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  • Rc Auto: in FVG premi in ribasso del 14,2%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Friuli-Venezia Giulia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 315,06 euro, vale a dire il 14,24% in meno rispetto ad un anno fa e addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-1,5%). L’ulteriore buona notizia è che, lo scorso mese, il Friuli-Venezia Giulia è risultata essere la regione italiana dove sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 130.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Friuli-Venezia Giulia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Friuli-Venezia Giulia, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia della regione che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Pordenone dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 294,62 euro, in calo del 17,77% negli ultimi dodici mesi; oltre alla diminuzione annuale maggiore, gli automobilisti pordenonesi possono anche godere del premio medio più basso del Friuli-Venezia Giulia.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Gorizia, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 14,99% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 315,74 euro, e quella di Udine, dove il calo annuale è stato del 12,98%, con un premio medio fermo a 318,88 euro.

    Chiude la classifica regionale Trieste, dove il premio medio è diminuito dell’11,32%; la provincia risulta anche essere l’area del Friuli-Venezia Giulia dove, a luglio 2021, assicurare un veicolo a quattro ruote costava di più (336,35 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 130.000 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Umbria premi in ribasso del 12,1%

    È un’immagine positiva quella emersa, per l’Umbria, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio 2021 non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrevano, in media, 426,90 euro, vale a dire il 12,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2020 e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno 2021.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 83.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta l’Umbria.

    La provincia umbra che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Perugia dove, a luglio 2021, il calo è stato del 14,87% rispetto allo stesso mese del 2020, con un premio medio sceso a 419,82 euro; oltre all’elevata diminuzione, gli automobilisti perugini possono anche godere delle tariffe Rc Auto più basse della regione.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per la provincia di Terni, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 6,19%, stabilizzandosi a 441,40 euro.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 83.000 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Auto: gli italiani ne cambiano 5 in una vita

    Ogni quanto tempo cambiamo l’auto e quanti veicoli acquistiamo nel corso della nostra vita? Per rispondere alla domanda Facile.it e MiaCar hanno commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat scoprendo che, in media, gli italiani sostituiscono l’auto ogni 7 anni e mezzo e, sempre in media, gli automobilisti acquistano 5 vetture nell’arco della propria vita.

    Ogni quanto cambiamo l’auto

    Se a livello nazionale l’indagine ha messo in luce che il 15% degli automobilisti cambia l’auto ogni 5-6 anni e il 12,5% ogni 7-8 anni, va evidenziato che il 5,3% dei rispondenti ha dichiarato di sostituire la propria vettura con maggior frequenza (al massimo ogni 2 anni), mentre il 19% lo fa non prima che siano trascorsi almeno 10 anni.

    Interessante notare come i dati varino sensibilmente a seconda del genere e dell’area geografica. Gli uomini, ad esempio, cambiano l’auto ogni 6 anni e mezzo, più frequentemente rispetto alle donne che invece tendono a sostituire il proprio veicolo solo dopo 8 anni e mezzo.

    A livello territoriale, invece, emerge che gli automobilisti residenti nel Nord Italia cambiano l’auto più spesso, in media, prima del settimo compleanno, mentre al Sud e nelle Isole ogni 7 anni e mezzo e nel Centro Italia addirittura ogni 8 anni e 3 mesi.

    Perché cambiamo l’auto

    Per quali motivazioni cambiamo l’auto? Sebbene ogni veicolo abbia una sua storia, in generale, la prima ragione che spinge gli italiani a metter mano al portafogli per acquistare un nuovo modello è l’età del mezzo; vuoi per affetto, vuoi per una questione economica, il 55% dei rispondenti ha dichiarato di cambiare la propria auto solo quando questa diventa vecchia.

    Il 36% degli intervistati, invece, ha spiegato di aver sostituito l’auto perché la precedente aveva fatto troppi chilometri, mentre il 25,6% dei rispondenti lo ha fatto perché non era più adatta alle esigenze familiari.

    E se il 17,6% ha dovuto comprare un nuovo veicolo perché il precedente si era danneggiato a causa di un sinistro, non mancano coloro che cambiano l’auto abitualmente dopo pochi anni perché vogliono guidare un mezzo sempre nuovo (10,8%).

    La prima auto

    L’indagine, realizzata per Facile.it su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, ha realizzato un focus sulla prima auto; se è vero che la patente di guida si prende normalmente intorno ai 20 anni e che all’inizio molti utilizzano un veicolo di famiglia, per l’acquisto della prima auto gli italiani attendono, in media, fino a 26 anni e mezzo.

    Sebbene non vi siano differenze significative tra uomini e donne (che comprano la prima auto, rispettivamente, a 26 e 27 anni), l’età varia in modo più marcato a livello territoriale; nel Nord del Paese la prima vettura si acquista a 25 anni, nel Centro Italia dopo i 26 anni e al Sud e nelle Isole addirittura solo dopo il 27 anni.

    Sarà forse perché è la prima vettura acquistata, e quindi si cerca di fare più attenzione, ma in media questo veicolo lo si cambia dopo 8 anni e mezzo. Interessante notare come la durata sia differente tra uomini e donne; i primi, forse in virtù di un potere d’acquisto maggiore, o forse perché meno attenti, cambiano la prima auto, in media, dopo 7 anni e 4 mesi, mentre le donne aspettano più a lungo e sostituiscono il primo modello solo dopo quasi 10 anni.

    A livello geografico, invece, la prima auto dura più nel Centro Italia (9 anni e 8 mesi) e al Sud e nelle Isole (poco più di 8 anni e 7 mesi), mentre nel Nord del Paese viene sostituita, in media, prima degli 8 anni di età.

     

     

    *Nota metodologica: l’indagine di mUp Research e Norstat è stata svolta tra l’1 e il 4 luglio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.016 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Rc Auto: in Lombardia premi in ribasso del 16,4%

    È un’immagine in chiaro scuro quella emersa, per la Lombardia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*: dopo mesi consecutivi durante i quali i premi medi Rc Auto hanno continuato a diminuire segnando a maggio il loro record minimo, a luglio si è registrata un’inversione di tendenza e il trend di calo sembra essersi fermato facendo registrare un +0,1%; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 344,28 euro. La buona notizia, però, è che nonostante il lievissimo aumento, i premi risultano ancora nettamente inferiori (-16,4%) rispetto ad un anno fa.

    L’ulteriore aspetto positivo è che, a luglio 2021, la Lombardia non solo ha registrato il secondo calo annuale più alto di Italia dopo il Piemonte (-17,9%), ma è risultata essere anche la seconda regione della Penisola più economica in termini di tariffe Rc Auto, preceduta solo dal Friuli-Venezia Giulia (315,06 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.540.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «L’aumento graduale, seppur lieve, degli ultimi due mesi è l’inizio di un trend che nel lungo periodo non potrà che proseguire», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione – e con esso quello dei sinistri – era prevedibile un aggiustamento al rialzo; resta solo da capire quanto sarà veloce l’adeguamento.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Lombardia, con una diminuzione a doppia cifra in quasi ogni area.

    La provincia lombarda che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Milano dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 349,61 euro, in calo del 19,25% in dodici mesi.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Lodi, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 16,15% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 329,14 euro, e, a poca distanza, quelle di Bergamo (326,97 euro, -16,05%), Monza e Brianza (340,45 euro, -15,99%) e Varese (341,63 euro, -15,80%).

    Continuando a scorrere la classifica lombarda si posiziona Lecco, area dove lo scorso mese il prezzo è calato del 14,69% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 313,23 euro, il più basso registrato in tutta la regione, seguita da Brescia (338,66 euro, -14,21%), Cremona (341,85 euro, -13,76%) e Como (360,50 euro, -13,63%).

    Chiudono la classifica le province di Pavia, dove la diminuzione è stata dell’11,71% con un premio medio pari a 369,88 euro, il più alto registrato in Lombardia, Mantova (341,87 euro, -9,51%), e, in ultima posizione, Sondrio, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 2,49% (337,42 euro).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 1.540.000 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Sicilia premi in ribasso del 13,7%

    È un’immagine positiva quella emersa, per la Sicilia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 444,51 euro, vale a dire il 13,7% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,1%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 840.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Sicilia, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia siciliana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Messina dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 485,45 euro, in calo del 18,46% negli ultimi dodici mesi; nonostante l’elevate diminuzione, però, gli automobilisti messinesi devono fare i conti on le tariffe Rc Auto più alte della regione.

    Seguono nella graduatoria siciliana la provincia di Catania, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 16,11% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 451,25 euro, e quella di Caltanissetta, dove il calo annuale è stato del 14,87%, con un premio medio fermo a 430,94 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per Ragusa, (421,10 euro, -13,70%), Trapani (407,08 euro, -12,95%) e Siracusa (381,91 euro, -12,69%).

