Autore: Deslab

  • Fatturazione elettronica carburanti: per il 2018 esclusi dall’obbligo i trattori agricoli

    Concepita come strumento efficace per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, la fatturazione elettronica diventerà a tutti gli effetti obbligatoria anche tra i privati a partire dal 1° gennaio 2019 e non solo verso la Pubblica Amministrazione. Un vincolo che tuttavia è stato anticipato a quest’anno in alcuni casi, e che lascia ancora molti dubbi tra gli operatori del settore agricolo circa la sua applicabilità relativamente all’acquisto di carburante per macchinari come trattori agricoli e forestali.

    In effetti, sono in molti a chiedersi se la cessione di carburante per questo tipo di veicoli sia un’operazione documentabile con fattura elettronica e se il relativo pagamento debba essere effettuato con strumenti tracciabili ai fini della detraibilità IVA e deducibilità delle spese.

    A chiarire questo aspetto importante ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate con la circolare 13/E del 2 luglio 2018: sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante, benzina e gasolio i veicoli agricoli di varia tipologia tra cui trattori agricoli e forestali nonché le macchine indicate dall’art. 57 del Codice della Strada, ovvero le macchine agricole a ruote o a cingoli impiegate in attività agricole e forestali idonee a circolare su strada anche per il trasporto di prodotti agricoli e attrezzature destinate allo svolgimento di queste attività.

    Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda il pagamento per l’acquisto di carburanti ai fini della detraibilità IVA e deducibilità del costo di acquisto: in questo caso rimane l’obbligo di pagare utilizzando strumenti tracciabili, ovvero assegni circolari e non, bonifici bancari e postali, carte di credito e di debito ecc.

  • Saldatrice a filo Esab Caddy Mig: eccellente saldatura a portata di mano

    Avere a disposizione massima potenza ed estrema praticità significa avere il top per un saldatore. Chi svolge questo lavoro sa bene quanto scomodi e difficili siano gli spostamenti quando da trasportare c’è di mezzo una saldatrice, ma per fortuna esistono macchine per officina in grado di semplificare il lavoro senza rinunciare a risultati eccellenti.

    Macchinari come quello che Tecnopuglia.it sta per presentare in questo articolo: Caddy Mig C 106i. Prodotta dalla ESAB, questa saldatrice a filo portatile è considerata dagli addetti ai lavori una vera e propria rivoluzione in questo campo perché riesce a mettere insieme potenza, leggerezza e compattezza, garantendo sempre rapidi spostamenti e, soprattutto, elevate performance anche nelle situazioni più complesse.

    Disponibile nelle versioni C 106i e C 200i, Caddy Mig è la saldatrice portatile a inverter che si adatta perfettamente a ogni tipo di operazione, dalla carpenteria leggera alle riparazioni, dalla manutenzione ai lavori di installazione, sia in officina che all’aperto; ma Esab Caddy Mig è anche un prodotto trasversale perché mette a disposizione di tutti le sue prestazioni avanzate, che si tratti di un operatore professionale o di semplice saldatore occasionale.

    Alla facilità di spostamento, data anche dalla presenza di una comodissima tracolla, si aggiunge la praticità di utilizzo. Questo macchinario, infatti, oltre ad essere dotato di alimentazione monofase 230 V sia dalla rete che da un motogeneratore, consente di ottenere parametri di saldatura che si regolano automaticamente impostando lo spessore del materiale; una regolazione appropriata, inoltre, consente di ottenere un bagno di fusione più o meno fluido. La Caddy® Mig C200i dispone anche della funzione QSet™, che controlla automaticamente ilprocedimento short-arc.

    Abbiamo detto della sua leggerezza (pesa meno di 12 Kg compresi torcia e cavi di alimentazione e saldatura), ma Esab Caddy Mig C 106i e C 200i è anche sinonimo di efficienza energetica: il modulo ad alta efficienza PFC (Power Factor Correction) garantisce il 30% in più di energia rispetto alle altre macchine convenzionali a parità di potenza dissipata.

    Allora cosa aspetti? Visita sul sito la pagina di questo straordinario prodotto e scopri nel dettaglio tutte le altre caratteristiche tecniche.

