Tag: art

  • PierGió artista di ricerca e di riflessione

    Un’opera d’arte è quello che c’è dietro l’opera, non quello che vedi. Sulla scia di queste profonde riflessioni PierGió intraprende con slancio e passione il cammino artistico, accostandosi al filone informale con quell’entusiasmo e quell’energia insiti nel suo pregevole talento creativo. Per lui fare arte equivale ad esprimere appieno il suo essere in modo intimo, attraverso una completa e appagante libertà intellettuale. Nelle opere scorre e si percepisce un senso di infinito, di dimensione sconfinata e svincolata da limiti spaziali che accoglie lo sguardo dello spettatore e lo immette nella visione a tutto tondo. La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “La pittura per PierGió è un mezzo indispensabile per parlare di sé, per raccontare e raccontarsi, per sondare ed esplorare le stanze segrete e più recondite dell’anima e della mente, recuperando tramite l’atto creativo la sua parte più celata e inespressa. Le opere assumono il colore degli occhi e dell’anima di chi li osserva e li contempla con trasporto generando un potente scambio simbiotico con il fruitore“.

    Nelle creazioni realizzate da PierGió si riesce a cogliere la qualità intrinseca insita dentro esse. I materiali compositivi vengono armonizzati tra loro con un intreccio sinergico e l’impatto estetico risulta da subito gradevole alla vista. Dalle composizioni di inedita prospettiva materico-informale scaturisce una commistione di emozioni, sentimenti e sensazioni compenetranti, che stimolano la fantasia di lettura interpretativa e riescono a racchiudere e custodire intatto un momento intenso e di pregnante espressività. La narrazione si spinge verso contenuti allusivi e innerva una poetica di matrice astratta ricercata e molto accattivante che si libera in cromatismi lirici. L’ispirazione creativa si sposta verso la ricerca dell’universo infinito della psiche, catturandone gli anfratti più nascosti e non rivelati. Le opere sono frutto dell’inconscio modulato e incanalato dentro un’attenta ricerca e indagine di scandaglio e analisi introspettiva. Il senso estetico è permeato da un forte gusto personale nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica con tonalità incisive e di efficace resa scenica. Le creazioni compongono una sorta di “sequenza liturgica” insita nel compimento dell’atto e del gesto pittorico e sono frutto di un’illuminazione ispiratrice che proviene dall’osservazione del mondo sia esterno sia interno, nel tripudio appassionato della corrispondenza dei sensi.

  • Intervista: i ritratti di Rosanna Gaddoni tra ragione e sentimento

    Artista del ritratto, Rosanna Gaddoni è una pittrice e disegnatrice nata a Forlì, che dopo aver vissuto per qualche anno in Asia, si è stabilita in Olanda a Helmond, dove attualmente lavora e risiede. Avendo visto e sperimentato profondamente la condizione umana durante i suoi viaggi e nella vita, la sua arte parla di emozioni, vulnerabilità e umanità, e ogni aspetto dell’espressione visuale che include immagini, colori e che comunica emozioni, la attrae. Di seguito l’intervista a Rosanna Gaddoni.

    D: Quali sono le 3 componenti sceniche fondamentali per ottenere una resa ottimale del ritratto?
    R: Intendo la componente scenica di un ritratto quella qualità che attiva l’immaginazione di chi lo crea e di chi ne fruisce e che a mio parere ne manifesta la natura profonda. Scelgo di utilizzare tecniche di focalizzazione che ritraggono una parte del viso del soggetto per sottolineare il dettaglio: è infatti nelle micro espressioni che ci riveliamo integralmente e sono i piccoli dettagli del nostro viso, quelli che ricordano di noi le persone che ci amano. Prediligo i ritratti che raccolgono un istante rubato, come con uno scatto nascosto, perché nella lealtà del gesto che ci racconta senza pose, si svela il nostro messaggio di unicità, che rende i ritratti così affascinanti e seduttivi. Un’ulteriore componente di grande importanza è la scelta di esecuzione del contrasto di ombra e luce, in coerenza con l’emotività e la drammaticità del ritratto. Anche l’anima più luminosa ha le sue ombre con le quali giocare.

    D: Come coniughi la combinazione di queste parole dentro la tua formula espressiva: anima/mente ragione/sentimento;
    R: Non c’è opera d’arte che non esprima l’umanità dell’artista, a mio parere presente anche nell’arte concettuale e nell’iperrealismo. Esprimersi significa per me esternare il risultato di una pressione interna, il prodotto di un movimento interiore. Anima e mente si compenetrano nell’arte, così come ragione e sentimento. Ciò che creo in un’opera d’arte e che risponde al mio bisogno animico di espressione viene prima immaginato e ricreato nella mia mente. Il mio intento è di ricreare lo stesso processo di empatia e imitazione in chi guarda e per questo ho scelto la ritrattistica e la pittura astratta come mezzi di espressione principali (o forse queste due tecniche hanno scelto me). Nel ritratto, il figurativo non si sovrappone al messaggio artistico, al contrario ne è vettore, nel momento in cui le emozioni vengono riconosciute e vissute in chi crea e in chi fruisce dell’opera. Nella pittura astratta l’interdipendenza tra razionalità e irrazionalità (ragione/sentimento) è ancora più rafforzata, perché ognuno di noi attribuisce ad una pittura astratta un significato, un pensiero, in quanto rappresentazione delle domande più profonde, delle nostre interrogazioni senza risposta, e di conseguenza, una risposta emotiva. Non cerco di dare risposte, ma di sollecitare le domande nascoste della nostra anima e dei nostri sentimenti per farle vivere attraverso la coscienza della mente e della ragione, che danno a ognuno di noi un proprio linguaggio di codifica dell’opera d’arte.

  • Intervista a Matteo Fieno: realtà e fantasia, essenza e apparenza

    Ancora una volta il poliedrico artista Matteo Fieno è stato intervistato, questa volta per parlare del suo stile espressivo. “Nel percorso di ricerca di Matteo Fieno, compiuto con fervida passione e innata attitudine, si comprende subito come il concetto di Arte per l’Arte fine a se stesso non lo attiri per niente” asserisce la Dott.ssa Elena Gollini e continua “piuttosto si lascia conquistare dal desiderio di guardarsi intorno, nel contesto in cui vive, opera e si muove, per raccogliere elementi preziosi da traslare e trasportare come linfa vitale primaria del sua espressione comunicativa”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: realtà/fantasia;
    R: Posso dire che la realtà è un recipiente pieno di stimoli per la mia fantasia. Sicuramente con gli anni e l’esperienza ho sviluppato la capacità di essere realista e va da sé che sono riuscito a far frutto della mia creatività in modo più concreto. Mi vengono in mente le celebri parole di Basquiat: “Non penso all’arte per fare arte ma alla vita per fare arte”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: essenza/apparenza;
    R: Sicuramente è una domanda pertinente a quello che faccio in quanto dall’apparenza, o ancora meglio da un’impressione, cerco di creare una sintesi del vissuto dei miei personaggi, permettendomi di arrivare alla loro essenza.

