Tag: supply chain

  • Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci, il libro di Paolo Brutti in una prestigiosa presentazione a Verona

    copertina libro di Paolo BruttiVerona (VR) – Un’assoluta novità nel panorama della letteratura imprenditoriale nazionale in un evento irrinunciabile. Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci (Modena, TM Terra Marique, luglio 2022) di Paolo Brutti, che per primo indaga i difficili rapporti tra i fornitori di trasporti di merci e le aziende clienti in Italia, sarà presentato mercoledì 13 luglio alle ore 19 nel rinomato Hotel Crowne Plaza in Via Belgio 16, a Zai Verona.

    Il sottotitolo del libro, fresco di pubblicazione, chiarisce il target: Guida pratica per imprenditori, manager e responsabili della supply chain che vogliono viaggiare senza freno a mano. Si tratta di un testo specialistico ad alta leggibilità e di forte impatto umano, che stimola l’interesse delle figure imprenditoriali e dirigenziali a una maggiore conoscenza del mondo della logistica e dei trasporti e invoglia i responsabili di tali ambiti e della supply chain a inaugurare un atteggiamento di apertura verso la possibilità di confronto con la figura dell’esperto in materia di fornitura e di distribuzione della merce.

    Paolo Brutti è consulente di negoziazione, accreditato formatore di manager e responsabili nel settore della logistica e dei trasporti. La sua è una storia avvincente. Nel 2019, all’apice del successo come dirigente aziendale, poco prima di un momento storico di estrema fragilità mondiale dovuto allo scoppio della pandemia, decide di cambiare rotta, di rimettersi in gioco: raccoglie tutta la sua caparbietà, le conoscenze e l’esperienza lavorativa di venticinque anni nel mondo imprenditoriale e crea un marchio di straordinaria qualità: Farsi Strada è un metodo di lavoro messo a servizio di chi cerca di districarsi e uscire indenne da quella “selva oscura” che è il mondo della gestione della logistica e dei rapporti con i fornitori di trasporti delle merci. È il locus amoenus in cui Brutti ha concepito il suo libro e di cui spiega il profondo senso espressivo: “È questo un naming che racconta il processo e il risultato del mio lavoro. In quel farsi c’è un cambiamento, un movimento dinamico in avanti. Aiuto i miei clienti a riuscire meglio nel loro lavoro con preziosi consigli volti a una formazione professionale più consapevole e attenta. Il secondo significato è “diventare strada”: mi metto al servizio dei miei clienti perché loro possano arrivare proprio là dove desiderano o dove non sanno ancora di poter arrivare. Il terzo significato ci riporta al mondo dei trasporti: farsi largo tra le tante opportunità che ci sono nel mercato ma anche un farsi strada reale dove i corrieri e i trasporti giungono a destinazione”.

    Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci gode dell’autorevole prefazione di Ivan Russo, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia Aziendale all’Università di Verona nonché esperto di supply chain management, logistica e marketing, che sottolinea il merito del contributo di Paolo Brutti in quanto “importante strumento di formazione e cultura nell’ambito della logistica”. Di seguito, dopo un’introduzione in cui l’imprenditore veronese racconta il suo percorso professionale e la nascita del marchio Farsi Strada, vengono presentate dieci case history che rivelano le fragilità di un matrimonio complicato tra il fornitore di trasporti e il cliente. È a quest’ultimo che l’autore offre indicazioni per comprendere le tariffe, i coefficienti e per valutare in modo corretto le voci accessorie, e dispensa consigli utili in merito alle più adeguate strategie per imparare a negoziare e a tutelare i propri interessi in un proficuo dialogo win-win con i fornitori. Ne viene fuori l’idea di un cliente più consapevole e padrone del proprio modus operandi e quella di un fornitore di trasporti non più onnisciente e unico stratega in fase di negoziazione.

