Tag: commercio

  • Mercato dell’agrifood italiano è in salute malgrado la crisi

    Dallo scoppio del Covid in poi, l’economia ha conosciuto soprattutto fasi di crisi e pochissimi periodi di slancio. Tuttavia, nonostante un clima generalmente cupo, il mercato dell’agrifood italiano corre veloce. E guadagna anche spazio a livello internazionale.

    Lo stato del mercato dell’agrifood

    agrifoodNel panorama globale, ci sono soprattutto pochi grandi attori che si spartiscono la torta del commercio internazionale sul mercato dell’agrifood.
    Gli Stati Uniti hanno una quota di quasi il 10%, in valore sono 148 miliardi di euro. Poi ci sono Paesi Bassi, Germania e Francia.
    Ma l’Italia corre, tanto che nel 2021 l’export italiano del settore ha raggiunto 52 miliardi di euro, un record.

    Il ruolo dell’Italia

    Il nostro Paese sfrutta soprattutto il traino di alimentari e bevande (+11,6%), ma segna performance notevoli anche per i prodotti agricoli (+8,8%). Le nostre vendite estere sono ingenti per quanto riguarda i prodotti lavorati (vini e spirit su tutti), mentre il nostro import è composto in larga misura da prodotti agricoli o comunque in fasi iniziali di lavorazione.
    Alla fine il saldo commerciale sul mercato dell’agrifood è positivo per 4,6 miliardi. Complessivamente, siamo al nono posto tra gli esportatori mondiali e all’ottavo tra gli importatori, ma le medie mobili dell’uno e dell’altro stanno divergendo.

    La composizione dell’agrifood made in Italy

    In Italia il mercato dell’agrifood è caratterizzato da imprese principalmente di piccole dimensioni, eppure assai attive sul fronte internazionale.
    Oltre agli storici mercati tradizionali come Germania e Stati Uniti, le aziende italiane guardano con interesse verso Paesi come Cina e Corea del Sud.

    Prospettive

    Lo scenario del mercato dell’agrifood rimane incoraggiante, tenuto conto che tra gennaio e marzo c’è stato un +19,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Significa che stiamo viaggiando su un sentiero trend following molto proficuo.

    Ma è chiaro che ci sono rischi legati alle incognite del contesto internazionale, nonché all’aumento di prezzo delle materie prime agricole dovuto ai rilevanti costi energetici. Si pensi al caso del grano, le cui quotazioni hanno impennato per via del fatto che il conflitto ha coinvolto i due principali fornitori europei. Russia e Ucraina, inoltre, rappresentano più del 20% dell’export di mais e l’80% di olio di girasole.

  • Acquisti in GDO e disponibilità a scaffale: gli effetti di due anni di discontinuità sui trend di sell-out e di out-of-stock

    Archiviata la discontinuità del 2020, migliorano i driver di performance della GDO: l’out-of-stock scende al 3,5% e le vendite perse dal largo consumo confezionato al 4,7%. Ma tra pressioni inflattive, tensioni di filiera e mutati comportamenti di acquisto, cosa aspettarsi? Le risposte nel workshop online organizzato oggi da GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI.

    Tra pandemia e dinamiche inflattive, cos’è cambiato nel comportamento d’acquisto degli italiani, in termini di canali distributivi e categorie di prodotto? E come si sono trasformati i KPI di vendita e di out-of-stock nel breve e nel lungo periodo? Sono le domande a cui GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI, ha voluto rispondere oggi nel corso del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock”, organizzato nell’ambito dell’Optimal shelf availability (OSA), un progetto che studia, misura e analizza il fenomeno dell’out-of-stock, per identificare soluzioni strategiche e collaborative, condivise da produttori e distributori, che aiutino a migliorare il livello di disponibilità dei prodotti sugli scaffali e a soddisfare, quindi, il consumatore.

    Con gli interventi di Ilaria Archientini, ECR project manager di GS1 Italy, e di Marco Colombo, operations e product management director di IRI, l’incontro è partito dall’analisi dei dati giornalieri dei canali di vendita moderna per metterne a fuoco gli elementi di continuità e quelli testimoni dei cambiamenti in atto, e per identificare le dinamiche nelle varie categorie merceologiche, anche alla luce delle pressioni inflattive, delle tensioni lungo la filiera e dei nuovi comportamenti di acquisto, determinati sia dall’incertezza del contesto sia da fenomeni diventati strutturali, come lo smart working.

    Delineata l’evoluzione di scenario, il focus è poi passato ai driver di performance nel punto vendita, con l’obiettivo di comprendere il nuovo ruolo rivestito da assortimento, promozione, prezzo e out-of-stock per le performance dei retailer e dei produttori.

    «Nel 2021 è ricominciato il trend verso la maggiore efficienza dell’out-of-stock, che si era interrotto bruscamente nel 2020 anche a causa delle difficoltà nella catena di approvvigionamento e degli acquisti dei beni di prima necessità a punto vendita, superiori rispetto alle vendite attese» ha spiegato Ilaria Archientini. «Nell’arco di un anno il tasso di out-of-stock si è ridotto dello 0,4%, scendendo nel 2021 al 3,5%. Anche in termini di impatto economico, l’anno scorso è ripresa la tendenza migliorativa che si era registrata tra 2017 e 2019, e il dato delle vendite perse nel largo consumo confezionato si è attestato al 4,7% contro il 5,1% del 2020. Quindi, il rapporto tasso di out-of-stock e vendite perse è stato pari a 1,47».

    Per approfondimenti, i materiali del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

    Prossimo appuntamento con i workshop OSA, martedì 12 ottobre 2022, online dalle 14:30 alle 15:30, con “Largo consumo confezionato: evoluzione tra le rivoluzioni”.

    Maggiori informazioni sull’Optimal shelf availability sono disponibili sul sito di GS1 Italy e Logistica collaborativa.

  • Commercio, Iran e Turchia preparano la controffensiva alle sanzioni USA

    Aggirare le sanzioni americane sul commercio. Ecco lo scopo dell’alleanza alla quale stanno lavorando Iran e Truchia, paesi non proprio “amici” di Trump. Un’alleanza che ha inoltre come obiettivo la creazione di una banca comune.

    Turchia e Iran sfidano le sanzioni USA sul commercio

    iran turchiaIl nuovo fronte della guerra per il commercio si combatte quindi anche con nuovi meccanismi finanziari. Come ha sottolineato l’ambasciatore iraniano in Turchia, Mohammad Farazmand, tra i due paesi esiste un legame fortissimo, dal momento che Teheran esporta un grande volume di gas in Turchia, e che gli scambi con Ankara avevano raggiunto la cifra di 22 miliardi di dollari nel 2012, prima di diminuire anche a causa di sanzioni varie imposte dagli USA. Da maggio il petrolio iraniano non ha più sbocco in Turchia, in conformità con le sanzioni statunitensi, da cui la Turchia è stata esentata per sei mesi.

    Per questo motivo Iran e Turchia stanno lavorando alla creazione di un nuovo meccanismo finanziario, in modo da facilitare le transazioni attraverso le valute nazionali di entrambi i paesi. Valute che peraltro non se la passano benissimo, vista la forte svalutazione degli ultimi tempi. Il governo ha cercato di sostenere la lira dopo aver perso quasi il 30% del suo valore lo scorso anno, ma la discesa continua e ha raggiunto finora il 15%. Peraltro le previsioni su cambio Euro Try e Usd Try non sono neppure entusiasmanti.

    Commercio in valuta locale

    Con la crisi della lira turca emersa l’anno scorso, Ankara ha cominciato a pensare di fare affari con diversi paesi. Iran, Russia e Cina, utilizzando valuta locale. In sostanza, si vuole bypassare il dollaro come valuta base per il commercio con i paesi più “amici”. Ma al di là di questo, si cercano  diverse forme di cooperazione per rilanciare le proprie partnership commerciali. Tra queste potrebbe esserci appunto, la creazione di un istituto bancario congiunto che operi con le valute locali, come auspicato anche dal presidente turco Erdogan.

    Va ricordato che 4 mesi fa Francia, Germania e Gran Bretagna avevano creato lo strumento finanziario Instex, allo scopo di favorire la prosecuzione degli scambi con l’Iran. Tuttavia questo canale per il commercio non è ancora entrato pienamente in funzione.

  • Commercio dell’ Usato in Crescita Costante

    Parallelamente alla diminuzione delle vendite dei normali esercizi commerciali stanno crescendo attività che si occupano non più di vendere ma di comprare beni usati. Anche negozi che acquistano beni di lusso come i compro oro sono tra i protagonisti di questa nuova tendenza di mercato, sostenuti dalle necessità imposte anche dalla lunga crisi economica il settore è cresciuto a livelli considerevoli in pochi anni alimentando un commercio che permette il ritiro di vecchi oggetti e gioielli preziosi. I compro oro usato acquistano beni in oro come i gioielli dai privati per cederli successivamente in blocco alle fonderie, le quali lo fonderanno e lo rilavoreranno per rimetterlo sul mercato come oro nuovo in lingotti 24 carati. Anche se l’esempio dei compro oro è l’esempio più rilevante di questa tendenza non è certo il solo, non è solo l’oro ad avere un importante mercato di riciclo e della rivendita di beni usati. Negli ultimi anni ci sono altri settori dell’usato che sono cresciuti come quello delle auto usate, questo tipo di commercio dell’usato necessita della disponibilità di un notevole parco macchine, in parte questo è ottenuto attraverso la restituzione di auto di seconda mano cedute in cambio di uno sconto da chi acquista un auto Non solo oro e auto trovano terreno fertile nel mercato dell’usato, accanto a questi settori che trattano beni costosi esistano comunque tutta una serie di settori che si occupano di acquistare anche beni di seconda mano di minor costo come: computer, telefonini, libri e vestiti. Queste attività del commercio dell’usato permette a chi li vende di racimolare qualche euro e a chi acquista di risparmiare parte del costo rispetto ad un oggetto nuovo, una positiva conseguenza di tali mercati, che non solitamente riconosciuta è l’aspetto ecologico di tali settori che permettano di prolungare la vita di oggetti che sarebbero da considerare da smaltire come rifiuti e invece allungano la loro esistenza e nel lungo periodo diminuiscano la necessità di produrre nuovi beni, molti dei quali di natura industriale.

  • Commercio Svizzera-USA, frizioni dopo la lista di “sorveglianza” americana

    Le dinamiche dei rapporti di commercio tra i paesi sono molto cambiate (o rischiano di cambiare) con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca. Il protezionismo del tycoon è cosa nota, e questo si sta traducendo in una serie di iniziative che tengono sull’allerta molti paesi. Tra questi c’è anche la Svizzera. Il paese elvetico sarebbe infatti uno di quelli inseriti in una lista di paesi “sorvegliati” dagli USA. Il motivo è il loro surplus commerciale. In sostanza esportano tanto negli USA, ma senza importare allo stesso modo.

    La notizia ha allarmato alcuni rappresentanti dell’economia elvetica. Al punto che alcuni hanno chiesto lumi al Dipartimento americano del Commercio, tramite una lettera indirizzata all’amministrazione Trump. In essa vengono respinte le critiche avanzate dagli americani. In realtà a ben vedere il surplus c’è e pure evidente.

    I numeri del commercio Svizzera-USA

    commercio svizzeraNel corso del 2016 gli scambi tra Svizzera e USA hanno raggiunto un volume di circa 60 miliardi di franchi. Gli americani sono così diventati il secondo partner commerciale della Svizzera. Tuttavia le importazioni sono 1 volta e mezza le esportazioni. Per la precisione le importazioni sono pari a 23,6 miliardi di franchi, le esportazioni invece arrivano a 36,4 miliardi.

    Tuttavia la forza del franco svizzero negli ultimi tempi è cambiata. Il Money Flow index indicatore trading rivela infatti che la valuta elvetica ha acquisito valore, e questo chiaramente va a svantaggio dell’export. Insomma quel surplus è destinato in parte già a rientrare nel corso del 2017.

    Chiaramente però molto dipenderà dal futuro del cambio franco dollaro. La coppia USD / CHF nella giornata di ieri ha guadagnato più di 50 pips in pochi minuti, a seguito dell’ultimo rapporto sui Non Farm Payrolls. Con la Candele Heikin Ashi tecnica abbiamo visto la coppia scambiare al livello di 0,9743, in crescita dello 0,58% e con valori che non si vedevano da oltre un mese e mezzo.

    Tornando al rapporto con gli USA, va precisato che le aziende svizzere hanno creato tanto lavoro e investito qualcosa come 258 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Un aspetto che la lettere di cui parlavamo all’inizio non ha mancato di evidenziare con forza.

  • Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell’attuale ordinamento giuridico
    Antonello De Pierro e Antonio Giuliani
    Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un’inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l’arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina.
    Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell’evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell’ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.
    Luciana Frazzetto, Adriana Russo e Antonello De Pierro
    Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull’affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.
    Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all’interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell’etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.
    “Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all’evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d’impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l’audacia imprenditoriale, dall’altro l’affetto per la tradizione, l’attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d’impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell’ottima riuscita dell’evento odierno”.
    Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l’on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.
    (Foto di Laura Pelargonio)

  • OUTLET DOLCIARIO APRE UN NUOVO PUNTO VENDITA A ROZZANO

    Milano 25 maggio 2016 –  Outlet Dolciario fa il bis a Rozzano .
    Giovedì 26 Maggio ,  in Via Boccaccio angolo Via Grandi , avrà luogo l’inaugurazione del 2° punto vendita di Outlet Dolciario a Rozzano.

    La cerimonia di inaugurazione  inizierà alle ore 10,00 e sarà presente il  Sindaco di Rozzano, Barbara Agogliati , che con Mauro Tiberti , Presidente e Amministratore Delegato di Outlet Dolciario, taglierà il nastro ufficializzando l’apertura del 2° Store , paradiso di tutti i golosi .

    Posizionato in una zona strategica ed all’interno di un nuovo nucleo commerciale, con una superficie di 700 mq. e un’area di parcheggio a disposizione dei visitatori, con 12 addetti e 3 casse , aperto dalle ore 8.00 alle ore 21.00, offre una notevole varietà di prodotti per tutte le occasioni.

    “L’apertura del 2° punto vendita di Rozzano  vuole confermare l’attenzione al gradimento del consumatore  a cui offrire un luogo confortevole dove possa fare acquisti entrando in contatto con il mondo del dolce e del salato ” ribadisce Mauro Tiberti .

    All’interno di ODStore  verrà dato spazio sia al marchio della Sapori Artigianali, società di riferimento,  sia a brand noti a livello internazionale, puntando sempre su un ‘ampia gamma di snack e di prodotti dolci e salati.

    L’Azienda, che  abbiamo  visto  in  TV nelle scorse settimane con uno spot nel quale Massimo Boldi e’ il protagonista e il Testimonial della campagna pubblicitaria, ha realizzato la presentazione dei suoi nuovi prodotti di confetteria in un’atmosfera virtuale e magica.

    Il nuovo ODStore di Rozzano si aggiunge agli altri 26 punti vendita del brand “Outlet Dolciario”già presenti  in Lombardia e fa parte della strategia  di sviluppo sul territorio, intrapresa tempo fa dall’azienda e che prevede per il 2016 altri 11 nuovi  punti vendita .

     

    AVDM & Partners Communication – Ufficio Stampa OUTLET DOLCIARIO – Milano

    Phone   +39 338 1665430  –  Email  [email protected]  – www.avdmpartners.eu

     

     

  • OUTLET DOLCIARIO PER SAVE THE CHILDREN ITALIA ONLUS

    Outlet Dolciario per Save the Children Italia Onlus

    Milano 22 aprile  2016 – Nasce la collaborazione tra Outlet Dolciario e Save the Children , l’Organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a tutelarne i diritti.

    Il nuovo binomio nasce per un progetto di cooperazione che e’ piaciuto molto a Mauro Tiberti, Amministratore Delegato di Outlet Dolciario, che ha accolto con entusiasmo questa opportunità ed ha messo a disposizione tutti i suoi punti vendita per ospitare  i ragazzi di Save the Children .

    “”Un piccolo gesto che per noi è naturale e può fare la differenza nella vita di un bambino –  ha sottolineato Mauro Tiberti –  “”Sono contento di poter contribuire a far conoscere tutte le opportunità che Save the Children mette a disposizione dei bambini più vulnerabili e che hanno bisogno maggiore di protezione””.

    La consapevolezza sociale e’ da sempre un elemento distintivo, unico e caratteristico di Outlet Dolciario .  In tutti i negozi della catena dalle ore 18,30 alle ore 20,00 viene applicato lo sconto del 50% su tutti i prodotti freschi . Un’idea che vuole dare l’opportunità a coloro che fanno la spesa di poter comprare tutti i giorni un dolce per la loro famiglia, senza rinunciare ad un piccolo piacere.

    Dal 21 aprile al 14 maggio a rotazione settimanale , tutti i 26 punti vendita di Outlet Dolciario ospiteranno e forniranno il supporto ai ragazzi di Save the Children che con il loro “info point” faranno conoscere l’organizzazione, i progetti che verranno sviluppati e la raccolta fondi.

    Sul sito www.outletdolciario.it  il calendario delle presenze all’interno dei negozi.

