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  • RC auto: nel Lazio +12,6% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto nel Lazio sono aumentati del 12,27% su base annua arrivando a 673,67 euro, vale a dire circa 74 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, a livello regionale l’incremento è stato molto più contenuto, pari al 4,25%, con valori addirittura in calo in alcune province laziali come Rieti (-8%) e Frosinone (-2%).

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale ed annuale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Latina, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 13,14%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Roma, dove le quotazioni sono aumentate del 12,63%. Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Frosinone (+9,83%), quella di Rieti (2,29%) e quella di Viterbo, dove i premi sono cresciuti di appena lo 0,9%.

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia laziale in cui l’RC auto è risultata essere più cara è quella di Latina, dove il premio medio è arrivato a 693,29 euro. Seguono le province di Roma (684,42 euro) e Rieti (616,06 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Viterbo (518,68 euro) e Frosinone (535,80 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre un milione di preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Elezioni 2023, da Roccagiovine De Pierro guida l’esercito della legalità dell’Italia dei Diritti

    Il presidente del movimento è candidato a sindaco nel borgo della Valle Ustica. Nel Lazio l’IdD è presente in altri 6 comuni.
    Antonello De Pierro

    Roma – La campagna elettorale per le elezioni amministrative 2023 volge al termine e sono tanti i partiti e i movimenti che si stanno sfidando per intercettare il consenso necessario per permettere ai loro candidati di approdare agli scranni disponibili nei consessi consiliari dei comuni interessati dalla competizione.

    Tra questi c’è il movimento Italia dei Diritti – De Pierro, che anche quest’anno ha schierato un esercito di candidati i quali, sulle ali dell’entusiasmo, hanno sposato il progetto etico e legalitario da sempre propugnato dal fondatore e presidente Antonello De Pierro. L’esercito della legalità organizzato nel tempo dal noto giornalista romano ha raggiunto ha assunto ormai dimensioni ragguardevoli e, a prescindere dal numero di eletti (23 consiglieri solo nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale), sono numerosissimi i dirigenti e gli attivisti impegnati constantemente sul territorio a monitorare il rispetto delle norme, pronti a denunciare ogni distorsione rispetto ai canoni comportamentali dettati dalla legge.

    Il sistema dei consiglieri ombra, lanciato ormai da tempo da De Pierro e magistralmente coordinato da Carlo Spinelli, responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale romano, è un faro acceso sull’operato della Pubblica Amministrazione e in particolare sulla gestione politica di quegli enti locali, in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro, non ha eletti nei consigli. E se le maggioranze sono protagoniste di una gestione virtuosa della cosa pubblica, nell’interesse supremo dei corpi collettivi avranno sempre il favore della compagine che fa capo a De Pierro, nel caso contrario dovranno subire la critica dura da parte dei suoi esponenti, i quali si muovono nel solco tracciato dalla linea politica del loro leader, fedele sempre all’alveo concettuale della tolleranza zero, senza sconti per nessuno. Un sistema operativo ormai consolidato, che permette un’azione efficace a prescindere dal fatto che i consiglieri siano eletti o meno, dando in pasto all’opinione pubblica quegli amministratori non ritenuti adeguati a soddisfare le istanze dei cittadini. Una forza sempre crescente grazie alle numerose adesioni che quotidianamente si registrano, da parte di persone che vedono nell’IdD non una speranza di cambiamento, ma una certezza, come si nota ogni giorno nei fatti e non in una sterile retorica da propaganda, come accade per altre forze politiche, a cui i cittadini non credono più.

    In occasione delle elezioni amministrative di quest’anno i tanti candidati che hanno trovato posto nelle liste dell’Italia dei Diritti – De Pierro sono impegnati sui territori per le battute finali di una tornata elettorale avvincente, specie nel Lazio, dove le liste presentate sono 7, divise tra i territori provinciali di Roma, Latina, Frosinone e Rieti. A Cervara di Roma il movimento schiera Fabrizio Romano, medico di grande fama, originario di Affile, con un forte legame col territorio cervarolo. Nel Reatino sono 3 i comuni in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro è presente, Rocca Sinibalda, Belmonte in Sabina e Varco Sabino. Tutte donne le candidate a sindaco, che sono rispettivamente Paola Torbidoni, responsabile provinciale per la Tutela degli Animali e già consigliera a Rocca Canterano, Teresa Trerotola, storica esponente del movimento e già consigliera a Vallepietra, e Irene Pastore, elemento di spicco dell’IdD, nel cui organigramma ricopre il ruolo di responsabile provinciale per la Scuola e l’Istruzione, dove mette in campo tutta l’esperienza maturata come docente. A Filettino, in provincia di Frosinone, ad aspirare alla poltrona di sindaco per l’Italia dei Diritti è un’altra donna, Monica Persiani, nota per essere la cantante del gruppo Milk and Coffee, come a Campodimele, il paese dei centenari in provincia di Latina, dove è schierata la celebre hair stylist Andrea Paola Iannotti, la cui candidatura ha fatto molto parlare nel capoluogo pontino.

    Ma i riflettori sono puntati maggiormente su Roccagiovine, dove a scendere in campo è il numero uno dell’IdD Antonello De Pierro, che, dopo aver trascorso 5 anni molto produttivi da capogruppo, insieme a Paolo Nanni, Dantina Salzano e Aurelio Tartaglia, tra gli scranni consiliari, in cui un’opposizione a volte dura, ma costruttiva, ha sollecitato la maggioranza a realizzare molte delle proposte promananti dall’IdD, si ripresenta agli elettori candidandosi a guidare il grazioso borgo della Valle Ustica. Una candidatura a primo cittadino in afferenza alla quale è stata scelta la strada più difficile, sfidando le logiche del voto familiare, che sono dure a morire e sono un vero cancro, specie nei piccoli comuni, dove la competenza viene sacrificata sull’altare dei legami parentali. Infatti De Pierro è da sempre un acerrimo nemico di queste logiche, che puntano a una scelta delle candidature basata sull’ampiezza del parentado, con la conseguenza disastrosa di produrre delle maggioranze consiliari. i cui membri, spesso inadatti al munus, assumono il ruolo di meri figuranti, i quali si esibiscono in automatiche alzate di mano, senza che nel corso di una consiliatura abbiano mai proferito parola. E per coerenza, pur avendo ottenuto la disponibilità da parte di vari residenti a candidarsi nella lista dell’Italia dei Diritti, ha preferito proporre figure esterne, scelti per lo più tra gli esponenti provinciali del movimento. A iniziare dai vice segretari provinciali Marco Zoppini e Antonio Steggi, i quali figurano in lista rispettivamente al secondo e al terzo posto, dietro al capolista, il consigliere uscente Paolo Nanni, mentre nei posti successivi figura l’altro uscente Aurelio Tartaglia. A completare la squadra, Massimiliano Proietti, che è l’unico candidato originario di Roccagiovine, Enrico Pernié, originario di Vicovaro e vice responsabile del movimento per Tivoli e Guidonia Montecelio, Massimo d’Offizi, responsabile per Palestrina, la nota sindacalista Graziella Pais, attivista del movimento, e per chiudere Fabrizio Casciano e Giancarlo Pelorosso, molto vicini alla formazione politica capeggiata dal giornalista romano.

    Il leader dell’Italia dei Diritti – De Pierro, ancorché fortemente penalizzato dalle conseguenze fisiche della vile e grave aggressione subita lo scorso marzo a Roma mentre si recava in Campidoglio, a seguito della quale era stato trasportato in ospedale in codice giallo per trauma cranico occipitale, sta girando in lungo e in largo per sostenere i vari candidati seppure molto impegnato a Roccagiovine, dove si sta giocando una partita molto importante per l’intera Valle dell’Aniene, essendo il giornalista romano un punto di riferimento per molti amministratori locali.

