Categoria: Salute e Medicina

  • “Lo sport contro la violenza di genere”

    Ats Bergamo aderisce all’iniziativa “Lo sport contro la violenza di genere” (29 settembre – 1 ottobre), organizzata dal CONI della provincia di Bergamo in memoria di Yara Gambirasio, con l’iniziativa “MUOVI…AMO…CI – attività motoria nelle adolescenti” in programma venerdì 29 settembre dalle 9 alle 13 in sala Lombardia, viale Galliccioli n. 4 a Bergamo. La mattinata, aperta a tutti e soprattutto alle giovani donne, è un’occasione per riflettere sull’attività fisica come momento genuino e agonistico nonché di rafforzamento di valori che condannano la violenza, quali lealtà e solidarietà. Una sensibilizzazione necessaria anche sotto il profilo della salute.

    Come dimostrato dall’ultimo report HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) sugli stili di vita degli adolescenti, purtroppo, la frequenza dell’attività sportiva diminuisce progressivamente al crescere dell’età. I maschi che 11 anni si dedicano attività fisica per almeno un’ora al giorno tutti i giorni – così come raccomandato dall’OMS – infatti, sono il 18,2%, a 13 anni scendono al 13,8% e a 15 anni arrivano addirittura al 10,5%. Percentuali ancora inferiori per le ragazze, come mostrato dal grafico: a 11 anni a fare attività fisica per almeno un’ora al giorno tutti i giorni è il 10,8%, a 13 anni è il 6,8% a 15 anni appena il 6,1%. Sul totale, appena l’11,5% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 15 anni dedica un’ora al giorno allo sport. Dati per altro confermati dall’ultimo report del Coni.

    “A fronte di dati che evidenziano un calo notevole dell’attività fisica in adolescenza, Ats Bergamo ha attivato insieme ai Comuni della “Rete Città Sane” un progetto di promozione dell’attività fisica, pratica correlata positivamente con il mantenimento di uno stato di buona salute– puntualizza Mara Azzi, Direttore Generale Ats Bergamo – In quest’ottica non potevamo che accogliere a braccia aperte l’invito di Lara Magoni a partecipare alla manifestazione di CONI con MUOVI…AMO…CI. L’approccio ai giovani attraverso la promozione della’attività fisica rappresenta una modalità di comunicazione e di trasmissione di valori volti alla prevenzione del disagio giovanile che porta all’emarginazione, alla violenza e a forme di dipendenza di diverso tipo (gioco alcool sostanze etc..). Un modo insomma di prevenire diversi tipi di fragilità e di rafforzare l’autostima”.

    Nella mattinata di venerdì 29 settembre, saranno illustrati il metodo, il problema, le proposte di intervento e le attività svolte da Ats in collaborazione con partner come le scuole e le società sportive. Durante l’incontro, rivolto a ragazze, allenatori, insegnanti di educazione fisica, referenti dei Comuni e chiunque abbia a cuore la salute delle giovani donne, si parlerà di stili di vita sani, di attività fisica di genere e del ruolo di CONI nella promozione dello sport, soprattutto in ambito femminile.

    “Quella sportiva è una pratica sempre meno esercitata dalle donne, forse per via del preconcetto per cui il vero atleta può allenare solo il corpo e non la mente, come se quest’ultima fosse un organo a sé stante» spiega Lara Magoni, Consigliere Regionale e Delegata provinciale CONI. «Includere Ats in questa manifestazione – continua Lara Magoni ci è sembrata una scelta più che mai attinente, considerando la missione comune di sensibilizzazione degli adolescenti a compiere scelte di vita sane a cui si aggiunge, da parte nostra, una forte movimentazione finalizzata alla trasmissione di valori tipici delle discipline sportive, quali inclusione, socializzazione e condivisione, volti a debellare o, perlomeno a prevenire, la violenza di genere”

    L’incontro, moderato dal Direttore Sanitario di Ats Bergamo Giorgio Barbaglio, coinvolgerà anche Rosella Giacometti, Docente dell’Università di Bergamo delegata del Rettore nel CUS, che vaglierà le possibilità di attività motorie specifiche di genere insieme agli esperti del Servizio Promozione Salute Ats Bergamo.

    Per tutto il fine settimana Ats attiverà uno spazio virtuale a cui tutte le donne interessate al proprio benessere possono accedere e porre domande agli esperti di Ats Bergamo e CONI Bergamo su sport, attività fisica, salute e luoghi. Gli esperti saranno raggiungibili tramite email [email protected] oppure attraverso i canali social dove è possibile rivolgere le domande utilizzando l’hashtag #muoviamoci e taggando @ATSBERGAMO. Le risposte saranno inviate via mail.

    L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, verrà trasmessa in diretta live sulla pagina Facebook @ATSBERGAMO.

  • Malattia di Parkinson: strategie per una convivenza possibile

    Riconoscere la malattia di Parkinson, imparare a conviverci, prepararsi alla sua sua graduale evoluzione. Questa mattina, presso la sede di Ats Bergamo in via Francesco Galliccioli 4, è stato presentato il progetto «Presa in carico integrata delle persone con malattia di Parkinson» per la Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, emanazione del Tavolo di Sistema per la Salute della Valle Seriana.

    Il Parkinson, malattia neurodegenreativa che in Italia colpisce circa 230.000 persone (l’1-2% degli ultrasessantenni ne è affetto e, in casi rari, può esordire anche prima dei 50 anni), nella Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve presenta un tasso di diffusione maggiore rispetto ad altri territori provinciali: le persone censite che risultano esserne affette sono 150.  Considerata la contiguità di territori il progetto verrà esteso a tutta la Valle Seriana e dunque ricomprenderà Valle Seriana, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve.

     

    Per questo, il Tavolo di Sistema promosso da Ats Bergamo, con ente capofila l’Asst Bergamo Est, ha potuto contare sulla importante collaborazione di un Medico Referente dei Medici di famiglia e di un Farmacista Referente dei Farmacisti della Valle Seriane oltre che sul prezioso contributo di Medici Specialisti Neurologi dell’ASST Bergamo Est e del costruttivo apporto degli Ambiti Territoriali e delle Unità d’offerta Sociosanitarie, avvalendosi  di un Gruppo di raccordo tecnico composto da esperti e coordinato dal Dipartimento PIPSS che ha messo a confronto i dati di epidemiologia sanitaria e sociosanitaria di cui Ats è in possesso con il punto di vista esperto degli stakeholders locali, ha individuato le aree di intervento prioritarie sulle quali agire.

    Un lavoro di progettazione che si è concluso il 30 agosto scorso e che verrà implementato nel corso del mese di ottobre dal quale è emerso che nel caso delle 150 persone censite in Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, la gestione della malattia avviene in famiglia: all’inizio, infatti, la persona è autonoma e i sintomi sono gestibili, successivamente, quando la situazione peggiora, tramite il proprio Medico di famiglia e con le indicazioni del medico specialista-neurologo, si può ricorrere anche all’ADI e/o alla riabilitazione, ma il carico di assistenza maggiore rimane sulla famiglia e in particolare sulla figura del caregiver.

    In particolare, si è compreso come, accanto al Medico di famiglia, rivesta un ruolo importante il Medico Specialista-Neurologo al quale la persona si rivolge quando avverte i primi sintami e che diventa un punto di riferiemento durante l’intero ciclo di evoluzione della malatta medesima.

    Fondamentale è, infatti, giungere il prima possibile ad una diagnosi precoce per intervenire in modo mirato e personalizzato con terapie efficaci che possano rallentare la patologia.

    A tal fine, le farmacie rappresentano un luogo privilegiato per aiutare a diffondere le informazioni corrette sui sintomi che possono “preannunciare” l’insorgenza di questa malattia. Per questo, tutte le farmacie della Valle e gli ambulatori dei medici di famiglia saranno dotati di un questionario informativo composto da 6 semplici domande cui rispondere.

    Il farmacista consiglierà alle persone che hanno richiesto farmaci ad esempio per far fronte a tremori o rallentamenti dei movimenti, di rispondere alle 6 domande del questionario (definite. “campanelli d’allarme”):  la risposta positiva ad almeno una di queste domande indicherà la necessità di approfondimenti clinici. E unitamente all’oposcolo, è stato predisposto un manifesto dal titolo «Accendi l’attenzione su questi sintomi…» che a sua volta sarà distribuito a tutte le farmacie e a tutti gli ambulatori dei medici di famiglia della Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve.

    «A volte, le persone, pur riconoscendo alcuni sontomi, evitano di chiedere al proprio medico di famiglia un approfondimento specialistico. Dunque, l’intervento informativo, amichevole e competente, del farmacista, che solitamente ha un dialogo positivo con le molte persone, può convincere la persona incerta a rivolgersi al proprio Medico per descrivere di disagio e ottenere un invio al centro per la diagnosi e la cura del Parkinson» – ha dichiarato la Dott.ssa Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo, precisando: «Una diagnosi di Parkinson mette la persona di fronte a un percorso di lenta e graduale fragilizzazione che suscita preoccupazione; tuttavia con “il Parkinson” è possibile convivere. Per questo, abbiamo fortemente voluto la realizzazione del progetto e del questionario che oggi presentiamo e più in generale ci impegniamo per diffondere maggiore consapevolezza circa questi disturbi. È compito di tutti noi garantire una buona qualità della vita ai malati e ai loro famigliari, costruendo una società accogliente e solidale, combattendo lo stigma e i pregiudizi che questa malattia porta con sé».

    Anche grazie a questi strumenti, infatti, il paziente potrà interpellare il proprio Medico che, valutato il caso, potrà richiedere un consulto all’Ambulatorio Parkinson e disturbi del movimento presso l’Ospedale di Piario e Seriate. Inoltre, il Medico di Famiglia unitamente al referto clinico rilasciato dall’Ambulatorio Parkinson e disturbi del movimento, potrà ottenere anche suggerimenti per risolvere problemi sociosanitari o sociali Il neurologo potrà inviare anche i pazienti all’ambulatorio multidisciplinare di II^ livello presso l’ospedale di Piario; per i casi più complessi è previsto anche il ricovero presso il Centro Multidisciplinare per la diagnosi e la cura della malattia di Parkinson dell’ospedale di Gazzaniga.

    «L’impegno per garantire una vita dignitosa ai malati e alle loro famiglie è globale ed è universalmente riconosciuta l’importanza di una diagnosi precoce che consente di intraprendere per tempo tutte le azioni necessarie a mantenere il benessere della persona il più a lungo possibile. Il questionario esposto sul bancone delle farmacie  aiuterà a riconoscere in maniera semplice e immediata alcuni «campanelli d’allarme» della malattia, come la riduzione o mancanza di espressione facciale, la difficoltà nel movimento di un braccio o una gamba in assenza di dolore,  la riduzione o perdita dei movimenti automatici che spesso accompagnao alcune azioni, nonché il cambiamento di linguaggio, il tremore, la scrittura piccola, lenta, filiforme e difficle da leggere» – ha precisato il Dott. Francesco Locati, direttore generale ASST Bergamo Est, ricordando – «Questo percorso potrà essere utile non solo ai nuovi pazienti ma anche ai già noti che potranno beneficiare di questo raccordo tra i Servizi. Il nostro obiettivo è, infatti, mettere al centro il cittadino fragile e accompagnarlo nella cura sia da un punto di vista sanitario sia per l’intervento sociosanitario e assistenziale necessario».

