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Acquisto di rame, perché gli USA continuano a riempire i loro magazzini?

Nell’ultimo anno gli Stati Uniti sono stati molto attivi sul fronte del rame, nel senso che hanno rifornito in modo molto intenso i loro impianti di stoccaggio. Gli acquisti di rame hanno marciato a ritmi record, contribuendo così all’aumento dei prezzi lungo tutta la filiera.

I numeri USA sull’acquisto di rame

rameI dati forniti dalla US Geological Survey evidenziano che tra il 2021 e il 2024 le importazioni di rame da parte degli gli Stati Uniti sono state più o meno 0,8 milioni di tonnellate. Nell’ultimo anno invece quella cifra che è raddoppiata. Ovviamente se l’acquisto di rame in gran parte arriva dagli Stati Uniti, si riduce la quantità di metallo che può essere spedito altrove. Si crea così una forte pressione sulla filiera produttiva.

L’effetto Trump

Perché gli USA stanno accumulando così tanto rame? La risposta si lega al ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump. Le sue politiche commerciali molto aggressive hanno innescato il timore che il mercato del rame potesse essere scosso dall’imposizione di forti dazi. Ciò ha spinto i prezzi del rame raffinato, che è la forma più scambiata di questo metallo industriale, al di sopra del benchmark globale che viene fissato a Londra (fonte Pocket Option Italia). Il rapporto tra i due pezzi (New York-Londra) era così elevato che alcune società di trading come hanno iniziato a importare rame negli Stati Uniti.

Questo scenario per un certo periodo è cessato, dopo che Trump aveva escluso il rame raffinato dai dazi annunciati a luglio. Quella temporanea esclusione aveva fatto crollare il differenziale di prezzo tra New York e Londra, ma quando Trump ha annunciato di voler riesaminare anche l’ipotesi di dazi sul rame raffinato, gli acquisti di rame da parte USA hanno ripreso a crescere.

La spinta politica

C’è chi ritiene che dietro questi accumuli di rame non ci siano soltanto ragioni commerciali ma anche ragioni politiche. Questo rastrellamento sul mercato infatti servirebbe al governo per creare una rete di protezione dell’Industria nazionale di fronte a potenziali carenze di approvvigionamento o periodi di forte volatilità dei prezzi.

Le ripercussioni globali

È chiaro che l’acquisto di rame così imponente negli Stati Uniti ha delle ripercussioni importanti sul mercato globale. Infatti ha ridotto l’offerta disponibile per gli altri paesi, aggravando così la pressione derivante da una serie di fallimenti minerari dal Cile all’indonesia.

Al resto ci ha pensato poi la componente speculativa del mercato, che ha provocato un ulteriore aumento record dei prezzi del rame. A gennaio al London Metal Exchange una tonnellata metrica ha superato i 14.500 dollari.
Tenuto conto dell’importanza del metallo rosso nell’ottica di una transizione energetica verso l’economia sostenibile e per i data center dell’intelligenza artificiale, la pressione rialzista sulla quotazione potrebbe addirittura crescere nei prossimi mesi.

Di heleny