Tag: medici

  • Nuova delibera di Regione Lombardia, ANAAO mantiene il punto: “Bed manager” e “Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica” non suppliscono in alcun modo alle carenze di…

    Cambia il modello, ma i medici sono sempre il solito esiguo numero: la nuova delibera di Regione Lombardia, approvata dalla Giunta, prevede un fittizio efficientamento dei pronto soccorso. ANAAO ASSOMED Lombardia mantiene il punto: prevedere piani di efficientamento per effettuare migliorie all’organizzazione interna ai pronto soccorso senza tuttavia prevedere un’implementazione di risorse disponibili è, in sé e per sé, un’azione infruttuosa e fine a se stessa.

    Negli scorsi giorni è stata approvata la delibera della Giunta regionale proposta dalla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, documento che prevede l’ottimizzazione del flusso di pazienti in pronto soccorso al fine di ridurre i tempi di attesa e di ricovero. Oltre al “Bed manager” e al “Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica”, figure volte a definire le strategie per la gestione dei pazienti, vengono previsti numerosi altri adempimenti per limitare i tempi di gestione alle 8 ore, prima di decidere per la dimissione o il ricovero.

    ANAAO riconosce la validità del modello proposto, comprovato da diverse evidente scientifiche, tuttavia, non prevedendo un aumento delle risorse a disposizione del Pronto Soccorso, il modello risulta completamente inefficace. In Lombardia, i letti per pazienti acuti sono inferiori a quanto previsto dalla normativa di legge, (2.75 letti/1000 abitanti invece di 3.0/1000, fonte ISTAT, 2020). Non è possibile gestire i ricoveri in assenza di personale dedicato, né è possibile prevedere l’apertura di nuove camere, attività e ambulatori senza nuove assunzioni. La delibera in esame, inoltre, fa riferimento alla “gestione del transito dei pazienti presso gli ospedali di comunità”, ossia strutture che ancora non esistono e che non hanno individuato, fino ad ora, alcuna risorsa ulteriore.

    “Nel 2018 il Ministero ha richiesto modelli organizzativi a norma – afferma Stefano Magnone, Segretario di ANAAO-ASSOMED Lombardiae questa è la linea seguita. Tuttavia, quando si arriva al punto di dover concretizzare ciò che è previsto dalle delibere, non si è disposti ad investire alcunché. Siamo sempre i “soliti noti”, ormai privi di qualsiasi tipo di entusiasmo, motivazione ed energia; orfani ormai delle stesse componenti emotive che – chi più chi meno – anni fa ci hanno spinto ad intraprendere una simile carriera. Impegnativa, totalizzante ma umanamente appagante e soddisfacente. Ora, se anche questo viene meno a causa di stress e burnout, cosa rimane?”

  • Conferenza Stampa Intersindacale dirigenti medici e sanitari ASST Valtellina ed Alto Lario

    Questo incontro con la Stampa fa seguito ad un precedente del gennaio 2017, non è dettato da esigenza di denuncia, non è un moto di protesta rivolto verso chicchessia abbia responsabilità nella gestione sanitaria della nostra provincia. È solo un atto dovuto: quello di rappresentare l’opinione degli operatori qualificati di un settore oggetto di fortissime criticità, un settore cruciale per le necessità di tutti i cittadini della nostra bellissima e mal servita Valle.

    La Dirigenza Medica e Sanitaria ha negli ultimi tempi ritenuto poco costruttivo assumere pubblicamente posizioni che illustrassero il proprio punto di vista riguardo la sanità provinciale, ma di fronte al susseguirsi di pubbliche dichiarazioni provenienti dal mondo della politica, dalla Direzione Aziendale e da varie associazioni di cittadini ritiene ora opportuno intervenire in qualità di intersindacale della dirigenza medica e sanitaria tutta con l’intenzione di offrire un contributo all’analisi della situazione intercorrente, illustrando gli aspetti, che a nostro avviso, sono alla base del malessere che sta coinvolgendo la cittadinanza ma anche in egual misura gli operatori sanitari.

     

    Contesto Nazionale 

    Dalla metà degli anni Ottanta ad oggi, si sono susseguite leggi nazionali e regionali che hanno determinato periodi di tagli lineari sulla spesa sanitaria, con conseguente progressiva diminuzione numerica di posti letto e di personale, in particolar modo nella sanità pubblica in Lombardia dove più forte è stata la spinta verso una sanità privata convenzionata. Da anni i Sindacati della Dirigenza Medica e Sanitaria denunciano la carenza numerica di nuovi laureati e soprattutto di nuovi specialisti medici; la politica nazionale avrebbe dovuto infatti prevedere l’uscita dal SSN dell’ enorme numero di medici specialisti che si sta verificando negli ultimi tempi; da anni, per mantenere le prestazioni da erogare, il personale medico e sanitario rinuncia a giorni di ferie e di riposo, accumulando milioni di ore di lavoro non retribuito. Questa condizione ha portato al progressivo allontanamento dei medici e dei sanitari dal servizio pubblico, non venendo più ritenuto sostenibile questo eccessivo carico di lavoro.

     

    Contesto locale 

    ASST Valtellina ed Alto Lario non si sottrae a queste dinamiche: dal 01/01/2019 al 31/07/2022 la dirigenza medica e sanitaria è passata da da 443 a 316 unità (127 unità, il 28,7% in meno) e sono già in previsione ulteriori uscite per pensionamenti e trasferimenti presso altre aziende ospedaliere. Il personale medico aziendale, al 31 maggio 2022 ha accumulato 256.127 ore lavorate non retribuite (più di 800 ore pro capite), al 31 dicembre 2021 ha accumulato 15522 giorni di ferie non godute (49 giorni pro capite). Tale situazione si è tradotta e si traduce nel fatto che i servizi al cittadino sono stati sempre garantiti solo grazie alla fattiva presenza e all’abnegazione del personale tutto, che è riuscito tra enormi difficoltà ad evitare interruzioni del pubblico servizio.

    A titolo esplicativo vi forniamo alcuni dati relativi ai medici presenti attualmente in Azienda, con riferimento al primo gennaio 2019.

     

    ANESTESIA E RIANIMAZIONE | 2019: 34 | 2022: 24

    CARDIOLOGIA | 2019: 16 | 2022: 8

    NEUROLOGIA | 2019: 10 | 2022: 2

    ORTOPEDIA | 2019: 14 | 2022: 10

    GINECOLOGIA OSTETRICIA | 2019: 24 | 2022: 15

    PNEUMOLOGIA | 2019: 8 | 2022: 2

    PRONTO SOCCORSO | 2019: 15 | 2022: 12

    RADIOLOGIA | 2019: 21 | 2022: 13

    UROLOGIA | 2019:10 | 2022: 5

     

    Non si può certo imputare alla alla Direzione Aziendale il fatto di non aver cercato di sanare la situazione; sono stati indetti molteplici concorsi pubblici, che nella maggior parte dei casi sono andati e vanno deserti; inoltre, la maggior parte dei pochi candidati vincitori di concorso e accettanti, appena ne ha la possibilità, si trasferisce presso altre destinazioni meno disagiate, dove l’attività lavorativa viene svolta in un unico presidio ospedaliero e non su più presidi distanti tra loro decine di chilometri.

    Di conseguenza, alcune unità operative garantiscono tuttora i servizi su più presidi ospedalieri, pur avendo i numeri sufficienti per poterli garantire a malapena in uno solo di questi. Il lavorare costantemente a organico ridotto ha inevitabilmente pesanti ripercussioni sull’utenza:

     

    -allungamento delle liste d’attesa per visite ambulatoriali, prestazioni diagnostiche strumentali ed interventi chirurgici.

    -allungamento dei tempi di attesa nei PS e nei PPI

     

    Data la gravità della situazione, la Direzione Aziendale, per cercare di mantenere gli standard minimi di accreditamento dei presidi ospedalieri, si è vista costretta ad ingaggiare professionisti extraziendali (cooperative e liberi professionisti) attraverso onerosi appalti con ulteriore aggravio di spesa.

    Attualmente in ASST sono appaltati: i servizi di PS di Sondalo e Chiavenna, la Guardia di Ortopedia di Sondalo e di Sondrio, la Guardia di Cardiologia di Sondalo e di Sondrio, la Guardia di Pediatria di Sondalo, la Guardia di Ginecologia di Sondalo, parzialmente il servizio di Emodinamica a Sondrio; a breve si aggiungeranno la Radiologia e parzialmente la Guardia anestesiologica di Chiavenna.

    Malgrado ciò per alcune unità operative, come la Neurologia, neanche questa ricerca ha potuto garantire il reperimento del personale necessario al mantenimento delle prestazione precedentemente erogate (questo spiega la temporanea chiusura della stroke unit)

     

    Le nostre conclusioni

    In queste condizioni pare del tutto evidente come non ci sia alcuna possibilità, nella nostra provincia, di mantenere l’organizzazione ospedaliera attualmente esistente; a livello nazionale, le strategie messe in campo negli ultimi due anni (in primis l’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione) daranno i primi frutti non prima di 4-5 anni; a livello regionale, la tanto decantata “sanità di montagna” pare aver generato, fino ad ora, cittadini di serie B, ai quali non può venir garantito il rispetto dell’Art. 32 della Costituzione, che tutela come FONDAMENTALE il diritto alla salute; a livello locale, la mancanza di una vision comune tra tutte le istituzioni e i vari comitati nati negli ultimi anni, ha portato a nostro parere a prese di posizione che sono carenti di una progettualità razionalmente sostenibile, mancando una prospettiva globale che comprenda, in maniera aderente alla realtà, la medicina del territorio e il servizio di emergenza-urgenza; abbiamo ascoltato una sequela di dichiarazioni “politiche”, valide forse in una campagna elettorale ma totalmente destrutturate dalla realtà quotidiana, con promesse che rimandano alla creazione di nuovi servizi che appaiono al momento come scatole vuote, o che garantiscono una capillarità dei soccorsi extraospedalieri che nessuno può garantire. Se è comprensibile la richiesta dell’utente di avere il più vicino possibile a casa un “ospedale” con tutti i servizi, non è comprensibile nè giustificabile che chi ha un ruolo pubblico non spieghi alla popolazione che questa richiesta, pur legittima, non è, stante il momento, né razionale né percorribile.

    Certo, non sono ascrivibili ai medici ospedalieri e alle loro Organizzazioni Sindacali le decisioni da prendere per tentare di sanare un contesto ormai insostenibile; è nostro dovere fotografare “dal di dentro” la situazione: al momento, non vi è nè la forza politica, né la capacità organizzativa, nè la disponibilità di risorse professionali per mantenere l’esistente; ci ha fatto molto male leggere che i reparti chiudono “per ferie”; siamo passati, in meno di due anni dall’essere “eroi” (e non lo eravamo, nè lo volevamo essere), all’essere additati come “fannulloni” (e non lo siamo, nè mai lo saremo); siamo semplicemente professionisti della salute, orgogliosi della nostra mission, consapevoli del nostro ruolo, e chiediamo a gran voce di essere messi nelle condizioni di poter dare il nostro meglio, senza dover ricorrere a ritmi e modalità di lavoro insostenibili, che ci stanno trasformando a nostra volta in “pazienti”; il nostro grido di allarme riguarda la messa in sicurezza del sistema sanitario provinciale, un principio di buon senso per poter garantire la salute del cittadino e anche la salute, la sicurezza e la dignità degli operatori della sanità.

     

    ANAAO ASSOMED – Dott. M. Piavanini

    AAROI EMAC – Dott. B. Oria

    CGIL MEDICI – Dott. F. Di Giovanni

    CISL MEDICI Sondrio – Dott.ssa L. Santi

    FASSID – Dott.ssa D. Gianatti

    FESMED – Dott. G. Pedretti

    FM UIL FPL – Dott.ssa R. Salvi

    FVM FIALS MEDICI – Dott. S. Creta

     

  • ANAAO-ASSOMED Lombardia riconferma Stefano Magnone Segretario Regionale

    Tra i principali temi e urgenze da affrontare: la riforma sanitaria e la resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari

     

    Il 9°Congresso Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia ha riconfermato il Dott. Stefano Magnone a capo della Segreteria regionale per un secondo mandato quadriennale.

    I temi caldi che da sempre sono oggetto di rivendicazione del Sindacato sono stati intavolati, delineando con maggior chiarezza quella che sarà la linea già precedentemente indirizzata dall’operato di ANAAO Lombardia.

     

    Tra gli argomenti prioritari ci sono l’applicazione e la necessità di una riforma che sempre più dipende dalla resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari ed è sempre meno prevista dall’operatività futura di Regione Lombardia, oltre che l’urgenza di bloccare la grande fuga del personale verso luoghi professionali più remunerativi o più attenti al benessere organizzativo, tema ampiamente trascurato dal management delle nostre aziende. Anche le esigenze singole del personale non sono ignorate dalla nuova definizione operativa del Sindacato, che punta il dito sulla difesa dei colleghi da ambienti di lavoro ostili, fatti da carichi di lavoro insostenibili, mobbing, demansionamento e stress lavoro-correlato, fattori decisivi nel determinare le continue dimissioni nonché strettamente correlati a fenomeni di vero e proprio burnout e malessere psicofisico del personale,

     

    Ad essere oggetto di focus dell’operato di ANAAO Lombardia sono anche le dinamiche social-organizzative delle strutture sanitarie, pensando a una ridefinizione delle relazioni sindacali che riscontrano nelle aziende un terreno sempre più ostile, trovandosi strette nella morsa rigida di una Regione eccessivamente protesa verso i grandi gruppi privati – a scapito delle strutture pubbliche – e un management troppo spesso non all’altezza del compito e sordo nei confronti delle richieste provenienti dal personale che amministra. Inoltre, la rete ospedaliera e la logistica organizzativa della stessa risultano insostenibili e contribuiscono – come fattore aggiuntivo – a determinare la fuga dei medici, sia da ospedali insicuri che da luoghi abbandonati a dinamiche di nonnismo e prepotenza per mancata tutela degli stessi professionisti della salute.

     

    La nuova Segreteria Regionale e il nuovo Consiglio Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia si impegneranno a rendere il Sindacato ancora più rappresentativo e autorevole, sicuri del sostegno dei propri iscritti.

     

    “L’impegno del Sindacato è quello di dar voce a coloro che rimangono inascoltati, schiacciati da una governance sbilanciata e desensibilizzata nei confronti del personale in prima linea, di medici e di dirigenti – afferma Stefano Magnone, Segretario di ANAAO-ASSOMED Lombardiail supporto dei propri iscritti e le motivazioni che ci raggruppano sotto quest’unica grande causa sono il motore principale di questa nostra battaglia che non deve assolutamente estinguersi né deprimersi davanti alla sordità di Regione e della governance.”

  • Adottare i codici UDI per rendere i dispositivi medici più sicuri. GS1 Italy spiega come fare.

    Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici, garantendo la sicurezza dei pazienti: è questo l’importante obiettivo che ha indotto l’Unione europea a rendere obbligatoria l’adozione dei codici UDI (acronimo di Unique Device Identification) per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo tutta la supply chain sanitaria.

    Come previsto dai Regolamenti europei 745/2017 e 746/2017, il percorso di “avvicinamento” a questo sistema di identificazione e tracciabilità passa attraverso la conoscenza e l’applicazione delle regole delle Issuing Entity accreditate presso la Commissione europea, come GS1, che in Italia è rappresentata da GS1 Italy, l’unico ente italiano autorizzato a rilasciare i codici per lo UDI.

    In questa veste, GS1 Italy si pone l’obiettivo di supportare le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici nell’Unione europea a utilizzare gli standard GS1 per creare lo UDI per i loro prodotti.

    Per questo propone giovedì 25 febbraio, alle 15:00, il webinar gratuito “La normativa UDI e gli standard GS1”, tenuto da Giada Necci, new solution specialist di GS1 Italy. Un seminario virtuale di 90 minuti che permetterà a ogni azienda di diventare autonoma nel costruire e gestire lo UDI dei prodotti che produce e commercializza, grazie al corretto utilizzo degli standard GS1.

    Ma non solo: alle aziende che necessitano di una full immersion nel mondo dello UDI viene in aiuto l’Academy di GS1 Italy, che per il 2021 ha inserito anche lo UDI nella sua proposta formativa, sia con corsi online standard sia con seminari e consulenza personalizzati in base alle esigenze e alle richieste di ogni azienda che si occupa di dispositivi medici, in partnership con Confindustria Dispositivi Medici Servizi.

    Maggiori informazioni e il form di registrazione al webinar del 25 febbraio sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

    ***

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Massimo Caramia racconta il suo marmo dai 1000 volti

    Spesso, capita di sentire parlare in modo discorsivo dei pregiati marmi originari della zona toscana di Seravezza. Tra questi, senza dubbio spicca in tutto il suo magnifico splendore il blocco denominato “Marmo dai 1000 volti” che appartiene alla famosa breccia medicea. Questo blocco, godo del Patrocinio istituzionale concesso dal Comune di Pietrasanta ed è protagonista di un importante progetto di ricerca compiuto in prima persona dal proprietario Massimo Caramia, che vanta una radicata e consolidata esperienza in materia, essendo un artista-artigiano del marmo di notevole autorevolezza. E proprio grazie e in virtù di questa sua capacità acquisita e perfezionata nel tempo, Caramia si sta dedicando anima e corpo per procedere nel progetto, investendo proprie risorse e proprie energie con caparbia e risoluta intraprendenza. A dare sostegno e supporto all’operato di Caramia, con la sua consulenza specializzata, è la dottoressa Elena Gollini che si occupa di curare e gestire tutta la pianificazione logistica della comunicazione promozionale del progetto di ricerca. In particolare, la dottoressa Gollini ha rimarcato a riguardo: “Il lavoro fatto da Massimo è davvero ammirevole e sta dando risultati ottimali nella fase sperimentale compiuta con appassionato e accorato trasporto. Il blocco è un vero e proprio reperto storico di inestimabile valore artistico. Nella sua evoluzione naturale ha sviluppato al proprio interno un corposo circuito di immagini figurali di affascinante bellezza suggestiva. Sono come delle visioni sospese in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, che emergono come per incanto e magia e si palesano nella loro misteriosa ed enigmatica essenza creativa”. E ha aggiunto ancora: “Volendo simbolicamente classificare e inquadrare questo blocco attribuendo e conferendo la rilevanza che merita, stiamo organizzando in modo tattico una sequenza di ulteriori fasi comprovanti, per arrivare ad un livello elevato di risonanza mediatica. Nel guardare e ammirare le figure insite nel blocco, si riesce davvero ad immergersi in una dimensione speciale, dove si dimentica la scansione temporale e cronologica e si intraprende un viaggio favoloso, come dentro una virtuale macchina del tempo. Il desiderio e l’intento di Massimo, è proprio quello di poter accompagnare e guidare in questo incredibile viaggio tutti quanti, con aperto spirito di condivisione e di aggregazione”.

  • Il marmo dai 1000 volti: patrimonio dell’arte e dell’umanità

    Il progetto del “Marmo dai 1000 volti” facente capo all’intraprendente Massimo Caramia artista-artigiano del marmo di grande esperienza e competenza, sta prendendo corpo man mano, gradualmente e progressivamente e si prevede una forte risonanza, con un tam tam di incremento mediatico capillare. Il progetto si ricollega ad un blocco marmoreo derivante dall’antichissima breccia medicea, venuto alla luce presso la zona toscana di Seravezza. Attualmente, il legittimo proprietario esclusivo Massimo Caramia lo sta custodendo gelosamente e analizzando con grande cura e attenzione, per fare affiorare le interessanti proiezioni figurali, che sono presenti all’interno del blocco stesso come se fossero state forgiate e plasmate mirabilmente da Madre Natura. La dottoressa Elena Gollini che supporta Caramia nella ricerca e nella promozione mirata del progetto, afferma con soddisfazione: “Massimo sta dimostrando una fiera e orgogliosa determinazione nel portare avanti il progetto. Il blocco ogni giorno suggerisce nuove scoperte, in un corollario variegato di forme e figure di sorprendente spettacolarità. Procedendo secondo uno schema pianificato a monte con certosina dovizia strumentale, Massimo sta continuando nell’esame di queste immagini e trova rimandi e riferimenti stupefacenti con la storia dell’arte. Il blocco nella sua genetica peculiare è davvero un pezzo sui generis, difficilmente associabile ad altri blocchi con la medesima origine, seppur pregevoli. Abbiamo già da tempo opportunamente fatto predisporre un apposito logotype grafico esclusivo e identificativo, proprio per suggellare simbolicamente anche a livello di identificabilità una propria connotazione subito riconoscibile. Oltre al logotype è stato redatto e sottoscritto da me un comprovante expertise di certificazione di autentica, per dare una documentazione esaustiva e completa d’accompagnamento al blocco e avvalorare l’intero progetto di ricerca. Siamo dunque in fase di promozione a largo raggio per espandere la visibilità del progetto e prepararci ad avere i meritati riscontri da parte dell’opinione pubblica, oltre che degli addetti di settore. E ovviamente non ci fermiamo, anzi, si prosegue alacremente e con forte entusiasmo. Non si può non restare conquistati dal blocco, è praticamente un catalizzatore energetico potentissimo e al contempo sprigiona a tutto tondo un flusso energetico davvero avvolgente e coinvolgente. È proprio un capolavoro della natura senza pari”.

  • “Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia: arte per l’arte

    “Il marmo dai 1000 volti” è un pregevole e ambizioso progetto che prende vita dalla grande sensibilità intuitiva del maestro del marmo Massimo Caramia, in collaborazione con la dottoressa Elena Gollini. Il patrocinio istituzionale conferito dal Comune di Pietrasanta ha ulteriormente amplificato la portata e la rilevanza sociale e collettiva di questo articolato progetto di ricerca, che ha come protagonista un magnifico e possente blocco di marmo di ancestrale origine medicea, appartenente alla cosiddetta breccia medicea, originaria della zona di Seravezza. Il progetto che porta questa emblematica denominazione “Il marmo dai 1000 volti” vuole scandagliare e analizzare la natura genetica intrinseca di questo blocco portentoso, che nasconde al suo interno una molteplicità di figurazioni di varia tipologia, che appaiono come per incanto e magia tra le variegate e suggestive venature cromatiche naturali.

    La dottoressa Gollini ha dichiarato: “Massimo con la sua radicata è consolidata esperienza come rinomato artista del marmo, è riuscito a fare emergere dal maestoso blocco interessanti immagini figurali, che appaiono come una sequenza incastonata dentro in equilibrio bilanciato e armonico con la consistenza marmoreo e hanno una loro sorprendente resa plastica di forte effetto. L’impatto visivo è molto potente e da subito cattura e conquista lo sguardo. Non si può assolutamente rimanere indifferenti davanti a tanto sorprendente splendore che la natura ci ha donato e che Massimo ha sapientemente fatto affiorare con maestria e competenza. Il blocco è attualmente in fase di analisi stratificata tra interno ed esterno e ogni giorno rivela nuovi spunti e nuovi rimandi, che si aggiungono a quelli già trovati, componendo e fornendo un meraviglioso scenario artistico naturale, assolutamente unico e suo generis. Insieme a Massimo stiamo predisponendo delle iniziative che prenderanno il via con l’aiuto anche del Comune di Pietrasanta per dare il pieno risalto a questo progetto, con una promozione mirata ad hoc e capillare. Il lavoro è lungo e molto impegnativo, ma siamo convinti che i frutti saranno estremamente appaganti e meritatamente soddisfacenti. Come proclamava l’esimio Fedor Dostoevskij la bellezza salverà il mondo e senza dubbio, il marmo dai 1000 volti con la sua incantevole bellezza ammaliante contribuisce a questa salvezza“.

  • È online la mostra “Arte da indossare” di Valentina Medici a cura di Elena Gollini

    È stata ufficialmente esposta nella piattaforma online delle mostre a cura di Elena Gollini la photogallery dedicata alle speciali creazioni di gioielli artistici realizzate da Valentina Medici con grande fantasia e spiccato estro di inventiva. La mostra si intitola “Arte da indossare” per indicare simbolicamente il valore artistico pregnante dei suoi gioielli di tipo artigianale 100% Made in Italy. L’esposizione raccoglie 20 immagini di opere scelte appositamente nella corposa produzione della Medici, per avvalorarne e rafforzarne il meritevole percorso, che con inesauribile passione e dedizione sta compiendo all’interno di questo eterogeneo e multiforme settore creativo, che dal passato ad oggi si dimostra sempre di forte attualità e che possiede delle qualità di plus valore esclusivo e sui generis. La dottoressa Gollini ha dato risalto alle caratteristiche connotativi principali del fare artistico della medici commentando: “La versatile creatività di Valentina emerge appieno sia nell’ambito pittorico che in quello legato alla magia avvolgente del gioiello artistico, che con il suo fascino, la ricercata raffinatezza delle fattezze e l’eleganza garbata conquista fin dal primo sguardo. Valentina senza dubbio si dimostra pienamente appagata e gratificata sia attraverso la pittura sia attraverso l’elaborazione ideativa ed esecutiva dei gioielli. Ricordiamo che fin dai tempi antichi il gioiello è un oggetto di indagine dalle molteplici sfaccettature, che storicamente ha avuto un’ampia varietà di ruoli e di funzioni simboliche. Nella nostra epoca assume nuovi stimolanti significati, che si estendono anche oltre e al di là dei confini interpretativi tradizionalisti e lo rendono più eclettico e originale come concezione. Il gioiello come quello realizzato da Valentina è un gioiello di ricerca d’artista, che acquista valori differenti. Rispetto al passato ed è il risultato di nuovi intenti espressivi, che caricano la materia lavorata di contenuti e di senso estetico e formale inediti. La trasformazione del gioiello da opera artigiana tout court a vera e propria opera d’arte è un processo che ha origine alla fine dell’Ottocento e che si consolida e si evolve durante il ventesimo secolo. Soprattutto a partire dal 1960 appare sempre più radicale il ripensamento profondo del ruolo e del significato dell’ornamento all’interno della società e parecchi artisti visivi e artisti orafi sperimentano i propri confini di studio e di ricerca tra gioiello e scultura, dando vita al concetto di arte da indossare, che rispecchia perfettamente lo stile e l’orientamento di pensiero di Valentina, che considera quello del gioiello artistico come un linguaggio paritetico alla pittura, alla scultura e alle altre arti visive in generale, attribuendogli la medesima portata e valenza comunicativa formale e sostanziale“.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-da-indossare-valentina-medici/

  • Il marmo dai 1000 volti: arte della natura

    Con il progetto denominato “Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia lo scenario artistico, storico e culturale si arricchisce di un importante e pregiato tassello che possiede una valenza genetica formidabile. La risonanza di questo progetto è stata suffragata e confermata ulteriormente dalla concessione del patrocinio istituzionale da parte del Comune di Pietrasanta, che ha apprezzato e approvato l’operato di Caramia e il suo costante impegno per raggiungere esiti e risultati ottimali. La dottoressa Elena Gollini, che supporta Caramia nella promozione e nella divulgazione mediatica ha spiegato: “Con Massimo abbiamo da subito intavolato un’empatica sinergia collaborativa. Il suo lungo percorso artistico nel mondo del marmo ha garantito un esteso e comprovante raggio d’azione. Il blocco che vanta antichissima origine medicea e appartiene alla rinomata breccia medicea di Seravezza, si presta ad essere sottoposto ad uno scandaglio a tutto tondo. Le figurazioni che appaiono dentro la consistenza del blocco sono davvero originali e inedite. È stata individuata anche l’effige dell’eccelso genio Leonardo da Vinci, che con il suo inconfondibile profilo si staglia con postura solenne e sembra voler avvalorare la meraviglia straordinaria dei poteri e delle risorse insite in questo materiale secolare, che ha conservano e custodito al suo interno un mondo incredibile, un tesoro inestimabile, un patrimonio sommerso di presenze animate. Attualmente, Massimo sta procedendo ad un certosino e dovizioso lavoro di lucidatura, per poter scorgere ancora più a fondo le immagini che si profilano e si palesano in superficie, come le note di uno spartito musicale con un ritmo misterioso e intrigante, delicato e poetico. Questo meticoloso lavoro di lucidatura serve anche per esaltarne e ravvivare le componenti cromatiche peculiari del blocco, che ha una sua intrinseca caratteristica tonale davvero intensa. Massimo protegge il blocco in modo accurato e lavora sempre osservando grande attenzione e accortezza per non danneggiare le virtuose qualità. Siamo certi che nel tempo avremo altre positive sorprese a favore di questo progetto e che altri importanti organi e enti istituzionali forniranno il loro prezioso appoggio di sostegno per perorare la giusta causa. Massimo, proprietario unico ed esclusivo del blocco, ha come sogno nel cassetto quello di dare vita a un tam tam di portata nazionale e internazionale, che metta il blocco in posizione di primo piano, non soltanto davanti agli autorevoli addetti e operatori di settore, ma all’intera opinione pubblica. Massimo considera il suo blocco un bene da condividere a livello sociale e collettivo, come una grandiosa opera d’arte che appartiene simbolicamente al mondo intero e che tutti possono ammirare. Questo desiderio di condivisione accomuna il suo operato a quello degli antichi mecenati e pigmalioni dell’arte, che attraverso le loro risorse mettevano a disposizione un enorme patrimonio artistico e ne rendevano partecipe il popolo, per consentirgli di goderne e attingere da esso stimolanti insegnamenti, alla base della conoscenza e del sapere più elevati“.

  • Massimo Caramia artista del marmo: tradizione e innovazione in perfetto connubio

    L’artista del marmo Massimo Caramia ha di recente ottenuto il patrocinio istituzionale dal Comune di Pietrasanta per il progetto di ricerca denominato “Il marmo dai 1000 volti” che lo vede impegnato in prima linea nel portare avanti la promozione capillare, connessa a uno straordinario blocco di origine medicea di sua proprietà. Al contempo prosegue la sua apprezzata attività di artigiano e artista del marmo con grande dedizione. La dottoressa Elena Gollini che sta coordinando il percorso di ricerca assieme a Caramia ha messo in evidenza alcuni tratti sostanziali importanti del suo pregevole talento creativo, dichiarando: “La produzione di Massimo si presenta come un’aggregazione composta e bilanciata di elementi variegati. Massimo compone la sua ricercata e raffinata formula espressiva all’insegna di un’arte senza tempo e dotata di grande carica ed energia vitale. Si è saputo muovere con garbo riflessivo nell’articolato panorama contemporaneo, traducendo con un proprio linguaggio plurisensoriale quanto della dimensione reale ha recepito con più empatia. Dotato di una creatività molto versatile e di una sensibilità intuitiva ha saputo cogliere il senso del bello e dell’armonia, senza mai dare spazio ad eccessi di sofisticato virtuosismo estetico, per rendersi fautore e portavoce di una comunicazione verace e veritiera, frutto di un autentico trasporto intimo e introspettivo. Le creazioni marmoree sono come soave e delicata poesia del cuore e dell’anima, tradotta in arte pura e incontaminata. Lo spirito di condivisione con il fruitore lo ha guidato sempre nel cercare un cammino di evoluzione che fosse sinonimo di crescita interiore positiva da spendere come esempio di stimolo“.

  • PREVENZIONE: Come mantenere in salute se stesso e gli altri

    Sicuramente viene detto tutti i giorni, dai media, da esperti, medici ecc… ma anche a noi volontari de La Via della felicità di Padova, piacere l’idea di condividere con voi questa breve introduzione al vademecum dal titolo Come mantenere in salute se stesso e gli altri che alleghiamo di seguito. 

     

    Perché la prevenzione è importante:

    Si dice che alcune malattie siano causate da batteri o virus dannosi, comunemente chiamati germi. 

    Le infezioni causate dai germi sono leggere, come il comune raffreddore, ma altre potrebbero essere serie o persino pericolose per la vita come l’influenza, l’avvelenamento da cibo o la faringite. I germi si possono diffondere da persona a persona attraverso cose come la tosse, uno starnuto o una stretta di mano. 

    I germi si possono anche trasmettere toccando qualcosa che è stato toccato da una persona infetta come un piano di lavoro o un animale domestico. Un altro modo in cui i germi si trasmettono è attraverso il consumo di cibo o bevande infette. 

    Anche venire in contatto con insetti o altri animali che sono portatori di germi può trasmettere i germi. Il fatto che la malattia si possa trasmettere non è un’informazione sconosciuta. 

    Quel che potrebbe non essere noto, però, è il fatto che il contagio può avvenire durante i periodi di incubazione – il periodo prima che la persona mostri sintomi e realizzi che è malata. Quindi precauzioni di sicurezza devono essere prese in ogni momento per ridurre il rischio di trasmettere la malattia. Implementare le linee guida di base date in questo opuscolo, può prevenire la malattia dal presentarsi in primo luogo.

     

    Diffondere questo tipo di informazione è perfettamente il linea con l’invito che rivolse l’umanitario L. Ron Hubbard, quando scrisse il libro nel 1981. Il suo scopo è proprio di fornire una guida, completamente laica, adatta ad ogni persona, di ogni cultura o credo, che possa essere seguita per vivere una vita migliore, nel rispetto dei valori umani, che sono alla base della vita. 

    Il precetto N.1 de La via della felicità tratta proprio dell’importanza di prendersi cura di te stesso, e per questo motivo ci piace l’idea di condividere anche questo opuscolo, che approfondisce in modo semplice ma efficace le pratiche da seguire per il benessere personale e di chi ci sta vicino!

    www.laviadellafelicita.org

     

     

     

     

  • Il progetto “Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia ottiene il Patrocinio di Pietrasanta

    “Il marmo dai 1000 volti” è un progetto di ricerca di grande spessore capitanato dall’artista Massimo Caramia e coordinato dalla dottoressa Elena Gollini, che riguarda un maestoso blocco mediceo di secolare origine, che possiede al suo interno delle misteriose figurazioni molto particolari e di notevole impatto visivo. La dottoressa Gollini ha spiegato: “Sapienza tecnica, tenacia e rigore esecutivo definiscono l’azione di ricerca accurata e approfondita a tutto campo, condotta da Massimo sul magnifico blocco marmoreo. Si evince da subito la grande padronanza e professionalità, unitamente alla viscerale passione che lo guida e lo accompagna in questo coinvolgente progetto. Massimo osserva, studia, accarezza, soppesa, misura, per raggiungere e ottenere quella perfezione sperimentale, di cui poter essere pienamente soddisfatto e compiaciuto. La materia scultorea figurale insita nel blocco si espande nello spazio, senza invaderlo, ma bensì con aggraziata sinuosità. La speciale e peculiare morfologia costitutiva del blocco reagisce perfettamente all’atmosfera dello spazio circostante e agli stimoli luminosi e trasmette grande carica e potenza vitale. La sua lettura interpretativa ingloba un corollario di messaggi e di significati sfaccettato e un flusso intenso di mistero enigmatico, che lo rende davvero unico e sui generis e rimanda alla poetica di Henry Moore, ad uno stadio della materia che non ha ancora distinto l’uomo dalla natura, ma che registra l’inizio organico di un distacco graduale e progressivo. Il blocco appare in tutto il suo splendore, come se fosse modellato e modulato secondo i principi della dinamica dei fluidi, legittimando valore aggiuntivo alla geometria euclidea. Il processo di figurazione insito dentro si avvicina all’idealizzazione dell’opera d’arte nel suo senso assoluto di unicum, come opera omnia, per cui la figurazione toglie anche la materialità in senso lato ed accentua ed enfatizza il senso intrinseco di spiritualità e di misticismo“.

  • L’essenza corporea e incorporea di un antico blocco marmoreo mediceo

    Osservando con attenzione il blocco di marmo di genesi medicea denominato “Il Marmo dai 1000 volti” appartenente a Massimo Caramia, si viene immediatamente conquistati e rapiti dalla sua peculiare conformazione genetica. La dottoressa Elena Gollini che supporta Caramia nel portare avanti questo importante progetto di ricerca, ha espresso delle interessanti valutazioni sui preziosi risultati che si stanno progressivamente manifestando e contribuiscono a dare risalto e risonanza al percorso sperimentale. In particolare ha così commentato: “A tutti è capitato almeno una volta di restare dietro una finestra in una giornata nebbiosa, cercando di scorgere e carpire i profili delle cose, di ricordare sembianze, forme, immagini più o meno già viste e conosciute. In quelle occasioni il nostro sguardo attento chiede aiuto alla memoria, perché lo guidi e lo sorregga a spingersi e addentrarsi al di là dell’apparenza, a indagare e analizzare attraverso una fitta coltre virtuale di nebbia che lo avvolge e lo contorna permeante e contestualmente occorre anche essere pronti ad attingere ai ricordi più intimi e reconditi per riscoprire i luoghi dell’anima, quelli che ci appaiono famigliari anche senza averli mai visti prima e conosciuti dal vivo. Il blocco marmoreo riesce a spiazzare l’osservatore, lo rapisce e lo conquista nel profondo e senza riserve, lo sprona e lo incita ad avvinarsi e al tempo stesso ad allontanarsi per ampliare e allargare la prospettiva di veduta panoramica, ad aprire e al contempo a socchiudere gli occhi per mettere a fuoco e focalizzare le immagini impresse all’interno e accertarsi di aver ben compreso e recepito il loro senso ultimo e il loro valore intrinseco. Massimo non è un individualista e aspira a condividere questo altisonante progetto e a metterlo a disposizione, dimostrando un meritevole intento sociale e collettivo nel suo operato. Il blocco lascia emergere e affiorare una sua speciale aura intimistica, componendo delle particolari musicalità e sonorità visive e tattili e suscitando dimensioni e atmosfere velate da una visionarietà soffusa, aulica, suadente che invita a una riflessione non superficiale e non marginale, molto approfondita e ponderata. Il blocco ci offre una visione posta in perfetto equilibrio armonioso tra memoria e realtà, dove coesistono insieme reale e irreale, immersa in una atmosfera protetta e rarefatta, scalfita da un fremito di vita e alimentata da vibrazioni palpabili di energia vitale. Il blocco si colloca sul lungo e articolato percorso di crocevia della memoria che rappresenta la metafora allusiva di un momento unico e irripetibile, che mette in luce ricordi e impressioni appartenenti al nostro passato. Massimo consegna al nostro sguardo un patrimonio di grande potenza e forza comunicativa, che conserva, accoglie e custodisce ricordi e sentimenti pregnanti, con la speranza che vengano concepiti nel modo giusto, con la stessa fierezza e lo stesso orgoglio con il quale un genitore presenta al mondo il proprio figlio. Il blocco di marmo racchiude in sé il tempo e lo ferma, lo blocca, lo cristallizza, interrompendone lo scorrere incessante con la sua alchimia compositiva inconfondibile e inimitabile, che nella sua intensa suggestione espressiva ci fa accostare all’essenza segreta e celata delle cose, quella più genuina e purificata“.

  • La lavorazione artistica del marmo di Massimo Caramia: antichissima e sempre attuale

    La produzione artistica marmorea realizzata con grande maestria artigianale da Massimo Caramia, è comprovante di una tradizione antichissima che anche ai giorni nostri si dimostra sempre attuale e innovativa nelle sue trasformazioni ed evoluzioni. Il fruitore resta fin da subito colpito per la qualità eccelsa dei lavori, che rispecchiano il buon gusto e il senso estetico di Caramia e rappresentano delle vere e proprie creazioni artistiche d’autore. La dottoressa Elena Gollini ha colto dei tratti distintivi di particolare rilievo e ha affermato: “Massimo è un vero maestro del marmo, che persegue un livello di ricerca di grande spessore e portata. È il continuatore di una tradizione pregevolissima e preziosissima. La sua cifra stilistica produce un mondo di presenze, un linguaggio espressivo vivace e dinamico che genera una rappresentazione non ripetibile, esclusiva, distintiva e caratterizzante. I suoi lavori conducono su un terreno fertile di significati e messaggi, un universo intriso di sentimento collettivo che lascia aperte le porte del dialogo e della relazione sociale. È artista per vocazione incondizionata, amante e cultore del bello e della bellezza che tende a una valenza e una visibilità sussurrata, come un poesia sussurrata e recitata sottovoce, senza inutili orpelli e inutile clamore. Massimo rinnovando il culto ideale dell’antica arte del marmo, si colloca a buon diritto nel panorama contemporaneo con una posizione e un ruolo ben radicati e consolidati. Massimo è anche un maestro sapiente dell’immaginifico e riesce a dosare al meglio la componente fantastica e l’elemento onirico, interpretando una dimensione sui generis molto qualificante e avvalorante con una resa compositiva superlativa. Le creazioni affluiscono e sgorgano con estrema naturalezza e spontaneità dalla sua interiorità e spiritualità. Si cimenta in una formula creativa con assoluta propensione ispiratrice, senza mai usare una pedissequa e banale emulazione copiativa e senza essere mai venale e speculatore. Si affida a un intuito creativo innato, mettendo anima e corpo e usando un fiuto sopraffino nella scelta progettuale ed esecutiva. Artista di antico stampo, dal cuore e dall’animo antico non segue mai schemi mentali fissi e di rigore formale ferreo e studiato a tavolino, perché ogni opera diventa una nuova sfida, una nuova possibilità e occasione di mettersi alla prova, di dare un senso concreto al suo operato e lasciare una testimonianza veritiera. Anela allo stupore del fruitore, all’effetto di sorpresa inattesa e inaspettata che produce un istante magico indimenticabile. Negli anni Venti del Novecento a livello di composizione artistica, la ricerca risolveva solo in parte la problematica connessa all’essenza riconoscibile delle figure e dei soggetti. Il modo di affrontare l’intuizione del visibile veniva interpretato a livello concettuale. La poetica creativa di Massimo accoglie in sé un afflato filosofico esistenziale che tende ad una elevazione colta. Massimo è poeta e filosofo oltre che artista e affronta il suo lavoro con civile garbo e virtuosa pacatezza e riservatezza, senza smanie e manie esibizionistiche e mantenendo una sua umiltà e modestia davvero apprezzabili. Perfezionista per natura ha nel suo DNA artistico il fertile e fecondo seme della versatilità e della capacità di sapersi sempre reinventare. L’apparenza formale compensa e viene compensata da una realtà sostanziale solida, che celebra la lavorazione del marmo con assoluta devozione e dedizione. La sua fervida vena creativa si fonda sull’intuizione del gesto creativo, che si mette al servizio della bellezza eterea e ideale del gesto artigianale. Ogni opera costituisce un’esperienza sempre rinnovata, un momento cruciale che racchiude un pensiero altrimenti inafferrabile e gli conferisce forma e misura, immettendola in una dimensione spaziale ben precisa e definita, studiata a monte con certosina preparazione. Massimo lavora con amore e coscienza, da sognatore e da pragmatico, alternando ragione e passione con abile sapienza e dosando il moto dell’anima. I suoi lavori appartengono a una spiritualità che rimanda a un mondo non più immanente, ma neppure del tutto trascendente, a una sorta di ovattato limbo intermedio che appare rassicurante. La sua è una spiritualità laica, dove l’unica certezza incrollabile è inconfutabile è la forza rivelatrice e salvifica dell’arte“.

  • “Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia

    È davvero un blocco di marmo speciale quello che Massimo Caramia custodisce gelosamente e sul quale sta sviluppando con incalzante fervore uno stimolante progetto di ricerca denominato “Il marmo dai 1000 volti”. La dottoressa Elena Gollini che ha elaborato un’apposita certificazione ufficiale comprovante di expertise ha messo in evidenza e classificato le connotazioni peculiari di questo affascinante blocco marmoreo di genesi medicea, classificato nella pregiata categoria della “breccia medicea” che trova e innerva le sue millenarie origini nel cuore della Toscana, precisamente nella località di Seravezza. Il passo compiuto da Pablo Picasso quando si trasformò in un “detonatore” di corpi e volti umani, nello spirito di quella spinta progressista che Parigi ai primi del Novecento ha saputo imprimere agli artisti in essa convenuti, è lo stesso passo che riesce a compiere Caramia attraverso questo suo progetto di ricerca. Quando un artista del marmo esperto e autorevole come lui approda a una visione sperimentale così complessa e articolata, riesce a saper parlare il linguaggio di ieri (rispettando le icone classiche della tradizione) e il linguaggio di oggi (approdando ad una visione sui generis e inedita) diventa un vero e proprio esempio a modello di “polo creativo” capace di solcare e attraversare le onde del tempo e stare anche al passo della contemporaneità con un’azione di impronta avveniristica e futurista. Caramia si è accostato a questa ricerca reinterpretando e rivisitando le immagini figurali impresse nel blocco di marmo in modo totalmente naturale e spontaneo e fornendo una propria plausibile chiave di lettura di queste speciali raffigurazioni umane, che fanno affiorare volti misteriosi e di sorprendente fattezza. Le immagini che appaiono dal blocco possiedono una visione dinamica molto suggestiva e assolutamente imprevista e non prevedibile a monte. Il progetto “Il marmo dai 1000 volti” risponde a un ordine e a uno schema interiore oltre che estetico e dà voce ad accorpamenti timbrici disposti in una sequenza armoniosa, che nessuno e niente ha programmato e calcolato con una formula predefinita. Caramia si cimenta nell’appassionato compito di raggruppare e decifrare questo particolare “mosaico umano” che il blocco conserva in sé e di orchestrare una serie di approfondimenti mirati per capire e spiegare questo esclusivo “ritrovamento artistico”. Si tratta senza dubbio di una situazione di notevole interesse storico e culturale oltre che artistico, che associa le proiezioni ottiche e visive a quelle mentali e genera un discorso molto ampio in continua evoluzione. Il blocco suscita fin dal primo sguardo un potere ammaliante e una commistione di sensazioni, emozioni, energia che si sprigiona con sferzante vitalità. Quello che vive nel blocco e dentro il blocco è qualcosa di veramente inusuale, che merita attenzione sia da parte delle istituzioni preposte sia da parte dell’opinione pubblica.

  • Massimo Caramia: un cuore e un’anima per l’arte

    L’arte scultorea di Massimo Caramia non risiede solo nella tecnica consolidata, ma nell’autentica energia del creare, nella forza del modellare, trasformare e forgiare un materiale duro e apparentemente inerme e inerte con una perizia sapiente, derivante dalla tradizione antica e da un ingegnoso estro innato. Così parla di lui la dottoressa Elena Gollini nel commentarne il talento indiscusso: “Massimo è un alchimista della scultura che sa rinvigorire la materia inerme e informe per darle valore e significato nella forma e imprimerle un anelito di vita. Le masse e i volumi hanno equilibrio ben proporzionato nell’organicità dello spazio. Le creazioni marmoree rimandano a una gestualità, che nel processo di sintesi dell’arte sa manipolare plasticamente l’idea di materia e modularla con compostezza sistematica. Il prodotto scultoreo finito ha contorni raffinati, incisivi, marcati e viene collocato dentro uno spazio sempre caratterizzato dove la determinatezza e la tangibilità scandiscono la timbrica strutturale d’insieme. Ogni creazione si concede allo spettatore come la pagina virtuale di un libro simbolico, fatto di significati sostanziali e argomenti sottesi. Le creazioni sono progettate con particolare attenzione anche riguardo la funzione d’uso che rivestono. Per Massimo l’oggetto-opera d’arte deve integrarsi perfettamente con quanto lo circonda e acquisire versatilità di contenuti, in nome di una ricerca tecnico-espressiva che individua sempre nuove frontiere applicative e di valori e non prescinde mai dal dato funzionale, logico ed estetico. Nella piena consapevolezza del suo ruolo di professionista operatore d’arte che ricopre con coerenza di intenti, di obiettivi e di traguardi, invita il fruitore e lo sprona ad abbandonarsi all’emozione plastico-dinamica come asseriva Umberto Boccioni, ravvisando e avvertendo quei valori cardine che trascendono l’oggetto e il soggetto in sé per sé considerati e si spostano su un articolato e sfaccettato linguaggio semantico dai contorni iconici e concettuali. Massimo si dimostra incline alla poetica di quelle avanguardie artistiche che fanno convergere l’esplosione e il tripudio della materia con la simultaneità degli stati d’animo e moti interiori. Il sentire e il vedere sono in stretta relazione e hanno una percezione concomitante delle funzioni in senso unitario e una convergenza univoca delle diverse sensazioni, attuando nella dimensione del movimento il rapporto interno-esterno-spazio-tempo secondo il paradigma teorico insegnato da Giacomo Balla“.

  • Massimo Caramia nella magia di un antico blocco di marmo di genesi medicea

    Massimo Caramia conosciuto come l’artista del marmo ha la proprietà esclusiva di un vero prodigio della natura: un blocco di marmo rarissimo che si palesa nelle sue possenti fattezze con un peso di 150 quintali, racchiudendo e custodendo un prezioso patrimonio artistico tutto ancora da scoprire e rivelare all’opinione pubblica. All’interno di questo maestoso blocco sono intarsiate delle figurazioni di volti che emergono nella plasticità tridimensionale e sono assolutamente inedite come origine. Caramia ha testimoniato queste presenze misteriose di volti attraverso delle immagini fotografiche e dei video proprio per condividere con il mondo intero questa importante scoperta. La dottoressa Elena Gollini nel constatare la peculiarità pregiata del blocco marmoreo ha evidenziato: “Massimo tramite questa ricerca approfondita è portavoce e sostenitore di un’espressione artistica che ha il sapore e il gusto del mistero enigmatico affascinante e intrigante, capace di stimolare e incuriosire da subito. Con il suo studio si scardina dagli schemi costrittivi e si svincola dai preconcetti formali di una rappresentazione inglobata e imbrigliata dentro un inquadramento imposto e si canalizza a carpire e scandagliare il contenuto subliminale, con un’operazione di svelamento invitando lo spettatore a compenetrare quanto di nascosto si cela dietro la figurazione. Il blocco di marmo racchiude in sé un tumulto allusivo sfaccettato in codice cifrato, che Caramia vuole palesare evitando ogni manierismo scontato e standardizzato, ma accogliendo una rielaborazione in chiave simbolica e concettuale ad ampio respiro, dove l’impronta di orientamento fisico-psichico è determinante. Per lui la motivazione dominante che lo spinge a questa ricerca è quella di poter accertare e suffragare l’intima identità genetica di questi volti per fornire risposte plausibili e pertinenti. In queste risposte Massimo vuole andare oltre i parametri di valutazione e di analisi più classici e tradizionalisti per addentrarsi in un ambito percettivo e sensoriale molto più sottile. L’armonia classica fidiaca o rinascimentale delle immagini non gli interessa come elemento di giudizio, mentre attribuisce una valenza fondante a una realtà delle cose che acquista un significato diverso non prevedibile e inaspettato. In questo blocco vibra e pulsa l’aspetto più organico ed enigmatico della vita, la sua essenza più attraente da scoprire, la sublimazione della sostanza più pura“.

    Caramia da 20 anni protegge questo blocco in un ambiente sicuro e incontaminato da fattori esterni e continua incessante la sua fase di scandaglio, per capire appieno cosa si nasconde sotto e dentro la natura e genesi di questo corollario di immagini, che sono intrise e pregnanti di suggestione visionaria. Caramia si propone di arrivare ad un traguardo finale senza esagerate sofisticazioni e cervellotici intellettualismi, dove tutto si convoglia e si riconduce sotto una logica intuitiva di semplice articolazione e accessibile comprensione. Davanti a questo blocco l’immaginazione si spinge lontano, il pensiero e la riflessione si librano, pur rispettando un organigramma interpretativo armonioso e coerente, che nasce da una piena consapevolezza. Per Caramia le soluzioni vanno trovate con acuto e perspicace spirito critico, con una propensione analitica di nuova visione che diventa quasi un prolungamento della linfa umana. Le figurazioni incastonate dentro il marmo appaiono come scaturite da un’emozione del moto dell’animo. Nel movimento naturale delle venature marmoree tutto sembra seguire un ordine bilanciato, con una tensione trasfigurava che compone un labirinto formale e si scioglie e si dipana nell’oscillazione delle sensazioni ottiche e tattili. “L’arte non è lo studio della realtà positiva, ma la ricerca della verità ideale” (George Sand).

     

  • Massimo Caramia artista del marmo

    L’eleganza del classicismo figurativo reso moderno e attuale, la competenza strumentale acquisita, la precisione ricercata della lavorazione mai improvvisata, ma anche la semplicità essenziale e la genuina spontaneità espressiva sono componenti che caratterizzano e identificano in modo qualificante Massimo Caramia artista del marmo. Le immagini e le forme riprodotte definiscono un legame con il quotidiano e la dimensione del reale, ma al contempo consentono allo spettatore una vivace versatilità interpretativa e una fantasiosa libertà di lettura e comprensione dei contenuti insiti nella narrazione. La sperimentazione tecnica gli consente di muoversi e spaziare su più fronti stilistici dando vita ad un proprio percorso di ricerca non convenzionale e inedita. Caramia dimostra un talento e un estro innato che gli permette di ottenere sempre un equilibrio armonioso di insieme. È un’arte scultorea in cui entra in primo piano anche la componente onirica e fantastica. E così i sogni prendono forma tattile e le idee diventano materia visibile.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Dinamismo ed eclettismo contraddistinguono una personalità forte e vitale e sono aspetti indispensabili di grande sostegno nel suo cammino di artista del marmo. Massimo mostra un certo gusto per la manipolazione della materia e l’utilizzo di combinazioni particolari che accorpa con estrema naturalezza offrendo soluzioni e combinazioni dall’intenso potere iconico ed evocativo. Ciò che colpisce e attira nei suoi lavori è la capacità di dare vita a visioni dove domina una proiezione plastica e una resa scenica ottimale. Nella corposa produzione nascono e prendono vita pensieri, emozioni e sentimenti puri e incontaminati. Massimo apre allo spettatore orizzonti spaziali stimolanti e canalizza verso suggestioni visive di profondo approccio sensoriale e percettivo. La bellezza sobria e pacata delle composizioni marmoree avvalora la valenza sostanziale. Il fare arte non è mai concepito come esibizionismo individualista ed esercizio stilistico fine a se stesso, ma bensì come momento di condivisione sinergica per raggiungere l’animo dello spettatore e instaurare un dialogo aperto e intimo. Il disegno rifugge volutamente dalla perfezione descrittiva fotografica e si accosta ad una formula di stilizzazione dai contorni astratti volendo fare risaltare la natura intrinseca e la luce interna dell’orchestrazione strutturale, lasciando emergere e trapelare un’introspezione psicologica che fluisce e si espande a tutto tondo, coinvolgendo chi guarda in un’attenta analisi concettuale. La sua arte racchiude le multiformi sfaccettature dell’animo umano e le sintetizza con una riflessione che va oltre la prospettiva estetica. Il lavoro certosino diventa il mezzo con cui massimo penetra attivamente dentro il marmo e compone e scrive quanto gli trasmette il pathos e la volontà creativa in una combinazione di conscio e inconscio, di pensiero e azione, di razionale e passionale“.

  • Il Settore della Sanità cerca 63 profili al Nord

    La Divisione Medical di Articolo1, Soluzioni HR, ricerca per aziende operanti nel settore della sanità, ospedali e RSA 63 profili specializzati al Nord Italia.

    La ricerca in dettaglio:
    • 20 Ottici per negozi multinazionali
    Requisiti: Diploma di Ottico e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza come ottico di almeno 5 anni; Orientamento al cliente e al servizio. Orario di Lavoro: full time 40h settimanali da lunedì a domenica su turni. Sede: Nord Italia

    • 1 Tecnico sanitario di radiologia medica
    Requisiti: la laurea triennale e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza nel ruolo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata 36 ore settimanali su turnazioni.
    Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Internista
    Il candidato presterà la propria opera in una Clinica privata.
    Requisiti: Laurea, conoscenze di Primo Soccorso, esperienza in reparto e disponibile a turni. Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Radiologo
    Il candidato opererà in un Ospedale pubblico con il compito di effettuare esami diagnostici e refertazione. Requisiti: Laurea, esperienza. Sede: Padova

    • 15 Operatori Socio Sanitari
    Requisiti: Formazione adeguata alla qualifica di OSS; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, provincia di Venezia, provincia di Padova, Treviso, Brescia.

    • 10 Infermieri pe RSA e cliniche private
    Requisiti: Laurea in infermieristica; Iscrizione all’IPASVI; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, Torino, Bergamo, Venezia, Padova, Treviso, Appennino Tosco-Emiliano

    • 15 Farmacisti
    Requisiti: Laurea Farmacia o similari; Abilitazione all’esercizio della professione e iscrizione al relativo Ordine; Esperienza di almeno 1 anno, anche solo di stage; Disponibilità immediata indispensabile domicilio in zona. Sedi: Torino, Biella, Novara, provincia di Varese, provincia di Milano Est, provincia di Como, provincia di Bergamo, provincia di Brescia, Udine.

    Per candidarsi inviare il proprio cv con indicazione in oggetto del ruolo che si vuole ricoprire a [email protected].

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.articolo1.it.

  • Aspiranti medici: l’Italia li rifiuta, ma gli atenei più prestigiosi al mondo se li contendono

    In Italia, entro il 2022, mancheranno all’appello 11mila medici nella sanità pubblica. Tra cinque anni saranno 45 mila. Tra dieci anni 80 mila. L’SOS lanciato dalle diverse associazioni di categoria italiane preannuncia una vera e propria emorragia di medici con una classe di professionisti, che al momento è tra le più anziane d’Europa. Un problema quello della mancanza di medici dovuto anche ad un sistema delle scuole di specializzazione in medicina che non riuscirà a garantire un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro, e che oggi vede gli aspiranti medici correre ai ripari puntando agli atenei internazionali.

     

    Già nel 2021, si diplomeranno infatti i primi 50 medici preparati all’Università di Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, centro di eccellenza internazionale dove hanno studiato brillanti candidati italiani grazie al metodo Medicor Tutor.

     

    Secondo gli ultimi dati Unesco sono quasi 57 mila gli studenti italiani iscritti in atenei stranieri, con un balzo importante negli ultimi anni. Del resto, almeno 60 mila studenti ogni anno provano ad accedere alle facoltà di medicina italiane, ma appena il 10% viene accettato. Così, circa un migliaio all’anno decide di guardare oltre confine affiancati da esperti.

     

    Un percorso, quello di Medicor Tutor, che garantisce ai futuri medici italiani una prospettiva internazionale e che li affianca nella fase di preparazione dei test di ingresso e durante tutto il successivo percorso universitario. Nel 2021 i medici laureatisi nelle più prestigiose università al mondo potranno tornare a operare in Italia contando su un titolo di studio equivalente, su una formazione internazionale, sia pratica che teorica, e su un’eccellente conoscenza della lingua inglese.

     

    Nata nel 2010, la società ha seguito solo lo scorso anno oltre 100 studenti italiani con altissime percentuali di ammissione nelle migliori università europee, tra cui la Charles University di Praga, l’università di Albert Einstein, e la Masaryk University di Brno. La prima, secondo Top Universities, è tra le migliori 200 università al mondo e tra le top 30 in Europa. La seconda, è al 165° posto nel ranking europeo e tra le 500 migliori Università nel mondo. Si tratta di atenei in cui l’accesso è difficilissimo e che richiedono alti standard di preparazione. Per far fronte a questa selezione il metodo Medicor Tutor prevede corsi differenziati a seconda delle richieste delle singole università e oltre il 90% degli studenti italiani sono stati ammessi nelle prestigiose università ceche. In particolare, su circa 50 studenti italiani ammessi alle due università, 42 sono affiancati da Medicor Tutor. Ma per gli aspiranti medici che scelgono la strada dell’Università all’estero, ci sono anche altre mete ambite come: l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia dove nel 2021 si laureeranno i primi medici preparati da Medicor Tutor.

     

     

  • Corsi di Counseling a Milano: 21 settembre 2017 presentazione corsi

    Il 21 settembre 2017 inizia un corso completamente nuovo per vivere bene e lavorare meglio

    A Milano, in via Luisa Sanfelice, 3 prende il via il primo trimestre di Counseling Operativo di Sistema Eduzione.

    Il Counseling Operativo: tutto quello che si può fare con il counseling senza diventare counselor

    Per vivere bene e lavorare meglio non occorre avere un diploma, basta sapere come. Il Counseling Operativo è un nuovo approccio che permette di apprendere delle tecniche e usare le Counseling Skills® di Sistema Eduzione per portare alla luce le risorse delle persone e utilizzarle per fare chiarezza sugli obiettivi propri e dell’altro; comunicare meglio; raggiungere ciò che si desidera.

    A chi si rivolge il corso di Counseling Operativo:

    ü  ai professionisti per i quali la relazione è essenziale: medici, avvocati, docenti…;

    ü  ai genitori che si stanno misurando con le esigenze dei figli che crescono;

    ü  alle persone che si trovano ad affrontare situazioni complesse e decisioni importanti;

    ü  agli psicologi che vogliono apprendere le Counseling Skill® e usarle nella propria attività.

    Per conoscere il calendario dei corsi trimestrali di Counseling Operativo, sulle Counseling Skills®, sui Seminari visitare il sito: https://eduzione.it.

     

    L’appuntamento è per giovedì 21 settembre 2017

    dalle 18 alle 20

    in via Luisa Sanfelice, 3 – Milano

    per

    incontro con Maria Cristina Koch

    presentazione dei corsi

    aperitivo di benvenuto.

    Sconto del 10% per le iscrizioni effettuate entro il 21 settembre 2017.

  • Web e salute, per il 52% dei medici italiani il rapporto con i pazienti è migliorato con la diffusione di internet

    Se oltre il 49% della popolazione* ammette di utilizzare spesso internet come un vero e proprio oracolo della salute, per i medici specialisti italiani il “dottor Web” non rappresenta un problema, anzi. L’ultima indagine di Dottori.it (https://www.dottori.it), portale leader in Italia per la prenotazione online di specialisti, rivela che per il 52% dei medici specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato.

    Dalle risposte ottenute da un panel di 2.000 professionisti iscritti al sito soltanto il 9% degli intervistati ha accusato il web di aver peggiorato, rispetto al passato, la relazione con gli ammalati, mentre per il 39% non ci sono stati cambiamenti. Guardando all’area geografica in cui operano gli specialisti che hanno risposto al sondaggio, chi ha visto migliorare maggiormente il suo rapporto con i pazienti, dopo la diffusione di internet, sono i medici che lavorano al Sud e nelle Isole: fra loro la percentuale sale al 56%.

    Il rapporto medico specialista-paziente, con internet, è diventato più interattivo per il 52% degli specialisti, mentre è più personalizzato per il 15%. L’8% ha dichiarato di avere una relazione più approfondita con chi ha in cura.

    Con il web il paziente è cambiato

    Osservando con gli occhi di uno specialista, come sono cambiati i pazienti dalla diffusione del web? Secondo il 45% dei medici chi richiede la loro consulenza è più attivo nella ricerca di un dottore che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia.

    Tante luci, ma anche qualche ombra: il 39% dei professionisti dichiara di ricevere pazienti più allarmati da ciò che hanno letto sul web circa i loro sintomi. La fiducia riposta in ciò che si trova su internet porta il 38% degli specialisti intervistati a notare come ci siano sempre più persone portate all’autodiagnosi e più suscettibili e influenzabili dalle storie lette in rete (per il 34% dei rispondenti). Il sondaggio ha confermato come il web abbia un importantissimo ruolo all’interno della prevenzione, tanto che per il 34% degli specialisti i pazienti italiani sono diventati più attenti a questi temi proprio grazie a internet.

    Il 22% dei medici ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema salute da parte del paziente 2.0. La fiducia nello specialista rimane tuttavia indiscussa e solo per il 13% dei professionisti questa è scemata a causa dell’uso del web. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, internet non ha reso i pazienti più aperti nel parlare di tematiche sensibili: soltanto l’8% dei medici ha notato una maggiore disinvoltura verso problemi “imbarazzanti”.

    «La discussione sul ruolo del web nel mondo della salute viene spesso affrontata dal punto di vista dei pazienti e raramente da quello dei medici – sostiene Paolo Bernini, CEO di Dottori.itPer questo abbiamo pensato di chiedere agli specialisti quali ripercussioni avesse avuto la diffusione di internet sulla loro professione. Potrebbero sorprendere scoprire che sono over 60 gli specialisti che reputano il rapporto con i pazienti 2.0 più interattivo; in realtà, dalla crescita del nostro portale, notiamo come la fascia d’età di un medico, così come di un paziente, non sia più la discriminante dell’uso della tecnologia offerta dal sito».

  • On air il primo spot di Dottori.it

    È in onda in questi giorni la prima campagna pubblicitaria televisiva del portale Dottori.it (https://www.dottori.it), primo portale in Italia per la scelta e la prenotazione del medico, con oltre 40mila specialisti e 300mila visitatori al mese.  La creatività è firmata dall’agenzia PicNic di Niccolò Brioschi, la regia è di Marcello Lucini, mentre la casa di produzione è The BigMama.

    Dottori.it ha scelto di incrementare la propria visibilità puntando ai principali network televisivi nazionali e mostrando agli italiani come sia semplice scoprire chi è lo specialista più idoneo alle  esigenze di ciascun paziente.

    Lo spot pubblicitario è ambientato nella sala d’attesa di uno studio specialistico: il protagonista, interpretato dall’attore Walter Leonardi, entra e abbraccia calorosamente il medico (Saverio Buono) che lo accoglie con affetto. Mentre decanta le qualità dello specialista ad un’altra paziente in attesa, basta poco per scoprire che tutto ciò che sa del medico lo ha scoperto grazie a Dottori.it. Trovare velocemente il medico migliore per i tuoi bisogni regala la sensazione di conoscere il dottore da sempre: un elemento determinante, questo, per chi ha bisogno di essere curato.

    Lo spot mostra non solo la possibilità di ricercare il proprio specialista su Dottori.it tramite desktop e smartphone, ma anche le funzionalità più importanti disponibili sul sito, come poter leggere le opinioni dei pazienti o prenotare la visita online, come ha fatto il protagonista dello spot.

    I due partner televisivi scelti per la promozione del portale sono Rai e Discovery Italia: lo spot sarà in programmazione nei formati 30’’ e 15”. Dottori.it sarà presente su tutti i canali RAI, sia quelli generalisti sia quelli specializzati, sarà on air su tutti i canali del network Discovery e sponsorizzerà per 6 settimane le trasmissioni a tema medico dei canali Real Time e Nove.

    «Siamo molto contenti della qualità di questo spot – ha dichiarato Paolo Bernini, CEO di Dottori.it – perché la creatività riesce ad evidenziare, in maniera ironica e un po’ irriverente, il ruolo fondamentale che la scelta dello specialista medico ha nella nostra vita. Quando la conoscenza personale o il passaparola non sono sufficienti per consultare il professionista più adeguato a risolvere i nostri problemi, il web diventa una risorsa indispensabile, e Dottori.it punta proprio a semplificare questo processo».

    Di seguito il link allo spot nel formato 30’’, che sarà presente anche nella home page del portale:
    https://www.youtube.com/watch?v=w2rCh6Rtj-4.

  • Il rimedio all’interminabile attesa di una visita medica è online.

    Il sistema sanitario italiano ha occupato per lungo tempo una posizione di tutto rispetto nelle classifiche stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in fatto di efficienza e qualità, subendo negli ultimi anni un crollo verticale. A svilire questo importante primato, e al contempo gettare discredito sulla professione medica, non è tanto un effettivo abbassamento nella qualità delle prestazioni, quanto più le lungaggini burocratiche che soffocano il sistema. Viviamo giorni in cui i processi si digitalizzano traendo grande beneficio dallo sposalizio con la tecnologia, tuttavia il nostro paese sembra incapace di lasciarsi alle spalle le ingombranti farraginosità della burocrazia per muoversi con coraggio verso la modernità. A trarre vantaggio da questa piccola grande rivoluzione sarebbero non solo gli utenti dei servizi erogati dallo stato ma anche le stesse amministrazioni pubbliche che vedrebbero il loro carico di lavoro ridursi sensibilmente.

    Accedere alle prestazioni mediche, siano esse di base o specialistiche, può presentare notevoli ostacoli, il che va a detrimento della salute dei cittadini i quali, oltre a dover aspettre a lungo, vedono aumentare il rischio di complicazioni delle loro condizioni. Interminabili attese al telefono, frustrate da noiosi dischi registrati, lunghe file agli sportelli che si traducono in rinvii ad altri sportelli e pellegrinaggi senza fine, pile di documenti a volte inutili e molto spesso costosi, tutto per una prestazione che si esaurisce in pochi minuti. Denominatore comune: una flessibilità che ci viene imposta a pena di perdere l’accesso alla prestazione.

    Per ovviare a questi e molti altri inconvenienti, per aiutare i cittadini nella ricerca di una struttura o di un professionista, internet rappresenta una risorsa importantissima. Del resto, se la mission del web è connettere le persone, perché non aiutare il paziente a connettersi con il medico? Ed è proprio questa visione che ha incentivato la nascita di portali che integrano un sistema di prenotazione online flessibile e veloce dimostrando come le necessità dei pazienti siano una priorità assoluta, priorità che si risolve, come dimostrato dai dati rilevati, nell’erogazione di centinaia di migliaia di prestazioni.

    Il sistema di prenotazione online è semplice ed intuitivo e consente, in pochi click, di individuare in base  alla prestazione ricercata, la struttura o il medico specialista che meglio soddisfa le nostre richieste in termini di accessibilità, posizionamento, orari d’esercizio e molto altro ancora.

    Per individuare la soluzione che fa più al caso nostro, sono di grande aiuto sia i filtri per tipologia, località e via discorrendo, ma anche -ed anzi soprattutto- un sistema di recensioni di chi prima di noi avrà scelto di affidarsi ad un determinato specialista piuttosto che ad un altro; completa il quadro un dato non trascurabile, la possibilità di visualizzare i listini dei medici per avere subito una panoramica esaustiva del servizio cui si accede.

    L’agenda virtuale offre la possibilità di effettuare la prenotazione compatibilmente con i propri impegni e, con un solo click in più, la conferma dell’avvenuto inserimento della vostra richiesta vi verrà data via SMS e via mail, secondo i recapiti che avrete fornito.

    I servizi di prenotazioni mediche online hanno inoltre il grande vantaggio di essere a nostra disposizione 24 su 24 7 giorni su 7 assicurando una continuità che i canali tradizionali non possono offrire, e garantiscono quasi tutti una assistenza immediata tramite chat o help desk telefonico, il più delle volte con un numero verde.

    Sono inoltre assolutamente gratuiti e non prevedono alcun costo a carico del paziente, al quale molto spesso viene offerto anche un blog ricco di notizie, pareri e consigli scritti di pugno da medici specialisti, oltre alle ultime novità nella ricerca medica e in generale informazioni utili per la cura della persona.

  • IDEAL WORK SOSTIENE IL RESTAURO DELLO STEMMA DI COSIMO II DE MEDICI SULLA LOGGIA DEL GRANO A FIRENZE

    IDEAL WORK S.R.L. annuncia il suo progetto di sponsorizzazione dell’intervento di restauro dello “Stemma di Cosimo II de Medici”, posto sopra l’arcata principale della Loggia del Grano a Firenze.

    L’azienda verrà accompagnata da FONDACO ITALIA, società leader  nel settore della consulenza e strategia nella comunicazion associata al recupero e al restauro di opere d’arte e dei beni culturali.

    Un fil rouge che collega il presente con il passato in un progetto virtuoso e di reciproco scambio, capace di creare nuovi stimoli e forza ad una azienda che è conosciuta per la particolare qualità dei suoi prodotti e per il suo andamento positivo, in assoluta controtendenza rispetto ad un mercato che ha conosciuto una crisi profonda.

    “E’ con particolare soddisfazione che ci impegniamo in questo progetto nella città di Firenze che consideriamo una delle capitali della cultura in Italia” hanno affermato Luca Seminati e Maurizio Pontello, soci e fondatori di Ideal Work “e desideriamo innanzitutto ringraziare il Comune di Firenze, la Soprintendenza e Fondaco stessa per averne reso possibile la sua realizzazione. Un intervento nel salotto della città con uno dei suoi simboli che ci inorgoglisce particolarmente”.

    Un legame – quello dell’azienda trevigiana con l’arte e la cultura – espressione di una particolare sensibilità in interventi di Corporate Social Responsability, ma anche di una vocazione artistica riflessa in una continua ricerca nell’innovazione del prodotto che l’ha portata ad operare con archistar di rilievo quali Oscar Niemayer, Tadao Ando e Zaha Hadid.

    Lo stemma oggetto dell’intervento è, infatti, il più importante di quelli raffiguranti Cosimo II de Medici: è un’opera risalente agli inizi del diciassettesimo secolo attribuita a Chiarissimo Fancelli, collocata sulla sommità dell’arcata centrale della Loggia del Grano voluta appositamente dallo stesso Granduca come luogo di commercio del grano, che si trova nella centralissima via De’Neri a pochi passi da Palazzo Vecchio.

    L’intervento è inserito nel programma FLIC “Florence I Care” con il quale il Comune di Firenze offre a coloro che vogliono diventare suoi patners l’opportunità di “prendersi cura” della città partecipando in prima persona al finanziamento di iniziative volte alla conservazione, al miglioramento ed alla valorizzazione del patrimonio artistico fiorentino. La sinergia tra pubblico e privato, attraverso il valido strumento delle sponsorizzazioni, ha permesso, a partire dal 2011, la realizzazione di numerosi interventi di restauro che hanno restituito alla città alcuni dei suoi monumenti più celebri e significativi.

    I lavori di restauro, progettati e diretti a cura del Servizio Belle Arti del Comune di Firenze e realizzati dagli esperti restauratori della fiorentina Giuseppe Bartoli srl, prenderanno il via con l’inizio del nuovo anno e termineranno nel corso del primo trimestre restituendo alla città lo stemma – oggi in un evidente stato di degrado – nella sua luce originaria. Durante lo stesso periodo, l’azienda ha manifestato l’intenzione di riprodurre una copia dell’opera con la tecnologia laser rifinendolo quindi con i propri materiali – in una sorta di sintesi tra storia e innovazione – e a dimostrazione della loro particolare qualità e versatilità: la copia verrà poi donata al Comune di Firenze.

    “Abbiamo accettato con piacere l’invito del Comune di Firenze a curare il restauro dello stemma” ha dichiarato Enrico Bressan fondatore di Fondaco, “e desidero evidenziare la particolare sensibilità dell’azienda Ideal Work nel cogliere al volo e condividere questo progetto che ci convince ancora di più della bontà della scelta. Pensiamo che valorizzare queste opere di cui il nostro Paese è ricco sia anche motivo di presidio del territorio e di garanzia per la continuità di una lunga storia. E’ su questo che Fondaco è impegnata da oltre dieci anni per stimolare l’attenzione e l’impegno degli imprenditori”.

    Da prima azienda in Italia ad impiegare il cemento come materiale decorativo, Ideal Work è cresciuta sensibilmente in pochi anni, migliorando progressivamente il fatturato (dal 2012 +24%) e la marginalità. Oggi, grazie alle nuove commesse in Medio Oriente e Nord Africa, è presente con i propri progetti in più di 80 paesi nel mondo e la quota export è passata dal 20 al 50%.

    Quindi “Avanti a tutto spiano”, come ha simpaticamente sostenuto lo stesso Luca Seminati parafrasando lo “spiano” unità di misura del grano utilizzata proprio a quel tempo e lo stesso modo di dire utilizzato allora – e a maggiore ragione oggi – per esprimere quantità floride di prodotto.