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  • Market mover, sta per cominciare un mese di fuoco per USA ed Europa

    Sta per cominciare un mese molto intenso sui mercati finanziari. Fino alla fine di settembre sono infatti molti gli eventi in programma, in grado di imprimere delle svolte all’atteggiamento dei trader. Si parla di market mover. Giovedì 24 ad esempio è in programma il simposio di Jackson Hole, dove si vedranno economisti e banchieri centrali a livello mondiale. Il periodo verrà chiuso idealmente dalle elezioni tedesche in programma il 24 settembre. Al ritorno dalle vacanze quindi, dovranno essere tutti pronti ad accedere ai loro migliori broker online affidabili e studiare le loro strategie.

    market moverC’è un fattore che rende ottimisti i trader: si chiama liquidità. Le banche centrali hanno infatti riversato gradualmente fiumi di denaro dopo la crisi di 10 anni fa. Malgrado gli stimoli si vadano riducendo, ne resta ancora tanta sui mercati. E chiaramente sono in cerca di collocazione nel sistema finanziario. Non c’è dubbio quindi che sono proprio gli appuntamenti con le Banche centrali quelli che catalizzano l’attenzione dei trader e indirizzano i migliori segnali forex free.

    In arrivo i market mover

    Riguardo alla FED e alla BCE c’è poco da scoprire, visto che hanno già chiarito la loro posizione attorno a Ferragosto. Pochi pensano che il prossimo 7 settembre l’istituto guidato da Mario Draghi non continui ad essere molto prudente riguardo al tapering. Del resto gli ultimi dati macro non sono stati esaltanti. Per entrambi gli istituti centrali sarà proprio la dinamica dei prezzi il fattore cruciale, e proprio per questo è difficile che si muoverà qualcosa in tempi recenti.

    Occhio quindi che potrebbe diventare importante per i mercati l’elemento sorpresa. Quello che ad esempio potrebbe scaturire dalle elezioni tedesche, anche se il vantaggio del cancelliere uscente Angela Merkel appare rassicurante. Ma qualcosa potrebbe smuoversi anche negli USA, dove Trump è atteso da un periodo di fuoco sia sulle questioni interne che sui rapporti con la Corea del Nord e con i vicini. Tutto questo potrebbe creare volatilità e agitare i mercati.

  • Euro, va in archivio un’altra settimana positiva sui mercati

    L’euro continua ad essere la valuta più solida dell’intero panorama nel Forex. La moneta dell’Eurozona continua a sfruttare le debolezze del dollaro e della sterlina, mentre solo franco svizzero e yen (valute rifugio) tengono botta viste le tensioni tra USA e Corea sul fronte politico. Neppure alcuni dati non del tutto brillanti hanno frenato le buone performance dell’euro, che tocca nuovi massimi contro dollaro e sterlina.

    Euro e dollaro

    euroLa coppia EUR/USD ha chiuso l’ultima settimana di contrattazioni con un altro rialzo. Sembra che il mercato non aspetti altro che poter puntare nuovamente sulla valuta unica. Tuttavia occorre essere prudenti, specie se si adottano dei sistemi di trading molto aggressivi come fare scalping opzioni binarie. Infatti il grafico di lungo periodo suggerisce che potremmo andare incontro a qualche consolidamento, se non rimbalzi forti.

    Dal punto di vista tecnico il livello sottostante 1,17 funge da supporto molto solido, per cui al di sotto di questo livello potrebbe ragionevolmetne vedersi una inversione di tendenza. Altrimenti potrebbe trattarsi solo di ritracciamenti momentanei. Dato il periodo però, si può ipotizzare che non ci saranno grandi cambiamenti nei prossimi 10-14 giorni. Occhio però alle vicende in atto tra USA e Corea (cui accennavamo sopra), perché potrebbero determinare dei contraccolpi forti anche sul mercato valutario.

    Euro e sterlina

    Per quanto riguarda la coppia EUR/GBP, anche qui stiamo assistendo a un andamento al rialzo. Premesso che se si vogliono fare operazioni su questo cross conviene anzitutto fare un confronto broker Forex recensioni, possiamo immaginare che il mercato aspetterà i dati in arrivo verso ferragosto per fare la prossima mossa. In Gran Bretagna verranno resi noti sia dei dati sul mercato del lavoro, sia quelli sull’inflazione. La tendenza è quella di fare un passo indietro verso la regione delle 0,91, ma se alla fine romperemo al di sopra di 0,92 l’euro potrebbe prendere il largo.

