Autore: Andrea Polo

  • Auto: in Friuli-Venezia Giulia l’età media è pari a 12 anni e 8 mesi (+4%)

    Il parco circolante in Friuli-Venezia Giulia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 8 mesi, addirittura il 4,1% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Friuli-Venezia Giulia sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Friuli-Venezia Giulia la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 38%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Friuli-Venezia Giulia le auto più vecchie circolano a Gorizia, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 10 mesi; subito dopo si posiziona Pordenone, provincia dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 9 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova Udine (12 anni e 7 mesi); Trieste, invece, con 12 anni e 6 mesi, è risultata essere la provincia dove circolano le auto più giovani.

    Guardando a come è cambiata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +3,1% di Trieste al +4,8% di Pordenone.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 209.366 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: nel Lazio l’età media è pari a 11 anni e 2 mesi

    Il parco circolante nel Lazio è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 2 mesi, appena lo 0,5% in più rispetto ad un anno prima. Il Lazio è risultata essere la terza regione in Italia con i veicoli più giovani, con un valore al di sotto della media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; nel Lazio la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 41%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, nel Lazio, le auto più “vecchie” circolano a Rieti, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 10 mesi; segue, al secondo posto, Frosinone, area dove i veicoli hanno, in media, 13 anni e 2 mesi.

    Continuando a scorrere la classifica regionale troviamo la provincia di Viterbo, con un’età media di 12 anni e 9 mesi, seguita, a poca distanza, da quella di Latina; qui le vetture hanno, in media, 12 anni e 5 mesi.

    La provincia di Roma, invece, è risultata essere l’area del Lazio dove circolano le auto più “giovani”, con un’età media pari ad “appena” 10 anni e 11 mesi.

    Guardando a come è cambiata l’anzianità dei veicoli laziali nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +2,7% di Frosinone al +5,3% di Rieti. Unica eccezione Roma, dove l’età è rimasta stabile rispetto a dodici mesi fa.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.196.387 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Abruzzo l’età media è pari a 12 anni e 6 mesi (+3% in un anno)

    Il parco circolante in Abruzzo è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 6 mesi, addirittura il 2,6% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Abruzzo sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Abruzzo la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 32%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Abruzzo le auto più “vecchie” circolano a Chieti, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 1 mese; subito dopo si posiziona L’Aquila, provincia dove i veicoli hanno, in media, 13 anni.

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova la provincia di Pescara (12 anni e 2 mesi); Teramo, invece, con 11 anni e 9 mesi, è risultata essere la provincia abruzzese dove circolano le auto più giovani.

    Guardando a come è cambiata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +1,6% di Teramo al +6,2% di Chieti.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 235.849 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Conti deposito: rendimenti in calo dello 0,25% dopo annuncio BCE

    Il taglio dei tassi dalla BCE rappresenta una buona notizia per chi ha un mutuo variabile, meno per i rendimenti dei conti deposito; secondo l’analisi di Facile.it, dopo il taglio dei tassi di settembre, i rendimenti offerti dalle banche italiane per i nuovi conti deposito vincolati sono diminuiti, in media, di 25 punti base, mentre per quelli svincolati il calo è stato di 15 punti base. Lecito attendersi che, con il taglio di ottobre, i tassi calino ulteriormente.

    E se fino a pochi mesi fa era possibile trovare depositi vincolati con rendimenti lordi che arrivano fino al 5%, oggi i migliori tassi si fermano al 4% annuo lordo.

    Questa la situazione in Italia, ma cosa accade nel resto d’Europa? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato i rendimenti in alcuni dei principali Stati del vecchio continente evidenziando come il nostro Paese sia una delle aree dove le banche sono più generose.

    I conti deposito

    Per l’analisi Facile.it ha preso in esame i dati* rilevati da Eurostat, aggiornati ad agosto 2024, relativi ai rendimenti dei conti deposito con vincolo superiore a due anni.

    L’Italia, con un tasso medio annuo pari al 3,31%, conquista la seconda posizione nella graduatoria; fa meglio di noi solo la Lituania dove l’indice medio è arrivato addirittura al 3,84%. Alle nostre spalle si posiziona l’Estonia, con un tasso medio pari al 3,24%; quarto posto per la Francia, dove le banche hanno corrisposto ai risparmiatori un tasso medio pari al 2,96%.

    I tassi offerti in Italia per i conti deposito vincolati sono notevolmente più alti rispetto ad altri Paesi; in Austria, ad esempio, il rendimento è stato pari al 2,77%, in Germania si è fermato al 2,31%, mentre in Irlanda al 2,13%. Tra le banche meno generose del continente ci sono quelle spagnole; qui il rendimento è stato pari ad appena 1,24%; meno della metà rispetto a quello italiano.

    I conti correnti

    Lo scenario cambia se si guarda ai tassi sui conti correnti; analizzando i dati* di Eurostat aggiornati ad agosto 2024 l’Italia scivola al quinto posto, con un tasso annuale pari allo 0,37%, di poco inferiore rispetto alla media europea (0,38%).

    Al primo posto della graduatoria, in questo caso, si posiziona il Lussemburgo, paese dove i correntisti privati hanno potuto godere di un tasso medio pari a 1,54%, vale a dire quattro volte quello italiano; seguono i correntisti austriaci, che hanno beneficiato di un tasso dell’1,04% e quelli tedeschi, che si sono dovuti “accontentare” di un rendimento annuale pari allo 0,62%, comunque quasi doppio rispetto a quello italiano.

    Va detto, però, che in numerosi Paesi è andata addirittura peggio; in Spagna, ad esempio, i correntisti hanno ottenuto un tasso medio pari a 0,17%, mentre in Francia i valori hanno rasentato lo zero (0,06%).

    «Va ricordato che il conto corrente non deve avere una funzione di investimento, ma va utilizzato come strumento per gestire la liquidità e le spese correnti», ricordano gli esperti di Facile.it. «Se si vuole ottenere una rendita dai propri risparmi esistono soluzioni più adatte, ad esempio i conti deposito e, come emerso anche dall’analisi, da questo punto di vista gli italiani possono accedere a condizioni tra le migliori d’Europa».

     

    * Fonte: dati Eurostat relativi ad agosto 2024 e aggiornati al 10 ottobre 2024. Per alcuni paesi rilevati i dati sono in fase di consolidamento.

  • Auto: in Campania l’età media è pari a 12 anni e 2 mesi (+6% in un anno)

    Il parco circolante in Campania è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 2 mesi, addirittura il 6,4% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Campania sono risultate essere mediamente più “vecchie” rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Campania la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 42%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Campania le auto più “vecchie” circolano ad Avellino, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 10 mesi. Al secondo posto si posizionano, pari merito, Benevento e Salerno, aree dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 11 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova la provincia di Napoli (12 anni e 1 mese); Caserta, invece, con 11 anni e 10 mesi, è risultata essere la provincia campana dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +1,9% di Napoli al +5,7% di Avellino.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.185.857 preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Puglia l’età media è pari a 12 anni e 9 mesi (+3% in un anno)

    BAT e Foggia sono le province con i veicoli più vecchi della Puglia

    Il parco circolante in Puglia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 9 mesi, addirittura il 3% in più rispetto ad un anno prima. La Puglia è risultata essere la sesta regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Puglia la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 36%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che, in Puglia, le auto più “vecchie” circolano nella provincia di BarlettaAndriaTrani, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 11 mesi. Staccata di un soffio si trova la provincia di Foggia, area dove i veicoli hanno, in media, 13 anni e 10 mesi; terzo posto per Brindisi, con un’età media pari a 13 anni e 3 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria regionale si trova Taranto (13 anni e 1 mese), seguita da Bari (12 anni e 4 mesi). Lecce è risulta essere la provincia con il parco auto “più giovane” della Puglia, con un’età media pari a 12 anni e 2 mesi.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli pugliesi nell’ultimo anno emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +1,6% di Lecce al +5% di Taranto.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 33.652 preventivi effettuati in Puglia dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Sardegna l’età media è pari a 13 anni e 1 mese (+3% in un anno)

    Nuoro la provincia con i veicoli più vecchi della Sardegna

    Il parco circolante in Sardegna è sempre più vecchio tanto che, secondo l’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 13 anni e 1 mese, addirittura il 2,6% in più rispetto ad un anno prima. La Sardegna è risultata essere la quinta regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Sardegna la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Sardegna, le auto più “vecchie” circolano a Nuoro, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 14 anni e 7 mesi. Al secondo posto si posiziona la provincia di Oristano (13 anni e 6 mesi).

    Continuando a scorrere la graduatoria, troviamo Sassari, con un’età media pari a 13 anni e 4 mesi; Cagliari, invece, è risultata essere l’area della Sardegna dove circolano le auto più “giovani”; qui le vetture hanno, in media, “appena” 12 anni e 4 mesi.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli sardi nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +1,3% di Cagliari al +4,4% di Sassari. Unica eccezione Nuoro, dove l’anzianità è rimasta stabile rispetto al 2023.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 29.438 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Tariffe telefonia: -11,5% per la mobile, +3% per la fissa

    In Italia tariffe internet casa tra le più basse d’Europa

    Sono lontani i tempi in cui per telefonare si spendevano cifre da capogiro e nell’ultimo anno, secondo l’analisi di Facile.it, i prezzi delle tariffe di telefonia mobile sono addirittura scesi tra il 9% e il 17% a seconda della tipologia di operatore. Guardando alle migliori offerte presenti sul mercato per un contratto di telefonia mobile standard* la spesa media mensile è di appena 7,80 euro; nel 2019, per un’offerta simile si spendevano 12,50 euro.

    Trend opposto a quello della telefonia mobile si registra per la fissa; guardando alle migliori offerte presenti sul mercato, Facile.it ha calcolato che la spesa per un nuovo contratto di internet casa è pari a 25,96 euro al mese, valore in aumento del 3% rispetto allo scorso anno. Nonostante questo, però, l’Italia resta uno dei paesi europei con le tariffe più contenute.

    Telefonia mobile

    Come detto, oggi in media per un nuovo contratto di telefonia mobile si spendono 7,80 euro, vale a dire l’11,5% in meno rispetto allo scorso anno.

    Analizzando più da vicino l’offerta emerge che chi opta per un “operatore virtuale” (MVNO – Mobile Virtual Network Operator), la tariffa media mensile scende addirittura del 17% rispetto allo scorso anno (meno di 6,50 euro).

    Per gli operatori tradizionali, invece, la tariffa media mensile è pari a 8,50 euro, in calo del 9% rispetto allo scorso anno.

    «Quando si sceglie un nuovo operatore di telefonia mobile è bene tenere in considerazione non solo la tariffa mensile, ma anche gli eventuali costi di attivazione, che normalmente variano tra 2 e 10 euro», spiegano gli esperti di Facile.it. «Se si cambia compagnia telefonica con frequenza, questi costi potrebbero avere un impatto significativo sul risparmio complessivo».

    Telefonia fissa

    Sul fronte della telefonia fissa, invece, nell’ultimo anno le tariffe sono lievemente cresciute. Guardando alle migliori offerte disponibili sul mercato emerge che il canone medio è aumentato del 3% arrivando a 25,96 euro. Va detto, però, che sono diminuiti i costi medi di attivazione e questo, almeno per i primi dodici mesi, compensa gli aumenti relativi al canone mensile.

    Il confronto internazionale

    Nonostante gli aumenti, gli italiani hanno ancora le tariffe internet casa più basse se confrontate con quelle di Germania, Francia e Regno Unito.

    Se quindi nel Belpaese, in media, si spendono 25,96 euro per questo tipo di servizio, in Germania si pagano 27,86 euro. Va peggio ai francesi, che in media mettono a budget per la connessione internet casa 30,37 euro, mentre se ci si sposta oltremanica l’importo mensile arriva a sfiorare i 31 euro.

    «Per risparmiare è sempre bene confrontare le diverse opzioni presenti sul mercato – continuano gli esperti di Facile.it – e magari, ove presenti, approfittare anche di tariffe dedicate a chi sceglie il medesimo operatore per fisso e mobile. Questo genere di contratto, ad esempio, ha subito un incremento minore rispetto agli altri e consente ancora oggi di godere di tariffe complessivamente inferiori del 6% rispetto alla migliore offerta acquistabile singolarmente.».

     

    * Offerta con chiamate illimitate e, in media, 120 di GB dati inclusi 

  • Età media auto italiane: 11 anni e 8 mesi (+3% in un anno)

    Il parco circolante in Italia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade del nostro Paese è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 8 mesi, addirittura il 3% in più rispetto ad un anno prima.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, tra chi sceglie una garanzia accessoria in fase di sottoscrizione della polizza Rc ben il 39% opta per l’assistenza stradale.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioni – quanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    I dati regionali

    Guardando all’età media delle vetture nelle varie regioni italiane, dall’analisi è emerso che le auto più vecchie si trovano in Basilicata, dove a settembre 2024 il valore ha raggiunto i 13 anni e 9 mesi, 2 anni in più rispetto alla media nazionale. Al secondo e terzo posto della classifica si posizionano il Molise (13 anni e 7 mesi) e, a pari merito, Calabria e Sicilia, dove – sempre mediamente – le vetture hanno 13 anni e 6 mesi. Ai piedi del podio troviamo la Sardegna (13 anni e 1 mese).

    Al lato opposto della classifica la Toscana, dove circolano le auto più “giovani” della Penisola: lo scorso mese l’età media era di 10 anni e 7 mesi, 1 anno in meno rispetto alla media italiana. Seguono la Lombardia (11 anni e 1 mese) e il Lazio (11 anni e 2 mesi). Quarto posto tra le più virtuose per l’Emilia-Romagna, con una media d’età di 11 anni e 5 mesi, seguita dal Piemonte (11 anni e 7 mesi).

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 12.932.425 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Prestiti personali: tassi in calo del 3% nei primi 9 mesi dell’anno

    Il taglio del costo del denaro da parte della BCE sta avendo effetti positivi anche nell’ambito dei prestiti personali. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, dopo due anni di aumenti i tassi disponibili online sono tornati a scendere con un calo che, nei primi 9 mesi del 2024, è stato di circa il 3%.

    «A differenza di quello dei mutui, il settore del credito al consumo tende a muoversi in modo meno marcato e con tempistiche dilatate rispetto alle decisioni della BCE; nonostante questo, però, il calo generale del costo del denaro sta avendo i primi effetti positivi anche sul fronte dei prestiti personali», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it.

    Osservatorio prestiti personali

    Secondo l’analisi* di Facile.it e Prestiti.it realizzata su un campione di oltre 500.000 richieste di prestiti personali, nei primi 9 mesi del 2024 chi ha presentato domanda ad una società di credito ha puntato ad ottenere, in media, poco più di 10.300 euro da restituire in 5 anni.

    Analizzando le ragioni per cui gli italiani chiedono un prestito personale emerge che, al primo posto, c’è l’esigenza di liquidità, indicata da quasi 1 richiedente su 3 (32%); seguono le domande per l’acquisto di auto usate (18%) e per il consolidamento debiti (15%).

    Rispetto allo scorso anno, è aumentato il peso percentuale delle richieste di prestiti personali per la ristrutturazione della casa (+7%), per pagare le spese mediche (+9%) e per il consolidamento debiti (+4%).

