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  • La poliedrica Francesca Ghidini lancia le sue esclusive t-shirt artistiche a favore di “Mission Bambini”

    Arte e moda come si suol dire vanno di pari passo e formano da sempre un perfetto connubio sinergico, che nel tempo ha dato vita a situazioni davvero pregevoli. Sulla scia di questo positivo legame di coesione, la talentuosa pittrice Francesca Ghidini ha deciso di intraprendere un interessante percorso, con un progetto che unisce la sua pittura all’ambito della moda intesa come artistica e creativa. In particolare, ha ideato delle esclusive t-shirt con vari colori di tendenza sulle quali è stata impressa l’immagine di suoi quadri molto rappresentativi, trasformandoli in originali capi di arte da indossare, riprendendo e recuperando proprio questo concetto così attuale, che valorizza l’arte accanto e insieme alla moda, stimolando ad indossarla e a portarla sempre con sé. La Ghidini risiede a Quistello (MN) e nel tempo si è costruita un curriculum di tutto rispetto con mostre ed iniziative espositive importanti. La critica curatrice Elena Gollini nel manifestare il suo grande apprezzamento verso l’appassionata intraprendenza ha spiegato: “Considero Francesca un’artista davvero promettente e con una marcia in più, perché non soltanto dimostra di essere molto volitiva e versatile, essendo anche una talentuosa poetessa oltre che valida pittrice, ma spazia all’interno di una dimensione significativa, che sancisce la fusione armoniosa tra arte e moda aggiungendo come plus valore ulteriore al progetto lo scopo benefico, che coinvolge Mission Bambini. Infatti, i proventi della vendita delle t-shirt sono a favore di questa realtà umanitaria. Dunque, come dice Francesca -aiutatemi ad aiutare- è proprio un motto simbolico trainante davvero congeniale per esortare all’acquisto di queste creazioni, che supportano a monte una giusta e ammirevole causa benefica“. La Ghidini oltre alle t-shirt ha realizzato anche la progettazione di orologi, cover per cellulari, agende, nonché borse e zaini che sono sempre contrassegnati dalle immagini dei suoi quadri e si prestano a diventare delle vere e proprie creazioni artistiche adatte a tutti i target. La Ghidini si sta muovendo con forte slancio di inventiva e certamente le sue creazioni moda fanno la differenza rispetto agli oggetti seriali e standardizzati. Sono impresse varie tipologie di immagini pittoriche, offrendo ampia scelta e prestandosi a diventare anche degli oggetti da collezionare, proprio come come i suoi speciali quadri. Francesca Ghidini nel mese di Settembre ha preso parte a due importanti iniziative espositive tenutesi a Montepulciano e a Milano, per dare ancora più impulso alla promozione del suo operato e fare conoscere a largo raggio la sua ammirevole produzione creativa.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/francesca-bice-ghidini/

  • CAROUSEL al To be Kind

    CAROUSEL

    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Luogo: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano

    Artisti in mostra:
    Marianna Bussola, Felipe Cardena, Anna Caruso, Antonella Casazza, Massimo Dalla Pola, Francesco De Molfetta , Ilaria Del Monte, Annalisa Fulvi, Loredana Galante, Debora Garritani, Iulia Ghita, Marta Mez, Isabella Nazzarri, Maurizio Orrico, Michael Rotondi, Milena Sgambato, Chiara Sorgato, Vania Elettra Tam

    “Essi fendono la notte in un carosello sconclusionato, invadono la notte, splendidi padroni della notte” (Pier Paolo Pasolini, “Verso le Terme di Caracalla”)

    La mostra è organizzata nello studio To be Kind di Loredana Galante ed ospita le opere di 18 artisti che vivono e operano a Milano.

    L’idea del carosello è legata al significato figurato del movimento e dell’esibizione, che accomuna i tratti della ricerca di ogni singolo artista coinvolto.

    Gli autori mettono in scena una grande quadreria della lunghezza 6 metri, costituita da circa 35 opere di piccolo formato che rappresentano ognuna un tassello del vortice di “Carousel”. L’esposizione accompagna i visitatori in un cammino che ripercorre i toni giocosi e innocenti dell’infanzia per addentrarsi in una riflessione sulla vita, sul trascorrere del tempo e sul mondo che gira, letteralmente e metaforicamente, senza mai arrestarsi.

    In una società liquida come quella contemporanea, il simbolo della giostra diventa un punto di rottura e, al tempo stesso, di congiunzione tra la frenesia dell’invisibilità e la volontà atavica di una riflessione profonda sull’Essere umano.

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    To be Kind:
    Porsi in relazione è il tema portante del lavoro di Loredana Galante: un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto; un conferire costantemente importanza all’altro da sé. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento “Si condividono proposte purché Kind”.

    To be Kind è dunque un modo di concepire l’arte e la realtà, ma è pure uno spazio da visitare, un atelier, un terminale d’incontri e proposte, attivo da due anni a Milano in via Carlo Imbonati 81. L’approccio inclusivo di Loredana Galante ha inteso realizzare in questo spazio colorato e controtendenza eventi culturali e solidali, laboratori d’arte.

    L’esperienza tutta da vivere di To be Kind si completa con la presenza di due stanze per gli ospiti.
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    Titolo: CAROUSEL
    Periodo: 10|12|2019 – 10|01|2020
    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Sede: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano
    visite su appuntamento – 3388834826 – [email protected]

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  • GRANDE SUCCESSO PER LA COLLETTIVA IMPRESSIONI D’AUTORE

    Il PROGETTO Artisti MAG promotore di un importante programma di valorizzazione dell’arte italiana contemporanea

     

    Grande successo per la mostra collettiva Impressioni d’Autore, Prima Edizione del “Progetto Artisti MAG”, conclusasi sabato 26 ottobre 2019.

    L’esposizione, negli spazi della Life Art Gallery, ha proiettato i visitatori all’interno di magiche atmosfere alla scoperta di opere, figurative e astratte, giunte a Battipaglia (SA) da tutta Italia. La mostra dei circa cento artisti emergenti, in pochi giorni, dal 21 al 26 ottobre, ha riscosso un notevole interesse di pubblico, registrando un boom di presenze soprattutto durante il weekend, con un’affluenza di oltre mille persone. (altro…)

  • 1^ EDIZIONE PROGETTO ARTISTI MAG – “Impressioni d’autore”

    L’ambizioso programma della Prima Edizione “Progetto Artisti MAG” parte da Battipaglia (SA) con la collettiva Impressioni d’autore, che si terrà dal 21 al 26 ottobre 2019, presso la galleria Life Art Gallery.

    La mostra vedrà protagoniste, negli spazi della Life Art Gallery, le opere di moltissimi artisti italiani emergenti, provenienti da tutte le regioni della nostra Penisola.

    L’esposizione gratuita “Impressioni d’autore” sarà solo il primo step di una lunga serie di eventi, mostre e fiere, che vede nel progetto MAG (Mediolanum Art Gallery), un’autorevole joint venture con le gallerie SPIRALE MILANO, ART&CO MUSEUM e LIFE ART GALLERY.

    Seguendo l’evoluzione dell’arte, con grande responsabilità, MAG porta avanti un importante progetto di valorizzazione dell’arte italiana e soprattutto dei suoi artisti, alla ricerca costante di messaggi visivi che, attraverso la pittura, la scultura e la fotografia, raccontano il nostro tempo.

