Tag: trasporto bisarca

  • Mercato rimorchi e semirimorchi: il bilancio del 2019

    “Siamo di fronte a un anno critico”. È con queste parole che Sandro Mantella – Coordinatore Rimorchi, Semirimorchi e allestimenti UNRAE – ha commentato i dati 2019 del mercato di riferimento, che è parte integrante dell’intero sistema di autotrasporto.

    E in effetti, quello del 2019 è stato un mercato all’insegna del segno meno per rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 T. Le stime elaborate dal Centro Studi e Statistiche UNRAE su dati delle immatricolazioni forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono incontrovertibili: – 5,9% nei primi 11 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

    A spiegare i motivi di questa forte contrazione ci ha provato lo stesso Sandro Mantella, secondo il quale la situazione del parco rimorchi riceve ancora oggi scarsa attenzione da parte delle autorità politiche. Dal suo punto di vista, infatti, le iniziative per il sostegno all’autotrasporto riguardano soprattutto il tema della sostenibilità ambientale, mentre sono ancora insufficienti le misure a sostegno della sicurezza stradale.

    Per Mantella, continuare a legiferare in sicurezza stradale senza considerare la situazione del parco mezzi, caratterizzata dall’assenza di controlli sui veicoli circolanti e dalla lenta sostituzione dei mezzi obsoleti con unità moderne e dotate di tutti i dispositivi di sicurezza, rappresenta un forte paradosso in questo Paese; così come contraddittorio è il fatto di aumentare i costi del trasporto marittimo dei veicoli stradali destinati al trasporto merci (per via delle nuove regole imposte dall’IMO) e sostenere allo stesso tempo gli investimenti per lo shift modale: fattori che denotano una preoccupante difficoltà a gestire in modo coerente la politica dei trasporti, e in particolar modo i comparti della logistica merci e del trasporto con bisarca.

  • Trasporto auto all’estero: dal 2020 nuove regole per l’esportazione definitiva

    Dal 1° gennaio 2020 sono in arrivo importanti novità che riguardano gli automobilisti e il settore del trasporto auto con bisarca. Tra pochi giorni, infatti, entreranno in vigore nuove misure relative alla radiazione di veicoli per esportazione all’estero definitiva, in virtù della modifica dell’art. 103 comma 1 del Codice della Strada. La nuova formulazione del provvedimento prevede che “Per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in Italia, l’intestatario o l’avente titolo chiede all’ufficio competente la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal PRA, restituendo le relative targhe e la carta di circolazione. La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo. E in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data della richiesta di cancellazione. Per raggiungere i transiti di confine per l’esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito di foglio di via e targa provvisoria”.

    In sostanza, a differenza di quanto accaduto fino ad oggi, la richiesta di radiazione deve essere presentata prima del trasferimento definitivo all’estero e non successivamente, e solo nel caso lo stesso abbia superato la revisione non più tardi di 6 mesi prima la data della richiesta. Qualora la data dell’ultima revisione risultasse più vecchia, il proprietario ha l’obbligo di eseguirne un’altra.

    Queste le nuove misure a partire dal prossimo anno, ma per chi ha la necessità di esportare in via definitiva il veicolo entro il 31 dicembre 2019 la procedura è quella finora adottata, ovvero: è possibile richiedere la radiazione del veicolo successivamente all’effettiva reimmatricolazione in un paese estero.

    Queste nuove misure relative all’autotrasporto non saranno le uniche, perché a scattare dal 1° gennaio 2020 ci sarà anche il Documento Unico di Circolazione in sostituzione del certificato di proprietà del veicolo. Questo nuovo documento, rilasciato direttamente dal Mit, conterrà tutti i dati del mezzo, sia quelli tecnici che quelli di proprietà, finora distinti rispettivamente nel libretto di circolazione e nel certificato di proprietà.

  • Autotrasporto, scongiurato il fermo. Cosa prevede l’accordo con il Governo

    La minaccia di un nuovo fermo nazionale dell’autotrasporto è stata per il momento accantonata. Governo e associazioni di categoria, infatti, hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa sulle principali questioni che interessano il settore: dallo sconto sulle accise ai fondi strutturali, fino a toccare quella sugli appalti. Ma procediamo per gradi.

    L’incontro avvenuto al Mit tra il Ministro De Micheli e i rappresentanti del comparto non poteva non toccare il spinoso caso delle accise, per le quali il testo della prossima Legge di Bilancio prevede la cancellazione definitiva dello sconto per i mezzi Euro 3. L’impegno della ministra De Micheli è stato quello di proporre un emendamento a questa legge, durante la seconda lettura alla Camera, che ne consente il rinvio della misura da marzo a ottobre 2020, con la possibilità di un’ulteriore proroga della stessa al 1° gennaio 2021. Concreta è anche l’ipotesi di un rinvio anche per i camion Euro 4 al 1° giugno 2021.

    Altro punto importante è quello delle risorse strutturali per il settore, rimaste invariate per espressa richiesta del Mit (240 milioni annui). Risorse che sono già state trasferite su capitali di spesa che riguardano pedaggi, formazione, investimenti e deduzioni forfettarie delle spese non documentate.

    Ai fondi strutturali si aggiungono quelli per gli investimenti. Confermati nel verbale d’intesa gli importi: 12,9 milioni nel Decreto Fiscale più 18 milioni del Fondo Investimenti per il 2019; 30 milioni di euro per il 2020 e 37 milioni nel 2021. L’intesa, tuttavia, specifica che ulteriori richieste per circa 100 milioni per il triennio 2020/2022 sono state avanzate a valere sul fondo investimenti per il 2020.

    C’è poi il tema del miglioramento dell’efficacia delle norme, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento da parte della committenza: un punto che interessa molto da vicino anche il trasporto auto con bisarca e per il quale è stato attivato un tavolo che prevede anche la partecipazione del Mef.

    Infine, il tema Nuovo Codice degli Appalti: Mit si impegna a esprimere pare favorevole agli emendamenti presentati tesi a chiarire che la misura riguarda esclusivamente gli appalti e non i servizi di trasporto.

  • Sostenibilità economica ed ambientale: le sfide future della logistica

    Una riflessione generale sul processo di transizione energetica ed ambientale che l’Italia è chiamata ad approntare e al quale tutto l’autotrasporto può contribuire in maniera significativa. Di questo e delle prossime sfide della logistica dei trasporti si è parlato nel corso dell’evento organizzato a Roma da Anita – Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici – per celebrare i 75 anni dalla sua fondazione. Un settore senza il quale l’economia non girerebbe, ma che necessita un ammodernamento da tutti i punti di vista: economico, strutturale e della mobilità sostenibile.

    E il futuro è sempre stato l’obiettivo primario per Anita, da più di settant’anni vicino ai suoi associati nelle scelte riguardanti la politica dei trasporti. Un processo di transizione tecnologica e ambientale che è appena iniziato, perché se è vero che i nuovi motori Euro 6 hanno ridotto notevolmente le emissioni nell’aria, è altresì vero che tutto questo non basta.

    Importanti sono gli investimenti in grado di conferire alle imprese crescita e competitività ma che si inseriscono nel contesto di una green economy, il cui ruolo in questa fase storica è di primissimo livello. Non a caso, nel corso dell’evento sono intervenuti autorevoli relatori esperti in materia insieme alle istituzioni, rappresentate dal Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Sen. Margiotta, il quale ha ricordato come quello del trasporto è un settore in grado di fornire il contributo maggiore sotto il profilo della sostenibilità economica ed ambientale.

    Una sfida che non può cogliere impreparato neanche il comparto trasporto bisarca, che è parte integrante del sistema logistico su strada del nostro Paese e che, proprio per questo, è chiamato anch’esso a riflettere sull’inevitabile percorso di transizione all’innovazione.

  • Trasporto su gomma: dal Viminale chiarimenti sulla tolleranza del carico

    Rispettare il limite di carico dei camion è una delle regole fondamentali per l’intero autotrasporto ai fini della sicurezza stradale. Ma cosa succede se questo limite dovesse essere superato? Ci sarebbero i presupposti per una violazione delle norme del Codice della Strada? Un quesito che lascia sempre qualche incertezza tra gli operatori di categoria. Ma a fugare dubbi e perplessità è stato il Ministero degli Interni con una nota in risposta a una domanda pervenuta agli uffici del Viminale.

    Ebbene, un veicolo che circola con una massa complessiva a pieno carico non superiore di oltre il 5% a quella riportata sulla carta di circolazione, sebbene non in regola, non può essere sanzionato in quanto rientrante nella tolleranza prevista.

    In effetti, la risposta arrivata dal Servizio di Polizia Stradale, se da una parte conferma che di norma i veicoli non possono circolare con una massa superiore a quella riportata sulla carta di circolazione, dall’altra sottolinea come il legislatore abbia previsto che nella fase tecnica della pesatura dei veicoli effettuata degli organi di controllo possa esservi un errore strumentale, ossia una variabilità delle merci trasportate imputabile essenzialmente a fattori climatici.

    Il chiarimento del Ministro dell’Interno è visto con particolare interesse anche dagli operatori del trasporto auto con bisarca, considerata la mole dei veicoli e il peso complessivo della merce trasportata.

  • Gasolio, l’aumento delle accise spaventa l’autotrasporto

    Dopo la riduzione sullo sconto delle accise, una nuova scure sembrerebbe in arrivo per automobilisti e autotrasporto italiano. La prossima Legge di Bilancio approvata “salvo intese” dal Consiglio dei Ministri, prevedrebbe il riallineamento delle accise sul gasolio a quelle sulla benzina. Una misura che rappresenta una vera e propria stangata sulle tasche degli italiani e su quelle delle imprese di trasporto su gomma pari a 2,25 miliardi di euro.

    A lanciare l’allarme è stata l’associazione dei consumatori Codacons con un comunicato stampa pubblicato lo scorso 14 ottobre 2019. Stando alle sue previsioni, infatti, la parificazione delle accise di diesel e benzina determinerà un aumento di 5,15 euro all’anno per ciascun automobilista che circola con auto diesel. In altri termini, una mannaia sul bilancio economico delle famiglie, considerato che ben 17,3 milioni di italiani possiedono un’autovettura a gasolio.

    Ma le conseguenze non si limiterebbero solo agli automobilisti, perché ad essere colpito è soprattutto il comparto della logistica su strada. Come ricorda il Codacons, la parificazione delle accise sul carburante comporterebbe un rincaro dei prezzi di consumo, considerato che in Italia l’86,5% dei prodotti sono trasportati su gomma. I costi di trasporto, infatti, incidono sui prezzi al dettaglio per lo 0,5%.

    In riferimento al trasporto con bisarca, è facile dunque immaginare come l’abolizione di accise più basse sul gasolio rispetto alla benzina colpirebbe ulteriormente un altro settore importante già alle prese con una crisi congiunturale, ovvero l’automotive.

  • Accise, le associazioni dell’autotrasporto contro il Decreto Clima

    Il Decreto Clima del nuovo governo giallorosso nel mirino delle associazioni dell’autotrasporto italiano. Fita-Cna, Artigianato Trasporti e Conftrasporto si oppongono alle misure previste dalla bozza del decreto riguardanti le accise, considerate troppo penalizzanti per le imprese di categoria dal punto di vista fiscale.

    A essere contestata è proprio la riduzione del 10% a partire dal 2020 dello sconto sulle accise per le imprese che utilizzano veicoli sopra le 7,5 tonnellate con motori Euro 3 o superiori, sino alla loro progressiva abolizione nel 2040. Il taglio, inoltre, coinvolge anche i sussidi ambientalmente dannosi (Sad), ovvero i sussidi per il trasporto su gomma.