  • Economia brasiliana solida, la BCB decide di tagliare ancora il tasso Selic

    La Banca centrale del Brasile ha proceduto, così come era nelle previsioni, al taglio del tasso Selic. La scorsa notte l’istituto centrale sudamericano ha infatti tagliato il benchmark di Selic di 100bps, portandolo così al 9,25%. era una decisione comunque attesa dai mercati, anche perché gli ultimi dati macroeconomici erano coerenti con una mossa del genere. La BCB (Banca centrale brasiliana) ha giustificato questo nuovo taglio del tasso di interesse sostenendo che le maggiori incertezze sulle riforme strutturali hanno avuto effetti neutrali inflazionali finora. Quindi procedere ad un ulteriore ritocco del tasso era assolutamente possibile. Inoltre le condizioni economiche sono rimaste sostanzialmente invariate.

    economia brasilianaMalgrado questa mossa, il real brasiliano è rimasto sostanzialmente stabile sul mercato valutario. La coppia Usd-Brl infatti quota 3,1378 con una modifica pressoché nulla. Inoltre anche i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili non sembrano affatto penalizzare la valuta brasiliana. Va però detto che bisogna tenere conto anche di quello che sta succedendo al dollaro, che vive una fase di estrema debolezza. Cosa destinata ad acuirsi dopo che la Fed nell’ultima riunione è parsa molto dovish sulla politica monetaria.

    Lo scenario dell’economia brasiliana

    Ad ogni modo, secondo le aspettative della BCB l’inflazione IPCA dovrebbe giungere al 4,3% per il 2018 (l’orizzonte politico più rilevante finora). Questo fa presupporre che il tasso Selic potrebbe essere portato all’8,0% per la fine del 2017. Ci saranno quindi altre manovre espansive da parte dell’istituto centrale sudamericano. Se fare trading però, occhhio sempre all’effetto leva (cos è la leva finanziaria forex trading e come sfruttarla negli investimenti).

    Dal punto di vista complessivo, anche se le questioni che riguardano il presidente Temer restano una grossa incognita sulle riforme future, lo scenario economico attuale rimane solido. Questo fa pensare che potrebbero esserci altri due tagli del costo del denaro da qui a fine anno. Il primo fino all’8,25%, e poi magari altri due più graduali che porterebbero il Selic al 7,5% di dicembre.

  • Aussie troppo forte nel mercato valutario, la RBA è preoccupata

    Sul finire della scorsa settimana, il pericolo maggiore per i “tori” del dollaro “aussie” è diventato soprattutto uno: la banca centrale Australiana. Le dichiarazioni del Vice Governatore Guy Debelle della RBA hanno messo in freddo gli entusiasmi e causato una pausa nella crescita del cross AUD / USD. Parlando ad Adelaide infatti ha versato acqua fredda sul fuoco, dicendo che l’idea che le recenti discussioni della RBA riguardo al tasso di interesse hanno preso in considerazione ogni possibile scenario di crescita del paese. In sostanza: il tasso ufficiale dell’1,5% non si muoverà. E questo vale a prescindere dai prossimi dati macro.

    L’intervento della RBA e la forza dell’aussie

    aussie dollaro australiaLa settimana scorsa sono state pubblicate le minute dell’ultima riunione delle RBA. Quindi ben prima dell’intervento di Debelle. Successivamente a quell’evento, il rapporto di cambio tra “aussie” e dollaro è andato in crescita di circa il 3.5% e i segnali gratuiti opzioni binarie affidabili hanno cominciato a puntare tutti sul dollaro australiano.

    Questa impennata nel Forex ha spinto la banca australiana ad assumere un atteggiamento molto più freddo riguardo all’ipotesi di alzare i tassi di interesse. Nonostante questo il dollaro australiano rimane in un punto rialzista (si noti il grafico con il Demarker indicator). Il cross AUD / USD ha raggiunto i livelli di due anni fa, rompendo la barriera psicologica di 80 US cent. Livello dal quale è sceso solo leggermente negli ultimi giorni.