    Nella serata conclusiva, il 26 ottobre, dalle ore 17:30 si darà il via all’esclusivo MAG Party per celebrare i protagonisti dell’esposizione, preceduto da una Conferenza Stampa.

    Testimonial d’eccezione il Maestro Paolo De Cuarto che si esibirà in una spettacolare live performance. Il noto artista, con grandissima abilità, ha saputo riportare il passato nel presente, trasformandolo in Pop art. Le immagini delle sue opere, dal 2002 ad oggi, hanno celebrato il Carosello della memoria in Italia e nel mondo, fino ad approdare in Cina nel 2014. Con “Tracce”, la mostra che ha inaugurato i percorsi di Matera, dichiarata Patrimonio dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura 2019, il pittore ha mostrato in maniera inequivocabile l’originalità del suo talento.

    L’attore e doppiatore statunitense James Earl Jones qualche anno fa dichiarò: “Le arti sono sempre state importanti per la salute di una nazione, ma non lo abbiamo ancora capito”. Questo concetto, invece, è stato ampiamente compreso dalla MAG, la cui mission è proprio quella di Dare Voce a coloro che utilizzano un medium espressivo artistico per protestare, per raccontare e raccontarsi, per tracciare una linea del nostro tempo.

    La MAG, fautrice di un notevole cambiamento nel campo artistico-culturale, oltre a dare una vetrina ai talenti emergenti, mette in connessione le eccellenze della filiera dell’arte contemporanea con gli artisti da sempre marginalizzati dal pugno di ferro di alcuni privilegiati che permeano questo ambiente. Gli autori, infatti, riscontrano molte difficoltà nel mettere in luce la propria arte o nel districarsi nelle imbrigliate lobby di gallerie e musei.

    La rete di Gallerie coinvolte in questo progetto, attuano da anni una nuova politica per abbattere le barriere di fruizione ed aprirsi all’attuale mercato globale. Con le sedi negli States, a Miami e New York, e in Italia, a Padova, Milano, Parma, Lecce e Battipaglia, dedicano i propri spazi mediante attività galleristiche d’eccellenza, finalizzate a moltiplicare la voce dell’artista in maniera esponenziale.

    Una vera e propria rivoluzione, uno svecchiamento dei sistemi a cui l’arte si era ancorata. Fondamentale, quindi, in questo programma così completo, è stato il percorso innovativo per dare un valore aggiunto alle opere. E nel rinnovamento ha trovato posto anche il product placement. Attraverso lo screen placement, la filmografia italiana potrà raccontare l’artista o le sue opere. Grazie alla pellicola, si abbattono definitivamente le barriere di comprensione dell’arte contemporanea. Una nuova era artistica che sdogana le immagini dell’artista e lo consacra attraverso un mezzo nuovo e universale.

    I Cataloghi dedicati e una Comunicazione mirata, saranno gli strumenti di preminenza dell’artista, con un Comitato Scientifico dedicato pronto ad interpretare le tendenze della contemporaneità non di fronte all’artista, ma al suo fianco, per condividere insieme un Percorso Nuovo.

    Una vasta programmazione, dunque, che vedrà la valorizzazione a lungo termine di dotati ed estrosi artisti contemporanei che potranno finalmente avere visibilità. Per tutto il restante 2019 e per i due anni a seguire, non solo saranno protagonisti di una serie di eventi mirati negli spazi della MAG a Milano e Padova, in quelli della MAG – Art&Co Museum, a Parma e Lecce, e in quelli della MAG Life Art Gallery di Battipaglia, ma vedremo le loro opere pubblicate su un catalogo personale e su importanti riviste d’arte. Seguiranno le fiere d’arte italiane più importanti dove ci sarà uno spazio dedicato a MAG ed una visibilità collettiva.

    I più talentuosi, scelti dal Comitato Scientifico, dopo un’attenta analisi di vari parametri, avranno la possibilità di esporre i propri lavori, attraverso mostre personali o collettive, all’interno di prestigiosi musei nazionali, come il Lu.C.C.A., la REGGIA di Caserta, il MARCA di Catanzaro e la REGGIA di Monza.

    Presenzierà alla serata di chiusura l’intero Comitato Scientifico, da Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A. e Docente Universitario di Museologia, da Mirko Mele, Direttore Artistico della Life Art Gallery, a Carlo Colombo, Archistar Internazionale, da Massimo Ferrarotti, Presidente di Spirale Milano e Spirale d’Idee, a Stefano Pirrone, Mediolanum Art Gallery. E poi, Giampaolo Prearo, Prearo Editore, Tiziano Giurin e Simone Viola, Art&Co Museum, Fabio Vece, Life Art Gallery, Vito Caggianelli, CEO di Ismaele Film.

    Il patrimonio artistico non può essere trascurato né ignorato, e deve ‘necessariamente’ essere trasmesso alle generazioni future. La MAG, apre percorsi pioneristici, proiettando l’arte verso nuovi orizzonti.

     

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

  • L’arte di Matteo Fieno in esposizione alla Biennale Milano

    Grandi progetti in vista per Matteo Fieno, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 esporrà le sue opere d’arte in occasione dell’importante Biennale Milano, che avrà luogo nel cuore di Brera. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano; ci racconti qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?
    R: Sono sei tele del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

    D: Cosa rappresenta per te la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Hai già esposto in altre occasioni a Milano?
    R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

    D: Un resoconto globale sulle varie esperienze espositive di questo 2019; quali altri progetti stai mettendo in cantiere per i prossimi mesi?
    R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra Novembre e Dicembre alla “Milano Art Gallery”.

  • Intervista a Mauro Maisel: arte, scienza e sperimentazione

    Una nuova intervista a Mauro Maisel, originale artista autodidatta, sempre alla ricerca di sperimentazioni, a cui piace realizzare le sue opere d’arte utilizzando materiali e prodotti diversi per creare il suo stile astratto dalla forte personalità ed unicità.

    D: La tua capacità creativa così guizzante deriva anche dalla costante ispirazione di ricerca sperimentale?
    R: Sicuramente i miei stimoli arrivano dal testare e provare sempre nuovi prodotti e materiali, mi piace creare sculture che stupiscano, che facciano star fermo davanti a loro lo spettatore.

    D: Un tuo commento di riflessione sul parallelismo tra arte e scienza; come valuti questa interazione?
    R: Una non può esistere senza l’altra, l’arte è la scienza e lo studio del mixaggio dei colori e della creazione di qualsiasi opera.

    D: Come valuti le teorie e le concezioni di Freud sul sogno e la componente onirica applicata al mondo dell’arte e all’interpretazione delle varie forme.
    R: Penso che se certi artisti sono riusciti a creare movimenti artistici e gli stili più disparati è solo e soltanto per il novantacinque percento dei casi merito di alcool e droghe varie.

