Categoria: Salute e Medicina

  • Come utilizzare l’olio di Neem per i cani

    L’olio di Neem è uno dei migliori rimedi naturali antiparassitari per i cani contro zecche, pulci e zanzare. Questi animaletti infatti nei cani provocano la leishmaniosi. Mentre i prodotti antiparassitari chimici possono essere pericolosi per la salute degli animali, l’olio di Neem per i cani è davvero ottimale per allontanare qualunque tipo di parassita. Sono sempre di più le persone che decidono di utilizzare questo olio con lo scopo di tenere lontano i parassiti proprio animale a quattro zampe ed inoltre, garantire una protezione senza rischiare delle reazioni tossiche, allergie oppure altri tipi di problemi legati alla pelle. L’uso dell’olio di Neem è ottimale anche perché garantisce la resistenza agli insetticidi ed inoltre è una sostanza repellente davvero unica oltre che naturale. L’olio di Neem inoltre è molto utilizzato contro le punture di insetti per tenere lontani gli acari . E’ cruciale l’utilizzo dell’olio di Neem anche contro le zanzare ma non solo per i cani, ma anche per gli essere umani.

     

    Come applicare l’olio di Neem ai cani

    L’olio di Neem è un rimedio atossico per gli animali, per le piante e per l’uomo. Infatti è un vero e proprio insetticida naturale. Secondo studi medici, sembrerebbe che l’olio di Neem sia un vero e proprio le repellente e larvicida in grado di garantire una protezione a 360° contro qualunque tipo di parassita. Questo prodotto va applicato sulla pelle del cane con delle piccole gocce e gli terrà lontano qualunque tipo di insetto. Se spruzzato sul pelo dei gatti oppure sul pelo dei cani, riuscirà a creare un effetto barriera e poi sarà anche in grado di purificare la cute che magari è stata irritata per la presenza di morsi di insetti. L’olio di Neem viene spesso anche spruzzato su un collare antipulci oppure utilizzato attraverso una lozione mista. In ogni caso si tratterà di un rimedio essenziale unico per i cani e per i gatti.

  • Prurito anale: cause e rimedi per ritrovare il benessere

    Può creare imbarazzo parlare di alcuni problemi di salute che riguardano le zone più intime del proprio corpo, eppure è solo esternando i sintomi di cui si soffre che è possibile trovarvi una soluzione.

    Questo discorso generale vale senz’altro per il fenomeno del prurito a livello anale, di cui le persone possono soffrire in diversi momenti della giornata ma con maggior frequenza dopo aver “visitato” il bagno.

    Prurito analeLe cause possono essere diverse, a partire dal consumo di bevande eccitanti o alcolici; anche alimenti apparentemente innocui come frutta, pomodori e cioccolata possono stimolare la produzione di eccessivo muco ed irritare la zona anale.

    Cercare sollievo grattandosi è la prima cosa che si tende a fare, così come effettuare bagnature e lavaggi della zona per tentare di alleviare il fastidio. Così facendo, però, si rischia di peggiorare la situazione perché questi gesti causano spesso irritazioni ancor maggiori a una zona che già di per sé è sofferente.

    Anche se la cosa migliore da fare è sottoporsi a una visita che accerti le cause precise del fenomeno, in caso di prurito anale si consiglia l’impiego di appositi prodotti che consentano di igienizzare la zona perianale senza irritarla.

    Le salviette DELICLIN® di THD Lab sono perfette per questo scopo, poiché svolgono un’efficace azione detergente, lenitiva ed emolliente: ideali in caso di prurito, questi prodotti specifici sono indicati anche per chi soffre di emorroidi.

  • Deputy CEO for ISIDA-IVF Clinic’s Strategic Development Oleg Petrenko took part in the international conference in Vienna

    On 6-7 November, Vienna (Austria) hosted the 2-nd International Conference on Healthcare & Hospital Management and 6-th International Conference on Medical and Nursing Education. Oleg Petrenko, Deputy CEO for Strategic Development of the ISIDA-IVF Clinic, participated in the conferences.

    “Management, the same way as a medical care, should be based on evidence,” – assures Oleg Petrenko. Than he continues his story about his visit to Austria:

    “The main idea of ​​the conference is that the proper organizational culture and trust among medical workforce should be a basis for patient safety – along with continuing education of nurses. After all, there are the nurses who often appears to be the defining link in ensuring the safety of the medical care process.

    Speakers and participants from all over the world shared the experience of introducing a modern organizational culture in the clinics, which provided the maximum level of safety for the patient.

    Within a period of years, ISIDA-IVF clinic implements modern principles of building an organizational culture that encourages developing trust among medical workforce. They also significantly reduce the potential negative impact of the “human” factor and minimize mistakes in the organization of medical care for women and children.

    Foresting such kind of culture requires continuing education and lifelong learning of medical workforce. This is the basis of constant professional development of employees in the clinic, so the investments in employees development grow every year.

    After all, not only modern equipment and medical  protocols ensure the quality and safety in the process of diagnosis and treatment. It is also the proper interaction between the clinic’s employees, which grounds on evidence-based practices in the management of professional medical activity and trust.

    The conference allowed us to see a wide range of tools for implementing the best management and training practices that have proven to be effective in the world and which can be implemented into the daily practice of the ISIDA-IVF clinic now.

    Investing in the development of workforce is a significant investment in the development of the ISIDA-IVF progress in the future in order to better meet the needs of our patients. ”

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    Phone: +380 (44) 455 88 14

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    Skype: ISIDA International

    Address: 65, Vatslava Gavela Blvd, Kyiv, Ukraine

    https://isida-ivf.com/

  • Italcenter ti aiuta da oltre 30 anni a risolvere problemi di caduta capelli uomo e donna

    Alopecia areata e alopecia androgenetica possono causare non poco disagio a chi ne soffre, portando i soggetti a soffrire di cali di autostima e depressione.
    Questo accade in genere quando si avviano dei processi di caduta di capelli, sia nell’uomo che nella donna, oppure quando si hanno subìto traumi o interventi e si presentano cicatrici evidenti sul cuoio capelluto.
    Per questo Italcenter, centro tricologico di Como presente sul territorio da oltre 30 anni, si impegna a risolvere ogni problematica relativa a cute e capelli, eseguendo sapientemente autotrapianto, tricopigmentazione e infoltimenti.

    Alopecia androgenetica

    Autotrapianto capelli, scopri come funziona con Italcenter

    Oggi molte persone comuni e personaggi famoso ricorrono all’autotrapianto di capelli per riottenere la loro folta capigliatura.
    Ma cos’è l’autotrapianto? Si tratta di uno degli interventi di microchirurgia estetica più eseguiti, essendosi rivelata una procedura semplice e affidabile e consente una ricrescita di capelli del tutto naturale. Anche nei soggetti geneticamente destinati alla calvizie, è stato studiato che vi è una zona di capelli permanenti, e nello specifico quella posteriore e laterale del capo. Questi ultimi vengono espiantati e trapiantati nelle zone rade o calve.
    Questo procedimento viene consigliato a uomini e donne in cui si riscontra un certo grado di diradamento, inoltre è eseguito in anestesia locale ed è totalmente indolore.

    Italcenter, la soluzione ai tuoi problemi di caduta capelli uomo e donna

    Italcenter è il rinomato centro tricologico di Como che grazie a tecniche innovative e un’equipe di personale qualificato saprà risolvere ogni problema relativo a cute e capelli.
    Italcenter dal 1985 trova soluzioni personalizzate e specifiche per caduta di capelli uomo e donna, calvizie, stempiature, diradamenti, patologie come alopecia androgenetica o alopecia areata, cicatrici causate da interventi o incidenti e scompensi responsabili di desquamazioni, inquadramento, forfora e seborrea che possono causare caduta eccessiva di capelli portando il soggetto alla calvizie.
    Prenota subito una visita da Italcenter, il tuo caso verrà analizzato da uno specialista che si occuperà di effettuare una diagnosi e proporre una soluzione personalizzata e adatta a te.

  • WHP Bergamo: premiate 90 aziende

    In campo per la salute e per il benessere sociale. A nome della Rete Europea ENWHP, sono stati premiati oggi da Ats Bergamo e dal gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo con l’evento «L’anima della Salute», i luoghi di lavoro accreditati nell’ambito del programma «Workplace Health Promotion».

    Complessivamente, sono 90 i luoghi di lavoro, per un totale di oltre 30.000 dipendenti coinvolti, ad aver ottenuto l’accreditamento 2017.

    Il programma, sviluppato dall’Ats di Bergamo con la collaborazione di Confindustria Bergamo, parte da esperienze che indicano come i luoghi di lavoro siano particolarmente adatti per promuovere la salute e possano svolgere un ruolo di primo piano per ridurre i più importanti fattori di rischio tra i lavoratori.

    Obiettivi che, oltre a portare un beneficio sociale e individuale per il dipendente, hanno un effetto positivo anche nel contesto lavorativo: come dimostrato dalle attività del programma WHP, infatti, il clima aziendale migliora, la conciliazione vita – lavoro diventa più efficace, l’adesione dei dipendenti ai valori aziendali è più sentita.

    Nello specifico, i casi aziendali presentati durante l’evento di premiazione hanno riguardato il sesto ambito di intervento, quello relativo agli aspetti del benessere e della conciliazione vita-lavoro.

    In particolare, Alfa Laval Olmi ha attivato il progetto «Maternity & Paternity Master» grazie al quale i lavoratori hanno potuto conoscere le risorse del territorio a sostegno della famiglia e della genitorialità ed essere introdotti agli strumenti di base di life coaching e della comunicazione in famiglia per un maggior controllo ed equilibrio sia professionale che personale. Il corso ha previsto anche esercitazioni pratiche per sperimentare tra colleghi l’efficacia degli strumenti e delle tecniche apprese.

    ABB, invece, ha presentato la propria esperienza di Smart Working «Lavoro Agile @ABB» che consiste nella possibilità di lavorare da casa uno giorno alla settimana, per favorire la conciliazione vita-lavoro. Il progetto ha coinvolto una quota rilevante di lavoratori a Bergamo, Dalmine e in tutta Italia; tra gli effetti positivi segnalati: l’aumento della fiducia tra responsabili e collaboratori, lo sviluppo del lavoro per obiettivi e di nuove modalità di valutazione e anche la crescita della produttività.

