soluzione d’investimento adatta per ogni esigenza.

  • Ecobonus infissi in fattura: una misura che fa discutere

    Da oltre dieci anni l’Ecobonus, l’incentivo economico che consente di beneficiare di detrazioni fiscali per i lavori finalizzati a migliorare il risparmio energetico, è ormai considerato un provvedimento fondamentale a sostegno delle famiglie e del comparto produzione di infissi esterni, grazie al quale tante imprese sono riuscite a sopravvivere alla grave crisi che ha investito il settore edilizio negli ultimi anni.

    Una misura per la quale è prevista una novità importante, ovvero l’inserimento in fattura. Il Decreto Crescita in vigore dal 1° maggio, infatti, prevede la possibilità da parte del produttore di serramenti di scontare direttamente in fattura al cliente il 50% della detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica. L’art 10 comma 3.1 recita:  “Per gli interventi di efficienza energetica di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.”.

    In sostanza, se il cliente sceglie di farsi scontare in fattura la detrazione del 50%, al produttore rimane la possibilità di vedersi rimborsare l’importo in 5 anni sotto forma di credito d’imposta a compensazione. Un provvedimento che ha fatto storcere il naso ai maggiori rappresentanti del sistema industriale italiano dei serramenti, tra cui Anfit, CNA, Confartigianato Legno e Arredo, che ne hanno subito evidenziato la sua inapplicabilità. Il motivo è semplice: si rischierebbe di indurre una domanda che non potrà essere soddisfatta.

    Le aziende del comparto produzione infissi in legno e della serramentistica in generale hanno una capacità fiscale vulnerabile da non permettere di soddisfare tutte le richieste di sconto. In sostanza, applicando l’incentivo fiscale in fattura si andrebbe a sottrarre una parte consistente dei ricavi delle imprese mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Si considera che il mercato sostituzione serramenti (1,6 mld di euro) rappresenta la metà di quello complessivo serramenti del residenziale (2,9 mld).

    In attesa della conversione in legge del Decreto Crescita, le associazioni di categoria chiedono al Governo un intervento tempestivo affinché venga rimossa questa misura, lasciando inalterata la detrazione in 10 annualità fiscali delle spese di acquisto e installazione di serramenti o la parziale cessione del credito a Fornitori o ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione, e per i contribuenti no tax anche a banche e intermediari finanziari.

  • Macchine agricole usate: è boom di acquisti online in Italia

    Quello degli acquisti online è un mercato che continua a segnare una crescita inarrestabile a livello globale, con un numero di utenti sempre più elevato che acquistano tramite e-commerce. Un trend che non ha risparmiato nemmeno le macchine agricole, per le quali la vendita online è diventata un nuovo modello di business anche in Italia.

    A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio 2018 di Trademachines, la piattaforma globale specializzata nelle aste di macchinari industriali e per l’agricoltura usati. Le regioni maggiormente attive per quanto riguarda le transazioni online sono Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Campania Puglia e Sicilia, non a caso le aree dove il settore primario rappresenta un punto di forza essenziale dell’economia locale.

    In linea generale, il mercato della vendita online dei macchinari usati è passato dal 36% del 2012 al 50% del 2016. Nella classifica dei mezzi di seconda mano maggiormente richiesti troviamo al primo posto i macchinari agricoli (46%), gli elevatori (20%), i macchinari per la lavorazione del legno (12%), per l’edilizia (10%) e per la lavorazione dei metalli (2%).

    E in Italia questo modello commerciale è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Ne è convinto Heico Koch – fondatore e Ceo di Trademachines, secondo il quale il nostro paese ha un potenziale di sviluppo degli e-commerce davvero elevato (al momento solo il 20% degli acquisti è online), e questo grazie a una forte tradizione in campo agricolo e manifatturiero che consente ai settori agroalimentare e metalmeccanico di rappresentare insieme il 19% del Pil.

    Ma se acquistare online è una scelta vantaggiosa, altrettanto importante è scegliere bene dove acquistare. Non sono pochi, infatti, i casi di truffe ai danni degli utenti messi in atto da negozi online fittizi e inesistenti. Pertanto, prime di effettuare un acquisto è assolutamente importante accertarsi sulla serietà e affidabilità del venditore, come quella che da decenni Cordinisrl.com mette a disposizione dei suoi clienti con i suoi servizi di vendita, noleggio e usato di macchinari e trattori agricoli, macchinari per l’edilizia, giardinaggio ecc.

  • Medici e infermieri: l’autodifesa arriva anche tra i reparti degli ospedali

    Minacce verbali, intimidazioni e aggressioni fisiche: sono le angherie che quotidianamente subiscono migliaia di medici e infermieri durante l’orario di lavoro. Quello dei maltrattamenti nei confronti degli operatori sanitari all’interno degli ospedali sta diventando un fenomeno deprecabile sempre più diffuso, al punto che c’è chi ha pensato bene di dotarsi addirittura dello spray antiaggressione.