    Chiudono la classifica le province di Enna, dove lo scorso mese il prezzo è sceso dell’11,41% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 326,91 euro, il più basso registrato nella regione, Palermo (479,71 euro, -10,71%) e Agrigento (394,06 euro, -10,55%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 840.000 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Abruzzo premi in ribasso del 15,5%

    È un’immagine positiva quella emersa, per l’Abruzzo, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 366,74 euro, vale a dire il 15,5% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,2%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 160.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto l’Abruzzo, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia abruzzese che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Pescara dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 394,22 euro, in calo del 17,77% negli ultimi dodici mesi; nonostante questo, però, la provincia risulta essere l’area dell’Abruzzo dove assicurare un veicolo a luglio 2021 costava di più.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Teramo, dove lo scorso mese la diminuzione è stata del 15,27% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 359,87 euro, e quella di Chieti, dove il calo annuale è stato del 13,87%, con un premio medio fermo a 350,01 euro, il più basso registrato in Abruzzo.

    Chiude la classifica la provincia di L’Aquila, area dove il premio medio è diminuito del 12,71%, arrivando a 363,14 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 160.000 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Rc Auto: in Puglia premi in ribasso del 12,9%

    È un’immagine in chiaro scuro quella emersa, per la Puglia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 511,08 euro, vale a dire il 12,9% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-1%).

    Nonostante questo aspetto positivo, però, la Puglia risulta essere una delle zone della Penisola dove, a luglio 2021, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, posizionandosi sul terzo gradino del podio dopo Campania e Calabria.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 307.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto la Puglia.

    La provincia pugliese che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Foggia dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 669,51 euro, in calo del 22,90% negli ultimi dodici mesi; nonostante questo, però, la provincia non solo risulta essere l’area pugliese dove assicurare un veicolo a luglio 2021 costava di più, ma anche una delle zone più care di tutta Italia.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Barletta-Andria-Trani, dove lo scorso mese la diminuzione è stata del 19,41% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 536,99 euro, e quella di Bari, dove il calo annuale è stato del 13,48%, con un premio medio fermo a 501,60 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per le province di Lecce, dove lo scorso mese il prezzo è sceso dell’8,70% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 426,91 euro, il più basso registrato in Puglia, e Taranto (531,31 euro, -6,38%).

    Chiude la classifica pugliese la provincia di Brindisi, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 4,91%, arrivando a 523,45 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 307.000 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: in Piemonte premi in ribasso del 17,9%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Piemonte, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 397,60 euro, vale a dire il 17,9% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,3%). L’ulteriore buona notizia è che il Piemonte è risultata essere la regione che tra luglio 2020 e luglio 2021 ha registrato il calo dei premi medi più alto di tutta Italia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 540.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Piemonte e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Piemonte, con una diminuzione a doppia cifra in quasi ogni area, ad eccezione di Verbano-Cusio-Ossola che, comunque, ha segnato un -6,81%.

    La provincia piemontese che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Asti dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 327,04 euro, in calo del 19,48% negli ultimi dodici mesi. Segue a breve distanza Torino, area dove il premio medio è calato del 19,17%, stabilizzandosi a 426,37 euro; nonostante nella provincia i prezzi abbiano registrato un elevato calo annuale, gli automobilisti torinesi devono fare i conti con le tariffe Rc Auto più alte del Piemonte.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per le province di Vercelli (323,58 euro, -15,48%), Alessandria (357,01 euro, -13,38%) e Cuneo (338,40 euro, -12,70%).

    Seguono nella graduatoria Biella, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata dell’11,58% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 311,00 euro, il più basso registrato nella regione, e quella di Novara, dove il calo annuale è stato del 10,90%, con un premio medio fermo a 330,83 euro.

    Chiude la classifica piemontese la provincia di Verbano-Cusio-Ossola, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 6,81% (328,11 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 540.000 preventivi effettuati in Piemonte su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Rc Auto: in Liguria inizia il rialzo, ma premi inferiori ai livelli pre-Covid

    È un’immagine in chiaro scuro quella emersa, per la Liguria, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*: dopo che a maggio i premi medi Rc Auto hanno raggiunto il loro record minimo, a luglio hanno cominciato a registrare una lieve risalita; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 446,82 euro, l’1,5% in più se confrontato con giugno. La buona notizia, però, è che nonostante il lievissimo aumento, i premi risultano ancora nettamente inferiori (-16,4%) rispetto ad un anno fa.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 190.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «L’aumento graduale, seppur lieve, degli ultimi due mesi è l’inizio di un trend che nel lungo periodo non potrà che proseguire», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione – e con esso quello dei sinistri – era prevedibile un aggiustamento al rialzo; resta solo da capire quanto sarà veloce l’adeguamento.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Liguria, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia ligure che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Imperia dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 370,71 euro, in calo del 18,66% negli ultimi dodici mesi; oltre alla diminuzione annuale maggiore, gli automobilisti imperiesi possono anche godere del premio medio più basso della Liguria.

    Segue nella graduatoria regionale la provincia di La Spezia dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 18,30% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 460,38 euro.

    Calo inferiore rispetto alla media regionale per la provincia di Genova, area che negli ultimi dodici mesi ha registrato un -15,98% con un premio medio fermo a 468,10 euro, il più alto registrato nella regione.

    Chiude la classifica ligure Savona, dove a luglio 2021 il prezzo è calato del 14,59% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 371,66 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 190.000 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Veneto premi in ribasso del 15,2%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Veneto, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 361,94 euro, vale a dire il 15,2% in meno rispetto ad un anno fa e addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-1,2%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 710.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area, ad eccezione di Belluno che, comunque, ha segnato un -9,99%.

    La provincia veneta che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Treviso dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 359,83 euro, in calo del 16,24% negli ultimi dodici mesi.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Padova, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 15,85% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 354,87 euro, e quella di Verona, dove il calo annuale è stato del 15,41%, con un premio medio fermo a 365,60 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale per le province di Venezia, dove lo scorso mese il prezzo è sceso del 14,59% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 383,20 euro, il più alto registrato in Veneto, e Vicenza (352,97 euro, -13,72%).

    Chiudono la classifica regionale la provincia di Rovigo (355,90 euro, -12,15%) e quella di Belluno, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 9,99%; gli automobilisti bellunesi possono però consolarsi con il premio medio più basso del Veneto (323,96 euro).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 710.000 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: nel Lazio premi in ribasso del 13,7%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Lazio, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*: dopo che a maggio i premi medi Rc Auto hanno raggiunto il loro record minimo, a luglio non hanno registrato aumenti come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 443,67 euro, vale a dire il 13,7% in meno rispetto ad un anno fa e, sostanzialmente, la stessa cifra rilevata a giugno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area, ad eccezione di Frosinone che, comunque, ha segnato un -8,57%.

    La provincia laziale che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Roma dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 444,92 euro, in calo del 14,20% negli ultimi dodici mesi.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Rieti dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 12,03% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 446,72 euro, e quella di Viterbo, dove il calo annuale è stato dell’11,90%, con un premio medio fermo a 369,18 euro, il più basso registrato nella regione.

    Chiudono la classifica la provincia di Latina, dove a luglio 2021 il prezzo è calato dell’11,47% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 493,58 euro, il premio più alto rilevato nel Lazio, e quella di Frosinone, area dove le tariffe medie sono diminuite negli ultimi dodici mesi “solo” dell’8,57% (392,89 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 1.700.000 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Toscana inizia il rialzo, ma premi inferiori ai livelli pre-Covid

    È un’immagine in chiaro scuro quella emersa, per la Toscana, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it: dopo che a maggio i premi medi Rc Auto hanno raggiunto il loro record minimo, a luglio hanno cominciato a registrare una lieve risalita; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 474,72 euro, lo 0,4% in più se confrontato con giugno. La buona notizia, però, è che nonostante il lievissimo aumento, i premi risultano ancora nettamente inferiori (-16,3%) rispetto ad un anno fa.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 620.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Toscana e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «L’aumento graduale, seppur lieve, degli ultimi due mesi è l’inizio di un trend che nel lungo periodo non potrà che proseguire», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione – e con esso quello dei sinistri – era prevedibile un aggiustamento al rialzo; resta solo da capire quanto sarà veloce l’adeguamento.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Toscana, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area, ad eccezione di Grosseto che, comunque, ha segnato un -8,66%.

    La provincia toscana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Siena dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 356,84 euro (il più basso registrato nella regione in termini di valore assoluto), in calo del 18,98% in dodici mesi.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Pistoia, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 18,27% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 538,82 euro, e quella di Massa-Carrara, dove il calo annuale è stato del 18,01%, con un premio medio fermo a 505,65 euro.

    Diminuzioni in linea con la media regionale per le province di Firenze (-16,93%, premio medio pari a 465,12 euro) e Prato, dove a luglio 2021 il prezzo è calato del 15,81% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 668,86 euro; buona notizia per chi assicura un veicolo in quella provincia che, però, fa ancora registrare il valore più alto della regione (il 40,9% in più rispetto alla media toscana).

    Cali inferiori rispetto alla media regionale per le province di Livorno (435,16 euro, in diminuzione del 14,35% rispetto ad un anno fa), Pisa (465,68 euro, -13,49%), Lucca (467,96 euro, -12,48%) ed Arezzo (411,81 euro, -10,13%).

    Chiude la graduatoria toscana la provincia di Grosseto, area dove il premio medio è diminuito “solo” dell’8,66%; gli automobilisti grossetani possono però consolarsi con il secondo premio medio più basso della regione (382,09 euro).

    Ecco di seguito la tabella riassuntiva dei premi medi registrati in Toscana e le relative variazioni nei dodici mesi:

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 620.000 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: inizia il rialzo, ma ancora lontani dai livelli pre-Covid

    Dopo il mese di maggio, quando i premi medi Rc Auto hanno raggiunto il loro record minimo, è cominciato il trend di risalita tanto che, secondo l’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*, a luglio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 457,04 euro, lo 0,2% in più se confrontato con giugno. La buona notizia è che, nonostante il lievissimo aumento, i premi risultano ancora nettamente inferiori (-12,6%) rispetto ad un anno fa.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 9.100.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «L’aumento graduale, seppur lieve, degli ultimi due mesi è l’inizio di un trend che nel lungo periodo non potrà che proseguire», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione – e con esso quello dei sinistri – era prevedibile un aggiustamento al rialzo; resta solo da capire quanto sarà veloce l’adeguamento.».

    L’andamento regionale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Paese.

    A guidare la classifica dei cali più consistenti è il Piemonte, area dove i valori medi sono scesi del 17,98% rispetto allo stesso mese del 2020. Seguono nella graduatoria la Lombardia, che ha registrato una diminuzione della tariffa media pari al 16,39% e, staccata per un soffio, la Liguria, dove il premio medio Rc auto è calato del 16,38%.

    All’ultimo posto della graduatoria nazionale, invece, si posiziona la Basilicata, che ha registrato un calo delle tariffe medie pari al 4,82%.

    Campania sempre la più cara

    In termini di valori assoluti, maglia nera d’Italia si conferma essere la Campania; nella regione, a luglio 2021, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 839,39 euro, vale a dire l’83,6% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care d’Italia la Calabria, che conquista il secondo posto con un premio medio pari a 526,87 euro e la Puglia, sul terzo gradino con un valore medio pari a 511,08 euro.

    Se si guarda, invece, alle regioni dove assicurare un veicolo costa di meno i più fortunati sono i residenti del Friuli-Venezia Giulia, area dove, lo scorso mese, per tutelare la propria automobile occorrevano, mediamente, 315,06 euro.

    A seguire si trova la Lombardia, dove il premio medio rilevato a luglio 2021 era pari a 344,28 euro e, a poca distanza, il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 350,39 euro.

    Visti i probabili rincari che potrebbero interessare il mercato delle polizze Rc Auto, il consiglio degli esperti di Facile.it per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovarla ora finché i premi sono ancora lontani dai livelli pre-Covid. Da considerare, inoltre, che molte compagnie, per venire incontro alle esigenze dei propri clienti che chiedevano un rimborso per i mesi di restrizione in cui l’auto è rimasta inutilizzata, hanno introdotto sconti e iniziative specifiche di cui tuttora si può usufruire.

    Le garanzie accessorie

    Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che a luglio 2021, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta è l’assistenza stradale (39,9%).

    Il dato può essere letto anche in virtù di un parco auto che continua ad invecchiare; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2020 (10 anni e mezzo).

    Seguono tra le garanzie accessorie più richieste la copertura infortuni conducente (19,3%), la tutela legale (16,8%) e la garanzia furto e incendio (11,9%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.100.000 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

  • Prolungati gli incentivi auto, ma mancano le norme attuative per l’usato

    Il Governo ha rifinanziato con una dotazione di 350 milioni di euro gli incentivi destinati all’acquisto di auto; le agevolazioni, ottima iniziativa per dare nuova linfa al mercato, scadranno il 31 dicembre, ma non essendo stati pubblicati i regolamenti attuativi non è (ancora) possibile richiederli per le auto usate e, quindi, l’industria corre ai ripari con iniziative singole come quella del Summer Black Friday.

    Gli sconti per le auto usate

    Nei suoi piani il Governo ha voluto sostenere anche il mercato della auto usate destinando 40 milioni per chi acquista un veicolo di seconda mano Euro 6, diesel o benzina. Rientrano però nell’incentivo solo i veicoli con basse emissioni di CO2, vale a dire quelli compresi tra 0 e 160 g/Km e con quotazioni medie di mercato inferiori ai 25.000 euro. Per accedere a questo incentivo è necessario rottamare un veicolo immatricolato prima di gennaio 2011.

    Il bonus ottenibile varia a seconda delle emissioni del veicolo, ad ogni modo si va da un minimo di 750 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

    In attesa che vengano pubblicati i dettagli per godere degli incentivi, attualmente non è possibile usufruire del bonus per l’acquisto di auto usate.

    Non solo incentivi statali: arriva il “Summer Black Friday”

    Per ovviare al problema e consentire ai consumatori di godere comunque di vantaggi economici per l’acquisto dell’usato, le aziende stanno mettendo in campo progetti singoli e spesso sorprendenti come Facile.it e MiaCar, che hanno deciso di lanciare il Summer Black Friday (https://www.miacar.it/auto?Campaign=black-friday) portando nel mondo dell’auto i vantaggi tipici dell’evento che negli ultimi anni ha conquistato i consumatori italiani.

    Nello specifico, l’iniziativa, che durerà per tutto il mese di agosto ed è valida su oltre 500 vetture, prevede uno sconto extra, che arriva fino a 1.000 euro e cumulabile con gli incentivi statali, sull’acquisto di auto nuove, a km0 e usate.

    Gli sconti per le auto nuove

    La fetta più grossa degli incentivi statali, vale a dire 200 milioni di euro, è stata destinata all’acquisto o locazione finanziaria di auto nuove a benzina o gasolio con basse emissioni, vale a dire tra 61 e 135 grammi di CO2 al chilometro e prezzo di listino fino a 40.000 euro.

    60 milioni, invece, sono stati destinati all’acquisto di auto con emissioni tra 0 e 60 g/km, vale a dire veicoli elettrici e plug-in, e prezzo di listino inferiore ai 50.000 euro.

    Il bonus varia a seconda delle emissioni di CO2 dell’auto acquistata e dalla presenza o meno di un veicolo vecchio da rottamare; in ogni caso gli sconti vanno da un minimo di 3.500 euro ad un massimo di 10.000 euro.

     

  • Come scegliamo l’auto? Prezzo e consumi

    L’auto è una passione che accomuna molti italiani, ma quando dobbiamo acquistare un nuovo veicolo, a cosa facciamo attenzione? Facile.it e MiaCar, in occasione del lancio della nuova sezione del portale dedicata alla vendita di automobili (https://www.facile.it/auto/risultati.html), hanno affidato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat scoprendo che gli italiani scelgono il proprio veicolo guardando principalmente a due caratteristiche: il prezzo e i consumi.

    Come scegliamo l’auto

    Sogni e passioni, quando si deve scegliere l’auto da acquistare, lasciano il posto alla razionalità. Dall’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta* – è emerso che la prima caratteristica a cui si fa attenzione è il prezzo d’acquisto; quasi 1 automobilista su 2 ha detto di aver scelto l’auto in base al costo. Più attenti al budget sono risultate essere le donne (51,4% vs 48,4% del campione maschile) e gli over 65 (56,4%), meno interessati i rispondenti nella fascia 45-54 anni (41,8%) e i giovani under 24 (44,4%).

    Sempre con un occhio al portafogli, il secondo criterio con cui si sceglie l’auto è quello dei consumi di carburante; il 37,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli uomini (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli under 24 (40,7%); a livello territoriale, invece, i residenti al Sud e nelle Isole (41,1%).

    «Gli italiani sono da sempre attenti alle spese domestiche e l’indagine conferma che anche nel momento in cui devono cambiare auto lo fanno ponendo grande attenzione ai costi», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Per questo motivo, in collaborazione con MiaCar, abbiamo lanciato su Facile.it una nuova sezione dedicata alla vendita di vetture nuove e a km zero; l’obiettivo è offrire agli utenti non solo la possibilità di risparmiare sull’acquisto di un veicolo, ma anche un servizio di assistenza completo, che parte dall’auto e arriva fino al finanziamento e all’assicurazione».

