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  • Il punto di vista di Daniel Mannini sul concetto di trasversalità dell’arte e di visione creativa super partes

    È senza dubbio assodato, che il linguaggio universale dell’arte debba sempre conservare e avvalorare al massimo il concetto di trasversalità espressiva e comunicativa, per poter davvero essere accessibile a tutti e alla portata di tutti nella sua connotazione distintiva e identificativa. Ecco, perché l’artista creativo nella sua vocazione ispiratrice deve saper mantenere una propria visione creativa super partes, purificata e depurata da tutto ciò che potrebbe comprometterne e precluderne la piena e ottimale esplicazione. Su questo tipo di concezione bisogna sempre fare presa, poiché la neutralità incondizionata e inviolabile del fare arte va di pari passo con l’efficacia comprovante della finalità primaria a cui è destinata a livello sociale e collettivo e diventa un fondamento basilare per tutto ciò che ruota attorno alla dimensione del talento innato e alla formazione e preparazione, che lo sviluppa e lo fa evolvere in crescendo e perfezionarsi al meglio. Essere artista coerente e consapevole, responsabile e lungimirante significa in primis capire quanto serve trovare chiavi di approccio con il fruitore-spettatore tali da fornire una libertà di lettura e una chiave di interpretazione scevre in toto da qualunque e qualsivoglia ingerenza e intromissione distorta e fuorviante, affinché si possa innescare e alimentare un rapporto di contatto e di relazione affrancato da ogni possibile tendenziosità, anche sottesa e subliminale. Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) ha grande saggezza di pensiero e in questa direzione canalizza e veicola il suo percorso artistico, nella convinzione radicata di essere un creativo votato ad una formula di trasversalità autentica e genuina. A tal riguardo, ha risposto ad alcune domande mirate di approfondimento.

    D: Un tuo commento riflessivo sul concetto di trasversalità super partes del linguaggio artistico.
    R: Quello che mi ha sempre impressionato fin da piccolo è il raccontare un solito tema in tanti modi e stili diversi, dove ogni punto di vista può ricondursi a un determinato soggetto o argomento. La storia dell’arte ci racconta di come essa sia contemporanea e al passo con il tempo che trascorre, senza mutare la sua essenza di lascito della testimonianza di ogni individuo che viene definito artista e schedulato a un determinato settore in cui agisce per esprimersi al massimo delle sue capacità. Ed è proprio questo punto che mi fa capire come questa disciplina sia fondamentale per la nostra cultura e per il nostro essere. Anche se i gusti possono essere diversi, il rispetto dell’azione intrapresa rimane invariato, esclusi i casi in cui questa naturalezza viene a mancare a favore di una promozione fuorviante per interessi personali.

    D: Da giovane artista contemporaneo come applichi la visione creativa super partes all’interno del tuo palinsesto espressivo e comunicativo?
    R: La mia visione creativa parte dalla passione per il disegno e dall’interesse dell’arte intesa come applicazione e dedizione degli artisti. Durante gli studi scolastici ho assimilato maggiormente quello che rientrava all’interno delle mie curiosità e la spinta è stata quella di immedesimarmi nell’approccio di realizzazione di un lavoro. La progressione è avvenuta in una fase successiva al percorso scolastico, per conservare quella curiosità mistica di esprimermi attraverso una forma artistica, dove la pittura e la grafica hanno assunto un ruolo fondamentale. Il bisogno iniziale era quello di espellere tutte le sensazioni ed emozioni attraverso il colore e l’azione istintiva del gesto, mentre in questo momento il lato figurativo rappresenta l’espressione, attraverso un soggetto che si presenta quasi come un’icona, di testimonianza dei giorni nostri, nella quale gli argomenti non mancano e la fruizione di essi diventa maggiore rispetto a prima grazie all’uso della tecnologia.

    D: In che modo a tuo parere è possibile limitare ciò che in ambito artistico si rende tendenziosamente fuorviante e potenzialmente inquinante dell’essenza sostanziale di purezza assoluta da perseverare ad oltranza?
    R: Credo che sia molto difficile limitare, soprattutto al giorno d’oggi, quello che non è degno di essere definito “arte” anche se non ho la giusta posizione per poter affermarlo, per un discorso di inserimento di importanza all’interno del contesto artistico. L’unico modo possibile è quello della qualità e della bravura dell’artista, dove oltre la tecnica è essenziale il messaggio e il modo di colpire le masse nel momento giusto in un determinato periodo storico. La fruizione di un messaggio che conduce le persone a riflettere su quello che viene posto davanti a loro in modo del tutto indipendente e privo di influenza esterna, animando un flusso di coscienza che può trasferirsi nel tempo.

  • Daniel Mannini riflette sul concetto di stile creativo

    Acquisire un proprio stile e una propria forza di comunicazione espressiva esclusiva e caratteristica, che si rende unica nella sua orchestrazione globale è certamente molto qualificante per un artista, che desidera emergere facendo leva sul potenziale di risorse soggettive individuali e sulla componente di personalizzazione originale e inedita, che lo rendono subito e immediatamente riconoscibile e subito e immediatamente distinguibile in maniera palese e lampante. Ogni vero artista vuole in qualche modo essere diverso e staccarsi dagli standard e dagli stereotipi massificanti e vuole fare arte sui generis, avere un’impronta e un imprinting non sdoganato e non infrazionato, vuole riuscire a trovare e consolidare una propria nicchia e recuperare uno stile tutto suo, non emulativo e non copiativo. È dunque plausibile per chi come Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) desidera essere apprezzato per lo stile personale e per la cifra stilistica personalizzata, fare scelte ponderate e riflettere su come proseguire nel cammino di ricerca e di sperimentazione sulla scia di questa direzione pregevole. Da qui è scaturita un’intervista a tema molto interessante.

