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  • Cinture di sicurezza: l’86% degli italiani non le usa se viaggia dietro

    Oggi, anche grazie a normative legali stringenti e maggiore senso civico, quasi tutti gli italiani sono a conoscenza dei rischi enormi che si corrono nel mettere in atto comportamenti scorretti quando si viaggia in auto o in moto ma, inutile negarlo, la stessa consapevolezza non esisteva negli anni ‘70 e ’80. Facile.it, il principale sito italiano di comparazione del settore assicurativo, ha voluto scoprire non solo quali erano i comportamenti sbagliati di allora e quali sono quelli ancora messi in atto ma, anche, quelli che in tutta onestà…un pochino ci mancano. Ecco i risultati del sondaggio condotto a ottobre 2017.

    Le cinture di sicurezza, dopo anni ahinoi…

    Partendo dal passato, forse non sorprende più di tanto scoprire che il 70% dei rispondenti dichiara che fra gli anni 70 ed 80 nei viaggi in auto con la famiglia nessuno usava le cinture di sicurezza. La legge italiana ne rese obbligatori gli attacchi nel 1976, ma solo nel 1988 anche l’uso effettivo. Da allora, per fortuna, di strada se ne è fatta tanta ed oggi solo il 7% di chi ha risposto al sondaggio afferma di continuare a non allacciare la cintura di sicurezza. La situazione, purtroppo, cambia notevolmente se dai sedili anteriori ci spostiamo a quelli posteriori; in questo caso viaggiano senza cintura addirittura l’86% dei rispondenti.

    Quando i bambini viaggiavano in braccio

    Papà, mi fai guidare? Mamma posso sedermi davanti con te? Quanti bambini dicevano così negli anni 80? Tanti a giudicare dalle risposte date al questionario di Facile.it. Secondo i dati il 26% dei bambini di allora ha viaggiato in braccio al genitore sul sedile del passeggero ed il seggiolino cui oggi ancoriamo i nostri figli era poco meno di un miraggio, lo usavano meno del 45% dei genitori. Abitudini sbagliate, senza se e senza ma che, però, a molti mancano.

    Tre intervistati su quattro dichiarano di rimpiangere i viaggi fatti sdraiati sul sedile posteriore senza curarsi delle cinture, poco meno di uno su 3 (37%) quelli in cui, addirittura, ci si sdraiava sulla cappelliera o si giocava con le spalle al finestrino o, nel 12% dei casi ci si faceva trasportare nel bagagliaio e, magari (9%) durante il viaggio si passava con assoluta disinvoltura da lì ai sedili e viceversa.

    Il capitolo due ruote

    Le cattive abitudini stradali viaggiavano, e tuttora viaggiano, anche su due ruote. Oltre un intervistato su cinque (21%) dichiara che, da bambino, andava in moto tranquillamente con uno dei genitori anche prima di aver compiuto i 5 anni, nel 26% dei casi non usava il casco e, quando era in sella allo scooter con mamma e papà…viaggiava schiacciato fra di loro! (20% del campione). La consapevolezza del pericolo, però, a quanto pare su due ruote viaggia meglio e, fra tutti i comportamenti elencati, l’unico ancora praticato (appena dal 5% dei rispondenti) è quello di portare sullo scooter anche bambini con meno di 5 anni di età.

  • Al via i nuovi corsi della scuola per meccanici Not Only Motorsport

    Dopo il successo dei primi corsi la scuola per meccanici Not Only Motorsport di Vignate in provincia di Milano allarga la sua offerta formativa rivolta agli allievi meccanici e appassionati del motorsport.

    L’esperienza dello staff altamente qualificato impegnato dal oltre trentanni nel mondo del motorsport , ha portato a ideare due percorsi formativi .

    Il primo dedicato ai meccanici per vetture stradali , con un corso base di 144 ore che inizierà il 15 gennaio 2018 seguito da corsi di approfondimento su motori e elettronica .

    Il secondo percorso invece è dedicato a chi vuole acquisire tutte le capacità per poter entrare nel mondo del motorsport . Diviso in 5 moduli : racing engine , elettronica e acquisizione , set up , trasmissioni e freni . Il corso oltre alle lezioni in aula e officina vedrà numerose giornate in pista e sui campi di gara rally e supersalita , in queste occasioni gli allievi potranno mettere in pratica le capacità acquisite a fianco dei team partner della scuola

    Oltre ai corsi auto si affiancheranno dal mese di novembre , i corsi moto , partendo da alcuni seminari sulla manutenzione sino ad arrivare a corsi specialistici sui motori a 2 tempi e moto da competizione .

    La mission di Not Only Motorsport è formare tecnici altamente qualificati capaci di di posizionarsi con successo tra i profili professionali attualmente più ricercati

     

     

  • Facile.it: sono oltre 20.000 gli italiani senza più punti sulla patente

    Era il 1 luglio 2003 e in Italia veniva introdotta una modifica sostanziale al codice della strada; la patente a punti. Si parte da un credito di 20 e ogni infrazione provoca una riduzione di quel tesoretto che però, in caso di buona condotta, ogni 2 anni (1 per i primi tre anni di patente) viene accresciuto fino a raggiungere un massimo di 30. Quanti sono, però, gli automobilisti italiani che non sono stati in grado di amministrare correttamente quel gruzzolo e oggi sono arrivati a 0? Secondo un’analisi di Facile.it, veramente tanti; più di 20.000.

    8 le regioni sopra la media nazionale

    Il portale specializzato nel confronto di polizze assicurative ha rielaborato dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risalenti a maggio 2017, evidenziando come siano ben 8 le regioni con percentuali di patentati a 0 punti superiori alla media nazionale (0,053).

    Mettendo in rapporto il numero totale dei residenti abilitati alla guida con quelli che hanno esaurito i loro 20 punti, la regione che si trova al primo posto in classifica è il Friuli Venezia Giulia (0,070) che precede la Calabria (0,067) e la Campania (0,065). Passando da una lettura percentuale a una in termini assoluti, è invece la Lombardia ad avere il maggior numero di patentati a 0 punti; in regione sono ben 3.991, quasi 1.800 in più di quelli della Campania (seconda con 2.195) e più del doppio di quelli del Piemonte (terzo con 1.793 automobilisti che non hanno più alcun punto sulla patente).

    Se si guarda ai dati in ottica provinciale, in termini assoluti Napoli è l’area con il maggior numero di automobilisti a 0 punti (1.560) davanti a Milano (1.355) e Roma (1.347), mentre in rapporto al numero dei patentati il primato spetta a Vibo Valentia (0,112) che precede Brescia (0,104) e Reggio Calabria (0.098).

    Le differenze di genere

    L’analisi di Facile.it ha considerato anche le differenze che, in termini di punti sulla patente, si riscontrano fra uomini e donne; se hanno finito il proprio credito punti lo 0,083% degli automobilisti di sesso maschile, la percentuale crolla allo 0,010% fra le donne; hanno invece raggiunto il massimo credito disponibile, 30 punti, il 47,94% degli uomini ed il 57,80% delle donne al volante.

