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  • Graziano Ciacchini poeta pittore di profonda ispirazione

    Il pittore Graziano Ciacchini, artista contemporaneo di grande talento creativo, è anche un sensibile poeta moderno. Ha ottenuto positivi traguardi e apprezzamenti nel campo poetico e conserva anche nello stile pittorico una soavità raffinata e un’aggraziata eleganza tipiche del suo linguaggio aulico. Queste due componenti sono molto armoniose all’interno delle composizioni e accentuano l’afflato emozionale e lo stimolo emotivo da parte del fruitore.

    Ciacchini con sapiente abilità calibra e dosa nello scenario narrativo rimandi e richiami di portata lirica e costruisce scenari con sequenze percettive articolate su più piani, proprio per consentire una compartecipazione piena. La poesia del cuore e del sentimento, che lo guida nel gesto creativo, è un plus valore aggiunto alla portata d’insieme. Ciacchini riesce dunque a mostrare al meglio nella pittura quel suo pregevole lato poetico, che diventa una connotazione caratterizzante e distintiva della sua corposa produzione, infondendo una speciale e inconfondibile magia di contorno che pervade e avvolge con suadente intreccio.

  • Uno sguardo sull’arte di Graziano Ciacchini: intervista al pittore poeta

    Dopo la mostra personale “In un niente ch’è tutto” tenutasi a Lucca, abbiamo intervistato il poeta e pittore Graziano Ciacchini, per scoprire un po’ di più sulla sua visione artistica e poetica.

    D: Hai iniziato il tuo percorso nel variegato mondo della poesia: come vedi il parallelismo tra poesia e arte?
    R: Come ho già avuto modo di dire, il mio punto di osservazione è quello di un pittore e di un poeta che non ha mai sperimentato circuiti importanti. Il primo parallelismo, purtroppo negativo, che appare nitido, almeno al mio livello, è quello di un mondo semi sommerso dove per gli addetti ai lavori, spesso improvvisati, le priorità sono quelle di proporre iniziative a pagamento, per lo più fini a se stesse. Conservo decine di lettere di pseudo editori che avendo scoperto in me il nuovo D’Annunzio, mi proponevano pubblicazioni a pagamento, senza nessuna forma di promozione, senza nessuna forma di distribuzione. Nel campo della pittura, la musica non cambia. Il parallelismo che più mi piace raccontare, è invece quello legato al grande fermento che c’è, specialmente tra i giovani, aiutati spesso da spazi che magari non avranno i crismi della galleria o del circolo letterario, ma che permettono di esporre o di esprimersi. Poesia, pittura, l’arte in generale sono cosa viva ed in salute.

    D: Quanto ha influito nel percorso pittorico l’essere anche poeta;
    R: Nel mio caso la pittura e la poesia sono due manifestazioni diverse dello stessa ispirazione, dello stesso pensiero, della stessa istanza di dover comunicare quello che ho dentro, per riuscire, se non altro, a placare domande altrimenti prive di risposta. Molte delle tele potrebbero essere raccontate in versi e viceversa. È solo una questione di diversa espressione formale. Ho in cantiere un progetto di contaminazione in tal senso, un progetto che unisca versi ed immagini.

    D: Se dovessi definire la tua vena poetica, come ti valuti e come valuti in generale il comparto poetico attuale?
    R: Ho pensato un attimo se inserire i miei versi dentro qualche schema, magari facendo riferimento, indegnamente, a grandi poeti. In realtà mi sento un randagio dei pensieri, pensieri che spesso manifestano mondi possibili o mondi reali, pensieri che aiutano a liberarsi, ad aprire varchi nei quali sia possibile scorgere l’essenza od almeno illudersi di farlo. Quanto al momento attuale, credo che la poesia sia un po’ come il cinema italiano. La si dà per morta da decenni mentre in realtà, secondo me, vive e gode di buona salute. Le librerie continuano a proporla, segno di un mercato che sicuramente non di massa, continua comunque ad esistere. Si parla e si fa poesia in molte sedi, si moltiplicano le contaminazioni con altre forme d’espressione artistica, Il tanto bistrattato web ed i tanto bistrattati social hanno fatto incontrare persone le quali, sia come fruitori che come scrittori, vivacchiavano solitari e questo ha fatto nascere molte iniziative: incontri, dibattiti, reading ed anche riviste letterarie. In sintesi dire che (per fortuna) le cose belle non muoiono mai!

  • Seduzione Repulsione, quello che le piante non dicono

    C’è forse qualcosa di più magico e affascinante della natura che rinasce? In omaggio a sua maestà la Primavera, la Rete degli Orti Botanici della Lombardia, realtà nata per favorire la tutela, la conoscenza, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici aderenti (Bergamo, Bormio, Milano Brera, Milano Città Studi, Pavia, Toscolano Maderno, Villa Carlotta), presenta la mostra itinerante «Seduzione Repulsione – quello che le piante non dicono» realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano.

     

    Dopo la nona tappa ospitata a Venezia, la mostra arriverà a Ispra, sul meraviglioso lago Maggiore, ospitata dal 7 al 29 aprile a Villa Quassa, con inaugurazione sabato 7 aprile alle ore 15.00, per poi proseguire, dal 2 al 20 maggio all’interno Centro Ricerche della Commissione Europea con sede a Ispra, che sostiene il progetto.

    Una mostra dedicata alle piante dal punto di vista delle piante. La mostra fa luce su alcuni meccanismi riproduttivi e di sopravvivenza messi in atto nel mondo vegetale proponendo un racconto in chiave fitocentrica, ossia indipendente dalla relazione con l’uomo.

    Seduzione/repulsione è la chiave di lettura che permette di avvicinare il visitatore al mondo delle relazioni in natura, che le piante attuano con strategie davvero affascinanti. L’esposizione sarà un’occasione per lasciarci sedurre a nostra volta, alla scoperta dei tanti exhibit ricchi di storie, immagini, articoli scientifici, materiali vegetali e reperti particolarissimi ispirandosi a: forme, colori, odori, sapori, veleni, inganno e cooperazione, tramonto come momento della seduzione e la ricerca scientifica.

     

    Le piante portano l’uomo in una dimensione altra, fatta di naturalezza e autenticità, stimolando una connessione primordiale con lo spirito stesso dell’umanità. La mostra prende per mano gli spettatori e al tempo stesso li lascia liberi di vagare, itineranti come l’esposizione, tra colori e sensazioni, tra letture e intuizioni con un approccio narrativo ma estremamente rigoroso dal punto di vista scientifico.
    Silvia Assini, presidente della Rete degli Orti Botanici spiega: “Sono fermamente convinta che dalla conoscenza e dalla conservazione delle piante e delle relazioni che esse instaurano con l’ambiente e con gli altri organismi viventi, derivano e deriveranno opportunità irrinunciabili per garantire un futuro al nostro pianeta. La mostra vuole essere un contributo a diffondere una parte della conoscenza del mondo vegetale, invitando i visitatori a scoprire inaspettate relazioni”

     

    L’esposizione a Ispra avviene grazie al patrocino del Comune che rinnova così l’identità di un luogo già noto per la meravigliosa mostra sul lungolago dedicata ai fiori, alle piante, al giardinaggio, per appassionati e professionisti, InFiorita Ispra, che quest’anno tornerà per la sua quarta edizione dal 21 al 22 aprile 2018. Una kermesse del verde a cui anche Rete degli Orti della Lombardia partecipa con «SEMIami piantami», campagna di conservazione molto ambiziosa che aiuta la salvaguardia della biodiversità delle piante e di rendere al tempo stesso disponibili i semi di alcune tra le più belle piante spontanee coltivate e curate all’interno dei nostri Orti Botanici che nel loro complesso contano più di 5000 specie vegetali. La Rete ha quindi identificato 10 specie spontanee che meritano di essere diffuse e chiunque vorrà potrà richiedere una bustina di semi a scelta ricevendo, oltre ai semi, la descrizione della specie e tanti aggiornamenti sul lavoro di ricerca e di conservazione delle specie vegetali.

     

    L’organizzazione della mostra “Seduzione Repulsione – quello che le piante non dicono” e degli eventi a Ispra, è realizzata in collaborazione con JRC, il centro Ricerche della Commissione Europea con sede a Ispra, che impiega due mila dipendenti e la cui missione è fornire supporto scientifico alle politiche comunitarie. Sarà presentata una nuova sezione dedicata al suolo, realizzata dal gruppo “Land Resources”, nell’ambito del programma “Arte e Scienza del JRC”.

    Lo scopo principale di questa sezione è la promozione e la divulgazione a un pubblico più ampio delle tematiche riguardanti suolo e ambiente e dei risultati delle ricerche sviluppate nel Centro. In particolare, verrà messa in luce la relazione fondamentale e critica tra piante e suolo, evidenziando come la vita sotterranea governa la biologia dei fenomeni osservati in superficie.  Si intende inoltre sottolineare che le attività umane possono minacciare la biodiversità del suolo, valore prezioso da salvaguardare, accrescendo la consapevolezza della necessità di proteggere il magico mondo delle piante e del suolo.
    L’iniziativa è realizzata anche in collaborazione con Infiorita, Garden Club Ispra e Tenuta Villa Quassa, che fa parte del circuito delle residenze d’epoca.

     

    Per info e visite guidate per scuole e gruppi su prenotazione durante il periodo della mostra: scrivere alla mail [email protected]

    Info su www.reteortibotanicilombardia.it

  • Il “Vento devoto” di Antonio Chiarello fa tappa al Museo Civico di Giuggianello

    Inaugurazione il 28 dicembre della mostra sulle “jentalore” salentine.

    Dopo varie tappe nel Salento, la mostra itinerante “Il Vento Devoto” sarà in esposizione al Museo Civico della Civiltà Contadina di Giuggianello nell’ambito del progetto #CU.L.T.Salento finanziato da Regione Puglia nell’ambito di Puglia365 – Colori e Sapori d’Autunno e ideato e scritto dal Centro di Cultura Sociale e di Ricerche Archeologiche, Storiche e Ambientali di Giuggianello.

    Il progetto ideato da Antonio Chiarello  è la rivisitazione in chiave artistica delle popolari “ientalore”, ovvero, ventagli che si vendono presso i santuari del Salento e nelle tipiche feste patronali,  raffiguranti l’effige dei Santi Patroni del luogo.

    La  mostra, allestita all’intero del Museo Civico della Civiltà Contadina in Via Roma 22, comprende la collezione dei ventagli storici, le rivisitazioni finora fatte dall’autore, il tutto in una particolare installazione di luminarie e nastrini colorati le “zagareddhe”.  Accompagna la mostra il relativo volumetto che raccoglie gli scritti di Giuseppe Palumbo, presentato dal Prof. Eugenio Imbriani demo antropologo, e un’intervista all’ultimo costruttore di ventole Antonio Latino di Galatina.

    La mostra, patrocinata dal Comune di Giuggianello, si inaugura giovedì 28 dicembre 2018 alle ore 18 con gli interventi di Giuseppe Pesino, Sindaco di Giuggianello, del Prof. Eugenio Imbriani dell’Università del Salento e di Don Vito Mangia della Parrocchia Sant’Antonio Abate di Giuggianello.

    Ad impreziosire l’esposizione, che sarà aperta gratuitamente  al pubblico dal 29 e 30/12 e dal 2 al 5/01 dalle ore 17:00 alle 19:00, la presenza dell’autore e di Elena Costa che fotograferà con carta e matita i momenti più rappresentativi e suggestivi della manifestazione.

  • Una Mostra fotografica in Argentina dedicata a Pasolini

    Nata in collaborazione con Paolo Masini del Mibact,  con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e l’Istituto Italiano di Cultura presso il Centro Culturale Borges, con la supervisione dello scenografo e regista Enzo De Camillis, la Mostra “P.P. Pasolini: Io So…” è un’esposizione, oltre alla galleria di 120 immagini scattate durante la realizzazione dei film di P.P.P., in cui sono esposti, all’interno di una pellicola cinematografica, dei disegni per contestualizzare gli eventi nazionali e internazionali che hanno segnato il periodo storico in cui ha vissuto il poeta e regista Pasolini. Prendendo spunto dalla constatazione che molti artisti contemporanei, in particolare delle ultime generazioni, hanno lavorato in vari modi sulla figura e soprattutto sull’opera di uno tra i più interessanti intellettuali italiani del dopoguerra

    La mostra, allestita presso il Centro cultural Borges a Buenos Aires inaugura il 7 dicembre e resterà aperta fino al 30 gennaio 2018.

    Realizzare una mostra fotografica su Pasolini tra cinema e società, vuol dire costruire la mostra sul rapporto tra lo scrittore / regista e la città di Roma.

    La mostra si sviluppa cronologicamente in sezioni progressive attraverso la rappresentazione di 10 film con materiale inedito, fornito da Centro Sperimentale di Cinematografia (Cineteca Nazionale).

    Le foto, durante le riprese dei suoi film, ci raccontano con le immagini la sua sensibilità poetica. A queste, saranno affiancate immagini della società di quel periodo storico elencando per ogni film realizzato ogni anno, gli eventi nazionali ed internazionali che hanno segnato la storia di quegli anni. Eventi storici che un regista, un artista, assorbe con le sue sensibilità trasportandole nei suoi lavori. Esperienze che Pasolini ha raccontato con immagini, con simboli e con impaginazioni create nel fotogramma dei suoi film, immagini che si rispecchiano e ci ricordano quadri pittorici di Piero della Francesca o rappresentazioni giottesche come si notano nel film Decameron.

    “Io So…” è il titolo che viene riproposto nel libro di Enzo De Camillis su Pier Paolo Pasolini edito da Arduino Sacco. Pasolini è sempre stato “Un intellettuale in Borgata”, (titolo del Docufilm dello stesso autore De Camillis) come dimostrano la stessa sua vita e morte insieme alle sue opere e ai suoi film che, a detta di Maurizio Ponzi (Regista), hanno riscritto la grammatica stessa del cinema. Film e libro saranno presentati dall’autore all’inaugurazione della mostra presso il Centro Borges.

    La mostra non mira ad idolatrare Pasolini come uomo, ma vuole essere un’ennesima conferma visiva della sua arte e della lungimiranza geniale dell’intellettuale dal quale ogni frase ancora oggi è contemporanea sentenza.

    La Mostra definita: “Cinema e Società”, vuole rappresentare l’artista Pasolini con le sue opere cinematografiche nel contesto politico di quel periodo storico, una opportunità per i giovani di leggere, vedere e apprezzare un artista dei primi del ‘900 raccontando la storia italiana e internazionale del periodo. La mostra ha già ricevuto richieste per allestirla in altri paesi, dal Brasile alla Tunisia. Un’ occasione per divulgare la cultura italiana nel mondo.

  • Il Tempo delle Farfalle Mostra dedicata alle sorelle Mirabal

    In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

     Il Tempo delle Farfalle

    Mostra dedicata alle sorelle Mirabal

    Casa Internazionale delle Donne

    24 -25- 26 novembre 2017

    Attraverso biografie, foto, poesie, arte e testimonianze Il Tempo delle farfalle, alla Casa Internazionale delle Donne, dal 24 al 26 novembre 2017, racconta di donne fuori dal tempo che cambiarono la storia del proprio Paese, la Repubblica Dominicana, con il proprio coraggio e la propria personalità. Nell’ambito della mostra viene anche proposta una selezione di opere del Maestro Dominicano German Pérez, considerato uno dei massimi esponenti del panorama artistico della Repubblica Dominicana,  tra cui il celebre dipinto intitolato “Amén de Mariposas”, che ritrae con il suo stile inconfondibile proprio le sorelle Mirabal.

    Diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, la storia delle sorelle Mirabal, “Le Farfalle”, è racconto di resistenza, liberazione e rivoluzione, parole chiave che hanno segnato fino all’ultimo istante le loro vite brutalmente interrotte dai servizi segreti militari del Dittatore Trujillo il 25 novembre del 1960, data nella quale, in loro ricordo,è stata istituita dall’Onu la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne.

    Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa, nate a Ojo de Agua nella Repubblica Dominicana da una famiglia benestante, combattono la dittatura del dominicano Rafael Trujillo con il nome di battaglia Las Mariposas (le farfalle). Il 25 novembre 1960, mentre si recano in visita ai loro mariti in carcere, le tre donne cadono in un’imboscata degli agenti del servizio segreto militare. Il loro brutale assassinio risveglia l’indignazione popolare accelerando la fine della dittatura.

    La loro opera rivoluzionaria, talmente efficace da indurre il Dittatore a dichiarare «Ho solo due problemi: la Chiesa cattolica e le sorelle Mirabal», porta Minerva e Maria Teresa in carcere due volte nel 1960 con la condanna a cinque anni di lavori forzati per avere attentato alla sicurezza nazionale. Anche i mariti delle tre sorelle  vengono imprigionati e torturati.

    Trujillo progetta il loro assassinio in modo che sembri un incidente, per non risvegliare le proteste nazionali e internazionali: i corpi massacrati delle tre sorelle vengono gettati con la loro macchina in un burrone. L’assassinio delle Mirabal provoca una grandissima commozione in tutto il paese, reduce da trent’anni di sanguinosa dittatura, e la terribile notizia si diffonde come polvere, risvegliando le coscienze.

    L’unica sorella sopravvissuta, Bélgica Adele detta Dedé, ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e alla custodia della memoria delle amatissime sorelle: «Sopravvissi per raccontare la loro vita».

    Nell’ambito della mostra sono previsti i seguenti appuntamenti:

    24 Novembre:

    Ore: 17:30 Inaugurazione della mostra

    Moderatrice: Catia Barone (Giornalista RAI TV)

    Benvenuto: Mirtha Racelis Mella (Presidente PromueveRD).

    Saluti Istituzionali: Celia D’Elia (Presidente Cabina di Regia contro la Violenza sulle Donne, Regione Lazio); Joanny Luna (Ministro Consigliere Ambasciata Rep. Dominicana); Francesca Koch (Presidente Casa Internazionale delle Donne).

    Presentazione della Mostra: German Pérez .

    Interventi: Marinellys Tremamunno (Giornalista), Claudio Castana Marchesi (Attore, Regista, Giornalista);Carmen Tejada (Scrittrice e Presidente Ass. Gabbiano), Marie Claire Safari (Umubyeyi Mwiza Onlus Ngo (UM Onlus); Hodan Tahir (Somali Human Rights Association) Byb Twin (Cantante Urbano, seconde generazioni).

    Premio Mirabal: Consegna del riconoscimento Mirabal a Susana Mamani (La Casa Boliviana).

    Esibizioni Artistiche: Gisela Lopez (Solo noi, monologo); Byb Twin (Te pido Perdon); Scuola Danza Europa, Giorgia Carnovale ”How I Was” e Sara Vannuccini “Tradimento dell’Io, coreografie di Diletta Nannicini.

     

    25 Novembre:

    ore 16:00: Conferenza “Imparando dal passato per un futuro migliore”

    Relatori: Maria Ilena Rocha (Vice Presidente –Vicario ANOLF Nazionale e Res.bile Coord.to Donne ANOLF) Donne nel Mondo Associativo, Volontariato per Abbattere Discriminazioni e Violenza di Genere; Fernanda Solórzano (Studio legale Solórzano & Partners) Diritti delle Donne Immigrate; Avv. Serenella Sèstito (Ass. Ti Amo da Morire Onlus) Stalking; Dott. Principessa Hodan Tahir (presidente Somali Human Rights Association) Mutilazione in Africa – Aspetti Culturali; Maria Teresa Benitez Florentin(Psicologa e Presidente Ass. Paraguay- Italia) La Inmigración Tiene Rostro De Mujer,); Yulissa Salvador (Asessore Legale Consolato del Perù)Violencia psicológica y protección jurídica.


    26 Novembre:

    – ore 11:00  Laboratorio artistico per bambini 3 anni+ “Impressione grafica”, a cura del maestro German Pérez.
    – ore 17:00 Proiezione del film “La Rivoluzione delle Farfalle” di Mariano Barroso.
     

    La mostra, promossa dall’Associazione Promueve RD, con il patrocinio di Regione Lazio, il Comune di Roma, L’Ambasciata della Rep. Dominicana in Italia.

     

    CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

    Via San Francesco di Sales, 1A – Roma

    Orario Apertura Mostra 09:30 – 20:00

    Tel. 06 68401720

    INGRESSO LIBERO

     

  • il Parkinson non ferma la vita: in Ats Bergamo una mostra

    In attesa che la ricerca scientifica scopra il farmaco che possa prevenire e guarire la Malattia di Parkinson, oggi rimangono fondamentali: la strada farmacologica, in alcuni casi l’intervento chirurgico e l’attività riabilitativa motoria.

    L’esperienza ha inoltre dimostrato come le terapie espressive, fisiche e psicologiche (musica, teatro, canto, disegno ecc..) e la conseguente apertura verso gli altri, siano importanti per rendere la vita del malato di Parkinson e dei suoi famigliari più accettabile.

    In questa logica l’Associazione Italiana Parkinsoniani – sez. di Bergamo quest’anno ha realizzato, in via sperimentale un corso di acquerello dedicato a persone con la malattia di Parkinson, familiari e amici, con lo scopo di creare relazione, accettare e affrontare la malattia.

    Il risultato di questa esperienza si è concretizzato nella mostra “Il Parkinson non ferma la vita” che verrà inaugurata martedì 21 novembre alle ore 11 in Ats Bergamo, via Gallicciolli 4, e che fino al 15 dicembre, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 08 alle 18.30 e il venerdì dalle 08 alle 17.00.

  • DALLA VICENDA UMANA DI LORENZO LOTTO ALLE OPERE DI GIANRICCARDO PICCOLI

    Saranno inoltre presentate l’ultima opera in tema lauretano dell’artista Gianriccardo Piccoli – in mostra presso la Sala Alberti del Museo d’Arte e Cultura Sacra e dedicata alla Vergine – nonché il suo imponente dipinto “Senza titolo”, donato dalla Fondazione Creberg al museo.

    Una domenica dedicata all’arte, a Romano di Lombardia, quella organizzata dalla Fondazione Credito Bergamasco e dal Museo d’Arte e Cultura Sacra (M.A.C.S.).

    IN SCENA LA VICENDA UMANA DI LORENZO LOTTO. Dopo il grande apprezzamento manifestato dalle quasi 20.000 persone che fino al 2 novembre hanno visitato Palazzo Creberg per ammirare i capolavori di Lorenzo Lotto provenienti dal Museo – Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, continuano a Romano di Lombardia le iniziative legate al grande artista cinquecentesco.

    Domenica 12 novembre 2017, alle ore 17, la Fondazione Credito Bergamasco e la Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Giacomo Maggiore Apostolo di Romano di Lombardia, tramite il Museo d’Arte e Cultura Sacra, offrono – presso la Chiesa Prepositurale di Piazza Roma – la rappresentazione scenica “L’ultimo Lotto: tra Fortezza e Fortuna”: un racconto della vicenda umana del Lotto, a cura del gruppo artistico Antiche Contrade, che drammatizzerà – con musiche e animazioni teatrali – la vita dell’artista veneziano, in un viaggio tra le capitali della cultura italiana del Cinquecento.

    NUOVA OPERA ALLA MOSTRA “GIANRICCARDO PICCOLI. EX-VOTO”. Fino al 26 novembre, al Museo d’Arte e Cultura Sacra (M.A.C.S.) di Romano di Lombardia, è possibile ripercorrere e apprezzare l’esposizione artistica di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea nella mostra “Gianriccardo Piccoli. Ex-voto, iniziativa congiunta della Fondazione Credito Bergamasco e del M.A.C.S.

    Un’esposizione, dedicata alla Vergine del santuario anconetano di Loreto, che – in considerazione del grande successo riscosso – da domenica 12 novembre si arricchisce dell’ultima opera dell’artista: “La Madonna”.

    Nello stesso pomeriggio sarà presentata al pubblico una grande opera di Gianriccardo Piccoli donata al M.A.C.S. dalla Fondazione Credito Bergamasco, sostegno e partner storico del Museo d’Arte e Cultura Sacra. L’opera “Senza titolo”, di metri 3×2, è stata realizzata dall’artista per la memorabile mostra “Morte a Roma” che si è tenuta nel 2010 presso la Chiesa dei Bergamaschi nella capitale.

    Anche in questa occasione si concretizza la munifica lungimiranza della Fondazione Creberg che sul nostro territorio, sin dal suo esistere, pone al centro delle sue attenzioni non solo la cultura ma anche la sussidiarietà e la ricerca scientifica.

    “Gianriccardo Piccoli. Ex-Voto
    Sede espositiva: Romano di Lombardia, MACS – Sala Alberti (Piazza Fiume)
    Orari: Sabato e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00
    Per gruppi, tutti i giorni in orari da concordare.
    Per informazioni, rivolgersi alla segreteria del M.A.C.S.: [email protected] – tel. 0363.902507

  • “SE CE L’HO FATTA IO” DUE AMICHE IN BICICLETTA: GLI SCATTI EMOZIONANTI DELLA VIA FRANCIGENA IN MOSTRA DALL’8 NOVEMBRE AL 4 DICEMBRE ALLA PASTICCERIA CUCCHI

    inaugurazione Martedì 7 Novembre, ore 18.30

    Pasticceria Cucchi Corso Genova 1 Milano: in anteprima la mostra raccontata dalle dirette protagoniste, Monica Nanetti e Annita Casolo. 

    La serata sarà inoltre l’occasione per degustare l’esclusiva pasta al pomodoro (accompagnata da vino Doc) “Cacc’e Mmitte” dell’Azienda Agraria Paolo Petrilli di Lucera, località posta sull’itinerario della Via Francigena del Sud  

     

    In un ambiente dal grande fascino, la curiosità e l’amore della famiglia Cucchi per la cultura e l’arte si traducono in una serie di originali eventi che, in ottant’anni di storia, hanno trasformato la Pasticceria milanese in ritrovo di artisti e vernissage di affascinanti progetti. Dall’8 Novembre al 4 Dicembre la Bottega Storica di Corso Genova 1, ospita “Se ce l’ho fatta io”, particolare mostra fotografica dedicata alla Via Francigena che racconta, attraverso immagini emozionanti, una bellissima storia di tutti i giorni…

    Due amiche, Annita e Monica: 112 anni in due, nessun curriculum sportivo, scarsissima preparazione atletica e la velleitaria decisione di compiere un lungo viaggio in bicicletta. Due cicliste milanesi un po’ sui generis che, la scorsa primavera, hanno voluto percorrere uno dei più celebri cammini attraverso l’Italia pedalando da Aosta a Roma lungo i 1000 km della Via Francigena in un progetto all’insegna dell’assoluta libertà, senza pianificazioni, senza obiettivi di tempo, senza strutture o mezzi di appoggio, con la sola attrezzatura di un bagaglio leggero e una buona dose di ironia.

    Le immagini di questa cavalcata lungo la storica via di pellegrinaggio attraverso strade minori, piccoli borghi e luoghi simbolo di un’Italia ricca di fascino e di sorprese, saranno dunque esposte alla Pasticceria Cucchi (dall’ 8 novembre al 4 dicembre).

    Questa esperienza on the road, battezzata “Se ce l’ho fatta io”, si è ben presto trasformata in un progetto più ampio (declinato anche sui social e in un libro di prossima pubblicazione), che sta coinvolgendo un numero sempre più ampio di persone e che si propone di mostrare come una serie di piccole grandi imprese siano effettivamente a portata di mano, se solo si decide di farlo, senza per questo doversi trasformare in supereroi o creare traumi e difficoltà per famiglia e lavoro.

    Di questo, della Via Francigena, di viaggi e di biciclette si parlerà nell’incontro con Monica Nanetti, autrice delle foto, in occasione dell’inaugurazione della mostra martedì 7 novembre, ore 18.30, alla Pasticceria Cucchi di corso Genova 1, Milano. #secelhofattaio

    Durante la serata si degusteranno due tipi di vino cacc’e mmitte (togli e metti in dialetto pugliese) della pluripremiata Azienda Agraria Paolo Petrilli di Lucera.

    Un tempo i viticoltori non avevano la possibilità di comprarsi macchinari per la pigiatura dell’uva e li prendevano in affitto e l’operazione andava quindi effettuata molto rapidamente. Da qui il nome cacc’e mmitte. L’etichetta di Paolo Petrilli è di alto profilo e sorseggiare il Motta del Lupo 2016 e l’Agramante 2015 (entrambi Cacc’e Mmitte Doc biologici e vegani) sarà un’occasione da non perdere, in abbinamento alla pasta col pomodoro prodotta dalla stessa Azienda. Il grano con cui produce la pasta bio Paolo Petrilli è infatti di una varietà ormai rara e ben si sposa con i suoi pomodori pelati altrettanto esclusivi.

     A proposito della Pasticceria Cucchi

    Cesare, Vittoria e Laura Cucchi: 80 anni di esperienza nella valorizzazione della tradizione dolciaria milanese. Fondata nel 1936 la Pasticceria Cucchi si trova sempre allo stesso indirizzo, all’angolo tra corso Genova e piazza Resistenza Partigiana, nel cuore di Milano.

    Una bottega storica luogo di incontro di intere generazioni pronte a gustare una prelibatezza unica, miscela di un’arte sopraffina lavorata da sapienti mani di maestri pasticceri che si tramandano nel tempo da otto decenni. Fondata nel 1936 come caffè concerto da Luigi Cucchi e dalla moglie Vittorina, la Pasticceria Cucchi diventò presto uno dei ritrovi alla moda di Milano, offrendo serate animate da un’orchestrina spagnola che suonava fino a tardi balli appena arrivati dagli Stati Uniti. Raso al suolo da un bombardamento nel 1943, il locale venne ricostruito assumendo la sua definitiva identità di pasticceria, pur conservando tracce del suo passato. Gli arredi attuali sono ancora rigorosamente quelli del 1954 e conferiscono al locale quell’atmosfera così particolare che, unitamente alla genuinità della pasticceria dolce e salata e alla qualità del servizio, ha permesso alla Pasticceria Cucchi di attraversare sostanzialmente immutata ben otto decenni di storia milanese, silenziosa testimone di un’evoluzione sociale e culturale. La proprietà del locale è tuttora della stessa famiglia che, giunta alla terza generazione, prosegue con passione il lavoro avviato dai nonni paterni, caratteristica sempre più rara tra gli altri locali della stessa città e che, unita ad una costante ricerca e attenzione alle esigenze della clientela, è testimonianza concreta del valore che esperienza e arte, gelosamente custodite, hanno nel campo artigianale.  Cesare, Vittoria e Laura Cucchi pensano che la valorizzazione della tradizione dolciaria milanese è il principale obiettivo. Tutte le materie prime sono selezionate attentamente dal team di pasticceria, i prodotti sono privi di conservanti affinché i sapori giungano inalterati. E’ il lievito madre a donare a tutti in grandi lievitati della Pasticceria Cucchi una caratteristica inconfondibile e irripetibile. Punto di riferimento della più qualificata lavorazione artigianale, fusione di ingredienti pregiati e ricette sfiziose, Cucchi rinnova il suo percorso gourmand tenendo alto il nome della “dolce Milano” nel mondo con rinomate specialità e nuovi, stuzzicanti peccati di gola come le inedite versioni del suo panettone dell’antica tradizione milanese artigianale accompagnato da salumi sfiziosi oltre che tiepido con gelato. Un panettone prodotto rigorosamente con lievito madre e doppio impasto in tempi che variano dalle 60 alle 72 ore.

    Dal 2002 è Locale Storico d’Italia, dal 2013 Attività Storica della Regione Lombardia e dal 2015 Bottega Storica della città di Milano. è sempre stata ritrovo d’antan di musicisti, poeti, letterati, attori, figure di spicco del tessuto cittadino e gente comune ghiotta dello stile del gusto. Nell’elegante cornice della Bottega Storica milanese da ottant’anni perla dell’arte meneghina, il quadro d’autore si mette in mostra tra prelibatezze che profumano di tradizione e innovativi peccati di gola. Luogo cult di firme prestigiose della cultura e della società, la Pasticceria Cucchi ha infatti fin dagli inizi destinato angoli romantici del suo affascinante salotto a iniziative che incontrino quella magica lavorazione artigianale delle sue creazioni con forme diverse d’arte, sfiziose e sublimi. Gli artisti sono ogni volta scelti in base alle loro tecniche geniali, intuizioni, humour, estro e fantasia. Cucchi, pasticceria d’autore… Aperto da martedì a domenica dalle 7 alle 22.

     

     

    Pasticceria Cucchi SRL – Corso Genova, 1 – 20123 Milano tel 02 89409793

     

    www.pasticceriacucchi.it Pagina Facebook: Pasticceria Cucchi

     

     

     

    Ufficio Stampa Pasticceria Cucchi

    Manuela Caminada         |    Via Leopardi 2   |             20123 Milano

    Tel. 0245487544                |             cell 3336217082

  • “Alfabeto Segnico”. Momenti d’arte in compagnia di Damast.

    Martedì 3 ottobre, a Palazzo delle Stelline, a Milano, gli ospiti di Damast, sponsor dell’iniziativa, sono rimasti piacevolmente colpiti da “Alfabeto Segnico”: l’evento che coinvolge Italia e Spagna con quattro artisti di generazioni differenti impegnati nella ricerca semiotica del valore che si cela al di là dei segni della realtà sensibile.

    In compagnia del curatore della mostra Alberto Fiz, dell’Ad di Damast Concetta Mastrolia e sotto l’egida della Fondazione Stelline di Milano e del Centro d’arte moderna e contemporanea di La Spezia, i visitatori sono stati coinvolti nel suggestivo percorso artistico proposto, attraverso le opere di Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli e Joan Hernandez Pijuan, ognuna dotata di una propria particolarità e contemporaneamente tutte legate alla ricerca di un codice linguistico senza tempo.

    La rassegna sarà visitabile a Palazzo delle Stelline, in corso Magenta, a Milano, dal 15 settembre al 29 ottobre e a La Spezia dal 04 novembre al 7 gennaio 2018.

     

     www.damast.it

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  • Galleria Berga inaugura la mostra “Paolo Giaretta – Settembre”

    Venerdì 22 settembre alle ore 18.00 la Galleria Berga inaugura la mostra Settembre dell’artista Paolo Giaretta.

    Dolci e malinconiche, il pittore scledense staglia le sue figure verso un orizzonte dai mille colori. Distintamente percepibili da lontano, queste opere da vicino raccontano una storia più astratta: ciò che prima era una persona, ora è un’ombra, sfumata ed evanescente nel dipinto.

    In ogni sua tela, l’artista narra una storia, condivide un ricordo, rappresenta un pensiero: guardare un quadro di Paolo Giaretta significa immedesimarsi in un suo racconto.

    Mirabile è l’uso del colore, vero cuore della rappresentazione, dai tratti romantici e delicati. Ogni tonalità viene utilizzata dalla mano sapiente dell’artista, che con morbidezza lega l’arancio all’azzurro, il giallo al grigio.

    Dopo un inizio nel 1978 con la galleria ART2 di Città di Castello (PG), Paolo Giaretta allestisce con regolarità esposizioni sia in Italia che all’estero. Importanti sono le collaborazioni con la Piccola Galleria di Asolo e Bassano e con la Galerie-Vendôme di Parigi, con la quale lavora da più di dieci anni.

    Dal 22 Settembre al 12 Ottobre 2017
    Inaugurazione: 22 Settembre 2017, ore 18.00.
    Luogo: Galleria Berga, Contrà Porton del Luzzo, 16, Vicenza – www.galleriaberga.it[email protected]
    Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 16.30 – 19.30, sabato su appuntamento

  • Damast e Vifra sostengono l’arte a Palazzo delle Stelline.

    Le aziende di Invorio sono sponsor di “Alfabeto Segnico”, un evento che coinvolge Italia e Spagna con quattro artisti di generazioni differenti impegnati nella ricerca semiotica del valore che si cela al di là dei segni della realtà sensibile.

    La mostra, curata da Alberto Fiz, promossa e prodotta dalla Fondazione Stelline di Milano e dal Centro arte moderna e contemporanea di La Spezia, si prefigge, attraverso le opere di Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli e Joan Hernandez Pijuan, lo scopo di indagare i processi di decodifica, e quindi di comprensione, della realtà contemporanea, che si esprime mediante un codice linguistico in continua evoluzione.

    Ho accettato con entusiasmo la proposta di sostegno ad un’iniziativa artistica volta ad indagare il rapporto tra significante e significato – dichiara Concetta Mastrolia, AD di Damast – innanzitutto perché credo fermamente nel ruolo sociale dell’impresa ed anche perché, dopotutto, l’acqua, che è al centro del nostro modello di business, è, al tempo stesso, forma e sostanza e grazie alla sua fluidità riempie ogni spazio divenendo espressione del contenitore”.

    L’inaugurazione della rassegna è fissata per giovedì 14 settembre alle ore 18.30 presso la sede di Fondazione Stelline in Corso Magenta 61 a Milano e sarà visitabile a Milano dal 15 settembre al 29 ottobre e a La Spezia dal 04 novembre al 7 gennaio 2018.

     

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  • Arte: da Roma a Lanzhou. Alla Galleria Nazionale di Arte Contemporanea della città cinese la mostra“Segni” di Corrado Veneziano

    Roma, 26 agosto 2017Sabato 2 settembre (con anteprima per le autorità venerdì 1 settembre) prende il via in Cina, presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Lanzhou, antichissimo snodo della affascinante Via della Seta e ora polo moderno e industrializzato, “Segni”, la mostra di Corrado Veneziano.

    Fortemente voluta e curata da Wu Weidong, direttore di questo spazio espositivo, oltre che artista, critico e curatore conosciuto per aver seguito diverse personali in prestigiose gallerie internazionali, l’esposizione, in programma fino al 10 ottobre prossimo (ingresso libero, orario: 9.00 – 18.00), è una delle poche personali allestite presso il museo: infatti, la più accreditata galleria nazionale cinese nel settore dell’arte contemporanea – nota per accogliere i lavori dei maggiori artisti cinesi e per ospitare le opere di artisti viventi, con particolare attenzione nei confronti di quelli internazionali – raramente destina le proprie sale a singoli artisti.

    “Oggi abbiamo l’enorme piacere di avere a Lanzhou l’artista italiano Corrado Veneziano, impegnato in una ricchissima mostra personale nella Galleria Nazionale. Grazie alle sue 40 opere, molte delle quali di grande dimensione, i professionisti, i collezionisti e gli appassionati d’arte di Lanzhou, del Gansu e della Cina avranno l’occasione di godere della complessità dell’arte contemporanea italiana. Siamo certi che la Mostra avrà un successo forse mai registrato in precedenza per la provocazione, novità, bellezza delle opere pittoriche presentate”, ha dichiarato il direttore dello spazio espositivo, Wu Weidong.

    In mostra quaranta tele, metà delle quali di grandi dimensioni, realizzate con colori a olio, acrilico o con tecnica mista. Soggetto del suo lavoro un universo visivo noto a tutti noi e rappresentato, di volta in volta, da simboli, segni quotidiani, marchi di catene e network commerciali, loghi legati al mondo dell’economia e dell’industria, codici a barre che campeggiano in ogni luogo aziendale e, non ultime, le grandi tele del ‘500 italiano, così tanto conosciute, guardate, ammirate da risultare anch’esse una sorta di marchio, riproducibile e ripetuto.

    Partendo da tutti questi, Veneziano sceglie di ribaltare e ricombinare ogni soggetto, sfidando il consueto e il ripetuto per trasformare anche le immagini più note in altro rispetto a quello che sono. Così tutto rimane, allo stesso tempo, uguale e differente; per certi versi identico e per altri totalmente irriconoscibile, attraente, disorientante, sorprendente.

    I codici a barra identificativi dei libri diventano cancelli, steli di fiori, rami di ulivo su cui l’artista imprime scritture occidentali e orientali, alfabeti antichi e moderni, grafie misteriose; il QR diventa un mosaico, le bottigliette della “Coca cola” donne solitarie e pensose i cui lineamenti sono nascosti dal burqa. Non sfuggono al suo pennello neanche gli spartiti musicali le cui note danzano con le linee del pentagramma, dialogano con pesci, mare, foglie e richiamano alla mente, quando nella pittura si fonde l’eleganza della musica, autori occidentali quali Rossini e Debussy. Anche i capolavori di Michelangelo, Masaccio, Leonardo da Vinci, Botticelli, autori tra i più affascinanti della storia dell’arte occidentale, subiscono una trasformazione per mano dell’artista che trasforma la “Ultima Cena” in un fast food sacro e pubblicitario, sostituisce la “mela” dell’Antico Testamento con una più tecnologica “Apple”.

    A dimostrazione che, dice Veneziano, «ogni cosa, anche se è già vista, va ri-ista, ri-guardata. Tutto è qui, di fronte a noi, eppure questo “essere di fronte” va approfondito con semplicità e meraviglia, con dolcezza, poesia, energia nuova: consapevoli che ogni spostamento del nostro sguardo, ogni battito delle nostre ciglia, ogni “messa a fuoco” dei nostri occhi può raccontare qualcosa di divertente e nuovo: di urgente, necessario, bellissimo».

    Recensito entusiasticamente più volte in passato da  Marc Augé, Achille Bonito Oliva e Derrick de Kerckhove, Veneziano dimostra, anche in quest’occasione, che le sue opere, per usare le parole del noto critico italiano, “massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per le ore 18.

    Note biografiche:

    Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l’attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell’antropologo Marc Augè.

    Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia – Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l’opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l’immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata “Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività”. Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo “I codici dell’anima” in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l’artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale “Segni, loghi e corruzioni”, a cura di Raffaella Salato.

    Alcune note critiche:

    Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi

    “(…) È questa ricerca dello “sguardo di chi guarda” che mi intriga in Veneziano. L’educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell’arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.

    Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista”.

    Achille Bonito Oliva ”L’anima dei non luoghi”

    “(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l’assunzione del metodo dell’assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati”. “(…) Inserirsi nel mercato dell’arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d’onda: viaggiare tra l’alto e il basso del sogno dell’arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un’iconografia eclatante ma, anzi, segnala l’orgoglio di chi utilizza l’arte per sviluppare una scoperta. L’arte come svelamento e l’arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi – anche – un’arte sociale”.

    Marc Augé, “L’anima dei non luoghi”

    “(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. E ora, un po’ inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell’arte figurativa: per l’esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. E Veneziano rimarca proprio l’esistenza dell’arricchente opposizione tra luogo e non luogo;  la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione.”

     

    SEGNI

    Galleria Nazionale di Lanzhou – Via Wuquanxilu, 35 – Lanzhou , Gansu

    Mostra personale dell’artista: Corrado Veneziano

    Apertura al pubblico: da sabato 2 settembre 2017 (con anteprima per le autorità venerdì 1 settembre) a domenica 10 ottobre 2017

    Orario: 9.00 – 18.00    Ingresso libero

  • GIOTTO COLORE UFFICIALE DELLA MOSTRA KLIMT EXPERIENCE AL MUDEC.

    L’oro delle matite GIOTTO Supermina protagonista del “Colouring Wall” dedicato alla creatività del pubblico

    Milano, 26 luglio 2017 – GIOTTO, brand icona di casa F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, fa il suo ingresso al Mudec, Museo delle Culture di Milano, in qualità di Colore Ufficiale della Mostra “Klimt Experience” (26.07.17/07.01.18). Dopo un percorso che vede il pubblico immerso in una rappresentazione multimediale dedicata al Maestro viennese, le matite GIOTTO Supermina riportano lo spettatore al gesto manuale, all’atto creativo, invitandolo a lasciare sul “Colouring Wall” (6X3 metri), un segno, l’emozione raccolta durante la visita, con il color oro, cromia che meglio rappresenta l’arte di Klimt.

    Alla base della partnership, un denominatore comune, la promozione e il sostegno alla cultura dell’arte e della creatività. Da sempre, infatti, F.I.L.A. non si limita a sviluppare prodotti certificati e di qualità per ogni target (bambini-adulti, hobbisti-professionisti) e settore (coloring, modelling, fine arts, art&craft…) ma offre un supporto concreto verso lo sviluppo artistico e creativo di bambini e adulti. Da qui la collaborazione dell’Azienda con Istituzioni che condividono l’obiettivo di valorizzare la creatività e la capacità espressiva degli individui e di rendere la cultura un’opportunità accessibile a tutti. Un impegno in continuo fermento: la collaborazione con Mudec si affianca così a partnership consolidate, come quella con Biennale di Venezia, MUBA, Museo degli Innocenti, MUS.E, Teatro alla Scala e Triennale di Milano con laboratori creativi e progetti dedicati.

    F.I.L.A. compie un passo in più: da diversi anni infatti entra nelle scuole – dalla materna fino alla secondaria di secondo grado – con l’ideazione d’importanti concorsi volti a incentivare lo sviluppo dell’espressione artistica e mettendo in palio premi importanti. Il tutto a caratterizzare un percorso aziendale in continua crescita che viaggia parallelamente alle esigenze e alle necessità dei creativi di ogni età.

  • ALSON GALLERY presenta Urbis et Natura di MARSHALL VERNET

    Debutterà mercoledì 7 giugno alla Alson Gallery di Milano la mostra fotografica “Urbis et Natura” del celebre fotografo Marshall Vernet, vincitore del premio RaM Sarteano alla settima edizione di MIA PHOTO FAIR, la fiera della fotografia d’arte a Milano.

    Le fotografie di “Urbis et Natura” sono caratterizzate da grande attenzione al rigore geometrico; è evidente, in esse, la ricerca di un più saldo equilibrio compositivo e l’interesse per un’immagine cinematografica. La compostezza dell’immagine permette di focalizzare l’attenzione sui particolari più toccanti, umani, in questo modo, il rigore della facciata in cemento di un edificio contemporaneo può svelare la sagoma di un uomo solitario.

    Nelle opere di Marshall Vernet le architetture e la natura dialogano e interagiscono fra loro: la luce e le ombre sembrano vestire gli edifici che, con le loro forme e i loro materiali, sembrano presentarsi come palcoscenici del mondo in divenire.

    “Le foto di Marshall Vernet sono pezzi di una realtà trasfigurata che genera spazi surreali, magici e sognanti.” commenta il curatore della mostra Rolando Bellini “ La forza espressiva di questo autore sta nel proporre uno sprofondamento in una dimensione onirica, un’avventura nel mondo della percezione. Ciò che conferisce corporeità e concretezza a queste immagini è il gioco di luci, radenti come in un dipinto del Caravaggio, che accentuano le forme e rendono le immagini teatrali. L’abilità di Marshall Vernet nell’uso della luce crea immagini come fossero un frame di una pellicola in slow-motion, dove la percezione del movimento le rende frammenti di una storia più ampia in continuo divenire. In ‘Urbis et Natura’ ritroviamo tutte le caratteristiche peculiari del suo lavoro: il colto uso dei grigi, la teatralità dei chiaroscuri e il toccante confronto tra i paesaggi architettonici e quelli naturali che incontriamo nel quotidiano. In questi lavori architettura e natura interagiscono, le luci e le ombre vestono gli edifici, il dialogo tra il naturale e artificiale svia il contrasto e cerca l’armonia degli elementi. Marshall Vernet ancora una volta crea un fermo immagine dell’armonica realtà che ci circonda, carica di sentimento e poesia.”

    Marshall Vernet è nato a New York City nel 1956. Ha frequentato il Liceo Francese di New York, poi in Svizzera, presso l’Istituto Le Rosey, dove la sua passione per la fotografia prende forma. Trasferitosi a Los Angeles, Vernet era un regista pubblicitario dopo aver affiancato il regista Tony Scott nella realizzazione di film quali “Déjà Vu”, “The Fan”, “Enemy of the State”, e “Domino”. Marshall Vernet partecipa a Mia Photo Fair tre volte. In occasione della settima edizione espone la sua più recente raccolta fotografica, intitolata “Urbis et Natura”. Attualmente vive e lavora tra Los Angeles, Milano e Parigi.

    Alson Gallery, nasce nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo dall’unione di Alessandro Alessandroni e Sonia Zentilini, professionisti del settore che da oltre un ventennio collaborano con gallerie d’Arte dallo spessore internazionale. Uno spazio che si muove tra le epoche diverse, riportando ai nostri occhi opere ricercate di inestimabile valore storico, che trovano la loro estensione nelle imponenti stanze, racchiuse nell’Antico Palazzo Biancardi, in via san Maurilio 11.

  • PATRIZIA CANOLA “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”

    PATRIZIA CANOLA AD ISCHIA AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE CON LA MOSTRA PERMANENTE “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”

    Nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, la luce nei suoi molteplici riflessi unitamente al colore, irrompe con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola artista di fama internazionale capace come poche di rappresentare le emozioni della vita tra materia e spirito, desideri e attese.

    Pittrice affermata e di successo Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le più recenti quella a Gualdo Tadino (Pg) “Nel Respiro di Gaia la Madre Terra” settembre 2016, a Venezia “Art Walk” a Palazzo Zenobio (febbraio-marzo 2017) e l’Esposizione Triennale di Roma (26 marzo 22 aprile 2017) alla Fondazione Crocetti.

    La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati simili ad arabeschi, apre ad una sorta di compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare. Ecco che gli infiniti luoghi della natura dove si incontrano anche distese di campi di grano, boschi, vedute marine legate alle coste marchigiane e sarde, ninfee e alberi secolari invitano a guardare oltre, ripensando alla finitezza dell’individuo per interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti. Mete viste, sognate, desiderate svelano un paesaggio dalle sfumature nuove e dalle tonalità che ora unendosi ora scomponendosi, variano presentandosi a volte vivaci e decise, altre volte chiare e pastello.

    Nata a Milano, ma attiva in Brianza, sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, nei suoi dipinti crea scenari dal forte impatto emotivo dove si intrecciano linee e forme avvolgenti che cadenzate dal ritmo di una luce filtrata guidano lo sguardo verso sentieri visti e sognati a recuperare sensazioni lontane eppure vicine che il tempo non cancella. Così attraverso i volti della natura, che è infinita, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, rivela le emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo posando lo sguardo negli spazi tra terra e cielo dove la linea di confine sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.

    Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce. Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni. La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose, le peonie e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

    Accanto alla pittura di paesaggio dove lo studio della luce come si è visto è fondamentale e dove la stessa definisce ogni dettaglio, Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, allo studio dei cavalli in particolare affascinata dal loro movimento, ai singoli alberi e alle nature morte dove campeggiano fiori e frutta. Ma il suo stile da qualche tempo parallelamente si è indirizzato verso un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari tendenti al bianco per raccontare il suo modo di sentire la vita filtrata attraverso una grande sensibilità dove al centro è il destino dell’uomo, con le domande sul senso della vita. Quindi prevalgono tematiche legate al sentimento della libertà al futuro il cui delinearsi dipende dall’uomo: futuro che può apparire incerto e indefinito, ma necessita di una scelta. In questa scia si possono leggere dipinti come: “Va pensiero”, “Futuro” e “Incontri”.

    Per la prima volta i più bei dipinti di questa straordinaria artista arrivano ad Ischia per restarvi in una suggestiva esposizione permanente a lei dedicata negli spazi del Museo Etnografico del Mare. Bruno Mancini, Presidente della DILA ha conosciuto Patrizia Canola in occasione dell’evento del Bookcity dello scorso novembre 2016 a Milano dove la DILA è stata protagonista con un ricco programma di appuntamenti tra musica, presentazione dell’Antologia e letture di testi e poesie.

    La mostra PATIRIZIA CANOLA. NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE, organizzata da Bruno Mancini e curata da Silvana Lazzarino, sarà esposta al Museo Etnografico del Mare di Ischia dal 15 maggio al 15 settembre 2017.

    In permanenza si possono ammirare sette dipinti dell’artista dove a trionfare è la natura con luci e colori e in particolare il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con “Colori di Sardegna” ed “Estate marchigiana” dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine. Intense poi le atmosfere lungo l’Adda del dipinto “I colori del fiume Adda” dove campeggiano i gialli, il verde accompagnati da tonalità blu dell’acqua dove l’ambiente circostante si riflette, come anche di ampio respiro è “Campo di lavanda” con il viola della lavanda in primo piano che risalta sull’azzurro e le increspature scure del cielo, e poi le colorate “Melagrane”. Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno” dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa.

    Sette dipinti intensi di cui tre inediti grandi (“Estate marchigiana”, “Ninfee” e “I colori del fiume Adda”), tutti emozionanti dove viene privilegiato il tema dell’acqua e naturalmente dei colori che si richiamano all’isola verde come è denominata la splendida Ischia.

    il tema dell’acqua come ritmo delle emozioni e della vita che scorre è la linfa della Terra e della natura cui dona energia e fertilità. Acqua cristallina come quella delle coste della Sardegna, acqua dai contrasti luminosi verdi e blu come quella dell’Adda, e ancora acqua trasparente dove si specchiano le ninfee espandendo i propri tenuti colori. Ogni angolo della natura che si rispecchi in “scenari d’acqua” unitamente ai riflessi della luce crea rifrazioni di infinite armonie di colori dove riscoprire le emozioni che arricchiscono pensieri tra attese e speranze.

    Nel suo lavoro Patrizia Canola rivolge il suo studio e la sua ricerca al colore e alla luce fondamentali per la sua arte. Queste le sue parole: “I colori sono la musica e il direttore d’orchestra è la luce”.

    Silvana Lazzarino

     

    PATRIZIA CANOLA

    NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE

    Mostra permanente

    a cura di Silvana Lazzarino

    organizzazione di Bruno Mancini

    Musei Etnografico del Mare

    Ischia

    Orario: da lunedì al venerdì dalle ore… alle ore…

    Sabato dalle… alle….. domenica……

    Dal 15 maggio al 15 settembre 2017

     

  • Luca Alinari – Ultimo viaggio ipnotico

    Vernissage Venerdi 14 aprile 2017, ore 18

    Contrà Porton Del Luzzo, 16 – Vicenza

    www.galleriaberga.it

    [email protected]

    COMUNICATO STAMPA

     

    LUCA ALINARI ULTIMO VIAGGIO IPNOTICO

     

    La Galleria Berga di Vicenza è lieta di ospitare la personale Ultimo viaggio ipnotico di Luca Alinari (Firenze, 1943), curata da Vera Agosti, dal 15 aprile al 14 maggio 2017. In mostra una ventina di opere che costituiscono un piccolo e selezionatissimo percorso all’interno della produzione pittorica dell’artista, volto a indagare il passaggio dai lavori più noti e celebrati dalla critica e dal mercato alle nuove e recentissime sperimentazioni, altrettanto valide e fresche di rinnovato vigore e creatività. E’ dunque un “viaggio”, come ricorda anche il titolo dell’esposizione; “ultimo” poiché il più prossimo, “ipnotico” perché magico e magnetico, un itinerario artistico ma anche un’esplorazione interiore di ciascuno e dell’identità dell’uomo in quanto tale. Ultimo viaggio ipnotico poi è il dipinto del 2015 esposto in mostra, un paesaggio fantastico calato nel nero che rappresenta il punto di arrivo e la trasformazione dei famosissimi paesaggi dell’autore: mondi di fiaba e di sogno, con persone e città, montagne e specchi d’acqua, azzurri romantici, rosa morbidi e rossi sensuali e raffinati, di cui compaiono due esempi in rassegna. Quindi la tecnica mista da trasposizione fotografica Duchamp del 1969 e una stellina nera (Cocciuto quadro, 2015) un esempio delle tele più amate dal grande pubblico, in cui lo sfondo scuro monocromo è punteggiato da miriadi di piccoli astri. E’ un soggetto ricorrente in tutta la storia dell’arte e l’artista lo pervade di profonda ironia, con quelle caratteristiche colte e intellettuali che sono vicine alla ricezione della Pop Art in Italia. E ancora opere più chiare e limpide, gentili nella loro luminosità, come Forza uguale e contraria del 1970 e Psiche del 2010, una personale rielaborazione del mito. Infine, le ultime creazioni, dove nel monocromo rosso (Io con te contro me, 2016) o nero (Troppi se, troppi ma, 2016), si stagliano innumerevoli elementi visivi decontestualizzati e bidimensionali, che prendono il posto degli astri e ci raccontano decine e decine di storie possibili, tratte dal quotidiano, con teste di uomini, mani, cani, scritte, oggetti, barche, cibo… Alinari utilizza gli elementi figurativi e calligrafici come se fossero concetti puri, forme geometriche astratte da collocare nel dipinto secondo uno schema compositivo fatto di equilibrio e dosata armonia. Un alfabeto visivo dalle molteplici e seducenti letture, per una pittura che sa emozionare e immediatamente conquistare, ma anche suscitare interrogativi e riflessioni in una viva comunicazione con l’osservatore.

    Biografia:

    Autodidatta, Luca Alinari viene presentato per la prima volta al pubblico nel 1968 con una personale presso la Galleria Inquadrature di Firenze. Tra il 1972 e il 1973 espone nelle principali gallerie private di Firenze, introdotto dal poeta e amico Alfonso Gatto. Nel corso degli anni Ottanta ottiene i primi riconoscimenti ufficiali con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1982 e alla XI Quadriennale romana nel 1985. Nel 1990 è invitato a realizzare il “Cencio” per il Palio di Siena, il drappo che viene consegnato al vincitore. Si afferma sulla scena artistica nazionale nel 1993, in occasione della mostra antologica allestita presso Palazzo Reale di Milano. A Firenze nel Corridoio Vasariano degli Uffizi, dal 1999 è esposto il suo Autoritratto. Nel 2009 espone 45 opere al Beijin Today Art Museum di Pechino, al Centro per l’Arte Contemporanea SunShine di Shanghai e al Museo di Arte Contemporanea di Kun Shan, città satellite di Shanghai. Nel 2011 a Città di Castello è la volta della personale intitolata “Gelo”. Sempre nel 2011 disegna il logo dei Mondiali di Ciclismo 2013, per la prima volta con gare in Toscana. Nel settembre 2011 presso il Palazzo Medici del Vascello di Asti viene ospitata una sua importante esposizione. Nel 2014 è premiato allo Spoleto Festival Art e riceve il Premio Nazionale Castruccio. Nel 2015 ottiene il premio “Filo d’argento” per la pittura e la medaglia Florentia Mater. Nel 2016, la mostra delle opere degli anni Settanta a Palazzo Pitti a Firenze e l’antologica alla Casa del Mantegna di Mantova.

     

    Luca Alinari – Ultimo viaggio ipnotico

    A cura di Vera Agosti

    Dal 15 aprile al 14 maggio 2017

    Inaugurazione venerdì 14 aprile alle ore 18

    Presentazione di Vera Agosti

    Galleria Berga

    Contrà Porton del Luzzo, 16

    36100 Vicenza

    Tel/Fax 0444/235194

    www.galleriaberga.it

    [email protected]

  • «Bergamasterz: urban and digital art», l’evoluzione della lettera, da segno a linguaggio d’arte

    La 255 Raw Gallery, polo creativo della vivace via Torquato Tasso di Bergamo, si prepara a ospitare da sabato 25 marzo a sabato 22 aprile, la nuova entusiasmante mostra «Bergamasterz: Urban and Digital Arts» con protagonisti i lavori del collettivo artistico Bergamasterz, specializzato da oltre vent’anni in urban e digital art. 

     Luca Font, Hemo, V3rbo, Davide Zetti, Loathin e Simone Joz Rovaris, artisti da sempre in primo piano nelle sperimentazioni del graffiti-writing, attraverso un approccio artistico più urban e colloquiale che tradizionale e museale, condurranno i visitatori in un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’evoluzione del lettering, dal writing degli anni ’90 alle contaminazioni digitali dei giorni nostri.

     Più di trenta opere in mostra, profondamente differenti per la poliedricità degli stili e dei media ma uniti dalla scelta di un codice visivo definito e monocromo: il bianco e nero per riscoprire la lettera come segno comunicativo ed esprimerne appieno il fortissimo impatto artistico. Tra le opere esposte, sarà presentato anche il progetto Sickquence, curato da Bergamasterz e dallo studio di serigrafia bergamasco Corpoc, di Francesco Portesi e Andrea Baldelli: questo lavoro collettivo si avvale della collaborazione dei membri di Bergamasterz e di importanti artisti internazionali, a cui è stato chiesto di realizzare un alfabeto completo con il loro particolarissimo stile. Tra gli artisti selezionati e presentati, anche Zedz, storico artista olandese che ha trasformato i graffiti in geometrie architetturali, e Joys, writer padovano dall’inconfondibile e labirintico stile riconosciuto in tutto il mondo. 

    Ma non è tutto, per il periodo della mostra, sarà possibile partecipare a workshop di serigrafia e video mapping curati dagli autori. Un’esperienza totalizzante e ad alto tasso di creatività. Dopotutto, i Bergamasterz si sono da sempre distinti per performance cross mediali di grande interesse, come “Plotterflux” (un dialogo visionario tra le bombolette spray e i pixel delle videoinstallazioni),  “D’Uomo“, il lavoro di videomapping realizzato sulla facciata del Duomo di Milano nel 2012 commissionato da IGPDecaux in collaborazione con la Veneranda Fabrica del Duomo, il restyling della skate pool dello Spazio Polaresco o la light performance realizzata a Milano per Red Bull. 

    Fondatori della associazione culturale Xpression, nata sul territorio bergamasco per promuovere il writing artistico, i Bergamasterz hanno saputo distinguersi negli anni grazie alla sperimentazione tecnica e alla capacità di ogni componente del gruppo di sviluppare un proprio percorso personale ed una propria cifra stilistica identitaria: Luca Font ha saputo affermarsi tra i più noti tatuatori italiani, Hemo (Enrico Sironi) resta un writer molto apprezzato nel panorama nazionale , Mitja “V3rbo” Bombardieri è un artista poliedrico che spazia dalla pittura alle avanguardie elettroniche, Davide Zetti un writer, motion designer ed animatore, Loathin, artista eclettico dalle forme spezzate e dinamiche spazia dalla grafica alla fotografia e all’alta moda, Simone joz Rovaris, 3D Generalist e Motion Designer.

    Grazie alla collaborazione con CORPOC, inoltre, le illustrazioni di Sickquence saranno disponibili come serigrafie realizzate a mano in edizione limitata.

    Per partecipare ai workshop è necessario iscriversi attraverso il sito o la pagina FB della 255 Raw Gallery  www.255.gallery https://www.facebook.com/RawGallery255/

    La mostra sarà inaugurata sabato 22 marzo alle 18.00 e sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19.30. Nel week end sarà possibile partecipare a workshop e incontri come da orari indicati sul sito e sulla pagina Facebook della 255 Raw Gallery www.255.gallery

  • Dorelan alla mostra “Art Deco, gli anni ruggenti in Italia”: dall’11 febbraio al 18 giugno 2017 ai musei San Domenico di Forli’

    I ruggenti anni venti tornano a Forlì: si intitola “Art Deco. Gli anni ruggenti in Italia” la mostra che dall’11 febbraio al 18 giugno racconterà al pubblico un’epoca in cui il nostro Paese, sull’onda di quanto avveniva nel resto d’Europa, ha elaborato i codici estetici e visivi che contribuiranno alla nascita del Made in Italy.

    Golden Sponsor dell’esposizione ai Musei San Domenico, l’azienda Dorelan, che ha le sue radici proprio a Forlì, territorio votato al settore manifatturiero. Una partnership significativa: da oltre 50 anni punto di riferimento del “Bed in Italy”, Dorelan punta da sempre su innovazione, ricerca e design, tre principi che hanno fortemente ispirato questo stile. Anche oggi, come negli anni ’20, il mondo degli oggetti di design “fa” cultura e promuove l’arte.

    Art Deco – Gli anni ruggenti esplora l’affermazione di un linguaggio artistico italiano e internazionale, illuminando le tappe di una stagione affascinante e dalle forti contraddizioni, stretta tra la voglia di rinascita e leggerezza mondana – dopo la prima guerra mondiale – e i totalitarismi che si affermarono in quegli anni. L’Art Deco è stata il canto del cigno di una società in fermento, ma ha saputo influenzare fortemente tutti i decenni successivi, e sta vivendo attualmente una fase di riscoperta.

    Obiettivo dell’esposizione è evidenziare il livello qualitativo e l’originalità delle arti decorative moderne, e l’importanza crescente che hanno assunto in relazione alle arti figurative, “sorelle maggiori” con cui si è sviluppato un rapporto sempre più serrato.

    L’Art Deco come “arte di vivere” non poteva non influenzare lo stile in ogni ambito dell’ingegno umano: dagli arredi alla moda, dalle automobili ai manifesti pubblicitari, dal cinema alla musica. L’esposizione racconta attraverso documenti e testimonianze l’atmosfera frizzante degli anni del jazz e dei divi come Rodolfo Valentino, Greta Garbo e Marlene Dietrich, icone di un’epoca al tempo stesso tragicamente fatua e spensieratamente consapevole, come ne Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

     

    Musei San Domenico
    Piazza Guido da Montefeltro, 12
    47121 Forlì FC
    Tel.  +39 0543 712 659
    Orari: da martedì a venerdì: 9.30-19.00
    sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00.
    La biglietteria chiude un’ora prima
    Lunedì chiuso, tranne 17 e 24 aprile e 1 maggio

    www.mostrefondazioneforli.it

    www.dorelan.it

  • Mostre: che fine ha fatto Peter Pan? Lo si scopre all’EXMA di Cagliari

    C’era una volta…e poi. Le fiabe viste con gli occhi di un artista. Questo il titolo dell’esposizione del pittore milanese Massimo Fontanini che, dal 17 febbraio al 19 marzo sarà ospitata in uno dei più interessanti musei italiani di arte contemporanea; l’EXMA di Cagliari (http://www.exmacagliari.com/2017/cera-una-volta-e-poi-le-fiabe-pittoriche-di-massimo-fontanini/).

    Le tele di Massimo Fontanini, artista giovane ma dal lungo curriculum, costituiscono un ciclo dedicato ai protagonisti di alcune delle più famose favole per bambini visti, però, nella loro età matura e con i segni che la vita ha lasciato su loro e sulle loro storie. Il debutto di queste opere avvenne nel gennaio 2015 in Trentino nella personale dedicata all’artista, raro esempio di piccola mostra dal grande successo, ottenuto principalmente grazie al passaparola dei visitatori.

    Fra le opere della mostra di Cagliari alcune sono esposte al pubblico per la prima volta e racconteranno ai visitatori cosa sia accaduto ai protagonisti di alcune delle fiabe più famose dopo il fatidico E vissero tutti felici e contenti, non sempre rispettato dallo scorrere della vita.

    Si potrà ammirare la grande tela (160×140 cm) dedicata a Cappuccetto Rosso che, ritratta di spalle in un vestito ancora di colore vermiglio, guarda con nostalgia al bosco dove si è svolta la sua vicenda; o quella di dimensioni più piccole (50×70 cm) dedicata ad Hansel e Gretel che, finalmente grandi, si ricongiungono al padre in uno stretto abbraccio al contempo liberatorio e pacificatore. Altri protagonisti rappresentati nel ciclo ospitato nella mostra all’EXMA di Cagliari, sono Peter Pan, Alice nel Paese delle meraviglie, Cenerentola, La Sirenetta, La bella addormentata nel bosco, la piccola fiammiferaia, Biancaneve, il brutto anatroccolo.

    La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20.  Prezzi d’ingresso: 3 euro interi, 2 euro ridotti.

  • Guangzhou and Milan, Twin City – Civilization Redesign: Ecco i vincitori della Design Competition

    Categoria A – lo spazio della casa: Leonardo Tobaldo

    Categoria B – l’arredo: Agostino Narduzzo e Giulia Rancan

    Categoria C – l’opera d’arte: Chiara Cesca e Anna Dariol

    Totale premi: € 13.500, una mostra all’interno della International Art Fair di Guangzhou e un colloquio di lavoro

     

    Hanno prevalso gusto minimal e attenzione all’ambiente, senso ludico e richiamo alla natura nella design competition Twin City – Civilization Redesign.

    Nella propria proposta di concept originali di Interior Design e opere d’arte ispirati alla cultura cinese, Leonardo Tobaldo (1° classificato categoria A: lo spazio della casa), Agostino Narduzzo e Giulia Rancan (1’ classificati categoria B: l’arredo) e  Chiara Cesca e Anna Dariol (1’ classificati categoria  C: l’opera d’arte) si sono distinti tra i molti in gara per la capacità di integrare i valori della tradizione occidentale e di quella cinese in soluzioni dotate di qualità estetica e coerenza progettuale.

    Erano infatti 3 le categorie di progetto previste dal contest lanciato lo scorso giugno dallo Studio di Architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD e dalla 21^ Guangzhou International Art Fair con Itasia s.r.l. e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano.

    Chiusa la fase di candidature, la commissione giudicatrice composta da Matteo O. Ingaramo, Direttore di POLI.design, dall’Architetto Enrico de Benedetti, dal Designer Davide Groppi, dall’Interior Designer Jason Ma (Taiwan) e da  Zeng Zhen Wei (Cina), Professore d’arte e design, ha selezionato le proposte migliori per ciascuna categoria in gara premiando nello specifico:

    • Categoria di progetto A – lo spazio della casa:

    Leonardo Tobaldo: 1° classificato – € 2.000

    Alessio Serrani e Marco Milandri: 2’ classificati – € 1.500

    Sonia Zocchi, Laura Gallazzi, Francesca Colonnelli: 3’ classificati – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Stefano Calzone, Urte Berukstyte e Monika Petraityte Ilaria Papotti e Milena Gasparetto.

    • Categoria di progetto B – l’arredo:

    Agostino Narduzzo e Giulia Rancan: 1’ classificati – € 2.000

    Agnese Dori: 2’ classificata – € 1.500

    Ekaterina Shchetina: 3° classificato – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Umberto Colasanto, Luca D’Urbino e Stefano Carta Vasconcellos.

    • Categoria di progetto C: l’opera d’arte:

    Chiara Cesca e Anna Dariol: 1’ classificati – € 2.000

    Silvia Natali: 2° classificato – € 1.500

    Giulia Nelli: 3° classificato – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Mattia Marvardi e Edoardo Fraccaro, Mauro Castagnoli e Weipeng Wu.

    Oltre al premio in denaro, i vincitori di ciascuna categoria avranno l’opportunità di partecipare alla 21° Guangzhou International Art Fair e di esporre il proprio progetto; potranno, inoltre, sostenere un colloquio con lo studio di architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD, per l’eventuale formalizzazione di un rapporto lavorativo.

    Appuntamento alla 21° Guangzhou International Art Fair, in programma dal 2 al 5 dicembre 2016, per scoprire più nel dettaglio tutti i progetti selezionati e per incontrare i 3 vincitori.

    Maggiori informazioni sul Concorso e sul regolamento sono disponibili al sito www.polidesign.net/TwinCity.

     

    Guangzhou and Milan

    Twin City – Civilization Redesign

    Concorso di idee promosso dallo studio di architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD e la 21° Guangzhou International Art Fair, con Itasia s.r.l., organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano

    Deadline consegna progetti Categorie A e B: 5 ottobre 2016

    Deadline consegna progetti Categoria C: 3 novembre 2016

    Totale premi: 13.500 euro

    Bando e modalità di adesione su www.polidesign.net/TwinCity.

     

    Press contacts:

    Ufficio Comunicazione POLI.design

    Mail: [email protected]

    Tel.  [+39] 02.23997201

    www.polidesign.net

  • Milano Art Gallery: grande attesa per la mostra presentata da Sgarbi

     

    È ormai prossima l’apertura della mostra “Riflessioni Contemporanee” allestita in una delle più storiche gallerie italiane presente a Milano da quasi 50 anni: “Milano Art Gallery” in via Alessi, 11.

    La mostra si terrà dal 16 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. Presenza d’eccezione durante il vernissage inaugurale, fissato in data venerdì 16 dicembre alle ore 18.00, sarà il noto critico Vittorio Sgarbi. L’esposizione vede protagonista un selezionato gruppo di talentuosi artisti contemporanei, italiani e stranieri, all’insegna della libera espressione creativa e dello spirito cosmopolita.

    L’organizzatore spiega “La mostra, come da nostro filo conduttore portante, sarà una commistione eterogenea di generi e di stili diversi, per dare voce alla fantasia e all’estro di ciascun artista partecipante. La presenza autorevole di Sgarbi è per noi sempre molto positiva e darà l’opportunità di valorizzare ancora di più le opere esposte e dare ulteriore visibilità”.

    E prosegue “Concludiamo così in modo simbolico nel nostro spazio milanese, un anno che ha avuto un calendario ricco di eventi, che hanno ottenuto grande risonanza e forti consensi. Siamo molto soddisfatti e compiaciuti di questi ottimi riscontri e ci prepariamo ad un 2017 pieno di importanti iniziative, con tanti nomi di spicco e un programma sempre interessante, per incentivare la diffusione a tutto tondo dell’arte e della cultura e renderla accessibile a tutti i target di fruitori”.

  • Amanda Lear con Sgarbi in esposizione al Museo Crocetti di Roma

    Grande attesa, per la mostra “Visioni”, curata da Vittorio Sgarbi, che vedrà protagonista la carismatica Amanda Lear con le sue originali creazioni pittoriche. La mostra è ospitata nel prestigioso Museo Venanzo Crocetti a Roma, in via Cassia 492. L’evento, organizzato da Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di noti personaggi, si terrà dal 15 al 31 ottobre 2016. Il vernissage inaugurale, si svolgerà in data sabato 15 ottobre alle ore 18.00.

    L’organizzatore Salvo Nugnes, spiega: “l’iniziativa di portata cosmopolita, che sta già riscuotendo grande risonanza, raduna un circuito selezionato di artisti contemporanei di talento, che espongono accanto alla poliedrica Amanda Lear. Si potranno visionare una grande varietà di opere pittoriche, realizzate da Amanda in un ampio arco temporale e allestite in stile antologico, che sono accomunate dalla vivace vena creativa e dal versatile spirito d’inventiva. Amanda, con la sua brillante indole camaleontica, ama sperimentare e ricercare sempre nuove soluzioni espressive. I quadri rispecchiano la sua energia inesauribile, la sua frizzante vitalità, la passione per la vita e per le emozioni intense’”.

    Nel parlare della sua ispirazione artistica, la Lear ha evidenziato: “il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa che mi fa stare veramente bene. Guardi un quadro e questo ti apre un’po’ la mente. Io penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un’emozione, un sentimento. Dire semplicemente -ah è bella- non è abbastanza, non è importante. Bisogna stimolare e dare qualcosa alla gente”.

  • Artisti Italiani ed Internazionali protagonisti alla Biennale Riviera del Brenta.

    Giorno 23 Aprile presso la celebre villa del 1500, Villa Valier, si inaugurerà la Biennale Riviera del Brenta che vedrà protagonisti pittori, scultori e fotografi da tutto il mondo.

    L’evento è stato ideato e curato da Francesco Saverio Russo, con la stretta collaborazione di Ea Editore nella figura di Sandro Serradifalco, di Salvatore Russo, critico d’arte e, grazie al sostegno di Mauro Genovese, event planner di Villa Valier.

    Ad essere protagoniste saranno le opere d’arte. Realtà artistiche diverse, per provenienza, tradizione e stile parleranno un linguaggio comune, uno dei pochi linguaggi universali, il linguaggio dell’arte.

    Una mostra d’arte con più di 150 artisti internazionali ed oltre 200 opere esposte.

    Tre giorni ricchi di appuntamenti ad iniziare dalla presentazione della Biennale giorno 23 Aprile alle ore 15:00 che terminerà con il venissage sulla motonave, ingresso solo su invito.

    Colazione d’arte, visita guidata della Villa con aneddoti davvero interessanti sulla storia di questo luogo meraviglioso e lo spettacolo pensato appositamente per la Biennale da Nico Gattullo e Jakub Rizman “Mito – Narkissos e l’invenzione della pittura” faranno da contorno ad un evento unico.

    Ad impreziosire maggiormente la manifestazione ci sarà l’assegnazione del Premio Canaletto ad alcuni artisti internazionali che si sono distinti per la loro arte.

    Il programma completo può essere visionato sul sito www.biennalerivieradelbrenta.com

    Biennale Riviera del Brenta

    Villa Valier – Mira (VE)

    23-25 Aprile 2016

    Apertura gratuita al pubblico

    Sabato 23 Aprile dalle ore 16:30 alle ore 19:00

    Domenica 24 Aprile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

    Lunedì 25 Aprile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

  • “KROMOCARNIVAL MASQUERADE” MOSTRA PERSONALE DI MASSIMO PARACCHINI

    MASSIMO PARACCHINI

    “KROMOCARNIVAL MASQUERADE”

    MOSTRA PERSONALE CON DOPPIA ESPOSIZIONE

    presso la GALLERIA D’ARTE NELSON CORNICI
    VIA WALTER MANZONE, 55 VERCELLI
    e il BAR VINGIANO
    C.SO LIBERTA’,109

    DAL 27 GENNAIO AL 13 FEBBRAIO 2016
    ENTRATA LIBERA
    L’artista è in esposizione presso ORLER AFFORDABLE ART POINT (STYLE CHANNEL)
    www.affordableartpoint.com/art/298/paracchini_massimo.htm

    E’ in permanenza presso
    la GALLERIA NELSON CORNICI di VERCELLI e la GALLERIA NOLI ARTE di NOLI
    www.massimoparacchini.it

    Dietro le apparenze sfavillanti e vivaci del Carnevale ogni artista deve saper cogliere le verità più profonde, dietro ad ogni maschera dai mille volti e colori c’è una realtà tutta da scoprire, da indagare, un’anima pulsante di vita, di sogni e di pensieri, un nuovo universo pieno di misteri e di enigmi tutti da svelare!

    Maschere dai mille colori, preziosi e scintillanti, liberi come il vento, che fluiscono dentro di me per esplodere all’improvviso sulla tela bianca con tutta la forza di un uragano, capace di stravolgere la quotidiana normalità, nel gesto di una magica e totale aspersione cromatica dell’artista che deve farsi quasi demiurgo di un nuovo Universo.

    Attraverso il Free Sprinkling Overflowing e Sparkling ho trasformato ogni forma troppo precisa della realtà in visione artistica. Ho ritrovato così quell’armonia cromatica magica e primordiale che sconvolge ogni ragionamento e ogni calcolo umano. Energia, colore e movimento catturo nei reticoli della mente per trasfigurare ogni aspetto del mondo che più colpisce l’immaginazione e l’anima.
    DA “EIDETICA TRASCENDENTALE DELL’ARTE”
    di MASSIMO PARACCHINI

    L’artista presenta in questa sua prima doppia esposizione una serie di opere dedicate interamente al Carnevale, tema tanto amato per il mistero infinito e l’universo enigmatico tutto da svelare che si cela dietro ad ogni volto mascherato, ma anche perché attraverso esso va ad approfondire uno degli aspetti fondamentali della sua ricerca artistica, ovvero quello del krometamorfismo alchemico; si tratta di un cromatismo vibrante, particolarmente acceso, sfolgorante, intenso come le sue emozioni, ma soprattutto in continua metamorfosi grazie all’uso della sua tecnica ormai assodata e trans-figurante del Free Sprinkling Overflowing e Sparkling, cioè una magica e libera aspersione di colore scintillante, attraverso cui sa sapientemente trasmutare, con un processo alchemico, ogni immagine mitica in una pura visione atemporale e assoluta.

    CARLA ROSSO

  • Zino – Codex alla Galleria Marconi

     

    Sabato 14 novembre la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta il secondo appuntamento di Cosa c’è di nuovo oggi?. Infatti alle ore 18.00 si inaugura Codex, mostra personale di Zino, vincitore della prima edizione di Cuprarte, premio organizzato dal Comune e dalla Pro Loco di Cupra Marittima. La mostra, organizzata dalla Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Cupra Marittima, è a cura di Giuliana Benassi, che è anche autrice del testo critico.

    Codex è il secondo appuntamento della rassegna Cosa c’è di nuovo oggi? che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2015/2016.
    La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La personale di Zino potrà essere visitata fino al 5 dicembre 2015 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30.

    “Dopo aver partecipato all’Expo 2015 di Marche Centro D’Arte, e vinto la prima edizione di Cuprarte con il lavoro New Faiths, Zino presenta la sua personale che intende esplicare, attraverso le opere più recenti, la tematica del “codice” (suggerita dal titolo) come lettura alternativa del mondo delle immagini, da sempre territorio d’indagine dell’artista.
    L’uso quasi ludico del Lego, applicato in senso scultoreo ad immagini fotografiche o oggetti, diventa per Zino un escamotage estetico per riflettere su uno degli aspetti più universali della nostra contemporaneità: la decodificazione dell’immagine digitale come spettro e specchio di un mondo fatto di pixel, bit, dati, stringhe e complessi algoritmi. Un viaggio inverso nel meccanismo iconologico dell’immagine, dove il rapporto significato-significante si ribalta in virtù di una diversa prassi estetica volta a scomporre o “erodere” l’immagine, fin quasi a volerne ridisegnare il DNA.
    Il repertorio delle immagini e degli oggetti scelti da Zino è quello del mondo del web, della riproduzione fotografica di oggetti o di elementi dotati di facile riconoscibilità e familiarità. Dallo scorcio dei monitor di un ufficio alla moka per il caffè, dai colori sfavillanti di una drag queen alla cartina geografica del mondo, tutte le opere in mostra sfilano passando dalla dinamica dell’ingrandimento di un dettaglio alla smaterializzazione dell’immagine stessa: da un lato costringono il visitatore a completare con lo sguardo gli elementi figurativi delle opere, dall’altro lo invitano a “giocare” con l’utilizzo dell’applicazione Aurasma, capace di rendere la realtà aumentata dell’immagine”. (Giuliana Benassi)

    “Non ricordo tutto quello che ho fatto in questi anni, ma ricordo bene tutti gli artisti con cui ho lavorato, il piacere delle discussioni sull’arte e sulla vita, il freddo di inverno e il caldo d’estate. La Galleria Marconi mi ha dato molto, un percorso umano e professionale ricco e avvincente, che si è incrociato strettamente con la mia vita, anche se non è tutta la mia vita. Penso agli affetti, alla famiglia, alla mia casa e a chi la frequenta. Penso di avere fatto molto, penso di avere ancora molto da dire e non voglio rinunciare a nulla di tutto questo. È con questo spirito che mi sono chiesto Cosa c’è di nuovo oggi? E adesso aspetto solo di avere la risposta.” (Franco Marconi)

    On Saturday 14th November Marconi Gallery of Cupra Marittima presents the second appointment of What’s on today?  Codex, sole exhibition by Zino will be opened at 6 p.m. Zino is the winner of the first edition of Cuprarte, organized by the Town and Pro Loco of Cupra Marittima.The exposition, organized by Marconi Gallery and Marche Centro d’Arte, with the cooperation of the Town and Pro Loco of Cupra Marittima, is cured by Giuliana Benassi, who is also author of the critical text.

    Codex is the second appointment of the series What’s on today? Which is  is Marconi Gallery 2015/2016 exposition season. Marconi Gallery is in 7, c.so Vittorio Emanuele II at Cupra Marittima. Zino exhibition can be visited till 5th Decenber 2015 with the following times: from Monday to Saturday  4,30-7,30 p.m.

    “After having taken part to 2015 Expo of Marche Centro d’Arte and having won the first edition of Cuprarte with New Faiths work, Zino presents his sole exposition which wants to show  the theme of the “codex” ( suggested in the title)  as an alternative study of the images world  that he has always investigated, through his more recent works.
    The almost playful use of Lego, applied as in a sculpture to the photo images or to objects, becomes for Zino an aesthetic  ploy to reflect on one of the most universal aspects of our contemporary world: decoding the digital image as spectrum and mirror of a world made of pixels, bits, data, strings and complex algorithms. A reverse trip in the iconologic mechanism of the image, where the relationship signifier-meaning is reversed with a different aesthetic practice verged to decompose or “erode” the image till nearly to be willing to redraw the DNA.
    The repertoire of images and objects chosen by Zino is coming from the web world, from photographic reproduction of  familiar objects or elements easily recognizeble. All the exposition works, from the glimpse of an office monitor to the coffee mocha, from the sparkling colours of a drag queen to the world map,  parade passing from the dynamic magnification of a detail to the dematerialization of the image itself: from one hand they force the visitor to complete the figurative works elements of the works  with his eye, on the other hand they invite him to”play” using the Aurasma application, that can make  the augmented reality of the image”. (Giuliana Benassi)

    “I don’t remember all what I have done in these years, but I remember  very well all the artists I have worked with, the pleasure of the discussions about art and life, cold in the winter and hot in the summer. Marconi Gallety gave me much, a rich and fashinating human and professional journey, which is closely intertwined  with my life, even if it isn’t all my life. I think about my affections, my home and the ones who attend it . I think I have done much, but I think I still have a lot to say and I will not give up any of this. It’s in this spuirit that I asked myself What’s on today? Now I just wait for the answer. (Franco Marconi)

    Zino – Codex

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Giuliana Benassi
    testo critico/art critic by Giuliana Benassi

    ufficio stampa/press agent by Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori
    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities
    Nikla Cingolani

    fotografia/photography Stefano Capocasa – Catia Panciera
    allestimenti/preparation Andrea Fontana

    dal 14 novembre al 5 dicembre
    from 14th November to 5th Devember
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
    opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

    Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com

    Info
    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703

    web http://galleriamarconi.it/
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
    twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi

  • PERCHÈ LA CULTURA HA BISOGNO DI PROGETTISTI?

    Ce lo spiega Yuval Avital, in mostra a Milano con ALMA MATER in dialogo con IL TERZO PARADISO di Michelangelo Pistoletto fino al 29 Agosto alla Fabbrica del Vapore.
    POLI.design e ALMED aprono le iscrizioni per il Master PROGETTARE CULTURA – ARTE, DESIGN, IMPRESE CULTURALI, un percorso specialistico pensato per la formazione di nuovi ruoli professionali in grado di gestire progetti culturali diventati sempre più complessi, dove il successo dei contenuti artistici passa inevitabilmente attraverso le capacità tecniche e organizzative necessarie per la realizzazione di mostre, eventi, festival, installazioni e manifestazioni diffuse a livello cittadino o territoriale.

    Yuval Avital, artista multimediale, musicista e compositore apprezzato a livello internazionale, racconta in questa intervista che un progetto complesso come ALMA MATER – che include arte, design e musica – non sarebbe stato possibile senza la regia e la collaborazione di professionisti con specifiche skills tecniche e progettuali, come nel caso delle installazioni site-specific di luci create da Enzo Catellani e di quelle sonore realizzate da Architettura Sonora.

    Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=Zp_BkySuR0s&index=1&list=PLANcQgJctkidSJzGZ39HPVvkHK8n9aF1r&utm_campaign=UA-31111635-1&utm_source=Kloudymail&utm_medium=email

    Oltre alle tradizionali competenze in campo artistico e umanistico, anche le discipline del progetto concorrono pertanto in maniera fondamentale alla riuscita e al successo di ogni format culturale.
    Per questo il Master PROGETTARE CULTURA è frutto della collaborazione fra ALMED, l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano che hanno dato vita a un percorso formativo in cui convergono i know how di Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano.

    Il Master inizia il 17 novembre 2015. Architetti, designer, archeologi, urbanisti, esperti in beni culturali e relazioni pubbliche, sono solo alcuni dei profili in target con il percorso didattico proposto
    INVIA LA TUA CANDIDATURA ENTRO IL 20 OTTOBRE 2015 o richiedi maggiori informazioni scrivendo a [email protected]