Tag: Arte

  • Stefano Berardino artista eclettico e di versatile vena d’ispirazione creativa, che coniuga perfettamente il binomio intramontabile ed evergreen di Arte e Motori ha fatto un ulteriore salto di qualità molto…

    Stefano Berardino artista eclettico e di versatile vena d’ispirazione creativa, che coniuga perfettamente il binomio intramontabile ed evergreen di Arte e Motori ha fatto un ulteriore salto di qualità molto importante e arricchente per l’evoluzione della sua ricerca pittorica e si è cimentato all’interno del comparto delle auto elettriche di moderna generazione, realizzando un circuito di quadri fatti ad hoc studiati e pensati appositamente per una collocazione ottimale e molto avvalorante. Infatti, le creazioni sono state allestite già a partire da Dicembre 2020 e sono attualmente ancora in loco in esposizione stabile e permanente presso due rinomate location a Torino, precisamente si trovano posizionate nei prestigiosi contesti del Mirafiori Motor Village e dell’E-Village, il nuovo salone di Stellantis dedicato ai modelli green. Al riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini che apprezza molto questa originale formula di unione in coesione creata dall’intraprendente Berardino ha così commentato: “Stefano è un giovane artista dalla mente davvero illuminata e dal temperamento molto lungimirante. Ritengo, che questa scelta sia decisamente e assolutamente congeniale al suo modus pensandi e al desiderio di rendersi testimone di una visione moderna e anche futurista, che sposa in equilibrata armonia il suo amore viscerale per i motori con le esigenze di oggi, che fanno leva sulla difesa per l’ambiente circostante e per l’ecosistema in generale e convogliano insieme un ideale di bello funzionale, ma anche di piacevolezza estetica. Stefano quindi ha tempestivamente colto questa stimolante opportunità e ne ha fatto un’occasione distintiva esclusiva. Ecco aprirsi dinanzi a lui il mondo delle vetture elettriche e della nuova frontiera di mobilità. A fronte di questo orientamento direzionale ben calibrato e ben ponderato sceglie anche di utilizzare una serie di espedienti davvero molto significativi, che rendono ancora più meritevole di elogio il suo operato e stimolano ad un approccio attento, approfondito e accurato, altrettanto quanto Stefano ha conferito attenzione diligente e massima cura al suo lavoro pittorico. In particolare, colpisce l’utilizzo di materiali, elementi e componenti al 100% naturali, come legno, tela di juta, sabbia, nonché la selezione certosina rivolta verso i pennelli, rigorosamente tutti artigianali e costruiti con setole totalmente naturali e i cavalletti realizzati con legno non trattato. Il Made in Italy d’eccellenza delle vetture elettriche esposte in pole position, viene pertanto rafforzato ed esaltato dalla presenza di queste opere, che celebrano con elegante raffinatezza l’accattivante connubio tra arte e ricerca di sperimentazione a favore dell’ecologia. Stefano si rende così fautore e portavoce convinto di un importante messaggio sociale, destinato a cambiare in meglio il nostro stile di vita e il nostro concetto di mobilità”. Il progetto è stato simbolicamente intitolato #ThatsMotoringArt-E.

    http://elenagolliniartblogger.com/stefano-berardino

     

  • La ricerca pittorica appassionata di Davide Quaglietta

    Nel vasto e multiforme panorama dell’arte contemporanea attuale, che spesso purtroppo tradisce una dinamica espressiva scontata e banalmente ripetitiva, seguendo stereotipi standardizzati e approdando a inutili emulazioni copiative, trovare una figura encomiabile di artista di moderne vedute e lungimirante proiezione come Davide Quaglietta risulta davvero molto rassicurante e implica delle riflessioni a monte su più piani e su più livelli di valutazione e di analisi critica”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel manifestare apertamente ed esplicitamente il suo placet di approvazione verso il modus agendi e operandi alla base dell’appassionata ricerca pittorica compiuta da Quaglietta con intraprendente slancio e trasporto riflessivo a monte e con vibrante carica di animato fervore creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto rimarcare: “Davide si colloca dentro uno sfaccettato comparto settorizzato, che si può definire come un figurativo informale di tendenza e di matrice astratta per certi versi, che contiene e custodisce eterogenei spunti di rimando e di richiamo sia a livello evocativo sia a livello concettuale. Davide crea un intreccio di contenuti significativi a cui si appoggia e su cui fa leva, che desidera condividere con lo spettatore rendendolo presente e compartecipe anche della sua profonda visione esistenziale, dei suoi intensi pensieri, dei suoi genuini e spontanei sentimenti, delle sue intime emozioni disinibite. Le tematiche predilette, che vengono poste in primo piano e offerte all’osservazione attenta e coinvolta dello spettatore vengono composte da tasselli principali, che poi si snodano e si dipanano in più formulazioni coese e congiunte insieme a generare un solido background d’ispirazione, che lo guida e lo sorregge nel percorso di sperimentazione e di sorprendente scoperta. Davide vede il suo ruolo di uomo-artista come strettamente collegato al suo stile di vita, alle sue priorità, al suo modo di concepire e considerare la realtà circostante e quanto del suo vivere quotidiano merita di essere messo in rilievo. Non si perde mai in sterili visioni senza un senso logico e razionale e senza un ragionamento ponderato e tanto meno si lascia fuorviare e travolgere da preconcetti e da pregiudizi condizionanti dettati dalle tendenze del momento. Davide trova un proprio viatico creativo prediletto e preferenziale, che si allinea e si accorpa perfettamente al suo essere, al suo esistere, alla sua essenza, al suo sentire umano. Si concentra su ogni singolo progetto come una vera e autentica missione e lo persegue con tenacia e caparbia. Ammiro molto questa sua indomita volontà, che arricchisce l’estro e il talento e li rafforza, li avvalora, li esalta senza però esagerazioni esasperate. Davanti alla sua onestà intellettuale pura e incontaminata, ogni opera acquista una preziosa e pregevole coerenza e diventa ancora più ricca e corposa nel suo permeante impatto sostanziale”.

    http://elenagolliniartblogger.com/davide-quaglietta

     

  • Nunzia Romeo: arte di ragione e di passione

    L’artista contemporanea Nunzia Romeo sta compiendo un percorso creativo di interessante e stimolante evoluzione, di intraprendente ricerca, che si snoda e si dipana attraverso un’esperienza pittorica portata avanti sull’onda e nella scia di un’autentica, fervida e viscerale vocazione e di un’ispirazione pura e incondizionata. La pittura per la Romeo diventa una vera e propria esperienza plurisensoriale e multisensoriale, che la coinvolge in toto, mente, cuore e anima. La ratio e la passione si legano saldamente e si fondono insieme ad intreccio per guidarla e accompagnarla quasi prendendola per mano, affinché possa orientarsi e dirigersi in una ricerca sempre equilibrata e bilanciata, che sfocia in soluzioni fortemente e intensamente evocative e rievocative, dove coesistono insieme perfettamente in alchemica armonia. Lo slancio emotivo ed emozionale vibrante e pulsante, che la incalza nel modus pingendi viene dunque accorpato alla riflessione analitica ponderata. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le virtuose qualità artistiche della Romeo ha così commentato spiegando: “La pittura di Nunzia è vivace, frizzante, dinamica, spinta e sospinta da uno stimolo intimo profondo, che viene ad emergere e si palesa in modo travolgente e al tempo stesso viene convogliato e filtrato attraverso la componente razionale e ragionata. Ecco, perché Nunzia non procede mai affidandosi alla casuale improvvisazione e tanto meno allineandosi a situazioni istintuali del momento e non controllabili. Ogni suo gesto diventa come un simbolico rituale impeccabile e si traduce in una sorta di fusione, che viene immessa nella narrazione scenica e la completa e la integra rafforzandone e avvalorandone il potere espressivo e comunicativo. Nunzia non è assolutamente asservita a dogmi rigidi e rigorosi e tanto meno a imposizioni dottrinali e accademiche troppo ferree e intransigenti. Rispetta le lezioni fondamentali e gli insegnamenti di valore impartiti e tramandati dalla tradizione e sempre validi e attuali ai giorni nostri. Ma riesce a ricavarsi una propria esclusività distintiva e una propria qualificante identità e identificabilità. Sono certa, che Nunzia ha ancora tante preziose risorse da offrirci e che saprà stare sempre al passo con i tempi ed avere un carisma artistico accattivante. Il suo elevato spirito di condivisione diventa uno strumento importante per coinvolgere lo spettatore e conquistare da subito la sua attenzione e curiosità e questo aspetto è senza dubbio un plus valore aggiunto ragguardevole della sua profonda e intensa poetica”. La Romeo è stata ufficialmente selezionata per partecipare al prestigioso Premio Vittorio Sgarbi. Questa pregevole iniziativa diventa un ulteriore step per aumentare la sua autorevolezza e le sue credenziali e la colloca di rimando all’interno di un circuito selettivo di calibro e di caratura.