  • I ritratti del cuore di Rosanna Gaddoni

    Osservando i lavori di Rosanna Gaddoni si comprende come lei concepisce il disegno e la pittura, intesi come manifestazioni naturali che sono insite nell’uomo e fuoriescono come la lava di un vulcano. La pittura le permette di continuo di conoscere se stessa, quello che cerca, quello che è, quello in cui crede. Nei quadri di stampo figurativo con predilezione per la formula del ritratto, le immagini evidenziano un senso di bellezza, equilibrio e armonia poetica. L’ispirazione saldamente radicata coincide con la conoscenza di se stessa e guardando le sue opere è come guardarsi dentro nel profondo davanti ad uno specchio che riflette. Rosanna si impegna con costanza e dedizione per coltivare, educare e sviluppare il suo talento innato con sensibile coscienza e spiccato intuito creativo. È fermamente convinta che, se ci si adagia passivi sulle vane glorie dell’esistenza si provoca l’inaridimento e la morte dello spirito critico e bisogna dunque rafforzare la capacità di saper apprezzare e valorizzare i doni e le virtù che la vita offre e trasportarle nella propria vena creativa.

    La dottoressa Elena Gollini ha voluto evidenziare alcune riflessioni significative sul percorso pittorico di Rosanna spiegando: “Il linguaggio artistico di Rosanna Gaddoni si può ricollegare al famoso postulato del filosofo greco Eraclito, riferito al cosiddetto concetto del -Panta Rei- cioè del -tutto scorre- inteso come tutto è soggetto a mutazione, cambiamento e trasformazione costante e continua nel tempo. In tal senso, per Rosanna allo spettatore dell’opera d’arte deve essere data la possibilità non solo di osservare e di capire, ma anche di toccare con mano ed essere causa delle mutazioni presenti in essa, mutazioni che riguardano la materia così come il pensiero, l’idea e gli equilibri generati dall’artista-creatrice. Mutazioni che riguardano altresì chi possiede l’opera e ha deciso di condividere con essa un percorso e uno spazio fisico, tenendo conto che non siamo tutti i giorni uguali, non abbiamo tutti i giorni le stesse predisposizioni emozionali e sentimentali e le stesse percezioni sensoriali, estatiche e visionarie“.

  • Matteo Fieno il pittore delle donne

    La gestualità bilanciata e l’armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo. Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l’esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell’attenzione per dare maggior risalto all’intera narrazione. Le opere possiedono “un’intelligenza attiva” permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e “giocosità”. Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il “deposito interno” di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.

    La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: “Quella di Matteo Fieno è un’arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un’estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell’intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l’antico e il moderno in un’incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi“. Inoltre ha sottolineato: “Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell’arte. Considera l’arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest’ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell’apparire e dell’essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell’illustre storico dell’arte Arturo Schwarz che asseriva che -un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un’emozione, essere iniziatica“.

  • Mauro Maisel eclettico sperimentatore creativo

    L’arte di Mauro Maisel non è “ingabbiata” e condizionata da alcun canone estetico ferreo e rigoroso e si abbandona a dare pieno e libero sfogo al suo fervido e incalzante spirito creativo. Si muove con maestria e autorevole padronanza della materia, conferendo alla tavolozza cromatica un ruolo basilare e primario nella costruzione scenica. Il colore ricco e corposo nella stesura e nella partitura delle sfumature tonali viene distribuito generosamente, definendo e scandendo il ritmo dell’intera superficie narrativa e garantendo un risultato finale molto gradevole e piacevole alla vista. La produzione eterogenea si articola in un’espressione personalizzata e soggettiva, dove l’informale e l’astrazione coesistono insieme all’interno di una progettualità artistica versatile e poliedrica. La ricerca cromatica espressionista è il risultato dell’equilibrato rapporto tra gestualità ed emotività, il tutto ben controllato e monitorato da una mente ingegnosa, sempre vigile, capace di guidare la mano e fermarla nel momento giusto con un’esecuzione precisa e puntuale. Mauro Maisel concentra l’attenzione sulla tensione interiore, con uno stile in cui predomina l’essenza rispetto all’apparenza, spostando il punto di vista del fruitore ben al di sopra di una semplice alternanza visionaria e indirizzandosi verso l’interiorità del colore. Crea guardando il mondo con gli occhi del cuore, superando i limiti formali dell’apparenza con un approccio fortemente intimista.

    La dottoressa Elena Gollini nel cogliere i tratti salienti del suo operato creativo ha sottolineato: “La ricerca artistica di Mauro Maisel confluisce nella ricerca del moto interiore della sua anima e si rivela nella ricerca di luce, colore, dinamismo vitale. Analizzando in modo introspettivo la produzione si comprende che è posta ad un crocevia tra diverse tendenze e sperimentazioni. La sintesi narrativa che realizza si manifesta nella potente valenza energetica del colore, puramente e sostanzialmente molto incisivo. In un grumo di colore si raggruppano idee, percezioni, pensieri, sentimenti, emozioni. Le commistioni e le mescolanze cromatiche generano visioni plastiche di fantasia che equivalgono al ritratto del vero, rivisitato e trasformato dall’immaginario fantastico. La sua arte si può ricondurre ad un linguaggio astratto d’orientamento futurista e metafisico, scorgendo gli aspetti di un procedimento alchemico a cui fa riferimento, dove il senso di dispersione nello spazio e di leggerezza della materia insieme alla componente luminosa, arrivano ad una sintesi formale estrema, dopo aver filtrato ogni fattore della realtà visibile. In ciò si raggiunge anche a intesi tra la realtà interiore di Mauro e il mondo che lo circonda“.

  • Intervista all’artista ritrattista Rosanna Gaddoni

    Pittrice e disegnatrice nata a Forlì, attualmente vive e lavora in Olanda. Tramite l’utilizzo di diverse tecniche e strumenti, come il carboncino, la matita e la fusaggine, Rosanna crea ritratti realistici con un personale tratto, intenzionato a investigare l’animo umano attraverso il contrasto del bianco e nero. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: L’arte del ritratto ha radici antichissime. Quali sono le fonti a cui ti ispiri?
    R: Le opere d’arte che rappresentano il volto umano sono sempre state di mio interesse. In particolare, dopo l’invenzione della fotografia, il ritratto ha perso la funzione di documento storico, potendo fiorire in sperimentazioni per esplorare ed esprimere la complessità interiore dell’uomo. La ritrattistica moderna e contemporanea è per me, quindi, fonte di grande ispirazione per la capacità di investigare l’animo umano. La produzione di Egon Schiele in particolare mi ha indirizzato alla ricerca di espressività dei ritratti, alla possibilità di trasmettere vibrazioni ed emozioni di grande intensità, pur mantenendomi nel solco del figurativo. Dal punto di vista tecnico, utilizzo spesso nei miei ritratti la tecnica fotografica del “close up”, per evidenziare il dettaglio. Mi ispiro anche all’intensità e alla drammaticità del chiaroscuro, di cui le composizioni di Caravaggio sono esempi formidabili, e all’arte giapponese Sumi-E. Prediligo infatti disegnare ritratti di forte contrasto tra luce e ombra (bianco/nero), come espressione visuale di tensione interiore, e ricercare angolazioni del ritratto non convenzionali.

