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  • Milano Art Gallery: la personale Evoluzione porcellana di Silvana Landolfi presentata da Nugnes e Villa

    Artista rinomata, Silvana Landolfi giunge a Milano per la sua personale Evoluzione porcellana. A partire da sabato 11 gennaio infatti le sue opere verranno esposte presso la  Milano Art Gallery, in via Ampère 102. Presentata dal curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna vuole fare il punto sull’ultima produzione di Silvana Landolfi, decisamente interessante. E anche il suo percorso artistico è altrettanto degno di attenzione.

    Silvana Landolfi

    L’artista, originaria di Esperia e residente a Roma, laureata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, a partire dagli anni Ottanta integra all’architettura e alla scenografia studi modulari della scultura contemporanea. Dieci anni dopo l’incontro con la pittura su porcellana al terzo fuoco risulta decisivo per la svolta che ne determinerà fortemente lo stile. La padronanza acquisita le consente così di fungere da ponte tra la pittura su ceramica e i principi plastici accademici. Le due cose si integrano al punto da divenire una sola cosa. La versatilità di Silvana Landolfi si riflette nei suoi lavori, dove alla pittura al terzo fuoco, lavorata con scavo e rilievo, si aggiungono anche altri materiali. Come afferma lei stessa in un’intervista rilasciata il 22 ottobre 2018 per la serie “L’Artista si racconta”: «La porcellana per me è diventata un mezzo alla pari del plexiglass, dell’acciaio o del vetro. Come elemento principale c’è la porcellana, che però si è fusa con gli altri materiali. È, sì, centrale, ma è quasi un tutt’uno con il resto». La porcellana dunque è il nucleo da cui partire, da cui si originano gli oggetti di Silvana Landolfi. Il suo stile inconfondibile trova poi maggiore forza espressiva nell’inserimento di una decorazione classica, nell’uso della prospettiva e, infine, nell’astrazione, nella frammentazione dei punti di vista. Alla base di tutto, come lei stessa afferma, c’è la progettazione, un’idea precisa che conferisce all’opera un’eleganza e una leggerezza insuperabili.

    Evoluzione porcellana

    Il suo è un lavoro che si sviluppa nel tempo, pertanto si parla di evoluzione stilistica, una crescita che abbraccia più campi e consiste nella compenetrazione di spazio e materia, in un’elaborazione pittorica che non è solo decorativa ma anche metaforica.

    Scrive così Luigi Gattinara, direttore della Triennale di Fotografia: «Le opere dell’artista Landolfi sono un raro esempio di come materiali diversi e così sofisticati possono convivere in un’armonica composizione. Come tessere di un mosaico sovrappongono la luce alla rotondità delle forme, la preziosità dei materiali all’essenzialità acuta di certe geometrie. Leggerezza è ciò che trapela da questi innesti in un dialogo similare a vetrate rinascimentali, maestose e al tempo stesso evanescenti. La conoscenza approfondita della materia si coniuga qui perfettamente con i soggetti onirici cari all’artista».

    La mostra è a ingresso libero, visitabile fino a sabato 25 gennaio dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Dario Fo e l’arte contemporanea: la mostra antologica a cura di Sgarbi e Nugnes al Micro di Roma

    Dario Fo, una delle menti più brillanti e uno dei personaggi più controversi del Novecento. A lui è dedicata la prossima mostra antologica a cura di Vittorio Sgarbi e di Salvo Nugnes che darà largo spazio anche all’arte contemporanea. L’inaugurazione, prevista per le 18 di venerdì 6 febbraio, avrà luogo presso lo spazio espositivo Micro, in viale Giuseppe Mazzini 1, a Roma. La rassegna è presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Nugnes e gode del contributo della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

    L’esposizione, in ricordo del premio Nobel, ripercorre vita e opere del maestro, e lo fa anche grazie al prezioso supporto degli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini. La mostra, che verrà impreziosita con opere appartenenti ad artisti contemporanei appositamente selezionati, gode di un luogo interattivo anticonvenzionale dedicato alla creatività, appunto, contemporanea.

    Uno spazio che soddisfa pienamente l’atmosfera fervente d’arte che verrà a materializzarsi con le immagini di un Dario Fo riconoscibile nelle sue vesti istrioniche, in quelle del giullare più famoso d’Italia, e con le creazioni degli autori giudicate idonee per l’evento. Le foto di Roberto Villa infatti colgono l’occhio giocoso, l’estetica di Dario Fo, documentando con grande maestria il lavoro del genio della commedia dell’arte italiana.

    Così, sulla linea di quanto sostenuto dallo stesso Maestro, ossia che “la cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia”, questa mostra vuole offrire, oltre che un tributo a uno degli artefici della cultura italiana, anche la possibilità a talenti affermati o emergenti di porsi all’attenzione di pubblico e critica in un’occasione particolare. Particolare perché sono passati cinquant’anni dalla prima di Mistero Buffo e di Morte accidentale di un anarchico.

    La kermesse, che culminerà volutamente nei giorni del Carnevale, chiudendo il 23 febbraio, è accessibile a tutti dal lunedì al giovedì dalle 10.30 alle 18 e dal venerdì al sabato dalle 10 alle 18. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad [email protected].

