Autore: Andrea Polo

  • Nasce l’Osservatorio Nazionale su consumi, prezzi e tariffe

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, e Consumerismo No Profit, associazione a difesa dei consumatori guidata da Luigi Gabriele, hanno firmato un protocollo di intesa dando vita all’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe (ONAC).

    L’Osservatorio sarà un appuntamento periodico, con cadenza trimestrale, pensato per raccontare ai consumatori e ai media come si evolvono nel tempo i costi delle principali voci di spesa familiare, quali siano le cause dietro la variazione dei prezzi e per fornire, al contempo, suggerimenti e consigli per far fronte agli aumenti e, più in generale, risparmiare sulle spese domestiche.

    L’obiettivo è quello di spiegare in modo semplice ed efficace, attraverso numeri e analisi, come cambiano le spese di casa e dare ai consumatori strumenti di conoscenza per fare scelte consapevoli in materia di finanza personale e per riempire il carrello della spesa in modo saggio.

    Al contempo, l’Osservatorio mira ad offrire all’opinione pubblica, alla politica e ai media una lente di ingrandimento capace di rilevare ed esaminare eventuali trend e fenomeni legati al mondo delle spese domestiche.

    «Siamo contenti di questo nuovo progetto al fianco di Consumerismo No profit», commenta Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it «L’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe rappresenta l’evoluzione naturale di un’alleanza nata lo scorso anno con l’iniziativa Stop alle truffe e che ci vede ancora una volta al fianco dell’associazione per aiutare i cittadini. Come Facile.it siamo, da sempre, impegnati in prima linea non solo nell’offrire ai consumatori strumenti concreti per risparmiare sulle principali spese domestiche, ma anche nel fornire loro conoscenze e competenze che aiutino a fare scelte consapevoli e informate. Consumerismo No Profit sposa la nostra stessa filosofia e per questo abbiamo pensato di unire le forze al servizio dei consumatori italiani.».

    «Unire competenze per migliorare la consapevolezza e l’informazione dei cittadini sui temi di consumo», continua Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit «Non dare numeri a caso e saper orientare i consumatori con facilità, ma al contempo autorevolezza, è il nostro principale obiettivo. Nella modernità che viviamo tutto è comunicazione e tutto è consumi. Quindi l’idea è di dare origine ad un osservatorio che sappia tradurre numeri e dati in informazioni utili ai cittadini e allo stesso tempo contribuire con serietà a generare una informazione, semplice, chiara e attendibile. Per nulla scontata l’attendibilità dei dati, che oggi giorno sono facili da essere manomessi, condizionati ed anche interpretati. Con questo sodalizio mettiamo a disposizione dei lettori e dei tele/radio spettatori, dossier, ricerche e interpreti che con assoluta terzietà sapranno garantire una informazione consumeristica affidabile e indipendente.».

  • Casa: 5 milioni di italiani hanno subito danni da maltempo

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, nell’ultimo anno circa 5 milioni di italiani hanno subito danni alla propria abitazione causati da maltempo o calamità naturali. Di questi, solo 1 su 3 aveva una polizza assicurativa personale a tutela dell’immobile.

    Analizzando più da vicino le risposte di coloro che hanno dichiarato di aver subito danni all’abitazione legati ad eventi atmosferici – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – emerge che il fenomeno dannoso più comune è stata la grandine, indicata dal 49% dei rispondenti, seguono i danni da vento (diretti o da cose trasportate) indicato dal 39,7% dei danneggiati.

    Altro elemento che ha creato gravi problemi è stata l’acqua: il 23,3% dei danneggiati ha dichiarato di aver subito danni a seguito di un’alluvione, mentre il 18,1% per via di un allagamento. Chiudono la graduatoria i danni da terremoto, indicati dall’8,6% dei rispondenti, e quelli da gelo (2,6%).

    Le assicurazioni casa

    In Italia il 78% degli immobili è costruito in zone a rischio idrogeologico e l’aumentare dei fenomeni atmosferici di forte intensità ha ampliato il numero di case potenzialmente esposte ai danni da maltempo; nonostante questo, però, gli italiani si confermano essere un popolo che si assicura poco. Guardando ai risultati dell’indagine emerge che appena poco più di 1 danneggiato su 3 aveva, al momento del sinistro, una copertura assicurativa sottoscritta per tutelarsi dagli eventi, mentre il 27% ha potuto godere unicamente della polizza condominiale. Preoccupa anche sapere che quasi 4 danneggiati su 10, pari a circa 1,8 milioni di italiani, non hanno potuto contare su alcuna copertura.

    Unica nota positiva: 8 rispondenti su 10, a seguito del danno, hanno deciso di assicurare la propria abitazione contro gli eventi atmosferici e le calamità naturali; il 28% ha già sottoscritto una polizza, il 53% la sta cercando ed è intenzionato a farla.

    Quanto costano le polizze?

    Per analizzare i costi delle polizze casa Facile.it ha preso in esame un appartamento da 100 metri quadri, del valore di 200.000 euro, ubicato a Milano, Modena e Bari.

    I prezzi per una polizza assicurativa per la casa a copertura dei danni al fabbricato causati da maltempo partono da 54 euro annui (Modena), 67 euro (Milano) e 94 euro (Bari). Se si vuole aggiungere anche la copertura dei danni al contenuto, si trovano polizze con prezzo di partenza pari a 94 euro su tutte e 3 le città esaminate.

    Aggiungendo la copertura per il terremoto si sale a 110 euro annui (Milano), 162 euro (Bari) e 214 euro (Modena). Attenzione però, perché la copertura terremoti copre i danni subiti dal fabbricato, non quelli al contenuto, ed esistono diversi livelli di copertura che offrono rimborsi più o meno alti in caso di evento sismico e il prezzo varia notevolmente in base a questi parametri.

    Aggiungendo anche la copertura dell’evento “alluvione” il costo salirebbe a 312 euro annui su Milano, 624 euro su Bari e 636 euro su Modena; si tratta, nel caso della copertura dai danni di un’alluvione, di polizze non molto diffuse e spesso fatte su misura, pertanto il premio potrebbe variare sensibilmente a seconda della compagnia assicurativa.

    «Il consiglio, quando si è alle prese con la scelta di una polizza casa, è di guardare con attenzione quali siano le condizioni offerte, i massimali, la presenza di franchigie o scoperti e le esclusioni, vale a dire quelle tipologie di sinistri che non vengono coperti dall’assicurazione», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Le garanzie offerte possono variare notevolmente tra una compagnia e l’altra; parlando di polizze casa contro i danni da eventi atmosferici, ad esempio, è bene sapere che in alcuni casi vengono esplicitamente esclusi fenomeni come alluvione, inondazione e terremoti, mentre in altri casi sono coperti solo attivando delle specifiche coperture ad hoc».

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Cambi di poltrone in Facile.it: Scordo nuovo CFO, Tallia Chief of Human Resources, Legal and General Services

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, annuncia oggi la nomina di Alessandro Tallia a Chief of Human Resources, Legal and General Services e quella di Pasquale Scordo a nuovo Chief Financial Officer. Gli incarichi saranno effettivi a partire dal 1° gennaio 2024.

    Dopo aver maturato una solida esperienza in ambito finanziario, di compliance e di sistemi di controllo interno in diverse società di consulenza, Alessandro Tallia entra in Facile.it nel 2012 con il ruolo di CFO, occupandosi quindi fin da subito della gestione finanziaria del comparatore. Nel 2023, oltre alla carica di CFO, acquisisce anche quella di HR Director. Con il nuovo ruolo di Chief of Human Resources, Legal and General Services, gestirà e sarà Responsabile del team HR, dell’ufficio Legal e del team Facility.

