Autore: Andrea Polo

  • Mutui: in Campania richieste +11% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Campania sono aumentate dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Campania hanno registrato un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Campania emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 131.564 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 204.583 euro (+3%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 15% del 2023 al 25% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Campania da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Napoli è la provincia campana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (139.811 euro), seguita da Salerno (128.938 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Caserta, con 117.582 euro. Chiudono la graduatoria regionale le province di Avellino, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 108.030 euro, e Benevento (103.619 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Campania nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 138.214 euro, in aumento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 191.971 euro (+2%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

     

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 50.000 richieste di finanziamento raccolte online in Campania da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Toscana richieste +13% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Toscana sono aumentate del 13% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Toscana emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 136.495 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 220.246 euro (+2%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 24% del 2023 al 32% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Toscana da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Firenze è la provincia toscana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (151.106 euro), seguita da Lucca (141.466 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Siena con 136.074 euro. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano, a breve distanza tra di loro, le province di Pisa (131.849 euro), Prato (131.093 euro), Grosseto (129.322 euro) seguite ancora da Massa-Carrara (127.262 euro) e Pistoia (126.626).

    Chiudono la graduatoria regionale le province di Livorno, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 124.884 euro, e Arezzo (119.605 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Toscana nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 141.732 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita lievemente anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 197.857 euro (+1%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 43.000 richieste di finanziamento raccolte online in Toscana da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Lombardia richieste +17% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Lombardia sono aumentate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Lombardia hanno registrato un incremento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Lombardia emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 145.455 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 229.084 euro (+5%). Stabile l’età degli aspiranti mutuatari. Aumenta, invece, il peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 24% del 2023 al 33% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Lombardia da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Milano è la provincia lombarda dove è stato rilevato l’importo medio più alto (164.997 euro), seguita da Como (144.178 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Monza Brianza, con 139.151 euro. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano, a breve distanza tra di loro, le province di Lecco (137.530 euro), Brescia (136.158 euro), Varese (131.797 euro), Sondrio (128.563), Bergamo (127.492 euro) seguite ancora da Mantova (119.309 euro).

    Chiudono la classifica regionale le province di Lodi (116.840 euro), Cremona, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 116.559 euro, e Pavia (114.546 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Lombardia nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 152.480 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 213.401 euro (+2%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (36 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (26 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 152.000 richieste di finanziamento raccolte online in Lombardia da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Pranzo di Natale: oltre 3,5 miliardi di euro la spesa prevista

    Si sa, le festività natalizie sono un momento per stare in famiglia, per condividere ricordi ed emozioni; ma quanto spenderanno quest’anno gli italiani per il pranzo o il cenone di Natale? Secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a EMG Different, pagheranno in media 83 euro a testa, per un totale stimato di oltre 3 miliardi e mezzo di euro.

    Chi spenderà di più… e chi di meno

    Scorrendo i risultati dell’analisi – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – emerge che sono gli over 65 a mettere a budget un importo maggiore: ben 149 euro, probabilmente perché offriranno il pasto a figli e nipoti.

    Differenze anche a livello geografico: secondo l’indagine di Facile.it chi prevede di spendere di più per il pranzo o cenone di Natale sono i residenti del Sud e delle Isole, i quali pagheranno, mediamente, ben 115 euro. Budget quasi doppio rispetto a quello di chi abita nel Nord Est (61 euro) e nel Nord Ovest (68 euro). Importi decisamente più bassi anche nel Centro Italia (71 euro).

    Budget rispetto al 2023

    Ma la spesa destinata a pranzi e cenoni è inferiore o maggiore rispetto al 2023? Il 25% degli intervistati ha ammesso che metterà a budget un importo maggiore, dato che sale al 32% tra gli appartenenti alla fascia 18-34 anni e addirittura al 43% nel Centro Italia.

    Ma c’è anche il rovescio della medaglia, rappresentato dalle oltre 2 milioni di persone, che spenderanno meno del 2023, principalmente (53%, quasi 1,1 milioni di individui) perché sono aumentate altre voci di costo nella vita quotidiana e quindi preferisce tagliare sulla tavola di Natale.

    Pur di non rinunciare ad un momento di condivisione e di convivialità così importante nella tradizione italiana, l’1% degli intervistati all’indagine di Facile.it ha ammesso che ricorrerà ad un prestito personale per pagare il pranzo o il cenone di Natale.

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 14/20 novembre 2024.

  • Rc auto: in Emilia-Romagna premio medio a 555,66 euro,

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti emiliano-romagnoli. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 555,66 euro, vale a dire il 5,3% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 40.700 automobilisti emiliano-romagnoli, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Emilia-Romagna la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,57% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia della regione che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (1,94%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale, a breve distanza tra di loro, Piacenza (1,74%), Forlì-Cesena (1,73%), Reggio Emilia (1,69%), Modena (1,66%) e Ravenna (1,64%).

    Valori inferiori alla media regionale per Bologna (1,47%) e Parma (1,29%). Chiude la classifica Ferrara, area emiliano-romagnola dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (0,93%); la provincia è anche la seconda a livello nazionale con la percentuale più bassa.

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Emilia-Romagna – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più altra tra le donne (1,84%) rispetto al campione maschile (1,41%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli impiegati pubblici siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,01%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i dirigenti-funzionari (2,33%) e le casalinghe (1,94%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 1.026.065 preventivi effettuati in Emilia-Romagna e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Liguria premio medio a 648,44 euro, +6,8% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti liguri. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 648,44 euro, vale a dire il 6,8% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 15.200 automobilisti liguri, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Liguria la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari al 2,15% del totale, la terza regione con la percentuale più alta d’Italia.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che La Spezia è la provincia ligure che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,33%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale Genova (2,23%) e Savona (1,96%).

    Chiude la classifica Imperia, area ligure dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,77%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Liguria – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più altra tra le donne (2,48%) rispetto al campione maschile (1,97%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,86%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono le casalinghe (2,64%) e gli impiegati in azienda (2,18%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 283.386 preventivi effettuati in Liguria e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: nel Lazio premio medio a 696,49 euro, +8,7% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti laziali. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 696,49 euro, vale a dire l’8,7% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono quasi 60.000 automobilisti laziali, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che nel Lazio la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari al 2,04% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Roma è la provincia laziale che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,12%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Viterbo (2,04%).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posiziona Frosinone (1,63%). Chiudono la classifica Rieti (1,43%) e, a brevissima distanza, Latina, area laziale dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,41%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – nel Lazio – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più altra tra le donne (2,30%) rispetto al campione maschile (1,87%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli artigiani siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,31%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli insegnanti (2,30%) e gli agenti di commercio (2,23%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 2.159.231 preventivi effettuati nel Lazio e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Facile.it torna in TV con lo spot Va a pagare

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna sugli schermi con un nuovo spot dedicato alle assicurazioni auto ed intitolato Va a pagare. In onda da inizio gennaio, lo spot è firmato dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la regia di Danilo Carlani e Alessio Dogana.

    La scena si svolge nel soggiorno di casa di una famiglia, il protagonista apre una lettera con la proposta di rinnovo della polizza Rc auto. Le tariffe elevate e un aumento inaspettato dei costi lo accendono così tanto che sta per scappargli una parolaccia, ma proprio in quel momento incrocia lo sguardo della figlioletta e… va a pagare! è tutto quello che può dire.

