I discorsi del presidente della BCE Mario Draghi e di quello della Bank of Japan Kuroda non cambiano la sostanza: il cambio euro-yen continua ad evidenziare un andamento rialzista. L’approccio delle due banche centrali è simile, ovvero improntato alla prudenza. Tuttavia le situazioni sottostanti molto differenti. La BCE infatti continuerà nella sua politica accomodante ma i dati macro evidenziati sono confortanti. Anche se l’ultima volta l’inflazione non è andata come sperato, comunque si viaggia verso il target (2%) fissato da Francoforte.
La forza dell’euro
Discorso differente per lo Yen. Anche la BoJ continua ad avere un approccio molto accomodante, ma in questo caso nessuno si sognerebbe un rialzo dei tassi perché le condizioni non ci sono. L’inflazione nel paese nipponico è nettamente sotto il target (da tempo non arriva neppure all’1%). In queste condizioni ipotizzare una svolta restrittiva è fuori luogo. Non stupisce quindi che la posizione di forza in questo momento stia premiando la valuta unica. L’Euro Yen ha chiuso la scorsa settimana a 124,54, evidenziando un trend rialzista (raccomandiamo di osservare il grafico usando le Bande di Bollinger strategia). Una tendenza che dura dal 15 giugno.
Il cross EUR/JPY potrebbe presto testare nuovamente quota 125. Siamo molto vicini. Proprio il fatto che la coppia rimanga a contatto con i recenti massimi, depone a favore di una sua rottura (PS. Ricordate che se volete fare investimenti valutari chiedetevi sempre prima qual è il miglior sito forex trading per le vostre specifiche esigenze).
A questo punto sono possibili due scenari. Se la rottura al rialzo da parte dell’euro dovesse andare in porto, allora la coppia potrebbe andare all’assalto del successivo livello a 126,30/126,40 circa. Sono questi i massimi di aprile 2016. Uno scenario opposto invece potrebbe verificarsi nel caso in cui la coppia dovesse andare sotto area 122,56. In quel caso ci troveremmo di fronte a un doppio massimo disegnato da 125,80 per target negativi a 120,30.