Giorno: 23 Febbraio 2020

  • Il fascino intramontabile delle carte geografiche antiche

    Tra i complementi d’arredo più ricchi di fascino, le carte geografiche antiche rappresentano oggi un vero e proprio must in grado di trasformare istantaneamente l’aspetto di ogni ambiente.

    La mappa antica, infatti, coniuga la preziosità di un oggetto d’arte al gusto del meraviglioso tipico della scoperta: per questo, non esiste stile di arredamento che non possa essere valorizzato dalla sua bellezza.

    In più, possedere una carta geografica antica significa dare alla propria cultura un valore aggiunto, sia che ci si dedichi in modo sistematico alla ricerca, sia per gli occasionali riferimenti di cui si possa aver bisogno durante una lettura o una conversazione.

    Sono molti, a tal proposito, gli ambiti che ricevono dalle mappe antiche un supporto insostituibile: non solo la ricerca storica, ma anche la filosofia, la cartografia, le scienze nautiche, la storia dell’arte, l’antropologia e tutte le discipline geografiche.

    La valenza di ogni cartina antica, infatti, non si limita al dato storico-geografico, ma offre altre informazioni di prima mano di grande interesse documentario, dal tipo di proiezione utilizzata alla concezione del mondo conosciuto caratteristica dell’epoca.

    Diverse, quindi, sono le motivazioni che possono portare alla scelta di una particolare cartina antica; non ultima, la pura e semplice preferenza estetica.

    Rispetto alle cartine moderne, molto più pratiche ed essenziali, le carte geografiche dei secoli passati spiccano per la loro propensione alla raffinatezza del decoro e ad uno squisito gusto artistico in grado di colpire l’immaginazione.

    Colori quasi “crepuscolari” ne aumentano la poesia, diffondendo in qualsiasi ambiente un’atmosfera elegante e soffusa. Per questo sono sempre più numerose le persone che scelgono una carta geografica antica come complemento d’arredo glamour per la casa o gli spazi di lavoro.

    Poco importa se l’arredo sia d’antiquariato, classico o minimal: una mappa di questo tipo si sposa alla perfezione con ogni stile e con ogni destinazione d’uso.

    Qualche spunto? Una cartina dell’Italia della seconda metà del Settecento può conferire ad uno studio un po’ datato un nuovo splendore: basta corredarla con una elegante cornice in legno profilata in oro.

    Appesa sopra una chaise longue stile impero, una mappa ottocentesca delle Americhe crea un angolo ricercato e fuori dal tempo; la stessa carta è perfetta per mettere in risalto l’eleganza chic di una camera da letto contemporanea.

    Un’idea originale per un corridoio o un ingresso? Basta coprire un’intera parete con un planisfero cinquecentesco di grandi dimensioni: l’effetto è assicurato!

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  • Otoacariasi del gatto, cos’è e come curarla

    Gli acari dell’orecchio (otoacariasi) rappresentano un problema molto comune nei gatti. Questi piccoli parassiti infestano con più frequenza i gatti randagi, ma possono colpire anche i soggetti che vivono esclusivamente in casa.

    Le loro popolazioni, infatti, sono molto numerose e si spostano agevolmente da un ospite all’altro, transitando su luoghi e oggetti: ciò ne favorisce al massimo la diffusione, rendendo l’otoacariasi estremamente contagiosa.

    Anche se le probabilità di contagio aumentano nei luoghi con scarsa igiene o con molta promiscuità (strade, cortili, colonie feline, gattili, canili e perfino pensioni), basta anche un contatto occasionale o indiretto perché l’animale venga infettato.

    Questa condizione non interessa l’uomo: può trasmettersi solo fra gli animali domestici (gatti, cani e furetti).

    Nel condotto uditivo del gatto, l’acaro (Otodectes Cynotis) trova il suo habitat ideale: una volta stanziato, si ciba dei residui cutanei, delle secrezioni e delle cellule morte, riproducendosi in modo incontrollato e formando un gran numero di colonie.

    Da un canale uditivo all’altro, il passo è breve: per questo, di solito, l’infezione colpisce entrambe le orecchie. Come riconoscerla?

    L’insetto in questione è invisibile ad occhio nudo: la sua presenza può essere rilevata solo da strumentazioni specifiche e da esami accurati.

    Se quindi si sospetta un’otoacariasi, è fondamentale contattare immediatamente il veterinario: un intervento tempestivo, infatti, può scongiurare gravi complicanze in grado di danneggiare l’udito e di causare al gatto inutili sofferenze.

    No anche alle cure fai da te: l’unico modo per debellare l’acaro consiste in una terapia mirata a base di antibiotici e antiparassitari molto specifici, che solo il veterinario è in grado di prescrivere con le modalità, le dosi e i tempi più corretti.

    Ma come si manifesta l’otoacariasi? Il primo sintomo che è possibile notare è il prurito: il gatto si gratta insistentemente l’orecchio per alleviare il fastidio insopportabile prodotto dai morsi degli acari. Altro segnale inequivocabile è l’aspetto delle orecchie.

    In condizioni normali, il padiglione auricolare del gatto è pulito, inodore e di color rosa chiaro; in presenza di acari appare invece arrossato, tumefatto, con sovrabbondanza di cerume nerastro e maleodorante.

    All’esterno, la cute presenta spesso ferite e croste, con tracce di sangue e pus. Se noti quindi questa sintomatologia, rivolgiti subito al veterinario.

    Periodicamente, per prevenire la comparsa (o la ricomparsa) del problema, controlla spesso le orecchie del tuo micio e cura con meticolosità l’igiene degli spazi domestici, lavando e disinfettando frequentemente le cucce, le coperte, le spazzole, i tappeti e i tessili d’arredamento che possono costituire un veicolo per gli acari.

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  • È arrivata la Nutella vegan, ma è solo un jingle

    È onlineYoutube il nuovo jingle karaoke della Nutella vegan, ma non è un jingle ufficiale, né la nutella vegan è realmente in produzione. Si tratta di un’iniziativa dell’artista non-cantante Colline di tristezza per richiedere alla Ferrero la produzione della Nutella vegan, anche se a dire il vero non mancano le alternative cruelty-free della popolare crema di nocciole prodotta dalla società avente sede ad Alba. Nell’appello diretto a Giovanni Ferrero che si può leggere nella descrizione, si fa riferimento alla sempre maggiore attenzione delle persone verso le tematiche etiche ed ambientali e si chiede a Ferrero una svolta e un comunicato pubblico in cui si dica chiaramente se vi è “la disponibilità o meno a produrre una variante vegana della Nutella”. Il jingle karaoke è ascoltabile a questo link https://www.youtube.com/watch?v=U36S2COiaL0

    Non è la prima iniziativa intrapresa dall’artista torinese. Segue infatti ad un’iniziativa simile per richiedere i croissant vegani alla Bauli, popolare azienda veneta tra i leader nel settore della croissanteria e del mercato della ricorrenza e non è escluso che vi siano in futuro altre iniziative verso altri marchi per par condicio.