  • La pittura di realtà visionaria di Nunzia Romeo

    Perché quello che vediamo è un guizzo di fiamma. È tutto ciò che resta per dileguarsi all’ombra, per consegnarsi al vero” (Apocrifo platonico). Quando si parla di realtà e di irrealtà nell’ambito artistico bisogna sempre fare delle premesse di specificazione a monte. Nel linguaggio comune la realtà viene spesso confusa e identificata con l’insieme dei fatti, delle circostanze, delle vicende, delle situazioni. Secondo la fisica subatomica gli alberi, le rocce, l’acqua e tutti gli oggetti in generale che interagiscono con la nostra dimensione quotidiana, così come le stesse persone, possiedono un flusso di vibrazioni energetiche intense. La fenomenologia esorta invece a cogliere nel nostro giudizio l’essenza di ciò che vediamo, liberandoci dai freni e dai blocchi concettuali, convenzionali e conformistici. La realtà ha una propria storia, un linguaggio precipuo, che è anche la nostra storia del nostro vedere, del nostro sentire e della nostra capacità di osservazione. Alla luce di queste articolate e autorevoli riflessioni la Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato alcuni punti salienti, che appartengono alla visione artistica di Nunzia Romeo. In particolare, ha dichiarato: «La registrazione espressiva di Nunzia, che coglie e accoglie il concetto di realtà dell’arte diventa una sorta di sfida a rileggere e rivedere la storia della visione e della visionarietà. Nunzia ci mostra come nella sua pittura la sfaccettata componente del realismo figurale viene collegata e coniugata ad una peculiare componente soggettiva. Per Nunzia la realtà nella sua sfera di complessità e di totalità è e resta qualcosa di inafferrabile e deve essere modellata e modulata secondo criteri che in ogni epoca, in ogni stile e in ogni artista diventano aspetti e tratti soggettivanti e perciò stesso anche variabili e mutabili a seconda della particolare condizione spirituale e introspettiva e della particolare sensibilità individuale emotiva ed emozionale del momento. Nunzia vuole dare risalto in toto al cosiddetto “teatro dell’anima” inteso come il moto dell’anima che aspira, brama e anela a un senso di verità inconfutabile. La pittura di Nunzia si traduce in una visione dove l’occhio sa cogliere la realtà delle cose sia esteriore sia interiore, sia formale sia sostanziale. Scriveva il geniale Leonardo Da Vinci: “Fai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo. Altrimenti la tua arte non sarà laudabile”. Ecco, dunque l’equilibrio raggiunto perfettamente da Nunzia: verità esteriore e verità interiore coesistenti e coese. Nunzia mantiene la prospettiva e l’atmosfera tipica della visione figurale senza mai perdersi in una pedissequa emulazione copiativa e fotografica e senza mai perdersi in una descrizione statica e cristallizzata. Il suo orientamento genera immagini compiute e autonome, che acquistano e assumono vita propria. La sua è una pittura meditata e riflessiva, che si concentra nell’affinare e nel perfezionare la resa spaziale strutturale per ottenere un effetto immediatamente impattante e piacevolmente gradevole. Riesce molto bene a gestire la fusione armoniosa di luce e colore, alternando il tripudio cromatico alle sfumature chiaroscurali e producendo un’effusione e un afflato permeante e avvolgente, che attira e attrae fin dal primo sguardo. Nunzia parte dall’oggetto/soggetto per arrivare ad un’immagine estrapolata e rivisitata in modo sempre convincente, approdando a composizioni di indiscussa raffinatezza e garbata eleganza. La superba riflessione creativa di Nunzia trova sostegno e supporto anche nella psicologia e nella filosofia esistenziale e ne assorbe elementi importanti, che vengono traslati dentro lo scenario con un registro simbolico e metaforico molto stimolante. La variante tradizionale della costruzione della bellezza artistica si riassume nella sua sintesi pittorica, che diventa il perfetto connubio di passato e presente guardando già però avanti al futuro e al futuribile». La Romeo è stata selezionata all’interno del circuito di artisti contemporanei che parteciperanno all’importante Premio Vittorio Sgarbi. Questo evento è certamente un ulteriore fiore all’occhiello nel suo meritevole percorso di evoluzione artistica.

  • Una banca di immagini per Procida

    L’isola di Procida sarà per il 2022 la capitale della cultura italiana. Una banca di immagini fotografiche e video documenta l’ambiente e l’architettura. La cultura mediterranea diffusa in tutto il mondo grazie a un sito web.

    Isola di Procida, capitale italiana della cultura 2022. https://Myvideoimage.com

    Complimenti a Procida che ci accompagnerà nell’anno della ripartenza e della rinascita”. Con queste parole il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha annunciato la nuova capitale della cultura italiana 2022.

    La banca di immagini digitali MyVideoimage.com ha dedicato a Procida l’home-page del proprio portale con una foto panoramica del borgo marino di Corricella. In questo paese, caratterizzato dalle case variopinte, Massimo Troisi e Michael Radford girarono alcune parti del film “Il Postino”.

    MyVideoimage.com è un portale italiano nato per documentare, archiviare e mettere a disposizione di tutto il mondo foto e video del patrimonio ambientale e architettonico dell’Italia.

    MyVideoimage nel luglio 2019, ha organizzato una campagna di documentazione delle isole di Procida e Ischia. Le riprese fotografiche e video, durate cinque giorni, sono state eseguite percorrendo a piedi le ripide viuzze e i sentieri delle due isole alla ricerca dei panorami nascosti.

    Una selezione delle foto e dei video sono visibili e scaricabili per utilizzi didattici, editoriali e pubblicitari. Tutti oggi possono utilizzare le immagini che rappresentano la dimensione paesaggistica dell’Isola:

    • le case dipinte con colori pastello del borgo di Corricella;

    • le barche e le reti dei pescatori;

    • i caratteristici negozi con le creative insegne;

    • i cortili con la vegetazione mediterranea.

    Ciò che contraddistingue i contenuti delle immagini digitali di MyVideoimage.com è l’assenza di ritocchi o manipolazioni dei colori. In tale modo le risorse documentano in modo realistico lo stato dei luoghi. Piccoli ritocchi cromatici di foto e video, necessari per l’utilizzo in ambito editoriale o pubblicitario, possono essere fatti dagli utilizzatori finali per adattarli al proprio progetto creativo.

    Paolo Grassi

    Varese, 20 gennaio 2021

    Contatti: mail: [email protected] sito web: https://myvideoimage.com https://www.facebook.com/MyVideoimage/

  • L’artista Roberto Re conclude alla grande il 2020 e si prepara al 2021 con tanta energia creativa

    Roberto Re tra gli artisti contemporanei, sta compiendo in modo molto oculato e selettivo le scelte migliori, quelle che gli consentono di ottenere esiti ottimali e di proseguire con abnegazione convinta e motivata il suo percorso creativo all’interno del comparto dell’Informalismo pittorico”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca i positivi e meritati traguardi raggiunti da Re durante questo anno quasi arrivato alla sua conclusione. E ancora tiene a sottolineare: “Questo anno ha fatto davvero da spartiacque per il mondo artistico culturale e ha messo a dura prova l’intero comparto dell’arte contemporanea. Re da temerario gladiatore ha saputo superare e oltrepassare lo stress e la tensione emotiva provocati dalla diffusione della pandemia Covid-19 e ha dato il meglio di sé, senza remore e senza riserve. Dinanzi alla sua produzione così corposa e qualitativamente molto valida non posso che lodare ed elogiare la sua volontà ferma e la sua forza coraggiosa. Parecchi artisti purtroppo si sono bloccati e arenati e hanno trascorso il 2020 con gravi blocchi creativi ancora non superati, mentre Roberto perseverante e tenace ha dimostrato di essere sempre positivo e propositivo, si è messo in gioco e ha portato avanti i suoi progetti conseguendo risultati ammirevoli. Adesso più che mai in questo periodo storico e sociale abbiamo bisogno di figure come la sua, di artisti per vocazione autentica, che non si fermano davanti a niente e divulgano dei messaggi collettivi in nome e a favore dell’arte e della cultura. Auguro a Roberto di proiettarsi verso il 2021 con la stessa voglia di fare e di sperimentare, con il desiderio di condividere il suo fervore creativo e di utilizzare la sua arte come medium, come tramite, come strumento prediletto per fare da aggregante e da collante comunitario. Roberto altruista per natura e generoso per indole, sono certa che anche nel 2021 sarà un esempio a modello di artista prodigo nel rendersi portavoce di un’arte messaggera di pensieri e di sentimenti incontaminati e incondizionati e nell’essere convinto fautore di un’arte all’insegna della comunione-unione. Auguro ancora al caro Roberto di rimanere sempre positivo, di essere sempre avulso da ambiguità fuorvianti che troppo spesso inquinano e rovinano l’arte e di rimanere sempre aperto alla ricerca creativa in modo arricchente e costruttivo”.

  • Daniel Mannini: la sua arte in continua sperimentazione

    La pittura per Daniel Mannini si materializza e prende vita attraverso il multiforme e variegato concetto di astratto e di astrazione, che concede una versatile libertà alla fantasia creativa e alla sfera della componente immaginifica, nonché alla dimensione dell’inventiva”. La Dott.ssa Elena Gollini sottolinea così lo stimolante imprinting dell’approccio creativo di Daniel Mannini, promettente e intraprendente pittore contemporaneo, certamente ben inserito e ben allineato nell’evoluzione attuale dell’arte contemporanea e pronto a cimentarsi anche verso le prospettive e le proiezioni future e futuribili. Inoltre, ha aggiunto rimarcando: “Attraverso la produzione informale e non convenzionale realizzata da Daniel è possibile addentrarsi e penetrare a fondo dentro il suo paradigmatico mondo interiore, che si manifesta ed emerge in modo vigoroso, prorompente, energico, con un’impronta d’ispirazione che coniuga perfettamente la parte istintiva e inconscia con quella razionale e ragionata. La formulazione compositiva elaborata da Daniel appare sempre dirompente e convincente, con un intercalare incalzante di moduli e di sequenze strutturali, di palinsesti sempre equilibrati, seppur gestiti in modo spontaneo e scevro da inibizioni e costrizioni. Il gesto e l’atto creativo non sono mai forzati da movimenti imposti, ma vengono lasciati fluidamente dinamici e consentono di accentuare non soltanto la fase esecutiva materiale, ma anche quella non immediatamente visibile e percepibile, scaturita e generata dal coacervo di sentimenti, sensazioni, pathos emozionale, offrendo un’esplosione in commistione ad intreccio, una corposa alchimia di vitalità e di forza comunicativa. Per Daniel la rappresentazione deve possedere una propria vita intima e intrinseca e deve trasmettere e trasferire all’esterno senza trattenere nulla, deve essere un terreno fertile e fecondo verso il quale lo spettatore può incedere e può accostarsi con autentica propensione e nel quale può simbolicamente seminare e fare germogliare i frutti delle proprie riflessioni, dei propri pensieri anche più reconditi e ancora inespressi. Per Daniel l’arte deve tramutarsi in un’incontenibile forza trainante e deve consentire al fruitore di esplorare ex novo, di scoprire in modo inaspettato e inatteso, di imparare a far uscire allo scoperto anche quell’ego profondo inconscio ancora non palesato e non manifesto. Per Daniel l’arte deve poter infondere positività e speranza, deve offrire un sogno ideale, anche a chi ha smesso di sognare e deve ritrovare quella preziosa capacità di evasione visionaria, che fa tanto bene alla mente, al cuore e all’anima”.