    Quanto incidono i punti della patente sul premio RC auto

    Nel nostro Paese vige il sistema del cosiddetto Bonus Malus e, quindi, il comportamento dell’automobilista e la sua “storia” assicurativa in termini di incidenti incidono in maniera notevole sul calcolo del premio RC.

    Dai dati dell’Osservatorio Assicurazioni auto di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html) si vede come l’incidentalità registrata nelle diverse regioni sia in stretta relazione con quanto pagano gli automobilisti per circolare. La perdita di punti e, ancora più grave, la sospensione della patente, indicano comportamenti alla guida più pericolosi che possono anche portare a incidenti, con impatti sul premio di assicurazione pagato.

    «Cambiare classe di merito», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato del portale di comparazione, «comporta un aggravio di costo che può essere pari anche ad oltre il 15% del premio precedente. Se consideriamo poi il caso di un automobilista cui negli ultimi 5 anni è stata ritirata la patente o che ha meno di 20 punti su di essa, alcune compagnie applicano maggiorazioni davvero importanti e il best price disponibile aumenta di oltre il 10%; per un automobilista quarantenne in terza classe di merito che guida a Milano un’utilitaria di cilindrata 1.2, passa da 239,43 euro a 264,00 euro»

  • Prestiti personali: si chiedono in media 9.700 euro

    Che il credito al consumo sia uno strumento sempre più diffuso è ormai assodato, ma quali sono le motivazioni che spingono le famiglie italiane a farne uso, quali gli importi richiesti e da chi? Ad analizzare il fenomeno ci ha pensato l’Osservatorio congiunto condotto da Prestiti.it e Facile.it che, attraverso l’analisi di oltre 70.000 domande di finanziamento, ha stabilito che, nei primi 8 mesi dell’anno, la richiesta media presentata a finanziarie e aziende del credito è stata di 9.747 euro da restituire in 59 rate (poco meno di cinque anni).

    Perché gli italiani chiedono un prestito

    Analizzando le richieste di prestito per le quali è stata specificata la finalità di utilizzo, emerge come il mondo casa (con il 39% del totale) rappresenti la prima ragione che spinge gli italiani a ricorrere al credito al consumo. Dal 1 gennaio al 31 agosto erano finalizzati a sostenere i costi di ristrutturazione immobiliare ben il 29,2% dei prestiti richiesti; a questi si sommano quelli legati all’acquisto di arredamento (7,1%) e quelli fatti per comprare immobili (2,8%).

    La seconda motivazione, pari al 34,9% del totale, è quella legata alle spese necessarie per acquistare un veicolo, sia che si tratti di un’auto usata (22,7%) o nuova (5,9%), sia ancora che si parli di una moto (6,3%).

    Al terzo posto si posizionano le richieste di finanziamento destinate all’ottenimento di liquidità (9,4%), seguite dai prestiti finalizzati al consolidamento dei debiti (7,4%).

    L’entità del prestito che si cerca di ottenere è strettamente legata alla finalità cui si intende destinare la somma; secondo i dati dell’Osservatorio, le domande di finanziamento più alte sono connesse all’acquisto di un immobile (valore medio 25.319 euro); seguono i prestiti richiesti per mettere in garage un’auto nuova (15.369 euro) e quelli per la ristrutturazione della casa (15.176 euro).

    Il profilo del richiedente

    Informazioni interessanti emergono analizzando il profilo dei richiedenti; nel 72,1% dei casi a firmare la domanda è un uomo e se l’età media del richiedente è di poco inferiore ai 41 anni (40,7), la fascia di popolazione che fa più ricorso al credito al consumo è quella degli under 35 (37,4% la percentuale di domande legate a loro), seguita dalla fascia 36-45 anni (31,04%). Solo l’11,86% del campione ha più di 55 anni.

    Ancor più importante, per dare una lettura sociale del fenomeno, è la differenza che emerge analizzando gli importi richiesti tra le diverse fasce anagrafiche. Gli under 35 chiedono in media 8.927 euro, dato coerente con la finalità principale indicata (acquisto dell’auto usata), mentre chi ha un’età compresa fra i 36 ed i 55 anni richiede in media oltre 10.000 euro e la ragione primaria per cui ricorre al credito al consumo è la ristrutturazione della casa. Considerando nuovamente i dati su base nazionale, lo stipendio medio del richiedente prestito è di 1.523 euro; nel 68% dei casi chi chiede un prestito è un dipendente privato a tempo indeterminato, nell’11% un lavoratore autonomo e nel 6% un libero professionista.

    La geografia del credito al consumo italiano

    Analizzando la provenienza geografica delle richieste, emerge come la Lombardia sia la regione italiana da cui proviene il maggior numero di domande di finanziamento (19,22% del totale); seguono il Lazio (12,33%) e la Campania (9,13%). Diversa, invece, è la classifica regionale degli importi medi richiesti, con il Trentino Alto Adige al primo posto (10.504 euro), seguito dal Veneto (10.195 euro) e dalla Lombardia (10.061 euro). Per comprendere appieno queste differenze è importante considerare il reddito medio di chi presenta la domanda; gli stipendi dichiarati dai richiedenti in queste tre regioni sono i più alti d’Italia.

  • CLAUDIA MORETTO irresistibile testimonial per SAMURAI PERFORMANCE

    “Donne e motori, gioie e dolori…” diceva Bruno Lauzi in un suo brano molto conosciuto ma sembra che di questi tempi le ditte automobilistiche non siano molto d’accordo…almeno quando si tratta di pubblicità! Siamo sempre più abituati a vedere splendide modelle protagoniste di spot e campagne pubblicitarie relative al mondo delle automobili. Questo è stato il turno della bellissima modella Claudia Moretto che ha prestato il suo volto e il suo corpo alla ditta Samurai Performance diventandone testimonial. Raggiunta telefonicamente ci ha rilasciato: “E’ un grande piacere collaborare con Samurai Performance. Al momento abbiamo realizzato il primo servizio fotografico ed è stata davvero una bellissima esperienza, uno shooting in esterna a pieno contatto con la natura.” Gli shooting, appunto, sono cominciati nei giorni scorsi a Gallio nota località turistica vicina all’altopiano di Asiago e continueranno anche durante la prima settimana di agosto.

    Claudia, 26 anni, è nata a Milano ed è già stata protagonista di numerosi servizi fotografici strabilianti e testimonial di molteplici brand. Se volete sbirciare alcuni dei suoi lavori potete farlo dando un occhiata direttamente ai suoi profili Facebook  e Instagram dove Claudia diventa sempre più seguita. Mentre gli amanti delle belle auto possono seguire Samurai Performance nella loro pagina ufficiale.

     

    © Grazia Dell Angelo

     

     


     

  • Autostar eccellenza dell’Italia che va forte di Mercedes-AMG

    Mercedes-AMG festeggia i suoi primi 50 anni insieme ai suoi partner, eccellenze italiane che hanno contribuito al suo successo in Italia e nel mondo. Un viaggio che ha coinvolto anche la concessionaria friulana Autostar, uno dei dodici AMG Performance Center in Italia.