  • Mauro Maisel artista di moderna ispirazione sperimentale

    Le soluzioni artistiche realizzate da Mauro Maisel ci indirizzano verso un approccio fortemente evocativo e ci guidano nel sentiero articolato di una formula espressiva di matrice astratta e informale, che lascia ampie opportunità di lettura interpretativa e suggerisce chiavi di accesso di impronta simbolista, concettuale e metaforica. Per certi versi Mauro si può allineare al concetto michelangiolesco di non finito e di non compiuto inteso come consapevolezza della forza e della potenza intrinseca che già l’opera d’arte possiede insita in sé ed esprime nell’atto stesso della sua creazione, senza bisogno di essere ricondotta e relegata a costrizioni figurative conformanti e convenzionali. Il particolare scenico dell’incompleto riportato nei termini dell’astrattismo e della riproduzione informale evidenzia come l’opera possa comunque sprigionare e trasmettere appieno intense e coinvolgenti emozioni capaci di penetrare nel profondo dell’anima dello spettatore e di metterlo in contatto diretto con la sfera interiore e spirituale dell’autore” così la dottoressa Elena Gollini ha spiegato il modus operandi artistico di Mauro Maisel.

    Nella sua produzione artistica la versatilità compositiva spazia in tutti i territori della comunicazione visiva ed emozionale. Il pensiero e il linguaggio semantico seguono dei rimandi e dei richiami allusivi appartenenti ad una poetica visionaria colta ed elevata, di radice esistenzialista. La perizia tecnica accurata di realizzazione conferisce alla cifra stilistica un’inconfondibile ed esclusiva unicità identificativa. Il suo fare artistico possiede la qualità di saper accendere alle conclusioni concettuali senza mai fare venire meno quella pulsante tensione creativa che lo spinge e lo ispira a continuare nella ricerca. Il senso della sintesi narrativa lo porta a completare il lavoro pittorico esaltando al massimo il gioco delle forme, degli spazi, dei volumi, tramite le combinazioni materiche e le declinazioni degli equilibri cromatici. La vena narrativa è frutto di una piena e consapevole individualità artistica. La sua vocazione creativa non concede mai spazio a proiezioni e prospettive visive banali, retoriche e scontate, ma si canalizza e focalizza soffermandosi sulle potenzialità del colore, sugli effetti luminosi e sulle molteplici e variegate possibilità di intreccio e commistione. Le qualità pittoriche di Mauro scaturiscono da una meditata e ponderata riflessione sulla duttile matericità del colore e sul senso interiore e interno dell’opera. Nella registrazione del dato reale spesso la civiltà odierna tende a dimenticare ciò che rappresenta sostanzialmente. Mauro ci ricorda tramite la sua arte che il valore e l’importanza dei sentimenti non è mai superflua e attribuisce all’arte una valenza sentimentale primaria e imprescindibile da diffondere e propagare con un messaggio di portata universale.

  • Importanti partecipazioni e riconoscimenti per l’artista Matteo Fieno

    Matteo Fieno, conosciuto per i suoi eleganti dipinti dedicati al mondo femminile, sta ottenendo grande riscontro di pubblico e critica, grazie alla partecipazione ad importanti eventi artistici e ai numerosi incontri con noti personaggi dell’arte e della cultura italiana. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Un tuo resoconto globale sulla recente partecipazione alle grandi mostre di Spoleto Arte e Biennale Mantova entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.
    R: Aver partecipato a questi eventi mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti, sia per l’esperienza stimolante, sia per la pazzesca cassa di risonanza che eventi di questo tipo sono in grado di offrire.

    D: Come è nata l’occasione di rendere omaggio al famoso trio canoro “Il Volo” con le tue opere? Hai qualche aneddoto di questo incontro speciale?
    R: Ho avuto questa possibilità per via della loro presenza al Festival Collisioni che si è tenuto nella mia zona e grazie a una conoscenza in comune che mi ha permesso di incontrarli. Sono rimasto colpito dalla loro semplicità e dalla loro disponibilità nonostante avessero un’agenda molto fitta. In più mi è sembrato che fossero molto interessati alla pittura e hanno voluto sapere a tutti i costi quale fosse il quadro al quale mi sento più legato e il perché.

    D: Raccontaci qualche anticipazione sull’importante premio che riceverai a Spoleto il 22 Luglio e che ti porterà in mostra a Milano.
    R: Ricevere il Premio Milano Art Gallery è una sensazione bellissima che mi stimola ulteriormente ad andare avanti in questo percorso. Inoltre è una gioia immensa ricevere la stima di persone come il Prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, presidente della Spoleto Arte. Il premio non è solo un attestato di merito, ma anche un bonus per poter partecipare con sei opere alla Biennale di Milano che si terrà a Ottobre e per poter disporre di una personale alla storica “Milano Art Gallery” in data ancora da stabilire.

  • Intervista – Riflessioni dell’artista Mauro Maisel

    Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta per fare alcune riflessioni sui concetti di arte spirituale e materiale e per parlare della sua ispirazione artistica.

    D: Una riflessione su questi due concetti in parallelo applicati alla tua arte: spirituale/materiale;
    R: La mia arte sicuramente è più deviata dal concetto materiale, certo, il mio io interiore sbatte come una pallina da flipper per cercare idee e significati di un nuovo progetto, ma il lato materiale è quello ormai che governa, realizzo in concreto, anche se è difficile aver un’idea chiara di come sarà il risultato finale, reputo il mio lavoro “estemporaneo”, nel senso che vedo l’opera prender forma man mano che creo e passano i giorni.

    D: A quale artista della storia dell’arte ti senti più affine nell’espressione stilistica?
    R: Qualche anno fa partecipai ad una lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, conclusasi ci fu una mostra di un artista italiano di nome Giordano Floreancig. Vidi i suoi ritratti cosi irreali, ma reali, con schizzi di colore, molto colore, fin da uscire dalla tela… Fu un colpo di fulmine… Dapprima provai anch’io a fare dei lavori simili, ma sapevo che non era la mia strada, successivamente mi imbattei negli artisti Antony Micallef e Justin Gaffrey, tanto diversi tra loro, ma con un comun denominatore: lo Spessore. Bombe a mano di colore indefinito nei ritratti ,voluminoso e disordinato Antony; Spessore, peso e maestria nel dosare quel materiale denso creando paesaggi e nature morte Justin. Da allora si aprì il mio mondo, che muta continuamente, ma vedremo dove mi porterà…

    D: Un commento su questa autorevole citazione di Marcel Proust “il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale”;
    R: Stando a questa citazione, il mondo sarebbe stato creato migliaia di volte, visti gli artisti fighi che hanno attraversato la storia. È bello pensare che in qualche angolo remoto del pianeta, presto ci sarà un artista che stupirà e sconvolgerà, sta tutto nel scoprirlo ed aiutarlo ad emergere. Dio non ha avuto bisogno di nulla e nessuno per stupire…

  • La pittura “comunicativa” di Matteo Fieno

    Nell’evidenziare il talento artistico di Matteo Fieno la dottoressa Elena Gollini ha asserito: “Le immagini immortalate da Matteo sembrano essere spiate da una fessura virtuale, che si apre dinanzi allo spettatore con delicatezza, grazia ed eleganza. Questo spiare con grande garbo e rispetto attribuisce dignità e senso di protezione alle immagini evocate. I momenti fissati sono unici, perché le componenti della scenografia narrativa non sono più ripetibili allo stesso modo, rendendo speciale ed esclusiva ogni opera. Matteo considera la pittura come lo strumento prediletto per esprimere e condividere l’innata vena creativa e fantasiosa. Riesce a destreggiarsi al meglio con naturale dimestichezza e padronanza del mezzo strumentale e della tavolozza cromatica, garantendo risultati ottimali e una resa compositiva eccellente“.

