Categoria: Economia e Finanza

  • Trentino-Alto Adige: Rc auto in aumento per quasi 18.000 automobilisti

    Brutte notizie per quasi 18.000 automobilisti del Trentino-Alto Adige; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 5mila preventivi raccolti in Trentino-Alto Adige su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Trentino-Alto Adige occorrevano, in media, 472,32 euro, vale a dire il 35,2% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale l’1,57% degli automobilisti del Trentino-Alto Adige ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione l’ultimo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Bolzano è la provincia della regione che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (1,78%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto; segue Trento (1,43%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti del Trentino-Alto Adige che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà l’1,95% del campione femminile e l’1,41% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,53%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono, a pari merito, gli operai e gli impiegati in azienda (1,66%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 107.542 preventivi effettuati in Trentino-Alto Adige dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Assicurazione auto: nelle Marche rincari per quasi 23.000 automobilisti

    Brutte notizie per quasi 23.000 automobilisti marchigiani; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 21mila preventivi raccolti nelle Marche su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 562,67 euro, vale a dire il 28,7% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,57% degli automobilisti marchigiani ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Ancona è la provincia marchigiana che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (3,46%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria Fermo (2,90%) e Macerata (2,24%). Chiudono la classifica Ascoli Piceno (1,81%) e Pesaro e Urbino, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,55%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti marchigiani che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,67% del campione femminile e il 2,51% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come le casalinghe siano risultate essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,20%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono gli artigiani (3,39%) e i pensionati (3,22%). Di contro, sono gli operai coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (2,05%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 299.152 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Come Calcolare e Misurare la Purezza dell’Oro

    La purezza dell’oro è ciò che di per se ne determina il valore oltre alle caratteristiche intrinseche del metallo che variano a seconda degli utilizzi che un oggetto deve possedere. Il livello di purezza si può calcolare attraverso metodologie specifiche che utilizzano come unità di misurazione i carati e sono eseguite da operatori autorizzati come questo compro oro Firenze.
    Cosa sono i carati dell’oro ?
    I carati dell’oro sono un sistema di misurazione della purezza dell’oro utilizzato in tutto il mondo. Un carato è pari ad un ventiquattresimo di oro puro, quindi l’oro 24 carati è considerato oro puro al 100%. L’oro 18 carati, invece, è composto dal 75% di oro puro e dal 25% di altri metalli come argento, rame o nichel. L’oro 14 carati è costituito dal 58,3% di oro puro e il resto di altri metalli. Più alto è il numero di carati, maggiore è il contenuto di oro puro e di conseguenza, maggiore è il valore dell’oro. Quando si acquista oro, è importante conoscere i carati dell’oro per determinare il valore effettivo del metallo prezioso.
    Purezza dell’oro come si stabilisce ?
    Per misurare la purezza dell’oro, si utilizzano principalmente due metodi: la prova del touchstone e la spettroscopia a emissione.
    La prova del touchstone prevede l’utilizzo di una pietra porosa, detta appunto touchstone, sulla quale si sfrega l’oro da analizzare e altri campioni di oro di cui si conosce la purezza. Successivamente, si applica un acido sulle tracce lasciate dalla sfregatura; l’acido reagirà in modo diverso a seconda della quantità di metalli presenti nell’oro e consentirà di determinare con precisione la sua purezza.
    La spettroscopia a emissione, invece, prevede l’utilizzo di uno spettrometro che emette un raggio laser sull’oro. L’energia del raggio laser farà emettere nell’oro una serie di radiazioni che, opportunamente analizzate dallo strumento, permetteranno di determinare la composizione e la purezza dell’oro.
    Entrambi i metodi sono molto affidabili e consentono di verificare con grande precisione la purezza dell’oro. Tuttavia, la spettroscopia a emissione è un metodo più moderno ed evoluto rispetto alla prova del touchstone, ma anche più costoso.
    Come calcolare il valore dell’oro ?
    Il valore dell’oro viene calcolato sulla base del suo peso e della sua purezza, espressa in carati. In genere, maggiore è la quantità di oro presente in un oggetto e maggiore è la sua purezza, maggiore sarà il suo valore.
    Il prezzo dell’oro viene determinato dal mercato globale dell’oro, in cui intervengono diversi fattori come l’offerta e la domanda, la stabilità economica, la politica monetaria e le fluttuazioni del dollaro.
    Se si desidera vendere o acquistare oro, è possibile consultare i prezzi di riferimento sul mercato e rivolgersi a un rivenditore specializzato o ad un’agenzia di valutazione per ottenere una stima accurata del valore dell’oro. Inoltre, è importante prestare attenzione alle commissioni e alle spese accessorie che potrebbero incidere sul prezzo finale dell’oro.

  • Assicurazione auto: nel Lazio aumenti per oltre 72.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 72.000 automobilisti laziali; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 145mila preventivi raccolti nel Lazio su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 643,85 euro, vale a dire il 37,9% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,54% degli automobilisti laziali ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rieti è la provincia laziale che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,74%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria Roma (2,57%), Viterbo (2,43%) e Latina (2,39%). Chiude la classifica Frosinone, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (2,19%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti laziali che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,95% del campione femminile e il 2,27% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come gli agenti di commercio siano risultati essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,77%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono i dirigenti/funzionari (3,64%) e gli imprenditori (3,19%). Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,74%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.245.056 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc auto: in Emilia-Romagna rincari per quasi 56.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 56.000 automobilisti emiliano-romagnoli; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 65mila preventivi raccolti in Emilia-Romagna su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 550,60 euro, vale a dire il 33,5% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,22% degli automobilisti emiliani-romagnoli ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,69%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Bologna (2,43%) e Reggio Emilia (2,33%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Ravenna (2,13%), Parma (2,10%) e Modena (2,00%). Chiudono la classifica emiliano-romagnola, a brevissima distanza tra di loro, Forlì-Cesena (1,94%), Piacenza (1,93%) e Ferrara, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti emiliano-romagnoli che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,59% del campione femminile ed il 2,00% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultato essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,18%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i liberi professionisti (2,89%) e i disoccupati (2,74%). Di contro, sono gli insegnanti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,68%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.118.331 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Sardegna rincari per oltre 23.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 23.000 automobilisti sardi; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 23mila preventivi raccolti in Sardegna su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sardegna occorrevano, in media, 544,08 euro, vale a dire il 38,3% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,76% degli automobilisti sardi ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Cagliari è la provincia sarda che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (3,58%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale Oristano (2,45%), Sassari (2,32%) e Sud Sardegna (2,11%).

    Chiude la classifica Nuoro, area sarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,76%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti sardi che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,86% del campione femminile ed il 2,70% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i liberi professionisti siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,06%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli artigiani (3,43%) e i pensionati (3,23%). Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (2,05%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 388.494 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine tutela bollette gas: aggravi fino a 177 euro per chi non è passato al mercato libero

    L’arrivo del 2024 ha segnato la fine del servizio di tutela per la fornitura di gas e ai clienti domestici non vulnerabili che non sono passati al mercato libero è stata assegnata una nuova tariffa con possibili aggravi che, secondo l’elaborazione* di Facile.it, arriverebbero fino a 177 euro l’anno.

    «Le condizioni economiche della nuova tariffa, denominata ‘offerta PLACET in deroga’, vengono definite dall’Autorità, ad eccezione della voce a copertura dei costi di commercializzazione, che invece viene stabilita liberamente da ciascun fornitore», spiegano gli esperti di Facile.it. «Analizzando i valori applicati dalle società di vendita è emerso che in alcuni casi verrà applicato un sovrapprezzo che arriva fino a 177 euro l’anno rispetto alle tariffe in vigore nel mercato tutelato. Si tratta di un importo fisso, indipendente dai consumi e che quindi potrebbe avere un impatto importante sulle bollette, soprattutto per chi consuma poca energia. Il consiglio è quindi di valutare con attenzione la propria offerta e confrontarla con quelle disponibili sul mercato libero, ricordando che è possibile fare il cambio in qualunque momento.».