    Al terzo posto tra gli elementi che guidano gli italiani nella scelta dell’auto troviamo la marca del veicolo; il 32,7% ha comprato l’auto in base alla casa automobilistica, caratteristica che sembra interessare in modo particolare gli under 24, tra i quali la percentuale arriva addirittura al 40,7%.

    L’estetica non è tra i primi criteri ma comunque 1 automobilista su 4 la ritiene importante; in questo caso sono più attenti all’aspetto del veicolo le donne (27,3%) e, ancora una volta, gli under 24 (37%).

    I costi di mantenimento di un’auto, oltre alla benzina, possono essere alti: su questo uomini e donne sembrano essere d’accordo tanto che il 18% dei rispondenti ha detto di aver scelto l’auto valutando con attenzione questo aspetto. Diversa, invece, la sensibilità verso altre caratteristiche: gli uomini sono più interessati alle dotazioni tecnologiche di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla potenza del motore (16,1% vs 9,2%), mentre le donne prediligono veicoli di dimensioni ridotte (19,5% vs 11,1% del campione maschile).

    Solo il 14,2% dei rispondenti ha indicato lo spazio dell’abitacolo              tra i criteri più importanti nella scelta dell’auto, mentre ancor meno, il 13,8%, guarda alle dimensioni del bagagliaio, percentuale che però sale a quasi il 20% nella fascia di rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

    Dove cerchiamo l’auto… e dove la compriamo

    L’indagine realizzata per Facile.it e MiaCar ha fatto un focus su dove gli italiani si informano prima di acquistare l’auto: al primo posto c’è internet, usato da più di 6 rispondenti su 10. In particolare, si consultano i siti delle case automobilistiche (38,5%), i siti di informazione (27,6%) e quelli di annunci (15,4%); solo il 9%, invece, lo fa tramite social network.

    Al secondo posto si trovano i concessionari e i rivenditori, luoghi dove il 57% degli automobilisti raccoglie le informazioni necessarie prima di acquistare un veicolo. Il 21% degli italiani chiede consiglio a parenti o amici mentre poco meno, il 17,3%, si documenta tramite riviste specializzate.

    Una volta che si hanno le idee più chiare, dove si trova l’auto? Concessionari e rivenditori si confermano il luogo principale (66,5%), ma sono tanti, più di 5 milioni, coloro che hanno identificato l’auto da acquistare grazie a un annuncio online (14,4%), mentre il 12,6% lo ha fatto tramite privati.

    Ma attenzione perché non sempre si tratta di amore a prima vista. Anzi; prima di trovare il veicolo adatto alle proprie esigenze gli italiani impiegano, mediamente, più di 2 mesi e addirittura ad uno su cinque occorrono più di 3 mesi.

    I più veloci nella scelta sono gli over 65 che, in media, impiegano circa 1 mese e mezzo, i più lenti, invece, sono gli under 24, ai quali, normalmente, non sono sufficienti nemmeno 3 mesi.

    «Comprare l’auto online può essere una strategia efficace non solo per risparmiare soldi, ma anche tempo», spiega Lorenzo Sistino, Ceo di MiaCar. «Secondo i dati dell’osservatorio Facile.it-MiaCar*, i tempi decisionali di chi acquista sul web sono molto più brevi. Prezzi trasparenti e già scontati evitano lunghe trattative e, insieme all’ampia offerta di vetture, consentono agli utenti di trovare e acquistare il veicolo, mediamente, in 37 giorni, anche se per il 49% ne sono sufficienti solo 3.».

     

     

     

    *Nota metodologica: l’indagine di mUp Research e Norstat è stata svolta tra l’1 e il 4 luglio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.016 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.
    L’osservatorio Miacar-Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 3.000 vetture vendute online tramite MiaCar.it tra gennaio 2019 e maggio 2021.

     

  • Rc auto: 1 automobilista su 4 rinnova solo dopo la scadenza

    Quanto sono puntuali gli italiani nel rinnovare l’assicurazione dell’auto? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato un campione* di oltre 339.000 contratti di rinnovo scoprendo che se, in media, gli automobilisti rinnovano la polizza RC auto 3 giorni prima della scadenza di quella vecchia, 1 su 4 lo fa solo dopo che questa è già scaduta, ovvero durante il cosiddetto periodo di comporto.
    Sono fortunatamente una minoranza (3,3%), coloro che rinnovano l’assicurazione addirittura dopo i 15 giorni di tolleranza concessi dalla legge; va detto che quest’anno alcune scadenza potrebbero essere slittate grazie alla sospensione introdotta dal Governo nel 2020, pertanto il fenomeno potrebbe avere una dimensione addirittura inferiore.
    Quando si rinnova l’RC auto
    Analizzando più da vicino i dati emerge che l’11,8% del campione si muove con largo anticipo acquistando la nuova polizza tra i 15 e i 45 giorni prima della scadenza di quella vecchia; l’8,5% lo fa con 10-14 giorni di anticipo, mentre il 25,5% fa tutto all’ultimo momento rinnovando tra le 48 ore prima e il giorno stesso della scadenza.
    Come detto, invece, sono tanti gli automobilisti che rinnovano l’assicurazione auto solo dopo la sua scadenza ma comunque durante il periodo di comporto (25,2%).
    «La legge prevede un periodo di tolleranza valido fino a 15 giorni dopo la scadenza della polizza durante il quale la compagnia è obbligata a mantenere operante la copertura RC base; in caso di sinistro, quindi, l’assicurazione è ancora attiva. Attenzione però alle garanzie accessorie perché non sempre le compagnie estendono il periodo di comporto anche a tali clausole; se si vogliono evitare brutte sorprese, il consiglio è di muoversi sempre con qualche giorno di anticipo» spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it.
    Attenzione alla scadenza 2021
    La scorsa primavera, durante la prima fase del periodo emergenziale, il Governo ha introdotto alcuni provvedimenti in favore degli automobilisti allungando il periodo di comporto fino a 30 giorni e introducendo la possibilità di sospendere l’RC auto per alcuni mesi, fino al 31 luglio 2020. Un’opportunità che, secondo le stime di Facile.it su un campione di 244.000 polizze raccolte lo scorso anno, tra aprile e maggio, è stata colta da circa il 20% degli automobilisti con assicurazione in scadenza in quei due mesi.
    Ciò ha comportato uno spostamento in avanti del termine di validità delle polizze di coloro che hanno sfruttato l’opportunità; per questa ragione, consigliano gli esperti di Facile.it, ora è più che mai è importante verificare la data di decorrenza della propria assicurazione e muoversi in anticipo con il rinnovo, considerando che, normalmente, è possibile acquistare la nuova assicurazione a partire da 45 giorni prima della sua scadenza.
    L’uso del periodo di comporto nelle regioni italiane
    Quali sono le regioni italiane con più assicurati “ritardatari”? Al primo posto si trovano gli automobilisti residenti in Abruzzo; qui il 29,6% del campione ha rinnovato la polizza oltre la data di scadenza, entro i 15 giorni di tolleranza concessi dalla legge. Seguono nella graduatoria gli assicurati residenti in Sicilia (29,2%) e in Calabria (28,8%).
    Il periodo di comporto viene usato con meno frequenza, invece, dagli automobilisti del Trentino-Alto Adige, dove solo il 21,3% ha rinnovato l’assicurazione durante i 15 giorni di tolleranza. Seguono gli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia (22,1%) e dell’Emilia-Romagna (23,3%).

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 339.000 utenti che tra gennaio e maggio 2021 hanno rinnovato la propria assicurazione tramite Facile.it, mantenendo la propria compagnia assicurativa o cambiandola.