    L’attenta e accurata sperimentazione segnico-cromatica della figurazione pittorica elaborata da Matteo introduce lo spettatore in un’avvincente prospettiva di originale ed eclettica combinazione tra visione reale e irreale, tra realtà e fantasia con accenti simbolici e metaforici che aprono ad un linguaggio d’introspezione suo personale e sui generis, dove utilizza componenti ed elementi frutto di una ricerca inedita e non convenzionale. L’osservatore è chiamato e guidato a cogliere e recepire i codici insiti, interpretando l’universo sotteso di contenuti e significati sostanziali e andando oltre la pura coreografia scenica. Matteo instaura con l’opera una forte simbiosi di legame sentimentale ed emotivo, in perfetto equilibrio con l’azione creativa più razionale e pragmatica. La gamma cromatica dalle vibranti gradazioni tonali stimola l’immediata percezione sensoriale e aumenta il flusso energetico dinamico di contorno.

  • La visionarietà tra arte e spirito di Mauro Maisel

    Nell’individuare le peculiarità distintive del suo fare arte la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “Per Mauro Maisel ogni opera è simbolo di vera e autentica elevazione e ogni gesto creativo costituisce il raggiungimento di un’intima ascensione emozionale e arricchimento interiore. Nella sua arte emerge qualcosa di intangibile volutamente celato e non del tutto svelato e rivelato, per lasciare all’osservatore la possibilità di guardare oltre e vedere più lontano rispetto all’immediatezza dell’immagine riprodotta e l’opportunità di calarsi e immergersi dentro la coreografia compositiva e di manifestare le proprie riflessioni interpretative in completa e assoluta libertà. È un’arte che sviluppa la commistione armoniosa ed equilibrata di tecniche artistiche differenti, in un vortice dinamico e animato di sensazioni e percezioni da cui trapela il suo stato d’animo durante l’atto creativo. Il ritmo del mondo e del nostro vivere quotidiano accelera di continuo e fa perdere frammenti importanti della nostra essenza spirituale. Con la sua arte Mauro vuole riportare in primo piano l’attenzione su tale essenza primaria e ricondurre lo spettatore al senso puro e incontaminato dell’immateriale e della dimensione spirituale di cui siamo fatti“.

    Il sogno, la fantasia, l’irrazionalità inconscia, l’immaginario onirico affiorano come tematiche predominanti nella ricercata poetica di Mauro, che pone l’accento su una visione fantastica delle immagini percepite e traslate mediante una formula di astrattismo materico e cromatico di intenso impatto suggestivo. La vivace e appassionata vena creativa si rivolge a quel senso profondo che avvolge tutta l’arte informale non figurativa e la personalizza con connotazioni distintive sostanziali di qualificante levatura, che ne rendono lo stile espressivo ben identificabile e subito riconoscibile. Nella sequenza narrativa dimostra l’abile capacità di saper creare e individuare delle precise e definite sezioni coloristiche che accentuate fanno risaltare e danno vitalità all’intera composizione, nel tripudio dinamico delle declinazioni e combinazioni tonali dense e corpose che imprimono ritmo e plasticità. Con la sua arte Mauro sembra quasi voler esprimere il desiderio di sognare la “realizzazione dell’impossibile” invitando lo spettatore a soffermarsi con attenzione e a riflettere e pensare sui significati sottesi intrinsechi inseriti dentro la costruzione scenica, traducendo e interpretando a livello visivo ed emozionale le percezioni sprigionate dalla sfera sensoriale. Ogni opera realizzata gli permette di essere più consapevole della sua essenza mentale e spirituale, procedendo verso un viaggio magico da intraprendere insieme all’osservatore. La sua diventa una rievocazione fantastica del bello, di qualcosa di elevato che simboleggia lo spirituale, l’etereo, il senza tempo, l’eterno, l’infinito.

  • L’arte sensoriale di Piergió

    Il colore è il mezzo che consente di esercitare un influsso indiretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’animo umano” (Vasilij Kandinskij). In perfetta sinergia con queste autorevoli riflessioni si articola il percorso creativo di PierGió. Per lui ovunque noi siamo rilasciamo vibrazioni e qualsiasi cosa tocchiamo trasferiamo in essa parte di noi stessi e la nostra presenza rimane nel tempo, come ricordo carico di palpitante fremito emozionale. La pittura diventa esperienza sensoriale completa, dove i cinque sensi vengono appagati e stimolati dal comparto emozionale. PierGió interpreta l’arte come emozione a tutto tondo e vuole emozionarsi e fare emozionare lo spettatore con sempre nuovi e incalzanti incipit.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Per PierGió la libertà artistica equivale alla libertà morale e intellettuale di uomo e artista che sa stare al passo con i tempi ed è consapevole del proprio ruolo sociale. Le opere contengono un arcobaleno cromatico ricco, corposo, multicolore che si accende di luce, di bagliori luminosi, di vitalità energizzante. Il suo sguardo attento cura ogni dettaglio e particolare trovando soluzioni estetiche molto coinvolgenti, senza però mai tralasciare l’aspetto sostanziale che arricchisce e integra con intelligente calibratura“.

    PierGió cerca la luce della creatività in se stessa e la trasferisce nelle opere. La sua inclinazione artistica si può accostare a quel movimento culturale vicino alla corrente surrealista che si diffuse in Francia e poi nel resto dell’Europa del Novecento coinvolgendo tutte le arti visive. Il principale teorico André Breton venne influenzato dal saggio “L’interpretazione dei sogni” scritto da Sigmund Freud rivendicando l’importanza del sogno, della componente onirica e della sfera emozionale ed emotiva inconscia all’interno del processo creativo. L’arte di PierGió in linea con queste concezioni è associabile a concetti come parole libere, pensieri e immagini senza freni inibitori, che si sviscerano in modo assolutamente spontaneo e incondizionato. PierGió accoglie la concezione dell’irrazionale perpetrata nel linguaggio surrealista bretoniano e la fa sua, designando ogni libera espressione come fantasia pura, scaturita dall’anima e dal cuore. Secondo PierGió libera espressione è sinonimo anche di libertà da ogni imitazione copiativa ed emulazione pedissequa e si trasmette di rimando nella sfera interiore e spirituale. PierGió è portavoce convinto e fautore di un’arte che sa liberare le pulsioni più profonde, attribuendo particolare rilievo al cammino di evoluzione esistenziale accanto a quello di crescita artistica.

  • PierGió artista di ricerca e di riflessione

    Un’opera d’arte è quello che c’è dietro l’opera, non quello che vedi. Sulla scia di queste profonde riflessioni PierGió intraprende con slancio e passione il cammino artistico, accostandosi al filone informale con quell’entusiasmo e quell’energia insiti nel suo pregevole talento creativo. Per lui fare arte equivale ad esprimere appieno il suo essere in modo intimo, attraverso una completa e appagante libertà intellettuale. Nelle opere scorre e si percepisce un senso di infinito, di dimensione sconfinata e svincolata da limiti spaziali che accoglie lo sguardo dello spettatore e lo immette nella visione a tutto tondo. La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “La pittura per PierGió è un mezzo indispensabile per parlare di sé, per raccontare e raccontarsi, per sondare ed esplorare le stanze segrete e più recondite dell’anima e della mente, recuperando tramite l’atto creativo la sua parte più celata e inespressa. Le opere assumono il colore degli occhi e dell’anima di chi li osserva e li contempla con trasporto generando un potente scambio simbiotico con il fruitore“.

