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  • Daniel Mannini: una pittura di luce e di energia

    Parafrasando in termini subliminali sottesi la pittura di Daniel Mannini si può asserire, che corrisponde ad una scia virtuale di luce e di energia protesa e canalizzata verso un infinito simbolico, un orizzonte sconfinato, che si proietta ad infinitum e viene pervaso da una prorompente e sferzante energia vitale illuminante”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime delle attente e approfondite disquisizioni analitiche sulla sintesi pittorica dell’artista Daniel Mannini, facendo emergere la componente della luminosità radiosa e della forza energetica ed energizzante. Inoltre, entrando ancora di più nel merito dell’articolata riflessione critica, ha proseguito nell’argomentazione rimarcando: “Per Daniel la pittura equivale ad un simbolico fluire di luce e di energia, diventa un dirompente flusso, che scatena emozioni e pulsioni immediate nello spettatore. Il momento fruitivo per Daniel coincide con una sorta di assorbimento e di rapimento mentale ed emotivo assoluto e incondizionato, dove l’atto del guardare coincide a sua volta con lo stesso atto creativo e in esso viene virtualmente intrecciato in una coesione di collante speciale. Luce ed energia sono componenti nevralgiche all’interno di una produzione, che resta volutamente scissa e avulsa da restrizioni a monte e si conserva sempre libera e indipendente, per rivendicare un affrancamento di autonomia prioritaria e per potersi calare in toto nella ricerca sperimentale con assidua voglia e spontanea propensione. Luce ed energia diventano dunque per Daniel degli strumenti sui quali far leva per ottenere risultati sempre convincenti da condividere e per dare una compensazione sempre soddisfacente alla dinamica formale ed estetica delle composizioni. La sua pittura fatta di materia si innalza e si eleva tramite questa interazione luminosa ed energetica, che conferisce alle opere una dimensione rarefatta, atemporale dove nulla esiste e tutto esiste attorno e dove tutto ruota intorno come per magia. Essere spettatore delle sue rievocazioni fantasiose significa essere avvolti e permeati da questa frizzante e magnetica carica energetica e luminosa e filtrare la sua positività, avere un contatto molto appagante. Luce ed energia per Daniel corrispondono al suo stato d’animo di giovane artista, che vive l’oggi nel qui e ora con entusiasmo e con desiderio di comunicare. Al contempo luce ed energia trovano una rispondenza nella sua indole e nella sua personalità, che attraversa e supera, che oltrepassa e vede già oltre il futuro e il futuribile preparandosi ad affrontarne al meglio ogni fase e convogliando la sua pittura in questo viaggio favoloso”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Daniel Mannini: vitalità interiore e dinamismo vigoroso

    Daniel Mannini è un talentuoso esponente emergente della pittura di matrice astratto-informale, che dimostra una virtuosa potenzialità espressiva e comunicativa. A tal riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della curatela promozionale di Mannini ha messo in luce dei punti nevralgici di rilievo. In particolare ha rimarcato: “Daniel è già dotato di innate risorse artistiche, che sta attivando e sviluppando con una grande carica di slancio. Questa influisce positivamente nell’imprimere una sferzante e pulsante vitalità interiore all’intero palinsesto rappresentativo, definibile come esplosivo e prorompente. Questa vitalità diventa un motore di traino di forte impulso emotivo ed emozionale, ravvisabile e percepibile fin dal primo sguardo da parte dello spettatore. Siamo dinanzi ad un trionfo cromatico e tonale, che canalizza al suo interno un potente e vigoroso dinamismo, riversato a favore del gesto e dell’atto creativo di Daniel. Siamo dunque coinvolti dentro una commistione, che si sprigiona a tutto tondo e a tutto campo, che manifesta appieno l’energia e la forza carismatica di Daniel e del suo stile anticonformista e volutamente scanzonato. Nella sua essenza intima Daniel dimostra una forma mentis matura e responsabile, una mentalità elastica, aperta e versatile, una capacità volitiva e vivace di scelte di valutazione. Questo gli consente e gli permette di avere una base di fondamento da cui partire e di acquisire e consolidare delle valide credenziali. La guizzante e incalzante vitalità interiore corrisponde al suo pieno risveglio sensoriale, alla voglia di avere soddisfazione e gratificazione dal suo operato creativo e di riuscire a trasmetterla e a trasferirla in toto dentro la sua visione pittorica, scevra da meccanismi speculativi e da parafrasi e orchestrazioni ambigue. Daniel è artista di spessore e di profondità. È una vera forza della natura nel suo modus pingendi. Osservando la sua produzione corposa e variegata si viene letteralmente rapiti da questa vitalità, voce della sua introspezione e si viene letteralmente catapultati in un’avvincente sfera fantastica e immaginifica, dove il sogno diventa realtà e dove la fantasia trasforma tutto quanto da impossibile a possibile come per incanto. Daniel è un vulcano di idee in movimento, un vulcano di pensieri da trasportare nel vento cromatico che si respira osservando le opere. Il dinamismo vigoroso viene accentuato dalla portata materica densa e corposa e si accorpa con enfasi creativa esaltando al meglio ogni pennellata. Perché, per Daniel dipingere è sempre una magia”.

     

  • Daniel Mannini: progettualità informale e resa accattivante

    “All’interno del multiforme e variegato palcoscenico espressivo dell’arte contemporanea le formule comunicative attuali si lasciano spesso affossare da dinamiche applicative già preconfigurate e già preordinate a monte e non lasciano emergere quella creatività di ispirazione informale, precludendo la resa accattivante, libera e spontanea della narrazione scenica e compositiva. A fronte di questa connotazione negativa, Daniel Mannini invece si stacca in toto e dirige la sua arte pittorica al di fuori e al di là di situazioni tarpanti e già impostate e definite in modo condizionante”. Sulla scia di questa analisi critica approfondita la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato la sua valutazione positiva verso l’operato creativo di Mannini e proseguendo nelle argomentazioni è entrata ancora più nel merito del discorso dichiarando: “È importante entrare nella filosofia artistica perseguita da Daniel e avere un approccio correlato ad essa per poter comprendere e capire al meglio i suoi valori cardine basilari imprescindibili. Il progetto creativo di Daniel è incentrato su parametri informali, che denotano il suo pensiero libero e puro connaturato al DNA di giovane artista di visione genuina e limpida. Daniel si pone in modo autentico senza preamboli di facciata e cerca una dimensione progettuale dove poter esprimere e manifestare senza remore e senza inibizioni. Il suo fare artistico diventa prezioso e avvalorante anche per stimolare una prospettiva di rapporto-confronto con se stesso e le proprie risorse. Daniel non si vuole trincerare e nascondere, ma apprende con impegno e costanza in modo graduale e progressivo e si addentra senza pretesa e senza ostentazione. Il suo diventa dunque un cammino, che partendo dal progetto sempre coerente e sempre consapevole si espande e si estende all’interno di un discorso articolato e sfaccettato e assume man mano la proiezione di rivelazione creativa. Daniel virtuoso e intraprendente pittore informale cerca una sua propria personale resa, che dallo spunto estetico formale si riflette e si rispecchia nella valenza intrinseca e sostanziale, che diventa essenza primaria, precipua di una rigenerazione semantica intensa e stimolante. Questa rigenerazione si propaga al di fuori delle opere e avvolge e coinvolge lo spettatore alimentando una compenetrazione compartecipe. Dal progetto informale dunque prende vita il suo unicum generatore di pensieri, sentimenti ed emozioni, che garantiscono soluzioni compositive di resa ottimale, subito impattanti, dove Daniel e il fruitore si legano saldamente e diventano simbolo di un’unione che si consolida e si rafforza”.

