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  • RC auto: in Campania +8,52% in 12 mesi, ma arrivano i ribassi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Campania sono aumentati dell’ 8,52% su base annua arrivando a 1.079,26 €euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto a luglio 2023*, addirittura 107 a Napoli.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari ad appena 0,55%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Benevento, dove il premio medio nei dodici mesi è salito dell’ 11,97%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Napoli, dove le quotazioni sono aumentate del 10,09%, seguita da quella di Salerno (+8,46%). Ai piedi del podio – e anch’esse con aumenti inferiori alla media regionale come Salerno –  Avellino (+6,22%) e Caserta (+4,51%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Benevento (-1,53%), Caserta (-3,27%) e Avellino (-14,85%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia campana in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Napoli, dove il premio medio è arrivato a 1.166,79 euro. Seguono le province di Caserta (995,60 euro) e Salerno (841,38 euro). Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Benevento (776,35 euro), e Avellino (794,37 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Mutui: in Campania richieste +12% nei primi quattro mesi del 2024

    Finalmente segnali positivi dal mondo dei mutui per l’acquisto casa: secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nei primi quattro mesi del 2024 in Campania la richiesta di finanziamenti è aumentata del 12% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tornano a crescere anche l’importo medio richiesto (+1,6%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+1%).

    «Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

    Il profilo del richiedente

    Analizzando un campione* di oltre 22.000 richieste di mutuo raccolte online in Campania emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 4 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 130.881 euro, importo in lieve aumento (+1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce leggermente anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 200.887 euro (+1%). La durata del mutuo scende da quasi 25 anni a poco più di 24 anni, mentre l’età media dei richiedenti arriva a 40 anni e mezzo (in aumento di quasi un anno rispetto al 2023).

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Campania nei primi 4 mesi del 2024 è stato pari a 136.366 euro, stabile (+0,4%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Invariato anche il valore medio dell’immobile, pari a 190.376 euro. Cresce leggermente, invece, l’età media del richiedente (poco più di 38 anni), mentre cala la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio ed aprile 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 20,7% del totale campano, in aumento di 7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e aprile 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Napoli è la provincia dove, nei primi 4 mesi dell’anno, è stato rilevato l’importo medio più alto (138.286 euro), seguita da Salerno (126.802 euro), Caserta (119.329 euro) ed Avellino (110.274 euro). Chiude la classifica Benevento (105.677 euro).

    L’offerta ed i tassi

    Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi quattro mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in calo trainati dalla diminuzione dell’IRS.

    Guardando alle migliori offerte** disponibili oggi per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

    Indici ancor più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

    Il miglioramento delle condizioni ha riguardato anche i tassi fissi sulla surroga: oggi, chi vuole cambiare banca, può trovare offerte con indici TAN che, per un mutuo medio, partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green).

    Ancora fuori mercato invece l’offerta di tassi variabili: i migliori tassi partono da 4,60% ed una rata di circa 708 euro.

    * Osservatorio realizzato su un campione di oltre 22.000 richieste di mutuo raccolte online in Campania da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

    ** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

  • Campania, una Rete per battere il diabete

    Da 150 a più di 350 milioni. In soli vent’anni nel mondo le persone affetta da diabete sono più che raddoppiate. E le previsioni per il prossimo quinquennio non sono certo rassicuranti. L’Organizzazione mondiale della sanità stima una crescita dei pazienti fino a 600 milioni entro il 2030.

    Campania, una Rete per battere il diabete

    Cinquecentomila sono le persone con diabete che vivono nella regione Campania (6 milioni in Italia). Di fronte a questi numeri e nella consapevolezza della difficile sfida che il diabete rappresenta per il Sistema sanitario nazionale e per quelli regionali, il Coordinamento delle associazioni di pazienti diabetici campani con la referente Fabiana Anastasio, promuove il secondo incontro delle Federazioni di pazienti della macroarea del Sud Italia.

    Appuntamento il 3-4 maggio 2024, a partire dalle ore 9, al Renaissance hotel mediterraneo di Napoli. Coinvolti oltre ai pazienti i rappresentanti del mondo istituzionale e sanitario. Al centro della due giorni congressuale la costruzione della Rete diabetologica che, sulla base dalle indicazioni delle linee guida delle società scientifiche e del Piano nazionale del diabete, disciplini i percorsi in modo da ottimizzarne funzioni e risultati.

    Le associazioni dei Pazienti lanciano la sfida

    “La patologia diabetica – afferma Fabiana Anastasio, presidente del Coordinamento delle associazioni diabetici della Campania – investe oltre che il paziente, la famiglia, le strutture sanitarie, l’assistenza ed il mondo del lavoro. Paradigma della cronicità, deve essere affrontata con una corretta informazione sulla necessità di un adeguato stile di vita ed una presa in carico strutturata, tempestiva, efficace ed efficiente”.

    I numeri crescenti della popolazione diabetica e l’enorme aggravio dei costi clinici dovuti ad una inefficace gestione rischiano di rendere, nei prossimi anni, insostenibile lo sforzo finanziario necessario a garantire a tutte le persone l’assistenza. “Per vincere questa sfida – prosegue Anastasio – è fondamentale un’alleanza forte tra istituzioni, chi cura la malattia e chi ha la malattia. Questo lo scopo dell’incontro da cui vorremmo scaturisse un documento d’intenti condiviso sulle azioni da porre in essere”.

  • Prestiti cure mediche: in Campania chiesti in media 5.632 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Campania, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,5% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.632 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente campano

    Come detto, chi in Campania, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.632 euro da restituire in 49 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti campani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 45 anni, valore più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Campania (42 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (23,1%) arriva da richiedenti campani con età compresa tra i 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni (21,1%), mentre al terzo posto si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (20,8%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 35,4% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 22,6%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai campani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,65%, valore salito all’11,09% nel 2023, in aumento del 15%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 37.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Campania.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Bollette: nel 2023 in Campania -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Campania con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 789 euro per la bolletta della luce e 609 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas i campani sono stati tra i più fortunati d’Italia, avendo avuto la seconda bolletta più “leggera” della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i campani hanno pagato, mediamente, 1.398 euro a famiglia (erano 2.029 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Benevento sia stata l’area campana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.551 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 823 euro. Seguono Caserta (811 euro, 2.515 kWh), Napoli (792 euro, 2.456 kWh) e Salerno (789 euro, 2.447 kWh).