    La soluzione per non farsi travolgere da un preventivo così alto? Confrontare le assicurazioni su Facile.it per trovare quella migliore e risparmiare. La voce fuori campo invita il protagonista a “farla facile”, visitando il sito per scoprire tutte le offerte disponibili. Il servizio di consulenza di Facile.it, come si ricorda nello spot, è disponibile non solo online ma anche al telefono o presso uno dei tanti negozi fisici del comparatore.

    Lo spot è in programmazione nella versione da 30 secondi sulle reti TV Mediaset, Discovery, Sky e Cairo, e in radio sui canali Radio 101, Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio e, anche, sulle piattaforme Prime Video, Dazn e YouTube.

    A collaborare alla realizzazione della campagna televisiva sono il direttore creativo Dario Primache, i direttori della fotografia Giacomo Frittelli e Guido Mazzoni e la postproduzione audio di Top Digital. Ad accompagnare la narrazione è ancora la musica del gruppo Status Quo con il brano Whatever you want.

    «Nel nuovo spot televisivo», ha dichiarato Marco Giorgi, Chief Marketing Officer di Facile.it, «abbiamo voluto sottolineare ancora una volta le possibilità di risparmio che Facile.it offre in molti ambiti della vita quotidiana, primo fra tutti quello dell’Rc auto. I nostri clienti possono usare il sito, rivolgersi ai consulenti raggiungibili telefonicamente o, anche, contare sull’esperienza del personale degli Store; in questo modo potranno trovare le offerte più vantaggiose, non solo nel campo dell’assicurazioni, ma anche in quello dei mutui, delle bollette e dei prestiti.».

    Spot visionabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=ASu0T-DwJgs

    Scheda tecnica:

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli
    Regia: Danilo Carlani e Alessio Dogana
    DOP: Giacomo Frittelli e Guido Mazzoni
    Direttore Creativo: Dario Primache
    CDP: The Bigmama
    Post Produzione audio: Top Digital

  • Calcio in TV: fino a 900 euro la spesa per i tifosi italiani

    Quanto costa seguire la propria squadra del cuore dal… divano di casa? E quanto spendono i tifosi italiani rispetto a quelli spagnoli, inglesi, tedeschi e francesi? Per rispondere alle domande Facile.it ha esaminato i prezzi degli abbonamenti alle piattaforme digitali e Pay TV scoprendo che, in Italia, per fare il tifo da casa seguendo il campionato di Serie A 2024/2025 e le coppe internazionali per club si è speso non meno di 648 euro per l’abbonamento annuale. Ma la cifra può arrivare fino a 900 euro per chi ha optato per un abbonamento mensile.

    La buona notizia per i tifosi italiani è che sono i più fortunati d’Europa; non solo perché la Serie A è stata riconosciuta come il miglior campionato al mondo, ma anche perché i prezzi per seguire la propria squadra, se gioca nel nostro campionato, sono i più bassi rispetto ai Paesi analizzati nello studio. Varcando i confini nazionali si scopre che i prezzi degli abbonamenti alle piattaforme salgono notevolmente; in Inghilterra, ad esempio, per seguire da casa Premier League e competizioni europee i tifosi hanno messo a budget almeno 876 euro per un abbonamento annuale, mentre in Germania e Francia, per seguire da casa i rispettivi campionati e le coppe internazionali, i supporter hanno speso almeno 888 euro, vale a dire il 37% in più rispetto ai 648 euro dell’Italia.

    Va decisamente peggio ai tifosi spagnoli, che per vedere in TV LaLiga e le coppe europee questa stagione sportiva hanno speso ben 1.320 euro l’anno, il doppio che nel nostro Paese; unica consolazione è che in Spagna basta un solo abbonamento per guardare tutte le competizioni, mentre negli altri stati analizzati, Italia inclusa, per seguire campionato e coppe occorre abbonarsi a più piattaforme.

    Le squadre italiane

    Il prezzo per seguire la propria squadra del cuore da casa varia a seconda delle competizioni in cui è coinvolta e, quindi, delle piattaforme a cui è necessario fare l’abbonamento.

    Per tifare Milan, Inter, Juventus, Bologna e Atalanta, quest’anno impegnate in Champions League, il prezzo degli abbonamenti annuali, come detto, è stato pari a 648 euro, ma il costo può arrivare fino a 900 euro per chi sceglie un abbonamento mensile rinnovandolo tutti i mesi.

    I tifosi di Lazio e Roma – impegnate in Europa League – e della Fiorentina – in corsa per la Conference League – per l’abbonamento annuale hanno messo a budget 600 euro.

    Possono consolarsi, quantomeno dal punto di vista del portafogli, i tifosi di squadre non impegnate in competizioni europee; per loro il costo dell’abbonamento annuale per seguire il campionato di Serie A 2024/2025 è stato pari a 420 euro.

    «Optare per un abbonamento annuale è sicuramente la soluzione migliore per risparmiare sul costo complessivo degli abbonamenti alle piattaforme, mentre il rinnovo mensile potrebbe essere conveniente per le coppe europee, ma solo se la propria squadra uscisse nelle prime fasi della competizione. Insomma, se non ci si vuol trovare a tifare contro pur di risparmiare qualche euro, è meglio bloccare il prezzo per 12 mesi, magari approfittando delle offerte proposte dalle piattaforme in alcuni periodi dell’anno», spiegano gli esperti di Facile.it.

  • Bollette: +30% prezzo energia nei prossimi 12 mesi

    Secondo le previsioni, nei prossimi 12 mesi il prezzo dell’energia aumenterà di quasi il 30% con un impatto significativo sulle bollette di chi ha un’offerta a prezzo indicizzato; Facile.it ha stimato che, per una famiglia tipo* nel mercato libero, il rincaro sarà di 272 euro tra luce e gas, con una spesa complessiva che arriverà a 2.841 euro, rispetto agli attuali 2.569 euro (+11%).

    L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione l’andamento degli indici PSV e PUN negli ultimi 12 mesi (dicembre 2023 – novembre 2024) e le previsioni elaborate dall’European Energy Exchange (EEX) per i 12 mesi successivi, a parità di consumi e altre condizioni economiche che gravano in bolletta. Nello specifico, il PUN, l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, secondo le previsioni aumenterà del 30% passando da un valore medio di 0,11 €/kWh a 0,14 €/kWh, mentre il PSV, il punto di riferimento per determinare il prezzo del gas naturale all’ingrosso in Italia, salirà del 28%, da 0,38 €/smc a 0,48 €/smc.

    Sulla base di questi dati, Facile.it ha calcolato che il rincaro più corposo si avrà sulla bolletta del gas; per una famiglia tipo la spesa annuale passerà dagli attuali 1.744 euro l’anno a 1.920 euro, con un aumento di 176 euro; per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica, invece, l’incremento sarà di 96 euro, con una spesa annuale che passerà da 826 euro a 921 euro.

    «A dicembre il costo delle materie prime è aumentato sensibilmente e le previsioni ci dicono che per i prossimi 12 mesi il prezzo rimarrà su livelli nettamente più alti rispetto al 2024. Una brutta notizia, soprattutto per le famiglie che hanno una tariffa a prezzo indicizzato, che a causa dei rincari vedranno crescere gli importi delle bollette», spiegano gli esperti di Facile.it. «È questo, quindi, il momento giusto per verificare le condizioni della propria fornitura e valutare se sul mercato libero esistano offerte più convenienti, magari a prezzo bloccato, così da tutelarsi, almeno in parte, dai futuri aumenti.».