  • Milano Art Gallery: inaugura con successo la mostra dedicata a Margherita Hack

    MILANO. Date un tema: Margherita Hack, vita, pensiero, carriera… tutto ciò che a lei è legato. Prendete ora un gruppo di artisti talentuosi che presentano una o più loro opere a riguardo. Ora ammirate a bocca aperta. Alla Milano Art Gallery lo scorso sabato 14 dicembre c’era aria di festa e tanta gioiosa meraviglia. Alle 16 la sede via Ampère era gremita di autori e visitatori e qui si è aperta la mostra La Signora delle Stelle, in onore della celebre professoressa.

    I premiati

    La kermesse, organizzata e presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, è cominciata con il conferimento del quinto premio all’artista Francesca D’Alessio e il Premio Margherita Hack per la cultura a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori. Assieme al fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e della presidente di Women Empowerment Flavia Sagnelli, La Signora delle stelle è passata alle 18 alla storica sede in via Alessi. Arrivati per l’occasione anche il noto sociologo Francesco Alberoni, la psicologa Cristina Cattaneo, il biologo Tancredi Militano e Patrick di Striscia La Notizia. Anche in questo caso si sono avuti diversi riconoscimenti, a cominciare da Arkeo di Nicoletta Ventura, a cui è andata il premio speciale Vittorio Sgarbi. Proseguendo, Daniele Cazzola è stato insignito del primo premio, Maria Rosaria Iacobucci del secondo, Carlà Tomatis del terzo e Anna Nigro del quarto. A Monica Ferrari è stata assegnato infine il premio speciale Margherita Hack.

    I commenti

    Commenta Nugnes in merito alla figura della straordinaria astrofisica, modello di tante donne e non solo: «Margherita era una donna che non aveva paura. Noi tutti viviamo con la paura di vivere, la paura di esistere. L’arte ci aiuta molto a togliere queste ansie, le nostre pene e preoccupazioni. Per Margherita era solo sole, sole e stelle». E Alberoni, in riferimento alla rassegna, incita così i curatori: «L’arte deve emergere. Tu devi essere come un giardiniere: quando vedi un fiore stupendo, afferralo! Lo devi capire…» Il curatore deve prevedere il valore delle opere, del genio dell’artista e, ne La Signora delle Stelle “sicuramente ce n’è”.

    Tra i contributi dell’esposizione si citano Morgan, il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear.

    Gli artisti

    In esposizione fino al 10 gennaio le opere di: Giorgio Amadori,  Arkeo, Stefano Assettati, Astrid, Enrica Belloni, Piero Boni, Matteo Brambilla, Fabiola Capua, Teresa Carcasio, Elisabetta Castello, Raffaella Cavallini, Daniele Cazzola, Francesco Ceriani, Alessandro Cinardo, Serena Ciotta, Paola Costantino, Francesca D’Alessio, Paola D’Antuono, Giusy Di Claudio, Stefania Di Dio, Karen Di Paola, Micaela D’Onofrio, Virginia Farneti, Monica Ferrari, Nevèl, Paolo Frigo, Gabriella Galli, Francesca Girardello, Marzia Heusch, Maria Rosaria Iacobucci, Margaret Karapetian D’Errico, Gabriella Legno, Fabio Leone, Francesca Lettieri, Marco Locci, Francesco Loliva, Anna Maria Maciechowska, Elisa Madeo – Pitt, Monda Maksutaj, Enrica Mancini, Lella Mattia, Francesco Minopoli, Marco Modula, Anna Nigro, Mary Nunziata, Salvatore Pani, Oliviero Passera, Mario Perron, Amelia Perrone, Flavia Piccolo, Anna Maria Pietragalla, Luigi Raimondi, Giancarlo Rampazzo – Pat, Gerardo Antonio Ranieri, Mauro Ravera, Anna Teresa Ritacco, Francesca Romana Robustelli, Federica Rodella, Ruggero Rotondi, Laura Ruggiero, Laila Scorcelletti, Angelo Scuderi, Enoch Entronauta, Francesca Sorrentino, Stefania Tazzini, Romano Tironi, Carlà Tomatis, Ilaria Toscano, Luisella Traversi Guerra, Annunziata Urgese, Paola Fortunata Vitaggio, Alberto Volpin, Mario Voria e Alessandro Zucca.

  • Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

    D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?
    R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

    D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?
    R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

    D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?
    R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

    VISUALIZZA IL VIDEO DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA:
    https://drive.google.com/open?id=1fUkCg-lEstQ6vMjfPHqwU-ravHMb3XkS

  • La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

    È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

  • SALVADOR DALI’ 30 YEARS AFTER THE GENIUS

    A Parma “la follia ed il genio” di uno degli artisti più influenti e profondi del Novecento.

     

    A Parma, il 14 dicembre 2019, dalle ore 17:30, presso la galleria d’arte ART&CO Parma in borgo Palmia 4/B, si inaugura la mostra di Salvador Dalì 30 Years After the Genius.