    D: Qual è il tuo punto di vista sul concetto di stile creativo personalizzato con esclusività e unicità?
    R: Quello che determina il percorso di un’artista è basato sulla sua unicità espressiva e di dialogo con lo spettatore. In tutti gli ambiti viene preso spunto da un qualcosa che ci incuriosisce approfondire, ma la vera differenza è quella di non appropriarsene ma di ispirarsi e abbinare il giusto abito alla propria personalità. Anche al giorno d’oggi vediamo questa emulazione di grandi maestri o di modelli che seguono le mode, ma il risultato è quello di un appiattimento delle idee e degli stili che non producono niente di buono per l’evoluzione dell’arte stessa. L’esempio che mi hanno insegnato è quello riguardante le famose tele con i tagli di Lucio Fontana: ognuno può dire di poterlo fare, ma il primo rimarrà sempre Fontana e l’opinione espressa è dovuta solo dal guardare il superfluo e non l’intensità di ogni singolo taglio.

    D: Nel tuo percorso di ricerca sperimentale senti di essere riuscito a sviluppare una certa originalità individuale?
    R: Come dico sempre, ogni singola realizzazione è un passo per migliorarsi ed evolvere la propria percezione artistica. Da quando ho intrapreso questo percorso posso dire di essere arrivato a un punto in cui il passaggio dall’astratto al figurativo mi ha aperto le porte per poter esprimere al massimo le mie idee e ciò che voglio portare avanti, seguendo semplicemente una tecnica che ho sempre ammirato e voluto approfondire da quando ho avuto il piacere di conoscerla e la curiosità nel metterla in atto. Sicuramente posso dire che non c’è nessuna imitazione di idee quando mi applico a un nuovo lavoro, ma questo giudizio di originalità spetta agli altri dirlo o se vedono i miei lavori come una replica di tanti altri visti in precedenza o nella contemporaneità. Ciò che porto a completamento del lavoro è ciò che sento e ciò da cui sono ispirato, ovvero la realtà circostante del nostro tempo.

    D: Nel mondo artistico attuale si sta riscontrando purtroppo un’emulazione copiativa in crescendo e in aumento esponenziale. Quale causa a monte ritieni possa esserci?
    R: I motivi possono essere molteplici e per quello che mi riguarda è anche un discorso di espansione comunicativa attraverso l’uso di internet, dove possiamo trovare le informazioni in modo del tutto semplice e veloce. Se da una parte è una cosa positiva, dall’altra c’è il rischio nella ripetizione di un qualcosa già visto. Molto dipende anche dalla persona stessa che intraprende questo percorso, perché non è detto che se un certo modello ha la sua maggior visibilità rispetto ad altro, allora deve essere preso come unica chiave di lettura. La mancanza di spirito d’iniziativa è sicuramente dovuta a tutto questo, il voler tutto e subito anche al costo di sembrare uguali, perché quello che conta è il risultato e non la sua funzione principale, cioè quella di far esprimere l’emozione e la riflessione a una tematica.

  • Rumor: Dalla MTB al golf, il possibile ritorno dell’atleta più green d’Italia

    L’atleta più green e sostenibile d’Italia, ha pubblicato sui social un post “sibillino” che fa intendere un possibile nuovo ritorno, questa volta non sulla MTB ma nel golf. Un possibile nuovo progetto sportivo è alle porte?

     

    Nelle scorse ore, Emmanuele Macaluso – noto alle cronache come l’atleta più green e sostenibile d’Italia – ha pubblicato un post sui suoi social ufficiali che ha attirato l’attenzione dei follower e di alcuni media di settore.

     

    La foto ritrae il suo putter su un green e una pallina da golf marchiata con una bandiera italiana. Nella foto compare anche un nuovo logo con una stilizzazione delle sue iniziali.

    Il testo recita:«Un nuovo inizio? Pensieri sul green…».

    I follower hanno accolto con fermento questo post, dopo che per molte settimane Macaluso è parso inattivo sulle questioni professionali e sui social.

    Ad aver però acceso la speranza dei fan, più che il testo sono stati gli hashtag. Tra questi infatti spiccano #emga #openmastersseries #lagodicomo2027 #italia.

    Il riferimento agli “Open Masters Series” (gli ex European Masters Games – i Campionati Europei Masters) e all’ente organizzatore (EMGA) abbinati al prossimo evento che si terrà in Italia, proprio sul Lago di Como nel 2027 è evidente. Forse Macaluso sta pensando ad una partecipazione nell’evento golfistico?

     

    Contattato nelle scorse ore, il suo management non ha fornito dichiarazioni ufficiali, mettendo in evidenza come un suo ritorno non potrebbe escludere la nascita di un progetto complesso che interesserebbe partner e sponsor a supporto del progetto. “Un progetto che al momento non è sul tavolo”.

    La gestione di un atleta con un peso comunicativo e reputazionale come quello di Macaluso, proprio per ciò che rappresenta, necessita di una struttura solida dal punto di vista del supporto mediatico, logistico e della gestione sportiva.

     

    Chi è Emmanuele Macaluso: Nel 2020 è stato il primo singolo atleta al mondo ad aver pubblicato un bilancio di sostenibilità. Questa azione gli è valso il riconoscimento, da parte di decine di testate giornalistiche come “atleta più green e sostenibile d’Italia”.

    Ha partecipato a conferenze, attività di sensibilizzazione ed è diventato un case history universitario e editoriale. Macaluso è anche un esperto di marketing e CSR. Già nel 2011 pubblicò il suo Manifesto del Marketing Etico, anche quello allo studio di molte università a livello globale.

    In qualità di atleta, ha prestato il suo volto a campagne sociali e ambientali, oltre che in spot per gli sponsor e i partner. Con oltre 500 articoli di stampa in 4 anni, migliaia di follower organici (non a pagamento ndr) sui social, è uno degli atleti più popolari d’Italia.

     

    Questo spiega perché il post ha creato così tanta attenzione da parte degli addetti ai lavori e dei fan. Un’attenzione che – probabilmente – porterà lo stesso Macaluso a chiarire la sua posizione nelle prossime settimane.

     

    Di seguito il link al suo profilo Instagram https://www.instagram.com/emmanuelemacaluso/

  • Creazioni milleuna stoffa: tessuti certificati per handmade di alta qualità

    Cucito, ricamo e stampa caratterizzano Creazioni milleuna stoffa, il brand handmade di Borgio Verezzi (SV) che mette il tessuto al centro della sua visione creativa. I suoi prodotti realizzati artigianalmente sono tutti personalizzati e personalizzabili su richiesta.
    La fantasia porta a realizzare a mano diversi accessori: fasce, bandane, cappellini, borse, scrunchies, e non solo. A queste creazioni si aggiungono le stampe personalizzate su portachiavi, tazze, magliette, grembiuli, scarpe, ecc…

    La nascita del brand handmade Creazioni milleuna stoffa

    Creazioni milleuna stoffa è il brand fondato dalla ligure Ilaria Scorsetti di Borgio Verezzi (SV). Ilaria ha imparato a cucire grazie ad una zia che faceva la sarta, e ha anche frequentato una scuola di cucito. Dopo aver seguito strade diverse, un paio di anni fa circa ha intrapreso il suo percorso. Ha iniziato creando accessori da donna, fasce modellabili, borse, sciarpe. Ha poi introdotto articoli per bambini dalla prima infanzia in su, come ad esempio copertine, bavaglini, proteggi spalla, cappellini.
    Alcune cose non passano mai di moda, altre invece, ad un certo punto iniziano a farne parte. Le stoffe sono un tripudio di colori che mischiate tra loro danno vita a creazioni meravigliose e lo diventano ancora di più quando si aggiungono amore e tanta passione…ecco tutto questo succede nel mio angolo del cucito“, si legge all’interno del sito web del brand.

    Le caratteristiche distintive del brand

    A caratterizzare i prodotti realizzati da Ilaria Scorsetti è l’alta qualità. Producendo articoli anche per bambini (il suo primo lavoro), la sua priorità è quella di scegliere non solo tessuti morbidi, comodi e belli, ma che siano anche certificati oeko-tex. Vuole, infatti, essere sicura che qualsiasi bambino indossi qualche sua creazione non corra rischi. Per il ricamo usa filati di altissima qualità, ottenendo così un risultato soddisfacente grazie a colori molto vivaci che non si rovinano con i lavaggi.

    Le tecniche di stampa su tessuto

    Per quanto riguarda la stampa, Creazioni milleuna stoffa presenta un insieme di tecniche. Una di queste è la stampa a sublimazione, una tecnica molto interessante perché permette di ottenere colori brillanti e dura a lungo. Si differenzia delle altre tecniche dove una figura o una scritta viene fatta aderire con l’attivazione della colla. Utilizzando la sublimazione, invece, l’inchiostro scaldato si scioglie e le gocce penetrano direttamente all’interno della superficie che si vuole sublimare. Con questa tecnica si possono personalizzare dalla stoffa alla ceramica al legno. L’unico accorgimento è quello di realizzarla su oggetti o stoffe destinate alla sublimazione, altrimenti non si riesce a stampare.

    https://creazionimilleunastoffa.com/
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    https://www.instagram.com/creazionimilleunastoffa/

    Il salotto dai colori infiniti

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • Federico Colli: una pittura libera e coerente

    La Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato come la pittura di Federico Colli sia contemporaneamente libera, in quanto scevra e avulsa da frustranti vincoli di limitazione e di restrizione costrittiva imposti a monte e anche insieme estremamente coerente con la visione e la concezione di pensiero e di valutazione, che Colli conferisce al suo ruolo di uomo-artista contemporaneo, inserito dentro meccanismi e sistemi sociali che lo gratificano e lo appagano e gli permettono di seguire con intraprendente motivazione e determinazione i propri ambiziosi progetti e traguardi. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Osservando la produzione di Federico si percepisce e si comprende da subito, che la vena artistica e creativa risente e gode appieno del suo status esistenziale di soddisfazione e di compiacimento. Federico trasmette e trasferisce dentro le composizioni figurali la sua grinta vigorosa, l’energia vitale gioiosa e positiva, la matura e consapevole evoluzione del suo essere e del suo senso di esistere. Ecco, perché le immagini pittoriche abitano e occupano lo spazio e al contempo si smaterializzano e si liberano da ogni ingombro negativo, da ogni ideologia tarpante e affossante. Federico lavora piuttosto sulla trasparenza, sulla neutralità e si concentra sull’alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze dei volumi, che rallentano e bloccano il senso di spazialità illimitata. Le sue figurazioni sembrano fluttuare, ondeggiare e volteggiare in un’atmosfera rarefatta, ariosa, avvolgente nella sua magica allure. Il disegno viene sempre bilanciato dalle funzioni portanti della luce e dei colori, che a loro volta hanno funzioni plurime e differenti in ogni opera e rivestono delle connotazioni distintive esclusive scelte ad hoc e definite in modo sempre mirato e ponderato a monte. L’arte di Federico è strettamente progettuale e preliminare alla fase di azione-esecuzione. L’acquisizione pratica di una propria competenza ed esperienza tecnica e strumentale è alla base del processo creativo e non sovverte mai all’incipit dettato dal sentimento spontaneo di vocazione affrancata e disinibita. L’atto i il gesto creativo conduce a una genesi di un’idea, che funge da mezzo e da medium per trasmettere e trasferire dei messaggi e dei contenuti sempre in fieri. Il disegno viene concepito e considerato come un libero campo d’indagine e di sperimentazione, che attraverso e percorre lo spazio in modo trasversale, riprendendo per certi aspetti quel concetto di spazio aperto ad infinitum perpetrato da Lucio Fontana come punto di riferimento per canalizzare e convogliare il fruitore verso una dimensione di universalità misteriosa e intrigante. Disegnare è per Federico un termine a largo raggio di significato intrinseco, che spazia dalla parola, all’immagine, al pensiero, tracciando una speciale iconografia, che interroga e risponde al contempo, a seconda poi di come lo spettatore si approccia e si pone stabilendo un legame di rapporto autentico e indissolubile. Con la pittura Federico vuole esprimere ciò che spesso con le parole può risultare troppo complicato o difficile da dire, quasi scomodo”.

