Daniel Mannini descrive il suo concetto di bello e di bellezza artistica

Da sempre il concetto di bello e di bellezza artistica è considerato come uno degli elementi e dei fattori chiave imprescindibili e di indiscussa rilevanza all’interno della storia dell’arte e ricopre una posizione predominante anche nell’ambito delle attuali e odierne riflessioni e disquisizioni da parte di critici, curatori ed esperti d’arte, nonché di mercanti e collezionisti. Il concetto di bello e di bellezza artistica ha assunto e consolidato nel tempo delle definizioni davvero eterogenee e spesso è stato anche volutamente stravolto e capovolto, all’insegna di un intento provocatorio. Inoltre, a seconda delle varie epoche storiche e dell’assetto culturale e sociale, della moda e del costume e della tradizione del periodo, è stato spesso modificato e trasformato, subendo svariate e camaleontiche alterazioni e modulazioni, talvolta anche dissonanti e contrastanti tra loro. Ecco, perché ho ritenuto molto interessante sottoporre tre domande mirate a un giovane talentuoso pittore contemporaneo, che sta compiendo un progressivo percorso di crescita evolutiva e sta contestualmente portando avanti un proprio cammino di ricerca riflessiva correlato al mondo dell’arte in generale e al suo variegato e multiforme ambito applicativo a livello semantico e dialettico. Il sito personale di Daniel Mannini sempre aggiornato www.danielmanniniart.it è improntato a evidenziare al meglio le sue risorse creative e le sue potenzialità sperimentali, unitamente al dinamismo di pensiero e alla vivacità di ispirazione.

D: Un tuo commento di riflessione sull’emblematica frase pronunciata dal celeberrimo maestro Fedor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”.
R: Credo che questa frase racchiuda un senso di speranza, ma anche una grande verità. La bellezza è un abbaglio sia per gli occhi, quando vediamo un qualcosa che ci colpisce, sia nell’incontro umano, con una persona con uno spirito sensibile e che risulti importante nel progresso della consapevolezza della propria realtà esistenziale. Per quanto riguarda l’arte, intesa come contenuto di tutte le abilità dell’uomo in forma o astratta, è la sublimazione della bellezza. Non c’è cosa più unica e indelebile della creatività che tutti noi possediamo. La testimonianza di un singolo individuo rimane in eterno e questo crea quasi un flusso di coscienza che unisce la collettività davanti a un’opera artistica, suscitando ogni tipo di emozione e interesse, diversi gli uni dagli altri. Ogni cosa che riguarda la bellezza andrebbe sempre tutelata.

D: Un tuo commento di riflessione sul famoso proverbio tramandato dal latino “De gustibus non disputandum est” (sui gusti non bisogna disputare ovvero fare discussioni e confutazioni dialettiche).
R: Esprimere la propria preferenza basandosi sul proprio gusto personale è un concetto che più democratico di così non potrebbe essere. È giusto poter criticare quello che non piace, l’importante è che la critica sia fatta sempre con il massimo rispetto, anche quando le posizioni sono opposte. Credo che la diversità sia il vero collante di questo mondo, ma è anche vero che questo concetto, ad oggi, risulta più difficile da apprendere. Il motivo riguarda l’apprezzamento delle cose diverse dal nostro ordinario, che porta a un conseguente arricchimento ricambiato. Quello che non deve cambiare è il confronto di opinioni, che devono essere e rimanere del tutto costruttive, senza imporre la propria idea a discapito della condivisione. Personalmente quando ci sono gusti lontani dai miei, cerco di capire dove si può trovare il bello e avere una chiarezza. Credo che sia una forma di maturazione per raggiungere la coscienza delle cose.

D: Quale è il tuo concetto di bello e di bellezza artistica e come lo trasferisci all’interno della tua produzione pittorica?
R: Il mio concetto di bello nell’espressione artistica si basa più sul gusto personale che non magari sull’importanza che un’opera rappresenta. Senza dubbio credo che col passare del tempo, io stia riscoprendo nella mia produzione pittorica l’attenzione riguardo le forme espressive della street art sia per quanto riguarda il contenuto che un tale disegno pittorico vuole rappresentare, sia per le dimensioni e, in alcuni casi, per lo sprigionamento dei colori. Il concetto di bellezza artistica lo ritrovo, oltre che nella pittura, anche negli affreschi presenti all’interno o esterno dei monumenti: cercare di immedesimarsi nell’artista o nell’artigiano durante la realizzazione dell’opera, prendendo come una grande esperienza interiore anche il capire le dinamiche delle diverse fasi. Tutto questo lo riporto all’interno della tela, supporto con cui ho maggior rapporto e coscienza che, col passare del tempo, mi ha permesso di acquisire fiducia e minore paura nel commettere errori. Infine rimane ovviamente la straordinaria ammirazione delle opere storiche di cui siamo circondati, non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo.