In azienda si comincia a parlare di BYOD partendo dai dispositivi.
Quando questi sono inseriti nell’organizzazione, non si può fare a meno di adottare una strategia sul BYOD.
E qui l’universo si divide in due galassie: Apple, con iOS e Google con Android.
In realtà sarebbe opportuno considerare anche BlackBerry e Microsoft, ma in questo ambito specifico, per ragioni diametralmente opposte, sembrano più delle comparse.
Le galassie di cui stiamo parlando sono tra loro molto diverse, in termini tecnologici e per modalità di introduzione in azienda: gli iPhone, normalmente, sono scelti dall’utente e imposti all’azienda; di contro, gli smartphone Android (tipicamente i Samsung Galaxy) sono preferiti dalle aziende su sollecitazione dei carrier che, in occasione dei rinnovi contrattuali, fanno proposte vantaggiose.
Per iPad la situazione è mista: i livelli manageriali lo scelgono e lo adottano autonomamente, imponendolo poi all’azienda, mentre le altre figure aziendali, ad esempio le forze vendita, se li vedono proporre (o imporre…) per ragioni di immagine come dispositivi addizionali rispetto ai notebook già in dotazione.
Al di là delle ragioni per cui si trovano in azienda, i vari dispositivi, una volta presenti, devono essere configurati, integrati, protetti e gestiti in qualche modo.
Per conoscere gli aspetti del Mobile Device Management (MDM), delle soluzioni di infrastruttura e di gestione delle app seguici su: www.byod.it.