    Chiude la graduatoria Avellino, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.184 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (704 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità i residenti ad Avellino sono i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 897 euro a fronte di un consumo di 964 smc. Seguono le province di Benevento (771 euro, 829 smc), Salerno (638 euro, 686 smc) e, a brevissima distanza, Caserta, area dove le famiglie hanno speso, in media, 635 euro (682 smc).

    Chiude la classifica regionale Napoli, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 542 euro (582 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 40.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Campania (consumi pari, a livello regionale, a 2.448 kWh per l’energia elettrica e 654 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc Auto Campania: +21,4% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 1.062,49 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Campania per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 21,4% arrivando, lo scorso mese, a 1.062,49 euro, vale a dire oltre 180 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia il secondo più basso registrato in Italia, la regione risulta essere ancora una volta l’area della Penisola con il premio medio più elevato; dati alla mano, a settembre 2023, per assicurare una vettura in Campania occorreva il 73% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province campane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Benevento, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 28% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 721,18 euro. Seguono nella graduatoria Salerno (+22,2%, 802,64 euro), Avellino (+21,8%, 721,97 euro) e Napoli (+21,6%, 1.107,22 euro). Chiude la classifica Caserta, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 18% arrivando a 998,74 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Napoli è risultata essere la provincia più cara della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori campani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 70,5% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la tutela legale (14,6%) e la garanzia infortuni conducente (11,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.119.512 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Multe: a Salerno e Benevento i conducenti più multati della Campania

    Salernitani e beneventani sono i guidatori più multati della Campania; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconti dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia campane*.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 12 milioni e mezzo di euro.

    Napoli, con più di 8,8 milioni di euro, è risultato essere il comune campano che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada, seguito da Salerno (quasi 2,8 milioni); chiudono la graduatoria regionale Benevento, con quasi 610mila euro, e Caserta (321mila).

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica campana cambia: al primo posto si posiziona Salerno, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 27 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti beneventani, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 14 euro, mentre al terzo posto si posizionano – a brevissima distanza – quelli napoletani, dove la “multa pro capite” è pari a 13 euro. Chiude la classifica Caserta, area dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a soli 6 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo campane quella con i maggiori incassi è ancora una volta Napoli (più di 18mila euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Mutui: in Campania il 12,6% dei mutuatari ha scelto il variabile

    L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Campania? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it , negli ultimi 18 mesi, i campani che hanno ottenuto un finanziamento nel 12,6% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

    La percentuale risulta comunque inferiore alla media nazionale (14,5%) portando la regione a posizionarsi ultima nella classifica che mostra l’incidenza dei mutui a tasso variabile sul totale dei finanziamenti erogati nelle varie regioni della Penisola.

    Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 12,6% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 28% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Campania meno del 10% del totale.

    «L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

    Il variabile in Campania

    Analizzando l’identikit di chi in Campania ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 144.505 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 199.799 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 35 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

    Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 1.800 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Campania da gennaio 2022 a giugno 2023.

    ** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

  • Al via in Campania la Its NewTechSi Academy: la specializzazione per la formazione professionale

    Al via in Campania il progetto Its NewTechSi Academy: Specializzazione Tecnica Post Diploma per una formazione professionale di qualità. Gli Its (Istituti Tecnici Superiori) rappresentano una grande opportunità per coloro che desiderano formarsi e prepararsi al mondo del lavoro, offrendo percorsi di Specializzazione Tecnica Post Diploma.

    Al via in Campania la Its NewTechSi Academy

    Gli Its si distinguono per l’offerta di corsi di formazione altamente professionalizzanti, caratterizzati da un elevato contenuto tecnologico e innovativo. Un’eccellenza resa possibile grazie alla sinergia tra scuole superiori, università e imprese, che permette di offrire un’istruzione di qualità in linea con le esigenze del mercato del lavoro.

    I percorsi che verranno attivati post diploma sono i seguenti: Tecnico Superiore per il Marketing e l’Internazionalizzazione delle Imprese, Tecnico Superiore per la Sostenibilità dei Prodotti (Design e Packaging) e Tecnico Superiore per il Marketing e la Digital Strategy Aziendale. Tra le Università, le aziende e gli Enti coinvolti in questo importante progetto vi sono il Comune di Gragnano e gli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore Iis Giovanni XXIII (Sa), l’Iis Archimede (Na), l’Iis E. Ferrari Gragnano (Na) e l’Ite Gallo – Aversa (Ce),

    La specializzazione per la formazione professionale

    L’Its NewTechSi ha come obiettivo la diffusione della cultura tecnica e scientifica, sostenendo misure per lo sviluppo dell’economia e politiche attive del lavoro. Gli allievi provenienti dai percorsi Its traggono numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di inserirsi velocemente e in modo qualificato nel mondo del lavoro, nonché il possesso di competenze tecniche aggiornate e certificate che consentono loro di operare in contesti multidisciplinari, organizzare efficacemente il proprio lavoro, assumere decisioni e affrontare problemi in modo adeguato.

    Gli allievi si distingueranno anche per la capacità di proporre miglioramenti per l’esecuzione dei compiti loro assegnati, di rispettare le scadenze e di sviluppare la loro professionalità attraverso la socializzazione sul posto di lavoro. Questo conferisce loro un vantaggio rispetto ad altri neoassunti, poiché dimostrano una preparazione solida e orientata all’innovazione. A conferma dell’efficacia di questo canale di istruzione, il dato medio nazionale di placement dei diplomati Its Academy si attesta all’80% entro un anno dal conseguimento del diploma. Pertanto, invitiamo tutti gli interessati a prendere parte a questa eccellente opportunità di formazione professionale.