    In media, chi ha chiesto un prestito personale fra gennaio e settembre 2024 aveva, all’atto della firma, 43 anni e mezzo, ma le motivazioni per cui ci si rivolge ad una società di credito cambiano notevolmente al variare dell’età: gli under 30, ad esempio, sono la categoria che chiede, in percentuale, più prestiti per l’acquisto di auto usate, la formazione e per viaggiare.

    I richiedenti con età compresa tra i 30 e i 39 anni sono la fascia che chiede più prestiti per l’acquisto di arredamento e per sposarsi, i 40-49enni, invece, sfruttano maggiormente il consolidamento debiti. Gli over 60, infine, sono quelli che chiedono, sempre in percentuale, più prestiti per le spese mediche e per ristrutturare casa.

    Sono ancora importanti le differenze tra uomini e donne; a presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un uomo (70%). Solo in alcune tipologie di prestito personale (ad esempio quello per la scuola e la formazione) il campione femminile sale arrivando al 45% del totale. La differenza di genere emerge anche guardando agli importi richiesti: gli uomini puntano, in media, ad ottenere prestiti personali di importo pari a 10.660 euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto chiesto dalle donne.

    Tra le ragioni che incidono su questa diversità vi è anche una componente di natura reddituale, come confermato dai dati dell’analisi: lo stipendio medio mensile dichiarato dagli uomini che hanno presentato domanda di finanziamento è pari a 2.438 euro, vale a dire il 16% più alto rispetto a quello del campione femminile.

     

    * Osservatorio realizzato su un campione di oltre 500.000 richieste di prestito personale raccolte online da Facile.it e Prestiti.it tra gennaio-settembre 2023 e gennaio-settembre 2024.

  • Polizza contro i rischi catastrofali: in un anno 3 MLD di danni alle micro e piccole imprese

    3 miliardi di euro, secondo l’indagine* condotta da EMG Different per Facile.it a tanto ammontano i danni da calamità naturali subiti da micro e piccole imprese negli scorsi 12 mesi.

    In questi giorni il Governo sta lavorando al decreto attuativo relativo all’obbligo di assicurazione proprio contro questi eventi, ma sempre secondo la stessa indagine sono pochissime le aziende a conoscenza della norma; appena 2 su 10.

    Scorrendo i risultati del lavoro condotto a settembre 2024 su un campione rappresentativo delle micro e piccole imprese italiane si scopre anche che la maggioranza di loro (60%) è però d’accordo con l’introduzione dell’obbligo assicurativo, dato che sale fino al 71% se si isola il solo campione delle piccole imprese. A livello territoriale, invece, l’approvazione supera il 70% tra le imprese del Nord Est e del Sud Italia.

    Il sentiment

    Mentre il Governo è impegnato a lavorare al decreto attuativo, come detto, sono ancora tante le aziende che non conoscono la norma; l’indagine ha evidenziato come la situazione sia più critica tra le microimprese, dove ben l’80% dei rispondenti ha dichiarato di non sapere nulla del nuovo obbligo, mentre tra le piccole imprese la situazione migliora leggermente e la percentuale di chi non è informato scende al 58%. A livello territoriale, invece, sono le aziende del Centro Italia delle Isole le meno informate, con percentuali superiori al 90%.

    Le intenzioni

    Come hanno intenzione di comportarsi le micro e le piccole imprese italiane una volta che il Decreto ministeriale sarà operativo? Un intervistato su 2 ha dichiarato di volersi adeguare alla norma sottoscrivendo una polizza contro le calamità naturali, ma andando a indagare nel dettaglio le ragioni di questa intenzione si scopre che il 13% lo farà perché obbligato dalla legge, il 9% se non costerà troppo e il 5,7% per timore di sanzioni in caso di inadempienza. Preoccupa vedere che il 18% dei rispondenti, pari a circa 750.000 aziende, dichiari di non avere intenzione di sottoscrivere questo tipo di copertura assicurativa.

    Dati che fanno riflettere, soprattutto se si considera che l’Italia è uno dei paesi europei più esposti al rischio idrogeologico e che, come detto, secondo quanto emerso dall’indagine, nell’ultimo anno più di 278.000 tra micro e piccole imprese hanno subito danni da calamità naturali, in particolare da alluvioni, per un valore economico stimato in oltre 3 miliardi di euro.

    Poche le aziende già assicurate

    L’indagine ha messo in luce come fino ad oggi ci sia stata una bassa propensione da parte di micro e piccole imprese italiane a sottoscrivere prodotti assicurativi per tutelarsi dalle calamità naturali; appena il 6,2% del campione intervistato ha dichiarato di avere già una polizza contro terremoti, inondazioni, alluvioni, esondazioni e franamenti.

    A questo insieme, si aggiunge un 4% che, invece, ha detto di essere coperto solo parzialmente. Ancora una volta, sono le microimprese ad essere meno sensibili al tema e, tra loro, il 92% ha ammesso di non avere alcun tipo di copertura contro le calamità naturali, mentre tra le piccole imprese la percentuale di chi è completamente scoperto scende al 45%. A livello territoriale, invece, sono le aziende nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole ad avere meno copertura.

    Indagando le ragioni dietro alla bassa diffusione di prodotti assicurativi catastrofali tra le micro e le piccole imprese italiane sono emerse tre motivazioni principali: il 57% del campione intervistato ha ammesso, molto semplicemente, di “non averci mai pensato prima”, mentre il 34% dei rispondenti, pari a circa 1,4 milioni di imprese, ha dichiarato di non avere questo tipo di copertura a causa del prezzo troppo elevato (soprattutto al Sud Italia, dove la percentuale arriva addirittura al 58%).

    Il 32% del campione intervistato, infine, ha detto di non essere assicurato contro le calamità poiché ritiene che la sua attività imprenditoriale non sia a rischio, percentuale che arriva al 40% tra le imprese del Centro Italia.

    «Con l’introduzione dell’obbligo assicurativo le compagnie hanno iniziato a mettere a punto prodotti specifici per le micro e piccole imprese che riescono a coniugare una copertura completa con un prezzo accessibile anche per le realtà più piccole che possono tutelarsi contro le principali calamità naturali con prodotti il cui prezzo base parte da poche centinaia di euro. Numeri alla mano, la spesa rispetto ai benefici è davvero minima», spiegano gli esperti di Facile.it.

    * Nota metodologica : indagine reallizzata per Facile.it da EMG Different attraverso 400 interviste totali (200 a microimprese e 200 a piccole imprese) su un campione rappresentativo delle microimprese (imprese con <10 addetti ed un fatturato <2 mio) e delle piccole imprese (imprese con <50 addetti ed un fatturato <10 mio) stratificato per area geografica e tipologia di azienda; intervallo fiduciario delle stime: ±4,9%; contatti 2.871 (tasso di risposta 14%). Le interviste sono state svolte tra il 30 agosto e l’8 settembre 2024 attraverso un pre-reperimento telefonico di coloro che all’interno dell’azienda hanno un ruolo decisionale nella scelta e sottoscrizione delle polizze assicurative e un successivo invio mail del questionario per la compilazione del questionario online.

  • Bollette luce e gas: 6 falsi miti da sfatare

    Lo scorso anno circa 6 milioni di italiani hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Annalect sono ancora tanti, circa 6 milioni, coloro che hanno remore a farlo e, spesso, dietro questa scelta, si nascondono una o più paure infondate. Dal timore di dover pagare costi extra a quello di restare al buio, o peggio al freddo, ecco 6 falsi miti da sfatare.

    Cambiare operatore costa?

    La paura più comune, indicata dal 14% tra chi non vuole cambiare contratto, è quella di dover pagare per passare al nuovo fornitore. Si tratta di un timore infondato poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, il passaggio è gratuito e non comporta spese aggiuntive. E sebbene la legge consenta alle società energetiche, solo ed esclusivamente in caso di contratto con prezzo bloccato e durata determinata, di inserire una clausola di recesso, nella realtà questa pratica è quasi del tutto assente e, in ogni caso, è sempre indicata nel contratto; il consiglio è di leggerlo con attenzione prima di siglarlo.

    Quanto tempo ci vuole per cambiare contratto?

    Il 13% del campione ritiene invece che il cambio fornitore siaun’operazione troppo lunga e complicata”. Anche in questo caso, si tratta di una paura infondata: per fare il passaggio è sufficiente scegliere la nuova società energetica e mandare ad essa (direttamente online o, se presente sul territorio, in negozio) i dati relativi alla propria fornitura (come, ad esempio, i codici POD e PDR recuperabili direttamente in bolletta) e dell’intestatario, operazione che, nella maggior parte dei casi, si risolve nel giro di pochi minuti. Ed anche la firma del contratto, che può essere fatta a distanza tramite strumenti digitali, richiede davvero pochi secondi. A quel punto, il gioco è fatto; il cliente dovrà aspettare che parta la nuova fornitura, sarà la società stessa ad avvisare il vecchio fornitore del cambio.

    Bisogna cambiare contatore?

    Altra paura ingiustificata è quella indicata dal 10% dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler cercare un nuovo fornitore perché “non vuole dover cambiare il contatore” In realtà il passaggio da un fornitore all’altro non implica la sostituzione del contatore; si tratta solo di un cambio contrattuale e non è necessario alcun tipo di intervento fisico sull’impianto elettrico o gas. L’unico caso in cui potrebbe essere necessaria (ma non sempre lo è) la sostituzione del contatore elettrico è quando, contestualmente al passaggio al nuovo fornitore, si sceglie di aumentare la potenza della fornitura elettrica; se il vecchio contatore non fosse idoneo, potrebbe servire l’intervento di un tecnico per sostituire l’apparecchiatura.

    Si rischia di rimanere al buio o al freddo?

    Il 9% degli intervistati ha detto di non voler cambiare fornitore per paura di restare senza elettricità o gas. Si tratta, ancora una volta, di un falso mito in quanto il passaggio da un fornitore all’altro non implica mai, in alcun caso, l’interruzione della fornitura. Insomma, non si corre il rischio di restare al buio o, peggio, al freddo!

    Per il passaggio ad un nuovo fornitore servono tempi lunghissimi

    “Il passaggio ad un nuovo fornitore richiede tempistiche lunghe”; è questa la ragione per cui il 6% degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a cercare un nuovo contratto. Da questo punto di vista, normalmente occorrono dai 30 a 60 giorni per vedere attiva la nuova fornitura, attesa che varia a seconda del giorno in cui si firma il nuovo contratto, ma per velocizzare il passaggio il consumatore può rinunciare al periodo di ripensamento (14 giorni dalla firma) accorciando ulteriormente le tempistiche. Niente paura, però, perché durante l’attesa il cliente non deve fare nulla e, come detto, continuerà a ricevere energia elettrica e gas regolarmente.

    Esiste un numero massimo di cambi possibili?

    Tra le motivazioni più curiose emerse dall’indagine, c’è quella indicata dal 2% dei rispondenti che ritiene di “aver raggiunto il numero massimo di cambi effettuabili”. Si tratta, ancora una volta, di un timore infondato, nel senso che non esiste un numero massimo di cambi. Va detto, però, che alcune società energetiche tendono a scoraggiare pratiche come quella del cosiddetto turismo energetico, pertanto, a fronte di un cliente che ha cambiato fornitore numerose volte nel giro di un breve periodo, potrebbe optare per un rifiuto alla richiesta di fornitura; niente paura, si tratta davvero di casi limite.

    *Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.

  • Facile.it Partner: bollette, noleggio a lungo termine e prodotti di finanziamento per arricchire l’offerta degli intermediari

    Potenziare l’offerta assicurativa motor, ampliare i rami elementari, allargare il portfolio prodotti anche all’ambito delle bollette di luce e gas e a quello del noleggio a lungo termine, implementare soluzioni destinate al mondo dei professionisti e delle PMI; sono queste alcune delle novità che Facile.it Partner, la rete di intermediari assicurativi che fa capo a Facile.it, ha presentato ad una platea di oltre 450 collaboratori, di cui più di 300 in presenza, in occasione della sua convention annuale dal titolo “Insieme è Facile”.

    Le novità

    La grande novità presentata da Facile.it Partner è stata l’introduzione di prodotti non assicurativi nell’offerta destinata agli intermediari, che da oggi possono proporre alla propria clientela anche contratti per le utenze luce e gas e le soluzioni per il noleggio a lungo termine, con la prospettiva di estendere l’offerta, nel corso del prossimo anno, anche ai prodotti di finanziamento come prestiti e mutui.

    «Il mercato assicurativo sta vivendo una fase delicata», spiega Eugenio De Marco, Managing Director di Facile.it Partner «L’aumento delle tariffe RC auto sta comprimendo la redditività degli operatori e per questo abbiamo messo a disposizione dei nostri partner una serie di strumenti in grado di aumentare la competitività e di offrire valore aggiunto ai clienti, che da oggi potranno trovare negli intermediari Facile.it Partner un punto di riferimento non solo per i prodotti assicurativi, ma anche per il risparmio sulle principali voci di spesa familiare».

    Tra le novità presentate vi è anche l’estensione dell’offerta assicurativa, sia in ambito motor con l’introduzione di nuove compagnie RCA tradizionali, sia in quello non motor con l’implementazione di rami elementari (prodotti personalizzabili per la casa e gli infortuni).

    Il numero complessivo di compagnie partner sale così a 30, con oltre 90 prodotti a disposizione degli intermediari. Entro la fine dell’anno l’offerta si arricchirà ulteriormente, con soluzioni dedicate al mondo dei professionisti (RC professionali, assicurazione fabbricato e assicurazione per le PMI). Un’offerta così rilevante per le famiglie italiane è possibile solo grazie all’allineamento puntuale tra gli obiettivi di Facile.it Partner, quelli degli intermediari partner e quelli delle compagnie assicurative, che si traduce in una forte attenzione della qualità del portafoglio.

    Tante le novità anche sul fronte organizzativo. Dal punto di vista della rete, Facile.it ha introdotto un nuovo livello di collaborazione denominato “Exclusive”, che prevede vantaggi esclusivi sia in termini di accesso all’offerta sia in termini di remunerazione, nonché la possibilità di utilizzare in esclusiva la forza di un brand come quello di “Facile.it Partner”. Brand che, per l’occasione, è stato presentato in una nuova veste grafica, pensata per dare alle agenzie partner maggiore evidenza e visibilità sul territorio. Sul fronte interno, invece, l’azienda ha potenziato la struttura commerciale di Facile.it Partner aumentando il numero di risorse a supporto della rete e introducendo nuove figure per aiutare i partner nella vendita di contratti per le utenze luce e gas e per il noleggio a lungo termine.

  • RC auto: in Molise +12% in 12 mesi

     A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto nel Molise sono aumentati del 12,01% su base annua arrivando a 631,54 euro, vale a dire circa 68 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti ha iniziato a rallentare e, se si guarda al semestre, a livello regionale l’incremento è stato molto più contenuto, pari al 4,3%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali e i valori assoluti

    Analizzando i dati molisani su base annuale emerge che a luglio 2024 i premi medi sono cresciuti maggiormente a Isernia, dove l’aumento è stato del 15,52%, vale a dire circa 90 euro in più rispetto allo scorso anno, mentre a Campobasso l’incremento si è fermato a +10,73%, con una differenza di circa 59 euro su luglio 2023.

    Analizzando i valori assoluti emerge che la provincia molisana più cara per l’RC auto a luglio 2024 è risultata essere Isernia, dove il premio medio è arrivato a 679,8 euro.

    Va meglio a Campobasso, dove il costo per assicurare un veicolo a quattro ruote è stato pari a 611,96 euro.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre 25.000 preventivi effettuati in Molise dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC auto, arrivano i primi cali: in Calabria -6,2% nel semestre

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Calabria sono diminuiti del 6,22% su base semestrale arrivando a 650,29 euro, vale a dire circa 43 euro in meno rispetto a gennaio 2024*. Nel resto d’Italia, nel medesimo periodo, i premi sono cresciuti del 2,8%.

    La buona notizia è che il trend di ribassi è confermato ovunque a livello regionale, ed in alcune province le riduzioni sono vicine alla doppia cifra percentuale.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I dati provinciali

    Analizzando i numeri su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente scesi in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    La riduzione semestrale più consistente è stata rilevata in provincia di Catanzaro, dove il premio medio nei sei mesi è sceso del 9,3%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Reggio Calabria (-7,7%), seguita da quella di Cosenza (-6,9%). Ai piedi del podio per pochi decimali Crotone (-6,4%) mentre Vibo Valentia registra una flessione minima, ma comunque ottima come segnale complessivo (-0,6%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia calabrese in cui l’RC auto è risultata essere più costosa è quella di Crotone, dove il premio medio è arrivato a 872,86 euro. Seguono le province di Vibo Valentia (743,44 euro) e Reggio Calabria (657,00 euro). Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Catanzaro (565,24 euro), e Cosenza (589,32 euro).

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: in Abruzzo stop agli aumenti

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Abruzzo sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,3%) su base semestrale arrivando a 518,77 euro, valore in linea con quello rilevato a gennaio 2024*. Nel resto d’Italia, nel medesimo periodo, i premi sono cresciuti del 2,8%.

    La buona notizia è che, in alcune province abruzzesi, il trend di aumenti sì è addirittura invertito con i primi cali rilevati a Pescara e Teramo, con riduzioni che, in alcune aree, arrivano al 9% nel semestre.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    Le variazioni provinciali e i valori assoluti

    Analizzando i numeri abruzzesi su base semestrale emerge un andamento caratterizzato da importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    A luglio 2024, la riduzione semestrale più consistente è stata rilevata in provincia di Teramo, dove il premio medio nei sei mesi è sceso del 9%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Pescara, dove la diminuzione è stata del 5,4% rispetto a gennaio 2024.

    Valori ancora in aumento, invece, per Chieti, con un incremento del 4,1% su base semestrale; ultima in graduatoria la provincia de L’Aquila, area dove le tariffe sono cresciute dell’11,7%.

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia abruzzese in cui l’RC auto è risultata essere più costosa è quella de L’Aquila, dove il premio medio è arrivato a 560,69 euro. Al secondo posto si posiziona Pescara, con un valore medio pari a 521,99 euro. Valori sotto la media regionale per Chieti (503,80 euro) e, ultima della graduatoria regionale, Teramo (482,80 euro).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre 200.000 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: Veneto +9,39% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Veneto sono aumentati del 9,39% su base annua arrivando a 512,91 euro, vale a dire circa 44 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province venete i valori hanno iniziato a scendere, con picchi del -4%, e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari all’1,7%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024, rispetto a 12 mesi prima, i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Belluno, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 15,36%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Treviso, dove le quotazioni sono aumentate del 13,06%, seguita da quella di Vicenza (+10,35%). Ai piedi del podio si posizionano Padova (+9,92%) e Rovigo (+8,80%).

    Chiudono la graduatoria le province di Venezia (+7,22%) e Verona (+6,60%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Verona (-1,3%) e Rovigo (-4,3%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia del Veneto in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Venezia, dove il premio medio è arrivato a 542,08 euro. Seguono le province di Treviso (515,20 euro), Padova (514,60 euro) e Vicenza (510,98 euro).

    Valori sotto la media regionale per Verona (495,09 euro) e Rovigo (468,40 euro); ultima in classifica Belluno con un premio medio pari a 465,84 euro.

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC auto: in Toscana +5% in sei mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Toscana sono aumentati del 5% su base semestrale arrivando a 671,58 euro, vale a dire circa 32 euro in più rispetto a gennaio 2024*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti è rallentato e in alcune province toscane i valori hanno addirittura iniziato a scendere con riduzioni che arrivano al -10%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale e le variazioni nei prezzi degli ultimi sei mesi emerge un andamento piuttosto variegato.

    L’aumento più consistente su base semestrale è stato rilevato in provincia di Grosseto, dove il premio medio nei sei mesi è salito del 10,3%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Massa-Carrara, dove le quotazioni sono aumentate dell’8,2%, seguita da quella di Lucca (+8%). Ai piedi del podio si posizionano Livorno (+7,6%) e Prato (+7,3%).

    Continuando a scorrere la graduatoria degli aumenti si trova la provincia di Siena (+6,99%), quella di Firenze (+6%) e di Pisa (+4%).

    Valori in contro tendenza con tariffe in calo per le province di Pistoia, dove le tariffe medie sono diminuite del 3,3% e quella di Arezzo, dove il calo semestrale è stato addirittura del 10,3%

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia toscana in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Prato, dove il premio medio è arrivato a 880,29 euro, vale a dire quasi il 40% in più rispetto alla media nazionale. Seguono le province di Massa-Carrara (771,50 euro), Pistoia (715,42 euro) e Firenze (680,88 euro)

    Valori sotto la media regionale per Lucca (670,88 euro), Pisa (630,73 euro) e Livorno (619,06 euro). Chiudono la graduatoria toscana le province di Grosseto (551,04 euro), Arezzo (538,35 euro) e Siena (526,48 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre 767.000 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: in Sardegna +9,78% in 12 mesi

    . A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Sardegna sono aumentati del 9,78% su base annua arrivando a 547,46 euro, vale a dire circa 49 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, a livello regionale c’è stato un calo delle tariffe, con una diminuzione pari al -1,4%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Cagliari, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 16,15%; la provincia stacca di un soffio Oristano, dove l’incremento è stato, invece, del 16,13%. Terzo posto per Sassari, con un incremento del 5,75%.

    Aumenti sotto la media regionale anche per Nuoro (+5.61%), mentre la provincia del Sud Sardegna si posiziona ultima con un incremento annuo di inferiore all’1% (0,84%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia sarda in cui l’RC auto è risultata essere più cara è quella di Cagliari, dove il premio medio è arrivato a 605,62 euro. Seguono le province di Nuoro (525,48 euro) e Sassari (522,45 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Sud Sardegna (480,08 euro) e Oristano (468,08 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre 362.000 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: in Lombardia +10% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Lombardia sono aumentati del 10% su base annua arrivando a 506,33 €euro, vale a dire circa 46 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari al 3,6%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Sondrio, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 16,45%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Como, dove le quotazioni sono aumentate del 14,6%, seguita da quella di Brescia (+13,3%). Ai piedi del podio si posizionano Varese (+12,3%) e Lecco (+11,85%).

    Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Pavia (+9,99%), quella di Milano (+8,93%) e di Mantova (+6,67%). Chiudono la graduatoria le province di Monza e Brianza (+6%) e Lodi (+4,24%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Mantova (-2,12%) e Lodi (-5,43%)

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia lombarda in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Milano, dove il premio medio è arrivato a 524,32 euro. Seguono le province di Brescia (517,52 euro), Pavia (515,74 euro) e Como (514,93 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria della Lombardia si trovano le province di Varese, Cremona e Monza-Brianza (tutte con premio medio di poco superiore ai 495 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Lodi (451,36 euro), Lecco (463,87 euro), Sondrio (471,19 euro) e Mantova (475,66 euro).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: in Liguria +10,65% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Liguria sono aumentati del 10,65% su base annua arrivando a 637,04 euro, vale a dire circa 61 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale ed annuale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Genova, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 12,63%. Al secondo posto si posiziona la provincia di La Spezia, dove le quotazioni sono aumentate dell’ 8,85%. Aumenti sotto la media regionale anche per la provincia di Savona (+5,92) e quella di Imperia, dove i premi sono cresciuti di appena il 2,52%.

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia ligure in cui l’RC auto è risultata essere più cara è quella di Genova, dove il premio medio è arrivato a 685,80 euro. Seguono le province di La Spezia (647,20 euro) e Imperia (527,39 euro).

    L’area dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti è quella di Savona (484,44 euro).

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre un milione di preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: in Emilia-Romagna +6,9% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Emilia-Romagna sono aumentati del 6,86% su base annua arrivando a 539,93 euro, vale a dire circa 35 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere, con picchi del -6%, e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari all’1%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024, rispetto a 12 mesi prima, i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Piacenza, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 12,56%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Ferrara, dove le quotazioni sono aumentate dell’11,62%, seguita da quella di Modena (+11,28%). Ai piedi del podio si posizionano Reggio Emilia (+10,69%) e Rimini (+5,46%).

    Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Ravenna (+4,95%), quella di Forlì-Cesena (+4,75%) e di Parma (+4,27%). Chiude la graduatoria la provincia di Bologna con un aumento del 3,44%.

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Ravenna (-5,44%) e Forlì-Cesena (-6,32%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia dell’Emilia-Romagna in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Rimini, dove il premio medio è arrivato a 578,86 euro. Seguono le province di Reggio Emilia (555,99 euro), Modena (551,91 euro) e Piacenza (550,12 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria regionali si trovano le province di Bologna (549,66 euro), Ravenna (525,75 euro) e Parma (517,12 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Ferrara (496,56 euro) e Forlì-Cesena (488,84€ euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: nel Lazio +12,6% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto nel Lazio sono aumentati del 12,27% su base annua arrivando a 673,67 euro, vale a dire circa 74 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, a livello regionale l’incremento è stato molto più contenuto, pari al 4,25%, con valori addirittura in calo in alcune province laziali come Rieti (-8%) e Frosinone (-2%).

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale ed annuale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Latina, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 13,14%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Roma, dove le quotazioni sono aumentate del 12,63%. Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Frosinone (+9,83%), quella di Rieti (2,29%) e quella di Viterbo, dove i premi sono cresciuti di appena lo 0,9%.

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia laziale in cui l’RC auto è risultata essere più cara è quella di Latina, dove il premio medio è arrivato a 693,29 euro. Seguono le province di Roma (684,42 euro) e Rieti (616,06 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Viterbo (518,68 euro) e Frosinone (535,80 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre un milione di preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • RC auto: nelle Marche +1,9% in sei mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto nelle Marche sono aumentati dell’ 1,9% su base semestrale arrivando a 588,14 euro, vale a dire circa 11 euro in più rispetto a gennaio 2024*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti è rallentato e in alcune province marchigiane i valori hanno addirittura iniziato a scendere con riduzioni che arrivano a superare il 6%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale e le variazioni nei prezzi degli ultimi sei mesi emerge un andamento piuttosto vario.

    Due province,  Macerata ed Ancona, hanno registrato aumenti (rispettivamente del 7,7% e del 5,6%) che hanno portato i premi medi di queste aree a 598,66 euro e 644,17 euro;  tutte le altre chiudono il semestre con un lieto segno meno davanti alla percentuale di variazione: -3,3% per Fermo, -4,4% per Ascoli Piceno e addirittura -6,1% per la provincia di Pesaro e Urbino.

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia marchigiana in cui l’RC auto è risultata essere più costosa è quella di Ancona, dove il premio medio è arrivato a 644,17 euro. Seguono le province di Macerata (598,66 euro), Fermo (552,27 euro) e Pesaro e Urbino (540,74 euro). Ascoli Piceno, con 491,26 euro è invece la più economica.

  • Smarrimento bagagli: boom polizze viaggio

    Più di 36 milioni; è questo il numero di valigie che lo scorso anno sono state perse, danneggiate o consegnate in ritardo*. Un incubo per chi si sposta in aereo e non sorprende vedere come anche in Italia sempre più vacanzieri cerchino di tutelarsi con una polizza viaggio; secondo l’analisi di Facile.it a giugno 2024 la richiesta di questi prodotti assicurativi è aumentata del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    «Le polizze viaggio tutelano gli assicurati da una vasta serie di imprevisti che possono rovinare una vacanza, tra cui anche lo smarrimento, il furto, o la ritardata consegna dei bagagli», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «In casi come questi l’assicurazione interviene non solo rimborsando il valore dei beni contenuti, ma anche coprendo le spese sostenute per acquisti di prima necessità.».

    Polizze smarrimento bagagli: cosa coprono e cosa no

    L’assicurazione smarrimento bagagli è una copertura che normalmente viene proposta come estensione della tradizionale polizza viaggio e tutela l’assicurato sia in caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie da parte del vettore aereo, sia in caso di furto bagagli durante la vacanza.

    Nel caso di smarrimento definitivo o furto, la polizza rimborserà, nei limiti dei massimali, il valore dei beni perduti. Attenzione alle esclusioni: alcune assicurazioni, ad esempio, non coprono oggetti come smartphone, tablet, pc e fotocamere, altre, invece, applicano dei massimali ridotti.

    Beni come denaro contante, assegni e oggetti d’arte normalmente non vengono rimborsati. Se la valigia conteneva anche documenti come passaporto, carta di identità o patente, è bene sapere che nella maggior parte dei casi l’assicurazione viaggio fornisce un contributo economico per rifarli.

    Importante ricordare che se il sinistro è stato causato dal vettore e questi ci risarcisce, l’assicurato sarà indennizzato dalla propria società assicurativa solo dopo aver dedotto l’importo liquidato dalla compagnia aerea.

    Nel caso di bagaglio consegnato in ritardo, invece, l’assicurazione rimborsa all’assicurato le spese sostenute per acquisti di beni di prima necessità. Attenzione perché la definizione di ritardo può variare da compagnia a compagnia, ma normalmente devono trascorrere almeno 12 ore dall’orario di arrivo previsto.

    Le polizze smarrimento bagagli non coprono mai i danni agevolati da dolo o colpa grave dell’assicurato, ovvero nel caso in cui gli oggetti vengano lasciati incustoditi in qualsiasi momento, in caso di dimenticanza, incuria o perdita da parte dell’assicurato. La garanzia è operante non solo per valigie e borse, ma anche, ad esempio, per carrozzine e passeggini.

    Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi** di Facile.it una polizza viaggio con garanzia smarrimento bagagli costa, in media, 45 euro per una settimana di viaggio in Europa.

    «Quando compriamo un biglietto aereo capita che il vettore stesso ci proponga la propria polizza viaggio; si tratta, a tutti gli effetti, di coperture offerte da compagnie assicurative e quindi, in termini di affidabilità, sono al pari delle soluzioni acquistabili direttamente sul mercato, ma attenzione perché spesso forniscono una copertura meno ampia, sia in termini di garanzie, sia in termini di personalizzazione sia di massimali», spiega Ghizzoni. «Il consiglio, prima di scegliere, è di capire quali sono le proprie esigenze e sulla base di queste confrontare l’offerta di diverse compagnie assicurative per identificare la soluzione più adatta».

    * SITA Baggage it insights 2024

    ** Simulazione Facile.it sulla base delle offerte disponibili online in data 24 luglio 2024 per un viaggio di una settimana in Europa (valore viaggio 2.000 euro)

  • RC auto: in Campania +8,52% in 12 mesi, ma arrivano i ribassi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Campania sono aumentati dell’ 8,52% su base annua arrivando a 1.079,26 €euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto a luglio 2023*, addirittura 107 a Napoli.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari ad appena 0,55%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Benevento, dove il premio medio nei dodici mesi è salito dell’ 11,97%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Napoli, dove le quotazioni sono aumentate del 10,09%, seguita da quella di Salerno (+8,46%). Ai piedi del podio – e anch’esse con aumenti inferiori alla media regionale come Salerno –  Avellino (+6,22%) e Caserta (+4,51%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Benevento (-1,53%), Caserta (-3,27%) e Avellino (-14,85%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia campana in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Napoli, dove il premio medio è arrivato a 1.166,79 euro. Seguono le province di Caserta (995,60 euro) e Salerno (841,38 euro). Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Benevento (776,35 euro), e Avellino (794,37 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Prestiti vacanze: erogati 250 milioni di euro nel 2024

    Sempre più italiani, scelgono di ricorrere ad una società di credito per far fronte ai costi di un viaggio tanto è vero che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 6 mesi del 2024 sono stati erogati oltre 250 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire spese legate a viaggi e vacanze, valore in crescita del 12% su base annua.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento personale*, ha messo in luce che chi ha chiesto questo tipo di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.425 euro da restituire in poco più di 4 anni.

    Guardando da vicino il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio, emerge chiaramente come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani; fa capo ad un under 30 una domanda su tre e, in generale, l’età media dei richiedenti è pari a 38 anni. Valore estremamente basso soprattutto se confrontato con le altre tipologie di prestito personale per cui l’età media di chi fa richiesta è pari a 44 anni.

    Analizzando le richieste di prestiti personali per viaggi e vacanze su base territoriale emerge che la regione dove, in percentuale, questi finanziamenti sono maggiormente richiesti è la Liguria. Al secondo posto troviamo la Lombardia; chiude il podio il Lazio.

  • Paure pre vacanze: furti in casa e maltempo le più diffuse

    Ogni anno in Italia ci sono più di 133mila furti in appartamento e il periodo estivo è uno dei più critici tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, più di 6 vacanzieri su 10, ovvero quasi 28 milioni di individui, temono di subire un furto durante l’assenza da casa per le ferie.

    La paura dei furti, primo timore degli italiani intervistati, è più diffusa tra i giovani (74% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni) mentre, a livello territoriale, è maggiormente sentita tra i residenti del Nord Est (69%). Curiosamente, è un timore radicato sia nei grandi centri abitati (72%), sia nei piccoli comuni con meno di 10.000 abitanti (67%).

    Eppure, nonostante questa paura, ancora pochi si tutelano con una polizza casa contro i furti; appena il 20% di chi partirà per le vacanze ha dichiarato di avere questo tipo di copertura.

    «Le polizze casa sono prodotti assicurativi detti multirischio e tutelano gli assicurati da una serie di sinistri connessi all’abitazione», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Le coperture base includono la tutela contro i danni al fabbricato e la Responsabilità Civile e partono da un prezzo di 180 euro l’anno, ma è possibile aggiungere anche la protezione dai furti in casa con un costo che cresce di circa 50 euro.».

    Continuando a scorrere la lista delle preoccupazioni di chi lascia l’abitazione per andare in ferie, al secondo posto c’è il maltempo; il 33% dei rispondenti ha dichiarato di avere paura che, durante l’assenza, l’appartamento possa subire danni causati da eventi atmosferici estremi, fenomeni sempre più frequenti nel nostro Paese. Un timore che, come emerso dall’indagine, è diffuso in misura maggiore tra i residenti nel Nord Est (47%).

    «È possibile proteggere la casa anche dai danni causati da maltempo o calamità naturali», continua Ghizzoni. «Per alcune compagnie assicurative questa copertura è inclusa nella tutela contro i danni al fabbricato, per altre, invece, è considerata come garanzia accessorie e va pertanto appositamente attivata; il costo varia a seconda della tipologia di calamità, delle caratteristiche dell’immobile e della città, ma può arrivare a superare i 300 euro.».

    Perdite idriche e fughe di gas, invece, impensieriscono, rispettivamente, il 23% e il 17% dei vacanzieri. Mentre l’ultima preoccupazione in classifica è quella di partire dimenticandosi luci o altri elettrodomestici accesi; un timore che accomuna “appena” 6 milioni di italiani.

    Vicini, sistemi di videosorveglianza… e luci accese

    Se, come detto, appena 2 vacanzieri su 10 hanno una copertura assicurativa, ben 8 su 10 hanno dichiarato di aver intenzione di adottare alcune strategie per ridurre al mimino i rischi.

    La più comune è quella di affidare la sicurezza della propria abitazione a vicini di casa o familiari, che vengono arruolati per controllare periodicamente l’immobile (45%). Una prassi che, secondo l’indagine, è diffusa maggiormente nei piccoli comuni (54%) e tra i rispondenti over 65 (48%).

    Vicini di casa che, nel 17% dei casi, vengono “ingaggiati” anche per svuotare regolarmente la cassetta della posta così da ridurre al minimo i segnali di assenza prolungata da casa.

    Circa 16,5 milioni di viaggiatori hanno invece deciso di affidarsi a sistemi di antintrusione; c’è chi, ad esempio, ha protetto l’abitazione con grate antieffrazione (14%) e chi, invece, ha dotato l’appartamento di un sistema di videosorveglianza (27%). Soluzioni particolarmente diffuse nelle grandi città, dove la percentuale di chi ha adottato questi sistemi sale, rispettivamente, al 18% e al 36%. Il 5% dei rispondenti, invece, ha dichiarato di affidarsi alla sorveglianza privata.

    Se, come detto, milioni di italiani hanno paura di partire per le vacanze dimenticando la luce accesa, c’è chi, invece, lo fa appositamente per scoraggiare eventuali topi da appartamento; il 6,2% del campione intervistato. Poco meno, il 3,3%, chi invece lascia accese TV o Radio per mascherare l’assenza da casa.

    Sei consigli per difendersi

    Facile.it ha redatto un breve vademecum in sei punti per difendersi dai principali rischi per chi lascia casa durante le vacanze.

    Furti: oltre a proteggere l’immobile con un sistema di allarme o antintrusione, il consiglio è di ridurre al minimo i segnali di assenza prolungata da casa. Ad esempio, fate ritirare la posta da conoscenti e chiedete loro di abbassare il tappetino d’ingresso se chi pulisce le scale del palazzo lo alza o, se lo avete, di tosare il prato. E quando caricate la macchina per partire, meglio farlo in un posto lontano da sguardi indiscreti.

    Perdite acqua e gas: per ridurre i rischi di perdite il suggerimento è di chiudere i rubinetti centrali di acqua e gas. Qualora non fosse possibile, prima di partire assicuratevi di aver fatto una corretta manutenzione agli impianti e che le prese di aerazione dell’immobile siano libere. È possibile installare un sistema domotico che avvisa automaticamente il proprietario in caso di perdite di acqua o gas; lasciare una copia del mazzo di chiavi a vicini fidati o familiari può essere utile nel caso servisse accedere all’abitazione con urgenza.

    Luci ed elettrodomestici: se si vuole simulare la presenza in casa senza spendere un capitale in elettricità, esistono degli apparecchi che consentono di programmare l’accessione delle luci anche durante l’assenza; sarà più credibile agli occhi di potenziali ladri e meno oneroso in bolletta. Ancora, prima di partire ricordati di staccare dalla presa di corrente gli elettrodomestici che non serve alimentare durante l’assenza. Questo potrebbe portare non solo un sollievo sulle tue bollette – alcuni apparecchi consumano energia anche da spenti – ma soprattutto ridurre il rischio di eventuali sovraccarichi o cortocircuiti legati, ad esempio, al maltempo.

    Assicurazione: una polizza casa completa protegge il proprietario da eventuali danni all’immobile o a terzi, da furti, da danni da maltempo o calamità naturali. Il consiglio è di confrontare i prodotti offerti da diverse compagnie, verificare con attenzione le caratteristiche di ciascuno e scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

    Social network: evitate di annunciare sui social network i vostri piani per l’estate, con tanto di date di assenza da casa. E, se riuscite, meglio evitare di documentare la vacanza giorno per giorno in tempo reale; aspettate il ritorno o, se proprio non resistete, almeno non fornite informazioni complete sul vostro viaggio. Non si sa mai chi possa nascondersi dall’altro lato dello schermo.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 31 maggio ed il 7 giugno 2024 attraverso la somministrazione di n.1.154 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

     

  • Mutui: richieste +15% nel primo semestre

    Arrivano segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi sei mesi dell’anno le richieste di finanziamenti raccolte online sono cresciute del 15% rispetto allo stesso periodo del 2023. Sebbene il mercato sia ancora lontano dai livelli raggiunti negli anni precedenti e le erogazioni ancora sottotono (-13% nei flussi finanziati nel primo trimestre 2024 secondo Assofin), la ripresa della domanda fa ben sperare per un secondo semestre con valori in crescita anche sul fronte dei finanziamenti concessi alle famiglie per acquistare casa.

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo emerge che l’importo medio richiesto nei primi sei mesi del 2024 è stato pari a 133.389 euro, valore in aumento del 3% rispetto al 2023. Stesso aumento (+3%) per il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 207.614 euro. In lieve crescita anche l’età media degli aspiranti mutuatari, passata da 40 a 41 anni. L’incremento dell’età media va letto alla luce dell’aumento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 19% del 2023 al 27% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. L’IRS, l’indice di riferimento per i mutui fissi, nonostante un andamento altalenante dovuto alle performance del mercato obbligazionario, è rimasto su livelli bassi per tutto il semestre, con fluttuazioni che, guardando ai valori medi mensili, sono state nell’ordine di una manciata di punti base; ad esempio, l’IRS a 25 anni è passato da 249 punti base di marzo 2024 a 263 punti base di maggio 2024, con un delta di 14 punti base. Oggi l’indice è sceso sotto i 260 punti base. Questo ha permesso alle banche di mantenere bassi i tassi proposti alla clientela; secondo le simulazioni** di Facile.it per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,86%, con rata di 588 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,72% e una rata di 579 euro.

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano ancora elevati; per un mutuo medio, le migliori offerte partono da un tasso (TAN) del 4,34%, con una rata di 682 euro. Stando alle previsioni dei futures sugli euribor, che rappresentano le aspettative degli operatori di mercato, l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, potrebbe scendere ulteriormente da qui a fine anno, ma il beneficio sarebbe comunque limitato in termini di risparmio sulle rate variabili.

     

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 350.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2023 al 27/6/2023 e dall’1/1/2024 al 27/6/2024

    ** Simulazioni fatte in data 28 giugno 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

     

  • Norma case green: 2,5 MLN di italiani pronti a vendere casa

    Nonostante sia entrata in vigore da poco, la normativa UE sulle case green inizia già a produrre i primi effetti tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, quasi 2,5 milioni di italiani hanno deciso di mettere in vendita la propria abitazione proprio per evitare possibili futuri costi di ristrutturazione.

    Ma anche chi oggi vuole comprare casa è spesso condizionato dalla nuova norma; sempre secondo l’indagine*, ci sono quasi 3 milioni di italiani in cerca di un immobile che hanno cambiato i propri criteri di selezione limitando la ricerca alle sole abitazioni efficienti, non toccate dalla direttiva UE; una tendenza diffusa maggiormente nelle regioni del Nord ovest, dove la percentuale arriva al 60%, a fronte di una media nazionale pari al 50%.

    E, invece, sono poco meno di 800mila gli italiani che stanno appositamente cercando di comprare una casa con basse prestazioni energetiche, nella speranza di risparmiare sul prezzo d’acquisto; dinamica, questa, più presente nelle regioni del Centro Italia (18% a fronte di una media nazionale pari al 13%).

    13,7 milioni di italiani spaventati dalla nuova norma

    In Italia, secondo le prime stime, la direttiva UE sulle case green potrebbe riguardare, potenzialmente, quasi 5 milioni di immobili residenziali, con spese di ristrutturazione variabili tra i 20 e i 55 mila euro a famiglia.

    Cifre importanti che, naturalmente, fanno paura a molti italiani: sempre secondo l’indagine, tra chi è a conoscenza della norma, il 43% dichiara di essere spaventato dalla possibilità di dover far fronte a costi così importanti per ristrutturare casa e non sorprende vedere come in molti stiano pensando di vendere la propria abitazione piuttosto che mettere mano al portafogli.

    Va detto, però, che non tutti sono preoccupati: il 15% del campione intervistato, ad esempio, ha dichiarato di essere fiducioso del fatto che ci saranno degli aiuti statali per far fronte alle spese di ristrutturazione, convinzione particolarmente diffusa tra i residenti del Centro Italia dove la percentuale arriva a sfiorare il 18%. Sono circa 2,9 milioni di italiani che credono che la norma non diventerà mai operativa in Italia; in questo caso, la percentuale raggiunge il picco nelle regioni del Nord ovest (10,5%), a fronte di una media nazionale pari al 9%.

    «Un nodo fondamentale saranno gli strumenti che verranno introdotti per aiutare le famiglie ad affrontare questi costi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Se guardiamo alle opportunità presenti oggi sul mercato, chi vuole ristrutturare casa può optare per un mutuo ristrutturazione, eventualmente associato all’acquisto se effettuato contestualmente, oppure, se l’importo non è troppo elevato, per un prestito personale. Quest’ultima soluzione, a differenza del mutuo, non richiede una garanzia reale e pertanto potrebbe essere una strada più semplice da percorrere per coloro che hanno già un finanziamento ipotecario sulla propria abitazione».

    Ristrutturazione: mutuo o prestito?

    Per chi volesse finanziare oggi lavori di ristrutturazione, meglio un prestito personale o un mutuo? Per importi contenuti, normalmente fino a 40-50 mila euro, la strada percorribile è quella del prestito personale, poiché gli istituti di credito tendono a non erogare mutui di tale entità. Secondo le simulazioni** di Facile.it e Prestiti.it, ipotizzando un prestito da 35.000 euro per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, da restituire in 10 anni, i migliori tassi (TAN) disponibili online partono dal 7,5%, con una rata mensile di 415 euro al mese.

    Se invece l’importo è più elevato, ad esempio superiore ai 60.000 euro, l’opzione adeguata è quella del mutuo ristrutturazione: per un finanziamento da 60.000 euro in 20 anni, valore immobile 200.000 euro, i migliori tassi (TAN) disponibili online partono dal 3,10%, con una rata mensile pari a 335 euro. Valori ancora più bassi se la ristrutturazione consente di raggiungere la classe energetica A o B così da accedere ai cosiddetti mutui green: in questo caso, i migliori tassi (TAN) partono dal 2,70%.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 31 maggio ed il 7 giugno 2024 attraverso la somministrazione di n.1.035 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

    ** Simulazioni effettuate in data 19/06/2024.