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  • La pittura senza confini di Davide Romanò

    Il poliedrico artista Davide Romanò è senza dubbio una figura di calibro nell’attuale panorama artistico contemporaneo e merita una giusta considerazione di interesse. In lui si riuniscono e si rispecchiano il talento innato e la voglia di sperimentare, come una sfida entusiasmante e avvincente, per andare sempre oltre e al di là del già visto e del già rappresentato. In lui alberga un forte senso di determinazione a procedere in un cammino alternativo, privo e scevro di inutili e sterili conformismi di facciata, scegliendo volutamente e consapevolmente strade alternative e non ancora battute, per ottenere esiti sui generis e inediti. Arte da vivere e da assaporare e respirare fino in fondo, arte da celebrare e portare sempre più in alto nel livello di percezione mentale e spirituale. Arte che trasmette e trasporta con sé i sentimenti più nobili e ammirevoli, che bisogna tutelare e proteggere nel tempo con amorevole cura. Sono questi i valori cardine primari, che spronano Romanò nel suo ruolo di artista moderno.

    La dottoressa Elena Gollini nel far emergere i tratti caratterizzanti della sua pittura ha affermato: “Davide è senza dubbio un esempio a modello di artista dallo spirito indomito, un vero e proprio gladiatore dell’arte, dall’indole sensibile e al contempo intrepida, dal cuore passionale e al contempo fiero e orgoglioso del proprio operato. Per lui fare arte significa proiettarsi verso un impulso che trasforma e stravolge in totus il modo di pensare e agire. Il colore e la materia pittorica diventano dei ponti di trait d’union per diffondere ed espandere con sferzante pulsione una coinvolgente forza vitale, che racchiude tutta l’essenza dell’essere e dell’esistere. Chi come Davide procede cum grano salis compie sempre scelte oculate e ponderate, senza mai osare oltre e troppo, riuscendo comunque a risultare trasversale e affrancato dalle imposizioni accademiche, accostando le sue narrazioni pittoriche a intriganti romanzi di avventura, dove lui da grande ed esperto avventuriero dell’arte ci scorta e ci accompagna tenendoci per mano, per affrontare insieme tutte le sorprendenti e straordinarie emozioni che si prospettano dinanzi e superare insieme la barriera del visibile“.

    L’essenziale è invisibile agli occhi” (Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupery).

  • La pittura di Davide Romanò protagonista in Fiera Arte Genova 2020

    Durante la rinomata fiera Arte Genova il talentuoso artista Davide Romanò ha esposto due pregevoli quadri di grande effetto dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”. La storica manifestazione ligure si è svolta dal 14 al 16 Febbraio 2020.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Il discorso pittorico di Davide si snoda attraverso una ricerca fatta di eclettico informalismo visionario e impreziosita dal valore cardine della luce e degli effetti luminosi. Una luce, che penetra nella materia e genera riverberi chiaroscurali molto intriganti, delineando scenari narrativi, che si spingono su livelli rievocativi sequenziali, convogliando e guidando lo spettatore verso un approccio approfondito e interattivo. L’esperienza artistica di Davide è segnata e scandita dalla sua grande sensibilità intuitiva, che lo supporta e sostiene nelle sfaccettate e articolate scelte compositive, sempre raffinate e ricercate. La sua ricerca accurata e attenta, ci regala un dialogo virtuale con il tempo dei ricordi e delle emozioni. Ogni rappresentazione si traduce e si esplica con una propria esclusiva individualità, una formula espressiva sostenuta da una propria misura soggettiva distintiva, che risulta subito riconoscibile e molto qualificante. Quello di Davide è un mondo di sensazioni quasi impercettibili e impalpabili, che si concretizzano e diventano visibili e tangibili. Ogni opera diventa una simbolica tessera di un mosaico immaginario che include tutto il suo humus creativo. Un mosaico da condividere, dove viene indagato il rapporto tra uomo e realtà trasfigurata e dove si genera e si alimenta il valore fondamentale dell’arte a livello sociale e comunitario. Impressioni intense, lontane sedimentazioni e frammentazioni del pensiero, il senso dell’essere e dell’esistere nella sua complessità affascinante ed enigmatica, la volontà e l’impegno di lasciare un segno conclamato e avvalorante nel suo percorso di uomo artista del nostro tempo. Tutto questo si può trovare nella pittura di Davide, lasciandosi trasportare in una profusione visionaria sempre sorprendente e coinvolgente“.

  • Ottimi riscontri per Davide Romanò in Fiera Arte Genova

    Il pittore Davide Romanò ha riscosso ottimi riscontri di consenso, a fronte della sua partecipazione alla storica fiera Arte Genova, svoltasi dal 14 al 16 Febbraio nel suggestivo capoluogo ligure. Romanò ha esposto in loco due opere particolarmente intense e di alto spessore sostanziale, dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”.