    Nelle creazioni realizzate da PierGió si riesce a cogliere la qualità intrinseca insita dentro esse. I materiali compositivi vengono armonizzati tra loro con un intreccio sinergico e l’impatto estetico risulta da subito gradevole alla vista. Dalle composizioni di inedita prospettiva materico-informale scaturisce una commistione di emozioni, sentimenti e sensazioni compenetranti, che stimolano la fantasia di lettura interpretativa e riescono a racchiudere e custodire intatto un momento intenso e di pregnante espressività. La narrazione si spinge verso contenuti allusivi e innerva una poetica di matrice astratta ricercata e molto accattivante che si libera in cromatismi lirici. L’ispirazione creativa si sposta verso la ricerca dell’universo infinito della psiche, catturandone gli anfratti più nascosti e non rivelati. Le opere sono frutto dell’inconscio modulato e incanalato dentro un’attenta ricerca e indagine di scandaglio e analisi introspettiva. Il senso estetico è permeato da un forte gusto personale nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica con tonalità incisive e di efficace resa scenica. Le creazioni compongono una sorta di “sequenza liturgica” insita nel compimento dell’atto e del gesto pittorico e sono frutto di un’illuminazione ispiratrice che proviene dall’osservazione del mondo sia esterno sia interno, nel tripudio appassionato della corrispondenza dei sensi.

  • Il coinvolgente “delirio creativo” di Alessandro Maria Zucca

    L’arte pittorica di Alessandro Maria Zucca ricorda per certi versi il senso della concezione del non finito di Michelangelo, oltre il quale si entra nell’infinito. Le opere proposte all’attenzione del fruitore sensibile e perspicace offrono un peculiare e non consueto modo di vedere il mondo e di percepire la realtà circostante. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato come “Alessandro ci invita a imparare a guardare e intendere, configurando un’inedita organizzazione percettiva di forme disposte nella continuità dello spazio, che si congiungono in commistione e generano delle orchestrazioni coreografiche di articolata sfaccettatura. I giochi cromatici si snodano su declinazioni e gradazioni variegate e si indirizzano verso una luminescenza brillante e luminosa, con toni decisi e incisivi che fanno emergere in primo piano la costruzione dinamica e pulsante. Inserisce nelle opere anche forme a cui attribuisce un particolare significato semantico insito profondo e mai casuale. Crea combinazioni curiose e originali, che spingono l’osservatore a una lettura aperta e a una conoscenza approfondita verso il mondo dell’arte e della cultura in generale“.

    La pittura di Alessandro è orientata allo studio del colore, delle armonie e dei vari abbinamenti cromatici associati allo studio delle luci, delle ombre e delle prospettive luminose e rafforzata dalla componente energetica della materia che conferisce dinamismo e vitalità alla composizione. Il suo linguaggio astratto contiene emozioni del vissuto esistenziale e produce una pittura informale accostabile per certi aspetti alla corrente dell’espressionismo astratto americano. La ricerca si dirige e si incentra sulla materia per dare risalto alla sua massima espressione sostanziale. Alessandro nella dimensione informale si sente libero, svincolato da canoni imposti e riesce a catturare i pensieri e il pathos del momento, imprimendolo sulla tela con spontanea ispirazione. La tecnica prevede una successione preparatoria ed esecutiva che permette di ottenere risultati interessanti e stimolanti per l’osservatore, attribuendo grande importanza anche al dato contenutistico, che fa leva sulla sfera introspettiva e la canalizza verso una sorta di continuità ideale, protesa all’infinito, all’assoluto, al divino.

  • Intervista a Matteo Fieno: realtà e fantasia, essenza e apparenza

    Ancora una volta il poliedrico artista Matteo Fieno è stato intervistato, questa volta per parlare del suo stile espressivo. “Nel percorso di ricerca di Matteo Fieno, compiuto con fervida passione e innata attitudine, si comprende subito come il concetto di Arte per l’Arte fine a se stesso non lo attiri per niente” asserisce la Dott.ssa Elena Gollini e continua “piuttosto si lascia conquistare dal desiderio di guardarsi intorno, nel contesto in cui vive, opera e si muove, per raccogliere elementi preziosi da traslare e trasportare come linfa vitale primaria del sua espressione comunicativa”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: realtà/fantasia;
    R: Posso dire che la realtà è un recipiente pieno di stimoli per la mia fantasia. Sicuramente con gli anni e l’esperienza ho sviluppato la capacità di essere realista e va da sé che sono riuscito a far frutto della mia creatività in modo più concreto. Mi vengono in mente le celebri parole di Basquiat: “Non penso all’arte per fare arte ma alla vita per fare arte”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: essenza/apparenza;
    R: Sicuramente è una domanda pertinente a quello che faccio in quanto dall’apparenza, o ancora meglio da un’impressione, cerco di creare una sintesi del vissuto dei miei personaggi, permettendomi di arrivare alla loro essenza.

  • Matteo Fieno il pittore delle donne

    La gestualità bilanciata e l’armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo. Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l’esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell’attenzione per dare maggior risalto all’intera narrazione. Le opere possiedono “un’intelligenza attiva” permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e “giocosità”. Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il “deposito interno” di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.

    La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: “Quella di Matteo Fieno è un’arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un’estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell’intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l’antico e il moderno in un’incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi“. Inoltre ha sottolineato: “Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell’arte. Considera l’arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest’ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell’apparire e dell’essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell’illustre storico dell’arte Arturo Schwarz che asseriva che -un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un’emozione, essere iniziatica“.

  • Mauro Maisel eclettico sperimentatore creativo

    L’arte di Mauro Maisel non è “ingabbiata” e condizionata da alcun canone estetico ferreo e rigoroso e si abbandona a dare pieno e libero sfogo al suo fervido e incalzante spirito creativo. Si muove con maestria e autorevole padronanza della materia, conferendo alla tavolozza cromatica un ruolo basilare e primario nella costruzione scenica. Il colore ricco e corposo nella stesura e nella partitura delle sfumature tonali viene distribuito generosamente, definendo e scandendo il ritmo dell’intera superficie narrativa e garantendo un risultato finale molto gradevole e piacevole alla vista. La produzione eterogenea si articola in un’espressione personalizzata e soggettiva, dove l’informale e l’astrazione coesistono insieme all’interno di una progettualità artistica versatile e poliedrica. La ricerca cromatica espressionista è il risultato dell’equilibrato rapporto tra gestualità ed emotività, il tutto ben controllato e monitorato da una mente ingegnosa, sempre vigile, capace di guidare la mano e fermarla nel momento giusto con un’esecuzione precisa e puntuale. Mauro Maisel concentra l’attenzione sulla tensione interiore, con uno stile in cui predomina l’essenza rispetto all’apparenza, spostando il punto di vista del fruitore ben al di sopra di una semplice alternanza visionaria e indirizzandosi verso l’interiorità del colore. Crea guardando il mondo con gli occhi del cuore, superando i limiti formali dell’apparenza con un approccio fortemente intimista.