    Va infine rivolto un ringraziamento all’Associazione Italiana Parkinsoniani che, oltre ad aver contribuito al progetto, si è anche dichiarata disponibile ad aprire le proprie attività di danzaterapia e musicoterapia ai pazienti inseriti nel percorso assistenziale.

  • Per la prima volta in Italia si parla di Trombocardiologia

    Le malattie causate dalla Trombosi sono aumentate negli ultimi 25 anni e sono destinate ad aumentare. Oggi sono più di 85 milioni le persone che in Europa hanno conosciuto da vicino una delle malattie causate dalla Trombosi, riportando gravi invalidità come quelle lasciate da un Ictus o da un Infarto del miocardio e contribuendo a un incremento drammatico dei costi sanitari, stimati in Europa in 210 miliardi di euro l’anno, ovvero il 33% del budget dell’Unione Europea per il 2017. Se è vero che potrebbero essere ridotte almeno di un terzo, e lo è, vorrebbe dire che si potrebbero risparmiare in Europa70 miliardi di euro l’anno. Allora perché non ci siamo ancora riusciti?

    Da 30 anni ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus è impegnata nella sensibilizzazione della popolazione italiana sull’importanza delle malattie da Trombosi, cercando di insegnare che cosa vuol dire Trombosi, come si manifesta, quali sono i sintomi da non sottovalutare, che fare se si manifestano, come curarla, come evitarla, come modificare abitudini non sane che, in alcuni di noi più fragili di altri, possono scatenare confusione nel sistema della coagulazione del sangue, che incomincia a coagulare in modo inappropriato, dovunque nel corpo, causando Ictus cerebrale, Infarto, Embolia.

    Quando ALT è stata fondata da pochi mesi era stata pubblicata un’immagine che mostrava con chiarezza una coronaria malata di aterosclerosi, che si chiudeva e provocava Infarto del miocardio proprio a causa di un Trombo: ci sono voluti trenta anni perché questa constatazione venisse compresa, trent’anni durante i quali i meccanismi della Trombosi sono stati studiati e compresi in profondità, anche se ancora non del tutto. E finalmente un professore autorevole come Eugene Braunwald durante il recente congresso della Società Europea di Cardiologia a Barcellona, davanti a 35mila cardiologi provenienti da tutto il mondo ha dichiarato che è arrivato il momento di parlare di trombocardiologia.

    La Trombosi provoca la stragrande maggioranza delle malattie cosiddette cardiovascolari, ovvero un frammento di trombo che diventa embolo causa la stragrande maggioranza degli Ictus cerebrali, o le ischemie o gli Infarti del rene, dell’intestino, delle arterie periferiche, che spesso portano all’amputazione o a gravi invalidità. La Trombosi provoca malattie che conosciamo con il nome dell’organo che colpisce: la Trombosi coronarica provoca Infarto del miocardio, la Trombosi di una qualunque arteria provoca Ischemia, la Trombosi  in una vena provoca flebite o Trombosi  venosa superficiale o profonda, i frammenti di trombo che si liberano nel sangue provocano embolia nel polmone (Embolia polmonare) o nel cervello (Ictus cerebrale).

    Un Trombo è un coagulo di sangue, che si forma in un momento e in un punto in cui non si sarebbe dovuto formare. Quando si forma su una ferita visibile lo chiamiamo coagulo, serve per fermare l’emorragia, guarire l’infiammazione, guidare la costruzione della cicatrice.

    Quando si forma all’interno di una’arteria, di una vena o di un capillare ha il medesimo obiettivo: guarire; ma deve agire rapidamente per raggiungere il suo obiettivo e sciogliersi altrettanto rapidamente, per non bloccare la circolazione del sangue in quel vaso che ucciderebbe le cellule che quel vaso nutriva.

    Se chiamiamo le malattie partendo non dall’organo che colpiscono ma dal meccanismo che le provoca, ci accorgiamo che le malattie causate da Trombosi sono le più diffuse al mondo: colpiscono il doppio dei tumori. Si possono evitare in un caso su tre, almeno, eppure sono ancora sottovalutate, anche se, sotto il nome generico e impreciso di malattie cardiovascolari, sono l’incontro più probabile per la stragrande maggioranza di noi, tanto più probabili quanto più avanziamo nell’età, ma non impossibili nei bambini e perfino nei neonati.

    La prima causa di morte e di invalidità precoce nel mondo cosiddetto industrializzato, prevenibile in un caso su tre. Ogni anno in Italia 200mila persone potrebbero non essere colpite, risparmiando vita denaro e qualità della vita a sé e ai proprifamigliari. Ma allora perché i casi di Trombosi continuano ad aumentare? «Perché la popolazione che oggi si avvia a superare i 60 anni» – dichiara la Dott.ssa Lidia Rota Vender, specialista in ematologia e malattie cardiovascolari da Trombosi e Presidente di ALT- «è molto più numerosa rispetto al passato. Sono i baby boomers, i figli del boom economico, quel boom che nel dopo guerra ha permesso a tanti italiani di sognare e a molti di realizzare i propri sogni, anche attraverso una famiglia numerosa, ricca di figli e di voglia di fare. O forse perché la prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi  richiede non solo o non sempre, farmaci, ma sempre collaborazione e forza di volontà, quella che è necessaria per fare scelte intelligenti che non ci tolgano momenti di gioia di vivere ma ci lascino la gioia di vivere a lungo e bene, senza criminalizzare il vizio, ma scegliendo di non cascarci; perché richiede che ognuno non faccia esami del sangue più o meno costosi per rassicurarsi di “stare bene”, ma passi invece davanti allo specchio della propria camera da letto e della propria coscienzae si informi sulla storia della propria famiglia, per capire quanto il suo corpo può permettersi. Noi siamo il frutto della genetica dei nostri genitori: che possono essere grassi, diabetici, ipertesi, o avere il colesterolo alto;-continua la dottoressa Rota Venderma non ci troviamo su un sentiero senza ritorno che ci porterà per forza ad avere i loro stessi problemi, anzi, possiamo avere il privilegio di sapere prima che cosa rischiamo, se non provvediamo per tempo a fare scelte diverse da quelle che loro stessi hanno fatto, volontariamente o inconsapevolmente. Loro non sapevano quello che noi oggi sappiamo, le madri dei nostri genitori avevano l’ossessione di soddisfare la fame dei propri bambini perchè ne avevano patita tanta, durante la guerra. La maggiore disponibilità di denaro e la pubblicità ci hanno guidato verso alcuni “vizi” che a lungo andare hanno corroso la salute dei nostri genitori e la nostra».

    PER APPROFONDIMENTI SUL TEMA CUORE E TROMBOSI: SALTO N.82 “Cuore e Trombosi ”.

  • “È vero che in menopausa si ingrassa?” Scopriamo la risposta

    Quante di noi, nel periodo della premenopausa e della menopausa, si sono trovate a fare i conti con tutti i sintomi che questa fase della nostra vita comporta? Vampate di calore, secchezza intima, sbalzi di umore e… il fatidico “aumento di peso”. Prendere peso in menopausa è certamente più facile, ma prima di crearci mille ansie intorno al pensiero fisso “in menopausa si ingrassa”, cerchiamo di capire perché il nostro corpo va incontro ad un cambiamento del genere e come è possibile porvi rimedio.

    Perché ingrassiamo in menopausa?

    Innanzitutto bisogna sottolineare che non tutte le donne vanno incontro allo stesso aumento di peso in menopausa: alcune donne ne risentono di più e altre di meno, e solitamente ciò dipende molto dalle nostre abitudini di vita prima e dopo l’entrata nella fase di climaterio. Coloro che hanno sempre curato l’alimentazione e hanno svolto costantemente esercizio fisico continuando a farlo anche dopo i 50 anni, avranno molte meno probabilità di prendere chili in eccesso, o solitamente riescono ad evitare un cambiamento drastico della propria forma fisica.

    Certamente non possiamo negare che, come è naturale che accada in questa fase, il nostro metabolismo cambi. Ciò è dovuto prevalentemente alle fluttuazioni dei livelli ormonali e, soprattutto al calo degli estrogeni, responsabili della regolazione di molte funzioni all’interno del nostro organismo. Tali fluttuazioni provocano il rallentamento del nostro metabolismo basale, e la maggiore difficoltà del corpo a bruciare ed utilizzare le calorie assimilate con l’alimentazione.

    Alla componente fisica si somma, spesso, la componente psicologica: molte di noi cominciano a pensare che, superati i 50 anni, non valga più la pena prendersi cura di sé stesse, che sia lecito lasciarsi andare e mangiare disordinatamente assecondando tutte le proprie voglie. Nulla di più sbagliato! In menopausa non solo è importante curarci e sentirci belle e attive come un tempo, ma è essenziale mantenere in salute il nostro corpo: in questo periodo siamo infatti maggiormente soggette ad un innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue, con conseguente aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

    Possibili rimedi all’aumento di peso in menopausa

    Per combattere i chiletti di troppo che compaiono in menopausa, dobbiamo innanzitutto fare della buona attività fisica: non è necessario impegnarsi in sport intensivi, basta un esercizio fisico costante nel tempo, come ad esempio 30 minuti di camminata a passo svelto ogni giorno.

    È inoltre importante curare la dieta: dobbiamo distribuire il cibo in cinque pasti al giorno, non esagerare con le quantità di carboidrati e mangiare tanta frutta e verdura.

    Infine, possiamo aiutarci con integratori naturali per la menopausa che contengono principi vegetali in grado di, ad esempio, favorire il nostro metabolismo (come quelli contenuti nel peperoncino), aiutare il drenaggio dei liquidi corporei (come nel caso degli estratti del peduncolo di ciliegio), e contrastare i disturbi della menopausa (come nel caso degli integratori a base di cimicifuga).

  • Integratori per la menopausa: ecco come possono aiutarci

    In menopausa molte donne si trovano spesso ad affrontare una serie di sintomi che poco aiutano a vivere in modo sereno e piacevole questa fase naturale della nostra vita: vampate di calore, sudorazione notturna, stanchezza cronica, aumento del peso, sbalzi di umore ecc. se non contrastati nel modo corretto possono rendere la nostra vita un incubo. Ma sebbene molte di noi sono solite pensare di non poter risolvere tali problematiche e di dover accettare una passiva convivenza con esse, in realtà è bene sapere che, con alcune semplici attenzioni, come una dieta equilibrata e un’attività fisica costante, è possibile contrastare gran parte dei fastidi a cui andiamo incontro. In più, un importante supporto ci viene dato dagli integratori per la menopausa.

