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  • Il Jihad dopo l’Afghanistan. L’analisi di Giancarlo Elia Valori.

    E’ online l’ultimo articolo di Giancarlo Elia Valori, top manager e grande protagonista delle relazioni internazionali, sulla crisi Afgana. Un’ analisi ricchissima di informazioni che è praticamente impossibile leggere sui quotidiani tradizionali. Dall’alto della sua esperienza nella complessa arte della diplomazia silenziosa, il Prof. Valori tocca un tema scottante, quello del Jihad che tanto inquieta i Paesi Occidentali (e non solo) ma che pochi conoscono nella sua complessità religiosa, sociale e politica.

    “Come si evolverà la minaccia globale dei giadisti dopo che l’Afghanistan e tornato sotto il comando dei talebani? Talebani, che – non dimentichiamolo! – sono l’espressione vittoriosa di un popolo che conta oltre trenta milioni di abitanti. Popolo che non e affatto rappresentato da quei pochi che cercano di scappare dal Paese e affollano l’aeroporto di Kabul, come certi occidentali in malafede tentano miseramente di propagandare”.

    Questo il tema dell’analisi di Giancarlo Elia Valori,  il vuoto lasciato dagli americani e dalla NATO potrà essere occupato, almeno in parte, dai fondamentalismi e dal loro braccio armato? Il terrorismo tornerà ad essere arma geopolitica limitata ai contesti locali o sara esportato anche in Occidente? Ma cosa si intende per Jihad?

    Quali sono i connotati religiosi, sociali e politici del giadaismo? Nell’analisi del Prof. Valori le risposte a questi ed altri quesiti fondamentali per capire la situazione attuale senza i veli imposti dalla Stampa occidentale. Il disastro Afghanistan.

    Link all’articolo: https://www.internationalworldgroup.it/il-jihad- dopo-lafghanistan/

    Per informazioni e richieste di pubblicazione: [email protected]

    Note sull’autore 

    Giancarlo Elia Valori e uno dei piu importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose societa italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente e Presidente dell’International World Group.

    Inoltre e presidente onorario di Huawei Italia nonche detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 e ambasciatore di buona volonta dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Academie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro e gia qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

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  • Afghanistan, l’analisi di Giancarlo Elia Valori: “Fallimenti e calcoli bellico-industriali americani”

    Comunicato stampa di Adolfo Tasinato

    L’analisi di Giancarlo Elia Valori

    E’ online l’analisi di Giancarlo Elia Valori sulla situazione in Afghanistan. Giancarlo Elia Valori, top manager, esperto di geopolitica e grande protagonista delle relazioni internazionali, con questa analisi a tratti anche cruda ma inoppugnabile, ci guida alla scoperta di quegli elementi che hanno concorso a determinare una delle più grandi disfatte della coalizione occidentale a guida Usa e della stessa NATO. Una sconfitta che apre inquietanti interrogativi sulla leadership americana nel mondo in un momento storico che vede la Cina arrivare ad occupare un ruolo chiave nello scenario internazionale in una situazione sempre più fluida, dove viene a mancare la contrapposizione ideologica tra blocchi contrapposti come ai tempi della cosiddetta guerra fredda.

    Gli americani, dimostrando di non saper “leggere” la storia (quella altrui, ma anche la loro, come dimostra il Vietnam), in soli due mesi riuscirono ad abbattere il governo talebano, accusato di aver offerto un rifugio sicuro a Osama Bin Laden e ai suoi guerriglieri di Al Qaeda, e a insediare a Kabul un governo “amico”. Nei venti anni successivi, i Talebani, come del resto i vietnamiti e dopo di loro gli iracheni, hanno dimostrato a Washington non solo che la semplice potenza dei mezzi militari non è sufficiente a sconfiggere un’armata avversaria fortemente motivata e forte di un innegabile sostegno popolare basato sulla totale intolleranza alla presenza straniera, ma anche che non si può esportare il modello di democrazia occidentale come se fosse un normale bene di consumo.

    Link articolo: https://www.internationalworldgroup.it/fallimenti-e-calcoli-bellico-industriali-statunitensi-in-afghanistan/

    Per informazioni e richieste di pubblicazione: [email protected]

    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”,  il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

  • Il ruolo della Cina nel futuro dell’Afghanistan. L’analisi di Giancarlo Elia Valori

    Pechino può accingersi a giocare un ruolo fondamentale in uno scacchiere che è stato fonte di instabilità e di conflitti per decenni, avviando un processo di pacificazione che aprirà nuove prospettive alla costruzione della nuova Via della Seta destinata a far sviluppare le economie di tutto l’estremo oriente.

    Gli americani, dimostrando di non saper “leggere” la storia (quella altrui, ma anche la loro, come dimostra il Vietnam), in soli due mesi riuscirono ad abbattere il governo talebano, accusato di aver offerto un rifugio sicuro a Osama Bin Laden e ai suoi guerriglieri di Al Qaeda, e a insediare a Kabul un governo “amico”. Nei venti anni successivi, i Talebani, come del resto i vietnamiti e dopo di loro gli iracheni, hanno dimostrato a Washington non solo che la semplice potenza dei mezzi militari non è sufficiente a sconfiggere un’armata avversaria fortemente motivata e forte di un innegabile sostegno popolare basato sulla totale intolleranza alla presenza straniera, ma anche che non si può esportare il modello di democrazia occidentale come se fosse un normale bene di consumo.

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    Link articolo: https://www.internationalworldgroup.it/il-ruolo-della-cina-nel-futuro-dellafghanistan/


    Per informazioni e richieste di pubblicazione: [email protected]

    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

  • Tasse, a Wall Street rischiano grosso le big IT e la Sanità

    L’evoluzione dello scenario pandemico è considerato, giustamente, coma la prima incognita sul futuro dell’economia globale e del mercato azionario. Ma su quello americano in particolare, c’è un’altra variabile che rappresenta un rischio fortissimo. Le tasse.

    Gli introiti fiscali sono infatti una componente essenziale per finanziare il mega-piano infrastrutturale su cui la Casa Bianca sta costruendo un consenso bipartisan.

    Wall Street e l’incubo delle tasse

    tasse e wall streetLa maggioranza Dem al Congresso vorrebbe arrivare ad un aumento fino al 28% della tassazione degli utili delle imprese, oltre che una global minimum tax del 21%.
    Questo scenario impatterebbe in modo notevole sulle aziende dello S&P500, i cui utili potrebbero scivolare del 7% verso il basso.
    Di conseguenza, questi venti contrari sul fronte fiscale si ripercuoterebbero sul valore dei titoli della Borsa di New York. Il fattore tecnico concede comunque ancora del tempo per i riposizionamenti, almeno finché non ci sarà l’incrocio medie mobili 50 e200.