    Il bando per la selezione degli allievi sarà pubblicato a settembre 2023, e i corsi partiranno ufficialmente ad ottobre 2023. Per ulteriori informazioni e per partecipare al processo di selezione, si prega di consultare il sito web ufficiale dell’Its NewTechSi e delle scuole coinvolte.

  • Prestiti personali: in Campania importo medio in calo del 4%

    Nonostante l’aumento dei tassi di interesse i campani continuano a chiedere prestiti personali, ma per far fronte all’aumento delle rate si orientano su importi più contenuti; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Prestiti.it, che ha messo in evidenza come nei primi cinque mesi del 2023 l’importo medio chiesto in Campania alle società di credito per un prestito personale sia stato pari a 10.137 euro, valore in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2022. L’importo medio richiesto dai campani risulta più basso del 5,6% rispetto al valore rilevato a livello nazionale.

    I tassi, invece, sono aumentati notevolmente arrivando a +31% se confrontati con quelli di dodici mesi prima quando, per un prestito personale da 10.000 euro in 5 anni erano pari a 6,28%, a maggio 2023 il tasso medio online (TAN) è arrivato a 8,24%.

    «In un periodo come quello attuale, caratterizzato da un aumento generalizzato dei tassi di interesse, il consiglio per chi vuole chiedere un prestito personale è di confrontare le proposte di diverse società di credito», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. «Solo in questo modo è possibile identificare l’offerta più adatta alle proprie esigenze, evitando di pagare più del necessario.»

    Le ragioni per cui si chiede un prestito

    Quali sono le ragioni per cui i campani ricorrono ai prestiti? L’analisi – realizzata su un campione di oltre 14mila richieste di prestito personale raccolte online da Facile.it e Prestiti.it* in Campania – ha evidenziato come la prima motivazione per cui si chiede un prestito personale è l’esigenza di liquidità, finalità indicata tra gennaio e maggio 2023 da più di 1 richiedente campano su 3 (34%).

    Seguono, in termini percentuali, le richieste di prestito personale per l’acquisto di auto usate (15%) e quelle per la ristrutturazione della casa (15%).

    Dopo il boom del 2022, calano le domande di finanziamento per matrimoni, diminuite del 2% rispetto allo scorso anno.

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo dei richiedenti campani emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi cinque mesi del 2023 aveva, all’atto della firma, in media 41 anni, dato in lieve calo rispetto allo scorso anno; gli under 35, invece, rappresentano più di un terzo dei richiedenti (36,2%).

    Sono ancora importanti le differenze tra uomini e donne; in Campania a presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un uomo (78%). Va detto, però, che il campione femminile risulta in lieve aumento e, in un anno, è passato dal 20% al 22% del totale.

    Andamento provinciale

    Guardando alle richieste di finanziamento a livello provinciale emerge che Avellino è l’area campana dove, tra gennaio e maggio 2023, sono stati richiesti gli importi medi più alti, pari 11.189 euro; seguono le province di Caserta (10.573 euro), Salerno (10.293 euro) e Benevento (10.149 euro). Chiude la graduatoria Napoli, area dove nei primi cinque mesi dell’anno sono stati chiesti in media 9.882 euro, l’importo più basso della regione.

    *L’analisi è stata realizzata da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 14.000 richieste di prestiti personali raccolte online in Campania nei periodi gennaio-maggio 2023 e gennaio-maggio 2022.

     

  • Rc Auto Campania: ad aprile +14,8% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti campani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Campania per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,8% arrivando, ad aprile 2023, a 917,05 euro.

    Sebbene l’incremento annuale sia il terzo più basso registrato in Italia, la regione risulta essere ancora una volta l’area della Penisola con il premio medio più elevato; dati alla mano, ad aprile 2023, per assicurare una vettura in Campania occorreva il 77% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse dell’8% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato registrato in tutte le province campane, ad eccezione di Avellino.

    A segnare l’aumento più consistente è Benevento, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 21,9% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 665,22 euro, seguita da Caserta (+20%, 936,21 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Napoli, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 14% (968,89 euro), e Salerno (+13%, 721,29 euro). Chiude la classifica campana la provincia di Avellino, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe del 7,9%, salendo a 674,67 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Napoli è risultata essere la provincia più cara della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti campani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 63,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (25,1%) e la garanzia infortuni conducente (7,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.266.550 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Risparmio: in Campania 500.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie campane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 12,1% dei rispondenti campani, pari a quasi 500.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Campania emerge che il 45,5% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale leggermente inferiore rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 30,3% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 17% degli intervistati campani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a oltre 949.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie campane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (72%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (74%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 49% dei campani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 21% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 24% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i campani? Poco più di 300 euro a famiglia, valore in linea con quello nazionale.

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie campane? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Campania (75,8%), seguita dall’assicurazione auto (59,4%) e dalla bolletta del gas (55,8%).

    E nonostante già molti campani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (29,7%), di luce (31,5%), gas (20,6%) e Pay TV (25,5%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più campani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (52,1%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (37,6%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (23%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (20%) o lette su quotidiani/periodici (15,8%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Mutui: in Campania richiesta media in calo del 3%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Campania per un mutuo prima casa è sceso a 141.864 euro, valore in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari campani si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 138.623 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’83% del secondo semestre 2021 al 78%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 12% del totale domande di finanziamento raccolte in Campania, in crescita del 42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Napoli è la provincia campana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (149.880 euro), seguita da Salerno (136.117 euro) ed Avellino (126.044 euro). Chiude la classifica Caserta (125.000 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti campani per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 58% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 49.000 richieste di mutuo raccolte in Campania tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • IamHero Educational, la presentazione a Didacta 2023

    IamHero sarà presente a “Didacta 2023”, il più importante appuntamento fieristico sull’innovazione del mondo della scuola, per presentare in anteprima “IamHero Educational”, la versione di scenari terapeutici game-based per bambini con problematiche del neurosviluppo (Dsa). Insieme al team della startup con sede a Volla, in provincia di Napoli, ci sarà RoboCode, partner per la Toscana, e Stranogene, la startup innovativa che lavora nell’ambito dell’intrattenimento. Quest’ultima porterà a Didacta il nuovo progetto denominato “Coderino”, un sistema ibrido per l’insegnamento.

