la strategia empatica che ognuno adotta per sopravvivere.
In promozione il singolo della cantautrice.
https://youtu.be/MNpLWLlxJjY
“In Fondo alla Strategia” è un brano acustico, che evoca forti emozioni come la fragilità, la presa di coscienza e l’energia di una rinnovata consapevolezza, è uno status dell’anima, un percorso, la strategia empatica che ognuno di noi adotta per sopravvivere.
Valentina Falcone, cantautrice Italiana, scrive da quando ha quattordici anni.
Da sempre alla ricerca di un’espressione che la renda singolare e totalmente personale, negli anni scopre nuove identità sonore che le permettono di sperimentare molto vacillando tra molteplici progetti discografici.
Premio Della Critica al Festival Dell’Alto Milanese, semifinalista all’Accademia Della Canzone Di San Remo, ha partecipato a molti concorsi canori, Rock Targato Italia (Radio Italia), Brand New Talent (MTV) Phenomenon Music Contest, Festival dei talenti etc…etc… Molti i consensi da parte di personaggi dello spettacolo ed Enti Artistici.
Riceve subito un bel riscontro, un passaggio televisivo su “U zone” (Mediaset italia2) in rotazione radiofonica nelle radio locali italiane del circuito “My Chance” e “Meet’in Radio” (Meeting Degli Indipendenti), secondo posto annuale sul web tv (Uno tv) e Commusik, Recensioni giornalistiche su Oca Nera, GengiSkunk,Almax, theRockBlog.net . Valentina Falcone è Premio Speciale al MEI di Faenza (2015).
Nella vita spesso si fanno scelte che portano ad una gloria, un successo. In quel momento ci si sente invincibili, niente e nessuno deve rovinare questo momento magico. Ma quando si spengono le luci della ribalta e svanisce l’ebbrezza della vita sotto i riflettori ci si può accorgere di aver perso qualcosa…. le persone che si amano ed anche un po’ se stessi.
Questa canzone racconta il sentimento a metà tra la frustrazione e il rimpianto che si prova a sentirsi degli sconosciuti in un mondo dove non ti riconosci più.
Jack Benucci è un cantante e cantautore italiano emergente.
In tenera età il piccolo Jack sviluppa una forte passione per la musica e influenzato dai Beatles inizia a scrivere canzoni all’età di 15 anni. Le circostanze della vita lo allontanano dalla sua passione e dal suo Paese. Si trasferisce nel Regno Unito dove vive e lavora per otto anni.
Durante questo periodo Jack, diventa molto attivo nello scrivere nuove canzoni in lingua inglese.
Alla fine del 2018, ritorna in Italia e l’anno successivo firma un contratto di coproduzione con la Ghiro-Records.
Il primo singolo di Jack Benucci, intitolato “Complete Unknown“, è stato pubblicato nel maggio 2020.
Just For Fun è il nuovo singolo degli EEF, sestetto marchigiano formato da giovanissimi super-solisti capitanati dalla front woman Cecilia Rossini. Just For Fun, estratto dal loro debut album Horror Vacui, è un concentrato di energia e gusto per il funky, la fusion e il rock. Ma attenzione, il pezzo “spinge” anche sull’airplay radiofonico con la voce di Cecilia che, in alcuni momenti, ci riporta alla migliore Lisa Stansfield. Gli EEF, che nel 2018, sono stati terzi assoluti (primi tra i gruppi) al Tour Music Fest presieduto da Mogol, hanno idee precise, stile e tecnica superlativa. Un gruppo proiettato nel mondo ma con un’anima italiana.
EEF Early Ettringite Formation è un sestetto di giovani musicisti marchigiani. Il gruppo propone un progetto di musica inedita dalle sonorità originali, decisamente Rock ma con molteplici influenze, dal Jazz, Funk alla Fusion. Nella primavera del 2018 registrano la prima demo contenente tre brani originali al Nufabric Basement Studio Recording di Fermo e prendono parte al Tour Music Fest 2018 arrivando in finale a Roma e posizionandosi 3° in tutta Italia. Partecipano al Forum Jazz Live di Forlì con Dave Weckl e Mike Stern giungendo sino alla semifinale. Ad oggi, hanno completato la registrazione del loro primo disco “Horror Vacui” presso Astronave Recording Studio di Recanati. L’album esprime perfettamente il concetto del “terrore del vuoto” che da sempre si è presentato in diverse forme artistiche dalla pittura, alla scultura, all’architettura, che si avvale dell’atto del riempimento di un’intera superficie di un’opera con dei particolari finemente dettagliati. Così come nell’arte bizantina, gotica, barocca o quella di M.C Escher, anche il concetto di Rock può prendere forma attraverso un “esuberanza decorativa”.
Il nome EEF Early Ettringite Formation prende invece spunto dal mondo della chimica: l’ettringite primaria è un composto che si forma nella fase di presa del cemento ed è ciò che conferisce ad esso la compattezza e il tipico carattere lapideo. Il progetto nasce da questa spiegazione puramente scientifica, dove ne è stato colto il senso più filosofico: EEF Early Ettringite Formation è il connubio tra sei elementi di estrazioni differenti che, miscelati insieme, danno origine ad un composto solido come il cemento.
in radio e sui principali digital store il singolo che anticipa l’album d’esordio
Postalmarket é la trasposizione del brano d’amore, un amore da dedicare a se stessi.
Un intimo e allegorico viaggio nelle fantasie quotidiane di ognuno di noi, che riavvolge i frame delle nostre giornate adolescenziali. Un nostalgico approccio alla masturbazione analogica, prima dell’avvento dell’era digitale, racchiusa nell’ iconografica lettura della mia dimenticata rivista per mamme Postalmarket.
Chi sono questi Vendrame?
Il progetto I Vendrame nasce a Pescara all’inizio del 2014, da un’idea di Riccardo Di Virgilio Mambella, Francesco Giammarino e Paolo Facondi. I Vendrame raccontano il quotidiano con ironia, giocando con storie e personaggi improbabili, spesso contraddittori, che si materializzano nei brani e nei concerti, messi in scena con grande attenzione all’impatto teatrale dello show. Grazie alle molteplici influenze che spaziano dal rock al samba, dal blues alla psichedelia e a tutto ciò che c’è nel mezzo, la musica dei Vendrame varia in qualsiasi emisfero musicale, sfociando in sonorità che toccano estremi talvolta inetichettabili, dietro un’apparente semplicità compositiva.
MalOrigine
I Vendrame sono una “grande rappresentazione di Malcomplesso”. Sono tutto ciò che rappresenta un presunto talento mai espresso, mai valorizzato o, al contrario, sopravvalutato. Sono i finti portavoce di una sindrome sociale incline a “tarpare le ali” al prossimo e ad idolatrare pupazzi, una sindrome che diventa, appunto, malcomplesso.
I Vendrame: il nome stesso è un tributo a Ezio Vendrame, calciatore degli anni ‘70, vero talento inespresso. Un poeta del pallone e delle parole, Ezio, il George Best italiano. Genio e sregolatezza, ricco di poesia e contenuti mai emersi in un mondo malato di occasioni perse; caro amico di altri grandi talenti incompresi tra cui Piero Ciampi, cantautore toscano scomparso e finito nel dimenticatoio.
La nascita dei Vedrame (o il loro sbarco sulla Terra) è sancita dalla pubblicazione del loro primo EP sul sito www.ivendrame.com nella notte di Natale del 2014. Il lancio è stato supportato da una campagna teaser di un mese. In contemporanea alla nascita la band rilascia vari contenuti promo tra cui il video “Live at Cappelle (sul Tavo)”, un lungometraggio che comprende 6 brani suonati dal vivo in una location degradante e incontaminata, con cambi d’abito e “strane presenze” che compaiono in un backstage-onstage che non risparmia nessun addetto ai lavori. Un gioco di concetti che cita ironicamente il famoso “Live at Pompei” dei Pink Floyd, monumento della storia della musica non ancora vittima… di malcomplessi.
in radio e sulle piattaforme digitali il singolo d’esordio dell’alternative rock band
La canzone è stata scritta dopo un’esperienza sentimentale negativa in cui le tue emozioni vengono fatte a pezzi, ma nonostante tutto trovi la forza di rialzarti. Infatti il tema principale è la rinascita. È la voglia di buttarsi il passato alle spalle e di mettersi nuovamente in gioco… perché la vita è meravigliosamente imprevedibile e tutto deve essere ancora scritto. Siamo noi a decidere del nostro destino!
Gli Aneurisma sono una band Grunge/Alternative-Rock pescarese formatasi nel 2011 dall’incontro tra Antonio Orlando (voce e chitarra) e Luca Degl’Innocenti (basso e cori).
La band raggiunge la sua formazione completa con l’arrivo del batterista Ettore Saluci, consolidando un sound duro, aggressivo e psichedelico che contraddistingue le loro composizioni.
In seguito alla pubblicazione del loro primo omonimo Ep, calcano i palchi di numerosi festival e club italiani, ricevendo recensioni e accoglienze positive.
Nel 2016 sono ospiti di una edizione del “Bussi Rock Festival”, dove condividono il palco con gli IWolf, reduci dal successo del talent show The Voice of Italy.
Nell’Aprile del 2017 partecipano al premio nazione “Brano Inedito” suonando nello storico locale romano la “Locanda Blues”, evento seguito on line da oltre 30.000 spettatori.
Nel 2018 la band entra a far parte nell’associazione musicale nazionale #nonsiamosoli e viene selezionata la loro canzone “Insanity” per il primo volume di una compilation, in uscita nazionale discografica, rappresentativa dei gruppi emergenti della realtà musicale italiana.
