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  • Davide Quaglietta: un percorso pittorico di avventura e di scoperta

    L’arte contemporanea con le sue molteplici sollecitazioni espressive si offre come terreno fertile e fecondo per improntare e consolidare un percorso inedito e sui generis, che ciascun artista può trasformare a suo piacere e può rendere sempre più avvincente e intrigante. Sulla scia di questa portata a largo raggio dell’arte attuale, Davide Quaglietta accoglie queste riflessioni lungimiranti e recupera tali sollecitazioni metabolizzandone l’essenza ed estrapolando un proprio filo conduttore trainante per la sua formula pittorica. Sulla base di questo percorso compiuto da Quaglietta la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato il suo placet di apprezzamento dichiarando: “Parlando in chiave metaforica la pittura di Davide si può considerare come il germoglio florido e fiorente, che nasce e cresce dal terreno fertile e fecondo dell’arte contemporanea più rigogliosa e portatrice di frutti sani e consistenti. Davide concepisce ogni quadro come una vera e propria occasione di avventura e di scoperta, come un’opportunità da cogliere a se stante unica, speciale e irripetibile. Si applica sempre con il massimo impegno ed è molto intransigente sul suo operato e anche molto autocritico. Quest’aspetto appartiene al suo carattere ed è connaturato alle sue sfumature mentali ed emotive più recondite. La sua umiltà e modestia gli trasmettono quella virtuosa dote di pacatezza, che diventa parte integrante nella sua comunicazione pittorica. Ecco, perché Davide conserva sempre uno sguardo di visione e di prospettiva molto realistico e pragmatico, seppur riuscendo a volteggiare con le ali della fantasia all’interno delle sue originali rievocazioni narrative. Rappresentare a livello pittorico significa per Davide far emergere in superfici un simbolico tracciato di avventura e di scoperta, che cambia e si modifica sempre, che trova sempre nuova linfa da cui poter attingere per perfezionarsi e per migliorare la propria efficacia formale e sostanziale. La formazione a monte diventa dunque funzionale per comprendere i vari passaggi compositivi, che a loro volta sono predisposti per confluire e convogliare dentro questo percorso sempre più coinvolgente, quadro dopo quadro Davide non perde mai quell’entusiasmo e quella gioia iniziale, che vengono sempre mantenuti vivi e rigenerati tramite lo spirito guizzante dell’avventuriero curioso e sempre pronto a sorprendersi. Fare arte per Davide coincide anche con questa capacità di tenere sempre alto il desiderio creativo, di accudirlo dentro di sé, di coltivarlo fuori, di preservarlo da potenziali dinamiche ambigue e fuorvianti, affinché possa essere sempre acceso e pulsante. L’avventura e la scoperta alimentano e nutrono il suo ego artistico e sono dei pilastri insostituibili per sostenere e supportare il fervido ingegno votato alla pittura”.

     

  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Davide Quaglietta: ricerca cromatica e ricerca semantica

    “Nello scandaglio relativo alla mimesi formale e sostanziale della pittura di Davide Quaglietta si può distintamente discernere una sequenzialità di ricerca attenta e scrupolosa, che da una parte si incentra e si orienta all’elemento cromatico e alla profusione tonale e dall’altra parte si canalizza e di focalizza sulla dimensione semantica e sul registro linguistico sempre mirato ad hoc all’interno della composizione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini si esprime così nell’individuare la peculiare ricerca artistica di Quaglietta, che si modula su una sperimentazione sempre vivace e dinamica, supportata da una vena fantastica e da una fervida capacità immaginifica. Inoltre proseguendo ancora nella sua dissertazione critica ha argomentato: “Davide possiede una versatilità di pensiero e di vedute molto elastica. Riesce perfettamente ad introiettare insieme più stimoli e più sollecitazioni esterne e a codificarli secondo un proprio imprinting soggettivo dentro le sue rappresentazioni. Il colore è efficace per dare ancora più carica energetica e viene utilizzato con incisività di stesura corposa e marcata, per aumentare la portata dell’effetto plastico bidimensionale e la resa strutturale d’insieme. La sua ricerca cromatica denota una maturità consolidata a livello strumentale e anche una speciale empatia sensibile verso le molteplici risorse di suggestione ottica e visiva, che possiede la tavolozza cromatica nelle sue svariate combinazioni e declinazioni, negli innumerevoli intrecci e nelle variegate gradazioni chiaroscurali. Per Davide imparare ad avere un’acquisita e radicata padronanza nell’uso del colore è fondamentale e primario. Accanto alla ricerca cromatica va di pari passo e viene associata la ricerca semantica, poiché ogni sequenza a livello di narrazione possiede un valore essenziale di comunicazione insita e sottesa, che lo spettatore coglie e a sua volta recepisce seguendo i propri stimoli emotivi ed emozionali e fondendoli insieme a quelli che Davide immette dentro le opere. Questa reciproca trasmissione è ancora più forte attraverso la ricerca semantica compiuta da Davide, che non lascia mai nulla al caso e all’improvvisazione, ma dosa e misura ogni dettaglio e ogni particolare con una cura certosina. Ecco, perché ricerca cromatica e ricerca semantica diventano un potente collante di coesione con il fruitore e consentono a Davide di procedere in modo convincente, lasciando affiorare ideali condivisibili e pensieri sempre coerenti, che vengono suffragati e appaiono essere assolutamente credibili”.

     

  • Davide Quaglietta: quando l’arte diventa socialmente rilevante

    Assistiamo purtroppo all’incalzante e incessante mutamento ambientale e climatico, provocato dai gravi danni all’ecosistema. Questa situazione incostante e in continuo aggravamento ci rende impotenti dinanzi ad una catastrofe planetaria, nonostante la colpa dell’uomo sia tra le principali cause di questa devastazione generale. Tra i segnali più eclatanti, che si stanno palesando in modo sempre più frequente e diffuso, quello dello scioglimento degli iceberg e dei ghiacciai è senza dubbio molto preoccupante e influisce poi negativamente sull’intera struttura terrestre. A fronte di queste dinamiche di vera e propria minaccia sociale Davide Quaglietta, artista di particolare sensibilità e umanità, mette la propria pittura come vessillo simbolico per sollecitare una reazione collettiva e scuotere gli animi e risvegliare le coscienze della gente, che assiste ad uno sfacelo ambientale senza precedenti. Parte della sua produzione pittorica è infatti destinata ad accentuare l’attenzione della pubblica opinione verso il disgelo e lo scioglimento di consistenti iceberg, che si staccano e vanno poi alla deriva provocando anche di rimando un pericoloso innalzamento del livello dei mari e degli oceani. La Dott.ssa Elena Gollini ha approfondito le tematiche specifiche affrontate da Quaglietta all’interno del palinsesto narrativo. In particolare ha evidenziato: “Davide è un artista di grande merito anche per il prezioso e pregevole contributo fornito verso la giusta causa ambientale ed ecologica, che lo pone in prima linea nel sostenere la tutela e la salvaguardia del nostro ecosistema. Davide si schiera con motivazione e convinzione attraverso una pittura intrisa di significativi messaggi rivolti e indirizzati alla collettività. La pittura viene dunque prestata al sociale e canalizzata ad un discorso a largo raggio di diffusione e di divulgazione. Considero questa mission sociale di Davide estremamente avvalorante per dare ancora più slancio di autorevolezza al suo percorso di ricerca creativa. La sua pittura si avvale di un plus rafforzante, che diventa una credenziale importante per far emergere anche l’aspetto sostanziale e intrinseco oltre a quello informale ed estetico. Davide è certamente destinato ad entrare in un circuito di particolare meritocrazia, che prescinde dal giudizio puramente visivo e si addentra in parametri valutativi molto più complessi e articolati, il suo intento, infatti è quello di dare vita a opere, che seppur piacevolmente orchestrate possono diventare soprattutto funzionali a livello simbolico e concettuale e possono risultare di impulso e di fermento e fervore interiore per ricordarci, che la nostra Terra è un bene di tutti noi e deve essere protetta da tutti noi”.