  • Auto elettriche, Quali Sono i Modelli più Venduti in Italia

    Le auto elettriche sembrano essere ormai il futuro prossimo della mobilità, anche se la completa sostituzione del parco auto circolante sembra un impresa che richiederà ancora molto tempo.
    Nei primi mesi del 2021 le vendite di auto elettriche in italia hanno superato quelle delle auto a metano con più di 13 mila auto elettriche.
    Rispetto alle auto a motore normale le vendite sono ancora ben poca cosa ma è indubbio che rispetto agli anni precedenti la crescita deve essere considerata esponenziale.
    Analizzando gli attuali trend di vendita salta all’occhio che la maggioranza delle auto elettriche vendute sono da attribuire al settore dei veicoli da città per le ridotte dimensioni.
    Tra le case automobilistiche che hanno venduto più auto ci sono due marchi francesi Peugeot e Renault che piazzano due modelli nella top ten.
    Per il resto troviamo Volkswagen, Hyundai, Opel, Tesla, in testa a questa classifica due modelli; la Smart EQ del gruppo Mercedes e la Fiat 500.
    Queste sono le auto elettriche che stanno facendo da apri pista al Great Reset che la nomenclatura politica internazionale ha tanto pubblicizzato.
    In realtà per avere un vero cambiamento sono necessarie infrastrutture su tutto il circuito stradale che permetta di poter riparare le auto con il settore della auto officina e della carrozzeria Firenze e ogni città che dovranno adeguarsi al cambiamento.
    Uno dei punti essenziali per il settore della manutenzione e della riparazione dei veicoli con batterie è quello della sicurezza degli operatori.
    Il personale di auto officine e carrozzerie dovrà essere debitamente preparato ed aggiornato sia sulla sicurezza che sulle competenze tecniche.
    Un altro punto perché le auto elettriche possano davvero portare una diminuzione delle emissioni nocive è la decarbonizzazione a monte del circuito di distribuzione elettrica per le colonnine.
    Attualmente questo è il punto più complesso da ottenere a causa della difficoltà di governi come quello italiano di essere capace di programmare e portare a termine infrastrutture così importanti.
    Un punto determinante perché il Great Reset tanto sponsorizzato dalla elite internazionale possa davvero avere un senso per una reale diminuzione dell’impatto ambientale.

  • Facile.it annuncia l’acquisizione del 100% di MiaCar.it

    Facile.it Broker di Assicurazioni S.p.A (www.facile.it), leader nella comparazione di assicurazioni, prodotti di finanziamento, tariffe energetiche e, in generale, delle principali voci di spesa delle famiglie italiane, ha annunciato oggi l’acquisizione del 100% della società MiaCar (www.miacar.it) primo marketplace italiano di automobili nuove e a KM zero in pronta consegna presso i concessionari ufficiali.

    Con questa acquisizione Facile.it segna un altro momento importante della sua forte espansione, entrando in un nuovo settore strategico che gli consentirà di offrire ai propri utenti un servizio sempre più completo.

    MiaCar.it, azienda fondata nel 2017 da Lorenzo Sistino, che viene riconfermato nel suo ruolo di CEO, è uno dei casi di maggior successo fra le start up italiane nel settore e grazie al suo particolare modello di business – che va dal confronto dei prezzi dei veicoli (nuovi, usati o a KM zero) fino all’acquisto finale – ha saputo guadagnare giorno dopo giorno la fiducia dei consumatori.

    «L’automotive è sempre stato uno dei pilastri dell’economia italiana e lo sarà ancora di più dopo l’esperienza della pandemia visto che, come certificato da diverse analisi, sono molti i nostri connazionali che a seguito di quell’evento hanno intenzione di acquistare un veicolo o viaggiare molto di più in auto», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Come Facile.it, anche MiaCar rappresenta nel suo settore un esempio eccellente di integrazione fra i canali. Entrambi abbiamo costruito il nostro successo sull’eccellenza tecnologica e l’attenzione per l’utente finale, ecco perché siamo certi che questa acquisizione sarà un ulteriore passo in avanti per il Gruppo».

    Dopo l’acquisizione, per la quale non è stata resa nota la cifra di acquisto, le due aziende uniranno le loro competenze con lo scopo di offrire un portale sempre più efficiente sia ai clienti privati sia ai propri concessionari e partner.

    «Le sinergie possibili con Facile.it sono moltissime», spiega Lorenzo Sistino «il modo di vendere e comprare auto sta cambiando velocemente. I clienti apprezzano la velocità, la trasparenza e la comodità che le nuove tecnologie possono offrire nel processo di scelta e acquisto dell’auto, mentre i concessionari sono sempre alla ricerca di canali nuovi e più efficienti per raggiungere i clienti. Sono convinto che, grazie alla consolidata leadership di Facile.it, potremo raggiungere velocemente importanti traguardi».

     «Nel corso degli anni», conclude Palano «Facile.it ha dimostrato di saper cambiare, espandere il proprio business senza mai smettere di crescere. Siamo particolarmente soddisfatti degli ultimi progetti di integrazione omnicanale, con l’espansione della rete Facile.it Partner, quella di Facile.it Mutui e Prestiti e dei Facile.it Store, tre grandi successi. Con l’acquisizione di MiaCar facciamo un altro passo importantissimo nella strategia di crescita e diversificazione che, sempre con il cliente al centro, portiamo avanti con successo da ormai oltre 10 anni».

  • Mobilità: 6 italiani su 10 hanno adottato un approccio più sostenibile nell’anno del Covid

    A causa di lockdown, smart working e didattica a distanza, gli spostamenti dei cittadini si sono ridotti drasticamente nel 2020, ma al netto delle limitazioni legate alla pandemia, quasi 6 italiani su 10, pari a circa 26,6 milioni di individui, dichiarano di aver cambiato, se non del tutto almeno in parte, le proprie abitudini in termini di mobilità adottando un approccio più sostenibile per l’ambiente. È questo uno dei dati emersi dalla seconda edizione dell’indagine sui comportamenti ecosostenibili degli italiani condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*.

    Chi ha cambiato le proprie abitudini

    Quali le scelte di mobilità sostenibile adottate dagli italiani nel 2020? Quasi 1 rispondente su 3 ha dichiarato di aver ridotto l’uso dell’auto favorendo, ad esempio, gli spostamenti a piedi. Non è dato sapere se dietro a questa scelta, fatta soprattutto dai rispondenti con età compresa tra i 18 e i 25 anni (37,4%) e tra i 55 e i 64 anni (38,2%) vi sia la volontà di sfruttare i momenti di libertà per fare una passeggiata, fatto sta che questo comportamento è stato adottato da circa 14,3 milioni di italiani. Circa 1 rispondente su 4 invece, ha dichiarato di aver ridotto l’uso di un mezzo a motore usando, quando possibile, una bicicletta.

    Buone notizie anche riguardo al parco auto e moto circolante in Italia visto che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, il 15,7% dei rispondenti, pari a 6,9 milioni di individui, ha scelto di sostituire il proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, con uno meno inquinante, mentre il 6,3% dei rispondenti ha ridotto l’uso del proprio mezzo affidandosi a servizi di sharing.

    Forse grazie anche ai contributi statali dedicati, tante persone si sono spostate in monopattino; il 5% dei rispondenti, pari a circa 2,4 milioni di italiani, ha dichiarato di averlo utilizzato, quando possibile, come alternativa all’automobile. Un interesse crescente quello verso i monopattini che, secondo i dati dell’indagine, si sta diffondendo anche nelle regioni del Sud e nelle Isole, dove la percentuale di chi ha scelto questo mezzo per muoversi arriva al 6,6%.

    Chi non ha fatto nulla

    Se da un lato sono davvero tanti gli italiani che hanno messo in atto comportamenti più sostenibili rispetto al passato, dall’altro c’è anche chi, al netto delle limitazioni imposte dalla pandemia, ammette candidamente di non aver fatto alcunché per cambiare le proprie abitudini in termini di mobilità; si tratta di poco meno del 23% del campione intervistato (22,9%), pari a circa 10 milioni di individui.

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che i meno avvezzi al cambiamento sono risultati essere i residenti nelle regioni del Centro Italia, dove la percentuale di chi non ha fatto alcunché arriva al 28,9%; guardando le fasce anagrafiche, invece, la percentuale di chi non ha cambiato le proprie abitudini arriva al 27,8% tra i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Auto Elettriche Non è Tutto Green Ciò Che Sembra

    Le auto elettriche probabilmente nei prossimi anni sono destinate ad aumentare prendendo progressivamente il posto delle normali auto alimentate con carburanti provenienti da combustibili fossili.
    Un settore che dovrà essere adeguato è quello che riguarda la manutenzione e la riparazione delle auto elettriche che a causa della presenza di batterie ad alto voltaggio dovranno essere realizzate da personale adeguatamente formato e preparato.
    Che si tratti di auto officine meccaniche o carrozzerie Firenze o di ogni altra città la formazione per poter realizzare le riparazioni sulle auto elettriche necessità di investimenti che però potrebbero essere velocemente ripagati quando le auto di questo tipo in circolazione cominceranno ad essere un numero significativo.
    L’introduzione del parco macchine circolante delle auto elettriche dovrà essere accompagnato dall’installazione di un numero sempre maggiore di colonnine che per essere realmente di aiuto alla riduzione delle emissioni nocive dovranno essere alimentate con energie non provenienti da combustibili fossili.
    Una sfida epocale per le autorità italiane che normalmente non brillano certo per la programmazione delle infrastrutture e che in questo caso rischiano di dover promuovere lo strumento del lockdown come unica strategia in italia per diminuire le emissioni nocive proveniente dalla mobilità.
    Anche per quanto riguarda il soccorso stradale sia da parte di carri attrezzi che di operatori di pronto soccorso come vigili del fuoco, polizia o ambulanze dovranno seguire adeguate norme che impediscano di mettere al rischio gli stessi operatori da pericolo dell’alto voltaggio quando saranno chiamati sui luoghi di incidenti che vedano coinvolte auto elettriche.
    Un altro problema è anche la realizzazione di batterie potenti che necessitano di rilevanti quantità di elementi estrattivi come il litio, per parlare di vera sostenibilità occorre che anche questi processi di estrazione di metalli necessari per le batterie avvengano garantendo il minore impatto ambientale possibile.
    Un traguardo anche esso non facile da raggiungere viste le enormi quantità di litio che saranno necessarie per convertire l’attuale parco auto con quelle elettriche.