     

     

  • Davide Romanò: un 2020 vissuto nell’arte e per l’arte

    Davide Romanò funambolico idealista dell’arte ha vissuto un 2020 ricco di ispirazione e alimentato da pulsioni creative genuine, che la diffusione mondiale della pandemia Covid-19 non ha minimamente scalfito. Infatti, Romanò ha trascorso un anno di intensa attività sperimentale e di ricerca incalzante, ha portato in luce e realizzato un’interessante produzione pittorica, di notevole e acclarata qualità formale e sostanziale ha scelto la strada di combattente in prima linea portavoce di un messaggio di tutela e di salvaguardia dell’intero comparto artistico e di tutti coloro che ne fanno parte e che amano l’arte in modo viscerale proprio come lui. Artefice e sostenitore di un’arte affrancata dalle contingenze inquinanti e depauperanti del mondo esterno, ne rivendica una sublimazione universale, come una sorta di giusta e meritata rivalsa de iure e de facto. Con la sua arte pittorica Davide è fautore di uno stile narrativo e di una cifra stilistica subito riconoscibile, che non si appoggiano a nulla di già banalmente scontato e di pedissequamente visto, ma trovano una propria nicchia preferenziale dove aprire un varco e fare breccia per ottenere soluzioni inedite, innovative e sui generis”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini spiega le caratteristiche e le componenti connotative salienti dell’arte pittorica di Romanò. Inoltre, afferma: “Davide diventa un tramite importante nel contesto artistico attuale, perché ha davvero a cuore non soltanto le dinamiche specifiche della sua pittura, ma anche quelle di tutto l’apparato creativo contemporaneo. Infatti, lavora e si prodiga con grande rispetto, con grande correttezza, con irreprensibile etica e senso morale. Non segue mai la corrente facendosi trainare e trasportare da espedienti ambigui, ma conserva una propria integrità, ed è integerrimo a qualunque costo. Questa sua lodevole onestà intellettuale lo nobilita e nobilita il suo fare artistico e lo eleva qualitativamente, a prescindere dall’indiscussa valenza delle opere. Davide anche in questo 2020 si erge a difensore paladino dell’arte e a lottatore combattente e combattivo. Desidero sinceramente complimentarmi con lui e augurargli un 2021 altrettanto fertile, fecondo e produttivo, che possa infondergli ancora più carica ed energia. Adesso più che mai sono gli artisti come Davide, che tengono alta la bandiera e il vessillo dell’arte contemporanea con assoluta e indefessa dedizione e con quella devozione solenne e sacrale, che proviene dal cuore e dall’anima di un vero autentico uomo-artista per vocazione”.

  • Roberto Re: un 2020 di grandi soddisfazioni artistiche

    L’artista Roberto Re può senza dubbio considerarsi molto compiaciuto e soddisfatto per questo anno 2020 e nonostante la diffusione incalzante della pandemia Covid-19 ha continuato imperterrito e imperturbabile nella sua ricerca sperimentale e ha portato avanti con decisa e sicura determinazione il suo percorso creativo. Un motivo ancora in più per essere davvero appagato e gratificato dalla sua fervida vena d’ispirazione. La Dott.ssa Elena Gollini, che lo supporta nella promozione mediatica e nella comunicazione promozionale ad personam, ha voluto esprime alcune considerazione a riguardo dichiarando: “Mi complimento sinceramente con Roberto, perché nonostante questo anno così gravoso e difficile a livello psicologico per tutti quanti noi, ha saputo tenere ben alto il vessillo dell’arte e attraverso la sua pregevole pittura ha saputo trasmettere e trasferire nelle sue originali ed eclettiche composizioni dei contenuti speciali di elevata qualità sostanziale, oltre che formale e ha saputo mantenere una padronanza narrativa di spessore accompagnata dalla capacità di sfruttare e utilizzare al meglio le molteplici risorse comunicative profuse dal colore blu, eccelso nelle sue virtù spirituali e sublime nel suo fascino ammaliante e senza tempo. Approdando con grande slancio alla ricerca sul colore blu, Roberto ha avvalorato ulteriormente la sua preparazione doviziosa e la sua formazione certosina e ha compiuto un’evoluzione fondamentale nella produzione pittorica. Inoltre, in parallelo ha intrapreso anche uno step importante, collegando e fondendo la sua arte al concetto di moda creativa, di moda ad arte, di creazione artistica da indossare e da utilizzare in modo funzionale. Il concetto attualissimo di arte da indossare è diventato davvero incisivo, qualificando l’arte come cosmopolita e al passo con le tendenze contemporanee. Roberto cogliendo questa ghiotta occasione ha messo a disposizione alcune sue opere mirate e scelte ad hoc e l’immagine di esse è stata impressa su eleganti borse, raffinati portafogli, ma anche su mascherine, ciabatte mare, occhiali da sole, nonché su borracce e altri oggetti di uso quotidiano. Questo mix di iniziative ha contribuito certamente a testimoniare in modo visibile e tangibile la serietà delle finalità e dei traguardi prefissati e raggiunti da Roberto, che ha visto la sua arte ottenere meritati riconoscimenti, consensi e riscontri e si protende verso il 2021 con altrettanto trasporto e con una sferzante e vibrante carica di energia positiva e di belle speranze”.

  • L’anima in movimento nella pittura di Daniel Mannini

    Daniel Mannini è un giovane pittore emergente di notevole talento creativo, che sta compiendo un percorso artistico ammirevole e in continua e costante evoluzione. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue e supporta la progressione e la crescita creativa di Mannini ha spiegato alcune caratteristiche peculiari distintive del suo operato e ha evidenziato alcuni tratti esclusivi del suo modus pingendi. In particolare, ha commentato: “Daniel è in una fase creativa incalzante e questo è senza dubbio un fattore assolutamente positivo e molto importante. La curiosità e la fantasia giocano dei ruoli primari dominanti sulla sua ispirazione e lo incitano ancora di più. Il 2020 è stato un anno fruttuoso, proficuo e prolifico nonostante lo strascico emotivo ed emozionale della pandemia Covid-19 dilagante e Daniel ha saputo comunque ottimizzare al meglio lo slancio pittorico e predisporre una produzione meritevole di interesse e di considerazione. Sono certa che anche nel 2021 saprà continuare nel cammino di ricerca e affinare e perfezionare sempre di più le innate doti e il virtuoso talento. Sensibile e volitivo, attraverso la pittura lascia affiorare in superfice la sua anima governata da un moto in costante e continuo movimento, da una trasformazione intrinseca e connaturata al DNA genetico di una personalità camaleontica e trasformista, intraprendente e determinata. Queste componenti caratteriali congenite lo aiutano e lo supportano, garantendo la sua assoluta dedizione e devozione al progetto artistico intrapreso. La sua pittura di matrice e di orientamento astratto costituisce metaforicamente ciò che ognuno di noi può trovare nel luogo più nascosto e segreto, quello che proviene dalla profondità dell’immaginazione fantastica e dalla radice onirica del sogno, da quella matrice onirica avvolgente e coinvolgente, che ci garantisce di conservare e mantenere quel nostro lato fanciullesco e giocoso, di custodire sempre integro e intatto quel cosiddetto fanciullino pascoliano, che ci permette di valorizzare il nostro vivere quotidiano e la dimensione del reale e al contempo di svettare sulle cime di un mondo fantasioso, dove tutto diventa possibile e tutto si avvera come per magia. Nel tumulto pregnante della tavolozza cromatica sempre accesa e vivace, densamente carica e intrisa di tonalità energizzanti, Daniel ci insegna a lasciarci andare al turbinio galvanizzante delle percezioni sensoriali, a lasciarci appagare e compiacere da quel senso piacevole e liberatorio di movimento dinamico, che assomiglia al fruscio e al sibilo del vento, un vento intenso, rassicurante e protettivo che soffia accarezzando i nostri sensi, metafora dell’anima nella sua libertà e assoluta purezza incontaminata”.

     

     

  • Daniel Mannini: una pittura di profonde sensazioni

    L’espressione artistica del pittore Daniel Mannini è caratterizzata da una potente e coinvolgente forza di comunicazione sensoriale e percettiva, che affiora e si palesa tramite l’energia cromatica che si sprigiona dalle immagini evocate, riconducibili a una tendenza di Astrattismo Informale non convenzionale e per certi aspetti accostabile anche alla matrice dell’Action Painting. La Dott.ssa Elena Gollini che segue da vicino e con grande interesse lo stimolante percorso di evoluzione creativa e di ricerca sperimentale compiuta dal giovane intraprendente Mannini ha spiegato: “Nella pittura Daniel esprime al meglio il suo vivace estro e sfodera tutta la sua frizzante fantasia. Le opere sono un trionfo e un tripudio di energia positiva e di creatività libera e affrancata da stilemi accademici e dottrinali e da costrizioni e limitazioni formali vincolanti. Daniel instaura con le proprie opere un rapporto preferenziale, elitario, esclusivo, un rapporto viscerale, intensissimo e profondissimo. Dipinge con grande trasporto e slancio emozionale e con incalzante impatto emotivo, trasferendo allo spettatore il suo vibrante e dinamico dialogo con la sfera dell’inconscio, con il moto incalzante dell’anima, con la dimensione recondita del suo ego più intimo e introspettivo. Le rappresentazioni costituiscono la manifestazione visibile e tangibile della sua anima pura e incontaminata, scevra da scopi opportunistici, nonché da velleità autocelebrative edonistiche. Le composizioni aprono e spalancano verso lo spettatore delle virtuali porte e delle virtuali finestre, sono come delle stanze magiche incantate, che vengono fatte accedere dal fruitore con massima spontaneità e genuinità, senza preclusioni, riserve e condizionamenti. Il protagonista assoluto del suo fare pittorico è lo sguardo costante e continuo rivolto verso il microcosmo-macrocosmo della sua anima ricca e strabordante di pathos e autenticamente votata alla missione-vocazione creativa. La sua fervida e vibrante potenzialità artistica si evidenzia con consapevole e responsabile maturità, spaziando tra colori accesi, densi e corposi che si intrecciano in perfetta commistione alchemica generando forme immaginifiche e fantastiche e producendo una matericità ad effetto plastico, che accentua e aumenta la portata bidimensionale compositiva strutturale ed enfatizza la sintesi di commistione della tavolozza cromatica. La pittura di Daniel gli consente di esprimere tutto il suo mondo interiore, che fuoriesce in modo quasi istintivo, molto energico, di getto, senza un controllo tarpante e affossante, pur gestendo l’atto e il gesto pittorico con padronanza tecnica e strumentale e avvalendosi di una pianificazione ideativa a monte precisa e ponderata. Ecco, come Daniel riesce perfettamente a mescolare e miscelare insieme ragione e passione”.

  • Il blu di purezza spirituale protagonista nella pittura di Roberto Re

    Chi osserva le opere pittoriche densamente materiche e corpose realizzate da Roberto Re viene subito catturato e conquistato dal particolare colore blu protagonista della sua ricerca sperimentale, che diventa simbolo di purezza spirituale e di sublimazione elevata. La Dott.ssa Elena Gollini che segue con grande stima e ammirazione il percorso artistico di Re è rimasta molto colpita dall’evoluzione e dalla crescita dimostrata nell’approdare a questa formula espressiva, che celebra il blu e ne enfatizza lo speciale potere ammaliante e la dirompente capacità evocativa sottesa e insita nella connotazione genetica stessa. A riguardo ha affermato: “Chi osserva le opere di Roberto dedicate allo studio del blu viene automaticamente catapultato dentro un meccanismo riflessivo molto particolare, dove i pensieri si accendono e si concretizzano dentro lo scenario immaginifico prospettato tra le pieghe e gli anfratti della narrazione di sintesi astratta. Blu sinonimo dunque di purezza e di spiritualità, di intensità e di profondità di vedute, blu come la notte, come il cielo, come il mare, come la poesia dell’anima che appassionata si lancia a volteggiare flessuosamente e sinuosamente e si libra in un volo onirico fantastico. La produzione di Roberto ispirata al colore blu ha un contenuto marcatamente spirituale, declinato anche verso una mistica trascendenza e verso una componente animista e simbolista. È come se ogni quadro fosse di per sé protagonista di uno slancio sentimentale qualificante e avesse a monte una propria ideazione progettuale esclusiva e distintiva, una specifica motivazione di fondo, una radice di fondamento solida e consistente, come una sorta di peculiare ideogramma innalzato a simbolo chiave dell’esistenza, del senso dell’essere, dell’essenza più intima e intimista. Ecco, perché accanto alla valutazione formale senza dubbio meritevole di positiva considerazione, non si può assolutamente prescindere da un parametro valutativo connesso al prezioso contributo subliminale che le opere forniscono e offrono alla fruizione attenta e sensibile. Guardare un’opera d’arte infatti per Roberto è un’esperienza di penetrazione e di compenetrazione completa, totale e totalizzante, che deve scuotere da dentro e deve provocare un’azione-reazione viscerale autentica e sincera, un momento di analisi e di autoanalisi pienamente cosciente e consapevole”.

    Consultate il sito di Singulart per visionare il circuito di opere in vendita:

    https://www.singulart.com/it/artista/roberto-re-19205

    E il sito della galleria Wikiarte:

    https://www.wikiarte.com/roberto-re

  • Davide Romanò: una pittura dalla personalità forte e sensibile

    In una fase epocale come quella che stiamo attraversando in questo tribolato 2020, ritengo che artisti come Davide Romanò siano ancora più meritevoli di considerazione, stante il prezioso contributo apportato per tenere alta l’attenzione sul mondo dell’arte contemporanea in generale e per dare anche una spinta propulsiva di positività e di fiducia verso il futuro, nonostante il momento così incerto e sospeso in un divenire sconosciuto”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca la sua posizione favorevole nei confronti dell’artista Romanò e del suo operato pittorico. E ancora prosegue asserendo: “Purtroppo ho visto tanti artisti in questo anno farsi travolgere e farsi trascinare dagli eventi burrascosi che ci stanno scuotendo e sferzando a livello sociale e collettivo e purtroppo ci sono ancora tanti che si faranno fermare e arresteranno il loro fervore creativo. Davide, invece sta davvero primeggiando e sta compiendo una sua evoluzione progressiva a prescindere, senza lasciarsi influenzare e bloccare. Questo atteggiamento dimostra senza dubbio la sua indole impavida da gladiatore, che si trasmette in toto dentro gli scenari compositivi e denota la forte personalità della sua pittura. Al contempo, questa vis interna e connaturata dentro le rappresentazioni viene intrecciata e associata ad una sensibilità speciale, ad un’empatia distintiva, ad una spontanea e autentica intuizione e rende le rievocazioni ancora più suggestive, avvalorando anche quella componente umana che è alla basa della sua fervida ispirazione creativa. Davide sta dunque riuscendo a portare avanti al meglio e a consolidare in modo radicato la sua meritevole posizione di primo piano nello sfaccettato comparto del panorama attuale e avanza e procede con fierezza. Essendo quasi giunti ormai al termine di questo 2020 sono certa che anche nel 2021 sarà pronto per dare e darsi al massimo e per superare qualunque ostacolo, difficoltà e impedimento, poiché la paura e l’incertezza vengono completamente compensate dalla consapevolezza del benessere totalizzante e totalitario del fare arte e del metterla a disposizione a cuore aperto e senza riserve. Auguro di cuore al caro Davide di concludere alla grande questo 2020 e di iniziare altrettanto alla grande il 2021, all’insegna di quell’ispirazione pulita, pura, incontaminata, incondizionata, che lo contraddistingue da sempre e di quel desiderio non speculativo di mettersi al servizio del prossimo, di ciascuno che voglia entrare in contatto con la sua arte e di allacciare un simbolico cordone di collante. Perché, per Davide l’arte è prima di tutto sinonimo di vita consapevolmente e responsabilmente condivisa”.

  • È online la mostra intitolata “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando”

    La mostra online dal titolo volutamente originale, alternativo e scanzonato “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando” è ufficialmente stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state appositamente selezionate e scelte 20 opere, che denotano la profonda capacità creativa e la spiccata propensione comunicativa della talentuosa artista contemporanea. Al riguardo, la Dott.ssa Gollini ha voluto esprimere alcune significative valutazioni, manifestando e dimostrando il suo pieno e sincero apprezzamento verso il percorso eclettico che la Atzori sta portando avanti con entusiasmo e trasporto appassionato: “Osservando con attenzione la produzione di Cinzia si coglie da subito lo slancio e l’afflato emozionale puro e incondizionato, che la guidano nell’azione creativa convogliando un flusso energetico dinamico di positiva vitalità, che viene immesso direttamente nelle opere e che poi si sprigiona e si propaga all’esterno con potente efficacia impattante. Dalle opere trapela appieno tutto l’amore viscerale verso il concetto di arte intesa come canale divulgativo universale, che si associa al concetto di sapere e di conoscenza accessibile e alla portata di tutti e al contempo anche al concetto di percezione sensoriale libera e disinibita, che si spinge ben oltre il semplice approccio ottico e visivo e approda ad una compenetrazione visionaria davvero coinvolgente e stimolante. Per Cinzia è fondamentale instaurare un rapporto di relazione autentica e spontanea con lo spettatore-fruitore, che deve diventare a tutti gli effetti un rapporto radicato e consolidato che si rafforza gradualmente e progressivamente e diventa una vera e propria condivisione fiduciaria. Il dialogo aperto e genuino, che Cinzia intavola con lo spettatore-fruitore è frutto di un incipit motivato e convinto, poiché si basa anche sul concetto di arte da vivere nel quotidiano traslato a sua volta nel concetto di arte da indossare. Ecco, perché Cinzia risulta particolarmente versatile e la sua arte particolarmente duttile e camaleontica. Questo la pone al passo con i tempi e la canalizza in una dimensione concepita già anche come futuribile. La sua moderna visione creativa risulta anche di impronta cosmopolita e accoglie in sé delle alchimie eterogenee, delle commistioni sfaccettate, delle variegate mescolanze ad intreccio, che contribuiscono a fornire più chiavi di lettura e più opportunità articolate di interpretazione e rendono la sua produzione ancora più accattivante e convincente. Arte considerata dunque come strumento di avvicinamento sociale e di confronto collettivo, che si proietta nel presente ma guarda già anche al futuro”.