    Misure che, se confermate, metterebbero in seria difficoltà l’intero settore, considerato che il rimborso delle accise consente ai nostri autotrasportatori di contenere il divario rispetto al prezzo pagato in altri Paesi (l’Italia è il secondo in Ue per il prezzo più elevato del gasolio). Ridurre le agevolazioni senza eliminare tutte le componenti accessorie che gravano sulle accise, come ad esempio quelle che finanziano la guerra d’Etiopia del 1935, avrebbe inevitabilmente effetti controproducenti.

    Un altro aspetto contraddittorio presente nella bozza del Decreto Clima è la linearità dei tagli, ossia il fatto che la riduzione coinvolge indistintamente tutti i veicoli pesanti, quindi anche quelli meno inquinanti come Euro 5 e 6: un modo che penalizzerebbe in ogni caso chi ha investito nell’innovazione e nel rispetto dell’ambiente. A tal proposito, tutte le associazioni di categoria, compresi gli operatori del comparto trasporto auto con bisarca, sono uniti nel puntare fortemente al ricambio del parco mezzi esistente mediante incentivi economici, allo scopo di attuare un processo di transazione ecologica e senza mettere a repentaglio redditività e competitività delle imprese.

  • Semplificazione logistica: presentate alla Camera tre proposte di legge

    Semplificare l’intero sistema normativo dell’autotrasporto e migliorare la competitività delle sue imprese: sono questi gli obiettivi racchiusi nelle tre proposte di legge annunciate in Aula alla Camera dal CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – ovvero modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”.

    Il lavoro svolto dal CNEL, partito da un’iniziativa di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), è arrivato dopo un lungo ciclo di audizioni con 4 Pubbliche Amministrazioni, 4 organizzazioni sindacali del settore e ben 25 associazioni di categoria, tra le quali la stessa Confetra. Lo scopo principale è quello di elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della catena logistica italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo produttivo, dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, spostando l’attenzione sui flussi import-export che sono quelli maggiormente problematici nella competizione internazionale.

    Per capire quanto sia urgente attuare un processo di semplificazione del sistema logistico italiano, è sufficiente guardare ai dati: ogni anno le inefficienze nelle procedure operative comportano una perdita di oltre 30 miliardi di euro, con gli operatori nazionali sempre più penalizzati nei mercati internazionali. Troppo per un settore che produce il 10% del Pil.

    Migliorare la competitività significa soprattutto potenziare l’efficienza di ogni singolo anello della catena. Non a caso, lo stesso CNEL ha sottolineato l’esigenza di semplificazione per il settore dello shipping, considerata l’importanza del trasporto marittimo nell’economia italiana e il contributo che esso può dare allo sviluppo della logistica. Così come particolare attenzione merita anche il trasporto bisarca, il cui apporto non è importante solo per il comparto automotive ma per tutto il sistema del trasporto su gomma del Paese.

  • Autotrasporto italiano: la competitività non cresce, i costi sì

    Pensare a nuove soluzioni intermodali di trasporto merci per rilanciare un nuovo modello di sviluppo economico ed ecosostenibile, è oggi più che mai una esigenza per l’autotrasporto. Abbiamo spesso sottolineato l’importanza di creare condizioni appropriate per incrementare la competitività del settore e rispondere in maniera concreta alle continue sfide che tecnologia e mercato impongono alle nostre imprese.

    A ricordarlo ci pensa Contship – gruppo internazionale impegnato nello sviluppo di soluzioni intermodali intelligenti – presentando il “Libro Bianco” dell’autotrasporto, ovvero una sorta di documento programmatico che fotografa la situazione del trasporto merci in Italia e suggerisce alcune soluzioni alla crisi del comparto. Partendo dai dati Eurostat e Banca d’Italia, il Libro Bianco conferma ancora una volta come nel nostro Paese l’85% del traffico merci domestico – circa 880 milioni di tonnellate movimentate in anno – viaggia su gomma e appena il 17% su rotaia. Quasi del tutto inutilizzate le vie fluviali interne, poco attrezzate e mal collegate alle altre infrastrutture.

    Alla carenza di un modello intermodale di trasporto si aggiungono costi elevati. I costi del trasporto pesante su gomma sono tra i più alti d’Europa, con un saldo negativo di 3,2 miliardi di euro nel 2017, ovvero il 54,6% sul totale trasportato (basti pensare che nel 2008 era di 1,8 miliardi e cioè il 30,6% sul totale). Non sono da meno i costi del lavoro: dopo il Belgio l’Italia è il secondo paese in Europa, con costi più che raddoppiati rispetto a quelli dei paesi dell’est. Risultato? Tra il 2008 e il 2016 i nostri autotrasportatori hanno registrato un calo del 5% del volume d’affari a livello nazionale e del 10% a livello internazionale.

    Tra i più alti anche i costi d’esercizio, il cui costo medio è di 1,23 € per chilometro. Tra essi quelli del carburante (cresciuti del 26% nel periodo Gennaio 2016-Marzo 2019) e i rincari dei pedaggi autostradali sia sulle nostre strade che su quelle europee. Non da ultimo, infine, il problema legato alla mancanza di autisti qualificati, altro fattore incisivo nella perdita di competitività delle nostre imprese: in Italia si stima che sono almeno 15 mila quelli mancanti.

    La soluzione secondo Contship è seguire il modello svizzero, ovvero spostare sulla ferrovia una buona fetta di traffico pesante come ad esempio il trasporto bisarca, migliorando servizi ferroviari e tempi di percorrenza su rotaie. Ma per attuare una conversione del trasporto merci di questa portata diventano indispensabili politiche innovative per la movimentazione e soprattutto finanziamenti mirati.

  • Trasporto merci in Italia, Confcommercio: rallenta la crescita ma l’autotrasporto resiste

    Nei primi sei mesi del 2019 il trasporto merci ha assistito ad un rallentamento significativo della crescita rispetto ai due anni precedenti. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Congiunturale Trasporti dell’Ufficio Studi in collaborazione con Conftrasporto. Ad eccezione dell’autotrasporto, la crescita registrata nel periodo è stata di appena 0,5% rispetto all’1,2% del 2018 e del 3,5% del 2017.