    Stucchi ha presentato un progetto ambizioso di volontariato d’impresa denominato «Un giorno per gli altri»: grazie a un accordo tra l’azienda e il Consorzio FA – famiglia e accoglienza che gestisce Comunità, pronto intervento e centro diurno per bambini e adolescenti, Comunità mamma e bambini e servizi disabilità.

    I dipendenti hanno dedicato un giorno delle loro ferie agli utenti di diversi servizi, supportandoli nelle attività quotidiane, scoprendo realtà sociali del territorio e rafforzando al tempo stesso lo spirito di coesione tra colleghi. L’azienda ha donato alla cooperativa un contributo corrispondente al valore della giornata di lavoro: un doppio investimento sui collaboratori e sul territorio.

    Infine, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha illustrato un’esperienza di pratica della Mindfulness in ospedale che ha tra i suoi obiettivi quello di aumentare la resilienza agli stress e di sviluppare uno sguardo non giudicante su sé stessi e sugli altri. Gli effetti positivi e le applicazioni di questa disciplina sono ben documentati nella letteratura scientifica.

    “La promozione del benessere, della salute mentale, della conciliazione tra lavoro e vita privata dei lavoratori rappresenta una frontiera per luoghi di lavoro lungimiranti che nel territorio di Bergamo e provincia sono in continua crescita. La testimonianza di un’evoluzione culturale ormai in corso in molti contesti di lavoro che decidono di farsi carico della salute dei colleghi e collaboratori a 360 gradi, spingendosi fino ai determinanti sociali della salute” sottolinea Marco Cremaschini Coordinatore Scientifico della Rete WHP Bergamo ATS di Bergamo Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria UOS Promozione della salute.

    “Siamo partiti nel 2011, primi in Italia, con due aziende accreditate  – ha sottolineato Paola Santini, delegata Whp per i Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo – e da allora abbiamo raggiunto traguardi inimmaginabili in termini di quantità e di qualità delle proposte, grazie anche al network di aziende creatosi.  Questo ci spinge a proseguire nel sostegno del progetto, che riceve significativi finanziamenti da parte di Confindustria Bergamo, per continuare a promuovere concretamente sul luogo di lavoro e in famiglia stili di vita corretti per la salute”.

    “La rete WHP continua a crescere, addirittura con un ritmo maggiore del passato e si stanno aprendo frontiere su nuovi tipi di organizzazione come le piccole realtà, e gli artigiani. Un risultato che ci ricorda che spesso non è sufficiente dire alle persone che devono muoversi, perdere peso o smettere di fumare, se non si comprendono le ragioni che impediscono loro di modificare i comportamenti e migliorare il loro livello di rischio. I protagonisti della rete l’hanno compreso e si sono messi in gioco” conclude Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

  • MOOVIN’ BERGAMO 2018 di Ats, Comune e Università di Bergamo

    Anche Stefano Baldini, campione olimpico di maratona all’edizione dei Giochi di Atene, partecipa a “Moovin’ Bergamo” il progetto voluto da Ats, Comune di Bergamo e Università degli Studi di Bergamo per invitare la cittadinanza al movimento, base di una vita attiva e salutare. Una vera e propria squadra che comprende anche il gruppo SESAAB con il compito di coinvolgere la popolazione, Garmin, azienda leader nel settore della tecnologia GPS e dispositivi outdoor ed Eco Race Events, società organizzatrice di alcune delle più importanti manifestazioni sportive del territorio.

    Obiettivo di Moovin’ Bergamo è di riuscire a incentivare su larga scala l’attività fisica, riconosciuta come un «comportamento sociale» da stimolare e sostenere. Consce di quanto sia importante muoversi, sempre più persone, infatti, si dedicano all’attività fisica, ma solo il 35,5% – secondo i dati rilevati dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – in Lombardia, raggiungono il livello soglia raccomandato, ovvero: fanno moto per 30 minuti al giorno, almeno 5 volte alla settimana. Il 42,6% rientra nella fascia dei «parzialmente attivi», ma, ancor più grave, il 21% può essere definito un «sedentario».

    Proprio per combattere la sedentarietà, fattore di rischio per molte malattie croniche, si è deciso di puntare sulla competizione. Il progetto, che durerà un mese – i dall’aprile al maggio 2018 – si baserà sul lancio di un contest che monitorerà il movimento a piedi dei partecipanti. I cittadini della provincia e della città di Bergamo saranno coinvolti in una vera propria e competizione, sia individualmente che all’interno di gruppi, con protagonista l’attività fisica e i suoi efficaci risultati.

    Lo strumento tecnologico per il monitoraggio del movimento sarà finanziato da Garmin, che ha stanziato la somma di 5.000 euro per premiare la migliore app per la rilevazione e l’organizzazione dei dati rilevati durante il periodo del contest. A poter partecipare alla gara saranno studenti o ex studenti neolaureati e ancora privi di impiego che abbiano compiuto gli studi all’Università di Bergamo o che siano residenti sul territorio della Provincia di Bergamo.

    Tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione alla gara per la realizzazione della app sono disponibili sul sito www.moovinbergamo.it. In attesa del fischio d’inizio, sul sito di Moovin’ Bergamo sarà inoltre possibile inserire il proprio indirizzo mail per rimanere aggiornati sulle tappe del progetto.

    OSPITE STEFANO BALDINI

    Ospite d’onore della conferenza stampa sarà Stefano Baldini, uno dei personaggi di maggior spicco della storia dell’atletica leggera in Italia: con la sua straordinaria carriera agonistica, in cui spiccano la vittoria della maratona olimpica di Atene all’edizione 2004 dei Giochi e il tempo di 2h07’22” che lo colloca in cima alla classifica dei maratoneti italiani di tutti i tempi, Stefano è un emblema dell’attività motoria portata al massimo delle potenzialità umane.

    Ancora oggi un modello e una guida in ambito agonistico in virtù del suo ruolo di Direttore Tecnico Giovanile e per lo Sviluppo della Federazione Italiana di Atletica, Stefano è ambassador di Garmin, marchio con cui la collaborazione è nata “naturalmente” data la condivisione di principi morali e sportivi, nonché la sensibilità nella promozione di attività che favoriscono uno stile di vita attivo e salutare.

  • Starvac, quello che tutte le donne desiderano

    Un grande aiuto alla portata di mano di tutte le donne che hanno bisogno di eliminare un po’ di cellulite e che desiderano farlo con una certa facilità, sperando di vedere i risultati il prima possibile, è senza ombra di dubbio il metodo Starvac o Massaggio Endodermico .

    Una tecnologia non invasiva che attraverso coppe, regolate da un macchinario, rimodellano completamente le forme del corpo, andando letteralmente a stirare la cute. Ha un effetto importante anche sulla circolazione, con un risultato finale che permette anche di sentirsi, già dalla prima seduta in modo totalmente diverso.

    Tutto questo permette di eliminare gran parte della cellulite che affligge tutte le donne, in particolar modo chi è costretto a fare una vita sedentaria ma non solo. Di fatto sono tante le dive di Hollywood che per metabolismo accumulano cellulite su punti problematici come bacino e cosce.

    La nostra fortuna è che viviamo in un secolo che ci mette a disposizione tanti trattamenti che aiutano a contrastare gli inestetismi, dovuti proprio all’accumulo di cellulite sotto lo strato adiposo. Ma va specificato che tra tutte le tipologie di trattamenti estetici che il mercato offre, i massaggi endodermici sono assolutamente tra i più diffusi in quanto sono tra i più efficaci.

    In realtà comunque non si tratta di un’invenzione molto moderna, considerando che il massaggio endodermico nasce nella sua prima fase, già negli anni ’70. Nasceva all’epoca però, come tecnica di natura fisioterapica per la cute e solo in un secondo momento, è stato poi introdotta anche nella medicina estetica.

    Il massaggio endodermico o Starvac è un trattamento non invasivo, in quanto non chirurgico, come in tanti un tempo erano disposti a pensare che andare sotto i ferri fosse l’unico modo per eliminare la cellulite. Questo metodo utilizza un vero e proprio massaggio meccanico computerizzato effettuato con rulli che secondo un macchinario, esercitano pressioni differenti, pressioni che la macchina sente di dover effettuare, in base al tipo di pelle e al cliente stesso che sta trattando.

    Così facendo, stira letteralmente la pelle e applica una certa pressione su tutto il tessuto sottocutaneo, appunto endodermico. Il movimento dei rulli e la pressione che le coppe vanno ad esercitare, favoriscono il micro-circolo in questo modo si fa a favorire l’ossigenazione sotto cutanea.

    Il risultato di questa tecnica è un netto miglioramento dell’elasticità e del tono della pelle, dando così una certa uniformità alle cellule adipose. Evitando così quella famosa pelle a buccia d’arancia e persino i casi peggiori di formazione dei cuscinetti assolutamente anti-estetici. Ovviamente però, non si può pensare che con una sola seduta si possano risolvere tutti i problemi.

    In realtà la quantità di sedute sarà il professionista a cui ci si riferisce a suggerire il giusto numero. Tendenzialmente però si tende sempre a partire con un minimo di 10 sedute, di circa 50 minuti l’una da eseguirsi anche due volte alla settimana. Molte volte poi si tende a consigliare una serie di sedute che facciano da mantenimento, senza dimenticare poi che il tutto deve essere associato ad una vita regolare.

  • Ecco come deve essere un Centro Estetico

    Un Centro Estetico  è o almeno dovrebbe essere il luogo più accogliente dopo la casa. Più del parrucchiere dovrebbe essere il posto dove, ci si rifugia per trovare serenità e beneficio, in ogni sua forma. Quindi è bene tenere a mente che se entriamo in un centro e così non è, vuol dire che l’atmosfera o magari proprio la professionalità, non sono all’altezza delle nostre aspettative. A quel punto meglio uscire e trovarsi un’altra “seconda casa”.

    È importante fare degli esempi per comprendere a chi ispirarsi nella ricerca del Centro Estetico che fa al nostro caso. Chi desideriamo portare ad esempio oggi è senza dubbio l’estrema professionalità del Centro Estetico Indaco che si trova a Roma in Via Domenico Cucchiari 33-35-37-39.

    Aperti dal Martedì al Sabato dalle ore 10.00 alle ore 20.00, andando così incontro anche a coloro che lavorano in settimana. È possibile raggiungere il Centro, dalla Stazione di Tiburtina prendendo gli autobus 409 / 545 e scendendo dopo solo 4 fermate. Mentre se si arriva dall’autostrada A24 uscita Casal Bertone. Percorrendo Via di Portonaccio, arrivati a Largo Giovanni Pittaluga prima traversa a destra. Non dovrete neanche preoccuparvi del parcheggio, considerando che ha una convenzione con un garage a pochi metri dal negozio, con un costo di euro 1,50 l’ora.

    Tutte queste informazioni è facile reperirle sul sito ufficiale del Centro Estetico che è ben organizzato e quindi facilmente fruibile anche da parte di sul web non è molto pratico. Questi sono elementi che vanno considerati a favore, chi ha un sito web ben aggiornato, con tutte le info al posto giusto rispetto ad ogni singolo trattamento è da lodare considerevolmente, in quanto ciò è simbolo di trasparenza.

    Nello specifico il Centro Estetico Indaco, situato a Roma mette a disposizione dei suoi clienti i migliori Professionisti della bellezza. Si tratta di figure competenti in grado di trasferire tutta la loro conoscenza, ci mettono poi dinamismo ed entusiasmo per la ricerca di una giusta Bellezza come sinonimo di armonia.

    Si tratta di un istituto di estetica dove prima di tutto l’etica professionale ha e deve avere un grande valore, l’estetista è una figura di valore sociale in grado di operare con consapevolezza e competenza per dare risposte ad ogni tipo di inestetismo. Continui studi e aggiornamenti permettono al Centro Estetico Indaco di risultare un centro all’avanguardia come centro massaggi a Roma.

    Il massaggio va effettivamente considerato come una scienza, una vera e propria arte dove le mani si muovono, si può dire quasi a ritmo con il cuore e la mente la quale diventa stazione ricevente del movimento stesso delle mani. Questo perché tutti i massaggi vengono eseguiti con una certa sensibilità e delicatezza, nel rispetto del corpo.

    Inoltre è bene ricordare che a Roma presso il Centro di Estetica Indaco si possono trovare programmi personalizzati per il dimagrimento ed il modellamento della silhouette.

    Puoi dimagrire correttamente attraverso trattamenti con soluzioni mirate alle zone di accumulo adiposo senza perdere la tonicità e l’elasticità dei tessuti onde evitare l’instaurarsi di brutti inestetismi come cedimenti cutanei e cellulite.

  • L’esperimento Australiano dei Pacchetti Neutri sul tabacco è stato un disastro: L’Italia deve evitarlo.

     

    L’esperimento Australiano dei Pacchetti Neutri sul tabacco è stato un disastro: L’Italia deve evitarlo.

    Milano, IT – Il primo Dicembre 2012 l’Australia ha implementato per la prima volta nel mondo i pacchetti neutri sui prodotti tabacchiferi, limitando l’uso di colori, loghi e trademarks sui pacchetti.

    Anche se l’intento del programma australiano era benevolo, esso ha miseramente fallito nel produrre gli effetti desiderati.

    Nell’opinione di Luca Bertoletti, European Affairs Manager per il Consumer Choice Center (CCC), l’anniversario della legge Australiana dovrebbe far riflettere i governi europei dall’adottare simili programmi.

    “Ridurre l’uso del tabacco, specialmente tra la popolazione giovanile, è sicuramente un’intenzione giusta e nobile. Però dopo 5 anni di branding ban in Australia questa iniziativa non può che essere classificata come fallimentare. Infatti, dal 2012 la quantità di fumatori giornalieri è rimasta il 12%. E questo nonostante il governo Australiano abbia speso in 5 anni più di 12.69 Milioni di dollari australiani, come riportato dal Department of Health Australiano.

    “In aggiunta, il mercato illegale di tabacco e il contrabbando è salito del 30% dal 2012 ed è diventato una delle attività più remunerative del mercato nero dell’Isola Oceanica. Come risultato di tutto ciò, secondo uno studio della società KPMG, si sono persi più di 1,6 Miliardi di dollari Australiani in mancati proventi di tasse.”

    “Un precedente che permetta ai governi di bannare certi marchi e brand è sicuramente preoccupante e potrebbe presto coinvolgere anche altri settori che vendono e producono beni e prodotti non graditi ai governanti di turno. Quello che l’Australia ci ha insegnato è che i pacchetti standardizzati sui prodotti tabacchiferi non aiutano a diminuire la quantità di fumatori ma solo ad aumentare il mercato illegale di sigarette; se davvero si vuole combattere il tabacco, bisogna iniziare con un’ iniziative basate sull’educazione che parta dalle scuole e dalla conoscenza delle alternative” conclude Bertoletti

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    CCC European Affairs Manager Luca Bertoletti è disponibile per ulteriori domande su plain packaging, e libertà di scelta del consumatore contattando [email protected]

     


    Il CCC rappresenta consumatori in più di 100 nazioni attorno al mondo. Lavoriamo e controlliamo attivamente il trend regolatori o a Roma, Ottawa, Brussels, Ginevra, Washington e altre città  e informiamo attivamente i consumatori per combattere per più libertà di scelta. Scopri di più su  www.consumerchoicecenter.org.
  • Ginnastica dolce per anziani: perché è così importante?

    La ginnastica dolce per anziani è una particolare forma di attività fisica pensata per gli over 60, ma ottima anche per le donne in gravidanza. Fare attività fisica adeguata alla propria età e alla propria condizione è, infatti, importantissimo: la sedentarietà influisce non solo sul fisico, ma anche sulla mente! È dimostrato che il movimento a qualunque età consente di migliorare l’umore, ridurre lo stress e aumentare il benessere psicologico grazie alla socializzazione e al fluire delle endorfine.

    Per gli anziani, della terza o quarta età che siano, va da sé che l’attività fisica debba essere moderata ed adeguata alle proprie capacità, in molti casi meglio se seguita da un fisioterapista. Infatti, col tempo le ossa e la muscolatura diventano più delicate e fragili e c’è bisogno di specifiche accortezze per evitare che il soggetto si faccia seriamente male durante l’allenamento: per tale motivo, la ginnastica dolce è perfetta per gli anziani, perché consente di fare attività fisica anche da seduti o sdraiati, promuovendo il movimento di arti e muscoli precisi senza eccessivo stress. In taluni casi, può anche essere passiva, ma ugualmente efficace.

    La ginnastica dolce per anziani prevede, come tutte le attività fisiche, un percorso personalizzato in base alle esigenze del soggetto, con un programma di esercizi caratterizzati da movimenti lenti e graduali.

    È fondamentale che l’anziano sia seguito durante il proprio allenamento di ginnastica dolce da personale qualificato. Noi della casa di riposo Seconda Gioventù ci prendiamo cura dei nostri anziani seguendoli passo passo nelle attività quotidiane: scopri la nostra casa di riposo per anziani vicino Roma Nord!

  • sinistro stradale: MOTOCICLISTA CORRESPONSABILE SE SORPASSA LE AUTO INCOLONNATE

    SINISTRO STRADALE : MOTOCICLISTA CORRESPONSABILE SE SORPASSA LE AUTO INCOLONNATE

     

    http://studiolegalecimino.eu/motociclista-corresponsabile-sorpassa-le-auto-incolonnate/

     

    La pronuncia in commento – emessa dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza n. 26805 del 14/11/2017 – chiarisce una questione da sempre dibattuta nel settore del contenzioso dell’infortunistica stradale, oltre a rappresentare, nel non certo secondario ambito relativo alla figura del danno non patrimoniale, un’ulteriore e significativa tappa volta a riaffermarne l’unitarietà.

    Il caso concreto portato all’attenzione della Suprema Corte è incentrato sulla richiesta di accertamento della responsabilità nella causazione dei danni subiti da parte di un motociclista coinvolto in un sinistro stradale, il quale, sebbene non avesse oltrepassato la linea divisoria di mezzeria, aveva superato a sinistra le auto incolonnate nel traffico e veniva travolto da un’autovettura che nel medesimo senso di marcia azzardava un’improvvisa, quanto mai repentina, manovra di inversione.

    La Cassazione, dunque, con l’intento di porre un freno alla malsana e più che frequente abitudine posta in essere dai motociclisti di superare le auto incolonnate nel traffico dei centri urbani, è giunta a stabilire il concorso di colpa tra i due utenti della strada.

    Infatti, anche se si tratta di una norma desueta nelle nostre città, il codice della strada (artt. 143 e 148, comma 11) vieta il sorpasso di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi nella parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia.

    Per gli Ermellini, dunque, se da una parte è stata ritenuta indubbia e non contestata la violazione di regole della circolazione stradale da parte dell’automobilista che ha fatto un’inversione di marcia senza porre la dovuta attenzione; dall’altra, tuttavia, è stato riconosciuta altrettanto incontestabile la violazione del codice della strada da parte dello scooterista che transitava sul lato sinistro della corsia di pertinenza nel tentativo di superare le auto incolonnate.

    In buona sostanza, i conducenti, siano essi automobilisti o motociclisti, sono tenuti a procedere sul margine destro della strada anche quando la carreggiata è libera e nel caso di incidente stradale potrà essere applicato un concorso di colpa.

    Il senso della prima parte della pronuncia in esame è chiaro: poiché è proprio la velocità con cui sfrecciano i motorini che rende spesso difficile accorgersi della loro presenza e, quindi, evitarli, il conducente che non si sia accorto per tempo dello scooter, anche nell’ipotesi come quella del caso di specie di violazione delle norme del codice della strada, ha una responsabilità ridotta.

    La Suprema Corte, inoltre, è stata chiamata a pronunciarsi sulla censura mossa dal ricorrente che si doleva del fatto che, nell’operazione di liquidazione, il Giudice del gravame non aveva considerato il danno esistenziale patito dal motociclista.

    Nell’accogliere parzialmente la censura, la Suprema Corte ha avuto modo di riconfermare l’unitarietà del danno non patrimoniale, inteso come categoria onnicomprensiva e composta dalle sottocategorie del danno biologico, morale ed esistenziale e, con particolare riguardo a quest’ultima sottocategoria, ha stigmatizzato il tentativo di attribuirle un’autonomia propria.

    Ebbene, ripercorrendo il granitico orientamento formatosi sul punto nella giurisprudenza di legittimità, la Corte ha individuato nelle indicazioni dettate dalle note sentenze di S. Martino (SSUU 26972/2008) il perno su cui fondare la propria decisione – la natura unitaria del danno non patrimoniale – che deve essere intesa come unitarietà rispetto alla lesione di qualsiasi interesse costituzionalmente rilevante non suscettibile di valutazione economica. Laddove per natura unitaria deve intendersi che non v’è alcuna diversità nell’accertamento e nella liquidazione del danno causato dal vulnus di un diritto costituzionalmente protetto diverso da quello alla salute, sia esso rappresentato dalla lesione della reputazione, della libertà religiosa o sessuale, della riservatezza, piuttosto che di quella al rapporto parentale.

    Ciò detto si specifica ulteriormente che l’unitarietà della figura importa la sua onnicomprensività; il che significa che, nella liquidazione di qualsiasi pregiudizio non patrimoniale, il giudice di merito deve tener conto di tutte le conseguenze che sono derivate dall’evento danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie, attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, e di non oltrepassare una soglia minima di apprezzabilità, onde evitare risarcimenti c.d. bagattellari (e così anche: Cass. n. 4379/2016).

    Quello che qui emerge chiaramente – e che la Suprema Corte ancora una volta si affretta a precisare – è che non va attribuita alcun tipo di autonomia alle singole voci del danno non patrimoniale (esistenziale, morale o biologica), dovendo queste essere considerate come componenti meramente descrittive di un’unica categoria, quella del danno non patrimoniale, appunto. Sarà poi il giudice, all’atto della liquidazione, a considerare ogni tipo di pregiudizio subito dalla vittima, c.d. personalizzazione del danno, andando a considerare anche gli aspetti dinamico-relazionali che si sono modificati in conseguenza del fatto illecito.

    La Corte affronta, quindi, la questione relativa alle lesioni micro-permanenti, in presenza delle quali non deve escludersi che possano esserci conseguenze rilevanti sulla vita relazionale della vittima, poiché “resta ferma la distinzione concettuale tra sofferenza interiore e incidenza sugli aspetti relazionali della vita del soggetto”.

    Ogni vulnus arrecato ad un interesse tutelato dalla carta costituzionale – precisa la Corte – si caratterizza per la sua doppia dimensione del danno relazionale/proiezione esterna dell’essere e del danno morale/interiorizzazione intimistica della sofferenza.

    Il riferimento è all’art. 138 Cod. ass. (D.lgs. 206/2005), modificato dall’art. 1, co. 17, L. 04.08.2017, n. 124, dedicato al danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità. Per queste ultime è ammessa una personalizzazione del danno che sfugge da liquidazioni standard, cioè fissate dal legislatore, al fine evidente di contenere i costi sociali derivanti anche dai premi assicurativi, dato che la materia della circolazione stradale (il caso di specie della sentenza in commento) vede la copertura assicurativa non già facoltativa ma obbligatoria.

    Tuttavia, si deve tenere fermo il principio secondo il quale, sia per le lesioni di lieve entità che per quelle gravi, il danno non patrimoniale deve comprendere anche gli aspetti esistenziali della vittima.

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  • Imparare a litigare … la mediazione dei conflitti a scuola

    In questo articolo la psicologa Tiziana Giancola espone  alcune riflessioni sulla conflittualità tra ragazzi a scuola.

    Le giovani generazioni sono chiamate sempre più a riconoscere  le differenze individuali e a rispettarsi reciprocamente comprendendo le ragioni dell’altro. La capacità di entrare in relazione con l’altro e la competenza a gestire in modo alternativo i conflitti sono infatti obiettivi educativi rilevanti nella società di oggi. La scuola ha dunque la responsabilità educativa di formare persone capaci di stare bene con gli altri e, più di ogni altra organizzazione sociale, è chiamata ad intervenire nella gestione dei conflitti che, a più livelli, in essa si verificano.

    Uno degli obiettivi della scuola riguarda l’educazione delle abilità comunicative e relazionali che possono favorire il benessere e permettono di prevenire rischi di disagio psicosociale.

    Perseguendo queste finalità la scuola dovrebbe permettere agli alunni di sperimentare occasioni di crescita personale, di soddisfazione emotiva attraverso l’acquisizione e lo sviluppo di comportamenti prosociali, di  atteggiamenti empatici come la capacità di comprendere  l’altro e lo sviluppo di atteggiamenti cooperativi come disponibilità a fare insieme.

    Il benessere degli alunni è fortemente legato alle dinamiche relazionali vissute in classe e nel contesto scolastico. Accade spesso che la scuola diventi teatro di forti conflittualità tra ragazzi e che si trovi impreparata nell’affrontare queste situazioni se non attraverso provvedimenti disciplinari che non permettono una vera crescita ma non fanno altro che acuire i sentimenti di rabbai vissuti dagli alunni protagonisti di questi episodi.

    La scuola può riconoscere nei programmi di mediazione scolastica una possibile risorsa per affrontare le conflittualità che si sviluppano al suo interno tra i vari attori sociali: alunni, insegnanti, personale non docente e genitori.

    Ardone e Baldry (2003) definiscono la mediazione come un “atteggiamento”, una propensione, un modo di vivere la scuola e i conflitti che in essa scaturiscono, non come una risoluzione definitiva. Il mediatore, infatti, rappresenta il facilitatore di un processo di cambiamento,  diventa risorsa e patrimonio per tutti i protagonisti della scuola; il suo ruolo è favorire la comunicazione tra le parti, ha il compito di creare le premesse affinché ci sia la disponibilità ad ascoltare il punto di vista dell’altro e accompagna le parti in conflitto verso una soluzione che le veda entrambi soddisfatte.

    Le metodologie della mediazione scolastica permettono di trasformare episodi conflittuali in occasioni di scambio e di conoscenza tra i ragazzi nelle situazioni scolastiche concrete attraverso l’apprendimento e l’applicazione di metodi alternativi di gestione delle controversie.

    L’acquisizione delle competenze sociali permette alle persone di relazionarsi in modo significativo con gli altri. Le competenze sociali principalmente chiamate in causa nel processo di mediazione sono l’atteggiamento cooperativo inteso come disponibilità a tenere conto dei propri ed altrui obiettivi, l’empatia come capacità di comprendere profondamente le emozioni dell’altro e la capacità di mettersi nei panni degli altri.

    Se fino al secolo scorso la Scuola veniva considerata esclusivamente l’istituzione deputata a diffondere l’alfabetizzazione alla cultura, oggi le dinamiche che stanno contribuendo a ridefinirne il profilo, non fanno altro che confermarle responsabilità educative e sociali decisamente più impegnative. Diventa fondamentale promuovere al suo interno comportamenti responsabili di cittadinanza attiva che si rivelino in grado di diffondere la cultura dell’incontro, del rispetto, dell’accettazione e della solidarietà.

    E’ bene dire subito che applicata all’ambito scolastico, la mediazione non va affatto confusa, né intesa da parte dei docenti come una nuova norma disciplinare, deve essere considerata e valorizzata  come un processo flessibile in grado di rigenerare nelle relazioni interpersonali spazi di ascolto e di comunicazione. Nei processi di  mediazione l’ascolto assume il significato di una vera e propria azione emotiva ed intellettuale; si parla, infatti, di ascolto attivo ovvero di  un metodo vero e proprio al quale nelle dinamiche di mediazione le parti antagoniste vengono educate.

    Un’altra componente fondamentale della mediazione, che nasce dall’acquisizione della consapevolezza di poter accettare l’altro, è l’accoglienza. Nella mediazione l’accoglienza avviene attraverso lo sviluppo di alcune dinamiche legate innanzitutto alla disponibilità a mettersi nei panni dell’altro, alla capacità di sospendere i giudizi nei suoi confronti e alla volontà di instaurare un rapporto consapevole e, nel tempo, più sereno.

    Si tratta di due passaggi fondamentali per recuperare una buona comunicazione che, soprattutto nella scuola, non assume solo il valore della prevenzione per il disagio ma diventa anche una premessa indispensabile per raggiungere risultati positivi sia per l’insegnamento che per l’apprendimento.

    Esiste quindi lo spazio per iniziare a consolidare sfide educative nuove, fondate sul recupero delle capacità di dialogo, di scambio, di consapevolezza e, soprattutto, di competenza comunicativa. Quella che sempre più emerge é infatti l’esigenza di un recupero del linguaggio emozionale nei rapporti relazionali; riuscire a riconoscere preventivamente i bisogni, gli interessi e i valori dell’altro può arrivare ad  evitare l’emersione stessa del conflitto. Bisogna allora educare ed educarsi, all’interno delle comunità scolastiche, per aiutare i bambini e i ragazzi a ritrovare quelle potenzialità umane necessarie a ricondurre ogni relazione su basi di chiarezza comunicativa.

  • La mancanza di informazione, per le terapie sulla cannabis il peggior nemico

    In Italia l’utilizzo di cannabis a uso medico e per le terapie è legale dal 2013, ad oggi 11 regioni la hanno presa in carico del servizio sanitario, tra di esse l’Emilia Romagna; tutto ciò mentre dal 2017 è stata autorizzata la produzione di stato della cannabis ad uso medico tramite l’istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze. (altro…)

  • Oro blu dal nostro rubinetto: un tesoro riscoperto?

    Tutti i dati recenti indicano che gli italiani sono un popolo sempre più attento a ciò che mangia: il settore del biologico negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria escalation, tuttavia spesso ci si dimentica che anche una corretta idratazione e un adeguato beveraggio fanno parte di una dieta equilibrata. (altro…)

  • Online il nuovo e-commerce di Sanitair

    La nuova piattaforma e-commerce per comprare su Internet ausili ortopedici e sanitari in modo più facile e veloce

    Poltrone relax, carrozzine, scooter per disabili, montascale: gli ausili ortopedici e sanitari sono strumenti che utilizziamo quotidianamente per il nostro benessere, indipendentemente dalla fascia d’età. E proprio perché questi prodotti in molti casi diventano indispensabili per la vita di tutti i giorni, Sanitair, punto vendita aperto al pubblico e specializzato nella vendita di ausili ortopedici e sanitari, ha scelto di venire incontro ancora di più alle esigenze dei propri clienti, migliorando la propria piattaforma di e-commerce.

    Un cambiamento che offre numerosi vantaggi: in primo luogo, il nuovo e-commerce è stato realizzato con un design responsive, garantendo così una visualizzazione ottimale da qualsiasi dispositivo mobile. In questo modo diventa possibile effettuare gli acquisti anche dal proprio smartphone.

    La piattaforma, inoltre, è strutturata in modo semplice e intuitivo e pensata anche per i meno esperti di tecnologia: pochi click e si arriva direttamente sulla pagina che ci interessa. Caratteristica, questa, fondamentale per il successo di una piattaforma di e-commerce: se la navigazione risulta difficoltosa, infatti, l’utente tende ad abbandonare il sito e a cercarne un altro concorrente.

    Il nuovo e-commerce di Sanitair è anche chiaro e dettagliato, sia rispetto alle informazioni riguardanti l’azienda stessa e le attività che svolge, sia circa i prodotti che si possono acquistare online. L’obiettivo è garantire all’utente un’esperienza di navigazione di qualità, permettendogli di completare l’acquisto in pochi e semplici passaggi ma allo stesso tempo offrendogli tutte le informazioni di cui ha bisogno.

    Da non dimenticare, infine, un aspetto molto importante: la sicurezza dei pagamenti. La nuova piattaforma e-commerce di Sanitair, infatti, permette di effettuare ogni acquisto in modo facile e sicuro, con un sistema di pagamento che garantisce la massima privacy. Per offrire il meglio, anche online.

    Visita il nuovo e-commerce di Sanitair a questo indirizzo: https://www.sanitair.it/

  • #STUDIO LEGALE # AVVOCATO # RESPONSABILITA’ MEDICA

    Responsabilità medica – Diagnosi errata – Male inguaribile

    Il sanitario è responsabile per il tempo che la vittima avrebbe potuto ancora vivere.

    http://studiolegalecimino.eu/responsabilita-medica-diagnosi-errata/

    Con la recentissima sentenza, pronunciata dalla IV^ Sezione Penale, la Suprema Corte è tornata sull’annosa e spinosa questione della omessa diagnosi della patologia oncologica da parte del sanitario, nonché sull’importanza della sua tempestività al fine di escluderne la responsabilità.

    Il caso di specie – definito con la sentenza n. 50975 dello scorso 08 novembre – ha visto coinvolta una paziente, ricorsa alla prestazione professionale dello specialista per la cura di quella che solo in apparenza si era profilata come “ernia iatale” e, nonostante gli esami clinici cui veniva sottoposta, perdeva la vita nel giro di pochi mesi.

    In particolare, a fronte del quadro sintomatico lamentato, la diagnosi elaborata dallo specialista si rivelava completamente errata, poiché non venivano opportunamente disposti idonei accertamenti cito-istologici, che, qualora eseguiti tempestivamente, avrebbero rilevato con sensibile anticipo la natura della patologia da cui la paziente era affetta (poi scoperta a seguito di accertamenti clinici a cui la stessa si era sottoposta di sua autonoma iniziativa), consentendole di ricorrere a protocolli terapeutici, come la resezione del pancreas, in grado di procurare la guarigione o di incrementare consistentemente le sue speranze di vita.

    Lo specialista, quindi, è finito sotto processo per omicidio colposo per aver scambiato un tumore al pancreas per un’ernia iatale.

    La Corte di Appello di Bari, aveva confermato la sentenza del Giudice di primo grado, il quale aveva assolto l’imputato, perché il fatto non sussiste, dall’imputazione del reato penale di cui all’articolo 589 c.p. “poiché per colpa consistita in negligenza e violazione delle leges artis, cagionava la morte della sua paziente, la quale aveva richiesto la sua prestazione professionale per la cura di una patologia che si manifestava tramite astenia, forti dolori addominali e calo ponderale, e che poi si sarebbe rivelata per adenocarcinoma mucocosecernente ad origine pancreatica”.

    Avverso tale provvedimento proponevano ricorso per Cassazione sia il Procuratore Generale della Repubblica di Bari, che le parti civili.

    La Cassazione, con la sentenza in parola, pur ritenendo pienamente fondati i motivi di ricorso, ha annullato, con rinvio ai soli effetti civili, vista la sopravvenuta prescrizione del reato, la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di appello di Bari.

    LA POSIZIONE DELLA CASSAZIONE SUL PUNTO.

    Tuttavia, anche ai soli limitati effetti civilistici, la Cassazione ha affrontato il tema, ribadendo il principio di diritto secondo cui: “in tema di colpa professionale medica, l’errore diagnostico si configura non solo quando, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non si riesca ad inquadrare il caso clinico in una patologia nota alla scienza o si addivenga ad un inquadramento erroneo, ma anche quando si ometta di eseguire o disporre controlli ed accertamenti doverosi ai fini di una corretta formulazione della diagnosi” (cfr. ex plurimis Sez. 4, Sentenza n. 46412 del 28/10/2008, Calo’, Rv. 242250; Sez. 4, n. 21243 del 18/12/2014 dep. il 2015, Pulcini, Rv. 263492).

    La Corte, inoltre, rilevando che il thema decidendum della questione sottoposta alla sua attenzione è riassumibile nei seguenti termini: “ha un’influenza causale rispetto all’evento una ritardata diagnosi di tumore pur in presenza di quella che è comunemente e scientificamente ritenuta una delle patologie oncologiche più aggressive e ad evento nefasto quel è il carcinoma al pancreas”, ha evidenziato la contraddittorietà e lacunosità della motivazione della sentenza di merito.

    La pronuncia in parola sembrerebbe, dunque, voler porre un punto fermo – assurgendo quasi a monito – sulla necessità di ancorare l’ambito della responsabilità penale medica a parametri il più possibile delineati, al fine di evitare stati si assoluta incertezza circa le conseguenze dei comportamenti attuati dai sanitari, richiamando, a tal uopo, il diffuso orientamento giurisprudenziale in relazione all’intempestiva diagnosi tumorale che trova il suo fondamento nelle note sentenze n. 36603/2011 e n. 3380/2005 e sottolineando che, nel caso di specie, se lo specialista avesse tempestivamente messo in atto tutti i protocolli diagnostici necessari e doverosi in presenza anche del solo sospetto di un tumore pancreatico, “trattandosi di una massa tumorale di dimensioni inferiori ai 2 cm. e senza metastasi in alcuno degli organi controllati, sarebbe stato possibile effettuare la c.d. stadiazione del tumore e procedere alla resezione chirurgica del pancreas o di parte di esso, con indubbi benefici per la paziente, derivandone, quanto meno, un rallentamento del decorso aggressivo della patologia con possibilità di sopravvivenza fino a cinque anni.”

    Non va dimenticato, infatti, che in tutti i casi di morte dovuta ad errore diagnostico, va valutato “se vi sia stata una colpevole omissione nel disporre gli opportuni accertamenti diagnostici”. In particolare, nell’ambito delle malattie oncologiche la diagnosi precoce è fattore di assoluto rilievo ed assurge ad una funzione estremamente essenziale, proprio perché serve ad approntare quelle terapie che in numerosi casi si rivelano salvifiche oppure, in casi come quelli del tumore al pancreas, idonee ad allungare, anche se di pochi mesi soltanto, la prospettiva di vita del paziente o, quanto meno, a rendere significativamente meno doloroso il decorso stesso della malattia.

    La sentenza in commento rappresenta, inoltre, un ulteriore punto di riflessione ed un prezioso strumento attraverso cui poter ancora una volta affermare che l’errore diagnostico, dovuto alla intempestiva diagnosi (con particolare attenzione alle vicende tumorali), non può escludersi per il semplice fatto che il sanitario si sia basato su precedenti “referti e pareri… di altri sanitari” (ancorché rivelatisi non risolutivi), in tal modo ritenendosi esentato dal dovere di approfondimento delle indagini diagnostiche e, nei casi più gravi, di malattie inguaribili destinate (prima o poi) ad un esito infausto.

    L’essere affetti da una malattia incurabile non è sufficiente, dunque, a scriminare la condotta del medico che ritardi di molti mesi la corretta diagnosi, poiché anche il prolungamento della vita, di settimane o anni, è un elemento che va preso in considerazione ai fini della valutazione della responsabilità sia civile che penale del sanitario.

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  • 30 anni di LILA – al via la campagna sms al 45517

    È un compleanno importante quello della LILA: la Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids compie trent’anni, tre decenni passati grazie ai propri volontari e attivisti, a combattere ogni giorno l’HIV e lo stigma sociale ma anche per l’accoglienza, i diritti, la solidarietà e la dignità di tutti e tutte, senza distinzione di status, nazionalità, orientamento sessuale.

    Per contrastare l’infezione c’è però ancora molto da fare. Si stima che – nel 2017 – in Italia almeno una persona con HIV su quattro non sia consapevole del proprio stato, una condizione che mette a repentaglio la salute del singolo ritardando l’accesso alle terapie antiretrovirali (ART) e che aumenta il rischio di trasmettere,anche inconsapevolmente, l’infezione ad altre persone. Un tempestivo accesso alle cure permette invece alle persone con HIV di raggiungere uno stato di benessere simile a quello della popolazione generale e, soprattutto, di poter abbassare la viremia sotto i livelli di rilevabilità, una condizione che rende le persone HIV positive non più infettive.

    Per questo la LILA promuove la campagna “Spingiamo sull’acceleratore per fermare l’Aids” e chiede a tutti un piccolo contributo per sostenerla con una raccolta fondi attiva dal 19 novembre al 2 dicembre, tramite telefonate ed SMS solidali al numero 45517. Obiettivi, come racconta anche il video che supporta questa campagna – realizzato con il contributo volontario della casa di produzione “Nichetti Film” e di Roberto Bernocchi per la direzione creativa, disponibile sul sito di LILA dal 19 novembre – sono il rafforzamento dei nostri servizi per la prevenzione, la diffusione di informazioni su tutti gli strumenti utili a sbarrare il passo alle nuove infezioni e la promozione dei nostri servizi, anonimi e gratuiti, per l’accesso al test rapido. Solo nel 2017 le nostre sedi locali hanno reso disponibili oltre duemila test rapidi per Hiv e HCV (epatite C) grazie al supporto di counselor e medici volontari. Il progetto della LILA prevede inoltre, una campagna social che – cogliendo anche l’occasione del primo dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS – cercherà attraverso degli ambassador provenienti dal mondo della televisione, della musica e dello sport di dare voce a molti dei temi che ancora creano disinformazione intorno all’HIV: lo hashtag #incredibilemavero identificherà così alcuni dei miti da sfatare su HIV e AIDS mentre il link www.bit.ly/30LILA fornirà le risposte ad alcuni dei quesiti più comuni riguardanti la prevenzione Sul sito della LILA sarà inoltre possibile accedere a tutte le informazioni riguardanti il test, i servizi e le attività di LILA.

    A PROPOSITO DI LILA
    LILA Onlus – La Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids – è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 1987 che agisce sull’intero territorio nazionale attraverso le sue sedi locali.
    È costituita da una federazione di associazioni e gruppi di volontariato composti da persone con HIV e non, volontari e professionisti.
    È organizzata attraverso una sede nazionale, con aree di servizio finalizzate alla prevenzione, alle terapie, alla riduzione del danno, alla prostituzione, al carcere, alla difesa dei diritti.
    La sede nazionale opera per uno sviluppo delle politiche sociosanitarie e per la crescita delle sedi locali che agiscono a livello regionale, provinciale e cittadino.
    LILA Onlus collabora con altre associazioni non governative italiane ed europee, e con le principali istituzioni nazionali e internazionali.

    COSTI SMS:
    Da rete mobile: 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, Tim, Vodafone, Tiscali, Poste mobile, CoopVoce.
    Da Rete Fissa: 2 euro e 5 euro (TIM, Wind Tre, Fastweb, Tiscali) e 5 euro (Vodafone, TWT e Convergenze e Poste mobile) per ciascuna chiamata al 45517

    https://www.facebook.com/LILA.Onlus  

    https://twitter.com/Lila_Italia http://www.lila.it 

    www.faromusic.it

    [email protected]

  • il Parkinson non ferma la vita: in Ats Bergamo una mostra

    In attesa che la ricerca scientifica scopra il farmaco che possa prevenire e guarire la Malattia di Parkinson, oggi rimangono fondamentali: la strada farmacologica, in alcuni casi l’intervento chirurgico e l’attività riabilitativa motoria.

    L’esperienza ha inoltre dimostrato come le terapie espressive, fisiche e psicologiche (musica, teatro, canto, disegno ecc..) e la conseguente apertura verso gli altri, siano importanti per rendere la vita del malato di Parkinson e dei suoi famigliari più accettabile.

    In questa logica l’Associazione Italiana Parkinsoniani – sez. di Bergamo quest’anno ha realizzato, in via sperimentale un corso di acquerello dedicato a persone con la malattia di Parkinson, familiari e amici, con lo scopo di creare relazione, accettare e affrontare la malattia.

    Il risultato di questa esperienza si è concretizzato nella mostra “Il Parkinson non ferma la vita” che verrà inaugurata martedì 21 novembre alle ore 11 in Ats Bergamo, via Gallicciolli 4, e che fino al 15 dicembre, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 08 alle 18.30 e il venerdì dalle 08 alle 17.00.

  • EVENTO DIFESA PERSONALE GRATUITO 22 novembre Ristopiù-RistoDonna a favore della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

    EVENTO DIFESA PERSONALE il 22 novembre i due appuntamenti firmati Ristopiù-RistoDonna L’autodifesa come primo passo per dire “no” ai maltrattamenti.

    L’evento organizzato dall’azienda di Varedo in occasione del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/iscrizione-smile-event.aspx

    Varedo – Il 25 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Anche nel nostro Paese sono previste diverse iniziative per sensibilizzare sul tema e per dire “basta” a una visione delle relazioni uomo-donna in cui lui domina e usa la forza e lei subisce arrivando anche a essere maltrattata fisicamente e psichicamente.

    Anche Ristopiù Lombardia, con il suo brand RistoDonna, intende mettere un punto fermo e fornire un supporto fattivo a tutte le ragazze e donne che sentono di averne bisogno o di voler investire nella propria sicurezza: per un’intera giornata, infatti, mercoledì 22 novembre, la Sala

    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/_newsletter/feste/difesa/index-double.aspxGrande dell’azienda (che si occupa di distribuzione di prodotti Food & Beverage per bar e ristoranti), si trasformerà in una palestra.

    Verranno posizionati tantissimi tatami e su questi le donne potranno imparare a difendersi da un eventuale minaccia fisica, grazie al Corso di Difesa Personale.

    L’idea è molto semplice e altrettanto efficace:

    fornire rudimenti e consigli per non trovarsi mai in posizione di sudditanza fisica;

    per riuscire a liberarsi da una presa;

    per bloccare l’avversario;

    per difendersi anche quando ci si trova a terra.

    A tenere le lezioni sarà l’istruttore Yuri, di Milano Difesa Personale (Yuri è istruttore riconosciuto di difesa personale, arti marziali russe, ju jitsu, sambo).

    Per dare modo al più alto numero di persone di partecipare, il corso è stato duplicato: la lezione si terrà o la mattina, dalle 9 alle 11,30 (apertura con welcome coffee, chiusura con brunch), oppure il pomeriggio, dalle 15 alle 17,30 (apertura con welcome coffee, chiusura con happy hour).

    “Ancora tantissima – spiega il Presidente Giuseppe Arditi – è la strada da fare, quando si parla di protezione delle donne dai maltrattamenti. Secondo l’Istat e i dati pubblicati a inizio anno, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Molto pericoloso anche il fenomeno dello stalking, se si pensa che il 16,1% delle donne lo ha subito nel corso della propria vita. I recenti scandali legati al mondo del cinema hollywoodiano non hanno fatto che scoperchiare un vaso di Pandora di soprusi – malcelati e raccontati a bassa voce – che vedono vessate sempre le persone più deboli. Come Ristopiù Lombardia abbiamo deciso di tenere un atteggiamento ‘vivo’, ossia di darci da fare in prima persona per fornire un aiuto concreto. Confidiamo che questa piccola goccia nel vaso delle tante iniziative possa magari rappresentare la salvezza, o la fine di un tunnel, per qualche ragazza, o mamma, o giovane sposa, che vive una situazione di vessazione e non sa come uscirne”.

     

    Per conoscere nel dettaglio l’attività di Milano Difesa Personale, www.milanodifesapersonale.com I posti sono ad esaurimento. Per prenotarsi è necessario compilare il modulo qui accanto oppure scrivere a: [email protected] oppure chiamare il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

  • Menopausa precoce le cure esistono?

    Ogni donna nel corso della sua vita è costretta a fare i conti con la menopausa, un periodo di transizione che cambia il proprio corpo poiché segna la fine del periodo fertile. Come sappiamo questo periodo di transizione si verifica tra i 45 ed i 55 anni, ma non è sempre così.
    Esistono casi in cui questa regola non scritta non viene rispettata e alcune donne possono entrare in menopausa quando compiono 40 anni. In questo caso parliamo della menopausa precoce o premenopausa.
    Questa potrebbe sembrare una situazione difficile da gestire poiché il cambiamento che comporta arriva proprio quando siamo ancora progettando la nostra vita lavorativa e affettiva. La premenopausa è dovuta a diversi fattori tra i quali predisposizione familiare, interventi chirurgici, chemio e radioterapia.
    Qualunque sia il motivo non bisogna perdersi d’animo, poiché per la menopausa precoce le cure esistono e ci permettono di viverla al meglio.

    Menopausa precoce e lavoro

    Avere la consapevolezza di essere entrate in menopausa prima del previsto è importante per tutte le donne, poiché come abbiamo detto prima, la premenopausa arriva quando si sta ancora progettando la propria vita sia sentimentale che lavorativa. Ed è proprio su quest’ultima che vorrei soffermarmi per fare un po’ di chiarezza. Le normative vigenti hanno portato un innalzamento dell’età pensionabile e questo fa sì che le donne potrebbero trascorrere circa 20 – 25 anni della propria vita professionale in menopausa. Di conseguenza è importante capire quanto questo evento influisca e sia in grado di ripercuotersi sul rendimento lavorativo. Ciò che influisce sul rendimento professionale di una donna sono i sintomi la che colpiscono durante il periodo della menopausa. Tra questi ricordiamo:

    Stanchezza, insonnia, perdita di concentrazione e perdita di memoria che hanno conseguenze sul livello di energia necessario per affrontare la giornata lavorative. Inoltre bisogna tenere conto di altri problemi, come quelli legati all’osteopenia o all’osteoporosi, che con l’arrivo della menopausa potrebbero peggiorare e che potrebbero comportare non poche complicazioni a tutte le donne. Infatti l’accentuarsi di queste due malattie potrebbero favorire l’aumento di malattie muscolo scheletriche.

    Menopausa precoce le cure

    Tali sintomi potrebbero comportare un deterioramento della vita lavorativa delle donne, questo non vuol dire che bisogna rinunciare la post di lavoro o rassegnarsi al peggio perché possiamo seguire delle linee guida per migliorare la qualità della vita durante gli anni del lavoro in menopausa.
    Si può seguire un trattamento farmacologico come la TOS, terapia ormonale sostitutiva, ma si possono anche seguire dei rimedi naturali adottando uno stile di vita sano ed equilibrato:

    • Seguire una dita che preveda un basso contenuto di grassi e di cibi che contengono alimenti acidificanti come il caffè o la carne rossa.
    • Possiamo assumere degli integratori alimentari che contengono vitamina D e calcio, in questo modo si può prevenire il rischio di osteoporosi. Integratori che contengono magnesio per limitare la stanchezza.
    • Si può ricorrere a rimedi naturali a base di fitoestrogeni e fitoprogestinici che aiutano a ristabilire l’equilibrio ormonale.
    • Iniziare regolarmente un’attività fisica come il nuoto o lunghe passeggiate anche in bicicletta.
    • Evitiamo alcol e fumo.
    • Iniziare discipline come l’agopuntura o corsi di yoga e pilates in modo d ristabilire il benessere psicofisico.
  • Le Nuove tecnologie in chirurgia maxillo-facciale: il lipofilling

    Il lipofilling facciale è un trattamento di chirurgia rigenerativa eseguito dal chirurgo maxillo-facciale per soddisfare le esigenze di rimodellamento dei volumi del viso a seguito deficit dei tessuti molli , dovuti a deformita’ congenite o post-traumatiche o post-oncologiche.

    Si tratta di un intervento che si esegue mediante il prelevamento di accumuli di grasso localizzati in determinate parti del corpo del paziente, come fianchi, glutei, pancia, cosce, che viene ricollocato nelle zone del viso interessate cosi’ da colmare i deficit facciali e aumnetare il volume facciale.

    L’operazione viene praticata solitamente in anestesia locale, ma esistono casi in cui il chirurgo consente l’anestesia generale e il paziente viene ricoverato una notte in clinica.

    È un tipo di intervento molto comune tra gli altri trattamenti di chirurgia ricostruttiva facciale e, grazie allo sviluppo di nuove tecniche mini invasive, chi si sottopone al lipofilling facciale in genere guarisce completamente in una decina di giorni, tempo in cui si possono considerare invisibili i postumi dell’intervento.

    Il grasso prelevato e’ moto ricco di cellule staminali ed essendo materiale autologo, cioè prelevato dallo stesso organismo, risulta molto difficile che si verifichino reazioni allergiche o di rigetto.

    Inoltre, grazie alla straordinaria ricchezza di cellule staminali del tessuto adiposo, è un intervento che consente di correggere gli inestetismi e di ritardare il processo di invecchiamento della pelle in modo naturale, senza alterare la normale fisionomia del volto.

    Il lipofilling facciale serve a ridisegnare il profilo del viso andando a ridefinire labbra, solchi naso-genieni, zigomi, mento, oppure intervenendo su atrofie localizzate, laddove l’aspetto generale abbia perso naturalezza e vigore a causa della comparsa di inestetismi quali rughe profonde o diffuse, che determinano un invecchiamento precoce della pelle, incavatura della palpebra e dell’arco sopracciliare, che appesantiscono lo sguardo, guance e altre zone cadenti, dovute ad una generale perdita di tono muscolare, al cedimento dei tessuti adiposi e alla perdita di elasticità della pelle.

    Il lipofilling è consigliato dopo i 40 anni, ma è un intervento di chirurgia maxillo facciale a cui possono sottoporsi soggetti a partire dalla maggiore età perché corregge, mediante tecniche mini invasive, difetti causati da traumi, malformazioni dalla nascita oppure esiti di tumori facciali.

  • Massaggio endodermico, tutto quello che c’è da sapere

    Di cosa si tratta quando si parla di uno Starvac o Massaggio Endodermico ? È un vero e proprio massaggio realizzato con un macchinario che agisce in maniera efficace sugli inestetismi della pelle, come la classica cellulite, ma anche sui pannicoli adiposi e sulla pelle eccessivamente rilassata.

    Con un risultato immediatamente evidente sulle forme del corpo che permettono di indossare nuovamente una gonna più aderente e corta, avendo un risultato anche in ambito psicologico, rendendo i gesti più sicuri e la personalità più determinata. Il sistema prevede infatti, Palpazione + Rullaggio + Aspirazione, questa è l’esclusiva tecnica combinata con cui, Starvac modella il corpo combattendo a fondo la cellulite.

    La pelle viene sollevata in pliche a viene massaggia profondamente, spingendo il sangue ad affluire nelle zone dove si annidano gli inestetismi e favorendo quindi l’eliminazione. Questa tecnica viene effettuata solo ed unicamente con uno speciale applicatore a rulli brevettato.

    Successivamente, subentra la tecnica del vuoto pulsato Starvac è infatti dotato di speciali coppe aspiranti a singolo e doppio anello che vengono applicate sulla pelle per ottenere un massaggio vacum localizzato. Il risultato che ne deriva è che i punti trattati subiscono una profonda attivazione rivitalizzante presentando grandi miglioramenti, percepibili già a seguito della prima seduta.

    Non a caso infatti è giusto specificare che questo tipo di Massaggio Endodermico Starvac, ha effetti molto attivi anche sul viso, è un ottimo effetto anti-age contro rughe, borse sotto gli occhi e gonfiori. Inoltre poi i punti trattati del viso migliorano, donando maggior lucentezza e vigore al volto, con effetto rassodante e liftante.

    Va compreso che questo tipo di trattamento è consigliato sia per le donne che per gli uomini, in quanto non ha un azione solo estetica, ma anche curativa e terapeutica. Di fatto, inestetismi come la buccia d’arancia e l’invecchiamento cutaneo, non fanno differenze di sesso. Quindi è un trattamento consigliato per tutti coloro che necessitano di riattivare la circolazione venosa e arteriosa.

    Accade quindi che il miglioramento dell’ossigenazione a livello cellulare facilita il metabolismo della cute e quindi del tessuto adiposo sottocutaneo. Qualcuno infatti considera questo trattamento come finalità sia mediche che estetiche, in quanto la circolazione sanguigna e linfatica, vanno nettamente a migliorare, riducendo gonfiori e pesantezza dovuti al ristagno dei liquidi.

    In ultimo ma non per importanza va sottolineato che si tratta di un trattamento indolore, anche per il sottovuoto. Si potranno ottenere ottimi risultati nell’eliminare la cellulite da fianchi, dalla pancia, dalle cosce e dai glutei. In ambito estetico è utilizzata tranquillamente senza l’ausilio di farmaci medici, ecco perché non ha con se delle controindicazioni.

    I centri specializzati, realizzano questo trattamento attraverso dei dispositivi specifici. Si tratta di macchinari che prendono spesso, nomi diversi, in base all’azienda che li produce. Ma sostanzialmente è sempre formato da almeno un paio di parti, un generatore centrale che comprende un display dal quale poter impostare l’intensità del trattamento. È questo elemento a fare in modo che le ventose creino sulla pelle la duplice azione, prima di pressione e poi di aspirazione.

  • Menopausa a 40 anni: può essere familiare?

    La menopausa a 40 anni è una sentenza che può suonare strana, perché generalmente la fine del ciclo mestruale avviene fra i 45 e i 55 anni. Quando avviene tra i 40 e i 45 anni si parla di menopausa anticipata, mentre si tratta di menopausa precoce quando avviene addirittura prima dei 40 anni.

    Questo tipo di alterazione può essere anche diffuso a livello familiare, ponendo il caso che una vostra sorella sia entrata in menopausa a 39 anni, ci sono significative possibilità che quello che è solo un richio si tramuti in realtà. Quello che si può fare è iniziare ad adottare sane abitudini nella vita di tutti i giorni, un esempio su tutti può essere lo smettere di fumare se si è fumatrici. Il motivo è semplice: il fumo può contribuire ad anticipare la menopausa di due anni.

    Quali possono essere i segnali inequivocabili che indicano una menopausa precoce? Intanto bisogna specificare che una donna si dice in menopausa quando non ha più mestruazioni da almeno dodici mesi consecutivi. Ma vediamo alcuni dei sintomi che possono indicare l’arrivo della menopausa:

    • Il ciclo mestruale è irregolare. Questo è uno dei primi segnali a cui una donna deve prestare attenzione. Quindi la cadenza potrebbe divenire più breve e passare dai canonici 28 giorni a 20 o 25 giorni. Oppure al contrario ritardare e saltare uno o più mesi, e qui si parla di amenorrea;
    • Delle variazioni nella vita sessuale possono essere dei segnali sulla menopausa. Le alterazioni ormonali hanno una forte influenza, possono per esempio causare un calo del desiderio sessuale, una ridotta lubrificazione vaginale e a seguire la secchezza vaginale con specifiche criticità nei rapporti sessuali;
    • Un altro effetto collaterale sono le vampate di calore, ovvero il percepire una improvvisa sensazione di calore e a seguire una copiosa sudorazione.

    Come si può affrontare in modo relativamente sereno un tale fenomeno? E’ chiaro che una donna che si sente ancora in età fertile, sentirsi dire e rendersi conto di non poter più avere figli è emotivamente sconvolgente. Di conseguenza è di fondamentale importanza assumere un atteggiamento sereno e calmo per non lasciarsi andare nello sconforto. A questo punto il supporto emotivo e di informazione (la ricerca tuttora sta cercando di chiarire meglio le cause del fenomeno) del proprio medico curante sono categorici, poiché possono aiutare la donna ad aver un maggiore senso di controllo e coscienza di ciò che le sta accadendo e come affrontarlo in modo adeguato.

  • Treatment of male infertility in ISIDA clinic

    Often in couples who have problems with the conception of a child, it is women who blame themselves for infertility. In fact, in 40% of couples, infertility is associated with a male factor. Male infertility – a reduction of sperm fertilizing capacity. Causes of infertility in men are diverse: abnormalities of testicles, infectious and inflammatory diseases, chromosomal abnormalities, toxic effect of environmental pollution, exposure to high temperatures, trauma.

    Examination of the pair begins with the man, because the diagnosis of male infertility is easier, cheaper and requires fewer medical interventions. To understand if there are problems with spermatozoa, a man gives sperm analysis. Normal indications spermogramma – 20 million spermatozoa in one milliliter of sperm, half of them – actively mobile. 5 million of them should be without pathologies. Only then sperm is considered qualitative. But if the parameters of the spermogram don’t correspond to the norm, on the basis of a complex examination of the pair, the method of assisted reproductive technologies is individually selected.

    ISIDA clinic uses the most modern methods of treatment for male infertility: artificial intrauterine insemination (IUI), IVF, ICSI and TESE methods.

    IUI is prescribed for infertility, both female and male. In this case, spermatozoa are injected directly into the uterine cavity. Fertilization occurs naturally in the body of a woman.

    IVF is also used for male infertility, when there are problems with male fertility (at least 5 million active-mobile spermatozoa) or after three unsuccessful attempts at insemination.

    ICSI and TESE make it possible to achieve fertilization of the ovum and pregnancy, even in the most severe forms of male infertility. ICSI is indicated in cases when the level of pathological spermatozoa is increased in sperm and they have low mobility. Sperm injection is carried out in the embryological laboratory: with the help of micromanipulators, the selected sperm of good quality is introduced into the cytoplasm of a mature egg. And the TESE method is used when there is very little or no spermatozoa in the sperm. With this method of treatment, a testicular biopsy is performed and spermatozoa are released directly from the resulting tissue. Thus, the couple has a chance to conceive their baby even in the most difficult male factor infertility.

    The use of modern assisted reproductive technologies and invaluable experience of ISIDA clinic specialists allowed many families to cope with the problem of infertility and experience the joy of parenting!

     

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  • Chiaroscuri della maternità, allattamento al seno e psicopatologia perinatale

    Ats Bergamo dedica alla maternità, delicato momento di scoperta e avvincente sfida per la donna e per il suo bambino, due importanti occasioni di riflessione: sabato 11 novembre dalle ore 8 alle 13 presso la sala Lombardia di via Gallicciolli 4 a Bergamo, il convegno «Allattamento al seno e psicopatologia perinatale» e, dal 4 al 18 novembre, la mostra fotografica «Chiaroscuri della maternità».

    Due appuntamenti pensati per andare oltre ogni stereotipo e indagare gli aspetti più oscuri del diventare madre. Sensazioni ed emozioni spesso nascoste o sottovalutate. Disturbi mentali più o meno gravi che potranno avere impatti anche decisivi sul futuro dei bambini e che, con alcune accortezze, possono invece essere evitati e superati.

    Fondamentale, in questo senso, l’allattamento. «Nelle donne che soffrono di psicopatologia perinatale, la gravidanza e i primi mesi di vita del bambino possono essere molto impegnativi e stressanti. Per queste mamme anche l’allattamento può essere molto faticoso, per questo è importante adoperare un approccio multidisciplinare con le mamme. – dichiara la dott.ssa Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo, ricordando – Se sostenuto, proprio l’allattamento può fare la differenza nell’instaurarsi di buone competenze genitoriali e nello sviluppo neuropsicoemozionale del bambino. E questo, è ancora più vero in caso di psicopatologie perinatali, come spiegheremo nel corso del convegno».

    Ma queste tematiche sono anche oggetto della mostra fotografica «Chiaroscuri della maternità» allestita nell’atrio della sede di Ats Bergamo, con gli scatti realizzati dalla psicologa e fotografa Gisella Concia. Un progetto espositivo che, nato nel 2010 e prodotto dall’associazione di promozione sociale L’Eptacordio con un contributo per la realizzazione e diffusione da parte della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Cagliari, racconta vissuti conflittuali e disillusi sulla maternità. Ottenuto il patrocinio dell’ONDA – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, il percorso fotografico nel 2013, è stato completato da un omonimo documentario ed è divenuto un prodotto editoriale a cura della casa editrice sarda Cenacolo di Ares. E ora arriva a Bergamo, per volere dell’Ats Bergamo, nell’auspicio di continuare a diffondere consapevolezze sulla grande e meravigliosa esperienza del divenire genitore, depurandola da ogni tabù.

  • Integratori per menopausa: rimedi per l’insonnia

    Quando la stagione fertile di una donna arriva al proprio epilogo,  avvengono diversi cambiamenti nelle attività e nel livello ormonale, quindi anche emotivo, come anche nella sfera psichica. Ed è qui che si rivelano utili gli integratori per menopausa. Attraverso di essi è possibile attenuare la transizione verso il nuovo stato fisiologico.

    Prima della menopausa c’è un periodo di transizione comunemente premenopausa in cui la donna inizia a vivere i primi disturbi che colpiscono 3 signore su 4 fra i 45 e 59 anni. Fra questi i disturbi più comuni sono:

    • senso di stanchezza;
    • la mancanza di sonno che sfocia in insonnia;
    • le sudorazioni notturne;
    • classiche vampate di calore.

    Per ovviare o comunque alleviare i fastidi di questa delicata fase di ogni donna, si trovano in commercio diversi rimedi ai sintomi della premenopausa (come anche della menopausa). Stiamo ovviamente parlando degli integratori per la menopausa i quali possono essere costituiti da estrogeni e/o prodotti naturali come la Rodiola che apporta benefici in presenza di stanchezza fisica e mentale, la Melissa che favorisce il relax, la Passiflora che aiuta a conciliare il sonno o la Cimifuga che ha effetti allevianti contro la sudorazione notturna. Fra le soluzioni con in ingredienti naturali si trovano anche componenti più comuni come il Peperoncino e il Carciofo che favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali o il più esotico Tè Verde che contribuisce al drenaggio dei liquidi corporei.
    Oltre alle sostanze naturali citate sopra, negli integratori per donne in menopausa è possibile trovare anche vitamine, come la B6 che aiuta a regolare l’attività ormonale e ed è utile nell’alleviare i sintomi come la sensazione di stanchezza cronica.

    Quindi volendo ricapitolare il tutto, la menopausa (e la premenopausa) portano con sé molti cambiamenti e purtroppo fastidi. Questi ultimi fortunatamente sono attenuabili attraverso l’assunzione di integratori per la menopausa, i quali sono costituiti perlopiù da sostanze naturali che apportano benefici verso diversi aspetti o per meglio dire fastidi come la mancanza di sonno o il perenne senso di stanchezza a livello fisico e mentale.

  • Noleggio sedie a rotelle per anziani: come procedere

    Se siete alla ricerca di sedie a rotelle per anziani è bene iniziare ad informarsi al riguardo. Le carrozzine sono indispensabili per sostenere la persona con disabilità in qualsiasi momento. Maneggevoli e pratiche si adattano a qualsiasi spazio e sono resistenti. Se avete la possibilità di noleggiare una carrozzina considerate che i tempi possono essere diversi. Le sedie sono elettriche o manuali, da transito, per persone obese o bambini. In alcuni casi sono dotate di alzagambe per persone con esigenze specifiche. Pieghevoli e trasportabili sono indispensabili. Il noleggio carrozzine per disabili è una grande comodità per chi necessita di un prodotto di questo tipo e non vuole fare grandi investimenti, soprattutto se l’utilizzo sarà per un periodo definito. Come scegliere il modello più adatto? Certamente cercando di capire quali sono le vostre esigenze principali. Sulla base di queste potete fare un confronto tra i vari modelli e scegliere quello più adatto a voi. I periodi minimi di noleggio sono di quindici giorni ma chiaramente potete prorogare il tutto pagando una cauzione.

  • LE SEDUCENTI PROPOSTE DI LELO PER UN SEX TOY DAY… DA URLO

    L’Associazione Mondiale della Salute Sessuale (WAS) ha dichiarato che “Il piacere è probabilmente il più potente fattore motivante per il comportamento sessuale. Ignorare questo ruolo nel contribuire alla realizzazione della salute e della felicità umana è un grave errore.”

    Per questo LELO, brand svedese di oggetti erotici di design che si distingue per qualità, prestigio e innovazione, in occasione del giorno simbolo dedicato al Sex Toy, celebrato convenzionalmente il 4 novembre, propone 3 must have iconici per soddisfare il piacere di tutti, dagli amanti della tecnologia agli appassionati del lusso fino alle coppie “alla ricerca dell’anello perfetto”.

    Il modo migliore per conoscere se stessi e il proprio piacere è attraverso un po’ di sana pratica, perché, come tutti i piaceri della vita, anche gli orgasmi migliorano con l’esercizio.

    LELO è l’alleato perfetto per festeggiare il Sex Toy Day, portando brio e spensieratezza nel rapporto di coppia o giocando da protagonisti in assenza di un partner.

    Ognuno di noi ha pensieri erotici più o meno spinti. Raggiungere le vette di appagamento più sfrenato, da soli o con il partner, equivale a regalarsi attimi di felicità sorprendenti. LELO sottolinea quindi l’importanza di promuovere comportamenti che tutelano la nostra salute sia psicologia che fisica a favore del benessere sessuale,  con tre sexy proposte all’insegna della tecnologia, del lusso e della potenza, per celebrare degnamente il Sex Toy Day, accendere i pensieri erotici e non mettere limiti alla fantasia.

    AMANTI DELLA TECNOLOGIA

    SONA Cruise, il nuovissimo e stimolante oggetto del desiderio creato da LELO mette la tecnologia al servizio del piacere femminile.

    Il rivoluzionario massaggiatore sfrutta la potenza delle onde soniche per raggiungere quel 75% in più del clitoride finora rimasto inesplorato, e una tecnologia mutuata dal mondo delle auto per garantire una stimolazione sempre intensa e regalare un orgasmo senza precedenti. SONA Cruise è disponibile al prezzo speciale di lancio di 99 Euro (prezzo regolare 179 Euro).

    IL LUSSO AD OGNI COSTO

    LELO propone INEZ, il massaggiatore più esclusivo del mondo per i veri amanti del lusso. Realizzato in una raffinata placcatura in oro 24k è disponibile sul sito LELO.COM a 12.000 euro.

    L’ANELLO PERFETTO PER UN AMORE DIVINO…

    Il piacere non è un’esclusiva solo femminile e LELO ha pensato anche al sesso forte con  TOR 2, il più raffinato anello fallico presente sul mercato. Potente e maestoso come la divinità della mitologia scandinava, è disegnato per essere indossato dall’uomo durante il rapporto e amplificare le sensazioni di entrambi i partner. Disponibile online su LELO.COM a 129 Euro.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto nella definizione di “salute sessuale” gli aspetti positivi e piacevoli della sessualità, essenziali anche per la salute e il benessere generale degli individui.

    LELO offre una gamma di “armi di seduzione di massa” per tutti i gusti, dagli stimolatori clitoridei a quelli dedicati al punto G, ai sex toy che vibrano a ritmo di musica… una meravigliosa collezione di accessori per soddisfare ogni esigenza e fantasia, non solo in occasione del Sex Toy Day!

  • Stampelle: l’ideale per chi vuole muoversi in autonomia

    Le stampelle sono un oggetto pratico e indispensabile per chi vuole muoversi in autonomia e libertà. Facili da usare e dai costi davvero accessibili sono utili per chi ha problemi di deambulazione di qualsiasi natura. La scelta delle stampelle varia in base alle necessità. Un aspetto importante da verificare è quello relativo all’altezza che si può regolare con facilità. Peso, dimensioni, materiali, materiali, impugnatura sono importanti. Le stampelle devono risultare maneggevoli e pratiche, facili da usare in qualsiasi momento e ben solide. Per qualsiasi dubbio potete consultare recensioni e pareri online dove trovate le esperienze di chi utilizza il prodotto da tempo e può consigliarvi. Anche voi potete lasciare dei riscontri una volta utilizzato il prodotto per un certo periodo di tempo.

  • Spazzolino ultrasuoni: colori e modelli per adulti e piccini sono online!

    Lo spazzolino è indispensabile per una corrette igiene orale. Per questo trovare quello giusto diventa importante. La scelta di uno spazzolino può avvenire in base ad alcune caratteristiche principali ma è molto importante capire quali sono le vostre esigenze prima dell’acquisto di un modello. Lo spazzolino ultrasuoni offre notevoli vantaggi rispetto ad altri tipi anche se i costi sono leggermente elevati. Le prestazioni di uno spazzolino ultrasuoni sono di elevata qualità e rappresenta un’ottima scelta. Sia per gli adulti che per gli anziani sono l’ideale per chi vuole occuparsi della propria igiene orale nel modo adeguato. Già a tre anni potete spiegare ai vostri figli il corretto uso dello spazzolino ultrasuoni. Ai bambini si possono insegnare dei movimenti semplici e pratici per una corretta pulizia, per esempio a disegnare cerchi concentrici sui denti o altre piccole azioni utili al corretto utilizzo. Oltre ai colori, al design, alle dimensioni, alle funzioni e agli accessori verificate la garanzia del prodotto.