    E proprio da Roccagiovine guida le liste composte da tanti esponenti di quello che chiama l’esercito della legalità, tra cui spiccano, oltre ai candidati a sindaco, Maria Condrò, già consigliera e responsabile per il I Municipio di Roma, Marina Tavano, responsabile epr il III Municipio di Roma, Emanuela Ranaldi, vice responsabile per il IX Municipio di Roma, Giancarlo Villani, vice responsabile per il V Municipio di Roma, Ylenia Massimini, responsabile per l’area del Lago di Bracciano, Alexsia Crialesi, vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio, Simona Zanella, vice responsabile per il VII Municipio di Roma, e i giovanissimi attivisti del movimento Federico Montalbotti e Christian Egidi, quest’ultimo ex calciatore del Frosinone, tutti naturalmente investiti del ruolo di consiglieri ombra e delegati a denunciare ogni distorsione riscontrata nell’espletamento delle attribuzioni mansionali da parte di chi gestisce la cosa pubblica .

  • Valle Aniene, è Antonello De Pierro l’amministatore locale italiano più seguito sui social

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, con 181.000 follower, è 74esimo nella classifica dei politici nazionali più seguiti sulle pagine Facebook e oggi primo per trend di crescita, sopra Meloni e Berlusconi


    Roma – E’ ormai nota l’importanza dei social network nella comunicazione politica, in cui partiti e big, ma non solo, investono molto al fine di mantenere un contatto costante con i loro follower, che interagiscono sempre di più con i politici che seguono, spesso anche in maniera critica.

    In particolare, il social network su cui puntano maggiormente gli esponenti della politica italica è Facebook, seguito a ruota da Twitter. Il numero di seguaci che un politico riesce a ottenere sulla sua pagina Facebook è ormai diventato un indice di riferimento per valutare la sua presenza sui social, circostanza che è ormai considerata fondamentale anche in occasione delle campagne elettorali, dove ci si affida sempre più alla logica dell’algoritmo per raggiungere gli elettori e racimolare consenso. Esiste un sito dal nome Politica su Facebook , che riporta la speciale classifica, aggiornata quotidianamente, delle pagine dei politici italiani per numero di follower. A oggi, scorrendo lo sguardo sull’elenco si notano sul podio il segretario della Lega Matteo Salvini al primo posto con 5.036.068, il capo politico del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al secondo con 4.510,627 e la leader di Fratelli d’Italia e presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni al terzo, l’unica che fa registrare un trend in crescita (+1002), mentre i primi 2 sono in emorragia di follower (rispettivamente – 352 e – 798). Ma continuando a leggere nella top ten, da cui, dopo le elezioni politiche è sparito Luigi Di Maio, ci si imbatte in nomi interessanti e a volte sorprendenti. Al quarto posto figura Vittorio Sgarbi con 2.389.676, poi Beppe Grillo con 1.741.902, Gianluigi Paragone con 1.624.802, Alessandro Di Battista con 1.606.283, il presidente della Campania Vincenzo De Luca con 1.519.752, il leader di Italia Viva Matteo Renzi con 1.134.945, mentre al decimo posto chiude Silvio Berlusconi con 1.131.814.

    Tra i vari esponenti della politica nazionale, che si avvicendano nella classifica, al 74esimo posto campeggia Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro con 180.995 folloower, che oggi ha un sorprendente trend in crescita pari a 1.710 follower, riferito all’ultima settimana, che lo colloca al primo posto, sopra le europarlamentari leghiste Silvia Sardone e Simona Baldassarre, rispettivamente con 1.468 e 1.220. Sotto al podio si scorgono il deputato e sottosegretario leghista Massimo Bitonci con 1.138, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, solo 5^ con 1002, Silvio Berlusconi (6°con 907) e il deputato di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli (7° con 818). E ancora, tra gli altri, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein con 696, il governatore del Veneto Luca Zaia con 486, Gianluigi Paragone con 353, Nicola Fratoianni con 320, Alessandro Di Battista con 318, Imma Battaglia con 292, Marco Rizzo con 286 e Carlo Calenda con 274.

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    Evidentemente l’incessante attività politica del giornalista romano, che da sempre si batte a favore dei diritti delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, l’ha fatto apprezzare tanto che oggi il suo seguito sulla pagina Facebook è di circa lo 0,3 % della popolazione italiana e supponendo che tutti i follower fossero elettori, in base al numero dei votanti registrati alle scorse elezioni politiche la percentuale salirebbe a circa lo 0,6 %. Un risultato che premia un intenso lavoro da giornalista, che l’ha visto alla direzione di Radio Roma per 10 anni, di Italymedia.it e di altre testate locali, prima di dedicarsi quasi esclusivamente alla politica e fondare il movimento Italia dei Diritti-De Pierro, lanciando un progetto etico e legalitario, che ha permesso di eleggere decine di consiglieri in seno a molti consigli comunali. Un impegno iniziato tra le file dell’Italia dei Valori, dove ha anche ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa a Roma. Fu allora che decise di creare un nuovo soggetto politico, che ben presto raccolse adesioni in tutta Italia. Nel 2013, decise di seguire Massimo Donadi e Nello Formisano, i quali erano confluiti nel progetto denominato Centro Democratico, promosso da Bruno Tabacci, con cui si candidò al Senato nella circoscrizione Molise, in quota Italia dei Diritti. La legge elettorale dell’epoca assegnava al Molise l’elezione di 3 deputati e 2 senatori. Insieme a De Pierro per quei 2 posti concorrevano anche Silvio Berlusconi nella lista del Popolo della Libertà e Roberto Ruta in quella del Partito Democratico, risultati entrambi eletti. Ma il leader dell’Italia dei Diritti ha sempre rivendicato una straordinaria circostanza: in alcuni comuni della provincia di Campobasso, in cui il movimento aveva più seguito, Centro Democratico ottenne più voti al Senato, dove gli elettori erano in numero minore, essendo previsto il diritto di voto a 25 anni, che alla Camera, la cui lista vedeva capolista Bruno Tabacci, capo politico di Centro Democratico. La grande abnegazione con cui De Pierro affronta a testa alta ogni distorsione sociale, sempre alla ricerca della legalità e denunciando ogni accenno di illiceità l’ha portato a essere molto esposto e pertanto soggetto a ritorsioni. Come a gennaio del 2007, quando, a seguito di alcuni esposti presentati per degli abusi edilizi, i destinatari, che, come ha poi ampiamente dimostrato De Pierro, avevano goduto di omissioni istituzionali,accompagnarono con la loro automobile, sotto casa sua, il noto boss mafioso di Ostia Armando Spada. Nell’ormai nota vicenda De Pierro fu minacciato di morte e aggredito dallo Spada insieme a suo fratello e finì in ospedale. Poi per l’Italia dei Diritti-De Pierro sono iniziate le esperienze amministrative, una fra tutte quella del 2016 ad Ariccia, dove De Pierro volle candidare a sindaco Luisa Sallustio, la dimissionaria presidente Pd del consiglio comunale. La lista Idd, che vedeva come capolista l’attuale segretario provinciale romano Carlo Spinelli,, ottenne un dignitoso 3,4 %, risultato che spinse poi il direttivo a proseguire sulla strada delle elezioni amministrative , ottenendo molti eletti nei comuni, tra cui lo stesso De Pierro, candidato a sindaco a Roccagiovine, è entrato in opposizione a guidare il gruppo IdD, fino ad arrivare alle scorse elezioni politiche, dove lo stesso giornalista, a seguito di vari accordi politici, aveva ottenuto la candidatura in un collegio uninominale semiblindato alla Camera, con elezione quasi certa, sfumata poi per divergenze interne con il partito che l’avrebbe ospitato in quota Italia dei Diritti-DePierro.