     

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-fantasia-artisticando-atzori

  • È online la mostra di Virgilio dal titolo emblematico “Le finestre sull’invisibile di Virgilio”

    L’eclettica artista conosciuta con lo pseudonimo di Virgilio è stata scelta dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare ufficialmente a far parte del circuito delle mostre online da lei curate. L’esposizione ha raccolto venti opere particolarmente impattanti e significative per delineare al meglio i tratti salienti caratterizzanti della sua poetica espressiva e della sua versatile impronta stilistica intrisa di contenuti sostanziali sottesi e di suggestioni intense. La mostra è intitolata “Le finestre sull’invisibile di Virgilio” e ha come opera testimonial una rappresentazione particolarmente evocativa dal titolo “Rien ne va plus” di recente realizzazione. La Dott.ssa Gollini nel manifestare le sue riflessioni sull’operato artistico di Virgilio ha commentato con considerazioni valutative di grande elogio. In particolare, ha dichiarato: “Considero Virgilio un vero e proprio modello ad esempio di donna-artista di valore e di spessore, che si pone volutamente al di fuori delle convenzioni massificate e dei cliché imposti e cerca una propria nicchia comunicativa esclusiva. Virgilio si è conquistata un proprio status creativo, che le consente di arrivare a quella dimensione di invisibile, intesa come dimensione di oltre non immediatamente visibile e tangibile, come percezione sensoriale e sensibile che genera un consapevole risveglio sensoriale e attiva un’azione-reazione spontanea e disinibita. Per Virgilio l’arte dev’essere guardata e osservata non in modo superficiale, ma con un approccio responsabile e coerente, con una predisposizione autentica. Attraverso la sua corposa produzione estrapola e apre delle finestre virtuali, che sono come delle aperture mentali e psicologiche che ognuno deve scoprire e ricavarsi per poter davvero trovare un appagamento pieno. Ogni opera possiede un proprio registro narrativo cifrato e codificato, una propria orchestrazione compositiva che dev’essere attentamente contestualizzata per trovare le giuste chiavi di lettura. Virgilio riserva e concede allo spettatore una fruizione libera, ma al contempo lo esorta e lo sprona ad una presa di coscienza critica e analitica. In tale direzione di pensiero l’arte acquista anche il plus valore di messaggio sociale e comunitario e si rivolge all’intero gruppo sociale, diventa uno strumento collettivo e comunitario di diffusione e di divulgazione efficace, incisiva e funzionale, ben oltre e a prescindere dalla semplice componente estetica e formale. Virgilio ci guida e ci accompagna dentro il suo prezioso mondo evocativo rievocativo e ci aiuta a penetrare e ad addentrarci in quell’invisibile, che ci eleva e ci innalza oltre l’apparenza”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/le-finestre-sullinvisibile-di-virgilio/

  • Paolo Solei in mostra con la sua speciale “Arte per sognare”

    Paolo Solei è stato scelto appositamente come artista di alto livello per prendere parte all’esclusivo circuito di mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. L’esposizione è intitolata “Arte per sognare” per dare il giusto risalto all’importante componente onirica del sogno, che viene costantemente generata e alimentata attraverso la visionarietà fantastica delle raffigurazioni, che pulsano e vibrano di intensa vitalità e di incalzante dinamismo plastico accentuando la dimensione bidimensionale e strutturando un approccio molto più intenso. La componente onirica del sogno, che funge da pilastro cardine della poetica pittorica di Solei, serve per orientare, indirizzare, canalizzare, convogliare l’attenzione curiosa dello spettatore e diventa un cosiddetto coup de théâtre davvero sorprendente all’interno dello scenario narrativo. Questa componente onirica viene abilmente e doviziosamente calibrata a monte nella sua potente forza comunicatrice per dare garanzia di resa di impatto ottimale e consentire un contatto visivo e percettivo davvero catalizzante. La Dott.ssa Gollini ha commentato e spiegato al riguardo: “Quando l’immaginazione si accende e prende vita attraverso il sogno diventa ancora più avvolgente e coinvolgente. L’immaginario onirico di Paolo viene supportato anche dal colore e dalla tavolozza cromatica, che appare sempre molto marcata, vivace, luminosa, brillante, seducente e seduttiva nelle sue dense e corpose declinazioni e combinazioni tonali molto accattivanti. La produzione di Paolo ben si sposa e ben si accosta anche con il concetto di Figurativo magico, proprio perché racchiude in sé quel tratto e quell’aspetto fiabesco che rende le immagini sequenziali, parti di un racconto incantato sospeso dentro una nicchia protettiva impenetrabile, inviolabile, che Paolo rende appositamente pura e incontaminata, all’insegna di un concetto di arte ideale e idealizzata che deve ergersi sempre a vessillo di pensieri limpidi, di sentimenti puliti, non inquinati da concetti torbidi e ambigui, ma sempre mantenuti cristallini e declinati al motto simbolico di -L’arte è tutto quello che emoziona e permette di guardarsi dentro fino in fondo-”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-sognare-paolo-solei/

  • Il dinamismo estatico nella pittura di Roberto Re

    Roberto Re è capace di passare dall’apparente staticità inerme e fissità immobile di un quadro a un tripudio trionfale di dinamismo estatico e di movimento plastico, imponendo alle opere uno stimolo connaturato fremente e vibrante, una pulsazione vigorosa interna e intima, che prende corpo e le anima, ne alimenta l’energia vitale incalzante. Ecco, perché le sequenze narrative dello scenario compositivo sembrano parlare, come se attraverso la materia pittorica emergessero e affiorassero dei volti immaginari, degli occhi scrutanti e scrutatori e delle bocche parlanti, che sussurrano i loro messaggi cifrati e codificati attraverso il registro linguistico della dialettica semantica astratta e informale”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega la portata concettuale e lo spessore dello speciale dinamismo, che si sprigiona dalla produzione pittorica di Re e si canalizza in un magnetismo prorompente, in una capacità estesa e dilatata ad infinitum di canalizzare energia e forza centripeta. E ancora la Dott.ssa Gollini, proseguendo nell’analisi critico-riflessiva sottolinea e rimarca: “Roberto conferisce un’immensa ed enorme potenzialità comunicativa alle opere e offre al fruitore un approccio di contatto estatico, lo esorta a soffermarsi lungamente e ad affinare e perfezionare la propria sensibilità recettiva. La sua indiscussa bravura nella sperimentazione e nella ricerca non convenzionale lo porta a ottenere soluzioni impreviste e inaspettate, facendolo a sua volta scoprire con meraviglia e stupore i sorprendenti esiti e risultati finali. La capacità di Roberto di fare parlare le opere, pur senza avvalersi della figurazione tradizionale classica, è un plus valore ragguardevole. Ogni quadro parla e dialoga senza essere dotato di un corpo figurale inteso in senso classico, ma avvalendosi del campo attrattivo delle emozioni e delle sensazioni pure, che si espande gradualmente e progressivamente tutt’intorno superando e oltrepassando i limiti spazio temporali imposti e varcando la soglia di una sfera emotiva e intima recondita, conservata, custodita e protetta nel profondo ego giungendo anche alla dimensione dell’inconscio. La materia pittorica nella sua paradigmatica sintesi astratta diventa intrigante e affascinante, enigmatica e misteriosa, gli sguardi virtuali che scrutano con attenzione compartecipe si fissano sulle immagini e sulle visioni e dirigono e guidano l’osservazione con massima libertà di pensiero e al contempo indirizzano anche il pensiero di Roberto, entrando in piena e completa simbiosi con la sua anima creativa”.

    Consultate il sito di Singulart per visionare il circuito di opere in vendita:

    https://www.singulart.com/it/artista/roberto-re-19205

    E il sito della galleria Wikiarte:

    https://www.wikiarte.com/roberto-re

  • Pubblicata online la mostra “Energia creativa” di Cristina Tichitoli

    L’artista contemporanea Cristina Tichitoli, in arte Crys”, è stata ufficialmente selezionata dalla Dott.ssa Elena Gollini per prendere parte al progetto delle mostre online da lei curate all’interno di un’esclusiva piattaforma web. L’esposizione dedicata alle creazioni della Tichitoli è stata intitolata “Energia creativa” per dare il massimo risalto alla componente fondamentale e imprescindibile dell’energia, che supporta e sostiene il gesto e l’atto pittorico e diventa primaria come fonte e genesi d’ispirazione. La Dott.ssa Gollini ha posto in risalto alcune caratteristiche salienti dell’operato artistico della Tichitoli, che ne amplificano e ne accentuano il talento innato e l’estro vivace e incalzante. In particolare ha commentato: “Energia potente, energia pulsante, energia vibrante, energia che si propaga e assume sembianze visionarie. Non potevamo scegliere titolo migliore per designare la mostra di Cristina e dare importanza a questa portata energetica, che sfocia in un dinamismo plastico e in un movimento rivitalizzante. Cristina si ispira alle tendenze di orientamento Pop e New Pop, ad una filosofia espressiva molto attuale e molto sentita all’interno del panorama odierno, che vuole l’arte in costante e continuo divenire, che ama l’arte trasformista e camaleontica, inedita e sui generis, originale e non ripetitiva. L’arte pittorica di Cristina impostata secondo queste moderne concezioni risponde dunque perfettamente alle preferenze e ai gusti contemporanei e riesce a intercettare un bacino di fruizione a largo raggio e un target di estimatori consistente. A livello tecnico e strumentale, senza dubbio Cristina denota una padronanza ottimale nella perizia progettuale ed esecutiva. Nelle opere si ritrova il senso più intimo e profondo del difficile mestiere della tavolozza. Cristina si dimostra raffinata e sapiente artigiana del colore e delle combinazioni cromatiche e tonali. Non le interessa la sperimentazione fine a se stessa e tanto meno la sterile provocazione, che ha costellato buona parte della pittura figurativa del Novecento. Al contrario, ci tiene a recuperare e a valorizzare i principi cardine dell’arte pittorica, quelli che si basano sull’approfondita e accurata conoscenza del disegno e dell’uso del colore, giocato sulle vibrazioni tonali, sui contrasti chiaroscurali e sugli equilibri cromatici ben dosati e misurati. Cristina trasferisce e trasporta le sue stesse emozioni nei quadri, riuscendo tuttavia a rappresentare con puntuale oggettività, senza mai rifugiarsi in eccessi decorativi e descrittivi, sapendo cogliere e manifestare in tutta la sua pienezza un intenso accorato lirismo del cuore evocativo e un’intesa gioiosa poesia dell’anima”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-creativa-crys-tichitoli/