    Purtroppo, questo non sarà l’unico aumento del 2024 sul fronte dell’energia; con l’inizio del nuovo anno l’Iva sulle bollette del gas è tornata all’aliquota ordinaria (non più 5%, bensì 10% per consumi fino a 480 metri cubi e 22% per consumi superiori) ed anche gli oneri di sistema sono tornati a gravare integralmente sulla spesa finale. Aumenti, questi, che riguarderanno tutti i clienti, indipendentemente dall’offerta sottoscritta.

    Per aiutare coloro che non hanno ancora fatto il passaggio al mercato libero per il gas, ma anche chi ha una fornitura elettrica nel servizio di tutela, regime che finirà a luglio 2024, Facile.it ha redatto un breve vademecum in 8 punti con consigli su come affrontare la scelta.

    1. Metti a confronto le offerte. Sul mercato libero operano centinaia di fornitori differenti e i prezzi offerti possono variare sensibilmente. Prima di tutto è bene ricordare che nel mercato libero le società hanno la possibilità di modificare solo la componente “spesa per la materia energia”, voce che diventa quindi fondamentale per mettere a confronto offerte diverse tra loro; le altre voci, come ad esempio gli oneri e le imposte, sono invece stabilite dall’Autorità e sono uguali per tutti. Utilizzare un comparatore o chiedere il supporto di un consulente esperto, ad esempio, possono essere due soluzioni ideali per confrontare correttamente le offerte e scegliere consapevolmente quella più adatta alle proprie esigenze.
    2. Prezzo fisso o indicizzato? Ci sono due tipi di meccanismo di determinazione del prezzo: prezzo fisso o indicizzato. Nel primo caso il prezzo della componente energia viene bloccato per un periodo di tempo, di solito 12 o 24 mesi; nel secondo caso, invece, il prezzo varia mensilmente sulla base di un indice di riferimento, legato solitamente all’andamento del costo della materia prima. Non esiste in assoluto un’opzione giusta o sbagliata in quanto la scelta dipende dalle tariffe e della propensione al rischio di ciascuno: se si opta per la tariffa a prezzo fisso, è importante tenere sott’occhio la durata dell’offerta in quanto, al termine del periodo di vincolo, il fornitore proporrà una nuova tariffa e non è detto che sia conveniente. Prima di accettarla, quindi, sarebbe bene confrontare la proposta con le altre presenti sul mercato così da prendere la decisione più giusta.
    3. Per ogni stile di vita, c’è una tariffa adatta. Quando si è alle prese con l’energia elettrica è importante tenere in considerazione anche il proprio stile di vita e gli orari in cui si consuma maggiormente l’energia; questo perché sul mercato esistono tariffe biorarie, che offrono un prezzo scontato dell’energia in alcune fasce della giornata, e tariffe monorarie, che invece hanno un prezzo unico indipendente dall’orario di consumo. Come per il prezzo fisso o indicizzato, anche in questo caso non c’è una soluzione migliore in assoluto rispetto ad un’altra: la tariffa va scelta in funzione delle proprie abitudini e della propria quotidianità. Se hai dubbi, consulta la tua bolletta per vedere in quali ore della giornata consumi più energia.
    4. Tieni d’occhio i tuoi consumi. Per trovare la tariffa più adatta alle proprie esigenze è importante capire quanta energia si consuma in casa; questo lo si può capire recuperando dalle vecchie bollette i consumi annuali, espressi in kilowattora per l’elettricità e in smc per il gas. Grazie a questi dati, sarà più semplice stimare il risparmio cambiando fornitore.
    5. L’affidabilità del fornitore. Nello scegliere il nuovo fornitore è importante affidarsi solo ed esclusivamente ad operatori seri e affidabili perché la truffa può essere dietro l’angolo; in un periodo delicato come quello attuale non è un caso che i tentativi di frode si siano moltiplicati. La buona notizia è che difendersi dai truffatori è spesso semplice: il primo consiglio, nonché il più importante, è quello di non farsi mai prendere dalla fretta e di non accettare proposte prima di averne verificato l’autenticità.
    6. Fornitore unico per luce e gas. Alcuni operatori offrono tariffe ancora più convenienti se si sceglie di siglare con loro sia il contratto per la fornitura di elettricità, sia quello per il gas e questa potrebbe essere una valida strategia per risparmiare. Valutiamo con attenzione questa opzione, ma soprattutto verifichiamo se può essere adatta alle esigenze della nostra famiglia; potremmo beneficiare non solo di un vantaggio economico, ma anche di una maggior semplicità nella gestione delle bollette.
    7. Non abbiate paura a cambiare. Una volta identificata l’offerta più adatta, si può procedere con il passaggio; arrivati a questo punto è importante sapere che l’attivazione di una nuova fornitura è gratuita, è semplice e non si corre mai il rischio di rimanere senza luce o gas.
    8. E se mi accorgo di essere stato truffato? Nessuna paura. Puoi contattare chi ti ha fatto sottoscrivere il contratto; se si tratta di una semplice incomprensione e non di un tentativo di truffa, allora la situazione si risolverà senza problemi. Se, invece, puoi dimostrare che la firma sul contratto ti è stata estorta con l’inganno o che non è la tua, puoi inviare formale reclamo disconoscendo il contratto e segnalando l’accaduto alle forze dell’ordine e le autorità competenti (Polizia, Polizia Postale, AGCM e ARERA). Puoi pretendere, inoltre, che il fornitore presso cui sei stato registrato ti riporti immediatamente nelle fila del precedente.

    * Elaborazione su dati ARERA dicembre 2023

  • Rc auto: in Veneto rincari per oltre 60.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 60.000 automobilisti veneti; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 67mila preventivi raccolti in Veneto su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 514,53 euro, vale a dire il 36,3% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,13% degli automobilisti veneti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Vicenza è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,72%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Venezia (2,23%), Rovigo (2,19%) e Verona (2,15%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Treviso (2,04%) e Padova (1,80%). Chiude la classifica veneta Belluno, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,15%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti veneti che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,38% del campione femminile e l’1,99% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come gli insegnanti siano risultato essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,42%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli studenti (3,03%) e i commercianti (2,91%). Di contro, sono i dirigenti/funzionari coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,57%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.118.115 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Friuli-Venezia Giulia: assicurazione auto in aumento per quasi 13.000 automobilisti

    Brutte notizie per quasi 13.000 automobilisti del Friuli-Venezia Giulia; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 13mila preventivi raccolti in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 412,92 euro, vale a dire il 31% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale l’1,82% degli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzultimo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Trieste è la provincia della regione che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (3,08%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria Udine (1,56%) e Gorizia (1,42%). Chiude la classifica Pordenone, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,36%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà l’1,94% del campione femminile e l’1,75% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i liberi professionisti siano risultati essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,83%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli appartenenti alle forze armate (2,36%). Di contro, sono le casalinghe coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,00%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 235.181 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Assicurazione auto: in Abruzzo aumenti per oltre 16.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 16.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 15mila preventivi raccolti in Abruzzo su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 535,87 euro, vale a dire il 36,6% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,22% degli automobilisti abruzzesi ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Chieti è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,62%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria L’Aquila (2,43%) e Pescara (1,96%). Chiude la classifica Teramo, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,79%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,45% del campione femminile e il 2,09% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i liberi professionisti siano risultati essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,12%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono i disoccupati (2,61%). Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,30%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 230.189 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • La paghetta al giorno d’oggi; si inizia ad averla a 12 anni, 54 euro al mese

    Oggi gli adolescenti prendono ancora la paghetta dai genitori? Se sì, quanto e con quale periodicità? E attraverso quali strumenti? Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, la ottengono in media 6 giovani su 10 (59,8%) con un’età compresa tra i 10 e i 18 anni; ovviamente al crescere dell’età aumentano anche le percentuali e, suddividendo in fasce anagrafiche più ristrette, tra i 15-18enni la percentuale supera il 70% (71,7%), mentre il valore scende al 51% per chi appartiene alla fascia 10-14 anni.