    Come confrontare la propria offerta

    Per confrontare la propria offerta con le altre presenti sul mercato è innanzitutto necessario capire quanto stiamo pagando l’attuale fornitura. Questa informazione è contenuta nella “bolletta di dettaglio”, un documento che raccoglie tutte le caratteristiche della nostra offerta; se non lo ricevete, fatene richiesta al vostro fornitore.

    In questo documento, alla voce “spesa per la materia energia”, compariranno due componenti; una quota fissa, vale a dire l’importo che indipendentemente dai consumi pagherete ogni mese, e una quota legata ai consumi, il cui peso dipenderà quindi da quanta energia elettrica o gas verranno utilizzati.

    Questi sono i valori da considerare per confrontare la vostra fornitura con quella proposta da altre società, facendo attenzione a richiedere in fase di offerta il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.

    A questo punto basterà identificare la soluzione più adatta alle vostre esigenze e a tal fine sarà fondamentale considerare quanta energia consumate e quali siano le abitudini d’uso. Ad esempio, per le famiglie numerose che consumano molta energia, il consiglio è di fare particolare attenzione al costo della quota legata ai consumi e prediligere offerte che abbiano un prezzo più basso per questo elemento; se invece i consumi di energia sono contenuti, ad esempio nel caso di un single o di una seconda casa abitata per periodi limitati, è importante fare attenzione al prezzo della quota fissa, che potrebbe avere un impatto significativo sul costo totale.

    * Consumi famiglia tipo: 2.700 kWh annui per l’energia elettrica, 1.400 smc annui per il gas.

  • Polizze monopattini: prezzi a partire da 40 euro l’anno

    Il Senato ha approvato definitivamente il DDL sulla sicurezza stradale, introducendo tante novità, tra cui l’obbligo di assicurazione per monopattini, ma quali sono le opzioni attualmente disponibili sul mercato assicurativo? E quanto costano? Facile.it ha fatto un’analisi scoprendo che oggi i conducenti di monopattino hanno due possibilità, le polizze RC Capofamiglia o l’assicurazione monopattino

    Nel primo caso, si tratta di classiche polizze RC capofamiglia, che tutelano il contraente e la sua famiglia a 360° e da moltissime evenienze che, in alcuni casi, includono anche i danni arrecati a terzi durante la guida del monopattino. Per una copertura base di questo tipo, i prezzi partono da poco meno di 75 euro all’anno.

    Nel secondo caso, invece, si tratta di polizze RC per la mobilità, specifiche per i monopattini, e tutelano quindi il contraente nell’eventualità in cui dovesse arrecare danni a terzi o a oggetti di terzi durante la guida di un monopattino. Questo tipo di prodotti hanno un prezzo che parte da circa 40 euro all’anno per una copertura singola, 80 euro se si opta per la versione che tutela tutti i componenti della famiglia che potrebbero guidare il veicolo.

    L’interesse per questi prodotti è alto, tanto è vero che, secondo i dati di Facile.it, le ricerche online per questo tipo di coperture a novembre sono aumentate del 285% rispetto al mese scorso.

    «Sarà fondamentale capire quali caratteristiche dovranno avere i prodotti assicurativi per monopattini alla luce della nuova norma», spiegano gli esperti di Facile.it. «Il dubbio principale è se l’obbligo di RC sarà sulla persona o sulla targa; ad oggi, i prodotti in commercio tutelano la persona. Se, invece, come sembra, l’obbligo sarà sul veicolo (come per l’RC auto), allora i prodotti dovranno essere adeguati, con possibili variazioni anche dei prezzi».

    Il nuovo Codice della Strada prevede delle novità anche per quanto riguarda gli autovelox, con nuove regole per l’installazione dei dispositivi sulle strade, la distanza tra gli apparecchi, la riconoscibilità, i limiti minimi di velocità e così via.

    Norme che potrebbero avere un impatto sulle casse dei Comuni che, secondo una rielaborazione di Facile.it*, nei primi dieci mesi del 2024 hanno incassato 1,3 miliardi di euro grazie alle multe stradali. La Lombardia detiene il primato degli incassi con ben 324 milioni di euro, seguita da Lazio (130 milioni) ed Emilia-Romagna (129 milioni). Ultima posizione per il Molise con appena 1,4 milioni di euro. Tra le città con più di 250mila abitanti Milano è ancora una volta in testa alla classifica delle entrate da multe con 128,7 milioni di euro di proventi, distaccando Roma, che conquista il secondo posto con 88 milioni, e Torino (43,7 milioni). I comuni con meno di 5mila abitanti hanno raccolto grazie alle multe stradali elevate nei primi 10 mesi del 2024 72,7 milioni di euro, cifra che sale a 93 milioni se si considerano i comuni tra i 5mila e i 10mila abitanti.

    * Rielaborazione dati Codacons

  • Bollette: il 68% ha pagato più di quanto avrebbe dovuto

    Il 68% di chi ha cercato un nuovo fornitore luce e gas pagava, prima del cambio, tariffe energetiche più alte della media, con un aggravio annuo pari a 415 euro per le bollette dell’elettricità e addirittura 490 euro per quelle del metano. Il dato arriva dall’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 28.000 utenze* di consumatori che hanno chiesto un cambio fornitura tra settembre 2023 ed agosto 2024.

    Più nello specifico, analizzando la fornitura di energia elettrica, emerge che il 76% dei titolari di contratto pagava una tariffa superiore alla media delle offerte disponibili; bollette alla mano significa che, a parità di consumi, hanno speso in un anno circa 1.380 euro, a fronte di una media pari a 965 euro.

    Se si guarda alla fornitura di gas, invece, la percentuale di chi spendeva più del dovuto è stata pari al 40%; per questi consumatori la bolletta annuale è arrivata a sfiorare i 2.100 euro, a fronte di una spesa media pari a poco meno di 1.600 euro.

    «Sul mercato libero ci sono centinaia di operatori; orientarsi tra le offerte non è semplice e scegliere male può significare sprecare centinaia di euro ogni anno», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per questo è fondamentale imparare a leggere le bollette, monitorare costantemente la propria tariffa e confrontarla con quella di altri operatori, così da identificare la soluzione più adatta alla proprie esigenze».

    Sempre secondo l’analisi di Facile.it, ci sono però molti utenti che, scegliendo in maniera corretta il fornitore a cui affidarsi, rispetto alla media hanno risparmiato; sempre a parità di consumi, fino a 180 euro l’anno sulla bolletta della luce e fino a quasi 400 euro l’anno su quella del gas.

    Come capire se stiamo pagando più del necessario

    Come capire se stiamo pagando più di ciò che dovremmo o potremmo? Innanzitutto, bisogna osservare all’interno della bolletta gli elementi da utilizzare per valutare la propria fornitura. Il primo da identificare è la “spesa materia energia” – parametro che si trova nel riquadro della bolletta dedicato ai consumi – che va diviso per la quantità di energia consumata (espressa in kWh per la luce e Smc per il gas). Il valore così ottenuto rappresenta il prezzo della materia energia ed è un buon parametro iniziale da utilizzare per capire se ciò che paghiamo è in linea con il mercato o se la nostra bolletta è troppo cara.