    D: Quali sono le componenti particolari che vuoi mettere più in evidenza in un ritratto?
    R: Nel mio lavoro artistico voglio comunicare il valore e la profondità dell’essere umano, della sua Umanità (intesa come forza e vulnerabilità) che si esprime nelle espressioni del viso, come linguaggio corporeo, in diretto contatto con le emozioni profonde. Penso che in un mio ritratto si incontrino le anime di tre diversi soggetti: chi viene ritratto, io che ritraggo e chi osserva. Per questo voglio che il disegno trasudi spirito ed emozioni, quelle che io so leggere in colui/colei che ritraggo, e che queste ultime vengano percepite e sentite dall’osservatore. In questo unione virtuosa di intendimenti, si sviluppa una energia e una consapevolezza che ci arricchiscono interiormente.

    D: Perché prediligi la tecnica del bianco e nero?
    R: Da giovane ragazza appassionata d’arte ho avuto la grandissima fortuna di visitare una mostra fotografica di Cartier-Bresson a Bologna. I suoi scatti in bianco e nero raccontavano la Roma del Dopoguerra nei primi anni Cinquanta ed erano presenti alcuni dei suoi famosi ritratti. Posso dire di essere stata folgorata dall’intensità di quelle foto in bianco e nero, a cui non mancava nulla e che comunicavano tutto. Il disegno figurativo in bianco e nero è a mio parere il connubio di semplicità e complessità, realtà e sofisticazione allo stesso tempo, ed è il metodo da me utilizzato per i ritratti. Nella mia esplorazione dell’animo umano, il ritratto in bianco e nero mira all’essenziale, quello che rimane oltre ai colori, che fa parte della memoria, e di ciò che le nostre sensazioni sono in grado di percepire e sublimare nella nostra visione e conoscenza interiore dell’altro, al di là dell’immagine.

  • Rosanna Gaddoni: ritratti fatti ad arte

    L’arte del ritratto ha origini e radici molto antiche e vanta grandi maestri tra i precursori di questa formula stilistica così suggestiva e pregnante di visionarietà profonda. Nel solco di questa prestigiosa tradizione prende vita la corposa produzione di Rosanna Gaddoni, talentuosa artista del panorama contemporaneo. La mentalità aperta e l’indole cosmopolita le consentono di attingere dagli insegnamenti del passato e al contempo di rivisitarli e rielaborarli in chiave moderna, originale e personalizzata, imprimendo un proprio modus pingendi soggettivo, che diventa una connotazione distintiva esclusiva e caratterizzante di forte pregio espressivo.

    La portata comunicativa delle raffigurazioni è davvero sorprendente. Le immagini acquistano vita propria e sprigionano a tutto tondo una coinvolgente carica energetica e un vibrante dinamismo vitale. Il segreto di Rosanna è quello di saper fondere in perfetta alchimia di equilibrio compositivo il realismo della rappresentazione figurale, curata nel minimo dettaglio con grande perizia tecnica e la rievocazione emozionale e psicologica, che deriva dalla sua particolare sensibilità intuitiva nel saper catturare e carpire quella commistione di fattori emotivi che fanno la differenza sostanziale sul piano della resa scenica d’insieme.

    L’arte non si può separare dalla vita. È l’espressione della più grande necessità della quale la vita è capace” (Robert Henri).

  • Intervista: Matteo Fieno in mostra collettiva a Barletta e Savona

    D: Il mese di Marzo si preannuncia intenso con due importanti esposizioni collettive, a Barletta e a Savona; come ti sei preparato per questi due appuntamenti?
    R: Per la collettiva di Savona non sono ancora stato informato nel dettaglio in quanto gli organizzatori vogliono mantenere l’effetto sorpresa! So solamente che si terrà dal 23 al 29 Marzo a Palazzo Nervi, sede della Provincia di Savona, e sarà un’esplosione di colori. Mentre per l’esposizione di Barletta, che avrà luogo presso la Galleria ZeroUno dal 13 al 27 Marzo non mi è stato assolutamente difficile prepararmi in quanto mi sento in perfetta sintonia con il tema e titolo dell’evento “Non sogni”. Infatti il primo obiettivo del mio lavoro è creare dei personaggi che offrano degli spunti a tutte quelle persone che sentono un desiderio di fanciullezza: in ogni personaggio c’è un qualcosa di volutamente celato che offre un assist all’individuo per dare spazio alla propria interpretazione e dare forma ai propri SOGNI.

    D: Ci racconti che tipologia di mostre sono; quali altri artisti avrai accanto a te? Quali organizzazioni le gestiscono?
    R: La mostra di Barletta si intitola “Non Sogni” ed è una collettiva incentrata sul binomio “Arte e Cinema”, in particolare sulla pellicola di animazione “Sing”. L’esibizione è a cura della dottoressa Anna Soricaro ed è patrocinata dalla Fondazione De Nittis. Gli altri artisti che espongono sono Assunta Cassa, Alberto Capparoni e Salvo Privitera. La collettiva di Savona curata da Luigi Cerruti si intitola “Colorfull” ed è patrocinata della Provincia di Savona.

    D: Con quali criteri di scelta hai individuato le opere da portare nelle due mostre? Quali sono le loro caratteristiche salienti e i tratti distintivi?
    R: I lavori esibiti a Barletta sono stati scelti dalla dottoressa Anna Soricaro, da parte mia c’è stato grande apprezzamento per le sue scelte. Le opere si distinguono per una chiara componente cinematografica in quanto i miei personaggi femminili evocano un’atmosfera e raccontano un “background”. Per Savona sto ancora facendo uno studio approfondito sui lavori che più si identificano con il tema del colore. Nei prossimi giorni mi consulterò con l’organizzatore.

  • Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

    La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

  • Kånken Art, l’arte ha una nuova forma

    Dopo che alcuni anni fa Kånken è stato ufficialmente designato da Svensk Form come opera d’arte, Fjällräven ha pensato che fosse ora di celebrare questo traguardo con stile. Lo sta facendo con il lancio di due zaini Kånken in edizione speciale. Agli artisti svedesiCecilia Heikkilä e Erik Olovsson sono state commissionate stampe esclusive che rappresentano il loro personale rapporto con la natura, unitamente a un tocco della giocosità di Kånken.