    In effetti, i casi di cronaca che raccontano di aggressioni da parte di utenti e pazienti nei confronti del personale sanitario si sommano con estrema facilità negli ultimi tempi, senza considerare i tentativi di violenza sessuale subiti dalle dottoresse di guardia. E questo rappresenta davvero un grosso problema per medici e infermieri, già alle prese con evidenti carenze di carattere organizzativo, logistico e, soprattutto, numerico in molte delle nostre regioni. La vigilanza privata è un servizio non sempre presente e spesso anche costoso, e comunque non sempre in grado di garantire un livello di sicurezza adeguato.

    Per capire la gravità della situazione basta sfogliare le pagine dei quotidiani locali. Un esempio concreto è quanto accaduto alcuni giorni fa all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (SA), dove un pregiudicato, ferito alla mano con una motosega, ha aggredito medico e infermiere di turno senza un apparente motivo. Ancora più eclatante è l’aggressione fisica subita da una dottoressa del Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviglio (BG) messa in atto da una donna perché stanca di aspettare il proprio turno di visita. Ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli fatti di cronaca.

    Un’emergenza quotidiana che medici e infermieri sono stanchi di tollerare e affrontare da soli. Per questo nei nosocomi aumentano iniziative come corsi di autodifesa, nei quali viene spiegato anche come relazionarsi per gestire al meglio queste situazioni incresciose. Ma, come detto, c’è chi ha pensato anche di dotarsi di validi strumenti di difesa personale come lo spray peperoncino. È il caso di medici e infermieri del Centro di Igiene mentale di Eboli, costretti a lavorare in un clima perennemente ostile. Una decisione forte che potrebbe sembrare una provocazione, dovuta all’immobilismo delle autorità competenti, ma che invece è dettata dall’esigenza di difendere la propria incolumità fisica e psicologica.

  • Incendio Notre-Dame: inaccortezza e degrado del legno come possibili cause del disastro?

    L’incendio della cattedrale di Notre-Dame scoppiato lo scorso 15 aprile, oltre ad essere un enorme danno a un patrimonio artistico universale, rappresenta simbolicamente un duro colpo per tutta la cristianità del mondo. Ricostruire e ridare lustro a questo monumento storico è certamente il primo passo, ma altrettanto fondamentale sarà individuare con esattezza cause ed eventuali responsabilità. Il cedimento totale della copertura in legno, ad esempio, potrebbe far pensare a un’azione dolosa o al mancato funzionamento dei sistemi antincendio, o ancora a un trattamento di disinfestazione tarli inadeguato o addirittura assente.

    Gli elementi certi al momento sono che la cattedrale era in restaurazione e che a salvarsi sono state la struttura muraria verticale, parte delle volte in pietra, i tre rosoni e le vetrate (le cui condizioni sono tutte da accertare). Ma tutto ciò che concerne la parte in legno è andata interamente distrutta, a cominciare dal pinnacolo, ricostruito nel XIX secolo da Eugene Viollette Le-Duc, e soprattutto le capriate risalenti a quando la cattedrale è stata costruita, ossia 800 anni fa.

    Fatta la conta dei danni è il momento di indagare. Se da un lato c’è da accertare la responsabilità umana dell’incendio, ovvero se e perché non hanno funzionato i segnalatori di fumo (semmai fossero presenti), se a generarlo sia stato un mozzicone di sigaretta lasciato incautamente da un operaio sul cantiere ecc, dall’altro una cosa appare certa: il legno danneggiato dai tarli è terreno fertile per il fuoco.

    A sottolinearlo è Sergio Fusetti – capo restauratore della Basilica di San Francesco ad Assisi –monumento che appartiene all’intera umanità e che ha subito il dramma del terremoto nel 1997. Partendo dal presupposto che in un cantiere di restauro i rischi incendio ci sono sempre, Fusetti, oltre a ribadire l’importanza di vigilare costantemente sui lavori, ha anche cercato di fornire una spiegazione sul perché si sia propagato velocemente in poche ore. La causa potrebbe essere dipesa dalle capriate che, a differenza di oggi in metallo, in passato erano integralmente in legno. Le travi di Notre-Dame, vecchie 800 anni, saranno state completamente alleggerite dai tarli perdendo consistenza e pertanto sono più facili da ardere.

    Quella appena citata potrebbe essere una delle possibili concause del disastro, ma è sufficiente a dimostrare quanto importante sia un’accurata manutenzione (come ad esempio un adeguato trattamento antitarlo ecologico) oltre al restauro. Il crollo a Roma della volta della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami lo scorso settembre è la prova provata di come l’incuria riservata spesso a tanti monumenti ed edifici storici sia un fattore determinante della loro rovina e, nei casi più gravi, della loro completa cancellazione.