    Per l’energia elettrica, le migliori proposte a prezzo fisso oggi disponibili sul mercato hanno un costo della materia energia che si aggira intorno a 0,18 €/kWh per la fornitura di energia elettrica ed ai 0,61 €/Smc per quella del gas. Se il valore emerso dall’analisi dalla vostra bolletta è superiore a questi parametri, significa che state spendendo più del dovuto e che sul mercato ci sono offerte più convenienti.

    Come confrontare le offerte

    Una volta stabilito che stiamo pagando troppo, è arrivato il momento di valutare le offerte sul mercato. Per farlo è necessario partire dalla propria fornitura, leggendo la “bolletta di dettaglio”, un documento che contiene, come suggerisce il nome stesso, tutti i dettagli della nostra offerta; se non lo ricevete, fatene richiesta al vostro fornitore.

    In questo documento, alla voce “spesa per la materia energia”, compariranno due componenti; una quota fissa, vale a dire l’importo che indipendentemente dai consumi pagherete ogni mese, e una quota legata ai consumi, il cui peso dipenderà quindi da quanta energia elettrica o gas verranno utilizzati.

    Questi sono i valori da considerare per confrontare la vostra fornitura con quella proposta da altre società, facendo attenzione a richiedere in fase di offerta il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.

    A questo punto basterà identificare la soluzione più adatta alle vostre esigenze e a tal fine sarà fondamentale considerare quanta energia consumate e quali siano le abitudini d’uso. Ad esempio, per le famiglie numerose che consumano molta energia, il consiglio è di fare particolare attenzione al costo della quota legata ai consumi e prediligere offerte che abbiano un prezzo più basso per questo elemento; se invece i consumi di energia sono contenuti, ad esempio nel caso di un single o di una seconda casa abitata per periodi limitati, è importante fare attenzione al prezzo della quota fissa, che potrebbe avere un impatto significativo sul costo totale.

    «Non esiste in assoluto il fornitore migliore, la scelta va calibrata sulla base delle proprie esigenze», spiegano ancora gli esperti di Facile.it. «L’errore da evitare è non confrontare la propria tariffa con le offerte di altre società; per chi non ha confidenza con la materia, esiste la possibilità di rivolgersi a consulenti indipendenti che possono aiutare i consumatori ad orientarsi tra le offerte identificando quella più adatta».

     

     * Consumi medi del campione analizzato: 2.896 kWh annui per l’energia elettrica, 1.002 Smc annuo per il gas. Per le tariffe medie sono stati utilizzati i dati di ACER (The European Union Agency for the Cooperation of Energy Regulators) considerando l’End-User price nel mercato luce e gas italiano, da settembre 2023 ad agosto 2024

     

  • Affitti brevi: solo 1 proprietario su 5 pronto alle nuove norme. 230.000 non sanno nemmeno dell’obbligo del CIN

    Dal 1° gennaio 2025 gli immobili destinati all’affitto a breve termine dovranno obbligatoriamente esporre il cosiddetto CIN o Codice Identificativo Nazionale, ma i proprietari sono pronti? Solo in parte, tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, ben il 33% degli intervistati ha detto di non essere a conoscenza di quest’obbligo, dato corrispondente a quasi 230.000 proprietari.

    Identikit dei proprietari

    Contrariamente a quello che molti pensano, il 62% di chi ha un immobile in affitto a breve termine, pari a circa 430.000 individui, lo fa come ulteriore fonte di reddito rispetto a quella principale e non come attività professionale.

    Il discorso cambia se si segmenta il campione per fasce anagrafiche; guardando ai rispondenti con età compresa fra i 25 ed i 34 anni, questa è attività professionale per il 61,3% degli intervistati che, così, si sono creati un lavoro.

    Riguardo al motivo per cui i proprietari di immobili hanno scelto di affittare a breve termine invece che in altre modalità, il 39,8% dichiara di averlo fatto per garantirsi maggiori guadagni, il 35,7% per tutelarsi dai rischi di inquilini morosi, il 28,3% per poter disporre con più libertà dell’immobile in caso di necessità e il 13,7%, vale a dire quasi 100.000 individui, per via di brutte esperienze precedenti con affitti a lungo termine.

    Quanti si adegueranno, quanti lo hanno già fatto… e quanti non lo faranno

    La legge sarebbe dovuta entrare in vigore ad inizio novembre e solo pochi giorni prima di quella data è arrivato il rinvio al primo gennaio. A conferma che la situazione sia delicata un altro dato emerso dall’indagine: il 44% dei proprietari che dovranno esporre il CIN non ha ancora fatto richiesta per ottenerlo, mentre il 33% ha presentato domanda ma non lo ha ancora ricevuto; dati alla mano, quindi, solo 1 proprietario su 5 è pronto alla nuova norma.

    Guardando più da vicino chi non ha ancora richiesto il CIN, emerge che il 30% dei rispondenti ha dichiarato di avere intenzione di farlo a breve, mentre il 38% ha detto di volersi prima informare a riguardo e solo dopo prenderà una decisione in merito a ciò che farà dell’attività. Addirittura, il 9,3% dei proprietari, vale a dire circa 30.000 persone, ha detto che smetterà l’attività perché “sta diventando troppo complicata”, percentuale che arriva a sfiorare il 14% tra i proprietari residenti al Sud e nelle Isole.

    Il 6% del campione intervistato, dato corrispondete a 18.000 individui, invece, non ha intenzione di richiedere il codice, ma continuerà comunque ad operare pur non rispettando la legge.

    Il CIN non è l’unica novità introdotta dalla norma, che prevede anche l’installazione all’interno delle abitazioni concesse in affitto breve di alcuni dispositivi per la sicurezza degli ospiti; da questo punto di vista i proprietari sembrano essersi attivati con maggiore celerità. Per i rilevatori di fumo, ad esempio, il 63% del campione ha detto di averli già installati, ed anche per quanto riguarda gli estintori quasi 2 proprietari su 3 si sono messi in regola. Si ferma al 49%, invece, la percentuale di chi ha installato il rilevatore di monossido di carbonio.

    Polizze casa

    Seppur non obbligatoria, se non in alcune regioni, il 65% dei proprietari ha dichiarato di aver sottoscritto una polizza casa per tutelarsi da eventuali danni agli ospiti durante il soggiorno; il 68%, invece, ha un’assicurazione che tutela l’immobile stesso da eventuali danni arrecati dagli affittuari.

    Il mercato assicurativo offre diverse polizze destinate ai proprietari di immobili che vogliono intraprendere la strada dell’affitto a breve termine. Si tratta di prodotti che, secondo l’analisi** di Facile.it, hanno prezzi che partono da circa 150 euro l’anno, con premi che possono superare i 300 euro a seconda delle garanzie scelte.

    Le coperture offerte variano da compagnia a compagnia; alcune, ad esempio, tutelano il proprietario solo in caso di danni o infortuni agli ospiti durante il soggiorno, altre invece, intervengono in presenza di danni arrecati all’immobile dagli affittuari, anche in presenza di atti vandalici o furti. Sono normalmente esclusi i danni derivanti dall’usura naturale dell’immobile, così come problemi derivanti da mancata manutenzione.