  • Stefano Berardino: arte ed ecologia in stretta sinergia

    Sono molto compiaciuta nel vedere con quanto slancio e trasporto Stefano Berardino approda ad un passaggio, che funge da simbolico spartiacque nella sua variegata produzione pittorica, introducendo un gruppo di opere dedicate in toto all’innovativa concezione delle auto elettriche, un mercato davvero incalzante e in continua progressione, che rappresenta senza dubbio l’idea futura e futuribile di modernità nella mobilità alla portata di tutti e che attualmente si sta diffondendo a largo raggio e sta ottenendo e riscuotendo un meritato placet di consenso e tanti positivi riscontri da parte di un target eterogeneo di fruitori in costante aumento”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini esprime la sua visione valutativa nei confronti dell’artista Stefano Berardino, che ha intrapreso una nuova fase di studio e di ricerca incentrati sull’entusiasmante mondo della mobilità elettrica, che racchiude in sé anche un significativo spessore sociale e collettivo rivolto verso la difesa e la tutela dell’ecologia. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella positiva riflessione dichiarando: “Stefano merita davvero un encomio speciale, perché dimostra di avere anche una grande sensibilità verso l’importante funzione svolta dalla mobilità elettrica. Il suo amore viscerale per il mondo dei motori viene dunque associato e intrecciato in perfetta armonia con la finalità di promuovere le preziose risorse di pubblica utilità, che le auto elettriche possiedono e di valorizzarne le caratteristiche peculiari distintive di particolare pregevolezza non soltanto estetica, ma estesa anche su un piano e su un livello simbolico. Stefano celebra infatti la mobilità elettrica come visione green a tutto campo e a tutto tondo e come proiezione mentale green incondizionata e incontaminata, che si trasforma in uno stile di vita quotidiano e viene applicata in toto alla nostra dimensione esistenziale diventando un vero e proprio status. Allora caro Stefano, complimenti per il valoroso intento e avanti tutta. Ad maiora semper!”. Le opere di Berardino sono state collocate in modo permanente presso due contesti molto prestigiosi a Torino, il Mirafiori Motor Village e l’E-Village, il nuovo salone di Stellantis dedicato ai modelli green. È interessante evidenziare come Berardino si rende disponibile a fornire anche un servizio speciale di committenza ad personam, attraverso la personalizzazione del quadro. Infatti il cliente è libero di scegliere a sua preferenza ed esigenza la dimensione della tela e anche la gamma degli accostamenti e delle combinazioni cromatiche e tonali. Questo senza dubbio è un plus valore aggiunto ulteriore molto qualificante. Inoltre, ogni opera viene corredata da un’apposita autenticazione ufficiale comprovante con la firma autografa di Berardino e la relativa certificazione di autenticità. Anche questo aspetto costituisce un ragguardevole plus valore all’intera produzione e dimostra l’assoluta correttezza e serietà di un vero artista con la A maiuscola. Il progetto che fa capo a questa produzione è stato denominato #ThatsMotoringArt-E.

  • RC familiare: a un anno dalla sua introduzione, ecco quanto si risparmia

    Il 16 febbraio l’RC familiare compie un anno; a distanza di 12 mesi dall’introduzione della norma che consente di assicurare i veicoli presenti nel nucleo familiare utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle dei componenti della famiglia, Facile.it ha voluto fare un punto e, analizzando un campione* di oltre 1.200.000 preventivi, ha scoperto che, in media, il risparmio massimo ottenuto negli ultimi dodici mesi da chi ha usato l’RC familiare su un’auto è stato del 55%, mentre per le moto è arrivato al 50%.

    Analizzando i dati in valori assoluti significa che chi ha usufruito dell’RC familiare per passare da una quattordicesima ad una prima classe di merito su un’auto ha risparmiato, in media, 428 euro, mentre per una moto il vantaggio economico è stato, sempre in media, pari a 356 euro.

    Quanto si risparmia

    Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti nell’ultimo anno agli utenti che hanno chiesto di usufruire della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte ad utenti di pari profilo che non potevano beneficiare dell’assicurazione familiare.

    Nello specifico, guardando all’RC auto, la tariffa media offerta ad un automobilista in quattordicesima classe era pari a 784 euro; chi ha potuto usufruire dei benefici della norma ha visto calare il prezzo a 356 euro, con un risparmio pari a 428 euro.

    Per l’RC moto, invece, il prezzo medio offerto per assicurare una due ruote in classe 14 era pari a 713 euro, valore che scende a 357 euro per coloro che grazie all’RC familiare sono passati in prima classe, con un risparmio di 356 euro.

    Facile.it ha poi realizzato un focus su tre città italiane (Milano, Roma e Palermo), evidenziando come il risparmio massimo rimanga elevato in tutte e tre. In media, guardando all’RC auto, si tratta del 56% a Milano, del 53% a Roma e del 51% a Palermo. Per l’RC moto, invece, è del 44% a Palermo, del 43% a Milano e del 42% a Roma.

    I temuti aumenti alla fine ci sono stati?

    Quando nel febbraio 2020 l’RC familiare è entrata in vigore, molti hanno evidenziato come ci fosse il rischio che le compagnie assicurative, per far fronte al calo dei premi raccolti, potessero aumentare le tariffe degli automobilisti più virtuosi. È andata così? No, a dirlo sono i dati emersi dall’analisi di Facile.it che evidenziano come non solo non vi sia stato alcun aumento, ma anzi le tariffe siano mediamente diminuite per tutti gli automobilisti.

    «Come noto i lockdown che si sono avvicendati nel corso del 2020 hanno ridotto significativamente il numero di veicoli in circolazione e, con essi, il numero di sinistri stradali», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Questo ha messo le compagnie nella condizione di non interrompere il trend di diminuzione dei premi già in atto da tempo, offrendo tariffe più basse a tutti gli assicurati».

    Chi l’ha richiesta

    Chi ha chiesto in misura maggiore di utilizzare l’RC familiare? L’analisi* di Facile.it evidenzia come, in percentuale, siano stati soprattutto i motociclisti ad approfittare della norma; a richiedere di usarla sono stati il 23,2% di coloro che hanno ottenuto un preventivo per assicurare un motoveicolo, mentre tra gli automobilisti la percentuale scende all’1,67%. Il dato sulle auto non deve sorprendere; va letto considerando che molti assicurati avevano beneficiato negli scorsi anni della legge Bersani.

    La percentuale così alta fra le moto, invece, si spiega anche perché una delle novità introdotte dall’RC familiare era la possibilità di ereditare la classe di merito maturata su una tipologia di veicolo differente e, a conti fatti, continuando nell’analisi dei dati emersi dal campione di Facile.it, nell’85% dei casi chi intendeva usare la norma per assicurare un motoveicolo poteva farlo proprio ereditando la classe di merito da un’auto.

    Guardando all’andamento su base regionale, per l’RC auto emerge che le regioni dove, in percentuale sul totale dei richiedenti, si è cercato di fare maggiormente ricorso all’RC familiare sono il Molise, la Calabria e la Liguria. Per quanto riguarda l’Rc moto, invece, sono la Calabria, la Puglia e la Campania.

    Attenzione ai sinistri

    In ultimo una nota; se è vero che l’RC familiare sì è dimostrata essere un’opportunità di risparmio per molti assicurati, non bisogna dimenticare che, secondo la norma, in caso di incidente con responsabilità esclusiva o principale che abbia comportato il pagamento di un indennizzo complessivamente superiore a 5.000 euro, l’assicurato che ha beneficiato dell’RC familiare potrebbe retrocedere sino ad un massimo di 5 classi di merito, anziché 2, con conseguente rincaro dei premi.

     

     

    *L’analisi sull’RC familiare è stata realizzata su un campione di 1.275.105 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate. Le tariffe si riferiscono ad utenti richiedenti l’RC familiare con le seguenti caratteristiche: patente conseguita fra i 18 ed i 24 anni, km annuali percorsi inferiori a 15.000 (6.000 per i motoveicoli), cilindrata veicolo tra 1200 e 1600 cc, valore veicolo a nuovo tra 11.000 euro e 20.000 euro (5.000-15.000 per i motoveicoli), data immatricolazione successiva al 2009.

