Categoria: Arte e Cultura

  • È arrivato in libreria “Il viaggio di Orazio”

    Il libro, seconda pubblicazione della scrittrice spezzina Elisabetta Cozzani esce per i tipi Leucotea
    Dopo il successo di “Parla con me, ti ascolto” che ha affascinato i lettori con un concreto idealismo, “Il viaggio di Orazio” è destinato a smuovere le coscienze attraverso il viaggio in una meravigliosamente intricata umanità.
    «Cosa smuove le persone? Cosa fa propendere l’animo per una decisione o per l’altra?»
    A queste domande non risponde Orazio che, con i suoi compagni di viaggio, che parallelamente gli si affiancano per confluire in una narrazione corale, è testimone della bellezza salvifica che si contrappone come – unico – medicamento alla bassezza del ragionamento umano.
    Il viaggio di Orazio è in definitiva un viaggio nell’anima, di ognuno di noi.
    Elisabetta Cozzani nasce a La Spezia. Vive nella Bassa Val di Vara con il marito e la gatta Amelie.
    Ha pubblicato, nel luglio 2015 con Leucotea, “Parla con me, ti ascolto” per il quale ha ricevuto medaglia e menzione d’onore al Concorso internazionale “Roberto Micheloni” di Aulla. Il suo racconto “Giuditta e il Mare” è stato selezionato, assieme ad altri, nel concorso “Donne in Mare”, pubblicato poi da Mursia nella raccolta “Il Mare delle Donne”.
    La sua professione spazia dalla gestione immobiliare alle revisioni di bilanci. Gli studi letterari e filosofici sono una passione priva di secondi fini con la quale nutre poi la sua scrittura. Con il Viaggio di Orazio procede nello scandaglio dell’animo umano, mai del tutto limpido né scontato.
  • La scuola degli elfi

    L’Associazione Culturale Nessuno, grazie alla collaborazione delle Biblioteche Civiche Torinesi ed il contributo della Circoscrizione 8 della Città di Torino, ha realizzato un nuovo progetto che offrirà a tutte le famiglie una settimana di attività culturali e creative per grandi e piccini totalmente gratuite. La Scuola degli Elfi, questo il nome del progetto, avrà luogo presso il Polo Culturale Lombroso16 e la Biblioteca scolastica Shahrazad, quartiere San Salvario, dal 12 al 18 dicembre 2016 e si concluderà con una grande festa di Natale mercoledì 21 dicembre presso la Biblioteca scolastica Shahrazad.

     

    La Scuola degli Elfi è il nuovo progetto dell’associazione Culturale Nessuno che dopo il grande successo di Leggo! Libraries on the road, vincitore del Bando Open della Compagnia di San Paolo 2016, cerca di regalare alle famiglie della città la magia del Natale. Grazie al contributo della Circoscrizione 8 questo sarà possibile dal 12 al 18 dicembre 2016 attraverso un programma ricco di iniziative ed attività che, in alcuni casi, coinvolgeranno l’intera famiglia.  Nei prossimi giorni, più di 5000 inviti contenenti i BONUS OMAGGIO verranno distribuiti presso tutti gli asili nido, le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie della Circoscrizione 8, e nei principali luoghi di aggregazione per famiglie e bambini. Inoltre, sarà possibile ritirare i buoni presso la Biblioteca Civica N. Ginzburg nei giorni di apertura previsti. Tutte le prenotazioni ai corsi e alle attività dovranno pervenire entro il 6 dicembre. Le attività proposte sono state realizzate grazie alla collaborazione di tutte le associazioni, realtà e liberi professionisti che già da anni collaborano col Polo Culturale Lombroso16 e che da sempre promuovono la cultura nella nostra città.

    Tutte le info utili per partecipare:

    Come fare per prenotarsi? PER PRENOTARE DUE ATTIVITA’ GRATUITE E’ NECESSARIO POSSEDERE UN PIEGHEVOLE DE “LA SCUOLA DEGLI ELFI” CONTENENTE I BUONI OMAGGIO I pieghevoli saranno distribuiti in tutta la Circoscrizione 8 è potranno essere ritirati presso la Biblioteca Civica N. Ginzburg nei suoi orari di apertura: lunedì 15.00-22.00; martedì 14.0019.45; mercoledì 14.00-22.00; dal giovedì al sabato 8.15-14.00;

    • Consulta sul pieghevole o sul sito www.lombroso16.it le attività de “La Scuola degli Elfi” in programma dal 12 al 18 dicembre 2016;
    • Scegli due attività a cui vuoi partecipare ed effettua la prenotazione seguendo una di queste modalità:

    – MAIL scrivi una mail a [email protected] con i seguenti dati:

    nome attività / giorno /ora /nome è cognome dei partecipanti/indirizzo di residenza

    – SPORTELLO puoi iscriverti di persona presso il Polo Culturale Lombroso16 dall’1 al 6 dicembre nei seguenti orari:

    giovedì 1 dicembre dalle 16.00 alle 20.00

    venerdì 2 dicembre dalle 11.00 alle 15.00

    lunedì 5 dicembre dalle 16.00 alle 20.00

    martedì 6 dicembre dalle 11.00 alle 15.00

    • Vieni al Polo Culturale Lombroso16 i giorni in cui si svolgono le attività prescelte è consegna al docente il BUONO OMAGGIO che trovi nel pieghevole (1 per ogni attività);
    • E possibile iscriversi alle attività fino ad esaurimento dei posti disponibili (200 posti);
    • Le iscrizioni chiuderanno martedì 6 dicembre alle ore 18.00

     

    PROGRAMMA

    Lunedì 12 dicembre

    ARTETERAPIA MAMMA BAMBINO | 3-6 anni

    a cura delle Dott.sse Isaura Nucci e Federica Lorenzini

    17.00-18.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    ARTETERAPIA BIMBI | 6-10 anni

    a cura delle Dott.sse Isaura Nucci e Federica Lorenzini

    18.00-19.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA “CORPO E FANTASIA” | 5-7 anni

    a cura di Ass.ne LA MIA TATA

    17.00-18.00

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    LA FIABA NELLA RELAZIONE ADULTO-BAMBINO | per genitori

    a cura della Dott.ssa Maria Teresa Sagna

    21.00-23.00

    SALA MOLINARI

    ingresso libero

     

    Martedì 13 dicembre

    CHRISTMAS LAB TEATRO | dai 6 anni

    Favole natalizie, improvvisazione e giochi teatrali

    A cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-19.00

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    100% TISSU | genitori e figli

    Carta di stoffa! Tira su le maniche puoi sbagliare e rifare.

    a cura di Officine Sistemiche

    17.00-19.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    KINDERMUSIK STORY TIME | 1-7 anni

    a cura di kindermusik with Federica

    Letture di libri natalizi in inglese con approfondimenti linguistici in inglese e esplorazione di strumenti musicali

    16.30-18.30

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    Mercoledì 14 dicembre

     

    CANTARE LE PERCUSSIONI | dai 6 anni

    Si costruiscono le percussioni con oggetti atipici e si canta insieme al ritmo

    a cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-18.30

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    ENGLISH IN THE AFTERNOON IN THE LIBRARY SHAHRAZAD | 12-14 anni

    a cura delle biblioteche Civiche Torinesi (Conduce: Cinzia Morone)

    16.30-18.30

    BIBLIOTECA SHAHRAZAD

    ingresso libero

     

    Giovedì 15 dicembre

    CHRISTMAS CODINGLAB@LOMBROSO16 | 8-10 anni

    Due incontri per avvicinare alla programmazione in modo divertente bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni

    a cura di Codemotion Kids

    17.00-19.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    “CREA CON MAMMA e PAPà” | Genitori e bimbi dai 4 ai 10 anni

    Laboratorio di cucito per creare insieme un libro natalizio in tessuto

    a cura di Giulia Menzio

    17.00-19.00

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    EMOZIONI IN FIABA | 4-8 anni

    i bambini saranno accompagnati alla scoperta delle emozioni narrando e creando le proprie storie

    a cura delle Dott.sse Cecilia Allasina e Tanja Di Piano

    17.00-18.30

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     

    Venerdì 16 dicembre

    CHRISTMAS CODINGLAB@LOMBROSO16 | 8-10 anni

    Due incontri per avvicinare alla programmazione in modo divertente bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni

    a cura di Codemotion Kids

    17.00-19.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    CREATIVE | dai 6 anni

    laboratorio di disegno

    a cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-19.00

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    INCONTRI DI SOSTEGNO ALL’ALLATTAMENTO | mamme e figli

    a cura de La Leche League

    17.00-19.00

    LAB16

    ingresso libero

     

    Sabato 17 dicembre

    WORKSHOP DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE E NATUROPATIA PER GENITORI, per genitori

    a cura di Federica Bertocco

    10.00-12.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    STAMPA 3d: COME CREARE LA TUA DECORAZIONE PER L’ALBERO DI NATALE | per genitori e figli

    a cura di 3ditafashion

    10.30-12.30

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     Domenica 18 dicembre

     

    DOMENICHE DISNEY | genitori e figli

    proiezione del film Mulan + laboratorio per costruire un drago

    a cura di Theatrum Sabaudiae Torino

    15.30-18.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     

    Mercoledì 21 dicembre

    FESTA NATALIZIA DELLA “SCUOLA DEGLI ELFI”

    con LETTURE SUL NATALE

    Letture natalizie per bambini delle elementari

    a cura delle biblioteche Civiche Torinesi (Conducono: Caterina Carere e Matilde Tresalli)

    17.00-18.30

    BIBLIOTECA SHAHRAZAD

    ingresso libero

     

    POLO CULTURALE LOMBROSO16 Via Cesare Lombroso 16 10125 Torino [email protected] www.lombroso16.it

     

  • Mercoledì 7 dicembre – ore 21.00 – Verrès (AO): Enea Fiorentini presenta la sua guida “I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta”

    Mercoledì 7 dicembre alle ore 21.00 alla Maison la Tour, Piazza René de Challant a Verrès (AO), Enea Fiorentini presenta la sua guida in lingua italiana e francese I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta. Insieme all’Autore Corrado Ferrarese, Presidente del Circolo del Cardo.

    Informazioni turistiche e culturali utili per tutti coloro che vogliono conoscere la Valle d’Aosta e il suo territorio ricco di storia. Dettagli e curiosità per chi decide di camminare sulle vie millenarie che attraversano la regione.

     

    I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta

    Il tratto della Via Francigena che transita per il Colle del Gran San Bernardo (m 2473, il più elevato valico della Via) e che attraversa la Valle d’Aosta, si trova all’incirca a metà del percorso, lungo circa 1800 km, indicatoci da Sigerico nel 990 sul suo diario di cammino, durante il ritorno a Canterbury da Roma, dopo la sua proclamazione ad Arcivescovo e a Primate di Inghilterra. Rispetto a molte altre varianti più o meno famose, il tracciato di Sigerico è quello che nel 2004 è stato dichiarato ufficialmente «Grande Itinerario Culturale Europeo» dal Consiglio d’Europa, e rappresenta il collegamento più diretto tra il Nord Europa e Roma.

    La parte di percorso che interessa il territorio valdostano è lunga circa 90 km e congiunge i sentieri che   provengono dalla Svizzera con quelli che proseguono in Piemonte e, attraverso le altre regioni italiane, portano fino a Roma. L’itinerario è caratterizzato da una varietà enorme di ambienti naturali a differenti quote e offre un grande colpo d’occhio sullo scenario delle montagne che contornano le zone attraversate e sui monumenti storici che si incontrano lungo il cammino. Tutto quanto si potrà vedere e conoscere seguendo le indicazioni di questa guida, varrà come anticipo e premessa alle meraviglie della Valle d’Aosta, che si potranno meglio approfondire in visite successive.

     

    Enea Fiorentini, informatico con studi in geologia, è nato ad Aosta nel 1945 e qui è tornato a vivere dopo che un’intensa attività professionale lo ha tenuto lontano dalla sua terra. Ha conosciuto molte Regioni italiane, camminando sui loro sentieri di montagna, ma anche su quelli, per valli e colline, che seguono itinerari a carattere storico-culturale. Appassionato camminatore, non si ferma ai confini nazionali: esplora la catena dei Pirenei e poi, rimasto affascinato anche dallo sci di fondo, si cimenta in un lungo trekking nelle distese lapponi. Ufficiale degli Alpini in congedo, è socio del CAI e della Giovane Montagna. Soprattutto nell’ambito di questa ultima associazione, ha collaborato alla riscoperta di molti sentieri storici, tra cui quelli della Via Francigena in Italia, percorrendo dal 1997 a oggi migliaia di chilometri a piedi tra l’arco alpino e la dorsale appenninica soprattutto dell’Italia centrale. Ha collaborato con altri soci della Giovane Montagna alla stesura della descrizione di molte tappe per la guida G.M. del 1999, dal titolo Il Sentiero del Pellegrino, sulle orme della Via Francigena, da Novalesa e Aquileia a Roma. È co-Autore della più recente guida I Sentieri lungo la Via Francigena – Da Siena a Roma, pubblicata da RAI-ERI, nel 2005. Ha scritto, nel 2008, un opuscolo: Notizie sulla Via Francigena e sulla Strada Romana delle Gallie in Valle d’Aosta, che si può considerare come una premessa per la presente guida. È membro accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Ha tenuto e tiene tuttora conferenze sul percorso francigeno presso Enti pubblici e Associazioni private. L’impegno e la volontà di trasferire tutte le conoscenze relative ai territori che ha attraversato, portano Enea Fiorentini a dialogare con sistematicità e continuità, ormai da oltre vent’anni, con gli insegnanti e i ragazzi di molte scuole.

  • Esperienza religiosa e istituzioni ecclesiastiche nella Cori medievale: incontro con Clemente Ciammaruconi. A seguire la presentazione del Fondo Banfuso.

    Lo storico dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale illustrerà la sua ricerca sugli aspetti religiosi ed istituzionali che caratterizzarono il Medioevo a Cori. Poi verrà presentato al pubblico il materiale tecnico e documentario appartenuto al banditore corese Antonio Cioeta che andrà ad incrementare il Fondo Locale presso la Biblioteca civica.

    Nell’ambito della manifestazione ‘Cori: dell’Olio e delle Olive’ 2016, sabato 3 Novembre, alle ore 16:30, presso la sala conferenze del Museo della Città e del Territorio di Cori, si terrà il terzo ed ultimo appuntamento con il ciclo di convegni ‘Tra città e territorio. Novità nella ricerca storica, archeologica e archivistica’ organizzato dalla Direzione scientifica del Museo, in collaborazione con il Comune di Cori e le associazioni culturali Arcadia e Amici del Museo. ‘Esperienza religiosa e istituzioni ecclesiastiche nella Cori medievale. Acquisizioni e suggestioni storiografiche’ è il titolo dell’incontro con lo storico Clemente Ciammaruconi, dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale.

    Nella seconda metà del Quattrocento, Cori conobbe un profondo rivolgimento del proprio assetto religioso-istituzionale. Con l’attribuzione della chiesa patronale di Sant’Oliva e la conseguente erezione del nuovo complesso conventuale si arrivò all’inurbamento della comunità agostiniana insediata nel suburbio dal XIII secolo e il centro lepino venne interessato dalla multiforme attività pastorale dei frati dell’Osservanza minoritica. L’intenso apostolato dei Francescani osservanti e l’ascendente da questi esercitato nel vissuto religioso cittadino trovò il proprio culmine nell’incisiva campagna di predicazione dell’Aprile 1497, preludio alla fondazione, nei primi decenni del Cinquecento, del convento extramurario di San Francesco. Un quadro alquanto articolato, segnato dall’affermarsi nella società locale di una profonda esigenza di rinnovamento religioso, ma anche da rapporti tutt’altro che facili tra clero secolare e regolare sia nella gestione della cura d’anime sia nell’orientare lo stesso culto popolare verso la Madonna del Soccorso, impostosi a partire dal 1521.

    A seguire la presentazione al pubblico del Fondo Banfuso. Testimonianze tecniche e documentarie appartenute al banditore corese Antonio Cioeta, detto Banfuso (Cori, 27/10/1934 – 04/03/2011). Ne fanno parte una televisione e una radio costruite da lui stesso, i megafoni con cui veniva dato il bando, circa 400 audiocassette e la strumentazione per il loro ascolto. Il materiale, donato alla Biblioteca civica ‘Elio Filippo Accrocca’ da Catullo Manciocchi, andrà ad incrementare la collezione del Fondo Locale ed è particolarmente interessante in prospettiva antropologica e di storia del territorio in quanto conserva informazioni e tracce della cultura orale locale e memorie di iniziative, eventi, campagne elettorali e discorsi pubblici realizzati principalmente a Cori. Le bibliotecarie stanno predisponendo le operazioni per la messa in sicurezza, l’inventariazione, la catalogazione e la valorizzazione di tale documentazione ai fini della pubblica fruizione.

    Marco Castaldi

    Addetto Stampa & OLMR

  • Il Cùnsulo. Floriana Giancotti presenta il suo nuovo libro

    Sabato 3 Dicembre, alle ore 17:30, presso la Sala Conferenze della sede provinciale della CGIL di Latina, in via Cerveteri 2, verrà presentato il libro di Floriana Giancotti “Il Cùnsulo” (Atlantide Editore, 2016), con prefazione di Antonio Pennacchi. Insieme all’autrice parteciperanno: il segretario generale Cgil Latina-Frosinone Anselmo Briganti; Alessando Panigutti, direttore Latina editoriale Oggi; Dario Petti, editore; Anna Maria Tomassini, saggista; Pino Giancotti.

    La  storia narra di un giovane ribelle, Chicco, nella Latina degli anni degli anni 60, in pieno sviluppo economico e industriale, quando la città divenne punto di riferimento per le lotte studente ed operaie, finalizzate  all’abrogazione delle “Gabbie Salariali”, che anticiparono di almeno due anni quelle poi organizzate in tutto il Paese nel 1968 e 1969. La pubblicazione è un pezzo di storia locale, che racconta anche il  confronto spesso duro con i gruppi dei neofascisti pontini.

    Chicco, tutto preso dal calcio e dalle nuove mode dell’abbigliamento e dei capelli, quando approda all’università si unisce al movimento studentesco e poi in Lotta continua. Anche le sorelle scelgono vite diverse da quelle che i genitori avevano immaginato. Solo la maggiore rimane a Latina. Dopo molti anni, in occasione della morte del padre, i fratelli si incontrano di nuovo in un lungo pranzo, il Cùnsolo, che riaccende la fiducia e restituisce un po’ di serenità a tutti.

    Floriana Giancotti è nata a Latina dove vive. Ha pubblicato vari articoli sulla storia del territorio pontino di cui è studiosa ed ha partecipato alla vita politica della città  come consigliere comunale e recentemente ha collaborato con il Comune di Ventotene in qualità di Assessore alla Cultura. Nel 2011 ha pubblicato con l’Editore Sovera, “A Djìe piacènte”, un romanzo che ripercorre la storia d’Italia, dalla fine del Settecento al periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.

    Marco Castaldi

    Addetto Stampa & OLMR

  • Tesori del Nord e delle altre province russe

    Tesori del Nord e delle altre province russe
    Icone del XVI – inizio XIX secolo
    dalla Collezione Orler e da altre collezioni private

    A cura di Levon Nersesyan e Migena Hajdari

    Galleria civica san Zenone
    Piazzale Maestri Campionesi – Campione d’Italia (CO)

    Inaugurazione 10 dicembre ore 16
    10 dicembre 2016 – 15 gennaio 2017

     

    Dal 10 dicembre la galleria Civica di Campione d’Italia ospiterà la mostra “Tesori del Nord e delle altre provincie russe”, che vedrà l’esposizione di 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler con sede a Marcon (Venezia) e da alcune importanti collezioni private. Nel complesso le opere esposte coprono un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo, con tavole provenienti per lo più dai centri iconografici della Russia settentrionale (Cholmogory, Kargopol’, dalla regione del fiume Onega, Vyg, Belosersk, Ustiug la Grande dalla regione di Vologda) ma anche dalla Russia centrale, dalla regione del Volga, da quella di Yaroslavl’ fino ad arrivare a quella degli Urali con Neviansk.

    Tra l’interessante campione di opere esposte, riveste una particolare importanza scientifica anche la presenza di una icona raffigurante il tema della “Resurrezione – Discesa agli Inferi” della prima metà del XVII secolo proveniente da Sol’vycegodsk, a quel tempo possedimento della famosa famiglia di mercanti e imprenditori Stroganov.

    Perché proprio i “Tesori del Nord”, perché proprio le icone provenienti da questi remoti, isolati e talvolta inospitali aree della Russia settentrionale? La risposta a queste domande la si ha leggendo la presentazione di Gabriele Orler, titolare della ditta omonima e curatore della mostra: “Sono tornato di recente da un viaggio che mi ha portato a visitare alcuni suggestivi villaggi e alcune più grandi città del vasto Nord della Russia. Luoghi carichi di spiritualità, dove il passato risplende ancora oggi, regalandoci gli scorci e le emozioni più intense. Nel mio itinerario, ho avuto modo di incontrare isolati monasteri, piccoli paesi con le tipiche case dai colori variopinti che si affacciano nei fiumi, semplici chiesette di legno, vedute mozzafiato dai campanili, arabeschi di nuvole che sembrano rubare l’azzurro del cielo… Tutto questo trattengo, come ricordo ed emozione indelebili, nel mio cuore, oltre ai tesori custoditi in musei magari poco noti eppure scrigni della “vera bellezza”, ovvero le meravigliose icone. Sono queste le immagini che porterò sempre con me e che mi hanno arricchito enormemente. Ma la cosa che maggiormente ho percepito, lungo il mio cammino, è stata la purezza… È nell’aria, la si può “avvertire” in ogni cosa; persino nei silenzi… Perché la Russia, e il suo Nord non meno che altri luoghi, serbano intatte oasi che invitano alla riflessione, alla meditazione, alla preghiera. E generano viva una sensazione di pace, di estasi divina che pervade la nostra anima, fa pulsare il nostro cuore e ci avvicina a Dio.”

    “Le più antiche opere d’arte sacra nella Russia -ricorda il responsabile scientifico della mostra Levon Neserjan- furono realizzate, com’è noto, sotto l’influsso di Bisanzio e sovente con la diretta partecipazione di maestri greci. Tuttavia, fin dalla seconda meta del XIII secolo, quando dopo l’invasione dei tataro-mongoli i legami tradizionali con Bisanzio per qualche tempo si indebolirono, la pittura russa di icone cominciò ad acquistare dei propri lineamenti caratteristici, ben riconoscibili. Proprio in questo periodo presero avvio centri artistici locali come Novgorod, Pskov e Rostov la Grande. Poco più tardi, alla fine del XIV secolo, anche Mosca e Tver’ si presentarono come centri artistici autonomi. Al XIV – XV secolo appartengono le più antiche icone provenienti dal Nord russo, una sconfinata regione comprendente la regione costiera del mar Bianco come pure i territori del bacino dei fiumi che vi si gettano, l’Onega, la Dvina Settentrionale, la Pinega, la Mezen’ e la Vycegda.

    E ancora, dalle parole dello studioso russo: “Data l’esistenza di due principali vie di colonizzazione del Nord russo, provenienti da Novgorod e dalle terre di Rostov e Jaroslavl’, le poche icone settentrionali del XIV -XV secolo conservatesi fino a oggi possono essere ascritte senza difficoltà alle due rispettive tradizioni artistiche di Novgorod e della Russia Centrale. Forse, parte di esse era stata dipinta direttamente a Novgorod e nei centri artistici della Russia Centrale, ma la semplificazione delle tecniche artistiche che si osserva in varie opere consente di ipotizzare che fin da quest’epoca nel Nord russo esistessero delle botteghe artistiche più o meno autonome. In tali botteghe, probabilmente, si dipingevano icone per le prime chiese dei monasteri e le poche chiese parrocchiali del territorio. La fioritura della pittura di icone nel Nord e il processo di formazione delle sue peculiarità iconografiche e artistiche si situano nell’epoca del tardo Medioevo, nel XVI-XVII secolo. Questo fenomeno venne favorito dallo sviluppo economico delle terre costiere e del loro entroterra, la cui importanza in questo periodo non era più determinata semplicemente dalle ricche risorse naturali, ma anche dalle grandi vie commerciali che attraversavano questi territori.”

    Insieme a botteghe locali, che almeno dalla meta del XVI secolo operarono attivamente a Vologda, Kargopol’, Cholmogory, e poi anche ad Archangel’sk, importanti centri di pittura di icone furono anche i principali monasteri del Nord, alle Solovki, le comunità di sant’Antonij di Sijsk, dell’Esaltazione della croce a Kij e altre ancora, dove in questa attività erano impegnati monaci, servi del monastero e pellegrini. Sempre dalla prefazione di Levon Neserjan al catalogo della mostra si ricava che: “Pur mancando una formazione professionale come quella esistente nella capitale, nelle botteghe di queste città e monasteri furono dipinte opere di indubbio talento, che colpiscono ancor oggi per la loro intensa e a volte ingenua espressività, e per l’originalità artistica. Gli iconografi che lavoravano in città, in particolare a Kargopol’ e Cholmogory, eseguivano anche opere destinate a chiese rurali, costruite per iniziativa delle parrocchie locali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le icone per queste chiese venivano dipinte dai contadini stessi, alcuni dei quali conoscevano i rudimenti del mestiere di iconografo e non di rado se li trasmettevano di padre in figlio. Questi artigiani semiprofessionali erano abbastanza numerosi, e proprio essi costituivano la massa principale degli iconografi settentrionali: questo spiega, da un lato, l’evidente semplificazione delle tecniche tradizionali, e dall’altro l’apparire di originali peculiarità iconografiche e di soluzioni artistiche insolite ma generalmente molto efficaci. Un certo isolamento e la trasmissione dei segreti del mestiere di padre in figlio contribuivano a serbare e a fissare gli elementi caratteristici, cosa che talvolta (in particolare nella pittura di icone di epoca più tarda), consente di distinguere l’arte delle singole regioni settentrionali – i territori dell’Onega, di Kargopol’, Vologda e Beloozero, del mar Bianco e cosi via. Non si può dire, tuttavia, che queste regioni conducessero un’esistenza completamente separata dagli altri centri artistici. La pittura russa di icone del XVI-XVII secolo e l’arte di un grande Stato centralizzato, in cui gli impulsi artistici provenienti dalla capitale svolgevano un ruolo fondamentale.

    orari:
    sab. 10.00-13.00 / 14.00-17.00 – dom. e festivi 10.00-13.00 / 14.00-17.00
    lun. mer. ven. 9.00-13.00 – mar. giov. 9.00-13.00 / 14.30-17.30

    info:
    [email protected]
    (+39)0414567816 / +41916419141
    [email protected]
    +41 91 649 84 19

    Comunicato stampa a cura Frattura Scomposta
    [email protected] – www.fratturascomposta.it
    www.facebook.com/fratturascompostamagazine/

     

  • Desideri e bisogni: oggi non coincidono più

    La comfort-zone è anche l’area della nostra vita in cui dominano i desideri. Oggi però il desiderio ha finito di coincidere con il bisogno. Crediamo che il fatto di desiderare qualche cosa significhi di per sè che abbiamo davvero bisogno di quella cosa, che la felicità consista nell’avverarsi dei nostri desideri. Non è del tutto colpa nostra se rediamo questo: siamo accerchiati dall’idea consumistica che vuole convincerci che ciò che dobiamo fare è rendere la nostra vita sempre più comoda, confortevole, piacevole, sicura, ma anche, a quel punto, comodamente priva di senso, dato che così facendo le avremo tolto tutto ciò che comodo non è ma che però è più ricco di significato. Per questo ci ritroviamo poi ad aprire, di notte, lo sportello del frigorifero: per compensare il fatto che, di giorno non abbiamo fatto una certa telefonata a una certa persona per dirle una certa cosa. Tale Hillman, uno psicolorogo delle idee, come lui stesso si definiva, ci ha lasciato una bellissima definizione dell’idea di Anima: “quel fattore umano sconosciuto, che trasforma gli eventi in esperienza, che rende possiile il significato e che si comunica nell’Amore”. Ad anima è generalmente attribuita la qualità della sensibilità e della delicatezza, ma anima non ha paura di spiegazzarsi il vestito, di sporcarsi le mani, di vivere esperienze difficili. Anima è sensibile e delicata, ma non è fragile. Quello che è venuta a fare qui, dentro di noi e tramite noi, è trovare significati e dare senso aglie eventi nel mezzo del tumulto delle esperienze. Anima è venuta nel modno per comunicare coraggiosamente nell’amore. Non possiamo dunque tenere i nostri desideri sotto una campana di vetro o rinchiuderli per proteggerli. Altrimenti non troviamo un senso alla nostra vita non la trasformiamo in esperienza, in un fatto davvero significativo per la nostra persona. Esaudire i nostri desideri richiede il coraggio di vivere la vita, dando importanza a ciò che è veramente iimportante e soprattutto, cercando divevere per realizzarlo.

  • Cinema: Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. promotrice del Sabaudia Film Fest

    La valorizzazione dei territori in cui opera è uno dei principi su cui Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. ha incentrato il proprio modus operandi, come si evince dalla promozione di alcune iniziative socioculturali che vanno in questa direzione, tra le quali il Sabaudia Film Fest.

    Impresa Sangalli - Servizi ambientali

    L’impegno di Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. per il Sabaudia Film Fest

    Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. opera da oltre cinquant’anni in tutta Italia nel settore dei servizi ambientali e di igiene urbana seguendo criteri che si inseriscono nell’ottica della salvaguardia paesaggistica e della valorizzazione del territorio. Rientra in quest’ambito di attività anche la promozione di iniziative di carattere socioculturale. Tra queste il Sabaudia Film Fest, rassegna cinematografica dedicata alla commedia che si tiene ogni estate a Sabaudia, città del litorale laziale in cui Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. opera dal 2012. L’evento, ospitato nell’Arena del Cinema, location che conta oltre seicento posti, è giunto quest’anno alla seconda edizione, condotta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo. Oltre a sostenere tale evento, l’impresa ha condotto nelle scuole elementari e medie di Sabaudia e dintorni un progetto finalizzato a promuovere anche tra i più giovani la cultura della tutela e della difesa dell’ambiente.

    Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l.: il profilo della società specializzata in servizi ambientali

    Da oltre cinquant’anni Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. si occupa di servizi ambientali e di igiene urbana sull’intero territorio nazionale. Da Monza, dove si trova la sede, ha esteso il proprio core business in tutta la Lombardia e in altre regioni italiane, quali Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Lazio. Impiegando tecniche innovative, la società si occupa di numerose attività: raccolta, trasporto e smaltimento di qualsiasi tipologia di rifiuti (speciali, pericolosi, solidi, liquidi), spurghi civili e industriali in abitazioni, condomini e aziende, bonifica di terreni inquinati, corsi d’acqua, aree industriali dismesse e depositi non conformi. In materia di igiene pubblica invece Impresa Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. fornisce servizi di gestione dei rifiuti pubblici (raccolta, anche differenziata, trasporto, spazzamento meccanizzato e manuale di strade e altre aree), con particolare attenzione alle caratteristiche locali della zona: la geografia del territorio, l’urbanizzazione, la natura, la densità di popolazione.

  • Spoleto Arte presto a Miami insieme ad artisti di spicco, da Guttuso a Pirandello, da Schifano a Pesce, da Dorfles a Carmi

    Dopo i successi ottenuti a Londra, Monte Carlo, Venezia, Roma, è ormai prossima l’apertura della mostra internazionale di “Miami meets Milano” edizione 2016, che vede protagonista Spoleto Arte anche oltreoceano, con un’esposizione che mette in risalto la grande arte italiana, con nomi del calibro di Pirandello, Guttuso, Schifano, Pesce, Dorfles, Carmi, Chia e altri esponenti autorevoli. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, è fissato dal 30 novembre al 4 dicembre, con vernissage inaugurale in data mercoledì 30 novembre 2016.

    “A fronte dell’ottimo consenso e della positiva risonanza ricevuta lo scorso anno, abbiamo voluto riconfermare questa iniziativa, che traccia un simbolico ponte di collegamento tra Miami e Milano e vuole celebrare anche illustri maestri d’arte, accanto a esponenti del panorama attuale più o meno noti, all’insegna della libera espressione creativa”. Queste le parole di commento, espresse dall’organizzatore Salvo Nugnes durante una recente intervista, che ha inoltre aggiunto: “Come già nel 2015, il periodo di svolgimento, coincide volutamente con quello della storica fiera di Miami Art Basel, che è considerata la più importante del settore, proprio per garantire di rimando la massima visibilità alle opere esposte, sulla scia dell’enorme portata della prestigiosa manifestazione fieristica, che vede Miami al centro dell’attenzione da parte dell’opinione pubblica mondiale e attira un numero sempre crescente di visitatori, provenienti da ogni dove”.

    Tra i significativi commenti giunti a sostegno dell’iniziativa, il professor Vittorio Sgarbi, ha dichiarato: “L’interesse dell’esposizione è molteplice, sia per la presenza di opere di artisti contemporanei di fama e talento, sia per il proposito di voler gettare le fondamenta di un ponte ideale fra parte e parte del mondo. Apprezzo e appoggio questa iniziativa, nell’augurio che possa dare vita a situazioni stimolanti, favorendo una forma di confronto costante tra Miami e Milano, che si possa mantenere e incentivare nel tempo”.

  • Il musical “IL PRINCIPE RANOCCHIO” al Teatro Orfeo di Taranto e al Teatro Politeama Greco di Lecce il 7 e 8 dicembre.

    Grande attesa per il musical della Compagnia BIT IL PRINCIPE RANOCCHIO, che mercoledì 7 dicembre e giovedì 8 dicembre sarà rispettivamente a Taranto e a Lecce per incantare grandi e piccini con una delle fiabe più belle di tutti i tempi !
    A Taranto lo spettacolo andrà in scena alle ore 20.00; a Lecce alle ore 18.00
    Lo spettacolo, produzione inedita e interamente italiana, è candidato ai prossimi Oscar Italiani del Musical (presto in onda su Canale 5) e durante il primo tour dell’anno scorso ha saputo divertire ed emozionare oltre 30.000 spettatori.
    Le date di Lecce e Taranto sono le uniche tappe al sud del secondo tour nazionale che, partito da Torino il 22 e 23 ottobre, quest’anno toccherà anche Milano, Cremona, Ferrara e Montalto di Castro (Viterbo).

    Liberamente tratto dalla fiaba dei Fratelli Grimm, originale nel testo, nelle musiche e nella caratterizzazione dei personaggi, fin dalla prima scena lo spettacolo condurrà piccoli e grandi in un mondo magico e divertente, sapendo farli commuovere, divertire e anche riflettere sul valore della diversità.
    Melina Pellicano, regista e autrice del libretto, dichiara che per l’adattamento della fiaba in musical ha riscritto la storia dandole uno sviluppo più ampio e inserendo personaggi originali non presenti nella versione della fiaba originale.
    “Nel riscrivere la storia – dichiara Melina Pellicano – ho voluto dare un caratterizzazione particolare ad ogni personaggio inventato, tanto da pensarli come dei caratteri da film d’animazione, con una forte personalità, caricaturali, ironici e con un tocco di follia che li rendesse meno umani e più eccentrici, come se fossero disegnati. Il risultato è uno spettacolo divertente e romantico al tempo stesso”.
    L’intento della regista è stato quello di riscrivere la fiaba facendo emergere soprattutto l’ironia come elemento ricorrente, attraverso personaggi e aneddoti divertenti e imprevedibili.
    Tutto ciò aiuta a sottolineare con leggerezza un tema di importanza sociale quanto mai attuale: la diversità come valore e come ricchezza e non come qualcosa di cui avere timore.
    “Ciò che non ci è famigliare ci fa paura e ci destabilizza” – spiega Melina Pellicano – “al contrario, se guardassimo con interesse alla diversità, potremmo scoprire delle possibilità che non farebbero altro che arricchirci”.
    Melina Pellicano firma anche le coreografie, mentre le musiche sono di Marco Caselle, Stefano Lori, e Gianluca Savia e le liriche di Marco Caselle.  Frog è interpretato da Marco Caselle, la principessa Lilian da Noemi Garbo. Nel ruolo di Gerard c’è Salvatore Montalto, Baswelia è affidata a Lucrezia
    Bianco. Completano il cast dei protagonisti Saulo Lucci nel ruolo del RE e Marianna Bonansone in quello di Sybille.
    L’ ensemble è composto da ballerini e performer della Compagnia BIT.
    Altri importanti nomi hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo, a cominciare da Marco Biesta che ha creato i costumi (già costumista dei musical “Priscilla”, “Peter Pan”, “Dirty Dancing” “Newsies”). Le scene sono disegnate e realizzate da Vanni Coppo e Renato Ostorero mentre gli  effetti speciali sono curati di Alessandro Marrazzo.
    Il sound design è di Fulvio Fusaro, il light design di Lorenza Pasquale.
    La distribuzione è affidata a Fanzia Verlicchi per Equipe Eventi.

    LA STORIA
    Il principe Frog, trasformato in un brutto ranocchio da un sortilegio della Strega Baswelia e costretto a vivere in uno stagno insieme al suo eccentrico amico Gerard – servo astuto e agile consigliere, anch’egli vittima dell’incantesimo di Baswelia – farà un incontro straordinario, quello con la bella Lilian, un’insolita principessa che alla routine e alle ricchezze del castello preferisce la libertà degli spazi aperti e della natura. L’incantesimo svanirà solo se Frog riuscirà a farsi baciare da una fanciulla; per questo motivo, il ranocchio tenterà in tutti i modi di conquistare l’amore di Lilian, ma per farlo dovrà riuscire a farsi amare e accettare per ciò che è veramente. Intanto la strega Baswelia, venuta a conoscenza dell’incontro tra Frog e Lilian, farà di tutto per impedire che il loro amore si realizzi e che l’incantesimo di Frog si spezzi …

    LA PRODUZIONE
    Originaria della città di Torino e attiva dal 2007 con numerose produzioni di musical e danza presentate nei teatri, nei casinò e nelle convention di tutto il mondo, la compagnia BIT vanta ad oggi oltre 400 repliche delle proprie produzioni in Italia e nel resto del mondo.
    Durante i suoi primi 10 anni di attività, la BIT ha prodotto gli spettacoli “All that musical”, “La Fabbrica dei sogni”, “Wild West Show”, “Celebrities” e “Bit motion”, che tuttora continua a presentare nei teatri e negli eventi.
    A settembre 2016 la BIT ha inaugurato la sede torinese dell’Accademia Internazionale del Musical, con l’intento di creare un centro di eccellenza italiano nel genere, unendo in un’unica sede la formazione di performers nelle discipline del canto, della recitazione e della danza con la produzione di spettacoli.

    INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI
    TARANTO
    Telefono 099 4540763 – [email protected]
    LECCE
    Prevendite on line sul sito www.politeamagreco.it
    Telefono 0832-241468

    VIDEO PROMO IL PRINCIPE RANOCCHIO
    https://www.youtube.com/watch?v=vLdpF9_S674

    Maggiori informazioni
    www.ilprinciperanocchiomusical.com
    https://www.facebook.com/Il-Principe-Ranocchio-Musical-883189381770629/

    www.compagniabit.com/il-principe-ranocchio.php
    https://www.facebook.com/CompagniaBit?fref=ts

  • Arrivano i Sonics con “Locanda Lumière – atto II – ciak si gira!” al Teatro Carcano di Milano dal 2 al 4 gennaio.

    Quest’anno al Teatro Carcano il Natale si tinge di magia con “Locanda Lumière – Atto II – ciak si gira!”, l’ultimo progetto artistico degli acrobati e performer Sonics, già applauditissimi l’inverno scorso con lo spettacolo DUUM.
    E mentre DUUM si prepara alla sua prima tournée fuori dai confini italiani (18 date tra Germania e Lussemburgo dal 28 novembre al 18 dicembre), a Milano i SONICS porteranno in scena una vera e propria novità nel panorama delle loro produzioni.
    Oltre alle immancabili performance acrobatiche e ai grandi quadri visuali che li hanno resi celebri in tutto il mondo, “Locanda Lumière – Atto II – ciak si gira!” sarà per la prima volta anche recitato, cantato e suonato, in uno stile unico nel panorama acrobatico italiano.
    Una fiaba natalizia ricca di magia, comicità e colpi di scena, un’occasione per le famiglie per prolungare l’atmosfera del Natale, in cui fantasia e realtà si mescolano alla perfezione sotto l’albero.
    Lo spettacolo sarà in scena Lunedì 2 e Martedì 3 gennaio alle ore 20.30; mercoledì 4 gennaio alle ore 16 con replica alle ore 20.30.

    Locanda Lumière …  Il Natale milanese si tinge di magia …
    È la notte di Natale, un Avventore si presenta in una misera locanda alla ricerca di un posto in cui dormire.
    Ad accoglierlo trova due tipi alquanto bizzari: Auguste ed Elodie, i signori Lumière.
    Ma cosa spinge realmente l’avventore quella sera? Cosa nasconde il suo arrivo alla locanda?
    L’Avventore ha con sé, appesa al collo, una chiave speciale che il signor Lumière nota subito e che sembra aprire tutte le porte della Locanda …
    Ma come è possibile? Cosa nasconde Louis, l’Avventore?
    Aiutata dai “Quadri”, gli inservienti della Locanda, dal maggiordomo Ramirez e dalla cuoca Delizia, la signora Lumière inizia così una serie di azioni acrobatiche e rocambolesche con lo scopo di prendere la chiave al povero malcapitato per aprire un vecchio baule che il signor Lumière custodisce segretamente.
    Perché? Cosa contiene questo forziere? Quali segreti nascondono i personaggi di questa storia?
    Lo spettacolo è una personalissima rivisitazione su come è nato il primo cortometraggio della storia, sulla prima grande “invenzione senza futuro”, dove ogni riferimento a persone e fatti è totalmente affidata alla fantasia degli artisti.
    Immagini acrobatiche spettacolari, dialoghi comici e una regia condivisa ad hoc sono gli ingredienti di questo spettacolo unico e nuovissimo nel mondo colorato dei Sonics!

    “Locanda Lumière – Atto II – ciak si gira!” è prodotto da Fanzia Verlicchi per Equipe Eventi sas/Sonics srl.
    E’ ideato e diretto da Alessandro Pietrolini e messo in scena da Alessandro Pietrolini e Milo Scotton.
    I testi sono di Antonio Villella e Alessandro Pietrolini mentre i costumi sono di Ileana Prudente, Caterina Barbero e Irene Chiarle.
    Sul palco Claudio Bertolino, Artur Cacciolari, Olivia Ferraris, Pier Paolo Congiu, Alessandro Pietrolini, Jessica Pioggia, Ileana Prudente, Federica Vaccaro.
    Luci di Giovanni Ricciardi, Head rigger Amos Massingue mentre il service tecnico è fornito da Team E20 srl.

    PREVENDITE online e presso punti vendita
    www.vivaticket.it e www.happyticket.it
    presso BOTTEGHINO DEL TEATRO CARCANO
    (Corso di Porta Romana, 63 20122 – Milano)
    Tel. 02-55181377  –  02-55181362 – [email protected]www.teatrocarcano.com

    Video trailer: https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=AefCggDT7-I

    Video promo “Aspettando Locanda Lumière – Atto II Ciak si gira!”
    https://www.youtube.com/watch?v=mY4X2H0Hg6A&t=22s

    www.locandalumiere.com
    www.facebook.com/locandalumiere
    www.sonics.it

  • La compagnia acrobatica Sonics in “Locanda Lumière – atto II – ciak si gira!” al Teatro Alfieri di Torino il 26, 28, 29 e 30 dicembre.

    Dopo il grande successo del Natale scorso (tremila spettatori in sole 3 date!) I Sonics ritornano al Teatro Alfieri di Torino con il secondo capitolo del loro ultimo progetto artistico “Locanda Lumière”.
    Quattro le repliche di “Locanda Lumière – Atto II – ciak si gira!” il 26, 28, 29 e 30 dicembre, un’occasione per le famiglie di prolungare l’atmosfera del Natale, in cui fantasia e realtà si mescolano alla perfezione sotto l’albero.
    Lo spettacolo andrà in scena lunedì 26 dicembre alle ore 15.30, mercoledì 28, giovedì 29 e venerdì 30 dicembre alle 20.45.
    Una nuova sfida per i Sonics, che dopo aver superato in 5 anni le 300 repliche con i due spettacoli Duum e Meraviglia, ampliano il loro repertorio con un nuovo spettacolo aereo acrobatico, questa volta recitato, danzato e suonato in uno stile unico nel panorama acrobatico italiano.
    E mentre allestiscono il sequel di Locanda Lumière nella loro palestra-laboratorio di Rosta, i Sonics si preparano ad affrontare anche altri due importanti appuntamenti: da un lato la prima tournée di Duum fuori dai confini italiani, dopo 3 anni di successi in casa e dopo essersi fatto conoscere al mondo intero all’Edinburgh Fringe Festival del 2014; dall’altro il debutto nazionale del nuovissimo spettacolo Toren, previsto il 31 dicembre al Teatro di Trento.

    Locanda Lumière …  Il Natale torinese si tinge di magia …
    È la notte di Natale, un Avventore si presenta in una misera locanda alla ricerca di un posto in cui dormire.
    Ad accoglierlo trova due tipi alquanto bizzari: Auguste ed Elodie, i signori Lumière.
    Ma cosa cerca realmente l’Avventore quella sera? Cosa nasconde il suo arrivo alla locanda?
    L’Avventore ha con sé, appesa al collo, una chiave speciale che il signor Lumière nota subito e che sembra aprire tutte le porte della Locanda …
    Ma come è possibile? Cosa nasconde Louis, l’Avventore?
    Aiutata dai “Quadri”, gli inservienti della Locanda, dal maggiordomo Ramirez e dalla cuoca Delizia, la signora Lumière inizia così una serie di azioni acrobatiche e rocambolesche con lo scopo di prendere la chiave al povero malcapitato per aprire un vecchio baule che il signor Lumière custodisce gelosamente.
    Perché? Cosa contiene questo forziere? Quali segreti nascondono i personaggi di questa storia?
    Lo spettacolo è una personalissima rivisitazione su come è nato il primo cortometraggio della storia, sulla prima grande “invenzione senza futuro”, dove ogni riferimento a persone e fatti è totalmente affidata alla fantasia degli artisti.
    Immagini acrobatiche spettacolari, dialoghi comici e una regia condivisa ad hoc sono gli ingredienti di questo spettacolo unico e nuovissimo nel mondo colorato dei Sonics!

    “Locanda Lumière – Atto II – ciak si gira!” è prodotto da Fanzia Verlicchi per Equipe Eventi sas/Sonics srl.
    E’ ideato e diretto da Alessandro Pietrolini e messo in scena da Alessandro Pietrolini e Milo Scotton.
    I testi sono di Antonio Villella e Alessandro Pietrolini mentre i costumi sono di Ileana Prudente, Caterina Barbero e Irene Chiarle.
    Sul palco Claudio Bertolino, Artur Cacciolari, Olivia Ferraris, Pier Paolo Congiu, Alessandro Pietrolini, Jessica Pioggia, Ileana Prudente, Federica Vaccaro.
    Luci di Giovanni Ricciardi, Head rigger Amos Massingue mentre il service tecnico è fornito da Team E20 srl.

    INFORMAZIONI e PREVENDITE
    on line su circuito TICKETONE
    presso le BIGLIETTERIE TORINO SPETTACOLI
    TEATRO ERBA tel. 011.6615447 – TEATRO ALFIERI tel. 011.5623800
    TEATRO GIOIELLO tel. 011.5805768

    Video trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ER1Ue9–bAU&feature=youtu.be

    Video promo “Aspettando Locanda Lumière – Atto II Ciak si gira!”
    https://www.youtube.com/watch?v=mY4X2H0Hg6A&t=22s

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  • Star Wars, alla scoperta delle origini del mito

    Star Wars, alla scoperta delle origini del mito

    Per gli Star Wars-addicted, l’ultimo libro uscito sulla mitica saga stellare

    Star Wars non basta mai. Che piaccia o meno, Star Wars mette in subbuglio la rete a ogni nuovo lancio di prodotto stellare.

    Star Wars, alla scoperta delle origini del mito, è l’ultimo uscito di Nobook, editore nativo digitale green, cioò che persegue una filosofia ecosostenibile del pod, il print on demand, ovvero la stampa a richiesta.

    Star Wars, alla scoperta delle origini del mito di Arman Carlo Mariani, non si accontenta di raccontare i personaggi ma indaga sulle strutture mitologiche della saga di fantascienza più famosa al mondo.

    “Guerre stellari” esordisce fiaccamente il 25 maggio 1977 in sole trentadue sale cinematografiche americane ma, contrariamente a tutti i pronostici, la partecipazione del pubblico è immediata e pressoché totale, incassando cifre del tutto eccezionali. Da allora l’oggetto “Star Wars” si è dimostrato essere non solo un mito cinematografico, ma anche fenomeno di costume e prototipo di moderno sfruttamento commerciale.

    Arman Carlo Mariani, l’autore di Star Wars, alla scoperta delle origini del mito, professionista che lavora nella comunicazione e grande appassionato di Star Wars, affronta la Trilogia originale da un punto di vista particolare, perché a un’analisi di tipo critico-storiografico del cinema di George Lucas preferisce un approccio mirato a palesarne le precise intenzioni mitopoietiche. Star Wars è pura mitologia contemporanea che non sfugge a un’analisi antropologica e alla scoperta che è come tutte le fiabe: fa sognare. Che la forza sia con voi!

    Titolo Star Wars: Le origini del mito

    Autore Arman Carlo Mariani

    Pagine 222

    Formato ebook/ cartaceo pod

    Editore Nobook

    Prezzo € 12

    Distribuzione cartaceo pod[1]: Amazon, Mondadori/ ebook Feltrinelli, Coop

    Informazioni [email protected]

    Sito web www.nobook.it

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    [1] Pod, ovvero print on demand, stampa a richiesta, secondo la filosofia green di Nobook.

  • Nasce una grande collaborazione per Life On My Journal

    Inizia la collaborazione tra Life On My Journal e una giovane photo-blogger

    E’ stata una grande stretta di mano quella tra il blog letterario Life On My Journal e la giovane photo-blogger Giulia Rossi. Il blog, nato appena tre settimane fa, continua nel suo intento culturale di convertire il maggior numero possibile di persone alla lettura, e lo sta facendo nel modo giusto. L’autrice ha stretto una preziosa collaborazione con la Rossi, studentessa all’università di Parma, la quale presta cortesemente le sue immagini per un completamento coreografico.  Ecco spiegato il ridondante: “courtesy of @giulia.rossi22” sulle Polaroid, che sono comparse sul blog.
    L’autrice di Life On My Journal desidera suscitare l’interesse dei surfer della rete  verso la propria pagina Facebook, proponendo articoli ironici, nei quali mette in luce tematiche vicine a tutti gli utenti, ai quali aggiunge sapientemente fotografie della photo-blogger Rossi, che ritrae momenti di vita in chiave artistica.

    << Ho sempre ritenuto la cultura un basamento essenziale per l’essere umano. E la cultura è composta da diversi elementi: l’arte ne fa parte. Ma l’arte non è una semplice materia, l’arte è complessa: i quadri sono arte, le immagini sono arte, le parole solo arte. Per il mio blog, ho voluto mettere insieme diverse forme d’arte perché ci sono persone che sono più predisposte a leggere un testo ed altre che non ne hanno proprio voglia! Sono visive e osservano più volentieri una fotografia. >> commenta a riguardo l’autrice di Life On My Journal.

    Life On My Journal è un blog da “sfogliare” tutti i giorni, un diario di bordo che tratta diversi temi, scrivendo in modo semplice e chiaro per tutti i tipi di lettori; lascia il pubblico sempre con un sorriso sulle labbra grazie alla sua positività nell’ affrontare qualsiasi argomento. I lettori più affezionati dicono che Life On My Journal trasmetta leggerezza e vivacità: le donne lo leggono come un diario a fine giornata per avere una boccata di aria fresca e fare una risata dopo una giornata intensa tra lavoro e figli, staccare da palestra ed impegni; riesce a commuovere le donne della Sicilia e a far ridere quelle di Livigno. Life On My Journal è un piacevole passatempo, che con una punta di cinismo e pepe fa sorridere i lettori, e completa il quadro culturale con fotografie di ricercati momenti della giornata, in giro per l’Italia.

  • Miami meets Milano: Salvo Nugnes commenta il grande evento da lui organizzato

    1) Come nasce l’idea di organizzare questa mostra nel cuore di Miami Beach?

     

    Lo scorso anno, l’iniziativa ha ottenuto forte risonanza e ci ha dato grande soddisfazione. Quest’anno abbiamo pensato di ripartire con la stimolante “sfida organizzativa” che vuole congiungere simbolicamente, con un ponte virtuale di connessione, Miami e Milano, al motto trainante di rendere l’arte e la cultura accessibili a tutti e di tutelarne al meglio il loro prezioso valore. A livello mondiale, Miami e Milano, sono dei pilastri cardine nel sostegno del comparto artistico-culturale e sono dei modelli di riferimento, per l’opinione pubblica internazionale. 

     

    2) Quali opere vengono esposte e in quale sede?

     

    La formula espositiva è concepita con un’impronta eterogenea e cosmopolita, all’insegna della libera e spontanea espressione creativa. Abbiamo selezionato e riunito insieme artisti contemporanei di talento, italiani e stranieri, più o meno noti e conosciuti, tutti quanti meritevoli di attenzione e di considerazione. Inoltre ci sarà la grande arte italiana, infatti saranno presenti anche le opere di Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Dario Fo, Afro, Gillo Dorfles, Mario Schifano e molti altri. Nella scelta della location ospitante, si riconferma il prestigioso Hotel Victor, che si trova in Ocean Drive, accanto alla villa di Versace, in posizione strategica, nel centro della metropoli. Una sede molto adatta, per valorizzare al massimo le opere presenti. 

     

    3) Perché è stato scelto questo particolare periodo di svolgimento?

     

    Il periodo scelto è dal 30 novembre al 4 dicembre 2016. Abbiamo deciso, di fare coincidere la mostra, con lo svolgimento della storica manifestazione fieristica di Miami Art Basel, che rappresenta il principale evento di settore e vede Miami testimonial e portavoce nel mondo, a favore della diffusione dell’arte e della cultura in generale, che sono considerate come dei linguaggi universali di comunicazione sociale e di aggregazione collettiva. Questa concomitanza, garantisce un ulteriore lustro alla mostra e permette di avere la miglior visibilità alle opere allestite in esposizione. 

     

    4) Cosa rappresentano per lei Miami e Milano? 

     

    Sono da sempre affascinato e attratto dalla Florida e in particolare da Miami, che con la sua unicità costituisce una parte nevralgica fondamentale della vecchia America. In essa, si ritrovano insieme, in perfetta fusione, passato e presente, antico e moderno, tradizione e innovazione. Milano, invece, è un cuore e un fulcro importantissimo, nel quale ruota una parte consistente delle mie attività nel campo artistico-culturale, che considero un po’ come la mia seconda città natale d’adozione. Entrambe, sono delle roccaforti fondamentali, per la promozione a largo raggio dell’arte e della cultura. Collegate insieme questa pregevole valenza si rafforza ancora di più, agevolando delle interessanti e vantaggiose opportunità anche per il futuro. 

     

    5) Avete ricevuto il supporto e il consenso da parte delle autorità istituzionali delle due città?

     

    Fin dallo scorso anno, abbiamo riscosso grande approvazione da parte delle rappresentanze cittadine. I due Sindaci ci hanno sostenuto in pieno. Inoltre, sono arrivati dei significativi commenti di elogio anche da parte del Console italiano a Miami, del Presidente della regione Lombardia, del Direttore generale del Ministero degli affari esteri, di Vittorio Sgarbi, di Josè Dalì e del trio canoro Il Volo, che riscuote trionfali successi in tournée negli States. Questi consensi, ci hanno gratificato e compiaciuto tanto. 

     

     

     

     

  • In libreria a partire da oggi “Il cerchio bianco”

    Il secondo volume della trilogia che ha già visto pubblicato “Il cerchio rosso”.
    Esce quest’oggi per i tipi Leucotea Project – GrowUp il nuovo lavoro della scrittrice bergamasca Paola Caravona incentrato sulle vicende di Stella, una giovane ragazza trentina che si trasferisce per studio a Londra. Divisa tra la voglia di tornare a casa e un matrimonio insoddisfacente (“bianco”) dovrà immaginare un nuovo futuro per sé. Riuscirà a capire che strada intraprendere, nonostante un umore sinusoide e l’imprevedibilità della vita?
    L’autrice, Paola Caravona, bergamasca, in età adulta diviene lettrice accanita e vorace di qualsiasi genere letterario, è così preda di un’improvvisa e smisurata energia che le permette di realizzare la scommessa di passare dall’altra parte, per cimentarsi con entusiasmo nello scrivere sul serio.
    IL CERCHIO BIANCO
    PAOLA CARAVONA
  • È USCITO “ENTOMO”, IL ROMANZO DI FEDERICA M.

    Entomo

    Un romanzo surreale che appassiona e fa sorridere. È uscito in libreria “Entomo”, un’opera edita da Sensoinverso per la collana “AcquaFragile” che proietta il lettore dentro un mondo curioso e divertente. Vivere all’interno di un formicaio richiede il rispetto delle regole per il buon funzionamento di tutto il sistema, questo per Gaios comincia a costituire motivo d’insofferenza, è cosi che l’avventurosa formica decide di fuggire. Nel suo viaggio incontrerà Lacnos, una simpaticissima pulce, con la quale s’impegnerà ad aiutare Olbos, una bellissima farfalla, ad evolversi e progredire dallo stato di bozzolo. Tutti insieme si troveranno a vivere un’avventura sensazionale. Ma per alcuni insetti questa ribellione al sistema o per meglio dire, all’ecosistema, non sarà vista di buon occhio. Così una spedizione capeggiata da una mantide religiosa, una vespa, una libellula e una coccinella, parte alla ricerca dei tre sovversivi che verranno catturati senza però rinunciare ai propri intenti.

    L’autrice attraverso un linguaggio deciso e talvolta irriverente segue uno stile ricercato, costruendo una storia unica nel suo genere. Tratto distintivo di questa opera è la natura dei personaggi che, pur essendo insetti con tanto di zampe e antenne, vengono rappresentati con l’aspetto di esseri umani. “Entomo” scava oltre ciò che, agli occhi del quotidiano quasi non sussiste perché troppo piccolo e poco visibile, invece esiste e brulica di vita e competizioni. Anche il più tenero degli incontri, a volte, può diventare una pericolosa minaccia: “Volgo gli occhi al cielo e il sole che passa fra i tetti mi acceca. Un uccellino si posa su un comignolo e guarda in basso. Oh, maledizione! Il cuore mi balza in gola. No, non può avermi visto!”

    Un libro capace di entusiasmare e far ragionare offrendo nuovi occhi per ammirare l’universo degli insetti. Tutt’altro che piccoli esseri disgustosi di cui liberarsi il più in fretta possibile, ma comunità ben organizzate indispensabili per seminare la vita sulla Terra.
    Un’opera che incita alla libertà, alla solidarietà e all’amicizia esprimendo il bisogno del cambiamento come una condizione necessaria per vivere in armonia con se stessi.

    L’AUTRICE

    Federica M. nasce a Tolmezzo tra le valli carniche in provincia di Udine. Confessa che il suo più grande sogno da realizzare è quello di vivere in un paese fatto solo di dolci. Con Sensoinverso ha pubblicato “Entomo”.

  • È USCITO “FRATELLI D’ITALIA, UNA STORIA NORMALE” DI NICOLA RIZZO

    Fratelli d’Italia – Una storia normale

    Un romanzo di formazione intriso di attualità. È uscito in libreria “Fratelli d’Italia, Una storia normale”, edito da Sensoinverso per la collana “AcquaFragile”, il primo esperimento letterario di Nicola Rizzo.

    La storia narra l’esperienza di sette studenti dell’Istituto Goffredo Mameli, impegnati in una gara nazionale volta a premiare l’idea più innovativa con la promessa di trasformarla in un vero prodotto disponibile sul mercato.

    Gli studenti affiancati da tutor specializzati della K&C Italy S.p.A, la filiale italiana del gruppo biotecnologico statunitense, si armano di inventiva e fantasia, convinti di vivere un’elettrizzante e onesta avventura.

    Le aspettative e i desideri ingenui dei giovani ragazzi sono però costretti a confrontarsi con le spietate logiche del mercato e con il mondo delle imprese nel quale pullulano inganni e malsane competizioni. Il Dio Denaro e il suo seguito di seguaci, uomini assetati di potere e pronti a tutto pur di prevalere, fanno il loro ingresso nelle vite ancora acerbe dei sette studenti. La scoperta della realtà è amara. In un mondo crudele ed egoista che premia la slealtà e la bramosia di successo e potere, è necessario munirsi, per sopravvivere, di una corazza fatta di coraggio, consapevolezza e determinazione.

    Un libro che mette in contatto la scuola col mondo del lavoro e che analizza le falle del sistema delle imprese. Una storia che prende forma nel mondo dei giovani, lo stesso che lo scrittore elegge a interlocutore. Un romanzo che si rivela educativo e di formazione, fornisce infatti insegnamenti e lezioni di vita attraverso le storie, le paure e i contraccolpi dei singoli protagonisti.

    L’autore con un linguaggio immediato, diretto e frizzante porta in primo piano un tema quanto mai odierno.

    L’ultimo atto toccava a lui. Così era stato deciso. Questi erano gli accordi. Adesso a Enzo bastava solo attenersi al piano. Non era più solo e non era più una pedina. Finalmente, si era liberato dei pesi che aveva sul cuore. Le cose si erano rimesse in ordine e tutto era stato predisposto per porre fine alla faccenda”.

    L’AUTORE

    Nicola Rizzo, nato a Rovigo nel 1972, si è trasferito per motivi di studio a Verona, città in cui vive e lavora attualmente. Diviso tra l’Italia e l’Europa per motivi di lavoro – è impiegato presso una multinazionale nel settore delle automobili – coltiva la sua passione per la lettura. Durante una delle sue trasferte ha colto la sfida di cimentarsi nella scrittura. Con Sensoinverso ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Fratelli d’Italia, un storia normale.

  • È USCITO “LE NEBBIE DI CALLIPHORE” DI MASSIMO GRILLO.

    Le nebbie di Calliphore

    Arriva nelle librerie “Le nebbie di Calliphore”, edito da Sensoinverso per la collana “Senza Tregua”, il primo libro di Massimo Grillo.

    Un romanzo di fantascienza capace di immergere il lettore nelle profondità misteriose e affascinanti dell’Universo in un futuro lontano da noi ma al tempo stesso vicino e attuale.

    Un’intrigante avventura in un panorama cosmico d’altri tempi che tiene il lettore costantemente in tensione.

    Nel 2287 la Terra conosce uno scenario differente da quello che vediamo oggi: gli umani convivono con gli abitanti di Eron a seguito di una feroce battaglia che ha portato alla nascita di un unico regno, il Dominio Galattico. Su Calliphore, un pianeta grande meno della meta della Terra, si trova un prezioso minerale che costituisce fonte di abbondante ricchezza. I detentori del potere non esitano a sfruttare i lavoratori per estrarlo a proprio vantaggio, producendo però conseguenze dannose per il pianeta a seguito di un’atmosfera nociva che si genera a causa dell’attività estrattiva. L’esistenza di milioni di persone su Calliphore è a rischio a causa di interessi economici. Le vite di Hazard Nash, carismatico investigatore, e Lloyd, giovane e solerte avvocato, s’incroceranno per contrastare la mostruosa macchina del potere che, anche in un futuro cosi lontano, continua la sua folle e prepotente corsa. Tra le pagine di questo libro si scorge una lodevole conoscenza da parte dell’autore per gli argomenti scientifici trattati come ad esempio lo studio dei quanti e la comprensione delle stelle. L’autore dimostra grande padronanza del linguaggio costruendo una storia molto interessante e avvincente ricercando una scorrevolezza adatta a qualsiasi tipo di lettore. Un trionfo della fantasia e della scienza in un contesto che appassiona e fa sognare.

    George Orwell scrisse: “Sappiamo che mai nessuno prende il potere con l’intenzione di abbandonarlo.”È sulla base di questo inesorabile principio che i protagonisti si trovano a opporsi con tutte le loro forze ad un sistema plutocratico spinto a estremi cosmici, nell’epica lotta fra il bene e il male per far riaffiorare una pace che per troppo tempo si e celata fra la nebbia.

    L’AUTORE

    Massimo Grillo nasce a Genova nel 1973. Diplomatosi ragioniere amministrativo e perito commerciale lavora presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La sua passione per la fantascienza nasce da molto giovane, avvertendo un grande interesse per la lettura dei migliori autori del genere, accompagnata dalla visione di quasi tutta la filmografia fantasy e fantascientifica prodotta dagli anni ’40 in poi. Tutto ciò trasforma quella inclinazione in una matura e concreta dedizione. Le nebbie di Calliphore è il suo primo romanzo.

  • È USCITO “LE AVVENTURE DI IOSONO E AMATO” DI CHIARA GENOVA

    Le avventure di Iosono e Amato

    Una fiaba che appassiona e fa meditare. “Le avventure di Iosono e Amato” è un libro consigliato ad un pubblico d’ogni età dalle cui pagine si evince una scrittura limpida e dolce. Edito da Sensoinverso per la collana “OroArgento”.

    È la storia di un bambino piccolo, Amato, che non ricorda il suo nome e nemmeno da dove proviene. Un bel giorno si ferma a pensare, chiude gli occhi e si mette ad ascoltare. Dapprima quello che percepisce è solo un gran baccano dovuto ai rumori che ci sono tutt’intorno, ma con il passar del tempo mano a mano che si concentra riesce ad immergersi in un silenzio tale da esorcizzare tutta quella confusione. Ad un certo punto sente una voce. Di primo acchitto prova un forte senso di spavento, ma poi si rende conto che quella voce così docile e ragionevole proviene dalla sua mente. Da questo momento inizia un vero e proprio rapporto di amicizia in cui Amato trova conforto tutte le volte che si sente abbattuto, arrabbiato o addirittura quando si sente perso e abbandonato a se stesso. È proprio quando si sente maggiormente avvilito che i preziosi consigli di Iosono gli forniscono la soluzione per ritrovare la strada del ritorno.

    Un’opera dal grande valore morale che trasmette l’importanza di ascoltare se stessi e decanta la magia dei desideri attraverso la preghiera e la necessità di essere grati.
    Iosono l’Universo, sono in tutto e con tutto, se tu parli all’Universo parli a me.”

    La voce che Amato sente è la forza d’animo che alberga dentro il cuore di ogni persona, la luce che illumina il proprio cammino affinché nessuno si senta mai veramente solo.

    Con uno stile morbido e delicato, l’autrice dona generosamente un piccolo tesoro da custodire e diffondere per ricordare a tutti che “Noisiamo Amati.”

    L’AUTRICE

    Chiara Genova vive a Merate, in Brianza, con suo marito e i figli. Si occupa fin dalla laurea di ricerca sociale, di servizi alla persona e a minori. Insegna in diverse università sociologia e metodologia della ricerca sociale, poi a causa di problemi di salute e familiari si trova costretta a rivedere la sua vita. Intraprende un faticoso percorso di rinascita durante il quale lavora in contesti vari. Lo smarrimento nel quale la sua vita si confonde l’avvicina alla ricerca spirituale così oggi si dedica al sostegno emotivo e personale, mantenendo un occhio di riguardo per i bambini. Dirige a Lecco “Spazio Margherita: linguaggi per il corpo, la mente e l’anima.” Con SensoInverso ha pubblicato “Le avventure di Iosono e Amato.”

  • Regala un Ritratto da Foto

    Manca ancora più di un mese al Natale, ma le grandi catene di prodotti tecnologici stanno già tirando la volata alla grande abbuffata delle feste. Sempre di più, infatti, in queste occasioni regaliamo alle persone più care prodotti tecnologici, sempre più sofisticati, oggetti che ritraggono qualunque momento, rubandoci, al tempo stesso, proprio la capacità di viverli questi momenti. Penso a quanto sarebbe più efficace invece regalare alle persone care ad esempio un ritratto, magari da una foto di un momento davvero vissuto, e che davvero vogliamo rendere indelebile. Invece di donare uno dei tanti oggetti di massa, posseduto identico da milioni di persone, potremmo da un ricordo, già unico per definizione, impresso su una foto, commissionare un ritratto artistico, fatto proprio da un ritrattista di professione, come ce ne sono tanti ad esempio in Italia, dove sopravvive e si rigenera una grande tradizione in merito. I nostri punti di vista sono limitati da cartelloni pubblicitari che ci eclissano dal sole della ragione. Dovremmo avere più attenzione a circondarci di cose belle; spesso, vedendola cosa costosa, non ci avviciniamo all’arte, quando magari i prezzi di un ritratto artistico da una foto sono probabilmente un decimo del costo dell’ultimo Tv plasma della famosa ditta tedesca o giapponese. E oggi in Italia, se parliamo di ritrattisti, non possiamo non prendere in considerazione Arte21, il primo laboratorio in Europa specializzato in ritratti d’arte digitale. Da oltre 12 anni Arte21 offre un servizio di ritrattistica originale e relativamente economico, premiato nel 2011 con un invito ad esporre un ritratto alla Biennale d’Arte di Venezia. E’ possibile ordinare il proprio ritratto anche online, contattando direttamente l’artista col quale potete concordare tutti i dettagli per questo tipo di lavoro. Da visitare per un regalo natalizio originale.

  • Giovanni Carrù: “E nel buio delle catacombe apparve l’Eucaristia”

    L’ arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe, sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Tuttavia il Monsignor Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, descrive alcune iconografie nel buio delle catacombe che descrivono proprio scene di banchetto.

    Monsignor Giovanni CarrùE nel buio delle catacombe apparve l’ Eucaristia
    di Giovanni Carrù

    Nei primi secoli del cristianesimo, il rito del battesimo e la liturgia eucaristica si intrecciano in un’unica espressione cultuale che, per il fedele, significa «nascere a nuova vita» e in essa continuare a vivere nutrendosi del corpo e del sangue di Cristo. Quest’ ultima prassi coinvolge i concetti di «eucaristia» e di «agape», spesso usati come sinonimi di una medesima espressione liturgica, che comporta la riunione da parte dei cristiani per «partecipare a una mensa eucaristica», come si legge in un suggestivo passaggio della Lettera a Diogneto (5, 7).

    In quei primi momenti l’eucarestia ha un significato polivalente, indicando sia il pasto, sia il ringraziamento, sia la presenza del Signore nel mistero, anche se, ben presto, il termine passò a designare, in particolare, la Chiesa cristiana, la benedizione e il gesto sacramentale. Il padre della Chiesa Giustino, nella prima Apologia (capitoli 65 e 66), descrisse accuratamente la dinamica della riunione eucaristica: «viene portato un pane ed una coppa di acqua e del vino temperato; il presidente, dopo averli ricevuti, innalza lode e gloria al Padre, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo e compie un rendimento di grazie, per essere stato degno di questi doni da parte sua; dopo che ha terminato la preghiera e l’ eucarestia, tutto il popolo presente esclama e dice: Amen».

    L’ arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Eppure, il grande iconografo tedesco Joseph Wilpert, studiando la cappella greca delle catacombe di Priscilla, si soffermò sulla simbolica scena di banchetto dipinta nell’arcone di fondo della cappella, negli anni centrali del III secolo. Attorno alla mensa semilunata, sono sistemati i commensali, tra i quali anche una donna mentre, all’ estremità sinistra, un anziano sembra spezzare il pane. L’ atmosfera, come si diceva, è sospesa e sembra sollevarsi dal semplice banchetto funebre.

    Non è dunque escluso che la suggestiva rappresentazione voglia alludere ad una delle più antiche celebrazioni eucaristiche.

    Ancora più enigmatica e interessante appare una pittura che decora uno dei cubicoli dei sacramenti nella più antica area del complesso callistiano. Sulla parete di fondo si riconoscono una scena di banchetto e una singolare situazione figurativa con un personaggio maschile che impone solennemente le mani su un tavolo su cui sono, presumibilmente, dei pani. A fianco, una donna solleva le braccia nel largo gesto dell’orante. Il complesso figurativo – riferibile agli anni Trenta del III secolo – vuole tradurre evidentemente in figura il sacrificio eucaristico.

    Ancora all’ eucarestia dovrebbe alludere un affresco che decora un cubicolo doppio nell’ antica area di Lucina, sempre nel comprensorio callistiano. La pittura, che risale alla prima metà del III secolo, riduce la rappresentazione complessa del banchetto, estrapolandone solo un grande pesce su cui posa un cesto di pani e un bicchiere di vino rosso, che si intravede al di là dell’intreccio vimineo.

    Queste rare testimonianze iconografiche, che tanto hanno fatto discutere gli studiosi del passato, rappresentano gli unici esempi di un’ arte che diviene simbolo pregnante e suggestivo dell’ eucarestia, aprendo la strada a elaborazioni artistiche più complesse, che appariranno solo nel IV secolo, quando le pitture delle catacombe, ma anche i rilievi dei sarcofagi accoglieranno l’ episodio neotestamentario della moltiplicazione dei pani che, come è intuitivo, allude direttamente alla «refezione delle turbe» e, da ultimo, alla distribuzione del cibo eucaristico.

    Fonte: Daily focus

  • Rovesciare gli Idoli è l’Ep d’esordio de Le Metonimie

    Con un sound al confine tra l’indie-rock britannico e il punk-rock californiano, Le Metonimie ci accompagnano, con la loro prima fatica, per 15 minuti in un breve ma intenso viaggio musicale che riesce a conquistare anche il più disattento ascoltatore.

    Rovesciare gli Idoli è un Ep caratterizzato da un sound minimale ma diretto e sicuramente d’impatto. La canzone d’apertura Cieli Neri, ad esempio, è musicalmente farcita da un giro di chitarra che penetra nell’udito dell’utente e che gli si annida insidioso nella mente. I testi, poi, sembrano essere piuttosto ambiziosi e voler sfiorare l’idea di “concept album”, come se tutte le canzoni fossero accomunate dalla presenza di un unico protagonista, inizialmente infastidito dalla realtà guerrigliera che lo circonda e che, ciononostante, riesce poi a trovare anche dei momenti di quiete per poter accantonare la rabbia fomentata dall’esterno e praticare un po’ di introspezione. Ed ecco quindi che dalla protesta socio-politica si parla di sentimenti, di emozioni e di istinti.

    Scordatevi quindi le intricate tematiche Nietzschiane da cui trae origine il titolo dell’opera; i testi, sebbene criptici e misteriosi, parlano di guerra (Cieli Neri), disoccupazione (D.I.L), amore platonico (Musa) ed amor carnale (per non usare la parole dalle tre “s”), come suggerisce la denominazione del brano Figli degli Impulsi ed il verso da esso tratto che recita “siamo tutti figli degli impulsi irruenti”.

    Nihil sub sole novi potrebbe asserire qualcuno, però si tratta pur sempre di argomenti cari ai giovani d’oggi ed il poetico modus narrandi di questi quattro trevigiani difficilmente vi lascerà indifferenti.

    https://soundcloud.com/lemetonimie/sets/rovesciare-gli-idoli

  • Fiesole (FI) – Biblioteca Comunale – 19/11/2016 Presentazione IL PIAVE MORMORA ANCORA

    Sabato 19 novembre 2016 alle ore 16.30, Élisabeth Groelly, autrice del romanzo IL PIAVE MORMORA ANCORA, incontrerà il pubblico nella Biblioteca Comunale di Fiesole in Via Sermei, 1 a Fiesole. La presentazione rientra nell’ambito della manifestazione il Tè alle Cinque in Biblioteca organizzato dall’Associazione Amici della biblioteca di Fiesole in collaborazione con Il Palinsesto snc e il Ristorante India.

    I temi toccati, di estremo interesse, si spostano dai più evidenti legati al disastro della diga del Vajont e prima ancora la Grande Guerra, al rapporto con la psichiatria e con i cosiddetti “malati di mente” sulla base delle conoscenze e credenze scientifiche di quegli anni.

    Insieme all’Autrice, Tamara Tagliaferri, curatrice della manifestazione e Paola Marchese, editrice del libro.

     

    Il Piave mormora ancora edito da Conti Editore di Morgex (AO).

    Un uomo lascia la Francia per il Veneto. È Zoldo Fattori, che, dopo una vita spesa nell’insegnamento e senza più vincoli in terra francese, vede il Veneto come l’agognato approdo dei suoi passi e pensieri. Là è il mondo mitico degli avi, ma anche il funesto teatro del Vajont, dove perirono duemila persone, tra cui sua madre e le sue sorelle: un evento che doveva segnare a fuoco i suoi giorni a venire. Oggi, nel trasferire in patria le ceneri del padre, Zoldo tenterà di ritessere quella trama impalpabile di sogni che dovrebbero riportarlo a Eretta, la ragazza poco più grande di lui, incontrata subito dopo la tragedia. Nuovi giorni, incontri e nuove suggestioni finiranno per schiudersi all’animo incontaminato di questo sessantenne sensibile quanto generoso. Così, nel contrappunto delle sue emozioni, trascorre il racconto, proprio come quel fiume che il titolo riecheggia…

     

    Élisabeth Groelly, insegnate d’inglese fino al 2010 in una Scuola Media di Aix en Provence, negli ultimi anni della sua carriera ha realizzato molti progetti culturali interdisciplinari con l’Italia e in particolare con la zona dell’Altopiano di Asiago e Venezia. L’approccio e la concretizzazione di questi progetti Le hanno consentito di avvicinare temi storici importanti come la Prima Guerra Mondiale, la Resistenza e le battaglie partigiane che sono state combattute per chiudere il secondo conflitto mondiale. Un particolare interesse ha rivestito il ritrovamento di un diario di guerra scritto da un soldato italiano coinvolto nella battaglia sul fiume Isonzo.

  • Autoradio si presenta al pubblico

    Siamo Max & Arianna , conduciamo AUTORADIO e ci avvaliamo della regia di Klaus G.
    Autoradio é una rubrica satirica che cerca di presentare gli Artisti nel loro intimo e molte interviste, sono fatte sia a persone famose che ad emergenti.
    Utilizziamo la loro Arte come pretesto per presentarvi la persona reale, più umana, più vera.
    Una delle particolarità di Autoradio sono le interviste con i “Botta e Risposta” davvero unici e divertentissimi.
    AUTORADIO è la rubrica radiofonica satirica..più esuberante che ci sia..!!!!
    Seguite Autoradio su Facebook e su Spreaker:
  • In libreria da oggi “AnnaSole e Timo” per BdS-Junior Leucotea.

    Libro da colorare, diario di avventure, libro dei giochi: il tutto in un libricino agile e compatto illustrato dall’imperiese Roberta Michetti
    «Una mattina Anna Sole si è svegliata e ha visto un ricciolo di coda sbucare dal comodino. Ha aperto subito il cassetto e fra calzini e mutandine ha trovato Timo. Che sorpresa! AnnaSole e Timo è la storia di un’amicizia fantastica. È un libro gioco da colorare, con multi attività da scoprire e portare sempre con sé!»
    L’autrice, Carlotta De Melas, vive a Sanremo dove scrive, gestisce una libreria per bambini e fa la moglie e la  mamma. Fin da piccola avrebbe voluto avere un amico come Timo e una casa  sull’albero. Ha avuto quaderni bellissimi da riempire con la fantasia. Così sono  nate le sue storie, tanti anni fa.
  • Lavori di giardinaggio: il tagliasiepi con lama doppio taglio

    Il segreto per creare e curare il giardino dei nostri sogni, ricco di piante e siepi, sta nella passione che impieghiamo nel renderlo giorno dopo giorno un gioiello da vivere e ammirare. Ma, ad affiancare la passione, non può mancare di certo un attrezzo fondamentale, che ci verrà in grande aiuto e ci garantirà risultati perfetti con poca fatica e spendendo poco: parliamo del tagliasiepi, in particolare del tagliasiepi con lama doppio taglio, che facilita il lavoro di potatura raddoppiando le prestazioni.

    Il tagliasiepi è uno strumento immancabile per la potatura delle siepi di notevoli dimensioni, per cui il lavoro con le cesoie diverrebbe lunghissimo e faticoso. Se amiamo i lavori di giardinaggio e vogliamo dedicarci al nostro giardino, senza affidarci necessariamente ad un giardiniere professionista per rifinire le nostre siepi, ci basta acquistare un tagliasiepi con lama a doppio taglio, che renderà il nostro lavoro più semplice, veloce ed economico. La scelta del tagliasiepi va fatta con attenzione, prendendo in considerazione la grandezza e la tipologia delle piante del nostro giardino, oltre alla nostra costituzione, che ci indicherà informazioni utili per la scelta delle soluzioni più confortevoli e alla nostra portata.

    La tipologia della siepe o delle piante del nostro giardino ci indicherà la potenza del tagliasiepi che conviene acquistare:

    piante esili e poco robuste possono essere tagliate con tagliasiepi dal motore mediamente potente e più maneggevole, come il tagliasiepi a batteria o a corrente elettrica, mentre, se abbiamo piante da potare più robuste, conviene far ricadere la scelta sul tagliasiepi con motore a scoppio, più potente e professionale, ma con lo svantaggio di avere un attrezzo più rumoroso, pesante e alimentato con combustibile. Per piccoli lavori di potatura che non richiedono potenza elevata del motore, consigliamo il tagliasiepi a batteria rispetto al tagliasiepi con cavo elettrico, in quanto l’assenza di cavo elettrico permette una maggiore comodità e non vincola i movimenti a grande distanza. E’ importante dire che la potenza di un motore al di sotto dei 500 W non offre grandi prestazioni e può non svolgere un buon lavoro di potatura per rami di medio spessore.

    La grandezza della siepe fornisce un ulteriore dettaglio, non di qualità ma di necessità, per la scelta del tagliasiepi più appropriato: se la siepe è molto alta, dobbiamo puntare su un tagliasiepi con barra adeguatamente lunga, ma bisogna tenere in conto che maggiore sarà la lunghezza della barra, minore sarà la precisione di taglio. Quindi il nostro consiglio è di valutare il rapporto fra la distanza massima di taglio e la precisione che si vuole ottenere, per avere un risultato sufficientemente adeguato.

    Le caratteristiche che non devono sfuggire alla nostra analisi sono legate alla comodità e alla maneggevolezza dell’utensile in relazione alla nostra costituzione: dobbiamo valutare il peso del tagliasiepi, che influisce sulla capacità di lavorare alla potatura per lungo tempo e, in genere, consigliamo di non scegliere modelli con un peso superiore a 5 kg. L’ergonomia del tagliasiepi è già di per sé non molto comoda, ma esistono modelli con più impugnature antiscivolo, che facilitano l’operazione di potatura e la rendono meno faticosa. Altro elemento da tenere in considerazione è il valore di rumore e vibrazione, che possono risultare fastidiosi per lunghi lavori di giardinaggio.

  • Monsignor Gianni Carrù: Memoria e tradizione delle sepolture dei vescovi di Roma

    Monsignor Gianni Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ripercorre i luoghi in cui i Pontefici furono sepolti, attraverso il Liber Pontificalis. Giovanni Carrù identifica quindi 4 gruppi: aggregazione intorno alla tomba-simbolo del principe degli apostoli, il tempo dell’autocoscienza comunitaria, il tempo dell’«attrazione devozionale», e infine, la civitas leoniana.

    3-affrescoCallisto.jpgMemoria e tradizione delle sepolture dei vescovi di Roma
    Tutte le tombe dei Papi (da Pietro a Felice III)
    di Giovanni Carrù

    Il Liber Pontificalis, un’opera composta nel VI secolo per raccogliere i dati relativi alle biografie dei primi Pontefici e alla loro attività, riporta, in chiusura di ogni «vita», il luogo in cui ciascun Papa fu sepolto. L’ attento esame di questi dati d’ archivio suggerisce una suddivisione di questi luoghi in quattro grandi gruppi, che seguono una coerente cronologia e un’omogenea organizzazione interna delle notizie, tanto che gli archeologi e gli storici della Chiesa antica hanno sempre guardato a questo prezioso documento, come alla testimonianza-base per giudicare il riscontro e la giustapposizione della fonte e dei monumenti conservati e rinvenuti, oppure irrimediabilmente perduti.

    La prima notizia riguarda, ovviamente, Pietro che, secondo il Liber Pontificalis: sepultus est via Aurelia, in templo Apollinis, iuxta locum ubi crucifixus est, iuxta palatium neronianum in Vaticanum, in territorium Triumphale, via Aurelia. A questo dettagliato resoconto, che disegna le coordinate topografiche e monumentali della tomba del principe degli apostoli, fa seguito il primo dei quattro gruppi, che raccoglie i primi quattordici successori di Pietro, da Lino a Vittore, i quali, con l’unica eccezione di Clemente, che fu sepolto in Grecia, e di Alessandro che fu tumulato al settimo miglio della via Nomentana, sono tutti ricordati come inumati iuxta corpus beati Petri in Vaticano. Tra questi, vanno ricordati Anacleto, Pio, Sotero, Eleutero, Vittore, Lino, Cleto, Evaristo, Sisto, Telesforo, Igino e Aniceto.

    Il secondo gruppo comprende i Pontefici, le cui tombe si concentrano nel comprensorio callistiano. Il motivo risiede nel processo storico, che aveva accompagnato la Chiesa romana verso l’affermazione della cosiddetta Chiesa monarchiana, sul cui fenomeno ha scritto, di recente, nitide pagine Manlio Simonetti. Questa precisa tendenza costruisce l’idea di creare una sorta di «sacrario pontificio» del III secolo, seguendo, comunque, i canoni dell’estrema sobrietà e dell’assoluta semplicità, che caratterizzano le sepolture dei cristiani ordinari del tempo. Il gruppo, che si sviluppa dal pontificato di Zefirino (198-217) a quello di Milziade (311-314), vede alcune eccezioni e, in particolare, quelle relative a Papa Callisto (217-222), che, nonostante avesse amministrato il cimitero ufficiale della Chiesa romana sulla via Appia, sepultus est cymeterio Calepodi, via Aurelia (Liber Pontificalis I, 62); a Papa Urbano (223-230), che, presumibilmente, sepultus est cimiterio Praetextati via Appia (ibidem I, 62); ai Papi Marcellino (295-303) e Marcello (308-309), sepolti nel cimitero di Priscilla (ibidem, I, 72 e 74); a Papa Felice (269-274), seppellito sulla via Aurelia miliario II (ibidem, I, 70). Tra queste eccezioni, emerge quella relativa a Papa Callisto che fu ucciso durante un tumulto nel Trastevere e, per questo, gettato nel pozzo della sua residenza. Ebbene, in quel grave momento, essendo il quartiere presidiato e isolato, non si ebbe il coraggio di raggiungere la via Appia, per la sepoltura e si preferì sistemare le spoglie del Pontefice nel più vicino cimitero di Calepodio, situato sulla via Aurelia.

    Dopo l’editto di tolleranza del 313, diviene meno urgente il desiderio di riunire in un unico sito le sepolture dei Pontefici ed è così che il terzo gruppo di sepolture, relativo a tredici Papi, si disperde in vari luoghi. E infatti, Silvestro (314-335), Liberio (352-366), Siricio (384-399) e Celestino (422-432), furono sepolti in cymiterio Priscillae (Liber Pontificalis i, 80, 84, 86, 88); Marco (336) fu tumulato nella basilica circiforme recentemente scoperta presso il cimitero di Balbina sulla via Appia; Giulio (337-352) fu inumato nel cimitero di Calepodio, vicino al sepolcro di Callisto (ibidem, I, 82); Felice II antipapa (355-365) e Damaso (366-384), furono sepolti nelle basiliche, che si erano fatti costruire, rispettivamente sulla via Aurelia e sulla via Appia (ibidem, I, 84); Anastasio (399-401) e Innocenzo (401-417) sono seppelliti nel cosiddetto cimitero ad ursum pileatum, ossia nelle catacombe di Ponziano a Monteverde (ibidem, I, 86); Zosimo (417-418) e Sisto III (432-440) sono tumulati uxta corpus beati Laurenti sulla via Tiburtina (ibidem, I, 86, 88); Bonifacio (418-422) fu sepolto nel cimitero di Felicita, sulla via Salaria, dove, peraltro, si era ritirato negli ultimi anni di vita, al tempo dello scisma di Eulalio (ibidem, I, 88).

    La dislocazione delle sepolture di questo gruppo, dipende dal fiorire dei loca sanctorum, ovvero dei sepolcri dei martiri romani, che attraggono le «tombe eccellenti» dei vescovi dell’Urbe, secondo una prassi comune a tutta la comunità cristiana, una prassi, che sorge spontaneamente e che sfocerà nella creazione dei grandi santuari del suburbio romano.

    Il quarto e ultimo gruppo si inaugura con il pontificato di Leone I (440-461), allorquando i Papi tornarono a farsi seppellire in Vaticano. Anche in questo caso non mancano le eccezioni: Ilaro (461-468), infatti, sepultus est ad sanctum Laurentium, in crypta, iuxta corpus beati episcopi Xysti(Liber Pontificalis, I, 92), mentre Felice III (483-492) sepultus est apud beatum Paulum (ibidem, I, 94).

    I quattro gruppi di sepolture ci suggeriscono come la prassi funeraria relativa sia coerente alla linea del pensiero della comunità cristiana di Roma che, in un primo momento, si aggrega attorno alla tomba-simbolo del principe degli apostoli, sito privilegiato del culto dell’immediatezza e dell’urgenza di una comunità in formazione, che cerca un unico ed esclusivo luogo della memoria, dell’identità, della fede. A questo primo fenomeno, che si configura come un gesto simbolico e come l’approdo cristiano dal luogo della «terra» a quello delle «genti», segue il tempo dell’autocoscienza comunitaria, che si struttura secondo uno schema episcopale monarchico, pronto a esprimere, anche nel sistema funerario pontificio, quella tensione gerarchica, che sfocia nella creazione della Cripta dei Papi nel cuore del comprensorio callistiano. Qui la volontà del Pontefice e dei suoi diretti collaboratori diviene più concreta e giudicabile, allorquando si isola il «sacrario pontificio» dal resto del cimitero comunitario, configurando, però la Cappella dei Papi come un gioiello prezioso, solo dal punto di vista della selezione dei «defunti eccellenti» che vi sono ospitati, incastonato in un infinito «dormitorio» dove i defunti ordinari riposano in sepolcri semplici e assai simili, nella tipologia, a quelli dei Pontefici. Viene poi, il tempo dell’«attrazione devozionale», quando i sepolcri dei campioni della fede, disseminati nei cimiteri del suburbio romano, svolgono un naturale ruolo di aggregazione, dando luogo a quei martyria, che fungono da nuclei genetici di formazione di vere e proprie città nella città e che sfoceranno nella creazione della Giovannipoli e della Laurenziopoli, ma anche dei centri sorti attorno alle tombe di Paolo e di Pietro.

    E alla sepoltura di quest’ ultimo si tornerà naturalmente, per l’influsso importante dello straordinario pensiero di Leone Magno che, restituendo dignità, dimensione e culto alla sepoltura del primo Pontefice, realizzerà il primo progetto di una civitas, di una polis, di un castrum, che troverà il suo naturale estuario nel medioevo con la civitas leoniana.

    Fonte L’Osservatore Romano

  • Milano Art Gallery: grande attesa per la mostra presentata da Sgarbi

     

    È ormai prossima l’apertura della mostra “Riflessioni Contemporanee” allestita in una delle più storiche gallerie italiane presente a Milano da quasi 50 anni: “Milano Art Gallery” in via Alessi, 11.

    La mostra si terrà dal 16 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. Presenza d’eccezione durante il vernissage inaugurale, fissato in data venerdì 16 dicembre alle ore 18.00, sarà il noto critico Vittorio Sgarbi. L’esposizione vede protagonista un selezionato gruppo di talentuosi artisti contemporanei, italiani e stranieri, all’insegna della libera espressione creativa e dello spirito cosmopolita.

    L’organizzatore spiega “La mostra, come da nostro filo conduttore portante, sarà una commistione eterogenea di generi e di stili diversi, per dare voce alla fantasia e all’estro di ciascun artista partecipante. La presenza autorevole di Sgarbi è per noi sempre molto positiva e darà l’opportunità di valorizzare ancora di più le opere esposte e dare ulteriore visibilità”.

    E prosegue “Concludiamo così in modo simbolico nel nostro spazio milanese, un anno che ha avuto un calendario ricco di eventi, che hanno ottenuto grande risonanza e forti consensi. Siamo molto soddisfatti e compiaciuti di questi ottimi riscontri e ci prepariamo ad un 2017 pieno di importanti iniziative, con tanti nomi di spicco e un programma sempre interessante, per incentivare la diffusione a tutto tondo dell’arte e della cultura e renderla accessibile a tutti i target di fruitori”.