    «Il consiglio quando si è alle prese con la scelta di una polizza casa è di verificare con attenzione i fascicoli informativi per identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Ad esempio, è importante non limitarsi alla polizze proposte da alcune piattaforme per gli affitti brevi; queste coperture sono spesso limitate e, naturalmente, sono valide solo per le prenotazioni effettuate tramite la piattaforma stessa, lasciando così il proprietario scoperto nel caso operi attraverso altri canali».

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 23 ed il 25 ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.605 interviste CAWI ad un campione di individui che pratichino la locazione in affitto breve per i propri immobili.

    ** Simulazione effettuata in data 18/11/2024 per un immobile di 100mq situato a Milano.

  • Mutui: richieste +14% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online sono aumentate del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni hanno registrato un incremento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 133.923 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 208.495 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 21% del 2023 al 29% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 138.745 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 190.861 euro (+2,4%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (37 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

     

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 600.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it da gennaio e ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Bollette: 4 italiani su 10 non hanno idea di quale sia la propria tariffa

    Leggere le bollette energetiche e orientarsi tra le tariffe luce e gas non è sempre semplice, ma anche capire quanto stiamo pagando l’energia di casa può diventare un’impresa ardua, tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Annalect*, circa 4 italiani su 10 non hanno la minima idea della tariffa applicata dal proprio fornitore luce e gas.

    Nello specifico, la percentuale di chi non conosce la propria tariffa è pari al 39% per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica, mentre sale addirittura al 43% per quella del gas.

    Ma non finisce qui; verificando le risposte di coloro che hanno dichiarato di conoscere la propria offerta, emerge un quadro in chiaroscuro. Per l’energia elettrica, appena il 27% dei clienti ha dimostrato di conoscere realmente il prezzo della fornitura, il 23% ha indicato una tariffa superiore rispetto a quella reale, l’11%, invece, era convinto di pagare di meno rispetto a quanto non fosse. Per la fornitura di gas, invece, solo il 26% dei rispendenti ha indicato il prezzo corretto, il 15% lo ha sovrastimato, il 15% lo ha sottostimato.

    «Conoscere il prezzo della propria fornitura luce e gas è un elemento indispensabile per valutare se stiamo pagando più del dovuto e per capire se sul mercato esistono opportunità di risparmio», spiega Silvia Rossi, Direttore Commerciale Utilities di Facile.it. «Risparmiare è un diritto di tutti, ma per aiutare i consumatori a perseguire questo obiettivo è necessario rendere le informazioni in bolletta sempre più accessibili e chiare, a partire proprio dalle condizioni economiche applicate dal fornitore.»

    Bollette, che confusione!

    Tanti gli italiani insoddisfatti dalla chiarezza delle bollette, tanto è vero che appena il 7% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il significato della maggior parte delle sigle contenute in bolletta.

    Ma, bolletta alla mano, quali sono le sezioni ritenute più complesse dai consumatori? Il quadro che emerge dall’indagine fa riflettere: appena 2 rispondenti su 10 hanno dichiarato di riuscire a interpretare con sicurezza i consumi e le letture del contatore indicati in fattura, ancora meno quelli in grado di capire il riquadro dedicato ai consumi storici (15%) o quello contenente il dettaglio degli importi fatturati (14%). Per non parlare della sezione relativa al dettaglio delle imposte; solo il 13% dei rispondenti ha detto di riuscire a districarsi tra queste voci.

    Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit, avverte: «Saper leggere e comprendere la bolletta è essenziale, non solo per capire quanto spendiamo ma anche per tutelarci dalle truffe. Spesso riceviamo telefonate con promesse di sconti incredibili o tariffe super vantaggiose. È fondamentale avere una conoscenza di base per valutare queste offerte con attenzione ed evitare brutte sorprese. La scienza comportamentale dimostra che un consumatore disorientato e confuso è più incline a fare scelte casuali, con il rischio di finire per pagare di più.»

    * Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.

  • Disagi psicologici: ne soffrono 2,7 MLN di ragazzi fra i 10 e i 20 anni

    Isolamento, difficoltà nel relazionarsi, apatia e attacchi di panico; questi sono solo alcuni dei disagi che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, colpiscono oltre 2,7 milioni di giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni. Eppure, quasi una famiglia su due sceglie di non ricorrere a cure specialistiche adeguate, spesso anche per ragioni di natura economica.

    L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha evidenziato come i disagi giovanili siano un fenomeno che colpisce ormai una fetta ampissima della popolazione: dalla pandemia ad oggi ben 4 ragazzi su 10 con età compresa tra i 10 e i 20 anni hanno manifestato una o più problematiche di natura psicologica. Una vera e propria impennata di casi.

    Analizzando più da vicino le fasce anagrafiche, emerge che sebbene i disagi si comincino a manifestare in maniera evidente sin dai 10 anni di età, i più colpiti da questi problemi sono i ragazzi con età compresa tra i 15 e i 17 anni (46,3%) e quelli nella fascia 13-14 anni (44,6%).

    I disagi più diffusi

    Isolamento nella propria stanza (20,3%, pari a più di 1,2 milioni di ragazzi), difficoltà nelle relazioni con i coetanei (17,1%) e diverse forme di apatia (11,7%), come detto, sono risultati essere i problemi psicologici più diffusi tra i giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni.

    Ma la lista è purtroppo lunga. Continuando a leggere i dati dell’indagine si scopre che, ad esempio, il 9,4% dei ragazzi, pari a circa 588.000 individui, soffre di attacchi di panico (percentuale che cresce fino a sfiorare l’11% tra i 18-20enni), mentre sono quasi 530.000 (8,5%) quelli che manifestano disturbi alimentari (fenomeno particolarmente diffuso nella fascia 13-17 anni).

    La depressione colpisce 335.000 ragazzi (con un’incidenza che arriva addirittura al 7% tra i giovani con età 18-20 anni), mentre sono almeno 94.000 i giovani che fanno abuso di alcol o usano sostanze stupefacenti; sebbene si tratta di un comportamento diffuso maggiormente nella fascia 18-20 anni, preoccupa vedere come questo fenomeno inizi a manifestarsi già a partire dai 10-12 anni.

    Colpisce, infine, vedere come si diventi bulli molto presto e, addirittura, circa 40.000 bambini abbiano iniziato ad avere atteggiamenti di violenza verso altri prima ancora di aver compiuto i 12 anni.

    Famiglie, cure e costi

    Fa riflettere vedere che, a fronte di una situazione di disagio, quasi 1 famiglia su 2 (42%) abbia scelto di non fare ricorso ad un medico specializzato per affrontare la situazione.

    Tra questi, il 70% dei genitori intervistati ha detto di aver preso la decisione perché “riteneva non necessario l’intervento di un medico”; il 12,5%, invece, ha dichiarato di non poterselo permettere economicamente, dato equivalente a 133mila ragazzi non curati per questa ragione.

    Ma nell’1,7% dei casi la famiglia ha preferito tenere la problematica confinata tra le mure domestiche perché non voleva si sapesse in giro del disagio vissuto dal figlio.