    Era il 1981 quando fondai una società a cui detti il nome ‘Autostar’, in onore della mia grande passione per la Stella Mercedes, e per cui disegnai personalmente il logo che ancora oggi rappresenta l’intero gruppo. All’epoca decisi di puntare su ciò che altri non avevano e vendere non solo autovetture ma anche emozioni. Oggi, come allora, il mio intento è far sognare le persone e aiutarle a trasformare i loro desideri in realtà, offrendo loro un servizio di alta qualità che le porti ad essere sempre soddisfatte del loro veicolo e della nostra assistenza. Ed è grazie a tutti questi presupposti che siamo diventati non solo concessionaria per il marchio Mercedes-Benz, ma anche uno dei selezionati partner del mondo ad alte prestazioni di Mercedes-AMG”.

    Con queste parole Arrigo Bonutto, Presidente e fondatore del Gruppo Autostar di Tavagnacco (UD), ha introdotto la conferenza stampa nazionale Mercedes-Benz che si è tenuta martedì 18 e mercoledì 19 luglio 2017 in occasione del Mercedes-AMG Day “L’Italia che va forte!”. Un evento nato per celebrare i 50 anni della casa di Affalterbach insieme ai partner italiani che hanno contribuito al successo del brand tedesco in Italia e nel Mondo: dagli AMG Performance Center come Autostar, che attraverso un team di professionisti dedicati assicurano un accesso privilegiato al mondo ad alte prestazioni AMG, all’eccellenza made in Italy di partner come Miko, che porta la propria firma a bordo delle Stelle Mercedes- AMG attraverso l’unicità della microfibra Dinamica®.

    Gli AMG Performance Center sono veri e propri centri di competenza interamente dedicati al mondo AMG dove la formazione mirata e continua degli esperti consulenti assicura assistenza sempre ai massimi livelli in tutte le fasi del rapporto con il cliente. Il Gruppo Autostar, che oggi conta dieci sedi dislocate tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale, è uno dei 12 AMG Performance Center d’Italia – sui 400 totali in 27 Paesi nel Mondo. Gli ottimi risultati in termini di vendite ottenuti in Italia nel corso del 2016 del marchio ad alte prestazioni di Mercedes-Benz sono la conferma di come il lavoro e la competenza degli AMG Performance Center abbia giocato un ruolo strategico.

    A rendere il Gruppo Autostar un’eccellenza ed un esempio non solo sul territorio locale ma anche a livello nazionale, è certamente il forte spirito pioneristico dell’azienda friulana unito alla sua capacità di innovare individuando ed attuando strategie di business inedite nel settore automotive.

    Dopo essere stata una tra le prime concessionarie in Italia ad introdurre un reparto web dedicato alla vendita online, il Gruppo Autostar ha recentemente istituito un’Innovation Hub con cui ha messo in campo una vera e propria rivoluzione digitale, a beneficio di una gestione sempre più efficiente di ogni processo aziendale. Ne sono testimonianza l’introduzione del nuovo CRM Salesforce – la piattaforma più evoluta per il dialogo con la costumer-base e i prospects – lo sviluppo di App, dedicate sia al personale sia alla clientela, e di software gestionali che permettono di accedere, controllare e uniformare ogni processo da qualunque sede. Tutto ciò ha permesso ad Autostar di aggiudicarsi il “Premio Innovazione Gestionale 2017” in qualità di miglior dealer nel settore automotive.

     

    Gruppo Autostar – www.autostargroup.comIl Gruppo Autostar, fondato a Udine nel 1981, è uno dei principali operatori italiani nel settore automotive per volume d’affari, espansione territoriale ed investimenti. Grazie alla visione imprenditoriale di Arrigo Bonutto – fondatore ed attuale Presidente del Gruppo – basata sull’impiego di importanti risorse in formazione e innovazione, il Gruppo Autostar ha vissuto una crescita e uno sviluppo costanti nel tempo, registrando nel 2016 un fatturato di 220 mio di Euro e una crescita di oltre il 25%. Oggi l’azienda friulana, che può contare su oltre 200 collaboratori altamente formati e specializzati, è punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia e in Veneto Orientale per i marchi Mercedes-Benz, AMG, Smart, BMW, BMW i, MINI, BMW Motorrad e Maserati, dove è presente con dieci sedi situate nelle province di Udine, Pordenone, Trieste, Portogruaro (Ve) e Susegana (TV). Grazie al reparto di vendita ed assistenza online il Gruppo Autostar è punto di riferimento nella vendita di veicoli usati anche nel resto d’Italia.

  • 11.125 chilometri: ecco quanto hanno guidato gli italiani nel 2016

    11.125 chilometri, quanto la distanza che separa Roma dall’Uruguay; questo il chilometraggio medio pro capite che gli automobilisti italiani hanno percorso nel 2016. Il dato emerge dall’indagine di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html), il più grande portale italiano per la comparazione di tariffe RC auto, che ha analizzato un campione di oltre 500.000 preventivi compilati da gennaio a dicembre 2016 e i chilometri che gli utenti hanno dichiarato di percorrere in un anno con la loro auto.

    Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, emerge che, in media, il chilometraggio è diminuito dello 0,7%, era 11.200 km nel 2015, ma la riduzione non è stata omogenea in tutta la Penisola. A calare maggiormente sono state le distanze percorse dagli automobilisti di 3 regioni; Campania, Piemonte e Toscana.

    Nel caso della Campania ad incidere è stato senza dubbio il costo dell’automobile (e dell’RC auto in primis) che si è tradotto in una riduzione dell’utilizzo auto di quasi 600 chilometri a conducente (-5,10%); per il Piemonte e la Toscana, invece, è possibile identificare come una delle cause principali della diminuzione del chilometraggio l’avvento e la crescente diffusione, a Torino e Firenze, delle auto condivise. Chi usa il car sharing si serve meno del proprio veicolo e questo ha prodotto riduzioni pari a 273 chilometri annui ad automobilista per il Piemonte (-2,40%) e addirittura 315 (-2,80%) per la Toscana.

    Guardando i dati in ottica provinciale, gli italiani che hanno guidato di più nel 2016 sono stati i bolognesi (15.000 chilometri – quasi come fare avanti e indietro da Bologna a Washington, ma in auto), seguiti dai senesi (13.884 chilometri ogni anno – Siena – New York e ritorno).

    Quelli che hanno guidato di meno, invece, sono stati i residenti nella provincia di Palermo (9.617 chilometri, appena necessari per arrivare dall’isola fino ad Hong Kong), alle loro spalle gli automobilisti di Enna (9.654 chilometri; più o meno la distanza che separa la città da Vancouver). A livello regionale gli automobilisti con più chilometri percorsi sono i lucani (12.469 chilometri), gli umbri (12.295) e i pugliesi (12.264 chilometri); in fondo alla classifica, invece, i siciliani (10.181 chilometri) e i laziali (10.673 chilometri).

    L’auto nel tempo libero e in vacanza

    Guardando i dati di utilizzo risulta che appena il 7% degli automobilisti italiani ha preso l’auto principalmente per motivi professionali o per coprire il tragitto casa-lavoro, mentre il 46% per spostamenti nel solo tempo libero; il 47% degli intervistati dichiara di avere del proprio veicolo un cosiddetto uso misto, che unisce le due precedenti modalità.