    Un particolare rilievo meritano i capitoli che affrontano le insidie delle voci accessorie come il supplemento carburante, tema dolente e di rilevante attualità per i responsabili aziendali, i preziosi suggerimenti alle start-up e-commerce a caccia del migliore servizio offerto dai fornitori di trasporto, le sfide e gli scenari ai quali vanno incontro le aziende rispetto al modello liquido che caratterizza il mondo dei trasporti e in generale quello manageriale oggi. Il tutto insaporito da una serie di esercizi e informazioni tecniche che non sempre vengono elargiti in azienda e in particolare dai fornitori. Un’attenzione speciale va ai servizi offerti da Farsi Strada e cioè: Fare31, la consulenza e la formazione per le aziende; Saperespresso, l’assistenza a distanza per start-up e microimprese; Rete Vendita, formazione e organizzazione di un settore fondamentale, quello dei venditori che sono i primi ambasciatori di un’azienda; e soprattutto FarsiApp, ovvero l’applicazione ideata e brevettata da Brutti, che consente l’analisi e la verifica delle fatture che il cliente riceve dal fornitore di trasporti nell’ottica di un risparmio di tempo e di costi.

    Il Winter Garden dell’Hotel Crowne Plaza di Zai Verona sarà la meravigliosa location della presentazione del libro di Brutti quale illuminante contributo e capitolo iniziale di una specifica collana di riferimento. Condurrà la serata Elisabetta Gallina, giornalista, storyteller e conduttrice televisiva. Sarà presente una platea attenta e competente di imprenditori, manager e responsabili di importanti aziende, non solo veronesi ma provenienti da altre città del nord Italia.

     

     

    Info e contatti

    www.farsistrada.it

    [email protected]

     

  • Poggi investe nella supply chain per accrescere la propria competitività a livello internazionale

    Uno strumento IT di ultima generazione per ottimizzare la gestione degli ordini e dei tempi di consegna. Così l’azienda meccanica bolognese rafforza ulteriormente il proprio business model all’insegna di soluzioni digitali, flessibili e smart

     

    In un mercato complesso e in continua evoluzione, la disponibilità di tecnologie agili e flessibili rappresenta una risorsa indispensabile per affrontare le sfide del futuro, soprattutto sotto il profilo della supply chain. Per ogni organizzazione una catena di distribuzione efficiente e strutturata comporta un notevole vantaggio competitivo poiché permette di ottimizzare le risorse a disposizione, evitare gli sprechi ed essere più veloce nel soddisfare le richieste dei clienti. Una necessità che Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A, azienda emiliana specializzata nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, ha abbracciato attraverso l’adozione di una soluzione IT dedicata: Iungo.

    La configurazione di Iungo scelta da Poggi Meccaniche Trasmissione S.p.A è EDI, acronimo di Electronic Data Interchange. Tale modalità di utilizzo della piattaforma dedicata alla Supply Chain Collaboration agevola il rapporto del fornitore con i propri clienti rendendo più fluida e sicura la gestione delle informazioni di carattere amministrativo e commerciale. Lo strumento infatti permette di automatizzare le relazioni di business, semplificando lo scambio diretto dei messaggi e documenti elettronici necessari al completamento di una transazione, come ordini e conferme d’ordine, con a breve l’implementazione di avvisi di spedizione, fatture, avvisi di pagamento. Vengono così ridotti l’errore umano, i costi e i tempi di gestione delle diverse operazioni, a vantaggio della qualità del servizio complessivo e della migliore collaborazione tra le parti.

    L’adozione di Iungo non è isolata ma si inserisce all’interno di un processo tecnologico già in atto, volto a rendere il business più agile e flessibile. Iungo va a completare un ventaglio di soluzioni già consolidate e che consentono all’azienda di offrire un servizio altamente performante, veloce e customizzato. Sotto il profilo tecnico e progettuale ricopre un ruolo chiave l’utilizzo di Traceparts, piattaforma online di livello mondiale che consente alle aziende di riunire e condividere contenuti digitali 3D. Grazie a questo strumento, i progettisti interessati a una fornitura hanno la possibilità di scaricare i file 2D e 3D dei prodotti Poggi, ma anche di mettersi direttamente in contatto con l’ufficio vendite dell’azienda per richiedere e ottenere, in tempi strettissimi, preventivi personalizzati. Ad accompagnare il cliente nella scelta delle soluzioni più efficaci contribuisce anche EOLO, piattaforma e-commerce che consente, una volta registrati e ottenute le credenziali di accesso, di verificare in tempo reale la disponibilità dei prodotti in stock e i relativi prezzi. Il portale permette all’utente anche di inviare le richieste di offerta e di effettuare gli ordini con condizioni speciali.

    Attraverso l’adozione di questi strumenti Poggi continua così a ridefinire il proprio business sulla base di un modello smart e flessibile, scommettendo nella digital trasformation come fattore determinante per rispondere alle sfide di un mercato complesso e in continua evoluzione. D’altronde l’attitudine all’innovazione tecnologica e la capacità di aprirsi a nuovi scenari non rappresentano una novità per l’azienda bolognese ma una tradizione di lunga data, una costante che ne ha decretato il successo, misurabile in oltre 60 anni di storia, attività e progettazioni nel settore degli organi di trasmissione.

     

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • A prova di Brexit

    La gestione doganale preventiva ha permesso a One Express di superare le problematiche derivanti dall’attivazione della nuova frontiera, varando un modello operativo che apre nuovi scenari per la logistica nazionale

     

    Che l’impatto della Brexit potesse creare problemi era quasi scontato, ma le immagini delle file di camion al confine tra Francia e Inghilterra hanno dato l’idea di quale sia stato il disagio. Tante le problematiche, prima fra tutte la gestione doganale che ha comportato una drastica riduzione degli scambi commerciali. C’è chi però ha saputo trasformare le difficoltà in nuove opportunità. E’ il caso di One Express, il primo Pallet Network italiano che con una gestione doganale preventiva ha saputo mantenere ottime tempistiche di consegna e creare un modello provvidenziale per il Made in Italy.

    Il tessuto produttivo nazionale ha subito il passaggio traumatico che ha comportato forti cali nell’import-export. Un duro colpo per le aziende italiane, anche davanti al rifiuto di importanti gruppi, colti impreparati dalla situazione. Al contrario, One Express ha governato il sovraccarico di lavoro, come confermato da Andrea Scarabelli – Area Manager Europa – Responsabile dello Sviluppo Rete Affiliati Europa: “Siamo stati uno dei pochi, se non l’unico, pallet network europeo ad accettare la sfida Brexit a livello di sede centrale mentre molti altri pallet network europei non si sono attrezzati o hanno demandato tutto a loro affiliati spedizionieri. Abbiamo garantito le spedizioni con cadenze plurisettimanali, nonostante la maggiore rigidità delle dogane e l’inesperienza dei destinatari e/o dei mittenti nella produzione dei documenti esatti”.

    La chiave del successo è stata la richiesta a clienti e Affiliati di una lavorazione preventiva delle fatture, determinanti per l’operazione doganale, così da poterle controllare per facilitarne l’accettazione.

    “Abbiamo assicurato la continuità anche in ambito food muovendoci per tempo – spiega Scarabelli – Il nostro Network ha tra le merceologie più frequenti il cibo e il vino, per cui abbiamo superato l’ostacolo in modo da gestire queste referenze”.

    Strategica è stata anche la collaborazione con Simarco del gruppo Palletforce, tra i maggiori player del Regno Unito nella tratta Sud Europa-Inghilterra. Come indica Alessandro Gagliardelli, Resp. Customer Service Europa & Contenzioso: “Abbiamo vissuto un cambiamento epocale, constatando una grande impreparazione generale. One Express, insieme al partner inglese, ha gestito ogni singola pratica, ponendosi come intermediario tra tutti gli attori della catena logistica”.

    Il magazzino doganale, un operatore di primo livello e personale dedicato con un know-how specifico ha fluidificato le spedizioni, anche delle commodity e persino dell’e-commerce che in periodo di pandemia ha avuto un forte implemento. Una capacità che con la creazione di un modello gestionale avanzato delinea nuovi scenari per gli operatori “Davanti al forfait di molti spedizionieri – precisa Gagliardelli – la soluzione varata da One Express sta aprendo nuove e importanti opportunità, tra cui l’inserimento all’interno di una nicchia di mercato in forte sviluppo per il Regno Unito, solitamente gestita da operatori doganali, consolidando volumi e valori”.

     

    One Express è dal 2007 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 120 Affiliati in tutta la Penisola.

  • La gestione dei piani di produzione con LogisKer

    La soluzione di Pro-Vision per controllare e ottimizzare le risorse

     

     

    Per rendere le attività logistiche sempre più efficaci ed efficienti e rispondere alle esigenze di clienti e fornitori, ad oggi le aziende cercano di gestire al meglio la catena di distribuzione – chiamata più comunemente suppy chain – ponendosi come obiettivo quello di controllare e ottimizzare le varie prestazioni.

     

    La combinazione di qualità e costi e l’integrazione delle fabbriche all’interno della supply chain costringono esperti e professionisti a ristudiare costantemente i processi produttivi.

     

    Per il successo di un’azienda la gestione dei piani di produzione è fondamentale ed assume una dimensione estremamente critica.

     

    Per calcolare in modo semplice ed automatico il piano generale di produzione dell’intera azienda, Pro-Vision propone il LogisKer – Production Planning System, strumento che permette di effettuare tutte le operazioni che generalmente vengono svolte tramite moduli cartacei o attraverso l’utilizzo di strumenti software non adeguatamente flessibili, integrati o affidabili.

     

    Gli aspetti cardine dei processi di pianificazione della produzione sono:

    • Previsione della domanda
    • Gestione delle scorte
    • Monitoraggio della produzione
    • Coordinazione della distribuzione e del trasporto.

     

    Inoltre il LogisKer consente di calcolare, in modo semplice ed automatico, il piano generale di produzione dell’intera azienda.

    Partendo dall’analisi delle informazioni commerciali, logistiche e di magazzino, il sistema propone un piano di produzione generale che consente di rendere affidabili le date di consegna, di ottimizzare lo sfruttamento delle linee e delle risorse, nonché di garantire la disponibilità e l’approvvigionamento delle materie prime.

  • Supply chain in azienda

    L’obiettivo di qualsiasi imprenditore è quello di far crescere il proprio business attraverso l’incremento del numero di clienti, delle transazioni, e, alla fine, dei margini di profitto. Le aziende leader di settore monitorano e modificano continuamente la propria supply chain, imponendo cambiamenti organizzativi, logistici e tecnologici all’intera filiera.

    Prima di porre l’attenzione a come è possibile migliorare i processi della supply chain, è necessario farsi alcune domande riguardo la gestione della vostra catena di fornitura.

    Il primo passo è quello di valutare come la vostra azienda collabora e comunica con i partner commerciali.

    Alcuni quesiti che aiutano a fare chiarezza sono i seguenti:

    –       State ottenendo il massimo dai nostri partner strategici nella catena di fornitura?

    –       State utilizzando la tecnologia giusta nel modo più efficace possibile?

    –       Chi può aiutarvi a migliorare l’attuale processo di catena di approvvigionamento?

    L’autovalutazione aiuta a capire meglio “dove siamo ora”, come possiamo arrivare e dove vogliamo essere all’interno del mercato di riferimento.

    Che tu sia il responsabile di una azienda che produce beni di largo consumo, l’amministratore delegato di una azienda automotive supplier, o l’operation manager di una impresa che produce alimenti, la tua organizzazione può sempre prendere spunto dalle strategie adottate dai grandi player mondiali.

    Analizziamo assieme altri aspetti:

    –       Avete disegnato la value stream map dei vostri processi?

    –       Cosa dovreste fare per migliorare la risposta alle diverse richieste del business?

    –       E quali sono i cambiamenti che potreste introdurre per ridurre i lead time?

    –       E quali per ridurre i costi e aumentare la qualità complessiva?

    –       La vostra organizzazione ha una road map per l’inserimento di nuove tecnologie?

    Le organizzazioni che utilizzano servizi di integrazione B2B hanno ottenuto un innalzamento delle performance generali ed una riduzione dei costi complessivi della supply chain, grazie ad importanti investimenti nella digitalizzazione dei processi. Quali sono quindi le resistenze al cambiamento?

    –       Non avete competenze interne per testare innovazioni tecnologiche?

    –       Ci sono lacune nei processi della vostra organizzazione che non sapete rimuovere?

    –       Volete evitare investimenti ed immobilizzazioni di risorse?

    –       Vedete l’evoluzione tecnologica come un potenziale rischio di cadere in un lock-in?

    –       Siete troppo impegnati dalla gestione quotidiana e non potete dedicare risorse a nuovi progetti?

    Un Business Process Outsourcer può migliorare la vostra capacità di intraprendere, di cambiare i processi, di superare i vincoli organizzativi, di definire, misurare e rispettare indicatori chiave di performance per l’organizzazione.

    Alcuni spunti per pianificare le prossime azioni:

    –       La vostra catena di approvvigionamento supera l’efficienza di quella della concorrenza? In quali aree potete migliorare?

    –       La vostra organizzazione usa metriche per analizzare la supply chain? Potete quantificare e monitorare questi parametri?

    –       Vi rivolgereste a un provider esterno di servizi per digitalizzare i vostri processi?

    –       Come potete migliorare le operazioni di business e la vostra capacità di integrazione con i fornitori?

    La tecnologia si muove molto veloce. Tramite le piattaforme di Business Collaborativo le aziende si garantiscono la possibilità di adattamento, piuttosto che di reazione. Conoscere le tendenze future significa misurare e prevedere ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro all’interno del vostro settore e come tali tendenze impattino sull’azienda.

    dEDIcated è una piattaforma di digitalizzazione che supporta le aziende con l’obiettivo di renderle sempre più competitive sul mercato.

    L’integrazione B2B di dEDIcated può migliorare i vostri processi aziendali e farvi raggiungere risultati importanti di business.

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

  • Dalla filosofia del lean management nasce dEDIcated

    Nel nostro percorso di innovazione di processo abbiamo sempre avuto un punto di riferimento:
    il Lean Thinking.

    Cos’è il lean thinking?

    Il termine “Lean” è stato coniato a fine anni ’80 del secolo scorso da un team di ricercatori facenti capo a Jim Womack e Dan Jones nell’ambito dell’ International Motor Vehicle Program (IMPV), sviluppato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. I primi risultati dello studio portarono alla pubblicazione del libro “The Machine that changed the World – La macchina che ha cambiato il mondo”, che riporta per la prima volta il termine “Lean”.

    Il Lean Thinking è una metodologia nata dal mondo automotive, ma oggi applicata in molti settori e ambiti per aumentare l’efficienza ed eliminare gli sprechi. E’ una strategia operativa perché racchiude, insieme all’inquadramento sul pensiero e sulle teorie organizzative, anche l’approccio pratico (il lavoro umano che serve per realizzare la conversione snella). Le persone sono protagoniste del lavoro che svolgono e vengono coinvolte nelle loro attività quotidiane. Ognuno è chiamato a contribuire a dare valore all’interno dell’impresa.

    Tutta l’azienda viene coinvolta in una visione di insieme tramite la messa a flusso dei processi principali, dalla progettazione fino alla gestione degli ordini.

    I principi su cui si basa il Lean Thinking sono semplici: il punto di partenza è l’identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse.
    Identificare cio’ che vale, individuare quindi ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo.
    Identificare il flusso del valore e quindi allineare le attività che creano valore nella giusta sequenza.
    Far scorrere il flusso del valore senza creare “colli di bottiglia” mettendo in atto le attività a valore senza interruzioni.
    Fare in modo che il flusso sia tirato (pull), “è il cliente che tira” perciò è lui che influenza i ritmi della produzione dei prodotti/servizi.
    Puntare alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo.
    Estendere alla catena dei fornitori l’ottica lean anche alla catena dei fornitori; in pratica convolgerli a ragionare e lavorare con la stessa ottica.
    L’applicazione in azienda dei sei principi provoca un grande cambiamento sia sul “piano fisico” sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, orientamento ai processi, team interfunzionali, responsabilizzazione, delega e sviluppo competenze a livelli operativi, snellimento delle funzioni ecc.); tutto questo comporta quindi un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria “rivoluzione culturale”.
    E’ una scelta coraggiosa, operata da una direzione forte, dinamica, innovativa e moderna.

    Questo approccio funziona soltanto se è la direzione stessa a promuoverlo.
    E’ un viaggio impegnativo, ma dona molte soddisfazioni.

    Il nostro progetto nasce sotto questa stella:

    Guidati da questo “faro”, abbiamo identificato tramite la mappatura della nostra value stream, tutti gli sprechi che potevamo eliminare, e preso in considerazione solo quello che è un vero valore per il nostro cliente.

    dEDIcated nasce da una lunga e attenta analisi fatta con metodo e disciplina.

    Quando pensi a Lean Thinking la prima cosa che ti viene in mente è: caccia allo spreco.
    Si parte sempre da questo punto, l’identificazione di ciò che non serve:

    – lo spreco è qualsiasi cosa che non aggiunge valore direttamente al prodotto/servizio finale o non contribuisce alla trasformazione del prodotto/servizio

    – lo spreco aggiunge solo tempo e/o costo, non valore

    – lo spreco interrompe il flusso del prodotto/servizio ed è una causa determinante di mancanza di competitività.

    A noi non piace lo spreco e non vogliamo scaricare i costi, di sprechi non identificati, sui nostri clienti.

    Nelle aziende, le scorte e le azioni di routine svolte lungo il processo nascondono i problemi e creano i presupposti perché le persone si abituino a conviverci. Viceversa, se si smette di considerare certe pratiche come “inevitabili” e si riducono le azioni dettate dall’abitudine, i problemi storici diventano “stretti” e si creano i presupposti per il miglioramento continuo.

    Sono oramai molto noti i principi del lean thinking:
    1.Definire il valore, cioè ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
    2.Identificare il flusso del valore
    3.Far scorrere il flusso del valore, che deve risultare continuo e bilanciato
    4.Flusso tirato, cioè il fabbisogno di attività è determinato dai reali consumi a valle
    5.Tendere alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
    6.Estendere i principi del lean thinking alla supply chain.

    Un’azienda che fa queste scelte aumenta le vendite, la produttività e riduce i costi.
    Quindi, diventa automaticamente molto più competitiva sul mercato.

    Ricordiamo, che punto fondamentale per il successo di questa trasformazione è che il capo dell’azienda sia il “primo” esperto di Lean.

    Se la spinta al miglioramento continuo non viene dall’alto la % di fallimento dell’implementazione del metodo è molto alta.

    Ricordiamo anche che i numeri in azienda sono importantissimi, è quindi necessario dotarsi di un sistema di reporting e di controllo che fornisca indicatori utili al governo dell’impresa.

  • Lean thinking – eliminare i colli di bottiglia in azienda

    Nel nostro percorso di innovazione di processo abbiamo sempre avuto un punto di riferimento:
    il Lean Thinking.

    Guidati da questo “faro”, abbiamo identificato tramite la mappatura della nostra value stream, tutti gli sprechi che potevamo eliminare, e preso in considerazione solo quello che è un vero valore per il nostro cliente.

    dEDIcated nasce da una lunga e attenta analisi fatta con metodo e disciplina.

    Quando pensi a Lean Thinking la prima cosa che ti viene in mente è: caccia allo spreco.
    Si parte sempre da questo punto, l’identificazione di ciò che non serve:

    – lo spreco è qualsiasi cosa che non aggiunge valore direttamente al prodotto/servizio finale o non contribuisce alla trasformazione del prodotto/servizio

    – lo spreco aggiunge solo tempo e/o costo, non valore

    – lo spreco interrompe il flusso del prodotto/servizio ed è una causa determinante di mancanza di competitività.

    A noi non piace lo spreco e non vogliamo scaricare i costi, di sprechi non identificati, sui nostri clienti.

    Nelle aziende, le scorte e le azioni di routine svolte lungo il processo nascondono i problemi e creano i presupposti perché le persone si abituino a conviverci. Viceversa, se si smette di considerare certe pratiche come “inevitabili” e si riducono le azioni dettate dall’abitudine, i problemi storici diventano “stretti” e si creano i presupposti per il miglioramento continuo.

    Sono oramai molto noti i principi del lean thinking:

    1. Definire il valore, cioè ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
    2. Identificare il flusso del valore
    3. Far scorrere il flusso del valore, che deve risultare continuo e bilanciato
    4. Flusso tirato, cioè il fabbisogno di attività è determinato dai reali consumi a valle
    5. Tendere alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
    6. Estendere i principi del lean thinking alla supply chain.

    Un’azienda che fa queste scelte aumenta le vendite, la produttività e riduce i costi.
    Quindi, diventa automaticamente molto più competitiva sul mercato.

    Ricordiamo, che punto fondamentale per il successo di questa trasformazione è che il capo dell’azienda sia il “primo” esperto di Lean.

    Se la spinta al miglioramento continuo non viene dall’alto la % di fallimento dell’implementazione del metodo è molto alta.

    Ricordiamo anche che i numeri in azienda sono importantissimi, è quindi necessario dotarsi di un sistema di reporting e di controllo che fornisca indicatori utili al governo dell’impresa.