  • Spray difesa personale: dubbi sulla legalità di quelli venduti su Amazon.it

    Molto spesso ci siamo occupati nel nostro blog di un tema estremamente importante che riguarda la vendita di spray peperoncino, ovvero quello della conformità dei prodotti ai parametri tecnici previsti dalle disposizioni di legge in materia di strumenti di autodifesa nebulizzanti.

    Come noto, il Decreto Ministeriale n. 103 del 12 Maggio 2011 rappresenta la pietra miliare per chi si occupa della vendita online di questi articoli, il principale riferimento tecnico-giuridico che stabilisce appunto quali caratteristiche tecniche fanno di una bomboletta OC un prodotto sicuro ed assolutamente legale.

    Più volte abbiamo sottolineato ai nostri visitatori l’importanza di affidarsi solo a rivenditori seri e accreditati, diffidando da chi propone spray di difesa personale di indubbia provenienza e non riportanti alcun riferimento alle norme di legge vigenti in Italia sull’etichetta, perché il rischio paradossale che si corre è uno ed inequivocabile: arrecare danni permanenti alla salute del malintenzionato, passando così dalla parte sbagliata.

    Tuttavia, esistono casi nei quali vengono acquistati online prodotti per la difesa personale con la ferma convinzione di farlo su e-commerce arcinoti ed assolutamente sicuri, come ad esempio Amazon. Proprio in riferimento al colosso americano delle vendite online, facendo un’accurata indagine sul web abbiamo scoperto che sul sito italiano sono in vendita alcuni spray di difesa personale i quali, oltre a non riportare alcun riferimento al D.M. 103/2011, presentano un’etichettatura poco chiara in quanto in lingua diversa da quella italiana (vedi immagini e file in allegato).

    Intendiamoci, un’etichetta scritta in lingua tedesca o francese non è sinonimo diretto di illegalità; ma il fatto che sulla stessa non venga fatto alcun cenno alle norme di legge italiana in materia di spray di autodifesa, solleva non poche perplessità circa l’osservanza dei parametri tecnici che permettono a questi prodotti di non essere classificati come vere e proprie armi.

    Per questo, quando si vuole acquistare uno spray antiaggressione sicuro, in quanto non contenente sostanza tossiche e nocive, e di qualità, in grado cioè di inibire temporaneamente l’aggressore senza alcuna conseguenza per la sua salute, il consiglio è sempre quello di valutare con attenzione la provenienza del prodotto: un rischio inesistente se ci si affida a Sprayantiaggressione.it.

  • Tarli in casa? Il pericolo arriva anche dagli imballaggi in legno

    Quando ci troviamo in presenza di danni causati dai parassiti del legno nelle nostre case, la prima preoccupazione è ovviamente quella di porvi rimedio tempestivamente. Certo, uno sicuro ed ecologico c’è e si chiama trattamento antitarlo a microonde, ma ci poniamo mai il problema di quale possa essere la loro provenienza? Capita spesso, infatti, di notare in casa degli insetti molto originali, difficilmente riconducibili al contesto ambientale in cui viviamo, capaci però di procurare danni ingenti anche a piante e colture.

    Come è possibile tutto questo? La colpa, così per dire, è degli scambi commerciali intercontinentali che alimentano questo fenomeno migratorio, ed in particolare degli imballaggi. I pallet, infatti, rappresentano il rifugio temporaneo ideale per lo svernamento di questi parassiti, che una volta arrivati nei luoghi di destinazione danno luogo ad una vera e propria catastrofe nell’ecosistema locale, provocando danni ingenti e devastazione.

    Un problema grave che i Paesi dell’Ue hanno pagato a caro prezzo negli ultimi anni a causa dell’intensificarsi degli scambi con paesi terzi (soprattutto Asia, Africa e Sudamerica) nei quali non viene fatto alcun trattamento preventivo degli imballaggi. Cosa che in Europa si è cominciato a fare da qualche anno a questa parte, con l’Italia che ha fatto da apripista adottando lo standard Ispm 15, la normativa che obbliga a utilizzare legno sottoposto a specifici trattamenti caratterizzati con marchio Ippc/Fao.

    Stiamo parlando del cosidetto export responsabile del legno, ovvero dell’esportazione di imballaggi in legno sicuri e trattati contro parassiti e specie aliene, cresciuta del 12% nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un modo intelligente di tutelare l’ecosistema globale, grazie al quale si cerca di prevenire o ridurre al minimo il rischio diffusione dei parassiti, ma anche un’occasione importante per far crescere il sistema produttivo dei Paesi esportatori.

    Gli imballaggi in legno sicuri, inoltre, dimostrano ancora una volta la validità e l’efficacia della disinfestazione tarli, ovvero un trattamento termico in grado di preservare anche l’integrità della merce esportata.

  • Attrezzature di lavoro obsolete: rischi e responsabilità del datore di lavoro

    In materia di sicurezza sul lavoro, quello di preservare i lavoratori dal rischio infortuni è un onere imprescindibile a carico del datore di lavoro, chiamato a garantire condizioni lavorative conformi alle disposizioni di legge. L’art. 71 del D.lgs 81/08 – Testo unico Sicurezza sul Lavoro – annovera una serie di obblighi nei confronti dell’imprenditore al fine di tutelare l’integrità dei suoi dipendenti, ovvero mettere a disposizione attrezzature idonee a tutelare la loro salute e sicurezza e sottoporle a verifiche periodiche attrezzature di lavoro.

    Creare condizioni di assoluta sicurezza per  i lavoratori significa anche considerare i rischi derivanti dall’impiego delle stesse, ma anche garantire un buono stato di conservazione. Partendo da questo presupposto, è utile affermare che la sostituzione delle attrezzature di lavoro non deve sempre essere dettata da mere esigenze produttive, ma soprattutto dalla necessità di dar vita ad un vero e proprio rinnovamento qualora le stesse non siano più in grado di creare condizioni di lavoro sicure.

    A tal proposito, è intervenuta la Corte di Cassazione con sentenza n. 24373 del 30 Maggio 2018, stabilendo che l’obbligo del datore di lavoro di mettere a disposizione dei propri dipendenti attrezzature idonee ai fini della salute e sicurezza e al lavoro da svolgere è strettamente correlato con l’obbligo assoluto di non permanenza di attrezzature pericolose: in sostanza, analizzando la fattispecie, l’imprenditore che non ha provveduto a sostituire attrezzature obsolete è responsabile in toto dell’infortunio del proprio dipendente.

    La pronuncia della Cassazione ci consente di capire come l’obbligatorietà di una verifica attrezzatura di lavoro è anche orientata ad accertare lo stato di salute delle attrezzature al fine di valutare l’ipotesi di una sostituzione tempestiva delle stesse, in conformità con quanto previsto dall’art. 71 del D.lgs 81/2008.

  • Isolamento acustico ascensori: la nuova norma UNI/TR 11701:2018

    Accertare il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza e l’efficienza delle parti dell’impianto garantendone un’idonea conservazione, è la finalità principale di una verifica periodica ascensore successivamente alla fase di collaudo e messa in esercizio. Ma se la sicurezza rappresenta indubbiamente il parametro più importante per ascensori e montacarichi, esiste tuttavia un altro aspetto che merita particolare attenzione: l’efficienza acustica.

    Dal 18 gennaio 2018, infatti, è in vigore UNI/TR 11701:2018, il nuovo rapporto tecnico sulle informazioni acustiche relativo ad ascensori/montacarichi. Questo documento fornisce informazioni acustiche sull’impianto di ascensori, montacarichi e apparecchi similari e relativi componenti a supporto della progettazione dell’edificio, ai fini del contenimento dei livelli sonori all’interno dell’edificio, come da esigenze del cliente finale.

    Le norme tecniche contenute nel rapporto si applicano all’installazione di impianti nuovi in edifici nuovi, ma il loro utilizzo può essere esteso anche all’installazione di impianti nuovi in edifici esistenti.

    UNI/TR 11701:2018 è indubbiamente una norma importante per l’edilizia, insieme alle nuove norme UNI utili alla progettazione, posa in opera ed esecuzione delle misure in opera acustica (UNI EN ISO 16283-1:2018 ACUSTICA e UNI 11296:2018 ACUSTICA IN EDILIZIA), e potrebbe configurarsi un importante punto di riferimento normativo anche per il settore verifiche ascensori.

  • Canter Eco Hybrid: la nuova frontiera del trasporto su gomma

    Sostenibilità economica e quella ambientale: due tematiche strettamente correlate e sulle quali si concentrano le maggiori aspettative dell’autotrasporto mondiale. Se da un lato permane il problema costi, particolarmente elevati in Italia soprattutto a causa dei prezzi alla pompa, dall’altro la lotta all’inquinamento continua ma senza rivoluzioni clamorose. Da qui nasce la necessità di pensare ad un trasporto più pulito e meno oneroso, e quindi a mezzi in grado di rispettare entrambi i criteri.

    A questo ci sta pensando la casa di produzione giapponese FUSO (gruppo Daimler), che ha lanciato sul mercato CANTER ECO HYBRID, il tir con massa complessiva da 3,5 a 8,55T a trasmissione ibrida diesel-elettrica in grado di far risparmiare fino al 23% di carburante e già presente sulle strade europee. Questo camion compatto, simile a un veicolo industriale ma con caratteristiche di uno commerciale, è dotato di partenza a trazione interamente elettrica e cambio automatico a doppia frizione Duonic, ma soprattutto di un tecnologico motore diesel a quattro cilindri da 3 litri di 110 kW (150 CV) che lavora alternativamente a un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 40 kW accompagnato da un pacco batterie agli ioni di litio da 2 kWh.

    Questo camion è anche sinonimo di comodità, merito di sedili ergonomici dell’abitacolo e al volante regolabile, e agilità, grazie a una cabina larga da 1,7 a 2 metri che consente manovre agevoli anche nel centro città.

    Canter Eco Hybrid è insomma la nuova frontiera del trasporto su gomma ma anche un progetto concreto di innovazione tecnologica al servizio della mobilità intelligente, estendibile anche a mezzi con massa complessiva più elevata come quelli adibiti al trasporto auto con bisarca.

     

  • Agenzia delle Entrate: “Real Estate ancora in crescita nel I trimestre 2018”

    Il volume delle compravendite immobiliari in Italia continua la sua crescita inarrestabile: nei 3 mesi del 2018, infatti, il mercato residenziale è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, segnando il dodicesimo aumento trimestrale consecutivo. A darne notizia è direttamente l’Agenzia delle Entrate con i dati delle ultime statistiche trimestrali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, che Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, sembra confermare anche per la città pugliese. Bene anche il mercato non residenziale.

    Un trend assolutamente positivo ma accompagnato comunque da una lieve flessione in alcune grandi città. Il + 4,3% si traduce in 127.277 compravendite di abitazioni nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, caratterizzate da una metratura media di circa 105 mq, che annovera anche le pertinenze, con cantine e soffitte in aumento del 9,9% e box/posti auto in crescita dell’1,9%.

    Se la compravendita di case cresce in maniera più accentuata nei comuni non capoluogo (+5,5%), nei capoluoghi invece il trend rimane positivo (+ 2,3%), ma frenano le grandi città: Roma, Bologna, Genova e Firenze continuano a perdere terreno, ad eccezione di Torino, Milano, Palermo e soprattutto Napoli, città regina assoluta in termini di compravendite con un +11,8% record.

    Dicevamo anche della crescita del mercato non residenziale, ovvero del settore che riguarda la compravendita di negozi, capannoni, autorimesse, uffici e depositi commerciali. Ebbene, il settore del terziario-commerciale ha registrato un balzo in avanti davvero impressionante, e cioè +5,9% rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, con negozi e depositi commerciali che crescono del 9,2% insieme al settore produttivo (+8,2%). Unica nota stonata gli uffici (-9,5%).

    Investire negli immobili è sempre una scelta redditizia per gli italiani, e se pensi di farlo a Taranto e provincia allora ti conviene valutare con attenzione le tante proposte dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa.

  • Nuove norme UE autotrasporto: si punta a maggiore flessibilità e sicurezza

    La Commissione Trasporti del Parlamento Ue ha approvato nei giorni scorsi il pacchetto di proposte contenente nuove norme riguardanti aspetti strategici per l’intero autotrasporto europeo. L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole senza pregiudicare il principio fondamentale della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai tempi di guida e di riposo dei conducenti.

    E in effetti la nuova riforma prevede la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti al termine delle ore di guida. Per quel che concerne il riposo lungo in cabina, la nuova proposta ne conferma il divieto ma apre alla possibilità di riposare a bordo del mezzo in aree attrezzate sia dal punto di vista della sicurezza che da quello igienico.

    Ma di particolare interesse è anche la norma che vieta nuove operazioni di cabotaggio prima che siano trascorse 72 ore, ovvero un periodo di “raffreddamento”. Le norme sul distacco del personale, che prevedono la stessa retribuzione degli autisti residenti, si estendono non solo al cabotaggio ma anche alle tratte stradali dei trasporti combinati.

    In materia di cabotaggio, introdotte precise limitazioni in riferimento al tempo trascorso nel Paese ospitante, nonché il limite di 2 giorni di permanenza in altro Stato a seguito dello scarico di merci in un trasporto internazionale, punto quest’ultimo molto interessante per il comparto trasporto bisarca.

  • Infissi in legno: una scelta che fa bene al portafogli e all’ambiente

    La sostituzione dei vecchi serramenti della propria casa è, in linea di massima, una scelta considerata utile solo per ottimizzare i consumi energetici in ambito domestico, senza tener conto di quali potrebbero essere i potenziali vantaggi per l’ambiente. Spesso e volentieri abbiamo sottolineato come infissi in legno di elevata qualità siano in grado di garantire ottimi risultati in termini di efficientamento energetico, ma forse pochi sanno di quanto questi prodotti contribuiscano realmente a rendere migliore la salute del pianeta in cui viviamo.

    Ebbene, durante l’ultima Giornata Mondiale dell’Ambiente dello scorso 5 Giugno, incentrata prevalentemente sulla lotta alla plastica, è emerso che in Italia ogni anno si producono 7,6 T di Co2 pro capite a causa dei consumi domestici per il riscaldamento e il raffreddamento in presenza di vecchi infissi.

    Il risultato è una forte dispersione termica che, oltre a far aumentare la bolletta, produce un’elevata emissione di anidride carbonica nell’atmosfera: un fenomeno che va arginato immediatamente e che non va assolutamente sottovalutato. Per questo la mission delle imprese produttrici deve essere quella di puntare con forza all’ecosostenibilità, intesa come impiego durante il processo produttivo di legno di qualità e certificato, proveniente cioè da foreste controllate e soggette al rimboschimento.

    In sostanza, stiamo parlando di un processo di adeguamento necessario, al quale Modesti Srl ha aderito anche attraverso la conclusione dell’iter per la certificazione FSC®-COC dei suoi prodotti, puntando come sempre all’esclusività e qualità della sua offerta, e soprattutto all’elevata artigianalità.

    Insomma, quando decidiamo di cambiare i serramenti di casa scegliamo solo infissi e finestre in legno ma anche infissi in legno-alluminio realizzati con le ultime tecnologie, perché solo in questo modo si può dire di aver fatto una scelta intelligente per il design e il comfort della propria casa, per i consumi domestici di energia, ma soprattutto per la salute del nostro pianeta e la nostra!

  • Noleggio macchine agricole, una pratica ancora poco diffusa in Italia

    Quella del noleggio è una prassi dalle enormi potenzialità in termini di crescita economica con vantaggi notevoli sia per chi concede in locazione, sia per chi dispone della proprietà temporanea di un bene. Ma se questa pratica trova successo in diversi settori economici nel nostro Paese, in agricoltura le cose non vanno esattamente in questa direzione, con il noleggio macchine agricole che stenta a decollare.

    A interrogarsi sulla questione è stata UNACMA – Unione Nazionale dei Commercianti macchine agricole – che nel corso dell’ AgriDealers Day dello scorso 16 maggio a VeronaFiere, ha fatto il punto della situazione generale, in collaborazione con alcuni operatori del settore. Il quadro che ne è uscito ci dice che in Italia il Rental di questa particolare categoria di veicoli non riesce ancora a raggiungere i livelli europei. In sostanza, nel nostro Paese mancherebbe la cultura del noleggio: sono in pochi, infatti, a noleggiare per ragioni di business (solo il 17%), mentre la stragrande maggioranza (83%) lo fa per necessità, soprattutto per affrontare i periodi con alti picchi di lavoro.

    Diverse le motivazioni per cui si decide di optare per questa scelta, ad esempio l’acquisto diretto o il fatto di ritenere troppo alte le tariffe. Tuttavia, dopo il periodo nero segnato dalla crisi economica, il fatturato delle aziende che noleggiano è tornato a crescere e con esso le previsioni, che danno l’Italia più in crescita rispetto a paesi come Francia e Germania, sebbene si facesse riferimento alle macchine movimentazione terra.

    Ma le ragioni di un mancato successo del noleggio secondo Unacma dipendono dai noleggiatori, molti dei quali non sono titolari del codice Ateco e non sono in grado di offrire un servizio professionale anche dal punto di vista dell’assistenza tecnica e burocratica. Quello che si chiede è rendere il noleggio un vero e proprio core business per i noleggiatori e non un’attività finalizzata alla vendita: questo implica la necessità di dotarsi delle autorizzazioni per svolgere questo tipo di attività commerciale, effettuare una manutenzione costante del parco macchine, stabilire tariffe ragionevoli correlate a polizze assicurative adeguate.

    Ed è proprio di questo che si occupa Cordini Srl, azienda leader nella vendita macchine agricole, il cui noleggio fa parte del suo core business, e che offre alla sua clientela la possibilità di locare solo macchine dei migliori brand presenti sul mercato.

  • Gli infestanti del legno: Hesperophanes Sericeus

    Torniamo ad approfondire l’argomento nemici del legno e trattamento antitarlo ecocompatibile, e lo facciamo parlando di “Hesperophanes Sericeus”, ovvero di un coleottero saproxilico sicuramente poco conosciuto, ma tra quelli maggiormente diffusi nel nostro Paese. Appartenente alla famiglia dei Cerambicidi, questo insetto è definito circum-mediterraneo a causa della sua presenza massiccia in tutta l’Europa Meridionale: Spagna, Portogallo, Francia del Sud, Turchia Occidentale, aree del Medio-Oriente (Israele) e Nord Africa (Tunisia, Algeria, Marocco), ma soprattutto Italia.

    E sì, la nostra penisola è indubbiamente una delle sue mete preferite. In quanto amante del calore, esso è considerato un termofilo, e questo giustificherebbe la sua presenza in aree geografiche europee dal clima mite: la macchia mediterranea si configura proprio come il suo habitat preferito.

    Le sue larve xilofaghe, infatti, si sviluppano nel legno di diverse specie arboree (quercia, platano ecc) ma anche vigneti, e più in generale nelle foreste di latifoglie. Questo coleottero vive prevalentemente in estate (giugno-ottobre), è lungo circa 3 cm ed è caratterizzato da un colore marrone chiaro, macchie nere sulle elitre e lunghe antenne composte da ben 11 parti di lunghezza differente. Il suo ciclo larvale, inoltre, dura al massimo 3 anni. Altra particolarità è quella di avere abitudini notturne e di essere attratto dalle luci artificiali.

    Pur rappresentando un esemplare molto bello in natura, questo insetto è tuttavia un pericolo concreto, non solo per le piante del nostro giardino, ma anche per il legno presente all’interno di ambienti domestici (specie per quelli situati in spazi aperti) indipendentemente dalla sua appartenenza alla tipologia di latifoglia o conifera. Anche in questo caso, ricorrere a una disinfestazione tarli efficace ed ecologica come quella che propone Trattamentoantitarlo.net, è l’unica soluzione idonea ad evitare di compromettere l’integrità delle nostre costruzioni.

  • Sega TPC 165 TRUMPF: la soluzione giusta per il taglio dei pannelli sandwich coibentati

    Una coibentazione efficiente e fatta a regola d’arte è un requisito indispensabile per le costruzioni, sia in ambito civile che industriale. Ma per un lavoro di precisione servono macchinari giusti e all’altezza di questo tipo di operazioni. Ecco perché Tecnopuglia ha deciso di presentare Panel Cutter TruTool TPC 165, la macchina per officina pensata esclusivamente per  il taglio dei pannelli sandwich di coibentazione.

    Prodotto da TRUMPF – leader mondiale nella produzione di macchine utensili high-tech – questo prodotto è l’ideale non solo per gli specialisti dell’isolamento termico e acustico, ma anche per svolgere lavori in capannoni, container, copritetti e facciate esterne.

    Panel Cutter TruTool 165 è un macchinario formidabile, perché consente di tagliare pannelli sandwich di spessore 165 mm di qualsiasi superficie (piana, ondulata e trapezoidale), senza la necessità di girarli e con un unico ciclo di lavorazione. Il segreto è nella lama, che può essere fissata nella posizione desiderata a seconda della profondità di taglio preferita: in questo modo è possibile ottenere una profondità di taglio uniforme e precisa senza dover ricorrere a interventi di rifinitura. Il suo meccanismo a immersione, inoltre, consente di realizzare aperture interne e intagli precisi, nonché dentellature ortogonali.

    La perfezione del taglio è resa possibile anche grazie alla presenza dei contrassegni ben visibili.

    La sega per pannelli sandwich Panel Cutter TruTool TPC 165, infine, oltre ad essere un macchinario di precisione all’avanguardia, è anche molto semplice da utilizzare dal punto di vista della manutenzione. Per sostituire la catena e la lama basta rimuovere la calotta di protezione, sollevare dalla corona lama e catena insieme, e inserire la nuova catena serrandola con la chiave combinata in dotazione. Nella pagina del sito che Tecnopuglia ha dedicato a questo prodotto è possibile conoscere nel dettaglio tutti i suoi dati tecnici.

  • Costi minimi autotrasporto, la Consulta dichiara la loro legittimità

    Uno dei temi più controversi e dibattuti nell’ambito del trasporto su gomma e del trasporto bisarca riguarda i cosidetti costi minimi e la loro liceità. Ad entrare nel merito della questione è stata ancora una volta la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 47 del 2 Marzo 2018 ne ha definitivamente sancito la loro legittimità e conformità alla Costituzione Italiana.

    Previsti dall’art. 83-bis del D.L. n. 112 del 2008 a tutela degli operatori del settore, i corrispettivi minimi sono sempre stati considerati da una parte consistente della committenza uno strumento di forte limitazione alla libertà economica privata, nonché dalla stessa Corte di Giustizia Europea, al punto da essere abrogati in via definitiva nel 2014 con la L. 190.

    La decisione della Consulta rimette tutto in gioco, sottolineandone la loro conformità nei confronti del dettato della nostra Costituzione e dello stesso diritto comunitario. La sentenza emessa lo scorso 2 marzo, infatti, stabilisce che i costi minimi non solo non limitano il principio di libertà negoziale di iniziativa economica delle parti, non compromettendo in alcun modo la trasparenza del mercato e la concorrenza leale, ma rappresentano anche un valido strumento di salvaguardia dei livelli di sicurezza nella circolazione stradale in quanto evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse umane e dei materiali da parte delle imprese di trasporto.

    Inoltre, essendo basati su costi incomprimibili ed essenziali, essi lasciano alle parti una maggiore autonomia negoziale rispetto alle tariffe a forcella, non ostacolando l’accesso all’attività di trasporto per conto terzi: è quanto stabilisce proprio l’art. 83-bis del D.L. 112/2008. Articolo che tutto il mondo dell’autotrasporto chiede a gran voce di ripristinare quanto prima, a cominciare dal presidente di Confartigianato Trasporti – Amedeo Genedani – che ha richiesto la ripubblicazione immediata dei costi minimi sul sito ufficiale del Ministero dei Trasporti.

  • Sostituzione infissi: quando usufruire dell’Iva agevolata al 10%

    Tra le misure di agevolazione fiscale previste per l’acquisto e la sostituzione di infissi esterni e serramenti ricordiamo quella dell’Iva agevolata del 10%. A differenza della detrazione fiscale Irpef, modificabile e prorogabile in base alle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio annuale dello Stato, questa misura è invece entrata definitivamente a regime dal 2011. Prevista dalla L. 488/1999, essa stabilisce che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché ristrutturazione di fabbricati a prevalente uso abitativo, sono soggetti all’Iva del 10%.

    Le prestazioni per le quali è possibile fruire di questa particolare agevolazione in presenza di beni significativi, riguardano sia interventi di manutenzione ordinaria, ovvero riparazione e sostituzione di finiture di edifici, mantenimento in efficienza degli impianti tecnologici esistenti (es. sostituzione pavimenti, tinteggiature esterne, rifacimento intonaci, impermeabilizzazione tetti ecc); sia interventi straordinari, e cioè rinnovamento e sostituzioni di opere strutturali di edifici, integrazione dei servizi igienico-sanitari e tecnologici (es. installazione ascensori, interventi di risparmio energetico ecc), purché non vengano alterati volumi e superfici dei singoli immobili e non venga modificata la destinazione d’uso.

    Fatte queste precisazioni, vediamo quando è possibile applicare l’Iva al 10%.

    Anzitutto, gli interventi devono essere eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, e quindi immobili di categoria A (esclusa A/10) comprese le pertinenze, ma anche edifici che abbiano oltre il 50% della superficie dei piani di sopra terra destinati ad uso abitativo privato. L’agevolazione riguarda le sole prestazioni di servizi, rese in base a contratto d’appalto o d’opera (escluse prestazioni professionali e subappalti).

    L’Iva al 10%, inoltre, si applica sull’intero valore della prestazione del servizio compresi i beni impiegati, laddove questi siano significativi: se il loro valore non supera il 50% del valore della prestazione, l’Iva agevolata si applica sull’intero valore della prestazione e fornitura di beni; se invece il loro valore supera il 50% di quello della prestazione, essa si potrà applicare solo fino alla concorrenza del valore della prestazione, al netto del valore degli stessi beni significativi.

    I beni significativi, che secondo la Legge di Bilancio 2018 deve essere individuati in base all’accordo contrattuale tra le parti, all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, tenendo conto sia delle materie prime che della manodopera, sono: ascensori e montacarichi, caldaie, sanitari, impianti di sicurezza, video-citofoni, impianti di condizionamento aria e, soprattutto, infissi esterni e interni come gli infissi in legno e legno-alluminio di qualità della Modesti Srl.

  • Trattori agricoli, dal 2018 è in vigore la Mother Regulation

    Per il settore macchine agricole quello del 2018 può essere considerato un anno spartiacque dal punto di vista normativo: dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, è entrata in vigore la “Mother Regulation”, il regolamento madre europeo (Direttiva 167/2013) che istituisce un’unica omologazione dei mezzi agricoli allo scopo di garantire standard elevati in termini di sicurezza e funzionalità.

    Con esso le case costruttrici di trattori sono chiamate da quest’anno a rispettare nuovi criteri di produzione relativi a impianti frenanti, ganci traino, masse massime a carico, masse rimorchiabili, dimensioni e velocità massime, eccezione fatta solo per i “fine serie”, per i quali varrà ancora la vecchia normativa (Direttiva 2003/37/CE). Una novità assoluta in ambito normativo di cui però le stesse aziende produttrici erano a conoscenza già nell’ultimo biennio 2016-2018, periodo nel corso del quale è stata concessa la possibilità di adeguarsi gradualmente alle nuove prescrizioni.

    Il nuovo regolamento stabilisce importanti modifiche alle masse massime a carico, che aumentano da 14 a 18 T per i mezzi a 2 assi, da 20 a 24 T per quelli a 3 assi e a 32 T per i veicoli a 4 assi, in virtù di una maggiore efficienza e sicurezza di sistemi frenanti, sospensioni, ganci ecc. Le maggiori masse a carico valgono anche per l’accoppiata rimorchio-trattore, purché entrambi i mezzi siano omologati secondo le nuove disposizioni.

    Diverso il discorso per la velocità, per la quale il Codice della Strada italiano prevale sull’ordinamento comunitario: tradotto, significa che il limite in Italia resta di 40 Km/h (15 Km/h in alcuni casi), a differenza del limite massimo europeo che è di 60 Km/h. Tuttavia la Mother Regulation, applicabile in tutti gli Stati membri Ue, è obbligatoria esclusivamente per i trattori agricoli, ma facoltativa per altre tipologie di macchine per le quali il costruttore è libero di optare per l’omologazione nazionale, ovvero trattori cingolati, R-rimorchi, trattori a ruote per uso speciale.