    Le caratteristiche della paghetta oggi

    Ma ogni quanto mamma e papà danno la paghetta ai propri figli? E quale cifra? Dall’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – è emerso che il 65,2% dei giovani che prendono la paghetta la ricevono settimanalmente, mentre il 20,8% una volta al mese e il 14,1% su richiesta. Anche qui, però, ci sono differenze a livello anagrafico; i dati sottolineano come, al crescere dell’età, la paghetta la si prende più frequentemente: dopo i 15 anni il 67,5% dei ragazzi la prende una volta a settimana, mentre tra chi ha 10-14 anni aumenta la frequenza di chi la prende mensilmente (24,2%).

    Guardando, invece, alla cifra ottenuta dai genitori, mediamente i ragazzi italiani con un’età compresa tra i 10 e i 18 anni ricevono quasi 54 euro al mese. L’entità della paghetta, però, varia anche in base all’età; i più “grandi” (15-18 anni) prendono – in media – quasi 70 euro al mese, valore che scende a meno di 40 euro tra chi ha fra i 10 ed i 14 anni. Facendo i calcoli, il valore stimato delle paghette dei 10-18enni è pari a più di 150 milioni di euro al mese, di cui il 15% viaggia già su metodi diversi dal contante.

    Con quali strumenti si dà la paghetta?

    Fino a qualche anno fa i genitori usavano solamente i contanti per dare ai figli quanto necessario alle loro piccole spese, ma oggi che strumenti utilizzano? Nell’82,1% dei casi i contanti rappresentano ancora la prima scelta, mentre in quasi 1 caso su 5 (17,9%) si utilizzano metodi come la ricarica di una carta prepagata, sia essa fisica o digitale, probabilmente anche per non far girare i figli con soldi spicci in tasca ed esporli al pericolo di rapine.

    A livello nazionale l’11,8% ricarica una carta prepagata fisica, ma la percentuale sale al 14,7% tra gli abitanti del Sud e delle Isole e raggiunge il 15% tra i genitori di figli 15-18enni. L’uso di una carta digitale o di un’app, invece, risulta diffuso perlopiù tra i residenti del Nord Ovest (8,9% contro una media italiana del 6,1%).

    A che età si prende la paghetta?

    L’indagine ha poi voluto scoprire a quale età i giovani italiani iniziano a prendere la paghetta: dai dati è emerso che la media è 12 anni; ma ancora una volta i dati cambiano in ottica geografica o anagrafica. Nello specifico, il 37,4% ha iniziato a ricevere soldi dai genitori a circa 10 anni, valore che sale al 41,1% tra gli abitanti del Nord Ovest, mentre quasi 1 su 3 (31,9%) ha ottenuto la sua prima paghetta a 14 anni o dopo, percentuale che raggiunge addirittura al 40,7% nel Centro Italia.

    Analizzando più nel dettaglio i dati emerge come – con il passare degli anni – la paghetta si riceva sempre prima; i 15-18enni di oggi hanno iniziato a ricevere soldi quando avevano poco più di 13 anni, mentre i 10-14enni l’hanno iniziata a prendere a poco meno di 11 anni.

    La paghetta al tempo dei genitori

    Ma i genitori che oggi danno la paghetta ai figli, la ricevevano a loro volta quando erano adolescenti? Dall’indagine è emerso che, tra i rispondenti con figli, quasi 1 su 2 (47,8%) ha dichiarato che non riceveva alcunché.

    Guardando, invece, a chi prendeva la paghetta è curioso notare come ci sia una grande differenza tra chi la riceveva in lire e chi già in euro; nel primo caso, si prendevano in media 26.000 lire, circa la metà di chi invece la prendeva in euro (30 euro).

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Rc auto: in Lombardia rincari per oltre 130.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 130.000 automobilisti lombardi; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 140mila preventivi raccolti in Lombardia su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 503,48 euro, vale a dire il 38,1% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,49% degli automobilisti lombardi ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Sondrio è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,82%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Como (2,80%), Pavia (2,70%), Monza e Brianza (2,69%), Mantova (2,60%) e Lecco, area dove il 2,51% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Milano (2,48%), Brescia (2,46%), Bergamo (2,41%), Varese (2,32%) e Lodi (2,28%). Chiude la classifica lombarda Cremona, provincia dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,90%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti lombardi che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,75% del campione femminile ed il 2,35% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come il personale medico sia risultato essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,61%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli agenti di commercio (3,54%) e gli insegnanti (3,46%). Di contro, sono i dirigenti/funzionari coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,67%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.506.563 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Calabria: Rc auto in aumento per oltre 19.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 19.000 automobilisti calabri; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 13mila preventivi raccolti in Calabria su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 682,79 euro, vale a dire il 24,2% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,06% degli automobilisti calabresi ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione il quartultimo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Crotone è la provincia calabrese che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,28%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Cosenza (2,23%) e, a brevissima distanza, Reggio Calabria (2,22%).

    Chiudono la classifica le province di Catanzaro (1,76%) e Vibo Valentia, area calabrese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,15%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti calabresi che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,47% del campione femminile e l’1,86% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i liberi professionisti siano risultati essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,51%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli operai (2,48%) e i pensionati (2,44%). Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,66%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 234.785 preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Toscana rincari per quasi 67.500 automobilisti

    Brutte notizie per quasi 67.500 automobilisti toscani; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 57mila preventivi raccolti in Toscana su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 657,16 euro, vale a dire il 36,9% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 3,02% degli automobilisti toscani ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione il primo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Massa-Carrara è la provincia toscana che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (4,27%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Lucca (3,23%), Prato (3,20%) e Livorno (3,09%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Pistoia (3,00%), Pisa (2,99%), Firenze (2,84%) e Grosseto (2,66%). Chiudono la classifica toscana Arezzo (2,32%) e Siena, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,29%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti toscani che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,32% del campione femminile ed il 2,84% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come il personale medico sia risultato essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,09%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli impiegati pubblici (4,03%) e i pensionati (3,69%). Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,73%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 835.600 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Assicurazione auto: in Liguria aumenti per oltre 20.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 20.000 automobilisti liguri; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 18mila preventivi raccolti in Liguria su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 593,80 euro, vale a dire il 27,6% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,89% degli automobilisti liguri ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,33%), ma fa anche guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che La Spezia è la provincia ligure che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (3,18%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Genova (3,10%). Chiudono la classifica le province di Savona (2,49%) e Imperia, area ligure dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,86%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti liguri che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,89% del campione femminile ed il 2,90% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come le casalinghe siano risultate essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,84%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (3,49%) e gli impiegati in azienda (3,41%). Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,56%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 275.801 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc auto: rincari per oltre 765.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 765.000 automobilisti italiani; secondo l’osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 800.000 preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2023 – è emerso che la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è in calo del 7% rispetto allo scorso anno.

    Le tariffe Rc auto, di contro, continuano a crescere, con effetti negativi anche sugli automobilisti virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 618,55 euro, vale a dire il 35% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    Se a livello nazionale la percentuale di automobilisti che nel 2023 hanno dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,33%, guardando al campione su base regionale emergono differenze significative.

    Scorrendo la graduatoria delle aree in cui si è registrato percentualmente il maggior numero di denunce di incidenti con colpa, al primo posto si posiziona la Toscana, dove il 3,02% degli automobilisti vedrà quest’anno aumentare il premio dell’Rc auto. Seguono i guidatori di Liguria (2,89%) e Sardegna (2,76%). Le percentuali più basse, invece, sono state rilevate in Trentino-Alto Adige (1,57%), Basilicata (1,78%) e Friuli-Venezia Giulia (1,82%).