    A fare da contraltare è invece il trasporto passeggeri, che segna nel primo semestre dell’anno un tendenziale +4%, con la modalità ferro in netto aumento. Ma il campanello d’allarme arriva dalla situazione nei porti, specie dell’Italia Meridionale, e anche qui assistiamo a una forte dicotomia tra traffico merci e passeggeri. Se per quest’ultimo il 2018 ha registrato un +2,3% rispetto al 2017 per il Sud e l’Italia nel complesso – a conferma dell’impatto dei flussi turistici nazionali e internazionali – per il traffico merci il quadro delineato da Confcommercio è a dir poco imbarazzante: -9% delle merci movimentate nel 2018 rispetto al 2017, dopo una perdita di un punto e mezzo già avvenuta nel 2017 rispetto al 2016.

    A pagare è soprattutto il Mezzogiorno, sempre più distaccato dal resto del Paese dal punto di vista della movimentazione merci. Per ridurre il gap tra traffico merci e passeggeri servirebbero misure realmente concrete per promuovere l’intermodalità ovvero il trasporto combinato di merci via mare e via ferro: è questo il pensiero (valido in realtà anche per il trasporto con bisarca), del vice Presidente di Confcommercio – Paolo Uggè – che evidenzia anche un altro aspetto di rilevante importanza, e cioè il fatto che il canale di Suez continua a registrare aumenti dei traffici a doppia cifra. Una condizione che significa non solo perdita di competitività per il nostro Paese, ma soprattutto mettere in seria discussione il ruolo di base logistica nel Mediterraneo dell’Italia.

  • Mezzi autotrasporto: sbloccata la prima tranche degli incentivi per il rinnovo

    Puntare all’innovazione dei mezzi per aumentare il livello di competitività e di efficienza delle nostre imprese di autotrasporto: più che un obiettivo una necessità con carattere d’urgenza, perché il parco mezzi italiano non può essere certamente annoverato tra quelli più moderni dell’intero continente europeo, anzi.

    A mettere in moto la macchina degli incentivi ci ha pensato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli, firmando il decreto che di fatto sblocca i primi 25 milioni dei 240 destinati al settore per il triennio 2019-2021. Decisivo è stato anche il sostegno delle associazioni di categoria, che hanno approvato la ripartizione delle risorse nel corso del tavolo ministeriale organizzato al Mit. Nel dettaglio, i 25 milioni vengono così ripartiti:

    • 9,5 milioni sono destinati all’acquisto di autoveicoli nuovi adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) ed elettrica, nonché per l’acquisizione di dispositivi idonei per la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica;

     

    • 9 milioni sono invece destinati alla radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate con contestuale acquisizione di veicoli nuovi conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico a partire da 7 tonnellate, nonché per l’acquisizione di veicoli commerciali leggeri euro 6 di massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate, in assenza di rottamazione;

     

    • 6 milioni di euro servo all’acquisizione di rimorchi e semirimorchi nuovi per il trasporto combinato ferroviario e marittimo, nonché per trasporti in regime ATP (trasporti merci deperibili). Una misura, quest’ultima, che riguarda da vicino una modalità di movimentazione merci speciale come quella del trasporto con bisarca;

     

    • I restanti 500 mila euro, infine, sono riservati all’acquisto di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse per facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione tra loro senza alcuna rottura di carico.
  • “Guidiamo Sicuro”: attiva la campagna per un autotrasporto eco-friendly e responsabile

    Responsabilità ed eco-sostenibilità: in altre parole, sicurezza sulle strade e rispetto per l’ambiente. È con questi propositi che lo scorso 8 luglio è partito il bando di selezione per la campagna di formazione sulla guida sicura ed ecosostenibile dedicata alle imprese di autotrasporto iscritte all’Albo Nazionale degli autotrasportatori.

    Non a caso la campagna, lanciata dal Comitato Centrale in collaborazione con Ram Logistica Infrastrutture e Trasporti – prende il nome di “Guidiamo Sicuro” e fa parte di un progetto ad ampio raggio sostenuto dal MIT allo scopo di potenziare la sicurezza sulle nostre strade. Un’iniziativa che parte da una solida base economica, con uno stanziamento di oltre 5 milioni di euro messi a disposizione di 4.260 conducenti su tutto il territorio nazionale.

    Questo il numero degli autisti ai quali si rivolge la campagna, la cui finalità è quella di far apprendere i comportamenti di guida fondamentali per assicurare sicurezza della circolazione stradale,  prevenire situazioni di pericolo e adottare uno stile di guida ecosostenibile in grado di limitare l’utilizzo del veicolo e risparmiare carburante. La campagna formativa alla quale i camionisti potranno essere avviati prevede prove teoriche, mediante una piattaforma modulare di e-learning, e prove pratiche, sia su strada che con l’ausilio di un simulatore di guida di livello tecnologico avanzato.

    Per partecipare al bando tutte le imprese di trasporto su gomma, ovviamente anche quelle di trasporto bisarca, devono risultare regolarmente iscritte all’Albo. Il tempo utile entro il quale poter inoltrare istanza di partecipazione va dalle ore 12:00 dell’8 luglio alle ore 12:00 del 2 settembre 2019.

    Informazioni utili sulla campagna “Guidiamo Sicuro” e il modulo della domanda sono disponibili al seguente link: http://www.ramspa.it/cosa-facciamo/progetti-europei/nazionali

  • Rilancio trasporto su gomma: lettera di Cna-Fita al Mit con 5 punti programmatici

    La ripresa del trasporto merci su strada è il contenuto della lettera che Cna-Fita – l’Unione che associa in Italia oltre 35 mila imprese di autotrasporto per conto terzi – ha inviato al ministro dei Trasporti Toninelli nei giorni scorsi. Cinque, in tutto, i punti programmatici della missiva finalizzati a superare le tantissime criticità di questo settore.