  • È online la mostra “Palingenesi” di Anna Maria Orazi

    Con un circuito di venti opere di particolare valenza estetico-formale e contenutistico-sostanziale, l’artista Anna Maria Orazi è entrata ufficialmente a fare parte della piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. Il titolo concertato e scelto appositamente per l’esposizione è “Palingenesi” parola chiave densa di significato simbolico e metaforico, che per la Orazi costituisce una commistione sinergica di concetti e di messaggi, che avvalorano e integrano la formula espressiva e l’apparato narrativo della produzione. La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo gli aspetti distintivi di interessante stimolo riflessivo e valutativo ha asserito: “Anna Maria artista dotata di forte sensibilità intuitiva, è molto attenta a rappresentare e rievocare la sua propria speciale realtà visionaria, puntando e focalizzando il climax sull’empatia dell’immagine, che evidenzia ed esalta con abile e sapiente maestria. Ogni scenario proposto possiede insito e connaturato una sorta di DNA genetico intrinseco, una precisa e mirata percezione ritmica segnica e cromatica, che ne definisce la fisionomia distintiva qualificante. Questa percezione infonde e trasmette una cadenza timbrica sequenziale all’intero costrutto strutturale e pone un riflesso di richiamo verso un meccanismo omogeneo ed equilibrato, verso un’armonia di bilanciamento e di livellamento uniforme e proporzionato, dove ogni creazione conserva un proprio spazio centrale e una propria importanza peculiare esclusiva e viene convogliata dentro un intreccio sensoriale energetico molto potente, dove ogni opera-tassello diventa parte integrante primaria e fondamentale di un enorme e magico mosaico. Lo spazio fenomenico in cui si snoda e si muove questo intreccio in perfetta coesione, viene poi accolto e condiviso dallo spettatore, che diventa automaticamente attore-coprotagonista e instaura un rapporto interattivo molto intenso fin dal primo sguardo. Ogni opera-entità acquista vita propria e grande avvolgente dinamismo vitale e si inserisce dentro una proiezione recettiva molto sfaccettata, che consente un’osservazione approfondita e lo sviluppo di un paradigma interpretativo articolato in modo versatile. Anna Maria donna-artista molto volitiva attribuisce una propria distinta personalità ad ogni creazione-creatura, che vive di una vita animisticamente presente e compenetrante”.

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  • Daniel Mannini: una pittura all’insegna del movimento dinamico

    La pittura astratto-informale di Daniel Mannini è senza dubbio meritevole di attenzione e di considerazione, in quanto l’artista-pittore sta portando avanti con acclarato impegno e dedizione il suo percorso e sta compiendo dei passaggi importanti cruciali e nevralgici nella sua formazione evolutiva avvalorante di crescita progressiva. In particolare, la Dott.ssa Elena Gollini che apprezza le doti e le capacità espressive di Mannini e sta accompagnandolo in un cammino creativo con un percorso tracciato e predisposto ad personam, ha rimarcato e sottolineato: “Nell’attuale commistione spesso disgregante, incongruente, disordinata e caotica in cui si muove l’attuale panorama dell’arte di impronta astratta e il filone dell’informalismo cromatico, Daniel emerge per la serietà composta e sistematica del suo incedere e per la corretta focalizzazione dei traguardi e degli obiettivi da perseguire e da raggiungere. Nella sua sfaccettata formula d’espressione molto attuale e al passo con i tempi e con le moderne inclinazioni, il filo conduttore caratterizzante nei tratti pittorici di Daniel è la rappresentazione del movimento, che talvolta appare e risulta più contenuta e allineata al flusso energetico della composizione stessa, talvolta invece è assolutamente prorompente e dirompente, predominante nella narrazione della sintesi scenica e decisamente avvolgente e coinvolgente, estremamente impattante a livello ottico e visivo, ma non soltanto poiché incide anche sulla profusione di sentimenti, percezioni, emozioni, attimi di vita unici e irripetibili che vengono colti e carpiti dal fruitore e ne conquistano da subito la curiosità e la compartecipazione attiva. Altro elemento molto incisivo e funzionale nella piattaforma compositiva concertata e orchestrata da Daniel, è l’accostamento dei colori e delle sfumature tonali, scelti appositamente nella gamma cromatica vivida e vitale, accesa e marcata, lucente e luminosa, sinuosamente e fluidamente accattivante. Per Daniel il colore rappresenta lo scandaglio intimo che ognuno di noi può trovare e scoprire anche in modo inatteso e inaspettato e per questo ancora più sorprendente e stupefacente. Il suo vissuto funge da spinta per trovare soluzioni sempre nuove e strade da percorrere alternative, mai banali e mai scontate. Proseguendo impavido e tenace verso quegli orizzonti sconfinati e proiettati ad infinitum e palesando tutte quelle risorse provenienti dalla sfera interiore e alimentate dalla voglia di mettersi alla prova, di emergere, di trovare uno sbocco gratificante e un approdo sicuro e appagante. E per Daniel l’arte costituisce proprio il nucleo e il fulcro portante di questo sbocco e di questo approdo”.

     

  • Pubblicata online la mostra “Emozioni sospese” di Viviana Natalini

    La scultrice Viviana Natalini è stata selezionata per la piattaforma di mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. L’esposizione è designata da un titolo molto evocativo “Emozioni sospese” che delinea e definisce al meglio la profondità intrinseca e il concettualismo sotteso che le opere possiedono nella loro pienezza sostanziale e contenutistica, completando il valore formale delle fattezze estetiche. La Dott.ssa Gollini al riguardo ha voluto evidenziare alcuni tratti salienti del fare artistico della Natalini commentando: “I lavori abilmente e sapientemente realizzati da Viviana rimandano ad un tipo di ricerca, che si sostanzia in una figurazione che attinge e guarda al passato della tradizione sempre attuale e intramontabile dell’arte scultorea, ma al contempo osservandoli attentamente contengono anche una matrice di esplicazione attuale e contemporanea, filiazione e derivazione di una rivisitazione compiuta in chiave moderna molto accattivante, per rispondere ai gusti e alle preferenze odierne e risultare al passo con i tempi. Dunque, da una parte Viviana rispettando le lezioni e gli insegnamenti dei maestri scultori del passato, recupera quanto le serve e lo metabolizza ed estrapola una sua personale e distintiva formula stilistica espressiva molto convincente, con soluzioni compositive di ottima resa scenica e un’intensa atmosfera rievocativa. Il ruolo attoriale principe dei soggetti protagonisti della sua arte scultorea parla un linguaggio subito fruibile e facilmente comprensibile e si rivolge al fruitore, che resta conquistato e viene coinvolto dalla dimensione delle emozioni e dei sentimenti scaturiti e innervati nell’essenza delle creazioni, che si sprigiona con assoluta forza vitale e aumenta il potere tridimensionale plastico dell’opera. Le tematiche scelte da Viviana spaziano su più fronti dimostrando la fantasiosa immaginazione e l’estro vibrante. Le sculture di Viviana risentono positivamente della sua gioia di vivere, della sua passionale e viscerale propensione verso l’ideale del bello e della bellezza, che deve trasmettere un senso di appagante piacere nell’osservatore. Le opere sono quindi la traslazione simbolica e metaforica dei luoghi dell’anima serena e degli sguardi del cuore pieno e carico di luce vitale. L’arte per Viviana deve avere un effetto benefico, quasi taumaturgico e deve avere una riconosciuta valenza universale. L’arte deve custodire anche quanto di sotteso al visibile e di nascosto tra le pieghe e gli anfratti della psiche e dell’inconscio, in una visionarietà magicamente misteriosa molto affascinante, che lascia emergere e affiorare istanze di impaginazione metaforica, allegorica e allusiva, pregnanti di un sentimento e di un pensiero rivelatorio”. “D’altra parte ogni epoca interroga il passato con la richiesta di una risposta utile al presente, o in ogni caso consonante con lo spirito del tempo” (Walter Barberis).

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/emozioni-sospese-viviana-natalini

  • È online la mostra “Colori a futura memoria” dell’eclettica Adele Lo Feudo

    La piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini ospita un’interessante esposizione dedicata all’arte di Adele Lo Feudo alias ALF e al suo versatile ed eclettico mondo espressivo. La mostra ha un titolo davvero molto calzante “Colori a futura memoria”. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato: “Adele è senza dubbio dotata di una virtuosa capacità creativa articolata su più livelli e su più piani di contatto recettivo e percettivo. Ha saputo maturare e far evolvere in sé una notevole e ragguardevole versatilità di ispirazione. La sua indole volitiva e la sua personalità frizzante e spumeggiante la supportano e la sostengono nell’imprimere una componente identificativa esclusiva al suo operato. Il colore è per lei elemento primario indeferibile e serve per infondere alla parafrasi della narrazione scenica un imprinting di qualità sostanziale, che sorregge il corposo e variegato impianto contenutistico dei messaggi e dei significati inseriti dentro la parabola immaginifica e visionaria. Inoltre, la componente cromatica e tonale serve per dare al fruitore un ulteriore incentivo di spinta e di stimolo nell’approccio sensoriale completo e totalizzante. I colori di Adele conservano quella luce di carica vitale, che diventa fondamentale e consente di approfondire meglio ogni minimo dettaglio, che accuratamente Adele introduce con doviziosa premura di attenta perfezionista. Le tecniche pittoriche di Adele richiedono passione e pazienza e sono sempre allineate e convogliate a dare alla soluzione finale una piacevolezza gradevole fin dal primo impatto. La memoria futura si ricollega al desiderio di Adele di poter realizzare un percorso artistico duraturo e meritevole di considerazione anche per il futuro, di riuscire a procedere con entusiasmo intraprendente e di fare un suo processo di ricerca in costante e continua progressione. Per Adele l’arte è come una sorta di sfida della vita, è un modo per esternare tutta se stessa e quanto di buono e di meglio riesce a fare e a dare. L’arte è una sfida che la tiene e la fa sentire sempre viva e vitale, che l’aiuta anche per aumentare il suo orgoglio e la sua autostima, senza ovviamente pretese autocelebrative ed esibizionistiche, ma come opportunità e occasione di fierezza di donna-artista, che desidera sentirsi bene tramite la sua libera creatività e desidera che le sue creazioni siano dei tasselli di una memoria da accorpare insieme nel mosaico della vita. Adele considera se stessa una sacerdotessa vestale dell’arte e vuole diffondere un concetto di arte-armonia di benessere mentale e spirituale, non soltanto per se stessa, ma per chiunque vorrà condividere i suoi pensieri e le sue riflessioni di lungimiranti vedute”.