    Riducendo l’analisi alla percorrenza legata alle vacanze, siano esse estive, invernali o weekend lunghi, emerge che nel 2016 i guidatori italiani hanno macinato in media 1.001 chilometri, anche se, quando si tratta di partire in auto, le tipologie di viaggio sono abbastanza diverse da regione a regione. Lombardia e Piemonte hanno la maggiore incidenza di viaggi a lungo raggio, ma in questo caso il dato si spiega con la presenza nelle due regioni di molti “fuori sede” che, soprattutto nel periodo estivo, affrontano lunghi tragitti in automobile per tornare nelle regioni d’origine. Nella maggioranza dei casi chi vive in queste regioni “consuma” il suo chilometraggio semplicemente con un’andata e ritorno fatta in estate mentre per le vacanze negli altri periodi sceglie mezzi diversi (aereo – treno).

    L’auto in vacanza è una realtà notevolmente meno usata, invece, nelle regioni meridionali (per ovvi motivi soprattutto nelle due isole) visto che molto spesso chi vive in queste aree non si sposta troppo lontano per i periodi di ferie e, curiosamente, anche nel Lazio dove, a quanto emerge, si preferisce usare l’auto per tragitti più brevi sia all’interno della regione (verso il mare), sia nelle regioni limitrofe. Dai dati sembra che, oltre una certa distanza, i laziali preferiscano lasciare la propria auto in garage.

     

     

  • Le Auto di Epis sono una tradizione nel comparto dell’usato

    Le Auto ed Epis Loreno, presidente dell’omonimo Autosalone della provincia di Bergamo, si può scrivere chiaramente che “sono in simbiosi”, infatti la storia di questa famiglia nel settore di riferimento, risale al lontano 1959, anno della fondazione della Rivendita, anche se già da prima, il papà Paolo, aveva a che fare con il commercio di moto e biciclette ( stando sempre nel campo delle ruote ).
    Una passione che nasce così, come vuole la tradizione di un’Italia che si rifà dai postumi della guerra lasciatasi alle spalle, infatti il sacrificio, la dedizione e l’impegno, riescono a coinvolgere negli anni, anche gli altri membri della famiglia che si prestano volenterosi, nel continuare l’attività, tanto voluta dal loro predecessore.

    Oggi quando si associa i termini auto ad Epis, significa usato a Bergamo provincia, perchè questa è la specializzazione nel quale si è confermato da anni l’equipe di famiglia che oggi vede al lavoro la terza generazione di volenterosi addetti, puntualmente presenti presso lo storico Showroom espositivo di Scanzorosciate che vede un Amministratore dell’azienda, da tanti anni, sempre impegnato sul fronte dell’aggiornamento, anche nell’ambito Internet, ambiente dove oramai si effettuano oltre il 60% delle vendite.

    Sono più del 60% le Auto di Epis vendute nel Web

    Proprio così, la maggior parte delle auto vendute, deriva da un’attenta ricerca nel Web da parte di numerosi clienti che cercano l’usato, proprio perchè come sappiamo bene, da tempo la rete ci aiuta a risparmiare tempo, strada e ci ha insegnato che in pochi minuti è possibile effettuare un numero elevato di ricerche, di conseguenza fare un’ampia selezione per riuscire ad individuare, in fine, l’esatta quatrro ruote che si stava ricercando.

    Perchè gli automobilisti effettuano ricerche nel web? Perchè gli Autosaloni storici come Epis che si sono evoluti, adottano la rete per cercare di farsi notare, di far vedere le proprie vetture ad un’ampio pubblico che è già alla ricerca dei modelli che lo stesso Rivenditore commercializza, perchè essendo un Multimarca, riesce ad avere una sufficente vastità di marche e modelli, proprio per soddisfare le ricerche che vengono già effettuate dai potenziali clienti.

    Allora riportare la tradizione, la storicità di un Azienda come questa del comparto Auto usate, in un ambiente virtuale come il Web, aiuta sicuramente a far conoscere realtà che di fatto si può proprio affermare che non si incontrano tutti i giorni, per questo avere un alleato come Internet, aiuta sicuramente a divulgare un messaggio che negli ultimi anni si stà perdendo di vista…

  • Leasys (FCA Bank) sbarca in Francia

    • A pochi mesi dall’esordio sul mercato spagnolo continua l’espansione europea di Leasys, la società di mobilità e noleggio di FCA Bank, che rileva le attività di FCA Fleet Services in Francia.
    • Nuove iniziative sulla clientela dei professionisti inaugurano la presenza diretta sul mercato francese.

    A pochi mesi dall’esordio sul mercato spagnolo, Leasys, società di mobilità e noleggio a lungo termine di FCA Bank, sbarca in Francia rilevando le attività di noleggio di FCA Fleet Services France. L’operazione rientra nel più ampio progetto d’internazionalizzazione che porterà Leasys a offrire nei prossimi mesi i propri servizi nei Paesi in cui il Gruppo bancario è già operante.

    In particolare, l’apertura di nuove filiali in Spagna (aprile), in Germania (dalla prossima estate) e in Belgio (entro la fine dell’anno), nonché l’integrazione della società già esistenti in Regno Unito, in Olanda e, appunto, in Francia, offrirà alla società del Gruppo FCA Bank l’opportunità di diversificare l’offerta e aumentare la propria quota di mercato, proponendo con più forza ai clienti delle flotte aziendali e ai privati e professionisti interessati al mondo del noleggio e della mobilità la rinnovata gamma prodotti di FCA, a partire da Alfa Romeo Stelvio, Alfa Romeo Giulia, Fiat Tipo e Jeep Compass.

    Leasys France raccoglie l’eredità di vent’anni di attività nel noleggio lungo termine della FCA Fleet Services sul mercato francese. Il debutto del marchio verrà contraddistinto dal lancio di BE FREE PRO, l’innovativa soluzione creata da Leasys e FCA in Italia, che ha avuto un grande successo rivoluzionando l’idea di mobilità per i liberi professionisti, all’insegna di concetti quali semplicità e flessibilità, grazie anche a un’offerta tecnologica completa e a canoni estremamente competitivi, senza anticipo e soprattutto senza penali di restituzione anticipata dopo 24 mesi di locazione.

    La presenza diretta di Leasys sul territorio francese potrà, inoltre, contare su nuovi strumenti digitali appena lanciati, come il nuovo sito www.leasys.com/fr e il portale clienti MyLeasys, in grado di garantire ai fleet manager una gestione semplificata e autonoma del parco auto.

    A guidare Leasys in Francia sarà Denis Vitellaro, sotto il coordinamento di Rolando D’Arco, responsabile delle filiali del Gruppo FCA Bank in Francia.

    L’affermazione di Leasys sul mercato italiano è alla base dell’espansione in Europa: nata nel 2001, la società si attesta ormai da alcuni anni al vertice del settore per numero di auto immatricolate e ha conseguito nel 2016 il suo record storico di vendite. Grazie all’ampliamento in Francia e nei mercati di riferimento, Leasys sarà sempre più competitiva e in grado di soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti internazionali. Anche in Francia, come del resto in tutti i più avanzati Paesi europei, gli indicatori del noleggio a lungo termine hanno avuto un andamento molto positivo negli ultimi anni, accompagnato dallo sviluppo di un nuovo approccio alla mobilità, che predilige l’utilizzo e non la proprietà dell’auto, in un’ottica di risparmio e di sostenibilità.

    Leasys Spa – www.leasys.com – numero verde 800 334422

    Leasys France – www.leasys.com/fr – numero viola 0820201119

  • Facile.it: in Lombardia circolano ancora 600.000 auto Euro 0

    Sebbene la loro produzione sia proibita da ormai 24 anni, in Lombardia circolano ancora circa 600.000 automobili Euro 0, le più inquinanti. Secondo l’analisi condotta da Facile.it, questo valore, che fa della regione quella con il maggior numero di veicoli circolanti immatricolati come Euro 0, è senza dubbio influenzato anche dalle auto storiche, che qui godono di alcuni benefici, primo fra tutti l’esenzione dal pagamento del bollo, ma rappresenta comunque un problema per l’aria.

    La geografia lombarda delle Euro 0

    Scorrendo i dati elaborati da Facile.it, sito specializzato nel confronto delle polizze auto, la provincia che, in valore assoluto conta il maggior numero di auto Euro 0 è Milano dove quelle registrate sono più di 197.000; alle sue spalle Brescia con poco meno di 74.000 automobili iscritte in questa categoria e, terza, Bergamo con 58.700 veicoli Euro 0. Considerando i dati su base percentuale è ancora Milano a conquistare il primato di auto inquinanti (10,44%), ma al secondo posto, questa volta, si trova Pavia (10,31%) che precede Lodi (10,19%).

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la provincia in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia quella di Monza e Brianza (8,25%) e, a seguire, Sondrio (8,58%) e Lecco (8,67%). Restano sotto la soglia psicologica del 10% anche le rimanenti province lombarde: Bergamo (8,75%), Cremona (9,08%), Varese (9,17%), Brescia (9,36%), Como (9,46%) e Mantova (9,82%).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*. 

    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Facile.it: in Calabria circolano ancora oltre 200.000 auto Euro 0

    Nonostante siano fuori norma dal 1992, in Calabria circolano ancora oltre 200.000 automobili Euro 0, le più inquinanti. Secondo l’analisi condotta da Facile.it, considerando questo valore in rapporto al totale dei veicoli circolanti in Calabria, la regione è addirittura quella che, in Italia, ha la maggiore percentuale di veicoli altamente inquinanti nel proprio parco auto (16,27%).

    La geografia calabrese delle Euro 0

    Scorrendo i dati elaborati da Facile.it, sito specializzato nel confronto delle polizze auto, la provincia calabrese che, in valore assoluto, conta il maggior numero di auto Euro 0 è Cosenza dove quelle registrate sono più di 72.000; alle sue spalle Reggio Calabria con poco meno di 63.000 automobili iscritte in questa categoria e, terza, Catanzaro con circa 31.500 veicoli Euro 0.

    Considerando i dati su base percentuale è invece Vibo Valentia a conquistare il primato di auto inquinanti (17,90%). La provincia è in cima alla classifica regionale, ma purtroppo per i polmoni di chi vi abita, è seconda anche in quella nazionale, davanti ad un’altra calabrese, Reggio Calabria (17,88%). Terza in Calabria, e sesta in Italia, Crotone (16,72%).

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la provincia calabrese in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia quella di Catanzaro (14%), mentre in termini assoluti vince Crotone (16.000 circa).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*.

     


    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Facile.it: in Italia circolano ancora 4,5 milioni di auto Euro 0

    Il 5 giugno si celebra la giornata mondiale dell’ambiente ma, almeno in Italia, sono ancora troppe le auto inquinanti in circolazione. Secondo un’analisi di Facile.it, nonostante non siano più prodotte dal 1992, le automobili Euro 0 che ancora viaggiano sulle strade italiane sono circa 4,5 milioni, ovvero circa l’11,65% del parco auto italiano. Auto storiche? No, auto vecchie ed inquinanti; quelle storiche sono appena più di 800.000 (fonte: International Business Time).

    La geografia delle Euro 0

    Guardando ai dati elaborati dal sito specializzato nel confronto delle polizze RC, la regione che, in valori assoluti ospita il maggior numero di veicoli Euro 0 è la Lombardia dove quelli immatricolati sono ben 591.000; alle spalle della Lombardia si trova la Campania con 556.000 automobili iscritte in questa categoria e, al terzo posto, la Sicilia, dove i veicoli Euro 0 sono circa 482.000. Se invece si considerano i dati su base percentuale è la Calabria a conquistare il non invidiabile primato di auto inquinanti; sono Euro 0 il 16,27% dei veicoli circolanti. Seconda, sempre in termini di percentuale sul parco auto totale è la Campania (16,26%), curiosamente terzo il Trentino Alto Adige (15,83%) che, però, ha anche valori molto alti delle auto di ultima generazione; all’ombra delle Dolomiti, ad esempio, quasi il 47% delle auto è Euro 5 o superiore.

    A livello provinciale è Roma l’area in cui circolano il maggior numero di veicoli inquinanti (sono 345.000 le Euro 0 all’ombra del Colosseo), seguita da Napoli (313.000) e, a distanza, Milano (197.000). In termini percentuali, la provincia col parco auto più inquinante è invece Napoli che con il 17,99% precede Vibo Valentia, seconda (17,90%) davanti ad un’altra calabrese, Reggio Calabria, che si ferma al 17,88%.

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la regione in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia il Piemonte (8,8%) e, a seguire, il Veneto (8,9%); su base provinciale la palma del migliore va a Belluno (8%) che precede Torino (8,18%).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*.

    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Qual è la cosa più importante che ti è successa in auto? Per il 42% degli italiani il viaggio della vita

    In auto passiamo moltissimo tempo, mediamente quasi un’ora e mezza ogni giorno, e nell’abitacolo della nostra amica a 4 ruote avvengono molte cose importati; ma qual è il ricordo più bello legato alla tua auto? Facile.it, il comparatore italiano di assicurazioni, ha fatto questa domanda ad un campione di circa 1.000 utenti e per oltre il 40% di loro la risposta, contrariamente a ciò che ci si sarebbe potuti aspettare, è stata:  ho fatto il più bel viaggio della mia vita (42%). Il ricordo di viaggio è soprattutto femminile, nel campione del gentil sesso la percentuale arriva addirittura a sfiorare il 45% (44,6%), mentre fra gli uomini si ferma al 40,5%.

    Al secondo posto nella classifica dei momenti importanti vissuti in auto si trova quello del momento in cui si è saputo di aver trovato lavoro (15,7%).  Ancora una volta uomini e donne, pur assegnando entrambi la medaglia d’argento a questo avvenimento, gli danno importanza diversa. I primi indicano come ricordo il passaggio del colloquio nel 14,4% dei casi; le seconde nel 17,6%.