    Si comincia dalla Delega ai Trasporti. Allo stato attuale manca un Sottosegretario di riferimento e sono diversi gli impegni urgenti da affrontare. Un esempio è la conferma anche nel 2019 delle detrazioni forfettarie a 51 euro e l’avvio dei quattro tavoli di lavoro per la riforma del settore. Altro tema importante riguarda la riduzione del costo del lavoro. La richiesta di Cna-Fita è la reintroduzione della decurtazione del 16,8% sul premio Inail dovuto dalle imprese sulle retribuzioni dei propri autisti, nonché una riduzione sostanziale delle imposte sul gasolio per autotrazione.

    Annosa e rimasta ancora irrisolta è la questione dumping delle imprese estere, a causa della quale le nostre imprese, già alle prese con costi di gestione tra i più elevati, perdono quote importanti di mercato europeo e internazionale. Allo scopo di contrastarlo efficacemente, Cna-Fita chiede su di esse maggiori controlli e l’attuazione delle proposte di modifica al Reg. UE n. 1072/2009, che prevedono tra l’altro misure più restrittive sul cabotaggio stradale di merci su strada.

    Un altro punto importante a tutela degli autotrasportatori italiani e degli operatori del trasporto con bisarca è un Piano straordinario della mobilità. L’obiettivo è garantire la circolazione regolare dei veicoli pesanti e una velocità commerciale in linea con quella europea in grado di portare vantaggi economici e dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. Un’idea concreta è, ad esempio, la realizzazione di un archivio nazionale delle strade che dia la possibilità agli autisti di individuare i percorsi più adatti per il proprio mezzo e consenta una programmazione delle manutenzioni.

  • Sicurezza autotrasporto, i sindacati a imprese e istituzioni: “Subito un incontro”

    Dieci casi di decesso sui camion nell’ultimo mese: un bilancio pesantissimo che è bastato a far scattare l’ennesimo campanello d’allarme sulla sicurezza stradale nell’autotrasporto italiano e che ha spinto i sindacati di categoria a mobilitarsi. Lo scorso 14 maggio, infatti, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto con urgenza un incontro a imprese e istituzioni.

    Le questioni sul tavolo riguardano le annose problematiche, ovvero tempi di guida, ritmi di lavoro e impegni della prestazione. Un confronto che – si legge nella nota congiunta – non è più rinviabile e deve partire proprio dai ministeri competenti. Dietro gli incidenti mortali sui tir ci sono diversi fattori, a cominciare da una concorrenza sfrenata delle imprese incentrata più sui costi di produzione che sulla qualità dei prodotti, che ha portato a un aumento dei tempi di guida e di lavoro.

    Una condizione di precarietà che spesso e volentieri non consente di effettuare un riposo o, in caso contrario, di non godere di servizi adeguati di riposo nei luoghi di sosta. A questo si aggiunge un sistema infrastrutturale ancora inadeguato nel nostro Paese, nel quale si continua ad allestire cantieri interminabili sulla stessa arteria stradale, e dove le segnalazioni sono molto spesso insufficienti.

    In sostanza, il trasporto merci su strada in Italia, compreso il trasporto con bisarca, è in serio pericolo e pertanto si rende necessario, oggi più che mai, fermare l’emorragia di morti sul lavoro. Per farlo le tre sigle sindacali chiedono al Governo e alle istituzioni non solo di rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo, ma soprattutto un piano di investimenti concreto e tangibile.

  • Trasporto su strada: il Parlamento Ue approva il Pacchetto Mobilità

    Con l’approvazione del primo “Pacchetto Mobilità” il Parlamento europeo riscrive integralmente le norme sul trasporto merci su strada in Europa, accogliendo gran parte delle istanze di associazioni e sindacati di autotrasporto occidentali. Il provvedimento contiene norme finalizzate a combattere l’illegalità e a migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti nel trasporto stradale.

    E in effetti, i punti principali del testo riguardano proprio le norme relative alla retribuzione e ai tempi di riposo dei conducenti, il limite di 3 giorni per i trasporti di cabotaggio, ed i controlli, meno frequenti ma più efficaci e su strada. La scelta della maggioranza degli eurodeputati, insomma, sembra fortemente orientata a combattere la concorrenza sleale dei paesi dell’est Europa e quella messa in atto dai trasportatori che utilizzano società fittizie. Tuttavia, la decisione finale spetterà al prossimo Parlamento, che avrà il compito di emanare le disposizioni attuative.

    Partiamo dal cabotaggio. L’obiettivo del Parlamento Ue è sostituire l’attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio (ovvero le operazioni di trasporto in un altro Paese comunitario effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera) con un limite temporale di 3 giorni, registrando i passaggi di frontiera tramite tachigrafi. Importante è anche l’obbligo dei tir di passare almeno 60 ore nello stato di provenienza dopo 3 giorni in un paese estero.

    Le imprese di trasporto, inoltre, dovrebbero avere la parte sostanziale delle proprie attività nello stato membro in cui sono registrate. Stop anche al riposo settimanale in cabina lungo le strade. Al fine di evitare orari di lavoro degli autisti più lunghi rispetto a quelli previsti dalla legge e garantire la sicurezza stradale, sarà anticipata l’applicazione del tachigrafo intelligente su camion, furgoni e autobus a lunga percorrenza, nonché delle bisarche adibite al trasporto autoveicoli.

    La votazione del Parlamento europeo del primo “Pacchetto Mobilità” ha riscosso l’approvazione di sindacati e associazioni di categoria, in primis Eft – la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti – che per mesi si è battuta affinché queste misure trovassero attuazione, ma anche da Conftrasporto-Confcommercio.