    Se limitiamo l’analisi alle province italiane, Biella (4,28%) è quella con la maggiore percentuale di sinistri con colpa denunciati, davanti a Massa-Carrara (4,27%) e Cagliari (3,58%); Belluno e Vibo Valentia quelle con meno ricorsi alle assicurazioni (entrambe 1,15%), seguite da Pordenone (1,36%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,16%, valore più basso rispetto a quello rilevato tra le donne (2,62%).

    Guardando ai dati anagrafici, invece, emerge che gli automobilisti appartenenti alla fascia 35-44 anni e 19-21 anni sono quelli che hanno denunciato il minor numero di incidenti con colpa; tra di loro la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari, rispettivamente, solo all’1,98 e all’1,99%; seguono i 25-34enni (2,15%). Di contro sono gli over 65 ad aver registrato la percentuale più alta (2,80%).

    Analizzando, infine, la professione dell’assicurato emerge come gli agenti di commercio siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,55%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (2,83%) e i liberi professionisti (2,66%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 13.390.525 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Finanza e abusivismo, oltre mille chiusure disposte dalla Consob in 5 anni

    Il settore della finanza continua ad essere ricco di squali, soprattutto quando si parla di servizi resi via internet. Lo rende chiaro in modo evidente il bilancio dell’attività della Consob, la nostra Authority dei mercati finanziari, dell’ultimo quinquennio.

    L’attività della Consob a tutela della finanza

    consobIn circa 5 anni di attività, l’Authority italiana ha oscurato mille siti finanziari che non avevano le necessarie autorizzazioni per operare. Portali che nel corso del tempo avevano catturato migliaia di clienti, che ahiloro difficilmente riusciranno a recuperare i propri soldi (in certi casi parliamo di centinaia di migliaia di euro). Anche perché spesso dietro questi siti ci sono società fittizie con sede in paradisi fiscali.

    I poteri della Consob

    Dal 2019, grazie al Decreto Crescita, i poteri della nostra Authority sulla finanza si sono fatti più forti, rendendo possibile l’oscuramento di quei siti che illecitamente propongono servizi per la finanza. Tuttavia dal momento della segnalazione a quello dell’oscuramento possono passare settimane, e inoltre ragioni tecniche allungano di altri giorni preziosi l’efficacia dell’oscuramento.

    La caccia grossa nel trading online

    L’ambito in cui questi siti trovano terreno più fertile e quello del trading sui derivati. Spesso propongono CFD sui titoli di borsa, oppure sono opzioni binarie broker Europei, ma soprattutto sono siti di trading sulle criptovalute. Questi portali sfruttano esche allettanti, spesso utilizzando abusivamente ignare celebrità per convincere le persone che ci sono guadagni facili e sostanziosi, anche grazie all’attività di call center molto aggressivi.

    Talvolta lo schema era così sofisticato che alcune vittime venivano adescate anche da una falsa Consob, che dietro pagamento di alcune spese prometteva il recupero integrale del capitale. Insomma una truffa nella truffa.

    L’avvertimento

    Dal momento che questo schema continua a ripetersi, e nuovi siti abusivi della finanza continuano a spuntare fuori, la Consob rimarca l’importanza di un uso consapevole di internet, e soprattutto in vita sempre a fare una verifica delle necessarie autorizzazioni di questi operatori. Bisogna sempre utilizzare broker regolamentati Consob per effettuare investimenti online in modo sicuro e consapevole.

  • Economia della Eurozona, c’è forte rischio di rimanere impantanati nella stagnazione

    Dalla seconda metà del 2022, l’attività economica nella Eurozona si è infilata nel tunnel della stagnazione. Nonostante le prospettive siano migliorate, per il futuro rimane comunque il rischio che il 2023 sarà per l’economia della Ue ancora un anno fiacco.

    Cosa aspettarsi per l’economia

    economia ueCi sono alcuni nodi importanti che continuano a frenare lo slancio dell’economia Europea. La maggior parte delle componenti della domanda privata se non si muovono in calo, riescono soltanto a muoversi lateralmente.

    L’incremento dei tassi ha provocato una contrazione degli investimenti, e allo stesso tempo stanno comprimendo i profitti delle imprese, a loro volta penalizzati anche alla crisi dei consumi.

    La buona notizia arriva dal calo dell’inflazione (si vedano i dati XTB group), che dovrebbe migliorare il potere d’acquisto delle famiglie e stimolare così almeno una moderata crescita dei consumi privati nel 2024.

    La nuova normalità

    Dobbiamo comunque abituarci ad una crescita che sarà prossima allo zero per diverso tempo ancora. Fattori come l’invecchiamento della popolazione e i modesti incrementi di produttività non si cambiano da un giorno all’altro, per cui la crescita fiacca dell’economia europea potrebbe diventare la nuova normalità per i prossimi anni.

    Nel calderone vanno peraltro messe ulteriori sfide che attendono l’Eurozona, a cominciare dai prezzi dell’energia ancora elevati, che soffieranno come un vento strutturale contrario sull’economia. Inoltre c’è la possibilità che il divario rispetto alla crescita statunitense aumenterà, penalizzando ulteriormente la produttività della UE. Insomma, i segnali in tempo reale che ci manda il mercato non sono positivi.

    La BCE

    La vera novità dei prossimi mesi potrebbe essere l’intervento accomodante della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse. L’economia sta chiedendo disperatamente delle misure di stimolo, che la Banca Centrale potrebbe varare nella prima metà del 2024 effettuando il primo taglio al costo del denaro dopo un lungo ciclo di manovre restrittive.

  • Importanza dell’Oro nella Geopolitica

    Importanza dell’oro nella geopolitica è stato significativo per molti secoli e continua ad avere un impatto sulle relazioni internazionali, sebbene il suo ruolo sia cambiato nel corso del tempo. Ecco alcuni punti chiave sull’importanza dell’oro nella geopolitica:
    Riconoscimento dell’importanza dell’oro:
    Questo metallo prezioso si è diffuso fin dai tempi remoti e allo stesso tempo il suo valore è stato riconosciuto non solo in tutti i luoghi ma anche in tutte le civiltà ed ad ogni livello sociale. Un riconoscimento che vale ancora oggi ben testimoniato dalla diffusione di attività come questo compro oro Firenze che acquista oro a prescindere dalla forma.
    Riserva di valore:
    L’oro è stato tradizionalmente utilizzato come riserva di valore stabile e universale. È considerato un bene rifugio in periodi di instabilità economica, politica o finanziaria. Le nazioni accumulano riserve auree per garantire stabilità economica e proteggersi dalle fluttuazioni delle valute.
    Moneta di riserva:
    In passato, l’oro era alla base del sistema monetario internazionale. Il gold standard, in cui il valore delle valute era legato all’oro, ha influenzato le politiche monetarie globali. Anche se il sistema del gold standard è stato abbandonato nel XX secolo, l’oro continua a essere detenuto dalle banche centrali come riserva valutaria.
    Bilanciamento del potere:
    Le nazioni con grandi riserve di oro possono influenzare le dinamiche geopolitiche. Il possesso di riserve auree considerevoli può fornire una posizione di forza in negoziati internazionali, contribuendo a garantire credibilità economica e finanziaria.
    Acquisizione di potere economico: Le nazioni ricche di risorse aurifere possono trarre vantaggio economico e politico dalla produzione e dall’esportazione dell’oro. Questo può influenzare la loro posizione nel sistema internazionale.
    Strategie geopolitiche:
    L’oro può essere utilizzato come strumento geopolitico. Alcune nazioni possono sfruttare le loro riserve auree per influenzare le politiche di altre nazioni o per sostenere alleanze internazionali.
    Speculazione finanziaria:
    Oltre al suo ruolo nelle riserve valutarie delle nazioni, l’oro è anche oggetto di speculazione finanziaria. Le fluttuazioni del prezzo dell’oro possono avere impatti significativi sui mercati globali e sulle politiche economiche nazionali.
    Negli ultimi decenni, l’importanza dell’oro nella geopolitica potrebbe essere diminuita rispetto al passato, data l’evoluzione dei sistemi finanziari globali e l’introduzione di altre riserve di valore come valute forti, investimenti in titoli di Stato e risorse naturali alternative.
    Tuttavia, l’oro continua ad essere un elemento importante nelle strategie economiche e geopolitiche delle nazioni in quanto si tratta di una riserva molto più sicura rispetto agli attuali sistemi finanziari che non possono vantare una storia secolare e diffusa a tutti i livelli come quella del prezioso metallo giallo.