    Nel commentare i profondi risvolti contenutistici della sua arte la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “La pittura di Davide è fatta soprattutto di percezioni e sensazioni. È una pittura fortemente intimista. A lui non interessa semplicemente descrivere, perché ha capito che il grande segreto della pittura del nostro secolo è la capacità di andare oltre la realtà. Avverte e metabolizza tutte le emozioni del reale, ne coglie tutte le complesse pulsioni vitali e le trasforma in visioni cromatiche accese e vibranti, con cui riesce a farci comprendere il contenuto insito e a renderci partecipi attivamente, estraendone l’essenza più autentica e pura. L’intreccio variopinto del colore brillante con le forme figurali stilizzate di tendenza astratta, gli permette di afferrare, bloccare e trasfigurare la realtà. Il colore scioglie e mescola insieme le forme e i contorni predefiniti, nega i volumi circoscritti e si affranca dal secolare dovere vincolante della raffigurazione più tradizionalista, si allarga, si espande e acquista vita propria, vive una propria esistenza, diventa entità autonoma e indipendente. Davide filtra la realtà, la immette dentro una sorta di vetro polarizzato per scrutarla curioso e al contempo la scandaglia e la analizza con acuto spirito critico. La materia pittorica, talvolta più lieve e talvolta più densa, bilancia perfettamente gli accordi cromatici d’insieme, che offrono un risultato espressivo molto caratterizzante. Il colore assume effetto plastico e si accentua in un corollario di pigmenti accattivanti, che seguono il paradigma emotivo e il trasporto psicologico di Davide. Si tratta di una comunicazione lirica e contemplativa, interiore e introspettiva che si realizza attraverso il colore nella sua declinazione più evocativa. Ottiene effetti di sorprendente resa, dove gli accordi tonali si compongono e si sovrappongono nella sintesi visiva, che accoglie la luce e ne moltiplica il potere irradiante e l’energia dinamica“.

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  • Davide Romanò: arte al potere

    La forte componente di suggestione evocativa amplifica la portata sostanziale dell’arte di Davide Romanò che si rende convinto sostenitore e promulgatore di un concetto di arte sublime e purificata, da quanto di ambiguo e poco edificante può inquinarne e comprometterne la qualità eccelsa. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Abitare lo spazio e al contempo smaterializzare l’arte, liberarsi dall’ingombro dell’oggetto fine a se stesso e dalla vanità dell’ideologia imposta, lavorare sulla trasparenza, sul neutro proprio per togliere neutralità allo spazio in modo mirato. La pittura di Davide segue questi parametri di orientamento per alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze che rallentano il flusso energetico. Davide pensa all’arte senza ignorare il disegno optando per una formula stilistica informale di tendenza astratta, che conserva tracce e segni di forme e figurazioni stilizzate. La luce e lo spazio presentano funzioni specifiche nell’orchestrazione scenica complessiva, sono strettamente progettuali alla realizzazione esecutiva, sono alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un’idea e diventa il mezzo veicolante e il tramite di trasmissione di importanti concetti e messaggi codificati, componendo un linguaggio semantico esclusivo e distintivo. La pittura è un variegato campo di indagine, scandaglio e sperimentazione che Davide percorre e attraversa in modo trasversale proponendo soluzioni alternative e sui generis, che si di staccano volutamente dai cliché banali e ripetitivi. I quadri sono concepiti con grande apertura e autonomia di vedute e prospettive e sprigionano un senso di libertà e anticonformismo, di indipendenza creativa a tutto tondo. Per Davide fare arte è un termine che spazia e si dilata dalla parola all’immagine, al pensiero. È l’iconografia e il percorso che traccia sempre nel suo operare, come a voler suggellare un simbolico legame indissolubile. Ogni opera contiene un proprio peculiare universo dialettico e possiede vita propria, si anima e si accende di una potente energia dinamica e di intensa vitalità. Questo accentua la visione bidimensionale e garantisce una resa di impatto sempre ottimale. Per Davide ogni opera è un importante traguardo raggiunto, che lo stimola a procedere e dare sempre al massimo con inesauribile e appassionato slancio. È un vero gladiatore che lotta e si batte con tutto se stesso per perorare la giusta causa della diffusione dell’arte e della cultura artistica “.

  • La forma dell’anima nella pittura di Davide Romanò

    L’artista Davide Romanò si muove nel solco tracciato dall’arte concettuale di matrice esistenziale e animista seguendo un proprio eclettico incipit di rielaborazione e trasformazione, per ottenere delle chiavi di visione indipendente e autonoma. Le opere offrono al fruitore una posizione privilegiata di accesso interpretativo, una posizione “mobile” che può variare e essere modulata su più livelli recettivi e percettivi, stimolando una formula di approccio interattivo che si rinnova e si rigenera di continuo. Nel commentarne le qualità intrinseche la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “L’arte di Davide nel suo ampio corollario di significati e messaggi sottesi ha come scopo la distinzione tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. L’effetto scenico dell’impianto compositivo è sempre armonioso ed equilibrato e al contempo volutamente straniante, proprio perché si inserisce in un contesto ideale, in una cornice capace di ospitare e accogliere un’alchimia in commistione di elementi e componenti eterogenei, di rimandi, di riferimenti, di allusioni, che si uniscono e si intrecciano in perfetta coesione, generando grande forza ed energia comunicativa e innescando una vivace proiezione dialettica che produce un’esperienza sensoriale piena e appagante per lo spettatore e lo coinvolge nel profondo. Ecco dunque come Davide viaggia su piani moderni e sperimentali senza però mai trascendere in astrusi e incomprensibili ricerche fini a se stesse. Il suo intento è in primis quello di mettere la sua arte a disposizione e di condividerne gli aspetti espressivi e le connotazioni distintive, come a comporre una strada virtuale di incontro e di scambio con il fruitore. Davide si incarna perfettamente nel ruolo di artista-mentore che con viscerale vocazione creativa ha intrapreso un percorso di evoluzione, da portare avanti con consapevolezza del proprio ruolo e con coerenza di pensiero e intraprendenza delle proprie azioni. Artista si nasce e il talento va custodito e coltivato con grande dedizione e impegno, senza riserve e senza remore. Per Davide questo è il motto trainante. Per lui fare arte è un dono incommensurabile che racchiude un potenziale di risorse inestimabili da gestire e tutelare al meglio“.

  • Graziano Ciacchini: arte e magia del reale

    Il pittore Graziano Ciacchini ha reso inconfondibile e subito riconoscibile la sua formula espressiva, con una cifra stilistica che attinge dalle fondamenta del figurativo tradizionale e del verismo paesaggista, per poi evolversi in una propria peculiare dimensione visionaria e approdare a delle soluzioni molto originali e di forte impatto scenico. La sua narrazione figurale è sempre sobria e garbata, suadente e aggraziata, senza mai trascendere in esasperazioni macchinose e ridondanti, per essere sempre facilmente fruibile e recepibile dallo spettatore. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle riflessioni ad elogio spiegando “Partendo dalla caleidoscopica dimensione del reale, Graziano imbastisce una corposa e variegata narrazione pittorica, che aderisce alla tradizione figurativa del paesaggio e traccia un percorso di studio approfondito e mirato, definendo una linea pittorica personalizzata sempre coerente. La specifica scelta tonale di avvalersi della cromia del blu viene gestita con calibrata dovizia di utilizzo e contribuisce ad accrescere e accentuare la suggestione d’insieme e accende nello spettatore pensieri intensi e sensazioni vibranti. L’aspetto fortemente evocativo della rappresentazione viene alimentato dalla virtuosa componente poetica e dalla delicata cornice magica fiabesca di contorno. Graziano sprona l’osservatore ad immergersi dentro un’esplorazione sensoriale introspettiva a largo raggio, che risveglia le menti e le rende recettive e pronte ad una riflessione esistenziale matura e consapevole“.

    L’arte io non lo so se sia eterna o provvisoria, se la forma d’arte nella quale viviamo per molti secoli ci sia connaturata come sangue, ma so che questa carica che noi abbiamo oggi è una carica di comprensione della vita” (Cesare Zavattini).

    L’arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa” (Roberto Longhi).

    L’arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto” (Charles Baudelaire).

  • Il virtuoso racconto pittorico di Graziano Ciacchini

    Pittore, poeta e cultore appassionato del concetto di bello e di bellezza, Graziano Ciacchini è certamente una figura interessante nel multiforme panorama contemporaneo e rivendica a buon conto e a buon diritto una propria esclusiva identità creativa, caratterizzante e distintiva. La dottoressa Elena Gollini ha fatto una sintesi efficace delle sue pregevoli potenzialità e risorse espressive dichiarando: “Graziano può essere considerato un moderno colorista del figurativo. La pittura viene stesa senza vincoli a monte, plasmata in immagini e raffigurazioni dove la luce e il colore seguono e accompagnano con delicata grazia la trama narrativa che fluisce senza condizionamenti e filtri imposti, svolgendo una funzione basilare nella resa d’insieme. È un pittore di intense suggestioni visive, un visionario del colore, che non si presta e non si limita a semplici emulazioni copiative e descrittive fini a se stesse, ma cerca di alzarsi in volo con la fantasia e proporre rievocazioni inusuali e inattese. Per Graziano il colore possiede una sua qualità intrinseca speciale con una duplice importante funzione, evocativa e comunicativa. All’energia del colore affida la sintassi delle composizioni dove la materia basta da sé a riempire le figurazioni e le forme e a fargli prendere vita propria. Fonda nel colore figurazione e libertà espressiva con una pittura che è come un canto soave e sommesso dell’anima, che sussurra e rimembra, fissando sulla tela il suo racconto aulico. Il lirismo di fondo aumenta la potenza espressiva del colore, tra sfumature e declinazioni tonali, che intensificano la vis rappresentativa. Per Graziano dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in un etereo librarsi verso orizzonti sconfinati e infiniti“.

    L’arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell’origine che scruta al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita” (Papa Giovanni Paolo II).

  • Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

    D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?
    R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

    D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?
    R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

    D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?
    R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

    VISUALIZZA IL VIDEO DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA:
    https://drive.google.com/open?id=1fUkCg-lEstQ6vMjfPHqwU-ravHMb3XkS

  • La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

    È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

  • Graziano Ciacchini: arte per sognare

    La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

    Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

  • Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

    Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

    Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

     

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  • Matteo Fieno parla della sua prima mostra personale a Milano

    L’artista Matteo Fieno inaugura Venerdì 22 Novembre 2019, alle ore 18, la sua prima mostra personale a Milano, presso la rinomata Milano Art Gallery, situata in via G. Alessi 11, nel cuore del centro storico cittadino. La mostra “Declinazioni al femminile” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 6 Dicembre 2019. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Sarai certamente molto emozionato per la tua prima personale; perché hai scelto Milano come città ospitante e cosa ti aspetti da questa importante esposizione?
    R: Effettivamente l’emozione inizia a farsi sentire. Diciamo che ho scelto Milano spinto dal desiderio di esporre i miei lavori in un grande palcoscenico, sperando che possa rappresentare una grossa validazione per il mio lavoro artistico.