    Arriva solo terzo il ricordo che, probabilmente, molti pensavano di trovare in cima alla classifica: la “prima volta” e, soprattutto qui, la differenza fra uomini e donne è netta. Se per le signore quello della perdita della verginità è il ricordo più importante legato all’auto nel 12,1% dei casi; per gli uomini non conquista nemmeno il terzo posto, fermandosi poco sopra il 10% ed essendo superato dall’emozione di aver sentito dalla voce dell’autoradio che la propria squadra del cuore aveva vinto lo scudetto (11,7%).

    Il romanticismo in auto

    L’automobile è spesso teatro delle storie d’amore degli italiani; ed ecco allora che, oltre alla già citata “prima volta”, il 6,5% degli intervistati da Facile.it dichiara di essere stato al volante quando ha incrociato lo sguardo dell’uomo o della donna con cui ha scelto di condividere il viaggio…della vita.

    Dopo l’incontro si passa alla proposta e il 2,7% degli automobilisti è proprio nell’abitacolo della sua macchina che ha dato o ricevuto l’anello di fidanzamento o, ancora, fatto o accettato la fatidica domanda: mi vuoi sposare?

    Chissà se è corso subito a comprare il seggiolino quel 2,6% di italiani che, invece, ha saputo in auto di essere prossimo a diventare genitore.

    Alla faccia di chi dice che le ora in auto sono solo stress!

     

     

  • Le auto più vecchie d’Italia sono in Sardegna

    Le auto che circolano sulle strade italiane sono vecchie e questo, chiaramente, incide anche sui premi RC auto che paghiamo. Secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html#anzianita_media) le automobili italiane hanno in media 9 anni e 6 mesi con picchi che, in alcune aree del Paese superano i 12.

    Il portale, specializzato nella comparazione dei costi assicurazione auto e moto (http://www.facile.it/assicurazioni.html), ha svolto la propria analisi su un panel di più di un milione di richieste di copertura effettuate sul sito nel corso dell’ultimo anno.

    Analizzando i risultati emerge come al Sud la situazione sia anche peggiore con veicoli che, in media, hanno oltre 10 anni, ma è soprattutto nelle isole maggiori ed in Calabria che il dato si fa preoccupante con auto che raggiungono i 10 anni e 9 mesi in Sardegna, 10 e 7 mesi in Sicilia e 10 anni e 3 mesi in Calabria.

    «Un parco auto così vecchio»  – dichiara Diego Palano, Responsabile BU Assicurazioni Facile.it «è più facile conduca ad incidenti di piccola e grande entità il che, chiaramente, si ripercuote in modo negativo anche sui costi delle assicurazioni i quali, da febbraio 2016 a febbraio 2017 sono aumentati del 3,5%»

    Allargando il periodo di osservazione ai dodici mesi si vede come, nell’anno, l’età media dei veicoli circolanti sia aumentata di circa 3 mesi, ma si sia comunque ridotta rispetto al semestre scorso quando si erano raggiunti i 9 anni e 10 mesi.

    Se nel 2000 avevano più di 15 anni di età meno del 6% delle auto circolanti, ora questo dato è notevolmente cresciuto arrivando, sempre secondo i numeri dell’ Osservatorio Facile.it al 16,02% del totale.

    Guardando invece alle regioni più virtuose, la Toscana spicca per l’età ridotta dei veicoli circolanti che, in regione, è pari a poco più di 8 anni e 6 mesi. Seconda, osservando la classifica da questa angolatura, è la Lombardia (8 anni e 10 mesi) che precede di pochissimo l’Emilia Romagna (8 anni e 11 mesi). Se dividiamo i dati per macro aree, invece, le auto più giovani sono quelle del Nord (poco meno di 9 anni e 3 mesi), seguite da quelle del Centro Italia (9 anni e 5 mesi) e in ultimo il Sud (10 anni e 2 mesi).

    Capitolo costi. In questo caso, a fronte di un valore medio delle auto circolanti che, in Italia, è pari a circa 9.471 euro, gli automobilisti al volante delle macchine più care sono i valdostani (11.238 euro), che staccano di quasi 500 euro i molisani (10.768) e di poco meno di 600 euro i conducenti  del Trentino Alto Adige, terzi (10.620 euro); guidano invece o veicoli più economici i sardi (8.022 euro), i siciliani (8.254,24 euro) e i calabresi (8.581,44 euro).

  • RC Auto: In FVG meno denunce, ma premi più alti

    Nonostante una leggera diminuzione, rispetto all’anno precedente, del numero di sinistri con colpa denunciati (-0,10%), secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) nel 2017 sono previsti rincari nei costi dell’assicurazione auto per quasi 30mila automobilisti del Friuli Venezia Giulia.

    In base all’analisi – che ha considerato un campione di circa 8.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – con il 3,76% di automobilisti che hanno fatto ricorso alle assicurazioni per aver causato un incidente, oltre a rimanere una di quelle in cui i premi medi sono tra i più bassi della nazione, il Friuli Venezia Giulia è la regione automobilisticamente più “virtuosa” del Nord Italia.

    Come si evince dall’osservatorio specifico – i cui dati relativi al FVG sono consultabili nella versione completa a questo link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-friuli-venezia-giulia.html – il premio medio RC auto pagato in Friuli Venezia Giulia, nello scorso mese, è stato pari a 375,95 euro, cifra come detto fra le più basse in Italia nonostante un aumento annuale del 9,41%.

    La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha avuto nel 2016 la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Udine, dove è ricorso all’intervento delle assicurazioni addirittura il 4,26% dei conducenti. Va un po’ meglio per chi guida nell’area di Trieste, provincia in cui ha denunciato di aver causato un sinistro il 3,96% degli automobilisti; dato comunque al di sotto della media nazionale, pari al 4,12%. Ancora più basso il valore registrato in provincia di Pordenone (3,18%), ma il record dei virtuosi spetta a Gorizia dove soltanto il 2,81% degli automobilisti peggiorerà classe di merito per aver causato un incidente.

    Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,63%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,30%.

    Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, i friulani più distratti alla guida sono gli imprenditori: in questa categoria la percentuale di denunce arriva addirittura all’8,5%; alle loro spalle chi è in cerca di occupazione (5,91%) che nella classifica degli automobilisti imprudenti precede i pensionati (4,93%).  Al contrario, i conducenti più attenti sono i

    liberi professionisti: soltanto il 2,42% di loro ha denunciato sinistri con colpa nel 2016. Alle  loro spalle operai (2,57%) e commercianti (2,59%).