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  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

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  • Maria Barisani: una pittura finemente ricercata

    Soffermandosi ad analizzare compiutamente il palinsesto figurativo sul quale Maria Barisani getta le fondamenta solide e robuste della sua ispirazione creativa, bisogna scandagliare anche l’aspetto formale ed estetico, che assume e riveste una posizione di rilievo parimenti alla componente sostanziale e contenutistica sempre intrisa di forte spessore. La Dott.ssa Elena Gollini ha così voluto commentare: “I ritratti e le rievocazioni figurali proposti da Maria rispecchiano appieno il senso e la dimensione del reale e della realtà e sono la personificazione di una bellezza e di una piacevolezza finemente ricercata delicatamente raffinata, dal gusto discreto e dall’impronta poetica. Maria è dotata di un innato senso del bello non ostentato, bensì sempre sobrio e riservato, pacatamente evocato, accorpato alla sfera sottesa della psiche che lo completa di valenza intrinseca. Maria non potrebbe mai realizzare un’opera senza dare il giusto peso al discorso estetico e formale, essendo per natura amante della bellezza e incline ad essa. Nel contesto circostante la bellezza compensa il brutto e per certi versi lo nasconde all’insegna di un sentimento positivo e di una grande carica di energia. Questo pensiero accompagna e guida Maria nel suo esperto gesto creativo, unitamente alla ferma convinzione che non può esistere una bellezza pura e assoluta senza l’essenza sostanziale, che la riempie e la perfeziona. La sua pittura risulta dunque una mescolanza alchemica tra apparenza ed essenza plasmata insieme. Le sue creazioni sono il simbolo congiunto della bellezza dentro e fuori, che va colta proprio nell’equilibrata fusione e va saputa individuare proprio nella sua complessa e corposa formulazione, con quelle sorprendenti virtù accorpanti che la rendono incontaminata. Ecco, perché Maria si protende verso una dinamica compositiva, che non rimane cristallizzata dentro una figurazione canonica standardizzata e vincolante, ma inserisce una ricercata articolazione alternativa, che colloca sullo stesso piano paritetico quanto il fruitore vede dall’esterno e quanto può percepire dall’interno con un coinvolgimento totalizzante di tutti i sensi. Le rappresentazioni diventano entità sfaccettate e in quanto tali si prestano a essere considerate nella loro globalità accomunante. Maria si cimenta nell’arte pittorica figurativa e di ritratto proprio per infondere in essa quel patrimonio di risorse scaturita dalla sua conoscenza sensibile sottile e perspicace, che riesce a riunire in sintonia le variegate assonanze narrative, facendone emergere il meglio per la vista e per il pathos, affinché si generi un appagamento naturalmente autentico dell’umano e dell’humanitas”.

     

  • Pubblicata la mostra online “Alchimie cromatiche” di Alessandro Andreuccetti

    La Dott.ssa Elena Gollini ha selezionato l’artista Alessandro Andreuccetti per la piattaforma delle mostre online da lei curate. Un circuito espositivo, dove confluiscono esponenti talentuosi del panorama contemporaneo meritevoli di attenzione mediatica a largo raggio. La mostra, che vede protagonista Andreuccetti con un gruppo di venti opere pittoriche di stimolante proiezione visionaria improntate con una formula di astrazione, vede dominante il tripudio delle colorazioni e delle sfumature tonali ad intreccio. S’intitola infatti “Alchimie cromatiche” proprio per evidenziare la portata considerevole della tavolozza vibrante e marcata, accesa e vivida di bagliori luminosi e di splendide combinazioni in perfetta fusione. La Dott.ssa Gollini ha così commentato: “Alessandro è un pittore di moderna tendenza informale, che rifiuta a priori schemi rigidi e strutture statiche. La sua arte pittorica è declinata con una fluidezza scorrevole di composizioni cromatiche, che si incontrano e si mescolano insieme formando una campitura densa e intensa e generando una profusione molto impattante, che alimenta il pieno risveglio sensoriale dello spettatore. Osservare la produzione di Alessandro è come tuffarsi e immergersi dentro una narrazione fatta di molteplici e innumerevoli spunti di lettura e chiavi interpretative diversificate, che risponde all’esigenza assoluta di libertà espressiva e al desiderio di condividere con lo spettatore un momento fruitivo unico e speciale, per renderlo pienamente compartecipe della fase catartica della creazione. Alessandro trova la sua vena creativa innata e la fonde in commistione con quanto lo colpisce e lo cattura a livello emotivo ed emozionale. Introietta e metabolizza gli stimoli esterni e li filtra nel moto e nel tumulto dell’anima, dando vita a una pittura di slancio e di trasporto appassionato, di enfasi del sentimento più intimo e recondito. Alessandro non vuole avere freni inibitori, ma rivendica un affrancamento totale per poter trovare una propria autonomia di pensiero incondizionata e riversarla dentro le rappresentazioni. Per Alessandro fare arte significa in primis avere una sfera comunicativa indipendente e poter definire un proprio distintivo registro semantico e linguistico qualificante a livello formale e sostanziale. Alessandro non vuole essere annoverato e classificato secondo cliché standardizzati, ma reclama un proprio status connotativo peculiare. Ecco dunque che Alessandro si protende verso una ricerca sempre sorprendente, dove ogni pennellata diventa come un simbolico tassello di un prezioso mosaico, che coincide anche con i tasselli del suo operato esistenziale e racchiude il suo senso di essere e di esistere. Fare pittura per Alessandro è un gesto sempre coerente e sempre consapevole con il suo modus pensandi e agendi di uomo-artista di notevole valore e spessore”.

     

  • Davide Quaglietta: arte docet

    “L’assioma simbolico -Arte docet- racchiude molto bene la radice dalla quale trae origine la produzione pittorica realizzata da Davide Quaglietta, collocabile nel concetto allargato e dilatato di moderna figurazione. Ritengo, che questo assioma faccia anche da virtuale ponte di collegamento e di connessione, poiché Davide filtra e assorbe da esso i pilastri portanti sui quali poi erge e costruisce l’intera parafrasi e sintassi narrativa”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega a livello critico analitico l’arte pittorica di Quaglietta, facendo leva su un concetto chiave universale da lui accolto e rielaborato soggettivamente. La Dott.ssa Gollini ha ulteriormente proseguito nell’argomentazione riflessiva affermando: “Con la produzione di Davide si apre e si spalanca l’intero universo dell’arte, inteso come metafora del poter apprendere, comprendere e trasmettere tramite l’operato creativo, affinché lo spettatore possa godere di una pienezza di significati e di messaggi, di essenze e di sostanze. Arte intesa anche come maestra di vita, capace di guidarci e di accompagnarci alla scoperta del senso dell’essere e dell’esistere, di convogliare la nostra mente nei meandri di riflessioni catartiche e di tirare fuori deduzioni e intuizioni di spessore. Davide diventa discepolo di questa arte universale e ne accoglie ogni anelito e ogni respiro vitale, per arrivare poi a poterla a sua volta riprodurre e riproporre, proseguendo con entusiasmo e dedizione quel flusso cosmico ininterrotto e sempre attivo. Arte docet diventa un suo modo di essere e di percepire quanto vede e quanto gli accade intorno, di metabolizzarlo dentro. Per Davide l’arte insegna a non fermarsi e a non demordere, a non rassegnarsi mai, a essere sempre pieni di buoni propositi, a pensare a se stessi in modo altruistico e senza fare speculazioni individuali. Per Davide ciascuno dovrebbe trarre dall’avvicinamento all’arte un beneficio prolungato e duraturo, nella consapevolezza di quanto essa offre. La pittura di Davide ci rammenta, che ognuno deve sempre essere prodigo per un interesse comune e comunitario mettendo da parte gli intenti e gli interessi strettamente personali. Per Davide arte docet significa fidarsi e affidarsi a questo potere magico nella sua unicità, che nei secoli non è mai stato scalfito in nessun modo e ha trovato una propria identità assoluta. Quando Davide si immerge nella fase creativa si predispone a imparare e anche a supportare il fruitore per imparare, diventa un tramite di mediazione, diventa un medium. Alla base della sua pittura va dunque annoverata e considerata tutta quella summa di fattori e di componenti, che si incentrano e si canalizzano nel concetto di arte docet e che appartengono all’energia creativa di Davide fluttuante ad infinitum”.