    D: Come è avvenuta la selezione delle 42 opere che saranno allestite in mostra? Come è stato scelto il titolo “Declinazioni al femminile”?
    R: Ci tenevo che la mostra fosse improntata esclusivamente sulle mie tele e non sui miei dipinti su carta, in modo da ottenere un maggior impatto. Il titolo “Declinazioni al femminile” mi è sembrata la tematica centrale alla mia ricerca artistica e anche un’efficace definizione che spiega quale sia la mia attitudine creativa.

    D: Raccontaci in cosa consiste il tuo speciale “Diario delle donne” che hai pensato di consegnare durante la mostra al posto del tradizionale catalogo;
    R: Ci tengo a far passare il messaggio che tutti si possono identificare nelle mie donne, perché tutti possiamo condividere gli stessi sentimenti a dispetto di differenze culturali, sociali, linguistiche, di sesso, di razza… Infatti, l’obiettivo principale di un uomo che dipinge le donne è di porre uno scomodo quesito sul fatto che il mondo forse non è diviso in fazioni come ci hanno detto, ma va soltanto visto con occhi diversi.

    D: E se dovessi con un motto simbolico definire questa tua mostra, quale sceglieresti?
    R: Mi verrebbe da citare una celebre frase di Berthe Morisot “È importante esprimere se stessi… siamo dotati di sentimenti e questi sono reali quando sono attinti dalla propria esperienza”.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

    Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

    Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo“.

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

    L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

  • L’arte di Matteo Fieno in esposizione alla Biennale Milano

    Grandi progetti in vista per Matteo Fieno, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 esporrà le sue opere d’arte in occasione dell’importante Biennale Milano, che avrà luogo nel cuore di Brera. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano; ci racconti qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?
    R: Sono sei tele del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

    D: Cosa rappresenta per te la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Hai già esposto in altre occasioni a Milano?
    R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

    D: Un resoconto globale sulle varie esperienze espositive di questo 2019; quali altri progetti stai mettendo in cantiere per i prossimi mesi?
    R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra Novembre e Dicembre alla “Milano Art Gallery”.

  • L’immediata espressività della pittura di Graziano Ciacchini

    La pittura di Graziano Ciacchini è come un racconto dalle variegate tonalità, così come è la vita nel suo arcobaleno colorato e simboleggia un desiderio di ricercato e garbato lirismo poetico nella gioia di un’esistenza pacata, serena e rassicurante. I dipinti possiedono un’atmosfera speciale e celebrano la bellezza idilliaca della natura, dei contesti ambientali incontaminati e di tutto ciò che riesce a trasferire vibrazioni pulsanti al suo animo appassionato e sensibile. Ogni composizione ha un impeccabile equilibrio rappresentativo e si riveste di contenuto pregnante di significato, con un linguaggio chiaro, scorrevole, comprensibile, sempre meditato e riflessivo. La sua pittura si rende portavoce dei momenti e delle fasi più salienti del suo vissuto che seguono il suo stato d’animo e rappresentano la “nicchia del cuore e dell’amore”. Nella vena figurativa di stampo verista e realista inserisce la componente fantastica e fiabesca. Le rievocazioni hanno una duttilità e una brillante lucentezza delle cromie che avvolge e permea con suadente e soave lirismo. Un misterioso e affascinante effetto luminoso e radioso si sprigiona e filtra in ogni segno, in ogni pennellata, come un simbolico rituale aulico. Lo spazio della realtà circostante viene vissuto e concepito con una sorta di devozione rispettosa per tutelarne e custodirne intatti i valori racchiusi. Tra gli accordi e le sfumature è un susseguirsi armonioso e cadenzato di ritmi puri, che mantengono un’impostazione armonica e un’orchestrazione bilanciata di perfetta sintesi tra classicismo tradizionale e rielaborazione in chiave attuale e moderna. Ciacchini è un artista profondamente libero da qualsiasi formalismo concettuale imposto da canoni moderni estremi e si orienta al recupero della tradizione d’impronta figurativa nella sua componente costitutiva di raffinatezza e di intenso afflato di romantico sentimentalismo. Eugenio Montale nel 1973 ha scritto: “La poesia non ha un momento in cui nasce, ma è lì da sempre come una pietra”. In linea con questa riflessione illustre si muove Ciacchini in nome della valorizzazione di un concetto di arte concepita come poesia dell’anima, nel risveglio delle percezioni emotive e sensoriali. C’è una grande storia di pittura attraverso la quale l’uomo ha scoperto la sua relazione segreta con la natura. Ciacchini con i suoi paesaggi e le vedute suggestive porta in luce quelle emozioni scaturite dalle memorie antiche delle nostre origini. Il colore assume la tonalità dell’anima con un approssimarsi della poesia alla verità, alla spiritualità del mondo. Attraverso la bellezza delle rievocazioni conferisce riscatto alla poesia della pittura, facendone sentire e recepire la forza avvolgente e permeante. Nella semplicità e immediatezza espressiva la pittura riscopre tutto il potere di verità e di bellezza e si offre allo spettatore nella sua assoluta purezza, incontaminata e incondizionata.

  • La bellezza artistica incontaminata di Rosanna Gaddoni

    Ecco come la dottoressa Elena Gollini ha voluto qualificare lo spessore artistico di Rosanna Gaddoni: “Nell’arte pittorica di Rosanna sono contenute tante verità. C’è la verità della rivelazione e quella della scoperta, la verità degli occhi e quella dell’istinto, la verità materiale e quella subliminale. Queste verità convergono tutte assieme. Si evidenzia l’evocazione simbolica del suo stato d’animo che guida la conoscenza. Il concetto di spazio e spazialità viene gestito da un equilibrio comunicativo globale dove lo stile linguistico libero e spontaneo fa capo a una ricerca in continua evoluzione modulare, che lascia sempre affiorare nuove prospettive espressive e si spinge verso qualcosa di ancora inespresso e non manifesto. Nel suo fare arte conferisce forma e immagine alla portata impressiva delle emozioni penetrando nel suo inconscio e portandolo alla luce. La pittura funge da apertura sul mondo, da spartiacque virtuale, è concepita come canale unico ed esclusivo in cui le percezione del reale si trasformano in liberazione assoluta e appagamento sensoriale completo“.

    La capacità creativa di Rosanna segue un filo conduttore che caratterizza e contraddistingue la produzione, rafforza la profondità d’immagine ed evidenzia la forza espressiva. Nella sua pittura la figurazione riprodotta assume l’aspetto di una lente puntata e focalizzata sul reale, sulla dimensione quotidiana della realtà che viene riportata nei quadri con fantasiosa rivisitazione soggettiva e versatile proiezione interpretativa scaturita dall’indole vivace e dinamica e dal suo stato d’animo di eterna sognatrice. Nella mente dell’osservatore si aprono e si articolano varie chiavi possibili di lettura, si generano percezioni parallele messe a confronto, si comprendono i sentimenti portanti e i valori alla base dell’azione creativa, dal senso dell’essere e dell’esistere alla voglia di condividere le proprie scelte artistiche appassionate. La sua pittura è supportata da un’inesauribile immaginazione e da una spiccata sensibilità intuitiva nel cogliere sempre nuovi spunti innovativi e mai ripetitivi. La vitalità formale nei quadri di Rosanna è quella di un linguaggio con una forza interiore molto incisiva che garantisce una pienezza espressiva d’insieme. Per lei la pittura è fatta di regole ben precise, possiede una propria speciale “grammatica e sintassi”. Dipingere è come parlare in modo ispirato con argomentazioni concrete ed emozioni che crescono e si moltiplicano nell’enfasi creativa. Rosanna non accetta compromessi, nella convinzione che le immagini raffigurate possano avere una piena e completa proiezione comunicativa da condividere con lo spettatore. Per Rosanna fare l’artista significa mettersi in gioco giorno per giorno, tenendo sempre ben ferma e solida la tradizione figurativa, ma apportando anche delle rivisitazioni personalizzate inedite e innovative. Si rende fautrice di una pittura fatta di eleganza ed essenzialità che non scade e non trascende mai oltre, ma resta saldamente ancorata ad un ideale di bellezza artistica incontaminata, sobria, virtuosa, garbata, pulita e lineare.

  • Graziano Ciacchini artista sempre in evoluzione

    Reduce da una mostra personale in versione flash allestita a Castagneto Carducci dal 6 all’8 Settembre, dove ha ottenuto risultati ottimali e riconfermato le sue eccellenti potenzialità artistiche, Graziano Ciacchini si propone in continua evoluzione e costante slancio creativo. Scandagliando gli aspetti sostanziali della sua pittura, la dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Le opere di Graziano sembrano librarsi in vibranti e sinuosi movimenti, palpitare di una vitalità speciale, possedere un battito intenso che le anima e sprigiona energia. Esse sono in ascesa verso l’alto e hanno una proiezione in verticale, si nutrono della sua forza ideativa e fluttuano nell’arioso viaggio creativo verso uno spazio ideale, proteso all’infinito cosmico dell’universo. Uno spazio virtuale e utopico che appartiene alla sfera onirica del sogno, alla fantasia immaginaria, allo spirito d’invenzione. Graziano imprime con maestria una spinta propulsiva di magica leggerezza che è fatta di un crescendo continuo di armonie ed equilibri, di purezza e di sintesi, di persistenze e variazioni e sfocia in una ricerca che non trascura mai nel concetto di fare arte l’indagine introspettiva e si orienta negli anfratti e nei meandri di contenuti da recepire e decodificare. Le opere appaiono formate di materia diafana, quasi impalpabile nell’essenza costitutiva e hanno una funzione comunicativa primaria in cui l’origine del significato sostanziale si colloca nella radice stessa del conoscere se stessi e nell’approccio all’auto riflessione analitica consapevole e approfondita“.

    Ciacchini è un pittore curioso della realtà, un grande e attento osservatore del mondo circostante, sempre pronto a cogliere e carpire ciò che più lo impressiona e colpisce. I quadri sono come un album da sfogliare, una sequenza di scene suggestive e toccanti che tracciano e percorrono il vissuto come la trasposizione del vero rimasto impresso e incastonato nella sua memoria e riportato sulle tele. Le pennellate accompagnano i profili e la pittura diventa poesia d’immagine, conservando nell’idillio della percezione visiva tutto il suo pathos. La componente realistica che affiora nelle rappresentazioni è connessa a codici di un linguaggio semantico personale e riflessivo, dove emergono lo spirito di ricerca e il desiderio di accrescimento umano. Nella narrazione essenziale si recepisce l’amore per le cose, per la natura, per le persone, per il senso del bello nella gioia di vivere e di essere artista. È una pittura rafforzata dall’intensità visiva, fatta di colori pastosi, densi che vengono mantecati dalla profondità della sfera interiore con una tensione poetica romantica e sentimentale. Pur restando ancorato ai parametri conformi al classicismo figurativo della tradizione, Ciacchini elabora un proprio stile con un equilibrio prospettico e una costruzione tonale che ne contraddistinguono il segno pittorico. L’artista reinventa la natura e il paesaggio e li fa rivivere integrandoli con una cornice di stupore e meraviglia attraverso una dimensione visionaria, che li avvolge di sorprendenti prospettive.

  • La valenza subliminale dell’arte di Rosanna Gaddoni

    Nella spiccata e arguta intuizione creativa di Rosanna Gaddoni risiede la fluidità comunicativa di un’emotività pittorica speciale e mai scontata. Riscopre nelle composizioni il suo modo esclusivo di rievocare tramite la pittura i propri stati d’animo e la sua visione esistenziale, lasciando anche affiorare evoluzioni e scansioni mentali di carattere metafisico e commistioni armoniose di linguaggi emotivi da decifrare e decodificare. Rosanna dimostra di rimanere sempre fedele a se stessa e a uno stile incisivo ed efficace, capace di sollevare anche silenziose e sottese riflessioni. Nel suo fare arte non esistono ne indecisioni ne ambiguità espressive, ma tutto diventa emozione pura e incontaminata, legata all’interpretazione sensibile. Nella poetica pittorica confluiscono reminiscenze filosofico-intimistiche. La vivacità e la luminosa energia scenica esaltano la rappresentazione e regalano l’osservatore vibrazioni vitali di flusso penetrante, che ne impoveriscono e ne rafforzano l’essenza insita, andando oltre il mero dato esteriore immediatamente visibile e accrescendo la percezione sensoriale dello spettatore” così la dottoressa Elena Gollini ha messo in luce le connotazioni particolari del fare arte di Rosanna Gaddoni.

    E poi ha aggiunto: “Il linguaggio espressivo nella sua pittura traduce un sentimento di verità ispirata, che è sinonimo di libertà di vivere e i creare. I quadri non sono concepiti come semplice riflesso della realtà, intesa come mimesis, ma sono considerati come l’esistenza stessa di un pullulare fremente di componenti emozionali e di suggestioni visionarie. Le composizioni vivono e pulsano costantemente nell’animo di Rosanna e in quello di chi le guarda le analizza con occhio attento e sensibile, pronto a recepire gli stimoli propulsivi che esse emanano. L’operato artistico di Rosanna rende la costruzione narrativa un elemento altro rispetto a quella banalmente realizzata nella tradizione standardizzata più classica. L’interpretazione percettiva sensoriale è alla base del suo fare arte. I sentimenti vengono riportati e impressi dentro le opere che vibrano di calore umano. Pregnante di valori e contenuti semiotici da carpire decifrare. Il significato assume l’essenza dell’accennato e del sotteso. Il linguaggio segnico trova il suo significato più profondo nel dinamismo evolutivo si rende portavoce della struttura del pensiero“.

  • Dopo il successo di Bolgheri, Graziano Ciacchini si prepara per la mostra personale a Castagneto Carducci

    L’artista Graziano Ciacchini si accinge con grande slancio a preparare la sua personale a Castagneto Carducci (LI) intitolata “L’estraneo” che si terrà il 6-7-8 Settembre 2019 presso lo Spazio Il Multiverso, in via Cavour 15. Un altro appuntamento espositivo molto importante per lui, che certamente gli riserverà grandi soddisfazioni.