    La battaglia a favore dei vaccini, che lo vede impegnato da oltre 2 anni, l’ha esposto a reiterati insulti e minacce, che non si sono mai placati, ma gli ha fatto indubbiamente acquisire consenso. Come un attacco ricevuto da Matteo Salvini, che l’aveva definito “povero ominicchio” da tutti i suoi profili social, lo ha reso bersaglio di vari insulti e critiche da parte di tanti sostenitori leghisti, compresi alcuni parlamentari, ma l’ha reso meritevole di solidarietà da parte di quanti fossero contrari alla politica del leader leghista, o quantomeno avessero ritenuto il suo attacco inopportuno. Come una critica mossa nei confronti del calciatore della As Roma Nicola Zalewski ha suscitato l’indignazione da parte di tanti tifosi giallorossi, con insulti e minacce anche gravi, che l’hanno costretto a recarsi a Poli scortato in occasione di una manifestazione calcistica. Tutti episodi che hanno esposto il numero uno dell’Italia dei Diritti – De Pierro ad atti di violenza, ultimo quello subito lo scorso 17 marzo a Roma, mentre si recava in Campidoglio, quando, per motivi ancora da accertare, è stata distrutta l’autovettura che lo trasportava, ha subito un trauma cranico alla regione occipitale e, prontamente soccorso, è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

    Ma prima di tutto il merito va al lavoro svolto da tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti – De Pierro sul territorio, eletti e non, i quali, magistralmente coordinati dal responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale di Roma Carlo Spinelli, svolgono un’attività costante nell’interesse dei corpi collettivi. Da quando De Pierro ha lanciato l’iniziativa dei consiglieri ombra tutte le amministrazioni hanno i riflettori accesi sul loro operato e pertanto se non sono virtuose, a giudizio degli esponenti Idd, sono costrette a subire la critica dei rappresentanti del movimento, sia che siedano sugli scranni istituzionali, sia che non siano presenti nelle aule dibattimentali.

    Grazie al numero di circa 181.000 follower raggiunto su Facebook (su Twitter ne conta circa 77.000) il giornalista presidente dell’IdD, che attualmente oltre a essere capogruppo in consiglio a Roccagiovine è anche consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo dell’Italia dei Diritti-De Pierro presso la X Comunità Montana dell’Aniene, ancorché al momento commissariata , si laurea come l’amministratore locale più seguito sui social in Italia.

    La sua 74esima posizione in classifica, con 180.995 follower registra il suo maggior seguito sui social rispetto a vari big, tra cui il neo eletto governatore del Friuli – Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, 76esimo, che conta 164.426 follower, Marco Cappato, 82esimo, con 154.204, Nicola Fratoianni, 83esimo, con 153.788, Riccardo Fraccaro, 85esimo, con 151.208, Enrico Letta, 86esimo, con 150.902, Federico Pizzarotti, 89esimo, con 147.318, Marco Rizzo, 90esimo, con 146.880, il presidente della Repubblica Sergio Mattarela, 96esimo,con 139.042, Teresa Bellanova, 98esima , con 137,263 e Massimiliano Smeriglio, 110esimo, con 122.716. E scorrendo ancora la classifica si scorgono il ministro Raffaele Fitto, in 112esima posizione con 121.606 follower, il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana in 113esima con 119.621, Elisabetta Gardini in 114esima con 118.080, mentre solo 118esima, con 114663, per Monica Cirinnà, 119esima, con 113.717, per l’europarlamentare leghista Antonio Maria Rinaldi e 120esima, con 112.621, per il ministro Francesco Lollobrigida. Ancora più distaccati altri big come Davide Faraone (122esimo), Vincenzo Spadafora (124esimo), Emma Bonino (125esima), Federica Mogherini (129esima), Maurizio Gasparri (130esimo), Simone Pillon (134esimo), Pierpaolo Sileri (135esimo), Paolo Gentiloni (136esimo), Andrea Orlando (139esimo) e il presidente del Senato Ignazio La Russa addirittura 144esimo con 96.191. Tra gli amministratori locali solo un 149esimo posto, con 92.893 follower per il sindaco di Firenze Dario Nardella, 159esimo, con 86.684 per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e 160esimo, con 85813, per quello di Palermo Leoluca Orlando, comunque in posizione migliore rispetto a big del calibro di Antonio Tajani (163esimo), Roberto Giachetti (164esimo) e Dario Franceschini (172esimo).

  • Liste civetta, De Pierro risponde a Rieti Life e a Fabio Melilli

    Dopo l’articolo apparso sulla testata reatina e le dichiarazioni del deputato del Partito Democratico il presidente del movimento Italia dei Diritti si pronuncia deciso sull’argomento

    Antonello De Pierro

    Roma – In occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo 12 giugno anche quest’anno, in sede di presentazione delle liste, c’è stato chi è tornato a parlare di liste civetta. E puntualmente, in maniera esplicita o più velatamente, qualcuno ha eletto a bersaglio il movimento Italia dei Diritti, la compagine politica che fa capo al giornalista romano Antonello De Pierro, noto alle cronache anche per essere stato vittima in passato di un’aggressione da parte del boss di Ostia Armando Spada.
    Fabio Melilli
    Tra i tanti figura la testata reatina Rieti Life, che, in un articolo dal titolo “Casaprota, 5 liste per 700 abitanti. Ecco tutti i candidati a sindaco e a consigliere”, facendo apoditticamente riferimento alla lista IdD, pur non citandola, e sottolineando la circostanza che vede “una lista” contenere “molti nomi che si sono candidati in un altro comune ma con un altro candidato sindaco”, afferma che “sì può fare, ma ovviamente torna alla mente l’appello del deputato Melilli sulle liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni”. Ma in cosa consiste il richiamato appello del deputato Melilli? E’ stato proprio Rieti Life a pubblicarlo, qualche ora prima del prefato articolo su Casaprota. Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti dal 2004 al 2012 e segretario regionale del Partito Democratico nel Lazio dal 2014 al 2018 aveva dichiarato: “Come accade ormai da qualche anno anche in questa tornata di elezioni amministrative i nostri piccoli comuni, sono invasi da liste di soggetti sconosciuti alle comunità e composte per lo più da militari in servizio. Il periodo di congedo, previsto per legge per chi si candida, spinge alla presentazione di liste e di candidati a Sindaco solo per avere la possibilità di non recarsi al lavoro per più di un mese. Tutto ciò, oltre a determinare un aggravio di lavoro per gli uffici comunali, mortifica ed offende le comunità che vengono utilizzate per esclusivi fini privati. Credo sia arrivato il tempo di porre fine a tali comportamenti a salvaguardia della dignità delle istituzioni e dei nostri comuni”.

    Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia dei Diritti, che è intervenuto sulla questione per bocca del suo presidente De Pierro, capogruppo a Roccagiovine, consigliere in seno all’Unione deì Comuni Valle Ustica e già capogruppo IdD nel consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente comnissariata. Il leader del movimento non le manda a dire e rispedisce al mittente ogni accusa di lista civetta: “E’ arrivata l’ora di finirla di etichettare il nostro movimento come lista civetta. E’ già successo in passato, pur avendo ampiamente dimostrato il contrario sul campo, e in questo caso mi rivolgo soprattutto alla testata Rieti Life. E’ stato scritto che in 2 liste compaiono molti nomi simili. Infatti è accaduto nelle nostre liste a Casaprota e a Nespolo. In merito c’è una previsione normativa specifica che prevede la candidatura della stessa persona in non più di 2 comuni e noi ci siamo attenuti al dettato della norma. A quanto pare sembra sia bastata questa congiuntura per far tornare alla mente al redattore della testata reatina il concetto di ‘liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni’. L’aver concesso ad alcuni candidati ritenuti più validi la doppia possibilità di elezione è bastato a rispolverare l’assunto concettuale che è espresso dal binomio liste civetta. Forse si ignora che ciò avviene a volte anche nelle file di grossi partiti a Roma, dove, per esempio, ci sono candidati al Comune, i quali figurano anche nelle liste municipali e spesso in ben 2 municipi. Per ciò che afferisce al richiamo alle parole del deputato Fabio Melilli, parlando di noi credo sia alquanto improprio e inopportuno. e voglio sperare che quest’ultimo non facesse riferimento al nostro movimento. In ogni caso se qualcuno ci etichetta come lista civetta non sa davvero di cosa parla. La realtà fattuale che ci vede protagonisti nei territori dice esattamente il contrario. Nei comuni del perimetro territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale abbiamo eletto ben 23 consiglieri e tutti si sono distinti fin dall’inizio per l’impegno profuso nell’onorare l’attribuzione mandataria ricevuta tramite l’espressione di voto da parte degli elettori. Se altre liste si comportano diversamente non è una cosa che ci riguarda, l’importante è che il comportamento che pretendiamo dai nostri candidati, specie se poi vanno a sedere sugli scranni delle assise consiliari, si traduce in una manifestazione esemplare di rispetto per le istituzioni e di conseguenza per i corpi collettivi che queste rappresentano. Abbiamo invece assistito a esternazioni comportamentali da lista civetta proprio da parte di compagini elettorali formate da candidati locali, con sindaci eletti che si sono dimessi dopo qualche giorno condannando i comuni al commissariamento. E nemmeno mi pare che i nostri eletti si siano candidati, come afferma Melilli riferendosi alle ‘liste di soggetti sconosciuti alle comunità’ e composte per lo più da militari in servizio’, offendendo e mortificando ‘le comunità che vengono usate per esclusivi fini privati’. Voglio pensare che Melilli non si riferisse a noi, perché in caso contrario siamo noi a essere mortificati e offesi di fronte a una lapalissiana mistificazione della realtà fenomenica e pretendiamo delle scuse. In centinaia di nostre liste sono stati finora candidati solo 2 militari, un sottufficiale della Marina Militare, che risponde al nome di Marco Zoppini ed è uno dei punti di forza sotto il profilo politico informatico del nostro movimento e negli anni scorsi un carabiniere. E’ stato candidato qualche poliziotto, di cui 3 sono stati eletti, onorando con tutti i crismi il mandato e facendo registrare la loro presenza a ogni convocazione , ma Melilli dovrebbe sapere che i poliziotti non sono militari, ancorché sia prevista l’applicazione d’ufficio dell’istituto dell’aspettativa e non del congedo, come lui erroneamente lo chiama, che è tutta un’altra cosa. Ma tra i nostri eletti figurano soprattutto 2 commercialisti, Dario Domenici e Maria Condrò, 2 infermieri, Massimo Pacico e Teresa Trerotola, un assicuratore, Sandro Taraborrelli, un’ex hostess dell’Alitalia, Paola Torbidoni, un medico, Marco Del Monaco, 2 imprenditori, Angelo Lori e Tony Gallo, una docente, Angela Malaspina, una lavoratrice precaria, Sabrina Ragucci, un ex ispettore capo della Polizia di Stato, Francesco Palmisano, un’eccellenza nel diritto amministrativo e candidato senza usufruire di alcuna aspettativa, un pensionato delle Poste Italiane, Aurelio Tartaglia, un pensionato del Cotral, Angelo Barnaba, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, impiegato nel campo della tutela ambientale , un impiegato del Ministero dei Beni Culturali, Roberto Porcacchia, un impiegato di un’azienda privata, Giovanni Ziantoni. Tutti i nostri eletti sono impegnati quotidianamente sul territorio e quasi mai sono stati assenti a una seduta consiliare. Molti di loro peraltro non sono estranei ai territori che rappresentano, ma vivono in loco o nei dintorni. Pertanto ogni tentativo di screditarci con la definizione di ‘lista civetta’ è smentito dai fatti e può essere tranquillamente rispedito al mittente. La verità è che non siamo graditi proprio perché troppo presenti e soprattutto competenti. Per fortuna non a tutti. Molti amministratori locali intelligenti hanno colto al volo la straordinaria opportunità da noi rappresentata e hanno recepito il nostro proporci ad adiuvandum. E sono nate delle importanti e proficue collaborazioni, che hanno arricchito le comunità di un valore aggiunto e non hanno certo leso ‘la dignità delle istituzioni’ e dei ‘comuni’, per riprendere ancora il concetto espresso da Melilli. Non ci faremo intimidire da nulla e da nessuno. Il nostro esercito in continua crescita di esponenti e attivisti continuerà a salvaguardare i principi fondanti del movimento, basati sulla legalità, sulla giustizia e sull’etica. Continueremo ad apprezzare e a fare un plauso a tutte le maggioranze virtuose e terremo accesi i riflettori su chi non è in grado di porre in essere un’efficace azione gestionale. Sono gli amministratori incapaci, che siano del luogo o meno, a offendere e mortificare le comunità che rappresentano, spesso costrette a subire per mancanza di una valida alternativa una gestione insufficiente o inerte della cosa pubblica, spesso dettata da una sola persona e avallata dal voto di maggioranze di figuranti, i quali si limitano per 5 anni ad alzare la mano per votare, obbedendo come scimmie ammaestrate agli ordini di scuderia. Che piaccia o no con l’Italia dei Diritti queste aberrazioni istituzionali non passeranno più inosservate. Le amministrazioni non virtuose dovranno rassegnarsi a subire la nostra critica mirata a svegliare le coscienze anestetizzate del tessuto collettivo. Infatti da quando abbiamo lanciato l’iniziativa denominata ‘opposizione ombra’ sarà pressoché ininfluente la nostra presenza o meno nei consessi consiliari, ma i nostri consiglieri ombra denunceranno con tutti i mezzi mediatici disponibili le lacune amministrative. La pacchia è finita”.

  • Elezioni 2022, la battaglia per la legalità di De Pierro a Casape, Camerata Nuova, Nespolo e Casaprota

    Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano, anche quest’anno lancia la sfida per le amministrative, con la novità dei consiglieri ombra
    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo 2 anni in cui le elezioni amministrative sono state rinviate a causa dell’emergenza pandemica indotta dalla diffusione del contagio da virus Sars-Cov2, responsabile della patologia Covid 19, alla cui presenza abbiamo dovuto, nostro malgrado, abituarci, il ritorno alle urne in occasione dell’appuntamento elettorale del prossimo 12 giugno, che vedrà il rinnovo di molti consigli comunali, ritorna ad aver luogo nella canonica fascia temporale che va dal 15 aprile al 15 giugno.

    Anche quest’anno il movimento Italia dei Diritti, già in passato protagonista di ottimi risultati, specie nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e in particolar modo della Valle dell’Aniene, tanto da vantare il primato di lista con più eletti a livello provinciale romano nei paesi sotto i 15.000 abitanti, ha schierato la sua squadra e si prepara a un’avvincente campagna elettorale . Qualche giorno fa, presieduto da Carlo Spinelli, segretario provinciale di Roma e capogruppo a Capranica Prenestina, con la partecipazione del presidente del movimento Antonello De Pierro, si è svolto il direttivo provinciale, che ha approvato all’unanimità le liste poi successivamente presentate. La compagine che fa capo al giornalista romano, noto per le tante battaglie combattute a beneficio delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, specie nel decennio trascorso da direttore di Radio Roma, e per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del famigerato boss Armando Spada, anche quest’anno ambisce a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella competizione amministrativa in atto, specie dopo che il leader ha lanciato ovunque l’iniziativa denominata “opposizione ombra”, mirata a lodare le amministrazioni virtuose e a criticare duramente quelle che non riescono a soddisfare le esigenze dei corpi collettivi. Ed è così che il simbolo dell’Italia dei Diritti campeggia nei manifesti elettorali di Casape e di Camerata Nuova nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Casaprota e Nespolo nel Reatino. Una crescita territoriale ormai inarrestabile per la squadra di De Pierro, che ogni giorno registra nuove adesioni da parte di cittadini entusiasti del progetto politico dell’IdD, i quali hanno voglia di mettersi in gioco e impegnarsi per garantire il rispetto delle norme giuridiche, ma anche morali, spesso disattese da chi amministra la cosa pubblica, producendo attività gestionali insufficienti a garantire pienamente la tutela degli interessi dei cittadini.