  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

     

  • Alessandro Rinaldoni è in mostra online con la sua ricercata “Energia poetica”

    È stata inserita ufficialmente nel circuito selezionato con la curatela della Dott.ssa Elena Gollini la mostra online di Alessandro Rinaldoni, che raccoglie una significativa produzione di interessante prospettiva. La mostra s’intitola in modo simbolicamente rievocativo “Energia poetica” per evidenziare ed enfatizzare la sfera aulica e poetica, che è insita nella comunicazione espressiva della formula artistica di Rinaldoni e al contempo per far emergere appieno anche la componente energetica ed energizzante, quel flusso potente di energia pura e autentica, che lo guida nella sua fervida ispirazione e lo accompagna nella voglia di ricerca e di sperimentazione. La Dott.ssa Gollini ha elogiato Rinaldoni per la sua meritocrazia e per l’impegno appassionato con il quale si prodiga. In particolare, ha dichiarato: “Alessandro è un promettente artista emergente con indiscusse doti qualitative e con acclarate risorse di pregio. Il suo lavoro artistico è ricercato e originale, manifesta appieno quella delicata poesia, che appartiene al suo animo sentimentale e al tempo stesso possiede uno slancio e un trasporto pieno di energia vitale e di quel dinamismo energetico, che appartiene all’indole intraprendente. Alessandro svolge la propria ricerca in modo autonomo e indipendente, senza mai risultare banale e monotono, senza mai usare dei cliché emulativi e copiativi, con la coerenza e la consapevolezza di voler dimostrare il proprio valore libero e svincolato da condizionamenti. Alessandro è artista di libero pensiero in primis e come tale vuole presentarsi e proporsi. Unitamente alla vena creativa innata accosta e allinea una spiccata sensibilità intuitiva nel saper declinare soluzioni accattivanti e piacevoli alla vista, che rispecchiano e riflettono un buon gusto autentico. Alessandro si offre al fruitore con spontanea volontà di condivisione, lasciando un ampio margine di discrezionalità interpretativa e di dialogo aperto, perché concepisce l’arte come medium collettivo e aggregativo. Dalle opere si sprigiona in toto questo desiderio di comunanza e di incontro gratificante e appagante. La sua speciale energia poetica è frutto di una commistione armoniosa ed equilibrata di elementi e componenti scenici, che si mescolano in perfetto bilanciamento. La sua impostazione creativa cerca sempre una corrispondenza alchemica, che possa risultare di positivo impatto. Ad Alessandro piace sempre essere in linea con un’impostazione di ordine garbato e delicato, che alimenta una vivacità briosa senza mai risultare esagerata, perché l’arte è innanzitutto sinonimo di stile e di classe raffinata”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-poetica-alessandro-rinaldoni

  • La dimensione fiabesca nella pittura di Rosanna Piervittori

    Nell’osservazione analitica e scandagliata della produzione pittorica facente capo a Rosanna Piervittori ritengo sia interessante dedicare alcune particolari dissertazioni anche sulla cosiddetta dimensione fiabesca, che reputo attinente al potente flusso immaginifico e fantastico, che si propaga dall’orchestrazione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini parla dell’artista Rosanna Piervittori delineando l’aspetto e il tratto tendenzialmente fiabesco ravvisabile e individuabile come comune denominatore della sua poetica espressiva e come nota distintiva connotativa di pregio qualificante. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha sostenuto al riguardo: “Si comprende da subito come Rosanna attribuisca e conferisca grande rilevanza al potenziale insito nella dimensione fiabesca, che risulta poi essere connaturata alla sfera dell’immaginario e della fantasia, dalla quale Rosanna attinge per trovare espedienti inediti e dare ancora più forza pulsante alla sua vivace e volitiva ispirazione. La dimensione fiabesca viene sempre ben dosata e misurata, affinché non risulti prevalere in modo esagerato e incontrollato, ma funga da cornice di contorno equilibrata e bilanciata e faccia da contraltare all’insieme. Si tratta dunque di un influsso dedicato e modulato ad hoc, in quanto Rosanna non vuole ovviamente risultare una pittrice fantasy in senso stretto e in senso lato. Certamente questa allure fiabesca rende la struttura e la sintesi figurale più soave e più sinuosa, la rende più accattivante per il fruitore. Raccontare e descrivere in modo rigidamente pragmatico e realistico non fa parte del DNA creativo di Rosanna, che invece vuole estrapolare in modo soggettivo per poi resettare le informazioni provenienti da quanto la circonda, ricavando delle argomentazioni personalizzate. Il prezioso contributo fornito dall’inventiva l’aiuta proprio a -contaminare- la visione statica e rigida e a renderla morbidamente avvolgente. La dimensione fiabesca fa leva di rimando anche sulla visione onirica e su quella dinamica percettiva connessa al sogno e al sognare, intesa non come abbandono inconscio e incontrollato della psiche, ma bensì piuttosto invece come approccio recettivo libero e non condizionato da ragionamenti troppo complicati e da macchinose elucubrazioni. Questa prospettiva di vedute si rende aperta anche verso una contemplazione meditativa tra sogno e realtà, dove entra in gioco il discorso della digressione dialettica fantasiosa di tendenza fiabesca. Guardare un’opera di Rosanna permette allora di capire e di comprendere quanto l’arte possa davvero regalare una molteplicità di occasioni e di opportunità di relazionarsi con essa in modo davvero approfondito, senza nessuna preclusione. L’arte di Rosanna diventa comprovante di come il dialogo fruitivo possa svilupparsi ed evolversi in modo diverso e diversificato, senza però mai perdere la potenza ammaliante del proprio lumen liberatorio”.

     

  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • Daniel Mannini: ogni quadro custodisce un tesoro di emozioni

    L’arte riesce sempre a coinvolgere e a fare emozionare, riesce a trasferire nel fruitore percezioni visive e sensoriali travolgenti, cattura e conquista il cuore e la mente, attrae l’animo e suscita pensieri e riflessioni di spessore. Questa portata così articolata e sfaccettata, che l’arte da illo tempore possiede e sviluppa attraverso il suo humus fertile e fecondo che gli artisti coltivano e conservano nelle loro opere diffondendolo e facendolo proliferare, è un concetto molto sentito da Daniel Mannini, che lo condivide e lo accoglie in toto e lo trasporta direttamente dentro la sua formula pittorica di tendenza informale, che trova nella visionarietà astratta il suo ideale espressivo più funzionale ed efficace e lo canalizza nella commistione alchemica emotiva ed emozionale, che viene orientata con empatia e spiccata sensibilità intuitiva. La Dott.ssa Elena Gollini ha commentato in tal senso riallacciandosi a questo concetto di arte emozionale traslato nelle narrazioni pulsanti di vita realizzate da Mannini: “Daniel si rende portavoce di un concetto di arte custode di emozioni pure e incontaminate, protettrice di un tesoro emozionale variegato ed elevato, che viene messo a disposizione di chiunque voglia fruirne ed accoglierne l’intensità profonda insita. In ogni quadro realizzato da Daniel si profonde dunque il concetto universale di arte emozionale e di arte delle emozioni, che rimanda in senso ampio e allargato a una chiava interpretativa eterogenea, in quanto da una parte raccoglie quel coacervo di emozioni provenienti dalla realtà esterna, dall’altra sottende alla trasmissione emozionale attuata da Daniel e dall’altra ancora è pronta ad accogliere gli stimoli pervenuti attraverso il momento fruitivo, dove ogni spettatore assorbe e al tempo stesso filtra questo corollario e lo contestualizza a sua volta nella propria personale e soggettiva sintesi emozionale. In ogni quadro di Daniel la composizione astratta diventa strumento di pensiero emotivo ed emozionale, che viene suffragato dall’esterno e contestualmente anche dall’interno, si evolve e si perfeziona gradualmente e progressivamente secondo quanto ciascuno metabolizza e introietta a suo modo. Astrazione di concetto e di contenuto dunque, sapientemente e abilmente concertata per seguire quella dimensione emozionale, che la rende unica ed esclusiva nella sua essenza sostanziale sottesa e subliminale. Da sempre le emozioni sono manifestazione naturale dell’umanità e dell’essere umano, sono geneticamente presenti nel nostro DNA costitutivo primario. Daniel attraverso la sua produzione avvalora l’importanza assoluta del comparto emozionale e della concezione antica che fonde insieme arte ed emozioni in stretta e simbiotica connessione. Perché, emozionarsi guardando un’opera d’arte è davvero un momento ineguagliabile”.

  • Federico Marchioro: arte dell’anima e verso l’anima

    “La pittura di Federico Marchioro trasmette e sprigiona senza dubbio un flusso energetico proveniente dal moto della sua anima e contestualmente diretto e rivolto verso l’anima del fruitore con una corrispondenza ideale che si identifica con il desiderio di dare vita a una formula pittorica intrisa di pathos e di autentico trasporto animista”. La Dott.ssa Elena Gollini rimarca la pregevolezza sostanziale della produzione artistica di Marchioro e lascia emergere la rilevanza della componente interiore e introspettiva, che lo guida e lo orienta, lo stimola e lo spinge a generare una sintesi semantica profonda, che emana energia spirituale benefica per il cuore e per la mente. Nel proseguire con le sue considerazioni in merito ha aggiunto: “Federico è un artista a tutto tondo, un artista che con la musica ha aperto al massimo le sue intuizioni e percezioni sensoriali e le ha poi trasferite nella pittura amplificandole ulteriormente. Quando Federico suona e canta la sua anima si manifesta in modo limpido e autentico. Allo stesso modo nella pittura l’anima di Federico diventa un’entità che possiede vita propria e alimenta la narrazione rappresentativa con degli input speciali, la rende unica e sui generis, esclusiva e distintiva. Federico evoca attraverso la pittura il suo personale universo visionario, lo rende eterno ed etereo e al contempo lo trasforma e lo rinnova per dare sempre al fruitore delle nuove stupefacenti proiezioni e prospettive interpretative. Federico dipinge per dare voce alla profondità dell’anima, per trovarsi e ritrovarsi in perfetta comunione con lo spettatore, per vincere ogni inibizione, ogni paura, ogni remora, ogni titubanza, per uscire allo scoperto e rivelare tutto se stesso senza incertezze. La pittura come la musica è per Federico uno strumento indispensabile per sentirsi accolto, per sentirsi compreso, per sentirsi accettato fino in fondo e per essere parte attiva integrante a livello sociale e collettivo. Arte e musica sono due linguaggi portentosi, due linguaggi universali che l’uomo considera necessari e imprescindibili. Federico sceglie di avvalersi di entrambi per essere ancora più sferzante e incisivo, per essere sempre più funzionale alle esigenze e al bisogno collettivo di benessere totalizzante e totalitario. Adesso più che mai Federico vuole fare la differenza, non con spirito edonistico e tanto meno con velleità di protagonismo e di esibizionismo fini a se stesse, ma bensì piuttosto invece con quella sua riservata e connaturata modestia e umiltà che lo fanno essere autenticamente vero e sincero. La sua arte e la sua musica sono un inno simbolico al bene universale, che appartiene a tutti noi e che dev’essere protetto e tutelato da tutti noi, dev’essere sempre alimentato anche nei momenti più difficili e più sofferti. Così Federico offre tutto se stesso e ci offre il suo contributo ammirevole per il bene comune”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