  • Tir e auto: dal 2022 nuove norme UE sulla sicurezza

    La sicurezza stradale sempre più al centro dei programmi politici dell’Unione Europea. La necessità di rendere l’autotrasporto merci più sicuro sulle strade del vecchio continente, insieme a quella di rafforzare un modello di sostenibilità redditizio, rimane uno dei temi cardine in ambito comunitario. Proprio a conferma di questo le istituzioni europee hanno raggiunto nei giorni scorsi un intesa di massima sull’introduzione di nuove norme per la sicurezza stradale a partire dal 2022.

    Si tratta di nuove misure che prevedono l’installazione su camion e automobili di nuovi dispositivi in grado di ridurre al massimo il rischio di incidenti mortali sulle strade. Tra questi, quelli in grado di mantenere il mezzo in carreggiata e i sistemi per la frenata di emergenza (già presenti sui veicoli industriali di ultima generazione), i segnalatori in grado di avvertire l’autista in caso di distrazione e sonnolenza e, soprattutto, l’obbligo della scatola nera molto utile in caso di incidenti.

    Per i camionisti di autobus e tir, inoltre, diventerà obbligatorio un sistema di riduzione dei “punti ciechi”, ovvero dei cosidetti angoli ciechi poco visibili anche dallo specchietto retrovisore. Tuttavia, è prevista un entrata in vigore posticipata delle disposizioni che prevedono il miglioramento della visione diretta su autobus e autocarri, e dunque anche su mezzi articolati come le bisarche per il trasporto autoveicoli: lo scopo è quello di consentire alle case di produzione le modifiche strutturali necessarie a livello di progettazione.

  • Autotrasporto, dall’Austria nuove limitazioni ai camionisti italiani

    Nuovo duro colpo dell’Austria nei confronti dell’autotrasporto italiano. La politica del “dosaggio” dei Tir alla frontiera con la Germania non solo continua ma viene ulteriormente rafforzata. Il Land del Tirolo ha deciso, infatti, di prorogare il contingentamento anche nel secondo semestre 2019, portando i giorni a 32 rispetto ai 27 della seconda parte del 2018.

    Una decisione che Conftransporto-Confcommercio interpreta come una chiara volontà di penalizzare i camionisti italiani, e per questo invoca a gran voce un intervento urgente del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Toninelli. Già lo scorso mese il titolare del MIT aveva inviato una lettera al Commissario Europeo ai Trasporti – Violeta Bulc – nella quale si ribadiva la contrarietà dell’Italia nei confronti delle misure restrittive per il nostro trasporto su gomma, sottolineando l’importanza di far rinunciare le autorità austriache ad adottare questo tipo di provvedimento.

    Un’iniziativa molto apprezzata dalle associazioni di categoria, ma che non può essere più ritenuta sufficiente alla luce di questa nuova decisione. Perché, oltre a rappresentare uno sfregio per gli autotrasportatori italiani, rischia di creare situazioni di disagio come quella dello scorso anno, quando alla frontiera con la Germania si formò una fila di Tir lunga 20 Km in attesa di rientrare in Italia.

    Ma ad avercela contro i nostri camionisti non è solo l’Austria, perché ci si è messa anche la nostra vicina Svizzera. Esattamente nel Canton Ticino, l’associazione degli autotrasportatori – Astag Ticino – ha lanciato un allarme sicurezza gettando ombre e dubbi sull’affidabilità dei 1800 veicoli industriali stranieri che transitano nel Paese elvetico. Anche in questo caso il riferimento ai camionisti italiani pare non sia non proprio casuale…..

  • Autotrasporto di qualità: Fiap promuove un rating di valutazione delle imprese

    Combattere ogni forma di irregolarità nell’autotrasporto anche attraverso un sistema di valutazione in grado di conferire alle imprese del settore un punteggio di qualità. È l’idea lanciata da Fiap – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali – nel corso di Transpotec 2019, la manifestazione della logistica organizzata da Fiera Milano nella città di Verona.

    In un’epoca caratterizzata da un’accentuata concorrenza sleale soprattutto da parte di vettori stranieri, molto spesso accusati di offrire servizi sottocosto a discapito del rispetto delle norme di sicurezza, la proposta di Fiap può rappresentare una valida alternativa all’adozione di provvedimenti normativi antidumping che rimangono comunque necessari. Per questo, la federazione ha pensato a un rating che sia in grado di attestare il livello di qualità degli autotrasportatori in termini di affidabilità, sicurezza stradale e delle condizioni lavorative, e sostenibilità intesa come tecnologia a basso impatto ambientale impiegata.

    Un punteggio, assegnato da un ente certificatore terzo, che tenga in considerazione diversi parametri, da una scala da 1 a 100, e che si pone un obiettivo molto chiaro: consentire al committente di scegliere il vettore più idoneo alle proprie esigenze produttive e organizzative. Ma il rating pensato da Fiap ha anche la finalità di incentivare i suoi affiliati ad innalzare il proprio livello di qualità puntando in particolare su tecnologia e sicurezza allo scopo di offrire un servizio estremamente affidabile.

    In sostanza, il rating si prefigura come un modello di classificazione degli autotrasportatori che può essere esteso anche ad altri ambiti in materia di movimentazione merci come ad esempio il trasporto auto con bisarca.

  • Trasporto merci, in calo nel 2018. Bene il trasporto su gomma

    Il 2018 si conferma un anno di rallentamento non solo per l’economia ma anche per il trasporto merci. Secondo il report realizzato dall’Osservatorio Congiunturale Trasporti di Confcommercio in collaborazione con Conftrasporto, lo scorso anno il trasporto merci ha registrato una frenata della crescita generale pur chiudendo col segno positivo: +1,9% rispetto al 3,4% del 2017 e al 4,1% del 2016. Un trend che, come dicevamo, pare essere stato condizionato dall’andamento macroeconomico, che nel 2018 ha segnato certamente una crescita del Pil ma al di sotto dell’1%. Ciononostante, l’autotrasporto rimane la prima modalità di trasporto in Italia con una crescita considerevole del 3% anche se in lieve calo rispetto al biennio precedente (rispettivamente 3,3% nel 2017 e 3,8% nel 2016).

    E in effetti, il trasporto su gomma si conferma ancora di vitale importanza per la nostra economia con oltre il 60% del valore della merce trasportata in Italia, nonostante le aspettative degli operatori di settore non siano tra le più ottimistiche a causa delle tante problematiche di natura economica e finanziaria che hanno costretto migliaia di piccole e medie imprese a chiudere i battenti negli ultimi anni.

    Tornando alle modalità di trasporto, bene anche quello su rotaia (+3,3%) e aereo (+0,7%), mentre quello marittimo chiude con un -0,2%. Insomma, se da un lato l’autotrasporto resta la prima scelta nel nostro Paese sotto il profilo della movimentazione merci, e il trasporto con bisarca per il settore automotive, dall’altro il livello delle infrastrutture è tutt’oggi ancora deficitario e spesso affiancato da un trasporto intermodale inefficiente e inadeguato agli standard di altri Paesi europei.

  • Cartello Tir: gli autotrasportatori italiani pronti a chiedere risarcimenti

    La vicenda del cartello dei camion sembra essere arrivata ad un punto di svolta per l’autotrasporto italiano. Dopo la sanzione arrivata dalla Commissione UE il 16 luglio 2016 per aver creato un vero e proprio cartello finalizzato ad aumentare i prezzi dei veicoli superiori a 6 tonnellate dal gennaio 1997 al gennaio 2011, i principali produttori di autocarri si troveranno a fare i conti anche con le associazioni di categoria, che per questo motivo hanno deciso di avviare un’azione risarcitoria collettiva.

    Le case produttrici coinvolte sono tra le più importanti del settore a livello internazionale, ovvero Volvo/Renault, Iveco, Man, Daimler/Mercedes, Scania e DAF. Pertanto, alle imprese del trasporto su gomma che hanno acquistato tir di almeno 6 tonnellate prodotti dai suddetti costruttori nel periodo indicato, è stato riconosciuto il diritto di chiedere un risarcimento allo scopo di recuperare il sovrapprezzo pagato.

    E a condurre questa battaglia legale davanti al Tribunale di Amsterdam non saranno sole, perché a sostenerle sarà Omni Bridgeway, il fondo antitrust specializzato in questo tipo di controversie, senza spese e oneri legali per gli affiliati alle associazioni di categoria. Ricordiamo che quella intrapresa dalla fondazione è un’azione di ampio raggio in quanto coinvolge anche le imprese di altri Paesi europei.

    Gli autotrasportatori e le società di trasporto auto con bisarca italiane, dunque, potranno aderire sin da subito a questa iniziativa inviando i documenti di acquisto e i propri dati a un’apposita piattaforma web già attiva dal 21 gennaio 2019, creata per verificare eventuali irregolarità sul prezzo dei veicoli acquistati.

  • Logistica, le deduzioni forfettarie tornano ad aumentare

    Alla fine la promessa fatta dal governo è stata mantenuta: le deduzioni forfettarie per le piccole e medie imprese dell’autotrasporto tornano ad aumentare. Ad annunciarlo è una nota del Ministero dello Sviluppo economico dello scorso 14 gennaio 2019. Non è stato disatteso, dunque, l’impegno preso dal ministro dei Trasporti Toninelli lo scorso settembre durante l’Assemblea Nazionale di Confartigianato Trasporti.

    In sostanza, l’importo giornaliero delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese artigiane del trasporto su gomma conto terzi, effettuato personalmente dall’imprenditore fuori dal Comune di residenza dell’impresa, torna a 51 euro rispetto ai precedenti 38 euro a partire dal periodo d’imposta 2017.

    Ma la deduzione è prevista anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa: in questo caso l’importo è pari al 35% di quello per i trasporti oltre il territorio comunale.

    Grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni di categoria e in particolare da Confartigianato Trasporti, che ha riconosciuto al ministro Toninelli e al vice ministro Rixi la volontà concreta di aiutare gli imprenditori di categoria e del trasporto bisarca, certa che la conferma di questo tipo di agevolazione fiscale porterà sicuramente a dei benefici economici notevoli per gli autotrasportatori italiani.

  • FLX, la nuova sfida del trasporto bisarca lanciata da Rolfo

    Flessibilità, leggerezza ed innovazione, ovvero i punti cardine sui cui si basa l’intera nuova gamma di veicoli della Rolfo, la casa costruttrice piemontese specializzata nella produzione di veicoli dedicati al trasporto con bisarca. Una sfida coraggiosa quella della Rolfo, tornata a crescere dopo anni di crisi, ma dettata dalla sempre più incalzante richiesta di bisarche nel mondo.

    Per questo il gruppo piemontese ha voluto essere protagonista nel corso dell’ultimo Salone IAA di Hannover presentando la serie FLX, le nuove bisarche leggere (18/40 tonnellate), più veloci e manovrabili e quindi pensate per gli autisti con qualche anno di esperienza in meno alle spalle.

    Insieme alla gamma FLX, Rolfo ha presentato anche la nuova versione Ego (EGO R3), sintesi perfetta di ottimizzazione dei costi operativi e dei consumi extra di carburante, dotata di un sistema di movimentazione delle pedane facile e sicuro, e il modello CENTAURUS NXT, la bisarca semirimorchio per mezzi over-size adatta per i camionisti che già gestiscono flotte di motrici per semirimorchi Iso. Ultima, me non per ordine di importanza, è AURIGA DELUXE 121, l’unico semirimorchio chiuso in Europa in grado di trasportare qualsiasi veicolo speciale (anche le auto da corsa) con un carico di sei vetture e con altezza e lunghezza che rispettano in pieno i parametri previsti dalle normative comunitarie.