    Nella pittura di Ciacchini le nozioni tecniche e strumentali si fondono al suo sentire, consolidando una formula stilistica sua propria non standardizzata che risulta qualificante e ben riconoscibile. Inizia un viaggio simbolico inteso come percorso pittorici evolutivo, che lo indirizza verso l’articolato comparto dell’arte figurativa facendolo approdare ad un approfondimento sostanziale delle tematiche trattate. Nelle opere c’è un linguaggio personalizzato dove le forme e il colore si supportano l’un l’altro producendo una bilanciata corrispondenza strutturale. Ogni quadro ha vita propria e viene consegnato al fruitore come se fosse una missiva speciale con un contenuto da recepire e interpretare con acuta e spiccata sensibilità intuitiva. Addentrandoci nell’osservare i dettagli compositivi, si viene da subito attirati e affascinati dall’uso sapiente del colore che viene dosato con soave grazia e fine ricercatezza, assumendo anche una dimensione di significato sotteso. La prospettiva globale del segno, delle forme e delle figurazioni è sempre bilanciata e viene rafforzata dal colore, che funge da pilastro scenico portante e da cifra espressiva che fornisce un ulteriore chiave di riflessione e di meditazione evocativa. La risposta emozionale di ogni opera viene sollecitata dalle particolari declinazioni tonali che ruotano intorno alle sfumature del blu e dell’azzurro, accentuano e mettono in risalto il fulcro centrale della narrazione colpendo la coscienza dello spettatore e spronandolo ad una visione attenta e a una lettura accurata per poter cogliere pienamente le chiavi interpretative. La ricchezza immaginativa e lo spirito d’invenzione lo supportano nel rievocare al meglio la tematica prescelta, instaurando un canale di contatto tra reale e irreale, tra dimensione quotidiana concreta e sfera fantastica visionaria. Emergono rimandi e richiami che vedono protagonista, seppur nella sua non presenza dentro lo scenario, l’essere umano e il suo relazionarsi con l’universo esperienziale e con la parte più intima dell’ego. Le tessiture figurali e gli scenari compositivi sono un ponte virtuale di collegamento per favorire la connessione dell’uomo con quanto lo circonda. Quella di Ciacchini è un’arte intellettuale di astrazione colta e raffinata che si avvale di un solido fondamento di formazione e preparazione, dove niente viene mai lasciato al gesto istintuale e irrazionale, ma l’atto creativo è sempre riconducibile a fonti e sorgenti percettive che riconducono a loro volta a valori esistenziali ben radicati e a ideali eterni e imperituri da trasmettere al fruitore, in nome dell’arte dell’io nella consapevolezza del proprio ruolo, che al tempo stesso si protende alla condivisione di scambio reciproco, libero e incondizionato.

  • I linguaggi emotivi nell’arte di Rosanna Gaddoni

    Nella sua formula pittorica Rosanna Gaddoni si rende portavoce di un mondo espressivo a se stante, di un concetto e modello comunicativo autonomo, indipendente e libero da vincoli e forzature stilistiche imposte. Nelle opere emerge un’indagine attenta e accurata verso l’estetica e il senso del bello, associata a contenuti sottesi e significati di valenza subliminale, che arricchiscono e completano la narrazione. La componente grafica e segnica viene sempre ideata e progettata a monte e mai lasciata alla casuale improvvisazione istintiva. Nelle orchestrazioni sceniche proposte si percepisce un afflato contemporaneo, in cui la tradizione figurativa del passato coesiste e convive con studi e sperimentazioni di innovativa proiezione e sfocia in soluzioni che appartengono anche all’immaginario fantastico e simbolista, rifuggendo dalla dimensione del reale in senso stretto pur rimanendo attinente e pertinente ad essa.

    Nell’inquadrarne la poetica espressiva caratterizzante la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “Rosanna realizza composizioni ricercate e raffinate, animate dalla passione e dalle suggestioni delle idee e dei pensieri. Si recepisce un’accentuata e intenzionale bidimensionalità delle immagini e degli spazi e la dimensione viene dilatata ed esce dai margini e dai contorni della tela, proiettando la visione all’esterno con dinamica vitalità. Il particolare imprinting strutturale dei dettagli narrativi immerge il fruitore dentro un’atmosfera senza tempo e fuori dal tempo. Il lavoro certosino di invenzione e di rielaborazione compiuto da Rosanna la colloca a buon conto tra gli artisti che vivono e sentono con pienezza assoluta il senso e il significato di fare arte da condividere e con cui condividere. Il processo di studio e di approfondimento la porta a sviluppare con meticolosa dovizia ogni idea, che la fervida mente creativa le suggerisce coniugandola all’incipit della sfera intima“.

  • Graziano Ciacchini in mostra personale a Bolgheri

    Si rinnova l’importante appuntamento espositivo per Graziano Ciacchini che sarà protagonista anche quest’anno di una mostra personale a Bolgheri. L’esposizione verrà allestita presso la sala del Centro Civico in Largo Nonna Lucia 5 con inaugurazione in data Giovedì 1 Agosto dalle ore 19. La mostra resterà in loco fino al 7 Agosto ed è visitabile ad ingresso libero.

    Nelle creazioni di Graziano l’equilibrio irreale della sua impostazione pittorica si compenetra senza esitazioni nella concettualità del reale. Il ruolo del colore riveste una funzione primaria nel sistema narrativo d’insieme e produce lo sviluppo di un’interessante linguaggio a livello subliminale. Graziano individua la propria dinamica espressiva configurando una dimensione visionaria fantastica molto eloquente e allusiva, elaborando emozioni, idee, concetti e sensazioni intuitive. La realtà visiva e suggestionale collega il reale all’immaginario in un gioco di sintesi enigmatica, che colpisce da subito e cattura l’attenzione dello spettatore chiamato a intervenire come parte attiva dentro lo scenario e a fornire le proprie chiavi di lettura, in uno scambio interattivo aperto e vivace. Graziano evoca visioni d’impronta onirica e fantasiosa con l’originale creatività, per dare vita a rappresentazioni che oscillano in bilico tra il realismo e il fantastico simbolista. Non tralascia mai l’aspetto sostanziale e introspettivo introducendo contenuti esistenziali e psicologici tutti da scoprire e decifrare con perspicace sensibilità.

    Il linguista Émile Benveniste sostiene che l’arte è un’opera particolare nella quale l’artista instaura liberamente delle opposizioni e dei valori, con cui gioca in tutta sovranità non avendo ne risposte da attendere ne contraddizioni da eliminare, ma solo una visione da esprimere secondo criteri coscienti o meno, di cui l’intera composizione porta testimonianza e diviene manifestazione. Queste riflessioni sono allineabili al percorso di Graziano nel mondo dell’arte. Lui ci offre una variegata produzione dal gusto moderno e contemporaneo, d’impronta stimolante e coinvolgente indirizzata alla ricerca di poetiche comunicative pregnanti di nuove prospettive di orizzonti stilistici con aspetti e tratti distintivi qualificanti nella loro inconfondibile riconoscibilità esclusiva. La sua ricerca si canalizza sulla figurazione e sul suo potenziale di fruizione, elaborando creazioni che tramite gli accostamenti particolari di forme, immagini e colori producono e alimentano intense sensazioni emozionali nello spettatore. Nel suo insieme la produzione diventa un processo di graduale e progressiva “spiritualizzazione” della materia pittorica che acquista una specifica valenza sostanziale e contenutistica e soddisfa quel desiderio di “infinito assoluto” uscendo dagli schemi e dai dettami predefiniti per spingersi oltre, verso dimensioni di pensiero e proiezioni esistenziali alternative.

  • Importanti partecipazioni e riconoscimenti per l’artista Matteo Fieno

    Matteo Fieno, conosciuto per i suoi eleganti dipinti dedicati al mondo femminile, sta ottenendo grande riscontro di pubblico e critica, grazie alla partecipazione ad importanti eventi artistici e ai numerosi incontri con noti personaggi dell’arte e della cultura italiana. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Un tuo resoconto globale sulla recente partecipazione alle grandi mostre di Spoleto Arte e Biennale Mantova entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.
    R: Aver partecipato a questi eventi mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti, sia per l’esperienza stimolante, sia per la pazzesca cassa di risonanza che eventi di questo tipo sono in grado di offrire.

    D: Come è nata l’occasione di rendere omaggio al famoso trio canoro “Il Volo” con le tue opere? Hai qualche aneddoto di questo incontro speciale?
    R: Ho avuto questa possibilità per via della loro presenza al Festival Collisioni che si è tenuto nella mia zona e grazie a una conoscenza in comune che mi ha permesso di incontrarli. Sono rimasto colpito dalla loro semplicità e dalla loro disponibilità nonostante avessero un’agenda molto fitta. In più mi è sembrato che fossero molto interessati alla pittura e hanno voluto sapere a tutti i costi quale fosse il quadro al quale mi sento più legato e il perché.

    D: Raccontaci qualche anticipazione sull’importante premio che riceverai a Spoleto il 22 Luglio e che ti porterà in mostra a Milano.
    R: Ricevere il Premio Milano Art Gallery è una sensazione bellissima che mi stimola ulteriormente ad andare avanti in questo percorso. Inoltre è una gioia immensa ricevere la stima di persone come il Prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, presidente della Spoleto Arte. Il premio non è solo un attestato di merito, ma anche un bonus per poter partecipare con sei opere alla Biennale di Milano che si terrà a Ottobre e per poter disporre di una personale alla storica “Milano Art Gallery” in data ancora da stabilire.

  • La pittura “comunicativa” di Matteo Fieno

    Nell’evidenziare il talento artistico di Matteo Fieno la dottoressa Elena Gollini ha asserito: “Le immagini immortalate da Matteo sembrano essere spiate da una fessura virtuale, che si apre dinanzi allo spettatore con delicatezza, grazia ed eleganza. Questo spiare con grande garbo e rispetto attribuisce dignità e senso di protezione alle immagini evocate. I momenti fissati sono unici, perché le componenti della scenografia narrativa non sono più ripetibili allo stesso modo, rendendo speciale ed esclusiva ogni opera. Matteo considera la pittura come lo strumento prediletto per esprimere e condividere l’innata vena creativa e fantasiosa. Riesce a destreggiarsi al meglio con naturale dimestichezza e padronanza del mezzo strumentale e della tavolozza cromatica, garantendo risultati ottimali e una resa compositiva eccellente“.

    L’attenta e accurata sperimentazione segnico-cromatica della figurazione pittorica elaborata da Matteo introduce lo spettatore in un’avvincente prospettiva di originale ed eclettica combinazione tra visione reale e irreale, tra realtà e fantasia con accenti simbolici e metaforici che aprono ad un linguaggio d’introspezione suo personale e sui generis, dove utilizza componenti ed elementi frutto di una ricerca inedita e non convenzionale. L’osservatore è chiamato e guidato a cogliere e recepire i codici insiti, interpretando l’universo sotteso di contenuti e significati sostanziali e andando oltre la pura coreografia scenica. Matteo instaura con l’opera una forte simbiosi di legame sentimentale ed emotivo, in perfetto equilibrio con l’azione creativa più razionale e pragmatica. La gamma cromatica dalle vibranti gradazioni tonali stimola l’immediata percezione sensoriale e aumenta il flusso energetico dinamico di contorno.