    Fiera Didacta Italia, che si terrà dall’8 al 10 marzo 2023 presso la Fortezza da Basso di Firenze, ha l’obiettivo di favorire il dibattito sul mondo dell’istruzione tra gli Enti, le associazioni e gli imprenditori, per creare un luogo di incontro tra le scuole e le aziende del settore.

    IamHero Educational, la presentazione a Didacta 2023

    “La partecipazione a Didacta 2023 è un passo fondamentale per portare l’innovazione di IamHero nelle scuole di tutta Italia. – ha detto Emanuele Pisapia, direttore commerciale di IamHero – Ogni bambino è un mondo a sé e quando sono presenti Dsa e problematiche del neurosviluppo occorre una metodologia immersiva che coinvolga e migliori il flow dei giovani studenti per una didattica più efficace e partecipativa. IamHero crea scenari immersivi di cui tutta la classe può beneficiare in termini di team building ed aggregazione senza esclusioni”.

    Con il team e i responsabili scientifici ci saranno anche Robocode, partner per la Toscana, e Stranogene

    RoboCode, partner di IamHero, sperimenta la programmazione e la robotica di base per bambini, ragazzi e adulti. È un ambiente creativo che promuove incontri, workshop digitali e percorsi educativi multimediali per l’apprendimento digitale. RoboCode nasce dalla necessità di incoraggiare i ragazzi a diventare progettisti dei loro videogiochi, esperti nel montaggio video, nella creazione di storie, dando vita alle proprie idee attraverso percorsi di tecnologia digitale.

    “Quando abbiamo saputo dell’utilizzo dell’oculus – ha spiegato la fondatrice e attuale presidente di RoboCode Gloria Zanichelli – per percorsi terapeutici educativi personalizzati che coinvolgevano i ragazzi attraverso i videogiochi per curare disturbi del neurosviluppo ci è apparsa subito una cosa molto interessante che poteva unire le nostre due realtà. Noi utilizziamo il gioco e suoi elementi di base educativi e ludici che rappresentano un modo innovativo per veicolare contenuti didattici attraverso il learning by doing”.

    Stranogene pronta a varare il suo nuovo progetto, Coderino

    Come già accennato, a Didacta sarà presente anche Stranogene che, insieme ad IamHero, è risultata recentemente vincitrice a Napoli del Premio Innovazione Smau. Stranogene ha ideato il videogame Super Fried Heads, nato con l’idea di far apprendere micro informazioni agli utenti in maniera “trasparente” durante l’atto di gioco, utilizzando i concetti di hidden learning e di massive iteration. A Firenze la startup sarà pronta a varare il suo nuovo progetto, Coderino.

    “Parliamo di un ibrido materico e digitale – ha affermato Paolo Di Capua, responsabile dell’iniziativa – ideato per sviluppare il pensiero computazionale in giovani dai 4 ai 13 anni. Insegniamo insomma a ragionare per algoritmi e ad affacciarsi al problem solving”.

    I Coderini sono blocchi di legno con capacità magnetiche, caratterizzati dalla presenza di uno o più simboli sulle diverse facce. Possiamo vederli come piccoli supereroi, capaci di rendere semplice ed immediata l’esperienza di gioco del bambino. Una volta connessi tra loro, costituiscono la sequenza che viene “letta” da un sistema di Intelligenza Artificale, inviata in seguito al sistema digitale di gaming. Il bambino osserva il risultato all’interno dei Gamerini, micro game presenti in Coderino, e riceve ricompense più o meno consistenti a seconda della correttezza delle proprie scelte.

  • Bollette: in Campania nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Campania con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.519 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.009 euro per il gas (+57%).

    Se sul fronte del gas i campani sono i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” in assoluto, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il terzo conto più salato della Penisola, preceduti solo dagli abitanti della Sardegna e della Sicilia.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i campani hanno sborsato, mediamente, 2.528 euro a famiglia (rispetto ai 1.371 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Napoli, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.151 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.535 euro; seguono Caserta (1.524 euro, 3.127 kWh) e, a brevissima distanza, Benevento, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.521 euro per un consumo medio rilevato di 3.122 kWh.

    Chiudono la classifica Salerno (1.514 euro, 3.108 kWh) ed Avellino, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.873 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.400 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità i residenti ad Avellino sono i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 1.609 euro a fronte di un consumo di 1.258 smc. Segue la provincia di Benevento (1.215 euro, 950 smc).

    Valori inferiori alla media regionale per Caserta (955 euro, 747 smc) e, a brevissima distanza, Salerno (954 euro, 746 smc). Chiude la classifica Napoli, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 927 euro (725 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.118 kWh e 789 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Smaltimento di fanghi di acque reflue: fondi Pnrr, finanziati tre progetti in Campania

    Ammontano a 25 milioni di euro le risorse ottenute dalla Campania per l’ammodernamento e la realizzazione di impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento dei fanghi di acque reflue. Risorse che serviranno a finanziare tre progetti, presentati dall’Ente Idrico Campano (Eic), soggetto beneficiario e proponente, e dai gestori in qualità di soggetti attuatori, ritenuti ammissibili e finanziabili per un totale di 24.426.000 di euro. Risorse previste dalla Linea C della misura M2C1.1 I1.1 del Pnrr.