     

    AVDM & Partners Communication – Ufficio Stampa OUTLET DOLCIARIO – Milano

    Phone   +39 338 1665430  –  Email  [email protected]  – www.avdmpartners.eu

     

  • Social WiFi e recensioni certificate: grazie a WiSpot 3.0, anche i locali possono fare marketing con il WiFi

    Chi ha detto che ristoranti, palestre o stabilimenti balneari non possono farsi promozione con gli stessi mezzi usati dalle grandi realtà del mondo enterprise e dell’hospitality?

    L’azienda bolognese Ikalia lancia sul mercato WiSpot 3.0, l’ultima versione dell’hotspot WiFi per locali e attività aperte al pubblico più diffuso sul mercato, che integra nuove potenti funzioni di marketing e comunicazione.

    Arricchito da funzionalità come il Social WIFi, la raccolta delle recensioni dei clienti e la creazione di pagine di benvenuto personalizzabili con offerte, promozioni e widget – tutti strumenti che le grandi catene di hotel e le catene retail internazionali utilizzano da tempo –, WiSpot 3.0 consente ai gestori di qualsiasi esercizio aperto al pubblico di sfruttare il WiFi della propria attività per attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli acquisiti.

    Ad esempio, la piattaforma permette agli utenti di connettersi a Internet autenticandosi con le proprie credenziali dei social network o in modalità Self-Service. In questo modo, WiSpot memorizza nel sistema nome, email, età e altre informazioni fornite da chi si crea un account di navigazione e le rende disponibili al gestore per l’invio di messaggi e offerte personalizzate ai clienti.

    Non solo. Grazie al Social WiFi, con WiSpot gli esercenti possono collezionare Mi Piace sulla pagina Facebook della propria attività, aumentando così la visibilità del brand o del locale sui social network.

    Federico Filippi, CEO di Ikalia s.r.l., puntualizza al riguardo: “In uno scenario in cui 35 milioni di Italiani al mese si connettono abitualmente a Internet e quasi 20 milioni navigano usando assiduamente dispositivi mobili, è chiaro quanto sia sentita la necessità di avere a disposizione una connessione in ogni luogo e momento. Col tempo, per soddisfare i propri clienti i titolari di esercizi aperti al pubblico si sono visti praticamente obbligati ad offrire il WiFi gratuito nei locali, senza però poterne sfruttare appieno le potenzialità. Con WiSpot 3.0, diamo loro la possibilità di mettere a frutto questo investimento”.

    WiSpot 3.0 integra anche un’altra assoluta novità: il GuestBook, una soluzione che aiuterà a contrastare il fenomeno delle false recensioni. Si tratta di un raccoglitore automatico di feedback “certificati”, vale a dire commenti e opinioni sui servizi della location che possono essere rilasciati solo ed esclusivamente da coloro che si sono connessi all’hotspot WiFi della location stessa.

    Grazie a questa funzione, il gestore non solo avrà la possibilità di ottenere recensioni genuine e autentiche da mostrare ai clienti della sua attività, ma potrà anche decidere di condividere i feedback ricevuti sui social network e sul sito web della location, per fare pubblicità ai servizi offerti.

    Sulla nuova feature, puntualizza Filippi: “Avere una buona reputazione online diventa sempre più importante per gli esercizi commerciali. Ecco perché ci siamo sforzati di sviluppare uno strumento che aiutasse i titolari nella gestione delle recensioni sul web. Il GuestBook è la risposta a questa esigenza. Abbiamo messo a disposizione delle PMI un utile strumento da sfruttare per fare marketing in maniera efficace, migliorando nel contempo il rapporto con i clienti, nuovi e acquisiti.”

    WiSpot 3.0 è stato disegnato con un’interfaccia grafica completamente rinnovata e responsive, che rende la piattaforma adatta a essere utilizzata su ogni tipo di dispositivo mobile (desktop, tablet e smartphone) sia dal lato dell’utente, sia dal lato del gestore del sistema.

    I pratici pannelli di controllo consentono poi a chi gestisce l’hotspot di configurarlo in autonomia e in pochi minuti, attivando tutte le personalizzazioni desiderate in maniera semplice e rapida.

    WiSpot 3.0 è già disponibile all’acquisto, tramite carta di credito o bonifico bancario, all’indirizzo www.wispot.it, dove sono disponibili anche ulteriori informazioni sulla piattaforma.

    Clicca qui per vedere un’immagine della pagina di benvenuto di WiSpot, visualizzata su smartphone.