  • ItalCredi S.p.A. espande la propria presenza geografica

    ItalCredi S.p.A, società specializzata nel prestito a dipendenti e pensionati del Gruppo Bancario La Cassa di Ravenna, continua il suo progetto di espansione territoriale.

    Da quarant’anni a questa parte, l’istituto finanziario ItalCredi è attivo su tutto il territorio nazionale tramite una capillare rete di agenti in affari finanziari e attraverso le sue tre Unità Operative e le 5 filiali dirette; questo gli permette di offrire ai suoi clienti la massima trasparenza, professionalità e sostenibilità, in ogni sua dipendenza. La rete vendita di ItalCredi è suddivisa in 3 zone ed è composta da oltre 90 agenzie: ciascun responsabile di zona coordina le agenzie presenti nell’area di sua competenza. ItalCredi è una grande squadra, affiatata e rispettosa dei ruoli di ogni singolo giocatore.

    Il progetto di espansione territoriale

    La capillarità e la continua ricerca di nuove opportunità di mercato sono, da sempre, due dei valori aggiunti di ItalCredi. Per questo l’azienda risponde alla crescente domanda dei suoi prodotti e servizi perseverando nel progetto di espansione e potenziamento della sua presenza geografica in Italia

    Perseguendo questo obiettivo, nel corso degli anni si sono susseguite e si susseguiranno nuove fasi evolutive che hanno visto e vedranno l’apertura di nuove Agenzie e Filiali in tutto il territorio nazionale. Queste nuove posizioni strategiche non solo permetteranno di servire meglio i clienti esistenti, ma consentiranno anche di raggiungere nuovi mercati e pubblici, portando l’esperienza e l’impegno di ItalCredi ad un numero sempre più ampio di clienti. Le nuove aperture avranno il compito di soddisfare nuovi clienti con l’obiettivo fondamentale di non creare sovrapposizioni commerciali e di offrire lo stesso trattamento operativo e finanziario, in tutto il territorio nazionale.

    Il progetto di espansione territoriale portato avanti da ItalCredi è una testimonianza dell’impegno della società a creare valore ed elargire qualità ai massimi livelli nel settore finanziario dei Prestiti Personali e della Cessione del Quinto dello stipendio. 

    Le news dalla rete agenti

    ItalCredi è costantemente impegnata nel perseguire la sua Vision; una crescita costante e sostenibile per Sé e tutte le sue Controparti. Questo è l’impegno che  riteniamo di poter sottoscrivere e che consentirà a Tutti coloro che interagiranno con Italcredi di beneficiare dei suoi prodotti e servizi finanziari. 

    ItalCredi è determinata ad estendere la propria presenza e ad offrire valore in nuovi territori, garantendo così la possibilità di servire i propri clienti sempre al meglio con passione e dedizione.

  • Mutui e Bce: 200mila famiglie hanno saltato le rate

    Occhi puntati sulla prossima mossa della Bce prevista per il 14 dicembre; ma se gli esperti non si aspettano novità sul fronte degli indici, l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat* ha messo in luce come, proprio a causa dell’aumento dei tassi, quasi 200mila famiglie italiane con un mutuo a tasso variabile non siano riuscite a rimborsare una o più rate nell’ultimo anno.

    Il dato va letto alla luce degli aumenti che hanno colpito i mutui variabili; considerando un finanziamento medio*, da gennaio 2022 ad oggi le rate sono cresciute fino al 65%, con un aggravio complessivo di oltre 3.100 euro.

    Se gli analisti prevedevano un’inversione di tendenza per la seconda metà del 2024, la buona notizia è che, alla luce dei dati positivi sull’inflazione, questa potrebbe accadere prima del previsto, tanto è vero che, secondo i Futures sull’Euribor (aggiornati al 4 dicembre), l’indice potrebbe scendere già da marzo 2024, passando dall’attuale 3,95% al 3,68%, per chiudere l’anno al 2,68% a dicembre 2024. Se ciò avvenisse, la rata del mutuo medio presa in esame passerebbe dai 750 euro attuali ai 731 euro di marzo 2024, per poi arrivare a dicembre 2024 a 660 euro.

    Le prossime mosse della Bce saranno quindi determinanti per migliaia di famiglie poiché la platea di italiani in difficoltà potrebbe crescere ulteriormente; sempre secondo l’indagine, tra chi ha un mutuo a tasso variabile, quasi 1 su 2 ha dichiarato che potrebbe avere seri problemi con i pagamenti se le rate rimarranno a lungo su questi livelli. Addirittura, più di 90mila famiglie di sicuro non riuscirebbero a rimborsare le rate.

    Le strategie degli italiani per far fronte all’aumento delle rate

    Come hanno cercato di affrontare, nell’ultimo anno, l’aumento delle rate gli italiani? Il 21% dei rispondenti con un mutuo a tasso variabile ha dichiarato di aver rinegoziato le condizioni con la propria banca, mentre poco meno del 7% ha optato per una surroga. Non manca chi, per alleggerire il peso delle rate, ha deciso di estinguere parzialmente il mutuo (6,4%) e chi, invece, ha allungato la durata del finanziamento (4%).

    Non tutti però, sono riusciti a trovare una soluzione; il 27,9% dei mutuatari con un finanziamento variabile ha dichiarato di aver provato a rinegoziare le condizioni con la propria banca ma di non esserci riuscito, mentre quasi 1 su 4 (24,3%) ha provato a surrogare il mutuo senza successo.

    «Poiché le banche non sono obbligate ad accettare la richiesta, il consiglio per chi vuole rinegoziare o surrogare il mutuo è di muoversi per tempo e non aspettare di trovarsi in una situazione di difficoltà economica», spiegano gli esperti di Facile.it. «Se si opta per una surroga, inoltre, è bene ricordarsi che le politiche di valutazione variano da banca a banca, pertanto il consiglio è di non fermarsi dopo un eventuale rifiuto, ma provare con altri istituti di credito; l’aiuto di un consulente potrebbe essere fondamentale anche per identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Casa: 5 milioni di italiani hanno subito danni da maltempo

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, nell’ultimo anno circa 5 milioni di italiani hanno subito danni alla propria abitazione causati da maltempo o calamità naturali. Di questi, solo 1 su 3 aveva una polizza assicurativa personale a tutela dell’immobile.

    Analizzando più da vicino le risposte di coloro che hanno dichiarato di aver subito danni all’abitazione legati ad eventi atmosferici – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – emerge che il fenomeno dannoso più comune è stata la grandine, indicata dal 49% dei rispondenti, seguono i danni da vento (diretti o da cose trasportate) indicato dal 39,7% dei danneggiati.

    Altro elemento che ha creato gravi problemi è stata l’acqua: il 23,3% dei danneggiati ha dichiarato di aver subito danni a seguito di un’alluvione, mentre il 18,1% per via di un allagamento. Chiudono la graduatoria i danni da terremoto, indicati dall’8,6% dei rispondenti, e quelli da gelo (2,6%).

    Le assicurazioni casa

    In Italia il 78% degli immobili è costruito in zone a rischio idrogeologico e l’aumentare dei fenomeni atmosferici di forte intensità ha ampliato il numero di case potenzialmente esposte ai danni da maltempo; nonostante questo, però, gli italiani si confermano essere un popolo che si assicura poco. Guardando ai risultati dell’indagine emerge che appena poco più di 1 danneggiato su 3 aveva, al momento del sinistro, una copertura assicurativa sottoscritta per tutelarsi dagli eventi, mentre il 27% ha potuto godere unicamente della polizza condominiale. Preoccupa anche sapere che quasi 4 danneggiati su 10, pari a circa 1,8 milioni di italiani, non hanno potuto contare su alcuna copertura.