    Gli integratori alimentari sono di per sé prodotti specifici che, in associazione ad una dieta e uno stile di vita sani, permettono l’assunzione di sostanze utili all’organismo (minerali e vitamine) o con determinate proprietà benefiche e terapeutiche per quest’ultimo. La maggior parte degli integratori per la menopausa è, infatti, a base di principi vegetali in grado di agire specificatamente su determinati disturbi o capaci di favorire determinate attività fisiologiche del corpo stesso. Vediamo di seguito quali sintomi è possibile contrastare sostanze è possibile trovare all’interno di questa classe di integratori e quali funzioni possiedono.

    Vitamine

    Le vitamine del gruppo B presenti in molti integratori multivitaminici per la menopausa sono sostanze in grado di favorire la funzionalità immunitaria del corpo, ma soprattutto capaci di contrastare gli stati di stanchezza e spossatezza tipici dell’astenia in menopausa, agendo positivamente sul metabolismo energetico corporeo. Alcune di queste, come la vitamina B12, agiscono anche a livello nervoso, favorendo la concentrazione e il benessere mentale nel tempo. Altre, come la vitamina B6, agiscono sulla regolare attività ormonale, limitando gli effetti delle fluttuazioni di questi ultimi. Integratori a base di vitamina D3, invece, contribuiscono a mantenere il benessere osseo soprattutto in menopausa, quando andiamo maggiormente incontro a patologie come l’osteoporosi.

    Principi vegetali

    Sostanze naturali dalle spiccate proprietà antiossidanti sono importanti per contrastare i radicali liberi, sostanze tossiche per il corpo ed implicate in tutti quei processi di invecchiamento cellulare.

    Alcuni principi vegetali agiscono direttamente sul metabolismo, stimolandone l’attività e aiutando a mantenere il peso corporeo sotto controllo. Un esempio sono le sostanze contenute nel peperoncino, o nel peduncolo di ciliegio, quest’ultimo in grado di favorire il drenaggio dei liquidi corporei evitando un eccesso di ritenzione idrica nel corpo.

    Determinate piante, come la Rodiola, sono invece utili in caso di stanchezza fisica e mentale; la Melissa ha effetto rilassante mentre la Valeriana quanto la Passiflora, stimolano il sonno e hanno effetto sedativo.

    Infine la Cimicifuga è una delle piante più utilizzate negli integratori per la menopausa, grazie alla sua capacità di contrastare un ampio spettro di sintomi quali le vampate di calore, gli sbalzi di umore, l’ansia e l’irritabilità.

     Minerali

    Determinati minerali sono essenziali nelle attività del nostro corpo in menopausa. Ad esempio lo Zinco è un importante elemento nella regolazione del metabolismo degli acidi grassi, mentre il Calcio è importantissimo per il corretto mantenimento della densità ossea. Infine il Selenio può aiutarci a contrastare l’aumento dello stress ossidativo causato dall’età che avanza.

  • Cosa stabilisce la legge sulla sicurezza sul lavoro

    In Italia il decreto legge DLgs. 81/08 o Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, stabilisce le regole e le misure di prevenzione affinché i luoghi di lavoro siano più sicuri. Lo scopo è quello di fare in modo che i dipendenti siano protetti contro gli infortuni e dalle malattie professionali.

    La legge stabilisce che la responsabilità della sicurezza sul lavoro è del datore di lavoro, o dei dipendenti o collaboratori che devono comportarsi in modo consono alla struttura lavorativa e alle mansioni alle quali soni affidati.

    Documento Valutazione Rischi

     

    In base agli obblighi di legge, il luogo di lavoro deve essere predisposto con accorgimenti per una attività di prevenzione che eviti possibili rischi sul posto di lavoro, con la procedura di valutazione DVR (Documento Valutazione Rischi).

    Le norme legislative sulla sicurezza sul lavoro stabiliscono che il datore di lavoro deve impegnarsi a definire le misure generali di tutela dopo un’attenta valutazione dei rischi che possono incontrarsi nella struttura dove si svolge il lavoro, deve inoltre svolgere la sorveglianza sanitaria in collaborazione con il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

    Salute e sicurezza sul lavoro

     

    I lavoratori, devono prendere coscienza delle eventuali condizioni di rischio a cui possono incorrere nell’ambito lavorativo. Devono quindi utilizzare i dispositivi di sicurezza, e partecipare sia a valutarli che a prevenirli. La prevenzione, va adottata prima di tutto con una efficiente campagna di informazione e di formazione.

    Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità in fatto di sicurezza sul lavoro, seguite sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sul Ministero dell’Istruzione, sul sito dell’Università e della Ricerca, e dell’INAIL o ad aziende private che si occupano di sicurezza sul lavoro a Roma per esempio e che offrono servizi sulla sicurezza, come la US GROUP, per capire quali comportamenti adottare sul luogo di lavoro.

    Le responsabilità del datore di lavoro

     

    In tutte le aziende, piccole e medie, ma anche grandi, il datore di lavoro è colui che organizza tutte le attività dei propri dipendenti che devono svolgere il lavoro loro assegnato nella maniera come gli è stata richiesta.

    Nello stabilire lo svolgimento delle attività il datore di lavoro è obbligato a salvaguardare l’integrità del dipendente, impegnandosi al massimo per rispettare le norme per ridurre al minimo i rischi di infortuni.

    Le sue responsabilità lo obbligano inoltre di mettere a disposizione del lavoratore macchinari e attrezzi di lavoro sicuri e perfettamente funzionanti e fare in modo che la manutenzione dei quali sia periodicamente effettuata.

    I lavoratori che usano macchinari o attrezzi devono essere informati sui rischi e formati con corsi specializzati sull’uso corretto dei macchinari. Il D.Lgs. 106/2009, prevede sanzioni penali più pesanti per chi viola questi obblighi.

  • “Conoscere l’Alcol 2017”, tappa finale a Roma

    Si conclude il 23 e 24 settembre a ROMA – presso il Centro Commerciale Porta di Roma in Via Lionello, 201 – con la tappa laziale la quinta edizione di “CONOSCERE L’ALCOL”, la campagna sociale di sensibilizzazione sul consumo moderato, responsabile e consapevole delle bevande alcoliche, in linea con gli obiettivi del programma “GUADAGNARE SALUTE”, sostenuto dal Ministero della Salute per la promozione di stili di vita salutari. Premesso che non esiste un consumo di alcol sicuro per la salute, se si sceglie di bere è importante farlo in maniera consapevole, moderata e responsabile. Inoltre, gli under 18, chi si mette alla guida e le donne in gravidanza e allattamento non devono bere affatto.
    L’obiettivo principale di CONOSCERE L’ALCOL, la campagna sociale di comunicazione e sensibilizzazione sul consumo moderato, responsabile e consapevole di bevande alcoliche – che impatterà su circa tre milioni di persone – realizzata da primarie aziende di produzione e commercializzazione di spirits (DIAGEO e PERNOD RICARD ITALIA), vino (RUFFINO e CANTINE LEONARDO DA VINCI) e birra (DIAGEO), col supporto di UNIONE ITALIANA VINI, sotto l’egida di WINE IN MODERATION e in collaborazione con AUCHAN, SIMPLY e GALLERIE COMMERCIALI ITALIA, è quello di far acquisire ai cittadini che scelgono di bere la consapevolezza dell’importanza di un consumo moderato, responsabile e consapevole di bevande alcoliche e della necessità di astenersi dal consumo in particolari situazioni o fasi della vita.
    Tra giugno e settembre 2017 CONOSCERE L’ALCOL ha coinvolto 220 punti vendita tra ipermercati Auchan e supermercati Simply – diretti, affiliati e dei Master Cooperativa Etruria di Monteriggioni e 3A di Asti – diffusi su tutto il territorio nazionale, dove, nelle corsie dedicate al comparto alcolici verranno messi a disposizione dei consumatori allestimenti e materiali informativi indicanti la gradazione delle bevande alcoliche più comuni e le situazioni in cui è necessaria un’astensione totale dall’alcol (minore età, guida, gravidanza, allattamento, etc.). All’interno delle 12 Gallerie Auchan, IperSimply ed Etruria inoltre, sono previste 24 giornate di sensibilizzazione con personale appositamente formato.

  • COMUNICATO STAMPA – INFANZIA, BECHIS (AL): “Stop abuso psicofarmaci, serve monitoraggio”

    Roma, 20 settembre – “Così come ho annunciato insieme alla Professoressa Vincenza Palmieri (Presidente INPEF) durante la conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati poco prima della pausa estiva, ho presentato un’Interrogazione al Ministro della Salute per sapere come si intenda monitorare il consumo di psicofarmaci nell’infanzia, per evitare che l’inappropriatezza della somministrazione crei nel tempo danni ancora maggiori nello sviluppo dei bambini e per sapere come si intenda porre un freno al consumo di psicofarmaci senza prescrizione da parte dei minori visto che, secondo quanto si legge nel recente report dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche IRCCS Mario Negri di Milano, sono tra i 20mila e i 30mila i minorenni a cui in Italia vengono somministrati psicofarmaci e antidepressivi e, secondo lo studio Espad 2016 Italia, realizzato dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, i giovani italiani sono i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti, con una media del 10% contro quella europea che si attesta sul 6% e un adolescente su dieci acquista psicofarmaci senza la ricetta del proprio medico”. Lo afferma Eleonora Bechis, Deputata di Alternativa Libera e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza.

    “È terribile pensare – conclude Bechis – che nel nostro Paese, come ha riferito la Professoressa Palmieri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare,​ in una recente audizione presso la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, a partire dagli 8 anni, ad esempio, venga somministrato, tra l’altro, l’antidepressivo Prozac ai bambini, un’età in cui – a detta di tanti esperti – è possibile attivare invece con successo altri tipi di intervento non farmacologico”.

    Clicca qui per leggere l’Interrogazione

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    Ufficio Stampa INPEF

  • Trauma e Dissociazione nel Borderline

    Tra le proposte avanzate dagli esperti per la stesura del DSM-5, c’era anche quella di includere un capitolo denominato Disturbi Dissociativi e Post-Traumatici, che però non fu introdotta nella edizione finale (Vermetten e Spiegel, 2014).  Comunque i Disturbi Dissociativi sono stati messi vicino ai disturbi da trauma e legati allo stress, per indicare una relazione tra le due categorie. Nel caso del Disturbo Borderline (DBP) solo un riferimento  è stato fatto alla dissociazione, sotto la dicitura “gravi sintomi dissociativi legati allo stress”.

    La dissociazione si presenta come un fenomeno complesso che comporta sintomi diversi e implica fattori molteplici. La depersonalizzazione, la derealizzazione, la distorsione temporale, episodi dissociativi con flashback e percezione di sé alterata (Vermetten e Spiegel, 2014), fanno tutti parte del quadro. In generale lo sviluppo di forme di dissociazione patologiche è stato collegato a qualità di abuso grave e precoce, specialmente l’abuso sessuale infantile, così come a quadri di attaccamento disorganizzato nell’infanzia (Korzekwa et al., 2009).