    Rivolgersi ad uno specialista ha costi che non sempre è facile affrontare; tra gli intervistati che hanno fatto ricorso all’aiuto di un medico, il 33,4% ha optato per la sanità privata, con una spesa media pari a 1.826 euro. Cifre importanti che nell’80% dei casi sono state sostenute con risparmi personali, mentre il 7,7% dei rispondenti ha detto di aver chiesto un prestito ad una società di credito. Marginale l’intervento delle assicurazioni private, usate solo dal 4,4% delle famiglie.

    «In generale, la copertura assicurativa per questo tipo di spese è ancora molto rara. Nella maggior parte dei casi il rimborso avviene solamente per sedute di psicoterapia a seguito di grave infortunio o invalidità», chiariscono gli esperti di Facile.it «C’è sempre e comunque necessità di una prescrizione medica, che certifichi un disturbo (es. anoressia). Senza di questo, non è mai possibile farsi rimborsare. Va valutato caso per caso se la polizza, sia essa una sanitaria individuale o un fondo a cui contribuisce il proprio datore di lavoro, tuteli il sottoscrittore. Tutti, comunque, possono chiaramente ricorrere ad un prestito personale in maniera tale da non dover rinunciare per ragioni economiche ad un aiuto fondamentale per la serenità psicologica dei propri figli».

     

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra l’11 e il 16 Ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.2.302 interviste CAWI ad un campione di individui con figli in età compresa fra 10 e 20 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale.

    Immagine © DimaBerlin

  • Auto: in Trentino-Alto Adige l’età media è pari a 11 anni e 10 mesi (+1%)

    Il parco circolante in Trentino-Alto Adige è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 10 mesi, lo 0,7% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione in Trentino-Alto Adige sono risultate essere lievemente più vecchie rispetto alla media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Trentino-Alto Adige la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 39%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Trentino-Alto Adige le auto più vecchie circolano a Bolzano, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 11 anni e 11 mesi; a Trento, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno, in media, 11 anni e 9 mesi.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.565 preventivi effettuati in Trentino-Alto Adige dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: nelle Marche l’età media è pari a 12 anni (+3% in un anno)

    Il parco circolante nelle Marche è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni, addirittura il 2,8% in più rispetto ad un anno prima.

    Le automobili in circolazione nelle Marche sono risultate essere lievemente più “vecchie” rispetto alla media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; nelle Marche la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 35%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, nelle Marche le auto più vecchie circolano a Fermo, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 10 mesi. Al secondo posto si posiziona Ascoli Piceno, area dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 4 mesi. Pesaro e Urbino è risultata essere la terza provincia con le auto più vecchie (11 anni e 8 mesi).

    Continuando a scorrere la graduatoria si trova la provincia di Ancona (11 anni e 7 mesi); Macerata, invece, con 11 anni e 3 mesi, è risultata essere la provincia marchigiana dove circolano le auto più giovani.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli della regione nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province, con variazioni che vanno dal +2,3% di Ancona al +4,4% di Pesaro e Urbino e Ascoli Piceno.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 327.155 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Toscana l’età media è pari a 10 anni e 7 mesi (+1% in un anno)

    Il parco circolante in Toscana è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 10 anni e 7 mesi, appena l’1,1% in più rispetto ad un anno prima. La Toscana è risultata essere la prima regione in Italia con i veicoli più giovani, con un valore ben al di sotto della media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Toscana la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Toscana, le auto più vecchie circolano a Grosseto, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 4 mesi. Al secondo posto troviamo Arezzo (12 anni e 1 mese) e Siena al terzo, area dove i veicoli hanno, in media, 11 anni e 9 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria troviamo le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia che, a pari merito, hanno un’età media delle auto pari a 10 anni e 7 mesi, non discostandosi troppo dalla provincia di Firenze; qui le vetture hanno 10 anni e 4 mesi.

    La provincia di Livorno, invece, è risultata essere tra le aree della Toscana dove circolano le auto più giovani con “appena” 10 anni e 3 mesi, seguita da Pisa (10 anni e 1 mese). La provincia di Prato, con un’età media dei veicoli pari a 9 anni e 9 mesi, è risultata essere l’area toscana con il tasso di anzianità più basso.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli toscani nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,2% di Pisa e il +6,5% di Arezzo.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 68.346 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Liguria l’età media è pari a 11 anni e 8 mesi (+2% in un anno)

    Il parco circolante in Liguria è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 8 mesi, addirittura il 2,2% in più rispetto ad un anno prima. La regione Liguria, insieme al Veneto, è risultata avere l’età media delle auto in linea con la media nazionale.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Liguria la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 43%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Liguria le auto più “vecchie” circolano ad Imperia, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 8 mesi. Al secondo posto si trova, Savona, area dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 6 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Genova (11 anni e 4 mesi) e La Spezia (10 anni e 8 mesi), provincia ligure dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli liguri nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,6% di Genova e il +7,8% di Savona.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 282.825 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Piemonte l’età media è pari a 11 anni e 8 mesi (+4% in un anno)

    Il parco circolante in Piemonte è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 8 mesi, addirittura il 4,4% in più rispetto ad un anno prima. La regione Piemonte, insieme al Veneto e la Liguria, è risultata avere l’età media delle auto in linea con la media nazionale.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Piemonte la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 41%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Piemonte le auto più vecchie circolano ad Asti, Biella e Cuneo, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 3 mesi. Seguono Alessandria, area dove i veicoli hanno, in media, 12 anni, Vercelli (11 anni e 11 mesi) e Verbano-Cusio-Ossola (11 anni e 10 mesi).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Novara (11 anni e 8 mesi) e Torino (11 anni e 6 mesi), provincia piemontese dove circolano le auto più giovani.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 808.337 preventivi effettuati in Piemonte dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Mutui: 5 errori da evitare

    Lo scorso anno le compravendite immobiliari sono calate del 10%; ma come mai così tanti italiani hanno rinunciato ad acquistare una casa? Se da un lato ci sono motivazioni oggettive – prime fra tutte l’aumento dei tassi, l’inflazione e la riduzione delle risorse economiche – dall’altro spesso si trovano ragioni psicologiche o, molto più semplicemente, la paura di chiedere un mutuo.

    Sovente ad alimentare i timori è la scarsa conoscenza della materia e proprio per aiutare gli aspiranti mutuatari ad affrontare con serenità questo passo, Facile.it ha redatto una beve guida con 5 consigli da seguire per superare le paure più diffuse ed evitare gli errori più comuni.

    1. Se la banca non accetta la mia richiesta?

    La prima paura è quella di non riuscire ad ottenere il mutuo. Timore che, in alcuni casi, spinge gli aspiranti mutuatari addirittura a rinunciare a priori a presentare domanda di finanziamento tanto è alta la convinzione che la banca rifiuti la richiesta.

    Da questo punto di vista, il consiglio è di non autolimitarsi e, anche in caso di un “no”, di non fermarsi alla prima banca. Ciascun istituto di credito applica politiche diverse in materia di concessione del finanziamento; pertanto, anche qualora la prima banca dovesse rifiutare la nostra richiesta, non è detto che anche le altre facciano lo stesso.

    Confrontare più banche, magari con l’aiuto di un consulente indipendente che ci indirizzi verso la banca e l’offerta più adatte alle nostre esigenze, è un ottimo modo di cominciare il proprio percorso verso il mutuo.