    I dati relativi al peso percentuale dell’RC familiare sul totale preventivi richiesti sono stati calcolati su un campione di 11.626.964 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021

  • Stefano Berardino artista eclettico e di versatile vena d’ispirazione creativa, che coniuga perfettamente il binomio intramontabile ed evergreen di Arte e Motori ha fatto un ulteriore salto di qualità molto…

    Stefano Berardino artista eclettico e di versatile vena d’ispirazione creativa, che coniuga perfettamente il binomio intramontabile ed evergreen di Arte e Motori ha fatto un ulteriore salto di qualità molto importante e arricchente per l’evoluzione della sua ricerca pittorica e si è cimentato all’interno del comparto delle auto elettriche di moderna generazione, realizzando un circuito di quadri fatti ad hoc studiati e pensati appositamente per una collocazione ottimale e molto avvalorante. Infatti, le creazioni sono state allestite già a partire da Dicembre 2020 e sono attualmente ancora in loco in esposizione stabile e permanente presso due rinomate location a Torino, precisamente si trovano posizionate nei prestigiosi contesti del Mirafiori Motor Village e dell’E-Village, il nuovo salone di Stellantis dedicato ai modelli green. Al riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini che apprezza molto questa originale formula di unione in coesione creata dall’intraprendente Berardino ha così commentato: “Stefano è un giovane artista dalla mente davvero illuminata e dal temperamento molto lungimirante. Ritengo, che questa scelta sia decisamente e assolutamente congeniale al suo modus pensandi e al desiderio di rendersi testimone di una visione moderna e anche futurista, che sposa in equilibrata armonia il suo amore viscerale per i motori con le esigenze di oggi, che fanno leva sulla difesa per l’ambiente circostante e per l’ecosistema in generale e convogliano insieme un ideale di bello funzionale, ma anche di piacevolezza estetica. Stefano quindi ha tempestivamente colto questa stimolante opportunità e ne ha fatto un’occasione distintiva esclusiva. Ecco aprirsi dinanzi a lui il mondo delle vetture elettriche e della nuova frontiera di mobilità. A fronte di questo orientamento direzionale ben calibrato e ben ponderato sceglie anche di utilizzare una serie di espedienti davvero molto significativi, che rendono ancora più meritevole di elogio il suo operato e stimolano ad un approccio attento, approfondito e accurato, altrettanto quanto Stefano ha conferito attenzione diligente e massima cura al suo lavoro pittorico. In particolare, colpisce l’utilizzo di materiali, elementi e componenti al 100% naturali, come legno, tela di juta, sabbia, nonché la selezione certosina rivolta verso i pennelli, rigorosamente tutti artigianali e costruiti con setole totalmente naturali e i cavalletti realizzati con legno non trattato. Il Made in Italy d’eccellenza delle vetture elettriche esposte in pole position, viene pertanto rafforzato ed esaltato dalla presenza di queste opere, che celebrano con elegante raffinatezza l’accattivante connubio tra arte e ricerca di sperimentazione a favore dell’ecologia. Stefano si rende così fautore e portavoce convinto di un importante messaggio sociale, destinato a cambiare in meglio il nostro stile di vita e il nostro concetto di mobilità”. Il progetto è stato simbolicamente intitolato #ThatsMotoringArt-E.

    http://elenagolliniartblogger.com/stefano-berardino

     

  • RC familiare: l’ha usata il 28% di chi ha sottoscritto una polizza fra marzo e giugno

    Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore la cosiddetta RC familiare, ovvero la norma che dà ai membri di una stessa famiglia la possibilità di utilizzare per le polizze auto e moto la classe di merito più favorevole maturata su un qualsiasi veicolo del nucleo. Numeri alla mano sono molti gli italiani che ne hanno approfittato tanto che, secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat*, fra chi ha rinnovato o sottoscritto polizze auto o moto nel periodo marzo-giugno 2020, quasi 1 rispondente su 3 (28%), pari a circa 2,4 milioni di famiglie, ha dichiarato di aver sottoscritto o rinnovato una polizza in questo modo.

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che, tra coloro che hanno sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, sono stati soprattutto i residenti del Sud e delle isole ad aver fatto ricorso all’Rc familiare (31,6%), seguiti, a breve distanza, dagli abitanti del Nord Est (29,3%). Meno propensi ad usufruire della nuova norma sono stati, invece, i rispondenti del Nord Ovest: tra questi solo il 22% ha dichiarato di averla utilizzata.

    Il vantaggio offerto dalla norma è massimo soprattutto per i neopatentati e infatti, guardando alle fasce anagrafiche di chi ha sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, il 46,9% degli assicurati con un’età compresa tra 18 e 24 anni ha dichiarato di aver utilizzato l’RC familiare. Al contrario sono i più anziani ad aver usufruito meno di questa opportunità: solo l’11,5% degli adulti con età compresa tra i 65 e i 74 anni.

    Chi ha dichiarato di aver approfittato dell’RC familiare, nella maggior parte dei casi lo ha fatto su veicoli già presenti nel nucleo familiare, trasferendo la classe di merito da auto ad auto (46,3%) e da auto a moto o viceversa (45,3%); solo nell‘8,4% dei casi la norma è stata usata per assicurare un mezzo a due o quattro ruote acquistato per la prima volta.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Scuola: 2,5 milioni di alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e le oggettive difficoltà organizzative costringeranno milioni di famiglie a ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Un cambiamento radicale fotografato dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, dalla quale emerge che quest’anno quasi 1 alunno su 3, pari a circa 2,5 milioni di bambini e ragazzi (29,8%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Aumenta il trasporto privato, diminuisce l’uso di mezzi pubblici

    Se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 50% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, faranno comunque ricorso all’uso di un mezzo proprio 6 alunni su 10 (57%), pari a circa 4.820.000 di bambini e ragazzi, che quest’anno raggiungeranno la scuola in auto o moto. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 50,2% degli scolari.

    A fare le spese di questo cambiamento, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Cala il numero di alunni che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà solo il 14,9%, erano il 16,7% lo scorso anno.

    Ancora meno, circa il 2%, quelli che sceglieranno la metropolitana o il treno. In diminuzione anche il numero di alunni che utilizzeranno servizi quali lo scuolabus; il 5,2%, degli alunni quest’anno, mentre lo scorso anno erano il 7,6%

    In leggero aumento coloro che hanno scelto di recarsi a scuola a piedi; lo faranno il 31,7% degli studenti, pari a quasi 2,7 milioni di ragazzi, erano il 31,1%, lo scorso anno.

    Il cambio di abitudini riguarderà, in particolare, i ragazzi iscritti alla scuola secondaria, sia di primo grado (il 35,8% degli studenti cambierà il modo di coprire il tragitto casa/scuola), sia di secondo grado (43,4%).

    A spingere per il cambiamento saranno soprattutto le mamme (30,5%) e i genitori residenti nel Centro Italia (33,4%).

    Quasi 1 milione di famiglie cambierà mezzo per paura del Covid

    Secondo le dichiarazioni raccolte, la ragione principale per cui molte famiglie cambieranno modalità di trasporto è proprio la paura del Covid; tra gli intervistati che modificheranno le loro abitudini di trasporto, 1 su 2 (50%), pari a circa 875mila nuclei, ha preso questa scelta per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio. Ad essere più preoccupati della malattia sono i genitori residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale arriva al 55,9%.

    Per oltre mezzo milione di famiglie (30,1% del campione intervistato), invece, la ragione del cambiamento è legata all’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola, mentre il 24,1% ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni al nucleo.

    2 famiglie su 3 preoccupate per la mobilità

    La preoccupazione per il tragitto casa-scuola è condivisa anche da chi non cambierà mezzo di trasporto; tra le famiglie alle prese con il ritorno sui banchi, 2 su 3, pari a 3,5 milioni di nuclei, hanno dichiarato di essere in apprensione (66,2%) per il percorso.

    Ad essere più preoccupate, ancora una volta, risultano essere le mamme (67,6% vs il 64,4% rilevato tra i papà), ma anche i genitori con età compresa tra i 55 e i 64 anni, tra i quali la percentuale di chi ha dichiarato di essere spaventato arriva addirittura all’80,3%.

    Ad essere più preoccupati sono i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado (72,7%) e di secondo grado (78,2%), quelle dove solitamente i ragazzi si recano da soli e dove, nel tragitto casa-scuola, i genitori non possono vigilare sul rispetto delle misure di contenimento del contagio.