    L’esposizione, visitabile dal 14 dicembre 2019 al 28 febbraio 2020, ospita più di venti opere dello straordinario artista scomparso il 23 gennaio 1989. (altro…)

  • CAROUSEL al To be Kind

    CAROUSEL

    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Luogo: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano

    Artisti in mostra:
    Marianna Bussola, Felipe Cardena, Anna Caruso, Antonella Casazza, Massimo Dalla Pola, Francesco De Molfetta , Ilaria Del Monte, Annalisa Fulvi, Loredana Galante, Debora Garritani, Iulia Ghita, Marta Mez, Isabella Nazzarri, Maurizio Orrico, Michael Rotondi, Milena Sgambato, Chiara Sorgato, Vania Elettra Tam

    “Essi fendono la notte in un carosello sconclusionato, invadono la notte, splendidi padroni della notte” (Pier Paolo Pasolini, “Verso le Terme di Caracalla”)

    La mostra è organizzata nello studio To be Kind di Loredana Galante ed ospita le opere di 18 artisti che vivono e operano a Milano.

    L’idea del carosello è legata al significato figurato del movimento e dell’esibizione, che accomuna i tratti della ricerca di ogni singolo artista coinvolto.

    Gli autori mettono in scena una grande quadreria della lunghezza 6 metri, costituita da circa 35 opere di piccolo formato che rappresentano ognuna un tassello del vortice di “Carousel”. L’esposizione accompagna i visitatori in un cammino che ripercorre i toni giocosi e innocenti dell’infanzia per addentrarsi in una riflessione sulla vita, sul trascorrere del tempo e sul mondo che gira, letteralmente e metaforicamente, senza mai arrestarsi.

    In una società liquida come quella contemporanea, il simbolo della giostra diventa un punto di rottura e, al tempo stesso, di congiunzione tra la frenesia dell’invisibilità e la volontà atavica di una riflessione profonda sull’Essere umano.

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    To be Kind:
    Porsi in relazione è il tema portante del lavoro di Loredana Galante: un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto; un conferire costantemente importanza all’altro da sé. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento “Si condividono proposte purché Kind”.

    To be Kind è dunque un modo di concepire l’arte e la realtà, ma è pure uno spazio da visitare, un atelier, un terminale d’incontri e proposte, attivo da due anni a Milano in via Carlo Imbonati 81. L’approccio inclusivo di Loredana Galante ha inteso realizzare in questo spazio colorato e controtendenza eventi culturali e solidali, laboratori d’arte.

    L’esperienza tutta da vivere di To be Kind si completa con la presenza di due stanze per gli ospiti.
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    Titolo: CAROUSEL
    Periodo: 10|12|2019 – 10|01|2020
    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Sede: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano
    visite su appuntamento – 3388834826 – [email protected]

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  • Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

    L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

    D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
    R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

    D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
    R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

    D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
    R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

  • Graziano Ciacchini: arte per sognare

    La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

    Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

  • “Il respiro della natura”, opere di Delfo Tinnirello in mostra al Quadrifoglio

    Siracusa – Sabato 7 dicembre alle ore 18 negli spazi espositivi della galleria d’arte contemporanea Quadrifoglio, in via Santi Coronati 13 a Ortigia, sarà inaugurata la personale “Il respiro della natura” di Delfo Tinnirello, a cura di Mario Cucè.

    Delfo Tinnirello (Lentini, 1956) insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Le sue prime mostre, curate da critici come Demetrio Paparoni o Achille Bonito Oliva, risalgono agli anni Ottanta. Entrato a far parte del gruppo Artisti antropologici di Francesco Carbone negli anni Novanta, è stato protagonista di prestigiose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, curate da alcuni tra i maggiori critici italiani. Le sue opere sono presenti su importanti cataloghi d’arte e fanno parte di collezioni pubbliche e private.
    Tinnirello – è l’argomento della sua attività creativa ma anche della sua riflessione sull’arte, oggetto di alcuni saggi – s’interroga sulla possibilità della pittura figurativa di partorire significati che travalichino il piacere di una visione estetica. Sensibile alle problematiche ambientali e naturali, l’artista realizza una pittura che nasce dall’osservare la Natura.

    “Il respiro della natura” trae l’ispirazione dal bisogno dell’artista di una più profonda comunione con la natura. In mostra dieci lavori di dimensioni medio-grandi, realizzati negli ultimi tre anni. L’artista rielabora e “ritrae” immagini di tronchi d’alberi, folti arbusti spinosi, piante del sottobosco, quasi ricercando nelle forme e nei dettagli vegetali la fisionomia della Natura.

    Tinnirello – scrive Emilia Valenza, docente universitaria di Storia dell’Arte e autrice del testo pubblicato nella brochure della mostra – «sul disegno amplificato del reale dipinge una leggera velatura con i colori acrilici diluiti, come se fosse acquerello; poi, sopra, altre velature aiutano a compattare il colore e quindi il carboncino per ridisegnare e sottolineare la forma, per creare le ombre e svelare i pieni e i vuoti. Il risultato è decisamente grafico, richiama il processo serigrafico, così da non riuscire più a vedere l’aspetto esteriore della forma, ma riconoscerne, piuttosto, la proiezione immaginifica, pittorica nel senso più profondo del termine, quindi assolutamente artificiale».

    La mostra resterà aperta fino al 28 dicembre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.

    Info e contatti
    Quadrifoglio galleria d’arte contemporanea
    via Santi Coronati 13, Ortigia – Siracusa
    [email protected]
    Tel. 0931 64443

  • Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

    Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

    Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione“.

  • Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

    Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

    Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

     

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  • Matteo Fieno parla della sua prima mostra personale a Milano

    L’artista Matteo Fieno inaugura Venerdì 22 Novembre 2019, alle ore 18, la sua prima mostra personale a Milano, presso la rinomata Milano Art Gallery, situata in via G. Alessi 11, nel cuore del centro storico cittadino. La mostra “Declinazioni al femminile” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 6 Dicembre 2019. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Sarai certamente molto emozionato per la tua prima personale; perché hai scelto Milano come città ospitante e cosa ti aspetti da questa importante esposizione?
    R: Effettivamente l’emozione inizia a farsi sentire. Diciamo che ho scelto Milano spinto dal desiderio di esporre i miei lavori in un grande palcoscenico, sperando che possa rappresentare una grossa validazione per il mio lavoro artistico.

    D: Come è avvenuta la selezione delle 42 opere che saranno allestite in mostra? Come è stato scelto il titolo “Declinazioni al femminile”?
    R: Ci tenevo che la mostra fosse improntata esclusivamente sulle mie tele e non sui miei dipinti su carta, in modo da ottenere un maggior impatto. Il titolo “Declinazioni al femminile” mi è sembrata la tematica centrale alla mia ricerca artistica e anche un’efficace definizione che spiega quale sia la mia attitudine creativa.

    D: Raccontaci in cosa consiste il tuo speciale “Diario delle donne” che hai pensato di consegnare durante la mostra al posto del tradizionale catalogo;
    R: Ci tengo a far passare il messaggio che tutti si possono identificare nelle mie donne, perché tutti possiamo condividere gli stessi sentimenti a dispetto di differenze culturali, sociali, linguistiche, di sesso, di razza… Infatti, l’obiettivo principale di un uomo che dipinge le donne è di porre uno scomodo quesito sul fatto che il mondo forse non è diviso in fazioni come ci hanno detto, ma va soltanto visto con occhi diversi.

    D: E se dovessi con un motto simbolico definire questa tua mostra, quale sceglieresti?
    R: Mi verrebbe da citare una celebre frase di Berthe Morisot “È importante esprimere se stessi… siamo dotati di sentimenti e questi sono reali quando sono attinti dalla propria esperienza”.

  • L’artista delle donne Matteo Fieno omaggia Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente voluto omaggiare con una sua opera pittorica Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, che ricopre questa prestigiosa carica con successo dal 2015 ed è considerata una delle figure femminili di punta del grande colosso mondiale dell’arredamento. Con questo dono simbolico Fieno ha voluto dimostrare la sua stima e la sua ammirazione verso questa donna di valore, che si è fatta strada con determinazione, intraprendenza e meritocrazia e ha raggiunto una posizione di rilievo indiscussa nel panorama internazionale. La consegna del quadro è avvenuta in data 8 Novembre 2019, nel contesto della storica Fondazione Mirafiore di Fontanafredda, che ha inaugurato la decima stagione annuale del suo calendario di eventi con la presenza d’eccezione della Frau, protagonista di una stimolante e coinvolgente conferenza in stile lectio magistralis dal titolo emblematico “Siamo fatti per cambiare”.

    Fieno nel suo rievocare la figura muliebre e nell’infoderle intensa enfasi celebrativa, è come un poeta dell’universo femminile che lo decanta e lo esalta proprio attraverso i suoi versi aulici. Alla stessa stregua Matteo usando la forza e l’energia delle sue raffigurazioni che sprigionano una potente carica di virtuosa e ammaliante seduzione, compone una metafora poetica di profondo significato e traccia un componimento pittorico che trasporta con sé un tripudio di sentimenti e amplifica a tutto tondo la sublimazione assoluta del senso di essere donna ed esistere in quanto tale con piena consapevolezza del proprio ruolo.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • Grandioso vernissage al Museo Crocetti per Tra Sacro e Profano

    ROMA. Al Museo Crocetti si respirava un’aria satura di gioia e creatività lo scorso sabato 9 novembre. La mostra d’arte contemporanea Tra Sacro e Profano, a cura di Salvo Nugnes e Nicoletta Rossotti è stata inaugurata all’insegna della condivisione e dell’allegria generale. Presenti ospiti di spicco, tra cui Pippo Franco, conduttore di numerose trasmissioni TV di successo, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì e la giornalista RAI Antonietta Di Vizia.

    I curatori di tra Sacro e Profano

    Commenta così il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes: «Quelle qui presenti sono espressioni vive, sincere. Sono espressioni di una passione che si eleva a preghiera per toccare le corde del cuore in modo diretto, semplice e puro». Aggiunge Nicoletta Rossotti: «È proprio questo l’intento della mostra Tra Sacro e Profano, che ho avuto il piacere di realizzare assieme a Salvo. L’aspetto del sacro è visibile in tutto ciò che ha una natura religiosa, intima; il profano in tutto ciò che si discosta da questi elementi, fino a giungere al paesaggio. Gli artisti in esposizione sono talenti affermati o scoperti da poco, molti arrivano direttamente da Biennale Milano». Lo stesso Pippo Franco ha voluto rendere onore alle opere e agli artisti presenti in rassegna soffermandosi a commentare ciascun lavoro assieme agli autori e ai visitatori.

    Tra Sacro e Profano con Pippo Franco, i curatori, José Dalì e altri personaggi di spicco

    Tra Sacro e Profano rimarrà visitabile fino al 29 novembre con gli orari di apertura del museo: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19.