    1. Tasso fisso o variabile, che confusione!

    La scelta del tasso (fisso, variabile, misto, con cap, ecc.) può sembrare complessa e, pertanto, spaventare molti consumatori. La prima considerazione è che, in assoluto, non esiste una soluzione giusta e una sbagliata, la scelta va presa in funzione delle caratteristiche di ciascuno. Sebbene al momento attuale i tassi fissi siano nettamente più vantaggiosi rispetto a quelli variabili, non è detto che in futuro le cose non possano cambiare.

    Anche in questo caso, un consulente esperto ed indipendente può essere di grande aiuto. E, ricordate che, anche qualora doveste cambiare idea dopo aver sottoscritto il finanziamento, o dovessero cambiare le condizioni di mercato, si può sempre provare a rinegoziare il mutuo, tramite un accordo con la propria banca, o a surrogare, spostandolo presso un altro istituto di credito; queste operazioni, se vanno a buon fine, consentono di cambiare anche le condizioni del finanziamento, inclusa la durata del finanziamento o la tipologia di tasso, passando ad esempio dal variabile al fisso, o viceversa.

    1. Devo indebitarmi a vita

    La durata del mutuo è un aspetto a cui fare molta attenzione perché determina sia il peso della rata mensile, sia gli interessi complessivi che graveranno sul finanziamento. Anche in questo caso, non esiste una scelta giusta o sbagliata in assoluto; il consiglio, ancora una volta, è di identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, tenendo in considerazione che all’aumentare della durata del mutuo, gli interessi complessivi cresceranno e le rate mensili caleranno, viceversa, più sarà corto il finanziamento, meno interessi pagheremo, ma l’esborso mensile sarà più alto.

    Come per la scelta del tasso, rimane valida la possibilità di rinegoziare o surrogare il finanziamento, variando così la durata. E se dovessimo ad un certo punto trovarci con un gruzzoletto di soldi inaspettato, possiamo anche decidere di estinguere il mutuo prima della scadenza.

    1. Se la rata sale troppo…

    La possibilità che la rata cambi durante il piano di ammortamento riguarda solo coloro che scelgono un mutuo a tasso variabile; se non si vuole correre questo pericolo, bisogna optare per un mutuo a tasso fisso.

    Chi invece, dopo aver scelto il variabile, si dovesse trovare di fronte ad un aumento importante del peso della rata, ha alcune opzioni da valutare. La prima è di allungare il piano di finanziamento; così facendo ridurrebbe l’importo mensile delle rate, seppur a fronte di un aumento degli interessi totali corrisposti all’istituto di credito. La seconda, ancora una volta, è di provare a cambiare banca cercando soluzioni più convenienti attraverso la surroga.

    In un caso o nell’altro, è fondamentale muoversi per tempo, prima che la rata diventi insostenibile; le banche non sono obbligate a concederci una rinegoziazione o la surroga, pertanto, bisogna assolutamente evitare di arrivare a bussare alle porte dell’istituto di credito quando si è già con l’acqua alla gola.

    1. … o se perdo il lavoro e non riesco più a pagarla.

    La vita, si sa, è fatta di imprevisti e può accadere che nel corso del piano di ammortamento di un mutuo, che in media dura tra i 20 e i 25 anni, si presenti un evento inaspettato, anche lavorativo. Ma niente paura e, soprattutto, non lasciamoci spaventare da questa ipotesi, perché esistono delle soluzioni.

    Diverse banche offrono insieme al mutuo molti servizi accessori come, ad esempio, a fronte di una difficoltà economica del mutuatario la possibilità di sospendere per un periodo di tempo determinato il rimborso delle rate. Oppure, si può valutare la sottoscrizione di una polizza: sul mercato esistono diverse coperture assicurative che, per l’appunto, tutelano il mutuatario in caso di perdita di lavoro, infortunio o decesso.

    Non è obbligatorio sottoscrivere questo genere di polizza, ma in alcune situazioni può fare davvero la differenza, pertanto, il consiglio è di valutare con attenzione nel momento in cui decidiamo di chiedere il finanziamento.

     

  • Auto: in Umbria l’età media è pari a 12 anni e 4 mesi (+2% in un anno)

    Il parco circolante in Umbria è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 4 mesi, addirittura l’1,7% in più rispetto ad un anno prima. Le automobili in circolazione in Umbria sono risultate essere più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età delle auto è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Umbria la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Umbria le auto più vecchie circolano a Terni, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 5 mesi; subito dopo si posiziona Perugia, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno in media, 12 anni e 4 mesi.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 10.166 preventivi effettuati in Umbria dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

     

  • Auto: in Valle d’Aosta l’età media è pari a 12 anni e 9 mesi (+9%)

    Il parco circolante in Valle d’Aosta è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 12 anni e 9 mesi, addirittura il 9% in più rispetto ad un anno prima. Le automobili in circolazione in Valle d’Aosta sono risultate essere molto più vecchie rispetto alla media nazionale, dove l’età dei veicoli è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media delle auto, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Valle d’Aosta la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 34%.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.081 preventivi effettuati in Valle d’Aosta dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Basilicata l’età media è pari a 13 anni e 9 mesi (+4% in un anno)

    Il parco circolante in Basilicata è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 13 anni e 9 mesi, addirittura il 3,6% in più rispetto ad un anno prima. La Basilicata è risultata essere la prima regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Basilicata la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 35%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Basilicata le auto più vecchie circolano a Potenza, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 10 mesi; subito dopo si posiziona Matera, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno, in media, 13 anni e 7 mesi.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli lucani nell’ultimo anno emerge che c’è stato un incremento in entrambe le province, compreso tra il 2,8% di Potenza e il 5,3% di Matera.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 4.554 preventivi effettuati in Basilicata dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Molise l’età media è pari a 13 anni e 7 mesi (+7% in un anno)

    Il parco circolante in Molise è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 13 anni e 7 mesi, addirittura il 7,4% in più rispetto ad un anno prima. Il Molise è risultata essere la seconda regione in Italia per anzianità dei veicoli; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Molise la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 35%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Molise le auto più vecchie circolano ad Isernia, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 14 anni; subito dopo si posiziona Campobasso, provincia dove, invece, circolano i veicoli più giovani; qui le auto hanno, in media, 13 anni e 5 mesi.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 27.592 preventivi effettuati in Molise dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Emilia-Romagna l’età media è pari a 11 anni e 5 mesi

    Il parco circolante in Emilia-Romagna è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 5 mesi, addirittura il 3,2% in più rispetto ad un anno prima. L’Emilia-Romagna è risultata essere la quarta regione in Italia con le auto più “giovani”; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 11 anni e 8 mesi.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Emilia-Romagna la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 40,4%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Emilia-Romagna le auto più “vecchie” circolano a Rimini, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni. Al secondo posto si trova Forlì-Cesena (11 anni e 11 mesi), e al terzo posto si trovano Ferrara e Reggio Emilia, aree dove i veicoli hanno, in media, 11 anni e 10 mesi.

    Continuando nella graduatoria si posizionano, pari merito, le province di Ravenna e Piacenza (11 anni e 9 mesi), seguite da Modena (11 anni e 4 mesi) e Parma (11 anni e 2 mesi). In fondo alla classifica si trova Bologna, risultata essere la provincia emiliano-romagnola dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli emiliano-romagnoli nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,7% di Parma e il +6% di Rimini.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.018.598 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Auto: in Veneto l’età media è pari a 11 anni e 8 mesi (+2% in un anno)

    Il parco circolante in Veneto è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 8 mesi, il 2,1% in più rispetto ad un anno prima. Il Veneto, insieme alla Liguria, è risultata avere l’età media delle auto in linea con il valore nazionale.