    Kånken è nato nel 1978 come una soluzione pratica a un problema pressante. In quel periodo, infatti, i disturbi alla schiena si stavano diffondendo in tutta la Svezia e non solo tra gli adulti, ma anche tra i bambini. Questo preoccupò il fondatore di Fjällräven Åke Nordin, che decise di trovare una soluzione. E fu allora che nacque Kånken. Uno zaino semplice con lo spazio per due raccoglitori A4 e un portapenne per trasportare gli oggetti per la scuola in modo più facile e confortevole. Negli anni, Kånken è diventato più colorato (oggi è disponibile in oltre 50 combinazioni di colori) e più vario, con misure e materiali differenti (incluso Re-Kånken, realizzato con bottiglie di plastica riciclate); ma la forma base e la spontanea semplicità non sono cambiate. Tutto ciò, insieme alla sua storia, ha aiutato a farne un successo globale.

    Oggi infatti è molto più di uno zaino. È un’estensione della personalità di chi lo indossa. Viene fotografato, ricreato graficamente nell’arte e usato come un accessorio trendy. Così, quando è stato protetto da Svensk Form (The Swedish Society of Crafts and Design) come opera d’arte ed è divenuto uno dei protagonisti della storia culturale svedese, Fjällräven ha pensato che fosse naturale creare una competizione sui social media incoraggiando i possessori di un Kånken a condividere la loro Kånken Art.

    “Eravamo sbalorditi dai risultati”, dice Sarah Benton, responsabile social media di Fjällräven. “Non solo il livello artistico andava ben oltre le nostre aspettative, ma siamo rimasti impressionati dalla passione che circonda Kånken”.

    È per questo che, in seguito alla designazione di opera d’arte da parte di Svensk Form, Fjällräven ha chiesto a Erik e Cecilia di realizzare i pattern di Kånken Art. Inoltre, l’uno percento dei proventi della vendita di questi Kånken in edizione speciale andranno alla nuova Arctic Fox Initiative di Fjällräven, un fondo per sostenere i progetti che proteggono e preservano la flora, la fauna e l’outdoor.

    Cecilia Heikkilä è una graphic designer che, tra le altre cose, ha scritto e illustrato libri per bambini. La natura e gli animali sono sinonimo del suo lavoro e il suo disegno “Fable” è influenzato prevalentemente dalla natura nordica.

    “Per me la foresta e la natura sono luoghi di imprevedibilità e coincidenza, entrambi pericolosi e bellissimi. Ma credo che più ci avviciniamo alla natura, più vogliamo proteggerla.

    È questo che ha ispirato il mio pattern per Kånken Art”, dice Cecilia. “Quando Fjällräven mi ha chiesto di collaborare, ho subito accettato. L’obiettivo di Arctic Fox Initiative è nelle mie corde e ho sempre amato Fjällräven, perciò sono orgogliosa e felice di dare il mio contributo”.

    Anche Erik Olovsson è un designer che lavora nel campo del design di prodotti, arredamento e graphic design. Ha un proprio studio a Stoccolma e mira ad avere un punto di partenza intuitivo e sperimentale per i suoi progetti.

    “Kånken era sempre nei paraggi mentre crescevo ed è profondamente radicato nella mia infanzia. È stato un onore e una sfida interessante lavorare a questo progetto”, dice Erik. “Ho molti ricordi di escursioni in montagna con la mia famiglia quando ero un bambino. Vivere il panorama in continuo cambiamento e il tempo mutevole che creava nuovi scenari di fronte a noi era qualcosa di grandioso e profondo. Il mio Kånken Art è un modo astratto di descrivere i diversi aspetti della natura legati ai miei ricordi delle montagne”.

    “Kånken è stato usato come una tela da molti dei nostri fan per anni”, spiega Henrik Andersson, responsabile innovazione e design di Fjällräven. “Ispirati da tutto ciò, abbiamo deciso di lanciare le edizioni Kånken con opere d’arte originali di alcuni dei nostri creativi preferiti. Aggiunge una piacevole espressione agli zaini Kånken e siamo contenti di collegarli ad Arctic Fox Initiative”.

  • La fotografia d’autore di Alessio Di Franco in mostra ad “Arte in Bottega78”

    Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d’autore presso lo spazio artistico culturale di “Arte in Bottega78” situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell’evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di “Arte in Bottega78”.

    La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l’utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.

  • Graziano Ciacchini tra i protagonisti del prestigioso Tuscania Festival 2018

    Il pittore Graziano Ciacchini è tra i protagonisti dello storico Tuscania Festival, che si svolge nel weekend di Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 a Peccioli sulle colline di Pisa. L’artista sarà presente in mostra espositiva con le sue intense proiezioni pittoriche, all’interno della sezione “Art” curata dall’organizzatrice Alessandra Ioalè. In questa interessante cornice, Graziano darà il suo pregevole contributo artistico per valorizzare questo evento, che celebra e stimola il connubio tra arte e musica, concepiti come linguaggi universali di condivisione a tutto tondo.

    Ciacchini si dimostra ancora una volta artista di versatile pensiero, scegliendo di partecipare a iniziative che rivestono un’importante e incisiva funzione di aggregazione collettiva, supportando il valore sostanziale del fare arte, coniugato al lodevole intento sociale di evidenziarne la forza del prezioso potenziale comunicativo.

  • Milano: una città futurista

    Antonio Sant’Elia. L’architetto manifesto del Futurismo. Così lui disegnava le città. Così immaginava il loro skyline. Edifici alti, alti fino al cielo. Strada senza curve, solo linee rette. Incroci, retti. I suoi progetti, all’epoca, rimasero solamente su carta. Come parte dei Futuristi, al tempo non venne considerato moltissimo. Lontani, forse, da ciò che allora era il presente, ma vicini al nostro di presente, il loro Futuro. Dalla pittura, alla letteratura, la fotografia, la scultura, la danza, l’architettura, la musica e perché no, anche la gastronomia, i Futuristi segnarono la cultura italiana. Uno dei movimenti che adoro di più. La Milano di Antonio Sant’Elia.

    Abitando in un piccolo paese di provincia, non ebbi mai modo di vedere simili strutture. La prima volta che andai a Milano scattai proprio delle fotografie agli edifici.

    È stato curioso vedere come nei paesi di montagna per esempio, si rimanga affascinati dalle linee curve. Non so se mi spiego. Quando penso ad una strada che affianca un monte, quando penso ad un piccolo paese rurale, penso soprattutto ad un design curvo. Le strade sono curve, le montagne stesse sono linee curve. Girando per Milano era tutto così dritto, così pulito, che mi concentrai solo su questo, solo sul design della città. Le strade, sono dritte. Ci sono tanti incroci, ma sono sempre linee dritte.

    La linea curva, dinamica e voluminosa che incontra la linea retta perfetta e pulita. L’incontro tra due epoche, l’incontro tra l’arte Rinascimentale, la Venere di Botticelli, con l’arte cubista di Picasso e il neoplasticismo di Mondrian. Kandinsky con l’arte astratta metteva insieme queste due linee, la retta e la curva. Due indici di BELLEZZA, forse una mescolanza tra la BELLEZZA ideologica in due tempi differenti.

    La perfezione della linea retta e il volume della linea curva si mescolano insieme tra i palazzi che disegnano lo skyline della moderna città di Milano.

    Le linee tracciano i contorni della BELLEZZA. Entrambe esprimono emozioni, a volte contrastanti, ma che producono BELLEZZA. Dalla morbidezza della Venere di Botticelli alla dura Donna che Piange di Picasso, al Nudo Scende Le Scale di Duchamp, gli artisti hanno sempre cercato di trasmettere una BELLEZZA che fosse di forma diversa.

  • Uno sguardo sull’arte di Graziano Ciacchini: intervista al pittore poeta

    Dopo la mostra personale “In un niente ch’è tutto” tenutasi a Lucca, abbiamo intervistato il poeta e pittore Graziano Ciacchini, per scoprire un po’ di più sulla sua visione artistica e poetica.

    D: Hai iniziato il tuo percorso nel variegato mondo della poesia: come vedi il parallelismo tra poesia e arte?
    R: Come ho già avuto modo di dire, il mio punto di osservazione è quello di un pittore e di un poeta che non ha mai sperimentato circuiti importanti. Il primo parallelismo, purtroppo negativo, che appare nitido, almeno al mio livello, è quello di un mondo semi sommerso dove per gli addetti ai lavori, spesso improvvisati, le priorità sono quelle di proporre iniziative a pagamento, per lo più fini a se stesse. Conservo decine di lettere di pseudo editori che avendo scoperto in me il nuovo D’Annunzio, mi proponevano pubblicazioni a pagamento, senza nessuna forma di promozione, senza nessuna forma di distribuzione. Nel campo della pittura, la musica non cambia. Il parallelismo che più mi piace raccontare, è invece quello legato al grande fermento che c’è, specialmente tra i giovani, aiutati spesso da spazi che magari non avranno i crismi della galleria o del circolo letterario, ma che permettono di esporre o di esprimersi. Poesia, pittura, l’arte in generale sono cosa viva ed in salute.

    D: Quanto ha influito nel percorso pittorico l’essere anche poeta;
    R: Nel mio caso la pittura e la poesia sono due manifestazioni diverse dello stessa ispirazione, dello stesso pensiero, della stessa istanza di dover comunicare quello che ho dentro, per riuscire, se non altro, a placare domande altrimenti prive di risposta. Molte delle tele potrebbero essere raccontate in versi e viceversa. È solo una questione di diversa espressione formale. Ho in cantiere un progetto di contaminazione in tal senso, un progetto che unisca versi ed immagini.

    D: Se dovessi definire la tua vena poetica, come ti valuti e come valuti in generale il comparto poetico attuale?
    R: Ho pensato un attimo se inserire i miei versi dentro qualche schema, magari facendo riferimento, indegnamente, a grandi poeti. In realtà mi sento un randagio dei pensieri, pensieri che spesso manifestano mondi possibili o mondi reali, pensieri che aiutano a liberarsi, ad aprire varchi nei quali sia possibile scorgere l’essenza od almeno illudersi di farlo. Quanto al momento attuale, credo che la poesia sia un po’ come il cinema italiano. La si dà per morta da decenni mentre in realtà, secondo me, vive e gode di buona salute. Le librerie continuano a proporla, segno di un mercato che sicuramente non di massa, continua comunque ad esistere. Si parla e si fa poesia in molte sedi, si moltiplicano le contaminazioni con altre forme d’espressione artistica, Il tanto bistrattato web ed i tanto bistrattati social hanno fatto incontrare persone le quali, sia come fruitori che come scrittori, vivacchiavano solitari e questo ha fatto nascere molte iniziative: incontri, dibattiti, reading ed anche riviste letterarie. In sintesi dire che (per fortuna) le cose belle non muoiono mai!

  • ALESSIO DI FRANCO REPORTER AL TRADIZIONALE CARNEVALE DI BAGOLINO

    Il poliedrico fotografo Alessio Di Franco è stato di recente allo storico carnevale di Bagolino per realizzare un interessante reportage, immortalando con il suo sapiente scatto d’autore le fasi salienti di questa tradizionale festa goliardica, che coinvolge tutto il paese e conquista anche un folto pubblico proveniente da ogni dove. Alessio con la sua acuta intuizione professionale, ha saputo descrivere al meglio anche i momenti più suggestivi della danza in costume d’epoca e ha offerto una visione piena di energia positiva e di vivace e dinamico spirito di aggregazione collettiva.

    La fotografia artistica per Alessio, è un modo per raccontare tanti aspetti del vissuto sociale con le sue sfaccettate sfumature e certamente anche una celebrazione popolare, come il carnevale tipico di Bagolino, merita di essere promozionata e valorizzata, come iniziativa pregevole a favore dell’incontro e della condivisione, all’insegna dell’allegria e della spensieratezza. La capacità di Alessio nel campo dell’arte fotografica, è proprio quella di riuscire a compenetrare la visione del reale e del quotidiano, evidenziandone le componenti più intense e trasportando il fruitore direttamente dentro lo scenario fotografico, come se fosse accanto a lui nell’attimo cruciale dello scatto, che racchiude un carpe diem magico e un eterno divenire incalzante.

    “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore” (Henri Cartier Bresson).

    Visualizza le immagini

  • Spatial Poetry – Farhondeh Shahroudi

    Spatial Poetry

     

    Farkhondeh Shahroudi

    Vincitrice premio Villa Romana 2017

    Prima personale in Italia curata da Alessandra Tempesti

     

    25.05.2017 – 18.06.2017

     

    Lottozero / Textile Laboratories presenta la prima mostra personale italiana di Farkohondeh Shahroudi, artista iraniana residente a Berlino da oltre vent’anni. Con una serie di lavori recenti realizzati durante la residenza-premio presso Villa Romana di Firenze, l’artista dà forma ad una narrazione poetica attraverso le sue creature tridimensionali, fatte di stoffa e cucite a mano. Scultura, installazione e poesia sono i linguaggi con cui porta avanti negli anni una ricerca polifonica e sfaccettata, che si nutre di storia passata e presente, in una dimensione sociale e personale, intima e politica.

     

     

    Vernissage

    25.05.2017 18:30

    Artist talk

    13.06.2017 18:30

    Finissage

    18.06.2017  18:30

     

    Aperta tutti I giorni dalLe 16 alle 19 e su appuntamento

     

    In collaborazione con:

    Villa Romana

     

    con il supporto e il sostegno del:

    Comune di Prato

     

    e la sponsorizzazione tecnica di:

    Aviem Tessuti.

     

     

    Spatial Poetry

     

    Farkhondeh Shahroudi

    Villa Romana fellow 2017

    First solo exhibition curated by Alessandra Tempesti

     

    25.05.2017 – 18.06.2017

     

    Lottozero / Textile Laboratories presents the first Italian solo exhibition by Farkohondeh Shahroudi, an Iranian artist living in Berlin for over twenty years. With a series of recent works created during her prize  residency at Villa Romana in Florence, the artist shapes a poetic narrative with her three-dimensional creatures, made of cloth and sewn by hand. Sculpture, installation and poetry are the languages through which she has developed a multifaceted, polyphonic body of work throughout the years, nourished by past and present history, in a social and personal, intimate and political dimension.

     

    Vernissage

    25.05.2017 6:30 p.m.

    Artist talk

    13.06.2017 6:30 p.m.

    Finissage

    18.06.2017  6:30 p.m.

     

    open every day from 4 p.m. to 7p.m. and by appointment

     

    In collaboration with

    Villa Romana

     

    Supported by

    The city of Prato

     

    Technical Sponsor

    Aviem Tessuti

     

     

    Lottozero / textile laboratories

    Via Arno 10,

    59100 Prato

    www.lottozero.org

     

     

  • Amalart presents: Lee Feng – The Worship of nature

    Amalart e Big Eyes Vision International, in collaborazione con Banca Generali Financial Planner sede di Milano Via San Paolo 7, ha il piacere di presentare la mostra dell’artista taiwanese

    Lee Feng (in origine Lee Wee- Ping)

    Art & Poetry – The Worship of nature

    Direzione artistica: Edward Xu & Zhao Xiang Wu

    17 maggio – 30 giugno 2017

    Banca Generali Financial Planner – Via San Paolo 7 (Sesto Piano) Milano

    Lee Feng torna in Italia con una panoramica riassuntiva delle sue recenti collezioni, esattamente a due anni di distanza dalla sua prima mostra a Milano durante l’Expo organizzata a maggio del 2015 nell’elegante cornice dell’Hotel Boscolo, e dopo il viaggio in Svizzera in occasione dell’Art Basel 2016 per una Mostra collettiva con 3 maestri cinesi del calibro di Ho Kan, Liu Yiyuan e Hsiao Cin.

    Colori, pennellate, luci ed ombre entrano in relazione generando un movimento armonico e bilanciato, creando immagini permeate da uno scambio dialogico tra background iconico orientale e assenza di vuoti tipica-mente occidentale. Arte strumento e parafrasi del non detto, del silente, dell’Io sovraordinato e trascendente in quiete con Energia ed Universo. Questo il pensiero dominante capace di oltrepassare le barriere linguistiche, culturali, personali che Lee Feng attraverso le sue opere, vuole comunicare.

    La mostra si svolgerà presso Banca Generali in Via San Paolo 7 (6° piano), già sede negli ultimi anni di esibizioni di artisti nazionali ed internazionali.

    Amalart (www.amalart.it) nasce nel 2013 con l’idea di valorizzare l’arte contemporanea italiana ed internazionale, con un approccio innovativo alla comunicazione. La sua strategia lungimirante ha proiettato la società verso mercati quali come Cina, India, Russia e Corea, dove ha siglato partnership e collaborazioni con importanti  gallerie d’arte, musei, case d’aste, boutique di lusso, studi di architettura ed interior designer.

    L’inaugurazione della mostra si terrà martedì 16 maggio alle ore 18.30. Evento ad invito riservato.

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    LEE FENG: Art & Poetry – The Worship of nature
    Via San Paolo, 7 (sesto piano) a Milano – Sede di Banca Generali Financial Planning
    Mostra visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 17,30 (venerdì fino alle ore 16,30)
    Per info e prenotazioni: [email protected]
    Approfondimenti sull’artista: www.amalart.it/feng – Informazioni: [email protected]

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  • «Bergamasterz: urban and digital art» l’evoluzione della lettera, da segno a linguaggio d’arte

    La 255 Raw Gallery, polo creativo della vivace via Torquato Tasso di Bergamo, si prepara a ospitare da sabato 25 marzo a sabato 22 aprile, la nuova entusiasmante mostra «Bergamasterz: Urban and Digital Arts» con protagonisti i lavori del collettivo artistico Bergamasterz, specializzato da oltre vent’anni in urban e digital art.

     Luca Font, Hemo, V3rbo, Davide Zetti, Loathin e Simone Joz Rovaris, artisti da sempre in primo piano nelle sperimentazioni del graffiti-writing, attraverso un approccio artistico più urban e colloquiale che tradizionale e museale, condurranno i visitatori in un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’evoluzione del lettering, dal writing degli anni ’90 alle contaminazioni digitali dei giorni nostri.

    Più di trenta opere in mostra, profondamente differenti per la poliedricità degli stili e dei media ma uniti dalla scelta di un codice visivo definito e monocromo: il bianco e nero per riscoprire la lettera come segno comunicativo ed esprimerne appieno il fortissimo impatto artistico. Tra le opere esposte, sarà presentato anche il progetto Sickquence, curato da Bergamasterz e dallo studio di serigrafia bergamasco Corpoc, di Francesco Portesi e Andrea Baldelli: questo lavoro collettivo si avvale della collaborazione dei membri di Bergamasterz e di importanti artisti internazionali, a cui è stato chiesto di realizzare un alfabeto completo con il loro particolarissimo stile. Tra gli artisti selezionati e presentati, anche Zedz, storico artista olandese che ha trasformato i graffiti in geometrie architetturali, e Joys, writer padovano dall’inconfondibile e labirintico stile riconosciuto in tutto il mondo.

    Ma non è tutto, per il periodo della mostra, sarà possibile partecipare a workshop di serigrafia e video mapping curati dagli autori. Un’esperienza totalizzante e ad alto tasso di creatività. Dopotutto, i Bergamasterz si sono da sempre distinti per performance cross mediali di grande interesse, come “Plotterflux” (un dialogo visionario tra le bombolette spray e i pixel delle videoinstallazioni),  “D’Uomo“, il lavoro di videomapping realizzato sulla facciata del Duomo di Milano nel 2012 commissionato da IGPDecaux in collaborazione con la Veneranda Fabrica del Duomo, il restyling della skate pool dello Spazio Polaresco o la light performance realizzata a Milano per Red Bull.