    Gli artisti di Tra Sacro e Profano

    In esposizione le creazioni di: Almonti Patrizia, Augelli Angela, Barbagallo Sabrina, Bertolini Renata, Bonanni Barbara, Calì Dario, Capuano Simona, Cormio Concetta Maria, Astrid, D’Alessio Francesca, D’Elia Anna, Favaro Davide, Ferrante Giusy Cristina, Figura Beniamino, Nevèl, Gerardin Sylvia, Landolfi Silvana, Marchese Angiolina, Memmi Marilena, Murzilli Antonella, Nanni Costa Margherita, Olivieri Pietro, Pani Salvatore, Perrone Amelia, Pozzetti Paolo, Praed Dannie, Rodella Federica, Roman Beatrice, Russo Carla, Sablon Carlos, Scorcelletti Laila, Scuccimarra Antonio, Scuderi Angelo, Seralio Isabela, Silvestri Giovanna e Tironi Romano Elia.

  • Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane

    In occasione della mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, la Fondazione Credito Bergamasco invita allo spettacolo Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le Nuvole di Aristofane del gruppo artistico “Antiche Contrade” che si terrà venerdì 15 novembre alle ore 17.30 presso il Salone Principale di Palazzo Creberg.

    Attraverso i testi di Socrate, lo spettacolo invita a riscoprire il lato più ironico del filosofo che tratta in modo leggero e satirico le figure di Aristofane e Platone: il primo viene illustrato tramite il suo scritto sulle Nuvole, il secondo per i suoi testi filosofici. Il legame tra Socrate e Francesco Betti è dato grazie alle scenografie dello spettacolo, realizzate proprio dall’artista sul tema delle nuvole.

    Per lo spettacolo Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le Nuvole di Aristofane la direzione artistica è affidata a Fulvio Manzoni, con la narrazione di Bruno Pizzi e le musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso).

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti a sedere.

     

    LA MOSTRA

    Lo spettacolo di Antiche Contrade rappresenta l’occasione per inaugurare la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti che aprirà al pubblico dal 18 novembre al 6 dicembre presso Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Largo Porta Nuova 2, Bergamo).

    Dopo tre anni dalla prima mostra dell’artista presso Palazzo Creberg, la serie delle Nuvole e altre opere tornano protagoniste degli spazi: saranno esposti nella sala principale 21 dipinti dell’artista, verrà data l’opportunità di fermarsi a riflettere e praticare momenti di meditazione e trovare uno spazio di silenzio e di ascolto davanti alle tele oniriche e visionarie di Francesco Betti.

     

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    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    1. Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco
  • Successo per la mostra su Dalì alla Milano Art Gallery presentata da Salvo Nugnes

    MILANO. Con un brio contagioso, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, ha inaugurato ieri, giovedì 7 novembre, la mostra fotografica su Salvador Dalì Nel nome del padre e del figlio. Presentata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la kermesse ha riscosso l’immediato consenso del pubblico. E questo perché si possono ammirare fotografie inedite che ritraggono assieme i due Dalì e alcune delle loro opere fino al 21 novembre. Assieme a questa preziosa documentazione si trovano inoltre alcune delle creazioni di artisti contemporanei, tra cui Alda Boscaro, Felice Cremesini, Paolo De Polo, Francesco Fazio e Tullio Gombac.

    L’interesse dei visitatori e della stampa si è fin da subito rivelato con un susseguirsi di domande, alle quali José Dalì ha risposto con tono scherzoso. Così, quando gli è stato chiesto come ci si sente a essere figli di un artista di tale spessore, la battuta non si è fatta attendere: «Ci si sente sicuri. Diversamente, per esempio, da Giacomo Celentano o dai Carrisi, che si trovano nella mia stessa situazione, posso dire che mio padre ha fatto talmente tanto che, quando io ho capito di chi ero figlio, non potevo più fare niente, perché aveva fatto tutto lui». José Dalì, cresciuto in Italia con i tutori, ricorda la figura eccentrica del padre, il suo teatro-museo a Figueres e i momenti di svago dell’infanzia condivisi con un compagno di giochi veramente unico. E, proseguendo su questa scia, alla domanda sulle esposizioni fatte e quelle in corso o in fase di realizzazione, chiosa: «La pigrizia è un bene di famiglia e va preservato, quindi faccio pochissime mostre. Ma sicuramente, spero, ci saranno altre occasioni di ritrovarci, proprio come oggi, con il mio amico Salvo».

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Il manager Salvo Nugnes presenta Concetta Maria Cormio al Castello Bolognini

    Doppiamente coraggiosa, Concetta Maria Cormio ha portato alto il ruolo e il valore dell’arte durante questo fine settimana. L’artista ha infatti inaugurato la sua mostra personale lo scorso 2 novembre presso lo storico Castello Bolognini. Sant’Angelo Lodigiano (LO) ha dunque ospitato la rassegna Concetta Maria Cormio e le sue opere pittoriche, colorando le Sale del Presidio della maestosa fortezza del XIII secolo. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la kermesse si è conclusa ieri, domenica 3 novembre, ponendo in primo piano l’abilità pittorica dell’artista.

    Con il patrocinio del comune di Sant’Angelo Lodigiano, la mostra si iscrive in quel fenomeno di apertura alla cultura che vede i cittadini partecipi e interessati in particolar modo nel weekend e durante le occasioni di svago. E questo ponte non è stato un’eccezione.