  • Acquisto Auto Usate Supera le Auto Nuove Vendute

    L’ Acquisto auto usate è un settore che cresce da diversi anni sostenuto da una domanda sempre maggiore e sempre più agevolata dai molti portali professionali che attraverso la rete permettano una vasta e dettagliata offerta.
    Le causa della crescita del settore della vendita e dell’acquisto auto usate è stato sicuramente agevolato negli ultimi anni anche dal cambiamento delle abitudini di spesa degli italiani, a causa della persistenza della crisi economica molte persone hanno dovuto effettuare dei tagli sulle spese dei beni e tra queste l’acquisto di un auto usata rispetto ad una nuova garantisce un notevole risparmio iniziale.
    Il settore delle auto usate ha risposto a queste mutate condizioni di mercato con un numero di automobili sempre maggiore che viene proposto sia attraverso i numerosi portali sia dai molti concessionari sparsi in modo uniforme su tutto il territorio, oggi è possibile trovare auto di ogni tipo e di ogni prezzo sia che si tratti di un acquisto diretto tra privati sia che si tratti di concessionari.
    Per quanto riguarda il mercato delle auto usate in italia le più cercate sono sicuramente le tedesche, questa scelta è sostenuta dall’ottima credibilità che case le automobilistiche di questo paese sono riuscite a conquistarsi nel tempo.
    La credibilità delle auto tedesche si basa sulla produzione di modelli capaci di durare nel tempo e con un ottima qualità sia delle principali parti meccaniche sia degli accessori che hanno reso estremamente attuali modelli prodotti da diversi anni.
    Marchi come Audi, Volkswagen, Bmw, Mercedes sono da sempre considerati affidabili anche nel lungo periodo, questo le rende particolarmente adatte per essere vendute nel mercato di seconda mano anche in quei casi nei quali abbiano già percorso un elevato numero di chilometri.
    Molti modelli di queste importanti case automobilistiche tedesche hanno un elevato costo se acquistate nuove ma arrivano a dei prezzi estremamente più contenuti quando vengano vendute usate permettendo ad un maggior numero di persone di acquistarle.
    Tra le auto usate italiane una delle più richieste è la versione moderna della 500, una macchina che ha fatto storia e che ha saputo reinventarsi con un modello più comodo e confortevole e dal design estremamente accattivante.
    Anche la 500 è un modello di auto che ha un prezzo di acquisto piuttosto elevato per quanto riguarda il nuovo ma che può essere acquistata ad un buon prezzo una volta messe sul mercato dell’usato, il successo di questo modello Fiat deve il suo successo alla nuova politica aziendale di questa casa automobilistica italiana che ha voluto puntare su qualità e design anche se a discapito di un costo iniziale più elevato rispetto ai modelli del passato.

  • NUOVA FIAT TIPO: CON LEASYS, ANCHE IN NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

    Roma, 27 gennaio 2016 – Quando tutti i plus del noleggio a lungo termine si uniscono a un’auto dal nome storico, ecco che si ottengono vantaggi incredibili.

    Fiat Tipo è nuova, nuovissima e chi l’ha già provata ne è entusiasta: è l’auto recentemente lanciata da FCA sul mercato italiano che si avvia a diventare la nuova “ammiraglia per tutti”. Dell’omonima, celebre vettura che debuttò oltre vent’anni fa conserva la grande abitabilità degli interni, curati con stile, e offre oggi dotazioni di sicurezza e di comfort che rendono il nuovo modello particolarmente adatto alle famiglie e a chi è alla ricerca di un elevato value for money. Ideale, dunque, anche per chi vuole una nuova, comoda macchina per la propria attività lavorativa (grazie, oltretutto, all’ampio bagagliaio).

    Perché Leasys per noleggiare la nuova Fiat Tipo

    A chi desiderasse unire al piacere della guida della nuova Sedan di casa Fiat anche i servizi integrati di mobilità e liberarsi di tutte le incombenze di gestione, assistenza e manutenzione, Leasys – società di noleggio a lungo termine di FCA Bank – fornisce la soluzione proponendo la Fiat Tipo 1.4 95CV E6 Opening Edition a un canone che parte da Euro € 289* al mese (IVA esclusa) per 48 mesi e 80.000 Km, che include i servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale, coperture assicurative con penali risarcitorie (RCA – Furto e Incendio – Riparazione danni e copertura conducente) e servizio Leasys I-care.

    Perché noleggiare la nuova Fiat Tipo?

    Proposta inizialmente nella versione berlina tre volumi, la nuova Tipo è spaziosa, funzionale e già ricca di contenuti a partire dalla versione entry “opening edition”, con climatizzatore automatico, fendinebbia, sensori di parcheggio posteriori, cerchi in lega da 16’’, 6 airbag. La presenza di Uconnect Radio con Bluetooth e comandi al volante rende la vettura molto interessante soprattutto per chi decidesse di noleggiare a lungo termine per motivi di lavoro.

    L’offerta è valida fino al 29 febbraio 2016.

    www.leasys.com

     

    Ufficio Stampa Leasys: Dragonetti&Montefusco Comunicazione

    Annachiara Montefusco T 02 4802.2325 – M 339 7218836 – [email protected]

     

  • Motorsbreakingnews, brand, prodotti ed eventi sul mondo dei motori

    Motorsbreakingnews, brand, prodotti ed eventi sul mondo dei motori

    Motorsbreakingnews è un network di motori, nato circa un anno fa che a breve darà alle aziende interessate la possibilità di pubblicare novità su prodotti ed eventi mediante il servizio di blogging.

    Motorsbreakingnews nasce e rimane un prodotto del web contemporaneo con il suo blog, fulcro di collegamento con i social più in voga della rete, twitter, facebook e You Tube.

    Anello di congiunzione tra brand & community, Motorsbreakingnews  si rivolge alle aziende che intendono condividere le loro news con tutti.

    Un tour attraverso i diversi settori dell’ambito motoristico sfruttando il concetto “ALL IN ONE
    Questa formula consente all’utente di tenersi aggiornato sulle novità ma anche di conoscere nuovi brand.

    I consumatori pretendono sempre di più dalle aziende e dai loro brand, da sempre sono alla ricerca di aziende e prodotti di cui potersi fidare ed in cui credere.
    Soddisfare i bisogni del mercato coincide con il soddisfare le esigenze delle aziende.

    Il nostro obbiettivo è mettere al corrente il web della presenza di Motorsbreakingnews, che con la sua passione e professionalità intende informare gli appassionati del settore e permettere alle aziende di poterli raggiungere attraverso i propri servizi.

    http://motorsbreakingnews.com

    [email protected]

    Staff di Motorbreakingnews

  • IL GRUPPO AUTOSTAR LANCIA STAR_APP La prima applicazione gratuita che contiene tutto ciò che serve a chi guida

    Udine, 16 dicembre 2015 – Il Gruppo Autostar debutta nel mercato delle applicazioni con “Star_App. L’App che ti semplifica la vita”. Un’applicazione gratuita, disponibile su Google Play Store di Android e App Store di Apple, destinata a chi possiede e utilizza un veicolo.

    In un’unica App totalmente gratuita oggi è possibile controllare le scadenze di patenti, bolli, assicurazioni, revisioni, tagliandi, cambi olio e gomme dei propri veicoli e di quelli dei propri familiari. Ma non solo. Star_App permette di collegarsi direttamente alle funzioni web più utilizzate da chi guida: viaMichelin, Meteo, CCISS Viaggiare Informati, Ansa News.
    E ancora, grazie a Star_App si accede direttamente al servizio di noleggio a lungo termine “Star Rent”, all’Assistenza 24 ore su 24 per vetture Mercedes-Benz, smart, MINI e BMW e a tutti i contatti del Gruppo Autostar, dalle piattaforme Social ai numeri telefonici delle 8 sedi del Gruppo.

    Star_App può essere scaricata e utilizzata da chiunque: non è necessario essere clienti Autostar per godere dei servizi proposti.
    Ogni utente può scegliere di accedervi senza registrarsi e utilizzare parzialmente le funzioni di Star_App o di autenticarsi e di ampliarne le potenzialità.
    Star_App prevede inoltre ulteriori esclusive funzionalità per i clienti Autostar, quali l’import automatico dei dati dell’ultimo veicolo acquistato, lo storico completo delle manutenzioni effettuate su uno o più veicoli comprati presso il Gruppo, la visualizzazione di offerte speciali e l’invio di comunicazioni riservate.

    La App è stata ideata dal Gruppo Autostar e realizzata da Web Industry.

    Per tutti i dettagli, il comunicato stampa completo, i link di scaricamento, i video esplicativi e le immagini di Star_App
    http://www.autostargroup.com/star-app.html

  • Noleggio furgoni per ogni volume

    Alle nuove richieste di privati e aziende,

    Europcar risponde con stazioni dedicate all’offerta di veicoli commerciali

    e una flotta moderna con modelli accessoriati, adatti alle diverse esigenze di trasporto.

    Per soddisfare la crescente domanda di furgoni a noleggio, per lavoro o per un semplice trasloco, Europcar ha potenziato la sua offerta di veicoli commerciali realizzando una serie di punti di noleggio specializzati sul prodotto furgoni e truck, in zone strategiche della nostra Penisola.

    Alle stazioni di Roma e Milano, operative dalla scorsa primavera, si aggiungono ora gli hub di Firenze, Vicenza e Bergamo.

    Si tratta di stazioni operative 7 giorni su 7, dove trovare un’ampia gamma di veicoli commerciali a noleggio, dai più piccoli agli “extra carico”, adatti a ogni tipologia di trasporto.

    La flotta di furgoni Europcar propone sempre gli ultimi modelli disponibili sul mercato, accessoriati secondo le necessità e tutti dotati di aria condizionata, radio e antifurto, permettendo di viaggiare in totale comfort e sicurezza. Le diverse soluzioni di noleggio – orario, giornaliero, mensile, weekend o anche notturno – rispondono flessibilmente alle richieste del mercato.

    Negli hub Europcar dedicati al noleggio di truck e furgoni sono a disposizione dei clienti anche una serie di servizi e prodotti accessori, come pedane di carico, carrelli, cinghie di ancoraggio, scatoloni e tutto quanto necessario alla movimentazione di merci e materiali. Alcune stazioni, inoltre, propongono furgoni Renault Master, dotati di antifurto di sicurezza installato sui portelloni del vano carico.

    Per la scelta del furgone ottimale, infine, è possibile utilizzare l’utilissimo tool interattivo che Europcar mette a disposizione on line – http://www.europcar.it/calcola-il-carico-dei-furgoni – e individuare il mezzo giusto secondo le proprie esigenze di carico.

    Per maggiori informazioni: www.europcar.it/offerte-furgoni, o il centro prenotazioni 199 307030.

    Europcar

    Le azioni del Gruppo Europcar (EUCAR) sono quotate alla borsa Euronext di Parigi. Marchio leader in Europa nei servizi di autonoleggio da oltre 65 anni, Europcar è anche uno dei principali player dei servizi di mobilità. Presente in più di 140 paesi, il Gruppo garantisce ai suoi clienti l’accesso a uno dei più grandi network di autonoleggio del mondo, grazie anche a società interamente controllate e a operazioni di franchising e partnership. Il Gruppo opera attraverso i brand Europcar® e InterRent®, compagnia di noleggio low cost. La soddisfazione del cliente è al centro della mission del Gruppo e ispira i 6.000 dipendenti della società impegnati nel costante sviluppo di nuovi servizi. “Europcar Lab” è stato creato per rispondere alle sfide della mobilità del futuro attraverso innovazione e investimenti strategici come, ad esempio, le partecipazioni in Ubeeqo e E-Car Club.

    Ufficio Stampa Europcar Italia:

    Dragonetti & Montefusco Comunicazione

    Annachiara Montefusco T 02 48022325 – M 339 7218836 – [email protected]

  • Pratiche auto, Unasca: Il certificato di proprietà digitale aumenta i fogli da stampare invece di diminuirli

    23 ottobre 2015 – Quella annunciata da Aci come la rivoluzione digitale nel mondo delle formalità del PRA, quindi delle pratiche auto, ha iniziato a fare i conti con la realtà.

    Sono infatti passate due settimane dall’avvio del nuovo sistema del certificato di proprietà digitale (CDPD) che sostituisce quello cartaceo con la promessa dei vantaggi della dematerializzazione (in termini di risparmio di carta, tempo e denaro), e gli operatori del settore rappresentati da UNASCA fanno un primo bilancio degli effetti di questa riforma. Bilancio che mette in evidenza alcune sorprese e paradossi. La prima occasione per parlarne è stato il convegno di FEDERMOTORIZZAZIONE oggi 23 Ottobre, a Milano, presso Confcommercio, di cui Unasca fa parte da quest’anno, e in cui ha preso parte con un intervento Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi.

    “Aci racconta Pignoloni –  ha annunciato l’introduzione del CDPD dichiarando che questo porterà il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli, specificando anche il peso della carta in 115 gr/mq. Tuttavia la realtà è che da 14 giorni a questa parte fare un passaggio di proprietà è diventato molto più complesso di prima”.  Innanzitutto è stato  introdotto un pezzo di carta in più, la delega, che il proprietario del veicolo deve firmare per la stampa dello stesso CDP  (2 pezzi di carta) su cui redigere l’atto di vendita che poi sarà autenticato dalle Agenzie abilitate o dal Pra o dalla Motorizzazione. Inoltre i fogli complessivi da stampare per portare a termine il passaggiosono passati da uno (che era il certificato che non viene più consegnato) ad almeno cinque: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), poi l’allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all’atto di compravendita ed infine la fotocopia del documento del delegante.

    Questo mette in evidenza Pignoloni –  comporta maggiori tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli Utenti per portare a buon fine la pratica. E se a tutto aggiungiamo che gli automobilisti continuano a pagare 27 euro per un documento che prima gli veniva consegnato e ora non piu’, senza risparmiare nulla, viene da domandarsi: dove sta questa rivoluzione digitale e soprattutto chi sta risparmiando con il CDP digitale? Solo ACI i cui bilanci non sono certo statali ma la cui unica funzione pubblica è proprio la gestione del PRA. Questa è la risposta e il primo bilancio.

    Sono inoltre maggiori poi le complicazioni sia tecniche che pratiche quando la compravendita dell’auto è a favore di un concessionario che a sua volta la rivende. Blocchi informatici, impossibilità nell’effettuare il doppio passaggio in tempo reale a differenza di come avveniva prima. Questa è una palese limitazione della libera contrattazione e dei rapporti commerciali che lascia stupefatti, così come il nuovo archivio messo in piedi da ACI  che traccia gli atti di vendita non ancora autenticati e ben lungi dall’essere tali.

    “Noi  – conclude Pignoloni – auspichiamo che l’automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinché si riducano i costi connessi alla gestione pubblica dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza. Si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L’accorpamento dei due sistemi e l’efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi in 10 anni”.