    Unica nota positiva: 8 rispondenti su 10, a seguito del danno, hanno deciso di assicurare la propria abitazione contro gli eventi atmosferici e le calamità naturali; il 28% ha già sottoscritto una polizza, il 53% la sta cercando ed è intenzionato a farla.

    Quanto costano le polizze?

    Per analizzare i costi delle polizze casa Facile.it ha preso in esame un appartamento da 100 metri quadri, del valore di 200.000 euro, ubicato a Milano, Modena e Bari.

    I prezzi per una polizza assicurativa per la casa a copertura dei danni al fabbricato causati da maltempo partono da 54 euro annui (Modena), 67 euro (Milano) e 94 euro (Bari). Se si vuole aggiungere anche la copertura dei danni al contenuto, si trovano polizze con prezzo di partenza pari a 94 euro su tutte e 3 le città esaminate.

    Aggiungendo la copertura per il terremoto si sale a 110 euro annui (Milano), 162 euro (Bari) e 214 euro (Modena). Attenzione però, perché la copertura terremoti copre i danni subiti dal fabbricato, non quelli al contenuto, ed esistono diversi livelli di copertura che offrono rimborsi più o meno alti in caso di evento sismico e il prezzo varia notevolmente in base a questi parametri.

    Aggiungendo anche la copertura dell’evento “alluvione” il costo salirebbe a 312 euro annui su Milano, 624 euro su Bari e 636 euro su Modena; si tratta, nel caso della copertura dai danni di un’alluvione, di polizze non molto diffuse e spesso fatte su misura, pertanto il premio potrebbe variare sensibilmente a seconda della compagnia assicurativa.

    «Il consiglio, quando si è alle prese con la scelta di una polizza casa, è di guardare con attenzione quali siano le condizioni offerte, i massimali, la presenza di franchigie o scoperti e le esclusioni, vale a dire quelle tipologie di sinistri che non vengono coperti dall’assicurazione», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Le garanzie offerte possono variare notevolmente tra una compagnia e l’altra; parlando di polizze casa contro i danni da eventi atmosferici, ad esempio, è bene sapere che in alcuni casi vengono esplicitamente esclusi fenomeni come alluvione, inondazione e terremoti, mentre in altri casi sono coperti solo attivando delle specifiche coperture ad hoc».

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Economie emergenti, tre certezze danno più fiducia nel futuro

    Quest’anno vissuto tra tensioni geopolitiche, rialzi dei tassi di interesse a livello globale e la corsa dell’inflazione, non ha fatto che aumentare il contesto incerto che avvolge sempre le economie emergenti. Su di essi si sente spesso la massima : le cose non sono mai né belle né brutte come sembrano. Ma come interpretare quello che sta succedendo?

    Le certezze delle economie emergenti

    economie emergentiSi deve partire da quello di cui si ha certezza. Anzitutto i fondamentali delle economie emergenti, che sono molto solidi sia rispetto alla loro storia che ai mercati sviluppati. Gli indicatori leading principali sono infatti i migliori dal 2009. Se viene inclusa anche la Cina (che è una “emergente” per modo di dire, visto che parliamo della seconda forza mondiale), l’indice dei mercati emergenti è vicino al livello più alto di sempre.

    Anche i mercati azionari offrono una sponda interessante. Il rapporto p/e corretto per l’inflazione (Cape) dell’indice Msci Em, che misura l’andamento dei titoli rispetto agli utili è pari a 10,7x, circa un terzo del livello dell’indice S&P 500 (29,5x). Ciò significa che il mercato azionario degli emergenti è più fertile da un decennio a questa parte, ed è anche molto interessante rispetto al dollaro Usa (in aggregato).

    Le banche centrali

    Un altro elemento di certezza è il comportamento delle banche centrali. Le loro decisioni e la loro retorica rende chiaro che questo ciclo di inasprimento è finito. Peraltro alcuni istituti delle economie emergenti hanno iniziato già a tagliare il costo del denaro.
    Per la prima volta nella storia, nei prossimi quattro trimestri si prevede che i tassi d’interesse dei mercati emergenti scenderanno al di sotto di quelli del dollaro (il Market facilitation index aggregato).
    La disponibilità di finanziamenti più convenienti in questi Paesi, unita alla relativa attrattiva dei rendimenti azionari rispetto a quelli del reddito fisso, dovrebbe sostenere in futuro sia le società che i rendimenti del mercato azionario.

    Anche se le incertezze sono sempre dietro l’angolo, le economie emergenti sembrano offrire l’accesso ad alcune delle opportunità di crescita strutturalmente più vantaggiose, e quindi un universo interessante in cui investire.

  • Gestione patrimoniale, boom del private banking nel 2023

    Malgrado la situazione a livello geopolitco ed economico non sia certo delle migliori, il 2023 del private banking sta viaggiando su binari dritti e sicuri. Tanto che a fine anno la gestione patrimoniale dovrebbe superare i 1000 miliardi, secondo le stime della stessa Associazione di settore (Aipb).

    I numeri della gestione patrimoniale

    gestione patrimonialeNel primo semestre, la corsa del settore è stata propiziata dal buon andamento dei mercati finanziari, che ha accresciuto il valore dei portafogli delle famiglie rispetto al 2022. A questo bisogna aggiungere anche l’aumento della raccolta netta da parte dei fondi di gestione patrimoniale.

    Il fatto che la componente più incisiva sarà la raccolta netta, fa capire che è aumentato il numero di famiglie facoltose, ossia coloro che hanno una ricchezza finanziaria investibile uguale o superiore a 500 mila euro.

    Nella seconda metà dell’anno invece, pur essendoci stata una crescita inferiore, l’effetto finale non inciderà negativamente sul bilancio annuale.
    La crescita sarà composta per un 5,3% dalla nuova raccolta, e per un altro 2,9% grazie all’effetto mercato (ossia la price action dei singoli asset).

    Cambiano i portafogli dei clienti

    L’Osservatorio Aipb 2023 ha evidenziato anche i cambiamenti avvenuti nella gestione patrimoniale, a seguito degli eventi geopolitici e della crisi economica.

    Nei portafogli gestiti c’è stato un ribilanciamento dovuto alla crescita dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Per questo la liquidità è confluita prevalentemente nel reddito fisso (quasi un terzo del totale), ossia obbligazioni e titoli di Stato. La crescita del 33% (dati XTB group) segna una inversione netta rispetto al trend recente.
    È cresciuta anche la sensibilità delle famiglie per gli investimenti sostenibili. E’ rimasto stabile il gestito, mentre è stato un anno in rosso per l’assicurativo, con deflussi per circa otto miliardi di euro.

    Troppi si affidano al “fai da te”

    Infine l’indagine evidenzia che, anche se è cresciuto il ricorso ai private banker (e la quasi totalità degli intervistati è soddisfatto del proprio private banker), c’è una grossa fetta di persone che ancora preferisce il fai da te, o addirittura preferisce non fare niente proprio. Si tratta di circa 400 miliardi di euro, pari a una quota di mercato del 35%.

  • Bollette: 13 MLN non sanno della fine del tutelato

    Nessun rinvio per la fine del mercato tutelato dell’energia; ma gli italiani sono pronti? Pare di no, almeno per gli oltre 13 milioni di connazionali che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat*, nemmeno sanno che il servizio di tutela è destinato a chiudere. Addirittura, quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente sia nel mercato tutelato o nel libero.

    Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero.