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Veneto la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 40%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Veneto le auto più “vecchie” circolano a Belluno, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 12 anni e 3 mesi. A brevissima distanza, al secondo posto si trovano, a pari merito, Rovigo e Vicenza, aree dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 2 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Treviso (12 anni), Verona (11 anni e 7 mesi) e Padova (11 anni e 5 mesi). Per ultima nella classifica troviamo Venezia (11 anni e 2 mesi), che è risultata essere la provincia del Veneto dove circolano le auto più “giovani”.

    Guardando a come è aumentata l’età media dei veicoli veneti nell’ultimo anno, emerge che l’incremento varia tra il +1,6% di Padova e il +4,1% di Belluno e Rovigo.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

     

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 82.511 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.

  • Chirurgia estetica: gli uomini spendono il 28% in più delle donne

    Chirurgia estetica, chi l’ha detto che è solo per donne? Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Bilendi, negli ultimi due anni gli uomini hanno speso in interventi di chirurgia o medicina estetica mediamente il 28% in più rispetto al campione femminile e, tra questi, il 12,5% ha fatto ricorso ad un prestito per sostenere la spesa.

    Gli interventi più diffusi

    L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha messo in luce che sono circa 7,3 milioni gli italiani che, negli ultimi due anni, hanno dichiarato essersi sottoposti ad almeno un intervento di medicina o chirurgia estetica (17,6% degli intervistati). Sono soprattutto i giovani a ricorrere a questo tipo di intervento; dopo gli under 25, la fascia che fa maggior ricorso alla medicina o chirurgia estetica è quella dei 25 – 34enni (25%). Negli ultimi due anni, quindi, sono circa 670.000 i giovani che, prima dei 25 anni, sono passati da un chirurgo estetico; addirittura 1,5 milioni se allarghiamo agli under 30.

    Quali sono i trattamenti più diffusi? Guardando alle risposte sorprende vedere che tanto nel campione maschile quanto in quello femminile le prime posizioni non siano poi così diverse; fra gli uomini primeggiano l’odontoiatria estetica (6,1%), la depilazione laser definitiva (3,6%), il filler con acido ialuronico (2,1%) e la rinoplastica (2%); fra le donne, invece, troviamo al primo posto la depilazione laser definitiva (7,2%), seguita dal filler con acido ialuronico (4,1%), odontoiatria estetica (4%) e iniezioni di botulino (1,8%).

    Non mancano però alcune specificità: tra gli uomini, ad esempio, circa 275.000 hanno fatto il trapianto di capelli, mentre tra le donne 202.000 si sono sottoposte ad un intervento di mastoplastica.

    Gli uomini spendono più delle donne

    Come detto, l’indagine ha messo in evidenza anche un’altra tendenza: le donne fanno ricorso alla medicina o chirurgia estetica in misura solo di poco superiore rispetto agli uomini (18% vs 17% del campione maschile), eppure questi ultimi, quando ricorrono a trattamenti o interventi estetici, spendono mediamente di più.

    Secondo l’indagine, negli ultimi due anni la spesa media sostenuta dagli uomini che si sono sottoposti ad un intervento di natura estetica è pari a 3.282 euro, vale a dire circa il 28% in più rispetto al campione femminile, che invece ha messo a budget, sempre in media, 2.564 euro per ciascun intervento.

    Sebbene la maggior parte dei rispondenti abbia dichiarato di aver coperto questa spesa ricorrendo ai propri risparmi, non manca chi, invece, per finanziare l’intervento ha fatto ricorso ad una società di credito: il 10% del campione intervistato, anche se la propensione a chiedere un prestito aumenta tra gli uomini, dove la percentuale arriva al 12,5% (a fronte di un 7,7% rilevato nel campione femminile). L’11,7% dei rispondenti, invece, ha chiesto aiuto economico ai propri familiari.

    All’estero per risparmiare e per privacy

    Sono circa 376.000 gli italiani che hanno scelto di andare all’estero per sottoporsi ad un intervento di chirurgia o medicina estetica.

    La ragione principale dietro questa decisione è di natura economica, tanto è vero che il 62% dei rispondenti ha detto di aver varcato i confini nazionali proprio perché costava meno eseguire l’intervento in un Paese straniero; il 22%, invece, ha detto di averlo fatto perché ha trovato altrove migliori competenze. Sono circa 45.000, in ultimo, le persone che hanno preferito affrontare il percorso fuori dall’Italia per ragioni di riservatezza. Tra i Paesi di “emigrazione estetica” preferiti ci sono la Turchia (30%), l’Albania (20%) e la Croazia (16%).

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra l’11 ed il 16 Ottobre 2024 attraverso la somministrazione di n.8.388 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Auto: in Lombardia l’età media è pari a 11 anni e 1 mese (+3%)

    Il parco circolante in Lombardia è sempre più vecchio tanto che, secondo un’analisi* di Facile.it, l’età media delle auto che viaggiano sulle strade della regione è arrivata a settembre 2024 a 11 anni e 1 mese, addirittura il 3,2% in più rispetto ad un anno prima. Nonostante questo, la Lombardia è risultata essere la seconda regione in Italia con i veicoli più giovani con un valore al di sotto della media nazionale (11 anni e 8 mesi).

    Continuando nella lettura dell’analisi si scopre che, vista l’età media dei veicoli, sono tanti coloro che scelgono di aggiungere all’Rc auto anche la copertura assistenza stradale; in Lombardia la percentuale di automobilisti che ha fatto questa scelta è pari al 42%.

    I dati provinciali

    Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in Lombardia, le auto più “vecchie” circolano a Sondrio, dove a settembre 2024 l’età media era pari a 13 anni e 3 mesi. Al secondo posto troviamo, a pari merito, Cremona e Mantova, aree dove i veicoli hanno, in media, 12 anni e 2 mesi. La provincia di Brescia, invece, si posiziona terza sul podio con un’età media delle auto pari a 11 anni e 11 mesi.

    Continuando a scorrere la graduatoria troviamo le province di Bergamo e Pavia con un’anzianità di 11 anni e 7 mesi, non discostandosi troppo da Lecco e Varese; qui le vetture hanno “appena” 11 anni e 3 mesi, seguite da Como (11 anni e 2 mesi) e Lodi (10 anni e 11 mesi).

    La provincia di Monza Brianza, invece, è risultata essere tra le aree della Lombardia dove circolano le auto più giovani con “appena” 10 anni e 10 mesi; seconda soltanto a Milano che, con un’età media dei veicoli pari a 10 anni e 5 mesi, è la provincia lombarda con il tasso di anzianità più basso.

    Guardando a come è variata l’età media dei veicoli lombardi nell’ultimo anno, emerge che i valori sono aumentati in tutte le province della regione, con variazioni che vanno dal +1% di Lecco al +5% di Como e Brescia.

    Rc auto

    L’anzianità di una vettura, oltre ad essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? La risposta è . Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato** e ha calcolato – a parità di condizioniquanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    Con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, dato che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. Una differenza del 38% in quattro anni.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 2.293.790 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1° settembre 2023 e il 30 settembre 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato, residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito.