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  • RC auto: in Sardegna prezzi in aumento del 5,75%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Sardegna sono cresciuti, e molto; più del triplo di quelli nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, a fronte di un incremento nazionale dell’1,82%, ha evidenziato in Sardegna un aumento annuale del 5,75%, il che ha portato il costo medio della copertura, a febbraio 2017, a 454,43 euro, comunque ancora molto al di sotto del costo medio nazionale (529,14 euro).

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, i cui risultati per la Sardegna sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-sardegna.html anche la seconda parte dell’anno ha registrato nell’isola un incremento considerevole e, da settembre 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono aumentati del 4,84%.

    Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Cagliari; per loro l’RC auto oggi costa l’8,13% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari gli automobilisti di Nuoro, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 7,18%; infine Olbia-Tempio, dove l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 4,81%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di Oristano; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una notevole riduzione dei prezzi del 7,46% che sarebbe potuta essere anche maggiore se solo nell’ultimo semestre non si fosse registrato un aumento del 5,62%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Cagliari, con i suoi 484 euro è la provincia sarda in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Carbonia-Iglesias, con un premio medio pari a 457,07 euro. Terzo posto in classifica per Sassari dove per assicurare l’auto si spendono in media 451,26. Oristano è risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 354,92 euro (comunque in aumento del 5,62% negli ultimi sei mesi.).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai sardi. Al primo posto l’assistenza stradale, inclusa nel 39,64% dei preventivi. Al secondo posto la garanzia che copre gli infortuni al conducente (23,08%) e, al terzo, la tutela legale inserita dal 17,82% degli automobilisti sardi alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

     

     

  • Orange Smile vince #FacileHack 2017

    Orange Smile, team composto da 5 ragazzi fra i 24 ed i 30 anni si è aggiudicato la vittoria di #FacileHack 2017, il secondo Hackathon promosso da Facile.it http://hackathon.facile.it/2017.html

    Al termine di una intensa 24 ore di programmazione, la giuria presieduta da Fabio Lalli e composta da Cristina Bianchini, Deborah Raccagni, Moreno Soppelsa e Mauro Giacobbe, ha scelto il progetto incentrato sulla figura di FaciLino, un assistente virtuale pensato per supportare gli utenti di Facile.it durante il processo di scelta della migliore offerta ADSL sulla sezione https://www.facile.it/adsl.html e degli altri prodotti confrontati sul portale.

    A colpire la giuria è stata la capacità che ha avuto il team – molto eterogeneo nelle esperienze professionali e composto da programmatori e specialisti del marketing – di creare un progetto integrato e valido sotto molti aspetti, sia tecnici sia di utilità per il pubblico sia, non ultimo, di appeal verso il mercato.

    Nel progetto con cui ha vinto, Orange Smile ha previsto sia una parte di assistenza, online e tramite chat fruibile da desktop e da mobile, sia diverse attività di engagement e guerrilla marketing che tramite totem diffusi nei punti strategici della città e grazie ad un gioco basato sui confronti, aiutino gli utenti a familiarizzare col marchio Facile.it e con i vantaggi che offre la comparazione delle tariffe.

    #FacileHack 2017 si è svolto nella cornice del Talent Garden Calabiana di Milano e si è avvalso della supporto tecnico di Enter, storico inter service provider milanese, che ha fornito accesso alla piattaforma di hosting cloud Enter Cloud Suite. Per i team vincitori sono stati messi a disposizione corsi di formazione e specializzazione in ambito marketing, tecnologico, linguistico di programmazione e design forniti da Log.Ed, Fluentify e Ninja Academy.

  • RC auto: in Emilia Romagna prezzi in aumento del 2,5%

    Buone notizie per gli automobilisti dell’Emilia Romagna; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,90%) i prezzi dell’RC auto in Emilia Romagna continuano a rimanere inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 6,30% col premio RC auto pagato in Italia e un costo, sempre medio, della copertura RC a febbraio 2017, pari a 495,79 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in Emilia Romagna:https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-emilia-romagna.html), l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari al 2,59%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiorisiano state Ferrara con un aumento percentuale dei prezzi del 3,77% e Modena dove gli automobilisti hanno subito un aumento del 2,14% delle tariffe RC auto. Aumento corrispondente al 2% anche nella provincia di Reggio Emilia.

    In assoluta controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Forlì-Cesena e di Parma,; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Forlì-Cesena la riduzione dei prezzi è considerevole e corrisponde al 4,75%; a Parma la riduzione su base annuale è pari allo 0,93% anche se sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 4,91%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Rimini, con i suoi 560,93 euro è la provincia in cui assicurare un‘auto costa di più; al secondo posto si piazza Bologna, con un premio medio pari a 525,92 euro. Terzo posto in classifica per Ravenna, con 500,18 euro. In fondo alla classifica, con 440,15 euro troviamo Ferrara nonostante il più alto aumento regionale negli ultimi 12 mesi.

    Con un’età media pari a 8,90 anni, i veicoli circolanti in Emilia-Romagna risultano più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti emiliano-romagnoli; la inseriscono nel preventivo il 35,15% degli assicurati; seconda la copertura contro gli infortuni al conducente (21,78%), che precede di poco la tutela legale (21,05%).

  • RC auto: in Calabria prezzi in calo del 4,29%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Calabria sono finalmente diminuiti, e non di poco dato che la variazione annuale registrata da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, è pari a -4,29% su base annuale, il che porta il prezzo medio dell’ RC auto per gli automobilisti calabresi, a febbraio 2017, a 617,62 euro.

    In base ai numeri dell’Osservatorio elaborato da Facile.it, i cui risultati relativi alla Calabria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-calabria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una spiacevole inversione di tendenza ed un ritorno degli aumenti che, da settembre 2016 a febbraio 2017, sono stati pari mediamente al 2,14%, con il picco di Vibo Valentia e Catanzaro dove, rispettivamente, i premi RC auto sono aumentati del 6,57% e del 5,74%.

    A giudicare dai numeri è soprattutto Vibo Valentia la provincia che sta vivendo la situazione più strana perché se da un lato è vero che nel semestre è quella in cui i costi sono aumentati in maniera più sostenuta, è altrettanto vero che nell’anno qui i prezzi sono scesi in picchiata, registrando un forte -8,28%, il dato migliore di tutta la Calabria.

    Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a vivere le maggiori riduzione dopo gli automobilisti di Vibo siano stati gli assicurati di Crotone; per loro l’RC auto oggi costa il 6,31% in meno di quanto non fosse un anno fa. Terzi nella classifica calabrese i cosentini, che hanno gioito per un decremento delle tariffe pari al 3,90%; appena meglio di quanto sia accaduto a Reggio Calabria, dove la diminuzione dei costi da sostenere per assicurare l’auto è stata pari al 3,30%. Unici sotto la soglia del 2% gli assicurati della provincia di Catanzaro; per loro la riduzione si è fermata all’1,51%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Crotone, con i suoi 690,33 euro è la provincia calabrese in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Reggio Calabria, con un premio medio pari a 676,05 euro. Terzo posto in classifica per Vibo Valentia che, con 662,45 euro precede Catanzaro (580,19 euro) e Cosenza, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 518,94 euro (unica in diminuzione anche nel semestre).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai calabresi. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 71,63% dei preventivi, dato facilmente comprensibile se si pensa che le auto circolanti in Calabria hanno in media 10,24 anni, molto di più del valore nazionale.

  • Mutui: aumentano del 6,22% gli importi erogati

    Tornano a salire gli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questa la prima e più importante evidenza emersa dall’Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it relativo ai mutui italiani nel periodo febbraio 2016 – febbraio 2017. (https://www.facile.it/mutui.html). Nello scorso mese la richiesta media di mutui in Italia, si legge nell’analisi condotta su un campione di oltre 13.000 pratiche, è stata pari a 134.900 euro, vale a dire il 7,35% in più rispetto ai valori registrati dodici mesi prima. L’incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l’analisi ai sei mesi l’aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%.

    All’aumento degli importi richiesti corrisponde anche quello nelle somme erogate dalle banche, anche se in questo senso la crescita è inferiore e, di conseguenza, si crea un certo scollamento fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono; a febbraio 2017 l’erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa. Considerando ancora una volta i valori in ottica semestrale e trimestrale vediamo come, nei sei mesi, la crescita ci sia effettivamente stata, sia pure in maniera più contenuta (+1,85%), mentre nell’ultimo trimestre le banche sembrano aver scelto una linea di maggior cautela e gli importi erogati si siano ridotti, da dicembre 2016, del 2,13%.

    Con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, moltissimi italiani cercano di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, quindi, scelgono in massa il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a febbraio 2017; eppure qualcosa sembra cambiare all’orizzonte e, nel periodo compreso fra il 01 dicembre 2016 ed il 28 febbraio 2017, il tasso variabile torna a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%).

    A spiegare il fenomeno è Ivano Cresto, responsabile della Business Unit mutui di Facile.it: «La percentuale di nuovi mutuatari che sceglie il tasso fisso è in leggera discesa rispetto a fine 2016 perché, nonostante ci siano ancora sul mercato delle offerte a tasso fisso molto competitive, l’aumento degli IRS degli ultimi mesi sta spingendo alcuni nuovi mutuatari ad orientarsi verso altre soluzioni più convenienti sul breve periodo, come i tassi variabili, ma anche quelli misti che consentono una maggiore flessibilità e capacità di godere delle variazioni di mercato».

    Guardando al rapporto fra valore dell’immobile e importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch’esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%. Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).

    I mutui prima casa

    Come da abitudine, l’osservatorio ha poi svolto un focus dedicato ai mutui prima casa (https://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), per i quali ha riscontrato aumenti ancora più significativi.
    Se a febbraio chi ha sottoscritto una richiesta di finanziamento per comprare la sua prima casa puntava ad ottenere appena meno di 143.000 euro (142.826, +8,85% rispetto all’anno prima), le banche hanno comunque scelto di essere più generose rispetto a febbraio 2016, concedendo mediamente 125.250 euro (+9,18%), ma notevolmente più parche in confronto ai valori di dicembre 2016, quando concedevano in media 136.100 euro, vale a dire l’8% in più.
    Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici sia l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto al febbraio 2016) e i tempi di restituzione del mutuo (24 anni, erano 23 dodici mesi fa).

  • RC auto: in Toscana prezzi superiori del 12,5% rispetto alla media

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Toscana sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza negli ultimi sei mesi del 12,51% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 595,33 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per la Toscana: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html) la seconda parte dell’anno ha registrato un particolare incremento e, da settembre 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono aumentati del 5,56%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Prato; per loro l’RC auto oggi costa il 7,24% in più di quanto non fosse un anno fa ed il 12,83% in più di sei mesi fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Firenze, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 3,17%.

    In controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Lucca, Pisa e Pistoia; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Lucca i prezzi sono scesi dell’ 1,75%; a Pisa si è registrato un calo del 2,36% ed infine a Pistoia una riduzione del 4,17% che sarebbe potuta essere addirittura maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 6,47%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Prato, con i suoi 856,75 euro è la provincia toscana in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Massa-Carrara che, con un premio medio pari a 641,64 euro registra uno dei più alti incrementi su base semestrale in termini percentuali (6,75%). Terzo posto in classifica per Pistoia con 635,13 euro, nonostante la più alta riduzione in termini percentuali su base annuale (-4,17%).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai toscani. Al primo posto l’assistenza stradale, inclusa nel 39,82% dei preventivi. Al secondo posto gli infortuni al conducente (21,48%) e, al terzo, la garanzia che copre la tutela legale inserita dal 18,69% degli automobilisti toscani alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

     

     

  • RC auto: in Veneto prezzi inferiori del 16,5% rispetto alla media

    Buone notizie per gli automobilisti veneti; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,75%) i prezzi dell’RC auto in Veneto continuano a rimanere notevolmente inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del  16,48% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 441,95 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per il Veneto: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-veneto.html) l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se soltanto la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari all’ l’1,82%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori, benché contenuti, siano state Verona e Padova; per gli automobilisti di queste due province l’RC auto oggi costa rispettivamente il 2,09% ed il 2,08% in più di quanto non fosse un anno fa.

    A seguire, nella classifica dei rincari, quelli subiti dai veneziani, che hanno dovuto affrontare un incremento delle tariffe pari all’ 1,82%. Assolutamente in controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Rovigo, Treviso e Belluno; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Rovigo i prezzi sono scesi del 3,14%; a Treviso si è registrato un calo del 2,65% ed infine a Belluno una riduzione del 1,93% che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 5,9%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Venezia, con i suoi 475,95 euro è la provincia veneta in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Padova, con un premio medio pari a 468,92 euro. Terzo posto in classifica per Verona, con 440,06 euro. In fondo alla classifica, con 356,95 euro troviamo Belluno nonostante l’aumento del 5,9% negli ultimi sei mesi.

     

  • RC auto: in Lombardia prezzi in aumento del 3%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Lombardia sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, ha evidenziato un incremento del 3,02% su base annuale, il che ha portato il costo medio della copertura a febbraio 2017 a 425,20 euro.

    In Lombardia (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in regione: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lombardia.html) l’aumento è stato quasi doppio rispetto al valore nazionale, ma i costi per assicurare un veicolo sono ancora inferiori, del 19,64%, se confrontati al premio medio italiano.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Mantova; per loro l’RC auto oggi costa il 7,67% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 6,21%; a Cremona, invece, l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 5,62%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di Como; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione, seppure minima (-0,6%) che aveva già iniziato il suo corso negli ultimi sei mesi durante i quali si è registrata una diminuzione pari allo -0,37%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Milano, con i suoi 446,48 euro è la provincia lombarda in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Lodi che, con un premio medio pari a 439,31 euro, registra il più alto incremento su base semestrale in termini percentuali (3,66%). Terzo posto in classifica per Pavia, con una spesa che si pari a 437,64 euro.  Sondrio risulta essere la provincia più economica, con un premio medio pari a 366,96 euro.

    Con un’età media pari a 8,86 anni, i veicoli circolanti in Lombardia risultano molto più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti lombardi; la inseriscono nel preventivo il 31,8% degli assicurati; seconda la tutela legale (19,63%) che precede la copertura contro gli infortuni al conducente (17,63%).

  • L’auto lettura del contatore fa risparmiare?

    Quanto sappiamo delle auto letture e quanto usiamo questo strumento per risparmiare sulle bollette di luce e gas? A cercare di rispondere a questa domanda è stato Facile.it (https://www.facile.it/energia-luce-gas.html), il principale comparatore italiano del mercato che  ha analizzato i dati dichiarati dai propri utenti in fase di preventivo scoprendo che se, per i consumi del gas fanno l’auto lettura circa il 76% dei consumatori, la percentuale crolla al 27% se si parla delle bollette dell’elettricità.

    «L’autolettura permette al cliente di ricevere una fatturazione basata sui consumi reali e non su quelli stimati», ha dichiarato Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it, «ma pochi sanno che la quasi totalità dei fornitori, quando effettua stime, lo fa in maniera conservativa con misure che oscillano fra il 20% ed il 30% in meno rispetto ai consumi effettivi. Per questo motivo, il vantaggio maggiore delle autoletture è quello di consentire al consumatore un maggiore controllo sui propri costi e, per usare un termine tecnico, sui flussi di cassa».

    A determinare la grossa differenza nell’autolettura fra luce e gas è il fatto che se nel primo caso i contatori tele-letti dal fornitore sono sempre più diffusi, nel secondo la percentuale di diffusione di questo tipo di tecnologia è pari a poco più dell’ 1%.

    A guidare la classifica delle regioni più propense a comunicare proattivamente al proprio fornitore i reali consumi di casa è la Lombardia; qui vivono il 26% dei consumatori che fanno l’autolettura per l’energia elettrica ed il 71% di chi lo fa per il gas. Alle spalle della Lombardia si trova il Lazio per l’energia elettrica (19,6%) ed il Veneto per quanto riguarda i consumi legati al gas (24%).  Guardando la classifica dal basso si scopre come la pratica dell’autolettura sia pressoché assente al sud e nelle isole con regioni dove non si arriva nemmeno all’1% dei consumatori.

    Aggregando i risultati per macro aree, per quanto riguarda l’energia elettrica fa capo al Nord il 57% delle autoletture; la percentuale sale al 73% nel caso del gas.

     

  • RC auto: in Liguria prezzi in aumento del 4,78%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Liguria sono cresciuti, e tanto. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, ha evidenziato un incremento del 4,78% su base annuale, il che ha portato il costo medio della copertura, a febbraio 2017, a 539,11 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, i cui risultati per la Liguria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-liguria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una frenata negli aumenti e, da settembre 2016 a febbraio 2017, l’incremento è stato pari ad appena lo 0,57%.

    Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Imperia; per loro l’RC auto oggi costa il 9,62% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari i savonesi, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 7,65%; appena meglio di quanto sia accaduto a Genova, dove l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 5,69%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di La Spezia; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione, seppure minima (-0,66%) che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 3,44%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Genova, con i suoi 571,09 euro è la provincia ligure in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza La Spezia, con un premio medio pari a 556,47 euro. Terzo posto in classifica per Imperia che, con 459,01 euro precede Savona, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 445,30 euro (comunque in aumento del 2,79% negli ultimi sei mesi.).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai liguri. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 40,73% dei preventivi. Al secondo posto la tutela legale (20,38%) e, al terzo, la garanzia che copre gli infortuni al conducente, inserita da poco meno del 16% degli automobilisti liguri alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

  • Cresce del 3,5% in sei mesi il premio medio RC auto

    Dopo un periodo in cui i costi delle assicurazioni auto sono calati ora si inverte la tendenza e, secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html) nel corso degli ultimi sei mesi i premi medi RC auto italiani hanno subito un rincaro del 3,5% arrivando a febbraio 2017 a un importo di poco superiore ai 529 euro.

    Il portale, leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto e moto (http://www.facile.it/assicurazioni.html), ha elaborato la propria analisi su un campione di oltre un milione di preventivi effettuati sul sito negli ultimi dodici mesi e relative quotazioni offerte dalle compagnie confrontate.

    Scorrendo i risultati emerge come alcune regioni si siano comportate in maniera diversa, con premi in calo nei sei mesi tanto in Friuli Venezia Giulia (-1,38% e premio medio 375,55 euro) quanto in Molise (-1.45%; 478,97 euro).

    «Dopo un periodo di relativa calma durato da marzo ad agosto 2016»  – dichiara Diego Palano, Responsabile BU Assicurazioni Facile.it «sul finire dell’estate i premi medi hanno addirittura cominciato a scendere, ma si è trattato di un periodo relativamente breve cui è seguito, sul finire dell’anno un continuo saliscendi che ha portato oggi i premi RC auto a valori simili a quelli registrati a maggio del 2015»

    Allargando il periodo di osservazione ai dodici mesi si vede come, pur presente, l’aumento sia stato comunque più contenuto (1,82%) e come, nell’anno, alcune regioni abbiano visto ridursi in maniera sensibile i costi necessari ad assicurare un’automobile. In Abruzzo la riduzione è stata prossima all’1%, ma è soprattutto in Puglia e in Calabria che oggi gli automobilisti possono essere più contenti visto che per loro i premi sono calati in un anno del 3,34% e del 4,29%.

    Notizie in chiaroscuro per la Valle d’Aosta dove si è registrato il maggiore incremento semestrale (12,30%), ma anche i premi medi più economici d’Italia (346,49 euro). La Campania, con un costo medio pari a 845,21 euro, è di contro la regione in cui assicurare un veicolo costa di più.

    «È in periodi come questi che confrontare le diverse offerte disponibili sul mercato diventa fondamentale»  – ha spiegato ancora Palano «ogni automobilista può verificare autonomamente quali siano le migliori condizioni ottenibili e, in virtù di ciò, arrivare a risparmi consistenti».

    L’Osservatorio di Facile.it ha puntato la propria attenzione anche sull’anzianità dei veicoli circolanti in Italia e sulle garanzie accessorie più richieste in fase di preventivo. I due elementi sono risultati strettamente connessi e visto che le 4 ruote italiane hanno mediamente 9,5 anni, non sorprende che la garanzia più richiesta sia l’assistenza stradale, inserita nel 42,4% dei preventivi.

  • Assicurazioni vita e infortuni: costano in media 415 euro

    115 euro annui per tutelarsi contro gli infortuni di lieve entità, fra i 300 ed i 350 per coprire anche il caso di invalidità permanente o decesso. Sono questi i costi che si devono affrontare in Italia per sottoscrivere una polizza infortuni e una polizza vita secondo i calcoli fatti da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-vita.html), il più importate sito italiano di confronto dedicato ai prodotti assicurativi, che ha compiuto una simulazione relativa al profilo del richiedente tipo (40 anni, somma assicurata 100.000 euro, durata polizza 15 anni) rilevando i dati risultanti dalle migliori offerte disponibili in piattaforma.

    I costi sono tutt’altro che eccessivi, ma possono variare notevolmente a seconda del profilo del richiedente; tutte le compagnie considerate per il confronto – ad esempio – nel caso della polizza vita arrivano quasi a raddoppiare il premio annuo richiesto se chi firma la polizza è un fumatore, anche occasionale.

    «Spesso si fa molta confusione in merito alle assicurazioni legate alla salute.», ha dichiarato Giordano Gala, BU manager di Facile.it, «È molto importante distinguere fra le polizze infortuni – che coprono solo eventi meno gravi, ma includono anche i rimborsi di diaria per ingessature o ricoveri in Italia e all’estero, e quelle vita che, al contrario, tutelano per gli eventi più gravi, fino al decesso.»

    I vantaggi derivanti da una copertura di questo tipo sono talmente evidenti che oggi sempre più spesso le aziende si fanno carico della polizza assicurativa offrendola come benefit al dipendente, tanto singolarmente quanto per il suo intero nucleo familiare, favorendone in questo modo anche il ricorso alle strutture sanitarie private.

    Nel corso del 2016, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, la regione italiana che ha dimostrato il maggiore interesse per questo tipo di copertura è il Lazio, seguito dalla Lombardia. Al terzo posto, nel caso delle assicurazioni infortuni si trova il Piemonte mentre, per quelle vita, la medaglia di bronzo è ad appannaggio della Liguria. In entrambi i casi il Sud sembra non cogliere ancora i vantaggi derivanti da queste coperture e sono tutte meridionali le regioni agli ultimi posti della classifica.

    Guardando invece all’età di chi si informa online in merito a questi prodotti, la fascia più rappresentata è quella tra i 25 ed i 34 anni per gli infortuni (30% del campione), mentre si sale di un pochino e si arriva a quella 35 – 44 anni (31% del campione) per la polizza vita.

  • 7 milioni di case sfitte, ecco l’assicurazione affitto

    In Italia ci sono più di 7 milioni di case vuote, oltre una su cinque (22,7%). Proprio così, nessun errore: si tratta di case disabitate, alle volte abbandonate, lasciate lì senza più assolvere allo scopo per cui sono state costruite. Ovviamente non tutte: più della metà di queste sono case vacanza, ma secondo i dati dell’Istat (gli ultimi sono risalenti al 2011) circa 2,7 milioni di case in tutto lo Stivale sono semplicemente vuote. Perché? Ogni proprietario ha le sue ragioni, ma una delle più ricorrenti è la paura di concederla in affitto per poi ricadere nel problema dell’inquilino moroso. Stipulare un contratto d’affitto vuol dire avere un reddito fisso mensile da un immobile, ma complice anche la crisi, gli inquilini che non riescono a tener fede ai pagamenti sono aumentati. Si tratta certamente di un problema di grave emergenza sociale per tante persone che non riescono ad arrivare a fine mese e a cui le istituzioni dovrebbero dedicare più attenzione, tuttavia il danno sussiste anche dalla parte del locatore (chi dà in affitto) che dovrà comunque attivare una lunga e dispendiosa procedura di sfratto e nel frattempo continuare comunque a pagare le tasse.

    Per ovviare a questo stato di cose molti italiani si stanno muovendo diversamente e Assicurazione.it, in collaborazione con Facile.it, ha fatto il punto della situazione, rilevando un fenomeno sempre più diffuso: quello dell’affitto assicurato. In sostanza si stipula una polizza con una compagnia assicurativa specializzata per cui, a fronte di un premio, il proprietario dell’appartamento si mette al sicuro contro eventuali morosità.

    Si tratta di formule che prevedono un premio variabile tra l’1,4% e il 2,5% del canone annuo e, a seconda delle clausole, possono prevedere il rimborso fino a 12 mensilità in caso di inadempienze dei pagamenti, danni o spese condominiali non versate, fino alle spese legali sostenute per lo sfratto. Ipotizzando quindi un canone di 500 euro al mese, si pagherà una quota tra gli 84 e 150 euro all’anno. Ovviamente si tratta di stime che possono variare molto a seconda delle caratteristiche dell’immobile, del costo dell’affitto, delle garanzie eventualmente date dall’inquilino, ma è un tipo di procedura che potrebbe dare benefici a tutti, non solo ai proprietari delle case. Spesso quando locatore e locatario decidono di accendere una polizza assicurativa, l’inquilino potrebbe decidere di offrire delle garanzie in cambio di uno sconto. Molti proprietari sono infatti disponibili a percepire meno, ma ad avere una rendita sicura.

    Un altro dei possibili benefici potrebbe inoltre arrivare per il mercato degli affitti in generale. Con la garanzia di non trovarsi invischiati in situazioni spiacevoli, più proprietari potrebbero decidersi a mettere sul mercato il proprio immobile. A un aumento della domanda come sempre corrisponde un abbassamento dei prezzi e di questi potrebbero beneficiare anche le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.

    In generale un mercato solido, in crescita e senza trappole burocratiche è comunque sempre preferibile e, dove le leggi rendono il tema complesso, ricorrere alle assicurazioni private potrebbe dare un aiuto consistente.

    Il problema delle case vuote non è marginale, anzi è molto sentito non solo in Italia ma in tutta Europa dove mediamente una casa su sei è disabitata. Riuscire a rimettere sul mercato almeno una parte di questi alloggi sarebbe un bel passo avanti per risolvere l’annoso problema della “emergenza abitativa”.

  • Assicurazioni professionali e medici: da marzo si cambia

    Entro fine febbraio è attesa l’approvazione definitiva del ddl Gelli, disegno di legge che mira a introdurre nuove disposizioni in materia di responsabilità professionale dei medici e più in generale del personale sanitario operante nel pubblico e nel privato. Facile.it ha fatto il punto della situazione per vedere cosa cambia alla luce della nuova norma che, a quanto risulta da un’indagine dello stesso comparatore, sta già sortendo i primi effetti visto che il 19,2% di chi ha richiesto informazioni su un’assicurazione professionale è un medico. Ecco cosa cambia con il nuovo ddl.

    RC Professionale obbligatoria per medici e strutture del Servizio Sanitario Nazionale
    In materia di assicurazioni, l’articolo 10 della nuova normativa ribadisce l’obbligatorietà di una copertura RC professionale per i medici, secondo quanto già avviato dalla riforma delle professioni che dal 2012 ha progressivamente esteso l’obbligo a tutti i liberi professionisti iscritti a un albo ad eccezione dei giornalisti. Nello stesso articolo viene inoltre sottolineato l’obbligo di assicurarsi per tutte le aziende legate al Servizio Sanitario Nazionale, incluse le strutture e gli enti privati che operano in regime autonomo o di accreditamento.

    Ridimensionata la responsabilità del medico
    Al fine dichiarato di limitare i casi di medicina difensiva, nell’interesse generale del medico e del paziente, il disegno di legge modifica in modo sostanziale il concetto di responsabilità civile del professionista. Resta infatti da una parte invariata la responsabilità civile della struttura sanitaria, chiamata a rispondere, anche tramite l’assicurazione obbligatoria, dei danni causati al paziente e a dimostrare che non si sia verificato un caso di malasanità, mentre la responsabilità del medico operante viene ridimensionata. L’articolo 7 specifica infatti che è la struttura sanitaria a rispondere delle condotte dolose o colpose del professionista che opera al suo interno, anche se non in qualità di dipendente, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile.

    Altre novità
    Il ddl Gelli alleggerisce inoltre la responsabilità penale del medico, che dovrà rispondere di omicidio colposo o lesioni personali colpose solo in caso di colpa grave, ossia in caso si dimostri abbia agito contro le linee guida stabilite dall’Istituto Superiore di Sanità e le buone pratiche clinico-assistenziali.

    Per abbreviare i tempi di risoluzione delle controversie viene introdotto l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di proporre in tribunale un caso di responsabilità medica.

    Chi ha subito un danno può procedere alla richiesta di indennizzo diretto sia presso l’ente ospedaliero che presso il medico o in ultimo direttamente presso la compagnia assicuratrice della struttura o del professionista. Il disegno di legge promuove l’introduzione di un Fondo di Garanzia che intervenga nel risarcimento dei pazienti in caso di massimali assicurativi inadatti al rimborso di quanto dovuto o in altri casi di insolvenza della compagnia assicuratrice.

  • Cresce del 18% in un anno la ricerca di assicurazioni sulla casa

    Gli italiani hanno ormai capito che conviene tutelare i propri beni e, a giudicare dai numeri, al primo posto nei loro pensieri c’è la casa. Secondo un’indagine compiuta da  Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-casa.html), il più importante comparatore italiano di prodotti assicurativi, su un campione di oltre 85.000 utenti unici, la ricerca di assicurazioni a tutela degli immobili è aumentata, in un anno, del 18%.

    Se già il dato annuale è notevole, diventa sbalorditivo quello registrato ad agosto: +52%, chiaramente influenzato  dai  fatti di  Amatrice – anche se, curiosamente, non sempre il danno causato dai terremoti  è  rimborsato dalle polizze.

    «Quando si decide di sottoscrivere una polizza che tuteli la nostra abitazione – precisa Giordano Gala, Responsabile BU assicurazioni casa di Facile.it – bisogna fare molta attenzione. Le polizze sono di due tipi: uno è relativo ai beni contenuti nella casa, l’altro ai danni alla struttura. Il secondo è quello che contempla anche i problemi causati dagli eventi naturali, ma non tutti i contratti includono i danni da alluvione o terremoto e, anche se lo fanno, hanno sotto clausole specifiche – come quella che esclude dalla copertura gli edifici costruiti entro i 25 metri dai campanili delle chiese o quella che tutela lo stabile precedentemente danneggiato da un sisma solo e soltanto se è stato completamente ristrutturato».

    A dimostrare il maggiore interesse  verso la tutela  assicurativa della propria casa sono gli italiani con un’età compresa fra  i 35 ed i 44 anni (39% del totale) e i residenti in Lombardia, Friuli   Venezia Giulia, Lazio ed Emilia Romagna, tutte regioni che nella loro storia più o meno recente hanno dovuto fare i conti con i danni causati da eventi naturali.

    Guardando ai costi, Facile.it ha fatto una simulazione legata ad un immobile di 100 metri quadrati sito a Milano;  per garantirlo con una polizza assicurativa i prezzi variano dai 240 ai 320 euro annui a seconda che la casa in questione sia un appartamento, una villetta singola o una villetta a schiera. Requisito fondamentale per vedersi garantite queste tariffe è che l’immobile sia anche abitazione principale; nel caso in cui si tratti invece di una seconda casa o comunque di un’immobile ad uso saltuario il costo aumenta anche del  25%.

    «Un altro aspetto da considerare attentamente – ha continuato Gala – è legato al valore reale degli oggetti custoditi nella casa e che copriamo con l’assicurazione. Tanto il massimale quanto il premio che paghiamo alla compagnia è legato proprio a questo valore ed è bene sia corretto: sopravvalutare un oggetto per questioni affettive potrebbe trasformarsi in un danno economico, così come il sottovalutarne alcuni per pagare un premio inferiore. Consideriamo quindi i valori reali e, ove possibile, manteniamo anche i documenti di spesa in un luogo che non sia la casa: in caso di danno sarebbe molto difficile recuperare quei fogli così importanti ai fini del risarcimento.»

    In ultimo una curiosità: le assicurazioni per la casa non sono necessariamente legate alla proprietà, a stipularla possono essere anche gli affittuari nella formula detta “uso locativo”. Scegliendo questa tutela gli inquilini possono proteggere sia i loro beni contenuti della casa, sia se stessi, dai contraccolpi economici che potrebbe causargli la richiesta di un risarcimento economico, per un danno all’appartamento da loro causato.

  • Facile.it di nuovo on air con una creatività dedicata a San Valentino

    Facile.it (https://www.facile.it/), primo sito in Italia per la comparazione di assicurazioni e offerte ADSL ha deciso di dedicare a San Valentino il suo dodicesimo spot e rinnovare la fiducia alla creatività dell’agenzia Nadler Larimer & Martinelli (http://www.nadler.it/); il focus dello spot torna ad essere quello delle polizze auto, ma il risparmio garantito dal confronto delle offerte disponibili sul portale questa volta porterà…al matrimonio..

    Dopo le positive esperienze degli ultimi episodi, anche questo ha per la regia la firma di Paolo Genovese; confermata anche la produzione di The Bigmama (http://www.thebigmama.it/).

    Lo spot, on air da domenica 5 febbraio sulle principali emittenti televisive, si intitola appunto “Innamorarsi è Facile”, e a pronunciare la ormai arci nota formula magica Facile.it! Facile.it! Facile.it! questa volta è l’attrice Lidia Cocciolo, diventata nota al grande pubblico per essere arrivata quarta nell’ edizione 2002 – 2003 del talent Amici di Maria de Filippi e poi protagonista di serie famosissime come Braccialetti Rossi.

    La storia comincia proprio il giorno di San Valentino, quando il fidanzato si presenta sotto casa della sua amata con il più classico dei regali; un mazzo di rose rosse che saranno solo l’inizio di un crescendo di risparmio e amore.

    Per questo primo flight è prevista la programmazione sui canali Mediaset, Cielo, TV8, Sky e Discovery (DMAX, RealTime, Focus, NOVE, Eurosport).  Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

     

    Scheda Tecnica:

    Agenzia: Nadler Larimer & Martinelli
    Regista: Paolo Genovese
    DOP: Renato Alfarano
    CDP: The Bigmama srl
    Executive Producer: Lorenzo Borsetti
    Post Produzione video: EDI
    Post Produzione audio: Top Digital
    Direttore Creativo: Dario Primache
    Art: Giulio Rosati
    Copywriter: Antonino Munaffò
    Musica: Hot Chocolate “You Sexy Thing”

  • RC animali: in Italia mercato potenziale di oltre 532 milioni di euro

    Gli italiani sono un popolo notoriamente amante degli animali tanto che, secondo dati ufficiali, il 55% dei nostri connazionali convive con cani o gatti. Da anni il mondo delle assicurazioni si rivolge anche a loro e Facile.it (https://www.facile.it/assicurazione-cane.html), il principale comparatore italiano di prodotti assicurativi, ha deciso di analizzare questo mercato che, con ben 14 milioni di soggetti assicurabili in Italia ha, potenzialmente, valori da capogiro: oltre 532 milioni di euro per le sole coperture di responsabilità civile.

    Il costo che i proprietari di cani o gatti devono sostenere per assicurare il proprio amico a quattro zampe è sostanzialmente legato a due fattori: l’età e la razza dell’animale.

    Assicurare un gatto o un cane di razze ritenute non a rischio ha un costo pari a meno di 40 euro all’anno (76 euro dal secondo anno in poi), ma se il nostro animale appartiene ad una razza classificata come “a rischio” il premio può arrivare a costare fino al 60% in più.

    A definire il “rischio” sono tabelle che includono sempre razze come Pitbull, Rottweiler e Dogo argentino, anche se esistono molte altre varianti che portano le compagnie a considerare “rischiose” particolari tipologie di cani o gatti. Meglio quindi verificare come l’assicurazione consideri il nostro animale prima di procedere alla stipula del contratto di copertura.

    Curiosamente, cani e gatti particolarmente giovani (di età inferiore ai sei mesi) o anziani (oltre i 10 anni) godono di scontistiche importanti rispetto ai loro omologhi di età compresa fra questi estremi; se il nostro animale ha già superato i sei mesi di età, ma ancora non ha compiuto dieci anni, assicurarlo costerà praticamente il doppio. Vita (assicurativa) facile quindi per i cani anziani? In realtà no: alcune compagnie non accettano di assicurare l’animale se ha più di otto anni a meno che, in qualche senso, sia già “loro cliente”; possibile quindi stipulare il contratto se si tratta di un rinnovo o se è già stato assicurato almeno 24 mesi con la compagnia.

    È stato calcolato che ogni famiglia con un cane o un gatto affronta per lui una spesa media mensile di circa 300 euro; segno che l’amico a quattro zampe è tenuto di conto, caratteristica indispensabile anche per godere della copertura assicurativa che, nel caso in cui si accerti che il cane o il gatto venga maltrattato dal proprietario, non è valida.

    La copertura RC legata a cani e gatti non copre unicamente i danni che possono causare a terze persone o loro proprietà, ma anche la salute dell’animale, pur escludendo casi specifici come infortuni o malattie derivanti dal suo impiego per la caccia o nei combattimenti clandestini, il suo utilizzo “professionale” (ad esempio nel caso di cani poliziotto o da soccorso) o la semplice non iscrizione all’anagrafe canina.

    Come accade agli esseri umani, anche cani e gatti possono star male durante la vacanza; ecco quindi che, se siamo soliti viaggiare con loro, possiamo stipulare a nome di Fido anche un’assicurazione dedicata al viaggio che garantisce ulteriori benefici, come le visite veterinarie in altri Stati o un servizio di assistenza che informerà il padrone della disponibilità di strutture pet friendly.

    «Le assicurazioni per cani e gatti», ha dichiarato Giordano Gala, BU manager di Facile.it, «sono un prodotto sempre più cercato online e offline. Questo racconta il grande amore degli italiani per i loro animali, ma anche la crescente consapevolezza che le coperture assicurative possono essere un grande aiuto in molti campi della nostra quotidianità, incluso il rapporto con i nostri animali domestici.»

  • RC Auto: In Toscana aumenti per 140.000 automobilisti

    Secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), in Toscana, nel 2016, il 5,78% degli automobilisti ha denunciato sinistri con colpa e, in virtù di ciò, la regione è prima in assoluto nella classifica nazionale. Considerando il parco auto circolante, il dato si tradurrà in aumenti dei costi RC auto per quasi 140.000 conducenti toscani.

    L’analisi – che ha considerato un campione di 50.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – vede comunque un miglioramento, seppur lievissimo, nel comportamento degli automobilisti censiti: la percentuale di soggetti che pagheranno di più si è ridotta dello 0,10% rispetto allo scorso anno.

    Le cattive notizie, però, riguardano anche i più virtuosi visto che, in linea generale, i costi delle polizze auto in Toscana sono aumentati del 2,56% in un anno, raggiungendo una media di 594,60 euro. (Al link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html tutti i dati relativi  all’osservatorio RC auto della regione Toscana).

    La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Lucca; qui è ricorso all’intervento delle assicurazioni il 7,16% dei conducenti. Massa Carrara è seconda, con il 6,34% di automobilisti protagonisti di una denuncia presso la propria compagnia assicurativa. Simili le percentuali registrate in provincia di Prato (6,23%) e Pistoia con il 6,21% di automobilisti che peggioreranno la propria classe di merito. Poco sotto la soglia del 6% si collocano le province di Firenze (5,77%) e Livorno (5,65%). A seguire troviamo Pisa, dove il 5,38% degli automobilisti ha denunciato un sinistro con colpa e peggiorerà per questo classe di merito. Arezzo si colloca fra gli ultimi posti della classifica regionale con una percentuale del 4,86% di denunce. Stando all’analisi, i toscani più virtuosi guidano nelle province di Grosseto e Siena, con percentuali rispettivamente pari al 3,97% e 3,50%.

    Leggendo i dati socio-demografici del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente con conseguente peggioramento della classe di merito, fra le donne toscane si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (6,30%); per gli uomini la percentuale si ferma al 5,78%. Guardando alla professione dichiarata i più distratti sono i pensionati: in questa categoria la percentuale di denunce arriva all’8,02%; alle loro spalle gli insegnanti (6,77%) e i dirigenti (6,69%). Al contrario, i conducenti più attenti sono gli imprenditori (4,60%) e gli operai (4,65%).

  • RC Auto: In FVG meno denunce, ma premi più alti

    Nonostante una leggera diminuzione, rispetto all’anno precedente, del numero di sinistri con colpa denunciati (-0,10%), secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) nel 2017 sono previsti rincari nei costi dell’assicurazione auto per quasi 30mila automobilisti del Friuli Venezia Giulia.

    In base all’analisi – che ha considerato un campione di circa 8.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – con il 3,76% di automobilisti che hanno fatto ricorso alle assicurazioni per aver causato un incidente, oltre a rimanere una di quelle in cui i premi medi sono tra i più bassi della nazione, il Friuli Venezia Giulia è la regione automobilisticamente più “virtuosa” del Nord Italia.

    Come si evince dall’osservatorio specifico – i cui dati relativi al FVG sono consultabili nella versione completa a questo link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-friuli-venezia-giulia.html – il premio medio RC auto pagato in Friuli Venezia Giulia, nello scorso mese, è stato pari a 375,95 euro, cifra come detto fra le più basse in Italia nonostante un aumento annuale del 9,41%.

    La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha avuto nel 2016 la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Udine, dove è ricorso all’intervento delle assicurazioni addirittura il 4,26% dei conducenti. Va un po’ meglio per chi guida nell’area di Trieste, provincia in cui ha denunciato di aver causato un sinistro il 3,96% degli automobilisti; dato comunque al di sotto della media nazionale, pari al 4,12%. Ancora più basso il valore registrato in provincia di Pordenone (3,18%), ma il record dei virtuosi spetta a Gorizia dove soltanto il 2,81% degli automobilisti peggiorerà classe di merito per aver causato un incidente.

    Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,63%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,30%.

    Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, i friulani più distratti alla guida sono gli imprenditori: in questa categoria la percentuale di denunce arriva addirittura all’8,5%; alle loro spalle chi è in cerca di occupazione (5,91%) che nella classifica degli automobilisti imprudenti precede i pensionati (4,93%).  Al contrario, i conducenti più attenti sono i

    liberi professionisti: soltanto il 2,42% di loro ha denunciato sinistri con colpa nel 2016. Alle  loro spalle operai (2,57%) e commercianti (2,59%).

  • Nel 2017 meno denunce di sinistri, ma RC auto in aumento per oltre 1,4 milioni di automobilisti

    Stando alle ultime stime di Aci e Istat il 2016 va archiviato come anno positivo per la sicurezza sulle strade italiane, con un calo sia del numero di incidenti che di vittime. Nonostante ciò, secondo un’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html), per oltre 1,4 milioni di automobilisti il 2017 si aprirà all’insegna di un aumento delle tariffe RC auto, e ciò perché sono stati riconosciuti responsabili di sinistri che faranno peggiorare la loro classe di merito.

    Il portale, sito leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto, ha analizzato oltre 500.000 preventivi richiesti nell’ultimo mese dello scorso anno, scoprendo che il 4,12% degli utenti vedrà aumentare l’importo dell’RC auto da rinnovare. La percentuale è in diminuzione rispetto all’anno scorso (-0,31%) e ciò indica che nel 2016 oltre 100mila automobilisti italiani sono stati più attenti e prudenti rispetto al 2015.

    Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,68%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,81%.

    Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, infermieri e medici si confermano molto disattenti e tra loro il 4,66% nel 2017 pagherà premi maggiori; il dato dei camici bianchi e degli operatori sanitari è superato solo da quello dei pensionati (5,21%). Seguono insegnanti (4,58%) e impiegati (4,38%). Al contrario, sono ancora una volta i vigili urbani e gli appartenenti alle forze dell’ordine gli automobilisti che hanno fatto meno ricorso alla propria compagnia assicurativa; soltanto il 2,76% ha denunciato sinistri con colpa.

    Come avvenne nella scorsa rilevazione, anche per il 2017 la regione con il maggior numero di denunce è la Toscana, in cui ben il 5,78% del campione si è reso colpevole di sinistri – in calo comunque dello 0,10% rispetto all’anno scorso. A seguire si trovano Liguria (5,40%) e Lazio (5,21%). Proprio la Liguria è una delle regioni che ha visto aumentare maggiormente il numero di denunce con un aumento dello 0,28% rispetto alla rilevazione precedente; il record spetta alla Valle d’Aosta con un +1,79%. Chiudono la classifica Basilicata (2,05%) e Molise (2,15%): proprio in queste due aree sono diminuiti più che altrove i sinistri con colpa denunciati, con percentuali pari rispettivamente al -1,35% e -1,93%. Buone anche le prestazioni di chi guida in Umbria, dove c’è stato un calo del -1%.

    «Se l’obiettivo dell’Europa è quello di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020, l’Italia è ancora lontana dal traguardo  – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Gli ultimi anni hanno rappresentato una svolta nel comparto assicurativo che ha visto rivoluzionare non solo le pratiche burocratiche, ma anche l’atteggiamento dell’automobilista. Contrassegno elettronico e scatole nere sono stati cambiamenti importanti, e nonostante per qualcuno l’RC auto aumenterà, auspichiamo che questi strumenti creino circoli virtuosi che si amplificheranno nei mesi a venire, sommandosi a quelli provenienti dalla comparazione, ormai largamente sfruttata dagli italiani».

  • Dal bonus ristrutturazioni a quello alberghi; cosa resta nella finanziaria 2017

    Dopo le dimissioni del premier Renzi, la votazione della Legge Finanziaria per il 2017 è stata comunque assicurata, e con essa la presenza dei bonus e delle detrazioni fiscali per il prossimo anno.noi di Mutui.it. in collaborazione con Facile.it, abbiamo rianalizzato i testi e verificato quali sono i bonus riconfermati, eccoli.

    C’è ancora l’Ecobonus, ovvero la detrazione fiscale spettante a chi intraprenda lavori di riqualificazione energetica, che ammonta al 70/75% per i condomini (detrazione da spalmarsi su 10 anni ed estesa fino al 2021) e al 65% per le singole case, provvedimento esteso fino alla fine del prossimo anno. Bonus che quindi incentiva alla stipula di mutui e finanziamenti per dare liquidità a questi tipi di progetti.

    Anche il bonus per le ristrutturazioni è stato prorogato fino al 2017, e consiste in una detrazione del 50% delle spese. A questo si aggiunge come ormai da qualche anno il bonus mobili, per l’acquisto di arredamento e piccoli elettrodomestici, anche questo detraibile al 50% da distribuire in dieci anni.

    Per chi debba adibire un immobile ad albergo, esiste anche un bonus alberghi, esteso fino al 2018, che dà la possibilità di detrarre il 65% delle spese in dieci anni.

    Ricordiamo poi il bonus per l’adeguamento antisismico delle abitazioni, con detrazioni, a seconda delle zone, del 50-70-80% per le case e del 50-75-80% per i condomini. Questo bonus consiste in una detrazione del 50%, che sarà possibile richiedere fino alla fine di dicembre del 2021.

    Confermato anche il Fondo di garanzia per la prima casa, prorogato anch’esso a tutto il 2017, e le agevolazioni per i mutui destinate agli under 35, sia giovani coppie che single con contratti atipici, che usufruiranno di una garanzia statale del 50% presso le banche aderenti al progetto. Tale garanzia riguarderà però solo la quota capitale (non gli interessi) del prestito sottoscritto per l’acquisto dell’abitazione principale, purché il suo valore non superi i 250 mila euro e non rientri nelle categorie “di lusso” A8, A9 e A1.

    Per chiunque chieda un mutuo per comprare o ristrutturare la prima casa ci sono inoltre agevolazioni Irpef, che consistono, per il 2016, nella consueta detrazione degli interessi passivi e degli oneri accessori relativi alla quota interessi (non capitale) dei finanziamenti, per un massimo di 4 mila euro.

    Non è stata invece confermata, tra le agevolazioni fiscali legate alle abitazioni, la misura che permette di detrarre dall’Irpef il 50% dell’Iva all’acquisto di un immobile di classe energetica A o B direttamente dall’impresa costruttrice

  • Milano: premiata la scuola elementare Armando Diaz

    «Siamo fortemente convinti che sia nella scuola primaria che si cominciano a creare quelle che saranno le eccellenze di domani, ed è sul futuro e su questa fase della formazione scolastica che vogliamo puntare»: con queste parole Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, ha dato il via al progetto “Facile.it per la scuola” (https://www.facile.it/scuola.html) che, creato per valorizzare l’eccellenza negli istituti primari del nostro Paese, riconoscerà ogni anno il merito di una scuola elementare italiana.

    «Abbiamo scelto di cominciare a guardare attorno a noi e far partire il progetto dalla Armando Diaz di via Crocefisso a Milano, la scuola elementare pubblica del quartiere in cui ha sede la nostra azienda» ha spiegato ancora Giacobbe. «L’istituto si è sempre distinto per innovatività dei progetti didattici, creati per la formazione di alto livello fin dall’istruzione primaria. La scuola punta a preparare i ragazzi ad un contesto di confronto internazionale attraverso l’insegnamento in lingua inglese delle scienze e di altre materie, lo sviluppo della passione per la tecnologia e l’utilizzo di strumenti di insegnamento multimediale, a partire dalle lavagne LIM.»

    La scuola ha ricevuto un fondo di 5.000 euro da impiegare per la realizzazione di un progetto didattico, più diversi strumenti tecnologici provenienti dagli asset aziendali di Facile.it con i quali poter svolgere le lezioni di diverse discipline. Sono stati donati 20 iPad (modello iPad3 o iPad2 entrambi 16 giga,) 3 laptop e 3 computer fissi.

    In occasione della consegna ufficiale del fondo e dei materiali, Facile.it ha annunciato che, a partire dall’anno scolastico 2017 – 2018, sarà aperto un bando a tutte le scuole primarie pubbliche d’Italia che, tramite la pagina https://www.facile.it/scuola.html, potranno presentare il proprio progetto affinché venga valutato da una commissione creata ad hoc. Il migliore riceverà ancora una volta asset di tecnologia provenienti dalla dotazione dell’azienda e un fondo da 5.000 euro per la realizzazione del progetto stesso.

    «Ringrazio Facile.it» ha dichiarato Cecilia Righi, Preside dell’Istituto Comprensivo Armando Diaz, «per il cospicuo fondo e i materiali donati alla nostra scuola e soprattutto per il riconoscimento dell’eccellenza del progetto educativo che ci contraddistingue ormai da generazioni. Insieme al corpo docente mi impegno a proseguire sulla strada dell’innovazione e dell’inclusività, avendo come fine il successo formativo di ogni alunno e di tutti, nello spirito di comunità solidale e partecipativo».

  • Mutui: continuano a diminuire le surroghe, -19,8% nel semestre

    I mutui richiesti in Italia nel semestre maggio – ottobre 2016 sono sempre più spesso nuovi finanziamenti e le surroghe diminuiscono, rispetto al periodo novembre 2015 – aprile 2016 di quasi 20 punti percentuali perdendo terreno sia in termini assoluti, sia in termini relativi rispetto al totale dei finanziamenti erogati. I dati arrivano dall’Osservatorio condotto da Facile.it (https://www.facile.it/mutui.html) e Mutui.it (https://www.mutui.it/) che ha analizzato un campione di oltre 20.000 richieste e relative erogazioni di mutuo presentate in Italia evidenziando come, nel semestre in analisi, le surroghe hanno rappresentato circa il 38% dei mutui erogati, mentre rappresentavano quasi il 50% sei mesi prima. Il valore medio delle surroghe nel periodo è stato pari a poco più di 113.000 euro, era 118.000 euro nel semestre novembre 2015 – aprile 2016.

    La richiesta media registrata in Italia per un mutuo nel periodo maggio-ottobre 2016 è stata pari a 128.000 euro, equivalente al 3,2% in più rispetto al semestre precedente; guardando ai valori dell’erogato, invece, l’Osservatorio di Facile.it e Mutui.it ha registrato un importo medio di 120.000 euro, anche esso in aumento, ma in maniera meno netta (+1,3%). Crescono, in termini assoluti, anche i mutui erogati, che oggi sono il 34,1% in più rispetto a sei mesi prima. Gli italiani sembrano volersi garantire la positività degli indici attuali e, nel 70,4% dei casi, optano per un mutuo a tasso fisso; scelgono il variabile il 26,5% degli aspiranti mutuatari. Sei mesi fa le percentuali erano pari, rispettivamente, al 64,5% e al 28,1%.

    Se aumentano sia gli importi richiesti sia quelli erogati, diminuisce invece il valore medio dell’immobile al centro del finanziamento.  Oggi le case oggetto di mutuo hanno un costo pari a 220.650 euro, vale a dire il 4,7% in meno rispetto a quanto non evidenziato nell’osservatorio precedente; mettendo in rapporto il valore dell’immobile con l’erogato, si ottiene un LTV di poco superiore al 62%. Osservando invece la durata del piano di restituzione, la media è pari a 21 anni.

    I mutui prima casa

    Facile.it e Mutui.it hanno poi condotto, nel loro Osservatorio, un focus specifico sui mutui richiesti per l’acquisto della prima casa. In questo specifico segmento di mercato, il valore medio dei mutui richiesti è stato pari a 137.000 euro, 126.500 euro quello dei finanziamenti erogati.

    Nel primo come nel secondo caso i valori sono in crescita; del 5% per le richieste, del 2,2% per le erogazioni. Il valore degli immobili oggetto dei mutui richiesti per l’acquisto prima casa è stato pari, da maggio ad ottobre 2016, a  poco più di 203.000 euro, equivalenti ad un incremento del 2,2% rispetto al periodo novembre 2015 – aprile 2016 e ad un LTV pari al 67,4% rispetto alle cifre richieste e al 62,2% rispetto a quelle erogate.

    «Il mercato dei mutui italiani si sta progressivamente avviando ad una normalizzazione e questa va letta come una buona notizia» ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it e Mutui.it «Sebbene prevista, una variabile importante potrebbe essere la recente decisione della Fed relativa all’aumento dei tassi applicati negli Stati Uniti e quanto velocemente questa influirà sull’aumento dei tassi applicati in Italia. »

  • Assicurazioni viaggio: le richieste aumentano del 23,5%

    Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma prendono qualche precauzione in più. Secondo i numeri dell’osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni-viaggi.html) a luglio 2016 le richieste di assicurazioni legate ai viaggi sono aumentate del 23,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Fin troppo semplice individuare fra le cause di questo picco il clima di tensione internazionale che tutti respiriamo. I numeri, che fino a maggio facevano registrare un incremento nelle ricerche comunque contenuto (+10%), sono aumentati a giugno con un primo +14% per arrivare poi al picco di luglio e addirittura ad un incremento del 26% se la meta del viaggio è la Francia o la Germania.

    Un’ulteriore riprova di questa ipotesi arriva dall’analisi del tipo di copertura che ci si vuole garantire; quasi una richiesta su quattro è legata all’annullamento del viaggio; si aspetta l’ultimo secondo per decidere se partire o meno e, in questo modo, non si perde denaro.

    «Organizzare in autonomia i propri viaggi è diventata una pratica molto comune. – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Oggi è il viaggiatore che sceglie volo, luogo di pernottamento e, anche, l’assicurazione. Fino a poco tempo fa in molti non comprendevano il vantaggio di spendere qualche euro in più ma non doversi preoccupare di spese mediche impreviste, smarrimenti bagagli o annullamenti, ma adesso questo beneficio è sempre più chiaro. La situazione internazionale che stiamo vivendo, inoltre, ci ha reso tutti più prudenti e l’incredibile aumento di richieste di coperture assicurative sui viaggi, troppo ampio per essere derubricato a un trend stagionale, ne è una delle dimostrazioni

    L’indagine, condotta su un campione di oltre 100.000 richieste di assicurazione arrivate nel corso dell’ultimo anno e non legate a pacchetti vacanza, ha evidenziato anche altri aspetti importanti. In Italia i viaggiatori più propensi ad aggiungere autonomamente una copertura assicurativa alle loro ferie sono i lombardi, seguiti dai residenti nel Lazio e da quelli della Toscana.

    Valle d’Aosta, Molise e Calabria sono invece le regioni dove è meno frequente il ricorso ad un’ assicurazione viaggio.

    Il 56% di chi richiede la copertura assicurativa del viaggio è uomo; il 36% ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni o, nel 24% dei casi, fra i 35 ed i 44 anni. Molto inferiore la percentuale di chi ricorre all’assicurazione e ha già superato i 65 anni, sono appena il 5% del totale.

  • Quasi un quarto delle nuove carte di credito italiane in Lombardia, ma gli italiani continuano a preferire i conti correnti

    Nonostante le misure di incoraggiamento alla diffusione dei pagamenti elettronici, l’Italia è ancora lontana dalle medie europee di utilizzo di carte di credito. Lo dimostra un’indagine condotta dal comparatore di prodotti finanziari Facile.it (http://www.facile.it/conti.html) su un campione di circa 100.000 richieste per nuovi conti correnti e carte di credito giunte al portale nel primo semestre 2016. In base ai dati ottenuti, la ricerca di conti correnti ha superato di tre volte quella relativa alle carte di credito.

    Scendendo nel dettaglio delle richieste effettuate, si nota come la loro provenienza geografica vari a seconda del tipo di prodotto cercato.

    Se le regioni del Sud compaiono tra le prime posizioni per la comparazione di carte di credito, quando si tratta di conti correnti in cima alla classifica si trovano principalmente regioni del Nord Italia; tutto questo nonostante quasi un quarto delle nuove richieste di carte di credito italiane abbia come titolare un residente in Lombardia.

    La regione occupa la prima posizione per l’interesse dimostrato dai suoi cittadini sia per le carte di credito che per i conti correnti; nel corso del semestre analizzato è arrivato da qui il 22,7% delle nuove richieste di carte di credito ed il 26,13% di quelle relative ai conti. A seguire, in entrambe le classifiche, troviamo il Lazio, da dove è stato effettuato il 17,4% del totale di ricerche per le carte di credito e il 16,75% per i conti correnti.

    Analizzando la terza e la quarta posizione delle due classifiche si nota il diverso approccio tra Nord e Sud per ciò che riguarda i due prodotti finanziari: nella lista delle regioni più interessate alle carte di credito, la Campania e la Sicilia occupano rispettivamente il terzo e quarto posto, con una percentuale pari al 9,85% e 8,07% sul totale delle richieste. Cambia tutto se si guarda ai conti correnti in cui terza e quarta regione in classifica si trovano al Nord e sono il Veneto e l’Emilia Romagna; da queste due arriva rispettivamente il 9,03% e il 7,37% delle richieste.

  • Mutui: dagli under 30 solo il 10% di domande e il 6,5% delle erogazioni

    Lasciare i sogni nel cassetto sembra, per i giovani italiani, un obbligo a cui è impossibile sottrarsi. Anche quando parliamo di comprare casa. I portali Mutui.it e Facile.it (http://www.facile.it/mutui.html) hanno analizzato tanto le richieste di finanziamento casa compilate, quanto le erogazioni ottenute dagli italiani nei sei mesi da marzo ad agosto 2015, scoprendo che la percentuale di cittadini di età inferiore a 30 anni che hanno richiesto un mutuo si è ridotta drasticamente, passando dal 17% al 9,7% in poco più di un anno. Se addirittura nelle rilevazioni del 2012 quasi un preventivo su 4 arrivava da under 30 – a dimostrazione di come, pure in periodi difficili, la voglia di comprare casa, facendo progetti di vita “adulta”, restava alta – adesso la precarietà diffusa e le difficoltà economiche sembrano aver persino tolto la voglia di provarci.

    Questo generale scoraggiamento mostrato da parte dei più giovani appare in controtendenza rispetto ad alcuni dati positivi che emergono dallo studio dei due portali. Analizzando infatti le erogazioni di finanziamento registrate nello stesso lasso di tempo, i mutui ottenuti dai più giovani hanno raccolto una percentuale più elevata che in passato: siamo al 6,5% del totale, contro il 5% registrato in maniera stabile negli scorsi anni.

    Il mutuo in cifre: la domanda

    Passando in esame il campione di circa diecimila domande di mutuo, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia finalizzata in larghissima parte all’acquisto della prima casa: è l’obiettivo del 74% del campione. Se, infatti, isoliamo solo le domande di mutuo prima casa, quelle degli under 30 rappresentano il 17,5% del totale.

    In termini di importo si punta ad ottenere cifre molto vicine alla media dei finanziamenti richiesti in Italia (114.000 euro), con cui coprire il 67% del valore dell’immobile da acquistare. Il tasso preferito è quello fisso (56%) – segno di una buona consapevolezza delle interessanti opportunità presenti sul mercato – mentre il tasso variabile, pur ai minimi storici, raccoglie solo il 36% delle domande.

    Guardando le differenze che emergono a livello regionale, le regioni più attive sul fronte “mutui giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi oppure maggiori opportunità di ottenere un lavoro stabile spingono gli under 30 di Veneto, Emilia Romagna e Sicilia a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, i più restii a fare domanda si trovano in Sardegna e Lazio. Le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Lazio (133.000 euro), Trentino Alto Adige (130.000 euro), Toscana (125.000 euro) e Lombardia (119.000 euro).

    Il mutuo in cifre: le erogazioni

    Questo il quadro della domanda, ma cosa succede in fase di erogazione? Quando si sottoscrive, il mutuo si fa più piccolo: diminuisce sia l’importo erogato (si scende a 107.000 euro), sia il loan to value (63%), dati che rivelano come gli immobili acquistati siano di valore medio-basso. Si conferma la predilezione per il tasso fisso, scelto dal 61% dei mutuatari; significativo, infine, che ben il 29% dei finanziamenti erogati sia una surroga.

    «Visti i tassi ben più vantaggiosi di quelli offerti ai mutuatari anche solo qualche anno fa – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it è evidente l’interesse dei più giovani a vagliare e quindi scegliere opportunità migliori; segno, questo, di una generale maturità finanziaria di una buona fetta dei sottoscrittori più giovani. Il peso delle richieste da parte degli under 30, calato fortemente rispetto al passato, tuttavia, è sintomo di una generale demotivazione di questa fascia, che pure, al momento, è vista dal mercato come clientela interessante, a cui riservare offerte particolarmente convenienti.»

  • Sono 108.000 le auto rubate nel 2014, ma solo 9 automobilisti su 100 si assicurano contro questo evento

    A fronte di un calo medio del prezzo dell’assicurazione auto pari a poco meno del 20% in un anno (-18,82% rispetto ad agosto 2014) gli italiani continuano a rinunciare alla copertura aggiuntiva furto e incendio: secondo l’Osservatorio RC Auto di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) e Assicurazione.it, solo il 9,36% degli automobilisti alle prese con il rinnovo dell’assicurazione ha richiesto questa garanzia in fase di preventivo, contro il 9,65% registrato un anno fa. L’indagine, consultabile integralmente al link http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html, è stata realizzata monitorando tanto i prodotti offerti dalle compagnie assicurative italiane, quanto i preventivi degli utenti.

    Il risparmio ottenuto non si converte, quindi, in una maggiore volontà di sicurezza contro i furti, e agli italiani non basta sapere che ogni ora nel nostro Paese vengono rubati 12,3 veicoli – che corrispondono a 108.113 nell’intero anno (fonte ACI su elaborazione dati del Ministero degli Interni) – per prendere provvedimenti. A pesare su questa decisione è, in primis, il progressivo invecchiamento del parco auto circolante negli ultimi anni, che vede l’età media dell’auto assicurata in Italia superare i 9 anni. Da qui, la decisione di puntare su coperture diverse: non è un caso che, fra le garanzie accessorie, la più scelta nel mese di agosto sia stata l’Assistenza Stradale, richiesta dal 32,85% degli utenti che hanno calcolato un preventivo RC auto.

    «La garanzia furto è particolarmente consigliata ai proprietari di auto e moto acquistate recentemente o di alto valore – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it  – e a coloro che lasciano spesso il veicolo parcheggiato in strada, soprattutto di notte. Il basso livello di interesse degli italiani nei confronti di questo tipo di copertura è, probabilmente, legato al fatto che oltre il 60% delle auto censite ha più di 5 anni, oltre che ad una volontà di ridurre la spesa finale. Negarsi questa tutela aggiuntiva solo per risparmiare è però controproducente: piuttosto, è bene confrontare le offerte delle diverse compagnie al momento del rinnovo della polizza, visto che, come dichiarato da IVASS di recente, chi nel 2014 ha cambiato compagnia assicurativa ha ottenuto un risparmio medio pari al 22%, contro il 5% degli assicurati fedeli alla stessa assicurazione».

    Sono le regioni in cui l’assicurazione costa di meno a richiedere in percentuale maggiore questa integrazione. Di contro, in Campania (2,68%), Sicilia (5,42%) e Puglia (5,68%), dove i premi RC auto sono più elevati, questa garanzia aggiuntiva è decisamente meno richiesta, nonostante proprio Campania e Puglia siano rispettivamente la prima e la terza Regione d’Italia per numero di auto rubate. La regione più attenta a proteggersi contro i furti è l’Abruzzo, con il 12,38% di richieste, seguita a stretto giro dal Lazio (12,35%) che è al secondo posto in assoluto per il numero di furti.

  • Prestiti: nel primo semestre 2015 26 milioni di euro erogati per viaggi e vacanze

    Il caldo afoso di questi giorni non può che far pensare alle vacanze, che molti italiani faranno sfruttando un prestito. Secondo i numeri elaborati da Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it all’interno del loro periodico Osservatorio sul credito al consumo, nel primo semestre del 2015 i finanziamenti erogati per pagare viaggi e vacanze sono stati pari a circa 26 milioni di euro.

    La cifra è senza dubbio molto alta, ma a ben guardare l’incidenza di questo tipo di prestiti rispetto al totale di quelli richiesti nel nostro Paese si è leggermente contratta attestandosi allo 0,82% e tornando ai livelli registrati nel 2013 (0,83%). Notevolmente ridotta rispetto allo scorso anno, invece, la cifra media richiesta che nei primi sei mesi del 2015 è stata di 4.200 euro mentre lo scorso anno era pari a 5.300 euro; riduzione equivalente al 20%.

    Continuando a scorrere i numeri dell’ Osservatorio di Facile.it e Prestiti.it si scopre come a crescere siano stati, invece, i tempi di restituzione previsti. Nel 2014 chi chiedeva un finanziamento per pagare un viaggio aveva in mente di restituire l’importo in 42 rate, nel 2015 si è passati a 47, vale a dire che la vacanza verrà pagata in circa 4 anni.

    Qualcosa cambia anche in merito al profilo del richiedente; se nel 2014 l’età media di chi voleva un prestito per andare in vacanza era abbastanza bassa (38 anni), nel primo semestre 2015 si è alzata arrivando a 41 anni. Unendo questo dato a quello dell’importo richiesto e dello stipendio di chi sottoscrive la domanda (1.600 euro in media) è possibile ipotizzare la riduzione dell’incidenza dei viaggi di nozze sul totale di quelli pagati con un prestito e l’aumento delle vacanze “familiari” in destinazioni non troppo lontane.

    Se in termini assoluti sono Lombardia e Campania le due regioni in cui vengono sottoscritte il maggior numero di richieste di prestiti per viaggi e vacanze (rispettivamente il 29% ed il 12% delle richieste totali), se si osserva l’incidenza dei finanziamenti di questo tipo sul totale di quelli sottoscritti nella regione, alla Lombardia, ancora una volta prima con una percentuale dell’1,27%, segue il Veneto in cui i prestiti finalizzati al pagamento dei viaggi rappresentano l’1,24% del totale.