     

  • La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: “Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l’infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell’ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di là della quale è possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell’oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all’insegna di un’arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All’interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato è sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clichés standardizzati e concedendo delle preziose opportunità di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinché a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l’emozione del cuore e la vibrazione del moto dell’anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realtà e invenzione”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • L’informalismo visionario nella pittura di Federico Colli

    L’onestà intellettuale e la coerenza comportamentale, che definiscono il percorso artistico di ricerca pittorica di Federico Colli, sono racchiuse al contempo e contestualmente entro e oltre una formula di eclettico informalismo visionario, che scaturisce direttamente dal guizzante e incalzante genio creativo, che si allinea perfettamente in sintonia con il suo dinamico e vitale modus pensandi e operandi e segue una linea immaginaria di fil rouge tracciata dal suo pensiero esistenziale e dal suo stile di vita, sempre molto determinato e intraprendente, sicuro e deciso, proiettato con una grande apertura mentale, recettiva e percettiva a tutto campo e a tutto tondo. La dimensione figurale risulta di rimando improntata con un’impostazione, che supera e oltrepassa i limiti restrittivi nei quali la tradizione accademica e dottrinale più dogmatica e rigorosa vuole costringerla e comprimerla e risulta palesemente affrancata e indipendente. L’ostentazione e l’esibizionismo non gli appartengono e non sono mai contemplati nella poetica espressiva e nel registro linguistico di Colli, preferendo orientarsi e canalizzarsi verso e oltre, dando risalto e importanza ai messaggi sostanziali e ai contenuti insiti molto pregnanti e di spessore, che avvalorano l’intera sperimentazione, che non viene mai concepita come mero esercizio tecnico fine a se stesso. La Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della gestione della comunicazione mediatica della pregevole arte di Colli, ha dichiarato: “Certamente la pittura di Federico possiede delle componenti distintive e delle caratteristiche peculiari molto interessanti e ben qualificanti, che guardano ad un’arte di istanza e di matrice internazionale e cosmopolita, ma altresì si crea attorno una sorta di nicchia preferenziale e privilegiata di spunti e di riferimenti da cui attingere, che trovano il loro DNA genetico costitutivo in una dimensione esistenzialista e filosofico esistenziale di toccante intensità. Ogni opera per Federico è come uno scritto inedito, un racconto sui generis, che anche nel titolo risulta sempre molto eloquente ed emblematico. Ogni opera diventa la metafora di un fiume profondo, dove l’acqua penetra e si spinge in profondità scandagliando a fondo e sulla superficie scorre e procede in continuo e costante flusso in divenire. Federico cerca la perfezione nell’imperfezione, l’originale nel banale, l’analisi attenta oltre l’approccio marginale, l’avanzare oltre l’accontentarsi, la resistenza attiva oltre il lasciar perdere. Il suo spirito di uomo-artista resiliente temprato viene traslato e trasportato nel suo fare arte e si fonde e si mescola in commistione con lo spirito di esteta, con il gusto del bello e del piacevole, compensato anche dall’essenza sostanziale, che completa, integra e perfeziona ogni scenario narrativo con un quid impeccabile”.

     

  • Federico Colli: pittura smart e inedite digressioni figurali

    La pittura di Federico Colli è definibile con il termine moderno di “smart” in quanto racchiude il corollario di significati di questo termine così diffusamente utilizzato e attuale nella sua propagazione. Infatti, è una pittura attiva e brillante, di tendenza contemporanea e al passo con i tempi odierni, ma altresì anche raffinata, elegante, stilosa, ricercata. È senza dubbio un paradigma di contenuti colti e intellettuali, inseriti all’interno di una cornice allusiva molto interessante e stimolante da decodificare e decifrare, che richiede un certo spessore recettivo e percettivo. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune significative valutazioni di commento positivo spiegando: “Considero Federico un talentuosissimo artista emergente, che sta riuscendo ad emergere nel multiforme e quasi ormai caotico panorama contemporaneo, mostrando capacità e padronanza, senza appoggiarsi ad espediente ed escamotage, ma contando soltanto sulle proprie forze operative e sulle proprie fonti d’ispirazione. Sono convinta, che riserverà sempre grandi sorprese e lascerà un segno visibile e tangibile nel tempo. Di lui mi ha particolarmente colpito il carisma genetico, trasportato dentro alla pittura, la propensione naturale di darsi dei traguardi e degli obiettivi e di non accontentarsi mai dei risultati ottenuti, la voglia di distaccarsi e differenziarsi dalla massa inerme ed inerte e di procedere ad oltranza seguendo un proprio programma di avanzamento e di evoluzione. La creatività è certamente una prerogativa libera e liberamente accessibile e fruibile, ma lo spessore artistico è un plus valore aggiunto che fa assolutamente la differenza e richiede delle qualità non casuali e non improvvisate, che fanno capo a Federico e ne avvalorano il percorso. Le acute interrogazioni filosofiche ed esistenziali fanno da contraltare a memorie visive rese vitali, impreziosite e modulate attraverso inedite e sui generis digressioni figurali, amalgamando insieme valori dell’etica e dell’estetica con una purezza timbrica e una passionale energia del colore. Nel comporre la sua propria visione narrativa esula dalla mera riproduzione e accoglie il livello fantastico illusionistico. Pensare pittura, immergervi il cuore, attraversare il filtro delle proprie sensazioni visive raggiungendo uno stile penetrante, con piani sequenziali dettati dalle percezioni cromatiche, dagli effetti di profondità scenica, di spazio e di volume, dalla distribuzione della prospettiva sulla superficie pittorica, dalle autentiche sensazioni di movimento plastico. Nella sua pittura c’è un vero granello d’artista, un seme fertile e fecondo da coltivare, un genoma creativo della pittura e del disegno, che è frutto e convive con il gene di un’eredità artistica universale”.

     

  • Federico Colli: arte per emozionare e per emozionarsi

    Il figurativo pittorico declinato abilmente da Federico Colli denota una particolare e sfaccettata poetica retrospettiva a monte, che lo ispira, lo guida e lo accompagna nella ricerca e nella sperimentazione creativa, alimentando la fantasia e l’immaginazione e facendo affluire una sensibilità empatica e intuitiva, che lo rendono guizzante e frizzante. La Dott.ssa Elena Gollini ha dimostrato una particolare considerazione di apprezzamento per Colli e ne ha commentato le pregevoli virtù e doti pittoriche affermando: “La produzione pittorica di Federico riassume in sintesi e in chiave simbolica uno stile di vita, improntato e canalizzato verso un’assoluta libertà interiore, ma anche verso un’attenta e accorta osservazione riflessiva, un ascolto silenzioso della ragione conciliante con il cuore e il sentimento, verso una spontanea e genuina quasi disarmante propensione ad aprirsi al dialogo confidenziale con i suoi molteplici moti intimistici. La proiezione e l’amore per lo spirito di avventura lo sostengono anche nella fase creativa così come nel suo vivere quotidiano. Per Federico la pittura è come la rivelazione di un grande intrinseco continente in continuo e costante fermento, con un proprio e speciale moto propulsivo, che produce intense suggestioni e forti sensazioni effusive. Ogni opera è un piccolo scrigno ricco di profusioni sensoriali, improntate alla rivelazione interiore del suo universo creativo sempre in evoluzione. La bellezza formale per Federico corrisponde ad un gusto soggettivo e personale e non può essere etichettata e inquadrata, secondo schemi e stereotipi e si intreccia in accordo simbiotico con la sfera emotiva dei sentimenti. Federico ci offre dei transfert di forte impatto, senza ridondanze inutili e arriva permeante e in modo diretto a coinvolgere l’attenzione del fruitore. Le memorie visive vengono rese vitali e dinamiche dal vibrante bisogno di comunicare e di condividere. La pittura per Federico serve a trasmettere qualcosa che va oltre, a trasferire luoghi e incontri che si illuminano e si accendono di nuova teatralità del presente, spazi della rappresentazione e del narrato, riflessi sulla nostra cultura moderna della psicologia di impressione, rivisitati e perpetrati dai grandi maestri dell’animazione. Per Federico l’arte diventa l’occhio incantato nello sguardo stupefatto e meravigliato che si fonde con la sfera emotiva, l’occhio della scoperta e della riscoperta, che si perde nel ricordo, nell’amore e nella passione, nella manifestazione della sottile valenza del bello e del semplice e nel proprio istintivo e pulsante bisogno di inedito, di novità, di innovazione e rinnovamento”.

     

  • Federico Colli: pensiero e azione in perfetta sintonia

    Nella poetica espressiva dell’artista Federico Colli pensiero e azione coincidono come un unicum, che suggella e sancisce la sua cifra stilistica connotativa e ne avvalora la portata e lo spessore comunicativo. La Dott.ssa Elena Gollini, apprezzando le qualità sostanziali della sua pittura ha affermato: “Federico si propone come artista di moderne vedute, al passo con il tempo e con la visione attuale della società. La sinergia tra pensiero ideativo e azione esecutiva diventa un tassello basilare e primario per la riuscita ottimale delle sue pregevoli composizioni, dal gusto squisitamente di tendenza Pop Art. La rivisitazione compiuta da Federico agli insegnamenti e alle lezioni magistrali impartite e sancite dagli illustri maestri come Andy Warhol e Roy Fox Lichtenstein, si traduce in rappresentazioni personalizzate con elementi e componenti inediti e inusuali, che danno centralità alla profusione cromatica sempre ben dosata e misurata nella stesura e a un disegno stilizzato ed essenziale nel tratto segnico, quasi riportato in stile caricaturale oppure con impronta fumettista. Federico predilige colori forti e accesi, vividi e corposi, densi e intensi, con una partitura marcata e incisiva. L’uso della tavolozza cromatica sgargiante e sfavillante imprime una potente e prorompente carica energetica vitale alle immagini. La figurazione è sempre improntata in modo importante e sottende significati e messaggi allusivi, da decodificare con attenta e acuta sensibilità di lettura interpretativa. La suggestione visionaria si basa su un impianto compositivo disposto su più piani e su più sequenze percettive, dove lo spettatore può addentrarsi e penetrare in più fasi di approccio recettivo. Federico è un fantasioso e giocoso sognatore e si destreggia abilmente nel multiforme e variegato filone figurale, provando delle peculiari ed esclusive chiavi d’accesso e delle argute e sagaci prospettive di rievocazione. Arte come occasione e come opportunità di crescita ed evoluzione. Arte come modalità di fuga fantastica dalla realtà, pur restando ancorato a solidi appigli reali. Arte come input e incipit per stupirsi e per stupire. Questi assioma riassumono le riflessioni di Federico nel suo incedere e lo guidano e lo accompagnano, costruendo pagina dopo pagina un virtuale diario di bordo, dove a ogni opera corrispondono emozioni e sentimenti speciali”.