    La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé, inevitabilmente, una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate; ad esempio, circa 1 milione di connazionali hanno detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Truffe Rc auto e moto: oltre 2,3 milioni di vittime in un anno

    In soli 12 mesi sono stati più di 2,3 milioni gli italiani che hanno subito una truffa o un tentativo di truffa nell’ambito dell’assicurazione Rc auto o moto, ben il 300% in più rispetto alla rilevazione dell’anno precedente, con un danno stimato di quasi 700 milioni di euro. Questi sono solo alcuni dei numeri emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat.

    «Un aumento tanto rilevante delle frodi in un periodo così ristretto», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, «può essere letto anche in relazione ai rincari subiti dagli automobilisti e motociclisti per sottoscrivere una polizza e la conseguente voglia di cercare possibilità di risparmiare, purtroppo non sempre affidandosi a metodi sicuri.»

    In appena 12 mesi il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 31,5% arrivando, lo scorso mese, a 610,87 euro, mentre quello per le due ruote è salito del 41,4%, raggiungendo i 572,97 euro.

    «Gli italiani vogliono risparmiare ed i malfattori sfruttano questa necessità per far cadere nella propria trappola gli utenti», continua Ghizzoni «Basta, però, seguire alcuni semplici accorgimenti per mettersi al riparo dalle frodi e godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle assicurazioni auto e moto».

    Truffe Rc auto: i canali e le vittime prediletti

    Se per le truffe Rc auto o moto gli italiani hanno perso complessivamente quasi 700 milioni di euro, l’indagine ha messo in evidenza come il danno medio per ogni truffato sia stato di circa 287 euro, in lievissimo aumento rispetto al 2022 (268 euro).

    Ma attraverso quali strumenti vengono portate a termine le frodi? Dall’analisi è emerso come il web sia uno dei canali più utilizzati tanto che nel 42% dei casi le truffe o i tentativi di truffa hanno avuto inizio con una falsa email che rimanda a siti clone. In quasi 1 caso su 4, invece, si è trattato di un finto call center; questa modalità risulta più che raddoppiata rispetto alla rilevazione precedente, passando dall’11,1% al 23%.

    Seguono poi, tra gli strumenti maggiormente utilizzati, gli SMS (21%) ed il porta a porta (20%). Non mancano, infine, le frodi attraverso i social network e le App di messaggistica istantanea, che rappresentano i canali attraverso i quali sono caduti in trappola, rispettivamente, il 9% e l’8% dei rispondenti.

    Guardando al profilo di chi è stato truffato o, comunque, ha subito un tentativo di frode in relazione all’assicurazione Rc auto o moto, l’indagine ha sottolineato come siano stati gli intervistati con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni la categoria prediletta dai malfattori, con una percentuale di vittime pari al 9,1% (a fronte di una media nazionale pari al 5,6%). Su base territoriale, invece, sono stati gli abitanti del Sud e delle Isole ad essere maggiormente truffati (6,8%), seguiti dai residenti del Centro Italia (5,9%).

    Se si considera, infine, il livello di istruzione dei rispondenti, emerge che i più colpiti sono gli intervistati con un titolo di studio universitario, con una percentuale di vittime pari al 7,8%.

    Quasi 1 su 2 non denuncia

    Cosa accade dopo la truffa? Purtroppo, quasi 1 vittima su 2 (48%) non denuncia la frode, percentuale pari a quasi 1,2 milioni di italiani; il numero di persone che ha dichiarato di non aver denunciato l’accaduto risulta in aumento rispetto alla rilevazione precedente quando era pari al 41,7%.

    Tra chi ha deciso di non sporgere denuncia, il 31,3% ha detto di non averlo fatto perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero – percentuale più che raddoppiata rispetto allo scorso anno (13,3%) – più di 1 su 4 (27,1%) perché si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 20,8% perché il danno economico era basso.

    Cala, invece, la percentuale di coloro che decidono di non denunciare perché certi che non avrebbero comunque recuperato quanto perso, valore passato dal 33,3% del 2022 al 16,7% del 2023.

    Proprio per insegnare ai consumatori a difendersi e riconoscere le frodi e i tentativi di truffa, Facile.it ha creato una semplicissima guida in cinque punti accessibile online all’indirizzo https://www.facile.it/spazio-sicurezza.html e disponibile anche in formato podcast su Spotify e al sito https://www.facile.it/podcast.html.

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Bollette: Italia sesto paese più caro d’Europa per l’elettricità

    In Italia per cucinare con un forno elettrico spendiamo 77 euro in un anno, vale a dire il 42% in più degli svedesi, il 63% in più dei francesi e addirittura più del doppio (+107%) degli spagnoli. La differenza? No, non sono le ricette, ma le tariffe dell’elettricità. Facile.it ha preso in esame gli ultimi dati Eurostat relativi al prezzo medio dell’elettricità applicato ai clienti domestici in Europa* scoprendo che, nel primo semestre dell’anno, l’Italia è stato uno dei paesi con le tariffe più elevate.

    Nello specifico, tra i 27 paesi dell’UE, l’Italia è risultata essere il sesto paese più caro per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica, con una tariffa media, incluse tasse ed oneri, pari a 0,378€/kWh. Pochi gli stati dell’UE con un valore più alto; tra questi ci sono, ad esempio, i Paesi Bassi (+26%), il Belgio (+15%) e la Germania (+9%). Più lunga la lista dei Paesi con un prezzo più basso del nostro: limitandosi ai principali, troviamo la Svezia (-29%), l’Irlanda (-35%), Francia e Grecia (entrambe -39%), la Spagna (-52%), per non parlare dell’Ungheria, dove la tariffa media per i clienti domestici è stata addirittura più bassa del 69%.

    Quanto ci costa usare gli elettrodomestici

    Che impatto ha sulle tasche dei consumatori la differenza di tariffa? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici, prendendo in considerazione modelli in classe B*.

    Ecco allora che, a parità di condizioni, si scopre che per fare la lavatrice (220 lavaggi l’anno) in Italia spendiamo circa 111 euro di corrente, mentre i francesi devono mettere a budget appena 68 euro, che scendono a 53 euro in Spagna. Magra consolazione: per tedeschi e belgi la spesa supera i 120 euro.

    Capitolo frigorifero; tenendo conto che lo usiamo quasi ininterrottamente tutto l’anno, la differenza tra i diversi stati d’Europa si fa sentire ancora di più: ad esempio, per alimentare un apparecchio in classe B occorrono circa 193 euro l’anno in Italia, mentre gli irlandesi spendono 126 euro, che diventano 105 euro per chi vive in Portogallo e, addirittura, appena 93 euro per chi risiede in Spagna.

    Anche per lavare i piatti con la lavastoviglie si spende notevolmente di più in Italia; usando l’elettrodomestico a giorni alterni spendiamo 92 euro l’anno. Se è vero che nei Paesi Bassi si arriva addirittura a 116 euro, va decisamente meglio, tra gli altri, in Grecia e Francia (entrambi 57 euro), in Spagna (45 euro) e in Ungheria (28 euro).

    Persino gesti comuni come guardare la televisione o asciugarsi i capelli assumono una dimensione economica diversa da un paese all’altro: per 4 ore di programmi televisivi al giorno, tutti i giorni, ad esempio, i 49 euro spesi dagli italiani diventano 32 in Irlanda, mentre un phon in azione per 5 minuti al giorno costa, all’anno, 23 euro nel Belpaese, 14 euro in Francia e 7 in Ungheria.

    La spesa di una famiglia tipo a confronto

    Prendendo come riferimento il consumo di una famiglia tipo italiana (2.700 kWh) e tenendo in considerazione le tariffe del primo semestre 2023 si scopre che, potenzialmente, in Italia quest’anno le bollette dell’energia elettrica potrebbero pesare per circa 1.021 euro. Nei paesi d’Europa dove l’energia è più cara, a parità di consumi, la spera arriverebbe ad esempio a 1.114 euro in Germania e 1.283 euro nei Paesi Bassi.