    I soggetti con DBP solitamente riportano tassi più alti di abuso sessuale infantile e forme multiple di abuso nell’infanzia, rispetto a individui con altre diagnosi, sia di Asse I che di Asse II. In particolare l’abuso sessuale infantile apporta un contributo significativo, ed indipendente, alla diagnosi DBP. La dissociazione si verifica in più dei due terzi dei pazienti con DBP, quindi va considerata attentamente, come fenomeno non episodico ma essenziale del disturbo. La dissociazione rappresenta uno stato di interruzione delle normali funzioni integrative della coscienza, della identità, della memoria.

    Questi fenomeni sono presenti nel DBP, associati a un alto tasso di traumatizzazione infantile (Watson et al., 2006).  Alcuni autori sostengono che la dissociazione sia una componente nucleare del disturbo, supportando così la validità dei criteri diagnostici del DSM (al punto 9). Mentre ipotesi alternative la indicano come risposta adattiva rispetto ad esperienze traumatiche, sotto forma di difese, che poi persistono in età adulta[1], sottolineando la coincidenza della dissociazione col DBP, ovvero il fatto che disturbi dissociativi e DBP possono avere una comune origine in esperienze di trauma precoce, come fattore eziologico.[2]

    Lo studio di Watson et al. (2006) cerca di indagare il rapporto che intercorre fra trauma infantile ed esperienze dissociative in età adulta, in un campione di pazienti con DBP, attraverso la somministrazione del Childhood Trauma Questionnaire, suddividendo i risultati del campione in due categorie, alti e bassi dissociatori. Secondo gli autori lo studio avvalora la tesi di una relazione di causa tra dissociazione e trauma infantile, supportata dalla scoperta di un tasso di incidenza significativamente maggiore di abuso fisico ed emozionale, e neglect fisico ed emozionale, nella comparazione tra grandi e bassi dissociatori. Gli alti dissociatori riportavano, infatti, livelli più elevati di abuso fisico ed emozionale, nonché di neglect fisico ed emozionale, ma stranamente non di abuso sessuale, che invece è da molti considerato uno dei fattori di rischio principali per lo sviluppo del DBP. I pazienti con DBP dimostravano quindi livelli di dissociazione che aumentavano all’aumentare dei livelli di trauma infantile.[3]

    Secondo Loffler-Stastka et al. (2009) il nesso tra dissociazione e trauma è stato oggetto di molte ricerche, mentre la relazione tra dissociazione, trauma infantile, e caratteristiche di personalità, non è stata ancora indagata nel dettaglio.  Alcune ricerche hanno rilevato che la più forte correlazione con la dissociazione nel DBP è stata trovata con l’abuso emozionale (Watson, 2006; Loffler-Stastka et al., 2009), rispetto ad altri tipi di trauma e di abuso. Questo dato rende evidente l’importanza di un’adeguata relazione emozionale con i caregiver primari, come indicato anche dalle teorie psicoanalitiche, che descrivono il modo in cui forme di attaccamento disorganizzato (abuso, trascuratezza, caregiver spaventati-spaventanti, intrusivi e insensibili, e una comunicazione affettiva disturbata), influiscono sulla strutturazione di stati dissociati del sé.

    Ma soprattutto, com’è stato ampliamente descritto da Ferenczi, nell’ambito delle sue considerazioni su trauma e splitting della personalità. Anche se Ferenczi utilizzava il termine di scissione, egli descriveva quello che oggi si intende per dissociazione. Il contributo che egli ha apportato alla teoria del trauma è di averle fornito strumenti che permettono di pensare al fenomeno della dissociazione, all’interno di una concezione relazionale della psicopatologia, prospettando, attraverso la teoria del trauma, un modello relazionale della mente, che enfatizza il ruolo dell’ambiente nella nascita psicologica dell’individuo (Albasi, 2006, p.85).

    Articolo redatto dal Dott. Edoardo Ballanti, Psicologo Clinico

    Ulteriori info sul lavoro del dott. Ballanti al sito: www.terapiacorporea.com

    [1] La dissociazione può avere una funzione protettiva in risposta a stress acuti, anche a livello di interruzione della continuità della memoria e dell’identità personale. Comunque nel tempo questo tipo di difesa può impedire di elaborare l’esperienza traumatica a livello sia cognitivo che emotivo.

    [2] Secondo Goodman e Yehuda (2002) ci può essere un gruppo di individui con DBP in cui la dissociazione è parte di una risposta adattiva a situazioni ambientali stressanti, compreso il trauma infantile. Ma ci sono anche individui con DBP in cui le esperienze dissociative sono mediate da altri fattori. I contributi genetici alle esperienze dissociative sono rilevati in numero sempre maggiore.

    [3] A livello evolutivo vanno considerati anche i meccanismi biologici che influiscono nel rapporto fra trauma infantile e dissociazione, che sono piuttosto complessi e in corso di analisi. Il trauma infantile è causa di complesse trasformazioni a livello della neuroanatomia, che perdurano anche in età adulta, es., disfunzioni dell’attività dell’asse ipotalamo-pituitario (Watson et al., 2006).

  • I numeri della felicità delle over 50

    Coraggiose, intraprendenti, pronte a innamorarsi. Le cinquantenni italiane si raccontano rispondendo alla ricerca lanciata in occasione del «Il Tempo delle Donne», a cui quest’anno Victoria, il programma di comunicazione di Procter & Gamble dedicato alle donne dai 50 anni in su è stato Main Sponsor.

    La ricerca condotta su un panel di 8mila donne rappresentative della popolazione italiana, raggiunte in modalità CaWi attraverso i siti Rcs, traccia un loro accurato identikit, svelandone sogni e paure.  A partire dall’età: tutte (o quasi) vorrebbero avere una decina di anni in meno e il conto alla rovescia scatta alla soglia dei 45 anni. Così, se l’età anagrafica è di 48 anni, l’età percepita scende a 41 e quella desiderata addirittura a 37.

    Ma le cinquantenni non si perdono d’animo: amano cambiare, non arretrano di fronte al nuovo, sono pronte a lanciarsi in avventure avvincenti. Basti pensare che tutte si dicono mediamente soddisfatte della loro vita, in linea con quando avevano 35-40 anni, ma per essere più felici sarebbero disposte a: iniziare una nuova attività (42%)cambiare lavoro (35%), trasferirsi in un altro Paese (32%). E il 23% aprirebbe il proprio cuore a un nuovo amore. Non solo: in campo lavorativo, il 53% delle over 50 potrebbe anche accettare di lavorare tutta la notte pur di prepararsi al meglio per un nuovo incarico e il 21% valuterebbe un trasferimento all’estero per ragioni professionali come un’ottima notizia.

    Insomma, le cinquantenni dimostrano un coraggio non scontato. Ma del resto, sono un vero e proprio fenomeno sociale: basti pensare che in Italia passeranno in meno di 15 anni da 13,8 a 16,2 milioni, diventando sempre più importanti per la famiglia e per le comunità. Sono la generazione che sta ribaltando i codici convenzionali dell’età, dimostrando come gli anni in senso anagrafico abbiano smesso di essere un limite, diventando invece forieri di nuove possibilità. E questo in tutti i campi: dalla moda all’amore, passando per il lavoro e per… le chat! Secondo il 73% delle intervistate, infatti, non esiste un’età per chattare, né per condividere foto o video sui social network, come dichiara il 57% del campione.

    Dove si potrebbe far meglio? La forma fisica. Solo una donna su due, tra le intervistate, è soddisfatta del proprio corpo. Rispetto a 10 anni fa, il 46% delle over 50 si definisce sempre meno soddisfatta e l’83% dichiara di utilizzare con maggiore frequenza le creme anti età. Insomma, con il passare degli anni, le donne si impegnano sempre di più per cercare di sentirsi bene con loro stesse: il 50% vorrebbe essere più tonica, il 40% più magra. Anche se, in assoluto le più insoddisfatte, sono le under 34: le giovanissime! Solo il 5% delle under 30 si accetta così com’è, a differenza del 13% delle over 50 che si dimostra capace di apprezzare un fascino non necessariamente legato all’estetica.

    Per mantenersi in forma, dopotutto, le over 50 sanno di poter contare su tanti assi nella manica: usano creme idratanti (79%), curano i capelli (67%), stanno attente alla dieta (58%). Così, possono non rinunciare al bikini (75%) e ai capelli lunghi (59%), anche se dicono basta al topless (89%) e alla minigonna (87%). E con questo mood, anche la pensione è vissuta con un momento di svolta, dinamico e non passivo: il 77% delle pensionate intervistate si dedicata a un’attività come lo sport, il volontariato, il teatro o il cinema e il 36% ha iniziato a farlo proprio da quanto ha smesso di lavorare. Segnale importante delle energie inesauribili di questa generazione di donne.

    I risultati del sondaggio, infatti, descrivono le over 50 come sempre più libere dagli stereotipi e appassionate alla vita. In linea con le donne a cui Victoria si rivolge da cinque anni, con i tanti contenuti del sito www.victoria50.it (che ne raggiunge oltre 1,2 milioni) e della rivista Victoria (oltre 2,3 milioni) e coinvolgendole in promozioni e attività pensate appositamente per loro e legate ai prodotti P&G più in linea con le loro necessità – come Pantene, Olaz, AZ, Oral-B, Swisse, Dash, Lenor, Swiffer, Fairy e altri ancora.

  • Percorsi di continuità assistenziale, modelli a confronto

    Le persone affette da malattie croniche in Lombardia sono 3,5 milioni, pari a circa il 30% della popolazione. Tra queste, 600mila sono in condizione di cronicità sociosanitaria. La presa in carico di tali situazioni è cruciale.

    Per questo, le Direzioni Sanitaria e Sociosanitaria di ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest, organizzano la mattinata di studi«Percorsi di Continuità assistenziale. Territorio – Ospedale – Territorio: riflessioni su un dialogo tra modelli», in programma martedì 19 settembre dalle ore 8.30 alle 13.00 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII in viale Papa Giovanni XXIII a Bergamo.

    Obiettivo: condividere metodi e strumenti adottati da diversi sistemi regionali per garantire ai pazienti la continuità nelle cure, nel pieno rispetto della dignità delle persone, della centralità del ruolo della famiglia e dell’equità di accesso ai servizi socio sanitari. In particolare, saranno presentati, oltre al modello dell’ASST della provincia di Bergamo, i casi dell’Azienda USL Toscana Centro con Monica della Fonte e Cecilia Pollini e dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.2 Bassa Friulana Isontina con Mara Pellizzari.

    A commentare sfide e prospettive di tali modelli: Giorgio Barbaglio, Direttore Sanitario ATS Bergamo, Paola Obbia, Azienda Sanitaria Locale CN1 e Associazione Infermieri di Famiglia e di Comunità e Gavino Maciocco, Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Firenze.

    «Le malattie croniche nella provincia di Bergamo incidono per più del 70% sulla spesa sanitaria globale Per questo abbiamo adottato un provvedimento quadro che prevede la segnalazione precoce dei pazienti fragili e l’attivazione di percorsi protetti per persone che necessitano di una presa in carico e di un accompagnamento, con l’istituzione di un servizio dedicato in ogni struttura. Ma non solo, abbiamo approfondito alcune attività connesse alla continuità assistenziale ospedale – territorio con l’intento di elaborare e condividere con tutti i soggetti accreditati e contrattualizzati un percorso di dimissioni protette e di presa in carico integrata. Attività che illustreremo nel corso della mattinata, riflettendo anche sulle pratiche attivate in altri territori, attraverso una logica partecipativa» – anticipa la dott.ssa Mara AZZI, Direttore Generale ATS Bergamo, che aprirà i lavori del convegno.

    L’ingresso è libero previa iscrizione attraverso il portale www.ats-bg.it

  • Nella settimana europea della mobilità sostenibile, a Bergamo «Camminando si impara»

    I bambini delle classi quarte e / o quinte delle scuole primarie dei comuni  di Casazza, Gaverina, Monasterolo, Endine, Caravaggio, Villongo, San Pellegrino, Bergamo, Mapello, Ambivere, Prezzate, Ponte Nossa, Mozzo, Ranica, Tagliuno e Cividino in occasione della Settimana della Mobilità Sostenibile, dal 16 al 22 settembre 2017, sono protagonisti dell’iniziativa «Camminando si impara». Un progetto a tutta salute lanciato da Ats Bergamo Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, UST Bergamo, Area D Coordinamento educazione fisica e sportiva, Istituti Comprensivi e amministrazioni comunali della provincia di Bergamo per promuovere uno stile di vita più sano e attivo, la mobilità sostenibile, il rispetto per l’ambiente e il senso di appartenenza alla comunità.

    Gli studenti sono impegnati in una camminata con partenza e arrivo dalle rispettive scuole, su un percorso misto prevalentemente pianeggiante di 3 – 5 km. L’iniziativa è preceduta da un breve incontro con le classi coinvolte e con i conduttori che illustrano ai ragazzi le attività: ogni percorso, infatti, comprende delle soste dedicate alla lettura dell’ambiente e alla sua conoscenza, sia dal punto di vista naturalistico che storico e culturale con brevi spiegazioni curate dagli esperti locali. L’intera iniziativa dura circa due ore e trenta e al termine, i partecipanti possono dilettarsi con una merenda a base di frutta e acqua distribuita nei rispettivi istituti.

    «Questo progetto – sottolinea Mara Azzi, Direttore Generale Ats Bergamo – è stato pensato per far comprendere anche ai più giovani, in maniera diretta e partecipata, l’importanza del movimento, della vita all’aria aperta, della tutela e del rispetto delle risorse ambientali. Crediamo molto, infatti, nel valore formativo di tale iniziativa perché siamo certi che l’adozione di buone pratiche nel campo della salute e della mobilità vada favorita fin dalla più tenera età, dai banchi di scuola, appunto. Solo così i bambini, futuri adulti, potranno far tesoro dell’importanza di certi insegnamenti, trasformandoli in alleati preziosi per il loro futuro».

    «Camminando si impara», infatti, nasce dalla sperimentazione tenutasi in tre scuole primarie dei Comuni di Mozzo, Pagazzano e Villa di Serio nello scorso anno scolastico. Un’esperienza che ha consentito di dimostrare la fattibilità e il gradimento dell’iniziativa da parte degli alunni e degli adulti accompagnatori, tanto che l’UST di Bergamo ha emanato nel mese di aprile 2017 una circolare a tutte le scuole primarie per promuovere la partecipazione all’iniziativa e per organizzarla nei propri Comuni nell’anno scolastico 2017-2018, nella seconda metà del mese di settembre 2017, ovvero in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile.

    16 scuole primarie hanno aderito e, in collaborazione con le Amministrazioni locali, le associazioni del territorio e i gruppi di cammino, dedicheranno una giornata di scuola alla promozione del movimento e della conoscenza dell’ambiente e del territorio, attraverso uno scambio intergenerazionale.

    «La scuola – ha commentato Patrizia Graziani, dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo– diventa così promotrice di salute e si configura ancora di più come luogo di apprendimento e di sviluppo di competenze nel quale agiscono determinanti di salute riconducibili a diversi aspetti come l’ambiente formativo, l’ambiente fisico, l’ambiente sociale, cosi che  benessere e salute diventino reale esperienza nella vita delle comunità scolastiche. Avere un minore impatto ambientale, preferire forme di mobilità pulite e intelligenti, conoscere a fondo il territorio in cui si abita sono valori imprescindibili per la formazione dei buoni cittadini di domani».

  • CALVIZIE FEMMINILE: PIÚ 30% NEGLI ULTIMI 10 ANNI

    Uno studio attesta l’incremento del problema nella popolazione femminile e specifica la natura della perdita dei capelli nelle donne. 

    MILANO – La perdita dei capelli non è più un problema esclusivamente maschile. Negli ultimi dieci anni si è registrato un sensibile aumento della problematica soprattutto nella popolazione femminile. A rivelarlo è il primo Studio sulla Calvizie Femminile realizzato dall’Istituto Italiano di Tricologia Giglio &Co. 
     
    Lo studio – Lo studio è stato effettuato su un campione di oltre 15.000 donne, dai 15 ai 65 anni, che si sono rivolte almeno una volta negli ultimi dieci anni al centro di tricologia per risolvere un problema relativo alla perdita di capelli. I risultati dello studio evidenziano un aumento del 30% negli ultimi dieci anni dei problemi relativi alla calvizie nella popolazione femminile a campione. 
     
    La calvizie non dipende dall’età – La calvizie femminile è aumentata maggiormente nelle donne di età compresa tra i 25 e i 40 anni. Il problema colpisce il 75% di donne di età compresa tra i 25-40 anni, il 20% di età compresa tra i 40-65 anni; solo il 5% riguarda invece una fascia di donne di età inferiore ai 25 anni. 
     
    Le Problematiche – Le problematiche legate alla perdita di capelli femminile sono le più varie. Il 12% di donne lamenta problemi di caduta legati a situazioni di stress di cui un 5% relativo allo stress post parto ed un 7% legato ad uno stile di vita stressante. Il 12% del campione presenta problemi di caduta dovuti a trattamenti chimici errati; il 16% riferisce problemi relativi ad alterazioni cutanee come forfora, iperseborrea, dermatiti ed il restante 60% presenta situazioni di diradamento a vari stadi di gravità. 
     
    “Il nostro studio fa emergere una tendenza importante nella popolazione femminile: – spiega la Dott.ssa Simona Bruni, biologa dell’Istituto Italiano di Tricologia Giglio &Co. – l’incidenza di un problema che prima era appannaggio quasi esclusivo della popolazione maschile. La differenza sicuramente attiene allo stile di vita, alle abitudini alimentari e soprattutto allo stress a cui ogni giorno sottoponiamo i nostri capelli causato da inquinamento, trattamenti aggressivi e stili di vita scorretti”, conclude Bruni. 

    Per info: www.istitutogiglio.it 

    About Istituto Italiano di Tricologia Giglio & Co. – www.istitutogiglio.it Istituto giglio, leader nel fornire soluzioni e rimedi alla calvizie in Italia, è presente con ben 9 sedi, ci offre dei dati certi a riguardo grazie a uno studio effettuato con l’aiuto delle biologhe altamente specializzate che orbitano intorno a questa grande azienda.

  • Autunno detox alle Terme Catez: 5 giorni di benessere presso il Centro Spa & Wellness per affrontare al meglio il rientro dalle vacanze.

    L’estate è giunta al termine e la stagione autunnale è alle porte. È giunto il momento di riprendere le buone abitudini e dedicare del tempo per ristabilire il proprio equilibrio fisico e mentale. Presso le Terme Catez, il polo termale più grande della Slovenia situato a soli 180 km da Trieste, è possibile usufruire di un programma detox che ha come obbiettivo primario la purificazione del corpo attraverso un percorso di 5 giorni durante i quali gli ospiti possono farsi coccolare dalle mani esperte dei professionisti del centro benessere. L’elenco di trattamenti offerti all’interno del programma è ricco e variegato e comprende massaggi a base di fanghi, peeling corpo e trattamenti anti-stress dalla durata variabile (dai 50 ai 70 minuti). Il Centro Spa & Wellness riserva infinite opportunità di relax ai suoi clienti ed è composto da uno spazio moderno di 6 stanze massaggio dove è possibile rilassarsi singolarmente o in coppia godendo di una particolare illuminazione che contribuisce a rendere l’esperienza unica e soprattutto riposante. Il programma proposto dal Centro Spa & Wellness si sviluppa come segue:

    1 GIORNO: un peeling corpo, terapia eseguita per restituire luminosità alla pelle liberandola delle imperfezioni cutanee, e un trattamento disintossicante a base di alghe della durata di 70 minuti.

    2 GIORNO: massaggio anti-stress alla schiena della durata di 60 minuti con fango aromatico Pevonia, un fango nero ricco di vitamine, minerali ed enzimi.

    3 GIORNO: massaggio Ayurveda corpo intero, tipico massaggio drenante indiano della durata di 60 minuti.

    4 GIORNO: trattamento del corpo della durata di 50 minuti con fango marino Pevonia, che dona benessere immediato al corpo e allo spirito.

    5 GIORNO: massaggio anti-stress alla schiena della durata di 60 minuti con fango aromatico Pevonia.

    Al programma detox è possibile abbinare un pacchetto soggiorno di 4 notti/5 giorni (396€ a persona) presso l’Hotel Terme****, albergo di recente ristrutturazione dotato di 212 camere e 12 appartamenti. Oltre ai trattamenti previsti dal programma, il pacchetto include: sistemazione in camera superior con trattamento completo (pasti consigliati da un nutrizionista presso il ristorante à-la-carte “MM”), visita medica di controllo all’inizio e alla fine della cura da parte di uno specialista del “Centro Salute” delle Terme Catez, esercizi di gruppo sotto la guida di esperti professionisti presso la piscina terapeutica dell’adiacente Hotel Catez, misurazione della pressione sanguigna, 2 entrate al giorno alla Riviera Termale Invernale e uso illimitato dei servizi nel centro benessere dell’hotel (nuoto nelle piscine dell’albergo, ingresso alle saune e alla zona fitness, accappatoio).

    Per rendere il soggiorno ancora più rilassante ed efficace, è possibile abbandonarsi alla bellezza della natura circostante programmando alcune passeggiate nei dintorni o sfruttando le strutture sportive del centro per svolgere attività all’aria aperta: un’ottima soluzione per godere dei colori e degli odori tipici della natura slovena nel periodo autunnale.

    Per ulteriori informazioni visitare il sito www.terme-catez.si/it o chiamare il +386 (0)7 49 36 700.

  • Nevralgia trigeminale: come riconoscerla e trattarla

    La nevralgia trigeminale riguarda 1 persona su 25 mila, quasi sempre sopra i 50 anni. Nel 70% dei casi a provocarla è una compressione del nervo da parte di un’arteria che crea un conflitto con il trigemino e lo irrita, danneggiando la guaina di mielina che lo riveste e causando il dolore molto forte che ne caratterizza i sintomi.

    Uno dei sintomi della nevralgia trigeminale è molto nota e riconoscibile: il dolore, molto violento, improvviso e brevissimo, che si ripete a distanza di minuti o ore è infatti molto caratteristico. Questo dolore inoltre, colpisce un’area specifica: è infatti limitato a metà viso, interessando la parte centrale e inferiore del volto. Questi segni spesso aiutano il medico a orientarsi.

    Durante le crisi di dolore c’è poco che si possa fare. Le terapie farmalocologiche servono solitamente allo scopo di prevenire le crisi. I farmaci possono risolvere circa il 30% dei casi; in tutti gli altri, invece, gli effetti collaterali superano i benefici dopo alcuni anni e si rende necessario l’intervento. Molti degli interventi, tra cui la decompressione vascolare, la radiochirurgia, le procedure percutanee, hanno tutti un diverso grado di efficacia, spesso solo temporaneo. Si tratta di metodi possono essere ripetuti più volte, ma che possono anche provocare una perdita della sensibilità nella zona innervata.

    A differenza di questi interventi, la neurolisi trigeminale selettiva con fluoroscopia è un intervento che si è dimostrato sempre efficace e che richiede al paziente soltanto la pazienza di trascorrere una notte in clinica. Tramite l’utilizzo di particolari proiezioni radiologiche e di un apposito ago, infatti, è possibile liberare il nervo, con estrema sicurezza e precisione, senza alcun rischio, da tutte le compressioni alla radice della nevralgia. Un intervento sicuro, preciso e sempre efficace a prescindere dall’età del paziente.

    Per ulteriori informazioni, mettetevi in contatto con noi attraverso la nostra pagina dedicata. Potrete richiedere una consulenza telefonica gratuita e prenotare una visita presso lo Studio Medico Delfino.

  • Disabili sensoriali: la gestione passa ad Ats

    Da settembre 2017, ATS gestisce per conto di Regione Lombardia, tutti gli interventi legati all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriali. Si tratta, in particolare, di assistenza alla comunicazione per studenti con disabilità visiva e / o uditiva, consulenza per i non vedenti per assicurare il loro pieno inserimento nella vita sociale e culturale e fornitura di materiale didattico speciale e dei libri di testo o di altri supporti didattici per ogni ordine e grado di istruzione e per la formazione professionale.

    Tali competenze erano precedentemente gestite dalla Provincia (ex SPIDiS- Servizio Provinciale Integrazione Disabili Sensoriali) e nei mesi di luglio e agosto si è proceduto positivamente al passaggio di consegne al fine di mettere ATS nelle condizioni di poter procedere con l’attuazione del nuovo servizio.

    Per assicurare il corretto andamento dell’attività, le famiglie sono tenute a rivolgersi al proprio Comune di residenza per fornire la documentazione richiesta da inserire nel sistema informativo Siage. Successivamente, Ats contatterà la famiglia chiedendole di scegliere l’Ente con cui attivare il servizio. Per tuti coloro che erano già in carico agli operatori della Provincia è garantita la totale continuità.

    Al momento, sono state inserite 84 richieste rispetto alle 155 situazioni conosciute. Si chiede, dunque, alle famiglie di avviare prontamente l’iter per la richiesta del servizio.

  • Cos’è la devitalizzazione dei denti e a Parma chi se ne occupa

    La devitalizzazione è un trattamento a cui si fa ricorso quando la salute di un dente risulta fortemente compromessa, ad esempio per via di di una carie profonda, oppure di un’infezione al parodonto che ha raggiunto le zone più interne del dente stesso o, oppure ancora per via di gravi traumi, che hanno portato alla rottura o alla scheggiatura, solo per citare alcuni dei casi in cui è maggiormente opportuno devitalizzare.

    Lo Studio Dentistico Marchetti esegue sia la devitalizzazione di denti a Parma che interventi di rifacimento di precedenti devitalizzazioni eseguite in modo non corretto, utilizzando strumentazioni meccaniche e ultrasoniche evolute.

    Disegno di devitalizzazioneL’intervento eseguito dai professionisti dello Studio Dentistico Marchetti consiste nella sagomatura tridimensionale dei canali radicolari e nella loro otturazione al fine di sigillarli perfettamente sino all’apice radicolare.

    La devitalizzazione dei denti avviene nella massima igiene, per mezzo di apposite dighe di gomma che permettono di mantenere al riparo la zona da trattare da qualsiasi contaminazione esterna, come la saliva o i batteri presenti naturalmente nel cavo orale. In questo modo le tecniche impiegate durante il trattamento portano a risultati soddisfacenti e stabili nel tempo.

    Chi desidera sottoporsi a una visita completa e sapere se la devitalizzazione può risolvere i suoi problemi, potrà rivolgersi con fiducia allo Studio Dentistico Marchetti, la cui sede si trova a Parma in strada Bixio 39. Per prenotazioni: tel. 0521 506559.

     

  • CON I NOSTRI CORSI DI ALTA FORMAZIONE FARMACEUTICI,COSTRUISCI LE COMPETENZE NECESSARIE PER INSERIRTI NEL MERCATO FARMACEUTICO CON I CORSI DI ALTA SPECIALIZZAZIONE DI COMUNICAZIONE FARMACEUTICA E STUDIO SVIMM

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  • Salute, arriva a Giugliano “CONOSCERE L’ALCOL”

    Prosegue nei prossimi giorni a GIUGLIANO presso il Parco Commerciale Auchan Giugliano, in San Francesco a Patriacon la tappa campana la quinta edizione di “CONOSCERE L’ALCOL”, la campagna sociale di sensibilizzazione sul consumo moderato, responsabile e consapevole delle bevande alcoliche, in linea con gli obiettivi del programma “GUADAGNARE SALUTE”, sostenuto dal Ministero della Salute per la promozione di stili di vita salutari. Premesso che non esiste un consumo di alcol sicuro per la salute, se si sceglie di bere è importante farlo in maniera consapevole, moderata e responsabile. Inoltre, gli Under 18, chi si mette alla guida e le donne in gravidanza e allattamento non devono bere affatto.

    L’obiettivo principale di CONOSCERE L’ALCOL, la campagna sociale di comunicazione e sensibilizzazione sul consumo moderato, responsabile e consapevole di bevande alcoliche – che impatterà su circa tre milioni di persone realizzata da primarie aziende di produzione e commercializzazione di spirits (DIAGEO e PERNOD RICARD ITALIA), vino (RUFFINO e CANTINE LEONARDO DA VINCI) e birra (DIAGEO), col supporto di UNIONE ITALIANA VINI, sotto l’egida di WINE IN MODERATION e in collaborazione con AUCHAN, SIMPLY e GALLERIE COMMERCIALI ITALIA, è quello di far acquisire ai cittadini che scelgono di bere la consapevolezza dell’importanza di un consumo moderato, responsabile e consapevole di bevande alcoliche e della necessità di astenersi dal consumo in particolari situazioni o fasi della vita.

    Per contrastare i quattro principali fattori di rischio di malattie croniche nel nostro Paese – scorretta alimentazione, inattività fisica, tabagismo, uso rischioso e dannoso di alcol – l’Italia ha approvato nel 2007 il programma “GUADAGNARE SALUTE: rendere facili le scelte salutari, una strategia globale promossa dal MINISTERO DELLA SALUTE per la promozione della salute come bene pubblico. L’iniziativa di sensibilizzazione al bere moderato, responsabile e consapevole CONOSCERE L’ALCOL, anche in questa quinta edizione, è in linea con gli obiettivi del Programma.

     

  • Come scegliere depuratori di acqua a Milano con H2Optima

    Siete alla ricerca di depuratori di acqua a Milano? Con oltre 10 anni di esperienza nel settore, H2Optima è l’azienda che distribuisce i migliori depuratori di acqua a Milano e provincia, grazie all’esclusiva collaborazione avviata con Bluewater, realtà svedese produttrice del miglior sistema di depurazione presente sul mercato.

    Il prodotto in questione si chiama Cleone ed è un depuratore di acqua di ultima generazione, che sfrutta la tecnologia a osmosi inversa per garantire l’eliminazione del 99% delle impurità presenti. Grazie alla qualità del prodotto e alla sua resistenza nel tempo, H2Optima si è rivelata una delle realtà più importanti per quanto riguarda la distribuzione di depuratori di acqua a Milano. Dal 2004 ad oggi l’azienda può vantare statistiche impressionanti: 92% di clienti soddisfatti che rinnovano il contratto, oltre 10.000 famiglie che hanno affidato la qualità dell’acqua di casa a questa realtà.

    Grazie al sistema di filtrazione strutturato su cinque livelli, Cleone raggiunge livelli di depurazione mai visti. Il processo di conclude con l’integrazione del corretto apporto di calcio, magnesio, potassio e di tutte le sostanze utili all’organismo, nella quantità ottimale. Purificare l’acqua domestica è un’attività che si rivela fondamentale non solo per bere, ma anche per cucinare e per risparmiare in termini di tempo e risorse per l’acquisto di bottiglie in plastica. Da non dimenticare inoltre che con il sistema di depurazione domestico si riduce di gran lunga il consumo di plastica, per il bene dell’ambiente e di tutta la famiglia.

    Grazie all’esclusiva sulla distribuzione di Cleone in Italia, H2Optima ha conosciuto un grande sviluppo nel campo della commercializzazione di depuratori di acqua a Milano. Il merito va anche alla rete di vendita, composta da un team in grado di fornire tutto il supporto e la consulenza richiesta dai clienti, nel campo dei depuratori di acqua a Milano e non solo.

  • Polioplus: Rotary al fianco di Salomon Running Milano

    Rotary scende in campo con Salomon Running Milano, la gara trail milanese che si terrà domenica 17 settembre, sostenendo la manifestazione e traendo dalla stessa il beneficio dell’attenzione sul tema della lotta alla poliomielite, virus invalidante contro il quale Rotary ha lanciato nel 1985 la campagna di vaccinazione della popolazione mondiale infantile. A un passo dalla possibilità di debellare la terribile malattia, nel momento in cui sul tema delle vaccinazioni si concentra l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, assume particolare valore simbolico l’affiancamento dell’impegno sociale di Rotary allo sport, nello specifico la corsa, in quanto interessa gli arti inferiori che più duramente sono colpiti dalla poliomielite.

    All’interno dell’Associazione è operativa la Fondazione Rotary del Rotary International, fondata nel 1917 con lo scopo di “Fare del bene nel mondo”, da sempre attiva con programmi a carattere educativo e umanitario e che concentra il proprio operato, da alcuni anni a questa parte, su sei aree di intervento in linea con gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

    Proprio in questa direzione si muove il Distretto 2041 che, con i suoi 50 Rotary Club e 2.400 soci, persegue la storica battaglia dell’associazione sostendendo il programma PolioPlus e mettendosi al servizio di chi ha più bisogno con senso di vicinanza e di comunità, seguendo i valori che da sempre stanno a cuore ai rotariani.

    In occasione della corsa competitiva del 17 settembre, Salomon Running e Nctm Corporate Run sostengono il progetto internazionale End Polio Now (endpolionow.org) della Fondazione Rotary donando alla causa una parte del ricavato delle iscrizioni, oltre che dei programmi di allenamento acquistati da aziende per partecipare alla Salomon Running, e di altri prodotti caratterizzati dal codice “Run to End Polio Now”.

    Rotary invita quindi i Runners e gli opinion leader a dare il proprio contributo sportivo, anche solo nell’ultimo miglio, per poter dichiarare il mondo poliofree.

    Per ulteriori approfondimenti sulla malattia è possibile consultare il sito: www.endopolio.org

  • La felicità? Arriva a 50 anni.

    Che voto dareste alla vostra vita? Le cinquantenni italiane intervistate per «Il Tempo delle Donne» a cui quest’anno partecipa anche Victoria, il primo progetto di comunicazione nato in Italia per le donne over 50 a cura di Procter & Gamble, si promuovono a pieni voti. Sono soddisfatte della carriera, della famiglia e dei loro hobby e per essere ancora più felici sono pronte ad affrontare nuove sfide e avventure, sia in campo professionale che personale.

    Sono queste alcune delle caratteristiche emerse dalla ricerca condotta su un panel di 8.000 donne rappresentative della popolazione italiana, raggiunte in modalità CaWi. Dati che saranno interamente svelati durante l’evento che si terrà all’interno della rassegna alla Triennale di Milano, dall’8 al 10 settembre 2017, con l’intento di conoscere al meglio le cinquantenni, raccontandone sogni e paure.

    Si tratta di donne orgogliose dei loro progressi e delle loro capacità che mentalmente si sentono dieci anni di meno rispetto all’età anagrafica. Se la carta d’identità dichiara 48 anni, infatti, l’età percepita scende a 41 e quella desiderata addirittura a 37.

    In particolare, il 42% si dice pronta a iniziare una nuova attività, il 35% a cambiare lavoro, il 32% a trasferirsi in un altro Paese. E il 23% aprirebbe il proprio cuore a un nuovo amore (dato più alto rispetto a quanto dichiarato dalle intervistate più giovani). Non solo: in campo lavorativo, il 53% delle over 50 potrebbe anche accettare di lavorare tutta la notte pur di prepararsi al meglio per un nuovo incarico e il 21% valuterebbe un trasferimento all’estero per ragioni professionali come un’ottima notizia. Insomma, le cinquantenni dimostrano un coraggio non scontato.

    Dopotutto le over 50 sono un vero e proprio fenomeno sociale: basti pensare che in Italia sono 6 milioni e raddoppieranno nei prossimi 30 anni, diventando sempre più importanti per la famiglia e per la comunità in generale. Ed è per questo che P&G, insieme al Corriere della Sera, ha deciso di celebrarle con il Premio Victoria. A “Il tempo delle donne”, nel corso dell’evento “Ageless e Felicità, riprogettarsi dopo i 50” (Teatro dell’Arte – 10 Settembre, ore 18.00), verranno infatti consegnati due riconoscimenti: uno a una donna dello spettacolo che si è distinta per aver incarnato al meglio i valori e la cultura delle donne Victoria e che per questo diventerà “Ambasciatrice Victoria”; e uno a una donna che sarà scelta per la sua storia di “re-invenzione” da una rosa di sei finaliste selezionate dalla redazione del Corriere della Sera tra le candidature ricevute e presentate sul blog La 27esima Ora al link dedicato http://iltempodelledonne.corriere.it/2017/premio-victoria/per consentire anche alle lettrici di esprimere la loro preferenza.

    In particolare, si tratta di sei donne che alla soglia dei 50 anni hanno voluto o dovuto, ma in ogni caso saputo, ripartire dimostrando di saper affrontare con duttilità, forza e creatività il cambiamento: una ex manager per aziende del lusso che, rimasta senza lavoro, è diventata imprenditrice di se stessa; una magistrato che ha lasciato il posto fisso per aprire un agriturismo e specializzarsi nella cura della vigna; una startupper che dopo un cancro al seno ha iniziato a produrre cappelli per donne che devono affrontare la chemio; un’arredatrice di interni diventata “maggiordoma”; una consulente d’azienda della moda che dopo aver girato il mondo ha riscoperto se stessa diventando attrice di teatro e un’ex impiegata ora dog sitter.

    A decretare la vincitrice sarà una giuria presieduta da Barbara Stefanelli (Vice direttrice del Corriere della Sera) e composta da giornalisti del Corriere della Sera tra cui Maria Luisa Agnese e Gian Giacomo Schiavi e da Barbara Del Neri, Direttore Marketing Procter & Gamble Sud Europa e Direttore del programma Victoria che ha dichiarato: “Victoria oggi è un sito –  www.victoria50.it – e una  rivista, entrambi ricchi di argomenti di interesse per le over 50, come ad esempio consigli utili per affrontare i cambi emotivi e fisici di quest’età. Il programma offre a questo pubblico l’opportunità di provare i prodotti Procter & Gamble in anteprima, come Pantene, Olaz, AZ, Oral-B, Swisse, Dash, Lenor, Swiffer, Fairy e altri ancora, per ricevere il loro punto di vista e, nel caso lo vogliano, diventarne Ambasciatrici. Il progetto Victoria ha avuto inizio cinque anni fa per colmare una lacuna nel dialogo con le donne con più di cinquant’anni. Esse, infatti, si sentono poco e male rappresentate nella comunicazione a loro dedicata perchè parla con i codici estetici e comportamentali di donne molto più giovani in cui non si riconoscono o descrive la ‘maturità’ in modo molto lontano da come in effetti la vivono, sentendosi piene di voglia di vivere e con grande desiderio di dare il proprio contributo alla società’. 

  • GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE SESSUALE: IL SESSO È PIÙ BELLO SE PROTETTO

    Il concetto di Salute Sessuale è stato introdotto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia speciale dell’ONU per la salute) dalla seconda metà del XX secolo (1975).

    La salute sessuale è uno stato di benessere sociale, fisico, mentale ed emozionale collegato alla sessualità, che non si limita all’assenza di malattie. Essa richiede un approccio positivo e rispettoso nei confronti dell’intimità e delle relazioni sessuali, aspetti sottolineati da sempre anche da LELO, brand leader nel mondo nel piacere intimo.

    Dal 2010 la World Association for Sexual Health (WAS, Società Mondiale per la Salute Sessuale) celebra, ogni 4 settembre, il World Sexual Health Day (Giornata Mondiale della Salute Sessuale), con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza e quindi un maggior rispetto, per la salute sessuale in tutto il mondo.

    Il focus della giornata non è soltanto il sesso sicuro e la necessità di avere rapporti protetti per evitare malattie come HPV, HIV, Herpes, Clamidia o Gonorrea (tra le più diffuse MST, Malattie Sessualmente Trasmissibili), ma anche comprendere ciò che occorre fare per godere appieno di questo aspetto della propria vita, anche in rapporto alla libertà di viverla serenamente e senza vergogna.

    È importante affrontare il tema della sfera sessuale per capire in modo semplice e diretto come far combaciare la salute sessuale e la prevenzione con il livello sociale ed emotivo: perché una maggiore accettazione di se’ porta anche ad una più ampia attenzione e cura della propria intimità.

    Esiste un diritto alla felicità anche nella dimensione sessuale che purtroppo, viene ancora troppo spesso considerata secondaria. È necessario pertanto che si abbia accesso ad informazioni corrette e che se ne parli, promuovendo una maggiore conoscenza e rispetto per il benessere intimo.

    LELO persegue i medesimi obiettivi ed esorta ad abbandonarsi al piacere senza taboo né vergogne, con un occhio alla prevenzione e alla sicurezza, consigliando l’utilizzo di contraccettivi che schermino dalle MST. Il profilattico è sicuramente il metodo di contraccezione più sicuro e consigliato: LELO HEX™ protegge da gravidanze e malattie veneree, amplificando le sensazioni grazie alla struttura formata da 350 esagoni interconnessi. HEX™ trasmette meglio il calore tra i partner, per sensazioni più intime e naturali. Gli esagoni sono robusti e simmetrici e assicurano allo stesso tempo forza e leggerezza. Per un piacere senza compromessi e in totale sicurezza.

    LELO quindi esorta anche quest’anno a celebrare il benessere sessuale come parte integrante del benessere generale dell’individuo e a promuovere un’idea positiva di sessualità.

  • Cerchi corsi online sulla sicurezza sul lavoro? Scopri Tecnoformazione

    Tecnoformazione è lo strumento di apprendimento del gruppo Tecnologie d’Impresa, azienda nota nel settore della sicurezza sul lavoro, la salute dei lavoratori e protezione dell’ambiente.
    Dal 1985 ha sede a Cabiate (CO) con filiali a Monza e a Lecco e con presidio a Roma, Como e Rossano Veneto (VI).
    Con Tecnoformazione è possibile seguire corsi sulla sicurezza sul lavoro, anche personalizzati, con il supporto di un tutor.

    corsi sicurezza sul lavoro

    Scegli Tecnoformazione e i suoi corsi online sulla sicurezza

    I moduli formativi di Tecnoformazione sono incentrati sulla sicurezza sul lavoro e possono essere seguiti comodamente a distanza, così da poter i scegliere tempi e luoghi preferiti.
    Tutti i corsi di formazione online sulla sicurezza sono interattivi e grazie all’interfaccia grafica intuitiva, rendono piacevole l’apprendimento, oltre a dare la possibilità di riascoltare e rivedere le tematiche trattate con semplicità e ritornare sui test eseguiti per riconoscere e comprendere gli errori commessi, correggendoli.
    Tecnoformazione mette a disposizione un tutor sempre presente e disponibile a offrire un valido supporto via chat, che potrà rispondere a domande e dubbi e aiuterà gli utenti in ogni esigenza di e-learning.

    Ai corsi di formazione online preferisci quelli in aula? Scopri le possibilità di Tecnoformazione

    Tecnologie d’Impresa punta sulla formazione di tecnici specializzati che siano in grado di soddisfare esigenze operative con competenza e professionalità.
    L’azienda propone progetti formativi con programmi ideati tenendo conto delle esigenze e delle realtà ai quali sono destinati.
    Tecnologie d’Impresa ha stretto rapporti con il tessuto imprenditoriale italiano ed estero con l’erogazione di servizi di apprendimento con corsi di formazione sulla sicurezza.
    Tecnoformazione è adatta anche ai formatori, infatti a loro vengono dedicati corsi specifici con l’obiettivo di acquisire le competenze adeguate a preparare collaboratori esperti in differenti settori come ambiente, salute e sicurezza.
    Contatta subito Tecnologie d’Impresa e richiedi informazioni su Tecnoformazione, la piattaforma di e-learning per la tua formazione sulla sicurezza sul lavoro.

  • Diabetologia, ecco a Bologna una struttura di riferimento

    Secondo le statistiche più recenti, in Italia 3,2 milioni di persone soffrono di diabete e rappresentano complessivamente il 5,3% della popolazione complessiva; negli over 65 la percentuale di diffusione sale al 16,5%.

    Questa malattia metabolica, che comporta squilibri nelle quantità di zucchero presenti nel sangue, può essere di tre diverse tipologie. Troviamo in particolare il diabete di Tipo I, la cui causa è genetica e che comporta l’impossibilità da parte del paziente di produrre insulina a sufficienza (o del tutto) e la conseguente necessità di somministrarla dall’esterno.

    Misurazione della glicemiaNel caso del diabete di Tipo II, le persone si possono ammalare a causa di obesità e altri fattori di rischio; questa tipologia è caratterizzata spesso dal fenomeno dell’insulinoresistenza ovvero dell’incapacità dell’organismo di rispondere correttamente ai livelli di insulina.

    Esiste poi una forma transitoria di diabete, ovvero quello gestazionale, che può colpire le donne durante la gravidanza e che nella maggior parte dei casi tende a regredire spontaneamente nei mesi successivi al parto.

    Essendo un disturbo tanto complesso quanto eterogeneo nei sintomi e nelle cause, chi soffre di diabete o di glicemia elevata farà bene ad affidarsi a dei professionisti altamente qualificati per ricevere diagnosi precise e tutta l’assistenza necessaria per condurre una vita quanto più possibile normale e in salute.

    A Bologna le visite diabetologiche del Centro Medico San Donato sono a disposizione dei pazienti alla ricerca di medici esperti e preparati. Per maggiori informazioni e per prenotare una visita, contatta il numero 051-512238 oppure scrivi a info(@)centrosandonato.com.

     

  • Incontinenza fecale, mai rassegnarsi: la cura esiste

    Numerosi e diversi tra loro sono i disturbi di natura proctologica che possono colpire le persone e comprometterne la qualità della vita; uno dei peggiori, per via delle ripercussioni pratiche e psicologiche che innesca, è indubbiamente l’incontinenza delle feci che può manifestarsi con differenti gravità.

    Stetoscopio medicoQuesto disturbo è causato dalla mancata o insufficiente capacità contenitiva dello sfintere, che non riesce dunque a opporsi alla fuoriuscita di gas, sostanze liquide o feci solide; le perdite involontarie generate da questo fenomeno sono fonte di estremo imbarazzo, vergogna e talvolta anche depressione.

    Davvero tante, più di quelle che si potrebbe pensare, sono le persone colpite da questa forma di incontinenza: secondo uno studio condotto qualche tempo fa dai dei National Institutes of Health degli Stati Uniti, una persona adulta su dodici sa di cosa si tratti.

    A seconda dell’età varia, e di molto, l’incidenza del fenomeno: solo il 3% dei giovani di 20-29 anni ne è colpito, mentre negli over 70 la percentuale schizza al 15%. Inoltre, mediamente le donne sono vittime più frequentemente degli uomini a causa di lesioni ostetriche.

    Per fortuna, contro l’incontinenza fecale esiste un’arma molto efficace: l’intervento chirurgico THD® GateKeeper, che prevede l’impiego di piccolissimi impianti sottopelle nella zona anale che supportano lo sfintere nella sua capacità contenitiva riducendo le perdite accidentali o addirittura facendole scomparire. Scopri di più sul sito thdlab.it.

     

  • Dentista low cost / Implantologia dentale Sociale / Dentista a Basso Costo

    La  Societa’ Du.Val. leader unico in Europa dell’implantologia dentale sociale organizza nel mese di Settembre 2017 un evento di implantologia dentale sociale, cosi’ offrendo a tutti la possibilita’ di curarsi la bocca e di ottenere un sorriso senza dover sopportare dei costi esosi. (altro…)

  • Salvavita per anziani: maggiore sicurezza delle persone sole

    Che si tratti di un malore improvviso, di una caduta accidentale o di un’intrusione in casa da parte di un estraneo, poco importa. Il fatto è che le persone che vivono sole in casa sono molto più esposte ai pericoli.

    Quando poi, queste persone sole sono anziani, persone care a cui vogliamo bene ma che per problemi personali o lavorativi non possiamo avere vicino, questo senso di preoccupazione ed inquietudine è ancora più forte e in noi nasce il bisogno primordiale di garantire la loro sicurezza.

    Come possiamo fare in questi casi? La soluzione è semplice e, nella maggior parte dei casi, pratica ed economica.

    Ci basterà scegliere un ottimo dispositivo salvavita che, in caso di emergenza, sarà in grado di chiamare i soccorsi.

    In commercio ne esistono di diversi tipi e, molto spesso, scegliere il dispositivo di telesoccorso adatto non è facile. Per una scelta oculata, bisogna analizzare il tipo di vita che la persona conduce e le possibili situazioni più rischiose a cui la persona può andare incontro.

    Sul sito https://soccorso-anziani.blogspot.it/ puoi trovare i migliori apparecchi salvavita per anziani presenti sul mercato, illustrati da schede dettagliate che ti permetteranno, in tutta sicurezza, di compiere la scelta più giusta per le tue necessità.

    Ti orienteremo nella scelta, presentandoti diverse soluzioni che spaziano dai più semplici telecomandi e braccialetti, ai più comuni telefoni fissi o mobili, per arrivare a salvavita più complessi, vere e proprie centraline che, con poco sforzo, possono trasformarsi anche in veri e propri allarmi domestici.

    In qualsiasi caso, in caso di emergenza, alla persona in difficoltà basterà premere il pulsante SOS per attivare la procedura di richiesta soccorso che prevede l’emissione di un segnale sonoro molto forte, l’invio di SMS o l’effettuazione di chiamate a numeri prestabiliti. In questo modo, la persona non sarà sola e, in pochissimi minuti, riceverà il soccorso di cui ha bisogno.

  • A SETTEMBRE SARA’ EDITO il libro: “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”.

    Da settembre disponibile sulle piattaforme online, in versione cartacea e digitale, il libro “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”, che spiega come guarire senza l’uso di farmaci, portando l’uomo alla conoscenza di particolari energie che gli appartengono.

    Catania 10 agosto 2017-

    Marta Facin, terapista energetico ed olistico e titolare dello Studio Luce Angelica, annuncia che da settembre 2017 sarà disponibile il libro incentrato sull’uso dell’energia olistica al fine dell’ottenimento della guarigione psicofisica.

    Ho scritto il mio libro perché “l’uomo spesso non pensa che esite la possibilità di ricorrere alle risorse naturali per ottenere le propria guarigione”  afferma Marta Facin, autrice di “Studio Luce Angelica fondatore di ElìMedicina”. “Desidero poter aiutare tutti coloro che soffrono e che non conoscono ancora la ricchezza naturale e fondamentale connessa al corpo fisico dell’essere umano.”

    Grazie a questo libro le persone potranno avere la conoscenza e le informazioni per ritrovare una strada alternativa da affiancare alla medicina tradizionale.

    Marta Facin (Vicenza 1974), di origine vicentina ma veronese e catanese di adozione, ha vissuto una vita all’insegna dei cambiamenti più inaspettati.

    Iniziando da una completa preparazione universitaria di tutt’altro indirizzo è passata ad esperienze di vita umane, spirituali ed emotive molti forti che hanno segnato e definito un nuovo percorso che non era stato sicuramente dal lei previsto.

    Il mondo delle “energie”, delle guarigioni, delle emozioni e di crescita spirituale sono divenute la sua vita, che l’hanno accompagnata fino al raggiungimento del ruolo di terapista energetico olistico.

    La sua quotidianità è incentrata sulle persone che la avvicinano e la incontrano. Ritiene che non ci possa essere una linea di confine tra quello che fa e la propria vita personale. La sua vita è lo Studio Luce Angelica.

    La sua esistenza e la sua realtà sono un mosaico di percorsi di guarigione ottenuti.

  • Sali da bagno: l’arma segreta per vivere un’esperienza rilassante a 360°

    A chi non piace concedersi un momento di relax di tanto in tanto? Il modo più semplice per potersi rilassare, senza nemmeno uscire da casa propria, è quello di immergersi in vasca da bagno. La vasca infatti rappresenta una soluzione ideale per tutti coloro che, di tanto in tanto, amano ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi, lasciandosi cullare dal dolce movimento dell’acqua.  Avere una vasca da bagno in casa tuttavia non basta per vivere un’esperienza da spa in grado di riuscire a rilassare ogni muscolo del nostro corpo. Quante volte infatti, mentre galleggiavamo mollemente nel bagno di casa nostra, abbiamo pensato che mancava qualcosa per rendere perfetto quel momento? L’arma vincente per riuscire a raggiungere il punto più alto di relax sono i sali da bagno.                         

    Come indica il nome, i sali da bagno sono dei veri e propri Sali che hanno delle proprietà benefiche e che, sciolti nell’acqua calda, permettono al nostro corpo di eliminare tutto lo stress e le tensioni accumulati nel corso del tempo. A seconda della sostanza con cui sono mescolati, poi, possono trasformarsi in segreti di bellezza o rimedi per impurità e imperfezioni della pelle. Ma andiamo più a fondo nell’argomento e vediamo quali benefici possiamo trarre dall’immergerci in vasca con questi prodotti.

     

    Le proprietà miracolose dei sali da bagno

     

    E’ risaputo che il più grande nemico delle donne è la cellulite: la pelle a buccia d’arancia è un’imperfezione della pelle che colpisce moltissime ragazze, in particolare nelle zone dei glutei e delle cosce. Ma chi avrebbe mai immaginato che la soluzione sarebbe stata così semplice (e poco faticosa soprattutto)? Le scorze di agrumi, uniti ai Sali di Epsom, assicurano un’azione drenante che aiuta a combattere la ritenzione idrica, così comune soprattutto nelle donne mediterranee ed è stato notato come abbia risultati anche contro gli inestetismi della cellulite. Il tutto, senza versare una singola goccia di sudore.

    Tutti conoscono il Mar Morto, e l’efficacia dei prodotti derivanti dall’eccezionale microambiente che caratterizza le sponde del lago più salato del mondo. Tuttavia, non è così risaputo che i suoi Sali, aggiunti ad estratti di camomilla o lavanda, hanno degli effetti incredibili sulla nostra pelle. L’unione di questi prodotti, permette infatti di diminuire l’arrossamento cutaneo, aiutando a lenire gli effetti di irritazioni, orticarie e addirittura dermatiti. Per chi soffrisse di acne, è consigliato invece fare un bagno salato, unito a estratti di salvia o the verde.

    Se invece quello di cui avete bisogno è puro e semplice relax, il rosmarino, unito ai Sali, fa per voi: tutte le tensioni accumulate durante il giorno svaniranno magicamente. Sonno e muscolatura ne trarranno ugualmente beneficio. Gli oli di agrumi come il limone e il bergamotto sono fondamentali per recuperare la concentrazione e l’energia: già vi immaginate a preparare esami e difficili colloqui bellamente immersi nella vostra vasca vero?

    La cosa bella dei Sali da bagno è che si possono preparare anche tranquillamente in casa, basta solo unire il sale grosso agli oli essenziali che preferite, uniti anche a erbe o coloranti per dare un tocco personale ad ogni bagno.