    La dottoressa Elena Gollini nel cogliere i tratti salienti del suo operato creativo ha sottolineato: “La ricerca artistica di Mauro Maisel confluisce nella ricerca del moto interiore della sua anima e si rivela nella ricerca di luce, colore, dinamismo vitale. Analizzando in modo introspettivo la produzione si comprende che è posta ad un crocevia tra diverse tendenze e sperimentazioni. La sintesi narrativa che realizza si manifesta nella potente valenza energetica del colore, puramente e sostanzialmente molto incisivo. In un grumo di colore si raggruppano idee, percezioni, pensieri, sentimenti, emozioni. Le commistioni e le mescolanze cromatiche generano visioni plastiche di fantasia che equivalgono al ritratto del vero, rivisitato e trasformato dall’immaginario fantastico. La sua arte si può ricondurre ad un linguaggio astratto d’orientamento futurista e metafisico, scorgendo gli aspetti di un procedimento alchemico a cui fa riferimento, dove il senso di dispersione nello spazio e di leggerezza della materia insieme alla componente luminosa, arrivano ad una sintesi formale estrema, dopo aver filtrato ogni fattore della realtà visibile. In ciò si raggiunge anche a intesi tra la realtà interiore di Mauro e il mondo che lo circonda“.

  • Alessandro Zucca emerge come giovane talento del panorama pittorico attuale

    Alessandro Zucca si inserisce a buon conto nel variegato panorama pittorico contemporaneo con un percorso creativo meritevole di attenzione. Alessandro riesce a fare rivivere tramite la materia pittorica dei messaggi di grande passionalità e sensibilità, che appartengono ad un’indole artistica di forte spessore. Le opere sono elaborate con sicurezza e competenza d’azione e acquisita conoscenza dei mezzi strumentali e delle tecniche esecutive, delineando un’impronta stilistica responsabile, coerente e accorta, che sorregge la vena ispiratrice estremamente versatile, eclettica e poliedrica. Le forme e i volumi delle composizioni sono armoniosi e proporzionati, consentendo una piena sintonia e assonanza strutturale e producendo un’elegante e ricercata plasticità. Queste qualità compositive sono un riferimento primario nel suo percorso evolutivo di ricerca e sperimentazione e gli permettono di raggiungere una costante e crescente forza espressiva. Alessandro ha una visione moderna del fare arte, dimostrando un fantasioso potenziale creativo e apportando alla pittura significati e simboli non consueti, in nome di un’arte protesa alla comunicazione innovativa, mai scontata e mai ripetitiva.

    Su di lui la dottoressa Elena Gollini ha commentato:”Il linguaggio pittorico di Alessandro Zucca denota una personalità umana e artistica incisiva, carismatica, fantasiosa, ricca di vitalità e di contenuti, che lascia emergere uno spirito d’inventiva vivace e passionale, ma al contempo riflessivo e meditativo. La sua pittura rispecchia appieno il suo essere. Nell’alchimia strutturale delle rappresentazioni si delinea una forma di richiamo ed esortazione collettiva e sociale, per coinvolgere l’osservatore con chiavi di lettura di profonda valenza. La sua è un’arte studiata e meditata, fulcro nevralgico di simboli, metafore e allusioni esistenziali importanti. Un’arte pregnante di significati concettuali in codice, realizzata con lungimirante proiezione e razionale capacità di pensiero analitico. Una pittura che racchiude progettualità, abilità, sentimento e amore, in un armonioso intreccio a commistione fissato sulle tele. C’è in Alessandro l’idea della comunicazione intesa come offerta del sé, dell’esperienza artistica concepita come servizio da condividere e mettere a disposizione degli altri. Le composizioni hanno una formula quasi magica molto accattivante e un’impronta visionaria onirica. Le costruzioni sceniche possiedono un immediato impatto visivo e catalizzano da subito l’attenzione dello spettatore, in modo attivo e partecipe, facendosi apprezzare anche nella loro fruizione estetica di piacevole orchestrazione“.

  • Intervista: Matteo Fieno in mostra collettiva a Barletta e Savona

    D: Il mese di Marzo si preannuncia intenso con due importanti esposizioni collettive, a Barletta e a Savona; come ti sei preparato per questi due appuntamenti?
    R: Per la collettiva di Savona non sono ancora stato informato nel dettaglio in quanto gli organizzatori vogliono mantenere l’effetto sorpresa! So solamente che si terrà dal 23 al 29 Marzo a Palazzo Nervi, sede della Provincia di Savona, e sarà un’esplosione di colori. Mentre per l’esposizione di Barletta, che avrà luogo presso la Galleria ZeroUno dal 13 al 27 Marzo non mi è stato assolutamente difficile prepararmi in quanto mi sento in perfetta sintonia con il tema e titolo dell’evento “Non sogni”. Infatti il primo obiettivo del mio lavoro è creare dei personaggi che offrano degli spunti a tutte quelle persone che sentono un desiderio di fanciullezza: in ogni personaggio c’è un qualcosa di volutamente celato che offre un assist all’individuo per dare spazio alla propria interpretazione e dare forma ai propri SOGNI.

    D: Ci racconti che tipologia di mostre sono; quali altri artisti avrai accanto a te? Quali organizzazioni le gestiscono?
    R: La mostra di Barletta si intitola “Non Sogni” ed è una collettiva incentrata sul binomio “Arte e Cinema”, in particolare sulla pellicola di animazione “Sing”. L’esibizione è a cura della dottoressa Anna Soricaro ed è patrocinata dalla Fondazione De Nittis. Gli altri artisti che espongono sono Assunta Cassa, Alberto Capparoni e Salvo Privitera. La collettiva di Savona curata da Luigi Cerruti si intitola “Colorfull” ed è patrocinata della Provincia di Savona.

    D: Con quali criteri di scelta hai individuato le opere da portare nelle due mostre? Quali sono le loro caratteristiche salienti e i tratti distintivi?
    R: I lavori esibiti a Barletta sono stati scelti dalla dottoressa Anna Soricaro, da parte mia c’è stato grande apprezzamento per le sue scelte. Le opere si distinguono per una chiara componente cinematografica in quanto i miei personaggi femminili evocano un’atmosfera e raccontano un “background”. Per Savona sto ancora facendo uno studio approfondito sui lavori che più si identificano con il tema del colore. Nei prossimi giorni mi consulterò con l’organizzatore.

  • Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

    La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

  • Inaugura Pro Biennale di Vittorio Sgarbi a Venezia il 5 maggio

    Si prevedono giorni di fermento, quelli che vedranno Venezia impegnata artisticamente ai primi di maggio. Oltre all’attesa Biennale d’Arte, infatti, la città lagunare ospiterà la Pro Biennale, organizzata da Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi.

    Prevista per domenica 5 maggio l’alzata del sipario in due sedi distinte. Ecco un assaggio di quello che si andrà a vivere in questa giornata: i riflettori si accenderanno alle 13 allo Spoleto Pavilion in Calle dei Cerchieri 1270. La sede, ubicata in Campo San Barnaba, nel sestiere di Dorsoduro, si trova a pochi passi dal Museo Leonardo da Vinci.

    Tuttavia il vernissage proseguirà ufficialmente dalle 15 alla Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810), vicino al Ponte di Rialto. Il culmine dell’evento si avrà con l’arrivo del noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, qui per presentare la kermesse assieme all’ideatore e organizzatore dell’evento Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e a molti altri ospiti illustri, come Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Beppe Convertini, conduttore e attore. La giornata si concluderà poi con un momento conviviale al ristorante “Le Maschere” Starhotels, a pochi metri dalla Scuola.