     

  • È online la mostra “Energia universale” dedicata alla produzione pittorica di Peppe Postorino

    La mostra online dal titolo per così dire dirompente e prorompente “Energia universale” racchiude una significativa produzione pittorica dell’artista contemporaneo Peppe Postorino ed è stata inserita all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, che al riguardo ha voluto commentare: “La pittura di Peppe si distingue per la potenza energetica e si sprigiona nel tripudio della materia cromatica densa e corposa, vivida e accesa con una vitalità pulsante e un movimento dinamico costante e continuo, che amplifica e accentua l’effetto e la portata di plasticismo tridimensionale. Si tratta proprio di una sferzante carica di energia, che dall’opera si estende e si espande a tutto campo, un’energia universale che viene esplosa e viene riversata all’interno del palinsesto compositivo e prende vita e corpo, diventa un’entità vivente attraverso cui Peppe convoglia una portata sensoriale su più piani e su più livelli percettivi. La sua guizzante visionarietà fantastica e immaginifica gli consente di spaziare all’interno del paradigmatico mondo dell’astrazione e dell’informalismo materico, di trovare degli espedienti mirati per generare soluzioni dal sorprendente impatto visivo e recettivo, che lasciano al fruitore la possibilità di attingere ad una vasta gamma di chiavi di lettura interpretativa e di immettere a sua volta un proprio personale imprinting. Peppe cerca un modus pingendi alternativo rispetto ai cliché standardizzati proposti in modo banale, scontato e ripetitivo. Per lui l’arte pittorica è un gioco di abilità e di astuzia molto avvincente e intrigante, che lo induce e lo stuzzica e lo trasporta verso una sperimentazione di ricerca innovativa e non convenzionale. Peppe dimostra una consolidata padronanza strumentale nell’uso della tavolozza cromatica, con accostamenti tonali e fusioni colorate molto impattanti, di forte suggestione, che riescono a fuoriuscire dal supporto e dalla superficie pittorica e a plasmarsi con lo spazio circostante, a fondersi in perfetto e armonioso intreccio di coesione con l’ambientazione di contorno entrando a farne parte, ma senza fare un’invasione a contrasto, bensì amalgamandosi in piena alchimia. I quadri di Peppe possiedono nella loro natura genetica e nel loro DNA costitutivo una potenza universale, all’insegna di un’arte che vuole arrivare a comunicare ovunque e a chiunque in modo trasversale e vuole fare sentire la propria presenza in modo travolgente e carismatico, vuole coinvolgere nel profondo e vuole alimentare pensieri e riflessioni articolati ed eterogenei. Peppe è fautore e artefice di una pittura fortemente energetica ed energizzante, che deve scuotere la mente e catturare l’attenzione senza riserve e deve diventare un punto di partenza per attivare uno stretto legame virtuale e simbolico con l’infinita energia del nostro universo”.

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  • La “Creatività appassionata” di Vanessa Mazzali in mostra online

    “La propensione versatile e volitiva alla creatività si lascia incalzare dallo slancio appassionato e diventa opera d’arte all’interno del palinsesto compositivo di Vanessa Mazzali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nel commentare la mostra online da lei curata con protagonista la Mazzali, artista di spiccato talento suffragato da una formazione e da uno studio accurato per il disegno e per la rappresentazione figurale. Il titolo designato per l’esposizione “Creatività appassionata” rende molto bene per enfatizzare quanto la componente passionale influisce positivamente a favore dell’ispirazione creativa incrementandone la portata e la profusione amplificata. La Dott.ssa Gollini ha poi aggiunto alle sue riflessioni altre valutazioni analitiche dichiarando: “Vanessa è molto discreta e molto sobria nella sua manifestazione comunicativa. Si concentra su rievocazioni essenziali e minimali, prive di ridondanti orpelli e molto fluide e lineari nella loro orchestrazione strutturale. Vanessa preferisce evitare di disperdersi in una proliferazione narrativa eccessiva e troppo sofisticata e si focalizza invece sull’argomentare in modo pacato e garbato, sul concertare una piacevolezza formale in linea con il suo modus pensandi e la sua forma mentis. Ci offre interessanti e stimolanti spunti e rimandi intellettuali, riferimenti colti che denotano la sua preparazione e la sua conoscenza culturale e rispecchiano contenuti sostanziali intrisi e permeati di significato e di spessore, che integra e arricchisce di valenza profonda l’intera sintesi scenica. Vanessa considera l’arte come un’occasione preziosa di poter esternare il suo spirito creativo vivace e dinamico e di ottenere un consenso sincero e autentico nella fruizione. Vuole conquistare in toto lo spettatore, ma senza forzature, vuole che avvenga un avvicinamento e un contatto spontaneo. Il disegno nella sua impeccabile dinamica progettuale ed esecutiva viene perfezionato in modo eccellente e ne avvalora il potenziale artistico. Per Vanessa il disegno non va interpretato come esercizio statico, ma bensì va concepito come riproduzione soggettiva e personalizzata, come variazione con rielaborazione e rivisitazione inedita e come descrizione speciale e sui generis. Le sue creazioni sono frutto di una commistione equilibrata di elementi e di componenti, che vengono tutti sempre bilanciati in modo proporzionale e congruo per ottenere una resa d’insieme convincente. Vanessa accorda insieme tutti questi fattori costitutivi, proprio come un musicista fa con il suo pregiato strumento e l’immette dentro la parabola evocativa imprimendo una spinta passionale e appassionata davvero coinvolgente”.

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  • Il pensiero pittorico astratto di Daniel Mannini

    Giovane e promettente artista di grande potenziale espressivo e comunicativo, Daniel Mannini è certamente un interessante esponente della tradizione astratto-informale declinata nel contemporaneo. La Dott.ssa Elena Gollini che sta supportando Mannini nella sua evoluzione creativa e sta procedendo con un affiancamento di curatela mirata, ha delineato alcune valutazioni entrando nel merito del pensiero pittorico astratto, che Mannini porta avanti con slancio motivato. Nello specifico la Dott.ssa Gollini ha dichiarato: “Esorto Daniel con affettuosa vicinanza a procedere nel cammino pittorico di tendenza astratta, perché ritengo che questa visionarietà sia particolarmente incline e affine alla sua dimensione creativa. Senza dubbio l’Informalismo è un comparto artistico che fornisce molte chiavi espressive e attribuisce grande rilevanza allo stile libero, svincolato da accademismi dottrinali troppo rigidi e rigorosi e da canoni dogmatici costrittivi e restrittivi. Daniel è e deve rimanere un artista visionario puro, deve conservare e mantenere quella naturale e genuina spontaneità insita nella sua indole e nella sua personalità, deve vivere in una dimensione creativa incondizionata e incontaminata. Questa sua pittura astratta è proprio la tangibile e visibile dimostrazione del suo essere affrancato da qualunque imposizione e forzatura, dal suo sentirsi totalmente realizzato tramite un compiacimento derivante da quanto la pittura astratta e informale gli offre, senza mai doversi adattare e adeguare a schemi e sistemi predefiniti e preconfigurati a monte, ma attingendo esclusivamente dalla sua potente vena di ispirazione. L’astrazione per Daniel diventa il suo fertile e fecondo terreno sperimentale aperto, sconfinato, infinito, pronto ad essere seminato con spirito autonomo e indipendente. Daniel rivendica il proprio ruolo di artista senza vincoli, senza freni, senza impedimenti, senza inibizioni. Questa sua idea corrisponde anche di rimando al suo pensiero esistenziale, al suo modus pensandi e operandi, al suo modus vivendi quotidiano nella vita di tutti i giorni e di rimando si riversa anche nella concezione creativa e la rivitalizza, la anima, la qualifica con un corollario di principi e di valori davvero molto comprovante. Daniel con la sua pittura di astrazione non si preclude nulla, scandaglia e analizza nel profondo, scopre, trova e recupera in modo intenso, trasforma in costante e continuo divenire, si lascia avvolgere dalle più ammalianti sensazioni e percezioni sensoriali, rimane in quella forma di inebriante estasi catartica, che soltanto l’autentico delirio creativo può davvero produrre e accrescere come un fuoco, che arde in modo perenne e perpetuo e dura in eterno”.

     

  • Rosanna Piervittori: armonie pittoriche formali e sostanziali

    Dalla formula pittorica di particolare pregnanza di Rosanna Piervittori si evince un’impostazione armoniosa di perfetto bilanciamento formale e sostanziale, che diventa un equilibrio di proporzioni mirate e ponderate per garantire una corrispondenza tra visione estetica e dimensione contenutistica”. La Dott.ssa Elena Gollini analizza con precisione le dinamiche connotative e distintive, che contraddistinguono la pittura della Piervittori incline ad un modus pingendi libero e scevro da macchinose e cervellotiche elucubrazioni troppo complicate e affine invece a una poetica comunicativa fluida e scorrevole, immediata nell’interazione congiunta e coesa tra essenza e apparenza e con un registro semantico e linguistico volutamente non standardizzato. Proseguendo nella sua approfondita spiegazione la Dott.ssa Gollini ha evidenziato ancora: “Rosanna è artista di geniale guizzo creativo, di geniale spirito di inventiva, che non si lascia fuorviare da situazioni pronto uso, ma cerca appositamente di innervare un proprio stile subito riconoscibile, dove alla piacevolezza della rappresentazione dal punto di vista esteriore, si associa un gradimento in merito alle corpose sequenze della narrazione intrinseca, fatta di messaggi, di significati, di simboli, di allusioni, di codici speciali che provengono dalla volontà di fare arte non soltanto per puro e semplice diletto, ma bensì piuttosto di generare una commistione rilevante a livello concettuale, ben fruibile per lo spettatore. Rosanna dimostra una notevole saggezza e lungimiranza di vedute, traccia e segna una tessitura e una trama compositiva coerente e consistente nell’articolazione dialettica, non si risparmia e non si nasconde, anzi esce allo scoperto con tutta se stessa, si mette metaforicamente a nudo e si lascia andare fino in fondo nella catarsi ammaliante dell’ispirazione. Il flusso creativo viene alimentato e sostentato su più fronti, su più sequenze di sensazioni e di percezioni, che Rosanna accoglie e metabolizza per poi rielaborarle tramite l’atto e il gesto pittorico. Chi conosce la vocazione viscerale che la sospinge e la travolge ne ammira tutto l’enorme potenziale visionario e la grande onestà intellettuale, la purezza dell’autentica illuminazione, che la stimola a proseguire nella sua appassionata ricerca. Rosanna è una donna matura e responsabile e si dimostra tale anche nell’operato artistico. Si pone delle linee di orientamento per traguardi e obiettivi prefissati e li persegue senza ripensamenti, senza incertezze, con una radicata motivazione e una consolidata e convinta filosofia di pensiero, che si traduce e si trasferisce anche nel suo modus vivendi. La sua versatile e volitiva forma mentis è incentrata sulla voglia di scoperta continua, sul desiderio di sentire sempre battere forte il cuore ad ogni magica pennellata”.

  • Stefania Comaschi e le sue “Vibrazioni immaginifiche” in mostra online

    Artista dall’incontenibile e spumeggiante spirito creativo, anticonformista ed eclettica nel DNA genetico, vulcanica e camaleontica nell’espressione visionaria, Stefania Comaschi è stata inserita all’interno delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di particolare pregevolezza stilistica, che manifestano appieno la passione incondizionata per la sperimentazione sdoganata e affrancata da stilemi teoretici imposti a monte. La Dott.ssa Gollini nel descrivere il paradigmatico mondo pittorico della Comaschi ha asserito: “La pittura di Stefania è scaturita da un corollario di potenti vibrazioni immaginifiche, che la accendono e la rivitalizzano di stimoli dinamici costanti e continui, rendendola prorompente e sferzante nel suo tripudio energetico. La mostra online s’intitola proprio -Vibrazioni immaginifiche- per dare risalto alla componente fantastica e fantasiosa dalla quale Stefania attinge prontamente e dalla quale si lascia liberamente ispirare, travolta da un delirio creativo sempre in divenire. Stefania nella visionarietà plurisensoriale concepisce l’arte come una fonte inesauribile di potenzialità espressive, capace di concentrare un’infinità di sensazioni e di percezioni incalzanti che ciascuno può cogliere e fare sue, può carpire, rielaborare e rivisitare a suo modo secondo personali e soggettive chiavi di lettura. Per Stefania l’arte si traduce in un flusso energetico vitale libero e incondizionato, intoccabile e inviolabile nella sua cristallina dimensione elevata, non alterabile e non inquinabile, posta in una dimensione di ascesa verso una sfera speciale, che la rende universalmente positiva e benefica. Stefania è artefice di una pittura convogliata verso una comunione di intenti e di intenzioni con il fruitori, per fornire pensieri e riflessioni da condividere in modo disinibito. Per Stefania l’arte non guarda alle differenze sociali, le annulla e le cancella, riunisce in sé valori e principi cardine che diventano delle colonne portanti a livello esistenziale. Il suo profondo sentire umano viene immesso e impresso nella narrazione e diventa parte integrante per completarla, per renderla rilevante a livello sostanziale e contenutistico, per rendere completa e compiuta la composizione formale che diventa piacevole alla vista, ma al contempo anche interessante da scoprire e da carpire nei significati insiti e sottesi tra le pieghe e la tessitura colorata della sintesi rappresentativa. Il pensiero e il sentimento si fondono e si plasmano insieme alla tavolozza cromatica e la rendono esplosiva, sfavillante, sgargiante, corposa e variegata nelle combinazioni e nelle gradazioni tonali e nelle declinazioni marcate e accese dal fuoco dell’ardore e del fervore creativo, che la guida e la accompagna. Perché la vita, così come la pittura è un arcobaleno fenomenale, che deve sempre stupire e fare sognare ad occhi aperti”.

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  • È online la mostra “Armonie poetiche” di Daniela Rum

    Daniela Rum è protagonista in mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con le sue opere di grande potenza suggestiva. La mostra è collocata all’interno di una piattaforma web permanente, che accoglie un circuito selezionato di esponenti contemporanei all’insegna del motto simbolico trainante #lartenonsiferma. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni di commento sulla produzione artistica della Rum, nei confronti della quale nutre sincera ammirazione. In particolare ha dichiarato: “Insieme a Daniela abbiamo pensato di intitolare questa mostra in modo molto mirato, designandola -Armonie poetiche- proprio per dare il massimo risalto alla componente di suadente poesia, a quell’accento di lirismo aulico che risulta molto permeante e molto avvolgente fin dal primo sguardo e aumenta l’enfasi emotiva e l’afflato emozionale, completando in modo perfetto la sfera sostanziale e contenutistica. Daniela è una donna davvero sensibile, che possiede una profonda empatia intuitiva. Questa caratteristica di grande pregio contribuisce a farle cogliere e a farle carpire un coacervo e un corollario di spunti e di rimandi di riferimento, che vengono immessi dentro la narrazione e implicano un’impronta aggraziata e soave di armoniosa poesia dei sensi. Questa particolare dimensione evocativa e rievocativa intesa in chiave aulica viene a sua volta compenetrata da messaggi e significati insiti, che Daniela colloca all’interno dell’orchestrazione compositiva con abile e sapiente proporzione e accurata misura, affinché venga sempre mantenuto un equilibrato bilanciamento d’insieme. La sua formula di tendenza figurale è dunque concepita come una sorta di speciale stratificazione visionaria, dove accanto alla prospettiva reale e realistica viene associato un intreccio alchemico di essenza intrinseca, che vede in primo piano anche il fattore psichico e concettuale. Arte di poesia e arte di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo. Arte di ricerca e arte di riflessione, che si protende verso una condivisione a largo raggio e cerca un rapporto e un contatto di approccio continuo e costante con lo spettatore, per instaurare e stabilire un dialogo arricchente e costruttivo, che non si limita soltanto a una partecipazione marginale e superficiale a latere, ma cerca invece un approdo di scambio e di confronto autentico, dinamico, reattivo, recettivo, percettivo. Daniela artista dal guizzo vivace e intriso di sentimento e di pathos riesce dunque a trasferire dentro le opere una poetica espressiva intima e intimista e al tempo stesso capace di essere accolta e compresa in profondità”.

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  • La funzione cromoterapica della pittura di Daniel Mannini

    All’interno del multiforme e plurisensoriale codice espressivo dell’arte contemporanea, certamente la funzione del colore riveste un ruolo formale e sostanziale di primo piano e supporta in modo incisivo l’artista a far emergere elementi e componenti di primaria portata e rilevanza associandosi anche al concetto molto attuale e molto profondo di cromoterapia. In merito a queste significative considerazioni riflessive, la Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune interessanti connotazioni, che appartengono al modus pingendi di Daniel Mannini e ne elevano qualitativamente la dimensione concettuale contenutistica oltre che estetica. Al riguardo ha spiegato: “Daniel utilizza il colore con piena consapevolezza e con un criterio ben consolidato di orchestrazione scenica progettuale, che prevede un’alchimia bilanciata ed equilibrata di associazioni tonali e di fusioni cromatiche. Attraverso questo intreccio colorato Daniel trova un proprio stile personale, una propria cifra comunicativa soggettiva. Inoltre, stabilisce contestualmente un criterio di visionarietà ricollegabile e riconducibile alla funzione cromoterapeutica e a tutti quei benefici mentali, psichici, psicologici e spirituali scaturiti e derivanti dalle preziose risorse e potenzialità, che il colore ci offre. Ecco dunque che Daniel nel suo fare pittorico sempre coerente e maturo riesce a infondere un paradigma di significati ancora più incisivi, riesce ad attribuire alla narrazione compositiva un’ulteriore valenza plurima e riesce a creare e ad alimentare un’atmosfera di contorno ancora più permeante, più suggestiva, più penetrante. Per Daniel il colore è sinonimo di vita, di movimento, di pulsione e di vibrazione del cuore, di tumulto e di moto dell’anima, che si riflette e si rispecchia nella modulazione strutturale di matrice astratta, che suscita un immediato coinvolgimento nel fruitore e si appoggia a un prorompente e sferzante fermento onirico, ad un incalzante guizzo fantasioso e fantastico, ad una speciale profusione immaginifica. Questa mescolanza diventa estremamente affascinante e intrigante per lo spettatore. Il colore parla, il colore sussurra, il colore grida, il colore racconta e si racconta. Così Daniel nella sua ricerca di sperimentazione coglie e accoglie nella tavolozza cromatica come uno scrigno magico, come un tesoro inestimabile e ne utilizza al meglio le combinazioni e le declinazioni, sfruttando anche in modo ottimale le gradazioni più accese e marcate e alternandole con quelle più tenui e delicate, imprimendo quei giochi chiaroscurali di luci e ombre che offrono una ricercata e aggraziata raffinatezza d’insieme. Il colore per Daniel è il suo distintivo -tocco d’artista- che lo rende davvero molto accattivante e ne innalza il talento creativo”.

     

  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

  • Rosanna Piervittori: concettualismo pittorico visionario

    Rosanna Piervittori è tra gli esponenti della pittura contemporanea attuale, che sta senza dubbio compiendo un progressivo percorso di evoluzione molto stimolante, uscendo dagli schemi accademici e dottrinali più rigidi e rigorosi e cimentandosi in una propria personale ricerca di ispirazione, che sfocia in soluzioni sui generis e in espressioni inedite. La Dott.ssa Elena Gollini nel cogliere la variegata sfera concettuale insita all’interno delle composizioni pittoriche della Piervittori ha così dichiarato: “Nel distaccarsi volutamente dalle regole imposte e dagli schemi predefiniti, Rosanna si ricava una cifra stilistica non convenzionale davvero convincente. Affida alla fantasia e all’immaginazione l’intreccio scenico tendenzialmente astratto e di figurazione stilizzata e si appoggia ad un codice concettuale cifrato molto ben congeniato, studiato e progettato a monte per essere sempre in linea con quanto vuole esternare e divulgare tramite il suo medium artistico. La visionarietà concettuale della sua pittura risulta sempre innovativa e sorprendente, coglie e centra nel segno un circuito di messaggi e di significati plurimi, che vanno ben oltre la prospettiva estetica formale e si spingono su un territorio autonomo e indipendente, viaggiando su binari paralleli molto estesi e dilatati. Rosanna distingue l’aspetto ottico e visivo, che ha sempre una sua gradevole piacevolezza da quel crogiolo di essenze sostanziali, che appare più appariscente e meno evidente nell’impatto immediato, ma è invece assolutamente pregnante e consistente, nell’attento e accurato scandaglio certosino e dovizioso. Rosanna suggerisce al fruitore-osservatore di non fermarsi al primo sguardo, di non valutare superficialmente di primo acchito limitandosi all’esteriorità di bell’aspetto, ma di procedere piuttosto ad accostarsi in modo riflessivo, compiendo consapevolmente una serie sequenziale di passaggi percettivi e sensoriali, che consentono di arrivare a carpire e comprendere quell’insieme concettuale di indiscusso pregio, che possiede anche una valenza a livello sociale e si orienta proprio a rivestire un valore collettivo e comunitario. Tramite il suo operato creativo Rosanna diventa un autorevole divulgatrice concettuale e si rende affrancata dal banale e scontato modus pingendi fine a se stesso. La bellezza formale della sua arte è dunque arricchita da contenuti rilevanti, che fanno da perno portante per promuovere delle idee e dei pensieri, per manifestare dei sentimenti e delle emozioni finalizzati a sollecitare un’azione-reazione attiva e diretta da parte dei fruitori. Per Rosanna la bellezza ideale dell’arte non si manifesta passivamente e staticamente, ma deve essere alimentata e animata di continuo, proprio come quando viene seminato un terreno per renderlo fertile e fecondo di frutti pregiati e preziosi da poter donare a piene mani”.

     

  • È online la mostra pittorica “La forma del colore” di Monica Scaglione

    La pittrice Monica Scaglione prende parte al progetto delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di matrice astratto-informale, dove il colore è protagonista assoluto e domina l’intero palinsesto dell’orchestrazione scenica. La mostra è stata intenzionalmente designata con il titolo “La forma del colore” proprio per infondere il massimo risalto all’apporto e al contributo fondamentale, che il colore assume e riveste all’interno della proiezione narrativa della Scaglione. La Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza questo aspetto così importante, che appartiene al tratto distintivo principale della poetica espressiva della Scaglione. A tal proposito ha dichiarato: “Per Monica il colore acquista un indiscusso valore aggiunto e diventa una sorta di sostitutivo primario della figurazione, acquisisce il ruolo figurale in modo simbolico e metaforico, ma altrettanto permeante. Prediligendo la struttura compositiva di astrazione, Monica trova nella tavolozza cromatica un’alleata vincente, riuscendo ad ottimizzare al meglio la sfaccettata profusione della gamma tonale e accentuando anche il potere comunicativo del suo tracciato contenutistico insito e sotteso dentro le composizioni. Monica non si accontenta dunque di utilizzare il colore come strumento formale fine a se stesso, ma conferisce una valenza effettiva e palese dandogli forma e attingendo all’elemento cromatico con continuità. Il colore per Monica acquista vita propria, diventa parte integrante e avvalorante della sintesi pittorica e rinvigorisce il comparto sostanziale in modo efficace e incisivo, diventa funzionale alla sua ispirazione, la accompagna, la amplifica e la rende più dinamica e più guizzante, più convincente. La forma del colore è la personificazione virtuale del moto dell’anima di Monica, della sua sfera intima, della sua visione esistenziale, del suo essere introspettivo più recondito, che sale in superficie e affiora nel tripudio cromatico e nei giochi chiaroscurali di contorno. Per Monica il colore è sinonimo di vitalità, di energia, di rivelazione. Così come non potrebbe mai immaginare una vita in bianco e nero, alla stessa stregua non potrebbe mai concepire la sua pittura senza il supporto essenziale e indispensabile del colore. Il colore per Monica ha la forma del suo essere tenace, intraprendente, determinata. Il colore ha la forma della sua voglia di sperimentare, di essere sempre pronta ad affrontare nuove sfide avvincenti. La sua formula pittorica attraverso il colore diventa ancora più esclusiva, diventa unica e speciale, può essere condivisa in tutti i suoi aspetti peculiari e si contraddistingue per la sferzante e prorompente sinergia di pensiero e azione, che appartengono alla personalità e all’indole profonda di Monica”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/forma-colore-monica-scaglione/

  • “L’essenza dell’apparenza” di Marco Renier in mostra online

    Prende il titolo “L’essenza dell’apparenza” la mostra online del pittore contemporaneo Marco Renier inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. In riferimento all’esposizione, nella quale è presente una photogallery con opere di particolare valenza suggestiva declinata con una cifra stilistica distintiva ben qualificante, la Dott.ssa Gollini ha commentato: “Marco si protende verso una dimensione pittorica di matrice figurale, che coglie tratti e aspetti formali sviluppati e concertati all’insegna di un’impronta attuale e di una concezione moderna. La sua pittura si inserisce al meglio nel paradigmatico mondo creativo, che coniuga perfettamente tradizione e innovazione, trasferendo originalità e versatilità espressiva al concetto di figurazione. La ricerca compiuta da Marco si sposta spaziando su più fronti comunicativi dando sempre la massima importanza alla componente sostanziale, imprescindibile per enfatizzare i messaggi e i contenuti che vengono immessi dentro la struttura compositiva formale, sempre elaborata con impeccabile precisione. L’essenza e l’apparenza nell’arte pittorica di Marco diventano un unicum indissolubile, si fondono in armoniosa coesione e fanno da filo conduttore portante a quella mescolanza di sentimenti, pensieri ed emozioni provenienti dall’animo sensibile di Marco. La sua pittura oltre ad avere delle ottime credenziali come presentazione estetica, risultando immediatamente impattante a livello ottico e visivo, possiede il plus valore aggiunto fondamentale della pregnanza di essenza intrinseca, che viene inserita tramite un registro linguistico apposito, fatto e realizzato ad hoc, che si intreccia e si amalgama al meglio con la pregevole narrazione scenica sempre centrata e canalizzata in modo esemplare. Per Marco l’arte deve rispecchiare il concetto di bello e di bellezza, deve risultare piacevole e gradevole nelle sue fattezze, ma contestualmente deve sempre avere dei pilastri cardine sostanziali di fondamento per suffragare in modo compiuto e completo la vena ispiratrice che la sorregge e la sostiene. La progettazione ideativa a monte viene pertanto sempre guidata e accompagnata da un ideale di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo, ampia e allargata il più possibile, di prospettiva di vedute estesa ed estendibile. La sua arte si propone come riflessiva, come arte di analisi e di concetto e diventa un’occasione funzionale di esternazione e di manifestazione indirizzata e orientata in modo spontaneo verso lo spettatore, per trovare dei punti di contatto e di comunione, dei punti da sviluppare insieme in modo autentico. Marco artista di ricerca e di sperimentazione è dunque un vivace e dinamico pittore-comunicatore, che unisce con lungimiranza essenza e apparenza“.

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  • Daniel Mannini: visione astratta e dimensione intimistica

    Nella visione di natura astratta della pittura di Daniel Mannini la dimensione intimistica assume e riveste un ruolo di centralità nevralgica, poiché si espande a partire dalla rappresentazione proposta e si dilata con un largo raggio d’azione e coinvolge direttamente anche la fase di osservazione-fruizione, in quanto lo spettatore viene praticamente catapultato dentro lo scenario immaginifico e fantasioso prospettato da Daniel e può liberamente entrare in contatto con la propria intimità, con la sfera introspettiva del suo ego più intimo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega con chiarezza esaustiva alcuni tratti e aspetti salienti dell’espressione poetica di Mannini, dando particolare risalto alla profonda corrispondenza e corresponsione che si genera e si innesca tramite i quadri con lo spettatore e che si modella e si modula attraverso una parabola comunicativa basata su più canali di rispondenze reattive e recettive. E ancora ha tenuto a rimarcare precisando: “Daniel riesce perfettamente a collegare e congiungere in sinergia l’esigenza di piacevolezza estetica, che fornisce un immediato impatto ottico e visivo, alla proiezione sostanziale, che attinge direttamente dalla dimensione intima e interiore. Le opere diventano un territorio fertile e fecondo per il fruitore, che può intraprendere un percorso di interpretazione variegata e può esternare e manifestare la propria empatia valutativa senza cercare risposte omologate e scontate, ma bensì trovando sempre risposte inedite e sorprendenti. Nella formula pittorica di Daniel gioca un ruolo cardine proprio la componente dello stupore, della sorpresa, che si profonde tramite quanto suggerito dall’interiorità di ciascuno e può volta per volta essere sempre diversa, può trasformarsi e rinnovarsi di continuo. Ecco, perché i quadri di Daniel non forniscono mai una chiave unica di accesso, ma offrono molteplici possibilità di approccio facilitando un feedback soggettivo e diversificato nel tempo. Un’opera di Daniel va guardata senza fretta, va osservata gradualmente e in progressione, va sentita e va respirata nella sua spumeggiante e sfavillante emersione cromatica, che contiene una trionfale esplosione di energia positiva rivitalizzante. Le opere segnano un ritmo di movimento dinamico incalzante, che racchiude in sé il momento catartico simbolico dell’incontro e della fusione tra formale e sostanziale, tra apparenza e sostanza, tra realtà e sogno, tra reale e immaginario. Il tutto arricchito e integrato dall’intima e recondita genetica di essenza, che completa in modo esemplare l’ispirazione e l’intento creativo di Daniel. Ecco dunque, una pittura che basta a se stessa ed è intrisa e pregnante di allettanti appigli tutti da cogliere intimamente”.

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  • Gli incantevoli “Racconti pittorici” di Monia Micaletto in mostra online

    È senza dubbio un incantevole paradigma pittorico quello che Monia Micaletto imbastisce e innerva attraverso i suoi speciali racconti figurali traslati in pittura di grande portata e spessore, che infonde subito nel fruitore il desiderio impellente di accostarsi e avvicinarsi al variegato mondo espressivo di quest’artista così profonda nelle sue esternazioni e manifestazioni creative”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta con alcune riflessioni di scandaglio analitico la mostra online da lei curata, che vede in esposizione un circuito ben selezionato di opere della Micaletto e prende il titolo di “Racconti pittorici” per alludere simbolicamente alla particolare formula scenica adottata e utilizzata, che trae spunto da racconti di vita e di vissuto che vengono trasformati in raffinate pagine rievocative, raffiguranti i soggetti protagonisti che raccontano e si raccontano proprio come dentro le sequenze descrittive di un sorprendente e inedito libro da leggere tutto d’un fiato. E ancora la Dott.ssa Gollini ha così proseguito nella sua valutazione critica: “Monia è artista dotata di acclarata padronanza di orchestrazione compositiva. Ha radicato e consolidato una sua propria cifra stilistica di ineccepibile valenza formale e strutturale. A questa componente associa un proprio valore intrinseco sostanziale di articolata sfaccettatura, inserendo dentro le raffigurazioni un’essenza sostanziale molto coinvolgente e avvalorante. Lo spettatore viene conquistato dalla raffinatezza ricercata del costrutto rappresentativo e al contempo viene avvolto da quella mescolanza alchemica di contenuti intrisi di pathos e di afflato, di quel trasporto e di quel sentimento autentico e viscerale, che scaturisce e sgorga direttamente dal moto dell’anima di Monia nella sua purezza d’ispirazione, nella sua limpida appassionata profusione emozionale ed emotiva, in quel sentire che va ben oltre le apparenze e si inoltra e si spinge penetrando nei meandri e negli anfratti più remoti, celati, nascosti, segretamente custoditi e ancora non palesemente manifesti. Monia ha un potenziale artistico davvero sorprendente e questa mostra pone l’accento proprio su questa sua pregevole visionarietà da carpire attraverso una sensorialità recettiva plurima. I suoi esclusivi racconti pittorici si impregnano di un mix di sentimenti e di sensazioni tutti da scoprire in un continuo avvicendarsi di sovrapposizioni davvero stimolanti. Monia dipinge come uno scrittore, che in modo ponderato riflette su ogni minimo particolare e dettaglio e con sottile astuzia fornisce un corollario sequenziale avvincente e affascinante. Monia dipinge il suo metaforico diario di bordo, lo accudisce e lo protegge fino a quando è pronto per essere donato a cuore aperto”.

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  • La “Genesi figurale” di Matteo Scanu in mostra online

    Il promettente artista contemporaneo Matteo Scanu in arte “EMES” è stato inserito in mostra online dal titolo “Genesi figurale” all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di particolare pregio, che ne esaltano appieno il talento creativo innato e le vivaci potenzialità espressive. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato nel merito spiegando: “Matteo è un giovane artista, che apprezzo molto per l’intraprendenza e per la passione viscerale con le quali si cimenta e si prodiga nel suo modus pingendi. Questo titolo è stato concepito per stimolare nel fruitore un approccio incuriosito e per suscitare di rimando delle chiavi di lettura interpretativa non soltanto dal punto di vista dell’impatto estetico e formale, ma anche e soprattutto a livello concettuale sostanziale. Le rappresentazioni figurali realizzate da Matteo trovano un proprio spazio comunicativo congeniato e predisposto attraverso una serie di passaggi studiati e delineati a monte e attraverso una serie di sequenze narrative e di parafrasi sceniche ideate e progettate con grande dovizia meticolosa e certosina. Il termine simbolicamente utilizzato di Genesi costituisce, pertanto un richiamo ad una formula creativa profondamente meditata e intensamente posta in essere con grande coerenza e consapevolezza, che geneticamente viene connessa a tutta quella commistione ad intreccio di pulsioni sferzanti, di energia vitale e prorompente, che appartiene al DNA di Matteo e viene traslata e immessa all’interno delle composizioni per imprimere il proprio peculiare e distintivo marchio pittorico qualificante. Genesi diventa dunque un termine da accorpare e da collegare ad un tracciato in evoluzione e in divenire, sempre in continuo e in costante rinnovamento, sempre in progressiva rigenerazione, che corrisponde alla fervida vena d’ispirazione che lo guida e lo orienta nelle scelte e ne canalizza e ne convoglia tutta l’energia propulsiva. La genesi pittorica figurale di Matteo avanza e procede di pari passo con la sua crescita e con la sua maturazione, con quello che si aggiunge al suo patrimonio di esperienze, di vissuto, di ricordi esistenziali permeanti, che appartengono al suo essere un artista di scoperta e di avventura, uno sperimentatore libero e indipendente, prodigo e impegnato a ricavarsi una propria nicchia esclusiva di valore reale ed effettivo e a destinare ai fruitori un’essenza preziosa e pregevole del proprio operato, che viene geneticamente avvalorata dalle pagine incalzanti di una fantasia e di un’immaginazione galoppante. Dipingere per Matteo equivale a vivere in un mondo speciale, dove sentirsi perfettamente a proprio agio e dove sentirsi totalmente realizzato”.

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  • In mostra online l’incalzante “E-vocazione” creativa di Davide Romanò

    È stata ufficialmente pubblicata sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini la mostra online del poliedrico artista Davide Romanò, che resterà all’interno del circuito selezionato di creativi contemporanei in modo permanente. Molto congeniale il titolo “E-vocazione” designato per rappresentare simbolicamente il circuito delle 20 opere scelte per questa esposizione tra quelle, che maggiormente evidenziano il significativo percorso compiuto da Romanò nella sua vibrante e incalzante ricerca sperimentale sui generis e fuori dagli schemi paradigmatici imposti a monte. La Dott.ssa Gollini nel precisare e motivare la scelta di questo titolo così speciale ha spiegato: “Ho intenzionalmente suggerito a Davide questo titolo per la mostra online, perché lo considero davvero appropriato e molto centrato anche nel gioco peculiare di rimandi e di allusioni interpretative, che viene innescato. Da una parte, infatti si individua per esteso la parola chiave -evocazione-, riferita alla potente portata evocativa e rievocativa della sua formula espressiva e comunicativa e dall’altra parte contestualmente si coglie la parola chiave nevralgica -vocazione-, che mette in rilievo la fervida e appassionata vocazione artistica, che lo guida e lo accompagna durante la fase ideativa progettuale e durante quella esecutiva operativa. Davide è sorretto da una commistione di fonti ispiratrici e le convoglia in modo sempre mirato, sottendendo messaggi insiti e allusioni metaforiche subliminali. La sua poetica di evoluzione pittorica si fonda su molteplici spunti stimolanti, derivanti dal tripudio delle percezioni sensoriale ed emozionali, che la sua anima sprigiona ed esterna attraverso il suo fare artistico. Davide uomo-artista si pone degli obiettivi e dei traguardi precisi, lavora con metodo e ponderatezza, si lascia andare in modo spontaneo e incondizionato. Il suo feedback con lo spettatore è sempre autentico, puro, senza filtri e senza maschere. Per Davide l’arte deve in primis trasmettere un senso assoluto di verità e di veridicità, deve lasciare spazio a sentimenti e pensieri incontaminati da ingerenze fuorvianti. Il suo peculiare e distintivo tracciato creativo di evoluzione diventa pertanto un sentiero di rivelazione, di condivisione, di incontro-contatto compartecipe. La mostra raccoglie una produzione variegata, che lascia affiorare al meglio la piena padronanza nella pianificazione a monte di un suo progetto di ricerca in divenire, in costante e continua progressione di avanzamento, che rispecchia e riflette in toto la sua condizione mentale dinamica, trasformista e camaleontica del moto dell’anima e dello spirito libero e liberato”.

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  • Pubblicata online la mostra di Marina Chiarazzo “Varietà nell’arte”

    L’artista pittrice contemporanea Marina Chiarazzo è stata selezionata dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare nel circuito delle mostre online da lei curate con una serie di opere, che ben si prestano ad evidenziare l’interessante e stimolante percorso variegato compiuto dalla Chiarazzo. Per l’esposizione online è stato pensato un titolo simbolicamente molto significativo “Varietà nell’arte” per dare rilevanza ottimale alla versatile ed eterogenea visionarietà creativa, che caratterizza e contraddistingue in modo cruciale e nevralgico lo spirito con cui Marina si appresta a compiere il suo proprio soggettivo e personalizzato atto creativo. La Dott.ssa Elena Gollini al riguardo ha asserito: “Per Marina l’arte è magia libera in senso assoluto, è occasione e opportunità preziosa di modellare e di modulare degli incipit e degli input da poter poi condividere a livello comunicativo con il fruitore, senza riserve e senza inibizioni, senza preconcetti e senza formalismi di facciata. Marina concepisce l’arte come uno strumento efficace e funzionale per entrare in contatto e in relazione attiva e diretta con chi la circonda e con quanto la circonda, per sviluppare dinamiche di approccio eterogenee e diversificate e per riuscire a generare e ad alimentare un coinvolgimento sfaccettato e non standardizzato da parte del fruitore. Quello che preme a Marina nella sua proiezione creativa è proprio innescare un meccanismo di rispondenze e di corrispondenze non omologate su più livelli di percezione e con più fasi di interazione diversificate. La sua varietà artistica le consente di racchiudere un corollario e un coacervo semantico e linguistico ampio ed esteso, che si addice proprio ad essere recepito attraverso più piani di fruizione attenta e consapevole. La sensibilità spiccata di Marina le consente di entrare in immediata empatia con le sollecitazioni provenienti dall’esterno e di creare una perfetta fusione ad intreccio con le sue sensazioni ed emozioni interiori, con quel trasporto di slancio trainante che la ispira, la sorregge, la sostiene. Il sottile intuito le permette di selezionare accuratamente dove e come dirigere e indirizzare il suo occhio vigile e perspicace e di catturare e carpire quanto le serve da traslare dentro le sue poliedriche ed eclettiche narrazioni sceniche. Ecco, perché da questo titolo si può da subito evincere la grande capacità e l’intensa attitudine creativa supportata dalle preziose e pregevoli risorse contenutistiche, che integrano, arricchiscono e completano le sue originali suggestioni rappresentative e vanno di pari passo come contraltare di equilibrato e armonioso bilanciamento con il desiderio di rendersi artefice e portavoce di una pittura di significato intensamente alternativo e di essenza pregnante, che avvalora e rafforza la gradevole piattaforma formale”.

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  • Rosanna Piervittori: effusioni poetico-pittoriche

    Osservando con ammirazione autentica la produzione pittorica di Rosanna Piervittori mi sovviene immediatamente di focalizzarmi sull’intenso afflato di profusione poetica, del quale le opere sono intrise e avvolte e che accentua al massimo il potere evocativo della portata scenica e narrativa”. Inizia così il commento riflessivo della Dott.ssa Elena Gollini, che evidenzia il tratto fondamentale della pittura-poesia realizzata dalla Piervittori con viscerale enfasi aulica di slancio creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella sua analisi valutativa asserendo: “L’ispirazione vivace e dinamica di Rosanna è un aspetto decisivo nella sua buona riuscita creativa, che le consente di spaziare ampliando e dilatando le prospettive e le proiezioni di veduta e di pensiero da cui poter attingere. A questa componente protagonista in primo piano, si aggiunge e si accorpa in perfetto equilibrio di bilanciamento la dimensione di lirismo sotteso, che appartiene alla sua anima sentimentale e fa da delicata e aggraziata cornice alle rievocazioni visionarie, rendendole ancora più magiche e coinvolgenti. Per Rosanna la poesia pittorica si traduce in quel particolare trasporto sempre virtuoso, che sottolinea la sua appassionata dedizione artistica e la sua ispirazione pura e senza intenti speculativi ambigui e fuorvianti. Rosanna dipinge in primis per se stessa, per sentirsi pienamente libera, per poter trovare un registro dialettico di approccio e di contatto comunicativo con il mondo esterno e con quanto la circonda. Si offre come artista di grande apertura mentale, di arguta recettività, di acuta perspicacia, di spiccata intuizione, di sottile lungimiranza. Non le interessa innescare delle diatribe e delle controversie linguistiche, ma ricerca invece una formula ideale di beatitudine sublime e sublimata, che l’arte riesce a trasmettere e a diffondere a largo raggio. Rosanna crede appieno al potere benefico del fare arte, che poi di rimando si trasferisce dall’artista allo spettatore-fruitore facendo da simbolico ponte di unione e di trait d’union, fungendo da stimolante collante sociale e collettivo. La sua arte dunque si profonde a tutto campo e a tutto tondo e viene a rivestire il ruolo chiave metaforico di poesia dipinta, risuonando e riecheggiando nelle sue pagine auliche, che verso dopo verso vengono accolte dallo spettatore e diventano una sorta di monologo condiviso, compreso fino in fondo nelle sue parafrasi e sintassi più articolate e modulate. L’arte di Rosanna si trasforma in effusioni poetico-pittoriche, che avvolgono quanto le circonda e vanno oltre la superficie del supporto, si rendono personificazioni visibili e tangibili di quel complesso universo espressivo a cui appartiene l’arte e di cui Rosanna si rende convinta testimone-portavoce e devota custode”.

     

  • Daniel Mannini: emozioni pittoriche astratte

    La componente emozionale, il pathos e il coinvolgimento emotivo, sono senza dubbio delle componenti fondamentali e imprescindibili nella parafrasi pittorica di Daniel Mannini, che si cimenta nella sfaccettata orchestrazione narrativa dell’astrazione e recupera quanto tramandato dai grandi autorevoli maestri precursori dell’Informalismo astratto, ottenendo una propria visionarietà scenica di pregevole qualificazione”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondendo nel merito il progetto creativo di Mannini, ha voluto far emergere e mettere in luce l’importanza e la rilevanza primaria dell’afflato emozionale, che funge da motore trainante e di ispirazione e lascia riaffiorare in superficie l’intensità emotiva che guida e accompagna l’atto e il gesto creativo. Inoltre, ha proseguito nell’analisi critica affermando: “Daniel è un vulcano di idee e di sentimenti, è influenzato da una fervida fantasia e da una forza d’animo potente. Tutta questa commistione sensoriale e sensitiva si traduce nello slancio pittorico e sfocia nella realizzazione di uno scenario corposo, denso di materia cromatica e di giochi tonali ad intreccio, formati da una sequenza sempre ben calibrata e in linea con una profusione ricercata e raffinata. Daniel è un grande creativo dal gusto moderno, dal pensiero guizzante e contemporaneo, che riesce ad interpretare al meglio le tendenze e le preferenze attuali, ma al tempo stesso si prefigge di compiere una costante e continua ricerca sperimentale innovativa e alternativa per avere un proprio imprinting originale ed esclusivo. Certamente muoversi nel campo dell’Astrattismo in apparenza può sembrare più semplice e più immediato, perché si è meno dipendenti dalle regole dogmatiche e dottrinali e dai parametri accademici della tradizione figurativa più rigida e più ferrea, ma in realtà invece ci sono altrettanti discorsi a monte al riguardo, di cui tenere conto e che vanno appositamente e opportunamente vagliati, valutati, selezionati e scremati per riuscire a ottenere esiti e soluzioni convincenti, meritevoli di interesse e di placet di apprezzamento. Ecco, perché Daniel non lascia mai nulla al caso e alla casuale improvvisazione e seppur le opere appaiono prive di immagini figurali, la loro dinamica compositiva strutturale è decisamente articolata e impostata con cura e attenzione per il dettaglio e per il particolare. La spazialità e i volumi vengono distribuiti in modo ottimale, secondo una prospettiva di proporzioni tra vuoto e pieno ben calcolata a monte. Ogni opera racchiude un lavoro dovizioso e impegnativo per dare un senso di compiutezza, di completezza e di finitezza armoniosa e per infondere un immediato effetto di avvolgente suggestione, che rafforza la dimensione della piattaforma pittorica agli occhi dello spettatore e la rende magicamente intrigante a livello multi percettivo”.

     

  • Daniel Mannini: il potere subliminale dell’astrazione

    L’estro creativo versatile e camaleontico, che è insito nell’indole artistica di Daniel Mannini gli consente e gli permette di imprimere un potere subliminale molto permeante alla componente dell’astrazione pittorica e di riuscire ad enfatizzare al meglio e appieno le molteplici e multiformi componenti narrative e sceniche, che appartengono alla costruzione e alla sintassi compositiva dell’Informalismo non convenzionale”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini esalta la stimolante ricerca sperimentale, che il pittore Mannini porta avanti con intraprendente spinta di trasporto e di pathos e con la voglia viscerale e appassionata di chi cerca di evolvere e di migliorarsi di continuo e con profonda costanza e perseveranza. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha voluto evidenziare in merito: “Nella scala dei valori fondamentali, che Daniel attribuisce e conferisce alla sua esperienza di ricerca sperimentale senza dubbio emerge tutta la carica pregnante e intrisa di significati sottesi e di contenuti subliminali, che assume e riveste lo scenario astratto prospettato e rinnovato sempre con un impatto visionario e sensoriale unico e speciale. Daniel non si appoggia mai a schemi paradigmatici già battuti e infrazionati e sdoganati ad oltranza, ma si ricava un proprio modus per affidare all’astrazione un potere superiore e supremo, un potere allusivo simbolico che viene sviluppato con doviziosa progettazione e ideazione a monte, affinché possa ricoprire una valenza qualificante e crescente, in una progressione di arricchente essenza sostanziale. A livello formale dunque, Daniel si serve della modulazione astratta per poter ottenere un imprinting di spessore e per poter dare voce ad una pittura, che riesce a parlare più lingue diverse tutte insieme, che riesce a tradurre più espressioni differenti modulandole all’unisono con una comprensione fantasiosa e fantastica, che si affianca e si accosta al pensiero razionale e riflessivo e lo completa e lo integra rafforzandone il DNA genetico connaturato e costituendo un unicum armonioso ed equilibrato. Il bilanciamento tra fantasia sognante e immaginifica e ratio consapevolmente calibrata diventa un punto di forza nell’impatto recettivo delle opere e garantisce a Daniel di potersi avvalere di ulteriori dinamiche nella sfera conscia e inconscia e nella dimensione più intima e introspettiva. Durante la fase saliente della creazione Daniel raggiunge quel cosiddetto momento di delirio artistico, che viene però sempre filtrato dal controllo razionale e apporta allo scenario rappresentativo un grado di recettività trasformista, che viene intercalato e inframezzato dall’afflato sensoriale all’insegna del trionfale motto, che governa l’astrazione universale e la innalza ed eleva come regina e sovrana di un incontrastato e incontrovertibile potere subliminale”.

     

  • L’artista Roberto Re conclude alla grande il 2020 e si prepara al 2021 con tanta energia creativa

    Roberto Re tra gli artisti contemporanei, sta compiendo in modo molto oculato e selettivo le scelte migliori, quelle che gli consentono di ottenere esiti ottimali e di proseguire con abnegazione convinta e motivata il suo percorso creativo all’interno del comparto dell’Informalismo pittorico”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca i positivi e meritati traguardi raggiunti da Re durante questo anno quasi arrivato alla sua conclusione. E ancora tiene a sottolineare: “Questo anno ha fatto davvero da spartiacque per il mondo artistico culturale e ha messo a dura prova l’intero comparto dell’arte contemporanea. Re da temerario gladiatore ha saputo superare e oltrepassare lo stress e la tensione emotiva provocati dalla diffusione della pandemia Covid-19 e ha dato il meglio di sé, senza remore e senza riserve. Dinanzi alla sua produzione così corposa e qualitativamente molto valida non posso che lodare ed elogiare la sua volontà ferma e la sua forza coraggiosa. Parecchi artisti purtroppo si sono bloccati e arenati e hanno trascorso il 2020 con gravi blocchi creativi ancora non superati, mentre Roberto perseverante e tenace ha dimostrato di essere sempre positivo e propositivo, si è messo in gioco e ha portato avanti i suoi progetti conseguendo risultati ammirevoli. Adesso più che mai in questo periodo storico e sociale abbiamo bisogno di figure come la sua, di artisti per vocazione autentica, che non si fermano davanti a niente e divulgano dei messaggi collettivi in nome e a favore dell’arte e della cultura. Auguro a Roberto di proiettarsi verso il 2021 con la stessa voglia di fare e di sperimentare, con il desiderio di condividere il suo fervore creativo e di utilizzare la sua arte come medium, come tramite, come strumento prediletto per fare da aggregante e da collante comunitario. Roberto altruista per natura e generoso per indole, sono certa che anche nel 2021 sarà un esempio a modello di artista prodigo nel rendersi portavoce di un’arte messaggera di pensieri e di sentimenti incontaminati e incondizionati e nell’essere convinto fautore di un’arte all’insegna della comunione-unione. Auguro ancora al caro Roberto di rimanere sempre positivo, di essere sempre avulso da ambiguità fuorvianti che troppo spesso inquinano e rovinano l’arte e di rimanere sempre aperto alla ricerca creativa in modo arricchente e costruttivo”.