    Fondatori della associazione culturale Xpression, nata sul territorio bergamasco per promuovere il writing artistico, i Bergamasterz hanno saputo distinguersi negli anni grazie alla sperimentazione tecnica e alla capacità di ogni componente del gruppo di sviluppare un proprio percorso personale ed una propria cifra stilistica identitaria: Luca Font ha saputo affermarsi tra i più noti tatuatori italiani, Hemo (Enrico Sironi) resta un writer molto apprezzato nel panorama nazionale , Mitja V3rbo Bombardieri è un artista poliedrico che spazia dalla pittura alle avanguardie elettroniche, Davide Zetti un writer, motion designer ed animatore, Loathin, artista eclettico dalle forme spezzate e dinamiche spazia dalla grafica alla fotografia e all’alta moda, Simone joz Rovaris, 3D Generalist e Motion Designer.

    «Bozzetti originali su carta, stampe a tiratura limitata, opere pittoriche e videoistallazioni. I Bergamasterz, porteranno nella nostra 255 RGB Gallery uno spaccato della loro arte, proponendo lavori di segno in bianco e nero che raccontano il viaggio della forma progettuale attraverso diversi media. Siamo molto felici di ospitarli. Sono esempio di creatività, anticonformismo e passione, perché ognuno di loro ha dedicato la propria vita a quella che oggi tutti riconoscono come un’arte ma che, anni addietro, difficilmente veniva percepita come tale. Il coraggio di “andare contro”, forti delle proprie idee, è infatti il tratto distintivo di questi artisti a cui non vediamo l’ora di dare il benvenuto» – anticipa Ettore Frunzio, fondatore della 255 Raw Gallery. 

    Grazie alla collaborazione con CORPOC, inoltre, le illustrazioni di Sickquence saranno disponibili come serigrafie realizzate a mano in edizione limitata.

    Per partecipare ai workshop è necessario iscriversi attraverso il sito o la pagina FB della 255 Raw Gallery  www.255.gallery https://www.facebook.com/RawGallery255/

    La mostra sarà inaugurata sabato 25 marzo alle 18.00 e sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19.30. Nel week end sarà possibile partecipare a workshop e incontri come da orari indicati sul sito e sulla pagina Facebook della 255 Raw Gallery www.255.gallery

  • Guangzhou and Milan, Twin City – Civilization Redesign: Ecco i vincitori della Design Competition

    Categoria A – lo spazio della casa: Leonardo Tobaldo

    Categoria B – l’arredo: Agostino Narduzzo e Giulia Rancan

    Categoria C – l’opera d’arte: Chiara Cesca e Anna Dariol

    Totale premi: € 13.500, una mostra all’interno della International Art Fair di Guangzhou e un colloquio di lavoro

     

    Hanno prevalso gusto minimal e attenzione all’ambiente, senso ludico e richiamo alla natura nella design competition Twin City – Civilization Redesign.

    Nella propria proposta di concept originali di Interior Design e opere d’arte ispirati alla cultura cinese, Leonardo Tobaldo (1° classificato categoria A: lo spazio della casa), Agostino Narduzzo e Giulia Rancan (1’ classificati categoria B: l’arredo) e  Chiara Cesca e Anna Dariol (1’ classificati categoria  C: l’opera d’arte) si sono distinti tra i molti in gara per la capacità di integrare i valori della tradizione occidentale e di quella cinese in soluzioni dotate di qualità estetica e coerenza progettuale.

    Erano infatti 3 le categorie di progetto previste dal contest lanciato lo scorso giugno dallo Studio di Architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD e dalla 21^ Guangzhou International Art Fair con Itasia s.r.l. e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano.

    Chiusa la fase di candidature, la commissione giudicatrice composta da Matteo O. Ingaramo, Direttore di POLI.design, dall’Architetto Enrico de Benedetti, dal Designer Davide Groppi, dall’Interior Designer Jason Ma (Taiwan) e da  Zeng Zhen Wei (Cina), Professore d’arte e design, ha selezionato le proposte migliori per ciascuna categoria in gara premiando nello specifico:

    • Categoria di progetto A – lo spazio della casa:

    Leonardo Tobaldo: 1° classificato – € 2.000

    Alessio Serrani e Marco Milandri: 2’ classificati – € 1.500

    Sonia Zocchi, Laura Gallazzi, Francesca Colonnelli: 3’ classificati – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Stefano Calzone, Urte Berukstyte e Monika Petraityte Ilaria Papotti e Milena Gasparetto.

    • Categoria di progetto B – l’arredo:

    Agostino Narduzzo e Giulia Rancan: 1’ classificati – € 2.000

    Agnese Dori: 2’ classificata – € 1.500

    Ekaterina Shchetina: 3° classificato – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Umberto Colasanto, Luca D’Urbino e Stefano Carta Vasconcellos.

    • Categoria di progetto C: l’opera d’arte:

    Chiara Cesca e Anna Dariol: 1’ classificati – € 2.000

    Silvia Natali: 2° classificato – € 1.500

    Giulia Nelli: 3° classificato – € 1.000

    Menzioni di merito anche a Mattia Marvardi e Edoardo Fraccaro, Mauro Castagnoli e Weipeng Wu.

    Oltre al premio in denaro, i vincitori di ciascuna categoria avranno l’opportunità di partecipare alla 21° Guangzhou International Art Fair e di esporre il proprio progetto; potranno, inoltre, sostenere un colloquio con lo studio di architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD, per l’eventuale formalizzazione di un rapporto lavorativo.

    Appuntamento alla 21° Guangzhou International Art Fair, in programma dal 2 al 5 dicembre 2016, per scoprire più nel dettaglio tutti i progetti selezionati e per incontrare i 3 vincitori.

    Maggiori informazioni sul Concorso e sul regolamento sono disponibili al sito www.polidesign.net/TwinCity.

     

    Guangzhou and Milan

    Twin City – Civilization Redesign

    Concorso di idee promosso dallo studio di architettura Guangzhou Yuan She Yi He Decorate Design Co. LTD e la 21° Guangzhou International Art Fair, con Itasia s.r.l., organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano

    Deadline consegna progetti Categorie A e B: 5 ottobre 2016

    Deadline consegna progetti Categoria C: 3 novembre 2016

    Totale premi: 13.500 euro

    Bando e modalità di adesione su www.polidesign.net/TwinCity.

     

    Press contacts:

    Ufficio Comunicazione POLI.design

    Mail: [email protected]

    Tel.  [+39] 02.23997201

    www.polidesign.net

  • YICCA 16/17 International Contest of Contemporary Art

    L’obiettivo del concorso è quello di promuovere gli artisti iscritti, dando la possibilità agli

    stessi di entrare a far parte concretamente del mercato dell’arte contemporanea

    internazionale.