    Rolfo, dunque, è tornata a rivoluzionare il trasporto bisarca sotto il profilo dell’innovazione legata all’automotive, scommettendo su strategie commerciali che puntano con decisione non solo al mercato europeo ma anche ai nuovi mercati intercontinentali, con particolare attenzione rivolta a Paesi come Cina e Brasile.

  • Trasporto merci Brennero: dall’Austria in arrivo un altro stop

    L’Austria è pronta ad infliggere l’ennesimo duro colpo all’autotrasporto italiano. In questi giorni, infatti, il Parlamento del Tirolo varerà ulteriori provvedimenti di limitazione alla circolazione dei mezzi pesanti in transito sull’asse del Brennero, seguendo un cronoprogramma che limiterebbe in maniera considerevole il flusso di veicoli e merci da e per l’Italia a partire dall’estate 2019. Facile immaginare quali conseguenze negative per le imprese italiane.

    In effetti, l’inasprimento di divieti e limitazioni interesserebbe diverse tematiche: l’ estensione del divieto settoriale ad altre merci (legno, prodotti della chimica-plastica; metalli, macchinari e apparecchiature), i divieti di sabato nei mesi di gennaio e febbraio, le restrizioni del divieto notturno per merci deperibili ed intensificazione del sistema contagocce in particolari giornate; ma l’aspetto più contraddittorio è quello che riguarda le limitazioni di traffico anche per i veicoli Euro VI, ovvero quelli di ultima generazione con minimo impatto ambientale.

    L’ennesima iniziativa unilaterale dell’Austria sembrerebbe quindi indirizzata a colpire la competitività delle aziende esportatrici italiane e non solo dei nostri autotrasportatori. Dal Brennero, corridoio principale per raggiungere i mercati del Centro e Nord Europa, passa il 70% dell’export nazionale: un aspetto questo che non va assolutamente sottovalutato, considerando che l’attuale infrastruttura ferroviaria non consente di incrementare lo shift modale.

    Ad alzare la voce è soprattutto ANITA, che chiede un urgente e deciso intervento sull’Austria e sulla Commissione Ue da parte del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Toninelli affinché venga scongiurata l’adozione di simili provvedimenti.

  • Canter Eco Hybrid: la nuova frontiera del trasporto su gomma

    Sostenibilità economica e quella ambientale: due tematiche strettamente correlate e sulle quali si concentrano le maggiori aspettative dell’autotrasporto mondiale. Se da un lato permane il problema costi, particolarmente elevati in Italia soprattutto a causa dei prezzi alla pompa, dall’altro la lotta all’inquinamento continua ma senza rivoluzioni clamorose. Da qui nasce la necessità di pensare ad un trasporto più pulito e meno oneroso, e quindi a mezzi in grado di rispettare entrambi i criteri.

    A questo ci sta pensando la casa di produzione giapponese FUSO (gruppo Daimler), che ha lanciato sul mercato CANTER ECO HYBRID, il tir con massa complessiva da 3,5 a 8,55T a trasmissione ibrida diesel-elettrica in grado di far risparmiare fino al 23% di carburante e già presente sulle strade europee. Questo camion compatto, simile a un veicolo industriale ma con caratteristiche di uno commerciale, è dotato di partenza a trazione interamente elettrica e cambio automatico a doppia frizione Duonic, ma soprattutto di un tecnologico motore diesel a quattro cilindri da 3 litri di 110 kW (150 CV) che lavora alternativamente a un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 40 kW accompagnato da un pacco batterie agli ioni di litio da 2 kWh.

    Questo camion è anche sinonimo di comodità, merito di sedili ergonomici dell’abitacolo e al volante regolabile, e agilità, grazie a una cabina larga da 1,7 a 2 metri che consente manovre agevoli anche nel centro città.

    Canter Eco Hybrid è insomma la nuova frontiera del trasporto su gomma ma anche un progetto concreto di innovazione tecnologica al servizio della mobilità intelligente, estendibile anche a mezzi con massa complessiva più elevata come quelli adibiti al trasporto auto con bisarca.

     

  • Costi minimi autotrasporto, la Consulta dichiara la loro legittimità

    Uno dei temi più controversi e dibattuti nell’ambito del trasporto su gomma e del trasporto bisarca riguarda i cosidetti costi minimi e la loro liceità. Ad entrare nel merito della questione è stata ancora una volta la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 47 del 2 Marzo 2018 ne ha definitivamente sancito la loro legittimità e conformità alla Costituzione Italiana.

    Previsti dall’art. 83-bis del D.L. n. 112 del 2008 a tutela degli operatori del settore, i corrispettivi minimi sono sempre stati considerati da una parte consistente della committenza uno strumento di forte limitazione alla libertà economica privata, nonché dalla stessa Corte di Giustizia Europea, al punto da essere abrogati in via definitiva nel 2014 con la L. 190.

    La decisione della Consulta rimette tutto in gioco, sottolineandone la loro conformità nei confronti del dettato della nostra Costituzione e dello stesso diritto comunitario. La sentenza emessa lo scorso 2 marzo, infatti, stabilisce che i costi minimi non solo non limitano il principio di libertà negoziale di iniziativa economica delle parti, non compromettendo in alcun modo la trasparenza del mercato e la concorrenza leale, ma rappresentano anche un valido strumento di salvaguardia dei livelli di sicurezza nella circolazione stradale in quanto evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse umane e dei materiali da parte delle imprese di trasporto.

    Inoltre, essendo basati su costi incomprimibili ed essenziali, essi lasciano alle parti una maggiore autonomia negoziale rispetto alle tariffe a forcella, non ostacolando l’accesso all’attività di trasporto per conto terzi: è quanto stabilisce proprio l’art. 83-bis del D.L. 112/2008. Articolo che tutto il mondo dell’autotrasporto chiede a gran voce di ripristinare quanto prima, a cominciare dal presidente di Confartigianato Trasporti – Amedeo Genedani – che ha richiesto la ripubblicazione immediata dei costi minimi sul sito ufficiale del Ministero dei Trasporti.