    Più fortunati altri cittadini europei; in Svezia, ad esempio, la bolletta della luce sarebbe pari a 720 euro, 669 euro in Irlanda e 628 euro in Grecia. Stessa famiglia, stessi consumi, ma se vive in Francia pagherebbe 626 euro, in Portogallo 559 euro, per non parlare della Spagna con i suoi 492 euro.

    Sebbene disti appena 750 km circa in linea d’aria dall’Italia, l’Ungheria – almeno dal punto di vista dei prezzi dell’energia elettrica – sembra essere distante anni luce: basti pensare che, a parità di consumi, con le tariffe in vigore nel primo semestre dell’anno, la spesa annua sostenuta dalle famiglie ungheresi sarebbe pari ad appena 313 euro.

    * Le tariffe medie di Eurostat fanno riferimento al primo semestre 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.

    * La stima sul costo in bolletta degli elettrodomestici tiene in considerazione le tariffe rilevate da Eurostat e i seguenti consumi: lavatrice (293 kWh/anno), frigorifero (509 kWh/anno), televisore (130 kWh/anno), forno elettrico (202 kWh/anno), lavastoviglie (245 kWh/anno), phon (61 kWh/anno). Ad eccezione del phon, sono stati presi a parametro i consumi di apparecchi in classe B della vecchia classificazione energetica (precedente alla modifica del 2021).

     

  • Venditori di Oro Online più Affidabili

    Ci sono diversi venditori online rinomati e affidabili che offrono oro di alta qualità, come del resto ci sono molti venditori di oro anche tradizionali che sono autorizzati, in italia, da banca italia come questo compro oro Firenze.
    Tuttavia, sia che si tratti di venditori di oro online che tradizionali, è sempre consigliabile condurre ricerche approfondite e valutare attentamente i venditori prima di effettuare un acquisto.
    Di seguito elenchiamo alcuni dei venditori di oro online più noti e affidabili:
    APMEX: È uno dei più grandi rivenditori online di metalli preziosi, offrendo una vasta gamma di lingotti d’oro, monete e altri prodotti. APMEX è conosciuto per la sua reputazione, la qualità dei prodotti e il servizio clienti affidabile.
    JM Bullion: Offre una vasta selezione di lingotti d’oro, monete e barre d’oro di varie marche. JM Bullion è noto per la sua trasparenza, prezzi competitivi e spedizione rapida.
    Kitco: È una piattaforma che offre servizi di acquisto e vendita di metalli preziosi, compreso l’oro. Fornisce quotazioni in tempo reale per l’oro e offre una varietà di opzioni di acquisto, inclusi lingotti, monete e gioielli.
    Provident Metals: È un altro rivenditore rinomato che offre una vasta gamma di prodotti in oro, argento e altri metalli preziosi. La società è conosciuta per la sua affidabilità e la qualità dei prodotti.
    Golden Eagle Coins: Specializzato nella vendita di monete d’oro e d’argento, Golden Eagle Coins è un venditore online rispettabile con una vasta selezione di monete provenienti da tutto il mondo.
    SD Bullion: Offre lingotti d’oro, monete e altri prodotti in oro adatti sia agli investitori che ai collezionisti. SD Bullion è conosciuto per i prezzi competitivi e il servizio clienti efficiente.
    Ricorda sempre di fare le tue ricerche, leggere le recensioni dei clienti e verificare la reputazione del venditore prima di fare acquisti di oro online. Assicurati che il venditore offra autenticità e garanzie sui prodotti venduti per evitare eventuali truffe o problemi di qualità.

  • Prezzo dell’oro, segnali chiari indicano la fine della corsa

    La corsa del prezzo dell’oro potrebbe ormai aver superato il suo picco. E ci sono diversi segnali che lasciano immaginare una possibile discesa nei prossimi mesi, con il metallo giallo che verrebbe scalzato dall’argento.

    Lo scatto del prezzo dell’oro

    prezzo dell'oroL’ultimo impulso alla quotazione del metallo prezioso è stato attivato nel mese di ottobre. La tensione geopolitica scoppiata dopo l’aggressione di Hamas a Israele, e il successivo scoppio del conflitto in Medio Oriente, avevano scatenato un clima di avversione al rischio sui mercati finanziari. Questo ha portato il prezzo dell’oro da poco più di 1800 dollari l’oncia, fin sopra i 2000 dollari.

    Questa corsa al rialzo peraltro è stata accompagnata da un incremento della volatilità, che è passata da una media del 9% settimanale fino a un massimo del 16%. Soprattutto nell’immediatezza dello scoppio del conflitto.
    Proprio il successivo ritorno della volatilità verso valori più normali 12%, è il primo segnale che il clima di avversione al rischio sta lentamente rientrando. Ciò si lega al fatto che il timore di un allargamento del conflitto si è quasi del tutto affievolito.

    Il premio e le banche centrali

    Un altro aspetto importante da sottolineare è di natura tecnica. L’oro infatti continua ad essere scambiato con un premio incredibilmente alto rispetto ai rendimenti reali. Tuttavia questi ultimi sono destinati a rimanere a livelli abbastanza alti, e comunque superiori a 2%. Ciò crea uno scenario poco favorevole al prezzo dell’oro.

    Anche le banche centrali hanno un ruolo importante. Nei primi nove mesi dell’anno gli acquisti di lingotti da parte degli istituti centrali sono cresciuti del 14% rispetto al 2022, accumulando trading con i volumi per oltre mille tonnellate, un record che però sembra destinato a non essere continuato.

    Il testimone passa all’argento

    Con il prezzo dell’oro che pare destinato a scendere, potrebbe invece crescere quello dell’argento. Il silver metal all’inizio di ottobre è sceso ai minimi sui 21 dollari prima di cominciare una lenta risalita dopo aver attraversato diversi livelli di supporto e resistenza. Il recente calo dei rendimenti dei Treasuries a 10 anni è un fattore positivo per quei metalli ad alto Beta come l’argento, che viene anche favorito dalle migliori prospettive per le industrie, dove è molto utilizzato.

  • Investire in Azioni di Miniere Aurifere

    Investire in azioni di miniere aurifere può essere una scelta redditizia per diversificare il proprio portafoglio di investimenti.
    L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, in quanto il suo valore tende a mantenersi stabile o addirittura aumentare durante periodi di incertezza economica.
    Per questo motivo soprattutto durante le congiunture più difficili la richiesta aumenta anche per la facilità con cui si può acquistare e vendere anche presso attività come questo compro oro Firenze.
    Le azioni di miniere aurifere sono legate al prezzo dell’oro e, di conseguenza, i loro valori sono influenzati dalle fluttuazioni del mercato dell’oro.
    Tuttavia, investire in azioni di miniere aurifere può essere rischioso, poiché le miniere sono soggette a problemi di produzione, problemi ambientali e cambiamenti normativi.
    Prima di investire in azioni di miniere aurifere, è importante fare una ricerca accurata sulla società in cui si intende investire, valutando la sua solidità finanziaria, la gestione, la produzione e la posizione sul mercato.
    Inoltre, è consigliabile diversificare gli investimenti, non investendo tutto il proprio capitale in un’unica società o settore.
    In sintesi, investire in azioni di miniere aurifere può essere una scelta redditizia se fatta con attenzione e dopo aver approfondito la questione.
    Come sempre, è fondamentale investire solo il denaro che si è disposti a perdere e consultare un professionista del settore prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria.
    Azioni Minerarie Più Redditizie
    Alcune tra le azioni minerarie più redditizie sul mercato italiano includono BHP Group, Rio Tinto e Anglo American.
    Queste società sono tra le più grandi al mondo e hanno una presenza globale che le rende meno suscettibili alle fluttuazioni dei mercati locali.
    Se sei interessato a investire in azioni minerarie, è importante fare la dovuta ricerca e valutare i rischi e i potenziali vantaggi. Inoltre, è sempre una buona idea consultare un professionista del settore finanziario per ottenere consigli personalizzati prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.