  • Federico Colli: voli pindarici tra sogno e realtà

    L’intraprendenza creativa appassionata di Federico Colli lo spinge verso funambolici voli pindarici, dove mente e cuore viaggiano insieme in perfetta sintonia e dove si sostanzia e si profila una sospensione, che resta in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario. Nell’approfondire i tratti e gli aspetti salienti del suo fare artistico la Dott.ssa Elena Gollini ha dichiarato: “Federico è certamente un artista di grande potenziale. Le sue risorse creative versatili ed eclettiche sono applicabili su più fronti, con esiti e soluzioni ottimali. Federico lavorando con meritato successo anche in ambito sportivo, è abituato a darsi dei traguardi e delle mete di arrivo e anche nell’arte immette questa virtuosa intraprendenza e determinazione, che si riflette e si rispecchia nelle scelte di percorso stilistico. Infatti, rifugge da stilemi standardizzati e stereotipati, banalmente scontati e ripetitivi e approda ad un proprio progetto distintivo, che segue una visione originale e poliedrica, senza vincoli e senza forzature imposte a monte. Federico scommette su se stesso e si mette in gioco a tutto campo, raccontando e raccontandosi senza maschere e senza finzioni. L’arte nella sua appagante libertà di azione ed espressione racchiude per lui una sorprendente scoperta di grande compiacimento e assurge a una sorta di funzione terapeutica per il benessere mentale e spirituale. Federico si rende portavoce di una formula comunicativa di tendenza figurale, che attinge da più fonti e da più sorgenti di ispirazione, senza mai però cadere in una ridondante emulazione copiativa sterile e pedissequa. Se l’arte potesse essere rappresentata con una trasposizione figurale metaforica per Federico potrebbe essere una possente e maestosa montagna, che avvolge rassicurante chi vi sale e al contempo va guardata con estremo rispetto referenziale. Lo sguardo creativo di Federico sovrasta incontrastato questa montagna e supera e oltrepasso l’orizzonte visibile per vedere oltre e scorgere altrove, con una vivace e frizzante curiosità. Il mettersi alla prova in campo artistico equivale anche ad un’avvincente sfida personale ed esistenziale e lo sprona e lo incita a intraprendere una ricerca costante e continua, dove la volontà e il desiderio di sperimentare sono paralleli e speculari a quello di ottenere riscontri di apprezzamento e di sentirsi realizzato, in un complice spirito di condivisione e di sinergia con lo spettatore”.

  • E-commerce: 4Graph nominata Best Shop 2019-2020 per la categoria “foto e stampa”

    Nell’indagine dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza sui siti italiani di commercio online, la tipografia di Spigno Saturnia è stata riconosciuta come miglior sito e-commerce di categoria e fra i primi 30 e-shop italiani in assoluto.

     

    4Graph – la tipografia online tutta italiana fondata nel 2008 a Spigno Saturnia da Biagio Di Mambro e Antonio de Crescenzo – ha ottenuto dall’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza il riconoscimento di Best Shop nella categoria “Foto e Stampa” fra 1.500 siti italiani di commercio online: 4Graph si è piazzata anche fra i primi 30 shop dell’indagine in assoluto.

    È un riconoscimento importante nel mercato degli acquisti online, che nel 2018 ha segnato una crescita del 16%, arrivando a un valore di oltre 27,4 miliardi di Euro: essere presenti in modo efficace su un canale così importante è essenziale non solo per le aziende di largo consumo, ma anche per prodotti e servizi più mirati a esigenze specifiche.

    4Graph – sito che nel 2018 ha avuto oltre 50.000 visitatori al mese, raggiungendo 15.000 clienti e 30.000 ordini – ha sposato fin dall’inizio le regole e le buone prassi per la fornitura di prodotti e servizi attraverso il commercio elettronico, si è distinta per qualità, semplicità e assistenza in tutte le fasi dell’acquisto online.

    I parametri presi in considerazione dall’analisi dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza sono stati l’accessibilità del sito, la sicurezza dei pagamenti, la certezza dei tempi di consegna, l’assistenza online fornita agli utenti, la presenza sui social media oltre ovviamente alla qualità del prodotto consegnato.

    In tutte queste variabili 4Graph ha superato l’accurato esame di un panel composto da tecnici e da consumatori abituati a utilizzare i servizi di e-commerce per i loro acquisti, conquistando così il titolo di Best Shop del proprio comparto e fra i primi 30 Best Shop di ogni categoria.

    “Si tratta di un risultato lusinghiero – dichiara Biagio Di Mambro, amministratore dell’azienda – che premia un lavoro di anni per migliorare la fruibilità del servizio e i flussi che trasformano l’ordine online in una qualità offline. Un lavoro che è nostra intenzione continuare per essere sempre all’altezza del nostro pubblico, che finora ci ha premiato con una percentuale di soddisfazione superiore al 96% (dati eKomi). Ed è questo il giudizio che ci preme di più”.

    Per 4Graph la soddisfazione dei clienti passa soprattutto dalla qualità della stampa e delle finiture, e lo dimostra investendo su nuove tecnologie come la MGI Jet Varnish 3DS, dispositivo digitale per la nobilitazione degli stampati, una macchina da stampa digitale HP Indigo 12000 e una macchina da stampa offset Heidelberg Speedmaster SX 102-8-P. In particolare, 4Graph si distingue per le varie nobilitazioni che possono essere applicate ai lavori una volta stampati, quali la plastificazione che permette di esaltare l’aspetto e conferire resistenza, la verniciatura parziale a rilievo e la stampa a caldo per valorizzare loghi o immagini.

    Per informazioni: www.4graph.it

  • Calendari dell’Avvento personalizzati con Ferrero e Kinder

    Milano. 5 Nov. 2018. – A poco più di un mese e mezzo dall’inizio del conto alla rovescia per il Natale, attraverso i calendari dell’Avvento, FotoInsight quest’anno propone un’innovazione: i fotocalendari dell’Avvento.

    Fondata a Cambridge nel 2003 come una collaborazione anglo-tedesca, l’azienda è specializzata nello sviluppo e nella stampa di prodotti fotografici. Già nel 2010, punta sulla presentazione del primo Calendario dell’Avvento con immagini personalizzate, un successo che ha fatto sì che, anno dopo anno, ne abbiano migliorato la varietà.

    Ogni giorno vengono fatte almeno due o tre fotografie con il cellulare, che sono diventate le testimoni delle abitudini e della vita di tutti i giorni. Tali foto, di solito, si scattano con orientamento verticale.

    Ecco perché la proposta di quest’anno è incentrata precisamente su questo: un fotocalendario con orientamento verticale affinché ad occupare ciascuna delle sue caselle siano le immagini dei dispositivi mobili, personalizzando un prodotto sempre più diffuso e che diventa la sorpresa perfetta prima di Natale.

    Rivedere i ricordi dell’anno attraverso le proprie fotografie può essere non solo piacevole, ma aiuta anche a regalare ogni giorno un ricordo unico, strappando un sorriso nel periodo che precede quella che è considerata la settimana più magica dell’anno.

    Grazie ai modelli di FotoInsight, è molto più facile innovare in questo prodotto, che diventa così un oggetto decorativo. Realizzati in opalina di alta qualità con una superficie satinata opaca e stampati digitalmente, la loro qualità contrasta con quella dei calendari che di norma si trovano nei grandi magazzini.

     

    I fotocalendari dell’Avvento di FotoInsight®

    Come in tutti i calendari dell’Avvento, è necessario nascondere un regalino che rallegri il conto alla rovescia. Per gli amanti della fotografia, niente può superare un calendario dell’Avvento che nasconda le immagini come regalo quotidiano, ma…

    Cosa c’è di meglio di una selezione di cioccolatini Ferrero, Küsschen, Ferrero Rocher o Rafaello per i formati più grandi e gli amanti del cioccolato più esigenti?

    E se per i bambini si nascondessero dei cioccolatini Kinder nel loro calendario dell’Avvento?

    Senza dubbio, quest’anno non ci sono scuse per non fare una sorpresa.

  • Il modello Giuseppe Improta è il testimonial per la linea Vitastyle uomo.

    Un nuovo successo professionale per il giovane modello e imprenditore Giuseppe Improta: da oggi è il nuovo testimonial per la linea maschile della famosa azienda Vitastyle.
    I prodotti Vitastyle sono noti per la loro eccellenza: con un esperienza pluridecennale alle spalle sul segmento del benessere e la cura dei capelli, in questo 2017 rinnova la sua gamma creando la nuova linea “Gli Specifici”, studiata per le varie tipologie di capello, arricchita da acidi di frutta ed estratti vegetali di piante e fiori. Un trattamento giusto ed esclusivo per la cura dei capelli, che mira ad usare tutta l’efficacia e la delicatezza della natura nelle sue nuove formulazioni.
    Nell’ottica della crescita aziendale, che abbraccia finalmente anche il mondo maschile, è stata lanciata una pre-campagna per presentare al pubblico la nuova linea uomo: per questo nuovo e importantissimo progetto l’azienda da individuato nel noto modello Giuseppe Improta il volto giusto per rappresentarla.
    Attraverso le prime immagini Vitastyle pone l’attenzione sulla capsule collection dedicata al benessere maschile: una linea in espansione che è stata anticipata da alcuni prodotti come il gel lucidante, la pasta effetto opaco e il gel dopo barba.
    La collaborazione con il modello Giuseppe Improta continuerà nei prossimi mesi con la realizzazione della nuova e completa campagna advertising. Importa intanto nell’ultimo periodo ha chiuso anche altre collaborazioni con importanti brand di moda: a breve in uscita le nuove campagne e le foto come testimonial.

    http://www.giuseppeimprota.com

  • Presentata la versione semplificata del Manifesto del Marketing Etico per i consumatori scritta da Emmanuele Macaluso

    È stata presentata, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Torino, la versione semplificata del Manifesto del Marketing Etico dedicata ai consumatori.

    A presentare il documento è stato lo stesso autore, l’esperto di marketing e divulgatore Emmanuele Macaluso, già autore della prima versione ufficiale del Manifesto del Marketing Etico presentata nel 2011.

    Autentico “papà” dei temi dell’etica applicati al marketing in Italia.

    Il Manifesto del Marketing Etico è un documento formale composto da 11 articoli. Attraverso gli articoli del Manifesto, il suo autore, condivide attività e principi di buona prassi per mantenere un corretto equilibrio nel rapporto tra le aziende e quell’insieme di persone che viene chiamato – in modo impersonale – “mercato”.

     

    Il documento è rivolto ai tecnici quindi – esperti di marketing, comunicazione, docenti di queste materie e giornalisti – e fin dalla sua prima versione risultava chiaro dal punto di vista tecnico, ma poco leggibile per il comune cittadino e consumatore.

    Per questa ragione, Emmanuele Macaluso, ha sviluppato una versione semplificata e non tecnica, attraverso la quale vuole rendere i principi che ne sono alla base, facilmente comprensibile anche alle persone non “addette ai lavori”.

    Un’ennesima attività di divulgazione che si unisce ai saggi, agli incontri di divulgazione sul territorio che Macaluso svolge da anni e al docu-film LA RIVELAZIONE (www.larivelazione-ilfilm.com) in uscita nei prossimi mesi.

     

    “L’etica è un valore imprescindibile nella nostra era – ha dichiarato Emmanuele Macaluso nel corso della conferenza, che ha così continuato – La totale mancanza di principi etici, o peggio ancora l’utilizzo dell’etica come valore comunicativo, ma non strategico e operativo, ha portato ad uno squilibrio tra le aziende e il mercato, con ricadute negative nell’economia sociale e reale non solo di questo Paese. Attraverso la pubblicazione di questo documento semplificato, desidero condividere e dare nuovi strumenti al consumatore. Se un esperto di marketing chiede ai suoi colleghi di seguire determinati valori e attività, è implicito che quei valori non vengano seguiti e attuati. Questo è pericoloso, perché l’intreccio tra economia, politica e società è oggi molto più forte che nel passato”.

     

    La prima versione della versione semplificata del Manifesto del Marketing Etico è stata pubblicata all’interno del saggio “Dirty Marketing” (Golem Edizioni) dello stesso Macaluso, e da oggi è disponibile per il download gratuito sul sito ufficiale del Manifesto all’indirizzo www.manifestodelmarketingetico.org nella sezione “download”.

  • OUTLET DOLCIARIO APRE UN NUOVO PUNTO VENDITA A ROZZANO

    Milano 25 maggio 2016 –  Outlet Dolciario fa il bis a Rozzano .
    Giovedì 26 Maggio ,  in Via Boccaccio angolo Via Grandi , avrà luogo l’inaugurazione del 2° punto vendita di Outlet Dolciario a Rozzano.

    La cerimonia di inaugurazione  inizierà alle ore 10,00 e sarà presente il  Sindaco di Rozzano, Barbara Agogliati , che con Mauro Tiberti , Presidente e Amministratore Delegato di Outlet Dolciario, taglierà il nastro ufficializzando l’apertura del 2° Store , paradiso di tutti i golosi .

    Posizionato in una zona strategica ed all’interno di un nuovo nucleo commerciale, con una superficie di 700 mq. e un’area di parcheggio a disposizione dei visitatori, con 12 addetti e 3 casse , aperto dalle ore 8.00 alle ore 21.00, offre una notevole varietà di prodotti per tutte le occasioni.

    “L’apertura del 2° punto vendita di Rozzano  vuole confermare l’attenzione al gradimento del consumatore  a cui offrire un luogo confortevole dove possa fare acquisti entrando in contatto con il mondo del dolce e del salato ” ribadisce Mauro Tiberti .

    All’interno di ODStore  verrà dato spazio sia al marchio della Sapori Artigianali, società di riferimento,  sia a brand noti a livello internazionale, puntando sempre su un ‘ampia gamma di snack e di prodotti dolci e salati.

    L’Azienda, che  abbiamo  visto  in  TV nelle scorse settimane con uno spot nel quale Massimo Boldi e’ il protagonista e il Testimonial della campagna pubblicitaria, ha realizzato la presentazione dei suoi nuovi prodotti di confetteria in un’atmosfera virtuale e magica.

    Il nuovo ODStore di Rozzano si aggiunge agli altri 26 punti vendita del brand “Outlet Dolciario”già presenti  in Lombardia e fa parte della strategia  di sviluppo sul territorio, intrapresa tempo fa dall’azienda e che prevede per il 2016 altri 11 nuovi  punti vendita .

     

    AVDM & Partners Communication – Ufficio Stampa OUTLET DOLCIARIO – Milano

    Phone   +39 338 1665430  –  Email  [email protected]  – www.avdmpartners.eu

     

     

  • OUTLET DOLCIARIO PER SAVE THE CHILDREN ITALIA ONLUS

    Outlet Dolciario per Save the Children Italia Onlus

    Milano 22 aprile  2016 – Nasce la collaborazione tra Outlet Dolciario e Save the Children , l’Organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a tutelarne i diritti.

    Il nuovo binomio nasce per un progetto di cooperazione che e’ piaciuto molto a Mauro Tiberti, Amministratore Delegato di Outlet Dolciario, che ha accolto con entusiasmo questa opportunità ed ha messo a disposizione tutti i suoi punti vendita per ospitare  i ragazzi di Save the Children .

    “”Un piccolo gesto che per noi è naturale e può fare la differenza nella vita di un bambino –  ha sottolineato Mauro Tiberti –  “”Sono contento di poter contribuire a far conoscere tutte le opportunità che Save the Children mette a disposizione dei bambini più vulnerabili e che hanno bisogno maggiore di protezione””.

    La consapevolezza sociale e’ da sempre un elemento distintivo, unico e caratteristico di Outlet Dolciario .  In tutti i negozi della catena dalle ore 18,30 alle ore 20,00 viene applicato lo sconto del 50% su tutti i prodotti freschi . Un’idea che vuole dare l’opportunità a coloro che fanno la spesa di poter comprare tutti i giorni un dolce per la loro famiglia, senza rinunciare ad un piccolo piacere.

    Dal 21 aprile al 14 maggio a rotazione settimanale , tutti i 26 punti vendita di Outlet Dolciario ospiteranno e forniranno il supporto ai ragazzi di Save the Children che con il loro “info point” faranno conoscere l’organizzazione, i progetti che verranno sviluppati e la raccolta fondi.

    Sul sito www.outletdolciario.it  il calendario delle presenze all’interno dei negozi.

     

    AVDM & Partners Communication – Ufficio Stampa OUTLET DOLCIARIO – Milano

    Phone   +39 338 1665430  –  Email  [email protected]  – www.avdmpartners.eu