    A causare questo apprezzamento è anzitutto la debolezza del biglietto verde. Ricordiamo infatti che i dati deludenti e le difficoltà dell’amministrazione Trump, fanno dubitare di un possibile prossimo rialzo dei tassi (sarebbe il terzo dell’anno 2017). Un altro fattore che incide sul cross Aud-Usd sono i dati economici piuttosto buoni australiani. Il rapporto sull’occupazione di giovedì scorso ha mostrato un notevole aumento dei posti di lavoro a tempo pieno. E poi c’è un terzo fattore importante per l’aussie, ovvero la crescita dell’economia Cinese. Ricordiamo la loro forte correlazione, visto che la Cina è importatore di materie prime dall’Australia.

    Anche se la RBA è preoccupata per gli effetti di un Aussie troppo forte, non può arginare tutti i fattori di spinta. Adesso vedremo cosa dirà il governatore Lowe che parlerà a Sydney mercoledì prossimo. Se confermerà una impostazione molto dovish e parlerà di tassi di interesse neutrali, allora il cross AUD / USD potrebbe continuare a vivere una fase laterale di mercato. In caso contrario (difficile) sarà un’altra bella spinta per l’aussie.

  • Euro, prova di forza contro lo Yen. Assalto a quota 125 nel mercato delle valute

    I discorsi del presidente della BCE Mario Draghi e di quello della Bank of Japan Kuroda non cambiano la sostanza: il cambio euro-yen continua ad evidenziare un andamento rialzista. L’approccio delle due banche centrali è simile, ovvero improntato alla prudenza. Tuttavia le situazioni sottostanti molto differenti. La BCE infatti continuerà nella sua politica accomodante ma i dati macro evidenziati sono confortanti. Anche se l’ultima volta l’inflazione non è andata come sperato, comunque si viaggia verso il target (2%) fissato da Francoforte.

    La forza dell’euro

    Discorso differente per lo Yen. Anche la BoJ continua ad avere un approccio molto accomodante, ma in questo caso nessuno si sognerebbe un rialzo dei tassi perché le condizioni non ci sono. L’inflazione nel paese nipponico è nettamente sotto il target (da tempo non arriva neppure all’1%). In queste condizioni ipotizzare una svolta restrittiva è fuori luogo. Non stupisce quindi che la posizione di forza in questo momento stia premiando la valuta unica. L’Euro Yen ha chiuso la scorsa settimana a 124,54, evidenziando un trend rialzista (raccomandiamo di osservare il grafico usando le Bande di Bollinger strategia). Una tendenza che dura dal 15 giugno.

    Il cross EUR/JPY potrebbe presto testare nuovamente quota 125. Siamo molto vicini. Proprio il fatto che la coppia rimanga a contatto con i recenti massimi, depone a favore di una sua rottura (PS. Ricordate che se volete fare investimenti valutari chiedetevi sempre prima qual è il miglior sito forex trading per le vostre specifiche esigenze).

    A questo punto sono possibili due scenari. Se la rottura al rialzo da parte dell’euro dovesse andare in porto, allora la coppia potrebbe andare all’assalto del successivo livello a 126,30/126,40 circa. Sono questi i massimi di aprile 2016. Uno scenario opposto invece potrebbe verificarsi nel caso in cui la coppia dovesse andare sotto area 122,56. In quel caso ci troveremmo di fronte a un doppio massimo disegnato da 125,80 per target negativi a 120,30.

  • Critpovalute, adesso Ethereum minaccia il primato di Bitcoin

    La battaglia delle criptovalute potrebbe avere presto un nuovo vincitore. Secondo alcuni esperti infatti, nel 2018 potrebbe concretizzarsi il passaggio di consegne da Bitcoin a Ethereum, la giovane “rivale” nata nel 2014 che si sta facendo strada nei mercati valutari. Quest’ultima infatti negli ultimi mesi è stata protagonista di un rally clamoroso. Da inizio anno il suo valore è infatti salito del 5100%, ovvero 35 volte più di quanto abbia fatto il Bitcoin (cresciuto solo del 140% da inizio anno). Occhio però, che parliamo di valuta ad altissima oscillazione. Se usiamo l’indicatore ZigZag trading possiamo notare quanto sia isterico l’andamento di queste criptovalute. Roba per trader con cuori forti.

    La scalata di Ethereum nel settore delle criptovalute

    criptovalute ethereum bictoinAl di là della crescita individuale, quello che colpisce di Ethereum è che in soli 3 mesi è stata in grado di aumentare il proprio peso all’interno del settore delle criptovalute. La grande torta è composta di 86 miliardi di dollari complessivi, e fino a inizio anno la quota di Bitcoin era al 90%. Oggi invece è scesa al 45% del totale. Il sorpasso ad opera di Ethereum sembra quindi solo una questione di tempo.

    Attualemtne L’Ethereum sta continuando a viaggiare al rialzo attorno quota 350 dollari (suggeriamo di analizzare il grafico con Indicatore frattali trading per avere spunti interessanti). A inizio maggio valeva 77 dollari.

    Ma cosa c’è alla base del successo di Ethereum? Eppure ha la stessa tecnologia di base del Bitcon, ovvero il blockchain. E allora dov’è la differenza? Per gli esperti Ethereum ha rivoluzionato l’utilizzo di quelle fondamenta. Ha reso possibili transazioni tra imprese e ha aperto le porte a settori completamente differenti tra loro, dalla finanza alla sanità, dall’energia all’istruzione. Per questo è destinata a prevalere nel lungo periodo.
    Non a caso a inizio anno è stato costituito l’Ethereum Enterprise Alliance, un consorzio di studio e sviluppo che comprende colossi mondiali della finanza e del digitale (Microsoft, Intel, Credit Suisse, Jp Morgan, Ubs, Santander, Ing, Cme Group, Bny Mellon e Accenture). Basta solo sentire certi nomi per capire dove sta il futuro delle criptovalute.

  • Sterlina sotto pressione, i negoziati sulla Brexit agitano i mercati

    I giorni della tensione per la sterlina continuano, e anzi si può prevedere che le cose andranno anche peggio. Il risultato elettorale ha disegnato un quadro politico molto instabile, e questo proprio a pochi giorni dall’inizio dei negoziati sulla Brexit.
    La May ha voluto fare una mossa azzardata, spinta probabilmente da troppa convinzione di sé e del suo peso. LA Premier britannica era sicura di aumentare la propria forza in vista dei negoziati sulla Brexit. Invece come spesso accade in politica, azzardare troppo rischia di diventare un boomerang. E così è stato infatti. Il popolo ha punito il suo partito, che ora si ritrova con una maggioranza risicata per accompagnare il paese nell’uscita dalla UE.

    L’andamento sul dollaro della sterlina

    sterlinaCosa succederà adesso al pound? Se guardiamo al cross con il dollaro, la sterlina continua ad avere un andamento altalenante. Lunedì scorso ha aperto la sessione europea infrangendo il livello degli 1,2750$, ma poi è scivolata verso il livello 1,2650$ (molti infatti hanno cominciato ad adottare una strategia hedging forex opzioni binarie).

    La spinta ribassista c’è e si vede. Questo proprio a causa delle incertezze determinate dalle elezioni. Per questo motivo crediamo che i rally offriranno delle opportunità per vendere. Se però ci fosse una rottura al di sopra di quota 1,28$, allora avremmo un forte segnale rialzista.

    Le prospettive di euro e sterlina

    Riguardo al cross euro-sterlina, si vede chiaramente che l’andamento di questo cross è determinato proprio dai movimenti del pound (suggeriamo di utilizzare l’indicatore RSI trading opzioni binarie forex). L’euro è apparso relativamente stabile, e così l’impulsività della coppia dipende quasi tutta dalla valuta britannica. Ha un senso ipotizzare che il mercato possa ancora muoversi in rialzo, a causa delle continue incertezze che provengono dalla capitale britannica.

    Potremmo ipotizzare un livello delle 0,90$ che possa fungere da notevole resistenza, anche sotto il profilo piscologico. Se ci fosse una rottura al di sopra di questo livello, allora si potrebbe spianare le strada al livello di parità nel corso del lungo termine.