Nello stesso anno il gruppo si esibisce nell’anfiteatro del porto turistico di Pescara, in una tappa dell’Indipendente Festival”, condividendo il palco con alcuni dei maggiori gruppi della scena musicale nazionale, riscuotendo un notevole consenso da parte di pubblico e critica.
Nel 2019 la band si ferma per un breve periodo dall’attività live per dedicarsi alla registrazione in studio dell’album d’esordio in uscita prevista per Settembre/Ottobre 2020.
Nel frattempo a lavoro per il lancio ufficiale nazionale del primo singolo con rispettivo videoclip.
è un messaggio di speranzail brano in radio del duo salentino
I “The BRAVO” raccontano: E’ una sintesi del nostro periodo adolescenziale vissuto nelle violenze verbali quotidiane di cui eravamo vittime da parte del nostro patrigno, l’orco delle nostre favole per bambini. “Che me ne fotte” erano le parole che ci venivano urlate contro in qualsiasi occasione. Non gliene fregava nulla dei nostri pianti, della disperazione causata dalle sue azioni e dalle parole violente che brutalmente ci scagliava addosso e che ci ferivano, umiliavano e sminuivano nel profondo… ogni giorno la minima piccolezza poteva scatenare un incubo ad occhi aperti. Lui era agli arresti domiciliari e noi eravamo fagocitati nelle sue stesse restrizioni di libertà, nelle sue stesse frustrazioni. La nostra unica boccata di libertà era la scuola. Il mare, d’estate, ci era precluso con la spiegazione che non ce lo meritavamo a causa “del nostro cognome”, corredata dall’offesa terribile a nostra madre, oltre che a noi stessi, di non essere suoi figli. La protezione della mamma è stata la nostra salvezza in quegli anni; seppur di nascosto, lei non ci ha mai privati della sua tenerezza, fino a quando non abbiamo potuto portare lontano da lui le nostre vite. Arriva sempre il momento del riscatto, il momento in cui si reagisce con determinazione per difendere se stessi e la propria famiglia. Non è mai semplice trovare il coraggio di reagire ed il brano “Che me ne fotte” vuole essere un messaggio di speranza per chi, purtroppo, vive situazioni come la nostra. Dopo aver raccolto i cocci della propria esistenza, si deve sempre ripartire con forza e dignità come abbiamo fatto noi”.
Andrea Cassano e Simone Cassano, componenti del duo “The Bravo”, sono due giovani cantautori salentini che hanno iniziato a nutrire il loro curriculum artistico musicale sin dall’infanzia.
Hanno preso parte, insieme e/o singolarmente, a concorsi regionali e nazionali (con la presenza di personaggi illustri come Beppe Vessicchio, Luca Pitteri, Grazia Di Michele, Fabrizio Palma ecc). Sostenuto esibizioni in TV locali e nazionali, anche presso gli studi RAI di Torino (per il programma Social King 2.0 di Rai 2) e in “Amici Casting” su Canale 5, nonché parte organica (coro) dell’orchestra sinfonica Terra d’Otranto diretta dal Maestro Antonio Palazzo, in occasione della diretta RAI 1 del Premio TV 2015 (25 Maggio, prima serata, con la presenza di Maria De Filippi, Elisa Toffoli, Roby Facchinetti, Noemi, Massimo Ranieri, Emma Marrone, Arisa ecc).
Hanno frequentato stage con il maestro del jazz Bob Stoloff, Paolo di Sabatino, Marcello Balestra, Antonio Laino e Kikko Palmosi con il quale, in collaborazione con il cantautore Tony Maiello, hanno composto alcune canzoni (“I’m Sorry” è contenuta nel cd del vincitore di Sanremo Giovani 2019 Einar Ortiz).
Ex studenti presso il conservatorio Tito Schipa di Lecce, indirizzo canto jazz, hanno successivamente continuato gli studi privatamente con l’illustre cantante e cantautrice Jazz Elisabetta Guido, ancora oggi punto di riferimento per i due artisti. Semifinalisti di “Area Sanremo” 2018, hanno maturato negli corso degli anni numerose esperienze in ambito musicale, grazie alla partecipazione a eventi e meeting vari, esibizioni da Buskers, manifestazioni e Festival.
Label Sonos Music Records
Edizioni Musicali Maffucci Music .
In radio il singolo che dà il nome all’album del cantautore
“Grazie a te” è una raccolta di brani dove si evince nella totalità l’essenza positiva dell’autore.
Una visione gioiosa della vita nonostante le prove che essa sottopone, sotto ogni punto di vista.
Un album che pone l’accento su diverse problematiche a sfondo sociale, trasformando in parole musicate pensieri, speranze e sfide.
Una ripresa.
Una sorta di punto e a capo.
La voglia, non di continuare, ma di decollare con brio e consapevolezza.
L’autore Nicola Stiso con questo suo lavoro discografico si rivolge al cuore e alla mente della gente, a coloro i quali occupano anche posizioni di comando e di prestigio, a chiunque abbia voglia di offrire un contributo per migliorare concretamente le condizioni di vita di ogni persona, dalla più piccola di età alla più anziana, a chi ha il coraggio di denunciare le ingiustizie, a chi non intende arrendersi alle stesse.
Per quantità e qualità il progetto è perlopiù un doppio album che tratta molteplici argomenti e spazia tra diversi stili musicali. A comporlo ci sono ben 18 brani inediti in cui il cantautore pone al centro la persona, i suoi problemi, le sue delusioni, i suoi sentimenti, le sue aspettative.
Brano dopo brano il connubio tra musica e parole suscita forti emozioni, ponendo attenzione al presente e riponendo fiducia nel futuro.
Ricco di canzoni d’amore, queste ultime si lasciano apprezzare anche per le melodie realizzate oltreché per l’originalità dei vari aspetti e tipi di amore esaltati, senza nascondere quello per Dio, per il prossimo e per la vita in generale.
Danno forma e sostanza all’album anche brani augurali, festosi, ballabili e orientati al sano divertimento.
Emblematico è il titolo che l’artista ha dato a questo ampio lavoro, a riprova del suo desiderio di ringraziare chi fa parte della sua vita o chi in qualche modo lo ispira.Il cantautore peraltro manifesta e soddisfa questo desiderio anche con una canzone specifica, terza traccia di questo suo nuovo album, che per l’appunto non poteva che intitolarsi: Grazie a te.
Nicola Stiso scopre la musica e il canto fin dà piccolo e a soli 6 anni comincia a prendere lezioni private di fisarmonica.
Crescendo si cimenta con diversi strumenti musicali, tra cui la batteria e il basso, ma è come fisarmonicista, tastierista e cantante che via via si afferma.
Adolescente, a metà degli anni 80, fonda una band con un gruppo di amici, “i Centaury“, riuscendo a coltivare la sua passione fino al momento della laurea.
Le esigenze lavorative, più tardi, lo portano lontano da casa recidendo in tronco il suo rapporto con la musica in termini di esibizioni.
Quando si ha passione per l’arte però non la si può sottacere a lungo, perciò nel giro di pochi anni escono i suoi lavori: Un sogno che vivo, 2008; Finché ci sei tu, con cui partecipa e vince nel 2009 un concorso canoro organizzato dalla casa discografica torinese Note Pulite; Fai la tua parte, 2009; Fai del tuo meglio e prega, 2010; Vieni, 2011; Per niente facile, 2012;
Seguono anni di pausa a causa di veri e propri terremoti che sconvolgono la sua vita privata ma nel 2017, in ricordo del padre scomparso l’anno prima, incide il singolo “Ti sono accanto” e ha il privilegio di cantarlo insieme a sua sorella Teresa.
musica per aiutare gli ospedali La musica non si ferma, figuriamoci il rock!!!
Partecipa al contest “Rockers in pigiama”. Dal 7 Aprile 2020 le prime esibizioni.
Come fare? È molto semplice basta suonare da casa 4 pezzi dal vivo, che saranno votati da una giuria di professionisti della musica, non occorre essere per forza in pigiama (anche se il suonare in pigiama darà un bonus di 5 punti sul totale). Si suona un live su Facebook, 4 pezzi di fila. Questi video saranno poi riproposti sulle pagine social dei locali aderenti e su quelle di Anthill. Non ci sono limiti artistici che i pezzi siano cover o inediti, vogliamo solo che ci sia l’ anima, la vostra storia ed un vero spirito Rock senza compromessi. I voti che saranno contagiati come bonus saranno quelli delle condivisioni e dei commenti visualizzati sulla nostra pagina Anthill. Più azione virale si produce più aumenteranno i punti. Tutti questi bonus saranno sommati ai voti della giuria (con un peso dei 2/3 del totale). Nei prossimi giorni sarà reso pubblico l’elenco dei componenti la giuria (responsabili dei locali, giornalisti e addetti ai lavori)
Costo? Partecipare non costa assolutamente nulla , chiediamo solo di fare una donazione attinente alla crisi Covid 19 ad un ospedale di vostra preferenza. Non ci sono minimi e non sarà divulgata la cifra devoluta. Basta inviare la ricevuta della donazione e ci si accorda per il live.
Chi organizza? “Rockes in pigiama” è nato dalla collaborazione di Davide Motta direttore Booking di Red & Blue e di AntHill (Booking e Management) con alcuni amici di prestigiosi club italiani dove si suona musica dal vivo. A giudicare le esibizioni il voto di una giuria di addetti ai lavori sommato ad i like sulle pagine social.
Tutte le esibizioni saranno trasmesse anche su Radio Atlanta Milano e condivisi sui canali social di Eventi Milanesi.
Cosa si vince? Di sicuro ci saranno in palio aperture di concerti per artisti di qualità. La possibilità di essere conosciuti dai club, ma stiamo anche pensando a come premiarvi ulteriormente. Di certo tanta visibilità, che in questo momento aiuta a restare connessi. Non male visto che non costa nulla.