    Il Castello Bolognini, splendida cornice della manifestazione, ha permesso a Concetta Maria Cormio di portare alla luce una maturità artistica coltivata in oltre cinquant’anni di dedizione alla ricerca della vitalità del colore e dei dettagli. Paesaggi, donne, rappresentazioni sacre hanno popolato così le antiche mura del maniero per due giornate all’insegna della festa e dell’arte.

    Scrive così Salvo Nugnes sull’arte di Concetta Maria Cormio: “Tutto punta all’ideale, a quella realtà riplasmata dalla memoria e proposta in una veste più generosa. Seguendo questo processo di abbellimento, ecco che ci si trova davanti a vedute in cui lo sguardo si perde all’orizzonte e può indugiare all’aria aperta. Il fruitore crede quasi di potervisi immergere, tale è la forza evocativa e suggestiva della composizione cromatica. Sempre stando a questo principio, in cui la nostra pittrice persegue liricamente l’ideale bellezza, le sue donne meditano in un contesto che ne incoraggia il raccoglimento oppure, inaspettatamente, abbagliano con una forza che attraversa il loro sguardo magnetico sorgendo impetuosa proprio dalla loro interiorità”.

    Per informazioni: 339 1811876 o [email protected].

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

    Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
    Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
    R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

    D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
    R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

    D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
    R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

  • GRANDE SUCCESSO PER LA COLLETTIVA IMPRESSIONI D’AUTORE

    Il PROGETTO Artisti MAG promotore di un importante programma di valorizzazione dell’arte italiana contemporanea

     

    Grande successo per la mostra collettiva Impressioni d’Autore, Prima Edizione del “Progetto Artisti MAG”, conclusasi sabato 26 ottobre 2019.

    L’esposizione, negli spazi della Life Art Gallery, ha proiettato i visitatori all’interno di magiche atmosfere alla scoperta di opere, figurative e astratte, giunte a Battipaglia (SA) da tutta Italia. La mostra dei circa cento artisti emergenti, in pochi giorni, dal 21 al 26 ottobre, ha riscosso un notevole interesse di pubblico, registrando un boom di presenze soprattutto durante il weekend, con un’affluenza di oltre mille persone. (altro…)

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

    Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

    Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

  • “Il silenzio e l’incontro” – Opere di Francesco Betti

    Bergamo, Palazzo Storico Credito Bergamasco – Banco BPM

    15 novembre – 6 dicembre 2019

    Dopo tre anni dalla prima mostra di Francesco Betti presso Palazzo Creberg, le opere dell’artista tornano protagoniste nella sede della Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Bergamo, Largo Porta Nuova 2), con la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, a cura di Angelo Piazzoli, che inaugurerà il 15 novembre 2019 alle ore 17.30, a partecipazione libera e gratuita.

    LA MOSTRA – In mostra saranno presenti 21 dipinti, con l’obiettivo di creare un’opportunità per riflettere su alcuni momenti della vita, attraverso attimi di silenzio e ascolto. La ricerca artistica di Francesco Betti è capace di rallentare la vita frenetica e vivere l’esperienza di visita in modo lento e calmo per godere della pacatezza che i suoi dipinti trasmettono.

    “L’affascinante mostra – spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Creberg – rappresenta una buona opportunità per una riflessione e per indurci a praticare, in alcuni momenti della vita, spazi di silenzio e di ascolto. Come ricorda Chaplin, “il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca”. Le opere di Francesco Betti, oniriche e leggere, raffinate e semplici, intelligenti e comprensibili, rappresentano un segno concreto di lucida ribellione alla banalità e alla superficialità che ci circonda”

    INIZIATIVE COLLATERALI – In occasione dell’inaugurazione della mostra “Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti”, la compagnia Antiche Contrade presenterà lo spettacolo “Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane” diretto da Fulvio Manzoni ed eseguito presso Palazzo Creberg.

    La rappresentazione scenica, che si terrà venerdì 15 novembre (ore 17.35, Palazzo Creberg), avrà ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere.

    Narrazione di Bruno Pizzi. Musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso). Direzione artistica di Fulvio Manzoni.

     

     INFORMAZIONI

    Sede e orari

    PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO / BANCO BPM – Bergamo, Largo Porta Nuova 2

    18 novembre – 6 dicembre 2019

    Da lunedì a venerdì, negli orari di apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.30 – 15.30)

    Ingresso libero – Catalogo in distribuzione gratuita

     

    Evento inaugurale

    Venerdì 15 novembre 2019, ore 17.30 – Palazzo Storico Credito Bergamasco –Banco BPM

    Organizzazione

    Fondazione Credito Bergamasco (Bergamo)

    Curatore

    Angelo Piazzoli

    …………………………………………………………………………………………………………………………………..………………….

    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

  • 1^ EDIZIONE PROGETTO ARTISTI MAG – “Impressioni d’autore”

    L’ambizioso programma della Prima Edizione “Progetto Artisti MAG” parte da Battipaglia (SA) con la collettiva Impressioni d’autore, che si terrà dal 21 al 26 ottobre 2019, presso la galleria Life Art Gallery.

    La mostra vedrà protagoniste, negli spazi della Life Art Gallery, le opere di moltissimi artisti italiani emergenti, provenienti da tutte le regioni della nostra Penisola.