    L’impegno futuro dell’IdD è rappresentato da candidati sindaci accuratamente selezionati, persone competenti che da Primi Cittadini saranno capaci di fare la differenza e attuare quel cambiamento annunciato da tempo dal presidente De Pierro, che nei territori già si sta appalesando, ancorché gli eletti siano all’opposizione. A Casape a scendere in campo è Carlo Collarino, commissario della Squadra Mobile della Questura di Roma e personaggio emblematico del mondo sindacale della Polizia di Stato, prima col Siulp, poi con la Uil Polizia e ora con l’Usip. A sostenerlo una squadra di tutto rispetto in cui spiccano, tra gli altri ,il capolista Marco Zoppini, esperto informatico della Marina Militare, Antonio Steggi, vice segretario provinciale di Roma dell’Italia dei Diritti e noto esponente sindacale dell’Atac, la commercialista Maria Condrò, già consigliera del movimento a Sambuci, il vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio Enrico Pernié e Monica Persiani, cantante dello storico gruppo musicale Milk and Coffee. E proprio a Casape non passa inosservata una candidatura voluta fortemente da De Pierro, quella del candidato più giovane d’Italia, 18 anni appena compiuti. Si tratta di Christian Egidi, studente liceale e giovane promessa del calcio, militante nel Tivoli, il quale sogna di seguire le orme del già celebre calciatore della As Roma Nicola Zalewski, nato a Tivoli e cresciuto a Poli, comune che confina proprio con Casape. Egidi è il figlio di Monica Persiani ed è candidato con l’IdD anche a Camerata Nuova, dove sua madre guida al primo posto una lista che sostiene la candidatura a sindaca della nota pittrice e giornalista Ester Campese, responsabile provinciale di Roma per la Cultura e responsabile territoriale per il IX Municpio. E a Camerata Nuova è presente in lista anche qualcun altro dei candidati di Casape. Da Marco Zoppini ad Antonio Steggi, da Maria Condrò, a Enrico Pernié, da Massimo D’Offizi a Emanuele Di Gianfelice.

    A Casaprota, in provincia di Rieti, la candidata sindaca dell’Italia dei Diritti è Irene Pastore, di professione docente e titolare, nell’organigramma del movimento, dell’attribuzione mansionale di vice responsabile provinciale romana per la Scuola e l’Istruzione e responsabile territoriale per il XV Municipio. Capolista è l’attivissimo Giancarlo Villani, responsabile per il V Municipio di Roma, mentre scorrendo la lista ci si imbatte nell’infermiera in pensione Letteria Anastasi, nel giovane Emmanuele Di Leo, già candidato alle scorse elezioni comunali di Roma con un’ottima cifra elettorale,sebbene non risultato eletto, e in Manolo Bencivenghi, laureato in giurisprudenza e poliziotto presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino. A Nespolo il movimento punta su un candidato sindaco che è ormai una garanzia sotto il profilo della gestione amministrativa. Risponde al nome di Paolo Nanni e di professione fa il poliziotto presso la Polizia Stradale di Carsoli. E’ stato eletto con la lista Italia dei Diritti nel 2018 a Roccagiovine, dove è attualmente consigliere, insieme al presidente De Pierro, il quale nella circostanza era candidato a sindaco. Prima di approdare al movimento capeggiato dall’ex direttore di Radio Roma Nanni era già stato consigliere comunale.

    Piena soddisfazione è stata espressa da De Pierro, il quale ha sottolineato l’esponenziale incremento consensuale e di adesioni, che stanno facendo dell’Italia dei Diritti una realtà politica sempre più presente sul territorio.

    “Sono molto soddisfatto — ha esordito — dei risultati che il nostro movimento sta facendo registrare. Quotidianamente ci contattano cittadini, i quali, lamentando inefficienze amministrative, ci incoraggiano a continuare nella nostra azione politica. E finché una sola persona avrà bisogno del nostro ausilio, o quantomeno della nostra vicinanza, noi ci saremo. Qualcuno tra gli amministratori locali non gradisce la nostra presenza, ma con la maggior parte abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. C’è chi, qualche volta, ha cercato di ostacolarci con mezzi che francamente non esito a definire ridicoli e dilettantistici, da politicanti paesani, con una visione politica pressoché inesistente, in occasione delle elezioni amministrative. Sorrido di fronte a tutto ciò perché credo che abbiamo ampiamente dimostrato che il fatto di sedere, o meno, sugli scranni consiliari, è assolutamente ininfluente rispetto al dispiegamento di efficacia della nostra incessante macchina operativa. Lo era prima, ma lo è ancora di più ora che , da qualche tempo, abbiamo ufficializzato quella che abbiamo definito “opposizione ombra”. Siamo felici di avere ottenuto nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale 23 eletti, di cui 20 nella sola Valle dell’Aniene, e lo siamo ancora di più quando ci accorgiamo che molti sindaci e consiglieri apprezzano la nostra presenza ritenendoci un valore aggiunto. Ma il nostro fiore all’occhiello è rappresentato da un esercito, in continua espansione, di centinaia di consiglieri ombra, i quali tengono puntati i loro riflettori critici sull’operato delle amministrazioni, pronti a denunciare ogni inefficienza istituzionale, ma altresì a valutare positivamente le gestioni virtuose. In conclusione chi amministra bene non avrà nulla da temere, ma riceverà il nostro plauso. Se qualcuno non è in grado di mettere in atto un’azione gestionale soddisfacente dovrebbe avere il coraggio di rinunciare. D’altronde nessuno obbliga qualcuno a candidarsi. Se non lo farà dovrà rassegnarsi a subire la nostra disapprovazione, che giungerà puntuale e pungente. Siamo stufi di vedere i corpi collettivi in balia di incapaci, con gruppi di maggioranza composti da consiglieri che per l’intero mandato si limitano ad alzare la mano, a volte perfino inconsapevoli di cosa stiano votando, seguendo come scimmie ammaestrate gli ordini di scuderia. Sono quelle che io chiamo maggioranze di ‘figuranti’, che a volte, ancora peggio, seguono le indicazioni di chi, a sua volta non è idoneo ad amministrare adeguatamente gli enti a beneficio della collettività. E il nostro progetto, certamente ambizioso, ma non irrealizzabile, mira proprio a un ricambio in termini qualitativi di chi siede nelle assise consiliari”.

  • È online la mostra “L’eco di una pittura simbolista” di Raffaele Frizzarin

    Talentuoso e promettente artista emergente Raffaele Frizzarin sta compiendo un percorso evolutivo molto qualificante e avvalorante e sta portando avanti un progetto, che si allinea e si congiunge in perfetta sinergia con le visioni figurative di moderna impostazione, pur conservando l’imprinting connesso a quella tradizione figurale sempre valida e intramontabile, dalla quale attinge e trae utili spunti di riferimento e di stimolo ispirativo. In merito alla mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini e intitolata “L’eco di una pittura simbolista” la Dott.ssa Gollini ha espresso delle significative riflessioni a elogia affermando: “Raffaele è senza dubbio sulla buona strada e merita di essere supportato e sostenuto. La sua arte è densa di narrazione sostanziale, che rafforza la sintesi formale, dove il disegno raggiunge una portata elevata e diventa protagonista indiscusso dell’intera composizione strutturale. Raffaele si lascia guidare dalla fervida e vivace fantasia e trova soluzioni molto convincenti, curate nel minimo dettaglio e realizzate con doviziosa precisione e certosina metodologia. Ogni opera richiede tempi di preparazione ideativi e progettuali molto impegnativi e un’applicazione esecutiva prolungata. Raffaele si prodiga con slancio e trasporto appassionato e la sua vocazione pura e autentica si percepisce in modo prorompente. Per Raffaele l’arte è magia di vita, è essenza speciale senza la quale non potrebbe sentirsi appagato e gratificato. L’arte diventa un medium potentissimo per richiamare l’eco di tutta quella affascinante e intrigante simbologia, che affiora in superficie e si fonde ad intreccio armonioso con l’intera orchestrazione. Questo eco si propaga e si diffonde con delicata e soave poesia aulica di sottofondo, non è mai una componente di disturbo, ma anzi si accorpa al meglio con l’afflato emotivo ed emozionale scaturito dall’indole sensibile e sentimentale di Raffaele. Da sempre l’arte in tutte le sue variegate ed eterogenee declinazioni e manifestazioni visionarie si avvale dell’eco simbolista e lo trasforma traslandolo in elemento distintivo e caratterizzante per offrire allo spettatore un ulteriore bacino interpretativo da cui poter espandere ed estendere le proprie chiavi di lettura e di comprensione. Sulla scia di questa antichissima tradizione, che mette in primo piano il simbolismo e la simbologia, anche Raffaele predilige una pittura di matrice simbolica e codifica il registro linguistico e la mimesi semantica seguendo una dinamica cifrata molto ricercata e accattivante, che conquista e attrae da subito lo spettatore e lo conduce nei meandri, nelle pieghe e negli anfratti simbolici e metaforici sempre inattesi e sorprendenti, mai scontati e mai banalmente ripetitivi. Perché, per Raffaele la pittura è in primis un valore cardine a livello contenutistico e come tale deve sempre avere dei risvolti profondi e pregnanti insiti e sottesi ed essere una stupefacente meravigliosa rivelazione”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/eco-pittura-simbolista-raffaele-frizzarin

  • De Pierro, Italia dei Diritti a Marcetelli per vincere

    Il presidente del movimento, che schiera Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco, ritorna sulla polemica delle “liste civetta” e spiega perché i cittadini del borgo reatino non possono perdere questa “straordinaria opportunità” per far rinascere il paese

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo la polemica sollevata nei giorni scorsi circa la definizione di “lista civetta” da parte di alcuni quotidiani, in riferimento alla presentazione della candidatura di Giuliana Rainaldi a sindaco di Marcetelli, sostenuta da dieci aspiranti consiglieri, il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro è ritornato sull’argomento, rivendicando con decisione la scelta di concorrere per amministrare il comune più piccolo del Lazio, in provincia di Rieti.

    Giuliana Rainaldi

    “Come ho già avuto modo di chiarire — esordisce De Pierro — la nostra candidatura a Marcetelli non nasce per caso. Da presidente dell’Italia dei Diritti seguo personalmente, molto spesso, o delego a tale scopo i segretari provinciali, persone di estrema fiducia, il vaglio delle candidature nei territori, prediligendo sempre l’inserimento nelle liste di persone residenti in loco, e solo quando ciò non risulta possibile ci orientiamo verso uomini e donne non dimoranti in ambito comunale, ma sempre con un legame molto forte con la zona e un marcato impulso motivazionale a impegnarsi nelle istituzioni, espletando con tutti i crismi l’attribuzione mansionale affidata loro dall’espressione consensuale degli elettori, sempre nell’interesse supremo dei corpi collettivi. Così è avvenuto con Giuliana Rainaldi, per la cui designazione mi assumo ogni responsabilità, avendone appurato personalmente le qualità professionali e morali idonee per chi aspira a rivestire cariche elettive sotto l’egida del nostro movimento. E non solo. Giuliana, residente a Riofreddo, a soli 35 chilometri, da sempre frequenta il territorio di Marcetelli e dintorni, a cui è legatissima e ha deciso di scendere in campo proprio per colmare quelle lacune amministrative che chi ha occupato finora gli scranni decisionali ha permesso che si producessero, lasciando orfani i cittadini, i pochi che sono rimasti, di elementi fondamentali atti a soddisfare le esigenze più ovvie del divenire fenomenico della quotidiana esistenza”.

    Poi il leader del movimento tiene a fugare ogni dubbio circa gli obiettivi della lista “Italia dei Diritti a Marcetelli: “Se a qualcuno non è ancora chiaro voglio puntualizzare che noi siamo qui per vincere. Marcetelli è un paese che fa registrare uno spopolamento di circa l’81%, un record in Italia. A nostro avviso chi ha amministrato finora non ha saputo rispondere pienamente alle esigenze gestionali di cui la realtà locale aveva bisogno. E se una maggioranza non riesce a soddisfare le istanze territoriali è giusto che lasci il posto a chi ha una competenza maggiore per assicurare il corretto espletamento delle attribuzioni mansionali che l’ordinamento giuridico pretende da chi riceve la fiducia mandataria da parte degli elettori .D’altronde se una maggioranza che ha gestito per cinque anni la macchina istituzionale di Marcetelli si sfalda a fine mandato con il risultato di dividersi e ripresentarsi all’elettorato con ben tre liste e pertanto tre nuove proposte politiche il fallimento è lapalissiano. Dal sindaco uscente, come dalle altre due liste che fanno riferimento a candidati del posto e, come già detto, a esponenti dell’ormai defunta maggioranza, francamente non vedo margini di miglioramento rispetto alla situazione attuale .Ciò mi preoccupa maggiormente perché significa che l’offerta politica nel paese è molto limitata .In pratica i cittadini si sono dovuti accontentare di ciò che si sono trovati a valutare senza poter optare per una valida alternativa

    .

    Noi, con la candidatura a sindaco di Giuliana Rainaldi, proponiamo quell’alternativa che a Marcetelli è finora mancata e un modo nuovo di fare politica, pressoché sconosciuto da quelle parti. Un’amministrazione comunale che si ritrova a fare i conti con uno spopolamento di queste dimensioni ha fallito sotto il profilo socioculturale e degli impulsi occupazionali. Per di più ci troviamo a dover prendere atto di una rete viaria stritolata dal degrado e pertanto pressoché impraticabile, che produce una sorta di semiisolamento di uno dei borghi più belli della provincia di Rieti. Mi riferisco alla strada provinciale Sp 29, che da tempo immemore non conosce attività manutentiva e impone a chi vuole recarsi a Marcetelli o a chi vuole raggiungere da Marcetelli l’autostrada A24 di cercare percorsi alternativi, con conseguente dilatazione dei tempi di percorrenza. E’ chiaro che sono tutti elementi ostativi che scoraggiano gli automobilisti. Ciò vale sia per i turisti che vogliono visitare il borgo, ma anche per tanti residenti che, desolati, optano per andare a stabilire altrove la propria dimora abituale. A me personalmente è stato sconsigliato da più parti di percorrere la Sp 29 a meno che non l’avessi fatto con un suv. E’ incredibile. Non siamo in Africa. I cittadini di Marcetelli, che pagano regolarmente le imposte, hanno tutto il diritto di raggiungere agevolmente e in sicurezza il loro paese. Qualcuno obietterà che la competenza amministrativa della provinciale 29 non è comunale. Certamente. Ma un’amministrazione comunale che, dopo tanti anni, non riesce a ottenere la messa in sicurezza di una strada nodale per la vita della comunità che è chiamata a governare, vuol dire che non è in grado di dialogare esaustivamente con gli altri enti per garantire i bisogni basilari della cittadinanza. Quest’anno i cittadini di Marcetelli hanno una straordinaria opportunità. In passato non era mai avvenuto. Possono scegliere la nuova linfa vitale rappresentata dall’Italia dei Diritti, con Giuliana Rainaldi sindaco, e pertanto un radicale cambiamento che possa donare al paese opportunità insperate finora, esprimendo il loro consenso con l’apertura di profonde e lunghe parentesi riflessive e affidandolo alla razionalità e non alla logica del voto familiare. Altrimenti potranno scegliere di accontentarsi, come hanno fatto in passato, e condannare il paese in cui vivono all’immobilismo a cui l’amministrazione uscente li ha abituati. Per quanto il sindaco abbia criminalizzato l’ingresso in consiglio di ‘forestieri’, posso solo affermare che nei molti paesi in cui sediamo in consiglio comunale stiamo facendo soffiare il vento del cambiamento e demolendo sistemi dall’antico sapore feudale fornendo il nostro contributo ad adiuvandum per rendere più efficace la macchina amministrativa, con un enorme vantaggio per la cittadinanza”.

  • “Liste civetta” a Marcetelli, De Pierro contro il Messaggero e il Corriere di Rieti

    Il presidente dell’Italia dei Diritti rispedisce al mittente la definizione formulata dai due quotidiani in riferimento al movimento che presiede

    Antonello De Pierro
    Roma – In occasione delle consultazioni elettorali 2020 per il rinnovo dei consigli comunali, rinviate dalla scorsa primavera al 20 e 21 settembre a causa dell’emergenza Covid 19, il movimento politico nazionale Italia dei Diritti, come di consueto, ha presentato anche quest’anno le sue liste in diversi comuni.

    Tra questi figura anche Marcetelli, graziosissimo borgo in provincia di Rieti,ai margini della Valle del Salto,che le statistiche anagrafiche indicano come il più piccolo del Lazio per numero di abitanti. Ha fatto notizia su diversi organi di stampa il fatto che a contendersi lo scranno di primo cittadino siano ben cinque candidati, come Il Messaggero, a firma di Samuele Annibaldi, e Il Corriere di Rieti, che gridano addirittura all’incredibile puntando il dito contro quelle che individuano come “liste civetta”, tra cui, chi legge, può agevolmente scorgere il riferimento all’Italia dei Diritti, cosa su cui non sembra possano nutrirsi dubbi di sorta.

    Non ci sta Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e giornalista di lungo corso, a vedere etichettato in questo modo il movimento che presiede e dissotterra l’ascia di guerra della polemica, scendendo in campo in prima persone e rispondendo al mittente la definizione formulata.

    “Definire ‘civetta’ una lista che fa capo alla nostra compagine politica — tuona De Pierro — è quantomeno inappropriato e non risponde ai canoni più elementari della logica deduttiva, risultando in insanabile conflitto con essa. Chi lo fa, o manca di onestà intellettuale oppure è poco aggiornato sulla nostra storia politica. Delle due l’una. Se i colleghi che hanno redatto gli articoli usciti nelle ultime ore si fossero informati meglio sono certo che non avrebbero scritto una castroneria del genere”.

    L’ex direttore e voce storica di Radio Roma e direttore di Italymedia.it ha edificato negli anni l’Italia dei Diritti su fondamenta aventi come pilastri i principi di legalità, giustizia ed etica e oggi conta ben 63.000 follower sul suo profilo Twitter e figura con oltre 160.000 like al 60° posto nazionale nella classifica dei politici italiani più seguiti sulle pagine Facebook, aggiornata quotidianamente all’indirizzo www.politicasufacebook.it/politici/. E’ stato lui stesso a scegliere Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco di Marcetelli e l’ha accompagnata personalmente a presentare la sua lista.

    “La scelta di Giuliana non è casuale — spiega il leader del movimento —. Abita a Riofreddo, non molto distante da Marcetelli, e conosce bene il territorio e le sue problematiche. Per di più ha un’ottima competenza circa la macchina amministrativa, sia per formazione personale e professionale, sia per tradizione familiare. Per di più è una donna ed è nota la nostra posizione a sostegno delle quote rosa, tanto che lo scorso anno a Sambuci e Saracinesco abbiamo presentato liste di sole donne. Non avremmo potuto scegliere meglio. A Marcetelli c’è una maggioranza uscente che si è trovata in disaccordo nella gestione di un comune piccolissimo, grande quanto una scala di una palazzina di Roma. L’ultimo amministratore di condominio avrebbe forse fatto di meglio. Non è un caso che una tra i neo candidati a sindaco sia stata eletta proprio nella lista del sindaco uscente. E non ci risulta che si sia nemmeno dimessa. Addirittura, a quanto è dato sapere, sembra essere ancora consigliera nelle file della lista contro cui si batterà. Ora tocca ai cittadini decidere se orientare la propria espressione consensuale verso personaggi che sul proscenio politico di Marcetelli non possono certo definirsi politicamente affidabili o scegliere la via del cambiamento, rifuggendo dalle logiche del voto familiare, tanto dure a morire nei piccoli centri. Anche gli altri posti in lista sono stati scelti con cura. La capolista Monica Persiani e la seconda Morena Rosini sono le cantanti del noto gruppo musicale Milk & Coffe e vantano una lunga militanza politica e un notevole impegno nel propugnare la crescita culturale italiana. Al terzo posto ho voluto fortemente la presenza di Francesco Palmisano, che possiede una cultura giuridico-amministrativa di tutto rispetto. Pertanto muovete verso di noi tutte le critiche che volete, ma non chiamateci ‘lista civetta’. Questo non l’accetto. Abbiamo 22 eletti nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale, tra cui un sindaco e siamo la lista con più amministratori pubblici nei paesi sotto i 15.000 abitanti. Io stesso sono capogruppo dell’Italia dei Diritti presso il Comune di Roccagiovine e in seno al consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene (attualmente in corso di trasformazione in Unione dei Comuni Montani) di un gruppo di ben 8 consiglieri, oltre che consigliere dell’Unione dei Comuni “Valle Ustica”. I risultati ottenuti in comuni come Ariccia, che non è proprio un paesino, nel 2016 e la partecipazione alle competizioni elettorali nazionali può fugare ogni dubbio sull’inopportunità della definizione di ‘lista civetta’. Non è un caso che ieri la presidente della commissione elettorale di Rieti, in sede di valutazione dell’ammissione delle liste, abbia richiesto al sottoscritto l’autorizzazione scritta all’uso del simbolo, prevista per i partiti nazionali rappresentati in Parlamento, in quanto la lista è stata presentata dalla candidata a sindaco Rainaldi. Non credo che sia stata avanzata un’istanza similare per gli altri candidati .Pertanto chiedo a tutti i miei colleghi, ma in particolare a quelli del Messaggero e del Corriere di Rieti, di rimodulare l’assunto concettuale espresso circa le liste civetta, riferito alla nostra squadra in campo a Marcetelli e in tutti gli altri comuni, tra cui mi piace ricordare Roiate, Marano Equo e Percile”.

  • Apre a Rieti il terzo centro ad alta specializzazione Dentix del Lazio

    Nella centralissima Piazza Marconi, 2, all’angolo con Viale Maraini, Dentix, leader nel settore della cura dentale, apre a Rieti il suo terzo centro ad alta specializzazione del Lazio, dopo quello di Guidonia e Roma Tiburtina. Il nuovo centro aprirà le sue porte lunedì 8 luglio con l’assunzione di 15 professionisti del territorio e uno staff ancora da ampliare con odontoiatri, protesisti, assistenti alla poltrona e receptionist. È possibile candidarsi per posizioni mediche e non in tutti i centri laziali attraverso la sezione “lavora con noi” sul sito www.dentix.it (per la ricerca delle posizioni aperte consultare i portali infojobs e indeed). Salgono così a 740 i nuovi posti di lavoro creati nei 54 centri di tutta Italia.

    Dentix aprirà in uno stabile da 270 metri quadri che prima ospitava la sede di una banca e sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20.

    Dentix risponde ai bisogni di salute dei cittadini reatini con un nuovo centro odontoiatrico guidato da un Direttore Sanitario che con il suo staff di professionisti e una strumentazione all’avanguardia si prenderà cura dei pazienti istaurando un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Un aspetto fondamentale visto che secondo il VIII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia gli italiani hanno speso almeno 8 miliardi di euro per le cure odontoiatriche. Cure che hanno un costo medio più elevato rispetto ad altre prestazioni sanitarie, pari a circa 551 euro e per questo, spesso percepite come poco accessibili. Infatti, i cittadini con redditi inferiori a 15.000 hanno una frequenza di accesso a queste cure inferiore del 14% rispetto alla media degli altri paesi. 

    Lo conferma anche l’ISTAT, secondo cui oltre 4 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a visite e trattamenti odontoiatrici principalmente per motivi economici. In un anno soltanto 1 cittadino su 2 è stato visitato da un dentista, di cui l’11,7% in una struttura pubblica, e circa il 38% delle classi più deboli non ha effettuato neanche una visita di controllo, né altri trattamenti dal dentista. Inoltre, nel centro Italia la frequenza di fruizione delle cure odontoiatriche è pari al 35,9%, 2,1 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale. Al giorno d’oggi, nel settore odontoiatrico, le parole d’ordine sono accessibilità del professionista e sostenibilità delle cure: il modello Dentix, infatti, grazie ai suoi servizi di qualità a prezzi accessibili, ha ricevuto in una recente indagine svolta su un campione di oltre 1.200 pazienti il pieno apprezzamento da parte del 99% degli intervistati.

    “Siamo orgogliosi di poter rafforzare la nostra presenza nel Lazio aprendo il nostro terzo centro proprietario a Rieti, dopo quelli di Guidonia e Roma Tiburtina. Il nuovo centro ci darà la possibilità di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini reatini offrendo cure odontoiatriche più vicine alle loro esigenze e servizi di prossimità a prezzi accessibili, affinché più nessuno debba rinunciare a prendersi cura del proprio sorriso” – afferma Giorgio Radice, Direttore Operations Italia di Dentix.