  • Sterlina, ancora problemi. Secondo Deutsche Bank crollerà ancora il suo valore

    A distanza di otto mesi dal voto sulla Brexit, in Gran Bretagna si cominciano a fare due conti. E questi calcoli dicono che la popolazione si è impoverita mentre la sterlina ha perso una grossa fetta del proprio valore.  Inoltre secondo le previsioni di Deutsche Bank, andrà anche peggio in futuro.

    Il colosso tedesco prevede infatti che la discesa della sterlina potrebbe spingerla verso quota 1,05 contro il dollaro. Dal giorno del referendum, il pound ha perso circa il 18% rispetto al dollaro secondo i dati di Optionweb, broker autorizzato consob (Optionweb opinioni qui). Nei confronti dell’euro invece il calo è stato del 12%. La cosa ha avuto chiaramente forti ripercussioni sull’economia.

    I dati poco incoraggianti per la sterlina

    sterlian forexIl motivo per cui secondo Deutsche Bank il pound calerà ancora è duplice. Anzitutto risiede nella prevedibile complessità della questione Brexit, ovvero la concreta uscita dei britannici dalla UE. Ma anche del problema inflazione. Fattori questi che rendono molto deboli le prospettive della sterlina (occhi quindi a tenerne conto se utilizzate siti di mirror trading).

    Nel Regno Unito, tradizionalmente grande importatore, durante gennaio i prezzi sono cresciuti dell’1,8% secondo l’ultimo report del Office for National Statistics. Lo stesso aumento c’era stato a dicembre e poco meno era stato registrato a novembre. Si tratta dell’incremento maggiore registrato negli ultimi due anni e mezzo. Il tutto mentre i salari restano al palo.

    I fattori di preoccupazione

    Dal punto di vista commerciale, soltanto un’azienda su quattro ha evidenziato un impatto positivo sulle esportazioni. Nella maggior parte dei casi invece s’è registrato un netto calo sulle importazioni. Questo perché le imprese GB che importano devono devono fronteggiare costi maggiori. Il 68% di queste aziende ritiene inoltre che a causa della svalutazione della sterlina i costi nel prossimo anno saliranno ancora e questo le costringerà ad incrementare i prezzi di vendita. Altre aziende invece hanno usato un approccio diverso per fronteggiare la crisi. Toblerone, ad esempio, ha aumentato lo spazio tra un triangolo e l’altro delle barrette, mentre i Maltesers pesano adesso il 15% in meno.

    Il dato positivo che si può evidenziare è nel calo della disoccupazione, giunta al valore di 4,8% che è il minimo degli ultimi 11 anni. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 74,6%, un valore che non si vedeva da quarant’anni. Tuttavia solo 70mila dei nuovi occupati sono britannici, mentre ben 233mila sono stranieri.
    La cosa preoccupante però è il reddito pro capite. Secondo una ricerca della Joseph Rowntree Foundation, quasi un terzo della popolazione del Regno Unito vive con un reddito “inadeguato” e ben 4 milioni sono scivolati al di sotto della soglia del reddito minimo. In termini reali i salari sono saliti di recente solo dell’1,4 per cento, molto meno quindi della crescita che contemporaneamente si è avuta nell’inflazione.

    Il quadro complessivo resta quindi molto incerto, e i negoziati per la Brexit probabilmente peggioreranno le cose con il passare del tempo.

  • Valute, il peso è tornato a respirare dopo la fine del rally del super-dollaro

    Il peso messicano è tornato a respirare nell’ultimo periodo. I dati macro di qualche settimana fa, relativi all’inflazione, hanno dato la spinta che serviva alla banca centrale messicana per innalzare il tasso di interesse di 50 punti base, portandolo da 5,75 a 6,25. L’inflazione annua è cresciuta di recente al 4,71% dal 3,36%. Da qui la possibilità di operare una stretta monetaria che ha consentito al peso di risalire la china nel mercato delle valute. Per tutto il mese di gennaio il peso era stato sostenuto attraverso vendite massicce di dollari (anche 2 miliardi).

    Il cross Usd-Mxn nel mercato delle valute

    valute pesoIl cross Usd-Mxn subito dopo l’elezione di Trump era schizzato da quota 18,3103 fino a 20.8077. Il tutto peraltro è accaduto nel giro di pochissimi giorni (l’abbiamo visto sulla nostra piattaforma ig conto demo). Questo ha messo ulteriore pressione sull’economia del paese americano. Hanno pesato, non serve neppure ricordarlo, le dichiarazioni improntante al protezionismo del nuovo presidente degli USA, che hanno fatto da ago della bilancia più di quanto non facciano i fondamentali economici.

    Dalla fine di gennaio però il vento è cambiato, per la gioia di chi l’ha messo al centro delle proprie migliori strategie opzioni binarie 15 minuti. Il rally del dollaro ha infatti cominciato ad avvertire delle battute d’arresto. Questo perché è emerso maggiore scetticismo riguardo alle politiche che metterà in campo l’amministrazione Trump. Allo stesso tempo, i dati economici che giungevano dal Messico hanno invece spinto il peso messicano, che ha recuperato terreno. Tanto che dopo l’aumento del tasso di interesse è riuscito a toccare quota 19.6862, valori che non si vedevano da 3 mesi.

    Difficile però che al prossimo incontro della Banca centrale messicana, in programma il prossimo 30 marzo, possa esserci un nuovo rialzo dei tassi di interesse. L’istituto centrale punterà probabilmente ad avere dei dati economici che testimonino un consolidamento forte dell’economia. Soltanto dopo, eventualmente passerà all’azione. Anche perché in tutto questo va considerato l’atteggiamento della FED, che sembra pronta ad una manovra restrittiva. Ricordiamo infatti che ha messo in preventivo 3 rialzi dei tassi nel corso del 2017. Finora non ce n’è stato neanche uno.

  • Valute, grandi affari per chi ha avuto l’intuizione di puntare sul rublo russo

    Qualche tempo fa, gli analisti di Goldman Sachs suggerirono di puntare sulle così dette “Brics”. Si tratta cioè di alcune valute che non appartengono al paniere principale del Forex. Tra queste valute c’è anche il Rublo russo, che effettivamente continua a rafforzarsi nel Forex market. La scommessa rialzista quindi per il momento funziona.

    rubloQualche giorno fa il numero di posizioni long sulla divisa russa era salito di 18.202 contratti. Si tratta di un volume enorme se si pensa che le posizioni short nel frattempo sono scese a 1.437 contratti (calo del 40%). In quest’ultimo caso siamo ai minimi di due mesi. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il rublo si è rafforzato di oltre il 25 per cento contro il dollaro (USD/RUB). Si tratta della migliore performance tra le valute mondiali. Forse fin troppo forte, per poter dire che i suggerimenti che giungono sulle piattaforma possano essere segnali opzioni binarie gratis affidabili.
    Ma per quale motivo i trader stanno puntando al rialzo del rublo?

    Nella logica del carry trade c’è il principio per cui si prende in prestito una valuta con un basso tasso di interesse (che solitamente è una delle divise attinenti alle economie sviluppate) e poi viene reinvestita la somma in un asset a tasso di rendimento più elevato. Generalmente quest’ultima riguarda valute dei mercati emergenti. Proprio questo sta favorendo la spinta verso il rublo.

    Che scenario si prospetta per il rublo nel mercato delle valute

    Sul mercato valutario la divisa russa scambia vicino ai massimi di 20 mesi. Ci troviamo a un valore della coppia con il dollaro che è poco al di sotto di quota 58 secondo i dati della nostra piattaforma forex Bd swiss demo. Nei riguardi dell’euro invece siamo poco sotto quota 61. E inoltre questo rally del rublo va avanti e non sembra avere soste, nonostante la Banca centrale abbia aumentato l’acquisto di dollari a febbraio per ricostituire le riserve monetarie interne. Senza queste manovre, probabilmente il suo valore sarebbe ancora più cresciuto. Ma questo avrebbe destabilizzato gli equilibri economici della Russia.

    A questo punto molto del futuro del rublo si lega all’andamento del petrolio, una voce di ricavo molto importante. Un rublo forte non sostenuto da un forte rialzo dei prezzi del greggio minaccia di creare un grosso buco nel bilancio russo. Se i prezzi del petrolio invece scenderanno, allora il rublo potrebbe crollare nei confronti del dollaro.

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