    «Sono entrato in Facile.it poco dopo la sua nascita e in quasi dodici anni abbiamo creato una realtà solida che è cresciuta a ritmi vertiginosi», ha dichiarato Alessandro Tallia. «Dopo tanti anni a lavorare con i numeri, sono onorato che l’azienda mi abbia dato l’opportunità di concentrarmi sulla gestione di diversi team e sono contento di aver lasciato il mio posto di CFO a Pasquale; sono certo che con la sua grande esperienza potrà contribuire concretamente all’ulteriore sviluppo di Facile.it».

    Pasquale Scordo, che subentra ad Alessandro Tallia nel ruolo di Chief Financial Officer, dopo aver iniziato il suo percorso in consulenza presso PwC, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità prima in Tenova (società del Gruppo Techint) dove è stato responsabile del Controlling ed M&A della business unit Metals per poi unirsi al team di Facile.it nel 2019.

    Entra in azienda come PMO e Responsabile dei progetti speciali, occupandosi negli anni successivi anche di Investor Relations, M&A e, dal 2022, anche dell’area di Reporting and Controlling. Con il nuovo incarico di CFO, anch’esso effettivo a partire dal nuovo anno, Scordo assume la responsabilità della gestione e della pianificazione generale di tutte le attività finanziarie dell’azienda.

    «È da poco più di quattro anni che sono in Facile.it e fin da subito ne ho condiviso i valori e gli obiettivi», ha dichiarato Pasquale Scordo. «Sono grato che l’azienda abbia riposto in me così tanta fiducia e mi abbia affidato questo incarico che assumo con grande entusiasmo e con l’obiettivo di continuare a contribuire alla crescita attesa nei prossimi anni e dare continuità all’eccellente lavoro svolto da Alessandro».

  • Bollette: 13 MLN non sanno della fine del tutelato

    Nessun rinvio per la fine del mercato tutelato dell’energia; ma gli italiani sono pronti? Pare di no, almeno per gli oltre 13 milioni di connazionali che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat*, nemmeno sanno che il servizio di tutela è destinato a chiudere. Addirittura, quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente sia nel mercato tutelato o nel libero.

    Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero.

    La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé, inevitabilmente, una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate; ad esempio, circa 1 milione di connazionali hanno detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Truffe Rc auto e moto: oltre 2,3 milioni di vittime in un anno

    In soli 12 mesi sono stati più di 2,3 milioni gli italiani che hanno subito una truffa o un tentativo di truffa nell’ambito dell’assicurazione Rc auto o moto, ben il 300% in più rispetto alla rilevazione dell’anno precedente, con un danno stimato di quasi 700 milioni di euro. Questi sono solo alcuni dei numeri emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat.

    «Un aumento tanto rilevante delle frodi in un periodo così ristretto», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, «può essere letto anche in relazione ai rincari subiti dagli automobilisti e motociclisti per sottoscrivere una polizza e la conseguente voglia di cercare possibilità di risparmiare, purtroppo non sempre affidandosi a metodi sicuri.»

    In appena 12 mesi il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 31,5% arrivando, lo scorso mese, a 610,87 euro, mentre quello per le due ruote è salito del 41,4%, raggiungendo i 572,97 euro.

    «Gli italiani vogliono risparmiare ed i malfattori sfruttano questa necessità per far cadere nella propria trappola gli utenti», continua Ghizzoni «Basta, però, seguire alcuni semplici accorgimenti per mettersi al riparo dalle frodi e godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle assicurazioni auto e moto».

    Truffe Rc auto: i canali e le vittime prediletti

    Se per le truffe Rc auto o moto gli italiani hanno perso complessivamente quasi 700 milioni di euro, l’indagine ha messo in evidenza come il danno medio per ogni truffato sia stato di circa 287 euro, in lievissimo aumento rispetto al 2022 (268 euro).

    Ma attraverso quali strumenti vengono portate a termine le frodi? Dall’analisi è emerso come il web sia uno dei canali più utilizzati tanto che nel 42% dei casi le truffe o i tentativi di truffa hanno avuto inizio con una falsa email che rimanda a siti clone. In quasi 1 caso su 4, invece, si è trattato di un finto call center; questa modalità risulta più che raddoppiata rispetto alla rilevazione precedente, passando dall’11,1% al 23%.

    Seguono poi, tra gli strumenti maggiormente utilizzati, gli SMS (21%) ed il porta a porta (20%). Non mancano, infine, le frodi attraverso i social network e le App di messaggistica istantanea, che rappresentano i canali attraverso i quali sono caduti in trappola, rispettivamente, il 9% e l’8% dei rispondenti.

    Guardando al profilo di chi è stato truffato o, comunque, ha subito un tentativo di frode in relazione all’assicurazione Rc auto o moto, l’indagine ha sottolineato come siano stati gli intervistati con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni la categoria prediletta dai malfattori, con una percentuale di vittime pari al 9,1% (a fronte di una media nazionale pari al 5,6%). Su base territoriale, invece, sono stati gli abitanti del Sud e delle Isole ad essere maggiormente truffati (6,8%), seguiti dai residenti del Centro Italia (5,9%).

    Se si considera, infine, il livello di istruzione dei rispondenti, emerge che i più colpiti sono gli intervistati con un titolo di studio universitario, con una percentuale di vittime pari al 7,8%.

    Quasi 1 su 2 non denuncia

    Cosa accade dopo la truffa? Purtroppo, quasi 1 vittima su 2 (48%) non denuncia la frode, percentuale pari a quasi 1,2 milioni di italiani; il numero di persone che ha dichiarato di non aver denunciato l’accaduto risulta in aumento rispetto alla rilevazione precedente quando era pari al 41,7%.

    Tra chi ha deciso di non sporgere denuncia, il 31,3% ha detto di non averlo fatto perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero – percentuale più che raddoppiata rispetto allo scorso anno (13,3%) – più di 1 su 4 (27,1%) perché si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 20,8% perché il danno economico era basso.

    Cala, invece, la percentuale di coloro che decidono di non denunciare perché certi che non avrebbero comunque recuperato quanto perso, valore passato dal 33,3% del 2022 al 16,7% del 2023.

    Proprio per insegnare ai consumatori a difendersi e riconoscere le frodi e i tentativi di truffa, Facile.it ha creato una semplicissima guida in cinque punti accessibile online all’indirizzo https://www.facile.it/spazio-sicurezza.html e disponibile anche in formato podcast su Spotify e al sito https://www.facile.it/podcast.html.

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Bollette: Italia sesto paese più caro d’Europa per l’elettricità

    In Italia per cucinare con un forno elettrico spendiamo 77 euro in un anno, vale a dire il 42% in più degli svedesi, il 63% in più dei francesi e addirittura più del doppio (+107%) degli spagnoli. La differenza? No, non sono le ricette, ma le tariffe dell’elettricità. Facile.it ha preso in esame gli ultimi dati Eurostat relativi al prezzo medio dell’elettricità applicato ai clienti domestici in Europa* scoprendo che, nel primo semestre dell’anno, l’Italia è stato uno dei paesi con le tariffe più elevate.

    Nello specifico, tra i 27 paesi dell’UE, l’Italia è risultata essere il sesto paese più caro per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica, con una tariffa media, incluse tasse ed oneri, pari a 0,378€/kWh. Pochi gli stati dell’UE con un valore più alto; tra questi ci sono, ad esempio, i Paesi Bassi (+26%), il Belgio (+15%) e la Germania (+9%). Più lunga la lista dei Paesi con un prezzo più basso del nostro: limitandosi ai principali, troviamo la Svezia (-29%), l’Irlanda (-35%), Francia e Grecia (entrambe -39%), la Spagna (-52%), per non parlare dell’Ungheria, dove la tariffa media per i clienti domestici è stata addirittura più bassa del 69%.

    Quanto ci costa usare gli elettrodomestici

    Che impatto ha sulle tasche dei consumatori la differenza di tariffa? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici, prendendo in considerazione modelli in classe B*.

    Ecco allora che, a parità di condizioni, si scopre che per fare la lavatrice (220 lavaggi l’anno) in Italia spendiamo circa 111 euro di corrente, mentre i francesi devono mettere a budget appena 68 euro, che scendono a 53 euro in Spagna. Magra consolazione: per tedeschi e belgi la spesa supera i 120 euro.

    Capitolo frigorifero; tenendo conto che lo usiamo quasi ininterrottamente tutto l’anno, la differenza tra i diversi stati d’Europa si fa sentire ancora di più: ad esempio, per alimentare un apparecchio in classe B occorrono circa 193 euro l’anno in Italia, mentre gli irlandesi spendono 126 euro, che diventano 105 euro per chi vive in Portogallo e, addirittura, appena 93 euro per chi risiede in Spagna.

    Anche per lavare i piatti con la lavastoviglie si spende notevolmente di più in Italia; usando l’elettrodomestico a giorni alterni spendiamo 92 euro l’anno. Se è vero che nei Paesi Bassi si arriva addirittura a 116 euro, va decisamente meglio, tra gli altri, in Grecia e Francia (entrambi 57 euro), in Spagna (45 euro) e in Ungheria (28 euro).

    Persino gesti comuni come guardare la televisione o asciugarsi i capelli assumono una dimensione economica diversa da un paese all’altro: per 4 ore di programmi televisivi al giorno, tutti i giorni, ad esempio, i 49 euro spesi dagli italiani diventano 32 in Irlanda, mentre un phon in azione per 5 minuti al giorno costa, all’anno, 23 euro nel Belpaese, 14 euro in Francia e 7 in Ungheria.

    La spesa di una famiglia tipo a confronto

    Prendendo come riferimento il consumo di una famiglia tipo italiana (2.700 kWh) e tenendo in considerazione le tariffe del primo semestre 2023 si scopre che, potenzialmente, in Italia quest’anno le bollette dell’energia elettrica potrebbero pesare per circa 1.021 euro. Nei paesi d’Europa dove l’energia è più cara, a parità di consumi, la spera arriverebbe ad esempio a 1.114 euro in Germania e 1.283 euro nei Paesi Bassi.

    Più fortunati altri cittadini europei; in Svezia, ad esempio, la bolletta della luce sarebbe pari a 720 euro, 669 euro in Irlanda e 628 euro in Grecia. Stessa famiglia, stessi consumi, ma se vive in Francia pagherebbe 626 euro, in Portogallo 559 euro, per non parlare della Spagna con i suoi 492 euro.

    Sebbene disti appena 750 km circa in linea d’aria dall’Italia, l’Ungheria – almeno dal punto di vista dei prezzi dell’energia elettrica – sembra essere distante anni luce: basti pensare che, a parità di consumi, con le tariffe in vigore nel primo semestre dell’anno, la spesa annua sostenuta dalle famiglie ungheresi sarebbe pari ad appena 313 euro.

    * Le tariffe medie di Eurostat fanno riferimento al primo semestre 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.

    * La stima sul costo in bolletta degli elettrodomestici tiene in considerazione le tariffe rilevate da Eurostat e i seguenti consumi: lavatrice (293 kWh/anno), frigorifero (509 kWh/anno), televisore (130 kWh/anno), forno elettrico (202 kWh/anno), lavastoviglie (245 kWh/anno), phon (61 kWh/anno). Ad eccezione del phon, sono stati presi a parametro i consumi di apparecchi in classe B della vecchia classificazione energetica (precedente alla modifica del 2021).

     

  • Continua a crescere l’Rc Auto: in Piemonte +29,7% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Piemonte per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,7% arrivando, a settembre, a 556,01 euro, vale a dire oltre 125 euro in più rispetto ad un anno prima.

    L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 600.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Piemonte e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province piemontesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Cuneo, dove a settembre le tariffe sono salite mediamente del 33% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 481,23 euro, seguita da Torino (+30,5%, 605,00 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Biella (+28,8%, 435,09 euro), a pari merito, Alessandria e Novara, che in 12 mesi hanno vissuto un incremento del 28,1%, salendo – rispettivamente – a 475,62 euro e 434,16 euro, ed Asti (+27,6%, 467,05 euro). Chiudono la classifica Verbano-Cusio-Ossola (+26,4%, 424,46 euro) e Vercelli, area che ha registrato un rialzo delle tariffe del 25,2%, arrivando a 430,06 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Torino è risultata essere la provincia più cara della regione, Verbano-Cusio-Ossola la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori piemontesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 39,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,1%), la tutela legale (16,1%) e la copertura furto e incendio (11,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   678.212 preventivi effettuati in Piemonte su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Assicurazione Auto Emilia-Romagna: +27,6% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Emilia-Romagna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,6% arrivando, lo scorso mese, a 521,14 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale è risultato essere in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province emiliano-romagnole.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Modena, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,1% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 527,51 euro, seguita da Bologna (+30,1%, 542,31 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Reggio Emilia, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 27,4% (518,59 euro), Rimini (+26,3%, 550,88 euro), Forlì-Cesena (+24,7%, 484,66 euro) e Parma (+24,3%, 494,27 euro).

    Chiudono la classifica Piacenza (+21,8%, 488,22 euro), Ferrara (+21,7%, 487,94 euro) e Ravenna, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 18,4%, arrivando a 518,48  euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Rimini è risultata essere la provincia più cara della regione, Forlì-Cesena la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori emiliano-romagnoli emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 37,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,8%), la tutela legale (16,4%) e la copertura furto e incendio (11,0%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  871.304 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • La bolletta spiegata facile: a Roma un evento per capire come leggere le bollette e risparmiare

    Prende il via da Roma l’iniziativa La bolletta spiegata facile, promossa da Facile.it in collaborazione con Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit e volto noto delle principali trasmissioni televisive a difesa dei consumatori. L’obiettivo è quello di insegnare a chi parteciperà all’incontro a leggere le bollette dell’energia elettrica e del gas, aiutandoli al contempo ad analizzare costi e consumi e a capire come risparmiare.

    L’evento, gratuito ma con disponibilità di posti limitata, si terrà sabato 11 novembre dalle ore 11.00 alle 13.00 presso il Facile.it Store di via Tiburtina (Via Tiburtina, 542).

    Quali sono le voci che pesano di più in bolletta? Perché spendo così tanto per l’energia? Devo cambiare fornitore? Meglio una tariffa fissa o una indicizzata? Con la fine del mercato tutelato, rischio di rimanere senza fornitura? Queste alcune delle domande che troveranno risposta durante l’evento grazie ai preziosi consigli di Luigi Gabriele.

    Il prezzo dell’energia sta aumentando: secondo l’ultimo aggiornamento Arera, le tariffe nel mercato tutelato sono salite del 18,6% per l’elettricità (quarto trimestre 2023) e del 12% per il gas (ottobre 2023), ma le tensioni a livello internazionale e l’aumento dei consumi tipico dei mesi invernali potrebbero contribuire a far crescere ulteriormente i costi. In aggiunta, nel 2024 dovrebbe scattare, salvo ulteriori rinvii, la fine del mercato tutelato, con 7 milioni di italiani per il gas e 5 milioni per l’energia elettrica che dovranno passare al mercato libero.

    «Se non si hanno strumenti adeguati, a partire dalla capacità di leggere e capire le proprie bollette, scegliere il fornitore adatto diventa difficile» spiega Daniela Zancan, Managing Director Facile.it Store. «Non solo si rischia di sbagliare spendendo più del necessario, ma ci si espone anche al rischio truffe».

    Truffe che, come emerso da un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e lanciata in occasione della presentazione del progetto “Stop alle truffe”, in soli dodici mesi hanno riguardato ben 4 milioni di italiani, con un danno stimato in circa 1,2 miliardi di euro.

    «Le bollette sono ormai un incubo per molte famiglie. In 20 anni siamo passati da un periodo relativamente calmo con prezzi bassi e stabili, ad un vero e proprio dramma per far quadrare i conti. Capire come è composta la bolletta è il primo passo per fare scelte consapevoli, e questa è ormai una necessità per molti italiani.», spiega Luigi Gabriele. «Non dobbiamo concentrarci solo su quanto si paga, ma dobbiamo comprendere cosa paghiamo e quali sono le informazioni essenziali in bolletta. Bisogna acquisire queste competenze ed è per ciò che insieme a Facile.it abbiamo deciso di rivolgerci ai consumatori, fornendo loro gli strumenti per evitare di rimanere truffati o di sottoscrivere un contratto troppo oneroso.»

    Per partecipare è necessario scrivere a [email protected]  o registrarsi a questo indirizzo: https://go.facile.it/survey-consumerismo

  • Rc Auto Veneto: +33,5% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 498,90 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Veneto per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 33,5% arrivando, lo scorso mese, a 498,90 euro, vale a dire oltre 125 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il quarto più elevato di tutta Italia, posizionandosi dopo Umbria (+37,9%), Lazio (+36%) e Sardegna (+34,4%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province venete.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Vicenza, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 496,72 euro, seguita da Treviso (+36,3%, 499,45 euro). Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Padova, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 34,8% (505,41 euro), Venezia (+34,3%, 536,18 euro) e Belluno (+33,2%, 454,72 euro). Chiudono la classifica Rovigo (+28,3%, 451,98 euro) e Verona, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 25,2%, arrivando a 468,75 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Venezia è risultata essere la provincia più cara della regione, Rovigo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 38,3% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,4%), la tutela legale (16,5%) e la copertura furto e incendio (10,4%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  880.848 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Manovra economica: oltre 11 milioni di italiani non ne sanno nulla

    Il Governo sta lavorando alla manovra fiscale, ma quanto ne sanno gli italiani di questo argomento? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, 7 rispondenti su 10 hanno dichiarato di essere informati sui provvedimenti allo studio dell’esecutivo anche se, ad un’analisi più approfondita, emerge che più di un rispondente su due (54,2%) ha in realtà una conoscenza superficiale e, addirittura, più di 11 milioni di italiani dichiarano di non saperne praticamente nulla.

    I dati dell’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, sono stati resi noti oggi.

    Gli uomini e gli over 45 sono i più informati

    All’esplicita domanda Lei è informato a proposito della manovra finanziaria che sta mettendo a punto il Governo? Il 73,9% degli intervistati ha risposto in maniera affermativa, con percentuali che salgono fino all’81,4% se si isola il solo campione maschile. Leggendo i numeri, si riscontra una maggiore conoscenza della manovra, per lo meno nelle convinzioni dell’intervistato, fra gli italiani con età compresa fra i 55 ed i 74 anni (79,3%) e, soprattutto, fra quelli con un’età compresa tra i 45 ed i 54 anni (80,7%). Se invece si suddivide il campione per area geografica, è il Nord (76% circa la percentuale rilevata) l’area del Paese che dichiara la maggiore conoscenza della manovra.

    Se si osserva l’altra metà del cielo, ovvero chi si dichiara non a conoscenza del provvedimento attualmente al vaglio del governo, a fronte di una media nazionale del 26,1%, si registrano picchi fra il campione femminile (33,3%) e quello dei giovani con età inferiore ai 34 anni (35,7%). Analizzando le conoscenze dichiarate a livello territoriale, invece, emerge che i meno informati sono i residenti al Sud e nelle Isole (28,1%).

    Quanto sono effettivamente informati 

    Se è vero che tanti italiani si dichiarano informati rispetto alla manovra, andando più nel dettaglio emerge che per più di un rispondente su due (54,2%) la conoscenza è in realtà superficiale.

    Nello specifico, il 35,8% conosce solo gli aspetti che lo riguardano più da vicino, mentre il 18,4% dichiara di sapere solo che il Governo sta lavorando al provvedimento, ma di non essere al corrente dei dettagli del documento. Questa percentuale sale al 22,8% fra chi ancora non ha compiuto 35 anni e al 23,2% nel solo campione femminile.

    Tv e web i media più usati per tenersi aggiornati

    Ma come si informano gli italiani su questo tema? Alla domanda, il 70,8% dichiara di farlo tramite le trasmissioni televisive (78,5% nella fascia anagrafica 55-74 anni e addirittura 79,4% fra i residenti al sud e nelle isole), il 66,5% lo fa tramite il web (75,3% fra i 18-34enni e 77,4% fra i residenti al Nord Ovest), mentre al terzo posto si posiziona la stampa cartacea, indicata dal 25,9% dei rispondenti.

    Sono oltre 7,2 milioni gli italiani che utilizzano i social network, canale utilizza in particolare dalla fascia di rispondenti età compresa fra i 18 ed i 34 anni (35,8% contro il 23% rilevato a livello nazionale). Quasi 1 intervistato su 5 (19,4%) si informa attraverso la radio (ma si sale al 22,6% fra gli uomini) mentre il 18,4% lo fa parlando con amici o parenti.  

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta il 28 ottobre 2023 attraverso la somministrazione di n.501 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Continua a salire l’Rc Auto: in Lombardia +32% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Lombardia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 32% arrivando, lo scorso mese, a 474,38 euro, vale a dire oltre 115 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Nonostante l’incremento annuale sia stato più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%), la Lombardia risulta essere la terza regione d’Italia dove, a settembre 2023, assicurare un veicolo costava di meno, posizionandosi solo dopo il Friuli-Venezia Giulia (415,92 euro) e il Trentino-Alto Adige (443,88 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1,9 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province lombarde.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Brescia, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 35,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 470,34 euro, seguita da Milano (+33,4%, 493,59 euro) e Monza e Brianza (+33%, 468,92 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Cremona, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 31,3% (474,85 euro), Mantova (+30,7%, 447,05 euro), Varese (+30,6%, 463,72 euro), Lodi (+30,2%, 451,76 euro), Como (+30%, 475,62 euro), Bergamo (+29,7%, 448,58 euro) e Lecco, area che ha segnato, in un anno, un aumento del 29,6% (428,29 euro). Chiudono la classifica Pavia (+27,8%, 481,94 euro) e Sondrio, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 23,6%, arrivando a 442,99 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Milano è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecco la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori lombardi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 34,3% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste la garanzia infortuni conducente (18,6%), la tutela legale (15,7%) e la copertura furto e incendio (13,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  1.936.869 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Marche: +29,2% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 563,00 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato nelle Marche per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,2% arrivando, lo scorso mese, a 563,00 euro, vale a dire quasi 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione risulta leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 280.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nelle Marche e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province marchigiane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Macerata, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 593,11 euro, seguita da Fermo (+32,8%, 544,65 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Pesaro e Urbino (+28,1%, 553,07 euro) ed Ancona (+27,3%, 580,90 euro). Chiude la graduatoria Ascoli Piceno, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 19,6%, arrivando a 487,21 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Macerata è risultata essere la provincia più cara della regione, Ascoli Piceno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori marchigiani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 47,4% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (21,6%), la tutela legale (13,2%) e la copertura furto e incendio (8,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  287.149 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Assicurazione Auto Abruzzo: +28% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Abruzzo per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 28% arrivando, lo scorso mese, a 509,76 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione risulta in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 210.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province abruzzesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Chieti, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 487,06 euro. Seguono nella graduatoria L’Aquila (+27,6%, 510,45 euro) e Pescara (+25,9%, 539,32 euro). Chiude la classifica abruzzese Teramo, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 22%, arrivando a 497,02 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Pescara è risultata essere la provincia più cara della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori abruzzesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 47,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,7%), la copertura furto e incendio (11,9%) e la tutela legale (9,7%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   211.577 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: con stop Bce aumenti rate si fermano a +294 euro

    La Bce ha deciso di prendersi una pausa dai rialzi, questo significa che l’aumento sulle rate dei mutui variabili italiani dovrebbe fermarsi a +294 euro rispetto a gennaio 2022 (+64%). Il dato arriva dall’analisi di Facile.it e Mutui.it realizzata su un finanziamento medio a tasso variabile sottoscritto a inizio dello scorso anno*.

    Con la fine degli aumenti i mutuatari potranno tirare un parziale sospiro di sollievo, ma la pressione sulle famiglie resta elevata e prima di vedere un calo bisognerà aspettare il 2024. I dati parlano chiaro: analizzando un mutuo medio variabile, la rata mensile è passata da 456 euro di gennaio 2022 ai 750 euro di oggi, in aumento del 64%. Sommando i rincari mensili, l’esborso aggiuntivo per i mutuatari è stato addirittura superiore ai 2.850 euro.

    Le previsioni del mercato: dal 2024 inizia il calo

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor a 3 mesi aggiornate al 23 ottobre 2023) bisognerà aspettare il 2024 per vedere i primi segnali di calo.

    Ad ottobre l’indice Euribor a 3 mesi si è mosso intorno al 3,95%: secondo le previsioni, a marzo 2024 dovrebbe scendere a 3,93%, poi arrivare a 3,75% a giugno e 3,35% a dicembre 2024. Se ciò avvenisse, la rata del mutuo medio presa in esame resterebbe uguale a quella di oggi (750 euro) a marzo 2024, per poi scendere a 737 euro a giugno e a 708 euro a dicembre 2024.

    Fisso o variabile, quale scegliere oggi?

    A chi è alle prese con l’acquisto della casa e alla ricerca di un mutuo, quale tasso conviene sottoscrivere? Secondo le simulazioni** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (TAN) disponibili oggi online partono dal 3,79%, corrispondenti ad una rata di 651 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un TAN di 4,71% con una rata di 709 euro.

    «Non esiste in assoluto una scelta migliore di un’altra riguardo alla tipologia di tasso e le variabili da tenere in considerazione sono molte e soggettive» spiegano gli esperti di Facile.it. «Per chi non vuole rischiare la soluzione più adatta è il tasso fisso, che ad oggi non solo garantisce la stabilità della rata, ma risulta anche più conveniente rispetto alla cedola di partenza un mutuo variabile. Chi, invece, è più incline al rischio e dispone di una maggiore capacità reddituale potrebbe optare per un tasso variabile; si tratta di fare una piccola scommessa, ovvero che a partire dal nuovo anno le rate comincino a frenare la loro ascesa e poi a inizino scendere. Sul lungo periodo, in effetti, i tassi variabili si sono dimostrati nella maggior parte dei casi più convenienti, ma bisogna avere le spalle larghe per i momenti di difficoltà dei mercati.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Simulazione effettuata su Facile.it in data 25 ottobre 2023.

  • Sanità: 14 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nell’ultimo anno 1 italiano su 3 (vale a dire quasi 14 milioni di individui) ha rinunciato ad una o più cure mediche, percentuale che arriva addirittura a 37,5% al Sud e nelle Isole. Le ragioni? Fra chi ha scelto di non curarsi, il 64% lo ha fatto a causa dei tempi di attesa troppo lunghi, il 60% per via del costo elevato.

    Tra coloro che hanno rinunciato a esami, visite e operazioni, le frequenze maggiori si sono riscontrate per l’oculistica (36%), la dermatologia (35,6%) e l’odontoiatria (35,5%), ma non manca chi ha scelto di non curarsi anche in aree mediche come la ginecologia (25%) o la cardiologia (26%).

    I tempi di attesa

    Numeri così alti non sorprendono se si considera che, come dimostrato dallo studio, chi nell’ultimo anno si è curato solo attraverso il SSN ha affrontato, in media, liste di attesa di circa 77 giorni, valore influenzato certamente anche dalla scarsità di personale medico nelle strutture pubbliche. Liste d’attesa che tendono ad allungarsi fino a quasi raddoppiare a seconda dell’area geografica e della specializzazione richiesta.

    Proprio a causa dei tempi così dilatati 14 milioni di italiani hanno dichiarato di essersi rivolti ad una struttura privata; chi ha fatto questa scelta si è dovuto confrontare, in media, con liste di attesa non di 77 giorni bensì di circa 15 giorni.

    I costi

    Come detto, molti italiani (circa 8,3 milioni) hanno rinunciato nell’ultimo anno a una o più cure mediche per ragioni economiche, un dato che non sorprende analizzando i costi della sanità privata messi in luce dall’indagine; chi si è curato in una struttura a pagamento ha detto di aver speso, in media, 335 euro per ciascun approfondimento specialistico (valore che arriva a sfiorare i 400 euro nelle regioni del Centro Italia) e che va moltiplicato per il numero dei componenti della famiglia che hanno dovuto fare ricorso a una o più spese mediche.

    Gli importi medi pagati dai pazienti sono stati sensibilmente diversi anche a seconda dell’area specialistica: si va dai 117 euro per gli esami del sangue ai 144 euro per la ginecologia; dai 210 euro per la dermatologia ai 610 euro per la chirurgia generale e 716 euro per l’odontoiatria.

    Per far fronte a questi costi il 77% degli intervistati ha utilizzato i propri risparmi e appena il 20% ha potuto usufruire di un’assicurazione sanitaria; se si continuano a leggere i risultati dell’analisi, si scopre che il 15% del campione ha dovuto chiedere un sostegno economico ai familiari e il 5% si è rivolto ad una banca o una società finanziaria.

    «Anche se in Italia possiamo contare su un sistema sanitario nazionale gratuito, avere un’assicurazione salute può essere uno strumento di grande utilità soprattutto perché, come evidenziato anche dall’indagine, per ottenere cure in tempi brevi spesso si è costretti a rivolgersi a strutture private», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Il consiglio, quando si è alle prese con la scelta di questo tipo di assicurazione, è di verificare i fascicoli informativi e valutare con attenzione le prestazioni sanitarie garantite e quelle escluse, tenendo in considerazione, ad esempio, che le patologie preesistenti al momento della sottoscrizione normalmente non sono coperte dalla polizza».

    Cambiare regione per curarsi

    L’indagine ha messo in luce anche un altro fenomeno; nell’ultimo anno oltre 2,4 milioni di persone hanno dovuto cambiare regione per sottoporsi a esami, visite o interventi.

    Sebbene il fenomeno sia stato rilevato in tutto il Paese, sono le aree del Centro Italia quelle dove la percentuale di chi ha cambiato regione per curarsi è più alta (11,5% rispetto al 7,4% rilevato a livello nazionale). Le regioni verso cui ci si è spostati con più frequenza per ricevere cure sono il Lazio (27%), la Lombardia (19%), l’Emilia-Romagna (15%) e il Veneto (11%).

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Assicurazione Auto: in Liguria +32,9% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Liguria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 32,9% arrivando, lo scorso mese, a 614,83 euro, vale a dire quasi 150 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il quinto più elevato d’Italia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 240.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province liguri.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da La Spezia, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 35,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 622,91 euro, seguita da Imperia (+35%, 532,21 euro) e Genova (+34,8%, 665,56 euro). Chiude la graduatoria regionale Savona, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 18,1%, arrivando a 473,27 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Genova è risultata essere la provincia più cara della regione, Savona la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori liguri emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 46,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la tutela legale (18,1%), la garanzia infortuni conducente (16,2%) e la copertura furto e incendio (9,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 240.468 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto Campania: +21,4% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 1.062,49 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Campania per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 21,4% arrivando, lo scorso mese, a 1.062,49 euro, vale a dire oltre 180 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia il secondo più basso registrato in Italia, la regione risulta essere ancora una volta l’area della Penisola con il premio medio più elevato; dati alla mano, a settembre 2023, per assicurare una vettura in Campania occorreva il 73% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province campane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Benevento, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 28% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 721,18 euro. Seguono nella graduatoria Salerno (+22,2%, 802,64 euro), Avellino (+21,8%, 721,97 euro) e Napoli (+21,6%, 1.107,22 euro). Chiude la classifica Caserta, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 18% arrivando a 998,74 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Napoli è risultata essere la provincia più cara della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori campani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 70,5% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la tutela legale (14,6%) e la garanzia infortuni conducente (11,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.119.512 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Trentino-Alto Adige: +24,9% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 443,88 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Trentino-Alto Adige per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 24,9% arrivando, lo scorso mese, a 443,88 euro, vale a dire quasi 90 euro in più rispetto a settembre 2022.

    La buna notizia è che non solo il Trentino-Alto Adige è risultata essere la terza area d’Italia con l’incremento annuale minore, ma anche la seconda regione con le tariffe medie più basse, posizionandosi solo dopo il Friuli-Venezia Giulia (415,92 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 70.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Trentino-Alto Adige e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province del Trentino-Alto Adige.

    L’area che ha registrato l’incremento maggiore è Trento, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 25,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 440,80 euro, seguita da Bolzano (+24,5%, 448,24 euro).

    In valori assoluti, a settembre 2023, Bolzano è risultata essere la provincia più cara della regione, Trento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori del Trentino-Alto Adige emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 39,8% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste la garanzia infortuni conducente (20,1%), la tutela legale (16,7%) e la copertura furto e incendio (10,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 78.392 preventivi effettuati in Trentino-Alto Adige su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Pixavril

  • Continua la corsa dell’Rc Auto: nel Lazio +36% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato nel Lazio per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 36% arrivando, lo scorso mese, a 639,91 euro, vale a dire quasi 170 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Non solo il Lazio è risultato essere la seconda area d’Italia che ha registrato l’incremento annuale maggiore, ma anche la quinta regione con le tariffe medie più elevate, posizionandosi dopo la Campania (1.062,49 euro), la Calabria (673,07 euro), la Puglia (665,36 euro) e la Toscana (651,84 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 2 milioni di preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province laziali.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Rieti, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 660,57 euro, seguita da Roma (+36,6%, 646,83 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Frosinone (+33,1%, 536,14 euro) e Latina (+31,4%, 672,87 euro). Chiude la graduatoria regionale Viterbo, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 29,2%, arrivando a 482,17 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Latina è risultata essere la provincia più cara della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori laziali emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 45,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,6%), la tutela legale (13,2%) e la copertura furto e incendio (12,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 2.026.758 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Pixavril

  • Rc Auto Sardegna: +34,4% in soli 12 mesi; lo scorso mese premio medio di 539,35 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sardegna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 34,4% arrivando, lo scorso mese, a 539,35 euro, vale a dire oltre 135 euro in più rispetto a settembre 2022.

    La regione ha registrato il terzo incremento annuale più alto d’Italia, posizionandosi solo dopo l’Umbria (+37,9%) e il Lazio (+36%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province sarde.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Sassari, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 530,87 euro. Seguono nella graduatoria, a pari merito, Nuoro e Sud Sardegna, entrambe aree che hanno segnato una crescita del 36%, arrivando – rispettivamente – a 537,59 euro e 531,30 euro, e Cagliari (+32,9%, 561,69 euro). Chiude la classifica regionale Oristano, che in appena 12 mesi ha registrato un rialzo del 25,6%, arrivando a 450,00 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Cagliari è risultata essere la provincia più cara della regione, Oristano la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori sardi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 45,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (24,1%), la tutela legale (11,1%) e la copertura furto e incendio (9,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 325.435 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: in Umbria +37,9% in un anno

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Umbria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 37,9% arrivando, lo scorso mese, a 570,69 euro, vale a dire quasi 160 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il più elevato di tutta Italia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato entrambe le province umbre.

    L’area che ha registrato l’incremento maggiore è Terni, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 42,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 593,18 euro, seguita da Perugia (+35,4%, 559,71 euro).

    In valori assoluti, a settembre 2023, Terni è risultata essere la provincia più cara della regione, Perugia la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori umbri emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 50,5% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a gran distanza, la garanzia infortuni conducente (20,9%), la tutela legale (12,8%) e la copertura furto e incendio (8,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  106.648 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Sicilia: +29,6% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 617,24 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,6% arrivando, lo scorso mese, a 617,24 euro, vale a dire oltre 140 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province siciliane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Caltanissetta, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 623,70 euro, seguita da Ragusa (+34,3%, 592,36 euro) e Catania (+32%, 642,60 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Siracusa, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 30,2% (557,08 euro), Palermo (+29,7%, 662,35 euro), Enna (+28%, 447,27 euro) ed Agrigento (+25,8%, 518,59 euro).

    Chiudono la classifica Trapani (+23,4%, 545,24 euro) e Messina, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 22%, arrivando a 652,97 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 57,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,8%), la tutela legale (11,6%) e la copertura furto e incendio (7,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   1.002.252 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Puglia: +25,2% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Puglia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 25,2% arrivando, lo scorso mese, a 665,36 euro, vale a dire oltre 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia tra i più basi registrati in Italia, la regione risulta essere la terza area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (1.062,49 euro) e la Calabria (673,07 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province pugliesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Lecce, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 29,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 555,13 euro. Seguono nella graduatoria Brindisi (+28,3%, 661,27 euro) e Taranto (+28,1%, 678,34 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Barletta-Andria-Trani (+24,8%, 711,65 euro) e Bari (+21,9%, 662,72 euro). Chiude la graduatoria Foggia, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 20,4%, arrivando a 863,31 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Foggia è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecce la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori pugliesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 63,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (21%) e la tutela legale (9,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  370.406 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Calabria: +18,5% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 673,07 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Calabria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18,5% arrivando, lo scorso mese, a 673,07 euro, vale a dire oltre 100 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia il più basso registrato in Italia, la regione risulta essere la seconda area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi solo dopo la Campania (1.062,49 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province calabresi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Cosenza, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 25,1% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 602,25 euro, seguita da Reggio Calabria (+19,7%, 704,34 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Catanzaro (+16,3%, 626,50 euro) e Vibo Valentia (+15,6%, 722,72 euro). Chiude la graduatoria Crotone, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 12,6%, arrivando a 822,33 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Crotone è risultata essere la provincia più cara della regione, Cosenza la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori calabresi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 55% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20%), la copertura furto e incendio (8,7%) e la tutela legale (8,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 199.327 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: +27,9% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 614,39 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo l’Osservatorio di Facile.it* – in soli 12 mesi il premio medio pagato dagli automobilisti italiani per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,9% arrivando, lo scorso mese, a 614,39 euro, vale a dire oltre 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 11 milioni di preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Aumenti a doppia cifra in tutta Italia

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutta la Penisola, seppur con delle differenze.

    La classifica delle regioni che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata dall’Umbria, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,9% rispetto all’anno precedente. Seguono il Lazio, che ha segnato un aumento dei premi medi pari al 36%, e la Sardegna (+34,4%).

    Campania sempre la più cara, FVG la più economica

    Guardando ai valori assoluti non stupisce notare come la Campania si confermi essere ancora una volta la maglia nera d’Italia, dal momento che, a settembre 2023, per assicurare un’auto nella regione occorrevano, in media, 1.062,49 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale. Seppur a gran distanza, seguono sul podio delle aree più costose del Belpaese, la Calabria, con un premio medio di 673,07 euro, e la Puglia (665,36 euro).

    Sul versante opposto della classifica, invece, si posiziona il Friuli-Venezia Giulia, che – anche quest’anno – guadagna il primato di regione meno cara della Penisola sul fronte Rc auto; qui, lo scorso mese, occorrevano mediamente 415,92 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote. Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa media pari a 443,88 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 474,38 euro.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dagli guidatori italiani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, selezionata dal 43,6% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,2%), la tutela legale (14,8%) e la copertura furto e incendio (10,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  11.378.068 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Facile.it torna in TV con un nuovo spot della campagna La vita è complicata

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, prosegue con la campagna televisiva dal titolo La vita è complicata tornando sul piccolo schermo con una nuova creatività; ad essere protagonisti sono – ancora una volta – i prodotti Rc Auto. Lo spot, in onda da domenica 1 ottobre, è firmato dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la regia di Matteo Sironi e si avvale della produzione di The Bigmama.

    La scena principale si svolge in macchina dove il protagonista, al volante, è concentrato nel seguire le indicazioni date dal navigatore del suo smartphone. Quando la voce dice che la destinazione è sulla sinistra, l’uomo si accorge che, nel punto d’arrivo indicato, c’è una mucca. A questo punto il navigatore inizia a ricalcolare il percorso, senza dare una soluzione reale; il protagonista scende dall’auto un po’ spazientito e scoraggiato, realizzando di essere disperso nella natura.

    È la voce fuori campo che commenta questa situazione e sottolinea come, sebbene nella vita quotidiana possano esserci circostanze complesse ed imprevedibili, almeno per alcune esistono soluzioni per “farla facile”: la vita a volte è complicata. Almeno per l’assicurazione auto, falla Facile.

    A questo punto l’inquadratura torna sul protagonista che, navigando con il suo cellulare sul sito di Facile.it, sorride, mostrandosi contento e soddisfatto dei vantaggi e del risparmio garantiti dal comparatore.

    Ecco che l’assicurazione auto diventa un elemento di cui non ci si deve preoccupare e, se non ci si sente a proprio agio con l’acquisto online o se dovessero esserci dubbi o domande, c’è sempre la possibilità di recarsi in uno dei negozi fisici o di parlare con un consulente telefonico per ricevere assistenza.

    «Il nuovo spot», ha dichiarato Marco Giorgi, CMO di Facile.it, «si inserisce all’interno della serie di creatività in cui vogliamo sottolineare come il nostro servizio sia semplice e intuitivo se contrapposto a situazioni un po’ più complicate della quotidianità di tutti noi. Come nelle precedenti creatività, inoltre, abbiamo voluto marcare l’importanza della multicanalità: oltre al sito internet, è possibile rivolgersi ad esperti, sia telefonicamente che in uno dei circa 50 Facile.it Store, così da farsi aiutare nella ricerca delle offerte più adatte alle proprie necessità.».

    Lo spot sarà in programmazione contemporaneamente con due formati, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky, Discovery e La7 e sui principali canali web, a cominciare da YouTube, TikTok, Instagram e Facebook. La pianificazione media TV è curata da Heart & Science, sigla del gruppo OMG.

    Ad accompagnare la narrazione è, anche questa volta, il brano “Whatever you want” degli Status Quo. La regia è di Matteo Sironi e hanno collaborato alla realizzazione della campagna televisiva il direttore della fotografia Paolo Caimi e il direttore creativo Dario Primache.

    La creatività è visionabile al link: https://youtu.be/VLsEdvbf9F4

    Scheda tecnica:

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Regista: Matteo Sironi
    DOP: Paolo Caimi
    CDP: The Bigmama

    Set Designer: Andrea Serafino
    Post Produzione audio: Top Digital

    Color grading: Claudio Beltrami
    Direttore Creativo: Dario Primache

  • Cara Italia: rapporto autunno 2023

    É tempo di bilanci per molte famiglie italiane, già oggi costrette a fare i conti soprattutto in previsione di un autunno che si preannuncia “caldo” dal punto di vista dei prezzi. Facile.it e Consumerismo No profit hanno analizzato le principali voci di spesa familiare per capire quali siano quelle cresciute di più nell’ultimo anno e quali quelle che potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Dai mutui ai prestiti, dalle bollette alla benzina, l’assicurazione auto, il carrello della spesa, l’ortofrutta, i trasporti e il turismo, ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    Nell’ultimo anno il prezzo delle polizze auto e moto è aumentato; secondo l’analisi* di Facile.it, ad agosto 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 591,10 euro, vale a dire il 26% in più rispetto al 2022, quando il premio medio era pari a 469,10 euro.

    È andata addirittura peggio per chi si sposta sulle due ruote; ad agosto 2023 il prezzo medio quotato online per una polizza moto è arrivato a 502,07 euro, vale a dire 148 euro in più rispetto allo stesso mese del 2022 (+41%).

    Benzina e diesel

    Oltre all’Rc, a pesare sulle tasche di automobilisti e motociclisti c’è il capitolo carburante. Se a luglio 2023 gli italiani si sono parzialmente salvati, con prezzi sì in aumento, ma comunque inferiori rispetto allo scorso anno, la vera stangata è arrivata ad agosto e, soprattutto, a settembre.

    Guardando al prezzo medio rilevato alla pompa* nella settimana dal 18 al 24 settembre emerge che per fare il pieno, in media, è costato il 21% in più rispetto all’anno prima per un’auto a benzina, il 10% in più per una a diesel.

    Luce e gas

    Lo scorso anno i prezzi di luce e gas hanno raggiunto il picco durante il periodo estivo, pertanto guardando alle tariffe in vigore ad agosto 2023 nel mercato tutelato per una famiglia tipo* il prezzo sembra tutto sommato basso; -43% per l’energia elettrica e –26,8% per il gas. Ma si tratta, come detto, di un’illusione ottica dovuta ai valori straordinari raggiunti dodici mesi fa; purtroppo, le bollette oggi sono ancora salate, decisamente più alte rispetto a quelle che pagavamo prima dello scoppio di pandemia e guerra.

    Ad agosto 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso per la bolletta elettrica 54 euro, il 18% in più rispetto al 2019, mentre per il gas ha pagato 106 euro, il 27% in più rispetto a ad agosto 2019. I prezzi, peraltro, potrebbero salire ulteriormente nell’ultimo trimestre del 2023, quando aumenteranno i consumi energetici; lo scorso mese la tariffa del gas nel mercato tutelato è cresciuta del 2,3%. Non un buon segnale in vista dei mesi più freddi dell’anno.

    Mutui

    Le rate dei mutui, come noto, sono una delle voci di spesa cresciute maggiormente nell’ultimo anno; se chi ha già stipulato un finanziamento a tasso fisso prima dell’aumento degli indici può stare tranquillo, lo stesso non si può dire per chi ha un mutuo variabile o chi ha intenzione di acquistare casa nei prossimi mesi.

    Secondo l’analisi di Facile.it, un finanziamento medio* a tasso variabile sottoscritto all’inizio dello scorso anno, ha visto crescere la rata dai 515 euro di settembre 2022 ai 740 euro di settembre 2023, con un aggravio di 225 euro (+44%). La buona notizia è che gli aumenti potrebbero essere vicini alla fine; il picco è previsto entro dicembre, da lì in poi gli indici dovrebbero stabilizzarsi per poi, molto gradualmente, tornare a scendere. Sarà una discesa lenta, ma pur sempre discesa.

    Prestiti

    Anche il mondo del credito al consumo ha risentito dell’aumento generale del costo del denaro, che si è tradotto in un incremento dei tassi di interesse proposti alla clientela. Guardando alle richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it, per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni, il tasso (Tan) medio è passato da 7,96% di settembre 2022 a 9,51% di settembre 2023, con un aumento del 19%.

    In termini di rata, si tratta di circa 7 euro in più al mese che, calcolati su tutta la durata del finanziamento, si traducono in un aggravio di circa 420 euro.

    Carrello della spesa  

    Il “carrello della spesa” è il contenitore dei maggiori aumenti negli ultimi due trimestri, soprattutto per un insieme di motivazioni che vanno dalla crisi climatica a quella energetica, oltre agli effetti che l’inflazione sta facendo sentire su tutte le filiere. Quali sono i prodotti che hanno subito più aumenti nel 2023 all’interno del cosiddetto paniere essenziale, che si compone di beni primari ed irrinunciabili per le famiglie? Estrapolando i dati ufficiali di settembre e confrontando il paniere di alcuni tra i principali prodotti di largo consumo quali zucchero (1kg), olio d’oliva (800ml), patate (1kg), pomodori (1kg), riso (500gr), latte conservato (1lt), alimenti per bambini (confezione omogenizzato 1kg) e pane confezionato(1kg), si riscontra un aumento del 24,5%.

    Secondo Consumerismo No Profit, considerando che la spesa media settimanale per un nucleo di 4 persone si aggira intorno a 120 euro, significa che per riempire il carrello dei beni essenziali di prima necessità occorrerà spendere circa 480 euro al mese, pari a 5.760 euro l’anno, con un aggravio di oltre 1.100 euro rispetto al 2022.

    Ortofrutta

    Sebbene parte integrante del “carrello della spesa”, merita un discorso a parte l’ortofrutta, i cui prezzi sono in costante aumento, con rincari a doppia cifra legati a più fattori ed in particolar modo all’inflazione climatica, ovvero quel fenomeno tale per cui gli eventi climatici estremi (come quelli avvenuti in primavera e ad inizio estate) hanno conseguenze negative sui prezzi dei prodotti anche a molti mesi di distanza.

    Su base cumulata, da inizio anno ad agosto, nel nostro Paese sono stati acquistati poco più di 2 milioni di tonnellate di frutta e verdura e, guardando ai soli primi cinque mesi del 2023, a causa degli aumenti si registra un ammanco dell’8% pari a 169 mila tonnellate: questo sta ad indicare che gli italiani rinunciano sempre più a frutta e verdura a causa degli aumenti che si percepiscono quasi istantaneamente ogni volta che si va a fare la spesa.

    Mediamente l’ortofrutta ha subìto aumenti del 20%, ma alcuni prodotti risultano essere particolarmente più cari. Tra questi vediamo pere, susine, pesche, mele, cipolle, patate, carote, zucche e radicchio; paradossalmente sembrerebbe che anche la vecchia e sana zuppa di patate e cipolle sia diventata un bene “quasi di lusso” per gli italiani.

    Per la sola Ortofrutta gli italiani dovranno mettere in conto un aggravio di circa 8 euro al mese (su una spesa media di 40 euro a settimana), per un totale di 96 euro in più all’anno.

    Trasporti e turismo in Italia più cari

    Spostarsi e villeggiare nel nostro Paese è diventato economicamente più difficile visto che, come già messo in luce nel report “Cara Italia” del periodo estivo, anche in autunno si confermano tutti gli andamenti in rialzo.

    A causa dell’aumento dell’inflazione, del costo del carburante e delle materie energetiche, tutto il settore ha adeguato i prezzi arrivando ad un aumento medio del 9,4%. Simulando un weekend per due in una città d’arte italiana si arrivano a spendere anche 700 euro.

    In particolare, per un fine settimana a Roma, Firenze, Venezia, Milano o Torino, se sommiamo alloggio (B&B), viaggio (Treno alta Velocità) e vitto (pranzo e cena in osteria), la spesa si aggira intorno ai 370 euro a persona, ben 740 euro per una coppia senza figli. Con un incremento che può arrivare fino al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto a causa degli aumenti nel costo degli alloggi e della ristorazione.

     

    *Nota metodologica:

     

    Assicurazione auto e moto: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto e moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 14.285.518 preventivi auto (su 3.494.976) effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 agosto 2022 e il 31 agosto 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina

     

    Elettricità e gas: analisi fatta sui consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia, 1.400 smc per il gas) tenendo in considerazione le tariffe del mercato tutelato

     

    Mutui: simulazione realizzata su un mutuo tipo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

     

    Benzina e diesel: media settimanale dei prezzi nazionali della benzina fonte Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica

  • Animali e caro vita: 600 euro all’anno per un cane, 390 per un gatto

    Il caro vita colpisce anche gli animali domestici tanto che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different* – considerando tutte le spese (dal cibo al veterinario fino alle assicurazioni e agli accessori) – ogni anno per mantenere un cane servono in media quasi 600 euro; poco meno di 390 euro, invece, per un gatto.

    Se si considera poi che in Italia una famiglia possiede, in media, due animali emerge come il mantenimento dei Pet sia una spesa importante all’interno del budget dei nostri connazionali; si va dai 780 euro ai 1.200 euro in base alla tipologia di amico a quattro zampe posseduto.

    Ma quali sono le voci di spesa legate a Micio e Fido che sono cresciute di più nell’ultimo anno? E quanto costa oggi assicurare l’animale con una polizza specifica? Ecco cosa è emerso dall’analisi del comparatore.

    Rincari nel mantenimento

    Più della metà (59%) di chi possiede un cane o un gatto, vale a dire oltre 11 milioni di individui, ha ammesso di aver riscontrato – nell’ultimo anno – rincari nei costi di mantenimento dell’animale. A registrare gli incrementi maggiori, secondo i padroni che hanno dovuto far fronte ad incrementi per almeno un amico a quattro zampe, è stata la spesa destinata al cibo; quasi 9 proprietari su 10 (89%) hanno dichiarato che il prezzo degli alimenti è quello aumentato di più, seguito dai costi del veterinario, rincarati per più delle metà degli intervistati (51%).

    Guardando nel dettaglio alla tipologia di animale posseduto, la spesa è percepita più gravemente tra i proprietari di Micio tanto che quasi 2 su 3 (64% vs 58% tra chi possiede Fido) hanno dichiarato di aver dovuto far fronte a rincari. Il 91% di chi ha fronteggiato rialzi per almeno un amico felino si è lamentato soprattutto dell’aumento del cibo (vs 86% possessori di cani), mentre tra chi possiede un cane l’incremento maggiore è stato individuato nelle spese veterinarie (55% vs 49% per i proprietari di un gatto).

    Assicurazioni a misura di Pet

    Se per i rincari delle spese alimentari non si può fare molto, è bene sapere che i costi di quelle veterinarie possono essere alleggeriti grazie alla sottoscrizione di una polizza specifica per gli amici a quattro zampe. Ma quanto costano queste coperture? Sebbene i prodotti sul mercato siano molto diversificati in base alle garanzie comprese, secondo le simulazioni di Facile.it, è possibile trovare oggi assicurazioni per animali domestici che includono la responsabilità civile, il rimborso delle spese veterinarie e la tutela legale con tariffe che partono da circa di 10 euro al mese per un’offerta base e che possono arrivare fino a quasi 20 euro per una copertura con massimali più elevati.

    Guardando ai numeri emerge come i costi per le polizze siano contenuti in relazione ai benefici offerti in caso di imprevisti. Nonostante questo, però, sono ancora tanti coloro che non pensano a tutelare i loro amici animali con un’assicurazione: su un totale di oltre 18,8 milioni di italiani che possiedono uno o più animali domestici – secondo i dati emersi dall’indagine – solo il 29% dei proprietari, vale a dire quasi 5,5 milioni di individui, ha sottoscritto una copertura assicurativa. Sebbene il dato risulti in crescita rispetto alla rilevazione dello scorso anno (20,4%), è comunque ancora troppo basso; la percentuale sale nel caso di Fido, raggiungendo il 36%, mentre scende addirittura al 17% per Micio.

    Il dato preoccupante è scoprire come il 7% di chi possiede un animale, ossia 1,3 milioni di italiani, non sia neanche a conoscenza dell’esistenza di polizze specifiche per i Pet; incoraggiante, invece, come il 14% abbia dichiarato di non averla in questo momento ma di essere intenzionato a stipularne una nel prossimo futuro.

    «L’assicurazione tutela non solo i nostri animali fornendo l’accesso alle spese veterinarie», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it «bensì offre una copertura anche in caso di danni a cose o persone causati dai nostri amici a quattro zampe, per i quali il proprietario è civilmente responsabile. Le offerte sul mercato sono tante e diverse, il consiglio quindi è sempre quello – prima di sottoscrivere una polizza – di leggere con attenzione i fascicoli informativi per verificare le garanzie effettivamente comprese, i massimali e le esclusioni».

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 5/13 giugno 2023.

  • Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

    A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

    Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

    Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

    «Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

     

    * Stima su una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato, consumi 1.400 smc, tariffa aggiornata ad agosto 2023 , ambito tariffario Nord orientale.