  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • È online la mostra pittorica “L’energia cosmica nell’arte di Sabrina Veronese”

    È stata pubblicata online la mostra pittorica dell’artista Sabrina Veronese con la curatela della Dott.ssa Elena Gollini. La mostra racchiude una selezione di opere di particolare pregevolezza espressiva e di interessante proiezione stilistica, che lasciano emergere la stimolante trama narrativa, che domina la sintesi compositiva molto impattante a livello estetico e a livello sostanziale. Il titolo designato appositamente per la mostra online “L’energia cosmica nell’arte di Sabrina Veronese” è molto incisivo e si focalizza proprio sull’enfatizzare al massimo la potenza energetica scaturita e sprigionata dalle opere e fatta confluire in modo sempre dinamico all’interno dello scenario rappresentato. La Dott.ssa Gollini ha spiegato in modo analitico alcune peculiari caratteristiche distintive, che appartengono alla poetica comunicativa della Veronese. In particolare ha dichiarato: “Da sempre l’arte possiede e custodisce un potere energetico cosmico e universale, che si propaga e si diffonde tramite uno speciale flusso vitale costante e continuo. Questa energia pressoché magica, eterna e perpetua, diventa il nucleo fondamentale e precipuo dell’essenza intrinseca pittorica di Sabrina e si trasforma in elemento subliminale principale ed essenziale di trasmissione e di traslazione di tutta la sua vibrante ispirazione creativa. Le opere sono un tripudio pulsante di energia cosmica e costituiscono un collante di stimolo energetico ed energizzante. Lo spettatore filtra e metabolizza questa portata di energia e si lascia permeare e avvolgere dalle intense sensazioni percettive. Per Sabrina l’energia è simbolo di vita e di voglia di vivere, di sfida esistenziale e di affrancamento da tutte quelle difficoltà e ingerenze contingenti, che vengono superate e oltrepassate. Il cosmo e l’universo nella loro smisurata e infinita prospettiva si prestano a diventare dei motori trainanti per dare ancora più impulso a questa carica energetica ed espandere e dilatarne il potere d’azione. Sabrina crede fermamente, che l’arte possa trasportare ovunque questa energia positiva e benefica e possa diventare una fonte di pensieri e di sentimenti, di emozioni e di sensazioni, di riflessioni e di valutazioni che trovano sbocco anche sul piano esistenziale e nella proiezione di vita quotidiana. Per Sabrina essere artista motivata e di autentica vocazione significa rapportarsi e confrontarsi con il mondo esterno, relazionarsi con la realtà circostante e trovare dei punti fermi di contatto, che possono fare da connessione intima con il proprio mondo interiore e spirituale e con quell’energia cosmica universale, che risveglia le menti e gli animi spesso intorpiditi e assopiti dalla massificazione sociale dilagante. Ecco, perché Sabrina vuole fare davvero la differenza nella sua arte pittorica e vuole assorbire in essa e filtrare attraverso essa quella dimensione cosmica incontaminata e assoluta nella sua purezza”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-cosmica-arte-sabrina-veronese

  • È online la mostra “Il pensiero di pietra” di Cecilia Martin Birsa

    È stata ufficialmente pubblicata la mostra online dal titolo emblematicamente poetico “Il pensiero di pietra” della scultrice contemporanea Cecilia Martin Birsa a cura della Dott.ssa Elena Gollini. La mostra resterà sulla piattaforma web in modo permanente e raccoglie venti opere di particolare intensità e pregnanza sostanziale oltre che di indiscussa valenza formale. La Dott.ssa Gollini nel mettere in evidenza le caratteristiche salienti, che fanno capo alla produzione artistica della Birsa ha rimarcato: “L’arte scultorea è davvero definibile come arte nobile e come arte solenne, perché riesce a trasmettere dei contenuti cardine e dei messaggi semantici di notevole e imprescindibile portata. Cecilia si cimenta nella scultura moderna contemporanea a fronte di una vocazione autentica e di una passione viscerale, smisurata, che si sprigiona con potenza in ogni creazione e diventa un incipit di stimolo forte per la sua vivace e versatile ispirazione. Il titolo della mostra è stato scelto proprio ad hoc ed è particolarmente consono e congeniale per delineare e riassumere in modo preciso e altrettanto eloquente il particolare e originale filo conduttore attraverso il quale si muove, si snoda e si dipana l’atto creativo di Cecilia”. Inoltre la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella spiegazione riflessiva affermando: Per Cecilia tutto parte dal pensiero coerente e consapevole di infondere al suo potenziale artistico quelle risorse virtuose capaci di accentuarne al massimo l’intensità comunicativa ed espressiva. Il pensiero è la linfa vitale primaria, l’humus fondamentale per nutrire e sostentare ogni sua azione creativa. In tal senso certamente Cecilia richiama anche a sé quel cogito ergo sum, che la filosofia di Cartesio ha tramandato e perpetrato fino ai giorni nostri espandendone e dilatandone il significato intrinseco a largo raggio. Dalle sue sculture trapela integra e intatta tutta la forza del pensiero, inteso come scandaglio accurato, minuzioso e approfondito di ricerca, di studio e di sperimentazione, che affina e perfeziona la sua impeccabile formazione e preparazione. Ma, contestualmente inteso anche come pensiero emotivo ed emozionale, che viene immesso nel costrutto compositivo e prende corpo al suo interno, ne diventa parte attiva integrante e rafforzativa, acquista vita propria in modo distintivo e qualificante. Cecilia analizza in modo dovizioso e certosino, si cimenta e si addentra attraverso un sentiero di scoperta sempre avvincente, che la conduce in territori concettuali prolifici e rigogliosi dove poter attingere spunti, richiami, rimandi e riferimenti inediti e sui generis da sviluppare attraverso la perfetta sintonia di tradizione e modernità, di antico e di nuovo, di reale e di invenzione, di concreto e di immaginario. Le sue sculture fluttuano pertanto nel simbolico viaggio di un pensiero che dalla pietra riesce a generare e a produrre un’incantevole visionarietà, una proiezione suggestiva coinvolgente, dove tutti i sensi vengono piacevolmente appagati”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/pensiero-pietra-cecilia-martin-birsa

  • Il processo cognitivo nella pittura di Maria Barisani

    Nello scandagliare la produzione pittorica di Maria Barisani ritengo sia funzionale spendere alcune considerazioni sull’apparato del processo cognitivo, che la guida e la dirige orientandola nelle scelte stilistiche e contenutistiche e che ne rafforza l’energia espressiva e comunicativa”. La Dott.ssa Elena Gollini si sofferma su alcuni tratti e aspetti, che fungono da cardine alla dinamica creativa della pittura figurale della Barisani artista del panorama attuale, che si sta meritevolmente distinguendo a livello qualitativo e sta ritagliandosi un proprio interessante e stimolante spazio visionario. Continuando nelle sue affermazioni la Dott.ssa Gollini ha proseguito: “La capacità intellettuale e intellettiva dimostrata da Maria è indiscutibile, è un dato di fatto che attribuisce un valore aggiunto alla sua ricerca, suffragata da una padronanza selettiva e da una cognizione empatica. Cognizione per Maria è sinonimo e corrispettivo di conoscenza e coerenza consapevole del proprio operato e di responsabilità verso le proprie azioni-reazioni e verso la propria ricerca accurata e approfondita. Il processo cognitivo di Maria applicato al suo meccanismo pittorico ad hoc ne avvalora in modo comprovante e comprovato le risorse e le capacità espressive e comunicative, le indirizza verso un humus proficuo di soluzioni attuabili in modo originale ed esclusivo, che acquistano una valenza ulteriore e sono subito identificabili e distinguibili risultando uno strumento sempre vincente, che Maria utilizza in modo impeccabile ed eccellente. L’applicazione del processo cognitivo nell’attività pittorica è per Maria un elemento focale e una componente fondante, che getta le radici per edificare e costruire un palinsesto di orchestrazione sequenziale supportato e sorretto da un crogiolo di intrecci e di fusioni, disposti e dislocati in modo trasversale alla narrazione figurativa, senza mai prevaricarla e senza mai soverchiarla nelle sue fattezze precipue e nella sua semantica dialettica primaria, ma bensì accompagnandola in modo armonioso come una musica aggraziata e soave che accompagna una danza delicata e sinuosa e ne rafforza il potere interno intrinseco. Il processo cognitivo non prevale mai sul sentimento e sul pathos e tanto meno è prevaricante e condizionante nell’esternazione della sfera emotiva interiore. Ragione e ratio cognitiva si inglobano nella sintesi e nella parafrasi semiotica d’insieme e fanno da incipit e da stimolo per approfondire quell’afflato che proviene dall’intimo ego, all’io più recondito, lasciandolo affiorare e palesare con autentica, naturale e genuina spontaneità. Maria è una pittrice formata e preparata in modo coscienzioso, che mette impegno massimo per risultare sempre credibile e autorevole nel proprio lavoro creativo e al tempo stesso per lasciare spazio anche ai bisogni e alle necessità dell’anima”.