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  • Daniele Zaggia espone in mostra online “Le sfumature dell’anima”

    Daniele Zaggia è stato inserito ufficialmente nella piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un’esposizione intitolata “Le sfumature dell’anima” che raccoglie un circuito di 20 opere ad ampio respiro evocativo e poetico, in un mix di rappresentazioni figurali che stringono in armonia tradizione e innovazione, classico e moderno, passato e presente. La Dott.ssa Gollini ha così descritto l’afflato comunicativo di fondo che guida e accompagna l’ispirazione creativa di Zaggia: “La pittura per Daniele è una sorta di simbolico ponte di collegamento tra ciò che è stato tramandato e perpetrato dall’ideologia dell’arte figurativa e del ritratto e ciò che nella visione contemporanea risulta essere perfettamente attinente e pertinente alle tendenze e alle preferenze attuali e odierne. Questa sorta di concertazione in commistione è una componente di particolare pregio nella forza comunicativa di Daniele che dimostra di avere già una propria concezione precisa, personale e soggettiva e di saperla concretamente attuare e realizzare con originale capacità rielaborativa e grande spirito di inventiva. Le immagini contengono e racchiudono un interessante richiamo animista, in quanto Daniele non si sofferma soltanto all’aspetto della raffigurazione estetica formale, ma concepisce la sua formula pittorica come un medium per proiettare rievocazioni intrise di intenso potere psicologico e di una profonda dimensione antropologica. Daniele utilizza la pittura come strumento per capire e studiare il mondo e la realtà circostante, per intessere e sviluppare una fitta rete di analisi introspettiva, relazionale e interrelazionale, per riuscire a trovare dei punti di contatto e di congiunzione e per poter liberamente e apertamente diffondere e manifestare senza remore e senza riserve il proprio ego e la propria indole marcatamente sensibile, intuitiva, empatica, sognante e sognatrice. Le figurazioni possiedono la spinta propulsiva del moto dell’anima rinvigorita dalla portata cromatica accesa, strabordante di energia e di potenziato lirismo aulico di fondo. Daniele si può considerare un moderno poeta pittore esistenzialista del figurativo, perché accanto alla prospettiva esistenzialista associa sempre una suadente cornice poetica, che addolcisce e rende aggraziate le sue impaginazioni narrative. La composizione di Daniele si alimenta dunque anche tramite quel pathos animista delicatamente e virtuosamente soave e non risulta mai aggressiva ed esasperata nella sua peculiare sintesi espressiva. Ad ogni opera corrisponde un significato plurimo, che lo spettatore deve gradualmente e progressivamente scoprire man mano e a più riprese, come se facesse una sorta di virtuale lettura poetica di un componimento da sviscerare verso dopo verso con attenta partecipazione”.

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  • Davide Romanò: arte padrona del tempo

    «Davide Romanò governa i tempi e i modi del dipingere, come farebbe un registra cinematografico per le riprese anticipate e posticipate di una vicenda che sarà ricomposta in unica sequenza solo alla fine, quando le varie momentaneità potranno svolgere un racconto intero, non più episodico, delle separate inquadrature sequenziali». Così spiega la Dott.ssa Elena Gollini evidenziando le componenti salienti della formula pittorica volutamente anticonformista di Romanò. E ancora prosegue precisando: «Davide è padrone del tempo e di rimando propugna un concetto di arte padrona del tempo e si rende artefice e fautore della propria intimità poetica, che si offre e si dona allo spettatore come immagine sottilmente, lentamente, silenziosamente pregnante e permeante. Il simbolico e virtuale muro protettivo e difensivo rappresentato dalla finezza e dalla ricercatezza virtuosa dei dipinti, ripara e custodisce qualcosa di sorprendentemente indicibile e indecifrabile, che scavalca ogni barriera e vincolo cronologico e temporale. È per questo che approfondendo le radici fondanti del sentire e del sentimento ispiratore che guida la creatività di Davide, non si può esulare da una certa componente di intrigante ermetismo narrativo, che accentua la voglia di mimetizzare l’analisi della sua arte volendo svelarla e rivelarla in toto, ma al contempo restando coinvolti e avvolti da un’allure misteriosa molto affascinante. I significati e i contenuti genetici dei suoi quadri sono stratificati e intrecciati e si moltiplicano nella valenza sostanziale in un’articolazione sfaccettata, che muove man mano il nostro sentire percettivo e lo attiva esaminando il suo, che contiene e conserva molta di quella speciale indicibilità. Se si dovesse fare un paragone calzante e pertinente sulla produzione pittorica di Davide si potrebbe richiamarla nel suo estratto essenziale ad un carotaggio perpetrato in un terreno di sedimenti geologicamente antichi, che vengono portati alla luce con sorprendente attesa e altrettanto sorprendente meraviglia. Davide concepisce e visualizza il tempo come se fosse una sostanza plastica con cui si può dare una forma, attribuire e conferire un’esistenza materiale. Un tempo del quale si può inquadrare e classificare la definizione di un ritmo, raffigurando la fugace volatilità dell’evento poetico che scompare mentre scorre. Questa peculiare facoltà è sostanza strutturale dei suoi dipinti e ricorda la geniale intuizione del grande registra cinematografico Andrej Tarkovskij che scrive nel suo saggio del 1986 intitolato ‘Scolpire il tempo’: “Come si avverte il tempo nell’inquadratura? Esso diventa avvertibile dove al di là di ciò che accade si sente una verità particolarmente significativa: quando si percepisce del tutto chiaramente quello che si vede nell’inquadratura non si esaurisce nella sua raffigurazione visiva ma allude soltanto a qualcosa che si estende all’infinito al di fuori dell’inquadratura, allude alla vita, come l’infinità dell’immagine. In essa vi sono sempre più pensieri e più idee di quante non ve ne abbia messe dentro coscientemente l’autore. Come la vita muovendosi e mutando incessantemente dà a ciascuno la possibilità di interpretare e di sentire a suo modo ogni singolo istante, analogamente vive nel tempo se anche il tempo non vive in lui».

  • La pittura senza tempo di Roberto Re

    Contemplazione e meditazione sono concetti, che non appartengono propriamente al modo di vivere dell’era cibernetica, tecnologica e digitale, ma sono incarnati e personificati nell’intelligenza umana, razionale e irrazionale, conscia e inconscia, sensibile e percettiva e dunque non appartengono al tempo e al senso del trascorrere temporale cronologico. Appartengono invece alla cronometria del vivere poetico. È molto raro che un artista a fronte delle molteplici e innumerevoli sollecitazioni esterne riesca e sappia conservare e custodire nel tempo della propria creatività una poetica così tensiva e introspettiva, proiettandosi verso un afflato che amplifica e rafforza la vena aulica e la forza del lirismo comunicativo. Chi è capace di sviluppare e far evolvere anche questa pregevole vena poetica, compie un passaggio di grande valenza, mantenendo intatto e inalterato il rapporto con la propria intelligenza sensibile, sempre più affinata e indirizzata verso una sfaccettatura di proporzioni narrative svincolate da limiti di temporalità definiti. Tutto questo orientamento di pensiero si ritrova nella pittura di Roberto Re, che con grande motivazione e diamantina chiarezza esprime la volontà di avvalorare al massimo la componente lirica accostandola all’impronta materico-astratta incentrata sullo studio del magico colore blu. La capacità di trasmettere attraverso le immagini proposte dei contenuti insiti e sottesi, deriva dal suo sensibile acume nell’utilizzo mirato di simbologie nella loro profondità e duttilità illimitata, percorrendo un itinerario metastorico e metaspaziale ed effettuando un percorso, che recupera con riferimenti chiave velati e celati dei significativi messaggi da diffondere e da condividere con il fruitore. I motivi di richiamo e di eco metafisico presenti all’interno delle piattaforme strutturali elaborate da Re attraversano vari passaggi creativi, recuperando spunti utili e introiettandoli con una propria guizzante rivisitazione, dal Cubismo picassiano al Descrittivismo mimetico fino all’Astrazione. Re è perfettamente a suo agio immerso nel vivace e dinamico ingranaggio culturale ed intellettuale odierno ed è attratto anche dai continui mutamenti e cambiamenti sociali, dai quali filtra e assorbe interessanti incipit per confrontare le proprie idee e visioni esistenziali. Questo si riflette e si rispecchia anche nel fare artistico e lo spinge a costanti fasi sperimentali di ricerca, sorrette da una potente risoluzione immaginativa che definisce modi espressivi sempre più avvincenti e coinvolgenti.