Spacchiamo la chitarra in testa al virus e riprendiamoci i palchi!
Partner tecnici Vision Tv
Radio Atlanta Milano
Eventi Milanesi
in promozione radiofonica il primo singolo estratto dall’EP “Stay safe”
“Call my name” è il brano ” degli Invisible Wave. Una canzone che si interroga sui temi dell’esistenza, con uno sguardo sul mistero della vita e sul suo senso. E’ allo stesso tempo una dedica, in cui l’autore e cantante Guido Tonizzo (che è anche scrittore) parla della perdita della madre e dedica a lei questo brano. Una canzone emozionante, melodica, a cavallo tra il pop-rock e l’ambient-electro (richiama un po’ certe atmosfere Coldplay e U2). Questa canzone, inoltre, è stata presentata in prestigiosi contesti, con gli Invisible Wave, in concomitanza con la presentazione dell’ultimo libro dello stesso Guido Tonizzo, “Vita, Conoscenza e Mistero”(Caosfera edizioni), dove sono trascritti interessantissimi scambi d’opinione tra lui e personalità che provengono dal mondo della scienza, della medicina, della spiritualità e della ricerca, con tema proprio il senso della vita.
Gli Invisible Wave (IW) sono un progetto artistico musicale il cui focus è la ricerca interiore, la spiritualità e, specularmente, l’attualità.
La loro musica è un viaggio, tra melodie e raffinate sonorità, tra pop, rock, ambient, indie ed elettronica. Possono ricordare da un lato grandissime band quali sono gli U2, i Coldplay, i Muse, i Depeche Mode e i The Killers, e al contempo richiamare atmosfere suggestive vicine ai Massive Attack e a Moby.
Oltre a richiamare alla mente questi grandi musicisti, gli IW esprimono con la musica una loro identità ed originalità tutta da scoprire, sia energica sia elegante, con inediti che rimangono in mente, alcuni di essi fanno riflettere, altri trasmettono emozioni, altri ancora fanno saltare e cantare.
Gli IW sono stati fondati da Guido Tonizzo, scrittore e mental coach, oltre che cantante della band. I suoi testi sono la continuazione di quanto egli già propone con libri ed iniziative culturali e di miglioramento personale.
Uno dei forti messaggi degli Invisible Wave è questo: ognuno è speciale! Scoprire e valorizzare questa unicità può aiutarci a vivere autenticamente e aiutare chi ci sta intorno.
Si sono esibiti in festival di rilievo e in location suggestive, tra il 2018 ed il 2019, anche in accompagnamento al tour di presentazioni dell’ultimo libro di Guido Tonizzo: “Vita, Conoscenza e Mistero”.
E’ appena uscito il loro nuovissimo EP intitolato “Stay Safe”, che porta con sé un auspicio per tutti per una vita autentica e stimolante e, proprio per questo, invita ognuno a darsi da fare (interiormente ed esteriormente) per Vivere con la V maiuscola e dare una mano al mondo che ci circonda.
LA BAND:
Guido Tonizzo (cantante, pianista-synth, autore-compositore)
Cristina Spadotto (chitarrista)
Stefania Della Savia (bassista)
Alberto Zenarolla (batterista)
Gufo Grazioso è Il primo singolo estratto dall’album che si intitola “Cavallo Pazzo” l’esordio discografico del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini pubblicato e distribuito da RadiciMusic Records.
Nel brano si narra dell’incontro avvenuto realmente tra Nuvola Rossa e Gufo Grazioso.
La canzone è frutto della fantasia dell’autore, che ha cercato di ricostruire a livello immaginario, quello che potrebbe essere stato lo scenario del primo incontro tra i due personaggi.
Sono 10 brani inediti. Si tratta sotto tutti gli aspetti di un concept album in cui si narra la storia di Cavallo Pazzo, leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota vissuto fin verso la fine dell’800.
Di nuovo un ricco artigianato d’autore come ci ha abituati la label di Aldo Coppola Neri, sempre attenta alle penne di spessore e di contenuto. Dalla maremma dei butteri, terra d’origine di Ballerini alle praterie sconfinate del centro America “fluttuando su un piano emotivo interiore di pace e contatto circolare con la natura” (F. Balestrelli). “Cavallo Pazzo” è anche la cultura e le tradizioni dei nativi d’America, di personaggi realmente esistiti… ma è soprattutto il racconto della terribile distruzione di un popolo, voluta dall’industrializzazione spietata da chi si vantava di portare con se il futuro. Insomma, la storia che conosciamo tutti e che qui, in forma di canzone diviene specchio e metafora di quella che vantiamo essere la nostra attuale (in)civiltà omologante e omologata, perpetrata dai poteri forti e da governi che puntano alla distruzione delle singole individualità.
Canzoni morbide, canzoni di suoni puliti, canzoni di arie fresche e praterie al tramonto. Tutto come stare a cavallo, passeggiando tra la vera storia dei nativi americani, guardandoci le spalle ed il cuore, osservando il mondo come piano piano lo stiamo distruggendo… tutte sensazioni che si respirano fin dentro il bellissimo video di lancio del singolo “Gufo grazioso” diretto da Nedo Baglioni.
Nasce a Manciano, in provincia di Grosseto, il 15 Gennaio del 1967. Sin dai primi mesi di vita, mostra un forte interesse sia per la musica che per il canto.
Studia pianoforte appena finite le scuole elementari anche se poi sarà la chitarra la sua vera passione. Non essendoci un insegnante di chitarra nel paese in cui vive, decide di approfondire le sue conoscenze utilizzando il metodo di Franco Cerri e Mario Gangi.
Negli anni novanta inizia con le prime serate live, chitarra e pianoforte elettronico, girando un po’ in tutta la Toscana.
Nel 2013 forma un duo, chitarra e voce con l’amico chitarrista Oriano Marretti, con cui tutt’ora collabora.
Dopo numerosi live sul territorio nazionale arriva l’esordio nel 2017 con un primo disco di omaggi e di rivisitazioni personali dal titolo “Ivan & Oriano – canzoni d’autore”.
Nel Gennaio del 2019 inizia a scrivere alcuni brani propri, affrontando tematiche generali, di attualità e di accadimenti riguardanti gli indiani d’America.
Tra questi brani spiccano “Cavallo pazzo” e “Preghiera Navajo” per intensità della musica e dei testi. La canzone “Preghiera Navajo” inoltre partecipa ad un concorso di poesia della casa editrice Aletti – Mogol e sarà selezionata ed inserita in una loro antologia.
Con l’arrangiatore – chitarrista Alberto Checcacci decide di perseguire la strada del concept album, scrivendo ed arrangiando 10 brani inediti, tutti incentrati sulla vita degli indiani d’America.
Esce così “Cavallo Pazzo” per la RadiciMusic Records di Aldo Coppola Neri che vede in rete il video ufficiale di “Gufo Grazioso” diretto da Nedo Baglioni.
Attualmente Ivan Ballerini sta lavorando per la produzione di un nuovo album che vedrà la luce nella seconda metà del 2020: tematiche sociali, dalla solitudine al desiderio di cambiare vita… anche l’amore viene trattato dall’autore, l’amore che è poi il vero motore che spinge un artista a comporre, sia che si tratti di amore verso una donna, o verso la musica.
Progetto d’esordio per Sylvia Meritano, la giovanissima cantante Piemontese, che inizia la sua carriera proprio dalle stupende colline dell’astigiano partecipando a diverse edizioni del Nastro D’argento.
Si trasferisce per un periodo a Milano per studiare canto e si esibisce live a diverse manifestazioni e galà musicali. Proprio in un occasione di queste, al Teatro Vittorio Alfieri di Asti, conosce il Maestro Piero Mazzocchetti, tenore crossover conosciuto in tutto il mondo, che la invita a studiare alla sua prestigiosa accademia di canto a Pescara la Crossover Accademy. Qui Sylvia, incontra tanti suoi coetanei innamorati del canto e della bella musica, patrimonio culturale della tradizione italiana.
Inizia un intenso e stimolante percorso di crescita artistica che sfocia in un singolo d’esordio “Tra Sogno e realtà” , un brano d’amore intenso e melodico che Sylvia interpreta con la sua voce cristallina. Il brano è stato scritto e composto proprio da Piero Mazzocchetti e Flavio Mazzocchi e prodotto da Marco De Antoniis per Flender Produzioni di Roma.
Il suo primo Videoclip è a firma del giovane regista Marco D’Andragora.
in radio il nuovo singolo del cantautore palermitano
Il brano si intitola “Siamo ancora noi” ultimo singolo facente parte della raccolta di canzoni chiamata Amore 2.0, canzoni che raccontano l’ inizio e la fine di una storia molto travagliata ma nello stesso tempo il pezzo esprime molto ottimismo voglia di rivincita trasmettendo dei messaggi positivi e incoraggianti .
Il Singolo oltre che disponibile su tutti i Digital Store e piattaforme di streaming è accompagnato da un videoclip molto curato nei dettagli per esprimere al meglio il messaggio del brano.
Emilio Bellina in arte Emilio nasce a Palermo (Sicilia) il 09/04/1982, la sua predisposizione per la musica e in particolare per il canto, si manifesta precocemente fin dai primi anni, comincia così la sua passione per la scrittura iniziando a creare i suoi primi testi.
La formazione è principalmente autodidatta solo in età più adulta decide di iniziare a prendere lezioni di canto.
Nel 2014 entra in contatto con un rappresentante dell’ etichetta discografica Trecords con cui inizia a collaborare e a novembre del 2015 esce il suo primo inedito “Stai con me”.