  • Esce FRAMMENTI, EP di debutto degli ALAN SPICY (MarinaStella Label 2018)

    E’ uscito ieri 23 Luglio 2018 in tutti gli stores digitali il primo lavoro discografico degli Alan Spicy dal titolo FRAMMENTI.
    Alcuni giorni prima dell’uscita in digitale, la band rock blues della provincia di Rieti ha rilasciato l’esclusiva streaming dell’intero EP al portale 100Decibel insieme ad una succosa intervista con la quale si racconta e dal 21 Giugno il singolo Caronte è in rotazione nel circuito radiofonico Vittek Tape.

    —> Leggi l’intervista qui —> http://bit.ly/2A143rd

    Nei 6 brani dell’EP, gli Alan Spicy affrontano in maniera diretta una storia che accomuna tutti noi, ovvero il tempo inesorabile che prosegue la sua corsa e che ci fa capire quanto ogni momento sia prezioso.
    Nell’album traspare la ruvidezza delle emozioni, la spensieratezza di quando siamo piccoli e di come tutto, crescendo, ci sfugge di mano, la voglia di correre per assaporare la vita in ogni sua sfaccettatura con la consapevolezza che potremmo perdere tutto in un attimo, ma anche con la semplicità nell’amare tutto ciò che ci circonda.

    ASCOLTA “FRAMMENTI”
    (Marina Stella Label 2018)

    Spotify – https://spoti.fi/2mBvkHg
    ITunes – https://apple.co/2NCYPnd
    Deezer – http://bit.ly/2NA6pyZ
    Google Play – http://bit.ly/2JLRwHB
    Amazon Music – https://amzn.to/2zW7jnH


    Gli 
    Alan Spicy sono:
    ROCCO MOSCATIELLO – Voce e Batteria in piedi;
    MICHELE SANTORI – Chitarra Elettrica e Controcanti;
    DANIELE STAZI – Basso Elettrico.

    Registrazione, Mixing e Mastering:
    ANDREA MACERONI presso SlamStudio di Rieti.

    Date in continuo aggiornamento:
    27 Lug – Spingitory Day – Corvaro (RI)
    5 Ago – Piazza Nassirya – Poggio Bustone (RI)
    24 Ago – Do It Yourself – Ortona (PE)

    —–

    LINK ALAN SPICY:
    Facebook – facebook.com/alanspicy
    Instagram – https://goo.gl/jcKuv9
    Twitter – https://twitter.com/AlanSpicy

    CONTATTI UFF. STAMPA:
    Beng! Press – www.facebook.com/pressbeng
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    LFD Press – www.facebook.com/lfdpress
    Email – [email protected]

  • Gusto, qualità ed emozione sulle tavole de “I sapori di Mario Rigoni Stern”

    Giornate ricche di emozioni quelle vissute all’Istituto Superiore di Asiago. Quaranta tra studenti, docenti e dirigenti provenienti da mezza Italia si sono incontrati e messi in discussione durante il Concorso enogastronomico “I sapori di Mario Rigoni Stern”, organizzato dalla scuola stessa in seno al Progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine”.

    Questo primo grande appuntamento è stata la prova generale di quello che avverrà a novembre durante il FestivalConvegno nel quale istituti di vario grado e provenienza parteciperanno alla premiazione di vari concorsi, oltre a quello enogastronomico, e presenteranno i loro lavori accanto alle relazioni di docenti universitari di livello internazionale che saranno ospiti sabato 4 e domenica 5 novembre al Teatro Millepini della cittadina nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni.

    L’importanza della competizione, che si è svolta martedì 30 maggio nei laboratori dell’istituto alberghiero, era chiara fin dall’inizio: insegnanti accompagnatori ripassavano ricetta e presentazione per i giudici con i loro allievi fin dal primo mattino. Si sono poi viste lacrime, sudore e tantissima concentrazione. Tutti si sono dunque messi in gioco allo scopo di ricevere i punteggi più alti sia per la pietanza preparata, ma anche per il servizio in sala e l’abbinamento del piatto con il vino del territorio di provenienza. A giudicare i sei gruppi come presidente della giuria Gianni Rigoni Stern, con lui Luigi Costa, giornalista e critico gastronomico, lo Chef Corrado Fasolato che conta nel suo Palmarès Tre Forchette del Gambero Rosso, due cappelli della guida de “L’Espresso – I Ristoranti d’Italia” e due stelle Michelin, il Sommelier Igor Tessari premio dell’anno 2013 come Miglior Sommelier per la Guida Ristoranti ChePassione, ed infine il Prof. Mariano Meneghini, ideatore e organizzatore del Concorso con la Prof.ssa Anna Maria Cavallarin e la Dott.ssa Annalisa Scapin.

    La giuria non si è sbilanciata sui risultati, dato che le premiazioni si svolgeranno durante il FestivalConvegno di novembre, ma da tutti è stato percepito il grandissimo impegno dei ragazzi e delle scuole che si sono dedicate con serietà a rispettare le indicazioni presenti nel regolamento. Alla fine della serata il Dirigente Mario Porto ha consegnato ai singoli studenti e agli istituti un attestato di partecipazione e un famoso brano di Mario Rigoni Stern tratto da “Il sergente nella neve” che parla del cibo capace di legare anche i nemici in guerra. A rendere tutto più ufficiale è stato l’augurio inviato per l’occasione dall’Assessore Elena Donazzan e la presenza di Alessandro Dal Degan, unico chef stellato presente in Altopiano che si è messo a disposizione ad ospitare due studenti per un tirocinio nel suo locale “La Tana Gourmet”. Questa presenza ha destato nei giovani cuochi grandissimo entusiasmo trasformato presto in curiosità e dialogo col giovanissimo Chef.

    L’obiettivo degli organizzatori dunque è stato totalmente raggiunto: si sono creati dei legami che percorrono la nostra Penisola da nord a sud. Il fil rouge è l’Altopiano e le persone che lo abitano per l’impegno dimostrato, la volontà organizzativa e le collaborazioni all’intero e all’esterno della scuola.

    Si ringraziano tutti gli istituti partecipanti: Istituto di Istruzione Superiore “Almerico da Schio” – Vicenza, Istituto Superiore “Giovanni Falcone” – Gallarate (VA), IPSSAR “Giuseppe Maffioli” – Castelfranco Veneto (TV), IPSSEOA “Giovanni Falcone” – Giarre (CT), Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Pisacane” – Sapri (SA), Istituto di Istruzione Superiore “Pellegrino Artusi” – Chianciano Terme (SI), IPSSEOA “Costaggini” – Rieti (RI).

    Un grandissimo “grazie” va alle aziende che stanno credendo in questo progetto e hanno offerto i loro prodotti, specchio di un territorio fiero delle sue tradizioni: Formaggi Pennar, Miele Guoli, patate di Rotzo Zecchinati, funghi Scapin, frutti di bosco de La Rossa di Asiago, mele e pere di Lusiana, Marmellate Rigoni di Asiago, selvaggina dell’Altopiano (offerta dai cacciatori Igor e Daniele), carne secca De.Co. e sopressa di Lusiana prodotta da Massimo Ronzani. Il progetto è inoltre sostenuto dalla ex Cassa Rurale ed Artigiana di Roana, da Rigoni di Asiago e della Confindustria, sezione di Bassano.

    Per ultime, ma certamente non perché meno importanti, si devono ricordare tutte le energie investite in queste giornate dagli studenti delle varie classi dell’Istituto Alberghiero di Asiago, guidate dai professori Rigoni, Beamonte e Dal Pra e sostenute dai tecnici Tessari e Zagardi, che hanno cucinato e accolto gli ospiti del concorso, e ai ragazzi del Liceo e dell’Istituto turistico, con le Prof.sse Amort, Febbo, Pizzigolotto, Borgo, i Prof. Martello e Passuello, il Dott. Cunico, che sono stati presenti per visite guidate, riprese e interviste. La riuscita del concorso è stata possibile grazie all’intero segreteria, al personale tecnico e ai collaboratori.