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • La poliedrica artista Virginia Denzi in mostra online “HeArt – L’arte nel cuore”

    La poliedrica vena ispiratrice che anima e alimenta l’arte di Virginia Denzi, le consente di spaziare con versatile proiezione nella vivace e dinamica esperienza creativa e di ottenere soluzioni sempre convincenti e meritevoli di grande apprezzamento. La Denzi è stata ufficialmente scelta dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare a fare parte del circuito selettivo della piattaforma di mostre online da lei curate. L’esposizione ha un titolo simbolico molto pregnante “HeArt – L’arte nel cuore” scelto proprio come frase chiave simbolica per inquadrare l’intera produzione realizzata e per dare risalto a un percorso di ricerca molto appassionato; infatti s’intitola così proprio, perché la Denzi è una donna-artista fortemente coinvolta a livello emotivo ed emozionale nella sua vocazione e riesce a infondere questa sua potente carica allo spettatore, che viene reso direttamente partecipe e compartecipe in modo attivo. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni in merito sottolineando: “Virginia possiede un’autentica e incondizionata vocazione all’arte, che si traduce in azione incalzante ed energia vitale dirompente. Ogni opera ha una propria vita, una propria genetica caratterizzante esclusiva, ma al contempo si inserisce nel poliedrico coacervo espressivo di Virginia, nel suo tripudio sensoriale. Ogni sua creazione è articolata e sfaccettata in sequenze narrative perfettamente amalgamate e coese tra loro ed è ricca di una vivacità cromatica ed espressiva molto avvolgente. Ogni opera è declinata e ritmata dalla luce e dagli effetti luminosi, che presiedono a ritmo timbrico compositivo d’insieme, alla modulazione tonale dei colori e delle sfumature, illuminando, evidenziando, rimarcando, sfiorando alcuni elementi per rivelarne e mostrarne l’essenza intrinseca più intima e recondita. La sua arte esercita un immediato fascino impattante. La bellezza delle creazioni non risiede tanto nell’aderenza della realtà esterna in senso realistico, ma bensì piuttosto nell’organizzazione e nella gestione sapiente delle forme, dei colori, delle figurazioni. Un’organizzazione alchemica sempre perfettamente congeniata, che offre e fornisce dei risultati sempre armonici e bilanciati e molto ad effetto, estremamente espressivi e comunicativi sia sul piano rappresentativo sia sul piano emozionale, consentendo allo spettatore di approcciarsi su più livelli e su più piani di lettura e di ricavarsi più chiavi di valutazione e di riflessione interpretativa. Ecco dunque, un’arte del cuore e che vuole fare battere il cuore di chi ne fruisce, votata al bello e al senso della bellezza formale accattivante e piacevole e al tempo stesso protesa ad alimentare l’afflato dell’anima”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/heart-virginia-denzi/

  • È online la mostra “Arte di percezione” di Marinella Saccuta

    La pittrice Marinella Saccuta è ufficialmente stata selezionata per esporre in mostra online dal titolo “Arte di percezione” all’interno della piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state accuratamente selezionate 20 opere, che fanno da filo conduttore portante particolarmente rappresentativo per mettere in risalto al meglio il fervido moto creativo della Saccuta. La Dott.ssa Gollini ha spiegato le componenti peculiari della formula pittorica affermando: “La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. “Quando gli orologi della notte elargiranno un tempo generoso, andrò più lontano dei rematori di Ulisse, nella regione del sogno inaccessibile alla memoria umana” (Jorge Luis Borges).

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  • Domenico Gentile – Indagando le sottili trame

    Domenico Gentile - Indagando le sottili trame - Asola

    Artista: Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017)
    Titolo: “Indagando le sottili trame”
    Tipologia: mostra retrospettiva di pittura
    Inaugurazione: domenica 25 ottobre 2020 ore 16.30
    Durata: dal 25 ottobre al 20 Dicembre 2020
    Luogo: Museo Civico “Goffredo Bellini”
    Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 7 – 46041 – Asola (MN)
    Curatori: Carlo Micheli / Beatrice Pastorio
    Ente promotore: Comune di Asola
    Info: [email protected] – tel. 0376733075
    Mediapartner: Frattura Scomposta – contemporary art magazine

    A tre anni dalla sua scomparsa il Comune di Asola dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata “Indagando le sottili trame” che si terrà al Museo Civico “Goffredo Bellini” con inaugurazione domenica 25 ottobre alle ore 16.30.

    L’esposizione, curata da Beatrice Pastorio e Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito.
    La personale di Domenico Gentile consterà di una ventina di grandi oli scelti tra i più vivaci e significativi della sua ricca produzione. Il catalogo intende sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.

    Per accedere alla mostra nel rispetto delle normative anti-covid è opportuno prenotarsi alla segreteria del Museo “Goffredo Bellini” di Asola. Info: [email protected] – tel. 0376.733075

     

    Domenico Gentile - Febbre del weekend -1988 - cm 140x200 - olio su tela. (Foto di Luca Morandini)

    Domenico Gentile nasce a Salerno nel 1933. Della sua terra manterrà l’accento, l’amore per la luce e il colore, la vocazione a sdrammatizzare gli accadimenti e il fatalismo… Per il resto sceglierà Asola per viverci, per lavorarci come medico, per radicarsi come uomo e come artista.

     

    1960 | 1970

    Negli Anni ’60 a Mantova si creò una temperie culturale di spicco, animata da personalità eccellenti quali Francesco Bartoli, Gino Baratta, Mario e Umberto Artioli, Renzo Margonari, presenze stimolanti che si aggiungevano alle frequentazioni giovanili di Alfonso Gatto e Filiberto Menna, a completare una formazione culturale di ampio respiro, ad acuire una sensibilità ormai votata alla ricerca pittorica.

    Così, dai paesaggi materici e coloratissimi degli Anni ‘60, Gentile approderà ad una sorta di disgregazione della rappresentazione, a favore di geometrie pressoché astratte, aventi come tema fabbriche, cantieri, depositi di gusto palesemente sironiano.

    1980 | 1990

    Una poetica in costante equilibrio tra realismo e astrazione, che si protrarrà sino agli Anni ‘80, quando l’artista inizierà un nuovo ciclo più giocoso, ironico, concettuale, basato sull’iterazione di oggetti d’uso comune (bulloni, libri, scatole, monete, sigarette, coni gelati, funghi, rottami) a rappresentare un genere umano variopinto, formato da individui solo apparentemente uguali, in realtà diversificati da accostamenti cromatici mai ripetitivi.

    Negli Anni ‘90 poi, la componente ludica si fa manifesta e gli oggetti/soggetti dei dipinti appaiono stregati e irrequieti, come nella “danza delle cose” di Fortunato Depero, ma sono gli stessi fumaioli delle fabbriche, i libri, le lattine, i fogli arrotolati, le stelle comete, le girandole, le spirali, i bottoni… gli stessi elementi degli esordi, accarezzati però da una diversa consapevolezza rappresentativa, in ossequio a Picasso, Severini, Braque ma anche, perché no, alla geniale verve di Jacovitti.

    2000 | 2017

    Negli ultimi anni poi, entrando (non senza rimpianti) nel terzo Millennio, gli oggetti/personaggi di Gentile si liberano dall’abbraccio della massa multiforme, a cercare uno spazio più autonomo, un linguaggio più intimo, una vibrazione interiore. Le tessere del suo gigantesco puzzle paiono ribellarsi alla costrizione dell’incastro, rivendicando una propria autonomia espressiva. Ne deriva un’atmosfera a forte connotazione onirica, popolata da figure che agiscono in teatrini di carta della memoria. Nulla sembra essere mutato rispetto agli esordi, eppure tutto è diverso in questa rivoluzione misurata e senza strappi, condotta con coerenza ed equilibrio, profonda e leggera, seria come serio è il gioco… al pari di un lavoro.

    dal lunedì al venerdì: 9.00-13.00 sabato 9.00-12.00 domenica: 15.30-18.30
    Evento Facebook

  • È online il “Concettualismo di pensiero” di Giovanni Amoriello

    È stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione pittorica dell’eclettico artista Giovanni Amoriello, ispirata ad un’articolata e sfaccettata formula di concettualismo di pensiero su cui Amoriello basa la sua intensa spinta di ispirazione creativa trainante. Infatti, la mostra si intitola proprio “Concettualismo di pensiero” per evidenziare il profondo apporto fornito dai concetti simbolici insiti e sottesi che vengono immessi dentro la narrazione scenica e rappresentano l’essenza sostanziale intrinseca dell’intera produzione realizzata da Amoriello. Sono stati selezionati 20 quadri, che costituiscono ciascuno con le proprie peculiari ed esclusive componenti qualificanti distintive e caratterizzanti dei preziosi tasselli, che compongono il grande variegato mosaico di ricerca sperimentale su cui si cimenta con appassionato e intraprendente slancio di dedizione. La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo i tratti avvaloranti della dimensione pittorica ha spiegato: “Giovanni è senza dubbio un artista anticonformista e con indole vulcanica, personalità camaleontica e trasformista, che non si accontenta di fare una ricerca banalmente scontata, semplicistica e superficiale, ma si addentra in modo totalmente permeante nei laboriosi meccanismi e ingranaggi creativi ed estrapola delle soluzioni davvero convincenti sul piano dell’originalità formale e della genesi contenutistica. Giovanni con le sue retrospettive figurali non convenzionale si pone volutamente in modo alternativo all’interno del panorama attuale e risulta al di fuori dagli accademismi dottrinali sistematici più austeri e costrittivi. La personalità artistica è versatile e volitiva, molto recettiva e reattiva agli stimoli circostanti, dai quali trae la linfa vitale per imprimere dinamismo e movimento plastico. Mentre lavora Giovanni sente battere forte il cuore, sente il moto dell’anima vibrante e fremente e si lascia guidare dal bisogno incalzante di liberarsi dal carico di emotività, ma al contempo è attento e vigile a seguire anche la ratio e a dosare al meglio istinto e ragione. Giovanni per certi versi sembra allinearsi alle teorie filosofiche di Hegel, che sosteneva che la persona, l’individuo, a un certo punto diventa un’esistenza accidentale, perché non si riconosce più nel mondo sociale circostante che diventa una realtà estranea. Alla stessa stregua, Giovanni non si riconosce nella massificazione e nella mercificazione collettiva dell’arte e rivendica invece una valorizzazione ideale del concetto di arte e di artista contemporaneo, ponendosi delle tappe e dei traguardi costruttivi e arricchenti da poter condividere con lo spettatore in modo autentico, senza filtri, senza maschere e senza impedimenti e forzature a monte. Per Giovanni fare arte significa dunque raggiungere un potere di elevazione da offrire e da comunicare senza riserve”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/concettualismo-di-pensiero-giovanni-amoriello/