Nel maggio del 2016 esce il suo secondo inedito “Dove si va” un brano dal ritmo molto spedito, una strofa decisamente movimentata che sfocia un un ritornello solare e orecchiabile.
Nel 2017 il suo primo Album “Atomi” dove l’ artista si racconta in ogni singola traccia, Atomi brano che da titolo all’ album entra in classifica Airplay come più trasmesso dalle radio nei mesi di marzo/aprile dello stesso anno.
Il 2018 è l’ anno di due singoli e di collaborazioni per Emilio a febbraio esce “Tutto è possibile” in featuring con DoppiaElle rapper e amico.
Tutto è possibile è un brano molto solare in cui traspare tutta la voglia di“…non mollare mai…”,di lottare sempre per quello in cui si crede anche se questo sembra irraggiungibile.
A distanza di pochi mesi esce “Mi viaje y mi destino” in duetto con Carla Andaloro cantautrice di Messina, un brano dalle sonorità dance/pop con un’ influenza latina visto il ritornello in spagnolo.
Il 07 febbraio 2020 il cantautore si è esibito presso il Teatro del Casinò di Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana.
il singolo d’esordio in radio e sulle principali piattaforme digitali
“Una gustosa distesa urbana dai toni americani, che di molto richiamano alla mente quell’incedere disordinato e sbarazzino che aveva il rock britannico dei The Verve.”
Così come il borotalco serve ad asciugare la pelle e ad eliminare i cattivi odori, questo brano agisce nel medesimo modo sulla vita: schiarisce la vista asciugandola ed elimina o meglio nasconde, per poco, i cattivi ricordi.
Il Borotalco è un rimando all’infanzia, quando le nostre madri lo utilizzavano su di noi, una metafora per dire che erano loro a proteggerci dalla realtà esterna, tenendoci per mano. Una realtà vera ed essenziale che subentra nel momento in cui diventiamo adulti.
Nel video infatti si può notare il passaggio dal primo palloncino felice al secondo triste, proprio per sottolineare questo cambiamento che va a determinare e rendere essenziale la vita.
Da una felicità inconsapevole si passa ad una tristezza razionale, la quale esplode, come si nota nella scena finale del video, nel momento in cui matura la propria personalità e si arriva alla conclusione che tutto questo fa parte della vita.
Tutto ruota in un clima di assoluta incomprensione, illustrata da uno scarabocchio di un bambino, il quale non solo rimanda ai colori della maglietta, unica parte visibile del soggetto, bensì anche al tema dell’infanzia.
Endovenia è Mimmo e Paolo che suonano insieme da quasi dieci anni, già membri dei Pig Scream, con cui hanno collezionato un album autoprodotto e una serie di live.
Suona un rock completamente imbevuto di post punk, post rock e qualsiasi altra cosa sia post.
Il progetto nasce nel 2019 tra Pescara e la provincia di Foggia e in pochi mesi realizza il singolo Borotalco, che anticiperà l’uscita del suo primo EP.
La sua musica è il risultato delle esperienze artistiche e di vita, che marcano una cruda consapevolezza, con la quale accettare la realtà che continua ad osservare.
il nuovo singolo in radio e sulle principali piattaforme digitali
Nonostante tutti i no e le sconfitte l’amore per la musica ti spinge ad andare oltre a superare i tuoi limiti perché non puoi spegnere un fuoco che ti brucia dentro devi lasciarlo bruciare e non puoi smettere di sognare perché la vita stessa è un sogno da realizzare.
Pietro Daniele, 48 anni, cantautore, nato a Napoli, vive a Napoli. Laurea magistrale in scienze religiose. Poco più che ventenne inizia la sua esperienza musicale partecipando a concorsi canori. Il più importante: Accademia di Sanremo nel 1994. Fa piano-bar, partecipa a qualche festa di piazza esibendosi con le proprie canzoni sul palco, partecipa ad alcuni programmi su reti televisive locali, cerca di mettere su una band ma con scarsi risultati poi ripone il suo sogno nel cassetto cercando nuove strade per la propria realizzazione e autonomia. La passione per il canto e per lo scrivere però non lo abbandona mai, la coltiva in privato fino a quando nel 2013 scrive un testo sul suo rapporto difficile e conflittuale col padre, testo che viene letto da una sua amica, cantautrice napoletana, la quale gli consiglia di musicarlo perché a suo parere è un buon testo. Quando poi nel 2016 trovato l’arrangiatore quel testo diventa la canzone “L’assenza” decide di farlo ascoltare al team del Tour Music Fest che lo invita a partecipare al campo di formazione per musicisti e cantautori tenuto al C.E.T. In quel contesto capisce che qualcosa manca nella sua vita e che è una parte fondamentale del proprio essere: la Musica. Allora si rimette in gioco partendo da se stesso e dalle proprie mancanze. Realizza per “L’assenza” un video-clip che gira su Youtube, continua a scrivere testi e riprende lo studio del canto e della chitarra. Il 24 marzo 2017 esce su tutti i negozi digitali il suo secondo singolo “L’uomo che lavora”, canzone che attraverso la figura romantica di un uomo che lavora duramente e si sacrifica per dare un futuro ai propri figli, sottolinea l’importanza del lavoro come fondamento della nostra società. Alla fine dello stesso anno esce il suo terzo singolo “Elettrica(mente)” insieme al video-clip, una canzone sui social che se usati male paradossalmente possono diventare una prigione dorata e non più la possibilità di allargare i nostri orizzonti. Nel 2018 esce su Youtube il video-clip “Non posso averti” primo estratto dell’Album “Questo tempo”, che suona su molte radio locali FM italiane e alcune radio nazionali estere. Il suo primo album Questo tempo contiene 12 brani inediti in cui l’artista tratta diversi temi: l’amore bello, l’amore perduto, l’amore violato, la voglia di vivere e farcela, il senso di abbandono degli adolescenti, la dipendenza da droghe e soprattutto dall’alcol, il tema del lavoro, la fuga dei cervelli in una società per niente meritocratica, la necessità di una collaborazione mondiale per la risoluzione dei grandi problemi che affliggono l’umanità. Qualche mese dopo esce un altro singolo “Cattivo amante”, che racconta l’amore fugace che si consuma in una stanza fuori dal mondo in cui per un attimo i protagonisti ritrovano quella passione e quel coinvolgimento ormai persi nella routine delle loro vite. Anche per questo singolo viene realizzato il videoclip e il brano suona su molte radio locali FM in tutta Italia. Il suo ultimo singolo è Verso te che suona su molte radio FM italiane e il cui videoclip supera il milione di views su Youtube. Fruttuosa la collaborazione con Alessandro Galdieri, musicista di Vallo della Lucania, con cui collabora ormai da tre anni e con cui ha scritto tutte le canzoni del suo repertorio tranne L’assenza. Tutte le canzoni nascono dai testi di Pietro Daniele che poi vengono musicati e arrangiati da Alessandro Galdieri con una sinergia spontanea e quasi magica.
“Io, l’ostaggio di me”, nasce un po’ come la maggior parte delle canzoni: da un sentimento. In questo caso ne troviamo due in costante lotta tra loro. Da una parte l’amore forte verso una persona e dall’altra l’odio vivace verso se stessi. Come si fa ad amare qualcuno se noi siamo il nostro primo nemico? E come si fa a credere che proprio quel qualcuno possa volerti davvero?
Ad ognuno, almeno una volta nella vita, spetta il compito di liberarsi dall’io che lo intrappola…o quantomeno di lasciarlo libero di poterci provare!
Timida, umile e sincera. Polistrumentista autodidatta, cantante da doccia, compositrice ed arrangiatrice improvvisata e un po’ ignorante. Amante di tutte le sfumature musicali senza esclusione di genere, ma tendente al pop/indie “malinconico” nelle sue composizioni. Nel corso della sua vita, non ha mai avuto la possibilità di seguire corsi o studi musicali, né di “guarire” del tutto la sua “vulnerabilità” vocale. Attualmente lavora in un centro commerciale, ma continua a sognare di cambiare la sua vita, che presto o tardi, spera di poter dedicare interamente a fare ciò che ama e cioè scrivere e cantare la sua musica. Perché con pochissimo, si possono fare davvero cose bellissime. In fondo sette note sono sufficienti alla musica, no?!
Il brano racconta della fatica che le persone di oggi fanno nel voler raggiungere una propria consapevolezza. Nella vita attuale, purtroppo, questa consapevolezza viene molto spesso a mancare visti gli eccessivi automatismi che le persone si ritrovano abitualmente, ogni giorno, ad eseguire. Un cocktel di concetti, grinta ed energia pura.
Alessia cresce immersa nella buona musica soprattutto quella degli anni 60/70, grazie alla famiglia amante anche del teatro.
La nostra AnimaRock inizia il suo percorso proprio con il teatro di prosa, passando poi alle commedie teatrali, con la direzione artistica di grandi insegnanti come: Antonio Bilo Canella, Carlo Merlo; passa attraverso il cinema lavorando come protagonista con Franco Nero, copre piccoli ruoli con Gabriel Garko e Maurizio D’Agostino.
La moda, le passerelle di Sarli e di Abei e grandi aziende come la Jean Louis David l’hanno accompagnata per molto tempo.
La passione per il canto si risveglia ma questa volta, la nostra Alessia si lancia senza l’aiuto del teatro, lascia la scena infatti qualche anno fa.
Inizia a studiare ad approfondire ciò che secondo la sua insegnante di teatro e di canto sanno essere il suo punto di forza; l’interpretazione.
Attraversa tante sfumature di musica Pop/Rock e studia per approfondire l’interpretazione di grandi interpreti italiane come Mia Martini e Fiorella Mannoia con l insegnante Deborah Italia e poi con Stefano Zanchetti.