    L’esposizione gratuita “Impressioni d’autore” sarà solo il primo step di una lunga serie di eventi, mostre e fiere, che vede nel progetto MAG (Mediolanum Art Gallery), un’autorevole joint venture con le gallerie SPIRALE MILANO, ART&CO MUSEUM e LIFE ART GALLERY.

    Seguendo l’evoluzione dell’arte, con grande responsabilità, MAG porta avanti un importante progetto di valorizzazione dell’arte italiana e soprattutto dei suoi artisti, alla ricerca costante di messaggi visivi che, attraverso la pittura, la scultura e la fotografia, raccontano il nostro tempo.

    Nella serata conclusiva, il 26 ottobre, dalle ore 17:30 si darà il via all’esclusivo MAG Party per celebrare i protagonisti dell’esposizione, preceduto da una Conferenza Stampa.

    Testimonial d’eccezione il Maestro Paolo De Cuarto che si esibirà in una spettacolare live performance. Il noto artista, con grandissima abilità, ha saputo riportare il passato nel presente, trasformandolo in Pop art. Le immagini delle sue opere, dal 2002 ad oggi, hanno celebrato il Carosello della memoria in Italia e nel mondo, fino ad approdare in Cina nel 2014. Con “Tracce”, la mostra che ha inaugurato i percorsi di Matera, dichiarata Patrimonio dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura 2019, il pittore ha mostrato in maniera inequivocabile l’originalità del suo talento.

    L’attore e doppiatore statunitense James Earl Jones qualche anno fa dichiarò: “Le arti sono sempre state importanti per la salute di una nazione, ma non lo abbiamo ancora capito”. Questo concetto, invece, è stato ampiamente compreso dalla MAG, la cui mission è proprio quella di Dare Voce a coloro che utilizzano un medium espressivo artistico per protestare, per raccontare e raccontarsi, per tracciare una linea del nostro tempo.

    La MAG, fautrice di un notevole cambiamento nel campo artistico-culturale, oltre a dare una vetrina ai talenti emergenti, mette in connessione le eccellenze della filiera dell’arte contemporanea con gli artisti da sempre marginalizzati dal pugno di ferro di alcuni privilegiati che permeano questo ambiente. Gli autori, infatti, riscontrano molte difficoltà nel mettere in luce la propria arte o nel districarsi nelle imbrigliate lobby di gallerie e musei.

    La rete di Gallerie coinvolte in questo progetto, attuano da anni una nuova politica per abbattere le barriere di fruizione ed aprirsi all’attuale mercato globale. Con le sedi negli States, a Miami e New York, e in Italia, a Padova, Milano, Parma, Lecce e Battipaglia, dedicano i propri spazi mediante attività galleristiche d’eccellenza, finalizzate a moltiplicare la voce dell’artista in maniera esponenziale.

    Una vera e propria rivoluzione, uno svecchiamento dei sistemi a cui l’arte si era ancorata. Fondamentale, quindi, in questo programma così completo, è stato il percorso innovativo per dare un valore aggiunto alle opere. E nel rinnovamento ha trovato posto anche il product placement. Attraverso lo screen placement, la filmografia italiana potrà raccontare l’artista o le sue opere. Grazie alla pellicola, si abbattono definitivamente le barriere di comprensione dell’arte contemporanea. Una nuova era artistica che sdogana le immagini dell’artista e lo consacra attraverso un mezzo nuovo e universale.

    I Cataloghi dedicati e una Comunicazione mirata, saranno gli strumenti di preminenza dell’artista, con un Comitato Scientifico dedicato pronto ad interpretare le tendenze della contemporaneità non di fronte all’artista, ma al suo fianco, per condividere insieme un Percorso Nuovo.

    Una vasta programmazione, dunque, che vedrà la valorizzazione a lungo termine di dotati ed estrosi artisti contemporanei che potranno finalmente avere visibilità. Per tutto il restante 2019 e per i due anni a seguire, non solo saranno protagonisti di una serie di eventi mirati negli spazi della MAG a Milano e Padova, in quelli della MAG – Art&Co Museum, a Parma e Lecce, e in quelli della MAG Life Art Gallery di Battipaglia, ma vedremo le loro opere pubblicate su un catalogo personale e su importanti riviste d’arte. Seguiranno le fiere d’arte italiane più importanti dove ci sarà uno spazio dedicato a MAG ed una visibilità collettiva.

    I più talentuosi, scelti dal Comitato Scientifico, dopo un’attenta analisi di vari parametri, avranno la possibilità di esporre i propri lavori, attraverso mostre personali o collettive, all’interno di prestigiosi musei nazionali, come il Lu.C.C.A., la REGGIA di Caserta, il MARCA di Catanzaro e la REGGIA di Monza.

    Presenzierà alla serata di chiusura l’intero Comitato Scientifico, da Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A. e Docente Universitario di Museologia, da Mirko Mele, Direttore Artistico della Life Art Gallery, a Carlo Colombo, Archistar Internazionale, da Massimo Ferrarotti, Presidente di Spirale Milano e Spirale d’Idee, a Stefano Pirrone, Mediolanum Art Gallery. E poi, Giampaolo Prearo, Prearo Editore, Tiziano Giurin e Simone Viola, Art&Co Museum, Fabio Vece, Life Art Gallery, Vito Caggianelli, CEO di Ismaele Film.

    Il patrimonio artistico non può essere trascurato né ignorato, e deve ‘necessariamente’ essere trasmesso alle generazioni future. La MAG, apre percorsi pioneristici, proiettando l’arte verso nuovi orizzonti.

     

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • La mostra della talentuosa pittrice Maria Concetta Cormio arriva al Castello Bolognini presentata da Salvo Nugnes

    Inaugurerà il prossimo 2 novembre la mostra della pittrice Concetta Maria Cormio nelle prestigiose Sale del Presidio del Castello Bolognini. La storica struttura medievale situata nel comune di Sant’Angelo Lodigiano (LO) ospiterà la personale dal titolo Concetta Maria Cormio e le sue opere pittoriche dal 2 al 3 novembre. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, sabato 2 novembre alle 17, la rassegna si contraddistingue fin da subito per un particolare: l’incanto. L’incanto di un luogo animato dalla suggestiva arte della Cormio.

    Nata nel 1950 a Milano, dove ha conseguito la maturità artistica e seguito corsi di pittura, scultura e grafica, Maria Concetta Cormio ha deciso di dedicare la sua vita all’arte e alla poesia convinta che fosse la sua strada nonostante le difficoltà incontrate in queste professioni. Dipinge da circa cinquant’anni e i suoi quadri sono testimoni della sua essenza.

    Ha tenuto mostre personali e collettive in diverse città italiane, tra cui Viareggio, Altopascio, Pietrasanta, Milano, Firenze, Roma e Valtournenche facendosi notare dalla critica di rilievo.

    Da sempre attiva nel campo della letteratura, della poesia e della saggistica, ha vinto numerosi premi in ambito culturale e le sue opere compaiono su diversi cataloghi d’arte, segnalate da periodici e quotidiani.

    Sulla sua produzione scrive Salvo Nugnes: «L’arte di Concetta Maria Cormio introduce l’osservatore a una sfera intimistica propria della sua sensibilità. La sua è una pittura che concretamente parla di fede, di femminilità, di bellezza naturale attraverso un figurativo dai colori luminosi. Nei suoi lavori infatti tutto viene rivisto attraverso una luce che pervade ogni superficie e la modifica avvolgendola in un filtro che terge la realtà stessa, arrivando a purificarla».

    Ora, pronta a portare al pubblico il meraviglioso esito della sua passione e del suo impegno, la pittrice si appresta a concentrare in due giornate espositive anni dedicati a un’ispirazione che continua a fiorirle tra le dita, in punta di pennello. La mostra al Castello Bolognini, a entrata libera, resterà aperta dalle 10 alle 19 dal 2 al 3 novembre.

    Per informazioni: 339 1811876 o [email protected].

  • 101CAFFE’ A BIENNALE MILANO – INTERNATIONAL ART MEETING

    Sono più di duecento gli artisti in mostra a Biennale Milano – International Art Meeting,  mostra internazionale d’arte contemporanea, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 si tiene negli spazi di Brera Site in via delle Erbe 2. La manifestazione, ideata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e presentata da Vittorio Sgarbi, giunta alla terza edizione, si rivolge ad un pubblico internazionale, con l’obiettivo di diffondere le opere di autori molto promettenti nel panorama artistico contemporaneo italiano e non. Per tale motivo propone un programma ricco di incontri culturali con tanti illustri ospiti del calibro di Francesco Alberoni, Massimo Giletti, Silvana Giacobini, Paolo Liguori, Morgan, Edoardo Bennato e Carolyn Smith. 101CAFFE’, che già a Venezia, in occasione della Pro Biennale e a Spoleto, per Spoleto Arte ha dato il proprio immancabile contributo, rinnova a Milano, per il secondo anno, questo importante sodalizio con l’arte, mescolando la cultura del caffè alla variopinta creatività.

    “Partecipiamo con soddisfazione alla Biennale Milano, che ci vede tra i partner della rassegna, per il secondo anno, orgogliosi di poter condividere la cultura dei nostri caffè, provenienti dalle migliori torrefazioni italiane di eccellenza, con illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e con tutti i presenti, proprio a Milano, culla del nostro marchio,” afferma Umberto Gonnella CEO e fondatore di 101CAFFE’.

    Nell’ambito di questa prestigiosa vetrina, in uno spazio dedicato, trovano espressione le molte miscele artigianali di 101CAFFE’, oltre ad un vasto assortimento di bevande alternative e caffè aromatizzati, offerti a tutti gli ospiti, grazie all’unicità del caffè espresso di qualità del brand. L’azienda si conferma il primario marchio italiano specializzato nella vendita di caffè in tutte le sue forme, tramite la sua rete di negozi in franchising con cui condivide il gusto e la passione per il Made in Italy.

    La mostra, ad ingresso gratuito, aperta tutti i giorni dal 10 al 14 Ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, è l’occasione per mettere in mostra l’arte che viene prodotta anche nella città di Milano, opportunità per 101CAFFE’ di condividere proprio nell’arte valori che appartengono alla sua storia, come la passione, l’eccellenza, la ricerca dei suoi caffè pregiati.

    “Il nostro particolare ringraziamento va a tutta l’organizzazione di Biennale Milano che ci ha ospitato in un evento internazionale che si impone come un’accorta selezione di artisti di tutte le regioni d’Italia e di altri paesi, senza discriminazioni”, conclude Umberto Gonnella.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.