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  • Facile.it torna on air con Runner

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna in televisione con un nuovo spot intitolato Runner; ad essere protagonisti della creatività sono i prodotti Rc Auto e, per la prima volta, anche i Facile.it Store, elemento sempre più importante all’interno dell’offerta e della strategia del comparatore. La nuova campagna televisiva, in onda da domenica 16 febbraio, è firmata ancora una volta dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli e si avvale della produzione di The BigMama.

    Dopo aver mostrato diversi frame in cui il protagonista corre, la scena principale si svolge in una vasca dove l’uomo ripensa a quanto usi poco la macchina, dicendo, in modo ironico, di utilizzarla solo come appoggio per fare stretching dopo la corsa. Proprio per questo il protagonista cerca una polizza Rc Auto che costi il meno possibile e, grazie a Facile.it, ha potuto confrontare diverse assicurazioni, trovando l’offerta più conveniente per lui. L’uomo racconta anche come sia stato importante il supporto di una consulente all’interno di un Facile.it Store per godere dei vantaggi garantiti dal comparatore e risparmiare così sulla propria polizza.

    Lo spot si chiude con il protagonista che, visibilmente felice e soddisfatto, sorride in camera, dichiarando quanto sia semplice risparmiare su Facile.it e convincendo lo spettatore dei numerosi vantaggi garantiti dal comparatore.

    Anche in questa creatività, la ventiquattresima della web company, non può mancare la celebre “formula magica”; è lo stesso protagonista a guardare negli occhi lo spettatore e dire: “Facile.it! Facile.it!. Facile.it!”

    «Per la prima volta», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «abbiamo deciso di puntare l’attenzione anche sui Facile.it Store dimostrando come il loro ruolo sia fondamentale all’interno dell’offerta e della strategia di Facile.it; obiettivo dei negozi fisici è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare anche ad un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online.».

    Anche in questo caso, all’interno della nuova campagna televisiva non mancano gli elementi distintivi del portale, che hanno caratterizzato la comunicazione televisiva del comparatore fin dall’inizio; non solo la celebre formula magica, ma anche la colonna sonora You Sexy Thing degli Hot Chocolate.

    La creatività sarà in programmazione contemporaneamente con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube. La pianificazione media è curata da Omni@.

    La campagna è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    La regia è di Matteo Sironi e hanno collaborato alla realizzazione dello spot il produttore esecutivo Lorenzo Borsetti, il direttore della fotografia Paolo Caimi, il direttore creativo Dario Primache, le art director Roberta Costa ed Elisabetta Vignolle, e i copywriter Antonino Munafò e Doriano Zurlo.

     

    Scheda tecnica:

    Titolo: Runner

    Regista: Matteo Sironi

    DOP: Paolo Caimi

    CDP: The Bigmama

    Executive Producer: Lorenzo Borsetti

    Producer: Giorgia Salvador

    Post Produzione video: Videozone

    Post Produzione audio: Top Digital

     

    Agenzia di comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Direttore Creativo: Dario Primache

    Art: Roberta Costa, Elisabetta Vignolle

    Copywriter: Antonino Munafò, Doriano Zurlo

    Musica: Hot Chocolate “You Sexy Thing”

     

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Bari

    Quanto costa vivere a Bari e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store nella città di Bari, primo negozio del comparatore nel Sud Italia, (https://www.facile.it/store/bari.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a gennaio 2020 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Bari occorrevano, in media, 631,84 euro, in aumento dell’1,63% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Numeri alla mano, il valore risulta essere il 4,2% più alto rispetto alla media regionale; il 17,9% in più rispetto al dato nazionale.

    Notizie in chiaroscuro anche per i motociclisti: a gennaio 2020, per assicurare una due ruote a Bari e provincia servivano, in media, 793,26 euro, valore in netto calo rispetto allo scorso anno (-15,66%), ma comunque di gran lunga superiore alla media nazionale (490,74 euro).

    Energia e gas

    Tra i costi che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelli legati alla luce e al gas*. Per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica, prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia barese (1.970 kWh), la spesa totale nel 2019 è stata pari a circa 468,33 euro, vale a dire il 10% in più rispetto al 2018. Potrebbe però andar meglio nel 2020: se i costi delle tariffe rimarranno invariati, a parità di consumi, alla fine di quest’anno il costo totale della bolletta luce sarà pari a 446,03 euro, importo in calo del 4,8%.

    Buone notizie sul fronte della bolletta del gas: considerando i consumi medi di una famiglia barese (821 smc), la spesa annuale nel 2019 è stata pari a 643,03 euro, vale a dire l’11% in meno rispetto al 2018. In questo caso, qualora le tariffe del gas dovessero rimanere sui livelli attuali, la bolletta totale del 2020 sarà leggermente più pesante (648,22 euro).

    Telefonia

    La telefonia fissa (voce e ADSL) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del 2019 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie baresi è stata pari a circa 27,45 euro, per un costo complessivo annuale pari a 329,40 euro, valore in calo del 2,3% rispetto a quanto pagato nel 2018.

    Mutui casa

    Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Bari hanno chiesto, mediamente, 128.029 euro, ovvero l’1,7% in più rispetto a quanto rilevato nel 2018.

    Analizzando l’identikit del richiedente barese emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, 41 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 62,5% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in 22 anni.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 91% dei richiedenti baresi ha optato per quello fisso, mentre solo l’8% ha cercato di ottenere il variabile.

    Limitando l’analisi ai soli mutui richiesti per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio che si è cercato di ottenere è stato pari a 133.306 euro; 39 anni l’età media dei richiedenti.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del 2019, l’importo medio richiesto in provincia di Bari è stato pari a 12.678 euro, vale a dire il l’1,7% in meno rispetto al 2018; il calo dell’importo si è tradotto nell’accorciamento dei piani di ammortamento, passati da una media di 67 rate a 65 (pari a poco più di 5 anni). Invariata, invece, l’età media dei richiedenti, rimasta stabile sui 41 anni e mezzo.

    Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i baresi a rivolgersi ad una società di credito è stata l’ottenimento di liquidità (22,2%), seguita dalla ristrutturazione della casa (20%) e dall’acquisto di auto usate (16,3%).

    Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli uomini, con una percentuale pari al 77,6%, contro il 22,4% del campione femminile.

    Facile.it apre il suo primo store nel Sud Italia

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova e Torino, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo primo store nel Sud Italia, nel cuore della città di Bari (Corso Cavour, 112/114). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Italia e per l’apertura del primo store al Sud abbiamo scelto la città di Bari; i baresi sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 61.265 preventivi auto e 10.930 preventivi moto effettuati a Bari e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 4.000 richieste di mutuo presentate da gennaio 2018 a dicembre 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Bari.

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 6.800 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2018 a dicembre 2019 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Bari.

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,8 individui, con un consumo annuo di 1.970 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media con un consumo annuo di 821 Smc in regime tutelato.

     

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Lecce

    Quanto costa vivere a Lecce e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store nella città di Lecce, secondo negozio del comparatore nel Sud Italia, (https://www.facile.it/store/lecce.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a gennaio 2020 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Lecce occorrevano, in media, 489,44 euro, valore in calo del 2,61% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Numeri alla mano, per assicurare un’auto nella provincia leccese serve il 19,3% in meno rispetto alla media regionale.

    Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a gennaio 2020, per assicurare una due ruote a Lecce e provincia servivano, in media, 505,74 euro, vale a dire il 24% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Energia e gas

    Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i leccesi. Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Lecce (1.890 kWh) è emerso che la spesa annuale del 2019 è stata pari a circa 454,74 euro, valore in aumento dell’11% rispetto al 2018. Potrebbe andar meglio nel 2020: se i costi delle tariffe dovessero rimanere invariati, a parità di consumo, quest’anno si spenderà il 4,8% in meno rispetto allo scorso anno.

    Guardando alla bolletta del gas e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia leccese (750 smc), emerge che la spesa media annuale nel 2019 è stata pari a 593,38 euro, vale a dire l’11% in meno rispetto al 2018. Secondo le stime di Facile.it, nel 2020 la spesa complessiva per il metano, in assenza di variazioni delle tariffe e a parità di consumi, potrebbe essere lievemente più alta (598,17 euro).

    Telefonia

    La telefonia fissa (voce e ADSL) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del 2019 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie leccesi è stata pari a circa 27,41 euro, per un costo complessivo annuale stimato pari a 328,92 euro, valore in calo del 2,1% rispetto a quanto pagato nel 2018.

    Mutui casa

    Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel corso del 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Lecce hanno chiesto, mediamente, 108.571 euro, vale a dire l’8,7% in più rispetto a quanto rilevato nel 2018.

    Analizzando l’identikit del richiedente leccese emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, 42 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 57,4% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in 20 anni.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 93% dei richiedenti leccesi ha optato per quello fisso, mentre solo il 7% ha cercato di ottenere il variabile.

    Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 117.489 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 40 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2019, l’importo medio richiesto in provincia di Lecce è stato pari a 12.146 euro, vale a dire il 4,5% in meno rispetto al 2018; il calo dell’importo si è tradotto nell’accorciamento dei piani di ammortamento, passati da una media di 67 rate a 64 (pari a poco più 5 anni). In calo anche l’età media dei richiedenti, passata da poco meno di 43 a poco meno di 41 anni.

    Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i leccesi a rivolgersi ad una società di credito è stata la ristrutturazione della casa (23%), seguita dall’ottenimento liquidità (20,7%) e dall’acquisto di auto usate (18,5%).

    Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli uomini, con una percentuale pari al 77,4%, contro il 22,6% del campione femminile.

    Facile.it apre il suo secondo store nel Sud Italia

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino e Bari, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo secondo store nel Sud Italia, nel cuore della città di Lecce (Piazza Mazzini, 56). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Italia e per l’apertura del secondo store al Sud abbiamo scelto la città di Lecce; i leccesi sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

     

     

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 65.056 preventivi auto e 12.651 preventivi moto effettuati a Lecce e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina:

    https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di circa 1.600 richieste di mutuo presentate da gennaio 2018 a dicembre 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Lecce.

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 3.800 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2018 a dicembre 2019 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Lecce.

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,8 individui, con un consumo annuo di 1.890 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media con un consumo annuo di 750 Smc in regime tutelato.

     

     

  • Facile.it apre i primi Store nel Sud Italia

    Continua il percorso di espansione territoriale di Facile.it che apre due nuovi Facile.it Store in Puglia. Il comparatore ha scelto le città di Bari (Corso Cavour, 112/114) e Lecce (Piazza Mazzini, 56) per i suoi primi negozi fisici nel Meridione, che vanno ad aggiungersi agli altri quindici presenti sul territorio nazionale e ormai diventati parte importante dell’offerta e della strategia della web company.

    Lanciato nel 2017, il progetto Facile.it Store è cresciuto rapidamente sino a tagliare, con le due nuove aperture, il traguardo di 17 negozi in Italia; oggi i punti vendita fisici del comparatore sono presenti anche a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova e Torino.

    Una formula innovativa e di successo, unica nel suo genere in Italia, certificata anche dai risultati raggiunti: solo nel 2019 sono stati circa 50.000 gli italiani che si sono rivolti ad uno degli Store fisici di Facile.it per avere una consulenza per i prodotti di Rc auto e moto, mutui e prestiti o per tagliare il peso delle bollette luce, gas e telefonia.

    Positivi anche i risvolti dal punto di vista occupazionale: sono più di 50 le persone impiegate nei Facile.it Store, con un piano di ampliamento del 30% nel corso dei prossimi 12 mesi.

    «Gli Store di Bari e Lecce rappresentano per noi un doppio traguardo», ha spiegato Francesco Rigamonti, Retail Manager di Facile.it. «Da un lato sono importanti perché, con essi, raggiungiamo i 17 negozi fisici su tutto il territorio nazionale; dall’altro hanno un valore simbolico e strategico perché rappresentano il punto di partenza per la nostra espansione nelle regioni del Sud Italia. Vogliamo offrire anche agli abitanti di queste aree un’ulteriore opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui devono fare i conti ogni mese.».

    All’interno degli Store Facile.it i cittadini possono incontrare consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche.

    «Obiettivo dei Facile.it Store», ha continuato Rigamonti «è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche ad un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

  • 8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nel 2019

    Dall’RC auto alle carte di credito, dalle utenze domestiche ai conti correnti; sono molti gli italiani che cercano di risparmiare e molti anche i tentativi di truffa ai danni dei consumatori; secondo l’indagine che Facile.it, in occasione del lancio del progetto Spazio Sicurezza ha commissionato a mUp Research, nel 2019 addirittura il 19% dei rispondenti, pari a circa 8,3 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto vittima di una truffa, on o offline.

    L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*, ha analizzato gli ambiti più comunemente presi di mira dai malintenzionati: le assicurazioni auto e moto, le tariffe di telefonia mobile e fissa, la fornitura di energia elettrica e di gas, i prestiti personali, i conti correnti e le carte elettroniche.

    «Oggi è possibile trovare moltissime opportunità di risparmio, ma per goderne appieno bisogna saper riconoscere i rischi così da evitare le truffe», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «La buona notizia è che per proteggersi dagli attacchi molto spesso basta applicare alcuni semplici accorgimenti per non cadere in trappola. Per questo motivo abbiamo lanciato il progetto Spazio Sicurezza, una nuova sezione del sito Facile.it che racchiude guide e consigli su come riconoscere i tentativi di raggiro ed evitare brutte sorprese.».

    Ecco a quali ambiti prestare più attenzione

    Analizzando i dati a livello complessivo si scopre che se ad essere truffati sono stati in misura identica uomini e donne (19%), i risultati variano significativamente a livello territoriale; al Sud e nelle Isole la percentuale di rispondenti che ha dichiarato di aver subito una truffa lo scorso anno è pari al 21%, mentre i più attenti risultano essere stati i residenti nelle regioni del Centro Italia (16%).

    L’ambito in cui i consumatori sembrano cadere più frequentemente vittima di frodi, è quello della telefonia mobile; secondo l’indagine, il 6% degli intervistati ha ammesso di aver subito una truffa in questo campo.

    Al secondo posto, parimerito, ci sono le carte elettroniche e le utenze luce e gas, ambiti nei quali il 5% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato. Guardando più da vicino le carte elettroniche emerge che ad essere caduti in trappola sono stati, in percentuale, più gli uomini (6% rispetto al 5% del campione femminile) e i residenti al Sud e nelle Isole (7%).

    Seguono i servizi di telefonia fissa e internet casa; nel 2019 sono caduti vittima di truffe in questo ambito il 4% dei rispondenti, ancora una volta in percentuale più alta gli uomini (5% rispetto al 4% delle donne) e i residenti al Meridione (5%).

    Percentuale più bassa, ma non per questo da sottovalutare, per gli altri settori analizzati; nelle assicurazioni auto e moto, nei conti correnti e nei prestiti personali solo l’1% degli intervistati ha ammesso di essere stato raggirato.

     

     

    * Metodologia: n. 937 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 14 e il 15 gennaio 2020.

     

  • RC familiare: oltre 5 milioni di italiani hanno ancora le idee confuse

    Manca poco più di una settimana all’entrata in vigore dell’RC familiare, ma sono ancora molti i dubbi sulla nuova norma; non solo su quali sarebbero i reali benefici economici che potrebbe portare ai consumatori, ma anche su come funzionerà e chi potrà accedere al nuovo sistema. Per sondare il grado di conoscenza della materia, Facile.it ha commissionato un’indagine all’istituto mUp Research che, in collaborazione con Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione nazionale* scoprendo come il 14,1% dei rispondenti assicurati, pari ad oltre 5,5 milioni di individui, abbia apertamente dichiarato di non aver capito come funzioni l’RC familiare.

    Da auto a moto e viceversa

    La fetta più grande di beneficiari della nuova norma saranno, di fatto, le famiglie che hanno un parco mezzi composto da almeno un’auto ed un motoveicolo; in questo caso, per assicurare il veicolo a due ruote o viceversa, i membri potranno utilizzare la classe di merito più favorevole fra quelle maturate da chiunque nel nucleo familiare. Una situazione che, secondo quanto emerso dall’indagine, riguarderà il 18% dei rispondenti, pari a circa 3 milioni di famiglie.

    Curioso notare come, a livello territoriale, in percentuale saranno più i nuclei residenti nel Centro Italia ad approfittare di questa opportunità (25,2%), rispetto a quelli residenti nelle regioni del Nord Est (14,7%).

    Da auto a auto

    L’attuale sistema assicurativo, grazie alla cosiddetta Legge Bersani, consente già ai membri di una famiglia di utilizzare la classe di merito più favorevole maturata su un’automobile per assicurare un’altra auto, ma solo nel caso in cui si tratti di acquisto di un veicolo che entra per la prima volta in possesso della famiglia (indipendentemente dal fatto che il mezzo sia nuovo o usato).

    Con l’RC familiare decade anche questo vincolo e, dal 16 febbraio 2020, data in cui entrerà ufficialmente in vigore la nuova norma, gli automobilisti italiani potranno utilizzare la classe di merito più favorevole per assicurare anche veicoli già di proprietà del nucleo familiare.

    Secondo quanto emerso dall’indagine, questa casistica potrebbe riguardare il 15,5% dei rispondenti, ovvero circa 2,6 milioni di famiglie.

    Ma potranno davvero aderire tutti? In realtà no; non potranno trarre beneficio dall’RC familiare gli assicurati che sono già in prima classe di merito, i nuclei che hanno un solo veicolo e, come indicato dalla norma stessa, tutti gli assicurati che hanno causato nei 5 anni precedenti un sinistro con colpa.

    Gli esclusi

    Continuando a scorrere l’indagine emerge che il 46,9% dei rispondenti, pari a circa 8 milioni di famiglie, ha affermato di non poter aderire al nuovo sistema assicurativo. Tra questi, il campione più numeroso è rappresentato dai nuclei familiari che hanno dichiarato di non poter beneficiare della norma perché in possesso di un solo veicolo; il 30,6% dei rispondenti, pari a 5,2 milioni di famiglie. La percentuale è addirittura superiore tra i residenti al Sud e nelle Isole, dove raggiunge il 38,3%.

    Va fatto notare, però, che il 5,6% delle famiglie intervistate (percentuale che sale sino al 6,3% al Centro Italia) ha dichiarato che, alla luce del potenziale calo del costo dell’assicurazione, ha intenzione di acquistare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere al parco mezzi della famiglia.

    Il 16,3% dei rispondenti all’indagine, pari a circa 2,8 milioni di famiglie, ha invece dichiarato che non approfitterà della nuova norma perché tutti i membri del nucleo familiare sono già in prima classe di merito.

    A questi “esclusi” vanno inoltre aggiunti gli automobilisti che, negli ultimi 5 anni, hanno causato un sinistro con colpa; secondo l’osservatorio di Facile.it si tratta, solo nel 2019, di quasi 1,2 milioni di automobilisti.

     

     

    * Metodologia: n. 801 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta a gennaio 2020.

  • Brexit, gli impatti su assicurazioni auto, sanitarie e di viaggio

    Ultimo giorno e poi sarà Brexit. Dal primo febbraio, la Gran Bretagna non sarà più parte dell’Unione europea. Facile.it, in collaborazione con il giornalista Paolo Fiore, si è chiesto cosa cambierà per gli italiani che viaggeranno e guideranno nel Regno Unito, ed ecco cosa abbiamo scoperto.

    La prima notizia è che non scatteranno grandi cambiamenti dall’oggi al domani, ma anche per quanto riguarda le assicurazioni ci sarà un periodo di transizione, che dovrebbe scadere il 31 dicembre 2020. Modifiche più consistenti potrebbero invece scattare dal Capodanno 2021. Ma la loro entità dipende dall’esito dei negoziati in corso.

    I cittadini dell’Ue potranno continuare a viaggiare verso la Gran Bretagna con le stesse regole. “Quest’anno non ci sono modifiche nei documenti di viaggio”, spiega il governo britannico. Per ora, quindi, niente visto. Basteranno un passaporto valido o la carta d’identità. Quest’ultima potrebbe non essere più accettata dal 2021. Se così fosse, Londra avviserà comunque i viaggiatori, indicando con ampio anticipo la data in cui le regole cambieranno.

    Gli automobilisti in possesso di una patente europea potranno continuare a guidare in Gran Bretagna anche dal primo febbraio. Non serve, al momento, una licenza internazionale. Se si percorrono le strade britanniche con il proprio veicolo, l’auto deve essere chiaramente assicurata. Si deve dare prova che lo sia portando materialmente con sé la “carta verde”, sulla quale devono essere indicati nome dell’assicurato, targa dell’auto e periodo della copertura assicurativa.

    Dal 2021 potrebbero esserci alcuni cambiamenti. Improbabile che, in linea generale, venga richiesta a tutti gli automobilisti una licenza internazionale. È possibile però che, al termine del periodo di transizione, ci sia uno scenario più frammentato: gli accordi sulle licenze di guida potrebbero dipendere infatti da accordi con i singoli Stati e variare da Paese a Paese.

    Per chi viaggia verso la Gran Bretagna, resta valida la tessera europea di assicurazione malattia. Consente di accedere più agevolmente alle cure mediche, ma non copre tutte le spese. Le autorità britanniche raccomandano quindi di sottoscrivere, in ogni caso, un’assicurazione sanitaria che copra l’intera durata della permanenza. Dal 2021, la tessera europea potrebbe non essere più valida. Ma, ancora una volta, dipende dalle intese che verranno raggiunte. Il governo britannico ha fatto sapere che “l’obiettivo è sottoscrivere accordi di assistenza sanitaria reciproca con l’Ue o con singoli Paesi”, in modo da “fornire cure mediche a un costo ridotto o, in alcuni casi, gratuite”.

    Il 25 giugno 2018 l’Eiopa (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) ha richiamato l’attenzione sulla necessità che le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi europei informino i clienti “sul possibile impatto della Brexit sui contratti assicurativi in essere” e “sulle misure adottate per garantire, dopo la Brexit, la continuità del servizio e l’esecuzione dei contratti stipulati”.

    Nel corso del 2020, quindi, le compagnie dovrebbero inviare ai clienti comunicazioni nel caso in cui cambiassero alcune condizioni legate alle polizze in essere.

  • 42,5 milioni di italiani hanno già adottato comportamenti ecosostenibili

    idealisti e impegnati in prima linea fuori casa nel diffondere i valori della sostenibilità, gli adulti più concreti e focalizzati nel ridurre, soprattutto in ambito domestico, gli sprechi. È questa la fotografia emersa dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, hanno scoperto come, lo scorso anno, siano stati circa 42,5 milioni gli italiani che hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ridurre il proprio impatto ambientale. Ma quali sono gli ambiti dove gli italiani sono stati più attenti e quali le differenze generazionali?

    Meno sprechi e più efficienza in ambito domestico….

    La casa è l’ambiente all’interno del quale più italiani hanno adottato comportamenti ecosostenibili nell’ultimo anno. Massima attenzione, anche per ragioni economiche, agli sprechi; nel 2019 il 73,5% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto l’uso di acqua, il 68,6% ha consumato meno energia elettrica e il 61,7% ha sprecato meno carta. Quasi 1 italiano su 2 ha inoltre ridotto la produzione di rifiuti domestici riutilizzando, quando possibile, alimenti o, più in generale, materiali di scarto.

    Centrale il tema dell’efficienza energetica nelle abitazioni; sono 16 milioni gli italiani che nel 2019, anche grazie agli incentivi, hanno sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, mentre poco meno, circa 14 milioni, hanno dichiarato di aver effettuato interventi di efficientamento sulla propria abitazione. E poco importa che si tratti di lavori più strutturali, come un cappotto termico o il cambio degli infissi oppure, più semplicemente, dell’installazione di termo valvole, a guadagnarci sono stati non solo l’ambiente… ma anche le tasche degli italiani; solo il sostituire un elettrodomestico di classe B con uno di classe A+ consente di ridurne il costo in bolletta sino al 20%.

    Gli adulti mettono più prodotti biologici nei carrelli e sulla tavola

    Cambia anche il carrello della spesa di molti italiani; secondo l’indagine, nel 2019, 6 rispondenti su 10 hanno ridotto l’acquisto di prodotti con plastica, il 20% ha invece comprato, quando possibile, prodotti di seconda mano.

    La sostenibilità è stata protagonista anche sulle tavole di molti italiani, che sempre più spesso adottano una dieta ecosostenibile: spopolano i prodotti alimentari naturali, bio o a chilometro zero tanto che, come emerso dall’indagine, il 43,5% dei rispondenti ha dichiarato di averli acquistati nell’ultimo anno. Al supermercato si inizia ad affermare anche l’abitudine di comprare prodotti sfusi; nel 2019 hanno sperimentato questa modalità oltre 11,7 milioni di consumatori.

    Si diffondono sempre più, inoltre, gli orti urbani e domestici; nel 2019 circa 11,3 milioni di italiani (il 25% dei rispondenti) hanno dichiarato di aver coltivato direttamente in casa frutti o ortaggi.

    I giovani si impegnano fuori dalle mura di casa

    Ogni età ha la sua sfera d’azione; se gli adulti si impegnano per l’ambiente tra le pareti di casa, i giovani lo fanno fuori dalle mura domestiche e nelle relazioni con gli altri. Guardando ai rispondenti con età compresa tra i 18 ed i 24 anni emerge che, nel 2019, più di uno su 2 (54,5%) si è informato attivamente sulle tematiche della sostenibilità (39,1% la media nazionale) e quasi uno su 4 (22,5%) ha partecipato in prima persona ad un evento o a manifestazioni per il clima (11,9% la media nazionale).

    Giovani non solo partecipi alla vita comune, ma anche e impegnati concretamente nel sensibilizzare gli altri: il 59,5% dei ragazzi nella fascia di età 18-24 anni si è speso in prima persona per convincere familiari o amici ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente.

    Molti, infine, i ragazzi che hanno dichiarato di aver fatto attenzione a non sporcare l’ambiente quando si trovavano fuori casa (73,6%); su questo però gli adulti hanno ancora qualcosa da insegnare se si considera che, tra gli over 55, la percentuale sale all’85%.

    Dal risparmio… a Greta Thunberg: ecco le leve del cambiamento

    Cosa ha spinto così tanti italiani a modificare, almeno in parte, le proprie abitudini e a fare qualcosa di concreto per il pianeta? Diverse le ragioni; l’83% ha dichiarato di aver adottato comportamenti ecosostenibili perché ritiene sia importante contribuire in prima persona alla salvaguardia dell’ambiente, mentre il 56% lo ha fatto per le generazioni future.

    Molti, circa 19 milioni di italiani, hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ragioni economiche e per risparmiare; motivazione indicata, in particolare, tra i rispondenti con età superiore ai 45 anni.

    Determinante per le giovani generazioni, invece, è stato l’esempio di Greta Thunberg; tra i rispondenti con età 18-24 anni, quasi 1 su 4 ha dichiarato di essersi interessato alle tematiche della sostenibilità proprio perché ispirato dalla giovane paladina dell’ambiente.

    In netta minoranza, ma ancora molti, circa 1,2 milioni, gli italiani che hanno dichiarato di essere totalmente disinteressati alle tematiche della sostenibilità e che, per questo motivo, nel 2019 non hanno adottato nessun comportamento virtuoso verso il pianeta. Tra le ragioni di questo scetticismo vi è molto spesso una motivazione di natura economica; per il 29,9% costa troppo adottare comportamenti ecosostenibili.

     

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

  • 210 mila famiglie hanno chiesto un prestito per l’arrivo di un figlio

    L’Italia è uno dei Paesi al mondo con il tasso di natalità più basso e tra le possibili cause di questa situazione ci sono anche ragioni di natura economica; avere un figlio costa e non sempre le famiglie riescono a sostenere tali spese. Un dato confermato anche dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat secondo la quale, nel corso degli ultimi 3 anni, circa 210.000 famiglie, ovvero il 13,3% del campione analizzato, hanno chiesto un prestito per sostenere i costi legati alla gravidanza o al primo anno di vita del figlio.

    Passato questo periodo il quadro non cambia e, anzi, con l’arrivo delle spese legate al nido privato o alla babysitter, sono ancora più numerosi i genitori costretti a fare affidamento a terzi per far quadrare il bilancio familiare.

    I 9 mesi di gravidanza

    Secondo quanto emerso dall’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana con figli di età compresa fra 0 e 3 anni*, per le sole spese “ordinarie” legate ai 9 mesi di gravidanza – includendo quindi, ad esempio, visite, analisi, farmaci, abbigliamento, culla e tutto il necessario in vista dell’arrivo del bebè – in media si spendono 3.411 euro per il primo il primo figlio e 2.754 euro dal secondo in poi. La prima gravidanza, insomma, pare costare il 24% in più.

    Importi sufficienti a mettere in difficoltà molte famiglie se si considera che per il 52,6% dei rispondenti risparmi e contributi statali non sono stati sufficienti e pertanto si è fatto ricorso all’aiuto di terzi: nella maggior parte dei casi (più di uno su 3) sono stati i nonni a saldare il conto, ma sono molte, circa 125.000, le famiglie che hanno chiesto un prestito già durante i 9 mesi della gravidanza.

    In particolare, nel 5,2% dei casi il prestito è stato chiesto ad un familiare, mentre nel 3,4% a una società di credito. A livello territoriale, la tendenza a chiedere un prestito è maggiore nelle regioni del Meridione, più bassa tra le famiglie del Nord Est.

    E la platea di chi ha fatto ricorso ad un finanziamento potrebbe essere ben più ampia se, oltre a quelle ordinarie, si considerano anche le spese straordinarie e importanti che spesso si affrontano in vista dell’arrivo del figlio; la più ricorrente è l’acquisto di una nuova auto (22,3%), ma c’è anche chi ha ristrutturato casa (12,4%), chi ne ha comprata (9,3%) o affittata (7,4%) una più grande o comoda.

    Il primo anno di vita del bebè

    Continuando a leggere i dati dell’indagine, si scopre che durante il primo anno di vita del bebè i costi sono addirittura più alti e tra pannolini, pappe, vestitini, visite e altri beni, il conto totale arriva, in media, a 3.577 euro per il primo figlio (poco meno, 2.811 euro, dal secondo in poi). Anche in questo caso sono molti, quasi il 40% dei rispondenti, coloro che hanno dichiarato di aver fatto fronte a tali costi ricorrendo a terzi. Ancora una volta, spesso sono stati i nonni o i familiari stretti a sostenere le spese di tasca propria (29,1%), mentre sono circa 155.000 le famiglie che hanno chiesto un prestito (9,8%), suddivise tra coloro che si sono rivolte ad un familiare (6,2%) o a una società di credito (4,6%).

    In questo caso si fa maggiore ricorso al prestito nelle regioni del Centro Italia e, ancora, al Sud; diminuiscono, invece, coloro che sostengono spese straordinarie dopo l’arrivo del figlio: solo il 16% ha cambiato l’auto, il 10,1% ha ristrutturato casa o, l’8,7%, ne ha acquistata una.

    Nido privato e babysitter

    L’emergenza italiana sugli asili nido è cosa nota e i dati emersi dall’indagine confermano il quadro; Se già nel biennio 2016 – 2017 Istat evidenziava come i posti disponibili negli asili nido fossero sufficienti solo per coprire il meno del 25% del potenziale bacino d’utenza, l’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it ha concluso che nel 2019 meno di 1 famiglia su 3 ha avuto accesso ad una struttura pubblica.

    Per ovviare a ciò, circa il 40% delle famiglie ha fatto ricorso ad una soluzione a pagamento; il 31,7% ha iscritto il figlio ad un nido privato, il 12,5% ha scelto una babysitter per accudire i piccoli in assenza dei genitori.

    Considerevoli i costi: per il nido privato nel 2019 gli italiani hanno speso, in media, 531 euro al mese. Gli importi variano sensibilmente lungo lo Stivale, in una forbice compresa tra i 639 euro mensili rilevati nelle regioni del Nord Ovest e i 430 euro/mese nel Meridione.

    Per far fronte a queste spese l’8,5% degli intervistati, pari ad oltre 41mila famiglie, ha chiesto un prestito a familiari o società di credito; percentuale che raggiunge il 15% nelle regioni del Nord ovest, dove i costi sono nettamente più alti.

    Di poco inferiore la spesa affrontata da chi ha scelto la babysitter; nel 2019 le famiglie italiane che hanno utilizzato questo servizio hanno pagato, in media, 464 euro al mese.

     

     

    * Metodologia: n. 1.691 interviste CAWI un campione rappresentativo della popolazione italiana avente figli da 0 a 3 anni. Indagine condotta a dicembre 2019

  • Rc auto: oltre 12.200 calabresi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 12.200 calabresi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta dell’1,38% del campione analizzato (oltre 12.700 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Calabria a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore risulta essere inferiore a quello nazionale (3,76%) e lievemente più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti calabresi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 1,52%.

    Guardando all’andamento del costo dell’Rc auto emerge che, a dicembre 2019, secondo l’osservatorio di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 698,44 euro, vale a dire l’1,23% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 169.788 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Cosenza è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (1,81%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Crotone (1,49%) e Reggio Calabria, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari all’1,45%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Catanzaro (0,88%) e, all’ultimo posto, Vibo Valentia, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari allo 0,75%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti calabresi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari all’1,24%, mentre nel campione femminile sale all’1,65%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i liberi professionisti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (2,81%). Al secondo posto si trovano i disoccupati, con una percentuale pari all’1,96%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano le casalinghe (1,16%) e i pensionati (1,27%).

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 169.788 preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc auto: oltre 18.100 automobilisti del FVG vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 18.100 automobilisti del FVG; tanti sono i guidatori che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 2,58% del campione analizzato (oltre 8.300 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Friuli-Venezia Giulia a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore – e questa è una buona notizia – non solo risulta essere inferiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti friulani che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 3,32%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 379,56 euro, vale a dire l’8,98% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 136.453 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Gorizia è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,53%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Trieste, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 3,17%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Udine (2,32%) e, all’ultimo posto, Pordenone, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari al 2,11%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti friulani che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 2,50%, mentre nel campione femminile sale al 2,74%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (3,40%). Al secondo posto si trovano gli insegnanti, con una percentuale pari al 3,08%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano i disoccupati (1,58%) e le forze armate (2,31%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 136.453 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 96.400 piemontesi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 96.400 piemontesi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,04% del campione analizzato (oltre 32.600 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Piemonte a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore non solo risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche in lieve aumento rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti piemontesi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,01%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Piemonte occorrevano, in media, 507,63 euro, vale a dire il 6,98% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 525.064 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Torino è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,37%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Cuneo, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,33%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Novara (3,63%), Verbano-Cusio-Ossola (3,27%) e Alessandria (2,95%). Chiudono la classifica regionale Asti (2,93%), Vercelli e Biella, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, al 2,80% e al 2,57%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti piemontesi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,92%, mentre nel campione femminile sale al 4,27%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano gli insegnanti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,41%). Al secondo posto si trovano i pensionati, con una percentuale pari al 5,92%, mentre gli artigiani si posizionano al terzo posto con il 4,80%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano i disoccupati (2,99%), il personale medico (3,15%) e i commercianti (3,26%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 525.064 preventivi effettuati in Piemonte dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 107.200 veneti vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 107.200 veneti; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 3,87% del campione analizzato (oltre 39.300 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Veneto a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti veneti che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,15%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 453,34 euro, vale a dire il 10,02% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 701.256 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Treviso è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,44%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Vicenza, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 3,93%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Padova (3,83%), Verona (3,76%) e Venezia (3,61%). Chiudono la classifica regionale Belluno e Rovigo, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, al 3,14% e al 3,13%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti veneti che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,72%, mentre nel campione femminile sale al 4,14%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posiziona il personale medico; è la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,06%). Al secondo posto si trovano i pensionati, con una percentuale pari al 5,03%, mentre gli insegnanti si posizionano al terzo posto con il 4,59%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano le forze armate (2,28%), i commercianti (2,78%) e gli artigiani (2,94%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 701.256 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 4.600 lucani vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 4.600 lucani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta dell’1,57% del campione analizzato (oltre 2.900 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Basilicata a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore, seppur superiore al dato regionale rilevato nel 2018 (1,53%), non solo risulta essere inferiore a quello nazionale (3,76%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzultimo posto nella classifica italiana.

    Buone notizie anche per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Basilicata occorrevano, in media, 440,44 euro, vale a dire il 6,50% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 39.267 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale non emergono differenze: sia a Matera che a Potenza la percentuale di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto è pari all’1,57%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti lucani che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 1,22%, mentre nel campione femminile sale al 2,38%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i liberi professionisti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (4,19%). Al secondo posto si trovano i disoccupati, con una percentuale pari al 2,98%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano i pensionati (0,71%) e gli impiegati (0,83%).

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 39.267 preventivi effettuati in Basilicata dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 35.100 sardi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 35.100 sardi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,24% del campione analizzato (oltre 13.400 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Sardegna a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore non solo risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più alto del dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti sardi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,15%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sardegna occorrevano, in media, 452,05 euro, vale a dire il 5,37% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 237.313 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Cagliari è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (5,44%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Sud Sardegna (3,89%) e Sassari (3,61%). Chiudono la classifica regionale Nuoro e Oristano, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, al 3,08% e al 2,85%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti sardi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,97%, mentre nel campione femminile sale al 4,73%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano gli impiegati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (5,48%). Al secondo posto si trovano le casalinghe, con una percentuale pari al 4,71%, mentre gli artigiani si posizionano al terzo posto con il 4,62%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano gli imprenditori (2,35%), i disoccupati (2,78%) e i pensionati (3,07%).

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 237.313 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 33.200 liguri vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 33.200 liguri; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,73% del campione analizzato (circa 10.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Liguria a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore, seppur inferiore a quello dello scorso anno (5,09%), non solo risulta essere più alto alla percentuale nazionale (3,76%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 566,52 euro, vale a dire il 5,82% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 171.279 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Genova è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (5,24%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di La Spezia (4,34%) e Savona (4,13%). Chiude la classifica regionale Imperia, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari al 3,55%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti liguri che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,47%, mentre nel campione femminile sale al 5,02%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,67%). Al secondo posto si trovano i commercianti, con una percentuale pari al 5,79%, mentre gli impiegati si posizionano al terzo posto con il 5,54%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano gli artigiani (2,50%), gli operai (3,18%) e le forze armate (3,65%).

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 171.279 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 228.600 lombardi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 228.600 lombardi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,46% del campione analizzato (oltre 86.200 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Lombardia a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore non solo risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più alto del dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti lombardi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,25%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 424,02 euro, vale a dire l’8,75% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 1.516.954 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Monza e Brianza è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (5,29%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Lecco (4,97%), Como (4,68%) e Brescia, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,62%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Milano (4,42%), Bergamo (4,35%), Varese (4,26%) e Sondrio (4,24%). Chiudono la classifica regionale Mantova (4,03%), Cremona (3,96%), Pavia (3,63%) e Lodi, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari al 3,44%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti lombardi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,14%, mentre nel campione femminile sale al 4,98%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posiziona il personale medico; è la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (5,58%). Al secondo posto si trovano i liberi professionisti, con una percentuale pari al 5,34%, mentre gli insegnanti si posizionano al terzo posto con il 5,10%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano gli artigiani (2,72%), gli studenti (3%) e i commercianti (3,33%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.516.954 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 102.700 toscani vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 102.700 toscani; tanti sono i guidatori che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,79% del campione analizzato (oltre 32.700 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Toscana a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore, seppur inferiore a quello dello scorso anno (4,87%), non solo risulta essere più alto alla percentuale nazionale (3,76%), ma fa anche guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica italiana.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 581,37 euro, vale a dire il 13,96% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 571.342 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Pisa è la regione che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (5,78%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Livorno (5,41%) e Firenze, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 5,08%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Lucca (4,56%), Massa-Carrara (4,45%), Grosseto (4,35%) e Pistoia (4,33%). Chiudono la classifica regionale Prato (3,95%), Arezzo e Siena, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, al 3,77% e al 3,04%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti toscani che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,25%, mentre nel campione femminile sale al 5,56%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,21%). Al secondo posto si trovano i commercianti, con una percentuale pari al 6,05%, mentre gli impiegati si posizionano al terzo posto con il 5,29%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano le forze armate (3,50%), gli artigiani (3,60%) e gli imprenditori (3,77%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 571.342 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 137.500 laziali vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 137.500 laziali; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,94% del campione analizzato (oltre 86.700 preventivi di rinnovo RC auto raccolti nel Lazio a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore, in linea con quello rilevato nel 2018, non solo risulta essere superiore alla percentuale nazionale (3,76%), ma fa anche guadagnare alla regione il primo posto nella classifica italiana.

    Buone notizie anche per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 542,79 euro, vale a dire il 10,93% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 1.614.862 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Roma è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (5,14%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Rieti, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,84%.

    Valori inferiori alla media regionale per le province di Viterbo (4,54%) e Frosinone (3,64%). Chiude la classifica regionale Latina, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari al 3,62%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti laziali che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,84%, mentre nel campione femminile sale al 5,10%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posiziona il personale medico; è la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,40%). Al secondo posto si trovano i pensionati, con una percentuale pari al 6,11%, mentre i liberi professionisti si posizionano al terzo posto con il 5,50%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano gli studenti (3,12%), gli imprenditori (3,53%) e le forze armate (3,55%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.614.862 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 66.800 siciliani vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 66.800 siciliani; tanti sono i guidatori che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 2,89% del campione analizzato (oltre 48.200 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Sicilia a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore – e questa è una buona notizia – non solo risulta essere inferiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti siciliani che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 2,97%.

    Buone notizie anche per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 538,75 euro, vale a dire il 2,71% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 784.746 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Trapani è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,69%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Palermo (3,49%) e Siracusa, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 3,18%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Caltanissetta (2,88%), Messina (2,78%) e Ragusa (2,51%). Chiudono la classifica regionale Catania (2,34%), Agrigento ed Enna, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, all’1,72% e all’1,35%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti siciliani che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 2,64%, mentre nel campione femminile sale al 3,39%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano gli insegnanti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (3,90%). Al secondo posto si trovano i pensionati, con una percentuale pari al 3,77%, mentre gli impiegati si posizionano al terzo posto con il 3,13%.

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 784.746 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 39.400 marchigiani vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 39.400 marchigiani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,50% del campione analizzato (oltre 11.500 preventivi di rinnovo RC auto raccolti nelle Marche a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti marchigiani che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,87%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 510,89 euro, vale a dire il 5,38% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 205.589 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Fermo è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (6,48%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Ancona, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,79%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Macerata (4,33%) ed Ascoli Piceno (4,14%). Chiude la classifica regionale la provincia di Pesaro e Urbino, area dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari al 3,38%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti delle Marche che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,28%, mentre nel campione femminile sale al 4,82%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,82%). Al secondo posto si trovano i commercianti, con una percentuale pari al 6,29%, mentre i liberi professionisti si posizionano al terzo posto con il 5,86%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano le forze armate (2,18%), i disoccupati (3,39%) e il personale medico (3,54%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 205.589 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 86.400 automobilisti dell’Emilia-Romagna vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 86.400 automobilisti dell’Emilia-Romagna; tanti sono i guidatori che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 3,51% del campione analizzato (oltre 39.600 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Emilia-Romagna a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore – e questa è una buona notizia – non solo risulta essere inferiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più basso rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti dell’Emilia Romagna che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 4,12%.

    Buone notizie anche per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 491,64 euro, vale a dire il 13,84% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 692.958 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che, a pari merito, Reggio Emilia e Bologna sono le province che hanno registrato le percentuali più alte di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,91%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Modena (3,72%) e Piacenza, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 3,56%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Parma (3,29%), Forlì-Cesena (3,24%) e Ravenna (2,87%). Chiudono la classifica regionale Rimini e Ferrara, aree dove la percentuale di coloro che hanno denunciato un incidente con colpa è pari, rispettivamente, al 2,80% e al 2,59%.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti dell’Emilia-Romagna che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,29%, mentre nel campione femminile sale al 3,89%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (4,48%). Al secondo posto si trovano i dirigenti-funzionari, con una percentuale pari al 4,10%, mentre i disoccupati si posizionano al terzo posto con il 4,08%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano i commercianti (2,15%), gli artigiani (2,23%) e il personale medico (2,63%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 692.958 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: oltre 29.000 abruzzesi vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 29.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti della regione che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 4,10% del campione analizzato (oltre 10.300 preventivi di rinnovo RC auto raccolti in Abruzzo a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); il valore non solo risulta essere superiore a quello nazionale (3,76%), ma è anche più alto rispetto al dato regionale rilevato nel 2018, quando la percentuale degli automobilisti abruzzesi che ha fatto i conti con un peggioramento della classe di merito era pari al 3,99%.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 458,44 euro, vale a dire il 9,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 161.035 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che L’Aquila è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,60%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Pescara (4,29%) e Teramo, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 4,16%.

    Chiude la classifica Chieti, che con 3,47% è l’unica provincia abruzzese che ha registrato un valore inferiore alla media regionale.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti abruzzesi che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 3,96%, mentre nel campione femminile sale al 4,35%.

    Analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano gli insegnanti; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (5,59%). A brevissima distanza si trovano gli imprenditori, con una percentuale pari al 5,58%, mentre i pensionati si posizionano al terzo posto con il 5,49%.

    Nel senso opposto, invece, si trovano il personale medico (solo il 2,40% vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un incidente con colpa), gli studenti (3,03%) e gli operai (3,41%).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 161.035 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: quasi 1,2 milioni di automobilisti vedranno peggiorare la propria classe di merito nel 2020

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 1,2 milioni di italiani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro rispetto a quello pagato l’anno prima.

    In termini percentuali si tratta del 3,76% del campione analizzato (circa 510.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2019 tramite le pagine di Facile.it); valore in calo, seppur di poco, rispetto allo scorso anno, quando ad aver denunciato sinistri con colpa erano stati il 3,83% degli automobilisti alle prese con il rinnovo della polizza RC auto.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2019, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 536,16 euro, vale a dire il 7,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è stato calcolato sulla base di 8.671.327 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Guardando più da vicino il profilo di chi quest’anno vedrà aumentare il costo dell’RC auto, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; fra gli uomini solo il 3,51% ha denunciato un sinistro con colpa, mentre la percentuale sale al 4,18% se si analizza il campione femminile.

    Se si analizza il campione in base alle fasce anagrafiche si nota come l’età media di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa sia pari a 48 anni; gli assicurati con età compresa tra i 18 e i 21 anni hanno registrato valori più bassi, solo il 2,12% ha denunciato un incidente con colpa che farà scattare l’aumento della classe di merito, mentre tra gli over 70 la percentuale sale  al 4,83%.

    In linea con quanto emerso dall’analisi anagrafica, se si guarda alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (4,55%). Al secondo posto si trovano gli insegnanti, con una percentuale pari al 4,25% mentre medici, infermieri e operatori sanitari si posizionano al terzo posto con il 4,09%. Nel senso opposto, invece, si trovano gli studenti (solo il 2,15% vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un incidente con colpa), le forze armate (2,92%) e i disoccupati (2,94%).

    Le differenze regionali

    Analizzando il campione su base regionale emerge che ben 12 regioni hanno registrato valori sopra la media nazionale. Scorrendo la graduatoria, al primo posto si trova il Lazio; nella regione, il 4,94% degli automobilisti ha dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa che farà scattare l’aumento della classe di merito e, con essa, il costo dell’RC auto. Al secondo posto si posiziona la Toscana, dove la percentuale è pari al 4,79%, tallonata da Liguria (4,73%) e Marche (4,50%).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, la regione dove, in percentuale, sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri è il Molise; qui solo l’1,28% degli automobilisti alle prese con il rinnovo dell’RC auto vedrà aumentare la classe di merito a seguito di un incidente con colpa. Seguono nella graduatoria la Calabria (1,38%) e la Basilicata (1,57%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 8.671.327 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2018 e il 31 dicembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Divorzio e conti correnti: prima della separazione 151.000 italiani hanno svuotato il conto all’insaputa del partner

    In caso di separazione o divorzio, cosa accade alla liquidità del conto corrente cointestato agli ormai quasi ex coniugi? Sebbene, salvo specifiche eccezioni, la legge preveda che le somme vadano divise equamente tra i due, non sempre va così; secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat*; il 17% dei divorziati e separati, vale a dire quasi 280.000 individui, ha dichiarato che l’ex partner si è tenuto tutti i soldi depositati o, peggio, tra loro c’è anche chi, all’insaputa del coniuge, ha prosciugato il conto prima della separazione (9,2% pari ad oltre 151.000 individui).

    La gestione del conto cointestato in caso di divorzio è un problema piuttosto ricorrente se si considera che dei circa 2,5 milioni di italiani separati e divorziati, più di 1,6 milioni (65%) ha dovuto – è proprio il caso di dirlo – fare i conti con questo aspetto. E non servono cifre milionarie per far litigare i due coniugi; secondo l’indagine, in media, la somma contesa era pari a poco più di 7.900 euro.

    Ma come ci si deve comportare se il partner cerca di fare il furbo e cosa conviene fare del conto corrente una volta suddivise le somme? Ecco l’analisi di Facile.it

    Cosa fare se il partner si tiene tutto…

    Guardando più da vicino i risultati dell’indagine emerge come il 7,8% dei rispondenti abbia dichiarato che il partner si è tenuto tutte le somme depositate sul conto cointestato; interessante notare come siano con più frequenza le donne a lamentare questa situazione (9,2% accusa l’ex-marito di tale comportamento contro il 6,3% del campione maschile).

    Sebbene, in determinati casi, la legge preveda una suddivisione diversa da quella in parti uguali – ad esempio se i coniugi sono in regime di separazione dei beni o se il denaro proviene da una donazione – fa riflettere che proprio nelle coppie in comunione dei beni accada con più frequenza che uno dei due partner si tenga tutte le somme depositate (9,8% vs il 5,2% di chi era in separazione dei beni).

    … o svuota il conto

    Purtroppo tutt’altro che raro anche il caso in cui, all’insaputa dell’altro, uno dei due partner prosciughi il conto cointestato prima della separazione (9,2%). A segnalare questa situazione sono proporzionalmente più le donne (11,8%) che gli uomini (6,6%). E ancora una volta sembra essere un comportamento più ricorrente fra le coppie in comunione dei beni (10,9%) che in quelle in regime di separazione (7,2%).

    «Qualora uno dei due coniugi, senza averne il diritto, prosciugasse il conto prima della separazione o tenesse per sé tutte le somme depositate, egli sarà tenuto a restituire all’altro intestatario l’importo eccedente la propria quota», spiega Giovanni Zanetti, responsabile ufficio legale di Facile.it. «Per evitare questo genere di problematica, è bene sapere che è possibile chiedere al giudice il sequestro del conto fino all’emissione della sentenza di separazione.».

    Non sempre, fortunatamente, il conto corrente cointestato diventa motivo di scontro in fase di separazione; nel 32% dei casi i rispondenti hanno dichiarato di aver diviso equamente e di comune accordo la liquidità disponibile sul conto, mentre il 17% dei separati/divorziati ha scelto di tenere a disposizione per eventuali spese legate ai figli o alla casa le somme depositate nel conto comune.

    Se, dopo la separazione, il conto cointestato resta aperto bisogna fare attenzione

    Che fine ha fatto il conto cointestato dopo la divisione delle somme depositate? Nella maggior parte dei casi (59%) è stato chiuso, mentre nel 16,5% è rimasto aperto, sebbene intestato ad uno solo dei due ex coniugi. Sono invece quasi 370.000 i divorziati e separati che hanno deciso di tenere il conto cointestato per pagare le spese legate a figli e casa.

    «Attenzione perché in caso di conto cointestato la banca considera i due intestatari responsabili in solido anche se non più uniti in matrimonio», continua Zanetti. «In caso di saldo passivo, quindi, i due titolari saranno responsabili nei confronti dell’istituto di credito che, indipendentemente da chi ha causato il rosso, potrà agire contro entrambi gli intestatari per recuperare le somme mancanti».

    Una nota finale; in quasi 1 caso su 4 i due coniugi non sono riusciti a trovare un accordo pacifico su come suddividere le somme del conto cointestato e pertanto sono dovuti ricorrere ad un avvocato (16,1%) o ad un giudice (9.4%).

     

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo di italiani separati o divorziati fino a 74 anni di età, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta a novembre 2019.

  • Mobilità: nel 2019 il 74,7% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto in favore di soluzioni più ecosostenibili

    Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente il 15% delle emissioni di anidride carbonica in Europa è prodotta da auto e furgoni, non a caso l’UE ha introdotto precise norme con l’obiettivo di ridurre significativamente questi livelli entro il 2030. I cittadini italiani sembrano voler dare il proprio contributo per abbattere l’inquinamento tanto che, secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat* su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il 74,7% dei rispondenti, pari a 32,7 milioni di individui, nell’ultimo anno si è impegnato concretamente per ridurre l’impatto ambientale causato dalla mobilità.

    Come? La scelta più comune, adottata dal 46,1% degli intervistati, è stata quella di ridurre l’uso dell’auto, servendosi dei mezzi pubblici o muovendosi a piedi. Non è dato sapere se sia stata una scelta limitata ad alcuni momenti o un cambiamento di abitudini più radicale, fatto sta che oltre 20 milioni di italiani hanno adottato questa soluzione, in particolare i rispondenti con più di 65 anni, fascia anagrafica nella quale la percentuale di chi ha usato meno l’auto e più i piedi supera il 52%. In tanti, più di 1 su 4, hanno invece ridotto i km percorsi in macchina usando, quando possibile, la bicicletta come mezzo alternativo alle quattro ruote.

    Il 19,4% dei rispondenti non volendo – o potendo – rinunciare al proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, ha invece deciso di cambiarlo con uno meno inquinante – acquistandone uno nuovo o ricorrendo a quelli presenti nel nucleo familiare – mentre il 7% degli intervistati ha usato il car sharing come soluzione alternativa alla propria auto.

    Tra le nuove opportunità di mobilità ecologica si afferma il monopattino; sia esso elettrico o tradizionale. Nel 2019 se ne sono serviti il 5,8% dei rispondenti, pari a 2,5 milioni di italiani.

    Analizzando i dati più in dettaglio emerge un altro elemento; la riduzione dell’impatto ambientale legato ai mezzi di trasporto passa sempre più dall’intermodalità, ovvero dall’uso di diverse modalità di trasporto in un unico viaggio: più di 1 rispondente su 4 ha dichiarato, per l’appunto, di aver utilizzato più di una soluzione per diminuire l’utilizzo dell’auto.

    I buoni propositi per il 2020

    I buoni propositi per il 2020 non mancano e quasi 1 italiano su 2 (44,7%) ha dichiarato di voler migliorare ulteriormente, riducendo ancora l’impatto ambientale generato dalla propria mobilità.

    Se il 12,9% del campione ha dichiarato che, pur continuando ad utilizzare la propria auto o moto, ha in programma di sostituirla con una meno inquinante, così da ridurre le emissioni di CO2, il 24% dei rispondenti ha intenzione di usare con più frequenza i mezzi pubblici e le proprie gambe.

    Destinato a crescere di molto anche il popolo di chi si sposta con il monopattino se si considera che, tra i rispondenti, quasi il 7% ha intenzione di usare di più questo mezzo nel 2020.

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

     

  • Le PR Facile.it premiate in Europa e in Italia

    Facile.it con la campagna di comunicazione PR Trasformare la crisi in opportunità ha vinto il premio Best European Issues and Reputation Management allo European Excellence Award, il più prestigioso riconoscimento europeo delle relazioni pubbliche tenutosi a Lisbona lo scorso 29 novembre.

    Con la stessa campagna Facile.it ha conquistato anche tre premi durante la 22esima edizione del Premio Assorel, aggiudicandosi in particolare il Primo Premio Assoluto per la miglior Campagna di Comunicazione PR, il premio nella categoria Crisis Management e quello della categoria merceologica IT.

    «Ottenere dei riconoscimenti così prestigiosi e con un tema così delicato» spiega Andrea Polo, Communication Director di Facile.it «ci rende molto orgogliosi. Ancora una volta abbiamo dimostrato come la creatività e la professionalità della comunicazione italiana possa raggiungere traguardi altissimi.».

    La campagna nasce dal rischio di una possibile crisi gestita in maniera originale ed efficace dall’ufficio PR; alcuni automobilisti convinti di acquistare polizze Rc auto tramite comparatori famosi erano in realtà stati frodati. Nonostante Facile.it fosse estraneo alla vicenda, sul web sono cominciati a circolare articoli che legavano il nome del comparatore a quanto avvenuto. Per evitare che tutto ciò comportasse una crisi di immagine e di business, l’ufficio PR ha creato una squadra di gestione crisi coinvolgendo diversi team interni e diffondendo in rete, a meno di cinque ore dalla pubblicazione del primo articolo sulla frode, un vademecum su come riconoscere le truffe ed evitare di caderne vittima, includendo anche link a siti istituzionali per verificare la correttezza di quanto acquistato. Il web era il luogo in cui tutto si stava svolgendo e, quindi, il SEO doveva essere l’arma principale dell’azione. A dimostrazione di come la strategia fosse vincente e di come l’autorevolezza del comparatore ne fosse stata rafforzata, in poco tempo la stampa aveva ripubblicato centinaia di volta la guida originale e, in qualche mese, la campagna ha ottenuto, nel complesso, oltre 1200 uscite stampa positive.

    «Il successo riscontrato dalla campagna sia a livello nazionale che internazionale» continua Polo, «dimostra come professionalità, rapidità d’azione e gioco di squadra possano trasformare una crisi in opportunità di crescita.».

  • Natale plastic free per 23,5 milioni di italiani

    Manca meno di un mese a Natale e molti italiani sono già alle prese con i preparativi per celebrare la ricorrenza; secondo quanto emerge dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat*, per ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento prodotto durante le imminenti festività l’82% degli italiani ha intenzione di adottare comportamenti ecosostenibili. Insomma; dai regali, agli addobbi per l’albero, fino al menù del cenone, quest’anno il Natale sarà più che mai….green.

    Che sia l’effetto Greta o le sempre più evidenti conseguenze legate ai cambiamenti climatici, fatto sta che gli italiani intenzionati a fare qualcosa di concreto per il pianeta sono molti; a partire dagli oltre 23,5 milioni (65%) che opteranno per un Natale plastic free bandendo dalla tavola posate e piatti monouso in favore delle normali stoviglie in ceramica.

    Meno sprechi alimentari per quasi 22 milioni di italiani (61%), che ridurranno la quantità di cibo del cenone e riutilizzeranno eventuali avanzi per i giorni successivi; per il 2019 rientra nelle buone abitudini di riciclo anche la carta da regalo: il 46,7% degli intervistati ha dichiarato di volerne ridurre l’uso e, per questo, riutilizzerà quella dello scorso anno. Sono invece almeno 25,8 milioni coloro che ridurranno il consumo di energia legato alle luminarie, suddivisi tra coloro che useranno solo lampadine a led (43,8%), quelli che ridurranno il numero di luci natalizie (27,2%) e quelli che, più drasticamente, non useranno alcuna illuminazione particolare (18,9%). In tema di addobbi, quasi 1 italiano su 4 abbellirà il proprio albero con materiale riciclato e decorazioni fatte in casa (22,7%).

    E se da un lato sono quasi 10 milioni gli italiani che sceglieranno di regalare un prodotto ecosostenibile (27,3%), dall’altro poco meno di 5 milioni (13,5%) hanno dichiarato che proprio per salvaguardare l’ambiente si impegneranno a non fare alcun regalo; chissà se questo arriva dalla moda del woke Christmas lanciata da divi come Emma Thompson o, invece, da semplice tirchieria.

    Quello a cui gli italiani sembrano non riuscire proprio a rinunciare è invece l’albero di Natale finto; solo il 12,6% degli intervisti ha dichiarato che quest’anno adotterà un albero vero da ripiantare dopo le festività.

    Il trend del Natale 2019, quindi, potrebbe davvero essere l’ecosostenibilità: tra chi “crede sia importante contribuire alla salvaguardia dell’ambiente” (77,5%) e chi, invece, “adotterà comportamenti green solo per risparmiare” (40,8%), i buoni propositi degli italiani per queste festività sono tanti. Quale occasione migliore, se non il Natale, per rispettarli?

     

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

     

  • RC Familiare: ecco quanto si può risparmiare con la nuova norma

    Nel Dl fiscale è stato approvato un emendamento che introdurrà a partire dal prossimo anno la cosiddetta RC auto familiare e Facile.it ha voluto realizzare alcune simulazioni per capire quanto potrebbe risparmiare una famiglia media, scoprendo che, in alcuni casi, la spesa totale per le assicurazioni potrebbe diminuire addirittura del 53%.

    Il nuovo emendamento ha introdotto una piccola rivoluzione: consentirà ad un nucleo familiare di assicurare tutti i veicoli, indipendentemente che si tratti di un mezzo a due o quattro ruote, usufruendo della migliore classe di merito presente all’interno del nucleo. Un vantaggio importante, ad esempio, per quegli automobilisti in prima classe che acquistano una moto o uno scooter e che, al contrario di quanto accade adesso, potranno trasferire la CU maturata sulle quattro ruote alle due ruote, con evidenti vantaggi economici.

    Facile.it ha quindi cercato di quantificare il possibile risparmio considerando una famiglia composta da 4 membri che assicura 2 automobili e due 2 scooter. La simulazione* è stata realizzata su tre città campione: Milano, Firenze e Bologna.

    A Milano si risparmia fino al 48%

    A Milano, la media delle migliori tariffe disponibili su Facile.it per assicurare un veicolo a quattro ruote da in prima classe è pari a 234,7 euro, mentre per assicurare uno scooter di cilindrata 100cc, secondo le simulazioni di Facile.it, il miglior prezzo per chi guida in quattordicesima classe è pari a 484 euro, valore che scende a 138 euro se l’assicurato è in prima classe.

    Per una famiglia con due auto intestate ai genitori, entrambi in prima classe di merito, e due scooter assicurati in quattordicesima classe, il costo totale sarebbe pari a oltre 1.430 euro l’anno. Con la normativa vigente, non è possibile traferire la classe di merito dall’auto ad un veicolo a due ruote quindi, anche se in prima classe di merito, i genitori che assicurano per la prima volta uno scooter o una moto devono partire dalla quattordicesima classe. Con la nuova norma, invece, la classe di merito maturata sull’auto passerebbe anche alle due ruote con un risparmio, per la nostra famiglia milanese, di circa 690 euro, vale a dire circa il 48% in meno rispetto a quanto pagherebbe oggi.

    A Firenze si può risparmiare anche 1.000 euro l’anno

    Stessa famiglia, città diversa; nel capoluogo toscano la media delle migliori tariffe disponibili su Facile.it per assicurare un veicolo a quattro ruote in prima classe di merito è pari a 328,5 euro. Se si guarda alla migliore tariffa disponibile sul comparatore per assicurare un veicolo a due ruote di cilindrata 100cc, invece, il premio è pari a 142 euro se si è in prima classe di merito, ma schizza fino a 670 euro per chi è in quattordicesima classe.

    Considerando una famiglia che assicura 2 auto in prima classe di merito e 2 scooter in classe 14, la spesa totale sostenuta sfiorerebbe addirittura i 2.000 euro. Con l’entrata in vigore della nuova norma, invece, la classe di merito dei due scooter passerebbe dalla quattordicesima alla prima, con un risparmio complessivo del 53%, vale a dire oltre 1.000 euro in meno.

    A Bologna si può spendere 810 euro in meno

    La media delle migliori tariffe disponibili su Facile.it per assicurare un veicolo a quattro ruote in prima classe di merito a Bologna è pari a 293 euro. Per uno scooter 100cc, invece, la miglior tariffa disponibile sul comparatore va da 145 euro per chi guida in prima classe di merito a 549 euro per chi è in quattordicesima. Secondo la simulazione, oggi una famiglia bolognese con 2 auto in prima classe di merito e 2 scooter in quattordicesima classe pagherebbe, complessivamente, quasi 1.690 euro. Con l’entrata in vigore della nuova norma, invece, il costo complessivo calerebbe del 48%, con un risparmio di circa 810 euro.

     

     

    * Per calcolare i valori dell’RC auto, Facile.it si è avvalso di un campione di 10.419 preventivi effettuati nelle province di Milano, Bologna e Firenze dai suoi utenti nel mese di settembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate. I valori RC scooter fanno invece riferimento alla miglior tariffa disponibile su Facile.it in data 2/12/2019 con riferimento a un contraente di 44 anni che assicura uno scooter 100 cc, con classe di merito e città di residenza sotto indicate, senza sinistri negli ultimi 6 anni, guida esperta.

  • Plastic e sugar tax: 6 italiani su 10 sono favorevoli

    Una delle proposte più discusse all’interno della Manovra fiscale è l’introduzione delle cosiddette plastic e sugar tax; ma cosa pensano gli italiani a riguardo? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, il 61,3% degli intervistati, pari a circa 26,9 milioni di individui, è d’accordo con almeno una di esse.

    Nello specifico, il 41,1% si è dichiarato a favore dell’introduzione di entrambe le tasse, il 13,6% della sola plastic tax, il 6,6% della sola sugar tax.

    Di contro, il 27,2% dei rispondenti, pari a 11,9 milioni di italiani, si è dichiarato contrario ad entrambe le tasse.

    Le ragioni del sì e del no

    La maggior parte dei favorevoli (70,1%) ritiene sia giusto disincentivare con una tassa la produzione e l’uso di prodotti potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute. Questa motivazione è sostenuta maggiormente dalle donne (74,9% contro il 65,2% del campione maschile) e dai giovani (82,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni).

    Il 50,1% di chi si è pronunciato a favore dei provvedimenti allo studio del Governo ritiene che le nuove tasse possano davvero far cambiare il comportamento dei cittadini; motivazione più sentita dagli uomini (55% versus 45,2%) e dai rispondenti nella fascia 55-64 anni (56,2%). Per il 39,4%, infine, la tassa potrebbe far cambiare il comportamento delle aziende che producono tali prodotti.

    Tra gli 11,9 milioni di italiani contrari, invece, il 58,9% ritiene sia solo un modo per fare cassa, mentre il 34,6%, pur condividendo il principio di disincentivare la produzione e l’uso di prodotti dannosi, non crede sia questo il modo corretto per raggiungere l’obiettivo.

    I rincari nel carrello della spesa

    Come si comporteranno gli italiani qualora le nuove tasse dovessero determinare un aumento del costo dei prodotti finali? Complessivamente, secondo quanto emerso dall’indagine, sono circa 31 milioni i consumatori disposti a modificare le proprie abitudini di acquisto.

    «Sebbene si tratti di un’indagine sulle intenzione future degli italiani, che pertanto non è detto automaticamente si tradurranno in azioni, dai dati emersi è evidente come la maggioranza degli intervistati abbia capito e condivida l’obiettivo delle due nuove possibili tasse e sia comunque disposto a modificare le proprie abitudini di acquisto a fronte di aumenti», spiega Stefano Carlin, Managing Partner di mUp research. «Da non sottovalutare quindi anche il potenziale impatto di questa norma sui consumi e sull’intera filiera produttiva.».

    Se guardiamo alla sola plastic tax, quasi 8 rispondenti su 10 hanno detto di essere intenzionati a ridurre, se non eliminare, l’acquisto dei prodotti colpiti dai rincari (77,9%), suddivisi tra coloro disposti a cambiare abitudini d’acquisto perché consapevoli che si tratti di prodotti dannosi per l’ambiente (44,2%) e coloro che lo farebbero solo per risparmiare (33,7%). Sono invece 4,4 milioni gli italiani che dichiarano di essere disposti a continuare ad acquistare tali prodotti anche in caso di aumenti (10,2%).

    Puntando l’attenzione sulla sola sugar tax, il quadro complessivo non varia di molto; il 47% dei rispondenti ha affermato di essere disposto a ridurre, o addirittura smettere di comprare i prodotti colpiti dai rincari per ragioni di salute.

    La leva del risparmio sembra avere meno presa dato che solo il 24% ha detto di essere disposto a cambiare abitudini per ragioni economiche. Non è invece disposto a rinunciare a tali prodotti l’11,7% dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler modificare le proprie abitudini anche se ci saranno rincari.

     

     

    * Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.