    Smaltimento di fanghi di acque reflue: fondi Pnrr, finanziati tre progetti in Campania

    Due le proposte del gestore unico del Distretto Sarnese Vesuviano Gori finanziate. La prima riguarda la realizzazione di un impianto di produzione di biometano dai fanghi urbani prodotti da 300mila Abitanti Equivalenti a Nocera Superiore per un importo complessivo di 9.837.000,00 di euro che con un punteggio di 73,8 ha ottenuto il primo posto in Italia.

    L’intervento prevede il revamping ed il potenziamento dell’intero comparto di digestione anaerobica, la rifunzionalizzazione della filiera di produzione biogas comprensiva della linea di depurazione gas, l’implementazione nel sistema della filiera di estrazione del metano dal ciclo di produzione biogas e l’implementazione di sistemi fotovoltaici per la riduzione dei consumi energetici esterni per complessivi 300.000 abitanti equivalenti;

    Scafati, Nocera Superiore e Omignano Scalo: ecco le iniziative finanziate

    Il secondo intervento concerne la realizzazione di un polo integrato di valorizzazione energetica e riduzione fanghi urbani generati da 500mila abitanti equivalenti a Scafati per un importo complessivo di 8.089.000,00 di euro. Prevede la realizzazione presso l’impianto di depurazione comprensoriale di Scafati di una piattaforma centralizzata di trattamento e valorizzazione dei fanghi prodotti da un ampio territorio che, oltre ai reflui urbani afferenti a Scafati, servirà altri depuratori del Comprensorio Depurativo “Penisola Sorrentina”.

    Impianti di essiccazione dei fanghi di depurazione

    Il terzo progetto riguarda Consac, gestore che opera nel Distretto Sele, per la realizzazione di impianti di essiccazione dei fanghi di depurazione nel Comune di Omignano Scalo per un importo complessivo di 6,5 milioni di euro. L’intervento prevede la riqualificazione del sistema di trattamento dei fanghi provenienti dai depuratori di maggiore potenzialità, in termini di abitanti equivalenti mediante l’implementazione di un sistema di bioessiccamento che consente di ridurre significativamente il tenore di acqua, smaltirne un volume minore e, pertanto, conseguire un sostanziale risparmio dei costi di conferimento presso impianti di recupero o smaltimento che rappresentano, allo stato attuale, la voce di costo di gestione più critica.

    “È una buona notizia che giunge alla fine di un duro anno di lavoro”, dice il presidente Luca Mascolo: “Complimenti a Gori per gli interventi finanziati e per essersi classificata al primo posto in Italia per la proposta relativa a Nocera Superiore che testimonia la bontà progettuale ed operativa dell’azienda e a Consac. Il Piano d’Ambito Regionale prevede un significativo fabbisogno di investimenti nei Distretti Idrici della Campania, Il nostro impegno proseguirà con la stessa determinazione per adeguare in maniera omogenea agli standard previsti dalla normativa tutti i territori della Campania”.

  • L’Eic presenta 7 progetti per risanare le reti idriche della Campania

    Ben 7 progetti da Eic per risanare una volta per tutte le reti idriche della Campania. Ottenere una riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile, aumentare la resilienza al cambiamento climatico, rafforzare la digitalizzazione ed il monitoraggio da remoto così da avere un quadro sempre aggiornato delle criticità per una gestione ottimale della risorsa idrica.

    Questi gli obiettivi da realizzare con massicci interventi di risanamento di reti, non più oggetto di manutenzione dai tempi della Cassa del Mezzogiorno, la cui obsolescenza è tra le principali cause della dispersione della risorsa idrica che in Campania è del 50%.

    L’Eic presenta 7 progetti per risanare le reti idriche della Campania

    Nella seduta di mercoledì 26 ottobre, il Comitato Esecutivo dell’Eic, nell’ambito dell’avviso pubblico del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha deliberato la trasmissione al ministero di 7 progetti di altrettanti gestori del Servizio Idrico Integrato da finanziare con risorse a valere sul Pnrr per un totale di oltre 170 milioni di investimenti.

    Opere individuate dai gestori del Servizio Idrico Integrato della Campania (Abc per il Distretto Napoli Città, Asis, Ausino, Consac Spa, Salerno Sistemi per il Distretto Sele, Idrico Terra di Lavoro per il Distretto Caserta e Aqp) che hanno ottenuto l’affidamento conforme alla normativa nei rispettivi distretti di competenza.

    “Questi interventi rivestono una importanza strategica”

    “Abbiamo tenuto fede all’impegno assunto a maggio e candidiamo oggi i progetti di quei gestori, in primis Abc, che hanno ottenuto di recente l’affidamento conforme alla norma nei distretti di competenza”, ha specificato al termine della seduta il presidente Luca Mascolo. “Questi interventi rivestono una importanza strategica per il miglioramento del servizio idrico integrato della Campania in termini di qualità ed efficienza. Il risanamento delle reti idriche rappresenta per noi una priorità alla luce della crisi climatica e per contrastare efficacemente il non più tollerabile spreco di risorsa”.

    Il Piano d’Ambito Regionale, approvato in maniera definitiva nel dicembre 2021, prevede un significativo fabbisogno di investimenti nei Distretti Idrici della Campania ed evidenzia come sia indispensabile fare ricorso a risorse extratariffarie per adeguare i territori agli standard previsti dalla normativa in maniera omogenea. “Adesso la palla passa al Ministero che dovrà valutare i progetti ed assegnare le risorse. – ha aggiunto il numero uno dell’Eic – In ogni caso siamo consapevoli della necessità di individuare ogni forma di finanziamento per evitare, quanto più è possibile, di incidere sui bilanci dei cittadini e delle famiglie già messe a dura prova dalla difficile congiuntura internazionale”.

  • Mutui casa: in Campania cresce la richiesta media (+1,9%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai campani  per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Campania hanno puntato ad ottenere, in media, 136.041 euro, vale a dire l’1,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 30% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Campania e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 44%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Campania nei primi sette mesi del 2022 era pari a quasi 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 campani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 23 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 192.975 euro (-6,4%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Napoli dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 143.210 euro.

    Seguono nella graduatoria le province di Salerno, dove la richiesta media è stata pari a 131.576 euro, Caserta (123.717 euro) ed Avellino (115.610 euro). Chiude la classifica Benevento, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 110.578 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 33mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Mutui: in Campania scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Campania è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, i campani la comprano, in media, a 36 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte in Campania* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 49% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 28%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari campani hanno cercato di ottenere, in media, 136.417 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+2,1%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 190.789 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a quasi 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Avellino, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,5%, arrivando a 113.664 euro, seguita da Napoli (+3,0%, 143.707 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria campana si posizionano Caserta, che ha registrato un +1,5% rispetto al 2021 (119.764 euro) e Salerno (+0,9%, 135.859 euro). Chiude la classifica Benevento, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (+0,7%, 112.137 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Campania anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 75% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto  184.378 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Campania: bollette in aumento del 36% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Campania nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.561 euro, valore in aumento del 36% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 704 euro (la seconda più alta di tutta Italia) con un rincaro annuo del 35%; quella del gas, invece, è arrivata a 857 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie campane potrebbe addirittura superare, in media, i 2.700 euro, vale a dire il 77% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Campania, è pari a 3.013 kWh per l’energia elettrica e 937 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

     

    Immagine © Andreas

  • Auto: in Campania solo lo 0,4% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Campania erano 14.649, vale a dire appena lo 0,41% del parco auto regionale (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). La percentuale fa guadagnare alla regione l’ultimo posto nella graduatoria nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 13.657 autovetture ibride e 992 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Campania è più che triplicato (+229%) negli ultimi due anni (erano solo 4.448 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Salerno, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,46% del parco auto circolante seguita, parimerito, da quelle di Benevento (0,43%) e Avellino (0,43%). Chiudono la graduatoria regionale la provincia di Caserta (0,42%) e, all’ultimo posto, quella di Napoli (0,38%).

    In valori assoluti, invece, la classifica vede al primo posto la provincia di Napoli, con 6.972 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Salerno (3.244) e di Caserta (2.449); ultime posizioni per le province di Avellino (1.176) e Benevento (808).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Campania nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 30.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Bollette: in Campania si è speso il 7,1% in meno rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Campania, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 520 euro, vale a dire il 6,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i campani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 631 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il primo posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie campane hanno messo a budget 1.151 euro a famiglia, vale a dire il 7,1% in meno rispetto alla media nazionale. La regione risulta così essere la terza area italiana dove lo scorso anno si è pagato meno in bollette. Il timore, tuttavia, è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Campania: 2.906 kWh e 764 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Mutui: in Campania aumenta l’importo medio richiesto (+4,7%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i campani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 11.100 domande di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.730 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente campano tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 21 anni a 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,7%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Napoli, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,4%, arrivando a 139.633 euro. Seguono nella graduatoria campana la provincia di Benevento, che ha registrato un aumento del 4,2% rispetto al primo trimestre 2020 (105.171 euro), quella di Caserta (+4,1%, 118.467 euro) e quella di Salerno (+2,5%, 134.756 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Avellino, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 107.196 euro, è diminuito del 2,5%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 campani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i campani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Campania è diminuito, passando dal 36% dello scorso anno al 23%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.100 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • RC auto: in Campania premi medi in calo del 12,1%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Campania sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 855,88 euro, vale a dire il 12,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Campania costa, in media, 118 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +2,51%.

    La regione si conferma essere la più cara d’Italia dal punto di vista dell’RC auto; il premio medio rilevato a febbraio 2021 era l’84,42% più alto rispetto alla media nazionale.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 690.460 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Campania tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree campane. La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Avellino, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 13,74% rispetto a febbraio 2020; staccata di un soffio Napoli, al secondo posto della classifica, con un calo del 12,72%. Sul gradino più basso del podio si posiziona Benevento, dove il premio medio è sceso del 9,52% rispetto a 12 mesi fa.

    Chiudono la graduatoria la provincia di Caserta, dove la tariffa media è scesa dell’8,59% rispetto a febbraio 2020, e quella di Salerno (-6,74%).

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province campane più costose si posizionano, al primo posto Caserta dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 929,44 euro, seguita da Napoli (894,38 euro) e Salerno, con un premio medio pari a 682,03 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province della Campania.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Caserta dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 5,53%, seguita da Salerno (+3,28%) e Napoli (+2,33%).

    Aumento più contenuto, invece, per la provincia di Benevento, dove l’RC auto media è cresciuta dello 0,02%. Unica eccezione è Avellino, area campana che ha registrato un calo della tariffa media tra gennaio e febbraio 2021 (-2,71%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 690.460 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Campania tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Facile.it: in Campania premi medi Rc auto in calo con il Covid (-5,63%)

    Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorrevano in media 928,16 euro, valore in calo del 5,63% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Nonostante questo, però, il valore medio regionale rimane comunque nettamente superiore a quello rilevato nelle altre aree del Paese tanto che, per assicurare un veicolo a quattro ruote ai campani occorre l’88% in più rispetto alla media nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di oltre 621.067 preventivi raccolti in Campania da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto», ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante l’aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da agosto, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

    L’impatto delle nuove restrizioni

    Quale potrebbe essere l’andamento dei premi RC auto nei prossimi mesi alla luce delle nuove limitazioni alla mobilità introdotte dal Governo? «Sebbene sia difficile fare previsioni sull’andamento del prezzo dell’RC auto», ha dichiarato Palano «sono bastati pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove restrizioni regionali per determinare un crollo nelle richieste di assicurazioni in Campania.».

    Facile.it ha evidenziato come tra il 6 novembre, primo giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole di chiusura, e il 17 novembre 2020 le richieste di assicurazioni per veicoli a due o quattro ruote provenienti da utenti campani siano diminuite del 6%, a fronte di un calo nazionale pari al -1%.

    «Visti i cali tariffari» – ha concluso Palano – «è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando».

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Campania ad ottobre 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-10,51%), ha riguardato tutte le aree della regione, seppur con entità differente.

    La provincia campana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Avellino dove, ad ottobre 2020, il calo è stato del 14,06% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 679,15 euro.

    Segue nella graduatoria regionale la provincia di Salerno, dove ad ottobre 2020 la diminuzione è stata del 10,54% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 707,45 euro.

    Calo più contenuto per la provincia di Napoli, dove il premio medio è sceso a 988,00 euro, il 4,26% in meno rispetto allo stesso mese del 2019; nonostante il calo, la provincia campana è risultata essere la più cara d’Italia dove assicurare un veicolo.

    Chiudono la graduatoria regionale la provincia di Benevento, dove il prezzo medio è diminuito del 3,67% stabilizzandosi a 653,97 euro (il più passo della regione) e quella di Caserta (-1,05%), seconda provincia più cara d’Italia con un premio medio pari a 976,96 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 621.067 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 ottobre 2019 e il 31 ottobre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Preserviamo la natura e la bellezza partendo dalle nostre zone

    I volontari fanno un altro intervento di bonifica alle scale Antonio Niccolini al tondo di Capodimonte.

     

    DATI RELATIVI ALL’AMBIENTE

    La natura e la sua biodiversità sono al centro delle preoccupazioni delle Nazioni Unite. Infatti nel mondo sono circa un milione le specie viventi a rischio estinzione, pari all’11% circa del totale. Secondo gli scienziati, a questo ritmo ci troveremo presto di fronte a una sesta grande estinzione di massa. Ad aggravare la situazione già compromessa del nostro pianeta concorrono diversi fattori: dal tanto citato cambiamento climatico, al conseguente scioglimento dei ghiacciai, alla deforestazione.

     

    Un nuovo studio pubblicato su PNAS afferma che la sesta estinzione di massa si sta avvicinando più in fretta del previsto: «Tra il 2001 e il 2014 si sono estinte 173 specie animali», ha dichiarato alla CNN Gerardo Ceballos González, uno degli autori dello studio. «L’estinzione sta correndo ad una velocità 25 volte superiore a quanto ci aspetteremmo guardando ai ritmi del passato». Negli ultimi cento anni, si sono estinte oltre 400 specie animali: nel normale corso dell’evoluzione, affermano i ricercatori, ci sarebbero voluti fino a 10.000 anni per assistere a una tale estinzione. E non dimentichiamo che siamo sempre noi umani la prima causa delle estinzioni.

    L’ATTIVITA’ DEI VOLONTARI

    Questi fattori sono quelli che spingono i volontari de La Via della Felicità e i volontari dell’associazione Miniera, ormai uniti in nome della cura dell’ambiente, a continuare le attività di bonifica delle aree verdi di Napoli. Infatti anche sabato mattina si sono ritrovati alle scale Antonio Niccolini al tondo di Capodimonte per un intervento di raccolta rifiuti e piantumazione.

     

    Ad aspettarli Adrian Di Capua, un ragazzo di vent’anni, giardiniere professionista e volontario della Protezione Civile, che da gennaio 2020, si è preso cura di sistemare le scale, che afferma: “Ho deciso di prendermi cura di quest’area abbondonata a sé stessa per la sua bellezza perché secondo me va portata alla luce la natura del parco. Io ho iniziato volontariamente a pulire facendomi notare dalle persone del quartiere e questo ha sensibilizzato altre realtà associative e altre realtà politiche le quali mi hanno fornito sacchetti, pale, rastrelli, guanti da lavoro, tute per il giardinaggio e attrezzi. Mi interessa riqualificare quella zona verde perché un giorno vorrei poter portare i miei figli qui a fare una passeggiata. Fin dall’inizio abbiamo tolto più di 3 tonnellate di immondizia oltre a pietre, tronchi ed altre erbacce.”

     

    “Questo – ricorda Pascal Lemos, coordinatore dell’iniziativa – “è l’esempio del fatto che, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard nella guida al buon senso La Via della Felicità, “Un ciottolo gettato in acqua può provocare onde fino alla spiaggia più lontana”. Si inizia con una zona e poi si uniscono le forze, si suggerisce ad altri di fare altrettanto, e alla fine si crea un gruppo che desidera prendersi cura del proprio ambiente. Così abbiamo iniziato e così oggi ci ritroviamo.”

     

    Le attività dei volontari continueranno le prossime settimane. Per maggiori informazioni scrivi a [email protected] o chiama il numero 393.287.9569 (Pascal).

     

     

     

     

     

    Ufficio Stampa

    La Via della Felicità

    Sezione della Campania

  • Auto: in Campania ci sono ancora più di 503.500 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto campano che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione campana risultano ancora registrate 503.553 automobili Euro 0, corrispondenti al 14,02% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    La Campania guadagna due primati negativi a livello nazionale: è la regione con più auto private appartenenti alla categoria Euro 0, sia in valori assoluti, sia se si guarda al peso percentuale di queste vetture sul totale auto ancora iscritte nei registri regionali.

    Il quadro peggiora ulteriormente se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono 1.676.546. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che quasi la metà della auto potenzialmente in strada in Campania (47%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. Anche in questo caso la regione si posiziona tra le ultime della classe; fanno peggio solo la Calabria e la Sicilia. A livello nazionale le auto inferiori all’Euro 4 sono il 34,1% del totale.

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Maglia nera della regione è la provincia di Napoli, che risulta essere sia l’area campana con il maggior numero di veicoli Euro 0 (287.001), sia quella con la percentuale più alta di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (15,77%). Guardando al rapporto percentuale, alle spalle di Napoli si trova la provincia di Salerno, dove il 12,81% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (90.503 veicoli). Subito dopo troviamo le province di Caserta (12,40%, 75.167 auto) e Avellino (11,17%, 30.512 vetture). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Benevento, che, con una percentuale di 10,91%, risulta essere l’area campana con il minor numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (20.370).

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto ancora una volta la provincia di Napoli. Dove quasi la metà delle autovetture (48,15%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Salerno (46,03%), seguita da Caserta (45,34%). Chiudono la classifica campana Benevento (44,39%) e Avellino (43,03%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Facile.it apre a Salerno il primo Facile.it Store della Campania

    Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio per le spese familiari, ha aperto il suo primo negozio fisico in Campania, a Salerno.
    Dopo lo straordinario successo ottenuto dagli altri Facile.it Store presenti in tutta Italia, la web company ha scelto di inaugurare il nuovo punto vendita fisico nel cuore della città salernitana, in via Dei Principati, 21.
    All’interno del Facile.it Store di Salerno (https://www.facile.it/store/salerno.html) i cittadini possono incontrare consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte per risparmiare su RC auto e moto, bollette luce, gas e telefonia, prestiti e mutui.
    Quello dei Facile.it Store è un progetto unico nel suo genere in Italia, lanciato nel 2017 e cresciuto rapidamente sino a tagliare, con la nuova apertura, il traguardo di 18 negozi; oggi i punti vendita del comparatore sono presenti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari e Lecce e, appunto, Salerno.
    «Il nostro obiettivo è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Rete fisica prodotti finanziari. «Le famiglie salernitane sono molto attente alle spese domestiche e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di costo con cui devono fare i conti ogni mese».
    RC auto a Salerno: costi in calo, ma non per molto
    L’RC auto è una delle spese più onerose cui le famiglie italiane devono far fronte, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Store, Facile.it ha voluto analizzare l’andamento dei prezzi nella provincia di Salerno scoprendo che, a maggio 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 698,78 euro, vale a dire l’8,02% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
    Nonostante la buona notizia, però, il premio medio risulta comunque il 38,93% più alto di quello nazionale e la curva dei prezzi assicurativi, dopo aver toccato il minimo negli scorsi mesi, ha iniziato a risalire, complice la fine del lockdown che ha portato ad un incremento dei veicoli in circolazione e, di conseguenza, dei sinistri stradali. Basti pensare che in un solo mese, da aprile 2020 a maggio 2020, il premio medio rilevato da Facile.it nella provincia campana è aumentato del 13%.
    Per questo motivo, spiegano ancora gli esperti di Facile.it, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza o hanno deciso di sospendere l’assicurazione è di rinnovare la copertura adesso, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

  • RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Campania (-12,52%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

    Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti campani dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Campania hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (-1,39% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -12,52% rispetto allo stesso mese del 2019.
    In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorrevano, in media, 823,93 euro, vale a dire ben 118 euro in meno rispetto ad aprile 2019; nonostante questo la regione rimane comunque la più cara d’Italia per quanto riguarda l’RC auto (+77,67% rispetto alla media nazionale).
    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 616.900 preventivi effettuati in Campania attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
    «Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».
    Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.
    Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.
    L’andamento provinciale
    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Campania ad aprile 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-15,04%), è stato rilevante, con una diminuzione a doppia cifra in quasi tutte le aree della regione.
    La provincia campana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Salerno dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 18,55% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 617,29 euro.
    Segue nella graduatoria regionale la provincia di Caserta, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 15,54% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 872,47 euro; nonostante si tratti di una vera e propria boccata d’ossigeno per gli automobilisti casertani, la provincia risulta comunque essere non solo la più cara della regione, ma anche di tutto il Paese.
    Calo più contenuto, ma comunque importante, per la provincia di Napoli, dove ad aprile 2020 il premio medio è sceso a 864,20 euro, vale a dire l’11,57% in meno rispetto allo stesso mese del 2019; nonostante questo, però, la provincia campana risulta essere la seconda più costosa d’Italia.
    Chiudono la graduatoria regionale la provincia di Avellino, dove il prezzo è calato dell’11,54% stabilizzandosi a 649,69 euro e quella di Benevento, unica area campana dove il calo è stato ad una sola cifra (-5,59%); gli automobilisti beneventani possono però consolarsi perché il premio medio rilevato ad aprile 2020, pari a 586,95 euro, è risultato essere il più basso della regione.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 616.975 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Online il sito di CMTBONE, carni maturate con CuomoMethod®

    È online il nuovo sito di CMTBONE, azienda campana dedicata al commercio e alla distribuzione di carni
    maturate con CuomoMethod®.

    Il sito, cmtbone.com, offre una panoramica completa sull’attività dell’azienda, a partire dalle informazioni
    circa il processo di maturazione che viene applicato alle lombate distribuite da CMTBONE.
    Tramite il sito, i potenziali clienti, proprietari di gastronomie, macellerie e ristoranti, possono contattare un rappresentante di CMTBONE per avere informazioni commerciali e ottenere un appuntamento.
    Il sito web è stato realizzato da Endelab, agenzia di marketing e comunicazione con sede a Napoli.

    CMTBONE è una realtà giovane e innovativa, che distribuisce carni maturate con CuomoMethod® e fornisce
    conservatori Dry Aging progettati per la carne maturata. La società nasce dall’incontro tra due figure che
    operano nel settore delle carni da anni: la famiglia Timbone e Alessandro Cuomo.
    La famiglia Timbone è, da oltre quattro generazioni, un punto di riferimento per la distribuzione di carni su
    tutta la provincia di Napoli e nell’intera regione Campania.
    Il CuomoMethod® è un metodo naturale e brevettato basato su notevoli studi scientifici, che consente di
    monitorare lo stato fisico e chimico delle carni durante il processo di maturazione, nel pieno rispetto delle
    norme igienico sanitarie e delle direttive vigenti in tema di sicurezza alimentare.

    Le carni maturate distribuite da CMTBONE sono sicure, legali e tracciabili.