    Numerose altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo aderiranno alla Pro Biennale offrendo il loro prezioso contributo. Tra queste si citano il soprano Katia Ricciarelli e l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, già presenti nelle scorse edizioni. Contribuiranno alla splendida realizzazione della mostra anche la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, la communication manager Daniela Testori e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Ma la scaletta di ospiti è ancora lunga e interessante. Continua infatti con diversi nomi, tra cui spiccano la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori che il 18 maggio, proprio alla Scuola Grande, terranno la conferenza Genio e follia nell’arte. Mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa, e Valerio Favero, vicepresidente del Museo Canova, chiudono il ricco parterre di vip. Senza dimenticare l’intervista agli artisti in esposizione da parte di Patrick di Striscia La Notizia.

    In un contesto così ampio come quello della Biennale, Pro Biennale si presenta come una finestra sull’arte contemporanea che, a detta del professore, «è espressione di individualità, di libertà individuale, quindi ognuno è re di se stesso. C’è una regalità individuale di cui  l’arte è l’espressione più diretta e perciò è il modo più alto in cui uno può affermare quello che ha dentro o di esprimersi, quindi è un diritto importante ed è l’unica identità dell’arte in questo momento, dovunque si esprima nel mondo e dunque anche in Italia» e, scendendo nel dettaglio, a maggior ragione a Venezia.

    La Scuola Grande di San Teodoro resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, mentre lo Spoleto Pavilion dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected].

  • Milano Art Gallery omaggia la donna con una mostra presentata da Maria Rita Parsi

    8 marzo, festa della donna, Milano Art Gallery, arte senza confini. Bastano poche cose per rendere una giornata memorabile come quella di venerdì 8 marzo. Se poi a presentarla c’è la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi l’evento diventa un’occasione di dialogo profondo. In via Alessi 11, alla Milano Art Gallery è stata inaugurata con queste premesse la mostra L’arte delle donne. Organizzata dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto partecipi anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e mons. Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa Cristiana Antica e Apostolica di ispirazione ortodossa.

    L’inaugurazione si è confermata quale evento pensato per le donne, oltre che sulle e con le donne. Donne che in comune sono artiste e non solo. La kermesse si è voluta rivolgere anche ad artisti che si ispirano al mondo femminile. Tutto ciò che riguarda l’universo femminile è diventato motivo di discussione attraverso le opere esposte alla Milano Art Gallery e l’intervento di Maria Rita Parsi, a tratti commovente.

    Rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino al 27 marzo le opere di talentuosi artisti contemporanei come: Anna Actis Caporale, Ametista Arnaldi, Stefano Balzano, Alda Boscaro, Teresa Carcasio, Loredana Caretti, Maria Cavaggioni, Felice Cremesini, Marina Crisafio, Daniela Da Riva, Francesca D’Alessio, Antonio D’Amico, Lina De Demo, Gloria De Marco, Maria Pia Di Prossimo, Mirta Diminić, Jacqueline Domin, Sonia Fiacchini, Grazia Foti, Francesca Gabriele, Gabriella Galli, Rosangela Giusti, Sonia Lamia, Gabriella Legno, Pietro Lembo, Gorizio Lo Mastro, Fabiana Macaluso, Giovanna Magugliani, Rosa Maria Marongiu, Rita Monaco, Irma Mores, Marisa Muzi, Päivyt Niemeläinen, Roberta Pagnoni, Sara Pezzoni, Daniela Poduti Riganelli, Giulia Quaranta Provenzano, Maria Grazia Ruggiu, Liliana Scocco, Laila Scorcelletti, Caterina Spatafora, Luciano Tonello, Anna Trzuskolas, Milena Vegnaduzzo e Lucietta Visciglia.

  • Ventiquattro = uno a Monsampolo del Tronto

    ll 20 gennaio 2019 alle ore 16.00 il Comune di Monsampolo del Tronto e Marche Centro d’Arte danno il via al loro nuovo progetto con l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo Sala Ipogei “Galleria Marconi” sito in via Fratelli Kennedy nel borgo di Monsampolo del Tronto.
    L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto. L’inaugurazione della Sala Ipogei ”Galleria Marconi” è il momento più alto di tale strategia, alla luce degli oltre venti anni di attività della Galleria, un tempo nel comune di Cupra Marittima, e della notorietà a livello nazionale riconosciutagli per la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi: “Alcuni mesi fa ho deciso di chiudere il mio spazio di Cupra Marittima, ho ricevuto tante attestazioni di stima per il lavoro svolto e voglio ringraziare tutti per il sostegno datomi in una delle scelte più dolorose della mia carriera professionale. Oggi parto per questa nuova avventura, grazie alla fiducia e al sostegno che il Comune di Monsampolo del Tronto ha voluto rivolgermi. In questi anni ho fatto dell’onestà un punto fermo e credo che sia il solo modo per poter lavorare e camminare a testa alta. Lino Rosetti mi ha spinto a proseguire e, con Marche Centro d’Arte, mi è ancora una volta vicino in questa avventura. Proporre Arte Contemporanea è una scelta difficile, ma continuo ancora a credere che solo l’arte e la cultura possano salvarci, perché sono l’espressione, forse più alta, dell’umanità in grado di contrastare l’imbarbarimento di questo tempo. Voglio ringraziare tutti i collaboratori che ancora una volta sono al mio fianco e tutti quelli che verranno a festeggiare con noi.”

    L’inaugurazione proporrà una serie di eventi riuniti nel progetto Ventiquattro = uno, pensato per costruire idealmente questo passaggio al nuovo spazio espositivo Spazi Ipogei “Galleria Marconi” sede delle attività di Marche Centro D’Arte.
    Gli eventi per l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo sono molto articolati. Si parte alle ore 16.00 presso Spazi Ipogei “Galleria Marconi” con l’apertura della collettiva Mangiare (IL) bene a cura di Nikla Cingolani. La mostra propone le opere di Federica Amichetti, Karin Andersen, Attinia, Luca Bidoli, Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Peter De Boer, Armando Fanelli, PierFrancesco Gava, Carla Mattii, Sabrina Muzi.

    “«Non si mangia mai da soli, ecco la regola del “si deve mangiare bene”. È una legge dell’ospitalità infinita. E tutte le differenze, le rotture, le guerre (si può anche dire le guerre di religione) hanno in palio questo mangiar bene, oggi più che mai. Anche il Bene si mangia, bisogna mangiare il Bene.»
    Un messaggio di un’attualità sorprendente
    Da questa riflessione tratta da Il faut bien manger. O il calcolo del soggetto di Jacques Derrida, nasce il progetto Mangiare (IL) Bene.
    «BISOGNA BEN MANGIARE” “BISOGNA MANGIARE BENE” “BISOGNA MANGIARE IL BENE». (Jaques Derrida)
    Il cibo è un bene comune che riveste un ruolo di primaria importanza nella nostra vita quotidiana come fonte di nutrimento, strumento di aggregazione sociale e di piacere, protagonista di pratiche rituali, indicatore di ogni stile di vita. Per questo l’Arte diventa strumento ideale per veicolare ogni attributo di valore riconosciuto a livello universale.” (Nikla Cingolani)
    Il progetto Mangiare (IL) Bene era stato ideato dalla curatrice in occasione di EXPO 2015, oggi viene riproposto, riattualizzato e ripensato, per riprendere un percorso che nasce e si estrinseca dalla simbiosi di linguaggi artistici e culturali.