     

  • Paola Moscatelli: vivere in arte

    “Nel soffermarmi a guardare la produzione artistica realizzata da Paola Moscatelli desidero dare voce al suo pensiero, al suo sentire, al suo sentimento, ai suoi desideri, ai suoi sogni, alle sue speranze. Paola è una donna-artista nel pieno vigore delle sue capacità comunicative e riesce a creare una stratificazione omogenea e una commistione armoniosa da inserire dentro lo scenario, traendo linfa vitale dalla sua voglia di vivere in arte e di realizzarsi con e a favore dell’arte”. La Dott.ssa Elena Gollini parlando della Moscatelli prende in esame l’importanza della componente esistenziale ideale, che viene rafforzata e avvalorata tramite l’atto e il gesto creativo e consente alla Moscatelli di sentirsi parte attiva del suo progetto di vita e di arte. La Dott.ssa Gollini ha così rimarcato: “Paola riassume in sé un coacervo di qualità, è donna di calibro e di spessore umano, possiede doti e virtù creative molto eclettiche e versatili. Il suo vivere in arte viene dunque sorretto e supportato dalla sua innata e naturale capacità, viene rinvigorito dalla forza caparbia, da quel suo modus pensandi che la rende sempre reattiva, sempre tempestivamente pronta e solerte verso il cosiddetto momento catartico del carpe diem. Così come nella vita anche nell’arte, Paola trova il suo cogliere l’attimo, il motto trainante per darsi la giusta carica di spinta e di slancio per lasciarsi trasportare e anche piacevolmente travolgere dal suo ideale di esistenza e di vita artistica. Paola è sempre orientata a imparare e a migliorare e questo la rende umile e dotata di una modestia pacata e discreta, che non sminuisce e non svilisce però lo spirito da prodiga, intraprendente e determinata. Osservando le opere si comprende quanto lavoro a monte e quanta energia viene spesa senza riserve e senza mai risparmiarsi. Ogni opera è frutto di uno sforzo notevole e ragguardevole e non esaurisce mai la sua capacità di offrire allo spettatore nuovi spunti e nuovi stimoli, nuove occasioni e nuove opportunità per immergersi dentro e andare fino in fondo in profondità. Vivere in arte per Paola diventa pertanto la sua lodevole missione-vocazione, che la rende responsabile e consapevole delle sue libere scelte e del suo libero arbitrio. Vivere in arte significa per Paola riuscire a imparare a volare e a spiccare il volo senza però perdere il contatto con la realtà e con la dimensione del reale, del vissuto e del vivere quotidiano, della memoria dei ricordi più speciali e unici. Tutto questo patrimonio viene contestualizzato da Paola dentro le sue suggestive rappresentazioni e non diventa mai un fardello pesante da portarsi dietro, ma bensì piuttosto si trasforma in un lieve e leggero soffio delicato e suadente, che la coccola e la culla dolcemente nella magia di un’ispirazione davvero autentica e sentita nel profondo”.

     

  • Federico Marchioro: arte dell’anima e verso l’anima

    “La pittura di Federico Marchioro trasmette e sprigiona senza dubbio un flusso energetico proveniente dal moto della sua anima e contestualmente diretto e rivolto verso l’anima del fruitore con una corrispondenza ideale che si identifica con il desiderio di dare vita a una formula pittorica intrisa di pathos e di autentico trasporto animista”. La Dott.ssa Elena Gollini rimarca la pregevolezza sostanziale della produzione artistica di Marchioro e lascia emergere la rilevanza della componente interiore e introspettiva, che lo guida e lo orienta, lo stimola e lo spinge a generare una sintesi semantica profonda, che emana energia spirituale benefica per il cuore e per la mente. Nel proseguire con le sue considerazioni in merito ha aggiunto: “Federico è un artista a tutto tondo, un artista che con la musica ha aperto al massimo le sue intuizioni e percezioni sensoriali e le ha poi trasferite nella pittura amplificandole ulteriormente. Quando Federico suona e canta la sua anima si manifesta in modo limpido e autentico. Allo stesso modo nella pittura l’anima di Federico diventa un’entità che possiede vita propria e alimenta la narrazione rappresentativa con degli input speciali, la rende unica e sui generis, esclusiva e distintiva. Federico evoca attraverso la pittura il suo personale universo visionario, lo rende eterno ed etereo e al contempo lo trasforma e lo rinnova per dare sempre al fruitore delle nuove stupefacenti proiezioni e prospettive interpretative. Federico dipinge per dare voce alla profondità dell’anima, per trovarsi e ritrovarsi in perfetta comunione con lo spettatore, per vincere ogni inibizione, ogni paura, ogni remora, ogni titubanza, per uscire allo scoperto e rivelare tutto se stesso senza incertezze. La pittura come la musica è per Federico uno strumento indispensabile per sentirsi accolto, per sentirsi compreso, per sentirsi accettato fino in fondo e per essere parte attiva integrante a livello sociale e collettivo. Arte e musica sono due linguaggi portentosi, due linguaggi universali che l’uomo considera necessari e imprescindibili. Federico sceglie di avvalersi di entrambi per essere ancora più sferzante e incisivo, per essere sempre più funzionale alle esigenze e al bisogno collettivo di benessere totalizzante e totalitario. Adesso più che mai Federico vuole fare la differenza, non con spirito edonistico e tanto meno con velleità di protagonismo e di esibizionismo fini a se stesse, ma bensì piuttosto invece con quella sua riservata e connaturata modestia e umiltà che lo fanno essere autenticamente vero e sincero. La sua arte e la sua musica sono un inno simbolico al bene universale, che appartiene a tutti noi e che dev’essere protetto e tutelato da tutti noi, dev’essere sempre alimentato anche nei momenti più difficili e più sofferti. Così Federico offre tutto se stesso e ci offre il suo contributo ammirevole per il bene comune”.

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  • Davide Quaglietta: pensiero e azione artisticamente attivi

    Davide Quaglietta possiede senza dubbio una spinta dinamica creativa, frutto della sua fervida e appassionata intraprendenza. È un artista dentro e dal di dentro lascia riaffiorare in superficie un tumulto spumeggiante di idee e di pensieri, che si traducono in azione creativa fremente e vibrante. La Dott.ssa Elena Gollini nel rendersi convinta portavoce di sostegno al percorso pittorico di Quaglietta, ha manifestato la sua approvazione piena e sta convogliando un circuito di valutazioni e di considerazioni che avvalorano la portata lodevole del lavoro creativo svolto da Quaglietta attraverso una ricerca complessa, distribuita su più livelli di studio e di formazione a monte e indirizzata a fornire un piano di supporto sistematico e ben congeniato, per garantire delle soluzioni compositive predisposte e definite ad hoc. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza la rilevanza del perfetto connubio e della perfetta combinazione vincente tra pensiero e azione, che attivamente forniscono energia e carica di ispirazione a Quaglietta e si trasformano simbolicamente nella benzina che alimenta e potenzia il motore del suo talento innato. A tal proposito ha precisato nel merito: “Davide distingue molto bene pensiero e azione, conosce il potenziale di risorse che possiedono e forniscono all’unisono e comprende quanto la loro sintonia armoniosa possa essere molto vantaggiosa per agevolare e per favorire al meglio lo scatto creativo e il suo divenire nel movimento e nel flusso dell’ispirazione prorompente e dirompente. Per Davide il pensiero va sempre canalizzato e convogliato dentro l’azione in modo programmatico, va orientato seguendo una prospettiva valida, adatta e adeguata alla finalità ultima che si è prefissato. Ogni quadro nasce proprio come la metafora di una casa da costruire e da edificare parte per parte, pezzo dopo pezzo, partendo dal pensiero di base e di fondamento e gradualmente aggiungendo i mattoni per dare più forza e consistenza, con un’azione sempre dosata e misurata, senza mai fare mosse false e azzardate e passi non calcolati. Pensiero e azione diventano i fattori della sua equazione creativa, diventano la radice al quadrato di tutto quel prolificante pullulare di ispirazione, la fanno elevare ed innalzare al massimo livello. Per Davide sentirsi davvero ispirato coincide con il sentirsi davvero realizzato nella sua spinta tumultuosa di trasporto e di vulcanica trasposizione creativa, avendo ottenuto una motivazione alta, una motivazione che lo fa incedere con passo deciso e sicuro all’insegna di quel pensiero e di quell’azione, che gli infondono grande orgoglio e fierezza per i risultati ottenuti e per i riscontri conquistati. La sua arte è davvero un impegno di vita da portare avanti sempre a testa alta, senza mai mollare, senza mai retrocedere, senza mai fermarsi”.

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  • È online la mostra “Energia universale” dedicata alla produzione pittorica di Peppe Postorino

    La mostra online dal titolo per così dire dirompente e prorompente “Energia universale” racchiude una significativa produzione pittorica dell’artista contemporaneo Peppe Postorino ed è stata inserita all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, che al riguardo ha voluto commentare: “La pittura di Peppe si distingue per la potenza energetica e si sprigiona nel tripudio della materia cromatica densa e corposa, vivida e accesa con una vitalità pulsante e un movimento dinamico costante e continuo, che amplifica e accentua l’effetto e la portata di plasticismo tridimensionale. Si tratta proprio di una sferzante carica di energia, che dall’opera si estende e si espande a tutto campo, un’energia universale che viene esplosa e viene riversata all’interno del palinsesto compositivo e prende vita e corpo, diventa un’entità vivente attraverso cui Peppe convoglia una portata sensoriale su più piani e su più livelli percettivi. La sua guizzante visionarietà fantastica e immaginifica gli consente di spaziare all’interno del paradigmatico mondo dell’astrazione e dell’informalismo materico, di trovare degli espedienti mirati per generare soluzioni dal sorprendente impatto visivo e recettivo, che lasciano al fruitore la possibilità di attingere ad una vasta gamma di chiavi di lettura interpretativa e di immettere a sua volta un proprio personale imprinting. Peppe cerca un modus pingendi alternativo rispetto ai cliché standardizzati proposti in modo banale, scontato e ripetitivo. Per lui l’arte pittorica è un gioco di abilità e di astuzia molto avvincente e intrigante, che lo induce e lo stuzzica e lo trasporta verso una sperimentazione di ricerca innovativa e non convenzionale. Peppe dimostra una consolidata padronanza strumentale nell’uso della tavolozza cromatica, con accostamenti tonali e fusioni colorate molto impattanti, di forte suggestione, che riescono a fuoriuscire dal supporto e dalla superficie pittorica e a plasmarsi con lo spazio circostante, a fondersi in perfetto e armonioso intreccio di coesione con l’ambientazione di contorno entrando a farne parte, ma senza fare un’invasione a contrasto, bensì amalgamandosi in piena alchimia. I quadri di Peppe possiedono nella loro natura genetica e nel loro DNA costitutivo una potenza universale, all’insegna di un’arte che vuole arrivare a comunicare ovunque e a chiunque in modo trasversale e vuole fare sentire la propria presenza in modo travolgente e carismatico, vuole coinvolgere nel profondo e vuole alimentare pensieri e riflessioni articolati ed eterogenei. Peppe è fautore e artefice di una pittura fortemente energetica ed energizzante, che deve scuotere la mente e catturare l’attenzione senza riserve e deve diventare un punto di partenza per attivare uno stretto legame virtuale e simbolico con l’infinita energia del nostro universo”.

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  • La “Creatività appassionata” di Vanessa Mazzali in mostra online

    “La propensione versatile e volitiva alla creatività si lascia incalzare dallo slancio appassionato e diventa opera d’arte all’interno del palinsesto compositivo di Vanessa Mazzali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nel commentare la mostra online da lei curata con protagonista la Mazzali, artista di spiccato talento suffragato da una formazione e da uno studio accurato per il disegno e per la rappresentazione figurale. Il titolo designato per l’esposizione “Creatività appassionata” rende molto bene per enfatizzare quanto la componente passionale influisce positivamente a favore dell’ispirazione creativa incrementandone la portata e la profusione amplificata. La Dott.ssa Gollini ha poi aggiunto alle sue riflessioni altre valutazioni analitiche dichiarando: “Vanessa è molto discreta e molto sobria nella sua manifestazione comunicativa. Si concentra su rievocazioni essenziali e minimali, prive di ridondanti orpelli e molto fluide e lineari nella loro orchestrazione strutturale. Vanessa preferisce evitare di disperdersi in una proliferazione narrativa eccessiva e troppo sofisticata e si focalizza invece sull’argomentare in modo pacato e garbato, sul concertare una piacevolezza formale in linea con il suo modus pensandi e la sua forma mentis. Ci offre interessanti e stimolanti spunti e rimandi intellettuali, riferimenti colti che denotano la sua preparazione e la sua conoscenza culturale e rispecchiano contenuti sostanziali intrisi e permeati di significato e di spessore, che integra e arricchisce di valenza profonda l’intera sintesi scenica. Vanessa considera l’arte come un’occasione preziosa di poter esternare il suo spirito creativo vivace e dinamico e di ottenere un consenso sincero e autentico nella fruizione. Vuole conquistare in toto lo spettatore, ma senza forzature, vuole che avvenga un avvicinamento e un contatto spontaneo. Il disegno nella sua impeccabile dinamica progettuale ed esecutiva viene perfezionato in modo eccellente e ne avvalora il potenziale artistico. Per Vanessa il disegno non va interpretato come esercizio statico, ma bensì va concepito come riproduzione soggettiva e personalizzata, come variazione con rielaborazione e rivisitazione inedita e come descrizione speciale e sui generis. Le sue creazioni sono frutto di una commistione equilibrata di elementi e di componenti, che vengono tutti sempre bilanciati in modo proporzionale e congruo per ottenere una resa d’insieme convincente. Vanessa accorda insieme tutti questi fattori costitutivi, proprio come un musicista fa con il suo pregiato strumento e l’immette dentro la parabola evocativa imprimendo una spinta passionale e appassionata davvero coinvolgente”.

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  • Le dinamiche espressive informali della pittura di Roberto Re

    “Seguendo con sincera propensione di stima e con attenta ammirazione il percorso artistico di Roberto Re, riscontro un’evoluzione costante e progressiva, che corrisponde anche alla sua acclarata fermezza di pensiero e alla sua radicata proiezione esistenziale. Le dinamiche espressive che Roberto immette dentro la sua arte diventano sempre più peculiari ed esclusive, lo rendono subito riconoscibile e distinguibile”. Così la Dott.ssa Elena Gollini parla dell’arte pittorica dell’intraprendente Re, artista informale e al passo con la moderna attuale prospettiva contemporanea dell’arte. Inoltre, ha proseguito rimarcando: “Ho appreso con grande piacere che Roberto è stato intervistato dalla rinomata Radio News24 e ha spiegato e approfondito diversi argomenti riguardanti la sua arte. Ritengo che questa pregevole opportunità sia stata assolutamente meritata e sia stata utile per comprendere ancora meglio il pensiero e la poetica espressiva racchiusi nel suo fare artistico. Roberto è certamente un artista capace di spiegare se stesso e di parlare al cuore dello spettatore, di fare breccia e di aprire una comunicazione compenetrante e interattiva. La radio gli ha fornito la giusta occasione di relazionarsi con un vasto pubblico molto eterogeneo senza sapere e senza conoscere a monte le dinamiche di coinvolgimento e di recettività e lo ha posto in una posizione di scambio e di confronto diretto. Roberto ha saputo gestire al meglio questo aspetto e ha saputo ottimizzare al meglio il potenziale e le risorse di cui è dotato. Penso che un artista come Roberto sia un vero esempio di testimonianza a modello dell’amore purissimo e della passione viscerale per l’arte. Dovrebbe andare più spesso in radio e direi anche in televisione, perché il suo contributo è enorme e diventa anche uno stimolo generale verso chi non è avvezzo al mondo artistico e non ha competenze in materia. Il segreto della sua impeccabile sintesi espressiva informale è custodito proprio nella sua capacità di trasmettere, di trasferire e di traslare tutto se stesso dentro le composizioni, di sentirsi portavoce e fautore di valori universalmente condivisibili, che l’arte da sempre rappresenta e promuove e propone nelle sue variegate manifestazioni. Il suo pensiero artistico si fonde con il pensiero artistico universale e non ha bisogno di essere manipolato, resta e rimane sempre motivato, sempre suffragato e sempre vincente e convincente. Ecco, perché anche attraverso la sua profonda e intensa intervista radiofonica Roberto si è reso un eccellente divulgatore e comunicatore e ha saputo mettere la sua vocazione per l’arte sul piedistallo più alto e più maestoso, più solenne e più sacro”. La produzione pittorica di Re è disponibile per la vendita anche sui seguenti riferimenti di piattaforme web: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • È online la mostra dell’eclettico Lustro dal titolo “Un lustro d’arte”

    L’artista poeta lucchese Dario Barsotti conosciuto con lo pseudonimo d’arte di Lustro è stato selezionato per la piattaforma web delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere, che denotano appieno la versatile e poliedrica visionarità creativa che lo qualifica nella sua originale espressione e rafforzano il talento innato trasformista e camaleontico. La mostra online si intitola in modo simbolicamente emblematico “Un lustro d’arte” e raccoglie una produzione pittorica di particolare pregio contenutistico e di intensa profondità suggestiva a livello formale. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune considerazioni riflessive al riguardo dichiarando: “Ammiro e apprezzo la ricerca creativa portata avanti da Lustro, perché dimostra lo spirito giusto dell’artista indomito e intraprendente su più fronti e su più piani. Lustro non si accontenta di avere un valore qualificante a latere, vuole arrivare a diffondere e a divulgare i suoi valori e i suoi principi esistenziali, che sono anche vessillo di quelle tradizioni culturali e storiche del suo territorio d’origine e d’appartenenza e fungono da motore trainante per promuovere a largo raggio la sua amata città nativa, Lucca e quanto la distingue e la contraddistingue nelle sue esclusive peculiarità connotative e caratterizzanti, che la rendono unica e speciale. Lustro vuole rendersi testimone di un’arte votata e protesa verso la collettività in senso ampio e allargato, che partendo dalla comunità lucchese si espande e si dilata e acquista e consolida una valenza plurima nella sua libera interpretazione. L’arte così come la poesia serve a Lustro per far emergere e affiorare in superficie un potenziale di risorse articolato, che riesce abilmente a convogliare e a fare confluire in modo bilanciato e armonioso, producendo e alimentando un equilibrio d’insieme molto accattivante e impattante, che conquista lo spettatore da subito, lo attira, lo attrae e lo incuriosisce facendo scaturire un interesse attento e compartecipe. Accostarsi all’arte di Lustro significa dunque rendersi parte integrante e attiva dei suoi progetti, delle sue ideazioni sfaccettate, dei suoi pensieri ragionati, dei sentimenti sprigionati dal moto e dal tumulto di un’anima vibrante, che lo incalza e lo incita a proseguire nella sua strada evolutiva, in quel viaggio di scoperta avventurosa e avvincente che diventa trasversale al suo viatico terreno, alle sue esperienze di vissuto esistenziale coinvolgendo all’unisono tutto quel suo palinsesto umano di vicende e di momenti catartici, che animano e accendono in Lustro il desiderio e la voglia di non essere semplicemente un artista creativo tra i tanti nel panorama attuale, ma bensì di fare davvero la differenza, di risultare senza ovviamente ostentare un vero e proprio comunicatore con una marcia in più, un comunicatore socialmente utile“.

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  • “Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di…

    Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di genesi artistica caratteristica e caratterizzante, che definisce e delinea nello specifico la vena di ispirazione, che ogni artista sviluppa e alimenta nel suo percorso di ricerca e da cui trae quel nucleo di sostegno e di supporto che nel tempo si mantiene e si conserva intatto, integro e inalterato garantendo sempre degli spunti e degli step da cui poter attivare soluzioni eterogenee e variegate e di spessore”. La Dott.ssa Elena Gollini entra nel merito del discorso riflessivo dedicato all’arte pittorica di Maria Barisani ponendo un accento particolare alla rilevanza che assume e che riveste il concetto di genesi artistica all’interno del palinsesto strutturale e narrativo prospettato dalla Barisani. In tal proposito ha evidenziato: “Il concetto di genesi artistica per Maria è associato e associabile ad una visione di nascita, di creazione precipua e primordiale, una forma allo stato embrionale, che prende vita dalle sue fonti ispiratrici mentali ed emozionali e gradualmente con una progressione continua e costante si trasforma in un’entità ben percettibile, acquista una propria dimensione vitale e viene collegata e congiunta in armoniosa coesione e bilanciata sintonia con quello che viene rappresentato e rievocato attraverso le immagini riprodotte. Ciò che proviene dalla genesi artistica è creatura propria appartenente alla sfera intima di Maria, che affiora e si palesa, diventa un tutt’uno con quanto proviene dalla visione esterna che Maria recupera dal reale e dalla realtà circostante. Si crea così una mescolanza sui generis, che alimenta la portata d’insieme e garantisce una resa di impatto immediata e ottimale. La genesi artistica sfocia in una serie di modulazioni e di articolazioni, che acquistano un forte potenziale emotivo e sono la personificazione della capacità sensibile e della recettività umana di Maria, che possiede per natura grande empatia e intuito. Quello che viene filtrato e rielaborato da Maria non è mai un prodotto sommario e superficiale, ma è sempre scaturito da un acume spiccato e acuto, da una perspicacia sagace. Al concetto di genesi artistica corrisponde una forma mentis devotamente votata all’ispirazione più pura, capace di fare germogliare il seme della creazione in modo eccellente. Maria è un’artista di pensiero meditato e ponderato, non azzarda e non esce mai da quella prospettiva di vedute mirate e oculate, si tiene sempre volutamente all’interno di un processo creativo, che predilige snodarsi e dipanarsi a favore di un’arte di valore che rispecchia e riflette valori effettivi”.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/maria-barisani/

  • Stefania Comaschi e le sue “Vibrazioni immaginifiche” in mostra online

    Artista dall’incontenibile e spumeggiante spirito creativo, anticonformista ed eclettica nel DNA genetico, vulcanica e camaleontica nell’espressione visionaria, Stefania Comaschi è stata inserita all’interno delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di particolare pregevolezza stilistica, che manifestano appieno la passione incondizionata per la sperimentazione sdoganata e affrancata da stilemi teoretici imposti a monte. La Dott.ssa Gollini nel descrivere il paradigmatico mondo pittorico della Comaschi ha asserito: “La pittura di Stefania è scaturita da un corollario di potenti vibrazioni immaginifiche, che la accendono e la rivitalizzano di stimoli dinamici costanti e continui, rendendola prorompente e sferzante nel suo tripudio energetico. La mostra online s’intitola proprio -Vibrazioni immaginifiche- per dare risalto alla componente fantastica e fantasiosa dalla quale Stefania attinge prontamente e dalla quale si lascia liberamente ispirare, travolta da un delirio creativo sempre in divenire. Stefania nella visionarietà plurisensoriale concepisce l’arte come una fonte inesauribile di potenzialità espressive, capace di concentrare un’infinità di sensazioni e di percezioni incalzanti che ciascuno può cogliere e fare sue, può carpire, rielaborare e rivisitare a suo modo secondo personali e soggettive chiavi di lettura. Per Stefania l’arte si traduce in un flusso energetico vitale libero e incondizionato, intoccabile e inviolabile nella sua cristallina dimensione elevata, non alterabile e non inquinabile, posta in una dimensione di ascesa verso una sfera speciale, che la rende universalmente positiva e benefica. Stefania è artefice di una pittura convogliata verso una comunione di intenti e di intenzioni con il fruitori, per fornire pensieri e riflessioni da condividere in modo disinibito. Per Stefania l’arte non guarda alle differenze sociali, le annulla e le cancella, riunisce in sé valori e principi cardine che diventano delle colonne portanti a livello esistenziale. Il suo profondo sentire umano viene immesso e impresso nella narrazione e diventa parte integrante per completarla, per renderla rilevante a livello sostanziale e contenutistico, per rendere completa e compiuta la composizione formale che diventa piacevole alla vista, ma al contempo anche interessante da scoprire e da carpire nei significati insiti e sottesi tra le pieghe e la tessitura colorata della sintesi rappresentativa. Il pensiero e il sentimento si fondono e si plasmano insieme alla tavolozza cromatica e la rendono esplosiva, sfavillante, sgargiante, corposa e variegata nelle combinazioni e nelle gradazioni tonali e nelle declinazioni marcate e accese dal fuoco dell’ardore e del fervore creativo, che la guida e la accompagna. Perché la vita, così come la pittura è un arcobaleno fenomenale, che deve sempre stupire e fare sognare ad occhi aperti”.

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  • Paola Moscatelli: elogio all’arte universale

    “Per ben inquadrare e classificare la variegata e ricercata formula espressiva che l’artista Paola Moscatelli declina con virtuosa maturità creativa, è necessario addentrarsi sulla sua particolare visione e concezione da lei tracciata e connessa al multiforme concetto di arte universale, che Paola accoglie e fa suo, metabolizza e introietta all’interno del suo palinsesto articolato di sperimentazione, ottenendo soluzioni compositive che riflettono e rispecchiano al meglio il suo simbolico elogio celebrativo a questo concetto così trasversalmente riecheggiante da illo tempore, che ha racchiuso molteplici chiavi di lettura e di significato e ha portato con sé valori e principi concepiti come pilastri esistenziali portanti e radici di fondamento primarie ed essenziali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nella sua analisi critica per mettere in luce un discorso importante, che funge da filo conduttore all’operato artistico della Moscatelli e diventa la sua modalità peculiare di visionarietà aperta e allargata. La Dott.ssa Gollini ha così ulteriormente spiegato entrando nello specifico dell’argomentazione: “Si comprende da subito come Paola sia devota alla giusta causa dell’arte intesa in senso universale e abbia intrapreso con convinta motivazione il proprio personale cammino per promuovere e per divulgare a tutto tondo questa valenza assoluta e assodata. Nella sua profusione ideativa e progettuale le idee e i pensieri prendono vita e formano un corpo-entità ben delineato e ben definito, che viene collocato dentro la parafrasi narrativa e diventa parte integrante di essa necessaria ed essenziale per integrarlo e per completarlo in modo compiuto ed esaustivo. Capita sempre più spesso di imbattersi in produzioni artistiche, che si esauriscono delle proprie risorse intrinseche e rimangono così fini a se stesse e a se stanti, risultando poi infrazionate e sdoganate in modo sommario nei loro contenuti e senza approfondimenti a latere di livello qualitativo pregevole. Con Paola l’impostazione è decisamente agli antipodi, poiché attribuisce e conferisce una rilevanza prioritaria alla diffusione e alla divulgazione dei suoi messaggi, di quanto vuole che abbia il massimo feedback da parte dello spettatore per generare e alimentare il più possibile una proiezione e una predisposizione a recepire il beneficio universale trasmesso dall’arte in ogni sua eterogenea manifestazione. L’arte di Paola si rivolge dunque ad allargare, ad amplificare e ad accentuare il potenziale sensibile del fruitore, ad andargli incontro e a prenderlo per mano, a indurlo e a spronarlo ad una meditazione riflessiva che partendo dalle opere si sprigiona in varie forme e dinamiche, diventa individuale, personale e soggettiva pur avendo sempre come elemento comune e accomunante questo portentoso e prodigioso risvolto celebrativo da lei evocato in modo accorato e solenne”.

  • Davide Quaglietta e il suo universo pittorico

    “Nell’individuare la formula più congeniale e appropriata per definire l’arte di Davide Quaglietta, ritengo che la dicitura emblematicamente più calzante sia proprio quella di universo pittorico, intesa nel senso più ampio possibile”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime le sue riflessioni attente e approfondite in merito alla concezione creativa di Quaglietta e al fulcro nevralgico di ispirazione portante. Proseguendo ancora nella spiegazione ha poi dichiarato: “Il termine universo racchiude una prospettiva assoluta e onnicomprensiva, che risulta attinente e pertinente con la formula codificata e con il registro linguistico dai quali si sviluppa e si evolve il modus pingendi di Davide. L’universo in quanto macrocosmo viene inserito virtualmente all’interno del corposo microcosmo pittorico, si plasma con esso, diventa un tutt’uno e definisce una modulazione dilatata, una modulazione traslata a livello plurisensoriale e plurirecettivo. Davide si cimenta all’interno di una mimesi semantica e concettuale universalmente attingibile e condivisibile e si avvale di tutte le risorse in essa custodite, le sviscera accuratamente, le scandaglia analiticamente, le fa sue inglobandole nel proprio personale esclusivo universo visionario. L’estensione estemporanea di questo intreccio diventa enorme, si proietta ad infinitum e consente a Davide di acquisire e consolidare un mare magnum di messaggi e di allusioni da poter utilizzare con oculata ponderatezza, senza disperderle in modo casuale e improvvisato, ma sempre cum grano salis. Davide si dimostra molto concentrato e molto ben focalizzato su questa sua vocazione creativa e si prefigge traguardi e obiettivi stimolanti, che diventano tappe importanti da raggiungere anche dal punto di vista della sua formazione ed esperienza esistenziale. L’universo pittorico di Davide si nutre e si alimenta di humus fertile e fecondo, si rafforza e si rinvigorisce con una crescita progressiva costante. Attraverso questo universo pittorico Davide si sente realizzato e appagato in toto, ma al contempo si sente responsabile verso ogni singolo fruitore, verso ogni singolo spettatore e desidera poter traslare e trasmettere qualcosa di visibilmente e di meritevolmente sostanzioso, qualcosa di tangibile in concreto che possa fungere da moto propulsore di sprone e di incitamento. L’arte di Davide non è soltanto bella da vedere e piacevolmente gradevole da osservare, ma diventa attivamente utile, possiede una mansione di cosiddetta pubblica utilità. L’universo pittorico di Davide si traduce dunque in una metaforica ancora di sostegno e di supporto, un’ancora metafora di illuminazione e di riflessione, un’ancora metafora di salvezza e di affrancamento mentale e psicologico, che ogni spettatore può usare per aggrapparsi e per tenersi saldamente stretto, accogliendo il messaggio universale che Davide offre e dona a cuore aperto”.

    http://elenagolliniartblogger.com/davide-quaglietta

  • È online la mostra “Armonie poetiche” di Daniela Rum

    Daniela Rum è protagonista in mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con le sue opere di grande potenza suggestiva. La mostra è collocata all’interno di una piattaforma web permanente, che accoglie un circuito selezionato di esponenti contemporanei all’insegna del motto simbolico trainante #lartenonsiferma. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni di commento sulla produzione artistica della Rum, nei confronti della quale nutre sincera ammirazione. In particolare ha dichiarato: “Insieme a Daniela abbiamo pensato di intitolare questa mostra in modo molto mirato, designandola -Armonie poetiche- proprio per dare il massimo risalto alla componente di suadente poesia, a quell’accento di lirismo aulico che risulta molto permeante e molto avvolgente fin dal primo sguardo e aumenta l’enfasi emotiva e l’afflato emozionale, completando in modo perfetto la sfera sostanziale e contenutistica. Daniela è una donna davvero sensibile, che possiede una profonda empatia intuitiva. Questa caratteristica di grande pregio contribuisce a farle cogliere e a farle carpire un coacervo e un corollario di spunti e di rimandi di riferimento, che vengono immessi dentro la narrazione e implicano un’impronta aggraziata e soave di armoniosa poesia dei sensi. Questa particolare dimensione evocativa e rievocativa intesa in chiave aulica viene a sua volta compenetrata da messaggi e significati insiti, che Daniela colloca all’interno dell’orchestrazione compositiva con abile e sapiente proporzione e accurata misura, affinché venga sempre mantenuto un equilibrato bilanciamento d’insieme. La sua formula di tendenza figurale è dunque concepita come una sorta di speciale stratificazione visionaria, dove accanto alla prospettiva reale e realistica viene associato un intreccio alchemico di essenza intrinseca, che vede in primo piano anche il fattore psichico e concettuale. Arte di poesia e arte di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo. Arte di ricerca e arte di riflessione, che si protende verso una condivisione a largo raggio e cerca un rapporto e un contatto di approccio continuo e costante con lo spettatore, per instaurare e stabilire un dialogo arricchente e costruttivo, che non si limita soltanto a una partecipazione marginale e superficiale a latere, ma cerca invece un approdo di scambio e di confronto autentico, dinamico, reattivo, recettivo, percettivo. Daniela artista dal guizzo vivace e intriso di sentimento e di pathos riesce dunque a trasferire dentro le opere una poetica espressiva intima e intimista e al tempo stesso capace di essere accolta e compresa in profondità”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/armonie-poetiche-daniela-rum/

  • La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re

    Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

  • Maria Barisani: una pittura di scandaglio psicologico

    Nel coacervo vasto e variegato della pittura figurativa attuale e della ritrattistica contemporanea spesso purtroppo si incorre in proposte standardizzate e stereotipate, che vengono elaborate e predisposte seguendo cliché troppo sdoganati e troppo infrazionati. Certamente Maria Barisani si discosta nettamente da questa impostazione falsata e si ricava un proprio modus connotativo con una propria mimesi semantica soggettiva”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega ed evidenza i tratti e gli aspetti salienti più significativi che contraddistinguono l’arte pittorica della Barisani ponendo un particolare accento di rilievo sulla componente dello scandaglio psicologico e analitico, sulla quale si incentra il climax narrativo dello scenario compositivo e strutturale. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha dichiarato: “Maria ci regala delle immagini di immediato impatto estetico, che vengono integrate e avvalorate dal fattore psicologico, che viene introdotto in modo più o meno esplicito e che funge da motore trainante principale della sua ricerca pittorica. Infatti, Maria non si accontenta di riprodurre in modo puramente descrittivo e superficialmente fotografico quanto rende protagonista delle sue vedute figurali, ma si concentra e si focalizza nel cogliere e nel dare risalto a quanto è custodito nel complesso paradigma della psiche, nel suo articolato evolversi in continuo divenire, nelle sue trasformazioni improvvise, nei suoi mutamenti imprevisti e inaspettati. In tal modo riesce con impeccabile prontezza e tempestività ad immortalare nelle raffigurazioni quella componente intrinseca, che diventa un importante plus valore aggiunto alla sua elaborazione. Maria con dinamico intuito riesce a riprodurre quei particolari speciali, che fanno la differenza e che permettono al fruitore di comprendere anche i significati insiti e i messaggi sottesi, che vengono immessi nello scenario in modo subliminale, tattico e strategico e vengono delicatamente sussurrati all’orecchio dello spettatore, vengono poeticamente declarati in emozionanti e vibranti versi aulici, che fanno da contraltare bilanciato all’intreccio equilibrato del disegno accorpato alla tavolozza cromatica con doviziosa e certosina accortezza e precisione esecutiva. Le sfumature tonali e i giochi chiaroscurali fanno ulteriormente enfatizzare l’aspetto mentale e psicologico e completano la formula personalizzata, che Maria ha pensato e studiato a monte con grande impegno. Niente dunque viene mai improvvisato e tanto meno lasciato al caso e all’istinto irrazionale incontrollato e incontrollabile. Tutto si compone secondo una progettualità mirata, predefinita e preconfigurata, che garantisce sempre delle soluzioni ottimali e fruibili in modo eterogeneo. Chiunque si avvicina e si accosta alla produzione pittorica di Maria può quindi respirare a pieni polmoni il potente anelito di vita, che si propaga e si sprigiona e penetra avvolgente in profondità”.

     

  • È online la mostra pittorica “La forma del colore” di Monica Scaglione

    La pittrice Monica Scaglione prende parte al progetto delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di matrice astratto-informale, dove il colore è protagonista assoluto e domina l’intero palinsesto dell’orchestrazione scenica. La mostra è stata intenzionalmente designata con il titolo “La forma del colore” proprio per infondere il massimo risalto all’apporto e al contributo fondamentale, che il colore assume e riveste all’interno della proiezione narrativa della Scaglione. La Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza questo aspetto così importante, che appartiene al tratto distintivo principale della poetica espressiva della Scaglione. A tal proposito ha dichiarato: “Per Monica il colore acquista un indiscusso valore aggiunto e diventa una sorta di sostitutivo primario della figurazione, acquisisce il ruolo figurale in modo simbolico e metaforico, ma altrettanto permeante. Prediligendo la struttura compositiva di astrazione, Monica trova nella tavolozza cromatica un’alleata vincente, riuscendo ad ottimizzare al meglio la sfaccettata profusione della gamma tonale e accentuando anche il potere comunicativo del suo tracciato contenutistico insito e sotteso dentro le composizioni. Monica non si accontenta dunque di utilizzare il colore come strumento formale fine a se stesso, ma conferisce una valenza effettiva e palese dandogli forma e attingendo all’elemento cromatico con continuità. Il colore per Monica acquista vita propria, diventa parte integrante e avvalorante della sintesi pittorica e rinvigorisce il comparto sostanziale in modo efficace e incisivo, diventa funzionale alla sua ispirazione, la accompagna, la amplifica e la rende più dinamica e più guizzante, più convincente. La forma del colore è la personificazione virtuale del moto dell’anima di Monica, della sua sfera intima, della sua visione esistenziale, del suo essere introspettivo più recondito, che sale in superficie e affiora nel tripudio cromatico e nei giochi chiaroscurali di contorno. Per Monica il colore è sinonimo di vitalità, di energia, di rivelazione. Così come non potrebbe mai immaginare una vita in bianco e nero, alla stessa stregua non potrebbe mai concepire la sua pittura senza il supporto essenziale e indispensabile del colore. Il colore per Monica ha la forma del suo essere tenace, intraprendente, determinata. Il colore ha la forma della sua voglia di sperimentare, di essere sempre pronta ad affrontare nuove sfide avvincenti. La sua formula pittorica attraverso il colore diventa ancora più esclusiva, diventa unica e speciale, può essere condivisa in tutti i suoi aspetti peculiari e si contraddistingue per la sferzante e prorompente sinergia di pensiero e azione, che appartengono alla personalità e all’indole profonda di Monica”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/forma-colore-monica-scaglione/

  • La pittura di Roberto Re al servizio dei clienti-committenti

    Intraprendente nello spirito e anticonformista nell’anima l’artista Roberto Re, accanto alla sua ricerca di sperimentazione atipica e inconsueta, affianca un interessante e stimolante lavoro artistico svolto specificamente su committenza clientelare, mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue capacità per compiacere e soddisfare al meglio le peculiari ed eterogenee esigenze e preferenze. La Dott.ssa Elena Gollini ha fornito una sua riflessione al riguardo dichiarando: “Considero Roberto un artista a tutto tondo e a tutto campo come potenziale espressivo e vedendo i risultati ottenuti con le opere su committenza non posso che confermare questa mia valutazione positiva. Conferire a Roberto il ruolo di artista fantasioso e visionario è certamente giusto, poiché si cimenta nell’arte informale di tendenza non convenzionale e compie delle sperimentazioni continue e costanti per evolvere e progredire. Questa sua propensione messa al servizio su committenza clientelare ad personam ritengo sia ulteriormente avvalorante e comprovante e lo qualifica anche come meticoloso e certosino ideatore e fautore di soluzioni destinate a soddisfare un certo tipo di desiderio, che Roberto subito interpreta e introietta abilmente e sapientemente dentro lo scenario narrativo, proponendo delle rappresentazioni sempre ad effetto e molto impattanti. Lavorare su committenza a livello artistico è un modus operandi antichissimo, che si è tramandato e perpetrato nel tempo e appartiene a buon conto e a buon diritto alla grande storia dell’arte, dove illustri ed esimi maestri hanno realizzato su committenza dei capolavori eccelsi e di inestimabile valore sempre attuali. Ecco, che Roberto si pone un po’ come seguace di questa intramontabile tradizione e la fa sua modulandola e adattandola al suo stile e alle sue concezioni e generando una produzione ad alto livello formale e contenutistico. Infatti, anche nei lavori su committenza Roberto non tralascia mai il discorso sostanziale e non si limita a eseguire in modo strettamente estetico quanto richiesto, ma entra dentro la forma mentis del cliente e trova il quid precipuo, che fa sempre la differenza e garantisce una portata di insieme di ragguardevole pregevolezza. Invito ed esorto affettuosamente Roberto a proseguire anche con questa produzione ad personam e a continuare anche in questa direzione, dando sempre il massimo come lui sa fare. Avanti tutta allora, perché ogni sfida per Roberto si vince sempre in modo fattivo e concreto”. Le opere di Re sono disponibili per la vendita anche nel circuito di siti e portali di settore specializzati: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.