Segue musica straniera e ama Skunk Anensie e Janis Joplin.
Fino ad arrivare ad oggi, dove a distanza di 5 anni, ha un progetto dedicato a Gianna Nannini della quale Alessia è grande fan, il tributo ha il nome di ProfumoRock. Una avventura iniziata casualmente grazie ad un impresario.
Il rock che le vive dentro e la passione della musica anni 60/70, si risveglia e si ribella talmente tanto da portarla a promuovere il suo album “Rivoluzione 70” grazie alla Macrì Productions e Lorenzo Sebastianelli che ne ha curato gli arrangiamenti.
La voce di Alessia in questo momento viene seguita da Lanfranco Carnacina che ne cura i dettagli.
In questo progetto Alessia parla del suo percorso intimo con la musica e con il “suo” Rock Grunge…
in promozione radiofonica un brano d’autore di grande maturità
Sole e cenere sono le dimensioni di fronte cui si trova l’anima quando una persona amata viene a mancare. Sono da un lato il tentativo di ricomporne l’immagine felice e dall’altro il suo sgretolarsi in mille pezzi.
Sono allo stesso momento l’occasione di rovesciare il senso dell’abbandono nella libertà di sbarazzarsi del suo peso e tornare a volare.
Angelo Costantini in arte Costa
Vent’anni di canzoni. Vent’anni in cui le parole hanno percorso note per me indissolubili.
Affascinato dal canto lirico di mio padre, tenore e appassionato dei classici di musica napoletana, inizio adolescente a scrivere le prime canzoni di matrice romantica.
Ma presto l’inclinazione mi spinse a trattare tematiche filosofiche e interrogativi intimi tramite l’ormai inseparabile sei corde.
Iniziarono i primi concerti tra Pescara, Roma e Venezia. Concerti in cui potevo finalmente dare sfogo alla mia libera espressione.
Dopo una prima demo registrata in uno studio di Venezia, aver partecipato a due edizioni dell’Indipendente Festival e aver vinto una edizione del “Porto Allegro Music Contest”, decido finalmente di intraprendere professionalmente l’avventura di cantautore con una vera produzione che darà vita al mio primo album in uscita per Marzo 2020.
Ma a breve… ci saranno delle interessanti sorprese!
Si intitola ”In Ogni Attimo” il nuovo singolo del cantautore Luca Lastilla… ,prodotto da Franco Poggiali e cantato insieme ad Ocra, al suo esordio discografico. Disponibile in digital download e in rotazione radiofonica.
Nel brano decisamente pop, spicca la carica interpretativa di Lastilla che miscelata alla classe vocale e alla raffinatezza espressiva di Ocra trasmettono ed emozionano nel più profondo.
I due protagonisti cantano il coraggio di vivere la vita mettendoci amore ,in ogni attimo appunto convinti che sia l’unica strada percorribile per dare il giusto valore alla vita.
“l’amore è facile e non ha regole…ogni giorno t’amerò in ogni attimo del tempo che ho…” questa è una parte dell’inciso;
Pubblicato il 31 dicembre proprio per lanciare un messaggio…lasciamo alle spalle tutte le difficoltà che si sono vissute in questo ultimo anno e ripartiamo dai sentimenti come auspicio per il nuovo anno, perché “ si può” dice Lastilla.
Ocra invece per spiegare quello che ha “provato” registrando questo brano dice…
“Ma la tua persona non la dimentichi, mai. E lei, la tua persona lo sa. Sa che fa parte dei tuoi pensieri, è i tuoi pensieri”
in radio e sulle principali piattaforme digitali il singolo della band abruzzese
Viola è un brano che evidenzia, attraverso delle metafore, le difficoltà che abbiamo nell’approccio con la vita e nelle problematiche che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno.
Il punto forte del brano indica che i momenti di difficoltà vanno affrontati perché saranno loro stessi che ci porteranno a crescere.
In particolare, la frase “ a me l’inverno piace con la neve” sta ad indicare che in presenza di un problema, è giusto affrontarlo in tutte le sue difficoltà perché anche la sofferenza ci porta a crescere e maturare.
Il brano, inoltre, vuole anche insegnarci a trovare sempre un fattore positivo all’interno delle negatività.
Questo aspetto viene evidenziato nell’arrangiamento musicale e nel video, dove gli attori associano movenze e gestualità allegre ad un testo prettamente triste.
Il gruppo nasce a Silvi Marina (TE) nel 2017 da un incontro casuale di Matteo Colleluori Cantautore, Cristian Sorrenti Chitarrista e Simone Cerratti Bassista.
I tre iniziano a suonare insieme nei locali della costa abruzzese, riproponendo grandi classici di artisti Italiani.
Nel 2018, intraprendono un percorso discografico per il loro primo album con l’etichetta “Cantieri Sonori” di Roma, dove iniziano a comporre il loro primo disco.
In quell’anno viene definito il nome del gruppo “Le crisi del colle”.
Su tutti i digital store sono già disponibili due inediti: “Non Prendere In Giro Gli Incubi” e“Frammenti” di cui sono autori ed interpreti.
La rock band abruzzese unisce la dolcezza dei testi di Matteo con l’energia del rock di Cristian e la precisione della scuola Jazz di Simone.
In promozione radiofonica l’emozionante e coinvolgente brano dell’artista
La canzone è stata scritta nel 2016 ispirata dai ricordi di uno dei viaggi che ha portato Marea a scoprire le terre di Normandia: quella parte di Francia con le sue spiagge, le maree, il vento e l’Oceano che le ha letteralmente rubato il cuore.
Una canzone d’amore rivolta a quei luoghi meravigliosi dove si è promessa di tornare presto. Un brano che spera possa trasmettere almeno una parte di quelle emozioni, lasciandosi cullare dalle note come se fosse il susseguirsi delle onde.
Marea ama la Musica da sempre, sin da quando era nella culla!
I sui genitori l’ hanno cresciuta in una casa vibrante di musica: Mina, De Andrè, Puccini…
Non crede di aver mai lasciato trascorrere un solo giorno, senza ascoltare un po’ di Musica.
La Musica, a suo parere, ha il potere di creare un mondo parallelo dove potersi rifugiare sia quando si è allegri o felici che quando si è tristi o malinconici.
Ama ascoltare un po’ tutti i generi anche se predilige Maitre-Gims, James Blunt e da sempre è fan di Madonna e Laura Pausini.
Ha iniziato a studiare canto e chitarra da grande, ascoltare musica non gli bastava più.
Spinta dai sui stessi insegnanti, ha iniziato a comporre e scrivere su di un quaderno che porta sempre con se… Alcune canzoni nascono in francese, altre in inglese ed altre ancora in italiano.
Je Regarde l’Ocean è una canzone d’amore che ha scritto ispirata da un suo viaggio in Normandia dove ama ogni volta tornare come se quella fosse casa sua… le spiagge del Calvados gli hanno davvero rubato il cuore.
Una canzone d’amore, ispirata dalla donna della sua vita ma anche dalle sue grandi passioni.
Il videoclip e’ ambientato nello studio dove Giuseppe scrive le sue canzoni.
Lo studio contiene parti importanti della sua vita, l’amore, il Blues, i viaggi , il lavoro.
Tutti elementi svelati delicatamente. E’ come se l’ascoltatore guardasse attraverso uno spioncino fluttuante nella stanza, senza turbare la quiete e l’atmosfera indotta dalla musica.
Tornera’ e’ una fotografia che ritrae un periodo di vita di Giuseppe D’Alonzo. Un Album molto “intimo’ in cui l’autore non indugia nel rivelare caratteristiche personali.
Ne e’ la conferma i brano “Respiro” il singolo e videoclip che accompagnano l’uscita dell’album.
“Tornerà è il brano che da il nome all’intero lavoro. Contiene una serie di riflessioni sui nostri tempi con un pizzico di nostalgia per quelli andati sicuramente più sereni e meno tormentati al confronto di quest’era troppo digitale.
Ma sono anche riflessioni sull’amore e nei tanti modi in cui si manifesta.
E’ un nudo resoconto che spinge l’ascoltatore a guardare avanti, oltre il cortile, per poi rendersi conto che in realtà la vita, lì fuori, non e’ altro che una proiezione della nostra vita interiore.
Possiamo interferire con gli eventi, far si’ che le cose accadano, da dentro o da fuori il cortile, ma possiamo anche subirli e soccombere ad essi…a noi la scelta!
Con il passare degli anni, schiacciati dalla frenesia della vita, , veniamo salvati dall’amore.
Quella forza sovrumana che ci permette di respirare anche dove l’ossigeno è rarefatto , consumato dalle fiamme che bruciano ogni giorno ettari e ettari di animo umano, rendendo sempre più arido il terreno in cui nostro malgrado viviamo.
Ogni brano porta con se’ un significato che e’ bello scoprire scorrendo rilassati le tracce dell’album.
Giuseppe D’Alonzo e’ un cantautore chitarrista di Pescara, fondatore dei Crabby’s. Innamorato da sempre della musica Rock/Blues ha esordito nel 2016 con il suo primo EP indipendente Bad Past, in lingua inglese.
A seguire ha pubblicato Realize (2017) e Mistake (2018) Tornerà e’ il suo debutto in lingua Italiana, album da sonorità assai differenti dai precedenti pubblicati, con una caratteristica prettamente cantautorale.
In radio il singolo estratto dall’album d’esordio della band
“Non C’è Più Tempo” è il singolo estratto dall’album P.I.G.S. La decennale crisi economica e sociale che ancora attanaglia questa parte di occidente ci è entrata nel dna, ormai è parte integrante dell’arredamento nella vita di tutti.