    La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 aprile 2019. Dopo l’inaugurazione della collettiva a seguire sono previsti altri quattro eventi che si svolgono in vari punti del borgo:

    -Il primo: negli Ipogei attigui a Spazi Ipogei Galleria Marconi sarà installata una selezione di sculture dell’artista Franco Anzelmo. “Come fossero su un filo ideale le figure di Franco Anzelmo si concentrano su delicati equilibrismi, fisici, psicologici e/o ideali. Sospese e sorprese in un attimo di stupore, di osservazione o di ricerca, si reggono sul delicato equilibrio tra esterno ed interno, tra terra e cielo, in un percorso complesso ma suggestivo.” (Dario Ciferri)

    -Il secondo: nel Museo della Cripta sarà presentata una selezione di sculture di Josephine Sassu. “La precarietà dell’esistenza e il bisogno di incarnare la durata si scontrano, nell’opera di Josephine Sassu, sul terreno del paradosso e del motto di spirito. Nei suoi interventi artistici, il tempo della durata è continuamente messo alla prova. I lavori mostrano un mondo sempre in uno stato di catastrofe permanente, sull’orlo di una fine definitiva.” (Anna Rita Chiocca)

    -Il terzo: nello spazio esterno adiacente il Museo della Cripta sarà proiettato il video di Rita Vitali Rosati Mi chiamo Rita, ballo, canto, scrivo versi in notturna. “L’artista in un certo senso riduce il mondo al palcoscenico in cui riproduce la condizione sonora di un momento affollato di un aeroporto di una stazione, di un supermercato e lo trasforma in un momento lirico fatto di poesie, poesie per una società che ormai considera anche il silenzio un benefit da pagare con un supplemento sul biglietto del treno.” (Stefano Verri)

    Alle 19,00 verrà offerto un aperitivo agli intervenuti con la collaborazione degli sponsor-partner: Fritto Misto Lab di Monsampolo del Tronto e Vini San Giovanni di Offida.

    -Il quarto: l’evento conclusivo della manifestazione, presso il Teatro comunale, sarà un breve estratto dell’opera:”Vultus, così pronta alla scomparsa” della Compagnia e.Artes cum Panis diretta da Mizar Astrid Tagliavini, con le performer Dafne Ciccola, Francesca Fazi, Mizar Tagliavini. Lo spettacolo prende le mosse da una tela giovanile di Franco Marconi. Volto nei volti, la tela interroga, proietta e quasi a tu per tu sembra domandare “perché mi guardi?”. I contorni definiti dai dettagli liquidi sembrano voler dare contenimento all’inconscio straripante di chi sofferma lo sguardo su quegli occhi senza luce, eppur così presenti.

    Info e Contatti

    ufficio stampa/press agent by Dario Ciferri
    fotografia/photography by Catia Panciera
    allestimenti/preparation by Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    dal 20 gennaio al 15 aprile 2019
    from 20th January to 15th April 2019
    orario: dalle 16.00 alle 19.00
    opening time: 4.00 to 7.00 p.m.

    Spazi Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    Tel 3332240002
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • Inaugurazione Mostra “non ci sono santi” @B17 – 12/12/2015

    Non ci sono santi @ B17
    Inaugurazione Mostra
    Sabato 12 Dicembre 2015 ore 19:00
    Via Agostino Bertani 17  – Trastevere – Roma

    Scherza coi Fanti.
    E vieni pure a scoprire i Santi che hanno risposto all’appello di 23 coraggiosi illustratori.
    Oltre duemila anni di storia e tradizione condensati in una carrellata di esperienze completamente differenti, un confronto con le storie di questi personaggi esemplari, una sfida alla rappresentazione iconografica classica scevra da influenze di committenti.

    Una mostra d’eccezione di illustrazioni originali inedite, un percorso nelle stanze di B17 attraverso le credenze e le miscredenze, i colori e le tecniche. Un unico formato per superfici, profondità e letture diverse.

    Una mostra senza pari in un momento in cui –  non ci sono santi! – bisogna sentirsi liberi di dire la propria!

    Saranno presenti fra gli altri:

    S. Agata – S. Antonio Abate – S. Bartolomeo – S. Caterina d’Alessandria – S. Cristoforo – S. Eustachio Placido – S. Felice – S. Fermina – S. Francesco d’Assisi – S. Gennaro – S. Giovanna d’Arco – S. Giovanni Battista – S.Giuseppe – S. Lucia – S. Macario Romano – S. Maria – S. Maria Maddalena – S. Menà – S. Michele – S. Pescatrice – S. Pupa de Roma – S. Sebastiano – S. Velimir

    In occasione della mostra saranno disponibili anche delle riproduzioni in edizione limitata delle opere esposte.

    Inaugurazione e aperitivo ore 19:00 di Sabato 12 Dicembre.

    I santi inizieranno a dare spazio a tutta la collezione di B17 già da Venerdì 18 Dicembre.
    @ B17 la cultura è contaminazione e rispetto, non tolleranza.

    Hanno collaborato al progetto:

    Alessandra Cimatoribus – Antonello Silverini – Arianna Papini – Alessandro Ferraro – Francesca Carabelli – Cristiana Cerretti – Lorenzo Terranera – Lucio Villani –  Fabio Magnasciutti – Cecco Mariniello – Marco Corona  – Alida Massari – Lucia Sforza  – Felicita Sala  – Michele Fabbricatore – Marco Paschetta  – Valerio Paolucci – Stathis Petropoulos – Luca Ralli – Lorenzo De Luca – Daniele Dickman – Francesca Protopapa – Rossana Bossù

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    Per maggiori informazioni
    B17 Illustrations
    Via Agostino Bertani, 17
    00153 Roma
    www.facebook.com/b17illustrations
    [email protected]
    Studio:     +39 (0)65 8300 135

    B17 Illustrations è una associazione volta alla promozione della cultura dell’illustrazione “fuori dai libri”.
    lo spazio ospita abitualmente illustrazioni originali, stampe,  monili e sculture di:

    Alessandra Cimatoribus – Andrea Rivola – Chiara Rapaccini – Daniela Tieni – Caterina Bolasco – Eva Montanari – Flavia Sorrentino – Ilaria Governatori – Alessia Dionisi –  Antonello Silverini – Simone Rea – Arianna Papini – Cristiano Quagliozzi – Gianni De Conno – Alessandro Ferraro – Francesca Carabelli – Cristiana Cerretti – Francesca D’ Ottavi – Marco Cazzato – Lorenzo Terranera – Lucio Villani – Cristiana Giucciardo –  Fabio Magnasciutti – Cecco Mariniello – Maria Luisa Di Gravio – Stefano Bessoni – Sarolta Szulyovszky – Marco Corona – Les Badettes – Sonia Marialuce Possentini – Chiara Carrer – Serena Balbo – Philip Giordano – Ronberto Capone – Federico Appel – Alida Massari – Lucia Sforza – Pham Phatal – Altaluna – Carola Ghilardi – Edizioni Precarie – Hassan Amekan – Ofra Amit – Felicita Sala – Marco Somà – Philip Giordano – Michele Fabbricatore – Marco Paschetta  – Valerio Paolucci – Stathis Petropoulos – Dulk – Lapis an Plus – Manlio Santoro – Martapesta