    Internazionalità e networking rendono YICCA un’immensa opportunità per gli artisti iscritti, che potranno:

    • Vincere un premio in denaro:

    – premio in danaro al primo selezionato Euro 3000,00 (tremila/00)

    – premio in danaro al secondo selezionato Euro 1000,00 (mille/00)

    • Promuovere la loro arte tramite numerosi canali:

    – presentare le opere d’arte selezionate presso lo spazio espositivo stabilito da concorso

    – arricchire il bagaglio relazionale tra artisti finalisti e critici, curatori, galleristi, istituzioni

    artistiche pubbliche e private che avranno accesso alla importante esposizione.

    – accedere alla massima visibilità possibile attraverso la campagna pubblicitaria che seguirà il concorso in tutte le sue fasi.

    – gli artisti selezionati saranno pubblicati nel catalogo “YICCA” che verrà distribuito

    gratuitamente agli stessi artisti finalisti e sarà a disposizione dei professionisti nonché

    delle istituzioni invitate alla inaugurazione dell’evento espositivo.

    DATE E SCADENZE

    01 novembre 2016: apertura delle iscrizioni

    15 marzo 2017: termine delle iscrizioni

    11 aprile 2017: comunicazione delle opere vincitrici

    maggio 2017: Mostra finale

    La selezione della giuria porterà all’individuazione di 18 artisti che parteciperanno

    all’esposizione.

    Tra i 18 artisti che parteciperanno all’esposizione verranno proclamati primo e secondo

    classificato i quali vinceranno rispettivamente 3000 (tremila/00) e 1000 (mille/000) euro

    in danaro.

    Sono ammesse tutte le tipologie di opera d’arte, compresi i video, le installazioni e le

    performance. Tutte le opere saranno presentate tramite un’ immagine o un video e un

    testo descrittivo dell’opera stessa.

    Tutte le opere devono essere disponibili per l’esposizione finale, devono inoltre

    essere di proprietà dell’artista che le propone.

    Il concorso è rivolto a tutti gli artisti o gruppi di artisti, professionisti e non provenienti da

    qualsiasi paese del mondo. Non sono previste qualifiche particolari per l’iscrizione.

    Tutte le informazioni sui termini e le modalità di iscrizione si possono trovare sul sito ufficiale www.yicca.org

    www.contest.yicca.org

  • Il Master in Art Direction & Copywriting collabora alla comunicazione di ‘Nutrici’

    A cura del Master del Politecnico di Milano e POLI.design il naming, il marchio e i materiali di comunicazione della nuova Banca del Latte Umano Donato della Clinica Mangiagalli di Milano

    A settembre la nuova edizione del Master

    Alla Clinica Mangiagalli di Milano è nata ‘Nutrici’, la Banca del Latte Umano Donato: il servizio, inaugurato venerdì 8 aprile, aiuterà neonati prematuri che non possono riceve il latte direttamente dalle proprie madri, grazie al latte donato da altre mamme.

    Un progetto importante che ha visto il coinvolgimento attivo dei giovani creativi del Master in Art Direction & CopywritingLaboratoriominiera di POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano e degli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano che, sotto la direzione creativa di Luis Ciccognani, Chiara Attieri e Paola Mirai, hanno ideato il naming, il marchio e il progetto di comunicazione del libretto informativo, del diario, dei manifesti e del sito internet www.nutrici.it.

    La canzone Mamme di Latte è stata scritta e cantata da Giacomo Crott.

    Un’esperienza unica per gli studenti del Master che hanno potuto confrontarsi con una stimolante sfida professionale e, soprattutto, con un’iniziativa di grande importanza sociale e di forte impatto che ha visto, tra i propri partner e sostenitori, alcuni grandi nomi: il progetto, infatti, è stato realizzato grazie al contributo di Esselunga e dei suoi clienti che, attraverso una campagna di sensibilizzazione, ha coinvolto tutti i negozi del gruppo e ha permesso di donare quasi 700.000 euro a favore della causa, la cui campagna pubblicitaria è stata ideata dall’agenzia Armando Testa.

    Alla pagina www.polidesign.net/it/mac/nutrici è possibile visionare i materiali di comunicazione ideati dagli studenti del Master e della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

    E riaprirà nel mese di settembre il Master in Art Direction & Copywriting, fiore all’occhiello dell’offerta formativa di Politecnico di Milano e POLI.design che trova da anni nella sperimentazione e innovazione i suoi punti di forza. Un master storico che forma professionisti apprezzati dal mondo del lavoro con una riconosciuta qualità e professionalità proprio grazie all’approccio learning by doing della didattica, sempre applicata a casi reali, come successo per ‘Nutrici’.

    Il Master prevede una Palestra Creativa pre-master pensata per individuare e potenziare i diversi talenti dei partecipanti, mettendo a disposizione degli studenti un laboratorio creativo già prima della loro eventuale iscrizione. L’esperienza, del tutto gratuita, costituisce un caso unico nel panorama formativo italiano e garantisce ai partecipanti un iter formativo davvero completo e propedeutico all’eventuale iscrizione al Master. Affiancando gli studenti nel loro percorso, affinché possano scegliere di iscriversi con consapevolezza ed entusiasmo al Master che partirà a settembre 2016, la Palestra offre, agli aspiranti creativi, l’opportunità di entrare in contatto e di confrontarsi con alcuni dei più affermati protagonisti del settore della comunicazione, di verificare la propria sintonia con lo spirito del Master e, in caso di immatricolazione, di prolungare il normale iter formativo, iniziando la propria esperienza mesi prima senza alcuna spesa aggiuntiva.

    Il percorso didattico  del Master si caratterizza anche quest’anno per alcune linee guida fondanti:

    • Il coinvolgimento di direttori creativi provenienti dalle grandi agenzie che hanno fatto la storia dei brand nel mondo e dalle nuove agenzie emergenti, con i quali gli studenti avranno la possibilità di lavorare su molteplici e differenziati brief, proprio come accade in un’agenzia di comunicazione.
    • La struttura didattica: il Master è strutturato come un grande laboratorio dove all’approfondimento pratico si uniscono studio, ricerca e progetto attraverso la sperimentazione di nuovi mezzi e linguaggi.
    • I laboratori sperimentali, “dove può accadere di tutto.” A dirigerli, creativi dedicati alla sperimentazione.
    • L’impronta internazionale del Master: un contesto che ogni anno accoglie studenti da ogni parte del mondo come una seconda casa ricca di interscambi culturali.

    Per maggiori informazioni, per sapere chi ha partecipato alle precedenti edizioni e per le testimonianze di alcuni ex studenti, è possibile visitare i siti: www.polidesign.net/mac e www.laboratoriominiera.it.

     

    Ufficio Coordinamento Formazione

    POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano

    +39 02 2399 7208

    [email protected]

    Press Contact:

    Ufficio Comunicazione

    Tel. (+39) 02.2399.7201

    [email protected]