    IT e sanità a rischio

    Dal momento che l’aumento delle tasse è uno scenario ancora incerto, questo sta comunque causando un grosso problema di posizionamento da parte degli investitori sull’azionario americano.
    Quel che si può comunque dire, è che ove mai ci fosse un aumento dal carico di tasse, ad essere più penalizzati sarebbero anzitutto i big dell’IT (L’Information technology gode al momento di una tassazione effettiva appena sotto il 17%) ma anche la Sanità, perché aumenti dell’imposizione e strette regolatorie andrebbero a impattare soprattutto le grandi multinazionali.

    Sarebbero più al sicuro small e mid cap della Borsa di New York, mentre allargando il campo si potrebbe puntare sui bond degli enti locali, per via del loro vantaggio fiscale.
    Senza considerare che sullo sfondo c’è una Eurozona che sta recuperando il ritardo cui cui è cominciata la ripresa, finora guidato da USA e Regno Unito. Guardare al Dax tedesco oppure alla borsa francese o italiana, potrebbe essere una possibilità.

    Nessuno può prevedere l’aliquota

    Ad aumentare l’incertezza c’è l’incognita sull’aliquota. Sebbene i Dem vogliano arrivare al 28%, è probabile che non riusciranno ad andare al di là del 25%. Biden ha detto che si accontenterebbe. E non è escluso che possa trattare un’ulteriore discesa. Insomma, la stretta fiscale potrebbe essere anche meno pesante di quanto finora proposto dall’Amministrazione Biden.

  • L’eredità del 2020, ed il 2021 nelle prospettive di Stati Uniti e Cina. Di Giancarlo Elia Valori.

    Il 2020 è stato un anno cruciale a causa del Covid-19 che ha sconvolto l’evoluzione dell’ordine mondiale nella direzione di differenziazione e trasformazione. Questa è la crisi più grave che il mondo umano abbia dovuto affrontare dalla seconda guerra mondiale.

    Al 10 maggio 2021, secondo il Global New Crown Epidemic Statistics Report della Hopkins University, ci sono stati 158.993.826 casi confermati in tutto il mondo e 3.305.018 decessi.
    La pandemia è come un esiziale esperimento sociale globale. Sulla base di un ordine mondiale che è già entrato in crisi, essa non solo ha causato una pausa e quindi la decelerazione dello sviluppo economico, ma ha anche premuto l’accelerazione della divisione sociale e del trasferimento di potere dal politico al tecnico.

    Al momento, sebbene gli analisti più esperti e le principali istituzioni di ricerca abbiano pubblicato vari rapporti di ricerca, nessuno di loro può prevedere con precisione e in dettaglio l’enorme impatto della pandemia sulla storia del XXI secolo. Tuttavia la pandemia apporterà grandi cambiamenti in quattro aree.
    In primo luogo, essa accelererà il trend generale di recessione e differenziazione economica globale. Ciò è dovuto alle politiche di sovremissione di valuta adottate da vari Paesi e all’intensificata polarizzazione sociale interna. La crisi economica e finanziaria mondiale dal 2008 non ancora è stata risolta. Al contrario, la crisi è stata nascosta solo dalla risposta a breve termine della politica monetaria.

    In secondo luogo, la pandemia velocizzerò i cambiamenti interni e la riorganizzazione dell’ordine politico ed economico internazionale dovuti appunto dalla differenziazione sociale interna. A causa dell’influenza turbolenta della politica interna e internazionale, i rischi politici ed economici nelle fragili regioni del il mondo si intensificheranno o avranno effetti a catena.
    In terzo luogo, la pandemia promuoverà il rafforzamento della società digitale e la concorrenza tra i Paesi nella costruzione di nuove tecnologie diventerà più intensa. L’impatto più significativo della società digitale è l’arrivo silenzioso di una società trasparente che esiste ma non ha contatti umani.
    In quarto luogo, la pandemia favorisce l’ascesa del nazionalismo dei vaccini e accelera la rinascita del valore della comunità dei Paesi dell’Asia orientale, il che ha un significato epocale dal punto di vista della storia della civiltà mondiale.

    Per ciò che riguarda lo scorso anno l’evento politico ed economico più influente nel 2020 sono state le elezioni statunitensi e il relativo cambio di amministrazione. Le elezioni statunitensi hanno rappresentato il cambio più netto ma anche il più frustrante nella storia degli Usa. Sebbene Trump abbia perso le elezioni, 74.216.154 cittadini hanno votato per il presidente uscente.
    Per gli Usa, il mutamento di direzione non può essere considerato l’avvento di una politica determinata in una direzione, in quanto la realtà di base della società americana altamente divisa non è stata cambiata, ma è stata rafforzata a causa delle elezioni generali. L’enorme impatto ha promosso la diffusione della violenza politica e delle manifestazioni di protesta negli Usa.
    Prima di tutto, Trump ha perso, ma lo spettro del trumpismo è rimasto negli Usa e persino nel continente europeo, il che generalmente non favorisce il progresso della strategia di sviluppo delle relazioni con la Cina.

    In secondo luogo, l’“antagonismo” della strategia statunitense nei confronti della Cina non è cambiato radicalmente. Trump ha aperto un contenzioso politico- economico con Pechino. È particolarmente degno di nota il fatto che la generazione più giovane della leadership repubblicana stia gradualmente diventando ostile e negativa nei confronti della Cina, ed eserciti grande influenza nel Congresso, e ciò non favorisce la pace nel mondo.

    Terzo, se tale atteggiamento non viene contenuto, porterà a impatti negativi a lungo termine: fra disaccoppiamento high-tech e concorrenza ideologica. Infine, la politica della Cina nei confronti degli Usa è stata perfezionata: sebbene il governo stia ancora aspettando e osservando, la voce della ricerca della cooperazione e dell’essere razionali e pragmatici è ancora la corrente principale a Pechino.

    Oltre alla questione che la Cina ridurrà la sua dipendenza dal mondo e aumenterà la dipendenza di esso dalla Cina medesima; l contempo la Cina ridurrà la sua dipendenza dai modelli di crescita tradizionali e aumenterà la cura per il sociale, il verde e la sostenibilità ambientale.

    Il 2021 sta dimostrando che il fulcro dell’analisi delle tendenze politiche ed economiche globali sarà ancora la concorrenza tra Cina e Stati Uniti. L’amministrazione Biden considera ancora la Cina come il suo principale concorrente strategico, ma i metodi per affrontare il tema sono abbastanza diversi da quelli dell’amministrazione Trump. La differenza principale sta nel fatto che Biden si concentra sulla risoluzione dei problemi interni e non esclude le questioni più importanti con la Cina.

    L’amministrazione Biden ha adeguato la sua strategia per la Cina in quanto l’influenza di importanti gruppi di interesse come la finanza e l’industria militare statunitensi sulla politica è costante rispetto alla precedente amministrazione, ma il fattore cinese nella catena di interessi globali mantiene livelli più alti.
    Infatti sono in aumento anche le voci dei due partiti al Congresso degli Usa che chiedono il contenimento dell’ascesa della Cina.
    In breve, in termini di orientamento della politica cinese, si prevede che l’amministrazione Biden si opporrà a una guerra commerciale perché danneggia gli interessi fondamentali della comunità imprenditoriale americana. Tuttavia, è probabile che ci saranno problemi per Taiwan, Xianggang (Hong Kong), Xinjiang Weiwu’er (Uyghur), Mar Cinese Meridionale, Xizang (Tibet) e altre questioni.

    Si prevede che la possibilità di rinnovati negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti aumenterà notevolmente in futuro e verrà riformata la strategia degli Stati Uniti di concorrenza costruttiva.
    Indipendentemente dai cambiamenti nelle relazioni sino-statunitensi, la Cina promuoverà sicuramente una maggiore cooperazione bilaterale e multilaterale sugli investimenti, cercando nuovo sviluppo e dando forma a nuovi modelli di cooperazione.
    Le aree chiave che sono attualmente le più importanti e degne di attenzione sono, in primo luogo, l’adesione della Cina al Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) e cerca di entrare nel Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), il che dimostra che l’alta dirigenza cinese ha deciso di continuare la strategia di riforma della promozione interna e promozione esterna.

    Il RCEP è un accordo di libero scambio nella regione dell’Asia del Pacifica tra i dieci Stati dell’Association of South-East Asian Nations (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam) e cinque dei loro partner di libero scambio: Australia, Cina, Rep. di Corea (sud), Giappone e Nuova Zelanda. I predetti Paesi membri rappresentano circa il 30% della popolazione mondiale e del PIL, rendendolo il più grande blocco commerciale.

    Il CPTPP, invece, è un progetto di trattato di regolamentazione e di investimenti regionali alle cui negoziazioni, fino al 2014, hanno preso parte dodici Paesi dell’area pacifica e asiatica: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Usa e Vietnam.

    Tra RCEP e CPTPP, in realtà non ci sono solo l’interconnessione della catena industriale e la comunanza – nonché più motivi d’unità che differenze – ma predura anche l’influenza dei fattori strategici delle grandi potenze.
    La principale differenza tra i due è che il CPTPP ha requisiti più elevati di qualità economica, mentre il RECP è più inclusivo. In secondo luogo, è probabile che venga firmato l’accordo commerciale e di investimento Cina-UE, che ha evidenti interessi a breve termine per l’Europa e interessi strategici a lungo termine per la Cina. Tuttavia, la Cina deve ancora assumere un atteggiamento cauto nei confronti della politica europea e dei suoi sistemi legali a due pesi e due misure. In terzo luogo, Cina e Russia al contempo rafforzano una cooperazione strategica globale e ci saranno nuove opportunità per la loro cooperazione nei settori energetico e militare

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    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

    International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

     

     

  • Paola Moscatelli: vivere in arte

    “Nel soffermarmi a guardare la produzione artistica realizzata da Paola Moscatelli desidero dare voce al suo pensiero, al suo sentire, al suo sentimento, ai suoi desideri, ai suoi sogni, alle sue speranze. Paola è una donna-artista nel pieno vigore delle sue capacità comunicative e riesce a creare una stratificazione omogenea e una commistione armoniosa da inserire dentro lo scenario, traendo linfa vitale dalla sua voglia di vivere in arte e di realizzarsi con e a favore dell’arte”. La Dott.ssa Elena Gollini parlando della Moscatelli prende in esame l’importanza della componente esistenziale ideale, che viene rafforzata e avvalorata tramite l’atto e il gesto creativo e consente alla Moscatelli di sentirsi parte attiva del suo progetto di vita e di arte. La Dott.ssa Gollini ha così rimarcato: “Paola riassume in sé un coacervo di qualità, è donna di calibro e di spessore umano, possiede doti e virtù creative molto eclettiche e versatili. Il suo vivere in arte viene dunque sorretto e supportato dalla sua innata e naturale capacità, viene rinvigorito dalla forza caparbia, da quel suo modus pensandi che la rende sempre reattiva, sempre tempestivamente pronta e solerte verso il cosiddetto momento catartico del carpe diem. Così come nella vita anche nell’arte, Paola trova il suo cogliere l’attimo, il motto trainante per darsi la giusta carica di spinta e di slancio per lasciarsi trasportare e anche piacevolmente travolgere dal suo ideale di esistenza e di vita artistica. Paola è sempre orientata a imparare e a migliorare e questo la rende umile e dotata di una modestia pacata e discreta, che non sminuisce e non svilisce però lo spirito da prodiga, intraprendente e determinata. Osservando le opere si comprende quanto lavoro a monte e quanta energia viene spesa senza riserve e senza mai risparmiarsi. Ogni opera è frutto di uno sforzo notevole e ragguardevole e non esaurisce mai la sua capacità di offrire allo spettatore nuovi spunti e nuovi stimoli, nuove occasioni e nuove opportunità per immergersi dentro e andare fino in fondo in profondità. Vivere in arte per Paola diventa pertanto la sua lodevole missione-vocazione, che la rende responsabile e consapevole delle sue libere scelte e del suo libero arbitrio. Vivere in arte significa per Paola riuscire a imparare a volare e a spiccare il volo senza però perdere il contatto con la realtà e con la dimensione del reale, del vissuto e del vivere quotidiano, della memoria dei ricordi più speciali e unici. Tutto questo patrimonio viene contestualizzato da Paola dentro le sue suggestive rappresentazioni e non diventa mai un fardello pesante da portarsi dietro, ma bensì piuttosto si trasforma in un lieve e leggero soffio delicato e suadente, che la coccola e la culla dolcemente nella magia di un’ispirazione davvero autentica e sentita nel profondo”.

     

  • Paola Moscatelli: elogio all’arte universale

    “Per ben inquadrare e classificare la variegata e ricercata formula espressiva che l’artista Paola Moscatelli declina con virtuosa maturità creativa, è necessario addentrarsi sulla sua particolare visione e concezione da lei tracciata e connessa al multiforme concetto di arte universale, che Paola accoglie e fa suo, metabolizza e introietta all’interno del suo palinsesto articolato di sperimentazione, ottenendo soluzioni compositive che riflettono e rispecchiano al meglio il suo simbolico elogio celebrativo a questo concetto così trasversalmente riecheggiante da illo tempore, che ha racchiuso molteplici chiavi di lettura e di significato e ha portato con sé valori e principi concepiti come pilastri esistenziali portanti e radici di fondamento primarie ed essenziali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nella sua analisi critica per mettere in luce un discorso importante, che funge da filo conduttore all’operato artistico della Moscatelli e diventa la sua modalità peculiare di visionarietà aperta e allargata. La Dott.ssa Gollini ha così ulteriormente spiegato entrando nello specifico dell’argomentazione: “Si comprende da subito come Paola sia devota alla giusta causa dell’arte intesa in senso universale e abbia intrapreso con convinta motivazione il proprio personale cammino per promuovere e per divulgare a tutto tondo questa valenza assoluta e assodata. Nella sua profusione ideativa e progettuale le idee e i pensieri prendono vita e formano un corpo-entità ben delineato e ben definito, che viene collocato dentro la parafrasi narrativa e diventa parte integrante di essa necessaria ed essenziale per integrarlo e per completarlo in modo compiuto ed esaustivo. Capita sempre più spesso di imbattersi in produzioni artistiche, che si esauriscono delle proprie risorse intrinseche e rimangono così fini a se stesse e a se stanti, risultando poi infrazionate e sdoganate in modo sommario nei loro contenuti e senza approfondimenti a latere di livello qualitativo pregevole. Con Paola l’impostazione è decisamente agli antipodi, poiché attribuisce e conferisce una rilevanza prioritaria alla diffusione e alla divulgazione dei suoi messaggi, di quanto vuole che abbia il massimo feedback da parte dello spettatore per generare e alimentare il più possibile una proiezione e una predisposizione a recepire il beneficio universale trasmesso dall’arte in ogni sua eterogenea manifestazione. L’arte di Paola si rivolge dunque ad allargare, ad amplificare e ad accentuare il potenziale sensibile del fruitore, ad andargli incontro e a prenderlo per mano, a indurlo e a spronarlo ad una meditazione riflessiva che partendo dalle opere si sprigiona in varie forme e dinamiche, diventa individuale, personale e soggettiva pur avendo sempre come elemento comune e accomunante questo portentoso e prodigioso risvolto celebrativo da lei evocato in modo accorato e solenne”.

  • I colori della vita nella pittura di Paola Moscatelli

    “L’artista Paola Moscatelli nella sua intensa e spiccata sensibilità creativa attribuisce e conferisce un notevole valore ai colori e al loro intrinseco significato”. Con queste riflessioni analitiche la Dott.ssa Elena Gollini enfatizza ed esalta la rilevanza portante della componente cromatica nella formula pittorica della Moscatelli e prosegue evidenziando ulteriormente questo aspetto caratteristico di elevato spessore contenutistico, oltre che formale e strumentale. In particolare ha spiegato: “Paola accoglie nella sua tavolozza una vasta e variegata gamma di colorazioni e di sfumature tonali, che lavora molto abilmente studiando nel dettaglio gli accostamenti e le combinazioni delle varie gradazioni, intrecciando il tutto con elegante proporzione. I colori scelti da Paola sono densi e pastosi, sono vividi e materici, sono brillanti, scintillanti e sgargianti e illuminano lo scenario figurale in modo superbo e impeccabile, configurando una narrazione dinamica e sempre in divenire. Questo aumenta l’impatto d’insieme della costruzione compositiva e funge anche da traino di stimolazione per l’occhio dello spettatore, ne catturano e ne conquistano l’attenzione incuriosita. Parimenti Paola conferisce grande pregnanza all’essenza sostanziale della componente cromatica, che seleziona con dovizia assoluta per imprimere allo scenario una vitalità vibrante e pulsante e per infondere all’insieme figurale una potenzialità di risorse comunicative ancora più profonde. Paola ritiene che il colore nella pittura assuma e rivesta un ruolo fondamentale e non potrebbe mai concepire una rappresentazione trascurata o improvvisata nell’assemblamento, nell’accorpamento e nella modulazione delle cromie. Il colore è vita, è energia, è cuore, è anima insita e sottesa di un messaggio incastonato dentro un codice cifrato speciale, custodito dentro un registro linguistico declinato con una personale impostazione esclusiva e distintiva, sempre originale e sempre particolare. Paola attraverso il colore avvalora la sua ricerca pittorica e al contempo si rende ancora più incisiva nella sua esternazione e nel suo lasciare affiorare in superficie l’ego più intimo, più segreto, più nascosto, più celato, più recondito. Paola si lascia trasportare dal pathos emotivo attraverso il colore e si libera in completa e totale propensione di condivisione con l’osservatore-fruitore. Prediligendo le colorazioni accese e marcate trasmette il desiderio di slancio fremente e sferzante della sua indole, che corre incontro alla vita e ne respira intensamente ogni attimo, ogni istante. Paola trova nell’arcobaleno dei suoi colori la personificazione metaforica di un proprio alter ego da poter sprigionare nel tripudio della sua fantasiosa visionarietà. Il colore nutre e alimenta la sua sfera immaginifica e accresce la sua capacità di sognare ad occhi aperti e di lasciarsi andare in quel momento estatico, che innesca l’atto e il gesto creativo. Il colore racchiude in sé molto più di una semplice commistione tonale e diventa per Paola parte integrante, essenziale e assolutamente imprescindibile nel magico regno della sua pittura”.

     

  • Paola Moscatelli: donna-artista di versatile pensiero

    Paola Moscatelli è senza dubbio una figura di pregio all’interno del comparto artistico internazionale contemporaneo, che si distingue non soltanto per le acclarate e indiscusse qualità pittoriche tecniche e strumentali, ma anche per il variegato corollario di pensieri e di riflessioni, che animano e accendono il suo appassionato impeto creativo. La Dott.ssa Elena Gollini al riguardo ha messo in evidenza l’importanza della poliedrica versatilità di pensiero, che domina l’arte della Moscatelli e la rende estremamente guizzante e stuzzicante nella sua eclettica visionarietà. In tal proposito ha affermato: “Il ruolo di versatile e poliedrica creativa ben si addice a Paola, incline ad una ricerca sempre innovativa e protesa a conquistarsi una posizione nettamente distaccata dal concetto di arte semplicistica e spicciola, sommaria e superficiale che spesso tende a rientrare in un cliché negativo di consumismo massificante. Paola sperimenta delle impostazioni rappresentative autonome e si proietta su una mimesi semantica indipendente, approdando ad un proprio meccanismo di orchestrazione narrativa che viaggia di pari passo con la sua indole volitiva, trasformista e curiosa, con la sua personalità caparbia e tenace. Ritengo che la parola chiave resilienza sia assolutamente consona e congeniale per indicare la forza della sua intraprendenza e l’energia della sua propensione a procedere in modo coerente e responsabile senza fuorvianti deviazioni. Protagonista della sua pittura è in primis la sua mente, la sua ratio lucida, acuta e arguta, la sua mentalità perspicace e lungimirante che riesce sempre ad andare e a vedere oltre. Paola guarda ogni opera come un simbolo che riunisce tutto insieme in perfetta e bilanciata alchimia. Le immagini sono sempre composte su più piani e su più livelli sequenziali di ricettività, affinché ciascuno possa soffermarsi e approfondire ogni dettaglio e ogni particolare scenico. Paola parla allo spettatore sussurrando lentamente e sottovoce il proprio messaggio, non le serve urlare e gridare con esasperazione, preferisce invece stabilire un contatto suadente, usando un tono lieve. La versatilità espressiva diventa dunque estremamente avvalorante nella disposizione del palinsesto compositivo contenutistico e rivitalizza l’imprinting comunicativo. Ogni quadro è come uno scrigno prezioso, che contiene e conserva custodendolo un patrimonio cifrato di significati, che Paola immette dentro e vuole che vengano scoperti man mano, senza fretta, ascoltando la sua voce che riecheggia e risuona virtualmente tra le pieghe pittoriche e affiora come un canto melodioso, dolce e delicato, ma altrettanto avvolgente e permeante”.

     

  • Paola Moscatelli: cromatismo vitale e dinamico

    È un figurativo di grande proiezione intima e introspettiva, che accoglie in sé una radice esistenziale ed esistenzialista molto profonda, quello che avvalora e rende davvero qualificante lo stile pittorico di Paola Moscatelli artista di indiscusso calibro e spessore umano, oltre che di spiccata sensibilità comunicativa e innato talento artistico”. La Dott.ssa Elena Gollini pone l’accento sulle caratteristiche salienti e rilevanti che definiscono la variegata e corposa produzione della Moscatelli evidenziando anche la componente emotiva ed emozionale, che rende le opere ancora più interessanti e stimolanti da recepire e da comprendere. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha continuato nella sua attenta e approfondita analisi critica spiegando: “Entrando più nel merito dell’ispirazione creativa di Paola ho riscontrato come il pathos e l’afflato interiore e spirituale siano fondamentali e imprescindibili nel suo operato, riuscendo ad accentuare in modo evidente, palese e manifesto ogni scenario compositivo proposto. In particolare, ritengo che l’utilizzo della tavolozza cromatica e tonale serva proprio per dare slancio vitale e dinamico all’intera sintesi rappresentativa e faccia da tramite anche per convogliare dentro tutto il tripudio e la commistione di pensieri, sentimenti, emozioni che provengono direttamente dall’ego di Paola. Attraverso il colore nella sua accesa profusione e nella sua esplosione di carica energetica Paola rafforza la portata espressiva delle figurazioni e trova un collegamento di connessione diretto e spontaneo con il suo Io più recondito, che affiora ed emerge in superficie e viene immesso dentro, facendo germogliare un circuito inedito e sorprendente a livello sensoriale da condividere con lo spettatore. Per Paola l’arte è in primis un medium per mettersi a nudo, per lasciarsi davvero andare senza remore e senza inibizioni. Attraverso l’arte Paola ritrova se stessa, il proprio mondo di appartenenza e rivendica il proprio ruolo centrale, la propria vocazione inviolabile. La pittura diventa un collante funzionale per vivere meglio e fino in fondo, per assaporare quanto la circonda e al contempo per predisporsi verso nuove occasioni e nuove opportunità di scambio e di confronto, verso nuove scoperte e nuove possibilità di evolversi e di imparare. Ecco, perché per Paola fare arte è anche un momento catartico arricchente e costruttivo e prescinde da speculazioni e situazioni mistificanti e ambigue. Paola artista di cuore e con il cuore ci offre una pittura alimentata dal moto di un’anima candida e genuina, una pittura che ciascuno può sentitamente e accoratamente fare sua e introiettarne ogni respiro e ogni anelito vitale”.

     

  • Paola Moscatelli: una pittura di potente suggestione evocativa

    Paola Moscatelli è protagonista di una ricerca pittorica dotata di potente suggestione evocativa, che trasmette da subito e sin dal primo sguardo un impulso di trasporto empatico davvero coinvolgente. Nella sua formula espressiva di matrice figurale riesce perfettamente a coniugare passato e presente, tradizione e innovazione, realtà e fantasia”. Queste riflessioni analitiche pronunciate dalla Dott.ssa Elena Gollini fanno da preludio a una serie di considerazioni valutative articolate e sfaccettate, che evidenziano e danno risalto al fulcro nevralgico portante, che caratterizza e qualifica la pittura della Moscatelli e la rende particolarmente attraente e accattivante. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito asserendo: “Paola è una donna-artista di notevole spessore intellettuale e intellettivo, possiede un ampio patrimonio di conoscenze e un vasto background culturale davvero ammirevole, che la sostiene e la supporta nel suo vivace e poliedrico estro creativo e che definisce e delinea al meglio la sua intensa e profonda identità pittorica esclusiva. A questo aspetto alquanto meritevole Paola associa anche la componente di ispirazione cosmopolita, che la rende artista aperta e volitiva, assolutamente versatile e camaleontica nel suo modus pingendi, che rifugge a priori da stilemi accademici e dottrinali troppo costruttivi e restrittivi e si canalizza invece all’interno di un’oasi protetta e custodita indipendente, si inserisce dentro una nicchia rassicurante priva di condizionamenti inquinanti, si rifugia dentro un limbo dove domina e governa una libertà autentica e pura. Paola donna-artista di ampie e larghe vedute non si lascia mai deviare da falsi abbagli massificanti, ma sceglie con coerente consapevolezza di fecondare un suo personale terreno artistico, approdando a rappresentazioni subito riconoscibili e immediatamente riconducibili ad un’alta valenza concettuale e metaforica, a contenuti pregnanti di visionarietà allusiva, a composizioni fortemente evocative e rievocative dove il fruitore può addentrarsi e penetrare lasciandosi permeare da sensazioni speciali. Le raffigurazioni realizzate da Paola conservano e custodiscono dunque un prezioso tesoro di messaggi sostanziali insiti da recepire lentamente e gradualmente, soffermandosi su ogni singolo dettaglio narrativo e osservando ogni particolare scenico e contenutistico. La dovizia e la precisione esecutiva sono frutto di uno studio a monte, che richiede grande dispendio di tempo e di energie anche a livello preparatorio-ideativo. Questa ricerca di progettazione svolta sempre in modo ottimale garantisce delle soluzioni di eccellente e ineccepibile resa di impatto formale, all’insegna di un inno alla bellezza e alla piacevolezza artistica senza tempo, che viene sublimata attraverso la magia dell’essenza sostanziale”.

     

  • Mercati finanziari, nei prossimi mesi gli USA saranno al centro dell’interesse

    Anche nei mesi che verranno, gli Stati Uniti saranno il centro di attenzione del mercati finanziari. Se le proteste di piazza sorte dopo l’omicidio Floyd hanno avuto un impatto limitatissimo sui mercati, altri fattori porranno al centro dell’attenzione degli investitori gli USA.

    Gli occhi dei mercati finanziari sugli States

    mercati finanziari usaL’aspetto più importante riguarda l’intreccio tra la politica e l’economia. L’emergenza Covid ha richiesto e richiederà ancora un intervento politico per dare slancio alla ripresa, ma al tempo stesso dovrà fronteggiare anche una serie di situazioni esterne (internazionali).

    Gli investitori dei mercati finanziari stanno valutando la capacità del Congresso di approvare un pacchetto fiscale equilibrato, presupposto fondamentale per le prospettive economiche statunitensi. Senza intervento fiscale, la ripresa si farà più dura. Ma la politica fiscale non potrà non essere influenzata dalle elezioni presidenziali americane di novembre. Se vincerà Trump sarà un conto, se Biden salirà alla Casa Bianca sarà tutt’altra storia.

    Il difficile rapporto con la Cina

    Ma ci sono anche altri fattori che si agitano sullo sfondo, e che tengono gli USA sempre al centro dell’attenzione. Ad esempio le controversie commerciali con la Cina, che nonostante l’accordo di Fase Uno firmato a gennaio, ogni tanto riemergono prepotentemente. Una volta per colpa dell’atteggiamento ambiguo di Pechino quando s’è diffuso il virus, una volta per via delle questioni di controllo su Hong Kong. Ogni volta che la tensione cresce (in realtà più che altro sono minacce e non fatti concreti), i mercati finanziari si spaventano.

    FED e mercati

    A questo vanno aggiunti gli scenari di politica monetaria della FED, che ha azzerato i tassi ma difficilmente taglierà ancora. La banca centrale continuerà a supportare l’economia a stelle e strisce. Ma in che misura? Cercare di prevederlo è difficile come usare la tecnica martingala, si potrebbe sbagliare 100 volte prima di avere l’esito giusto.

    Il punto di partenza da considerare è lo scenario pessimo lasciato dalla fase acuta di Covid. Dal picco negativo, l’indice S&P 500 è salito del 37,7%, malgrado nel frattempo sia stata certificata la recessione dell’economia globale. Gli analisti dei siti per fare trading online dicono che gli investitori sono stati pressi dalla fear of missing out (FOMO) dopo che gli asset più ciclici e quelli di qualità più bassa hanno recuperato. Ma questo potrebbe anche significare (anzi, il rischio è molto concreto), che i mercati stanno vivendo un eccesso di rialzo. Insomma, bisogna vivere i mercati come se una temporanea battuta d’arresto sia sempre dietro l’angolo.

  • Piccole e medie imprese, ecco la carta degli USA per superare questa crisi

    La ripresa dell’economia, messa a durissima prova dalla crisi Covid, non passa per le grandi imprese ma per le le piccole e medie. Sono loro ad aver subito il danno maggiore, perché a differenza delle grandi imprese non hanno abbastanza “potenza di fuoco” per reggere all’urto. Questo discorso vale tanto per l’Europa quanto per gli Stati Uniti. Non a caso proprio negli USA è stato varato un piano in tal senso, con speciale attenzione per il settore delle Small Cap.

    L’importanza strategica di piccole e medie imprese

    piccole medie impreseVa precisato che queste società non sono proprio piccole per gli standard europei, visto che le Small Cap hanno una capitalizzazione da 300 milioni a 2 miliardi. La cosa più importante però è che sono molto radicate nei loro ambiti locali. Per questo le misure messe in campo dagli Stati Uniti per sostenere l’economia domestica, hanno puntato con forza su di loro. Perché il governo sa che le fortune economiche del Paese passano soprattutto per loro. Il loro contributo supera la media mobile di quella complessiva di tutte le altre categorie. E anche perché nelle fasi di maggiore acutezza della crisi, le banche Usa hanno chiuso i rubinetti del credito.

    Il pacchetto per combattere la crisi

    Il pacchetto anti-crisi americano vale circa 2.550 miliardi di dollari, ovvero l’11% del PIL nazionale. Gli interventi sono a tutto campo, nel senso che cercano di coprire diverse situazioni di emergenza. Tra questi il Paycheck Protection Program (PPP), ovvero un fondo da quasi 350 miliardi di dollari per quelle imprese con meno di 500 dipendenti. Grazie a questo intervento, si possono ottenere prestiti per pagare stipendi, sostenere spese health care, pagare gli interessi sui mutui accesi in precedenza, pagare affitti e utenze. Anche la Fed ha fatto la sua parte. Ha tagliato a più riprese il costo del denaro e ha varato un piano illimitato di Quantitative easing.

    Il sostegno nel momento della crisi

    Grazie a questi massicci interventi, le piccole e medie imprese hanno potuto fronteggiare gli obblighi verso i creditori nel breve termine. Ciò è accaduto proprio durante la fase di sell-off sui mercati azionari, caratterizzati da una montagna di buy sell stop orders. Quando l’ondata di vendite è finita, i mercati si sono stabilizzati e le small Caps hanno iniziato il recupero dalle perdite. Questo ha consentito e consentirà alle aziende di rifinanziarsi e agli investitori di riguadagnare sicurezza.

  • Denver, in Colorado, legalizza i funghi allucinogeni

    Ha funzionato per la Marijuana, perché non riprovarci con i “funghi magici”? Dal 2014, in Colorado la legge permette ai cittadini di drogarsi facendo uso di Cannabis, e sono ben note le drammatiche conseguenze di questa decisione sconsiderata: è esploso l’uso di droghe ben più pesanti portando il Colorado al primo posto negli USA per tasso di morti per overdose, il traffico illegale ha avuto un boom (i tossicodipendenti arrivano da tutti gli USA per comprare marijuana e altre droghe dal mercato nero), ricoveri per droga triplicati dal 2011, incidenti stradali mortali legati alla cannabis incrementati del 92%, uso illegale di cannabis tra i teenager incrementato del 20% (fonti: Colorado Health Institute, AspenRidge North Hospital, drugabuse.org, sheriff.org).

    I numeri sono spaventosi e pongono all’attenzione mondiale le conseguenze della legalizzazione della droga. Ma in barba alla difesa della salute e della vita umana, nella città di Denver (capitale del Colorado) è stato promosso un referendum per depenalizzare il possesso e l’uso di un’altra droga, ancora più pericolosa: la psilocibina, altamente tossica per il sistema nervoso. Il referendum è stato vinto per un soffio, con il 50,6% di favorevoli. La psilocibina, sostanza allucinogena contenuta in alcuni tipi di funghi, è chimicamente simile all’LSD. Il potere allucinogeno di questi funghi è altissimo, e fa sembrare la marijuana acqua fresca in confronto.

    Com’è stato possibile che i cittadini abbiano votato perché chiunque possa girare allucinato per le strade della propria città? Non è difficile capirlo, una volta osservati due semplici fatti:

    • ben il 15% della popolazione del Colorado fa uso di marijuana, ormai da anni, ed è naturale che chi si è ormai assuefatto desideri qualcosa di più “forte”, ad esempio i funghi allucinogeni;
    • la campagna di disinformazione è stata martellante e ha seguito la falsa riga, di grande successo, usata per la marijuana, spacciando i funghi allucinogeni come “terapeutici” per depressione, ansia e altri disturbi mentali.

    Il metodo non è certo nuovo: il tristemente famoso LSD ebbe “successo” dal 1949 in poi come farmaco psichiatrico per trattare schizofrenia, autismo, depressione e alcolismo, fino ad essere bandito nel 1967 quando furono finalmente e tragicamente chiari i danni enormi e irreparabili alla salute mentale e fisica delle persone che lo assumevano.

    È triste vedere come ci siano tanti che si impegnano pubblicamente e politicamente allo scopo di diffondere l’uso della droga. Ma non bisogna dimenticare chi da sempre la droga la combatte. La Chiesa di Scientology, fin dalla sua fondazione negli anni ’50 del secolo scorso, ha subito riconosciuto che la droga e l’alcol fossero una delle principali cause della spirale discendente che sta portando il pianeta alla degradazione. Il suo fondatore, L. Ron Hubbard, ha spesso condannato l’uso di droga nei suoi scritti, spiegando in dettaglio quali siano gli effetti invariabilmente negativi sul corpo e sulla mente degli individui.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

    Ma vediamo quali sono i pericoli dell’assunzione di psilocibina contenuta nei funghi allucinogeni (fonte drugabuse.com):

    • Capacità di giudizio alterata e sensazione di distacco, pensiero disorganizzato
    • Attacchi di ansia e attacchi di panico (ma non doveva curare ansia e depressione?)
    • “Flashback” anche molto tempo dopo l’uso (disturbo percettivo persistente), oppure la visione continua di un’immagine anche quando questa è lontana dal campo visivo
    • Psicosi persistente (in altri termini pazzia)
    • Paranoia
    • Umore lunatico
    • Disturbi visivi

    La mortalità causata dall’assunzione di funghi allucinogeni non è tanto legata all’overdose, cioè a una dose eccessiva, quanto alle conseguenze di una cattiva valutazione delle distanze unita all’incoordinazione muscolare, che possono portare a traumi gravi e decessi. Ad esempio ci si può lanciare dal balcone pensando di essere al primo piano mentre invece si è al 10°.

    Le persone che hanno assunto psilocibina, a causa della capacità di giudizio gravemente alterata, potrebbero intraprendere comportamenti molto pericolosi, come guidare mentre si sperimentano allucinazioni. E non è difficile trovare su youtube i video girati da persone che guidano dopo aver magiato i funghetti allucinogeni…

    Inoltre, i comportamenti pubblici bizzarri derivanti dall’intossicazione da psilocibina possono portare a problemi legali.

    Ci auguriamo che gli altri stati degli USA non seguano l’esempio di Denver.

  • Un Ufficiale di Polizia del Maryland adotta il programma “La Verità sulla Droga” e lo porta nelle scuole

    “Tutta la mia famiglia lavora nella polizia: i miei due fratelli più piccoli, mio padre e mio zio. Volevo servire la mia comunità, aiutare le persone “, ha dichiarato l’agente Joe Comegna all’inizio dell’intervista. Ufficiale di Polizia della Contea di Baltimora nel Maryland, Comegna è incaricato di creare un ambiente di apprendimento sicuro per i bambini e anche dell’educazione sulla droga nelle scuole. Come lui, centinaia Ufficiali di Polizia negli Stati Uniti e in altre nazioni usano il programma “La Verità sulla Droga” prodotto dall’associazione “Un Mondo Libero dalla Droga” per le loro lezioni.

    Comegna mostra ai ragazzi, durante le sue lezioni, i video del programma “La Verità sulla Droga” su alcol, marijuana, droghe sintetiche, antidolorifici, eroina, cocaina, ecc. “Al giorno d’oggi”, dice, “i ragazzi non vogliono che qualcuno di fronte a loro parli per 90 minuti. I video risolvono questo e danno loro un’esperienza che viene dal mondo reale.”

    “È bello poter dare ai bambini ciò di cui hanno bisogno per il futuro. Come ufficiale di polizia, di solito intervieni alla fine del gioco con le persone. Ma con i bambini, puoi cominciare dall’inizio. Questo è ciò che c’è di buono nel lavorare con i bambini, puoi cambiare il finale: puoi cambiare il finale nella vita di quella persona.”

    “Un mondo libero dalla droga” è un programma sostenuto dalla Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard. È attiva a livello internazionale organizzando eventi e lezioni sui pericoli delle droghe nelle scuole elementari, medie e superiori. Il suo punto di vista è che sarà possibile risolvere il problema della droga solo quando ogni persona sarà informata correttamente e potrà decidere con la propria testa di evitare l’assunzione di sostanze stupefacenti.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • La comunità latinoamericana della California e la battaglia di Scientology contro la droga

    Un numero record di genitori e adolescenti di origine latino-americana ha partecipato alla 14° conferenza annuale sulla prevenzione e l’educazione alla droga e all’alcol a Encinitas, in California. Il programma è stato diretto dalla sig.ra Beatriz Villarreal, fondatrice della Fondazione “Mano a Mano”, un programma che consente ai genitori latino-americani di aiutare i loro figli adolescenti a stare lontani dalle droghe e dalle bande criminali.

    Alla conferenza hanno partecipato il Dipartimento dello Sceriffo di Encinitas, la DEA (Polizia federale antidroga degli Stati Uniti) e le Pattuglie Autostradali della California.

    Nel 2014, il 13% degli uomini e il 15% delle donne arrestate nella contea di San Diego sono risultati positivi all’eroina, più del doppio rispetto al 2002. E il 75-80% dei ragazzi detenuti nei riformatori sono latinoamericani, sottolinea Villarreal.

    Il fattore chiave per ribaltare questa scena è il coinvolgimento dei genitori. Ma Villarreal ha scoperto che la maggior parte dei genitori evita l’argomento, sentono di non saperne abbastanza per parlare ai loro figli delle droghe.

    “Se non iniziamo a educare i genitori a insegnare questo ai loro figli, non riusciremo mai a fermare la tossicodipendenza”, dice. Villarreal ha adottato i materiali dell’associazione “Un Mondo Libero dalla Droga”. I materiali, che consistono in video, documentari e opuscoli, hanno costituito un elemento chiave della conferenza.

    “Una mamma ha mostrato a suo figlio i materiali di “Un Mondo Libero dalla Droga” dopo che aveva iniziato a fumare marijuana, e lui ha smesso di usare droghe”, dice. “Ho incontrato diversi casi del genere: i materiali sono veramente potenti.”

    “Un mondo libero dalla droga” è un’associazione senza scopo di lucro di pubblica utilità che offre i semplici ma potenti opuscoli della campagna “la verità sulla droga” che descrivono come funzionano le droghe e i loro effetti mentali e fisici. Nella serie ci sono 14 opuscoli incentrati sulle droghe più frequentemente abusate, che espongono e sminuiscono i miti pro-droga, e illustrano gli effetti a breve e lungo termine dei farmaci.

    “Un mondo libero dalla droga” è un programma sostenuto dalla Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard. È attiva a livello internazionale organizzando eventi e lezioni sui pericoli delle droghe nelle scuole elementari, medie e superiori. Il suo punto di vista è che sarà possibile risolvere il problema della droga solo quando ogni persona sarà informata correttamente e potrà decidere con la propria testa di evitare l’assunzione di sostanze stupefacenti.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • Mercati scossi dal possibile conflitto in Siria. Prevale la prudenza

    I mercati stanno un periodo decisamente tiepido, dal momento che sono davvero in pochi quelli che si assumono il rischio di sbilanciarsi nelle proprie previsioni. Negli ultimi giorni infatti è scesa giù una vera pioggia di notizie che hanno raggelato gli animi sul fronte geopolitico. Questioni gravi che coinvolgono la potenza economica maggiore del mondo e che logicamente hanno scombussolato previsioni e aspettative degli analisti.

    I mercati e le notizie geopolitiche

    mercati trumpSe fino a qualche giorno fa la schermaglia dialettica Stati Uniti e Cina, che potrebbe portare presto ad una vera e propria guerra commerciale, era l’evento più attenzionato dagli operatori, adesso domina la questione siriana. Le minacce di un imminente conflitto in Medio Oriente inducono investitori alla massima prudenza. Si spiega così l’andamento dollaro sui mercati finanziari. La quotazione del biglietto verde oscilla e pur avendo un alto relative volatility index RVI rimane stabile in una posizione che potremmo definire attendista. Questo vale rispetto ad euro, yen e sterlina.

    Pochi eventi macro

    Non c’è dubbio che il mercato sta studiando ancora le mosse da fare e aspetta l’evoluzione degli eventi. Va anche aggiunto che dal fronte macroeconomico non ci sono grandi dati in uscita in questo periodo, il che giustifica ulteriormente la prudenza, testimoniata da un Dollar Index le cui le bande di Bollinger sono strette (poca volatilità). Il report più rilevante è stato quello dell’inflazione americana, che è vicina al target del 2% in coerenza con le proiezioni del Fomc. Questo fa ritenere che il programma di due ulteriori rialzi dei tassi di interessi sarà confermato.

    Neppure i commenti verbali della riunione dell’organo di politica monetaria della Fed, che generalmente sono molto attesi, hanno scosso più di tanto i mercati che non hanno avuto reazioni particolari. Tutto scorre quindi in attesa che le vicende mediorientali chiariscano bene il quadro di una situazione molto complicata sul fronte internazionale.

  • Commercio Svizzera-USA, frizioni dopo la lista di “sorveglianza” americana

    Le dinamiche dei rapporti di commercio tra i paesi sono molto cambiate (o rischiano di cambiare) con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca. Il protezionismo del tycoon è cosa nota, e questo si sta traducendo in una serie di iniziative che tengono sull’allerta molti paesi. Tra questi c’è anche la Svizzera. Il paese elvetico sarebbe infatti uno di quelli inseriti in una lista di paesi “sorvegliati” dagli USA. Il motivo è il loro surplus commerciale. In sostanza esportano tanto negli USA, ma senza importare allo stesso modo.

    La notizia ha allarmato alcuni rappresentanti dell’economia elvetica. Al punto che alcuni hanno chiesto lumi al Dipartimento americano del Commercio, tramite una lettera indirizzata all’amministrazione Trump. In essa vengono respinte le critiche avanzate dagli americani. In realtà a ben vedere il surplus c’è e pure evidente.

    I numeri del commercio Svizzera-USA

    commercio svizzeraNel corso del 2016 gli scambi tra Svizzera e USA hanno raggiunto un volume di circa 60 miliardi di franchi. Gli americani sono così diventati il secondo partner commerciale della Svizzera. Tuttavia le importazioni sono 1 volta e mezza le esportazioni. Per la precisione le importazioni sono pari a 23,6 miliardi di franchi, le esportazioni invece arrivano a 36,4 miliardi.

    Tuttavia la forza del franco svizzero negli ultimi tempi è cambiata. Il Money Flow index indicatore trading rivela infatti che la valuta elvetica ha acquisito valore, e questo chiaramente va a svantaggio dell’export. Insomma quel surplus è destinato in parte già a rientrare nel corso del 2017.

    Chiaramente però molto dipenderà dal futuro del cambio franco dollaro. La coppia USD / CHF nella giornata di ieri ha guadagnato più di 50 pips in pochi minuti, a seguito dell’ultimo rapporto sui Non Farm Payrolls. Con la Candele Heikin Ashi tecnica abbiamo visto la coppia scambiare al livello di 0,9743, in crescita dello 0,58% e con valori che non si vedevano da oltre un mese e mezzo.

    Tornando al rapporto con gli USA, va precisato che le aziende svizzere hanno creato tanto lavoro e investito qualcosa come 258 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Un aspetto che la lettere di cui parlavamo all’inizio non ha mancato di evidenziare con forza.

  • Bau Zone – L’app gratuita per te e il tuo cane

    È nata Bau Zone! Un’app totalmente gratuita dedicata ai nostri amici a 4 zampe.

    Grazie a Bau Zone potrai reperire con facilità le aree cani, i parchi dove il tuo amico peloso può o non può entrare, le cliniche veterinarie, le spiagge ed i pet shops. Inoltre potrai rimanere informato anche sui documenti e vaccini richiesti per potersi spostare all’estero con il proprio cane (momentaneamente solo per gli spostamenti europei).

    Bau Zone ti da la possibilità anche di poter visionare i cibi sconsigliati per il cane e grazie alla funzione SOS, in caso di un avvistamento di abbandono/maltrattamento, potrai contattare prontamente le autorità per segnalarne l’accaduto.

    L’app è disponibile per Android ed Apple e traduce, in base al linguaggio utilizzato nel dispositivo, le informazioni. Bau Zone traduce in: italiano, inglese, tedesco, spagnolo e francese.

    I database saranno aggiornati periodicamente in modo da poterti offrire sempre più luoghi dove potrai andarci insieme al tuo compagno pelosetto.

    Da qui puoi visitare il sito dell’app per poterla scaricare:

    Sito web: http://www.bau-zone.com/