Spietatamente matematica, ci costringe a fare i conti con le nostre più profonde miserie. Ma siamo fuori tempo massimo: Riusciremo a convertirle nel motore della reazione? Ne usciremo vivi?
P.I.G.S. è ognuno di noi quando incolpiamo gli “altri” della nostra vita di merda mentre guardiamo lo smartphone;
quando realizziamo l’incapacità di dire quello che pensiamo davvero;
quando abbiamo finalmente smesso di credere in dio ma ci lasciamo incantare dalle pubblicità.
E va tutto bene.
Prima ancora di essere Unibrido, Carlo (House Of Sound, Not Found) e Marvin (The Little House Blues Band, The Blues Stalkers, The Bluesness, No Panik Music, Not Found) sono due ragazzi della ormai defunta classe media italiana che vivono nell’entroterra abruzzese (Posti incantevoli, per carità, ma non c’è una libreria nel raggio di trenta chilometri).
Costretti a lavorare in fabbrica per comprarsi gli strumenti e sopravvivere, nel 2018 uniscono idee e affinità per dare vita ad un progetto musicale viscerale ed urgente.
Grazie alla collaborazione di Luigi Caprara del Lunchbox Studio registrano i primi brani del loro album d’esordio P.I.G.S., un personalissimo spaccato sulla società contemporanea, violenta, nichilista e coloratissima.
in radio e sulle principali piattaforme digitali il singolo d’esordio del cantautore Davide Corneli in arte Mezzalibbra
Un brano che viaggia su sonorità fresche che definiscono il personaggio.
Testo dalla poetica moderna, parole semplici e belle con riferimenti efficaci ed un ritornello incisivo.
Cometa è una canzone che ha come scopo quello di ricordare che nonostante tutte le avversità che la vita ci riserva, bisogna rialzarsi rendendosi conto che ogni giorno è unico proprio come ognuno di noi.
Tutti noi siamo come delle stelle, ed ogni stella ha il diritto di splendere anche quando cade, senza preoccuparsi di chi o come la stia guardando.
Le stelle sono semplicemente lì nel cielo che splendono indipendentemente da tutto.
Anche se intorno è tutto buio… bisogna continuare a brillare!
Davide Corneli, in arte Mezzalibbra, inizia gli studi di canto da bambino per poi appassionarsi al basso e infine anche alla chitarra. Nel corso degli anni ha suonato in vari gruppi, festival e club per poi iniziare ad avvicinarsi alla scrittura delle proprie canzoni all’età di 18 anni, appassionandosi anche alla poesia. Il nome d’arte Mezzalibbra ha un significato profondo che rimanda al suo legame con la natura e le sue origini in cui trova massima ispirazione per le sue composizioni.
La sua musica si accosta al Soul nel quale inserisce anche elementi Rock creando un mix che esprime appieno le sue sensazioni, ricordi, emozioni e storie vissute.
Attualmente al lavoro sul suo primo Ep in cui sarà accompagnato da una solida band di amici (Ciò che resta-CCR), continua con i live in giro per lo stivale, avventurandosi per la prima volta nella discografia italiana.
in promozione radiofonica il singolo del giovane artista
In radio il singolo di David Benevento dal titolo Dimmi di te. Un brano che mette in risalto le doti del giovane artista. Stile Pop, arrangiamento fluido e coinvolgente ed un ritornello che rimane nella testa. Tutte caratteristiche che danno sicuramente un tocco di professionalità e personalità al lavoro di David e che mette in evidenza tutte le sue doti canore.
David Benevento, 20 anni, nasce in un piccolo paesino della provincia di Vercelli studia architettura e design all’ accademia di belle arti a Brescia e canta dall’età di 7 anni. Inizia per gioco e pochissimi, lui compreso, credevano in questa passione. Inizia a frequentare lezioni di canto in una scuola vicino casa dove conosce un’insegnante molto brava con la quale ha modo di acquisire più fiducia e di costruire le prime basi tecniche. Nel 2010 partecipa alla trasmissione televisiva “Ti lascio una canzone” condotta da Antonella Clerici su Rai Uno. Un’esperienza unica e stimolante soprattutto cantare fianco a fianco con Antonello Venditti. Trova lo slancio per affrontare vari concorsi in tutta Italia vincendo diversi premi e numerose borse di studio. Nel 2011 partecipa e vince il festival di Saint Vincent con il suo primo inedito dal titolo “I love my life” e nello stesso anno scrive altri tre brani in inglese e in italiano.
L’anno seguente inizia a prendere lezioni di canto a Roma da uno dei più celebri vocal coach italiani con il quale ha l’opportunità di migliorare moltissimo. Lo stesso anno partecipa al concorso di Montecatini Terme vincendo il premio della critica. Nel 2015 e per i successivi tre anni frequenta a Milano l’accademia di canto moderno, di licenza artistica.
Nello scorso anno partecipa ad importanti festival della voce tra cui Area Sanremo dove si classificai nei primi sessanta. Attualmente partecipa al concorso canoro di Sanremo New Talent che prevede, nel prossimo mese di febbraio, una importante esibizione al Palafiori .
in radio il nuovo singolo dalle sonorità moderne e dai toni ironici
Sempre alla ricerca di un registro linguistico e musicale che gli permetta di esprimere quello che sente con profondità e naturalezza, costruito con frasi di impatto e ritornelli orecchiabili che ti si stampano nel cervello, Marco Bugatti pubblica il suo nuovo singolo, un rock blues dalle sonorità moderne e dai toni fortemente ironici intitolato “La mia ragazza”.
Marco Bugatti nasce a Monza il 26 novembre del 1978 e trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza in un paesino a 20 km da Milano. La musica ha sempre fatto parte della sua vita sin da quando, all’età di 6 anni, comincia a studiare pianoforte, rivelando da subito un precoce talento. Arrivata l’adolescenza abbandona gli studi di musica classica e si dedica come autodidatta alla chitarra acustica prima ed elettrica poi. Sono gli anni ’90 e la scena musicale, reduce da grossi nomi come Guns ‘n Roses e Aerosmith, viene sconvolta dal movimento Grunge, capitanato da gruppi come Nirvana, Pearl Jam ed Alice in Chains. L’animo tormentato di Marco ne rimane folgorato tanto che, da quel momento, comincia a scrivere canzoni ispirandosi al suo mito di quel periodo: Kurt Cobain. Da allora il suo obbiettivo sarà quello di formare una band che suoni musica rock originale ma, allo scopo di riuscire ad esprimersi al meglio e a farsi capire dal pubblico, scrive quello che sente in italiano.
A 18 anni, nella cantina di casa dei suoi genitori, compone la prima bozza di una canzone che diventerà poi la title track del suo primo disco ufficiale registrato con i Grenouille nel 2008: “Saltando dentro al fuoco”. La scena musicale alternativa lombarda rimane folgorata dall’energia scaturita de quel pezzo e dal suo testo poetico e comincia ad interessarsi al gruppo di Marco che, appoggiato da un etichetta locale, prende ad esibirsi aprendo i concerti a nomi come Diaframma, Tre Allegri Ragazzi morti e Punkreas. Un anno e mezzo dopo uscirà un EP dal titolo “In Italia non si puo’ fare la Rivoluzione (…perchè ci conosciamo tutti)” e nel 2012 il secondo disco ufficiale della band: Il Mondo Libero. Caratteristica di tutta la produzione dei Grenouille saranno sempre i testi intimisti e i pezzi graffianti, in cui Marco spesso urla al mondo la sua rabbia e la sua frustrazione. Dopo vari anni di attività il gruppo si scoglie a causa di tensioni interne e segue un periodo di silenzio in cui lui continuerà però a scrivere, ammorbidendo il suo stile ed ispirandosi anche ad autori italiani come Vasco Rossi e Vinicio Capossela e recuperando la musica rock degli anni 50 e 60.
Nell’aprile del 2016, grazie a Musicraiser e a un ristretto manipolo di fedeli seguaci, Marco raccoglie i fondi per registrare il primo disco autoprodotto uscito a suo nome: “Romantico”. Le tracce di questo lavoro spaziano da sonorità più acustiche e blues a nuove canzoni rock, la cui matrice rimane quella dell’alternative anni ’90. Dalla title track, in cui si sentono echi di Pete Doherty, si passa a “Io sto da Piero (..finchè sopravvivo)” dove i toni si fanno più accesi e si riconoscono sonorità anni ’80 alla Pixies, fino ad arrivare alla ballata folk di chiusura intitolata “La fabbrica”, in cui Marco racconta una storia di emigrazione dal sud al nord del paese, vista dagli occhi del protagonista, nel modo dei cantautori degli anni ’60.
un viaggio spirituale una finestra sul presente che guarda alle antiche tradizioni
Preziosa si fa la contaminazione tra il pop contemporaneo e la musica classica.
Un insolito sentiero musicale che ripercorre con originalità e personalità quella cosiddetta “zona di confine”, dove trovano incontro e mutua contaminazione il pop contemporaneo e la musica classica.
“Alkemèlia” è il primo disco di inediti di Paola Massoni, un prezioso lavoro iniziato nel 2012 e approdato alla pubblicazione per la RadiciMusic di Firenze e disponibile su tutti i canali fisici e digitali dal 9 Novembre 2019. Disponibile anche in una prestigiosa edizione limitata autografata su carta metallizzata, un vero artigianato Made in Italy da collezione. “Alkemèlia” custodisce brani presentati per la prima volta dal vivo nell’ambito della “Trilogia di Mèlia”, ciclo teatrale con musica (Il Sogno, Il Viaggio, La Visione), il cui testo è stato pubblicato nel libro “I Misteriosi Mondi di Mèlia” edito da Ibiskos Ulivieri e vincitore del premio speciale “Scrivere per il teatro” al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli.
Paola Massoni, cantante, autrice e scrittrice, che come interprete si è fatta conoscere anche con i precedenti lavori “Songs for Christmas” e “Belcanto” (contenenti brani sacri e di Natale il primo e arie d’opera e canzoni napoletane il secondo), muovendosi con la sua voce di soprano pop-lirico dalle svariate sfumature in un singolare ensemble classico-elettronico, ci restituisce composizioni che spaziano dalla canzone d’arte alla musica classica e alle sonorità più astratte di quella contemporanea, con influenze dal mondo del cinema, del musical e della musica elettronica. Un viaggio culturale ed estetico dove il suono e la melodia non sono secondi ad una particolare ricerca poetica dei testi, dando così luogo ad uno stile personale, classico e al tempo stesso aperto alla sperimentazione.
Soprano lirico e pop, autrice di testi di spettacoli teatrali musicali, poesie, racconti, compositrice, pianista e attrice, artista dalla personalità eclettica, particolarmente apprezzata per la sua espressività e le sue doti attoriali e comunicative, svolge attività compositiva e concertistica sia in Italia che all’estero, coniugandola con l’attività didattica. Laureata con il massimo dei voti e la Lode in Canto e Discipline Musicali, Lettere Moderne ad indirizzo storico-musicale e in Pianoforte, è docente di Storia e Letteratura italiana nei Licei statali e di Canto, Rieducazione vocale (Metodo Barthélémy) e Pianoforte presso la Scuola di Musica Ass. Kalliope, Accademia della Voce Artistica, della quale è fondatrice e presidente. Duttile voce, il suo repertorio spazia dalla musica sacra, all’opera, dalla musica da film alle Canzoni d’Arte e alla musica contemporanea e world music; nelle sue composizioni, in cui spiccano dolcezza melodica e varietà armonica, ama sperimentare la commistione tra i vari generi musicali.
Ha inciso alcuni album sia come interprete (Belcanto, Songs for Christmas) che come compositrice (Alkemèlia, contenente molti brani della Trilogia di Mèlia). Si è esibita con artisti di rinomata fama, tra cui Albertazzi, Albano, Bocelli, in Rai (Premio Bellisario “Donne ad alta quota”) e in importanti festivals musicali. Vincitrice di borse di studio e concorsi nazionali e internazionali di canto lirico, ha ricevuto premi e menzioni speciali e d’onore per i suoi testi poetici e narrativi. È tra gli autori dell’Antologia dedicata al 50° anniversario del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, curata da Aletti Editore, e dell’Antologia Omaggio a Leonardo dedicata ai 500 anni dell’anniversario di Leonardo da Vinci per la Ibiskos Ulivieri. Per la Trilogia I Misteriosi Mondi di Mèlia, sua prima pubblicazione, ha ottenuto al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli 2018, il Premio Speciale “Scrivere per il teatro”.
Salame è il nuovo singolo di Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, band che tra ironia grottesca e spettacoli teatrali sta trovando spazio nella scena musicale indipendente.
Il singolo è il terzo estratto dal disco “Per l’amor del cielo”, pubblicato a Maggio 2019 per l’etichetta World Fonogram Records e distribuito da Believe.
“Salame” si colloca all’interno del primo capitolo del disco, quello della Genesi: il protagonista inizia a “googlare” alla ricerca di risposte esistenziali, ma ben presto si annoia e abbandona la ricerca, finendo per mangiare.
Una metafora ironica sulla propensione delle persone a cercare la via più facile per trovare le risposte alle proprie domande; le stesse persone che poi, per pigrizia, lasciano il lavoro a metà, preferendo il cibo e altre distrazioni.
“Per l’amor del cielo”è unconcept albumgrottesco e fortemente ironicoche racconta le peripezie dell’uomo fra dialoghi immaginari con Dio, ipocrisie e situazioni paradossali, in una società che assume sempre più le sembianze di una barzelletta.
Il disco è basato su un immaginario dialogo tra Dio e il protagonista, un uomo mediocre, allo scopo di comprendere l’umanità odierna e di giudicarla. Un dialogo ironico e ricco di umorismo, che però porta a una riflessione amara sull’odierna condizione umana, tra social, pigrizia, odio, incoerenza e finto moralismo.
in radio il nuovo singolo de La Tresca.Un canto, un commiato, il saluto ad un amico.
Storia di oggi è il nuovo singolo “Vento di protesta” a sancire una fresca collaborazione tra la band e la label toscana RadiciMusic di Aldo Coppola Neri. Un canto popolare ma anche una preghiera laica, un saluto di commiato ad un caro amico ma anche un ricordo rivoluzionario, uno sguardo alla verità di quel certo modo di stare al mondo. Melodie fresche, energie pure e quel tanto che basta per scolpire alla memoria la forza di una canzone dalle tante chiavi di lettura. Che sia l’inizio di un nuovo lavoro? “Vento di protesta” a cui è seguito un video realizzato nella Tuscia Viterbese.
Folk-Band originaria della Tuscia, una zona geografica a cavallo di tre regioni (Toscana, Umbria, Lazio) dove si incrociano culture e tradizioni antichissime.
Fin dagli esordi, il loro sound si contraddistingue per la ricchezza di sonorità popolari, semplici, ma molto trascinanti e adatte a creare quell’atmosfera di festa che si respira nei loro concerti.
Quasi 20 anni di carriera e un lungo tour, iniziato e mai smesso, li hanno visti protagonisti nelle piazze italiane e nei grandi festival europei.
Irlanda, Olanda, Ungheria, Svizzera, Germania, Macedonia… le nazioni che i ragazzi de LA TRESCA hanno conquistato con la loro energia.
Ben cinque i dischi all’attivo (di cui uno LIVE), in cui spicca la produzione artistica di Massimo Giuntini, flautista e cornamusista in molte formazioni del panorama musicale italiano tra cui Casa Del Vento, Modena City Ramblers, Whisky Trail…
…senza trascurare le molteplici collaborazioni che in questi anni hanno accompagnato la musica de La Tresca: Cisco, Erriquez e Orla (Bandabardò), Francesco Moneti e Franco D’Aniello (Modena City Ramblers), Luca Lanzi (Casa Del Vento), fino a Geri cantante della rock-band ungherese degli Hollywoodoo.
Nuovo disco per il cantautore toscano Marcello Parrilli, in radio il singolo “La resa”
L’amore come ricamo primordiale per le solitudini di questo nuovo millennio.
Nuovo lavoro, per l’esattezza il quarto come cantautore, per l’artista toscano Marcello Parrilli che torna in scena con un disco dal titolo “Moderne solitudini” pubblicato da RadiciMusic.
Una raccolta di canzoni d’amore, anticipato esattamente un anno fa circa dal singolo “Perso nei tuoi occhi”, un viaggio in cui proprio l’amore è il vero leitmotiv di questa società dell’era moderna, dove ad aggiornarsi sono anche le nuove frontiere della solitudine. Occasione ghiotta per Parrilli quella di ripescare dal suo personalissimo passato artistico, vecchio di anche dieci anni, brani che risuona oggi con nuovi arrangiamenti, con moderne soluzioni. Ma con esse anche nuove scritture dalla chiave pop rock, intime e crude che che sempre sanno conservare un certo potere intimo per il profilo di un cantautore che attinge dai classici i suoi riferimenti. Tra i brani inediti anche “La Resa”, secondo singolo estratto che si lancia in rete con un video ufficiale per la regia di Lucio Lepri. Unico filo conduttore di queste canzoni è l’amore, quello sognato, quello desiderato, quello mai consumato, quello perduto, quello vissuto una volta soltanto… quello che in fondo lascia dentro ognuno di noi un prezioso senso di eternità.
Tutto questo, in verità, si traduce anche in una purtroppo comune incapacità di relazionarsi in questo mondo, una modernità dentro la quale siamo sommersi da tecnologie e social, sommersi di comunicazione senza però saper parlare con chi abbiamo accanto.
Una produzione artistica ancora una volta firmata da Gianfilippo Boni, ormai nome di riferimento per la classe cantautorale toscana e non solo, con la partecipazione al basso di Lorenzo Forti e alla Batteria di Fabrizio Morganti.
Marcello Parrilli è un cantautore fiorentino classe ’78. Musicista polistrumentista, musicoterapeuta e docente di tecnologie musicali comincia a studiare violino nella sezione musicale alle scuole medie per poi proseguire al conservatorio “L. Cherubini” di Firenze dove oltre al violino studia anche pianoforte. Nello stesso periodo comincia a scrivere le prime canzoni, a suonare la chitarra e ad esibirsi in vari locali fiorentini con la sua prima band formata sui banchi di scuola dell’I.T.G. salvemini di Firenze. Successivamente si laurea in D.A.M.S. (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) con un tesi in estetica musicale e si diploma al corso quadriennale di Musicoterapia di Assisi ed ancora si laurea in M.N.T. (Musica e Nuove Tecnologie) al conservatorio “L.Cherubini” di Firenze. Nel 2009 pubblica “Identità” per SoundRecords (1° disco della trilogia dell’essere). Nel 2011 pubblica “Elogio alla diversità” (secondo disco della trilogia dell’essere) sempre per SoundRecords. Entrambi i dischi ricevono buone recensioni su molte riviste on-line del settore. Nel 2013 pubblica “Piano solo”, disponibile solo in digitale per RadiciMusic Records, disco che raccoglie tutte le composizioni musicali di solo pianoforte scritte da Parrilli. Anche questo disco viene accolto molto bene dalla critica. Nel 2015 pubblica “Mendicanti di umanità” (terzo ed ultimo lavoro della trilogia dell’essere), pubblicato sempre in digitale per RadiciMusic Records, album che ha avuto la produzione artistica di Gianfilippo Boni e la partecipazione di importanti musicisti del panorama nazionale quali Lorenzo Forti ( Laura Pausini, Irene Grandi, Gianni Morandi, Paolo Vallesi ) al Basso e Fabrizio Morganti ( Biagio Antonacci, Irene Grandi ) alla batteria, e Giacomo Tosti alle fisarmoniche, oltre alla partecipazione di amici cantautori quali Marco Cantini, Massililiano Larocca e il Fano.