    Guardando alle risposte su base territoriale emerge che l’inquietudine è diffusa in tutto il Paese in modo abbastanza omogeneo, anche se spicca un dato: le famiglie più preoccupate per il tragitto casa-scuola dei figli risultano essere quelle residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale raggiunge il 70,5%. A pesare maggiormente su questi rispondenti potrebbe essere stato, da un lato, un trasporto pubblico non sempre efficiente e la presenza di distanze lunghe da percorre per raggiungere la scuola, dall’altro la nascita di nuovi focolai che nelle ultime settimane, almeno mediaticamente, hanno coinvolto maggiormente alcune aree del Meridione.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

     

  • Auto: in Piemonte ci sono ancora più di 168.100 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto piemontese che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione piemontese risultano ancora registrate 168.166 automobili Euro 0, corrispondenti al 5,71% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, la regione si posiziona a metà classifica, mentre se si guarda al rapporto percentuale il Piemonte si posiziona tra le migliori d’Italia, subito dopo Trentino-Alto Adige e Veneto.

    Il quadro peggiora se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 839.121. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 28% della auto potenzialmente in strada in Piemonte ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. Anche in questo caso la regione si posiziona tra le migliori del Paese, con una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale (34%).

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Asti che con un valore di 6,93% risulta essere la provincia piemontese con la percentuale più alta di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (10.380 veicoli); alle spalle di Asti si trova la provincia di Biella, dove il 6,85% delle autovetture registrate appartiene alla categoria Euro 0 (8.681). Seguono nella graduatoria le province di Alessandria (6,82%, 19.660 veicoli), Vercelli (6,68%, 7.860) e Cuneo (6,17%, 25.578). Continuando a scorrere la classifica troviamo la provincia di Verbano-Cusio-Ossola, dove il 5,73% delle autovetture fa parte della categoria Euro 0 (6.064 auto private), seguita da Novara (5,71%, 13.953 veicoli). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Torino, che con un valore di 5,07% risulta essere l’area piemontese con la percentuale più bassa di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (75.990 autovetture).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Torino che conta ancora 75.990 auto private Euro 0.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Asti; qui il 33,05% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Alessandria (30,28%), seguita da quelle di Biella (30,26%) e Vercelli (30,13%).

    Continuando a scorrere la classifica piemontese troviamo le province di Cuneo (28,48%) e Torino (27,89%); chiudono Novara (26,90%) e, ancora una volta, la provincia di Verbano-Cusio-Ossola (25,35%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Auto: in Molise ci sono ancora più di 22.100 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto molisano che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione molisana risultano ancora registrate 22.122 automobili Euro 0, corrispondenti al 10,24% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, il Molise è la seconda regione più virtuosa di Italia, subito dopo la Valle d’Aosta, mentre se si guarda al rapporto percentuale questo è leggermente peggiore rispetto alla media italiana (8,4%).

    Il quadro è ancora più cupo se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 95.398. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che quasi la metà delle auto potenzialmente in strada in Molise (44%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la regione si posiziona tra le peggiori del Paese, superando di gran lunga la media nazionale del 34,1%.

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Isernia che, con un valore di 10,73%, risulta essere la provincia molisana con il maggior numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (7.008 auto private); alle spalle di Isernia si trova la provincia di Campobasso, dove il 10,02% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (15.114 veicoli).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Campobasso, che conta 15.114 auto private Euro 0.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto ancora una volta la provincia di Isernia; qui quasi la metà delle autovetture (45,05%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Campobasso (43,74%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Auto: in Puglia ci sono ancora più di 242.000 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto pugliese che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione pugliese risultano ancora registrate 242.587 automobili Euro 0, corrispondenti al 9,79% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, la Puglia si posiziona al quinto posto tra le peggiori d’Italia, subito dopo Campania, Sicilia, Lombardia e Lazio, mentre se si guarda al rapporto percentuale la regione supera la media nazionale (8,4%).

    Il quadro peggiora ulteriormente se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 1.031.603. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che quasi la metà della auto potenzialmente in strada in Puglia (42%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. Anche in questo caso la regione si posiziona tra le peggiori del Paese superando di gran lunga la media nazionale del 34,1%.

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Brindisi che, con un valore di 12,09%, risulta essere la provincia pugliese con il maggior numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (31.422 auto private); alle spalle di Brindisi si trova la provincia di Foggia, dove il 10,75% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (38.272 veicoli). Subito dopo troviamo le province di Taranto (10,68%, 37.611) e Lecce (10,15%, 53.573). Chiudono la graduatoria regionale le province di Bari (8,33%, 63.476) e di Barletta-Andria Trani, che, con una percentuale di 8,30%, risulta essere l’area pugliese con il minor numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (18.233).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Bari, che conta 63.476 auto private Euro 0.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Foggia; qui poco meno della metà delle autovetture (45,39%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Brindisi (44,42%), seguita da quelle di Barletta-Andria-Trani (43,97%) e Taranto (42,60%).

    Chiudono la classifica pugliese le province di Lecce (40,69%) e Bari (38,42%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Auto: in Lombardia ci sono ancora più di 383.300 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto lombardo che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione lombarda risultano ancora registrate 383.361 automobili Euro 0, corrispondenti al 6,02% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, fanno peggio della Lombardia solo la Campania e la Sicilia, mentre se si guarda al rapporto percentuale la regione si posizione fra le migliori di Italia.

    Il quadro peggiora, invece, se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono 1.639.555. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 26% della auto potenzialmente in strada in Lombardia ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la regione si posiziona tra le migliori del Paese, subito dopo il Trentino-Alto Adige, con una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale del 34,1%.

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Pavia che con un valore di 6,77% risulta essere la provincia lombarda con la percentuale più alta di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (24.691 veicoli); alle spalle di Pavia si trova la provincia di Milano, dove il 6,60% delle autovetture registrate appartiene alla categoria Euro 0 (125.824). Seguono nella graduatoria le province di Mantova (6,50%, 17.815 veicoli), Lodi (6,41%, 9.320), Sondrio (6,28%, 7.212) e Brescia (6,07%, 50.129). Continuando a scorrere la classifica troviamo la provincia di Como, dove il 5,97% delle autovetture fa parte della categoria Euro 0 (24.492 auto private), seguita da Varese e Bergamo, dove le percentuali di vetture appartenenti a questa categoria sono, rispettivamente, del 5,55% (33.515 veicoli) e del 5,53% (38.889). Chiudono la graduatoria lombarda le province di Lecco (5,45%, 12.022 autovetture), Cremona (5,38%, 12.232) e Monza e Brianza, che con un valore di 4,72% risulta essere l’area lombarda con la percentuale più bassa di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (27.220 autovetture).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Milano che con 125.824 veicoli si guadagna anche il terzo posto tra le peggiori del Paese.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di Sondrio; qui il 29,12% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Mantova (28,65%), seguita da quelle di Pavia (27,93%), Milano (26,57%), Brescia (26,09%) e Lodi (25,66%).

    Continuando a scorrere la classifica troviamo le province di Cremona (25,39%), Bergamo (25,13%) e Varese (24,46%); chiudono Como (24,22%), Monza e Brianza (23,22%) e Lecco (23,08%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Auto: in Abruzzo ci sono ancora più di 77.300 Euro 0

    Dal primo agosto sono scattati gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe aiutare a svecchiare un parco auto abruzzese che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione abruzzese risultano ancora registrate 77.366 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,61% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    A livello nazionale, la regione si posiziona più o meno a metà classifica, mentre se si guarda al rapporto percentuale questo è leggermente peggiore rispetto alla media italiana (8,4%).

    Il quadro è ancora più cupo se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione registrate nella regione sono ancora 330.321. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che il 37% delle auto potenzialmente in strada in Abruzzo ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992. In questo caso la percentuale risulta di poco superiore alla media nazionale (34%).

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Teramo che, con un valore di 8,78%, risulta essere la provincia abruzzese con il maggior numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (18.668 auto private); alle spalle di Teramo si trova la provincia de L’Aquila, dove l’8,63% delle vetture appartiene alla categoria Euro 0 (18.657 veicoli). Subito dopo troviamo la provincia di Chieti (8,56%, 22.582). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Pescara, che, con una percentuale di 8,47%, risulta essere l’area abruzzese con il minor numero di veicoli Euro 0 sul totale parco auto registrato (17.459).

    Se invece guardiamo al valore assoluto la provincia con più auto Euro 0 ancora iscritte nei registri della motorizzazione è Chieti, che conta 22.582 auto private Euro 0.

    Se si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3, la graduatoria vede al primo posto la provincia di L’Aquila; qui il 39,28% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trova la provincia di Chieti (37,18%), seguita da Teramo (35,92%).

    Chiude la classifica regionale ancora una volta la provincia di Pescara (34,43%).

    Gallina vecchia…costa solo di più

    In troppi continuano a circolare con auto vecchie pensando di risparmiare, ma autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).