Sempre attivo nel panorama musicale italiano nel 2018 lavora ad un progetto di musica elettronica con l’eclettica violinista e Cantautrice Erma Pia Castriota (Lucio Dalla, Teresa de Sio, Franco Battiato, Donatella Rettore, Morrisey ecc…) in arte H.E.R. che diventa anche un disco pubblicato per l’etichetta romana Flipper Music dal titolo “Violins and Wires”.
Nello stesso anno comincia a lavorare al nuovo album e pubblica il primo singolo dal titolo “Perso nei tuoi occhi” con il video diretto da Lucio Lepri e che anticiperà il nuovo disco di inediti.
Il 15 Ottobre del 2019 esce per RadiciMusic Records “Moderne solitudini” Quarto disco di canzoni e il quinto disco in studio di Marcello Parrilli, lancaito in rete dal video del secondo singolo estratto dal titolo “La resa” diretto ancora una volta da Lucio Lepri. Anche questo disco vede la produzione artistica di Gianfilippo Boni e la partecipazione al basso di Lorenzo Forti e alla Batteria di Fabrizio Morganti.
A sei anni dall’ultimo EP del 2013, Ance propone il brano “Anche se”. Una carica di ispirazione funk, rock e blues. Il testo non si scosta da una buona dose di ironia che tocca varie tematiche e le sue contraddizioni; il pretesto della congiunzione-ponte qual è il titolo stesso, porta a paradossi e confronti diretti fra le due facce della stessa medaglia, volendo perpetuandosi all’infinito.
La produzione artistica è affidata a Gianfilippo Boni, e suonato dal suo team di tutto rispetto:
Giuseppe Scarpato: chitarre
Lorenzo Forti: basso
Fabrizio Morganti: batteria
Gianfilippo Boni: tastiere
Claudio Giovagnoli: sassofoni
Nicola Cellai: tromba
Ance (Andrea Lovito) si definisce un cantautore “trasversale”. La sua musica non risponde ad un solo canone, ma attraversa stili e generi molteplici ed è caratterizzata da testi surreali, ironici, impegnati se non propriamente arrabbiati, i quali invitano talvolta a sorridere, altre volte a riflettere. Nato ad Empoli viene chiamato “Ance” praticamente fin da piccolo, per scherzo.
Fonda a soli 13 anni la sua prima band, gli Other Side, in cui si cimenta nel mondo del punk-rock, prima suonando cover di Ramones, Clash e Bad Religion, poi scrivendo i suoi primi brani in inglese. Dopo due demo, qualche concorso e tanti concerti, lascia il gruppo nel 1999. L’uscita dall’adolescenza lo porta infatti a sentire stretta l’etichetta “punk rock” ed a cercare una strada propria, indifferentemente dal genere.
Fonda nello stesso anno una nuova band,“Ance & i BombaLiberaTutti”; scrive testi stavolta in italiano e musica con influenze folk-rock.
Registra una Demo ed un disco autoprodotto: ”La festa del Rione”, che avrà critiche positive sia su riviste specializzate (Rocksound), che in rete (Bielle.org). Continua a partecipare ad importanti concorsi, e suona in giro per tutta la Toscana (con qualche tappa in Emilia Romagna). Partecipa al Rock Contest di Firenze nel 2003.
Ha aperto concerti di Niccolò Fabi, Bandabardò, Vallanzaska, Bugo, Bobo Rondelli, Gatti Mezzi)… L’avventura con i “BombaLiberaTutti” termina nel 2004. Continua comunque a suonare sia da solo che con gruppi improvvisati, proponendo brani propri e cover d’autore (dagli storici R.Gaetano, F.De André, L.Tenco, agli odierni D.Silvestri e M.Gazzé, B.Rondelli…)
Prova anche altre strade, prima tentando la particolare esperienza di interpretare la parte dello zingaro Clopin nel musical “Notre Dame de Paris” di R.Cocciante-P.Panella con la compagnia teatrale “Ananche”, poi con la compagnia cabarettistico-teatral-musicale “I Mestoloni”, in scena con “I Miracoli di Padre Pio” , tratto dall’omonimo libro di Federico Maria Sardelli, storico autore del Vernacoliere.
Nel 2006 torna al cantautorato ed alla preparazione di un nuovo disco.
Nel 2007 ppetecipa al concorso per la canzone d’autore “7Note Festival” dove si aggiudica il premio speciale della critica al miglior autore, col brano “Decorazioni”.
L’album “Lavoretto a catena” esce nel giugno 2008 sotto l’etichetta Snowdonia. Il disco rimane un variegato di generi stavolta con influenze volte verso il jazz ed è arrangiato con 19 artisti diversi tra tecnici del suono e musicisti, fra i quali spicca la collaborazione autorevole di Nico Gori (Stefano Bollani quintet) al clarinetto e sax soprano. Il disco è stato recensito su molti siti internet (OndaRock, BlowUp, SentireAscoltare, Mucchio). I brani “Media Vita” e “Clone” sono andati in onda nella trasmissione “Demo” di RadioRaiUno.
Nel 2009 viene selezionato tramite il concorso “T-Rumors” promosso dalla Regione Toscana per far parte all’omonima compilation prodotta da Materiali Sonori. I due brani “Mi piacerebbe dire (se fossi un giornalista)” e “Musicopoli”, sono stati incisi con l’affiancamento di Arlo Bigazzi (Banda Improvvisa). Segue poi un corso di 4 mesi in composizione e arrangiamento con Francesco Magnelli (Litfiba, Consorsio Suonatori Indipendenti, Ginevra Di Marco).
Dal settembre 2010 partecipano al suo progetto i “Fatti Quotidiani”, band composta da: Daniele Bianconi (basso) – Dario Gozzini (piano) – Michele Trentacosti (batteria) – Massimiliano Lami (sax soprano) – Federica Amato (flauto traverso, cori).
L’album “Professionisti nel campo” esce l’11/11/2011.
Segue l’EP “Tradizione Commerciale”, uscito il 9 luglio 2013, realizzato anche grazie ad una campagna di crowdfunding su “MusicRaiser”.
Vive dividendo la vita tra la musica e il lavoro come animatore di comunità per persone diversamente abili con disagio psichico.
Ritorna alla discografia con il singolo “Anche se” uscito il nell’aprile 2019.
Concorsi e Stage
Con gli Other Side:
1997 – Pagella Rock (Teatro tenda – Firenze) – 3°classificati
1999 – Trofeo Cencio’s (Prato) – Finalisti
Con i BombaLiberaTutti:
2001-i-Tim Tour (presentato da Red Ronnie – Portoferraio Elba) presentano il brano “Robertino Rasta”
2001-Concorso musicale “Ottobre Rosso” – 2°classificati e premio miglior Canzone “Robertino Rasta”
2002-i-Tim Tour (presentato da Red Ronnie – Livorno) presentano il brano “Skarantella”
2003 -Rock Contest (Firenze) – Semifinalisti
Da Solista:
2004 – Premio Rino Gaetano (Termoli – CB) col brano “Surreale Dolcevita”
2007 – Premio Musica Controcorrente (Roma) col brano “Clone”
2007 – Premio Poggio Bustone (Ostra Vetere – AN) col brano “Il sasso nella scarpa”
2007 – Vincitore premio della critica al migliore autore al concorso nazionale della canzone italiana d’autore “7Note Festival” 2° Edizione (Pesaro) col brano “Decorazioni”
2009 – Premio Poggio Bustone– finalista col col brano “Media Vita”
2009 – “T-Rumors” – Toscana Musiche
2009 – Music Village (Montecampione – BS)
2010 – Musicultura (Macerata)
Con i Fatti Quotidiani
2011- Tour Music Fest (Roma)
Videoclip:
2009 – Il sasso nella scarpa
2013 – Latifondista
2019 – Anche se
Partecipazioni extra e Progetti paralleli:
2000 – Co-autore e collaboratore al disco degli Other Side “Device” (Ed.Sottosopra)
Dal 2003 a oggi – Progetto parallelo: “Rino Gaetano tribute band” assieme al gruppo Echobeach
2005-06 – Corista nella compagnia “Umbre de muri”, con i quali esegue l’intera suite de “La Buona Novella” di Fabrizio De André
2006 – Collaborazione al disco dei DDR “Diritto Di Rivolta” (Ed.Indiebox -Arrangiamento dei cori e tastiere).
2009 – Partecipa al disco dei Maisie “Balera Metropolitana” (Snowdonia) cantando il brano “Amore in città”.
2010 – Progetto parallelo: “Ivan Graziani tribute band”
2010 – Spettacolo “Toscani”, ideato e diretto da Francesco Magnelli.
2012 – Progetto “The Blues Brothers Revival Show”
2013 – Recita la parte di Gabriel nello spettacolo teatrale “Come Julian” scritto e diretto da Francesco Pucci
Dal 2015 a oggi– Suona il mandolino octave e canta brani tradizionali fiorentini nell’orchestrina a plettro “La Nuova Pippolese”
2018 Partecipa al disco dei Maisie “Maledette rockstar” (Snowdonia) cantando nel brano “Vincenzina e il call center”.